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Mensile del Master di giornalismo dell’Università di Torino-COREP. Direttore responsabile: Vera Schiavazzi. Anno 6. Numero 1. Febbraio 2010.

. Numero 1. Febbraio 2010. Registrazione Tribunale di Torino numero 5825 del 9/12/2004. E-mail: giornalismo@corep.it

DOSSIER/1

il futuro di unito Il Rettore:


“Politici
troppo assenti,
ora basta”
PAGINA 3

DOSSIER/2
Tutti i numeri
dell’Ateneo:
crescono stranieri
e ricercatori
PAGINA 4

DOSSIER/3
Edilizia,
date e progetti
cantiere per
cantier
PAGINA 6

COSTUME
Le streghe
esistono ancora
nella fantasia
e nella realtà
PAGINE 16-17

VISTO
Po s t e I t a l i a n e. S p e d i z i o n e i n A . p. 7 0 % - D. C . B. To r i n o - n . 1 / a n n o 2 0 1 0

DA NOI di Sabrina Roglio MANGIARE


Dai calici
San Valentino, le tigri sono tra noi alla storia,
Se alla domanda “cosa fai a San Valentino” la vostra amata nel posto che vuole lei e possibilmente Per le inguaribili romantiche è uscito un bellissimo ecco i nuovi
amica risponde “festeggerò il capodanno cinese” offrirle qualcosa che la stupisca e faccia capitolare libro edito da Feltrinelli “Le ho mai raccontato
non vi stupite…Effettivamente quest’anno le due la sua nuova “aggressività”. del vento del Nord” di Daniel Glattauer. Un’email
Eatinerari
feste cadono nello stesso giorno ma a meno che Per chi a San Valentino nonostante tutto continua all’indirizzo sbagliato e tra due perfetti sconosciuti PAGINE18-19
non sia iscritta a Lingue e letterature straniere o a sentirsi sfortunata ecco due proposte per affron- scatta la scintilla. Inoltre dal 14 febbraio sarà pos-
il suo ultimo fidanzato sia orientale forse la mo- tare il problema “nessuno-mi-vuole”. sibile sposarsi nella affascinante cornice del Teatro
tivazione è un’altra. Le ragazze –fortunatamente E’ da poco nelle librerie il manuale di Andrew G. Carignano che si aggiunge alle altre prestigiose
non tutte- sono sempre più aggressive e non se ne Marshall, psicologo e terapista di coppia, “Single sedi: Mole Antonelliana, Palazzo Madama e Sala
fanno nulla di festeggiare l’Amore. Basta legger- no grazie”. 340 pagine edite da Corbaccio per Marmi di Palazzo Civico. MODELLI
ne i blog, guardarle girare sicure per le strade o sfuggire alla solitudine e trovare l’amore eterno. Se Infine per tutti ritorna “Innamorati della Cultura”, la
ascoltarne i discorsi. non siete pronte al manuale potete sempre diver- giornata dedicata a mettere in luce il lavoro degli Corpi veri,
Loro (noi?) si prendono gli uomini quando voglio-
no e ne fanno quello che vogliono (o ameno così
tirvi con le 50 carte di Magazzini Salani “Lovstori
(amori sfigati)”. Dei veri e propri ‘santini’, disegnati
operatori culturali: fondazioni, associazioni, cine-
ma, gallerie, musei, biblioteche, teatri, orchestre
ragazze vere:
pensano!). dall’artista romana Rap, che presentano una serie per tutta la giornata saranno aperti con un ampio è arrivato
Quindi uomini siete avvisati, al posto di peluches e di situazioni che tutti abbiamo vissuto: amori sfor- programma di manifestazioni (www.regione.
cuoricini di cioccolato vi conviene portare la vostra tunati, atteggiamenti goffi, timidezze, ecc… piemonte.it). Body Drama
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2
febbraio ‘10

L’EDITORIALE
“Master, ecco dove vogliamo arrivare”
S
Scrivo queste note a un paio di mesi di distanza dalla mia nanziamento – sin dal 2005 a tutt’oggi - è quello della documenta-
nomina a coordinatore scientifico del Master di Giornali- zione e divulgazione scientifica,sia in rapporto alle iniziative in corso
smo. Sono lieto di farlo su ‘Futura’, la free press che il Master (ESOF 2010 si terrà a Torino) sia in ragione di nuovi accordi con le tv
produce ormai da cinque anni, un elemento essenziale di
un sistema di comunicazione rivolto all’Università e
universitarie europee. Anche in questo ambito, decisivo risultereb-
be l’apporto degli esperti e degli studenti del Master.
Dossier Università pag. 3-6
all’esterno.Proprio su questo punto,creare nuovi mo- Un ulteriore livello di integrazione concerne le rela-
delli di comunicazione universitaria, e su quali siano zioni da incrementare con le altri sedi universitarie del Ateneo, ecco il futuro pag. 3
oggi i modelli più efficaci per studiare e insegnare il Piemonte, secondo una felice indicazione program-
giornalismo, si basa il nostro lavoro di questi mesi. matica della Regione Piemonte che però è stata in Università in cifre pag. 3
Prima di sottolineare i caratteri formativo e profes- parte disattesa. Se pensiamo ai suggerimenti presen- Questi laureati di tutti i colori pag. 4
sionalizzante del Master di Giornalismo, mi sembra ti nel documento già citato, è facile cogliere che per
necessario riconoscere che esso è coinvolto nei quanto concerne l’informazione in campo eno-ga- Meglio qui che in Romania pag. 4
processi di comunicazione dell’Università nella loro stronomico,decisive sarebbero intese da raggiungere Io dall’Albania a Torino pag. 4
dimensione di relazioni esterne ma anche nella ot- con l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo. Così si raschia il fondo pag. 5
timizzazione dei reparti interni dedicati (dall’Ufficio Ancora in analoga direzione si dovranno muove-
Stampa ai Servizi on line e ai canali della comuni- re i rapporti di scambio e integrazione con le altri Università luogo di confronto pag. 5
cazione d’Ateneo ecc.). Ormai sappiamo, del resto, sedi italiane di Scuole di Giornalismo che ammon- Tutti i cantieri minuto per minuto pag. 6
come la pubblica utilità - e la efficienza della Pub- tano a circa una quindicina. Per quanto riguarda
blica Amministrazione - si avvantaggiano sempre dalla messe in i rapporti con l’Ordine dei giornalisti, sia a livello regionale sia a
Palazzo nuovo cambierà pelle pag. 6
rete delle informazioni. Occorre modulare le energie, riconoscerle livello nazionale, essi erano e sono al centro di qualsiasi auspi-
e distinguerle per renderle efficacemente praticabili trasforman- cabile politica di sviluppo del Master. La scuola di Torino de- Tav scavare per credere pag. 7
dole in sinergie. Ne deriva l’importanza del coinvolgimento degli ve rafforzare la sua presenza nelle varie sedi dove si discute di Aiuto non sono una velina pag. 8
studenti del Master in progetti e/o attività di questo genere,sia per formazione al giornalismo e dare il suo contributo a tutti quei
ottenere riconoscimenti (anche finanziari) da parte dell’Universi- progetti (come un portale comune delle Scuole) che possono I nuovi italiani pagg. 11-12
tà, sia per contribuire al formarsi di una figura professionale atten- far crescere la sensibilità e la propensione dell’intera categoria Professori e precari divisi sulla Gelmini pag. 14
ta anche ai processi e ai contenuti dell’ informazione istituzionale. verso questi temi. La recente conferenza tenutasi a Roma pres-
La recente realizzazione di un breve filmato di presentazione so la Conferenza dei Rettori a fine gennaio, con la partecipazio- Streghe, tra storia e fiaba pagg. 16-17
dell’Università degli Studi di Torino in occasione dell’inaugura- ne delle realtà universitarie italiane che partecipano a produ- A tutto gusto pagg. 18-19
zione dell’anno accademico ha mostrato le potenzialità della zioni di media, ha mostrato linee di intesa molto significative.
collaborazione fra l’Ufficio Stampa, il Master e Extracampus, la Come è facile vedere, abbiamo molti e importanti obiettivi davanti La macchina di papà pag. 24
web tv universitaria. Quest’ultima si mostra in grado di attivare a noi. Cercheremo di realizzarli col contributo di tutte le facoltà che
col Master una vera e propria joint venture dove, a fronte di una hanno dato via a questo Master e delle nuove forze che vorranno
Il mio Turturro pag. 26
razionale condivisione di mezzi tecnici di ripresa, regia, grafica aggiungersi all’impresa, per continuare a offrire a chi studia a To- Metti un Dj all’auditorium pag. 26
e post-produzione, si potrebbe proficuamente dar vita, grazie rino e in Piemonte un percorso di alta qualità anche per l’accesso
al coinvolgimento dei giovani del Master, a una vera e propria al giornalismo. Un uomo solo contro i pregiudizi pag. 28
redazione giornalistica tv che manca attualmente alla web tv. Appuntamenti e lettere pag. 31
Vorrei aggiungere che uno dei compiti che la Regione Piemonte ha Gian Paolo Caprettini
affidato alla web tv universitaria, riconoscendole un significativo fi- coordinatore scientifico Master di Giornalismo

CHI SIAMO
Tutto il mondo di Primo Levi
“Il Centro internazionale di studi
Primo Levi vuole rappresentare
un mezzo di facilitazione tra l’au-
tore e i suoi lettori”. Lo definisce
così, il suo direttore, il professore
di Storia contemporanea del-
l’Università di Torino Fabio Levi.
“Esso promuove la conoscenza
di Primo Levi, testimone di Au-
schwitz, chimico e intellettuale,
scrittore fra i più noti dell’Italia
contemporanea. In questo si
rivolge sia ai cultori di discipline
umanistiche e scientifiche, sia
al vasto pubblico di chi, fra i La prima edizione di “Se questo è un uomo”. Sopra: Primo Levi
giovani e i meno giovani, può ap-
prezzare la sua opera, il suo pensiero e la sua personalità”. Il sito del Centro www.primolevi.it è un vero pozzo di
Il Centro ha sede a Torino, la città dove Primo Levi è informazioni: suddiviso in categorie, offre all’utente la Futura è il mensile del Master di Giornalismo dell’Università di Torino.
vissuto dal 1919 al 1987, nello stesso complesso di via del bibliografia, l’archivio, le immagini di Primo Levi, tutto a Testata di proprietà del Corep. Stampa: I.T.S. S.p.A. (Cavaglià).
Carmine che ospita anche il Museo diffuso della Resisten- portata di clic, nonché i materiali della Lezione annuale Direttore responsabile: Vera Schiavazzi.
za e l’Istituto piemontese per la storia della Resistenza e sull’autore e approfondimenti sull’esperienza che lo scrit- Progetto grafico: Claudio Neve.
della società contemporaneo (Istoreto) che, del centro, tore patì ad Auschwitz, sul suo rapporto con la religione Segreteria Redazione: futura@corep.it (all’attenzione di Sabrina Roglio).
gestisce l’intero patrimonio bibliografico. Nato nell’apri- e la cultura ebraica, sul suo lavoro di chimico e scienziato,
Comitato di redazione: Carlo Marletti, Riccardo Caldara, Eva Ferra, Carla Gatti,
le del 2008, ma aperto al pubblico da circa un mese, il sul modo che Levi ebbe di intendere il tema del lavoro, sul
Antonio Gugliotta, Sergio Ronchetti, Vera Schiavazzi.
Centro si propone di raccogliere le edizioni delle opere di rapporto tra lo scrittore e le giovani generazioni.
Primo Levi, le numerose traduzioni pubblicate in tutto il Il Centro, costituito da Regione Piemonte, Città e Provin- Redazione:Alessandra Comazzi,Gabriele Ferraris,Giorgio Barberis,Sergio Ronchetti,
mondo (attualmente sono presenti traduzioni in 30 lin- cia di Torino, Compagnia di San Paolo, Comunità ebraica Emmanuela Banfo, Silvano Esposito, Marco Trabucco, Maurizio Tropeano, Paolo Pia-
gue diverse e 800 titoli), la bibliografia critica, ogni forma di Torino, Fondazione per il libro, la cultura e la musica e cenza, Marco Ferrando, Vittorio Pasteris, Battista Gardoncini, Carla Piro Mander, An-
di documentazione scritta e audiovisiva sulla sua figura dalla famiglia di Primo Levi, apre al pubblico la biblio- drea Cenni, Anna Sartorio, Maurizio Pisani, Sabrina Roglio, Matteo Acmè, Giovanna
e sulla ricezione dell’opera. “Il Centro vuole offrire anche teca, nella sede di Istoreto alla mattina, dal lunedì al Boglietti, Rebecca Borraccini, Francesco Carbone, Alessia Cerantola, Giulia Dellepia-
un sostegno alle ricerche degli studiosi e realizzare pro- venerdì (9 - 13) e il pomeriggio, dal lunedì al giovedì (15- ne, Nicola Ganci, Andrea Giambartolomei, Bianca Mazzinghi, Manlio Melluso, Loren-
prie iniziative – spiega il prof. Levi – come la Lezione Primo 18). Inoltre il venerdì pomeriggio è possibile consultare il zo Montanaro, Leopoldo Papi, Valerio Pierantozzi, Laura Preite, Elena Rosselli, Anto-
Levi promossa nell’autunno di ogni anno, per alimenta- materiale precedentemente richiesto. nio Junior Ruggiero, Daniela Sala, Emanuele Satolli, Gaetano Veninata, Matteo Zola.
re il dibattito sui temi più cari allo scrittore torinese”. Elena Rosselli Contatti: futura@corep.it.
Sostengono ‘Futura’: Comune di Torino, Provincia di Torino, Regione Piemonte.
febbraio ‘10
3 DOSSIER
UNIVERSITÀ

Ateneo, ecco il futuro


Inaugura il nuovo anno accademico tra internazionalizzazione e bilanci difficili

A lato: Ezio Pelizzetti inaugura l’anno accademico.


Durante il suo intervento il rettore ha sottolineato
come l’ateneo sia pronto ad affrontare sfide
vecchie e nuove. A fronte della riduzione
del fondo previsto dal ministero - ha spiegato
- sono state fatte scelte di riorganizzazione
amministrativa, senza però sacrificare i servizi
agli studenti né la qualità didattica. L’ateneo
torinese è ai primi posti nella classifica Censis
delle migliori università italiane.
Sotto: un’altra immagine dell’inaugurazione

qualità della didattica e della ricerca».


E se il successo di un ateneo si misura
anche con la capacità di attrarre studenti
stranieri, l’Università torinese può van-
tare di essersi come polo d’attrazione di
studenti stranieri a tutti i livelli accade-
mici: «Abbiamo raggiunto risultati che
superano di tre volte le percentuali na-
zionali con dottorandi stranieri, che in al-
cune facoltà arrivano al venti per cento».
Ora, per superare le difficoltà che si
prospettano in vista del nuovo an-
no, l’Università di Torino punta su due
obiettivi, uno a breve e l’altro a lungo
termine. Nel primo caso si tratta di con-
tinuare a formare figure di alta profes-
sionalità, nel settore biomedico, agroa-
limentare e della ricerca in generale.
«Dal nostro ateneo escono ogni anno
diecimila laureati e 450 dottori di ricerca
che devono essere collocati nel territorio
per offrire produzioni di alto livello. Su

I
l rettore Ezio Pelizzetti tira le somme di un anno nale all’Innovazione Andrea Bairati, Pelizzetti rimpro- ti qualitativi dell’ateneo, risalito ai primi posti nelle questo fronte, l’università rappresenta
scolastico difficile, tra rabbia e orgoglio. Rabbia, vera ai politici, tra i quali alcune assenze “eccellenti”, classifiche di Ministero, Censis e della rivista Cam- l’unico motore formativo di alto livello», ha aggiunto
per un sistema politico che non è in grado di un impegno ancora insufficiente. «Assistiamo ormai pus, dall’altra un pareggio di bilancio che sfida il Pelizzetti, che ha sottolineato l’importanza del setto-
tutelare un sistema universitario locale, terzo da troppo tempo ad un attacco sistematico, mirato e difficile momento economico. «Il taglio del Fondo re medico. «La qualità della sanità è determinata da
motore economico del Piemonte.“Provo grande stu- coordinato, all’Università, e all’università pubblica in di finanziamento ordinario delle Università statali quella dei dottori, degli infermieri e di tutte le figure
pore quando penso a come la politica piemontese, i particolare, che per un verso si concretizza in un’inso- su scala nazionale - che da circa 700 milioni di Euro specializzate che hanno una formazione accade-
nostri numerosi parlamentari di ogni schieramento, stenibile diminuzione di risorse e per l’altro si giova di nel 2010 tocca gli 800 milioni nel 2011 e all’incirca mica». Nei i prossimi dieci anni, invece, l’Università
non abbiano mai ritenuto di intervenite per porre fi- luoghi comuni tesi a screditare la serietà di un siste- gli 850 milioni nel 2012 - ha avuto, solo per il 2010, pensa a una riorganizzazione dell’intero ateneo che
ne a una gravissima perdita per il territorio, in termi- ma, che resta -nonostante tutto - la più importante un correttivo parziale del tutto insoddisfacente e renda la struttura più flessibile e pronta ad adeguarsi
ni economici e di minore sviluppo”. Nonostante il 55 fabbrica del sapere, della ricerca, dell’innovazione e ci ha portato a fare delle scelte di riorganizzazione alle trasformazioni sociali.
per cento dei finanziamenti regionali destinati alla della formazione culturale e civile del nostro Paese». amministrativa», ha spiegato Pelizzetti. «Ma non Alessia Cerantola
ricerca, come ha ricordato ricorda l’assessore regio- Orgoglio invece, nel ricordare da una parte i risulta- sono stati sacrificati né i servizi agli studenti né la

