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I Fondamenti

dell'Islam e La
Fede Islamica
di Ahmad Michelangelo Guida
BismillahirRahmanirRahìm (In nome di Allah, il Compassionevole, il
Misericordioso)

Il ringraziamento spetta ad Allah Signore dei mondi, sia la pace e la benedizione di Allah
su Muhammad, sulla sua Famiglia e su tutti i suoi Compagni.

«In verità coloro che temono Allah, tra i Suoi servi, sono i sapienti» (XXXV:28).

Introduzione
La fede islamica - al-Imàn - è il primo argomento che ogni musulmano, come anche colui
che si vuole avvicinare all’Islam, deve studiare. Elemento fondamentale del Imàn è senza
alcun dubbio il credere in Allah l’Altissimo. Con questa nostra pubblicazione vogliamo
proprio analizzare l’importanza della fede ed imparare a conoscere Allah attraverso le
Sue stesse parole contenute nel Corano, e attraverso le parole del Profeta Muhammad
(SAAS) contenute nella Sunna. Solo attraverso queste due fonti e con l’ausilio del
pensiero dei grandi dotti islamici appartenenti all’Ahl al-sunna wa al-Jama’a possiamo
avere una conoscenza. Questo significa che l’usare unicamente la ragione non può
aiutarci a comprendere Allah l’Altissimo, in quanto trascendente ed infinito, così come
l’interpretazione allegorica generalizzata nella lettura delle Parole di Allah. Anzi le due
cose possono indurci facilmente all’errore.

Possa Allah allontanarvi dall’errore, e possa Egli accrescere la nostra conoscenza.

Indice

Allah
1. Il credo islamico e la fede islamica

2. Allah "Dio" o "Allah"

3. Prove dell'esistenza di Allah

4. I caratteri e i nomi di Allah

5. Il Tawhid (l'affermazione che non esiste altra divinità, altro oggetto di adorazione,
che Allah)
Gli Angeli
1. Il loro nome

2. Creazione degli angeli

3. Aspetto degli angeli

4. Il numero degli Angeli

5. Jibril (Gabriele)

6. Perché non ha inviato Allah un angelo come messaggero?

7. Caratteristiche principali degli angeli

8. L'adorazione di Allah da parte degli angeli

9. Gli atti di adorazione degli angeli

10. Gli angeli e Adamo

11. Gli angeli e l'uomo

Un Introduzione al Sacro Corano


1. La parola Qur'an

2. La differenza tra il Corano, gli hadith al-qudsi e gli hadith

3. La discesa e la rivelazione

4. Al-Wahi (rivelazione, ispirazione)

5. Il Corano ai tempi del Profeta (SAAS)

6. Ai tempi di Abu Bakr

7. Ai tempi di 'Uthman

8. Ordine dei versetti e delle sure

9. Le sure meccane e quelle medinesi

10. La lingua del Corano


11. Lettura e lettori

12. Al-Nasikh e al-Mansukh

13. Traduzioni del Corano

14. L'esegesi del Corano (Tafsir e Ta'wil)

Profeti e Le Rivelazioni
1. I profeti e i messaggeri

2. La fede nei profeti e nei messaggeri

3. Profeti di cui non parla il Corano

4. Profeti e messaggeri citati nel Corano

5. Personaggi sui quali si hanno dubbi in merito alla loro missione

6. La necessità dei profeti e dei messaggeri

7. Compiti dei messaggeri

8. Carattere umano dei profeti

9. Caratteristiche non umane uniche dei profeti

10. Il wahi

11. Come avviene il wahi

12. Segni e miracoli dei profeti

13. L'annuncio di Muhammad (SAAS) da parte dei profeti precedenti

14. L'eccellere, il preferire alcuni profeti o messaggeri

15. Perché Muhammad (SAAS) è stato preferito?

16. Divieto di fare preferenze tra profeta e profeta

17. LE RIVELAZIONI
I Jinn e gli Shayatin
1. Creazione dei Jinn e dei Shayatin

2. L'aspetto dei Jinn

3. Nomi e tipi diversi di Jinn

4. Shaytan

5. Cibo e bevande dei Jinn

6. La loro riproduzione e il loro accoppiamento

7. Muoiono i Jinn ?

8. Luoghi di residenza dei Jinn

9. Qualità straordinarie dei Jinn

10. Incapacità dei Jinn

11. Responsabilità dei Jinn dinanzi ad Allah

12. Inimicizia di Shaytan

13. Ogni uomo ha il suo Shaytan

14. Come Shaytan influenza l'uomo

15. Esiste la magia?

16. E a proposito degli U.F.O.?

17. Come proteggersi dai Jinn

Il Giorno del Giudizio (La morte e i segni premonitori


dell'Ora)
1. La morte

2. Punizione della Tomba

3. La ruh e la nafs
4. I segni del Giorno del Giudizio

5. I segni che già si sono verificati

6. I segni che si sono verificati e continuano a verificarsi

7. I segni maggiori

8. Discesa di Gesù figlio di Maria

9. Gog e Magog

10. Ultimi segni prima dell'Apocalisse


Allah
La lode spetta ad Allah il Signore dei mondi e la pace e la benedizione sia sull'Inviato e
sulla sua famiglia e su tutti i suoi Compagni;
«Allah, non c'è altro dio che Lui, il Vivente, l'Assoluto. Non Lo prendon mai sopore né
sonno. A Lui appartiene tutto quello che è nei cieli e sulla terra. Chi puٍ intercedere presso
di Lui senza il Suo permesso?
Egli conosce quello che è davanti a loro e quello che è dietro di loro e, della Sua scienza,
essi apprendono solo ciٍ che Egli vuole. Il Suo Trono è più vasto dei cieli e della terra, e
custodirli non Gli costa sforzo alcuno. Egli è l'Altissimo, l'Immenso» (II:255).

Il credo islamico e la fede islamica


Il credo - ‘aqida - non è un qualcosa che si pratica, ma è una convinzione dell’intelletto e
un sentimento del cuore. Mentre la fede - Iman - è la convinzione dell’intelletto e il
sentimento del cuore che si manifesta nel pensiero e nelle azioni. E per questo i dotti
musulmani dicono: «la fede [al-Imàn] è il credere con certezza a ciò che non si vede, che
si esprime con la lingua, e con il rispettare i pilastri della pratica». Quindi per semplicità
possiamo dire che il credo sono le radici di un albero, le azioni sono i rami, le foglie e i
frutti. E l’albero nel suo insieme costituisce la fede – al-Imàn. Questo significa che se le
radici sono piccole o deboli tutto l’albero sarà debole e non produrrà un fitto fogliame o
molti frutti. Quando invece le radici sono salde e ben radicate nel terreno, il fogliame sarà
rigoglioso, i suoi frutti numerosi e sarà un solido e stupendo albero.

Ma in cosa consiste la fede? Alla stessa domanda il Messaggero di Allah (SAAS) rispose
così: «[La fede è] che tu creda in Allah, nei Suoi angeli, nei Suoi libri, nei Suoi
messaggeri e nell’ultimo giorno, e che tu creda nel decreto divino sia nel bene che nel
male» (Muslim 8) .E nel Corano troviamo: «Il Messaggero crede in quello che gli è stato
fatto scendere da parte del suo Signore, come del resto i credenti: tutti credono in Allah,
nei Suoi Angeli, nei Suoi Libri e nei Suoi messaggeri» (II:285). Questi elencati dallo
hadith e dal versetto sono i pilastri, detti anche articoli, della fede islamica.

Ma se esistono dubbi o incertezze questa non è più fede ma diventa un’opinione. infatti:
«I credenti sono coloro che credono in Allah e nel Suo Inviato senza mai dubitarne»
(XLIX:15); «Alif Lam Mim. Questo [il Corano] è il Libro in cui non v’è dubbio» (II:1-2);
«Nostro Signore, in verità tu sei quello che radunerà gli uomini in un Giorno in cui non
v’è dubbio» (III:9).

Dove è possibile trovare la vera fede, senza le corruzioni apportate dall’uomo o le sue
costruzioni filosofiche? La possiamo trovare solo nel Corano che non è stato mai
modificato da mano umana, ma solo custodito e riprodotto fedelmente. Anche perchè
Allah ha detto: «Noi abbiamo fatto scendere il Ricordo, e Noi ne siamo i custodi»
(XV:9). La fede e la miscredenza:
L’opposto della fede è la miscredenza - kufr-. Sono miscredenti - kàfir - coloro che
negano la veridicità di tutti i pilastri della fede o negano solo alcuni di essi: «In verità
coloro che negano Allah e i Suoi messaggeri, che vogliono distinguere tra Allah e i Suoi
messaggeri, dicono: “Crediamo in alcuni e neghiamo altri”, e vogliono seguire una via
intermedia, sono questi i veri miscredenti» (IV:150-151).

Colui al quale viene presentato l’Islam e lo rifiuta deliberatamente è da considerarsi


infedele e destinato per sempre all’inferno.

Al contrario a chi non viene presentato l’Islam, per diverse ragioni non verrà punito,
perché ha detto l’Altissimo:

«Non puniremo nessuno fino a quando non avremo inviato un messaggero» (XVII: 15).
Le persone che non sono capaci di comprendere l’Islam nella vita terrena, perché hanno
dei gravi handicap fisici o mentali, avranno la possibilità di dimostrare la loro fede nel
Giorno del Giudizio. A questo proposito ha detto il Messaggero di Allah (SAAS):
«Quattro si appelleranno nel Giorno del Giudizio: l’uomo sordo che non sente nulla,
l’uomo demente, l’uomo decrepito e l’uomo morto nel tempo [morto, cioè, prima della
venuta di un profeta]. Il sordo dirà: “Signore venne l’Islam e non ho sentito nulla”, e il
demente dirà: “Signore venne l’Islam e i bambini mi gettavano contro lo

sterco”, e il decrepito dirà: “Signore venne l’Islam e io non ho capito nulla”. E colui che è
morto nel tempo dirà:

“Signore non è venuto a me alcun messaggero”. Allora Allah stipula un patto per metterli
alla prova, e li invita ad entrare nel fuoco [colui che accetta l’invito di Allah e sarà
fiducioso e timoroso di Lui, verrà ricompensato come tale, chi invece si rifiuterà sarà
ricompensato per il suo rifiuto ad Allah], e per colui che ha l’anima di Muhammad tra le
mani, se entreranno sarà per loro freddo e sicuro» (Ahmad).

Kufr minore e kufr maggiore:

Esistono due tipi di kufr: quello minore (al-kufr al-asgar) e quello maggiore (al-kufr al-
akbar). Un fedele entra nello stato di kufr minore quando ha un comportamento da
miscredente ma la sua fede rimane salda. Per questo viene detto anche kufr ‘amali
(miscredenza del comportamento). Questo non causa l’abbandono del fedele dell’Islam, e
non lo condanna in eterno all’inferno ma lo rende dissoluto, molto debole e facilmente
può cadere nel kufr maggiore. Il kufr maggiore è il rinnegare i principi della fede con il
pensiero, per questo viene detto anche kufr i’tiqadi (miscredenza del pensiero). Questo
causa l’abbandono dell’Islam e la condanna in eterno all’inferno.

Per esempio l’abbandonare la salàt (la preghiera quotidiana obbligatoria) pone il fedele in
stato di kufr minore, se questo continua ad avere una fede salda in tutti gli articoli di fede.
Se invece un uomo non prega e pensa che la salàt non serva a nulla, allora egli è in stato
di kufr maggiore. Ovviamente l’abbandonare totalmente la salàt, preferendo ad essa altre
attività (lavorare, dormire, mangiare...), e non vi sono gravi impedimenti, porta l’uomo al
kufr maggiore, perché egli diventa murik - cioè associa ad Allah qualche cosa-, nel nostro
caso il guadagnare, il mangiare o il dormire acquistano per la persona un valore superiore
rispetto ad Allah. E lo Širk - l’associare ad Allah qualcosa - è il peccato più grave e il
peccato che Allah non perdona: «Lo Širk è un enorme ingiustizia» (XXXI:13); «Allah
non perdona chi gli associa qualcosa ma perdona chi è senza questo tra chi vuole»
(IV:48); e ha detto il Messaggero di Allah (SAAS): «Colui che muore senza aver
associato nulla ad Allah entrerà nel Paradiso» (Muslim).

Allah

“Dio” o “Allah “:
Il lettore attento già avrà notato che in questo testo si usa la parola “Allah” e non la parola
“Dio”. Questo non perché vogliamo fornire un’immagine esotica all’Islam (anzi), ma
perché vogliamo rispettare la volontà dell’Altissimo che si è dato questo nome e ha scelto
di chiamarsi così nel Sublime Corano: «Egli è Allah, nei cieli e sulla terra. Conosce
quello che nascondete e quello che palesate» (VI:3).

La fede in Allah:

La fede in Allah non è credere unicamente alla Sua esistenza, ma essa si compone di
quattro elementi inalierzabili:

1- La fede nella Sua esistenza;

2- La fede nei Suoi caratteri e nei suoi nomi;

3-Credere che Allah sia l’unico Creatore, runico reale Padrone e runico Gestore
dell’Universo (Tawhid alrububiyya);

4-Credere che Allah sia l’unico degno di adorazione (Tawhid al-uluhiyya).

Prove dell’esistenza di Allah


La Fitra:

«Rivolgi il tuo volto alla religione come hanìf [come un monoteista], natura originaria
[fitra] che Allah ha connaturato agli uomini; non c’è cambiamento nella creazione di
Allah. Ecco la giusta Religione» (XXX:30). Ogni uomo dunque possiede la fitra, ovvero
una naturale propensione verso il monoteismo e verso rlslam. Dimostrazione
dell’esistenza della fitra può essere il fatto che da sempre l’uomo si è rivolto ad Allah.
Anche coloro che sembrano aver dimenticato Aliah nel momento di pericolo o di
sconforto si rivolgono a Lui: «Egli è Colui che vi fu viaggiare per terra e per mare.
Quando siete su battelli che navigano col buon vento, [gli uomini] esultano. Quando
sorge un vento impetuoso e le onde si alzano da ogni parte, invocano Allah e Gli rendono
un culto puro. “Se ci salvi saremo certamente riconoscenti”» (X:22); anche coloro che
sono politeisti riconoscono l’autorità suprema di un’unica divinità: così come per i greci
questa autorità era rappresentata da Zeus, gli arabi pagani avevano Allah: «Se domandi
loro: “Chi ha creato i cieli e la terra?” certamente risponderanno: “Allah”» (XXXI:25).
Anche le grandi ideologie atee riservano una forma di culto superiore ai loro fondatori.

Ma se l’uomo naturalmente tende ad Allah perché esistono varie religioni diverse? Ciò
avviene perché l’uomo viene influenzato dalla famiglia e dal contesto in cui cresce e
vive. Troviamo infatti in un hadith trasmesso da Abu Hurayra che il Messaggero di Allah
(SAAS) ha detto: «Tutti i nati nascono con la fitra, ma i loro genitori lo rendono giudeo,
cristiano o mazdeo, così come dal quadrupede nasce un altro quadrupede; Vedi forse un
incongruenza in ciò?» (Bukhari 1385). Allora un bambino che è cresciuto senza subire
alcuna influenza esterna, naturalmente tenderà ad essere un monoteista? Questo potrebbe
essere vero se non esistessero gli Šayatin - i demoni - che tentano di corrompere l’uomo
in ogni modo dal tempo della creazione di Adamo, e non lo lasciano mai solo: «Disse
[Šaytàn, dopo aver traviato Adamo]: “Per la tua potenza, tutti li travierò, eccetto coloro,
fra essi, che sono Tuoi servi sinceri»

(XXXVIU:82-83).

Allah motore dell’Universo:

La fisica ci ha insegnato che un corpo rimane nel suo stato di quiete fino a quando non
interviene mia forza che modifica il suo stato (legge d’inerzia). Eppure “qualcosa” ha
fatto scoppiare l’«uovo cosmico» che ha dato inizio al «Big bang». Ma quell’«uovo
cosmico» - che ha dato vita a tutto l’Universo - non può essere stato generato dal nulla,
né può essersi creato da solo, “qualcosa” deve averlo creato.

Quel “qualcosa” che ha creato l’«uovo cosmico», quel “qualcosa” che gli ha impresso un
impulso iniziale tale da farlo espandere tanto velocemente che nel giro di 10-32 secondi
abbia aumentato il volume dell’Universo di miliardi e miliardi di volte, quel “qualcosa”
che ha fatto si che dalla semplice materia scaturisse la vita, e quel “qualcosa” che
continuamente là sì che questo Universo si muova e che la vita si rinnovi non può essere
altro che Allah, ente trascendente all’Universo di infinita potenza e di infinita sapienza.
Non è possibile che l’Universo e l’uomo vengano dal nulla, e non è possibile che siano il
frutto di una serie di coincidenze. Il Corano invita a riflettere in proposito:

«Sono stati forse creati dal nulla oppure sono essi stessi i creatori? O hanno creato i cieli
e la terra? In realtà non sono affatto convinti» (LII:35-36).

Certo l’uomo difficilmente ammette la sua inferiorità e di avere delle capacità limitate,
soprattutto oggi che ha conquistato grandi vette in campo tecnologico e scientifico. Ma la
realtà è differente. L’uomo ha capacità nettamente inferiori ad Allah: «Non hai visto colui
che per il fatto che Allah lo aveva fatto re, discuteva con Abramo a proposito del suo
Signore? Quando Abramo disse: “11 mio Signore è Colui che da la vita e la morte”,
rispose: “Sono io

la vita e la morte!”, e Abramo: “Allah là sorgere il sole da Oriente, fallo nascere da


Occidente”. Restò confuso

miscredente. Allah non guida i popoli che prevaricano» (II:258).

Allah ha creato l’Universo per l’uomo:

Allah dunque ha creato l’Universo e lo ha creato per l’uomo: « Egli ha creato per voi
tutto quello che c’è sulla terra» (II:29); «Non vedete come Allah vi ha sottomesso quel
che è nei cieli e sulla terra» (XXXI:20). Questo certamente non significa che l’uomo
possa violentare l’universo e abusarne, ma deve adoperarlo nel modo più proficuo e nello
stesso tempo rispettarlo.

Invito del Corano ad osservare la grandiosità del Creatore attraverso il creato:

«Di’: “Osservate quello che c’è nei cieli e sulla terra”» (X:l01); «Guardi l’uomo ciò da
cui è stato creato» (LXXXVI:5); «Guardi l’uomo ciò che mangia» (LXXX:24). Il
Sublime Corano ci invita, dunque, ad osservare il creato, proprio perché attraverso il
creato noi possiamo comprendere la grandiosità del Creatore. Così come da un opera
d’arte possiamo intuire la bravura, la perizia e la sensibilità dell’autore, dall’universo
possiamo intuire molti dei caratteri di Allah: la perfezione, la conoscenza, la grandezza,
la generosità...

Abbiamo considerato qui esclusivamente due prove dell’esistenza di Allah l’Altissimo la


fitra e il fatto che non possa esistere l’Universo senza un creatore. Però è doveroso
accennare che il Corano stesso, Parola di Allah, è una prova della Sua esistenza. Infatti
esso contiene profezie e verità scientifiche che sicuramente non erano alla portata dei
beduini dell’Arabia del VII secolo, ma lontano anche dalle capacità dell’uomo del 2000.

I caratteri e i nomi di Allah


Nulla è simile ai caratteri e ai nomi di Allah:

Sono concordi, i sunniti, che nulla è simile ad Allah, né nella sua entità, né nella sua
persona, né nei Suoi attributi

nei Suoi nomi: «Niente è simile a Lui . Egli è l’Audiente, Colui che vede» (XLII: 11);
«Nessuno è uguale a Lui» (CXI), e ancora: «Non paragonate nulla ad Allah» (XVI:74).
Fu posta all’lmàm Malik ibn Anas una domanda sul detto dell’Altissimo: «fl
Misericordioso è asceso sul Trono» (XX:5) Come Egli si fosse stabilito? Malik rispose:
«L’ascendere non è cosa sconosciuta e il come non è comprensibile e la domanda in
proposito è bid’a». Questo significa che le caratteristiche di Allah l’Altissimo che
ritroviamo nel Corano o nelle parole del Profeta (SAAS) sono chiare e bisogna credere
nella loro esistenza, ma il “come” di queste caratteristiche è un qualcosa di
incomprensibile per l’uomo, e il solo chiedersi come siano queste caratteristiche o come
si esprimono è eretico - bid’a -, proprio perché fuori dalla portata dell’uomo. E chiaro
anche che cercare cli interpretare in modo allegorico le caratteristiche di Allah o i Suoi
attributi sia al di fuori delle capacità umane, e non può condurre se non all’errore e ad
allontanarsi da ciò che l’Altissimo ha voluto dirci su di sè. E bisogna attenersi proprio a
quello che Allah ci ha detto di Se: «Siete voi più sapienti o Allah?» (11:140); e a quello
che ci ha detto il Profeta (SAAS), perché le sue parole erano ispirate: «E non parla
d’impulso, ma ispirato da una Rivelazione» (L111:3-4).

Un unica somiglianza con il creato la possiamo riscontrare nel linguaggio che usa il
Corano. Alcune caratteristiche di Allah vengono chiamate nello stesso modo in cui
vengono chiamate alcune caratteristiche degli uomini: «Allah è Colui che ascolta, il
Sapiente» (ffl:34); «Gli annunciarono un figlio sapiente» (LI:28); «E abbiamo fatto in
modo che ascoltasse e che vedesse» (LXXVI:2). Ma ciò è stato fatto per fadilitarne la
comprensione ed è ovvio che le caratteristiche e gli attributi di Allah sono infinitamente
superiori e non limitati come quellì umani.

Allah è un’entità ben definita:

E importante anche dire che non stiamo parlando di qualcosa di astratto, di una metafora,
ma di un’entità ben definita e molto precisa. Questo lo capiamo dal linguaggio che usa il
Corano, definendoLo come un entità precisa con delle caratteristiche specifiche: «Allah,
non c’è altra divinità che Lui, il Vivente, l’Assoluto, non Lo prendono né sopore né
sonno» (II:255); «Di’: “Egli Allah è unico, Allah è assoluto non ha generato, non è stato
generato e nessuno è uguale a Lui”» (CXII).

Ed Egli ha anche una Sua persona (nafs) - che non assomiglia in nulla alle creature-:
«Di’: “A chi appartiene quello che è nei cieli e sulla terra?” Rispondi: “Ad Allah”. Egli
ha scritto per se stesso la misericordia» (VI:12). «Tu conosci quello che c'è in me e io
non conosco quello che c'è in Te» (V:116); «Poi venisti fino a qui, o Mosè, come deciso.
Ti ho scelto per me stesso» (XX:40-41); Da Abu Hurayra: Il Profeta (SAAS) ha detto:
«Quando Allah ha creato la Creazione, Lui ha scritto in un libro - e ha scritto su se stesso,
e questo è presso di Lui sul Trono - "In verità la Mia Misericordia supera la Mia Ira"»
(Bukhari 7404 e Muslim).

Allah ha un Volto:
Sappiamo dal Corano che Allah ha un volto, infatti esso dice: «Rimarrà il Volto del tuo
Signore» (LV:27); «Tutto perirà eccetto il Suo Volto» (XXVIII:88).
Ma questo volto è coperto ed è irraggiungibile da occhio e mente umana in questo mondo
perché lo splendore è tale che brucerebbe tutto il creato, così come ritroviamo in un
hadith trasmessa da Abu Musa al-Ash'ari che ha detto: il Messaggero di Allah (SAAS)
era in piedi tra noi e ci disse cinque cose: «In verità Allah - il Potente e il Sommo - non
dorme, e non ha bisogno di dormire. Il Suo schermo è la luce [in un'altra versione di Abu
Bakr: "il fuoco"], se si scoprisse, lo splendore del suo viso brucerebbe, del Suo creato,
tutto ciò che la sua vista raggiunge» (Muslim 179).

Allah ha due mani:


Lo si evince sempre dal Sublime Corano che dice: «Le Sue due mani sono invece ben
aperte» (V:64); «Disse: "O Iblis, cosa ti impedisce di prosternarti davanti a ciٍ che ho
creato con le mie due mani?"» (XXXVIII:75). Noi sappiamo che Allah con il solo
comando "Sii" può creare (vedi per esempio XXXVI:82). Ma ha creato l'Altissimo alcune
cose particolari con le sue mani, come ad esempio Adamo - vedi il versetto 75 della sura
XXXVIII -, la Torà e il Paradiso.

Allah ha delle dita:


'Amru bin al-'As ha riportato che il Profeta (SAAS) ha detto: «I cuori dei figli di Adamo
si trovano tutti tra due delle dita del Clemente, come un solo cuore che modifica come
vuole» poi disse (SAAS): «Allahumma, Colui che forgia i cuori, forgia i nostri cuori alla
ubbidienza verso di Te» (Muslim 2654).

Allah ha una gamba:


Troviamo infatti nel Corano che Allah ha una gamba (saq), più precisamente si intende la
parte inferiore della gamba: «Il giorno in cui verrà scoperta una gamba, saranno chiamati
a prosternarsi e non potranno» (LXVIII:42). E Abu Sa'id al-Khudri ha trasmesso che il
Messaggero di Allah (SAAS) ha detto: «Scoprirà il nostro Signore la sua gamba e si
prosterneranno a Lui tutti i fedeli e le fedeli, e resteranno coloro che si prosternavano nel
mondo terreno per farsi vedere o farsi sentire, proveranno a fare la prosternazione e
troveranno la loro schiena di un unico pezzo [e quindi non potranno prostrarsi]» (Bukhari
4919 e Muslim).

