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Definizione 1. Sia V uno spazio vettoriale su K di dimensione finita.

Dato
un endomorfismo f : V V e un suo autovalore 0 , si definisce molteplicit`
a
algebrica di 0 la sua molteplicit`a come radice di Pf (), cio`e il massimo k
tale che ( 0 )k sia un divisore di Pf (con Pf () indichiamo il polinomio
caratteristico di f ).
Si definisce molteplicit`
a geometrica di 0 la dimensione dellautospazio V0 .
Proposizione 2. Dato un endomorfismo f di V , la molteplicit`
a geometrica di
ogni suo autovalore `e minore o uguale alla molteplicit`
a algebrica.
Dimostrazione. Sia V0 lautospazio di 0 , e sia v1 , . . . , vk una base di V0 .
Completiamo v1 , . . . , vk a una base v1 , . . . , vn di V .
Rispetto a questa base, la matrice associata a f ha la forma


0 Ik A
.
0
B
Quindi il suo polinomio caratteristico `e


(0 )Ik
A
det
= det((0 )Ik ) det(B Ink )
0
B Ink
= (0 )k det(B Ink ).

Ricordiamo che la scrittura V = U W significa che ogni vettore di v si scrive


in modo unico come somma di un vettore di U e uno di W . Analogamente si
scrive
V = U1 Uk
se ogni vettore di V si scrive in modo unico come
v = u1 + + uk ,

uj Uj .

Osservazione. Dati sottospazi U1 , . . . , Uk V ,


V = U1 Uk
se e solo se i sottospazi Uj hanno basi disgiunte Sj tali che S1 Sk `e una
base di V .
Infatti se V `e una somma diretta, scelte basi Sj di ogni Uj queste sono
necessariamente disgiunte. Poich`e Sj genera Uj , S1 Sk genera V . Inoltre
se S1 Sk fosse linearmente dipendente, esisterebbe una combinazione
lineare non banale del tipo
u1 + + uk = 0,
che `e assurdo per definizione.
Viceversa, se esistono basi disgiunte Sj tali che S1 Sk `e una base di
V , allora ogni vettore si scrive in modo unico come combinazione u1 + . . . + uk .
Lemma 3. Sia f un endomorfismo di uno spazio vettoriale V su K; siano
1 , . . . , k i suoi autovalori. Allora
V1 Vk
`e una somma diretta.
1

Dimostrazione. Sia v un vettore di V1 + + Vk . Lo possiamo scrivere come


v = v1 + + vk ,

vi Vi .

Se la scrittura non `e unica, diciamo


v = w1 + + wk ,

wi Vi .

allora la combinazione lineare


(v1 w1 ) + + (vk wk )
`e necessariamente banale perch`e gli autovalori sono a due a due distinti, quindi
vi = wi per ogni i.
Teorema 4. Sia f un endomorfismo di uno spazio vettoriale V su K; siano
1 , . . . , k i suoi autovalori, e 1 , . . . , k le relative molteplicit`
a geometriche.
Sono equivalenti:
1. f `e diagonalizzabile;
2. V = V1 Vk ;
3. f ha tutti gli autovalori in K e ogni i ha molteplicit`
a algebrica i .
4. 1 + . . . + k = dim V ;
Dimostrazione. (1) (2). Se f `e diagonalizabile esiste una base di autovettori, quindi ogni vettore `e combinazione lineare di autovettori, cio`e
V = V1 Vk ,
dove la somma `e diretta per il lemma.
Viceversa, presa una base Sj di ogni Vj , S = S1 Sk `e una base di
autovettori di V .
(2) = (3). La dimensione di una somma diretta `e pari alla somma degli
spazi, quindi dim V = 1 + . . . + k . La somma delle molteplicit`a algebriche
1 + . . . + k `e almeno pari a 1 + + k = dim V ; questo implica che il
polinomio caratteristico ha tutte le radici in K. Inoltre essendo j j per
ogni j devessere j = j per ogni j.
(3) = (4). Poich`e tutti gli autovalori sono in K devessere 1 + . . . + k =
dim V .
(4) = (2). Sappiamo che V1 Vk `e una somma diretta; la sua
dimensione `e dim V , quindi coincide con tutto lo spazio.
Esercizio 5. Determinare se

1
0
0

2
0
1

4
2
3

`e diagonalizzabile.

1
det 0
0

4
2 = (1 )(2 3 + 2)
3
2

Quindi 1 ha molteplicit`
a due e 2 ha molteplicit`a uno; la matrice `e diagonalizzabile se e solo se 1 ha anche molteplicit`a geometrica due. Troviamo

0 2 4
rank 0 1 2 = 1,
0 1
2
quindi `e diagonalizzabile.