Università in cifre: dai conti agli iscritti


È uno dei grandi atenei italiani che riceve su (Genova arriva a 6.600). Una differenza pe- che nello stesso periodo è rimasta attorno al
meno fondi per ogni iscritto. E i tagli all’istru- sante, che ha spinto il rettore Ezio Pelizzetti a 18%.
zione hanno colpito anche qui. Ma l’Università chiedere alla politica piemontese di fare di più La ricerca continua a progredire grazie a
di Torino va avanti e aumenta il numero di sia a livello locale che nazionale: «La nostra investimenti provenienti da più parti. L’Ate-
studenti e la ricerca, riuscendo a chiudere i è la regione più penalizzata d’Italia quanto neo infatti contribuisce per il 19%, mentre il
conti in pareggio e confermando ancora una all’università, seconda solo alla Lombardia Ministero dell’Istruzione e l’Unione europea
volta il suo ruolo di primo piano nel panorama che però di atenei ne ha 15». incidono ciascuno per il 5%. Il 54% dei finan-
nazionale. L’identikit aggiornato dell’Ateneo Guardando i dati nel dettaglio si scopre un ziamenti invece proviene da altri enti e il 17%
emerge dati presentati durante l’inaugurazio- polo di eccellenza in continua crescita. Tra le da attività in conto terzi. Inoltre l’Università
ne dell’anno accademico. matricole il 6% è straniero e l’11% non è pie- di Torino si conferma “virtuosa” perfino per
Gli iscritti all’Ateneo sono passati da quota montese. Sono ben 4.769 gli studenti di corsi il numero di docenti, che è sotto la media dei
71.102 del 2005 a 73.119 dell’anno scorso: post lauream, pari al 6,5% del totale. Il 45% di grandi atenei (2.225 contro 2.651) e per una
un aumento del 2,8%, che in questi tempi di loro si forma nelle scuole di specializzazione, il maggior presenza di ricercatori, che rappre-
crisi dimostra la voglia dei giovani di investi- 29% fa il dottorato, il 25% un master di primo sentano il 42,8% del personale docente contro
re sul proprio futuro. Inoltre gli studenti e i o secondo livello e l’1% il perfezionamento. il 40,8% della media nazionale. Sono dati
docenti dedicati alla ricerca nel 2008 erano Anche la lotta alla dispersione scolastica ha importanti. Per questo il Rettore ribadisce che
4.904, ovvero 1033 in più del 2004 (+ 21%). fatto grossi passi avanti, perché gli studenti al di là della propria parte politica, non si può
Ma l’Università riceve dallo Stato meno di che abbandonano sono passati da un altissi- dimenticare che l’Università rimane il terzo
4.600 euro l’anno per ogni studente, quando mo 39% nell’anno accademico 2001/02 a un motore economico della Regione.
le altre grandi italiane ne ricevono da 5.500 in 11% del 2007/08, contro una media nazionale Giulia Dellepiane
DOSSIER 4 febbraio ‘10
UNIVERSITÀ

Accanto: due immagini


di studenti stranieri iscritti
all’Università di Torino.
Sotto: Eduart, studente
albanese che frequenta
il quinto anno di Medicina

Questi laureati di tutti i colori


Sono quasi mille gli studenti stranieri neo-iscritti: uno ogni 16 matricole. Con in testa ragazzi rumeni e albanesi

G
li stranieri a Torino. Anche all’Università sono rappresentazione è l’Africa, con 176 studenti pro- numerosi sono gli asiatici (104), perlopiù cinesi (49) dor (1). Per quanto riguarda gli italiani, invece, la
tanti, non tantissimi: 928 su 16713 matricole, venienti in maggioranza dal Marocco (100, di cui 43 iscritti a economia ma anche a lingue, ma anche stragrande maggioranza sono piemontesi (13929
in pratica uno studente su 16. iscritti solo a lingue), dal Camerun (32, di cui la metà ad iraniani (30). Quasi ininfluente invece il numero dei su 15785), di cui 10163 torinesi. A seguire i vicini
A farla da padroni gli europei: in tutto 530, economia) e dalla Tunisia (12). Gli iscritti sudamerica- centro e nord-americani: 9 studenti in tutto, prove- valdostani (314). Ma non mancano i siciliani (255), i
più della metà dei non italiani. In testa i rumeni (212), ni sono invece105, di cui più della metà vengono dal nienti dagli Stati Uniti (2), dal Messico (3), da Cuba pugliesi (205), i lombardi (204) e i liguri (218).
seguiti dagli albanesi (160). Secondo continente per Perù (58) e studiano economia (50). Quasi altrettanto (1), dalla Repubblica Domenicana (2) e dal Salva- Daniela Sala

“Io, dall’Albania a Torino


“Meglio qui che in Romania” per diventare un buon medico”
Mariana è arrivata dalla Romania per amore: oggi è sposata, ha un bambino e frequenta
l’ultimo anno della triennale in Lingue e Letterature Straniere. Vive con il marito a Milano, ma Eduart viene dall’Albania e frequenta il 5° anno di Medicina. È venuto a Torino cinque anni fa per
ha deciso di continuare l’università a Torino. studiare all’università.
Come mai ha scelto Italia e in particolare Torino? Come mai ha scelto l’Italia?
«Sono venuta in Italia per mio marito. Ho dovuto rico- «Beh, la distanza tra Italia e Albania è di solo 72 chilometri e un’ampia percentuale
minciare da capo gli studi in Lingue che avevo iniziato degli albanesi vede le televisioni italiane. La lingua, magari non a livello specialisti-
in Romania: gli esami erano molto diversi e quindi non co, la sanno in molti. Certo, non è tutto facile: per avere un visto di studio bisogna
li hanno accettati. Anche se ora viviamo a Milano ho dimostrare di potersi mantenere, serve una somma di garanzia… ma questo non
continuato gli studi qui perché ho la borsa di studio e i succede solo qui. Ero indeciso tra Italia e Inghilterra, e ho scelto l’Italia per una que-
costi sono minori». stione economica. Medicina, a Londra, infatti, costa quattro volte tanto che qui».
Parliamo della città, come si trova? Perché Torino?
«Torino è bellissima: anche se adesso che abitiamo a «Il motivo che mi ha spinto a studiare a Torino è che la Regione Piemonte aiuta
Milano, facciamo avanti e indietro. Abbiamo visto altre molto con le borse di studio. Ne ho beneficiato per cinque anni, e spero anche per
città, ma Torino è la nostra casa: i nostri amici, romeni il sesto. Serve impegno: bisogna dare il 75% dei crediti, ma in fondo è uno stimolo
e italiani, li abbiamo tutti qui. Certo, col bambino non sia economico, sia a dare gli esami».
abbiamo molto tempo per uscire, ma a Torino si sta bene Parliamo della città, come si trova?
anche alla sera, e la vita, rispetto a Milano è molto meno «Torino, come città, mi piace: con le Olimpiadi si è aperta, non è chiusa, né fredda.
costosa». Certo non c’è la vitalità di Roma, ma pian pianino qualcosa cambierà: diciamo che
Che programmi ha per il futuro? è una via di mezzo tra una metropoli e una città normale. Ha costi contenuti, si sta
«Per il momento restare in Italia, almeno cinque - dieci anni. bene. Volendo dare un voto è 8 e ½ su 10».
Se poi capiterà di vedere altri paesi, chissà. Per ora, finita Che programmi ha per il futuro? Esercitare la professione in Italia o in un altro
la triennale in mediazione linguistica pensavo di cercarmi paese?
un lavoro possibilmente coerente con gli studi, oppure alla «È vero che l’Italia aiuta con le borse di studio: il problema, però, è la burocrazia. Per
specialistica in comunicazione internazionale». fare il medico ci vuole la cittadinanza, il che rende le cose più difficili. Per entrare in
Lei e suo marito tornereste a lavorare in Romania? una specialità che ti piace, poi, devi essere o bravissimo o referenziato».
«No, non ci pensiamo proprio, anche per i figli. Le con- E allora dove vorrebbe andare?
dizioni di vita sono ben diverse che qui: uno psicologo «Verso nord: Paesi Bassi, Inghilterra… da quello che si vede sui giornali c’è più biso-
come mio marito in Romania guadagnerebbe 400 euro gno di medici. Ma cercano molto anche in Australia e negli Emirati».
al mese, una professoressa 300 al massimo. Un chilo di Tornerebbe a lavorare in Albania?
pane, però, costa come in Italia. Vivere in Romania oggi «Se avessi voluto farlo non sarei venuto qui. La situazione in Albania è difficile, la
è molto difficile: se tra quindici anni le cose andassero sanità pubblica non è molto ben organizzata. Ci sono medici che chiedono soldi ai
diversamente potremmo anche tornare, ma al momento pazienti: è un sistema corrotto di cui non voglio far parte».
non sembra proprio il caso». n.g.
Nicola Ganci
5 DOSSIER
febbraio ‘10
UNIVERSITÀ

“Così si raschia il fondo”


La riduzione degli stanziamenti? Oggettiva. Come spiega la direttrice amministrativa dell’ateneo
Si è laureata in giurisprudenza
proprio a Torino e ha sempre
lavorato per mantenersi agli
studi, è insomma una persona
che conosce bene la realtà del-
l’università e i problemi di chi
la vive perché ne ha fatto espe-
rienza in prima persona. È anche
una donna pragmatica: “io devo
ragionare sui fondi che ci sono e
con quelli far funzionare le cose
il meglio possibile”. Come spie-
ga la direttrice, i soldi non sono
molti, ma l’università - non senza
qualche sacrificio - è riuscita a
Sopra: Loredana Segreto, direttrice chiudere il bilancio in pari. Nel-
amministrativa dell’UniTo. Accanto: le casse quest’anno ci sono 850
il Rettorato. Sotto: Helios Marchelli, milioni di euro: di questi 250
presidente del Senato degli studenti vengono dallo Stato attraverso
il Fondo di Finanziamento Ordi-
nario (FFO), che è in progressiva diminuzione (il taglio previsto per
quest’anno era di 24 milioni di euro, poi grazie a un intervento dell’ul-
tima ora si è arrivati a 12); gli altri arrivano dalla Regione, dall’Unione
Europea, dalla Fondazione CRT e da Compagnia di San Paolo, dalle
aziende farmaceutiche e da altre imprese, che però vincolano i loro
finanziamenti a particolari progetti di ricerca. Il 90% degli 850 milioni
finisce in stipendi e spese del personale, dunque per gli investimenti
rimane uno scarso 10%.
Per quanto riguarda la politica delle assunzioni la questione è duplice:

L
a riduzione dei fondi è un dato oggettivo quindi è stato ne- dell’Università all’interno del sistema produttivo territoriale: l’ateneo da una parte il personale tecnico-amministrativo per il quale l’Univer-
cessario fare delle scelte: non abbiamo tagliato sui servizi agli infatti crea posti di lavoro, direttamente e indirettamente (per esempio sità degli Studi di Torino ha deciso di bloccare le assunzioni; dall’altra
studenti e il livello è rimasto invariato rispetto al 2009 (a fronte attraverso l’apertura di cantieri edilizi come quello per la nuova sede docenti e ricercatori per i quali invece le assunzioni sono condizionate
però di un aumento del numero di iscritti), risparmiando su altri della Facoltà di Giurisprudenza e Scienze politiche) e attraverso la ricer- dalle decisioni ministeriali. Quest’anno, all’ateneo torinese, sono andati
fronti. Nessun taglio sugli affitti delle aule, né sulle borse di studio o sui ca rappresenta un fondamentale motore di sviluppo dell’economica in pensione più di 100 professori, ma la legge impone un limite al turn
progetti di mobilità internazionale, ma razionalizzazione della spesa locale. over per cui solo il 50% delle risorse disponibili, liberate con i pensiona-
per esempio attraverso la centralizzazione dei servizi, tagli sulle sosti- Il problema della chiusura delle sedi distaccate, che nell’autunno scor- menti, può essere reinvestito in assunzioni.
tuzioni, rimpiazzate da un sistema di mobilità interna”. Sono le parole so ha suscitato polemiche, non riguarda l’Università degli Studi, che Per il futuro le intenzioni sono quelle di continuare a promuovere pro-
di Loredana Segreto, direttrice amministrativa dell’Università di Torino, non modifica la situazione dei decentramenti. Il sistema di tassazione getti d’eccellenza come quello della Scuola di Studi Superiori e termi-
in vista dell’inaugurazione del nuovo anno accademico (avvenuta il 1 viene invece ritoccato con l’aggiunta di una fascia di reddito, la settima. nare l’informatizzazione delle attività di segreteria. La considerazione
febbraio). Nel suo discorso, Segreto mette in evidenza come dietro alla In questo modo gli studenti più abbienti pagano un po’più degli altri: finale della direttrice è più generale:“il problema è la mancanza di pro-
didattica e alla ricerca, che sono i due settori più importanti, ci sia una mentre la media per studente è di 1.150 euro all’anno, uno studente di spettive certe: dal punto di vista amministrativo le cifre cambiano di
macchina tecnico-amministrativa - che conta quasi 2000 tra impiegati settima fascia arriva a pagarne 1.900. anno in anno e questo ostacola la programmazione. Ma non è solo un
e dirigenti – essenziale per permettere al resto del sistema di funzio- La dottoressa Segreto a 44 anni è la più giovane direttrice ammini- problema di tipo contabile, riguarda l’università nel suo complesso”.
nare. Insieme al Rettore Ezio Pelizzetti, sottolinea inoltre l’importanza strativa dell’Università italiana e lavora nel settore da più di vent’anni. Rebecca Borraccini

Marchelli: “Dobbiamo essere un luogo di confronto”


“Non si può prescindere dalla necessità ragioneamento i suoi mezzi devono es- cratica e propositiva di tutte le compo-
impellente di riservare un luogo, nella sere potenziati proprio nei momenti di nenti dell’ateneo - studenti, docenti, tec-
società, per il confronto delle idee. L’Uni- maggiore difficoltà”. Purtoppo, secondo lo nici amministrativi e precari – è, secondo
versità può e deve essere questo luo- studente, i governi che si sono succeduti Marchelli, “l’unica possibilità per un reale
go”. Nel suo intervento, Helios Marchelli, negli ultimi anni hanno avuto la tendenza rinnovamento del sistema universitario,
presidente del Senato degli Studenti, ha a considerare l’istruzione pubblica esclu- nonché per un’azione efficace e coeren-
ribadito l’importanza dell’ateneo come sivamente come una spesa da ridurre e te nella società”. “È quindi indispensabile
centro di propagazione di una “demo- non come una risorsa per il progresso del che tutte le realtà – ha proseguito – siano
crazia delle idee”, dove i professori sono Paese. I mancati investimenti per il riequi- considerate a pieno titolo membri di que-
chiamati a svolgere un ruolo chiave nel librio degli atenei sottofinanziati e i tagli sta importante istituzione, e non semplici
fornire gli strumenti culturali e nel col- al Fondo di Finanziamento Ordinario del- dipendenti di un ente pubblicio, o peggio,
tivare l’indipendenza intellettuale degli la legge 133/08, secondo Marchelli, sono meri utenti”.
studenti. solo due esempi di una politica che non Marchelli ha concluso il suo intervento
Rivolgendosi alla platea, Helios Marchelli, scommette sui giovani e l’istruzione. sottolineando la richiesta del Senato degli
24 anni, studente di fisica, ha richiamato Proseguendo nel suo intervento, il presi- Studenti di revisione dell’attuale sistema
in varie occasioni il problema della crisi dente del Senato degli Studenti, ha invita- contributivo con la necessità di introdur-
economica constatando come “l’univer- to a riflettere sul modo in cui l’Università re una formula equa, “che garantisca una
sità stessa ne risenta pienamente, sia sul degli Studi di Torino debba reagire, consi- maggiore accessibilità all’alta formazione
piano finanziario che su quello sociale”.“Se derando anche la qualità che sotto molti e nel contempo assicuri una solida entra-
è vero che l’istituzione universitaria può aspetti la caratterizza tanto da proporsi ta indispensabile al buon funzionamento
contribuire alla soluzione della crisi – ha come punto di riferimento per gli altri dell’ateneo”.
proseguito Marchelli – in forza di questo atenei italiani. La partecipazione demo- Emanuele Satolli
DOSSIER 6
febbraio ‘10
UNIVERSITÀ

Accanto: il cantiere innevato


del nuovo polo universitario
nell’area “ex-Italigas”. A destra:
il rendering di come saranno
i lavori una volta finiti.
Sotto, dall’alto verso il basso:
il manifesto dei lavori in corso
e ancora un’immagine di cantiere

Tutti i cantieri minuto per minuto


Ripartono i lavori per il polo “ex-Italgas”, con l’inaugurazione di alcuni locali. E, a primavera, i primi traslochi