Allah sovrasta il Trono:


Ha detto l'Altissimo: «Il Signore del Trono immenso» (XXIII:86); «Il Misericordioso è
asceso sul Trono» (XX:5) e ha detto: «Egli è il Signore del Trono Immenso» (IX:129).
Noi crediamo che Allah sia asceso sul trono poiché ce lo dice il veridico Corano. Non
sappiamo il come Egli sia asceso, come abbiamo già visto, ma noi sappiamo quale siano i
possibili significati della parola Istawa nella lingua araba: sovrastare, stare al di sopra,
ascendere. Non sappiamo neanche come sia questo Trono, ma sappiamo che è immenso e
che questo è sostenuto da degli angeli giganteschi: infatti ha detto il Messaggero di Allah
(SAAS): «Mi è stato permesso di parlare con uno degli angeli che sostengono il Trono;
un uccello per percorrere la distanza che passa tra il suo lobo e la sua spalla
impiegherebbe settecento anni» (Abu Dawud).

Allah ride:
Abu Hurayra ha detto che il Messaggero di Allah (SAAS) ha detto: «Ride Allah per due
uomini che si uccidono a vicenda. Entrambi entrano nel Paradiso: uno perché combatte
sulla via di Allah e viene ucciso, poi Allah perdona l'uccisore, diviene martire» (Bukhari
2826 e Muslim) .

La discesa dell'Altissimo:
In un hadith troviamo: «Scende il nostro Signore, il Benedetto e l'Altissimo, ogni notte
verso il primo cielo - samà al-dunya - e vi rimane l'ultimo terzo della notte, e dice: "C'è
qualcuno che mi invoca, al quale Io possa rispondere? C'è qualcuno che mi chiede, al
quale Io possa dare? C'è qualcuno che mi chiede perdono, perché Io lo possa perdonare"»
(Bukhari 1145 e Muslim). E lo stesso accadrà prima del Giorno del Giudizio: «No,
quando la terra sarà polverizzata, in polver fine, e verranno il tuo Signore e gli angeli
schiere su schiere» (LXXXIX:21-22).

Allah ama:
Allah ama tutte le azioni che si rifanno al Corano e alla Sunna, e ama tutti i caratteri
consigliati, e non ama tutto ciò che esso sconsiglia e vieta: «In verità Allah ama i
timorati» (IX:4); «In verità Allah ama coloro che compiono il bene» (III:134); «In verità
Allah ama coloro che hanno pazienza» (III:146); «In verità Allah ama coloro che a Lui si
affidano» (IX:4); «Dici: "Se amate Allah seguitemi, Allah vi amerà"» (III:31) e dice
ancora: «E Allah non ama la corruzione» (II:205).

La conoscenza di Allah:
«Allah è l'Udente, il Sapiente» (III:34). Molti hanno sostenuto che ad Allah possa
conoscere l'universale ma non il particolare. Ma questo non è vero nell'Islam, troviamo
infatti nel Corano: «O figlio mio, anche se fosse come un peso di un granello di senape
nel profondo di una roccia o nei cieli o sulla terra, Allah ne avrebbe conoscenza. Allah è
dolce e ben informato» (XXXI:16).

Dov'è Allah?
«Siete forse sicuri che Colui che sta nel cielo non vi faccia inghiottire dalla terra quando
trema? O siete sicuri che Colui che sta nel cielo non scateni contro di voi un uragano?
Conoscerete com'è [terribile] il Mio avvertimento» (LXVII:16-17). Allora Allah
Subhanahu è in cielo. Lo stare in "cielo" non va inteso perٍ letteralmente, ma lo stare in
"cielo" significa che Allah è al di sopra delle cose create all'esterno dell'universo, al di
sopra dei sette cieli. Infatti troviamo in altri versetti: «Glorifica il nome del tuo Signore
l'Altissimo» (LXXXVII:1) e ancora: «Egli è Colui che è potente sopra i suoi servi»
(VI:18).

Si può vedere Allah?


Non si può vedere Allah durante la vita terrena. Lo stesso Mosè non ha visto Allah, bensì:
«E quando Mosè venne al nostro luogo d'incontro, e il suo Signore gli ebbe parlato, disse:
"O Signore mio, mostraTi a me, affinché io Ti guardi". Rispose: "No, tu non Mi vedrai,
ma guarda il monte, se rimane al suo posto tu mi vedrai". Non appena il suo Signore si
manifestò, esso si polverizzò e Mosè cadde folgorato» (VII:143). Anche Muhammad
(SAAS) non ha mai visto Allah, neanche durante la sua ascesa al settimo cielo: 'A'isha ha
detto: «Colui che sostiene che Muhammad ha visto il suo Signore ha [detto] una grande
menzogna su Allah».
Sarà possibile vedere Allah solo nel Giorno del Giudizio, e sarà un grande dono per i
fedeli: «In quel giorno ci saranno dei volti splendenti che guarderanno il loro Signore»
(LXXV:22-23), ma i miscredenti non Lo potranno vedere: «In verità quel giorno un velo
gli impedirà di vedere il loro Signore» (LXXXIII:15).

I nomi di Allah:
«Ad Allah appartengono i nomi più belli: InvocateLo con quelli» (VII:180). Allah
possiede dunque i nomi più belli e il Messaggero di Allah (SAAS) ha detto: «Ad Allah
appartengono novantanove nomi -cento meno uno-, non le memorizza se non colui che
entrerà nel Paradiso. In verità Lui è l'Impari, ama le cose dispari» (Bukhari 6410 e
Muslim).

Il migliore nome:
Il Messaggero di Allah (SAAS) ha detto: «Il miglior nome, quello con il quale invochi e
ti sarà risposto, si trova nelle tre sure del Corano del Baqara [sura II], di Al 'Imran [sura
III] e Ta Ha [sura XX]» (Ibn Majah). Il nome più usato comunque nel Corano è Allah,
che viene citato ben 1697 volte, mentre al-Rahman è usato solo 57 volte.

Vantaggi per chi conosce i nomi di Allah:


Colui che conosce (non solo a memoria, ma ne capisca anche il significato) i nomi di
Allah riceve tre benefici molto importanti: acquista una grande conoscenza di Allah e
perfeziona così la sua fede che altrimenti sarebbe un pensiero indefinito che non da dei
buoni frutti; avrà più mezzi per l'esaltazione dell'Altissimo e nelle invocazioni
dell'Altissimo. Molto spesso i novantanove nomi vengono adoperati per pratiche poco
ortodosse. Vale la pena ricordare che tutto ciò che, nella pratica della religione, non si rifà
al comportamento del Profeta (SAAS) è un eresia e un atto di apostasia. Come disse il
Messaggero di Allah (SAAS) ha detto: «Colui che fa un'azione conforme ai nostri
insegnamenti sarà respinta» (Bukhari e Muslim 1718).

Il Tawhid
Questo è senza dubbio il pilastro fondamentale dell'Islam. Il Tawhid è l'affermazione che
non esiste altra divinità, altro oggetto di adorazione, che Allah. Possiamo dividere il
Tawhid in due parti: il Tawhid al-uluhiyya, ovvero che Allah è l'Unico, e il solo ad essere
degno d'essere l'oggetto d'adorazione (di 'ibada -cioè compiere tutti quegli atti espliciti ed
impliciti, e quelle parole che ama Allah, e l'evitare, invece, quegli atti che Egli disprezza);
il Tawhid al-rububiyya sottolinea che Allah è l'unico Creatore, l'unico reale Padrone e
l'unico Gestore dell'Universo.

La creazione come specchio dell'unicità di Allah:

L'armonia della creazione e la sua perfezione ci induce a pensare che deve esistere un
solo dio che l'ha creata e che la gestisce, altrimenti regnerebbe un caos tra le varie
divinità (vedi per esempio il pantheon greco-romano) e di conseguenza un conflitto tra le
varie creature dell'Universo: «Allah non si è preso figlio alcuno e non esiste alcun dio al
Suo fianco; altrimenti ogni dio se ne sarebbe andato con ciٍ che ha creato e ognuno
avrebbe cercato di prevalere sugli altri» (XXIII:91).
Allah dunque è l'unico Creatore, Possessore e Gestore dell'Universo -Tawhid al-
rububiyya- ed Egli possiede caratteristiche e nomi superiori a quelle di qualsiasi creatura,
non esiste allora altro degno di adorazione tra le creature -Tawhid al-uluhiyya-.

Condizioni del Tawhid:

Il Messaggero di Allah (SAAS) ha detto: «Colui che dice che non esiste altra divinità che
Allah e che Muhammad è Suo servo e Suo messaggero, che Gesù è servo di Allah e Suo
Messaggero, Sua parola insufflata in Maria e uno Spirito proveniente da Lui, che il
Paradiso è verità e che l'Inferno è verità, Allah lo farà entrare nel Paradiso in base e
quelle che sono state le sue azioni» (Bukhari e Muslim 28). Questo hadith mette in risalto
l'importanza del Tawhid, ma risalta anche importanti pilastri della fede (creazione di
Gesù, la sua natura umana e non divina e l'esistenza del Paradiso e dell'Inferno) e
l'importanza che deve avere il comportamento e le azioni che si compiono. Allora non
basta dire che non c'è altra divinità che Allah per considerarsi musulmani, ma questa
frase -che costituisce il Tawhid- ha sette condizioni inalienabili:
1- La conoscenza e la piena consapevolezza del significato di queste parole infatti dice
l'Altissimo: «Eccetto coloro che avranno testimoniato la verità con piena conoscenza»
(XLIII:86). E in un hadith trasmesso da 'Uthman bin 'Affan, il Messaggero di Allah
(SAAS) ha detto: «Colui che muore e ha la conoscenza che non esiste altra divinità che
Allah entra nel Paradiso» (Muslim 26).
2- Bisogna essere pienamente convinti del Tawhid e non spinti da interessi mondani
(come quello matrimoniale, per esempio): «I veri credenti sono coloro che credono in
Allah e nel Suo Inviato senza dubitarne» (XLIX:15).
3- Si deve testimoniare il Tawhid con le parole ma bisogna anche adeguare le proprie
azioni a questo principio: «Quando si diceva loro: "Non c'è dio all'infuori di Allah" si
gonfiavano d'orgoglio e dicevano: "Dovremmo abbandonare le nostre divinità per un
poeta posseduto?"» (XXXVII:35-36).
4- Bisogna sottomettersi ad Allah: «Tornate al vostro Signore e sottomettetevi a Lui»
(XXXIX:54).
5- Bisogna essere onesti con Allah e con se stessi: «Tra gli uomini vi è chi dice:
"Crediamo in Allah e nel Giorno Ultimo" e invece non sono credenti. Vorrebbero
ingannare Allah e coloro che credono, ma non ingannano che loro stessi e non se ne
accorgono» (II:8-9).
6- Bisogna essere sinceri nella pratica: «Non appartiene forse ad Allah la Religione
sincera» (XXXIX:3); ed anche: «Eppure gli fu ordinato di adorare, attribuendogli un
culto sincero e monoteista» (XCVIII:5).
7- Bisogna amare (bramare) soltanto Allah: «E fra gli uomini vi sono coloro che
attribuiscono ad Allah degli uguali e li amano come amano Allah. Ma coloro che credono
hanno per Allah un amore più grande» (II:165).
Gli Angeli
In questi ultimi tempi si sente parlare molto spesso degli angeli, che salvano la gente,
comunicano agli uomini messaggi o profezie sul futuro. Oggi come nel passato, poi, si
cerca di raffigurare gli angeli: c'è chi li rappresenta come piccoli bambini teneri e graziosi
con delle alucce molto piccole. Ma sono veramente così gli angeli, come l'uomo se
l'immagina?
Il musulmano non deve ricercare nella sua fantasia la conoscenza dell'invisibile, ma si
deve affidare a ciò che l'Altissimo ci ha trasmesso attraverso il Suo Messaggero,
Muhammad (SAAS), e attraverso il Sublime Corano evitando di fare congetture e di
fantasticare su cose che così poco conosce.
Uno dei pilastri del credo musulmano è il credere negli angeli, infatti dice l'Altissimo: «Il
Messaggero crede in quello che è stato fatto scendere su di lui da parte del suo Signore,
come del resto i credenti: tutti credono in Allah, nei Suoi Angeli, nei Suoi Libri e nei
Suoi Messaggeri» (II:285). Ma cosa significa precisamente credere negli angeli?
Significa credere non solo nella loro esistenza, ma credere anche nella loro creazione, alle
loro caratteristiche e credere nel lavoro che svolgono (di messaggeri e di sudditi).
Questa nostra ricerca cercherà di esaminare in breve la figura degli angeli, sfatando così
alcune fantasie dell'uomo.

Il loro nome:
Il termine italiano "angelo" deriva dal greco "aggelw", che significa "annunziare",
"portare un messaggio", e non è altro che la traduzione dall'ebraico (lingua del Vecchio
Testamento) di "malak" che è la stessa parola che usa il Sublime Corano.
In particolare la parala araba "malak" (plurale: "Malayka") potrebbe derivare dal verbo
"ALaKa" che significa "trasmettere un messaggio", oppure potrebbe derivare dal verbo
"LaAKa" che significa "inviare".

Creazione degli angeli:


Gli angeli appartengono ad un mondo che non è quello degli uomini né quello dei jinn in
quanto sono stati creati da luce. Il Profeta (SAAS) ha detto: «Gli Angeli sono stati creati
dalla luce, i jinn sono stati creati da un fuoco puro e Adamo è stato creato da ciò che è
stato definito [nel Corano] per voi [cioè d'argilla]» (Muslim 2996). La creazione degli
angeli è avvenuta sicuramente prima di quella degli uomini. La cosa si evince quando
l'Altissimo dice, parlando agli angeli -che evidentemente già esistevano- della creazione
dell'uomo: «E quando il tuo Signore disse agli Angeli: "Porrò un vicario sulla terra
[l'uomo]"» (II:30).
Aspetto degli angeli
Hanno le ali:
Dice l'Altissimo: «Lode ad Allah, Creatore dei cieli e della terra, che ha fatto degli Angeli
messaggeri dotati di due, tre o quattro ali» (XXXV:1). Allora questo versetto ci fa capire
che gli angeli hanno delle ali. Ma il fatto che questi abbiano le ali non significa che siano
come quelle degli uccelli (come si usa raffigurarle). E ancora queste possono essere più
di due: tre, quattro o anche seicento come per Gabriele (Jibril).

Bellezza degli Angeli:


Sono creature particolarmente belle così come possiamo leggere nella sura della Stella
«Appresa [da Muhammad(SAAS) la Rivelazione] da quello [da un angelo] con la
potenza, di bell'aspetto che ritornò [nel suo sito nel cielo]» (LIII:5-6).

L'Angelo assomiglia all'uomo?


L'angelo decisamente non assomiglia all'uomo, ma può prendere forme umane. Disse il
Messaggero (SAAS): «Ho visto Jibril (alay as-salam), e a ciò che ho visto assomiglia
maggiormente Dahya» (Muslim 167). Cioè Jibril era apparso a Muhammad (SAAS),
simile ad un uomo, in particolare assomigliava a Dahya ibn Khalifa al-Kalbi uno dei
Compagni che fu inviato dal Messaggero di Allah (SAAS) ad Eraclio, imperatore
bizantito, per invitarlo all'Islam.

Il sesso degli Angeli:


Il culto pagano dell'Arabia pre-islamica voleva che gli angeli fossero creature femminili,
e in particolare erano considerate le figlie di Dio. Questa fu una questione dibattuta a
lungo anche in Europa. Il Corano risponde a tutti coloro che avanzano ipotesi sul sesso
degli angeli: «Considerano femmine gli Angeli, i servi del Compassionevole. Sono stati
forse testimoni della loro creazione?» (XLIII:19) e dice ancora: «Poni loro questa
domanda: "Il tuo Signore avrebbe figlie e loro figli?". Abbiamo forse creato Angeli
femmine ed essi ne furono testimoni? Non è forse vero che, nella loro calunnia, dicono:
"Allah ha generato". In verità sono bugiardi! Avrebbe forse preferito le figlie ai figli»
(XXXVII: 149-154). La realtà, allora, è che gli angeli non hanno l'esigenza di un sesso
definito, perché, per la loro natura, non si devono accoppiare per riprodursi.

Gli Angeli non bevono, non mangiano, non si annoiano e non si stancano:
I sapienti musulmani sono arrivati alla conclusione che gli angeli non mangiano perché
quando si presentarono ad Abramo, il quale gli offrì del vitello arrostito essi rifiutarono.
A proposito di questo episodio il Corano dice: «Quando vide le loro mani non lo
avvicinavano, si insospettì ed ebbe paura di loro. Dissero: "Non aver paura, siamo stati
inviati al popolo di Lot"» (XI:70). Inoltre i sapienti sono concordi sul fatto che essi non si
stancano e non si annoiano, ma svolgono la loro funzione incessantemente: «Lo
glorificano notte e giorno, e non smettono» (XXI:20).
Il numero degli Angeli
Non è possibile calcolare la quantità degli angeli, infatti Allah dice: «Non conosce le
truppe del tuo Signore altri che Lui» (LXXIV:31), ma sappiamo da brani della Sunna che
il loro numero è molto alto. Muhammad(SAAS) durante il mi'raj (la sua ascesa ai cieli)
giunse con Jibril alla Bayt al-Ma'mur al quale chiese spiegazioni e lui, Jibril (alay as-
salam), rispose: «Questa è la Bayt al-Ma'mur dove vi pregano ogni giorno settantamila
angeli che non tornano più indietro» (Bukhari 3207 e Muslim); Cioè solo gli angeli che
entrano annualmente in questa moschea celeste, senza più uscirvi, sono 25.550.000!
Nomi degli Angeli:
Conosciamo il nome di alcuni angeli che compaiono nel Corano e nella Sunna e che
hanno funzioni molto precise: Israfil che sarà colui che soffierà la Tromba del Giorno del
Giudizio; Malik che è il custode dell'Inferno; Ridwan che invece è il custode del
Paradiso; Harut e Marut che sono coloro che hanno introdotto la magia sulla Terra;
'Azra'il l'angelo della morte; Munkar e Nakir gli angeli che puniranno i peccatori nella
tomba; e Jibril il Messaggero e lo Spirito puro. Quest'ultimo ha inciso particolarmente
nella storia dell'umanità perché è stato colui che ha annunciato profeti e trasmesso
rivelazioni, e del quale parleremo a lungo, Allah volendo.

Jibril (Gabriele)
Grandiosità della creazione di Jibril (alay as-salam):
Il Profeta Muhammad (SAAS) ha visto varie volte Jibril, generalmente si presentava con
un aspetto umano, ma in due occasioni il Messaggero lo vide nella sua forma originale: il
primo giorno della rivelazione e durante il mi'raj. Così il Corano ricorda i due momenti:
«In verità l'ha visto sull'orizzonte luminoso» (LXXXI:23); «E invero [Muhammad
(SAAS)] lo vide [Jibril] in un un'altra discesa [durante il mi'raj], vicino al Loto del limite,
presso il giardino che ospita» (LIII:13-15). E in un hadith dove 'A'isha, che Allah si
compiaccia di lei, chiese al Messaggero (SAAS) in merito a questi due versetti e Lui
rispose: «Quello era Jibril, non l'ho mai visto nel suo aspetto se non i queste due
occasioni. L'ho visto scendere dal cielo, la grandiosità della sua creazione copriva ciò che
c'è tra il cielo e la terra» (Muslim 177). E ancora fu chiesto ad 'A'isha in merito al detto di
Allah l'Altissimo: «Poi si avvicinò e ancora di più si avvicinò» [LIII:8], e rispose:
«Quello era Jibril (alay as-salam), che appariva sotto forma umana, ma venne in questa
occasione in questa forma, che era la sua forma, e riempiva l'orizzonte» (Muslim 177).
Insomma Jibril è una creatura immensa, tanto da riempire l'intero orizzonte, e di certo
non assomiglia a quei piccoli angioletti che vengono dipinti o raffigurati dall'uomo con
delle piccole alucce, anzi a proposito di alucce 'Abd Allah ibn Mas'ud riporta: «Ha visto
Muhammad (SAAS) Jibril con seicento ali» (Bukhari 4857).

Intermediario di Allah:
Una funzione che hanno gli angeli è quella di agire come intermediari tra Allah e l'uomo.
In particolare Jibril si è occupato della rivelazione del Corano. A proposito di questa sua
funzione di intermediario troviamo nel Sublime Corano: «Dì: chi è nemico di Gabriele,
che, con il permesso di Allah, lo ha fatto scendere [il Corano] nel tuo cuore, a conferma
di quello che era venuto in precedenza [le rivelazioni precedenti]» (II:97); e ancora:
«E’sceso con esso [il Corano] lo Spirito fedele [Jibril], sul tuo cuore affinchè tu fossi un
ammonitore» (XXVI:193-194). Chiaramente è sempre il Signore che ha stabilito l'ordine
e il momento per ogni rivelazione, come troviamo in questo hadith trasmesso da Ibn
'Abbas che ha detto: «Il Messaggero di Allah (SAAS) ha chiesto a Jibril: "Cosa ti vieta di
visitarci più spesso di quanto tu ci visiti?", e allora fu rivelato: «Noi non scendiamo se
non per ordine del tuo Signore» [XIX:64]» (Bukhari).
Per capire invece come avveniva la rivelazione del Corano abbiamo un hadith trasmesso
da Harith ibn Hisham che chiese al Messaggero (SAAS), dicendo: «O Messaggero di
Allah, come ti giunge il wahi [l'ispirazione profetica]?» E rispose il Messaggero (SAAS):
«Delle volte mi giunge come un suono di una campana, e questo è il modo più duro per
me, e finisce dopo che io ho memorizzato ciò che ha detto; delle volte invece l'angelo
prende forma umana e mi parla, e io memorizzo ciò che dice» (Bukhari 2).

Il ruolo di Gabriele non è limitato alla trasmissione del wahi:


Il ruolo di questo angelo non è stato limitato esclusivamente alla Rivelazione, ma è stato
anche colui che ha controllato che il Corano fosse appreso correttamente e controllò che i
musulmani capissero a pieno il messaggio dell'Islam. Per esempio Ibn 'Abbas riporta che:
«Il messaggero di Allah (SAAS) era il migliore degli uomini, ed era il migliore in
assoluto quando, nel mese di ramadan, incontrava Gabriele, e lo incontrava ogni notte del
ramadan, e apprendeva da lui il Corano, e il Messaggero di Allah (SAAS) era migliore
nel bene di un vento incontrollabile». (Bukhari 6). E’ celebre poi quel hadith dove uno
sconosciuto interroga il Profeta (SAAS) su l'Islam, sull'Iman, sull'Ihsan e sul Giorno del
Giudizio ed infine il Messaggero di Allah (SAAS) rivolgendosi ad 'Umar dice: «'Umar,
sai tu chi mi ha interrogato?» Io risposi [è 'Umar che parla]: Allah e il Suo Messaggero ne
sanno di più. «Era Jibril –disse- che è venuto per insegnarvi la vostra religione» (Muslim
8).
Poi fu Jibril colui che insegnò il modo per compiere la preghiera e gli orari delle singole
preghiere. Da Ibn Mas'ud, il Messaggero di Allah (SAAS) ha detto: «Scese Gabriele e mi
guidò e io pregai con lui, poi pregai con lui, poi pregai con lui, poi pregai con lui, e poi
pregai con lui», e contava con le mani fino a cinque [le cinque preghiere quotidiane]
(Bukhari 3221).
Ancora intervenne per guarire il Profeta (SAAS): da Abu Sa'id, Jibril venne dal Profeta
(SAAS) e disse: «O Muhammad, stai soffrendo?» Rispose: «Si», disse: «Nel nome di
Allah ti curo, da tutte le cose che ti danneggiano, da tutte le cose cattive della tua anima,
o dagli occhi malvagi, possa Allah guarirti, nel nome di Allah ti curo» (Muslim 2186).
Inoltre combattò al fianco dei musulmani nelle battaglie di Badr, del Fossato e fu
l'accompagnatore del Profeta (SAAS) durante l'Isra' e il Mi'raj.
Perché non ha inviato Allah un angelo come messaggero?
Allora a questo punto è lecito chiedersi se non era più facile inviare agli uomini
direttamente un angelo, forse gli uomini sarebbero rimasti stupiti dalla grandiosità della
creatura e avrebbero accettato in massa l'Islam. Questa domanda fu posta già ai tempi
della rivelazione del Corano, il quale risponde in questo modo: «Di': Qualora sulla terra
ci fossero gli angeli e vi camminassero in pace, avremmo certamente inviato su di loro un
angelo come messaggero» (XVII:95). Cioè gli angeli hanno delle caratteristiche tali che li
rendono non compatibili con il mondo umano, e probabilmente, se fossero stati inviati gli
angeli come profeti, il messaggio dell'Islam non sarebbe stato capito. I profeti hanno
trasmesso agli uomini una rivelazione, hanno anche trasmesso il loro esempio attraverso
le parole, ma anche attraverso le azioni quotidiane proprie dell'uomo. Si pensi alle norme
per l'igiene del corpo, solo un uomo poteva dare l'esempio agli altri uomini.

Caratteristiche principali degli angeli


Nobiltà della loro creazione:
Gli angeli sono delle creature nobili e pure così come dice il Corano: «Tra le mani di
scribi nobili ed obbedienti» (LXXX:15-16).
Hanno la possibilità di cambiare forma:
Già l'abbiamo visto parlando dei modi della rivelazione del Corano, ma questa capacità
degli angeli la ritroviamo in altri due episodi nel Corano: quello già citato degli angeli
che si presentano ad Abramo per annunciare la nascita di un figlio e per portare la
punizione alla gente di Lot e l'episodio in cui si annuncia a Maria la nascita di Gesù:
«Ricorda Maria nel Libro, quando si allontanò dalla sua famiglia, in un luogo ad oriente.
Tese un velo tra sé e gli altri. Le inviammo il Nostro Spirito che assunse le sembianze di
un uomo perfetto. Disse [Maria]: "Mi rifugio contro di te presso il Compassionevole, se
sei timorato". Rispose: "Non sono altro che un messaggero del tuo Signore, per darti un
figlio puro» (XIX:16-19).