F
inalmente si inizia a vedere una luce in fondo al tunnel, anche sta per il periodo settembre/ottobre 2011. «Ma quella è la data della zione. Però è previsto il trasferimento nel territorio comunale del
se in lontananza. Ripartono infatti i lavori (mai completamente consegna dell’ultimo vano. Prima di quella data saranno già utilizzabili Polo scientifico universitario, comprendente la facoltà di Scienze ma-
interrotti comunque) che porteranno alla conclusione del nuo- tutti gli altri edifici che via via finiremo», spiega l’ingegner Antonio Pre- tematiche, fisiche e naturali e la facoltà di Farmacia, che si andranno
vo polo dell’Università di Torino nell’area cosiddetta “ex-Italgas”. sicce, dello staff del responsabile del procedimento per l’università. ad aggiungere a quelle già presenti di Agraria e Medicina veterina-
Già il 29 gennaio c’è stata l’inaugurazione di alcuni locali. Inaugurazio- «Tuttavia continua – rischiamo dei ritardi dovuti al tempo perso ria. Sarà innovativo anche il modo in cui il progetto verrà finanziato:
ne in realtà più che altro simbolica, per dare un segnale agli studenti e per questioni vuoi meteorologiche vuoi di altra natura». Infatti i verrà creato un fondo immobiliare a cui contribuiranno l’Università e
far vedere che l’Ateneo non si è dimenticato del progetto. Tra maggio costruttori di Codelfa, associazione di diverse imprese, avevano de- la Fondazione CRT. L’Università metterà nel fondo gli stabili che ver-
e giugno ci saranno poi i trasferimenti ufficiali con l’apertura delle se- nunciato la presenza di zone inquinate, una pozza di catrame, nel luo- ranno dismessi quando sarà terminato il polo di Grugliasco, mentre
greterie di scienze politiche, giurisprudenza e scienze strategiche. go degli scavi. Ciò ha provocato il rallentamento dei lavori, a cui sono la Fondazione CRT aggiungerà 120 milioni di euro. A quel punto verrà
Il completamento e l’apertura di tutto il resto della struttura è previ- seguiti un contenzioso, un concordato e infine la ripresa dei lavori individuata tramite gara una Società di gestione del risparmio (SGR)
L’intero progetto ex-Italgas costerà 134 milioni di euro. che deciderà il progetto e sarà materialmente costruttore del piano.
Ma l’impegno dell’università di dotarsi di nuovi locali Ci sarà poi tutta la valorizzazione della zona adiacente a palazzina
non si esaurisce qui. C’è infatti ancora in ballo il progetto Aldo Moro. Adesso praticamente lì c’è un buco, proprio dietro piaz-
di costruire la nuova aula magna nel maneggio Chiable- za Vittorio Veneto, uno dei luoghi simbolo più belli della città. Entro
se della Cavallerizza Reale. Progetto che però è restato fine anno verrà posata la prima pietra di un progetto che prevederà
tale. «Il problema – spiega il vicerettore Salvatore Co- la costruzione di un parcheggio moderno, di una nuova mensa, di un
luccia – è che l’Università non può spendere soldi su un asilo infantile, di alcune residenze “nobili” (per dottorandi, ricercatori,
edificio del Comune. Occorre un atto, una concessione professori ospiti) e alcune attività commerciali, come per esempio
che ci permetta di operare, come peraltro già deciso in una libreria. Il tutto sarà realizzato in Project Financing con l’impresa
precedenti accordi. A gennaio ho incontrato a proposito Rosso che gestirà anche parte degli edifici per i prossimi 30 anni, in
di questo il sindaco Sergio Chiamparino, mentre il 28 ho modo da poter guadagnare sull’investimento fatto. Dopo tale periodo
parlato con l’assessore all’Urbanistica Mario Viano. Il sin- la proprietà tornerà interamente dell’università. L’Ateneo in questo
daco in particolare si dimostrato interessato e disponibi- modo risparmia due volte: sia sull’appalto che nei costi di gestione.
le alla chiusura dell’accordo». La nuova aula magna sarò Trasferendosi nei nuovi uffici infatti non pagherà gli onerosi affitti di
moderna e capiente, con ben 450 posti a disposizione. adesso dovuti alla presenza di alcune ripartizioni, come la divisione
«Appena si potrà partire, si finirà subito. Il progetto c’è Patrimoni e contratti e l’ufficio per disabili, in zone costose come ad
già», conclude Coluccia. esempio Piazza Castello.
A Grugliasco, invece, per il momento nulla è in costru- Matteo Acmè e Valerio Pierantozzi

Palazzo Nuovo cambierà pelle


“Non si può smantellare Palazzo Nuovo, la storia rante lezioni seguite da un manciata di allievi.
si ribellerebbe”, dice il vicerettore Coluccia, forse Coluccia assicura che verranno prese misure adatte
esagerando ma facendo riferimento alle regola- per migliorare la situazione, beneficiando anche
mentazioni sugli “edifici storici”, che già proteggono dello spostamento delle facoltà di Scienze Politiche,
Palazzo Nuovo, finito di costruire nel 1968. Non si Giurisprudenza e Scienze Strategiche al polo ex-Ital-
può abbattere ma si può migliorare. I disservizi e i gas. Non solo, Palazzo Nuovo avrà anche una nuova
problemi attuali non sono certo pochi, come spiega pelle, in senso letterale. In seguito al programma
Helios Marchelli, rappresentante degli studenti in della Regione Piemonte di riqualificazione ener-
Consiglio di amministrazione: “la situazione è dram- getica degli edifici pubblici, tutta la struttura sarà
matica a causa del cattivo utilizzo degli spazi che “rivestita” di un materiale isolante in modo tale che
non sono gestiti a livello centrale ma dalle singole aule ed uffici non siano più freddissime d’inverno, a
facoltà”. Il numero degli studenti che seguono le causa della grande dispersione energetica attuale,
lezioni infatti varia di continuo, e per questo capita e che non siano un insopportabile forno nei mesi
spesso che ci siano aule da 80 posti con 250 persone caldi.
sedute una sull’altra e aule enormi semivuote du- a.p
7 ATTUALITÀ
febbraio ‘10
ALTA VELOCITÀ

Tav, scavare per credere


Dall’università: “Ora è indispensabile conoscere meglio il sottosuolo”

N
elle scorse settimane le trivelle hanno “campagna di sondaggi” perché maggiore è il questo potrebbe escludere l’Italia dal corridoio.
iniziato a scavare la Val di Susa. I son- numero di informazioni che si possono ottenere Certamente tutta l’Italia possiede aree di alto va-
daggi preliminari per la realizzazione e più alto sarà il grado di dettaglio sulle cono- lore paesaggistico e naturale, non voglio entrare
della linea Torino-Lione hanno suscita- scenze relative al sito in questione. Nel caso della troppo nel merito del discorso, ma non mi pare
to le reazioni del popolo No Tav, che è sceso in Val di Susa il numero dei carotaggi è elevato in che la scelta della Val di Susa non sia troppo cri-
strada ad organizzare presidi, assemblee, blocchi modo da poter ricostruire in maniera ampia la si- ticabile».
stradali e manifestazioni. Da ultimo quella del 23 tuazione geologico-geotecnica del sottosuolo». Dal punto di vista geologico l’area è idonea?
gennaio, che ha visto marciare dall’autoporto di Quindi lei ritiene che i carotaggi che stanno «Occorre verificarlo, i sondaggi servono proprio a
Susa al centro cittadino almeno di 20 mila per- effettuando in Val di Susa siano necessari? questo: potrebbero anche rivelare che l’area non
sone. Su queste operazioni di analisi geologica si «I carotaggi sono sempre necessari. Per quanto lo è. Per rendere realizzabile un progetto di que-
è molto detto: che sono inutili, perché effettuate riguarda il tratto di competenza italiana, che va sta portata si devono acquisire delle informazioni
su aree di cui già si conoscono le caratteristiche, da Settimo Torinese fino a Giaglione, in passato il di dettaglio. Per questo motivo ritengo che i son-
che hanno solo un significato simbolico di “con- percorso è già stato oggetto di analisi e campio- daggi non debbano essere bloccati. Sarebbe un
quista” delle roccaforti dei Valsusini contrari alla nature. Grazie a un confronto tra quegli studi e i approccio scientificamente non condivisibile».
Tav. Ma è veramente così? Lo abbiamo chiesto a dati prodotti dai nuovi sondaggi, si può ottenere Quali sono i rischi che possono insorgere nel-
Marilena Cardu, docente di Tecnica degli scavi e una visione della situazione del sottosuolo anco- l’area una volta iniziati i lavori?
dei sondaggi al Politecnico di Torino. ra più dettagliata». «Per forza di cose ci sarà un dissesto ambientale.
Professoressa Cardu, a che cosa servono i Che cosa pensa di chi sostiene che i carotag- Come in tutti i lavori di cantierizzazione bisogne-
sondaggi? gi di Susa abbiano avuto solo un valore me- rà fare i conti con un impatto che si protrarrà ne-
«Servono per indagare sulle caratteristiche del diatico? gli anni. È una conseguenza inevitabile nella rea-
sottosuolo. Consentendo l’accesso nel sottosuo- «Non credo sia realistico pensare che la RFI (Rete lizzazione di grandi opere di questo tipo. Occorre
lo grazie a un foro, si hanno delle informazioni Ferroviaria Italiana ndr) impieghi tecnici e mac- valutare bene a cosa servono: io personalmente
In alto: un presidio No Tav che non potranno essere intese come generali chinari per fare qualcosa di simbolico. Non voglio non mi trovo d’accordo con la realizzazione del
nell’atrio di Palazzo Nuovo. ma specifiche di quel sito e di quel punto». esprimere un parere personale ma, ripeto, credo ponte di Messina, perché ritengo che sia un’ope-
Sopra: giovani durante una Perché si fanno? che sia poco plausibile». ra costosa e inutile, ma la Torino-Lione può per-
manifestazione in Valle di Susa. «Sono la rappresentazione esatta del sottosuolo Secondo lei la Val di Susa è un’area idonea per mettere di ridurre il traffico di merci su strada
Accanto: Marilena Cardu, in un punto. Il campione ottenuto da un sondag- un’opera del genere? trasferendolo sulle rotaie. Questo è un vantaggio,
docente di Tecnica degli scavi gio non è il risultato di ipotesi, è qualcosa di in- «La Val di Susa è la via preferenziale per arriva- oltre al fatto che non rimarremo tagliati fuori dal-
e dei sondaggi presso confutabile. Ora, naturalmente, un solo sondag- re in Francia. Se si scartasse questo tracciato l’Europa».
il Politecnico di Torino gio non basta, per questo si decide di fare una occorrerebbe modificare molto il percorso e Leopoldo Papi ed Emanuele Satolli
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ATTUALITÀ febbraio ‘10

I SOLITI MITI

Aiuto, non sono una velina!


Un libro della Regione lancia l’allarme: le riviste per teen-ager vogliono ancora la “femme fatale”
strato. Il sogno, però non può essere solo con il proprio comportamento qualcuno». Il
rosa confetto». risultato è un corto circuito: ragazze e donne

S
iamo ancora ferme alle favole «Raramente abbiamo riscontrato mo- che si adeguano a standard di magrezza e
di Biancaneve e Cene- delli che promuovano l’autostima di una bellezza a tutte le età, imposti (che anche
rentola? Sembra di sì, al- ragazza – si legge nel libro –. In nessuna le riviste per donne adulte continuano
meno leggendo le riviste delle riviste prese in esame, non abbiamo – complice la pubblicità e i pubblicitari – a
per teenager che sponsorizzano trovato il minimo accenno al fatto che le vendere) perché questi modelli sono stati
un’immagine di donna seduttiva ragazze, un giorno, potranno avere una assorbiti e influenzano la percezione del
e chiusa in ruoli uguali. Una ricerca carriera, un’attività intellettuale, essere sé. L’incontro, presenti anche la presidente
condotta da Ferdinanda Vigliani e protagoniste del mondo del lavoro, della del Crpo, Sabrina Gambino e la giornalista
patrocinata dalla Commissione ricerca scientifica, dell’impegno sociale». Vera Schiavazzi a moderare, è stato animato
regionale per le pari opportunità Con troppa poca forza si chiede a una dagli interventi delle ragazze e dei ragazzi
(Crpo)ha voluto fare il punto sui ragazza di far carriera, trovarsi un lavoro delle scuole torinesi. «L’educazione che mi
modelli femminili proposti dai ma- ben pagato e costruirsi anche una fami- ha dato mia madre mi permette di studiare
gazine per adolescenti, in una fascia glia. La fotografia dell’Italia – lo sappiamo e non andare a fare provini per diventare
di età tra i 13 e i 17 anni. Test per –è di un paese che non riconosce ancora velina a 17 anni» chiarisce una ragazza dal
conoscere il proprio carattere (ma i meriti femminili (sottopagate, discri- pubblico. La discussione anche filosofica è
è così facile conoscere se stesse?), minate, quando non vittime di violenza: riportata alla realtà da Angelica, una ragazza
posta del cuore per scoprire come quella fisica è la prima causa di morte per diciassettenne di un liceo linguistico della
comportarsi al primo appuntamento le donne tra i 16 e i 35 anni). città che è costretta ad andare a lavorare
(come se ci fosse qualcosa di certo «I giornali fanno leva sulla spinta vitale de- «perché mia mamma non riesce a trovare
da fare o non fare), il primo bacio e Sopra: il libro-inchiesta di Fernanda gli anni dell’adolescenza – ha commentato un lavoro». Il libro Ragazze irresistibili si può
il primo rapporto sessuale, tutto del- Vigliani sui modelli seduttivi proposti Terry Silvestrini, storica e componente della ritirare presso la segreteria della Commis-
l’universo dei sentimenti, i desideri più dalle riviste per adolescenti. Commissione Pari Opportunità intervenuta sione pari opportunità, via Magenta 12,
intimi vengono riprodotti sulle pagine Accanto: la copertina di un femminile al dibattito – per presentare un ruolo di ra- 10128 Torino, tel 011 4324877/777, pari.
colorate e accattivanti di Pop’s, Cioè, che mostra in prima pagina una gazza seduttiva e consumatrice. Sedurre, dal opportunita@regione.piemonte.it
Showgirl, Tu, Ragazza moderna… conturbante Maria Grazia Cucinotta latino vuol dire condurre a sé, influenzare Laura Preite
«Con queste riviste, le ragazze vengono
addomesticate – ha spiegato Vigliani,
nel corso dell’incontro di presentazione del
libro al Circolo dei lettori lo scorso 25 gen-
naio, a cui hanno partecipato molte scuole
– quello che c’è di indomabile e combattivo,
il desiderio prima di tutto, viene ammae-
“Ragazze, dite no ai modelli della televisione”
Dal corpo al volto. Volto come coppa, contenitore di della ricaduta sociale che la “scomparsa del volto” può avere. Cosa ne sarebbe delle
emozioni; volto come storia; volto come personalità. È nostre nonne, per esempio, se non le ricordassimo più per quella fisionomia che, pur
questa l’ultima frontiera della lotta alla mistificazione imperfetta, le rendeva uniche, nostre? La scomparsa del volto cancella la storia e la
della figura femminile che Lorella Zanardo sta portando personalità di una donna»
avanti a meno di un anno dalla diffusione del famoso Il Corpo delle Donne continua a dare i suoi frutti, intanto.
documentario “Il Corpo delle Donne” (2009). Un lavoro «Il documentario ha fatto notizia. Concretamente abbiamo organizzato un corso di
per il quale la consulente e docente milanese, membro educazione all’immagine che invita a guardare con occhio critico il prodotto televi-
della WIN (organizzazione internazionale di donne pro- sivo; non a caso l’abbiamo chiamato “Nuovi occhi per la tv”. È un progetto ambizioso,
fessioniste con sede ad Oslo), ha messo la sua voce co- che ci sta portando in tutta Italia ma che non potremo continuare a portare avanti da
me grido di protesta contro i modelli svilenti di donna soli, siamo volontari impegnati 14 ore al giorno. Speriamo, quindi, che il Ministero rac-
veicolati dalla tv. Realizzato in collaborazione con Marcocolga la nostra opera e che enti come Regioni e Comuni e associazioni locali facciano
Malfi Chindemi e Cesare Cantù, il documentario è stato altrettanto. Questo perché per avere nuovi occhi per la tv serve un vero radicamento
trasmesso il 16 gennaio scorso anche dalla BBC. sul territorio. Noi abbiamo iniziato su richiesta dei tanti insegnanti che ce l’hanno
Dal Corpo delle Donne al Volto delle Donne. Cosa chiesto sul nostro blog (www.ilcorpodelledonne.net). E’ importante parlare ai ragazzi,
cambia? parlare nelle scuole, incitare il passaparola, seminare una cultura attenta»
«Si tratta di una indagine più ampia a livello territoriale,
Maschi e femmine. La rieducazione della ragazza passa anche attraverso quella
che si fa internazionale. Il tema del corpo mercifica- del maschio?
to che abbiamo trattato per la prima volta in ambi- «Assolutamente sì. Stiamo por-
to italiano e soprattutto televisivo resta comunque tando avanti una analisi paral-
Sopra: Lorella Zanardo. In basso a destra: Sabrina sullo sfondo. Non parleremo solo di un volto trat- lela del maschio, perché in tv
Gambino, presidente Commissione Pari Opportunità tato dalla chirurgia estetica, privato dei suoi connotati più veri, ma soprattutto abbiamo la donna-merce tutta
curve, ma nello stesso tempo
abbiamo un maschio “minus
habens” che pensa al sesso tut-
“Serve più impegno politico” to il giorno. I ragazzi di oggi non
sono tutti “tronisti”, benché resti
una divisione di ceto fra di loro.
«Lavoriamo sui grandi temi come la violenza contro le donne, per la pubblicazione di tesi di laurea e dottorato I più istruiti si rifiutano di esse-
la tratta degli esseri umani, che è un fenomeno in crescita e che sulle eroine dell’unificazione nazionale. L’iniziativa re rappresentati come vogliosi:
non discrimina in base al sesso. Ma principalmente operiamo si iscrive nella volontà di far conoscere il genere: rispetto al vecchio maschio ita-
in ambito politico per rafforzare la partecipazione femminile». sono stati istituiti corsi universitari di storia delle lico, il latin lover, sono evidente-
Così Sabrina Gambino, presidente della Commissione regionale donne (presso l’Università degli studi e del Pie- mente più europei»
pari opportunità donna-uomo descrive il suo lavoro quoti- monte Orientale) e ci si prepara alle celebrazioni Le ragazze si scostano dalle
diano. La strada è tutta in salita, visto che la rappresentanza per il 150esimo dell’unità nazionale, con iniziative “veline”, ma seguono i mo-
femminile al Parlamento è ferma al 20% (quella in Regione al per ricordare il contributo – mal riconosciuto – del- delli dominanti; non è così?
17,86% - Primo rapporto sulla condizione femminile in Piemon- le donne ai moti nazionali. «I modelli femminili influenzano «È proprio così. C’è una Italia divisa in due: le ragazze che guardano
te, Ires 2008). Il Piemonte, però, ha messo in campo una serie la percezione del sé. – spiega la presidente – È una delle cause tanta televisione, non la criticano e recepiscono tutti i modelli pro-
di risposte: «Partirà a breve la seconda edizione della “scuola della mancata partecipazione alla vita politica». posti, modelli di donna svilenti; poi ci sono le ragazze in gamba ma
di politica” – conferma Gambino - nei comuni della provincia e Prossimo incontro pubblico sarà il 15 febbraio alle 18 al Circolo intrappolate in un contesto sociale che richiede condivisione e par-
che vuole creare una maggior consapevolezza. È aperta a tutti, dei lettori con un evento dedicato a Frida Malan, partigiana e tecipazione. Lo dicono loro stesse, sul mio blog una studentessa di 16
uomini e donne». Nel 2009 l’amministrazione ha stanziato 8 poi assessore e consigliere comunale di Torino. anni, Letizia, scrive: “I tipi di donna che la tv propone non piacciono
milioni di euro per iniziative di contrasto alla violenza di genere Per info: www.kila.it: portale che raccoglie normativa di riferi- neanche a me. Gentilmente dottoressa, può spiegarmi però quali altri
secondo il piano approvato nel 2008: sportelli di ascolto, case mento e link ad archivi tematici e istituzioni. www.cirsde.unito. modelli esistano?”. Questo perché dobbiamo riuscire a dare ai giovani
rifugio, corsi per il personale di pronto soccorso e i medici di it: centro di ricerca dell’Università di Torino;www.regione. modelli alternativi. O meglio, più che di modelli parlerei di figure alle
base, gratuito patrocinio. Inoltre, per la prima volta, si sono piemonte.it/governo/consulte/ quali ispirarsi, e per questo esserne fiere»
istituite tre borse di studio del valore di 6mila euro ciascuna, l.p. Giovanna Boglietti
9 ATTUALITÀ
febbraio ‘10
& CRIMINE

Se il ladro è iper-tecnologico
Crescono i cyber criminali. Che rubano molto di più con Internet che con una rapina in banca

I
l crimine passa attraverso le Anche la spam, considerata una semplice scoc- ling, quello alla Csi, agli information technology e
connessioni internet. I ladri ciatura, è uno strumento per le frodi economi- computer crime. La differenza è che in Csi aprono
possono rubare più soldi con che: «Con l’International Telecommunication cadaveri e ricostruiscono una scena del crimine
un computer che con una Union di Ginevra abbiamo fatto una ricerca sul che per noi è virtuale e quindi apriamo hard disk,
rapina. I terroristi potrebbero modello economico alle spalle. È enorme. Su server e quant’altro per capire cosa è successo». In
danneggiare più facilmente un un milione di mail c’è la certezza che almeno questo la tecnologia è già oggi di aiuto, ma come
paese da una scrivania anziché lo 0,001 per cento ti risponderà e comprerà il sempre manca il lato umano, il capire chi si na-
con un attentato: ha meno rischi prodotto reclamizzato. Uno spammer di media sconde dietro lo schermo e il perché lo fa. In prati-
e costi per risultati altrettanto qualità può contare tra i trenta e i cinquantamila ca, manca il lavoro del criminologo, quello fatto di
soddisfacenti. euro che gli entrano ogni mese». psicologia, sociologia e altro: «Chi sei? Perché lo
In viale Maestri del Lavoro, nella La criminalità organizzata si sta spostando verso fai? Sei un ragazzino di 15 anni che si annoia nel-
sede dell’Unicri, istituto di ricerca questa branca “virtuale”:«In Romania, Russia, Bra- la sua stanza dall’altra parte del mondo la notte
sul crimine e sulla giustizia delle sile o altri paesi con problemi economici accade e fa partire un attacco, come fece “Mafia Boy”,
Nazioni Unite, a marzo comincerà che se da te, giovane hacker, arriva un delinquen- script kid quindicenne di Montreal che nel 2001
un corso sul cyber crime per aiu- te offrendoti cinquemila euro per attaccare un attaccò eBay, Amazon e Yahoo? – ricorda Chiesa
tare gli Stati e le organizzazioni sistema o rubare un database, e i tuoi genitori - O sei una spia industriale, un governo che ne
internazionali a tutelarsi e com- guadagnano 800 euro al mese, lo fai», racconta. Di attacca un altro?».
battere queste insidie. mezzo, oltre a ragioni economiche, ci sono anche Si passa poi all’informatica forense, «per imparare
«Il cyber crime è l’evoluzione del motivi psicologici: «Non è una forma di criminali- a indagare su come è stato possibile che ci sia sta-
crimine - spiega Raoul Chiesa, tà che ti fa sentire colpevole. Non hai un coltello, to un attacco al pc e su come sia stato fatto».
Sopra: Raoul Chiesa, consulente dell’Unicri, istituto internazionale di ricerca sul crimine delle Nazioni Unite consulente dell’istituto e uno non spari a nessuno, non scippi nessuno. Quello Infine si viene preparati a una forma di sabotag-
tra i primi hacker italiani -. Sono che rubi è virtuale. Il senso di colpa si annulla». E gio che, nel futuro, potrebbe trovare più applica-
tutti quei crimini che usano la tecnologia co- per questo motivo Raoul Chiesa, tra i primi hacker zioni considerando il rapporto tra costi e danni:
me supporto: dalla pedofilia digitale, alle frodi, in Italia (ha iniziato nel 1986, a 13 anni, col nick- quello allo “Scada” (Supervisory Control and Data
il phishing, l’utilizzo di internet come base per name “Nobody”) ha cambiato attività nel 1996, Acquisition), il sistema di infrastrutture critiche
azioni di terrorismo o di propaganda». Un ramo impegnandosi nella sicurezza informatica con la nazionali. «Indica l’insieme di strutture informa-
in crescita «esponenziale - precisa –, perché non Mediaservice.net, azienda fondata da lui. tizzate che supportano l’automazione industriale.
ha confini. Per questo è importante la collabo- «In questi ultimi anni l’etica hacking sta cambian- Non riguarda solo la Fiat e i robot, per dire, ma
razione tra autorità e tra paesi, che non sono do. Sono sempre di più quelli che usano le loro anche acquedotti, centrali elettriche. Applicando
ancora pronti. Tantissimi reati economici, di conoscenze per il sociale», spiega Chiesa. C’è chi al sistema di infrastrutture nazionali si trovano le
criminalità on-line o di mafia digitale non sono si mette al servizio di una causa ecologica, come aziende di telefonia, le banche, il sistema paese.
risolti per problemi legislativi, investigativi o di accaduto di recente, e chi prepara istituzioni e or- E allora bisogna chiedersi: cosa accadrebbe se i
dialogo tra gli Stati». ganizzazioni a combattere il crimine. cattivi capissero che è più semplice e ci si espone
Gli esempi di quanto sia profittevole questo Lui affianca l’Unicri per questo corso rivolto ad av- di meno con un pc spegnendo i semafori di una
mercato illegale e globale lo dà la “Russian bu- vocati, magistrati, esperti di intelligence, investi- città, piuttosto che facendosi esplodere che farsi
siness network” (Rbn), la più grande organizza- gatori, criminologi ma anche esperti informatici. Il esplodere?», riassume in breve Chiesa.
zione di cyber crime secondo Interpol, Europol training è composto da quattro sezioni. La prima, Per quanto si muova nella mondo virtuale, il cyber
e le autorità giudiziarie internazionali. «È un generale e introduttiva, riguarda l’ “Information crime ha effetti nel reale, ma non come certi poli-
provider per il cyber crime. Può ospitare siti di security”: «È l’abc della security delle informazioni tici italiani, che vedono su internet e su Facebook
pedofilia, programmi malware per contagiare per chi non è del settore. Dura cinque giorni e dà dei covi eversivi. C’è di peggio, e lo sanno bene le
pc o server, oppure finti siti bancari per attac- una bella inquadratura sul fenomeno». Poi si pas- istituzioni estoni e georgiane, i cui siti sono stati
chi di phishing – racconta l’esperto -. Hanno sa a «tre tematiche di nicchia», come dice Chiesa. colpiti da hacker russi rispettivamente nel 2007
una struttura aziendale eccelsa. Nel 2008 han- C’è il “criminal profiling”, tematica seguita dall’Uni- e nel 2008.
no fatturato due miliardi di dollari». cri dal 2004: «Si cerca di applicare il criminal profi- Andrea Giambartolomei

Tre borse per studiare l’usura La vittima non sia complice


«Succede spesso che il miglior alleato dell’usuraio sia proprio l’usu-
L’iniziativa è interessante, lodevole e l’usurato si sente vittima», spiega Gu- Orientale “A. Avogadro”. Le domande rato». Marco Martino è vicequestore a Torino e presiede la sezione
socialmente utile: fare ricerche su una glielmo Gulotta, ordinario di Psicologia di partecipazione devono essere Criminalità organizzata della squadra mobile. È quindi la persona più
piaga spesso sottovalutata. Per questo giuridica all’Università di Torino. «Anzi, presentate entro trenta giorni dalla indicata per spiegarci come funzionano le indagini che portano alla
motivo l’Osservatorio sul fenomeno appena prende i soldi si sente sollevato data di pubblicazione del bando, scoperta e alla cattura di questi criminali. «Capita infatti – continua
dell’usura, operante nel Consiglio re- e quasi grato all’usuraio. Solo in un se- previsto per febbraio. Le borse sono Martino – che dopo essersi rivolto a noi per denunciare il suo aguzzi-
gionale del Piemonte, in collaborazione condo momento, quando si troverà in assegnate tramite selezione pubblica no, l’usurato ritratti poi tutto quello che aveva detto. Questo perché
con l’Università degli studi di Torino difficoltà per la restituzione del debito, per titoli e colloquio. La prova orale l’usuraio, messo alle strette dalle indagini, va dalla sua vittima e gli
e del Piemonte Orientale, ha istituito capirà l’errore compiuto». verterà su argomenti connessi al tema propone sempre qualcosa come: ritira la denuncia, e io abbatto di
tre borse da 10mila euro ciascuna per L’Osservatorio esiste fin dal 1996 e di ricerca e si svolgerà nella data che molto il tuo debito». La maggior parte delle volte la persona ricattata
ricerche di natura giuridica, economica ha già svolto numerose attività per verrà comunicata ai candidati, con abbocca all’amo e accetta il compromesso. Anche perché chi si rivolge
e psicologica che aiutino a conoscere e la prevenzione e la conoscenza della almeno quindici giorni di preavviso, a uno “strozzino” di solito è una persona fragile e debole, che magari
combattere l’usura. materia. Proprio in questi giorni, dal con lettera raccomandata. I risultati ha problemi di alcool o che ha accumulato debiti di gioco. E ha quindi
Il prestito “a strozzo” ormai non riguar- 25 gennaio al 7 febbraio, è andato in delle ricerche effettuate dai borsisti come preoccupazione principale quella di uscire dalla vicenda nella
da più solamente il sud, come spiega onda su ventitré canali locali lo spot rimarranno di esclusiva proprietà del maniera più sicura e veloce possibile.
Marco Botta, presidente delegato realizzato per proseguire la campa- Consiglio regionale che se ne riserverà Le denunce di “strozzini” sono poche a Torino. A volte anche meno di
dell’Osservatorio: «Certo, nel meridione gna di comunicazione sul fenomeno. la pubblicazione. Le borse di studio dieci l’anno. Ma in fondo non è importante raccoglierne tante. «Tra la
quello dell’usura è spesso il terminale «La campagna – ha detto Botta – si è saranno erogate in un’unica rata, al denuncia e la fine delle indagini – spiega Martino – possono passare
di un discorso criminale più ampio. Ma avviata nel marzo scorso con uno spot termine dell’attività, dopo la presen- anche anni. E in questo caso calcolare l’effettivo tasso di interesse che
anche in Piemonte il fenomeno si sta al- radiofonico e materiale cartaceo. Ora tazione di un’attestazione scritta sullo l’usuraio ha applicato diventa molto difficoltoso. Quindi cerchiamo
largando a macchia d’olio, soprattutto vogliamo rilanciare l’opera di sensi- svolgimento regolare della ricerca. sempre di raccogliere molte prove per costruire un quadro indiziario il
come usura “di vicinato”.Infatti sempre bilizzazione dell’opinione pubblica Per ogni informazione, ci si può più dettagliato possibile. Per essere sicuri di poter prendere lo strozzi-
più spesso sono i colleghi o i vicini di anche tramite il circuito televisivo». rivolgere all’Osservatorio regionale no anche se la vittima ritratta».
casa che, approfittando di un momento I bandi per le borse di studio sono sul fenomeno dell’usura chiamando Il Vicequestore Martino comunque sottolinea che denunciare il proprio
di difficoltà economica, prestano soldi rivolti a laureati o ricercatori in il numero 011.57.57.831/832; oppure aguzzino conviene sempre. «Se troviamo prove sufficienti per incrimi-
a interessi esagerati». Si entra così in Economia e commercio, Giurispru- mandando una mail a osservatorio. nare l’usuraio, la vittima che ha negato o ritrattato il proprio coinvol-
un vortice di illegalità da cui si fatica denza e Psicologia delle Università usura@consiglioregionale.piemonte.it gimento rischia l’accusa di favoreggiamento. Cosa che non accade,
ad uscire. «Il fatto è che non sempre degli studi di Torino e del Piemonte Valerio Pierantozzi invece, se trova il coraggio di denunciare tutto».
v.p.
febbraio ‘10
11 ATTUALITA’
INTEGRAZIONE

I nuovi italiani siamo noi


“Giovani Musulmani” a Torino:”Adesso lottiamo per cittadinanza e voto”