La loro conoscenza:
Possiedono una grossa conoscenza, anche se, al contrario dell'uomo, non possono
acquisirne di nuova autonomamente: «Ed insegnò ad Adamo i nomi i di tutte [le cose],
quindi le presento' agli angeli e disse: "Ditemi i loro nomi se siete veritieri". Essi dissero:
"Gloria a te. Non conosciamo se non quello che Tu ci hai insegnato: in verità Tu sei il
Saggio, il Sapiente» (II:30-31). Ma sono coscienti delle azioni che l'uomo compie:
«Nonostante abbiate su di voi dei custodi, nobili scribi che conoscono ciٍ che fate»
(LXXXII:10-12).

Agiscono in tutte le cose con disciplina:


Sono un modello di ordine e di disciplina tanto che disse il Messaggero (SAAS) ai suoi
seguaci: «Perché non vi mettete in fila [per la preghiera] come fanno gli angeli presso il
loro Signore»? Chiesero: «O Messaggero di Allah, come si mettono in fila gli angeli
presso il loro Signore?» Rispose: «Completano le file e sono serrati nelle file» (Muslim
430 e Abu Dawud). E quando verrà distrutto l'universo: «E verranno il tuo Signore e gli
angeli in schiere su schiere» (LXXXIX:22).

Si allontanano da ciò che è male:


Gli angeli sono creature assolutamente pure, prive di ogni peccato e di ogni malvagità, e
evitano tutto ciò che è impuro e negativo. Ad esempio ha detto il Messaggero di Allah
(SAAS): «Non entrano gli angeli nella casa in cui c'è un cane o un immagine che
rappresenta [una creatura]» (Muslim 2107).

Atteggiamento nei confronti dei kufr:


Gli angeli sono molto duri nei confronti dei miscredenti, portano loro sventure (si pensi al
popolo di Lot) e li maledicono: «Potrebbe mai Allah guidare sulla Retta Via genti che
rinnegano dopo aver creduto e dopo aver testimoniato che il Messaggero è veridico e
dopo averne avute le prove? Allah non guida coloro che prevaricano. Loro ricompensa
sarà la maledizione di Allah, degli angeli e di tutti gli uomini» (III:86-87; «E i
miscredenti che muoiono nella miscredenza, saranno maledetti da Allah, dagli angeli e da
tutti gli uomini» (II:161). Inoltre maledicono il musulmano che si mostra aggressivo
verso un altro musulmano, la donna che si ribella ingiustamente al marito o coloro che
oltraggiano i compagni del Profeta (SAAS).

L'adorazione di Allah da parte degli angeli


Sono fedeli e timorati di Allah:
Questione che maggiormente divide l'Islam e le religioni che si rifanno al Vecchio
Testamento è quella se gli angeli possiedono o meno il libero arbitrio, ovvero se possono
scegliere se ubbidire a Dio o disubbedirGli. L'Islam sostiene che tutti gli angeli sono
creature fedeli e sincere verso Allah e non possono scegliere tra l'ubbidienza e la
miscredenza, infatti il Corano dice: «Che non disobbediscono a ciò che Allah comanda
loro e che eseguono quello che gli viene ordinato» (LXVI:6), e ancora: «Temono il loro
Signore che è al di sopra di loro e fanno ciò che è loro ordinato» (XVI:50), «E sono
compenetrati di timor di Lui» (XXI:28) Mentre i cristiani sostengono che Satana e i
demoni non sono altro che «angeli caduti» cosa che contraddice la finalità che sta alla
base della loro creazione, quella di creare dei «servitori e messaggeri di Dio», finalità
riconosciuta da queste due religioni monoteiste.

Gli atti di adorazione degli angeli


Ricordano Dio:
Gli angeli sono impegnati nel ricordo di Allah (nel dikr), nel glorificarlo e nel lodarlo:
«Coloro che sostengono il Trono e coloro che lo circondano, glorificano e lodano il loro
Signore» (XL:7), «E gli angeli glorificano il loro Signore» (XLII:5). Chiesero al
Messaggero di Allah (SAAS) quale fosse il dikr migliore, e disse: « E’ quello che ha
scelto Allah per i Suoi angeli o per i Suoi servi: Subhana Allah wa bi-hamdihi [La lode e
il ringraziamento spettano ad Allah]» (Muslim 2731).

Fanno il pellegrinaggio alla Bayt al-Ma'mur:


Ci sono milioni di angeli che quotidianamente fanno il pellegrinaggio alla Bayt al-
Ma'mur, come già abbiamo ricordato.

Gli angeli e Adamo


Annuncio della loro creazione:
Gli angeli hanno da sempre un ruolo importante nella vita dell'uomo, a partire da quando
Allah l'Altissimo gli comunica la sua intenzione di creare l'uomo: «E quando il tuo
Signore disse agli angeli: "Porrò un vicario sulla terra", essi dissero: "Metterai su di essa
qualcuno che vi spargerà la corruzione e vi verserà il sangue, mentre noi Ti glorifichiamo
lodandoTi e Ti santifichiamo?" Egli disse: "In verità Io conosco ciò che voi non sapete»
(II:30).

A Lui si prostrarono:
Ma riconobbero subito la superiorità della creatura umana con la prostrazione ordinata da
Allah: «[Ricorda] quando il Signore disse agli angeli: "Creerò un essere umano con
l'argilla. Dopo che l'avrò ben informato e avrò soffiato in lui il Mio spirito prosternatevi
davanti a lui". Tutti gli angeli si prosternarono assieme eccetto Iblis che si inorgoglì e
divenne uno dei miscredenti» (XXXVIII: 71-74). E proprio per questo riconoscere degli
angeli la supremazia dell'uomo che è lecito dire che l'uomo fedele è creatura superiore
agli angeli. E anche se Iblis -che non è un angelo- non si è voluto prosternare l'uomo è da
considerarsi anche superiore a lui, infatti troviamo nel Sublime Corano: «Hai visto tu? E
questo è l'essere che hai onorato più di me?» (XVII:6).

Vedono Adamo:
Il momento del primo incontro tra Adamo e gli angeli ci viene descritto da un hadith,
trasmesso da Abu Hurayra, disse il Messaggero di Allah (SAAS): «Creò Allah Adamo
con il suo aspetto[1], alto sessanta cubiti, e quando l'ebbe creato gli disse: "Vai e saluta
quel gruppo di angeli, e ascolta ciò che ti rispondono, ci sarà il saluto e il saluto sulla tua
discendenza, Allora [Adamo] disse: "La pace sia su di voi" e risposero: "E su di te sia la
pace e la benedizione di Allah" e la benedizione di Allah fu su di lui» (Bukhari 6227 e
Muslim).

Lavarono Adamo quando morì:


Ed infine quando Adamo morì gli angeli si occuparono della sua salma. Il Profeta
(SAAS) ha detto: «Quando Adamo morì, lo lavarono gli angeli con l'acqua un numero
dispari di volte, e lo seppellirono e dissero: "Questo è l'esempio di Adamo ai suoi figli"»
(Tabarani).
Gli angeli e l'uomo
Il ruolo degli angeli durante la creazione dell'uomo:
Gli angeli partecipano alla creazione di ogni essere umano, scrivono le decisioni di Allah
e insufflano lo spirito vitale in ogni feto, così come troviamo in questi due hadith: Abu
Dharr ha trasmesso di aver sentito il Messaggero di Allah (SAAS) dire: «Quando si è
sotto forma di seme per quarantadue notti, Allah gli assegna un angelo, il suo aspetto, e
gli crea l'udito, la vista, la pelle, la carne e le ossa, poi dice - il Signore -: maschio o
femmina? Decide il tuo Signore ciò che vuole e l'angelo scrive». (Muslim 2645); Da Ibn
Mas'ud, ha detto il Messaggero di Allah (SAAS): «Il concepimento di ciascuno di voi,
nel ventre di sua madre, si compie in quaranta giorni sotto forma di seme, poi come
grumo di sangue per uno stesso periodo e come pezzo di carne per pari tempo. Dopo gli
viene inviato l'angelo che gli insuffla lo spirito vitale». (Bukhari 3208 e Muslim).

Sono custodi dell'uomo:


Gli angeli vegliano sugli uomini: «Per Lui non c'è differenza tra chi mantiene un segreto
e chi lo divulga, tra chi si cela nella notte e chi si muove liberamente in pieno giorno. Ci
sono quelli che seguono continuamente [gli angeli, secondo l'interpretazione di Ibn
'Abbas] davanti e dietro [ad ognuno] e vegliano su di lui per ordine di Allah» (XIII:10-
11). Ogni uomo è accompagnato da un jinn e da un angelo. Da Ibn Mas'ud, il Profeta
(SAAS) ha detto: «Non c'è nessuno di voi che non sia accompagnato da un compagno dei
jinn, e un compagno tra gli angeli». E chiesero: «Anche tu? o Inviato di Dio»; rispose:
«Anche io, solo che Allah mi ha aiutato tanto che è diventato musulmano, e non mi
ordina altro che bene» (Muslim 2814).

Ogni uomo è accompagnato da due angeli che trascrivono le azioni di ognuno:


Esistono poi due angeli che riportano puntualmente le azioni di ognuno, ma che
temporeggiano prima di scrivere un'azione negativa: da Abu Am…ma, il Messaggero di
Allah (SAAS) ha detto: «Il compagno di sinistra [l'angelo che trascrive le cattive azioni]
alza il calamo sei ore dopo che il fedele musulmano ha sbagliato, se si pente e chiede
perdono ad Allah, egli rinuncia [a riportare il peccato], altrimenti lo trascrive» (Tabarani).
Gli angeli conoscono anche i pensieri negativi di ogni persona. Se questo pensiero
negativo viene messo in pratica verrà riportata l'azione cattiva che ha compiuto, ma se
l'uomo rinuncerà a mettere in pratica questo pensiero, gli angeli trascriveranno che ha
agito bene. Da Abu Hurayra, ha detto il Messaggero di Allah (SAAS): «Dicono gli
angeli: "Signore quel servo ha intenzione di agire male, ci sta pensando", risponde:
"Vegliate su di lui, se agisce, scrivete ciò se abbandona l'azione, scrivete una Hasana. In
verità chi abbandona è vigoroso» (Bukhari e Muslim 129).

Gli angeli e la morte dell'uomo:


Gli angeli della morte sottraggono all'uomo lo spirito vitale: «Di': L'angelo della morte si
occuperà di voi, vi farà morire e poi sarete ricondotti al vostro Signore» (XXXII:11); e
rallegreranno i fedeli ricordandogli la vita gioiosa che li aspetta: «Gli angeli scendono su
coloro che dicono: "Il nostro Signore è Allah", e che perseverano. "Non abbiate paura e
non affliggetevi; gioite per il Giardino che vi è stato promesso". Noi siamo vostri alleati
in questa vita e nell'altra, e in quella avrete ciò che l'anime vostre desidereranno e quel
che chiederanno» (XLI:30-31).

La salat (la preghiera) degli angeli sui fedeli:


In questo contesto il "fare la salàt" significa - per quanto riguarda Allah - che Egli
benedice i fedeli. Nel caso degli angeli significa che essi pregano per gli uomini e
chiedono perdono per loro. Dice l'Altissimo: «In verità Allah e i suoi angeli fanno la salàt
sul Profeta» (XXXIII:56); «Egli è Colui che fa la salàt su di voi, con i Suoi angeli, per
farvi uscire dalle tenebre alla luce. Egli è misericordioso per i credenti» (XXXIII:43). E
in un detto trasmesso da 'A'isha, il Messaggero di Allah (SAAS) ha detto: «Allah e i Suoi
angeli fanno la salat su coloro che completano le file,[2] e a coloro che non lasciano spazi
Allah li alza di un grado» (Ibn Majah).

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[1] I sapienti (‘Aulamaa) spiegando questo hadith, dicono che (con il suo aspetto) si
riferisce ad Adamo, come l’aspetto conosciuto dell’uomo, e NON si intende come
l’Aspetto di Allah!! Anche come ben sapiamo e come dice il Corano «Niente è simile a
Lui» (XXXXII:11). “commento di Abdel Fattah Abu Yusuf”.

[2] Cioè completare le file nella preghiera in Jama’a in moschea.

Un Introduzione al Sacro Corano


La parola Qur’an:
La parola italiana “1Corano” (in inglese e tedesco “Koran”, in francese “Coran” e in
spagnolo “Corán”) deriva dalla parola araba “Qur’an”, che a sua volta deriva dalla radice
QaRa’A che significa recitare, recitare salmodiando, declamare, leggere, leggere
attentamente, studiare. La parola "Qur'an" si costruisce sulla forma di fu'alan, e
dall'incontro della lettera hamza, della radice, e la alif della forma scaturisce la damma.

Questo nome lo ritroviamo nello stesso Corano: «In verità questo Corano guida a ciٍ che è
giusto e annuncia ai fedeli che compiono il bene che avranno una grande ricompensa»
(XVII:9).
Inoltre nel Corano troviamo che la Rivelazione fatta da Allah al Messaggero Muhammad
(SAAS) viene chiamata in altri modi come per esempio dhikr (Ricordo), oppure Kitab
(Libro), al-Furqan (quello che scinde il bene dal male) o Bushrà (la lieta novella)…
La differenza tra il Corano, gli hadith al-qudsi e gli hadith:
È importante capire subito questa importante differenza. Per hadith si intende tutto ciò
che viene riportato del Messaggero (SAAS): detti, azioni e disposizioni o anche le sue
abitudini e caratteristiche. Lo hadith al-qudsi, invece, sono le parole di Allah trasmesse
alla gente con le espressioni del Messaggero (SAAS). Il Corano è la Parola di Allah
rivelata a Muhammad (SAAS), e trasmesse alla gente riportando fedelmente il contenuto
e le espressioni di Allah l'Altissimo.

La discesa e la rivelazione:
Durante la "Notte del Destino" (una delle ultime dieci notti del mese di ramadan) del 610
d.C. discese tutto il Corano fino alla Bayt al-'Izza, nel primo cielo. Ecco perché
l'Altissimo dice: « È nel mese di ramadan che abbiamo fatto scendere il Corano» (II:185),
e dice ancora: «Invero lo abbiamo fatto scendere nella notte del Qadr» (XCVII:1).
Nell'arco, poi, di ventitrè anni è stato rivelato a Muhammad (SAAS), non nell'ordine che
noi oggi conosciamo, ma ogni versetto venne rivelato per dare indicazioni alla comunità
musulmana che in quei ventitrè anni si andava costruendo, seguendo quindi quelli che era
l'ordine degli eventi.

Al-Wahi (rivelazione, ispirazione):


«Non è dato all'uomo che Allah parli, se non per ispirazione o da dietro un velo, o
inviando un messaggero che gli riveli, con il Suo permesso, quel che egli vuole. Egli è
altissimo, saggio» (XLII:51). Ecco presentati in questo versetto i modi attraverso i quali
Allah comunica con i profeti e come ha trasmesso il Corano:

(1) Per ispirazione: durante il sonno, così come avvenne per Abramo quando gli si ordinò
di sacrificare suo figlio Ismaele (vedi il versetto XXXVII:102). Muhammad (SAAS)
ricevette alcune rivelazioni del Corano in questo modo; infatti Anas ha riferito che: «Un
giorno il Messaggero di Allah (SAAS) era alla moschea che sonnecchiava poi alzò la
testa sorridendo, e io chiesi: "Cosa ti fa ridere, o Messaggero di Allah?" Rispose: " È
appena scesa su di me una sura [un capitolo del Corano]; - ed iniziò a leggere - Nel nome
di Allah Clemente, Misericordioso..." la sura al-KawTHar [la CVIII]» (Muslim).

(2) Da dietro un velo: come per Mosè sul Sinai e durante l'Isra', l'ascensione al settimo
cielo, di Muhammad (SAAS).

(3) Inviando un messaggero: attraverso un angelo, cioè. Il Profeta (SAAS) ha raccontato


che questa ispirazione poteva venire come un suono di un campanello oppure l'Angelo,
Gabriele, prendeva forma umana e dialogava direttamente con lui.
Il Corano ai tempi del Profeta (SAAS):
Man mano che i versetti venivano rivelati, i fedeli usavano memorizzarli o scriverli. La
memorizzazione era una cosa consueta agli arabi, anche perché a Mecca nel periodo
dell'avvento dell'Islam solo diciasette persone sapevano leggere e scrivere. Ci sono
alcune persone che vennero segnalate per la loro puntualità e per la forte memoria: da
'Abd Allah ibn 'Amru ibn al-'As: «Ho sentito il Messaggero di Allah (SAAS) dire:
"Prendete il Corano da quattro persone: 'Abd Allah ibn Mas'ud, da Salim [il mawlà di
Abu Hudayfa], da Mu'adh [ibn Jabal] e da Ubayy ibn Ka'b"» (Bukhari 4999). In altre
versioni compaiono altri tre nomi: quello di Zayd ibn Thabit, di Abu Zayd ibn al-Sakan e
di Abu al-Darda'.
Ma con l'avvento dell'Islam nacquero anche delle scuole e la scrittura si diffuse, tanto che
solo il Profeta (SAAS) ebbe circa cinquanta segretari ai quali dettava anche il Corano.
Allora non esisteva ancora la carta (che arriverà nel mondo islamico dopo il 751) per cui
si scriveva su pezzi di stoffe, sul cuoio, su pietre lisce o ossa di animali. Si sa che alcuni
Compagni conservarono a lungo delle proprie copie (mashaf) del Corano, questi sono:
'Ali ibn Abu Talib, Mu'adh ibn Jabal, Ubayy ibn Ka'b, Zayd ibn Thabit, 'Abd Allah ibn
Mas'ud.

Ai tempi di Abu Bakr:


Alla morte di Muhammad (SAAS), Abu Bakr divenne guida della giovane comunità
musulmana e si trovò ad affrontare le rivolte di alcune tribù arabe, per motivi
essenzialmente politici e fiscali. Ma con la sconfitta della tribù dei Tamim, nella battaglia
di Yamama (12° anno dell'ègira / 633 d.C.), si mise fise a queste rivolte. In quest'ultima
battaglia, però, morirono settanta lettori del Corano (qurra' - coloro che avevano
memorizzato il Corano), e questo fece preoccupare i Compagni, i quali temevano che si
potesse perdere il Libro Sacro, tanto che 'Umar propose al Califfo di raccogliere tutti i
brani del Corano. La proposta venne accettata da Abu Bakr, il quale ordinò a Zayd ibn
Thabit di preparare una copia completa del Corano. Zayd ibn Thabit, che fu segretario del
Profeta (SAAS) e che aveva ben memorizzato il Corano e ne possedeva anche una copia
scritta, nello stesso anno ne realizzò una copia ordinata e completa, proprio perché le
copie scritte preesistenti non erano complete e non sempre rispettavano l'ordine dei
capitoli e dei versetti.
Questa copia poi fu affidata, alla morte di Abu Bakr, al Califfo 'Umar il quale la diede a
sua volta alla figlia Hafsa, che fu anche moglie del Messaggero di Allah (SAAS).

Ai tempi di 'Uthman:
Nel 644, quando 'Uthman ibn 'Affan divenne califfo, l'Islam si era molto diffuso, l'Impero
musulmano si era grandemente espanso e i Compagni ancora vivi si erano sparpagliati in
tutta l'area conquistata che andava dall'Egitto fino alla Persia e dallo Yemen fino all'Iraq
(un area pari quasi all'Europa!). Ed iniziarono a nascere alcuni errori nella lettura del
Corano tanto che nelle campagne militari in Armenia e nell'Azerbaigian, dove si
incontrarono persone proveniente dall'Iraq e dalla Siria, Hudayfa ibn al-Yaman -uno dei
Compagni che si era distinto nella conquista dell'Iraq- notò che vi erano molte letture
contrastanti del Corano, e questi contrasti divenivano motivo di insulti e divisioni nella
comunità. Quando il Califfo venne a sapere da Hudayfa di ciò che stava accadendo volle
istituire una commissione, presieduta da Zayd ibn Thabit, per redigere una serie di copie
del Corano da inviare ai centri principali e per distruggere tutte quelle copie errate o
manchevoli. In un hadith del Bukhri troviamo che «'Uthman ordinò a Zayd ibn Thabit, a
Sa'd ibn al-'As, ad Abd Allah ibn al-Zubayr ed ad Abd al-Rahman ibn al-Harith ibn
Hisham di produrre dei volumi del Corano, e gli disse: "Se voi e Zayd bin Thabit siete in
disaccordo su qualcosa dell'arabo, dell'arabo del Corano, allora scrivetelo nella lingua dei
Quraysh, il Corano in verità è stato rivelato nella loro lingua" e così fecero» (Bukhari
4984). Dunque all'interno della comunità erano nati contrasti sulla lingua e il Califfo
impose la "lingua" dei Quraysh (in un altro capitolo vedremo la questione legata alla
"lingua", Allah volendo). Inoltre vi erano delle versioni con delle parole diverse; ad
esempio un passo della copia di Ibn Mas'ud recitava: «E assolvete al Pellegrinaggio e alla
Visita per la Casa [per la Ka'ba]», mentre il Corano recita: «E assolvete al Pellegrinaggio
e alla Visita per Allah» (II:196). La commissione composta da i tre qurayshiti e
presieduta da Zayd ottenne da Hafsa la copia preparata durante il califfato di Abu Bakr, e
compilò sei copie del Corano che inviò a Mecca, in Siria (Sham), nello Yemen, nel
Bahrayn, a Bassora, a Kufa e ne trattennero a Medina una copia. Inoltre essi adoperarono
un nuovo carattere, più semplice e comprensibile, che comprendeva ventotto lettere
(ventinove se si considerano la alif e la hamza come due lettere distinte), secondo alcuni
voluta dallo stesso Profeta (SAAS).
Nel terzo secolo dopo l'ègira verranno introdotte, per rendere la lettura facile ai
musulmani non arabi, anche le haraka -le vocali brevi-, i puntini per meglio distinguere
tra loro alcune lettere, le pause e degli elementi grafici per evidenziare l'inizio di ogni
singola sura e la fine di ogni versetto.

Ordine dei versetti e delle sure:


Il Corano si divide in Aya, versetti, che sono una sezione delle Parole di Allah, ordinate
all'interno delle sure, o capitoli. Il Corano è diviso in centoquattordici sure, la più lunga è
la sura al-Baqara (II) che è divisa in duecentottantasei versetti, mentre le più brevi sono la
sura al-'Asr (CIII), la sura al-Kawthar (CVIII) e la sura al-Nasr (CX) che sono divise in
tre versetti.
L'ordine dei versetti e dei capitoli che oggi troviamo in qualsiasi copia del Corano, non
rispecchia l'ordine cronologico della rivelazione. Infatti i primi versetti rivelati sono oggi
contenuti nella novantaseiesima sura, mentre vi sono diversi capitoli che contengono
versetti di periodi diversi, come ad esempio la sura al-Kahf (XVIII) è stata rivelata in
gran parte a Mecca ma i versetti 38 e i versetti da 83 a 101 sono stati rivelati a Medina.
Allora chi ha ordinato i versetti e i capitoli? Senza alcun dubbio le aya sono state ordinate
all'interno del Corano da Muhammad (SAAS) su ordine di Jibril (Gabriele), il quale
verificò più volte l'intero testo del Corano. E l'ordine e l'integrità dei versetti, dopo la
morte del Profeta (SAAS), fu sempre rispettata tanto che Ibn Zubayr (uno dei componenti
della commissione per la preparazione di alcune copie del Corano sotto 'Uthman)
racconta: Chiesi a 'Uthman: «Il versetto del Baqara "E coloro di voi che muoiono
lasciando delle spose" [II:234] ha abolito [nasakhat] un altro versetto, non lo dobbiamo
più riportare?» Rispose: «Lo devi riportare, o figlio di mio fratello, io non cambierò nulla
in questo [del Corano], neanche la sua disposizione» (Bukhari 4536)
Per quanto riguarda l'ordine delle sure, l'opinione prevalente è che sia stato stabilito
anch'esso dallo stesso Messaggero di Allah (SAAS). Ma qualcuno sostiene anche che sia
frutto dell'Ijtihad dei Compagni -un interpretazione autonoma dei Compagni del Profeta
(SAAS)-, e secondo altri in parte si rifà all'ordine del Profeta (SAAS), e in parte, invece,
ai Compagni.