I
nostri genitori si accontentano di poter
avere una paga e mangiare, ma noi, i figli,
noi pretendiamo altro, vogliamo la cittadi-
nanza e votare». Yassine Nouim è uno dei
giovani musulmani di Torino che cercano di
integrarsi senza dimenticare le radici. Venticin-
que anni, metalmeccanico di giorno e studen-
te all’istituto tecnico per geometri Guarini la
sera, ogni sabato si ritrova alla sede di Sinistra
Democratica sul lungo Dora Savona, angolo
corso Giulio Cesare, a cinquecento metri dalla
moschea della Pace di Porta Palazzo. Sabato
28 novembre cinquanta di loro si sono incon-
trati come tutte le settimane, ma con qualche
motivo in più. Si celebrava la festa islamica del
sacrificio, l’Id al-Adha, e si preparava il conve-
gno nazionale “Musulmani 2G in Italia – Diritti
e doveri di cittadinanza dei giovani musulma-
ni di seconda generazione”. Voluto dal Centro
italiano per la pace in Medio Oriente (Cipmo)
e dall’Istituto di studi storici “Gaetano Salve-
mini” l’1 e 2 dicembre al Circolo dei Lettori, afferma a nome di un gruppo di amici Hamza sei un cittadino di serie B, con la ricevuta sei di proposto di concederla ai figli di stranieri nati
è un’occasione per affrontare con esperti e Nouim, studente di architettura, ex rappresen- serie C, ma zona retrocessione». nella Penisola al compimento dell’undicesimo
amministratori i problemi sulla cittadinanza tante all’Istituto tecnico professionale Romolo Certo, cittadinanza o no, gli “stronzi”, come Fi- anno di vita e a quelli che, giunti in Italia molto
e sull’integrazione di ragazze e ragazzi nati in Zerboni e figlio dell’ex imam della moschea ni ha definito i contrari all’integrazione, non piccoli, abbiano vissuto qui per 11 anni di fila.
Italia o cresciuti qui sin da bambini. della Pace e fratello di Yassine. Lui, classe 1990, mancheranno mai. Se molti affermano di non La bozza della legge Granata – Sarubbi con-
Nella sala, i ragazzi è arrivato in Italia all’età 8 anni: «Sono qui da avere mai avuto grossi problemi di discrimina- cederebbe la cittadinanza agli immigrati resi-
cantano brani arabi 12 anni e mi sento italianissimo. Ho fatto le zione, da una ricerca dell’Agenzia dell’Unione denti in Italia da almeno cinque anni, quella
al ritmo di darbuka. scuole italiane, sono cresciuto in mezzo agli europea per i diritti fondamentali risulta che proposta da Souad Sbai otto: «Sempre meglio
«Sono nata in Italia italiani, abbiamo mangiato nello stesso piat- il 55 % dei musulmani intervistati in 14 paesi della situazione attuale», afferma Mohamed.
e ho ottenuto la cit- to». «A me un profes- è stato discriminato. Una vittima su tre Shaima è meno fiduciosa: «Passo il tempo a
tadinanza solo due sore ha detto che non ha tra i 16 e i 24 anni, e quelli più colpiti guardarmi allo specchio e ripetermi “Bossi-Fi-
settimane fa», dice posso partire in gita in in questa fascia d’età sono soprattutto i ni” – dice ricordando la legge sull’immigrazio-
Shaima Sehlaoui (a Inghilterra perché non giovani musulmani. Mohamed Amzil ri- ne del 2002 -. Non mi fido molto, credo che lo
sinistra), studentes- ho la cittadinanza e le corda una professoressa del primo anno faccia per convenienza politica». Un altro che
sa al quinto anno pratiche per ottenere di superiori, «ci credeva tutti terroristi», ha poca fiducia è Yassine Nouim: «Sono dieci
dello scientifico Al- il visto turistico sono mentre Zaynab Faceh (a sinistra), 20 anni, anni che sento queste idee che vengono fuori
bert Einstein. Shai- lunghe», dice uno. «C’è di Collegno, racconta di quando «alla fer- ogni tanto. Fa comunque piacere. I requisiti at-
ma ha compiuto 18 una burocrazia di m.», mata, un uomo mi ha chiesto delle indi- tuali sono inutili. Io controllerei se il ragazzo ha
anni il 14 agosto e ha dovuto aspettare due incalza un altro. Ham- cazioni, abbiamo parlato e poi ha cercato studiato in Italia, se ha intenzione di rimanerci,
mesi per ottenerla. «Per me è stato più facile za riprende il discorso: di togliermi il velo». Per Yassine Lafram se ha acquisito la cultura italiana. Si potrebbe
perché sono nata qui, ma non si può aspetta- «Ci vogliono dieci anni gli episodi di discriminazione fanno par- sostenere un colloquio, anche per vedere se la
re per 18 anni». Più difficile è la situazione dei di residenza, e almeno te della quotidianità, e per questo evita persona parla bene l’italiano. Secondo lo Stato,
suoi genitori: «I miei sono in Italia da vent’an- sei anni di lavoro fisso. Mio padre ne ha fatti di «cadere nel vittimismo becero». Anche se tu resti dieci anni,
ni, l’hanno chiesta da tempo e non l’hanno sei, ma tutti spezzettati, e quindi non è ancora per l’altro Yassine la discriminazione è “nor- sei abbastanza in-
ancora ottenuta». cittadino italiano». Zakaria E., un altro ragazzo male”: «Basta salire sul pullman e vedere la tegrato, mentre c’è
«Da noi c’è un detto che dice: “Se vivi per 40 del gruppo prende la parola: «È un caos. Mio signora che stringe la borsetta per paura: gente che non si in-
giorni in un posto, padre ce l’ha, mia sorella minore anche, è una discriminazione. Quelle persone mi tegra neanche dopo
dopo ne diventi citta- e io no. Quando l’ha ottenuta mio padre fanno pena, però è inutile: ci ridi sopra, ma vent’anni». E poi c’è
dino”», spiega Moha- mi ha detto “La danno a me che sono è dura». chi ci vede «un pre-
med Amzil (a destra), vecchio, e non a uno studente”». «Bisognerebbe testo per fare soldi»,
studente al quinto Anche Yassine aspetta i documen- dare più oppor- come dice Tarik: «Le
anno al Pininfarina ti per iniziare la pratica: «Ottenere la tunità per evitare pratiche costano cir-
di Moncalieri, nato a cittadinanza significa moltissimo, non che chi non trova ca 200 euro», affer-
Torino da genitori di implica solo non dover andare più in di che vivere fac- ma lasciando pen-
Agadir arrivati qui 25 questura per ottenere il rinnovo del cia lo spacciatore, sare all’aumento di introiti dovuto all’aumento
anni fa. Anche lui è un permesso di soggiorno. Potrei dare il soprattutto quelli di domande.
po’ più fortunato degli mio voto e contribuire al mio paese». del mio paese d’ori- I ragazzi che si affacciano alla vita pubblica ora
altri: «Ho ottenuto la Ci sono diritti e doveri, e porte che gine - continua con sono i figli dei primi migranti arrivati in Italia.
cittadinanza a 16 anni, altrimenti sarebbero chiuse, come un riso amaro Tarik Loro hanno spianato una strada, ma per gli ul-
ma mi sentirei cittadino italiano anche senza. la carriera militare o le cariche pubbliche. Sefiani (a sinistra), timi arrivati, la vita potrebbe essere più dura:
Non è qualcosa di solo amministrativo: sono Yassine Lafram, ventitreenne arrivato in Italia diciottenne nato a Torino, studente dell’Albe- «I bambini che stanno crescendo ora potreb-
nato e cresciuto qui». Una volta all’anno torna all’età di 11 e membro del direttivo naziona- steiner -. In questo modo, anche i pregiudizi bero crescere con l’odio, mentre bisogna avere
in Marocco: «Anche se lo trovo molto affasci- le dei Gmi, è in attesa della cittadinanza: «Ho diminuirebbero. E se la Lega Nord la smettesse un progetto affinché crescano amando l’Italia
nante l’Italia resta il mio Paese. E comunque ancora il permesso di soggiorno e tra ritardi e con i suoi slogan antistranieri e anti-Islam le – conclude Yassine Nouim (sopra) -. Sono in
sia, vengo percepito come straniero in en- burocrazia ogni rinnovo è un calvario –spiega cose sarebbero più facili». tanti e vogliono farsi valere di più degli altri,
trambi i posti». lui che ha aspettato dieci mesi con una ricevu- Il presidente della Camera sembra aver preso devono dimostrare che non sono per niente
Loro sono casi a parte. Ad altri va peggio: «La ta e da poco ha riavuto il foglio ufficiale, valido a cuore la questione della cittadinanza dei diversi. Questa è la nuova Italia».
cittadinanza non l’abbiamo ancora ottenuta», sette mesi -. Già con il permesso di soggiorno “nuovi italiani”. A Torino, lo scorso 8 ottobre, ha Andrea Giambartolomei

Non è facile sapere quanti siano. Uno studio della dati dell’Unità territoriale per i servizi d’inserimento

Quanti sono gli italiani Fondazione Agnelli afferma che erano circa un
milione i figli di immigrati in Italia a inizio 2008.
Per il rapporto Caritas – Migrantes gli allievi
degli allievi stranieri, nell’anno scolastico 2008/09
gli studenti con cittadinanza marocchina dalle
scuole primarie alle superiori erano 4.974 (esclu-

di seconda generazione? stranieri nelle scuole italiane sono il 7% del totale,


cifra vicina al 6,4% della ricerca del ministero
dell’Istruzione dello scorso maggio. Per il rappor-
dendo quelli dei corsi serali), quelli con cittadinanza
egiziana 603, in tutto un quinto della popolazione
nordafricana residente in provincia (29.474) e un
to 2008 dell’Osservatorio sull’immigrazione del quinto degli allievi stranieri (28.570, a loro volta il
Comune e della Prefettura di Torino, sulla base dei 10% del totale). a.g.
ATTUALITÀ 12 febbraio ‘10

INTEGRAZIONE

Innamorati della pasta


I Giovani Musulmani alla ricerca di una convivenza possibile fra modernità e tradizione
ono italiani, si sentono italiani. Ma so- Ha vissuto a Torino, poi si è trasferito a

S no anche marocchini, tunisini, algeri-


ni o siriani. A casa loro si cucina il cous
cous, ma quasi nessuno disdegna un
piatto di lasagne. Anzi. «I genitori di uno dei
ragazzi – racconta Shaima –si lamentano
Bologna per laurearsi in Lettere e Filo-
sofia, e ora è iscritto al primo anno della
specialistica all’Orientale di Napoli. Tra i
fondatori dell’associazione, fa ora parte
del direttivo nazionale. «Mi infastidisce
perché, a casa, chiede di cucinare sempre e che siccome sono marocchino tutti si
solo pasta!». aspettino che io parli scorrettamente
Shaima Sehlaoui ha 18 anni e se non fosse l’italiano. In realtà è una lingua che uso
per i tratti del viso e il velo che le copre i anche a casa: conosco l’arabo e il dia-
capelli potrebbe passare per una torinese letto marocchino ma con mio fratello
doc. È nata in Italia, figlia di marocchini, mu- parlo quasi solo in italiano». E dire che
sulmana praticante. Le idee chiare di chi è quando gli chiedono di dov’è lui rispon-
cresciuto tra due culture. Da un anno è nel de «di Torino. E cosa dovrei rispondere?
direttivo torinese dell’associazione Giovani Nemmeno ci penso, mi viene naturale».
Musulmani d’Italia (Gmi). «Avevo 11 anni Tra gli obiettivi dei Gmi c’è anche la
quando, grazie a mia mamma, sono entrata promozione della cittadinanza attiva:
a farne parte – racconta -. Era il giorno del- «Ogni buon musulmano – continua
l’inaugurazione. È un gruppo nato dall’ini- Shaima - ha il dovere di fare qualcosa di
ziativa di quattro o cinque persone: senti- utile per la società in cui vive, non può
vamo il bisogno di un luogo dove discutere vivere come un’ameba, separato dal
come poter essere italiani e musulmani contesto». E lei questo precetto lo ha
insieme, in cui confrontare le nostre espe- preso alla lettera: oltre all’associazione
rienze e cercare di capire come rispondere e vari progetti è anche rappresentante
alle tante domande dei compagni di scuo- di classe, al suo liceo. «Mi avevano addi-
la, dal perché portiamo il velo al motivo per rittura proposto come rappresentante
cui non mangiamo carne di maiale». E di d’istituto…» E gli amici? «Quasi tutti
domande i bambini ne fanno tante: «La più italiani, quelli di una vita, i compagni di
stupida? Se il velo lo tengo anche per farmi classe». Sogno nel cassetto una laurea
la doccia», dice sorridendo. Sopra: un incontro dei Giovani Musulmani d’Italia (Gmi). In basso: tre ragazzi del CO/, il Centro giovanile Valdese di Torino, in corso Principe Oddone 7 in medicina: «In Italia certo. Anche se
Così, da circa nove anni decine di ragazzi tra mi piacerebbe molto andare all’estero
i 14 e i 33 anni si incontrano, anche se il dove a volte è un problema: razione, siamo musulmani e siamo arabi: insomma ce le abbiamo – spiega -, in Europa, la Svezia sarebbe il mio sogno». Eppure «sono
per un po’ di tempo sono stati ospitati dal Centro di Incontro Sana- tutte – commenta ironicamente Yassine Lafram -. Siamo nati quasi molto marocchina nel mio essere italiana: è una doppia identità. E
bil di via San Domenico e ora, temporaneamente, si danno appun- tutti in Italia, o comunque ci siamo cresciuti. Viviamo un problema mi viene un po’ da ridere quando mi chiedono da che parte starei
tamento il sabato pomeriggio al 2H del lungo Dora Savona, nella di squilibrio: abbiamo molteplici identità che è necessario tenere se ci fosse una guerra tra l’Italia e il Marocco: come si fa a scegliere
sede della Sinistra Democratica. in equilibrio. A questo si aggiungono i problemi intergenerazionali: tra la madre e i padre?».
«Siamo nati come associazione religiosa – spiega - e affrontiamo alcune delle nostre famiglie vorrebbero conservare a tutti i costi le Daniela Sala
tutti i problemi connessi all’essere islamici in una società diversa, tradizioni e invece noi a casa magari vor-
ma parliamo molto di attualità. E poi ci sono i problemi pratici, pic- remmo mangiare un piatto di pasta».
coli e grandi, di ognuno di noi». Già, perché crescere tra due culture Yassine è nato a Casablanca. Si è trasferito
non è sempre facile: «Siamo immigrati, siamo una seconda gene- in Italia con i suoi quando aveva 11 anni.

Aria di casa con il “CO7”


La chiave è la numero quattordici. Valentina la tiene di solo gli incontri della scuola per
stretta tra le mani, quasi per paura di perderla, poi la l’educazione biblica dei bambini
gira nella toppa. La chiave numero quattordici apre o il catechismo con i pastori per
un sogno: oltre la porta c’è l’odore aspro della vernice i ragazzi più grandi, ma attività
fresca, il parquet lucido appena posato, i primi mobili rivolte a chi valdese non è, come
accatastati in un angolo. Un sogno che si sta mate- incontri serali e pomeridiani. An-
rializzando e ha un nome: CO7, il Centro Giovanile che la nuova biblioteca, ancora in
Valdese di Torino inaugurato da poche settimane in allestimento, sarà aperta a tutti.
corso Principe Oddone 7. Un salone al piano terreno, due
Valentina Pinto, 21 anni, studentessa di Scienze della aule al primo piano, una sala
Formazione (in centro, nella foto), è una dei ragazzi polivalente al secondo e una
della comunità di corso Principe Oddone che hanno sala prove per il coro e anche per
seguito il progetto passo dopo passo dal 2004 e che, band al piano interrato: «Ogni
chiave in mano, avrà l’onore e l’onere di portare avan- livello è dedicato ad uno dei tre
ti. Con lei, sulla soglia, c’è Stefano D’Amore, il nuovo macro-progetti del Centro- rac-
arrivato dei tre pastori della Chiesa Evangelica Valdese conta Silvia Facchinetti, 23 anni,
di Torino, che coordinerà le attività dell’unico Centro studentessa di Storia (a destra
giovanile per tutte e quattro le comunità valdesi della nella foto)- Il primo è la sala per
città. la musica, dotata anche di regia; il secondo l’infanzia lezioni di italiano, e non solo: cerchiamo anche di tra-
«CO7 è una sigla libera da interpretazioni- spiega Ste- con doposcuola e laboratori tematici; il terzo corsi di smettere un’educazione civica, un’idea di Costituzio-
fano D’Amore (a sinistra) - Rimanda all’indirizzo e al italiano per migranti e rifugiati segnalati dall’Ufficio ne, di diritti e doveri, perché questo è un altro mezzo
quartiere, ma anche all’idea di “cantiere”, “casa” dove Stranieri. Sarà proprio questo il mio impegno da per favorire il dialogo».
sentirsi bene, “comunità” e anche a una formula chi- gennaio perché ho appena finito il servizio civile nella I laboratori per i bambini dai 6 ai 10 anni saranno
mica inesistente e non definibile, ma creatrice di nuovi comunità più grande di Torino, al Tempio di corso tenuti da altri volontari, fra i quali Valentina: «Il dopo-
legami. Il Centro infatti non è aperto solo ai valdesi, Vittorio Emanuele II. Qui gli stranieri vengono accolti scuola vuole essere un aiuto per le famiglie, dato che
ma a chiunque voglia partecipare o rendersi utile. Il ogni mattina, possono chiacchierare o leggere mentre nel quartiere non esistono attività organizzate per i
mondo esterno alla nostra confessione è il quartiere, la aspettano la distribuzione degli abiti usati. Li aiutiamo più piccoli. Da gennaio ad aprile li terremo impegnati
città, le persone: lo stare al mondo è già vivere in una anche a trovare lavoro, mettendo annunci o stenden- affrontando vari temi: musica, storie e burattini, forse
comunità». do un curriculum. Il pastore tiene colloqui personali teatro. Tutto per sviluppare la voglia di stare insieme,
Segno del radicamento dei valdesi, in tutto 1.300, nel per concedere contributi economici o far rinnovare la che è lo stesso spirito del CO7».
tessuto cittadino. Nel Centro non si svolgeranno quin- domanda dei permessi di soggiorno. Io, lì, ho tenuto Giovanna Boglietti
febbraio ‘10
13 ATTUALITÀ
ECONOMIA

Parte la ripresa, per dove?


Fino al 2000 eravamo un popolo di risparmiatori, ora siamo diventati un Paese di indebitati

D
opo la crisi? Perché quando ne li con i cittadini, aiutarli concedendo loro il credito di
siamo usciti? Io non vedo asso- cui hanno bisogno».
lutamente uscite». È drastico il Il presidente dell’Adusbef Piemonte parla, ad esem-
commento di Alessandro Di Be- pio, dei tassi sui mutui, spiegando che le banche ora
nedetto, presidente dell’Adusbef Piemonte stanno spingendo sul tasso fisso mentre fino a prima
(Associazione difesa consumatori e utenti della crisi sponsorizzavano quello variabile: «Questo
bancari, finanziari e assicurativi). Più possibi- perché, secondo le previsioni della Banca Centrale
lista Marco Sanpietro, consulente finanziario Europea, i tassi rimarranno stabili per i prossimi 4-5
indipendente: «Banche, operatori del settore anni. Per questo periodo, dal punto di vista delle ban-
e clienti, scottati dal crollo finanziario, hanno che, è quindi più conveniente un tasso fisso (4,5%),
fortemente modificato la propria percezione rispetto a quello variabile (dal 2%)».
del rischio». Lapidario D.M., private banker Un cambio di strategia avvertito anche da Marco
Unicredit: «Le cose vanno decisamente me- Sanpietro, consulente finanziario indipendente, che
glio, iniziano a vedersi i frutti di una regola- aiuta i suoi clienti a investire il proprio denaro in titoli
mentazione maggiore». e obbligazioni: «Le banche hanno una tale forza d’ur-
E la crisi, dunque? Il peggio deve ancora ve- to – spiega a Futura - da essere in grado di incanala-
nire o è passato? Tre professionisti, da diversi re la clientela verso particolari prodotti nonostante
punti di vista esperti conoscitori del mondo questi si rivelino a volte più cari e non sempre ideali
delle banche e di quello della finanza, hanno per il cliente stesso». In particolare, con la crisi, gli isti-
spiegato a Futura a che punto siamo con la tuti di credito «hanno abbandonato certi strumenti
ripresa. e prodotti per puntare su polizze e obbligazioni in
«Dati alla mano – afferma il presidente Adu- questo momento più convenienti».
sbef - diminuiscono i consumi e di conseguen- Tesi confermata anche da D.M. private banker Uni-
za la produzione». Ma il problema va oltre la credit - o client manager, come si autodefinisce - che
crisi mondiale: «Fino al 2000 in Italia c’era una offre consulenza per gli investimenti di «clienti be-
delle più alte percentuali in Europa di rispar- nestanti» («con disponibilità finanziarie superiori ai
mio depositato in banca , in pochi anni siamo 500.000 euro»): «E’ cambiata la propensione al rischio,
passati da essere un paese di risparmiatori a c’è maggiore prudenza negli investimenti e si tende
un paese di indebitati». a preservare i risparmi», spiega a Futura il manager.
Di Benedetto non è tenero nemmeno nei «Già prima - precisa - cercavamo comunque di dare
confronti delle banche: «Non è positivo il loro un servizio legato al profilo di ogni cliente».
atteggiamento, come associazione dei consu- Poi è arrivata la crisi, nuove regole da rispettare e
matori capiamo che essendo organismi priva- meno soldi da investire. Inizio difficile, poi, forse, la
ti debbano comportarsi come tali e dunque ripresa: «Ora le cose vanno meglio, iniziano a vedersi i
pensare al profitto, ma in questo periodo frutti di una regolamentazione maggiore», conclude
stanno ricevendo aiuti dallo stato, i “Tremonti il private banker.
Dopo la crisi gli italiani sono sempre più indebitati. Nella foto sotto: Mario Catelli e Fabio Sorrentino, i due amici creatori di vetrinepromozioni.com bond”,pertanto dovrebbero esser meno fisca- Matteo Acmé e Gaetano Veninata

Non c’è più lavoro? Ecco un sito per risparmiare


«Dalla crisi e dalle sue conseguenze nasce vetrinepro- inusuale».
mozioni.com. Le leggi economiche parlano chiaro: E alle attività commerciali?
il paniere si riempie quando domanda e offerta si «A quelle proponiamo, a un prezzo molto basso
incontrano. In un periodo di crisi economica le attività rispetto ai canoni pubblicitari, la garanzia di un
commerciali devono pubblicizzarsi per farsi conoscere target realmente interessato, uno strumento
e rendersi visibili, ma ai prezzi correnti non tutti riesco- con cui comunicare costantemente la propria
no a farlo. presenza e le proprie iniziative commerciali, in
Dall’altra parte c’è il popolo dei consumatori, impove- una parola offriamo visibilità».
riti e pertanto con minor capacità di spesa: cercano le Pensi che la vostra idea avrà successo?
offerte, chiedono promozioni. Guarda caso, proprio da «Noi abbiamo gettato le basi e ci crediamo!
questa realtà sociale trae la propria origine la nostra Sicuramente non sarà facile, perché all’inizio le
risposta: www.vetrinepromozioni.com». attività commerciali potrebbero avere qualche
Matteo Catelli, 30 anni, è il creativo della coppia di incertezza nel decidere di affidarsi a noi. Questo
amici (foto) che ha ideato e realizzato www.vetrine- potrebbe causare un rallentamento nelle iscri-
promozioni.com. “Aiutati che Dio ti aiuta”, è questa la zioni alla newsletter in mancanza di informa-
loro filosofia di vita. Non c’è lavoro e se c’è è precario? zioni da ricevere. Ecco perché faremo di tutto
Non è una ragione sufficiente per farsi schiacciare dalla per superare questo ostacolo nel miglior modo
crisi e sventolare bandiera bianca. Fuori la grinta e la possibile e nel più breve tempo possibile».
passione allora. È dall’unione col vecchio amico Fabio Prevedete di poter offrire lavoro in futuro?
Sorrentino che Matteo sviluppa questo sito internet: “I «Se incrementassimo l’attività a tal punto da
professionisti siamo noi, con formazione ed esperienze dover ricorrere alla manodopera di terzi, saremo
lavorative che sfociano nell’ambito in cui si pone il sito: contentissimi di costruire una struttura solida
pubblicità e marketing. Poi abbiamo investito per la per garantire costantemente la qualità del
realizzazione pratica del sito, non rientrando questa tra servizio. Nei nostri sogni questo risultato esiste,
le nostre competenze”. ma lasciamo pure che parlino i fatti... e se sarà:
Che cos’è e a chi si rivolge www.vetrinepromozioni. “Benvenuti a quanti entreranno a far parte del
com? progetto!»
«Il sito si rivolge a due target fondamentali: consuma- Avete intenzione di chiedere finanziamenti per
tori e attività commerciali. Ai consumatori vogliamo offrire la massima privacy, necessitando dell’indirizzo e-mail come unico poter portare avanti la vostra idea?
possibilità di essere costantemente aggiornati sulle promozioni dato personale. Inoltre, garantisce di ricevere solo le informa- «Per ora attendiamo la risposta degli utenti: “Iscrivetevi in massa
e sulle iniziative commerciali proposte nelle aree geografiche e zioni richieste attraverso l’incrocio di preferenze “area geo- e spargete la voce!”...e speriamo che quante più attività possano
nei settori di loro interesse. Si possono iscrivere alla newsletter, grafica – settore”. Esiste poi la possibilità di ricerca immediata, comprendere il “valore” di www.vetrinepromozioni.com».
indicando le proprie preferenze. Questo strumento garantisce la utile quando si è in trasferta o quando si deve fare un acquisto Francesco Carbone
ATTUALITÀ 14
ATENEO febbraio ‘10

I tagli hanno diviso i prof


Tensione tra i precari dopo l’approvazione della legge Gelmini. Mobilitazione anche tra i docenti

C
’è preoccupazione all’interno dell’Università do-
po l’approvazione del disegno di legge promos-
so dal Ministro Mariastella Gelmini lo scorso 28
ottobre, ma forse non abbastanza per far mobi- “Troppi corsi inutili”
litare il corpo docenti. Le ragioni possono ritrovarsi nelle
diverse condizioni che vivono i professori: chi è assunto «I professori non ne possono più di leggi, leggine, riforme, riformine.
a tempo indeterminato gode di una posizione sicura e Hanno passato gli ultimi decenni a studiare nuove leggi e tabelle
ben retribuita mentre chi è un ricercatore precario o vor- ministeriali. Vivono in un sistema effimero, di molestia normativa,
rebbe diventarlo deve convivere con una condizione di in cui ogni nuovo ministro riforma la materia». Lelio Lantella, ordi-
incertezza costante e lavoro sottopagato. nario di istituzioni di diritto romano alla facoltà di Giurisprudenza,
La crisi c’è soprattutto per i tagli sul finanziamento ordi- è stato parlamentare con la Lega Nord. È nel comitato scientifico
nario (FFO) che con la riforma sono ripartiti dal Ministero della Corte dei conti e guarda con preoccupazione al futuro del
in base al virtuosismo degli atenei. mondo universitario.
Molte le novità del ddl adesso all’esame del Senato. La Com’è percepita questa legge dal corpo docenti?
separazione delle funzioni tra Consiglio di amministra- «In modo diverso. I rettori sono favorevoli perché con la riforma
zione e Senato accademico con un rafforzamento del acquistano maggiori poteri mentre i professori sono più preoc-
primo sul secondo: il consiglio sarà formato da undici cupati perché peggiorano il proprio status. Le facoltà verrebbero
membri, di cui cinque esterni e avrà funzioni di pro- sostanzialmente abolite e i presidi cioè i direttori di dipartimento
grammazione e vigilanza, potrà anche decidere della non entrerebbero più nel Senato accademico, vi sarebbe, addi-
soppressione di corsi universitari e sedi, al Senato rima- rittura incompatibilità. Il Senato accademico perderebbe, poi, la
ne la possibilità di formulare pareri in materia di didatti- sua funzione decisoria in quanto fornirebbe pareri non vincolan-
ca e ricerca che però non sono vincolanti. Al Rettore, che ti. Il Consiglio di amministrazione deciderebbe sia della gestione
potrà rimanere in carica fino a un massimo di otto anni, finanziaria che della didattica e della ricerca scientifica. Attual-
andranno maggiori poteri, di indirizzo e iniziativa, “nel mente, comunque c’è spreco, troppi corsi e professori inutili, ma
rispetto dei principi di efficacia, efficienza, trasparenza la colpa non è solo dei professori ma anche della politica che ha
e meritocrazia”. Si introduce un sistema di valutazione sollecitato la creazione di facoltà e corsi universitari ad hoc in
dei professori, e incentivi economici solo per i migliori. ogni capoluogo di provincia».
Vi sarà un esame di abilitazione nazionale per l’accesso Perché il corpo docenti non si mobilita?
alla carica di associato e ordinario, in base al quale si ri- «L’atteggiamento di molti professori è di stanchezza e sconfor-
partiranno i posti via via disponibili. I bilanci dovranno to. L’ordinamento giuridico ha un’esigenza intrinseca di stabilità,
essere trasparenti e ci sarà la possibilità di commissa- anche per rispetto verso le persone: il continuo mutamento del
riare un ateneo in dissesto finanziario. Gli studenti me- quadro normativo logora il senso di appartenenza e fa perdere
ritevoli avranno a disposizione un fondo nazionale per fiducia nelle istituzioni».
il merito che eroga borse di studio e prestiti d’onore a Come si può sopperire ad una situazione di esuberi e proble-
tassi agevolati. mi finanziari?
Laura Preite Corteo anti-Gelmini. Sotto, dall’alto : Stefano Sciuto, ordinario a Fisica, e Lelio Lantella, docente a Giurisprudenza «Bisogna ricomporre la piramide virtuosa: molti ricercatori e po-
chi professori a tempo indeterminato. Si può fare e lo si sta già fa-
cendo riducendo il turnover. Anche un maggior mix tra pubblico
e privato va bene, ma deve essere elastico perché certe discipline

“E per i giovani ricercatori è dura” attraggono maggiori investimenti rispetto ad altre, per esempio
giurisprudenza. Il problema delle nuove norme è una contrad-
dizione: si stabilisce che non devono esserci oneri
aggiuntivi per lo Stato ma, per esempio, una mag-
«A inizio degli anni Novanta è partita l’autono- presenza di esterni. Inoltre, critichiamo l’assenza sparirebbero, rimarrebbero solo gior razionalizzazione e impegno dei docenti vuol
mia, ma non è cresciuta insieme la responsabili- di valutazioni di merito incisive. Questa situa- i professori ordinari e gli associa- dire riorganizzazione, con rinnovo di locali, nuovi
tà, ci vuole un controllo di merito che sia davvero zione ci preoccupa, ma anche senza i tagli non ti, che entrerebbero in concor- strumenti come i pc, che oggi vengono utilizzati a
tale, basato sulle peer review cioè le valutazioni sarebbe ideale». renza con i ricercatori a tempo turno. Gli oneri della riforma ricadono così intera-
“fra pari”, tra gli stessi settori di ricerca e secondo Quali sono i consigli per l’assetto finanziario, determinato. Per essere compe- mente sulle Università. Comunque, la razionalizza-
criteri omogenei. A questo quadro sicuramente un maggior mix pubblico-privato? titivi sul mercato internazionale zione è necessaria e lavorare con meno risorse può
non ideale si sono aggiunti i tagli della Gelmi- «In Italia non ci sono finanziamenti consistenti si dovrebbe andare verso una indurre comportamenti virtuosi».
ni». Così commenta la riforma Stefano Sciuto, del privato e soprattutto disinteressati. In Pie- posizione permanente, al massi- Come vede il futuro dei giovani che vogliano ini-
professore ordinario a capo del dipartimento di monte solo le fondazioni bancarie sostengono mo dopo 5-6 anni dal dottorato, ziare la carriera accademica?
fisica teorica. la ricerca su modello americano. La ricerca da noi altrimenti perdiamo posizioni e «Questa situazione è umanamente molto difficile
Perché i docenti non si mobilitano? è finanziata dalla Regione Piemonte, dall’Ue e da bravissimi ricercatori che vanno da sostenere. Per i nuovi ricercatori, che la riforma
«Chi sta in università tutti i giorni è abituato a altri enti di ricerca, ma ci mancano i finanziamen- a ricoprire posizioni permanenti vuole a tempo determinato, occorrerà trovare
convivere con risorse limitate che cerca di sfrut- ti dall’Università che non ci sono stati quest’an- in università europee, come un sbocchi alternativi, esterni all’università, magari
tare al massimo e, solo in un secondo momen- no e non ci saranno per il prossimo. Abbiamo nostro bravo ricercatore che è nella pubblica amministrazione. Il tempo di for-
to, si fa sentire nelle sedi appropriate. L’anno dato mano ai pochi fondi che avevamo, ma per diventato professore associato mazione (sei anni) previsto dalla riforma è troppo
scorso ho fatto lezione, insieme ad altri colleghi, il prossimo anno non si sa. All’interno del dipar- in Spagna». breve, occorrerebbero dieci anni, così come era per
in piazza Carlo Alberto e qualche risultato l’ab- timento abbiamo razionalizzato le spese: quan- Cosa pensa di una maggior il ruolo degli assistenti. Una cosa centrale, poi, è la
biamo ottenuto: per esempio, la norma sul tur- do andiamo all’estero segniamo meno giorni di mobilità nella ricerca? valutazione, ma che se è fatta con superficialità ha
nover, che è stata modificata, i tagli che hanno diaria, per il rimborso spese. Il sabato mattina il «Da noi la regola è: laurea, dot- conseguenze devastanti. Oggi si tende a dire che
colpito gli enti di ricerca che sono stati meno dipartimento che prima restava aperto adesso torato fuori sede e un massimo un parametro di eccellenza è l’alto numero dei
pesanti del previsto. Chi protesta si sente di farlo è chiuso perché l’amministrazione centrale non di 5-6 anni all’estero. Il problema laureati in corso, ma questo farà sì che le Facoltà
innanzitutto con l’interlocutore più vicino, l’ate- paga gli straordinari. Abbiamo tagliato quasi più grave è l’assenza di un mer- più disinvolte si metteranno a laureare a più non
neo, e non blocca le lezioni perché ciò andreb- 30mila euro di abbonamenti a riviste». cato dei post-doc in Italia perché posso, e risulteranno le migliori. Perché non guar-
be solo a discapito degli studenti. Quest’anno le Come vede il futuro dei giovani ricercatori gli assegni sono pochi e non dare, invece, ai successi dei laureati nel mondo del
iscrizione a Fisica sono in crescita! Le matricole precari? prevedibili. Nel resto del mondo lavoro? Per esempio, pensando a giurisprudenza, in
sono oltre 160, tutte molto motivate». «Per i giovani è molto dura. Per i tre diparti- la domanda di post-doc si fa a fine novembre, quale percentuale i candidati torinesi vincono il concorso per la
Siete preoccupati da questa situazione? menti (fisica teorica, sperimentale e generale) inizio dicembre e dopo due mesi si ha il risul- magistratura, e come vanno, invece, i candidati di altri atenei? Poi,
«Lo scorso 16 novembre al Consiglio di facoltà abbiamo potuto bandire solo 2 posti su 6 pre- tato per iniziare l’anno dopo, in Italia questo bisognerebbe valutare anche i docenti, ma non contando il nu-
di Scienze matematiche fisiche e naturali (MFN) pensionamenti. Noi siamo 21 in dipartimento, non avviene. Interessanti sono i Prin, i progetti mero delle pubblicazioni: è semplicistico. Si potrebbe pensare di
abbiamo approvato all’unanimità una mozione, sette ordinari, otto associati e sei ricercatori che di ricerca di interesse nazionale istituiti per la valutare in modo indipendente la preparazione degli studenti».
presentata dagli studenti, contro il ddl Gelmini, sono tutti a tempo indeterminato. A questo prima volta nel 1997 che sono finanziati per un Che cosa pensa di una maggior mobilità dei ricercatori?
del 28 ottobre scorso, in cui critichiamo l’im- si aggiungono una ventina di post-doc (post- 30% dalle università e per il 70% dal Ministero e «È positiva. Si dovrebbero però creare dei bandi supplementari
postazione di fondo. In particolare, non siamo dottorati, ndr) ovvero coloro che hanno un as- che possono essere utilizzati per attirare perso- per attirare i migliori grazie a un compenso aggiuntivo serio, per
d’accordo con la proposta di togliere potere segno di ricerca che può durare 2 o 3 anni, per ne da altre università. Ma i finanziamenti sono cui qualcuno decida di lasciare la propria posizione e muoversi
agli organi rappresentativi, in primis il Senato la maggior parte studenti dall’estero che gene- sempre più scarsi e in ritardo, stiamo ancora mutando funzioni e, se occorre, sede di lavoro».
accademico, per concentrarlo nel Consiglio di ralmente non svolgono attività didattica. Con il aspettando i risultati del 2008». l.p.
amministrazione, non elettivo, e con una forte nuovo ddl i ricercatori a tempo indeterminato l.p.
febbraio ‘10
15 ATTUALITÀ
DALL’ESTERO