Le sure meccane e quelle medinesi:


Già abbiamo parlato di versetti rivelati a Mecca e versetti rivelati a Medina. Questa
divisione è molto importante e ci è di grande aiuto. Innanzi tutto il sapere dove sia stata
rivelato un versetto ci aiuta a capire il contesto in cui è stato rivelato un versetto e il
perché di certe affermazioni, inoltre i mufassir -gli esegeti- possono così stabilire quale
sia il versetto nasikh (abrogante) e quale quello mansukh (l'abbrogato); Inoltre ci mostra
quale fosse il modo di portare l'Islam alla gente, quale il modo di fare da'wa; Infine ci
aiuta a ripercorrere, attraverso i versetti coranici, le fasi della vita del Profeta Muhammad
(SAAS).
I sistemi usati per stabilire se una sura o un versetto sia meccano oppure medinese sono
essenzialmente due:
1) Al-minhaj al-sama'i: che consiste nel riprendere gli hadith corretti sul momento e il
contesto di una rivelazione trasmessi dai sahaba (i Compagni che furono presenti alle
rivelazioni) o dai Tabi'in (la generazione successiva che studiٍ presso i sahaba).
2) Al-minhaJ al-qiyasi al-Ijtihadi: che consiste nel datare un versetto o una sura grazie
alle peculiarità dei versetti meccani o di quelli medinesi. Per esempio: le sure che aprono
con delle lettere, come "Alif lam mim", "Alif lam ra'" oppure " Ha' mim" (dette "Lettere
spezzate") sono generalmente meccane (fanno eccezione al-Baqara, Al 'Imran e
probabilmente al-Ra'd); e sono meccane le sure che hanno una saJda (una prosternazione
durante la lettura); tutte quelle sure, invece, nelle quali si ricordano gli ipocriti sono
medinesi.
I sistemi per dividere le sure tra meccane e medinesi sono tre: 1) In base al periodo in cui
è stato rivelata una sura: prima dell'egira sono meccane e dopo l'egira sono medinesi; 2)
In base al luogo in cui è stata rivelata: saranno meccane le sure che sono state rivelate a
Mecca e nei dintorni (quindi anche a Munà, 'Arafat e al-Hudaybiya) e saranno medinesi
se rivelate a Medina e nei dintorni (quindi anche Uhud e Quba'). E i versetti rivelati
lontano da queste due città (per esempio a Gerusalemme o Tabuk) saranno classificati
come meccani, così come i versetti rivelati dopo la Conquista di Mecca. 3) In base alla
gente alla quale si rivolge: se un versetto si rivolge ai politeisti meccani o se si rivolge
alle genti di Medina.
La lingua del Corano:
Il Corano è stato rivelato senza alcun dubbio in lingua araba, infatti Allah l'Altissimo
dice: è disceso... «In lingua araba esplicita» (XXVI:195); «Gli rivelammo un Corano in
arabo affinché comprendiate» (XII:2). A questo punto però il Tabari si chiede: «Se ciò è
corretto alla luce di queste prove, in quale lingua araba è stato rivelato? La parola "arabo"
racchiude un insieme di nomi di arabi, i quali avevano differenti lingue avevano una
diversa pronuncia e diverse parole». Infatti non esisteva un unico arabo, ma esistevano
diverse "lingue arabe" (dialetti) all'interno della Penisola araba. Allora c'è da chiedersi,
così come ha fatto il Tabari, in quale lingua è stato rivelato il Corano, nella lingua dei
Quraysh di Mecca o in quella dello Yemen, o in un altra lingua della Penisola araba.
'Umar bin al-Khattab ha detto: «Ho sentito Hisham ibn Hakim leggere la sura al-Furqan
quando il Messaggero di Allah (SAAS) era in vita, e ascoltavo la sua lettura, quando però
lesse molte lettere [huruf] che non mi aveva letto il Messaggero di Allah (SAAS), stavo
per afferrarlo durante la salat, ma mi trattenni finché salutò [finché non concluse la
preghiera], lo strinsi con i suoi vestiti, e dissi: "Chi ti ha recitato questa sura che ti ho
sentito recitare?" Rispose: "Me l'ha recitata il Messaggero di Allah (SAAS)". Dissi: "Hai
mentito, il Messaggero di Allah (SAAS) me l'ha recitata in modo diverso da come la
reciti tu". Lo liberai per condurlo da Messaggero di Allah (SAAS), e dissi: "Ho sentito
questo qua recitare la sura del Furqan con delle lettere che non hai recitato a me". Disse il
Messaggero di Allah (SAAS): "Fammelo venire... Recita Hisham!". Lesse nello stesso
modo che io avevo sentito, e poi il Messaggero di Allah (SAAS) disse: "Così è stato
rivelato". Poi disse: "Recita 'Umar!" Recitai nel modo nel quale mi è stato recitato. Infine
disse il Messagero di Allah (SAAS): "Così è stato rivelato; In verità questo Corano è
stato recitato in sette lettere, recitate dunque nel modo che vi è più facile"». (Bukhari
4991, Muslim, Abu Daud, Nisa'i, Tirmidhi e Ahmad). Secondo molti dei più autorevoli
sapienti musulmani le "sette lettere" di cui ha parlato il Profeta (SAAS) non sarebbero
altro che i sette dialetti arabi pricipali. «Il Corano è stato rivelato il sette lingue» -come
dice Ibn 'Abbas- ma con un unico significato; le lingue sarebbero quelle dei Quraysh,
degli Hudayl, dei Äaqif (o dei Rabi'a), degli Hawazin, dei Kinana (o degli al-Azn), dei
Tamim, o quella Yemenita (o dei Sa'd ibn Bakr). Questo significa per alcuni che il
Corano contenga diversi brani rivelati in diversi dialetti, ma per altri invece significa che
l'intero Corano sia stato rivelato sette volte in sette lingue diverse, tant'è vero che il
Messaggero di Allah (SAAS) ha detto: «Disse Jibril: "Leggi il Corano in una lettera
[harf]". Disse Mika'il: "Chiedine di più -continuò dicendo- in due..." finché raggiunse sei
o sette lettere, e disse: "Tutte sono esaurienti e sufficienti". Non sostituisce un versetto
sulla punizione con un versetto sulla benedizione, né sostituisce un versetto sulla
benedizione con un versetto sulla punizione» (riportata dal Tabari).
Ma qual è stata l'utilità di rivelare il Corano in sette lingue diverse nella pronuncia e in
alcune parole ma con un medesimo significato? La prima necessità era quella di
facilitarne l'apprensione e la lettura a tutti gli arabi della Penisola; infatti vediamo in un
hadith trasmesso da Ubayy: «Il Messaggero di Allah (SAAS) incontrò Jibril a Ahjar al-
Mara' [nei pressi di Quba'] e disse: "Sono stato inviato ad un popolo di ignoranti, tra loro
ci sono bambini, servi e vecchi decrepiti e anziani". Rispose Jibril: "Leggete allora il
Corano in sette lingue [sette lettere]"» (Ahmad, Abu Daud e Tirmidhi). Poi il Corano è
stato il maggior segno e miracolo della missione profetica di Muhammad (SAAS), e il
fatto di averlo rivelato in diverse lingue è un ulteriore prova e segno della sua
provenienza divina.
Il testo unico che 'Uthman fece redigere, ed è quello che ci è giunto, è il testo sul quale i
Compagni del Profeta hanno raggiunto un accordo. Ecco perché la conclusione alla quale
sono arrivati gli orientalisti è quella che il linguaggio coranico si divida tra la koinè (una
lingua comune) poetica e il dialetto meccano, o, meglio, una variante meccana del
linguaggio letterale.

Letture e lettori:
Un discorso diverso deve essere affrontato per ciò che riguarda i lettori e le diverse
letture del Corano. Infatti le differenze tra le letture è da ricercare nelle diverse scuole che
si sono costituite circa due secoli dopo l'egira nei diversi centri culturali dell'Impero
islamico. Nacquero almeno sette scuole tra Medina, Kufa, Mecca, Bassora e la Siria sulle
quali si basano quattordici versioni differenti. Le più diffuse oggi nelle moschee d'Italia
sono senza dubbio la versione di Warsh (m. 197 h) che si basa su Nafi' ibn 'Abd al-
Rahman di Medina (m. 169 h) e quella di Hafs (morto attorno al 190 h) basata su quella
di 'Asim ibn al-Najud di Kufa (m. 127 h).
Le differenze sostanziali tra le varie letture consistono in alcune regole di lettura
salmodiata (tajwid), ed a volte nella vocalizzazione di alcune parole e nella divisione in
versetti.

Al-Nasikh e al-Mansukh:
Allah ha inviato numerosi profeti e inviati all'umanità, ma il credo islamico attraverso i
millenni non ha conosciuto alcun cambiamento: «Non inviammo prima di te nessun
messaggero senza rivelargli che non c'è altra divinità che Me, allora adorateMi»
(XXI:25). La stessa cosa non è avvenuta per la Legge, ovvero tutte le norme che regolano
la società e le pratiche religiose, anche se hanno sempre concordato nei principi. Questo è
avvenuto perché man mano che si sviluppavano e cambiavano le società umane avevano
bisogno di diversi modelli da seguire. Anche gli anni, in cui è stato rivelato il Corano,
hanno visto la crescita e lo sviluppo della comunità musulmana. Nei primi anni si trattava
di organizzare un piccolo gruppo che non costituivano una vera e propria comunità, e il
loro scopo era esclusivamente religioso. Con il crescere della comunità con la
predicazione pubblica e con l'emigrazione a Medina nacque una vera e propria comunità
che aveva bisogno di norme che regolassero la vita sociale, politica ed economica che
tenessero però conto che bisognava affrontare un periodo di transizione tra le regole
tribali e pagane degli arabi pre-islamici e l'ordinamento definitivo dell'Islam. Ecco perché
troviamo nella Sunna e nel Corano delle norme che sono state abbrogate, dette mansukh,
da altre che cronologicamente successive, dette nasikh (abbroganti). Abbiamo il caso che
versetti del Corano possano essere abrogati da altri versetti del Corano, ma anche la
possibilità che versetti del Corano possano essere abrogati dalla Sunna. Quest'ultimo caso
è possibile per l'Imam Malik, Ahmad e Abu Hanifa perchè la Sunna è da considerare
sempre come wahi in base al versetto: «E neppure parla a vanvera: non è altro che una
rivelazione ispirata» (LIII:3-4). Perٍ per l'Imam Shafi'i e per Ahmad (in un altra versione)
la cosa non è possibile per il versetto che dice: «Non abroghiamo un versetto né te lo
facciamo dimenticare, senza dartene uno migliore o uguale» (II:106), e poi perché la
Sunna non è superiore al Corano. Vi sono casi poi che la Sunna fosse abrogata dal
Corano o che la Sunna fosse abrogata dalla stessa Sunna: più precisamente un singolo
hadith puٍ abrogarne un altro, più hadith possono abrogarne uno e più hadith possono
abrogarne altri, ma un singolo non puٍ abrogare più hadith.
Adesso per maggiore chiarezza facciamo qualche esempio di versetti coranici che sono
stati abbrogati da versetti rivelati successivamente. «Ti chiedono del combattere nel mese
sacro: Di': "Combattere in questo [mese] è un grande [offesa]"» (II:217): questo versetto
(mansukh) parla del divieto di combattere nel mese lunare di rajab, ed è stato abbrogato
dal seguente versetto (nasikh) che da la possibilità di combattere anche nei mesi sacri:
«Quattro di loro sono sacri. Questa è la Religione retta. In questi mesi non opprimete voi
stessi, ma combattete tutti assieme i miscredenti come essi vi combattono tutti assieme»
(IX:36).
«Quelli di voi che moriranno lasciando delle mogli, [facciano] testamento a loro favore,
assegnando loro un anno di mantenimento e di residenza» (II:240): le prescrizioni relative
al lutto delle donne di questo versetto (mansukh) sono state sostituite dal seguente
(nasikh): «E coloro di voi che muoiono lasciando delle spose, queste devono osservare un
ritiro di quattro mesi e dieci [giorni]» (II:234).

Traduzioni del Corano:


Abbiamo avuto modo di sottolineare che il Corano è stato rivelato in lingua araba, ma
questo non significa che sia una rivelazione diretta solo ai popoli arabi. Anzi, l'Altissimo
ha detto: «Di': "Uomini, io sono un Messaggero di Allah inviato a voi tutti da Colui al
Quale appartiene la sovranità dei cieli e della terra"» (VII:158) e ha detto ancora: «Non ti
abbiamo inviato se non come nunzio e ammonitore per tutta l'umanità» (XXXIV:28).
Però non tutti leggono e comprendono l'arabo. Ed è per questo che già nel I secolo
dell'ègira abbiamo una traduzione in siriaco fatta da non musulmani. Le prime traduzioni
in lingue di popoli musulmani sono quella in berbero dell'anno 127 dell'egira, quella in
persiano del 255 e in hindi del 270. In Europa la prima traduzione del Corano fu quella in
latino preparata da Robertus Ketenensis per Pietro il Venerabile, abate di Cluny
(monastero benedettino fondato nel 910).
La traduzione del Corano nell'Islam è permessa per far avvicinare un nuovo fedele alla
dottrina islamica. Ma una traduzione riporterà solo quello che è il significato generale di
certi versetti o sarà limitata solo ad una singola interpretazione che l'autore della
traduzione ha scelto, e non potrà mai rispettare la ricchezza semantica delle parole, lo
stile e alcune raffinatezze linguistiche che costituiscono un pilastro del Corano ed uno dei
suoi miracoli. Dunque possiamo dire con sicurezza che la traduzione del Corano non è il
Corano. A prova di ciò c'è il fatto che secondo la maggioranza dei sapienti musulmani è
vietato leggere durante la preghiera il Corano in un altra lingua anche per coloro che sono
incapaci di imparare l'arabo o particolarmente anziani. Questo proprio perché il Corano
non è solo il significato che gli si può attribuire, ma è anche l'ordine delle parole e le
parole stesse usate. Solo la scuola hanafita ha permesso la lettura del Corano in un altra
lingua per gli anziani e per coloro che sono incapaci di imparare l'arabo.
Ma si tenga comunque presente che lo sforzarsi per imparare la lingua coranica è un
obbligo religioso. A questo proposito Shaykh al-Islam Ibn Taymiyya ha detto: «Anche la
stessa lingua araba è parte della religione, così come la sua conoscenza è un obbligo
inalienabile [fard wajib], questo perché comprendere il Libro e la Sunna è un obbligo, e
non li si comprendono se non con la comprensione della lingua araba, e non si
completano gli obblighi senza di essa per questo dunque è obbligatoria».

L'esegesi del Corano (Tafsir e Ta'wil):


Quando il Profeta (SAAS) era in vita era lui stesso a spiegare il testo, e a mostrare come
si dovevano mettere in pratica le norme dettate dall'Altissimo. Nel Corano infatti
troviamo: «E su di te abbiamo fatto scendere il Ricordo [il Corano], affinché tu spieghi
agli uomini ciٍ che è stato loro rivelato e affinché possano riflettervi» (XVI:44).
I sahaba avevano vissuto con il Messaggero di Allah (SAAS) e conoscevano bene la
lingua araba, e qualora avevano delle incertezze o non conoscevano il significato delle
parole le potevano sempre apprendere dalla gente, che parlavano la lingua del Corano.
Ad esempio Ibn 'Abbas disse: «Non conoscevo il significato di Fatir al-Samawat wa al-
Ard [l'Iniziatore dei cieli e della terra] fino a quando non incontrai due beduini che
litigavano per un pozzo e disse uno di loro: "Io l'ho iniziato [fatartu]" e l'altro: "Sono io
che l'ho iniziato [ ibtada'tu]"».
I Tabi'in studiarono presso le scuole che costruirono i sahaba, e da loro appresero le
sfumature della lingua e l'interpretazione. A Mecca, per esempio c'era Ibn 'Abbas con i
suoi studenti come Mujahid, a Medina insegnava Ubayy ibn Ka'b, in Iraq c'era Ibn
Mas'ud con i suoi alunni come Qatada e al-Hasan al-Basri.
E noi? Noi non abbiamo conosciuto i sahaba né tanto meno il Profeta (SAAS), come
possiamo capire il Corano? Innanzi tutto non dobbiamo assolutamente basarci sulle
nostre opinioni personali, infatti dice l'Altissimo: «Non seguire ciò di cui non hai
conoscenza alcuna» (XVII:36), e ha detto il Messaggero di Allah (SAAS): «Colui che
esprime sul Corano la propria opinione o [dice] ciò che non conosce, occuperà un posto
all'Inferno» (al-Tirmidhi, al-Nisa'i e Abu Dawud). Molti hanno la presunzione di poter
interpretare il Corano a modo loro, ma come abbiamo visto è qualcosa di profondamente
scorretto e vi sono delle condizioni molto precise che bisogna rispettare per poter
commentare il Corano: Bisogna conoscere ed avere padronanza delle basi dell'Islam e del
suo credo; Non si deve avere l'intenzione di favorire una corrente politica e di pensiero in
particolare, altrimenti si rischia di essere faziosi e devianti; Bisogna conoscere l'arabo (il
commento, o anche uno studio approfondito del Testo non si puٍ fare su di una
traduzione); Bisogna conoscere i principi delle scienze contenute nel Corano. Inoltre le
fonti della nostra esegesi vanno ricercate innanzi tutto nei versetti dello stesso Corano che
spiegano altri brani del Corano; Bisogna ricercare poi delle spiegazioni nella Sunna; E
qualora non troviamo un aiuto in altri brani del Corano, nella Sunna dobbiamo ricercare
la spiegazione nelle parole dei sahaba oppure nelle parole dei Tabi'in (la generazione che
ha conosciuto i sahaba).

Profeti e Le Rivelazioni
I profeti e i messaggeri
C'è una differenza tra il Profeta (Nabi) e il Messaggero (Rasul). I profeti sono coloro che
sono stati elevati spiritualmente sulla terra e sono stati messi a conoscenza di Allah. E ha
detto il Messaggero di Allah (SAAS) che i profeti sono stati 124000. I messaggeri sono
anche loro profeti, cioè sono stati elevati spiritualmente sulla terra e sono stati messi a
conoscenza di Allah, ma hanno ricevuto da Lui, anche, una rivelazione. Ha detto il
Messaggero di Allah (SAAS) che i messaggeri sono stati più di 300 o, in altre versioni,
315. Troviamo la distinzione tra profeti e messaggeri anche nel Sublime Corano: «Non
inviammo prima di te nessun messaggero e nessun profeta senza che Satana si
intromettesse nella sua recitazione» (XXII:52). «Ricorda Mosé nel Libro. In verità era
uno sincero, un messaggero, un profeta» (XIX:51).

La fede nei profeti e nei messaggeri


La fede in tutti i profeti e i messaggeri è un pilastro inalienabile del credo musulmano; il
Corano dice: «Dì: "Crediamo in Allah e in quello che ha fatto scendere su di noi e in
quello che ha fatto scendere su Abramo, Ismaele, Isacco, Giacobbe e le Tribù, e in ciò
che, da parte del Signore, è stato dato a Mosè, a Gesù e ai profeti: non facciamo alcuna
differenza fra loro e a Lui siamo sottomessi» (III:84; e dice ancora: «Chi non crede in
Allah, nei Suoi angeli, nei Suoi libri, nei Suoi messaggeri e nel Ultimo Giorno è stato
grandemente deviato» (IV:132).

Profeti di cui non parla il Corano


Abbiamo visto che sono stati inviati all'umanità un gran numero di profeti e di
messaggeri, ma il Corano ci parla solo di venticinque profeti e messaggeri: «Ci sono
messaggeri di cui ti abbiamo narrato in precedenza [a Mecca] e altri di cui non abbiamo
fatto menzione» (IV:164).
Profeti e messaggeri citati nel Corano
Vediamo allora, in questo schema, quali sono i venticinque profeti e messaggeri citati dal
Corano:
Maometto* (Muhammad, 571-632 d.C.),
Gesù* ('Isà, 4 d.C.-37 d.C.),
Mosé* (Musà, 1436 a.C.-1316 a.C.),
Abramo* (Ibrahim, 1861-1686 a.C.),
Noé* (Nuh, 3900-2900 a.C.),
Giovanni (Yahya, 5-35 d.C.),
Zaccaria (Zakariya,100-20 d.C.),
Giona (Yunis, VIII secolo a.C.),
Eliseo (Ilyasa, IX secolo a.C.),
Elia (Iliyas, IX secolo a.C.),
Salomone (Sulayman, 985-933 a.C.),
Davide (Daud, 1043-973 a.C.),
Aronne (Harun 1439-1317 a.C.),
Dhu-l-Kifl (vive tra il XVI e XV secolo a.C.),
Giobbe (Ayyub),
Shu'ayb,
Giuseppe (Yusuf, 1610 -1500 a.C.),
Giacobbe (Ya'qub, 1700-1653 a.C.),
Isacco (Ish/aq, 1761-1581 a.C.),
Ismaele (Isma'il, 1781-1638 a.C.),
Lot (Lut, 1861-1686 a.C.),
Salih (2000-1900 a.C.),
Hud (tra il 2500 e il 3200 a.C.),
Idris (?),
Adamo (Adam,?).

Infine il Corano parla delle Tribù di Israele (al-Asbat), ovvero i dodici figli di Giacobbe,
considerandoli come profeti, però senza riportarne i nomi, fatta eccezione per Giuseppe.
Vi sono poi due messaggeri, che non troviamo nel Sublime Corano, ma che vengono
citati solo da Muhammad (SAAS): questi sono Set (Shit) e Giosuè figlio di Nun (Yusha'
bin Nun).

Personaggi sui quali si hanno dubbi in merito alla loro missione


Vi sono due altri personaggi, citati nel Corano, sui quali si hanno incertezze, se devono
essere considerati profeti o meno. Questi sono Dhu al-Qarnayn (Alessandro Magno,
citato in 83:XVII), sul quale al-Razi sostiene che egli sia stato un profeta mentre 'Ali ibn
Abu Talib sostiene che non lo sia stato e Tubba' (citato in 37:XLIV e 14:L). Però lo
stesso Messaggero di Allah (SAAS) non si è voluto esprimere, perché infatti ha detto:
«Non so se Tubbac fosse un profeta o meno, e non so se Dhu al-Qarnayn fosse un profeta
o meno» (Hakim e al-Bayhaqi).

Al-Khidr:
Al-Khidr non viene mai citato direttamente nel Corano, ma sarebbe lui il sapiente che
Mosè incontra al versetto 65 della sura al-Kahf (XVII). Ma proprio la sua sapienza e
conoscenza dell'ignoto, la sua capacità di decidere la morte di una persona e l'agire sotto
ispirazione (XVII:82) fanno pensare che egli sia stato un profeta. Il giudizio non è
unanime, e molti pensano a lui solo come una persona particolarmente vicina ad Allah.

La necessità dei profeti e dei messaggeri


Qualora una persona si ammala solo in poche occasioni può curarsi da solo, egli ha
bisogno di una medico, che gli dia dei consigli e una cura. Allo stesso modo l'umanità ha
bisogno di alcuni "specialisti" che le diano dei consigli, le indichino una cura, e la
mettano a conoscenza di tutto ciò che non conoscono e non possono conoscere da soli.
Questi "specialisti" sono i profeti e i messaggeri. Se ciò non avvenisse l'umanità
rimarrebbe all'oscuro di quella che sarà il Giorno del Giudizio, della vita dopo la morte, e
di come bisogna impostare la propria vita in adorazione di Allah, cose che l'uomo non
saprebbe acquisire da solo.

Compiti dei messaggeri


Possiamo semplificare dicendo che i compiti dei messaggeri sono fondamentalmente sei:
1- La trasmissione del messaggio divino. Ha detto l'Altissimo: «O messaggero, trasmetti
quello che è sceso su di te da parte del tuo Signore. E se non fai ciò non avresti trasmesso
il Suo messaggio» (V:67); e ancora: «E su di te abbiamo fatto scendere il Ricordo [il
Corano], affinché tu spieghi agli uomini ciò che è stato loro rivelato e affinché possano
riflettervi» (XVI:44).
2- L'invitare la gente (da'ua) ad Allah e a seguire la Retta Via: «Ad ogni comunità
inviammo un messaggero [con il comando]: Adorate Allah e fuggite dai Taghut»
(XVI:36).
3- L'annunciare il Paradiso ai credenti e l'avvisare delle pene dell'Inferno ai miscredenti:
«Non inviammo i messaggeri se non per annunciare ed ammonire» (XVIII:56).
4- Purificare le anime: «Egli è colui che ha inviato tra gli illetterati un Messaggero, uno
di loro, che recita i Suoi versetti, li purifica e insegna loro il Libro e la Saggezza, anche se
in precedenza erano in errore evidente» (LXII:2).
5- Eliminano le scuse degli uomini, ovvero fare in modo che gli uomini non possano dire
nel Giorno del Giudizio di non aver ricevuto un ammonimento ed un avvertimento:
«[Inviammo] messaggeri che annunciavano e ammonivano affinché non avessero più
scuse davanti ad Allah» (IV:165).
6- Governare sulla terra la comunità dei credenti: «Governali con ciò che ti è stato fatto
scendere da Allah» (V:48).

Carattere umano dei profeti


Quando giunsero ai popoli i messaggeri, molti di questi si stupirono che questi
messaggeri non fossero figure angeliche o creature particolari. Si trattava solo di uomini
normali: «Dì: "Io [Muhammad] non sono altro che un uomo come voi"» (XVIII:110), «E
dicono: "Ma che inviato è costui che mangia cibo e cammina nei mercati?"» (XXV:7),
«Dissero loro i messaggeri: "Certamente siamo uomini come voi, ma Allah favorisce chi
Egli vuole tra i Suoi servi"» (XIV:11).
Si è discusso anche sulla possibilità che vi siano stati delle donne come messaggeri. Abu
al-Hasan al-Ash'ari, al-Qurtubi e Ibn Hazm sostengono che la cosa sia possibile, infatti
troviamo in alcuni episodi narrati nel Corano che alcune donne ricevono un ispirazione,
vengono a contatto con Gabriele o vengono elette tra le donne: «Ispirammo la madre di
Mosè ad allattarlo» (XXVIII:7), «Le inviammo il Nostro Spirito che assunse le
sembianze di un uomo perfetto» (XIX:17). «O Maria, Allah ti ha eletta; ti ha purificato ed
eletta tra tutte le donne dei mondi» (III:42). Lo stesso discorso vale per Sara, Agar e Asia
moglie del Faraone.
Però altri dotti islamici, come Nawawi e Hasan al-Basri -il quale ha detto: «Non ci sono
stati profeti tra le donne né tra i jinn»-, sostengono che la cosa non sia possibile. Questo
perché esse non hanno trasmesso o divulgato alcun messaggio, perché non tutte le
persone che hanno parlato con gli angeli sono profeti e perché non abbiamo prove
sufficienti nei testi.
Comunque non è possibile dare un giudizio, visto che lo stesso Profeta (SAAS) preferì
astenersi dal giudizio sulla missione profetica di Dhu al-Qarnayn.

Caratteristiche non umane uniche dei profeti


I profeti e i messaggeri sono uomini come altri, hanno le stesse necessità ma hanno senza
dubbio delle caratteristiche uniche. La prima di queste è il wahi, "l'ispirazione", di cui
parleremo più avanti, che fa sì che essi abbiano una conoscenza superiore, di cose fuori
dalle esperienze umane.
Gli occhi dei profeti dormono, ma non dormono mai i loro cuori infatti in un hadith Anas
ibn Malik dice: «Gli occhi del Profeta (SAAS) dormivano, ma non dormiva il suo cuore.
Così gli occhi dei profeti dormono, ma non dormono i loro cuori» (Bukhari 3570).