Cina mon amour


Sempre più torinesi nel polo universitario di Shenzhen

A
umenta il numero di studenti stranieri in Cina: ogni anno, 20 ra- no scelto il paese per motivi di studio. Dieci anni fa erano appena 5mila, in-
gazzi dell’università di Torino volano a Shenzhen, città nel sud teressati soprattutto all’approfondimento della lingua. Oggi sta crescendo
della Cina. “Il preside ci ha addirittura portato a cena fuori. Nel anche il numero di giovani che seguono master in economia, ingegneria,
polo di Shenzhen gli studenti stranieri sono soprattutto coreani relazioni internazionali, aiutati anche da alcune lezioni tenute in inglese.
o comunque orientali e noi siamo sicuramente stati accolti in modo molto Il Governo sta promuovendo gli scambi culturali sia con gli Stati Uniti sia
più caloroso” racconta Adele Baggio, 21 anni, una di quei 20 che da feb- con i paesi europei, rendendo più facile ottenere i visti o impegnandosi per
braio a luglio scorso hanno studiato all’Università di Shenzhen. trovare a tutti un alloggio in campus o addirittura in alberghi quando i po-
“Quando uscivamo dal campus le persone anziane ci guardavano come sti negli istituti si esauriscono. Parallelamente anche gli altri paesi si stanno
alieni”, dice Ilaria Torre, 22 anni e anche lei reduce dal semestre in Oriente. muovendo. Il Ministero degli Esteri italiano mette a disposizione borse di
Come loro, sempre più ragazzi vanno in Cina per imparare la lingua e la studio per periodi di studio in Cina e ha già programmi di scambio attivi
percentuale di studenti stranieri aumenta del 20% all’anno; nonostante con le Università di Lingue di Pechino, con la Beijing New Asia University,
questo ad un occidentale può capitare spesso di essere fermato da ra- con il Beijing Institute of Foreign Trade, con l’Università Fudan di Shanghai
gazze che chiedono di far foto insieme. Secondo i dati del Ministero del- e con la Shenzhen University di Shenzhen. Proprio quest’ultima ogni anno
l’Istruzione cinese, sono oltre 200mila i ragazzi che nell’ultimo anno han- ospita gli studenti di Torino, selezionati sulla base di un concorso che tiene
conto anche della media degli esami. La fondazione Crt e il Cascc (Centro
di alti studi sulla Cina contemporanea), in collaborazione con la sezione di
sinologia dell’Università di Torino, erogano venti borse di studio dal valore
di 2000 euro. “Al mattino avevamo le lezioni e il pomeriggio studiavamo
- dice Adele – Infatti uno degli obiettivi era il superamento dell’Hsk, un
esame di lingua. Per me è stata un’esperienza positiva sotto tutti i punti di
vista”.“Una ragazza ha abbandonato. Devo dire che il cibo e le condizioni
igieniche non erano proprio ottimali – continua Ilaria – ma i prezzi bassi:
il dormitorio è costato circa 400 euro per tutto il periodo e a pranzo spen-
devi al massimo 50 centesimi”. Ilaria vorrebbe ora ottenere un’altra borsa
di studio per andare in Cina un anno, imparare bene la lingua e provare a
fare là la specialistica. Probabilmente a Shanghai, la città che negli anni ‘60
veniva aspramente criticata per aver aperto le porte agli stranieri. Aveva
evidentemente solo anticipato i tempi di un paese che cambia ogni gior-
no, ma in cui comunque continua a circolare il detto “usare il passato per
servire il presente, usare l’Occidente per servire la Cina”.
Studentesse nel centro di Pechino: cresce il numero di italiani che vanno a studiare in Cina. Meltin’ pot: studenti torinesi e cinesi durante l’esperienza di studio vissuta a Shenzhen Bianca Mazzinghi
TRA FIABA 16 febbraio ‘10 febbraio ‘10
17
E STORIA

La paura e il fascino delle streghe nel nuovo millennio


La scomparsa delle Masche “Destregonare”
a caccia alle streghe? «Non mi risulta che in Piemonte ci sia mai stata» afferma Marco Aime, do- o chiamo stregoneria l’insieme costituito da un’imputazione per stregoneria
cente di Antropologia culturale all’Università di Genova ed esperto in masche, le streghe subal- e il processo di de-stregoneria, cioè di esorcismo del maleficio. I miei colleghi,
pine. Ma poi lo studioso precisa: «Esistevano davvero: erano donne di cui si sapevano nome e che non hanno mai visto funzionare un “destregamento” riducono la strego-
L cognome. E non bisogna pensare che la popolazione locale con loro fosse tollerante». I neria al primo aspetto, l’imputazione di stregoneria». A dirlo è Jeanne Favret
I piemontesi come si comportavano Saada, etnologa francese che negli anni ‘70 ha condotto ricerche sulla strego-
con loro? neria direttamente sul campo in Normandia.
«Ci convivevano, ma le evitavano e ogni Chi sono le streghe e i destregatori?
tanto si facevano esorcizzare dal parroco, «Durante il mio lavoro ho imparato che non esisteva un personaggio fem-
ovvero come si dice in dialetto demasché. minile che potremmo chiamare strega. I “destregatori”, che non sono delle
Se succedeva qualcosa il rischio per que- streghe, possono essere indifferentemente degli
ste donne era di essere additate, ma poi uomini o delle donne. Da parte mia ho seguito il
non succedeva nulla: erano una sorta di lavoro di una destregatrice per pura comodità: era
capro espiatorio, canalizzavano le pulsioni impossibile, per una giovane etnologa, andare in
disgreganti della comunità». giro la notte con degli uomini».
Ma chi erano le masche? Lei ha paragonato la pratica della “guarigione”
«Si tratta di figura simili alle classiche stre- dalla stregoneria a una sorta di psicoterapia di
ghe, ma il termine, la definizione fa parte gruppo.
dell’immaginario dei montanari delle Alpi «Sì, perché il rompere i malefici non consiste, co-
occidentali e delle Langhe. Premettendo me suppongono gli etnologi, nel praticare un rito
che non c’è un modello di strega, le ma- sensazionale nel quale il destregonatore colpisce
sche hanno tratti comuni con queste più l’immagine di un presunto stregone e arriva al suo
note figure: sono per lo più donne (molto corpo, che si trova molto lontano dal luogo del rito.
raramente uomini) con poteri extra uma- Piuttosto ciò consiste nell’organizzare, in un perio-
ni, si muovono quasi sempre di notte, pos- do di mesi, un percorso nel quale gli “stregati” devono prendere parte personalmente e cambiare completa-
sono colpire, fare del male e trasformarsi mente attitudine».
in animali». Quindi il destregatore è una sorta di psicologo.
Che cosa rende peculiari quelle pie- «La stregoneria - l’accusa d’incantesimo più il processo di “rottura dell’incantesimo” – costituisce un vasto siste-
montesi? ma di comunicazione di un genere particolare: tratta disgrazie ripetute e inspiegabili. Questa comunicazione
«Probabilmente le masche sono il risulta- non mobilita solo le parole ma anche i sensi. I “destregatori”, cioè coloro che esorcizzavano le persone colpite
to di una serie di sovrapposizioni di strati da stregoneria, hanno un allenamento particolare a questa comunicazione non verbale. Durante il periodo
e credenze diverse, dalla strega precristiana in cui ho lavorato molto con la “mia” destregatrice, ho avuto la sorpresa di veder svilupparsi in me un dono di
al mescolamento con le figure degli eretici fino all’immagine della strega data dall’inquisizione. Si tratta di preveggenza: ciò veniva senza dubbio dal fatto che esercitavo senza sosta la mia attitudine alla comunicazione
un sincretismo con apporti diversi nello spazio e nel tempo». non verbale».
Oggi ci sono ancora delle loro tracce nel folklore? g. d.
«Non c’è più niente: vivevano grazie alla trasmissione orale nei racconti fatti durante le veglie serali nelle stalle.
Dagli anni ’50-’60, a causa dell’esodo dalle vallate alpine, è venuto a mancare il tessuto sociale, per cui queste
figure vivono solo nella memoria. Per questo è sempre più difficile svolgere attività di ricerca al riguardo: perché Pagina accanto. In alto: la cattiva strega dell’Ovest, personaggio del film Il mago di Oz (1939), interpretato da Margaret Hamilton. In basso:
si sta esaurendo la generazione che aveva prodotto la tradizione, che era totalmente orale». un aborigeno austrialiano. Nella foto centrale, il rogo di alcune streghe in una stampa ottocentesca. In questa pagina, in alto: il gatto nero,
g.d. animale che spesso si accompagna alle streghe. Qui accanto: la strega di Biancaneve, cartoon della Disney del 1938

Forme di umanità all’altezza del futuro Dalla metro ai tropici coi giovani antropologi
Noi antropologi dobbiamo impegnarci a livello nazionale perché il fatto fino a poco fa, perché troppo assorbita dai problemi contem- Forse gli studenti di antropologia di Torino si saranno stancati di fare i «Qualche studente riesce a partire nel triennio», spiega la profes- siglio tre mesi per ottenere 10 crediti», afferma la Pennacini. Questa
nostro sia un sapere all’altezza dei tempi, perlustrando attivamente poranei. Io invece vorrei rivendicare la grande importanza di questi piccoli “Marc Augé” facendo avanti e indietro sull’unica linea della me- soressa Cecilia Pennacini, che dirige la missione in Africa equato- è un’opportunità sfruttata da tanti studenti: «Molti miei colleghi
tutte le strade possibili». Francesco Remotti, docente di Antropolo- studi svolti spesso in società piccole e degli insegnamenti che ne tropolitana cittadina tra Porta Nuova e Fermi, o passando ore osservan- riale. È il caso di Anna Baral, studentessa magistrale che è partita hanno avuto i primi contatti con il proprio campo così», dice Anna.
gia culturale all’Università di Torino, rivendica un nuovo ruolo per abbiamo ricavato». do la gente alle Gru, nel McDonald di piazza Castello, a Caselle e in altri per la prima volta nel 2004 in Uganda, paese che è diventato la sua C’è anche la possibilità di andare nel Pacifico grazie a un accordo di
questa disciplina, che oggi può dare più di quanto molti credano. Ci sarà spazio per i giovani? “non luoghi”. Magari sognano altre mete e, tagli ai fondi permettendo, è seconda casa: «Ero al mio primo anno di università. Volevo fuggire collaborazione con l’Università della Nuova Caledonia: «Tre studen-
In particolare il professore si riferisce a temi attuali come l’immi- «L’antropologia è per vocazione un sapere per i giovani: il desiderio possibile andare verso “Tristi tropici”, che forse tanto tristi non saranno. da Pinerolo, dove abitavo, e mi son presentata, quasi digiuna di an- ti hanno svolto una tesi di ricerca specialistica in Nuova Caledonia
grazione, il confronto con i Paesi emergenti come India e Cina, il di infrangere le barriere è tipicamente giovanile. L’antropologo Ma come fare? Grazie alle due Missioni Etnologiche Italiane gesti- tropologia, dalla professoressa Pennacini, che aveva appena sigla- – spiega il responsabile, il professore Adriano Favole -. L’accordo è
terrorismo islamico. deve essere giovane anagraficamente e mentalmente. Purtroppo te dall’università, quella in Africa Equatoriale, fondata nel 1979 da to l’accordo fra il nostro dipartimento di Scienze Antropologiche, tuttora operativo, anche se il problema è che nel 2009 i fondi per
Ma qual è la sfida più grande per l’antropologia oggi? in Italia, e non solo, il rischio è che vi sia un restringersi degli spazi Francesco Remotti, e quella in Africa Subsahariana, diretta da Ro- Archeologiche e Storico Territoriali (Saast) e la Makere University le relazioni internazionali sono stati azzerati e quindi non ci sono
«Sono tante e credo che la più grossa sia questa: come realizzare dedicati alla ricerca e all’esplorazione, come se tutto questo non berto Beneduce, ci sono molte destinazioni dove studiare ambiti di Kampala». Al primo viaggio Anna non ha avuto un appoggio più contributi di sorta». Questa è una questione che si pone anche
forme di umanità all’altezza della globalizzazione. Non si tratta cioè contasse più nulla, mentre è un arricchimento. Noi oggi abbiamo come la medicina tradizionale, i riti, la stregoneria, i revival identitari istituzionale. Poi ci è andata altre tre volte e solo alla terza, quando Anna: «I finanziamenti alla ricerca, come un po’ in tutti i settori, sono
di creare schemi, ma di favorire il dialogo, che è poi ciò in cui con- una visione della ricchezza solo in termini di mercificazione. Come e la religione. In Congo, ad esempio, il professor Francesco Remotti è entrata a far parte della missione, ha ottenuto i rimborsi dei bi- pochi. Stringiamo ovviamente i denti, e rimaniamo a galla».
siste la nostra disciplina. Invece noi antropologi studiamo spesso non pensare al summit della Fao che si è svolto a Roma nel novem- ha potuto analizzare il divario dei “luoghi dei vivi e luoghi dei mor- glietti aerei, di qualche pasto e qualche pernottamento. Mal che vada basterà racimolare un euro per un biglietto della
forme di umanità in contesti piccoli e limitati». bre 2009? Le forme odierne di economia danno luogo a una fame ti”, il ruolo dei campi di banani nel ciclo vita-morte e alcune tombe, «Diamo crediti universitari a chi, nel biennio, parte per soggiorni di metropolitana e uno per un cheeseburger da McDonald per tor-
E gli ostacoli? Le strade da evitare? sempre più diffusa nel mondo». luoghi della memoria famigliare, collettiva e storica: altro che studio ricerca sul campo, con ong o con missioni religiose che possono ac- nare a fare i piccoli Augé.
«Direi che il rischio è che l’antropologia dimentichi quello che ha Giulia Dellepiane dei “non luoghi”! cogliere gli studenti almeno per un mese e mezzo, anche se io con- Andrea Giambartolomei
18 febbraio ‘10
A TUTTO GUSTO

Non solo verdurine per la Torino veg


Ecco qualche idea per una pausa pranzo vegetariana o vegana, ma anche per una cena. Senza spendere una fortuna

I
l “mondo” vegetariano, e persino quello vegano sanno proporre gnoletto” (una varietà di mais coltivata dalle parti di Poirino macinata caffetteria e prodotti del commercio equo e solidale. Dove e quando:
piatti originali e che stimolano l’appetito. Per non parlare della a pietra) al sugo di verdure. Certificazioni bio e stoviglie “compostabi- piazza Emanuele Filiberto 8D. Orario: da lunedì a sabato, dalle 12 alle
scelta di risparmiare la vita agli animali, del minore impatto am- li”, realizzate dal mais. Dove e quando: via Dante di Nanni 116. Orario: 19.30.
bientale e sulla salute di una cena “veg” rispetto dalla 9.30 alle 14.30 e dalle 16.00 alle
a una carnivora. Anche l’amante dell’entrecote al 19.30. Giovedì e venerdì fino alle 22, Il punto verde
sangue può sperimentare qualcosa di diverso. Ecco Polenta sabato 9.30-19.30. Domenica chiuso. Lasagne Locale classico, casalingo niente arredi minimal o
qualche proposta torinese per mangiare “veg” senza “di tendenza”. Il ristorante utilizza burro (poco), latte,
spendere una fortuna. “pignoletto” Ristohsawa al ragù uova e formaggi, il tutto in una cucina di sapore pie-
Lasagne al ragù e besciamella, solo montese (gnocchi al Castelmagno, tanto per capirsi).
Oh! mioBio di Poirino che la “carne” è di seitan e la bescia- di seitan La carta specifica i piatti adatti ai vegani. Pranzo da 5
Il menù cambia ogni giorno e propone in maggior mella al latte di soia: il Ristohsawa a 9 euro a seconda di piatti e abbinamenti, cena alla
parte piatti vegani. Se sono vegetariani viene specifi- col sugo ama rivisitare la cucina tradizionale e besciamella carta o menù degustazione (27 euro). Vini soprattut-
cato. C’è sempre un piatto di riso integrale, di un altro e concedersi excursus culinari arabi to piemontesi. Meglio prenotare, specie la sera, allo
cereale, ma anche seitan e tofu. Le torte sono vegane, (senza carne) e africani. Prezzi sui 6-8 euro. Dove e di soia 011-885543. Dove e quando: via San Massimo 17;
cioè senza latte né uova. I prezzi sono bassi, da 6 a quando: Largo Montebello 31. Orario: aperto dalle 12.30 alle 14.30 e dalle 19.30 alle 22.30.
8 euro circa. Dove e quando: via Cesare Balbo 22/4; dalle 12 alle 15 e dalle 18 alle 23. Chiuso domenica Sabato solo sera, chiuso la domenica.
aperto dalle 9.00 alle 14.30 e dalle 16.30 alle 19.30. Venerdì e sabato sera e lunedì.
fino alle 22.30. Chiuso giovedì pomeriggio e domenica.
Mezzaluna
Gastronomia vegetariana Si tratta di una gastronomia vegana da asporto: i piatti vengono ven-
Locale da asporto: i piatti vengono venduti a peso. Il menu è vegano, duti a peso (pranzo sugli 8-10 euro), ma è possibile consumarli sul po-
salvo un dolce natalizio vegetariano. Tra le specialità la polenta “pi- sto dalle 12 alle 15. Torte vegane al malto di grano, biobar analcolico,