I profeti possono scegliere tra il mondo terreno (il continuare a vivere) e quello
ultraterreno (il morire). Da 'A'isha' ha detto di aver sentito il Messaggero di Allah
(SAAS) dire: «Non è, colui che si ammala, un profeta se non può scegliere tra il mondo
terreno e quello ultraterreno» (Bukhari e Muslim).
I profeti e i messaggeri vengono sepolti nello stesso luogo in cui sono deceduti. Troviamo
infatti in una hadith: «Non viene sepolto un profeta se non nel luogo in cui muore»
(Ahmad) . Il Profeta Muhammad (SAAS) ad esempio è stato sepolto nella casa di 'A'isha',
nella quale morì. Il loro corpo inumato non verrà consumato dalla terra, ecco perché
troviamo lo hadith: «Allah ha vietato alla terra di mangiare i corpi dei profeti» (Abu
Daud e Nisa'i). E ancora nelle loro tombe i profeti continuano a vivere, il Profeta (SAAS)
disse infatti: «Sono in vita i profeti nelle loro tombe, pregano» (trasmessa dai sei).
Sono caratterizzati da una purezza senza uguali. Da una purezza nella trasmissione del
messaggio, ovvero non cambieranno né dimenticheranno cosa alcuna di ciò che Allah ha
voluto che trasmettessero. Ecco perché l'Altissimo ha detto: «Ti faremo recitare [il
Corano] e non dimenticherai, se non quello che Allah vuole» (LXXXVII:6) e ha detto:
«O messaggero, trasmetti quello che è sceso su di te da parte del tuo Signore. E se non fai
ciò non avrai trasmesso il Suo messaggio» (V:67).
La loro purezza non viene intaccata anche quando provano timore (come quando Abramo
vede gli angeli che non mangiano), rabbia (quando Mosé vede l'idolo fatto dalla sua
gente), impazienza (quando Mosé incontra il Khidr), quando commettono peccati minori
o dimenticano. Anche il Profeta (SAAS) dimenticava, disse infatti: «Ma anche io, io sono
un uomo, dimentico come voi, e se dimentico allora riprendetemi» (Trasmesso dai sei
tranne Tirmidhi).

Il wahi
Il verbo arabo awhaya(IV forma) che significa ispirare, trasmettere, suggerire un idea, nel
Corano acquista il significato di informare, mettere a conoscenza una persona elevata tra
gli uomini in modo segreto, non visibile da altri uomini. Per esempio troviamo: «Ti
abbiamo trasmesso [la rivelazione] come la demmo a Noé e ai profeti dopo di lui. E
abbiamo trasmesso [la rivelazione] ad Abramo, Ismaele, Isacco, Giacobbe e alle Tribù, a
Gesù, Giobbe, Giona, Aronne, Salomone, e a Davide demmo il Salterio» (IV:163), «E
quando ho ispirato gli apostoli a credere in Me e nel Mio messaggero» (V:111),
«Ispirammo la madre di Mosè ad allattarlo» (XXVIII:7).

Come avviene il wahi


I profeti possono ricevere il wahi in vari modi: il primo di questi è durante il sonno. Per
esempio quando Abramo riceve in sogno l'ordine di sacrificare suo figlio Ismaele: «Poi,
quando raggiunse l'età per accompagnare [suo padre, questi] gli disse: "figlio mio, mi
sono visto in sogno, in procinto di immolarti. Dimmi cosa ne pensi". Rispose: "Padre
mio, fai quello che ti è stato ordinato: se Allah vuole sar tra i pazienti» (XXXVII:102).
Allah parla direttamente ai profeti attraverso un velo (attraverso uno schermo che li
protegge). Così avvenne per Mosè, Adamo e Muhammad durante la sua ascesa al cielo
(mi'raj). Possono ricevere il wahi attraverso un angelo: per esempio fu l'angelo Gabriele
che rivelò a Muhammad (SAAS) l'intero Corano. Egli vide l'angelo nel suo vero aspetto e
quando questo acquistava le sembianze umane. Poi ha ricevuto il wahi come se fosse
stato un suono di una campana.

Segni e miracoli dei profeti


Certo tutti i profeti hanno dovuto portare con sé delle prove e dei miracoli che potessero
attrarre la gente e potessero convincerla della veridicità delle loro parole. Questi miracoli
però non sono cose create dai profeti, ma sono cose che Allah ha dato loro. Andiamo a
vedere adesso l'esempio di alcuni messaggeri.

Abramo (AS):
«Dissero: "bruciatelo e andate in aiuto ai vostri dei, se siete capaci". Dicemmo: "Fuoco, si
fresco e sicuro per Abramo". Tramarono contro di lui, ma facemmo si che fossero dei
perdenti» (XXI:68-70): Abramo fu messo al rogo dai suoi concittadini, ma il messaggero
non morì ne fu bruciato da quel fuoco. Abramo ricevette anche una prova da Allah della
Sua presenza: «E quando Abramo disse: "Signore, mostrami come resusciti i morti",
Allah disse: "Ancora non credi?". "Si -disse-, ma fa che il mio cuore si acquieti" Disse:
"Prendi quattro uccelli e falli a pezzi, poi mettine una parte su ogni monte e chiamali:
verranno da te velocemente"» (II:260).

Mosè (AS):
La missione profetica di Mosè fu accompagnata da nove segni, così come troviamo nel
Corano: «In verità abbiamo dato a Mosè nove segni evidenti» (XVIII:101). Esaminiamo
questi segni attraverso le stesse parole dell'Altissimo:

(1) «Disse: "Gettalo [il bastone] Mosè". Lo gettò ed ecco che divenne un serpente che
strisciava veloce» (XX:19-20);

(2) «Stringi la mano sotto l'ascella: ne uscirà bianca senza farti alcun male. Ecco un altro
segno» (XX:22).

(3) «Colpimmo la gente di Faraone con anni di miseria e [4] una scarsità di frutti,
affinché riflettessero. Quando veniva loro un bene dicevano: "Questo ci spetta", se li
colpiva un male vedevano in Mosè e in quelli che erano con lui, uccelli di malaugurio.
Non dipendeva da Allah la loro sorte? Ma la maggior parte di loro non sapeva. Dissero:
"Qualunque segno addurrai per stregarci, noi non crederemo in te". Mandammo contro di
loro [5] l'inondazione, [6] le cavallette, [7] le pulci, [8] le rane e [9] il sangue, segni ben
chiari. Ma furono orgogliosi e rimasero un popolo di perversi» (VII:130-133).

Gesù (AS):
La stessa nascita di Gesù è stato un grande miracolo. Il Corano cita poi un altro miracolo,
quello della "Tavola imbandita" (V:112-115), ma ci sono tutti quei miracoli trasmessici
dalla tradizione cristiana -che colui che è nato in un paese cattolico non può non
conoscere- tutti verosimili.
Muhammad (SAAS):
Miracolo più grande del Sigillo dei Profeti (SAAS) è senza dubbio il Corano, per ciò che
esso contiene, per il modo in cui esso si esprime e per le verità scientifiche in esso
contenuto. Altri miracoli di Muhammad (SAAS) sono l'Isra' (il suo viaggio da Mecca a
Gerusalemme e poi il ritorno a Mecca durato l'arco di una notte) e il Mi'raj (la sua
ascensione fino al settimo cielo sempre durante l'Isra'), la luna che si spaccò in due parti
davanti agli occhi dei meccani increduli -ecco di questo miracolo lo troviamo nel
versetto: «L'Ora si avvicina e la luna si spacca. Se vedono un segno si sottraggono e
dicono: "E’ una magia continua"» (LIV:1-2)-, l'acqua che gli sgorga dalle dita e gli
animali, le piante e gli esseri inanimati che parlano e lo riconoscono come profeta.

L'annuncio di Muhammad (SAAS) da parte dei profeti precedenti


La missione profetica di Muhammad (SAAS) conclude e perfeziona l'insieme delle
missioni profetiche. E tutti i profeti precedenti hanno saputo della sua venuta: «E quando
Allah strinse un patto con i profeti [dicendo]: "Vi ho dato un Libro e della Saggezza, poi
verrà un messaggero [Muhammad (SAAS)] per confermare ciò che avete, dovrete
credergli e aiutarlo"» (III:81); ed hanno annunciato la venuta di Muhammad (SAAS).
Troviamo, per esempio, nella Genesi che i discendenti di Ismaele (gli arabi e quindi
anche Muhammad (SAAS)) diventeranno un'importante nazione: «Anche riguardo a
Ismaele io ti ho esaudito: ecco, io lo benedico e lo renderò fecondo e molto, molto
numeroso: dodici principi egli genererà e di lui farò una grande nazione» (Gen 17:20).
Gesù ha detto: «"O figli di Israele, io sono veramente un Messaggero di Allah a voi, per
confermare la Tawrat [Torà] che mi ha preceduto e per annunciarvi un messaggero che
verrà dopo di me, il cui nome sarà Ahmad". Ma quando a questi giunse con le prove
evidenti, dissero: "Questa è magia evidente"» (LXI:6). Ed Ahmad è uno dei nomi
dell'ultimo Messaggero (SAAS), come egli stesso ha detto: «Io ho cinque nomi: io sono
Muhammad, e Ahmad, io sono al-Mahi con il quale Allah elimina la miscredenza, io
sono al-Hashir che sarò riunito prima degli altri uomini, e io sono al-'Aqib [colui che
completa le missioni profetiche]» (Bukhari 3532 e Muslim).
Nei vangeli troviamo: «E se lo volete accettare, egli è quell'Elia che deve venire. Chi ha
orecchi intenda» (Mt 11:14-15). Secondo l'interpretazione cattolica non si tratterebbe
altro che di Giovanni Battista, ma la sua missione è precedente a quella di Gesù, e quindi
egli non può annunciare una cosa che già è avvenuta. Ma più chiaro è l'annuncio della
venuta dei musulmani, che dal paganesimo passeranno alla stretta fede monoteistica e
condanneranno gli ebrei per aver rifiutato i profeti e per il loro agire: «Ora vi dico che
molti verranno dall'oriente e dall'occidente e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e
Giacobbe nel regno dei cieli, mentre i figli del regno [gli ebrei] saranno cacciati fuori
nelle tenebre, ove sarà pianto e stridore di denti» (Mt 8:11-12).
Nel Vangelo di Giovanni troviamo: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti. Io
pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Consolatore perché rimanga con voi per sempre,
lo Spirito di verità che il mondo non puٍ ricevere, perché non lo vede e non lo conosce.
Voi lo conoscerete, perché egli dimora presso di voi e sarà in voi» (Gv 14:15-17);
«Quando verrà il Consolatore che io vi manderò dal Padre, lo Spirito di verità che
procede dal Padre, egli mi renderà testimonianza» (Gv 15:26). Il "Consolatore" è il
Profeta Muhammad (SAAS) inviato sei secoli dopo la venuta di Gesù (AS).
Troviamo nel Vangelo di Matteo un discorso di Gesù ai giudei: «E Gesù disse loro: "Non
avete mai letto le Scritture:
La pietra che i costruttori hanno scartata
è divenuta testata d'angolo;
dal Signore è stato fatto questo
ed è mirabile agli occhi nostri?
Perciò io vi dico: vi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che lo farà
fruttificare. Chi cadrà sopra questa pietra sarà sfracellato; e qualora essa cada su qualcuno
la stritolerà» (Mt 21:42-44). E ha detto il Messaggero di Allah (SAAS): «Io sono come i
profeti che mi hanno preceduto, come un uomo che costruisce una casa, la completa, la
decora e non posiziona un mattone d'angolo e vengono gli uomini gli girano attorno, si
stupiscono e dicono: Ma come non hai posizionato questo mattone? [come sarebbe bella
la casa con quel mattone!] Dice: Io sono il mattone e io sono il Sigillo dei profeti»
(Bukhari 3535 e Muslim). Ecco quella "pietra scartata" poi divenuta "testata d'angolo",
che ha completato e reso perfetto l'edificio, era Muhammad (SAAS), che con il
messaggio che ha portato con sé ha fondato una forte nazione.
L'annuncio della venuta del Sigillo dei profeti (SAAS) la possiamo ritrovare anche nel
Vangelo di Barnaba, che noi oggi abbiamo in veneto, anche se vi sono alcuni dubbi sulla
sua autenticità, oppure in altre religioni, anche in quelle che oggi non sono più
monoteistiche.

L'eccellere, il preferire alcuni profeti o messaggeri


Dice l'Altissimo: «Abbiamo preferito alcuni profeti sugli altri ed a Davide abbiamo dato
il Salterio» (XVII:55). Tutti gli 'ulama' concordano che i messaggeri, in quanto portatori
di una rivelazione, sono preferibili dei profeti, e tra diessi ci sono dei gradi di importanza;
infatti troviamo: «Abbiamo preferito quei messaggeri tra gli altri. A quelli Allah ha
parlato, e alcuni li ha alzati di grado, e abbiamo dato a Gesù figlio di Maria le prove, e lo
abbiamo coadiuvato con lo Spirito Santo [Jibril] » (II:253).

Cinque sono i messaggeri preferiti rispetto a tutti i profeti e messaggeri: (1) Muhammad
(SAAS), ultimo messaggero e colui che ha completato la rivelazione dell'Islam; (2) Noè,
il primo messaggero; (3) Abramo, l'Amico di Allah e guida per gli uomini (vedi Corano
IV:125); (4) Mosè, colui che ha trasmesso la Torà e (5) Gesù, Parola (Ordine di Allah)
insufflata in Maria e insufflata dal Suo Spirito (Gabriele). Prova di ciò sono i versetti:
«Pazienta come pazientarono i messaggeri risoluti» (XLVI:35). «Ha stabilito per voi,
nella religione, la stessa via che aveva raccomandato a Noè, quella che rivelammo a Te e
che imponemmo ad Abramo, a Mosè e a Gesù: "Assolvete al culto e non create divisioni
in essa"» (XLII:13).
Perché Muhammad (SAAS) è stato preferito?
Lo stesso Messaggero di Allah (SAAS) ha detto: «Allah mi preso come amico, così come
prese Abramo come amico» (Muslim), e ha detto: «Sono stato preferito tra i profeti per
sei motivi: ho ricevuto l'insieme delle parole, ho vinto con il terrore, mi è stato reso lecito
il bottino, è stata resa per me la terra pura e come una moschea, e sono stato inviato a
tutte le creature e con me sono finiti i profeti» (Tirmidhi e Muslim). Muhammad (SAAS)
ha detto allora di essere superiore ad altri profeti per sei ragioni:

(1) dice di aver ricevuto "l'insieme delle parole", per la capacità di comunicare grandi e
profondi significati con poche parole;

(2) dice di aver vinto con l'arma del terrore, questo perché Allah gettava la paura nei
cuori dei suoi nemici;

(3) gli fu reso lecito di prendere una parte del bottino, cosa che non era lecita agli altri
profeti;

(4) dice "è stata resa per me la terra pura e come una moschea", questo perché il fedele
può pregare ovunque, e ovunque si può purificare con acqua o -in mancanza d'acqua- con
la polvere;

(5) fu inviato a tutte le creature e non solo agli arabi, infatti il Corano dice: «O uomini io
sono il Messaggero di Allah per voi tutti» (VII:158), così come fu inviato anche ai jinn;

(6) infine è stato colui che ha completato le missioni profetiche: «Ma è il Messaggero di
Allah e sigillo dei profeti» (XXXIII:40).

Divieto di fare preferenze tra profeta e profeta


Però bisogna fare molta attenzione a non fare preferenza tra profeta e profeta poiché ha
detto il Messaggero di Allah (SAAS): «Non scegliete tra i profeti» (Bukhari e Muslim e
ha detto: «Non fate preferenze tra i profeti» (Bukhari). Ciò non significa che quanto detto
fin ora è scorretto, ma che non bisogna preferire un profeta arbitrariamente, ma bisogna
portare sempre delle prove del Corano o della Sunna a sostegno delle proprie preferenze.

LE RIVELAZIONI
L'obbligo nel credere nelle rivelazioni:
Il musulmano è tenuto a credere non solo ai profeti e ai messaggeri, ma anche a tutte le
rivelazioni scritte come il Libro rivelato ad Abramo, la Torà rivelata a Mosè, come il
Salterio rivelato a Davide, il Vangelo rivelato a Gesù o il Corano rivelato a Muhammad
(SAAS), e a tutte le rivelazioni non scritte, come la rivelazione trasmessa da Ismaele,
Isacco, Giacobbe, le Tribù o anche il wahi trasmesso a Muhammad (SAAS) che non fa
parte del Corano (la Sunna in generale, insomma). Il Corano dice: «Dite: "Crediamo in
Allah e in quello che è stato fatto scendere su di noi e in quello che è stato fatto scendere
su Abramo, Ismaele, Isacco, Giacobbe e sulle Tribù, e in quello che è stato dato a Mosè e
a Gesù e in tutto quello che è stato dato ai Profeti da parte del loro Signore, non facciamo
differenza alcuna tra di loro e a Lui siamo sottomessi"» (II:136), e dice anche che «Chi
non crede in Allah, nei Suoi angeli, nei Suoi libri e nei Suoi messaggeri e nell'Ultimo
giorno è stato grandemente deviato» (IV:136).

Ragione delle rivelazioni:


Il significato delle rivelazioni e quello di fornire agli uomini una guida chiara
permanente, una serie di indicazioni all'uomo. Allah l'Altissimo dice a proposito della
Torà: «Facemmo scendere la Torà, fonte di guida e di luce» (V:44).

Torà:
Per Torà o Pantateuco si intendono i primi cinque libri dell'Antico Testamento (Genesi,
Esodo, Levitico, Numeri e Deuteronomio). Si parla diciotto volte di Torà (al-Tawrat) nel
Corano, ma quella di cui parla il Corano è la stessa che noi oggi abbiamo? No. Questo
perché il Corano parla di un libro rivelato a Mosé, e non di un insieme di tradizioni e
documenti variamente intersecati, che si possono scaglionare su di un lasso di tempo che
va dall'epoca di Mosé (XIII secolo a.C.) all'epoca della restaurazione del popolo d'Israele
dopo l'esilio di Babilonia nel secolo V a.C.. Dunque il testo, che noi oggi abbiamo,
sarebbe stato composto in otto secoli con il contributo di più autori e non sarebbe la
rivelazione fatta a Mosè. I musulmani non condividono l'opinione della Chiesa che Dio
sia autore dei libri ispirati dallo Spirito Santo, ma riconoscono solo i libri rivelati ad un
profeta e che sono stati conservati senza che l'uomo vi apportasse alcuna modifica.

I Salmi (Zabur):
Anche questo è un libro di cui parla il Corano, ma anche in questo caso è accertato che
non sia un libro che si può far risalire a Davide, ma che si tratti di una collezione nel
quale confluiscono altre collezioni minori di autori diversi e di epoche diverse. Inoltre la
versione in greco non coicide con quella ebraica, mentre la versione siriaca differisce
notevolmente da entrambe.

Il Vangelo (Injil):
Il Corano parla di un unico Vangelo, rivelato da Dio a Gesù figlio di Maria. Cosa in
verità che si ritrova anche nel Vangelo di Marco: «Gesù si recٍ nella Galilea predicando il
vangelo di Dio» (Mc 1:14). Mentre i vangeli che noi oggi abbiamo non sono altro che
una cronaca della vita di Gesù, e quindi possono essere accettati e criticati così come si
farebbe per un libro di storia, visto anche che Marco e Matteo non erano contemporanei a
Gesù e non avevano assistito alla sua predicazione e che in verità non si conoscono gli
autori del Vangelo di Luca e di quello di Giovanni.
I Jinn e gli Shayatin
Introduzione
I Jinn appartengono ad un mondo che non è quello degli uomini né quello degli angeli.
Quindi non possiamo adoperare esclusivamente i tradizionali metodi scientifici e la
nostra razionalità per conoscere questo mondo, ma possiamo conoscere i Jinn solo
attraverso ciò che Allah I ci ha rivelato nel Sublime Corano o nella Sunna del nostro
Profeta Muhammad (SAAS), che vanno al di là della semplice conoscenza sensibile, ma
abbracciano la Conoscenza totale dell'Universo. Sarebbe fuorviante e non produttivo se
ricercassimo in altro modo la conoscenza sul mondo dei jinn. Certo anche la Rivelazione
di Allah I non è esaustiva dell'argomento, ma si limita a fornirci ciò che per noi è
indispensabile: «Anche se tutti gli alberi della terra diventassero calami, e il mare e altri
sette mari ancora fossero inchiostro, non potrebbero esaurire le parole di Allah»
(XXXI:27).
Un errore comune è quello di sottovalutare l'importanza dei Jinn o dare un interpretazione
eccessivamente allegorica che ci allontana dalla realtà dei versetti coranici. Il credere nei
Jinn è parte integrante del credo musulmano, inoltre, come vedremo, i Jinn possono
incidere sulla vita dell'uomo. Attenzione dunque ad affidarsi troppo al nostro spirito
razionale, in quanto limitato e non omnicomprensivo, perché si rischia, altrimenti, di
smentire i segni di Allah I: «Si, tacciano di menzogna la parte di scienza che non
abbracciano» (X:39).
Una prova della loro esistenza, oltre che dal Corano e dalla Sunna, la possiamo trarre dal
fatto che in diverse tradizioni si ritrovano i segni della loro presenza. Troviamo più volte i
Jinn nell'Antico Testamento1 con caratteristiche simili, o identiche a quelle che
riscontriamo nell'Islam[1]. Oppure li ritroviamo nella "superstizione", comune a tutti i
paesi del mondo: ad esempio l'avversione per il gatto nero, che, come vedremo, può
essere uno degli animali in cui si possono trasformare i Jinn, oppure i fantasmi o gli
spiriti dei morti, che sono delle "manifestazioni" dei Jinn.
Ed è importante conoscere questo mondo perché molto spesso i fenomeni che non si
riescono a spiegare sono da attribuirsi proprio ai Jinn. Noi viviamo in un paese dove i
miracoli vengono presi molto sul serio: si pensi alle Madonne che piangono sangue, o a
Padre Pio o alle varie Madonne che appaiono. Certo sono messaggi religiosi, avvicinano
molti non credenti alla fede, ma in realtà questi sono messaggi -islamicamente parlando -
devianti: spingono al culto politeista delle statuette o al culto della persona umana, o al
culto mariano condannato duramente dall'Islam e quindi non sono messaggi che possono
provenire da Allah. E anche importante capire i Jinn perché i maghi, astrologi e gli
indovini abbondano nel nostro paese e le televisioni private sono piene di questi
personaggi, che molto spesso sono solo esibizionisti e affaristi, mentre altre volte
ascoltano proprio le parole dei Jinn.
I Jinn appartengono dunque ad una dimensione che non è quella degli uomini né quella
degli angeli, e il loro nome viene proprio dalla radice Janana, che significa appunto
"coprire", "velare" o "nascondere", in quanto si nascondono alla nostra vista. Ma il fatto
che noi non possiamo vederli non significa che loro non possano vedere noi; Allah
l'Altissimo dice nel Sublime Corano: «Esso [Shaytan] e la sua specie [gli Shayatin e le
loro schiere] vi vedono da dove voi non li vedete» (VII:27).
Creazione dei Jinn e dei Shayatin:
Il Profeta (SAAS) ha detto: «Gli angeli sono stati creati dalla luce, i Jinn sono stati creati
da un fuoco puro e Adamo è stato creato da ciò che è stato definito [nel Corano] per voi
[cioè, da argilla]» (Muslim 2996). Allah dunque ha creato i Jinn e gli shayatin da un
fuoco puro, più in particolare troviamo nel Libro: «E i Jinn [li creammo] da fiamma di
fuoco puro» (LV:15; «E i Jinn li creammo prima [degli uomini] dal fuoco di samum»
(XV:27). Il fuoco di Samum indica una «fiamma senza fumo»3, «fuoco ardentissimo».

L'aspetto dei Jinn


Noi conosciamo del loro aspetto solo ciò che Allah l'Altissimo ha voluto che
conoscessimo. Sappiamo che hanno un cuore, degli occhi e delle orecchie, perché un
versetto dice: «In verità creammo molti dei Jinn e molti degli uomini per la Jahannam
[l'Inferno]: hanno cuori che non comprendono, occhi che non vedono e orecchie che non
sentono, sono come il bestiame, anzi ancor peggio, questi sono i deviati» (VII:179);
questo paragone, però, del Corano con gli uomini non significa affatto che la fisionomia
dei Jinn debba essere simile a quella dell'uomo. Sappiamo poi che hanno una voce:
«Seduci [tu, o Shaytan] con la tua voce quelli che potrai» (XVII:64).

Nomi e tipi diversi di Jinn


I Jinn vengono chiamati in modi diversi, sia nel Sublime Corano che nella letteratura
musulmana, analizziamoli per incominciare a capire anche i diversi tipi di Jinn che
esistono:

1) il Jinn senza nessuna particolarità si può chiamare Jinni;

2) quello che abita insieme agli uomini si chiama 'amir (plur. 'imar);

3) quello che vedono i bambini si chiama ruh (plur. arwah; letteralmente spirito);

4) quello cattivo si chiama Shaytan (plur. shayatin);

5) quello ancora più cattivo si chiama marid;

6) quello più potente e cattivo 'ifrit (plur.'ifarit).

Inoltre il Messaggero di Dio (SAAS) ha detto: «I Jinn sono di tre tipi: un tipo vola
nell'aria, un tipo è nei serpenti e nei cani, un tipo si stabilisce in un posto o si trasferisce
in un altro» (al-Tabarani, al-Hakim e al-Bayhaqi).
Shaytan
Abbiamo parlato indifferentemente di Jinn e di Shaytan, ma sono la stessa cosa? In realtà
non si ha una certezza assoluta sulla questione. Un versetto del Corano dice: «E quando
dicemmo agli angeli: "Prosternatevi ad Adamo", si prosternarono tutti eccetto Iblis che
rifiutò per orgoglio e fu tra i miscredenti» (II:34). Da quest'ultimo versetto si potrebbe
pensare che Iblîs [2] sia stato un angelo, ma un altro versetto dice: «E quando dicemmo
agli angeli: "Prosternatevi ad Adamo", si prosternarono eccetto Iblis che era uno dei Jinn
e che si rivoltò all'Ordine di Allah» (XVIII:50. Hasan al-Basri (m. 728) ha detto su questa
questione: «Iblîs non è stato un Angelo neanche per un istante»; Ibn Taymiyya (1268-
1328) anche ha detto: «Shaytan è appartenuto agli angeli solo per il suo aspetto, non in
relazione all'origine né in relazione al suo esempio». Lo stesso Ibn Taymiyya sostiene
che Shaytan abbia origine dai Jinn, ma in realtà è una affermazione che non possiamo
fare con certezza assoluta visto che abbiamo solo un versetto (XVIII:50) che possa
confermare questa nostra tesi. Comunque sia i Jinn e gli shayatin hanno forti analogie e
continueremo ad analizzarli come se avessero la stessa origine.
Una particolarità di Shaytan è il suo aspetto particolarmente brutto, come ci fa capire
Allah quando descrive l'orribile albero di Zaqqum che sorge nel fondo dell'Inferno: «E’
un albero che spunta dal fondo del Jahim, i suoi frutti sono come teste di demoni
[shayatin]» (XXXVII:64-65). Sappiamo ancora che Shaytan ha le corna, infatti il il
Profeta (SAAS) ha detto: «Quando tramonta il sole, esso tramonta tra le due corna di
Shaytan, allora si prosternano i kafir [coloro che rinnegano l'Islam]» (Muslim 832). E’
importante anche notare come la pratica dell'Islam tenda a differenziare l'uomo da
Shaytan il maledetto e fa di tutto per evitarlo, quest'ultimo hadith ce lo dimostra, infatti è
vietata la preghiera quando il sole si trova sull'orizzonte (alba e tramonto), fanno
eccezione le preghiere che hanno un motivo, come la preghiera obbligatoria e il "saluto
alla moschea" Tahya al-masjid.

Cibo e bevande dei Jinn


Abu Hurayra ha trasmesso che il Profeta (SAAS) gli ordinò di portargli delle pietre per
pulirsi (dopo le funzioni fisiologiche) e gli disse: «Non portarmi ossa o sterco», e quando
Abu Hurayra chiese a proposito del divieto per le ossa e per lo sterco, il Profeta (SAAS)
disse: «Quelle sono cibo per i Jinn» (Bukhari 3860). E ancora Ibn Mas'ud riporta che il
Messaggero (SAAS) ha detto: «Non pulitevi con lo sterco né con le ossa, perché sono
provviste per i vostri fratelli Jinn» (Tirmidhi) e Ibn 'Umar ha riportato che il Profeta
(SAAS) ha detto: «Quando uno di voi mangia, mangi con la destra, e quando beve, beva
con la destra. In verità Shaytan mangia con la sinistra e beve con la sinistra» (Muslim
2020). Questi tre hadith ci fanno capire che i Jinn mangiano, e ci indicano anche cosa
mangiano.
Ma bisogna anche notare che i Jinn e gli shayatin possono partecipare al mangiare degli
uomini. Ecco perché il Messaggero (SAAS) disse: «Se un uomo entra in casa sua, ricordi
Allah nel momento in cui entra e nel momento in cui mangia, è come se dicesse a
Shaytan: "Non ti puoi accasare né puoi mangiare", però se [un uomo] entra e non ricorda
Allah è come se dicesse a Shaytan: "Ti puoi accasare", e se [quell'uomo] non ricorda
Allah quando mangia è come se dicesse [a Shaytan]: "Ti puoi accasare e puoi mangiare"»
(Muslim 2018). Questo hadith esorta i musulmani al ricordo di Dio in alcuni momenti
particolari, come vedremo più avanti il Dhikr ("il ricordo di Allah") in generale, e dei
dhikr in particolare, sono molto importanti per allontanare da se i Jinn e gli shayatin.

La loro riproduzione e il loro accoppiamento


I Jinn si riproducono e si accoppiano in modo simile a quello degli uomini, lo possiamo
intuire da un versetto del Corano quando parla delle donne pure del Paradiso (le Huri):
«Vi saranno colà quelle dagli sguardi casti, mai toccate da uomini o da Jinn» (LV:56); e a
questo proposito il Messaggero (SAAS) è molto più chiaro in questo hadith
(sull'originalità della quale, però, si hanno delle riserve): «I Jinn generano figli, così come
si moltiplicano i figli di Adamo [cioè, gli uomini], e loro [i Jinn] sono superiori di
numero [rispetto agli uomini]» (Abu Hatim).

Muoiono i Jinn ?
Tutto l'universo verrà distrutto, tutto ciò che esso contiene morirà così come i Jinn; Allah
dice: «Tutto quel che è sulla terra è destinato a perire, rimarrà solo il Volto del tuo
Signore, pieno di maestà e di generosità» (LV:26-27). Ibn Abbas riferisce che il
Messaggero (SAAS) pregava l'Altissimo in questo modo: «Chiedo protezione alla Tua
potenza, a Colui che non ha altra divinità che Te, a Colui che non muore, mentre i Jinn e
gli uomini muoiono» (Muslim 2451). Che età raggiungano i Jinn non si sa, sappiamo solo
che Iblis vivrà fino al Giorno del Giudizio, infatti Allah dice, quando racconta della
maledizione di Iblis: «Concedimi una dilazione - disse [Iblis] - fino al Giorno [del
Giudizio universale] in cui saranno resuscitati. Sia - disse Allah - ti è concessa la
dilazione» (VII:14-15).

Luoghi di residenza dei Jinn


I Jinn abitano questa nostra stessa terra, prediligono le rovine, case abbandonate, gli spazi
aperti come il deserto, i luoghi sporchi (bagni, letamai, fogne) e i cimiteri. Inoltre
prediligono i luoghi dove è più facile diffondere l'ingiustizia (ad esempio mercati e
discoteche). Inoltre abitano quelle case dove si dimentica la tasmiya - si dimentica di dire,
cioé, bismillah -, il dhikr, e la lettura del Corano, in particolare la sura della Vacca (II) e il
versetto del Trono (II:255). Sappiamo anche che gli shayatin amano sedere tra l'ombra e
il sole, e per questo che l'Inviato (SAAS) ha ordinato di non sedere tra l'ombra e il sole.
Qualità straordinarie dei Jinn
A) Velocità di movimento:
Il profeta Salomone u aveva alle sue dipendenze dei Jinn e «Un 'Ifrit tra i Jinn disse: "Te
lo porterò [il trono della regina di Saba] prima ancora che tu ti sia alzato dal tuo posto, ne
sono ben capace e son degno di fiducia"» (XXVII:39). Da notare che tra Gerusalemme,
capitale del regno di Salomone u, e Marib, nello Yemen, ci sono circa 2000 chilometri
(oggi con l'aereo ci vorrebero 5-6 ore per andare e tornare).

B) Possono ascoltare i comandi nel cielo, e trasmetterli agli uomini:


I Jinn hanno la facoltà di ascoltare furtivamente i comandi che Allah (Swt) da agli angeli
e a trasmetterli agli uomini, anche se questa operazione è molto ostacolata, come ci dice
il Sublime Corano: «Invero [dicono i Jinn] abbiamo sfiorato il cielo ma lo abbiamo
trovato munito di temibili guardiani [gli angeli] e di bolidi fiammeggianti. Ci sedevamo
[un tempo] in sedi appropriate, per ascoltare. Ma ora chi vuole origliare trova un bolide
fiammeggiante in agguato» (LXXII:8-9). Così gli uomini vengono a conoscenza tramite i
Jinn degli Ordini di Allah, cioè vengono a conoscenza di alcune cose che avverranno nel
futuro, in verità questi uomini «Tendono l'orecchio [ai Jinn], ma la maggior parte sono
bugiardi» (XXVI:223). Ed è anche importante dire che il solo credere alle parole dette da
un mago che predice il futuro è un atto di shirk, infatti Abu Hurayra ha trasmesso che il
Profeta (SAAS) ha detto: «Chi va da un divinatore e gli crede per ciò che dice è già
miscredente su ciò che è sceso su Muhammad (SAAS)» (Abu Dawud).

C) Hanno forti capacità tecnologiche e intellettive:


I Jinn che lavoravano con il re Salomone (pace su di lui) costruivano cose, e realizzavano
oggetti che non erano alla portata dell'uomo: «Lavoravano i Jinn sotto di lui [Salomone]
col permesso del suo Signore. Se uno qualunque di loro si fosse allontanato dal Nostro
ordine gli avremmo fatto provare il castigo del Sa'ir [l'Inferno]. Costruivano per lui quel
che voleva: templi e statue, vassoi grandi come abbeveratoi e caldaie ben stabili»
(XXXIV:12-13). Probabilmente i Jinn hanno già inventato da molto tempo oggetti come
la televisione o la radio.

D) Possono assumere forme diverse:


I Jinn possono assumere forme - visibili all'uomo - umane e animali. In particolar modo
possono assumere forma di cani, asini, cammelli (animale da soma preferito dai Jinn),
vacche, gatti o serpenti ma prediligono assumere la forma di gatto o cane nero; a questo
proposito dice Ibn Taymiyya: «Il cane nero è il demonio dei cani, e i Jinn assumono
diverse forme, anch<Àdel gatto nero; perché il nero accomuna la forza dei demoni con
altre, e in essa c'è la forza del calore».

E) Possono entrare nel corpo umano:


Un hadith trasmessaci da Anas che il Profeta (SAAS) disse: «Shaytan può scorrere
nell'uomo, nel suo sistema vascolare» (Bukhari 7171 e Muslim 2175).
Incapacità dei Jinn
A) Non hanno alcun potere sui buoni fedeli:
I Jinn hanno anche dei forti limiti. Per prima cosa non possono turbare o influire sulla
vita del uomo.

B) Non possono riprodurre i miracoli di Allah:


Abbiamo visto come i Jinn abbiano grosse capacità, superiori a quelle umane, ma
sicuramente molto inferiori a quelle di Allah. Uno dei suoi più grandi miracoli è il
Sublime Corano che «Anche se si riunissero gli uomini e i Jinn per produrre qualcosa di
simile a questo Corano non ci riuscirebbero, quand'anche si aiutassero gli uni con gli
altri» (XVII:88).

C) Non possono assumere la forma del Profeta (SAAS):


In un hadith trasmessoci da Abu Sa'id t il Profeta (SAAS) ha detto: «Chi vede me, vede la
Verità, perciò Shaytân non può assumere il mio aspetto» (Bukhari), questo vale anche per
i sogni in cui si vede il Profeta[3] (SAAS).

D) Non possono aprire le porte chiuse dicendo Bismillah.

E) Non hanno la conoscenza dell'ignoto:


Infatti troviamo nel Corano che quando Salomone (pace su di lui) morì in piedi sostenuto
dal suo scettro e sembrava ancora vivo tanto che i Jinn che lavoravano per lui non si
accorsero di nulla: «Quando poi decidemmo che morisse, fu solo un essere della terra
[una tèrmite] che li avvertì della sua morte, rosicchian<À il suo scettro. Poi, quando
cadde, ebbero la prova i Jinn che se avessero conosciuto l'invisibile non sarebbero rimasti
nel castigo avvilente» (XXXIV:14).

Responsabilità dei Jinn dinanzi ad Allah


I Jinn come gli uomini hanno la possibilità di accettare o rifiutare l'Islam, ed entrambi
sono stati creati con lo stesso obbiettivo. L'Altissimo dice: «E solo perché mi adorassero
che ho creato i Jinn e gli uomini» (LI:56). E come gli uomini anche i Jinn possono essere
puniti con l'Inferno o con il Paradiso. Prova di ciò sono i due versetti: «Entrate nel fuoco
Jinn e uomini, dirà [Allah], assieme alla gente che è passata prima di voi» (VII:38); «Dì:
"Mi è stato rivelato che un gruppo di Jinn ascoltarono e dissero: 'Invero abbiamo
ascoltato una lettura meravigliosa, che conduce sulla Retta via; abbiamo creduto in essa e
non assoceremo alcuno al nostro Signore"» (LXXII:1-2). E quest'ultimo versetto ci
mostra anche come Muhammad (SAAS) fosse stato inviato sia all'umanità che al popolo
dei Jinn.
Inimicizia di Shaytan
Da subito nasce l'inimicizia verso l'uomo di Shaytan e la sua volontà di condurlo sulla via
della perversione, si può dire che nasca con l'uomo stesso: disse Shaytan quando gli fu
chiesto di prosternarsi davanti all'uomo, di affermare la superiorità della nuova creatura:
«"Sono migliore di lui, mi hai creato dal fuoco, mentre creasti lui dalla creta". Disse
[Allah]: "Vattene! Qui non puoi essere orgoglioso. Via! Sarai tra gli abbietti". Disse
[Shaytan]: "Concedimi una dilazione fino al Giorno in cui saranno resuscitati".
Diss<À[Allah]: "Sia, ti è concessa la dilazione". Disse [Shaytan]: "Dal momento che mi
hai sviato tenderò loro [agli uomini] agguati sulla Tua Retta Via, e li insidierò da davanti
e da dietro, da destra e da sinistra, e la maggior parte di loro non Ti saranno
riconoscenti". Disse [Allah]: Vattene! Scacciato e coperto di abominio. Riempirò la
Jahannam di tutti voi, tu e coloro che ti avranno seguito"» (VII:12-18). Allah, allora,
avvisa gli uomini di diffidare di Shaytan il quale corrompe e lo conduce alla devianza:
«Chi prende Shaytan come patrono al posto di Allah, si perde irrimediabilmente»
(IV:119); «In verità Shaytan è vostro nemico, trattatelo da nemico» (XXXV:6);
«Certamente vi ordina il male e la torpitudine e di dire, a proposito di Allah, cose che non
sapete» (II:169).
Shaytan devia l'uomo invitandolo innanzi tutto allo Shirk e alla miscredenza, invita a
compiere i peccati e ad avere una cattiva condotta. Ad esempio: «In verità col vino e il
gioco d'azzardo, Satana vuole seminare inimicizia e odio tra di voi e allontanarvi dal
Ricordo di Allah e dalla preghiera. Ve ne asterrete?» (V:91).
Egli invita alla bid'a (all'innovazione nella religione), infatti Sufyan al-Thuri ha detto:
«La bid'a è la turpitudine più amata da Iblis, perché per una turpitudine si può chiedere
perdono, ma per la bid'a non c'è richiesta di perdono». Inoltre Shaytan cerca di ostacolare
gli atti di fede dell'uomo, può causare dolori, comparire nei sogni, dare fuoco alle case,
molestare l'uomo in punto di morte, aumentare i dolori del parto, causare malattie
infettive,|Ànt nel corpo dell'uomo.

Ogni uomo ha il suo Shaytan


Ogni uomo ha un qariy {parent.m*"[[22,[^"noop\"_\n]\proprio fianco; 'A'isha chiese al
Messaggero (SAAS): «Con me c'è uno Shaytan?»; rispose: «Si», e lei: «E con te, o
Messaggero di Dio?»; rispose: «Si, ma il mio Signore mi ha aiutato tanto che è divenuto
musulmano» (Muslim 2815). E in un hadith trasmesso da Ibn Mas'ud, il Profeta (SAAS)
ha detto: «Non c'è nessuno di voi che non sia accompagnato da un compagno dei Jinn, e
un compagno tra gli angeli». E chiesero: «Anche tu? o Inviato di Dio»; rispose: «Anch'io,
solo che Allah mi ha aiutato tanto che è diventato musulmano, e non mi ordina altro che
bene» (Muslim 2814).
Come Shaytan influenza l'uomo
Shaytan ha alcuni strumenti che utilizza per deviare l'uomo. Il primo di questi e il
camuffare il male, facendolo apparire all'uomo come il bene, e il bene lo fa apparire come
se fosse il male: «Per Allah, certamente abbiamo inviato [messaggeri], alle comunità che
ti hanno preceduto, ma Satana abbellì le loro azioni» (XVI:63). Inoltre fa di tutto per
ostacolare e impigrire l'uomo; in un hadith trasmesso da Abu Hurayra disse che il
Messaggero di Allah (SAAS) disse: «Shaytan fa dei nodi sulla nuca di ognuno di voi,
quando si dorme lui fa tre nodi, e colpisce sul punto di ogni nodo, e ti fa dormire una
lunga notte, e quando ci si sveglia e si ricorda Allah, un nodo si scioglie, quando si fa lo
wudu', se ne scioglie un altro, quando si fa la sàlat, se ne scioglie un altro e ci svegliamo
attivi volentieri, altrimenti ci svegliamo male con anima pigra» (Bukhari 1143).
Vi sono altri strumenti che vengono prediletti per deviare l'uomo: questi sono l'amore per
la vita terrena e le donne, la musica e il canto. Infatti il Profeta (SAAS) ha detto: «La
donna ha delle parti da coprire, se non le rispetta è preferita da Shaytan» (Tirmidhi); «Il
suono è uno strumento di Shaytan» (Muslim 2114).
Infine Shaytan "bisbiglia" nelle menti degli uomini, sussura inviti alla devianza, anche se
non ci è noto precisamente il metodo che egli usa. L'ultima sura del Corano recita
appunto: «Contro il male del sussurratore furtivo, che soffia il male nei cuori degli
uomini» (CXIV:4-5).

Esiste la magia?
Su questo argomento non c'è accordo completo tra i sapienti musulmani, ma prevalgono
due tesi: la prima sostiene che tutti i fenomeni della magia sono spiegabili
scientificamente; l'altra sostiene che esista una magia che sia stata insegnata dai Jinn agli
uomini, così come leggiamo nel versetto: «Non era stato Salomone il miscredente, ma gli
shayatin: insegnarono ai popoli la magia e ciٍ che era stato rivelato ai due angeli Harut e
Marut a Babele. Essi perٍ non insegnarono nulla senza prima avvertire: "Badate che noi
non siam altro che una tentazione, non siate miscredenti". E la gente imparò da loro come
separare l'uomo dalla sua sposa e non potevano nuocere a nessuno senza il permesso di
Allah. Imparavano dunque ciٍ che era loro dannoso e di nessun vantaggio. E ben sapevano
che chi avesse acquistato quell'arte, non avrebbe avuto parte nell'Altra vita. Com'era
detestabile quello in cambio del quale barattavano la loro anima; Se l'avessero saputo!»
(II:102).
Esistono gli spiriti dei morti?
Non possono esistere gli spiriti. Questo perché l'anima del morto viene trattenuta,
imprigionata da Allah, e non ha possibilità di movimento, non ha possibilità di girare nel
mondo terreno e non può spaventare o giocherellare con nessuno. A questo proposito dice
Allah nel Corano: «Allah accoglie le anime al momento della morte e durante il sonno.
Trattiene poi quella di cui ha deciso la morte e rinvia l'altra fino ad un termine stabilito»
(XXXIX:42). Fanno eccezione i martiri dell'Islam, infatti dice il Corano: «Non
considerate morti quelli che sono stati uccisi sul sentiero di Allah. Sono vivi invece e ben
provvisti presso il loro Signore» (III:169).
Ma allora tutta la gente che dice di aver parlato con i propri cari defunti? Non hanno visto
altro che Jinn che gli hanno mentito, e lo stesso si può dire delle anime dei santi o della
Madonna stessa, tanto è vero che trasmettono sempre messaggi devianti dal punto di vista
islamico.

E a proposito degli U.F.O.?


Questo è un altro fenomeno che attira molto ed ha diviso l'opinione pubblica.
Islamicamente non c'è una risposta, qualcuno dice che il Corano non esclude la
possibilità della loro esistenza, ma sicuro non la sostiene. Però dopo aver esaminato
quello che sono i Jinn, consiglierei di pensare prima a loro, invece che subito ai marziani,
che (questo è scientificamente provato) non vivrebbero nel nostro sistema solare. E il
pianeta del nostro sistema più lontano dal Sole è Plutone che dista dalla Terra circa
7223.9 milioni di chilometri. Se supponiamo che una navicella possa viaggiare a 1500
chilometri orari, senza mai rallentare o fermarsi, in un giorno farebbe 36 mila chilometri,
in un anno farebbe 13.14 milioni di chilometri, e per arrivare su Plutone ci metterebbe
549.9 anni! Anche se gli extraterrestri fossero tecnologicamente più avanzati, per
superare distanze di anni luce, avrebbero bisogno di molti secoli.

Come proteggersi dai Jinn


Già abbiamo detto che il musulmano può non subire la pratica dei Jinn. Questo sarà vero
fino a quando manterrà una pratica costante e sincera, rispettando il Corano e la Sunna. E
nella Sunna troviamo alcuni momenti in cui il Profeta r chiedeva ad Allah protezione
contro Shaytan e contro il male che da lui proviene.

A) Quando entrava nel bagno:


Da Anas bin Mâlik: il Profeta (SAAS) quando entrava nel bagno diceva: «Mio Dio ti
chiedo protezione contro l'impurità [contro i demoni maschi] e le malvagità [e contro i
demoni donna]» (Bukhari 142 e Muslim 385).

B) Consigliٍ di chiedere protezione ad Allah nei momenti di rabbia:


Da Sulayman bin Surad: Due uomini si insultavano vicino al Profeta (SAAS) e noi tutti
eravamo seduti, uno dei due insultò l'altro con rabbia, il suo viso era diventato rosso,
allora disse il Profeta (SAAS): «In verità conosco delle parole che fanno sparire il
contenzioso che c'è fra voi: Chiedo protezione ad Allah da Shaytan il maledetto»
(Bukhari e Muslim 2610).

C) Durante le riunioni e prima di iniziare la lettura del Corano:


L'Altissimo infatti dice: «Quando leggi il Corano chiedi rifugio in Allah contro Shaytan il
maledetto» (XVI:98).

D) Quando si entra in casa:


Da Khaawla bint Hakim: il Profeta (SAAS) quando entrava in casa diceva: «Chiedo
protezione alle sane Parole di Allah dal male del creato che non nuoccia per nulla a
questa casa, fino a quando non esca da questa» (Ibn Majah).

E) Quando si sente un asino ragliare (perché l'asino vede i Jinn).

F) Per proteggere la propria famiglia.

Altri sistemi per difendersi da Shaytan sono il ricordo di Allah, il Corano (in particolare il
versetto II:255), il chiedere perdono, studiare e discutere del suo modo di agire e non
adottare i suoi comportamenti e lasciare le cose che lui ama, come ad esempio mangiare e
bere con la sinistra, l'agire sempre di fretta o lo sbadigliare.
Per curare l'impossessato, infine, serve una persona di fede salda che conosca i principi
del monoteismo e del credo islamico, che abbia una pratica impeccabile e abbia una
lunga esperienza e perizia nel trattare con il mondo dei Jinn e sappia bene quali versetti
del Corano possano allontonare i Jinn. Si narra che all'Imam Ahmad fu chiesto di curare
un impossessato, e lui diede due stecche di legno e ordinò di portarle all'impossessato e di
dire che se non fosse uscito il Jinn da quel corpo lui lo avrebbe picchiato con quelle
stecche. Il Jinn impaurito dall'Imam Ahmad se uscì dal corpo di quello sventurato, ma
tornò dopo la morte di Ahmad, perché non c'era allora persona che lo potesse eguagliare
per fede l'Imam Ahmad.

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[1] Più precisamente in Levitico 17:5-7 e 16:22, Isaia 13:21 e 34:14. La tradizione
ebraica per molto tempo ha teso ad identificare gli shedim (i demoni) e gli se'îrîm (dei
satiri) in una forma parallela a quella umana come nell'Islam. Oggi perٍ è prevalsa l'idea
che i versetti sopra citati vadano intesi solo in forma figurativa e non letterale [Y.
Kaufmann, The religion of Israel, The University of Chicago press, Chicago 1966 e L.
Jacobs, A jewish theology, Londra 1973]. Stesso atteggiamento prevale nel cristianesimo.
Anzi nell'interpretazione dei due brani del Levitico i "satiri" sono «alla lettera "capri dal
pelo lungo", figure demoniache o comunque divinità inferiori presso i popoli pagani»
[Levitico, Edizioni paoline, Roma 1976, pag.127], e nel caso di Isaia diventano «animali
fantastici» [Isaia, Edizioni paoline, Roma 1968, pag.88].

[2] Iblîs è uno dei nomi di Shaytan che viene dalla radice balasa che significa "ciٍ che non
ha nulla di buono".

[3] Ma giustamente prima, bisogna conscere bene come era fatto il profeta per poterlo
riconoscere nei sogni.
Il Giorno del Giudizio (La morte e i segni premonitori
dell'Ora)

La morte
La morte (wafat):

Nel linguaggio coranico vi sono due tipi di morte, ovvero individua due momenti nei
quali l'anima viene tirata via dal corpo, e questi sono la "piccola morte" che avviene
quotidianamente durante il sonno, e la "grande morte", che è quella definitiva, dopo la
quale non c'è più vita nel mondo terreno. A questo proposito l'Altissimo dice: «E’ Lui che
vi tira su nella notte, e sa quello che avete fatto durante il giorno, e quindi vi risveglia»
(VI:60) ed ancora: «Allah tira su le anime al momento della morte e quelle che non
muoiono durante il sonno. Trattiene poi quella di cui ha deciso la morte e rinvia l'altra
fino ad un termine stabilito» (XXXIX:42).

La morte è inevitabile:
Non è possibile sfuggire in nessun modo alla morte poiché tutto ciò che è stato creato
prima o poi perirà: «Tutto perirà, eccetto il Suo Volto. A Lui appartiene il Giudizio e a
Lui sarete ricondotti» (XXVIII:88); «In verità dovrai morire [Muhammad (SAAS)] ed
essi dovranno morire» (XXXIX:30).

La morte ha un termine stabilito:


Inoltre non è possibile anticipare o ritardare la morte, poiché la decisione spetta ad Allah
che per ogni sua creatura ha fissato un termine, ecco perché dice nel Corano: «Nessuno
muore se non con il permesso di Allah, in un termine scritto e stabilito» (III:145); e dice:
«Ogni comunità ha un termine stabilito, e quando il suo tempo giunge, non si ritarderà di
un ora e non si anticiperà» (VII:34).

La soglia della morte (al-ihdar):


L'uomo trapasserà quando l'Altissimo gli invierà degli angeli che tireranno fuori dal suo
corpo l'anima. Ecco come il Corano parla del trapasso: «Egli è Colui che domina i Suoi
servi, e manda incontro a loro i custodi [gli angeli]. E quando giunge la morte, i nostri
inviati [gli angeli della morte], lo tirano su senza negligenza» (VI:61). Per coloro che
sono stati fedeli questo sarà un trapasso piacevole perché saranno rassicurati sulla
ricompensa del Paradiso: «Su coloro che dicono: "Il nostro Signore è Allah", e che
seguono rettamente [la Via] scendono gli Angeli [dicendo]: "Non abbiate paura e non
affliggetevi; ricevete la bella notizia del Giardino che vi è stato promesso. Noi siamo
vostri alleati in questa vita e nell'altra, e in quella avrete ciò che l'anime vostre
desidereranno e quel che chiederanno. Questa è l'ospitalità del Perdonatore, il
Misericordioso"» (XLI:30-33). Coloro invece che hanno miscreduto saranno derisi e
vivranno questo momento con profonda ansia e preoccupazione: «Chi è più ingiusto di
colui che inventa menzogne contro Allah e respinge i Suoi segni? La loro parte [le azioni
della vita terrena] li raggiungerà dal Libro [del Decreto divino]; poi verranno i Nostri
messaggeri, li faranno morire e diranno: "Dove sono quelli che avevate l'abitudine di
invocare al posto di Allah?" Diranno: "Ci hanno abbandonati" e testimonieranno contro
loro stessi della loro miscredenza» (VII:37).

Lo stato di ebbrezza:
A causa del dolore che si proverà nel momento del trapasso l'uomo si troverà in uno stato
confusonario, dove non capirà bene cosa gli sta avvenendo, uno stato di ebbrezza:
«L'ebbrezza della morte verrà in verità: "Questo era quello che cercavi di evitare"»
(L:19).
'Aisha, Madre dei Credenti, ci narra che lo stesso Profeta (SAAS), durante il suo trapasso,
ebbe modo di parlare dello stato di ebbrezza: Il Messaggero di Allah (SAAS) aveva
davanti a sé una bacinella -o un recipiente con dell'acqua, alla fine della sua vita- e infilò
la sua mano nell'acqua e la passò sul suo viso e disse: «Non c'è altra divinità che Allah, in
verità la morte ha uno stato confusionario». Poi alzò la sua mano e disse: «Per i compagni
più alti» finché spirò e la sua mano cadde» (Bukhari 6510).

Il viaggio dello spirito verso il cielo:


Superato il momento del trapasso le anime affrontano un primo viaggio verso il cielo che
ci viene narrato dallo hadith trasmesso da Abu Harayra che ha sentito il Messaggero di
Allah (SAAS) dire: «Al morto si presentano gli angeli, e se era un uomo retto gli dicono:
"Esci o anima buona che eri in un corpo buono, esci lodata, rallegrati per la rilassatezza
[che proverai nel vedere il Volto di Allah] e per il dono [che hai ricevuto sentendo queste
parole], il Signore non è in collera" e continuano a dirgli ciٍ fino a quando non è uscita,
poi ascendono con essa al cielo e vengono aperte a lei [le porte dei cieli], e chiedono:
"Chi è questa?" E rispondono: "Tizio", e dicono: "Benvenuta anima giusta che eri in un
corpo giusto, entra lodata, rallegrati per la rilassatezza e per il dono, il Signore non è in
collera" e continuano a dirgli ciٍ fino a quando non arriva al cielo dov'è Allah il Lodato e
l'Altissimo [dopo il settimo cielo, perché Egli è sopra i cieli]. Se era un uomo malvagio
dicono: "Esci o anima perversa, che eri in un corpo perverso, esci biasimata, e rallegrati
per l'acqua bollente e della bevanda fetida, e dell'ultimo aspetto del tuo consorte" e
continuano a dirgli ciٍ fino a quando è uscita, poi ascendono con essa al cielo e vengono
aperte al lei [le porte del primo cielo], e chiedono: "Chi è questa?" e rispondono: "Tizio"
e dicono: "Non c'è benvenuto per l'anima perversa di un corpo perverso, ritorna indietro
biasimata perché non ti verranno aperte le porte", e viene mandata via dal cielo e poi
ritorna verso la tomba...» (Ibn Majah).
Dopo questo primo viaggio, dove i fedeli vedranno il Volto di Allah l'Altissimo, tutte le
anime torneranno nella loro tomba dove attenderanno il Giorno del Giudizio.
Punizione della Tomba
Dice Allah: «Due volte lo puniremo, poi saranno avviati verso un castigo enorme»
(IX:101). Due volte dunque sarà punito l'uomo. La prima volta nel suo sepolcro,
aspettando il Giorno del Giudizio universale, e la seconda volta dopo esser stato giudicato
nell'Inferno. Vi sono tutta una serie di peccati che verranno puniti nella tomba. Ad
esempio il rifiutare di obbedire a degli ordini di Allah, il non pulirsi dopo aver urinato, la
calunnia, la frode, il mentire, la fornicazione e l'adulterio, l'usura.
E proprio a proposito del supplizio nella tomba 'A'isha &mdash; Allah si compiaccia di
lei &mdash; ha raccontato: «Vennero da me due anziane ebree di Medina e dissero: "La
gente delle tombe viene punita nelle loro tombe". Lei disse ['A'isha]: "Le tacciai di
menzogna, e non mi convinsero e se ne andarono. Venne il Messaggero di Allah (SAAS)
e gli dissi: 'O Messaggero di Allah, due delle anziane ebree di Medina sono venute da me
e hanno affermato che la gente delle tombe viene punita nella propria tomba'. Egli disse:
'Hanno detto il vero, vengono puniti con una pena che sentono gli animali'". Lei disse: "E
l'ho visto dopo di ciٍ sempre chiedere protezione nella preghiera contro la punizione della
tomba"» (Muslim 586). Questo hadith ci fa sapere anche che gli animali possono sentire i
gemiti di dolore dei morti. Anche il Profeta (SAAS) ha sentito la terrificante voce di
quelli che venivano puniti nella tomba, ma la cosa puٍ essere ascoltata anche da altre
persone.
Le pene nella tomba sono atroci tanto che Hani', il mawali di 'Uthman ibn 'Affan, ha
raccontato: «'Uthman (RAA) quando sostava davanti ad una tomba piangeva tanto che si
bagnava la sua barba e gli veniva chiesto: "Ricordi il Paradiso e l'Inferno e non piangi,
ricordi la tomba e piangi?" E lui rispose: "Ho sentito il Messaggero di Allah (SAAS) dire:
'La tomba è la prima dimora dell'Akhira [della vita dopo la morte], chi scampa ad essa, ciٍ
che viene dopo gli sarà più facile, ma chi non scampa ad essa, ciٍ che viene dopo gli sarà
più difficile'. E ho sentito dire il Messaggero di Allah (SAAS) dire: 'Non ho visto mai
cosa più atroce se non la tomba'"» (Tirmidhi).
Il defunto avrà la percezione di ciٍ che avviene attorno alla sua tomba, anche se non potrà
muoversi. Inoltre verrà interrogato e punito da alcuni angeli, Munkar e Nakir. Su questo
Qatada ha trasmesso da Anas che il Messaggero di Allah (SAAS) ha detto: «Quando
l'uomo viene messo nel suo sepolcro e quando i suoi amici se ne vanno &mdash; tanto
che sente i loro passi &mdash; vanno da lui due angeli che si siedono vicino a lui e
dicono: "Cosa dicevi su quest'uomo, di Muhammad (SAAS)? Il fedele dirà: "Ho
testimoniato che è servo di Allah e Suo messaggero". Guarda il tuo posto all'Inferno,
Allah lo ha sostituito con un posto al Parsadiso (Qatada ha detto: "Siamo stati informati
che la sua tomba sarà resa più spaziosa", poi tornٍ alla narrazione di Anas:) Invece
all'ipocrita e al miscredente gli chiederanno: "Cosa dicevi su quest'uomo?" E risponderà:
"Non lo sٍ, dicevo ciٍ che diceva la gente". E diranno: "Non hai conosciuto e non hai preso
la guida". E lo colpiranno con un colpo di un martello di ferro, ed emetterà un gemito che
verrà sentito da tutto ciٍ che gli sta vicino, tranne dai jinn e dagli uomini» (Bukhari 1374).
Dunque l'uomo nel suo sepolcro vedrà anche quale sarà il suo posto dopo il Giudizio
universale, tant'è vero che ha detto il Messaggero di Allah (SAAS) a 'Abd Allah ibn
'Umar: «Quando uno di voi muore gli viene mostrato il proprio posto dalla mattina alla
sera, se è della gente del Paradiso, [gli viene mostrato il posto] tra la gente del Paradiso,
se è della gente dell'Inferno, [gli viene mostrato il posto] tra la gente dell'Inferno
&mdash; poi aggiunse &mdash; questo è il tuo posto finché Allah non ti farà resuscitare
nel Giorno del Giudizio» (Bukhari 1379).
La punizione della tomba, infine, puٍ colpire tutti, anche i bambini. Il Profeta (SAAS)
pregٍ sulla tomba di un bambino cos‫ى‬: «O Allah salvalo dalla punizione della tomba e
dalle tribolazioni della tomba» (Malik).

Chiedere protezione dalla punizione della tomba:


‫ ب‬bene dunque agire in modo corretto e di chiedere protezione ad Allah dalle terribili
punizioni della tomba. Abu Hurayra ha riportato che il Messaggero di Allah (SAAS) ha
detto infatti: «Quando uno di voi dice il tashahhud [le ultime cose che si dicono alla fine
di ogni salat] chieda protezione ad Allah da quattro [cose]. Dica: "O Allah, Ti chiedo
protezione dalla punizione dell'Inferno, dalla punizione della tomba, dalle difficoltà e
dalle tribolazioni della vita e della morte, e dal male dell'afflizione del al-Masih al-Dajjal
[Allahumma inni a'udhu bika min 'adhab-il-qabr, wa min 'adhabi Jahannam, wa min
fitnat-il-mahya wa-l-mamat, wa min sharri fitnat-il-Masihi ad-Dajjal]» (Muslim 588).

La ruh e la nafs
Non c'è differenza tra la ruh e la nafs (anima), questo si puٍ evincere da come vengano
usate indifferentemente nei versetti coranici e nella Sunna. Nonostante che non possiamo
conoscere le sue caratteristiche, l'anima è un'entità separata dal corpo, e possono essere
separati cos‫ ى‬come si evince dal già citato versetto: «Allah tira su le anime al momento
della morte e quelle che non muoiono durante il sonno. Trattiene poi quella di cui ha
deciso la morte e rinvia l'altra fino ad un termine stabilito» (XXXIX:42).

Dove ha sede l'anima all'interno del corpo?


L'anima non si colloca in una parte specifica del corpo. Ibn Taymiyya ha detto: «L'anima
non si colloca in nessuna zona particolare del corpo, bens‫ ى‬pervade tutto il corpo, cos‫ى‬
come la vita pervade tutto il corpo e si mostra per tutto il corpo. Perciٍ la vita è
condizionata dall'anima, e se c'è l'anima in un corpo c'è anche la vita, e se viene separata
l'anima, allora si separa anche la vita».

L'anima è creata?
Secondo l'ijma', il parere unanime dei dotti islamici, l'anima è creata dall'Altissimo, il
Corano dice infatti: «Allah è il Creatore di ogni cosa» (XIII:16/XXXIX:62); e troviamo
anche: «Già ti creai dapprima e non eri nulla».
Due risposte per coloro che credono che l'anima non sia stata creata:
Alcuni dicono che l'anima (lo spirito) è qualcosa che appartiene ad Allah perché il
versetto dice: «Ti interrogano a proposito dello Spirito. Rispondi: "Lo Spirito è cosa che
proviene dal Mio Signore"» (XVII:85). Perٍ questo di cui parla il versetto, non è lo spirito
dell'uomo, ma qui si parla di Jibril, Spirito di Allah, come troviamo in modo più esplicito
nei versetti LXXIX:38, LXX:4 e XCVII:4. Comunque l'espressione «proviene dal Mio
Signore» non indica che sia parte di Allah, altrimenti dovremmo pensare che tutto ciٍ che
è stato creato sia parte di Allah, infatti un altro versetto dice: «E vi ha sottomesso tutto
quello che è nei cieli e sulla terra: tutto proviene da Lui» (XLV:13).
Oppure alcuni si basano su questi due versetti per dire che l'anima è qualcosa che
appartiene ad Allah: «E avrٍ insufflato in lui del Mio spirito» (XV:29) «Insufflammo in
ella del Nostro spirito» (XXI:91). Anche queste espressioni «del Mio spirito» o «del
Nostro spirito» vanno intese cos‫ ى‬come si intendono espressioni simili come «la
cammella di Allah» o «i Suoi servi»...
Muoiono le anime?
Le anime non moriranno mai, cos‫ ى‬come possiamo evincere dal versetto: «Non
proveranno l‫ ى‬la morte se non la prima morte» (XLIV:56); e dagli hadith: Jabir ha detto
che venne chiesto al Profeta di Allah (SAAS): "Dorme la gente del Paradiso? e rispose
(SAAS): «Il sonno, fratello, è la morte e la gente del Paradiso non dorme» (Tabarani). Da
Abu Hurayra: disse il Messaggero di Allah (SAAS) verrà detto alla gente del Paradiso:
«Voi non guarirete né vi ammalerete mai, vivrete e non morirete mai, vi delizierete e non
sarete mai infelici, ringiovanirete e non invecchierete mai» (Muslim 2837).

La punizione colpirà il corpo e l'anima:


Ha detto sempre Ibn Taymiyya a proposito del fatto che le punizioni e le delizie di dopo
la morte riguarderanno sia il corpo che l'anima: «La punizione o la beatitudine saranno
sull'anima e sul corpo insieme per accordo (Ittifaq) dell'Ahl al-sunna wa al-Jama'a».

I segni del Giorno del Giudizio


La fede nel Giorno del Giudizio:
La fede nel Giorno del Giudizio è un pilastro inalienabile della fede islamica. Infatti
l'Altissimo dice: «La pietà non consiste nel volgere i volti verso l'Oriente e l'Occidente,
ma nel credere in Allah e nell'Ultimo Giorno, negli angeli, nel Libro [ovvero, nei libri] e
nei profeti» (II:177); e dice anche: «E i credenti credono in quello che è stato fatto
scendere su di te e in quello che è stato fatto scendere prima di te, eseguono la salat,
pagano la zakat e credono in Allah e nell'Ultimo Giorno: daremo loro una ricompensa
immensa» (IV:162). E anche nel famoso hadith riportato da Muslim, riassunto del credo
islamico, dove il Profeta (SAAS) risponde alle domande dell'angelo Gabriele, alla
domanda di cos'è la fede egli risponde: «‫ ب‬che tu creda in Allah, nei Suoi angeli, nei Suoi
libri, nei Suoi messaggeri e nell'Ultimo Giorno, e che tu creda nel decreto divino, sia nel
bene che nel male» (Muslim 8).

Il Giorno del Giudizio è vicino:


è importante prima di procedere far notare che il Giorno del Giudizio è imminente e che
bisogna perciٍ capire quello che avverrà in quel giorno e prepararsi nel miglior modo
possibile. L'Altissimo dice: «L'Ora si avvicina e la luna si spacca» (LIV:1).

L'inconoscibilità del momento in cui ci sarà il Giorno del Giudizio:


Sappiamo che il Yaum al-Qiyama (il Giorno del Giudizio) è imminente, ma il momento
esatto della venuta di questo momento non è dato saperlo: «Ti chiedono dell'Ora [o
Muhammad]: "Quando giungerà?". Di': "La conoscenza di questo appartiene al mio
Signore. A suo tempo non la paleserà altri che Lui. Sarà cosa gravosa nei cieli e sulla
terra, vi coglierà all'improvviso". Ti interrogano come se tu fossi avvertito. Di': "La
conoscenza di ciٍ appartiene ad Allah". Ma la maggior parte degli uomini non lo sa. In
verità Allah è il Sapiente, il Conoscitore» (VII:187). Dunque solo Allah conosce il
momento della venuta della distruzione dell'Universo, cos‫ ى‬come possiamo evincere
anche dallo hadith da Ibn 'Umar, il Profeta (SAAS) ha detto: «Le chiavi dell'ignoto [gaib]
sono cinque e solo Allah ne ha conoscenza, poi recitٍ il versetto: «In verità presso Allah è
la conoscenza dell'Ora, fa scendere la pioggia, conosce ciٍ che c'è negli uteri. Nessuno
conosce ciٍ che guadagnerà domani e nessuno conosce la terra in cui morirà» [XXXI:34]»
(Bukhari 4627). L'uomo non puٍ conoscere il momento della venuta del Giorno del
Giudizio. E il famoso commentatore spagnolo del Corano al-Qurtubi ha detto: «Chi
sostiene di conoscere qualcosa di ciٍ smentisce il Corano, perché differisce da esso».
Si sono diffusi anche false tradizioni, nel mondo islamico, che determinavano la venuta
dell'Ora e oggi c'è chi sostiene di conoscere il momento del Giorno del Giudizio. Uno di
questi falsi hadith diceva: «Accadrà nel 6000, e noi siamo nel sesto millennio». Ibn al-
Qayyim (morto1350) dice su questo detto: «Questo è la più evidente delle bugie, perché
se fosse stata vera tutti saprebbero che ci mancano 251 anni» e citٍ il versetto VII:187 già
abbiamo avuto modo di vedere.
Divisione dei segni dell'Ora:
Vediamo ora tre hadith sui segni premonitori del Giorno del Giudizio. Narra Abu Huraira
che il Messaggero di Allah (SAAS) ha detto: «Non verrà l'Ora fino a quando [1] due
grandi gruppi non si combatteranno tra di loro, il loro invito sarà unico; [2] fino a quando
appariranno circa trenta Dajjal bugiardi, ed ognuno di loro affermerà di essere il
Messaggero di Allah; [3] fino a quando la conoscenza [religiosa] non sarà morta; [4] fino
a quando non aumenteranno i terremoti; [5] fino a quando il tempo non passerà in fretta;
[6] fino a quando appariranno le afflizioni [fitan]; [7] fino a quando non aumenterà al-
harj, cioè l'omicidio; [8] fino a quando per voi le ricchezze non saranno in abbondanza,
tanto che il ricco sarà preoccupato che nessuno accetterà la sua sadaqa, e quando la
offrirà, quello al quale è stata offerta dirà: "Non ne ho bisogno"; [9] fino a quando le
persone competeranno nel costruire palazzi sempre più alti; [10] fino a quando un uomo
passerà davanti ad una tomba e dirà: "Potessi essere al suo posto"; [11] fino a quando il
sole non sorgerà ad occidente. Allora quando sorgerà la gente lo vedrà e crederanno tutti
ma quello sarà il momento in cui all'anima non servirà a nulla la fede, se non aveva
creduto prima o non abbia acquisito un merito nella sua fede [cfr. VI:158]» (Bukhari
7121).
Visti questi hadith inquietanti possiamo permetterci di dividerli in quattro grandi
categorie: gli avvenimenti annunciati che si sono già verificati; i segni che si sono
verificati e che continuano a verificarsi oggi, i segni che non si sono ancora verificati ed
infine i segni maggiori che precederanno di poco il cataclisma che distruggerà la terra.
I segni che già si sono verificati
La venuta di Muhammad (SAAS):
Uno dei segni della venuta del Yaum al-Qiyama era la venuta dell'ultimo dei profeti e dei
messaggeri, Muhammad (SAAS). Infatti ha raccontato Sahl ibn Sa'd: «Ho sentito il
Profeta (SAAS) indicare con quello che segue il pollice [l'indice] e il medio. E disse: "La
mia venuta e quella dell'Ora sono come questi due» (Muslim 2950); e ha detto il
Messaggero di Allah (SAAS): «"La mia venuta e quella dell'Ora sono come questi due"
ed un‫ ى‬l'indice e il pollice» (Muslim 2951); e ha detto ancora: «Sono venuto nei primi
soffi dell'Ora» (Ahmad).

Non si riscuoterà più la jizya e kharaj in Iraq, Siria ed Egitto:


Un'altro dei segni di cui ci ha parlato il Messaggero (SAAS) era la non riscossione, in
Iraq, Siria ed Egitto della jizya (l'imposta che pagano i non musulmani allo stato islamico
che li protegge) e del kharaj (l'imposta fondiaria). Ha detto infatti il Messaggero di Allah
(SAAS): «L'Iraq rifiuterà i suoi dirham e i qafiz, la Siria rifiuterà i suoi mudd e i dinar e
l'Egitto rifiuterà i suoi irdib e i suoi dinar, e voi raccoglierete da dove avete iniziato, e voi
raccoglierete da dove avete iniziato» (Muslim 2896). Oggi per le forme di governo non-
islamiche che questi paesi si sono dati non rispetta più il sistema fiscale islamico.
Vi sono poi molteplici altri segni che già si sono verificati, ma per sinteticità ci siamo
limitati solo a questi due.

I segni che si sono verificati e continuano a verificarsi


Le conquiste e le guerre:
Ha detto il Messaggero di Allah (SAAS): «Combatterete nella Penisola araba e Allah vi
farà vincere, poi i persiani e Allah vi farà vincere, poi combatterete i romani e Allah vi
farà vincere, poi combatterete il Dajjal e Allah vi farà vincere» (Muslim 2900). La
Penisola araba è stata definitivamente conquistata dai musulmani tra il 632-634, la Persia
è stata conquistata nel 651, l 'Egitto e la Siria, che erano terre dell'Impero romano
d'Oriente, vengono conquistate rispettivamente nel 642 e 636, mentre viene
definitivamente distrutto l'Impero bizantino dai musulmani nel 1453 con la presa di
Costantinopoli, ora siamo in attesa di combattere il Dajjal.
Ha detto anche il Messaggero di Allah (SAAS): «Non verrà l'Ora finché non avrete
combattuto contro i turchi, gente dagli occhi piccoli e dal viso rosso, dai nasi piccoli, il
loro volto sarà come degli scudi di cuoio; non verrà l'Ora finché non combatterete un
popolo le cui scarpe sono fatte di capelli» (Bukhari 2928). I musulmani hanno già
combattuto più volte contro i turchi.
Abu Qabil racconta: «Eravamo da 'Abd Allah ibn Amru ibn al-'As, e gli venne chiesto
quale delle città sarebbe stata conquistata prima: "Costantinopoli o Roma [Rumiya]?"
'Abd Allah chiese ad una guardia un baule, chiese: "Prendi un libro; &mdash; e continuٍ
'Abd Allah &mdash; quando eravamo a scrivere attorno al Messaggero di Allah (SAAS),
venne chiesto al Messaggero di Allah: 'Quale delle città verrà conquistata prima,
Costantinopoli o Roma?' E rispose il Messaggero di Allah (SAAS): 'La città di Eraclio
verrà conquistata prima', ovvero Costantinopoli"» (Ahmad). Come abbiamo detto
Costantinopoli (l'odierna Istanbul) è stata conquistata dagli ottomani nel 1453, mentre la
città di Roma, seconda città simbolo della cristianità, non è ancora stata liberata.

Le lotte tra i musulmani (al-fitna):


Il Profeta (SAAS) ha annunciato tutta una serie di scontri tra i musulmani, che
precederenno il Giorno del Giudizio. Racconta Shaqiq: Ho sentito dire a Hudhayfa:
«Eravamo seduti da 'Umar quando chiese: "Chi ha memorizzato il detto del Profeta
(SAAS) sulla fitna?" Disse [Hudhayfa]: "La fitna di un uomo con la sua famiglia, con i
suoi figli, con i suoi beni e con i suoi vicini viene espiata con la salat, con la sadaqa,
ordinando il bene e vietando il male". Disse ['Umar]: "Non a questo proposito ti
chiedevo, ma a proposito di quella che ondeggia come un onda del mare". Disse
[Hudhayfa]: "Non preoccuparti di quella, o Principe dei Credenti, tra te e lei c'è una porta
chiusa". Disse 'Umar: "Sarà una porta sfondata o aperta?" Disse: "No, ma verrà sfondata".
Disse 'Umar: "Allora non è mai stata chiusa". Disse: "Si"». Chiedemmo ad ›u÷ayfa:
"Conosceva 'Umar cosa fosse la porta?" Rispose: "Si, cos‫ ى‬come sapeva che non ci
sarebbe stato giorno dopo la notte, e questo perché gli avevo detto una cosa senza errori".
Avevamo timore di chiedergli chi fosse la porta, e ordinammo a Masruq di chiederglielo,
e chiese: "Chi è la porta?" Rispose: "'Umar!" (Bukhari 7096). 'Umar ibn Khattab,
secondo califfo "Ben guidato", vene ucciso infatti nel 644. E ancora ha detto il
Messaggero di Allah (SAAS) sulle condizioni della comunità islamica, condizione che
costituisce forse la più grande piaga del mondo islamico: «Non verrà l'Ora fino a quando
due grandi gruppi non si combatteranno tra di loro, il loro invito sarà unico» (Bukhari
3608).

Ed ancora vediamo un altro detto, che corrisponde perfettamente alla situazione


contemporanea del mondo musulmano, trasmesso da Abu Idris al-Khulani che ha detto di
aver sentito Hudhayfa ibn al-Yaman dire: «Gli uomini chiedevano al Messaggero di
Allah (SAAS) sul bene, e io chiesi sul male nel timore che mi assalisse, e dissi: "O
Messaggero di Allah, siamo stati nella jahiliyya [nell'epoca dell'ignoranza, prima
dell'Islam] e nel male, e Allah ci ha portato questo bene, ma dopo questo bene ci sarà il
male?" Rispose: "Si". Chiesi: "E dopo quel male ci sarà il bene?" Rispose: "Si, ma ci
saranno delle impurità". Chiesi: "Quali saranno le sue impurità?" Disse: "Un popolo
guiderà senza la mia guida, approverai delle loro cose e ne disapproverai altre". Chiesi:
"E dopo questo bene ci sarà il male?" Rispose: "Si, inviteranno alle porte dell'Inferno, chi
gli risponderà verrà scagliato l‫ ى‬dentro". Chiesi: "O Messaggero di Allah, descriviceli".
Disse: "Loro sono della nostra pelle [saranno del nostro popolo, cioè], e parleranno la
nostra lingua". Chiesi: "Cosa mi ordineresti se mi prendessero?" Rispose: "Stai attaccato
al gruppo dei musulmani e al loro imam". Chiesi: "E se non avranno un gruppo né un
imam?" Rispose: "Allontanati da tutte quelle sette anche se dovrai mordere le radici di un
albero finché non sarai preso dalla morte vivendo in quelle condizioni"» (Bukhari 7084).
Infine Ibn 'Umar ha detto: «Disse il Profeta (SAAS): "Allahumma benedici la nostra
Siria, Allahumma benedici il nostro Yemen". Dissero: "Il nostro Najd". Disse:
"Allahumma benedici la nostra Siria, Allahumma benedici il nostro Yemen". Dissero:
"Messaggero di Allah, e il nostro Najd". Credo che disse tre volte: "L‫ ى‬ci sono terremoti
e fitna, e l‫ ى‬sorge il corno di Shaytan"» (Bukhari 7094). E indicٍ più volte l'est come
regione da dove viene la fitna ed infatti le rivolte sotto Abu Bakr, primo califfo, si
verificarono nel NaJd e nell'est della penisola, i Khawarij (i kharijiti) vennero dall'Iraq,
cos‫ ى‬come le rivolte dei Zinj nel 255h da Bassora e quello dei Qaramata del 278h, ma
anche le invasioni dei turchi venivano da est.

Il diffondersi delle cose vietate:


Tra gli altri segni che continuano a verificarsi c'è la diffusione della corruzione dei
costumi della società, infatti disse il Messaggero di Allah (SAAS): «Ci sarà alla fine dei
tempi l'umiliazione, la calunnia e la falsità, e verranno mostrati gli strumenti a corde e le
cantanti, e verranno resi leciti gli alcolici» (Tabarani).

I segni che non si sono ancora verificati


La Penisola araba tornerà verde e florida:
Adesso incominciamo ad esaminare gli avvenimenti che precedono il Giorno del
Giudizio che ancora non si sono verificati. Uno di questi segni è quello che la Penisola
araba, oggi desertica, torni ad essere rigogliosa e ricca d'acqua: da Abu Hurayra che ha
riportato che il Messaggero di Allah (SAAS) disse: «Non ci sarà l'Ora fino a quando non
aumenteranno e traboccheranno i beni, fino a quando l'uomo non verserà la zakat sui suoi
beni e non troverà nessuno che l'accetti, e fino a quando la terra degli arabi non tornerà ad
essere giardini e fiumi» (Muslim 157).

L'Eufrate scoprirà una montagna d'oro:


Inoltre il fiume Eufrate scoprirà una montagna d'oro. Infatti Abu Hurayra t ha riportato
che il Messaggero di Allah (SAAS) disse: «Presto l'Eufrate scoprirà un tesoro d'oro, chi
sarà presente non potrà prendere nulla» in un'altra versione dice: «scoprirà una montagna
d'oro» (Bukhari 7119).

La terra farà uscire i suoi tesori celati:


La terra, poi, farà uscire dalle proprie viscere una grande quantità di tesori: Abu Hurayra
ha riportato che il Messaggero di Allah (SAAS) disse: «La terra vomiterà parti delle
proprie viscere come colonne d'oro e d'argento, e verrà l'assassino e dirà: "‫ ب‬per questo
che ho ucciso", verrà colui che ha spezzato [i vincoli familiari] e dirà: "‫ ب‬per questo che
ho spezzato i miei legami familiari", verrà il ladro e dirà: "‫ ب‬per questo che la mia mano
è stata tagliata", poi le cercheranno ma non potranno prendere nulla» (Muslim 1013).
Si governerà con violenza:
Verrà un epoca in cui si governerà con violenza: Abu Hurayra ha riportato che il
Messaggero di Allah (SAAS) disse: «Non ci sarà l'Ora fino a quando non verrà un uomo
dei Qahtan guidando la gente con il suo bastone» (Bukhari 7117).

La venuta del Mahdi:


Verrà inviato da Allah l'Altissimo un governante giusto e saggio, che discenderà dalla
casata del Profeta (SAAS), si chiamerà come lui e sarà figlio di uno che ha lo stesso
nome del padre del Profeta (SAAS), in particolar modo discenderà da Fatima, in
particolare dice Ibn Baz che discenderà dal ramo di al-Hasan, figlio di 'Ali e Fatima.
Esaminiamo ora alcune delle prove, tratte dalla Sunna, sulla venuta del Mahdi e sulle sue
caratteristiche: da 'Abd Allah ibn Mas'ud, il Messaggero di Allah (SAAS) ha detto: «Non
finirà il mondo fino a quando gli arabi non saranno governati da un uomo della mia
famiglia, il suo nome coinciderà con il mio» (Tirmidhi); da Umm Salma, il Messaggero
di Allah (SAAS) ha detto: «Il Mahdi sarà della mia famiglia, sarà tra i figli di Fatima»
(Abu Daud, Ibn Maja e Hakim); da Abu Sa'id al-Khudri, il Messaggero di Allah (SAAS)
ha detto: «Il Mahdi [discenderà] da me, [avrà] la fronte larga, naso aquilino, riempirà la
terra di correttezza e giustizia, cos‫ ى‬come sarà stata riempita di iniquità e oppressione,
governerà per sette anni» (Abu Daud).
Nel passato ci sono stati molti falsi Mahdi che non rispondevano perٍ alla descrizione
fattaci dal Profeta (SAAS). La Shi'a duodecimana ritiene che il dodicesimo imam,
Muhammad ibn al-Hasan al-'Askariyy, sia il Mahdi, discendente di al-Husayn figlio di
'Ali, "occultatosi" perٍ nel 874 all'età di cinque anni, ricomparirà, secondo lo sciismo, per
guidare i musulmani.

I segni maggiori
I dieci segni:
Andiamo ora ad esaminare gli ultimi dieci grandi segni che precederanno la distruzione
dell'universo e l'assemblea per il Giudizio universale. Hudhaifa ibn Asid al-Gifari ha
riportato: «Sal‫ ى‬da noi il Profeta (SAAS) e stavamo discutendo, e chiese: "Di cosa state
discutendo?" Risposero: "Discutiamo sull'Ora", e disse: "Non verrà finchè non vedrete
prima dieci segni" e menzion ٍ[1] il Fumo, [2] il DaJJal, [3] gli animali, [4] il sorgere del
sole ad occidente, [5] la discesa di Gesù figlio di Maria (SAAS), [6] Gog e Magog, tre
smottamenti: [7] uno smottamento ad oriente, [8] uno smottamento ad occidente e [9] uno
smottamento nella Penisola araba, e l'ultimo è [10] il fuoco che uscirà dallo Yemen, e la
gente sarà portata al loro luogo di assemblea» (Muslim 2901).

Il fumo:
Il primo segno di cui ci parla il Messaggero (SAAS) è il fumo (dukhan), anche se non
sarà il primo a verificarsi. E il Corano cos‫ ى‬ci descrive il fumo: «E aspetta [o
Muhammad] il giorno in cui il cielo sarà coperto da un fumo evidente, che avvolgerà gli
uomini; Questo è un castigo doloroso» (XLIV:10-11). E chiesero: «Profeta di Allah, cos'è
il fumo?» Il Profeta (SAAS) rispose: «"E il giorno in cui il cielo sarà coperto da un fumo
evidente". Esso riempirà ciٍ che vi è tra l'oriente e l'occidente, rimarrà per quaranta giorni
e notti, raggiungerà il fedele ed sarà per lui come un raffreddore, mentre per il
miscredente sarà come uno stato di ubriachezza e gli uscirà il fumo dalla bocca, dalle
narici, dagli occhi, dalle orecchie e dal deretano» (Tha'labi).

Il Masih al-Dajjal
L'avvento del Dajjal è il secondo segno di cui ci ha parlato il Profeta Muhammad (SAAS)
e sarà la più grande afflizione dell'umanità dell'Ora.
Il suo nome:
Si chiamerà Masih (il Messia, dalla radice masaha), secondo alcuni, perché il suo volto è
limpido, pulito (mamsuh) senza un occhio e senza copertura. Mentre Gesù viene
chiamato Masih in quanto egli è colui che cancella i peccati e pulisce dalle malattie.
Si chiama Dajjal (dalla radice dajala, che significa imbrogliare, mentire) perché trufferà,
coprirà il bene con il male.

La nuova conquista di Costantinopoli, l'avvento del Dajjal e la discesa di Gesù:


Da Abu Hurayra il quale riporta che il Messaggero di Allah (SAAS) ha detto: «Non ci
sarà l'Ora finché i romani non si accamperanno ad al-A'maq, o a Dabiq [entrambi i luoghi
si trovano nei pressi di Aleppo, in Siria]. Un esercito composto dai migliori tra la gente
della terra uscirà allora da Medina. Quando si schiereranno diranno i romani: "Non state
tra noi e coloro che hanno preso dei prigionieri tra di noi"; e i musulmani risponderanno:
"No, per Allah, non lasceremo spazio tra voi e i nostri fratelli". Poi combatteranno tra
loro, un terzo [dell'esercito musulmano] scapperà e non sarà mai perdonato da Allah, un
terzo morirà e gli uomini saranno i migliori martiri presso Allah, un terzo vincerà, e non
sarà mai afflitto, conquisterà Costantinopoli. Mentre distribuiranno il bottino, dopo aver
appeso le loro spade agli ulivi, Shaytan piangerà: il Masih lo ha sostituito nella sua
famiglia. Uscirà e quello sarà il male. Quando torneranno in Siria uscirà, e si
prepareranno alla battaglia stringendo le fila, quando poi chiameranno alla preghiera,
allora discenderà Gesù figlio di Maria, su di lui la pace, e condurrà la preghiera. Quando
lo vedranno i nemici di Allah si scioglieranno cos‫ ى‬come si soglie il sale nell'acqua anche
se non li affronterà si scioglieranno completamente, ma Allah li ucciderà con le sue mani
e mostrerà loro il sangue sulla sua [di Gesù] lancia» (Muslim 2897).
Ed ancora a proposito della venuta del Dajjal Yusayr ibn Jabir ha raccontato: «Infuriava
una vento rosso a Kufa tanto che venne una persona, che non aveva altro da dire che: "O
'Abd Allah ibn Mas'ud, l'Ora è venuta!" Lui era seduto appoggiato ad un qualcosa e disse:
"L'Ora non ci sarà fino a quando non si dividerà l'eredità, e rifiuterà il bottino, &mdash;
poi disse con la mano cos‫( ى‬indicando la Siria) &mdash; finché i nemici non si
raduneranno contro la gente dell'Islam, e si radunerà la gente dell'Islam contro di loro". Io
[Yusayr] chiesi: "Intendi i romani?" Rispose: "Si, potranno affrontare una grande
battaglia, e i musulmani saranno pronti ad accettare la morte e a non tornare se non
vittoriosi. Combatteranno finché non calerà su di loro la notte, essi separeranno questi da
quelli, senza che nessuno abbia vinto o che nessuno ve ne sia uscito. I musulmani sono
pronti ad accettare la morte e a non tornare se non vittoriosi. Combatteranno finché non
calerà su di loro la notte, essi separeranno questi da quelli, senza che nessuno abbia vinto
o che nessuno ve ne sia uscito. I musulmani sono pronti ad accettare la morte e a non
tornare se non vittoriosi. Quando al quarto giorno insorgerà contro di loro la gente
dell'Islam rimasta, e Allah decreta la loro disfatta, e vengono uccisi tanto che si dirà: 'Mai
visto cosa simile!', tanto che gli uccelli che cercheranno di passare sopra di loro cadranno
a terra morti, tanto che quando verranno fatte le stime solo uno su cento verrà trovato
vivo. Di quale bottino si potranno rallegrare? O quale eridità potranno dividersi? Allora
sentiranno di una calamità peggiore di quella, e un pianto li raggiungerà, il Dajjal li ha
sostituiti nella loro prole, lasceranno quello che è nelle loro mani, andranno avanti e
invieranno dieci avanguardie, disse il Messaggero di Allah (SAAS): 'Io conosco i loro
nomi, quelli dei loro padri, e il colore delle loro cavalcature, loro saranno i cavalieri
migliori allora sulla faccia della terra, o tra i cavalieri migliori sulla faccia della terra di
allora'"» (Muslim 2899).

I caratteri del Dajjal:


Il Dajjal inviterà alla religione con affabilità e travierà molti fedeli. Il Messaggero di
Allah (SAAS) ci ha dato una sua descrizione per poterlo subito individuare, infatti ha
detto: «Quando dormivo mi sono visto mentre facevo il tawaf attorno alla Ka'ba quando
ho visto un uomo rossiccio [chiaro] con i capelli lisci e l'acqua gocciola &mdash; viene
versata &mdash; dalla sua testa. Chiesi: "Chi è questo?" Dissero: "Il figlio di Maria".
Allora andai verso un'altro uomo con un un corpo rosso con la testa riccia e senza un
occhio. Il suo occhio [destro] era come un chicco d'uva sporgente. Mi dissero: "Questo è
il Dajjal". L'uomo che gli assomigliava di più era Ibn Qatan un uomo dei Khuza'a»
(Bukhari 7128).
Inoltre il Messaggero di Allah (SAAS) ha detto: «Non è stato dato profeta che non abbia
avvisato il suo popolo del guercio bugiardo. Attenzione lui è guercio e il vostro Signore
non è guercio, ed ha tra gli occhi scritto: kafir» (Bukhari 7131). Il Dajjal avrà dunque
scritto tra gli occhi "Kafir" (miscredente) oppure "Kfr" (la radice trilittera della parola
"Kafir").
Le capacità di cui dispone per diffondere il male:
Il Dajjal avrà grandi capacità per attrarre i fedeli al male e alla miscredenza. Ad esempio
si muoverà velocemente, infatti venne chiesto al Messaggero di Allah (SAAS): «"Quanto
velocemente si muoverà sulla terra?" Rispose: "Come le nuvole spinte dal vento"»
(Muslim 2937). Ma non potrà entrare a Mecca e a Medina: Messaggero di Allah (SAAS)
ha detto: «Non vi sarà paese che non venga calpestato dal Dajjal, tranne Mecca e
Medina» (Bukhari e Muslim 2943). Il Dajjal sarà aiutato anche dagli Shayatin:
Messaggero di Allah (SAAS) ha detto: «Tra le sue fitna c'è quella che dirà ad un beduino:
"Vuoi vedere che faccio resuscitare tua madre e tuo padre? Testimonierai poi che io sono
il tuo Signore?" Risponderà: "Si". E gli Shayatin prenderanno la forma di suo padre e di
sua madre e diranno: "Figlio seguilo, egli è il tuo Signore"» (Hakim e Khuzaima). Gli
esseri inanimati e gli animali obbediranno ai suoi ordini: il Messaggero di Allah (SAAS)
ha detto: «Egli andrà dalla gente e li inviterà [ad una falsa religione] e loro crederanno in
lui e gli risponderanno. Egli ordinerà al cielo e pioverà, alla terra e cresceranno le piante.
E andranno da loro il loro bestiame senza spruzzare nulla e si gonfieranno le mammelle e
si ingrosseranno, poi verrà ad un popolo e li inviterà, ma loro rifiuteranno il suo invito, e
lui si allontanerà e diventeranno poveri, non gli rimarrà nulla delle loro ricchezze, e andrà
tra la devastazione e gli intimerà: "Fai uscire i tuoi tesori", verranno i suoi tesori come
api» (Muslim 2937).

La durata della permanenza del Dajjal sulla terra:


Fu chiesto al Messaggero di Allah (SAAS): «"Quanto tempo resterà sulla terra?" Rispose:
"Quaranta giorni, un giorno sarà come un anno, un giorno come un mese, un giorno come
un venerd‫ ى‬e il resto come giorni dei vostri giorni" Chiedemmo: "E in quel giorno che è
come un anno ci saranno le preghiere di un giorno?" Rispose: "No, dovrete considerarlo
per la sua durata"» (Muslim 2937).
Discesa di Gesù figlio di Maria
Gesù non è morto sulla croce:
I musulmani sanno bene che Gesù u non è morto sulla croce, come dicono i cristiani,
bens‫ ى‬è asceso al cielo, infatti il Corano: «Invece non l'hanno ucciso né l'hanno
crocifisso, ma cos‫ ى‬parve loro. Coloro che sono in discordia a questo proposito, restano
nel dubbio: non hanno altra scienza se non il seguire il pensiero. Sicuramente non l'hanno
ucciso. Ma Allah l'ha elevato fino a Sé. Allah è eccelso e saggio» (IV:157-158). E sarà
Gesù a tornare sulla terra e a salvare l'umanità dalla terribile afflizione del Dajjal.
Permanenza di Gesù sulla terra:
Gesù regnerà giustamente sulla terra con la legge islamica e metterà fine alle false
dottrine del cristianesimo distruggendo egli stesso la croce e uccidendo i maiali, inoltre
sarà un periodo di prosperità e di unità religiosa. Abu Hurayra ha narrato che il
Messaggero di Allah (SAAS) ha detto: «"Cosa farete quando discenderà tra voi il figlio
di Maria e vi guiderà come uno di voi?" E chiese uno dei trasmettitori degli hadiTH, che
era Ibn Abu Tha'ib, a Walid ibn Muslim: "Sai [cosa significa] 'Vi guiderà come uno di
voi'? Spiegamelo". Rispose: "Vi governerà con il Libro del vostro Signore il Lodato e
l'Eccelso e la Sunna del vostro Profeta (SAAS)"» (Muslim 156). E da Abu Hurayra, il
Messaggero di Allah (SAAS): «"Per Colui che ha la mia anima nelle sue mani,
sicuramente che scenderà tra voi il figlio di Maria come un giusto, e romperà la croce,
ucciderà i maiali e abolirà la jizya. Il denaro sarà in abbondanza tanto che nessuno lo
accetterà, tanto che una prosternazione sarà meglio di tutto il mondo e di tutto ciٍ che vi è
dentro". Poi ha aggiunto Abu Hurayra: "Se volete leggete: «Non vi è alcuno della Gente
del Libro che non crederà in lui prima di morire. Nel Giorno del Giudizio testimonierà
contro di loro» [IV:159]"» (Bukhari 3448 e Muslim). E il Messaggero di Allah (SAAS)
ha detto: «Condurrà la gente all'Islam, polverizzerà la croce, ucciderà i maiali e abolirà la
Jizya, e Allah distruggerà in quel tempo tutte le religioni eccetto l'Islam» (Abu Dawud).
Gesù regnerà per quarant'anni, fino cioè alla sua morte. Da Abu Hurayra: Il Messaggero
di Allah (SAAS) ha detto: «Rimarrà sulla terra quarant'anni, poi morirà e i musulmani
pregheranno su di lui» (Abu Dawud).

Gesù e il Dajjal:
Dalla Siria Gesù u inizierà a combattere il Dajjal fino a raggiungerlo e ucciderlo nei
pressi di Gerusalemme. Da Abu Hurayra: Quando torneranno in Siria uscirà, e si
prepareranno alla battaglia stringendo le fila, quando poi chiameranno alla preghiera,
allora discenderà Gesù figlio di Maria, su di lui la pace, e condurrà la preghiera. Quando
lo vedranno i nemici di Allah si scioglieranno cos‫ ى‬come si soglie il sale nell'acqua anche
se non li affronterà si scioglieranno completamente, ma Allah li ucciderà con le sue mani
e mostrerà loro il sangue sulla sua [di Gesù] lancia» (Muslim 2897). E da al-Nawwas ibn
Sam'an, il Profeta (SAAS) ha raccontato: «Quando Allah invierà il Massih figlio di
Maria, scenderà dal minareto bianco nel lato orientale di Damasco, con due abiti colorati
con cùrcuma e poi con zafferano, poggiando le mani sulle ali di due angeli. Se china il
capo, gocciola, se lo alza, scendono gocce come perle. Non potrà il miscredente sentire il
suo alito senza morire, e il suo respiro finisce dove finisce il limite estremo, e lo cerca [e
cerca il Dajjal] fino a raggiungere la porta di Ludd [nei pressi di Gerusalemme], e lo
ucciderà. Poi verranno a Gesù figlio di Maria popoli che Allah aveva protetto da lui [dal
Dajjal], pulirà i loro volti e li informerà del loro livello in Paradiso» (Muslim 2937).

Gog e Magog
Chi sono Gog e Magog?
Gog (Ya'JuJa) e Magog (Ma'JuJ) sono due popoli discendenti da Adamo, e più
precisamente da Iafet, cos‫ ى‬come troviamo in questo hadith: «Nacquero a Noè, Sam,
Cam e Iafet. Da Sam sono nati gli arabi, i persiani, i romani e il bene che c'è in loro. Da
Iafet nacquero gog e magog, i turchi, gli slavi e non c'è bene in loro. Da Cam nacquero i
copti, i berberi e i neri».

Incontro con Gesù:


Gog e Magog imperverseranno sulla terra e vi semineranno terrore e distruzione e
costringeranno anche Gesù e i suoi compagni a rifugiarsi sul Sinai fino a quando Allah
non interverrà in loro aiuto eliminando questi due popoli. Da al-Nawwas ibn Sam'an, il
Profeta (SAAS) ha raccontato: «Poi verranno a Gesù figlio di Maria popoli che Allah
aveva protetto da lui, pulirà i loro volti e li informerà del loro livello in Paradiso. In
questo momento Allah rivelerà a Gesù: "Io ho fatto uscire tra i miei servi [della gente]
che nessuno puٍ combattere; metti al sicuro i miei fedeli sul Sinai", poi Allah invia Gog e
Magog e loro appiattiranno ogni altura. I primi di loro passeranno per il Lago di
Tiberiade e berranno ciٍ che vi è dentro, e gli ultimi di loro passeranno e diranno: "C'era
dell'acqua una volta". Il Profeta di Allah Gesù e i suoi compagni saranno circondati tanto
che la testa di un toro di uno di loro sarà meglio di cento vostri dinari, e Gesù e i suoi
compagni pregheranno finché Allah invierà su di loro [su Gog e Magog] degli insetti sui
loro colli e si sveglieranno morti come un unico morto. Poi scenderanno sulla terra il
Profeta di Allah e i suoi compagni sulla terra e non troveranno sulla terra un palmo se
non coperto, puzzolente e in putrefazione. Il Profeta di Allah e i suoi compagni
pregheranno Allah ed Egli invierà uccelli con colli lunghi come cammelli che porteranno
via tutto e getteranno tutto dove Allah vuole, poi Allah invierà la pioggia, e non ci casa di
argilla o tende che la ostacoleranno, e si pulirà la terra fino a lasciarla come uno
specchio» (Muslim 2937).

Ultimi segni prima dell'Apocalisse


Ritorno all'ignoranza:
Dopo il regno giusto di Gesù la gente della terra dimenticherà l'Islam e cadrà in uno stato
di profonda ignoranza. Il Messaggero di Allah (SAAS) infatti ha detto: «Scomparirà
l'Islam cos‫ ى‬come una macchia da un vestito tanto che non si conoscerà più cos'è il
digiuno, la preghiera, la devozione, la sadaqa, circolerà il Libro di Allah durante la notte
ma non rimarrà neanche un versetto sulla terra, rimarranno un gruppo di persone, gli
anziani e i decrepiti che diranno: "Ricordiamo i nostri padri che dicevano queste parole
'Non esiste altra divinità che Allah' e noi le ripetiamo"» (Ibn Majah e al-Hakim); e ha
detto: «Non ci sarà l'Ora se non sulle peggiori creature» (Muslim 2949).

Sorgere del sole ad occidente:


Sulla terra, dove regnerà l'ignoranza, sorgerà il sole da occidente ed allora tutti
crederanno ma sarà tardi. Il Messaggero di Allah r ha detto: «Non ci sarà l'Ora fino a
quando il sole non sorgerà ad occidente. Allora quando sorgerà la gente lo vedrà e
crederanno tutti ma quello sarà il momento in cui all'anima non servirà a nulla la fede, se
non aveva creduto prima o non abbia acquisito un merito nella sua fede [cfr. VI:158]»
(Bukhari 6506).

Uscita della bestia:


Uscirà, probabilmente da Mecca, una bestia, che non assomiglierà a nessun animale che
noi conosciamo: «Quando la Parola [del tormento] si scaglierà contro di loro, faremo
uscire, per loro, una bestia dalla terra. Proclamerà che la gente non era convinta dei nostri
segni» (XXVII:82).

Il fuoco dello Yemen:


Il Messaggero di Allah (SAAS) in un hadith trasmesso da Muslim (2901) come ultimo
fenomeno prima del Yaum al-Qiyama ricordٍ il fuoco che uscirà dallo Yemen che
condurrà la gente al luogo del Giudizio universale.