Sacche di olio appese alle pareti come


quadri, lampade rovesciate per contenere
pietanze, grigliate sul terrazzo identiche a
quelle in spiaggia, tanto che, la sabbia, la si
A tavola tra cibo e design
sente per davvero sotto i piedi. Da Beerba, in corso Novara, i piatti dello chef
Sembra un progetto
d’avanguardia, invece si si gustano tra pezzi d’arte e arredamenti cool
tratta di una combina-
zione che rende speciale
il Beerba Restaurant di Cinema di Torino, mentre l’illuminotecnica giorni della Torino Design Week».
corso Novara 5/c. Qui, in nasce dall’idea di Jean François Salieri, il È il design infatti ad ispirare la cucina di
un locale su tre piani che curatore dell’illuminazione della Gioconda Alessandro Lampis: «Amo gli abbinamenti
guarda Torino dall’alto al Museo del Louvre di Parigi. Ho subito classici, che esaltano e distinguono i gusti.
di un terrazzo ricoperto capito che questo pregio doveva diventare Nella presentazione dei piatti, invece,
di sabbia, la cucina si ac- parte del ristorante». preferisco mischiare, giocare sulle forme
compagna al design e nel Lo stesso Beerba somiglia a un’area esposi- e sulle linee». L’ispirazione gli è venuta os-
design trova ispirazione. tiva: il design della Sala Lounge e del Green servando l’Erbale di Driade al Galliano Ha-
«Da “Beer bar”, cioè Privée appartiene, per esempio, a Galliano bitat, fatto di scomparti in plastica pieni di
da locale dedicato Habitat, marchio di design dal 1962 e oggi acqua e terriccio per nutrire le piante: «Al
interamente alla birra, museo privato in via Pietro Micca 12. Spiega Beerba l’Erbale contiene invece olio e 17
il Beerba ha cambiato Lampis: «Questo sodalizio è partito un anno sali diversi, i denominatori comuni di ogni
identità» racconta lo chef Alessandro Lam- fa. L’idea era quella di andare oltre l’archi- piatto. I clienti possono servirsi e scegliere
pis (foto a destra), uno dei soci del ristorante. tettura, così per cinque serate alla settimana il condimento preferito. Per i curiosi, poi, il
«Mi sono affiancato alla seconda gestione il locale diventa sede di intrattenimento design intacca anche la pasticceria: tanto
e ho trovato un locale con un allestimento musicale, video-arte, tango, mostre perma- che scolpiamo una sedia di Philippe Starck
architettonico firmato dallo scenografo nenti di fotografie e oggetti. Fuori, il Beerba nel cioccolato. Guardare per credere».
François Confino, autore del Museo del è il ristorante che è stato scelto per i sette Giovanna Boglietti
febbraio ‘10
19

A TUTTO GUSTO
Eatinerari sulle orme della Bèla Rosin
Il Barolo di Borgogno celebrò l’Italia unita. E ancora oggi vive in una cantina d’eccellenza delle Langhe

R
osa Vercellana, la Bèla Rosin, aveva solo 14 anni quando
conobbe Vittorio Emanuele II. Siamo nel 1847, il futuro Re
d’Italia era sposato, aveva quattro figli e Rosina divenne la
sua amante.
La relazione fece scandalo, anche perché la ragazza non era nobile, ma
di origine contadina e analfabeta. Nonostante questo Vittorio Ema-
nuele la sposò dopo la morte della prima moglie e la fece contessa di
Mirafiori e Fontanafredda. Fontanafredda è oggi una nota cantina in
provincia di Cuneo, dove s’iniziò a produrre vino nel 1878. Per il pranzo
celebrativo dell’Unità d’Italia venne scelto il Barolo di una casa vinico-
la distante una decina di chilometri, la Borgogno, attiva dal 1761.
La storia delle due cantine si intreccia di nuovo grazie alla famiglia
Farinetti: Oscar è co-proprietario di Fontanafredda, il figlio Francesco
di Borgogna. Il padre è anche il fondatore di Eataly, che periodica-
mente organizza con l’agenzia viaggi Liberi Tutti gli “Eatinerari del In alto: antiche bottiglie di Barolo Borgogno. Sopra: una collina di Langa
gusto”, una giornata nelle Langhe alla scoperta delle storiche can- coltivata a vite. A destra: la storica tenuta vitivinicola di Fontanafredda
tine e dei luoghi di origine dei prodotti
venduti nel mercato enogastronomico
di via Nizza 230.
Il pullman parte alle 9 dalla “stazione
del gusto”, davanti all’ingresso di Eataly,
e rientra alle 18.30. In tarda mattinata
Eataly va anche ad Asti
si arriva a Fontanafredda, a Serralunga Dopo Torino e Pinerolo, Eataly apre anche ad Asti. A dicembre è stato
d’Alba. Dopo aver visitato le antiche inaugurato il nuovo store del gusto in via Carlo Grandi, in un edificio
cantine delle volte in mattone e le botti di 600 metri quadrati in centro città. Al primo piano il ristorante per il
in rovere, ancora utilizzate per l’affina- pranzo veloce, con 50 coperti, al piano superiore la sala per la cena. La
mento dei rossi, si pranza con prodotti cucina è affidata a un giovane chef astigiano, Davide Sproviero, diplo-
tra cui presidi Slow Food, come robiola di mato alla scuola alberghiera di Agliano Terme.
Roccaverano, strolghino di Ardenga, gri-
gliata di carne La Granda. Dopo il dolce di
Luca Montersino, segue una passeggiata
“digestiva” nel silenzio del Bosco dei Pensieri, un

Agriturismi a mezz’ora dalla Mole


percorso di meditazione tra alberi secolari, vigneti,
noccioleti e cartelli con aforismi e versi poetici.“Chi
beve solo acqua, ha un segreto da nascondere”, ri-
corda Baudelaire durante il cammino. E la giornata
si conclude degustando i vini dell’altra cantina, la Comprando direttamente dal contadino si risparmia e si mangia me- tra i commensali, i quali diventano detective in cerca dell’assassino.
Borgogno, in pieno centro di Barolo, un paese il cui glio. Quasi sempre. Il tempo è forse l’unica variante che non gioca a Il menù è quello previsto per la settimana, con pasta e conserve
nome deriva dal celtico bas reul, luogo basso, ma favore, ma si può accompagnare la spesa in fattoria con un pranzo o fatte in casa, e carni di aziende della zona. Si può anche dormire in
che richiama tutt’altri significati. una cena. Nei dintorni di Torino, a non più di mezz’ora di macchina, agriturismo, al costo di 68 euro per due persone.
Si può prenotare l’Eatinerario direttamente a ci sono diversi agriturismi che vendono propri prodotti, li stessi Non ha camere, “ancora”, dice il proprietario, il “Vecchio Portico” di
Eataly, al costo di 68 euro. Se invece si preferisce che utilizzano nella preparazione dei piatti. A Collegno, “La Sfor- Pino Torinese, ma ha un allevamento di cinghiali, e la carne diventa
spostarsi con mezzi propri, il costo scende a 48 zata” propone bagna cauda il sabato a pranzo e cene a tema ogni la protagonista dei piatti offerti nel menù di 28 euro, che compren-
euro. Sono stati pensati anche altri Eatinerari, con- giovedì di febbraio: ‘serata dolci’, ‘serata rustica’ o ‘serata formaggi’, de quattro antipasti, due primi, due secondi, dolci e vino. “La Longa”
sultabili sul sito www.eatinerari.it. Tra questi, il tour quest’ultima con 14 tipi selezionati, divisi in cinque portate ognuna approfitta invece della posizione a Poirino, paese famoso per la
bio e didattica accompagna i visitatori nel cuore accompagnata da un vino diverso, al prezzo di 35 euro. Il menù del tinca gobba dorata, un pesce di lago ma dal sapore pulito, diventa-
di Slow Food, all’Università di Scienze Gastrono- ristorante offre anche piatti tipici piemontesi, preparati con i pro- to presidio Slow Food. Gli altri ingredienti che compongono i piatti
miche di Pollenzo (Cn) e alla Banca del Vino; il dotti dell’orto lavorato dal signor Antonio. provengono dall’azienda agricola annessa o da altre vicine. Un agri-
giovedì è invece la giornata dedicata alla scoperta La cascina Gorgia, a Orbassano, organizza cene personalizzate, turismo è infatti considerato tale solo se “utilizza la propria azienda
del birrificio Baladin, fondato a Piozzo (Cn) da Teo a base di carne dei vitelli allevati in fattoria o verdure coltivate in rapporto di connessione rispetto all’attività di coltivazione del
Musso: dalla fase della preparazione a quella della nei terreni. Particolare è l’iniziativa dell’“Ai Guiet”, che una volta fondo, silvicoltura, allevamento del bestiame”, ma la legislazione
degustazione, per finire con una cena in cui anche al mese ha in programma la ‘cena con delitto’: arrivano in sala un italiana consente di riunirsi in consorzi e approfittare ognuno dei
le pietanze sono a base di birra. commissario, l’assistente Lola e una banda di attori che s’infiltrano prodotti dell’altro. b.m.
Bianca Mazzinghi
21 ATTUALITÀ
febbraio ‘10 TELEVISIONE

“Rai: da Torino all’Europa”


Il nuovo direttore Maurizio Braccialarghe: “Puntiamo su infanzia, cultura e Orchestra”

M
aurizio Braccialarghe è il nuovo direttore del centro di produzione torinese. Ha lavorato anche per il gruppo di oggi ci permettono ai nostri progetti di “decollare” verso l’Eu-
centro produzione Rai di Torino, ma ha già editoriale Rusconi, tra il 1995 e il 1998. ropa e il mondo. Non ci sono più barriere, quello che è importan-
ricoperto ruoli dirigenziali all’interno della tv Dottor Braccialarghe, quali sono i motivi che l’hanno por- te è produrre programmi di qualità e saperli pubblicizzare.
di Stato. Già direttore della Divisone radiofo- tata ad accettare il nuovo ruolo di direttore del centro di Quali sono i settori della produzione Rai sui quali bisogna
nia tra il 1999 e il 2001 e direttore risorse umane e orga- produzione di Torino? puntare?
nizzazione, tra il 2006 e il 2007, a novembre si è dimesso Ho accettato questo incarico con grande entusiasmo, Ho colto Credo che Torino abbia una tradizione di eccellenze dalla qua-
dal consiglio di amministrazione della Sipra, la concessio- quella che mi sembrava una vera e propria occasione. Sono sem- le non si può prescindere. In particolare parlo di tre settori della
naria per la pubblicità della Rai, per andare a dirigere il pre stato felice degli incarichi che nella mia carriera ho svolto. produzione Rai all’ombra della Mole. Innanzitutto i programmi
Qui, però, sono a casa mia. Sono torinese, per bambini, intesi più in generale come il pubblico compreso tra
L’ingresso del centro di produzione Rai di Torino. A sinistra: il nuovo direttore Maurizio Braccialarghe e poter lavorare nella mia città mi rende l’età prescolare e quella adolescenziale. Da questo punto di vista,
particolarmente orgoglioso. il centro di produzione del capoluogo piemontese può contare
Lavorare a Torino guardando a tutta su risorse infrastrutturali uniche, storicamente tra le migliori.
l’Italia: una sfida non da poco… Il secondo settore di cui parlavo è quello della cultura e de-
Qui a Torino ho potuto testare, fin da gli spettacoli. Torino, in tal senso, offre una storia unica, vero e
questi primi due mesi (Braccialarghe è proprio patrimonio nazionale, e la Rai ha sempre lavorato per
stato nominato il 1 dicembre 2009, ndr) valorizzarla. Le istituzioni culturali teatrali, musicali e museali di
una grande voglia di partecipare da par- Torino lo dimostrano, così come la produzione Rai. Inoltre dispo-
te di tutti. Ovviamente, per il ruolo che niamo di un archivio inestimabile, penso alle teche Rai e a tutto il
ricopro e per il genere di azienda che è materiale audio video di cui possiamo disporre.
la Rai, abbiamo avuto molti contatti con Vorrei poi spendere qualche parola sull’Orchestra sinfonica, no-
gli enti locali, Regione Piemonte e Co- stro fiore all’occhiello. Abbiamo in progetto, nei prossimi cinque
mune di Torino in primis, ma anche con anni, di mandarla in giro per l’Italia e per l’Europa, in linea con
le associazioni locali. quel progetto di internazionalizzazione del quale parlavo.
Quali sono stati i primi input che ha Sente il peso dell’eredità dei suoi predecessori?
dato all’attività del centro di produ- In Rai abbiamo tutti fatto un buon lavoro, d’altronde stiamo
zione? parlando di una grande azienda ricca di ottime professionalità.
Stiamo cercando di orientare la produ- Mi auguro che la stagione che mi vede in questo nuovo ruolo
zione non soltanto al panorama naziona- sia fortunata. Divento direttore in un momento in cui la Rai, gra-
le, ma anche a quello europeo. Un lavoro, zie alle nuove tecnologie, ha sostanzialmente quadruplicato la
insomma, che vada oltre i confini mera- propria produzione. Questo è un bene, sia per l’azienda che per
mente territoriali. La Rai ha un profondo l’Italia.
legame con tutto il Paese, e le tecnologie Manlio Melluso
GALLERY 22
LIBRI&MEDIA febbraio ‘10

Tre vite e un filo di sangue


Inedito racconto ambientato in una Torino teatro di crimini e tormentata dal G8 di Genova

P
aola Ronco è di giornali e telegiornali.
nata a Torino nel E non tutti ne biasimano
1976, ma vive a
Genova. Il suo
l’operato.
Amante di scrittori quali Giornalismo ecologico on line
primo romanzo, ancora Carlotto, Lucarelli, Evan-
inedito, è stato finalista gelisti, Genna, Vonnegut e Un volto nuovo del giornalismo ecologista si affaccia sul web. Si chiama
al Premio Calvino nel Foster Wallace, Paola Ron- Ecograffi, è un periodico online nato il 10 novembre a Torino, dove si trova
2006. Nello stesso anno co racconta che, pur non la sua giovane redazione.
ha partecipato con un essendo stata presente a Il gruppo però non è di primo pelo: l’iniziativa nasce infatti dal team di
racconto alla raccolta Genova (città nella qua- “Antropos”, trasmissione scientifica che va in onda su Quartarete. Il diret-
Tutti giù all’inferno (Giu- le oggi vive), ha raccolto tore è Giorgio Diaferia, medico e presidente
lio Perrone ed.) a cura di molte testimonianze di- provinciale dell’Associazione Medici per
Monica Mazzitelli. Altri rette su quanto è accadu- l’Ambiente, nonché candidato sindaco alle
suoi racconti sono stati to nei giorni del G8. elezioni del 2011 con il neonato Movimento
pubblicati sulla rivista Il nucleo originario del Torinoviva. Accanto al lavoro di giornalisti
Carta e, per Perdisa Pop, Paola Ronco (a destra), autrice del “Corpi estranei”, finalista al Premio Calvino 2006 romanzo nasce come rac- più navigati, il giornale apre comunque alle
nella collana romanzi, è conto breve sull’agente nuove leve: prima dell’esperienza ci deve
appena uscito il romanzo Corpi estranei. scire a respirare. I tre personaggi vivono Cabras dal titolo Corpo estraneo. È con essere la passione per l’ambiente e la sua tu-
Presentato come il racconto di “Tre esi- secondo un prima e un poi, un presente l’aiuto di Luigi Bernardi, scrittore e con- tela. Ambiente, ma non solo, le altre parole
stenze, un filo sanguinoso che le unisce, spezzato da un fatto preciso, quello che sulente editoriale del Gruppo editoriale chiave sono salute e benessere. La missione
otto giorni che potrebbero cambiarle loro chiamano “quello che è successo Perdisa, che Corpi estranei si arricchisce principale con cui nasce www.ecograffi.it è
per sempre, in una Torino che assiste prima”. Il fatto è il G8 di Genova di due delle voci di Silvia e Alessia. “Inquieto, proprio quella di mettere in connessione i
immobile ai crimini di una banda inaf- anni prima. Corpi estranei è la storia duro, perturbante”, così Paola Ronco tre aspetti -troppo spesso disgiunti- della
ferrabile”, il romanzo ruota intorno alle del “dopo”, ambientata a Torino in otto definisce in 3 battute il suo romanzo e stessa realtà. Altro obiettivo: smetterla con Ecograffi, prima
storie di un poliziotto, l’agente Mauro giorni convulsi, raccontata attraverso a proposito dei progetti futuri dichiara: il disfattismo e passare alle critiche costruttive webzine ambientale
Cabras, di una studentessa universitaria, le conseguenze che chi c’era ha subito “Sono abbastanza scaramantica e finché e alle proposte. Ogni mese il giornale si concen-
Alessia, e di un’addetta stampa precaria, e continua a subire. L’impossibilità di non sono proprio sicura di sapere dove tra su un singolo argomento, con periodici aggiornamenti. Novembre è
Silvia. Le due donne sono tormentate da riprendere una vita normale dopo, ap- sto andando preferisco restare sul va- partito con un focus sui siti inquinati del Piemonte, gennaio è all’insegna
un malessere che le accomuna: Silvia da punto, “quello che è successo prima”. C’è go. Sto cercando di scrivere qualcosa di della sicurezza alimentare. Poi le rubriche: cibo, tendenze, cultura e socie-
una tremenda nausea e da attacchi di poi un fatto di cronaca attuale, quella nuovo, ma ho cominciato da poco. Nelle tà, dalla fine degli assorbenti usa e getta alle proprietà curative dell’aloe
panico che fa fatica a dominare e che la dei giustizieri, una banda che uccide mie intenzioni vorrei che fosse una sto- vera. Nelle intenzioni dei fondatori ampio spazio è dedicato ai video e ai
rendono facile vittima nel suo ambiente gli emarginati di Torino: tossici, barboni, ria molto blu”. lettori, invitati a scrivere, proporre, denunciare.
di lavoro, Alessia dalla paura di non riu- marocchini. Occupano le prime pagine Elena Rosselli Rebecca Borraccini

Cronaca Verde Quotidiana Toctoc, arriva il libraio virtuale


«Purtroppo i giornali gratuiti non fanno una vera informazione e i quotidiani
classici non vengono acquistati da tutti. Il nostro è un tentativo di fare una A dare il colpo di grazia ai una particolare attenzione per le
free press con la qualità di un quotidiano». A parlare così è Nicola Favaro, vecchi librai, quelli con le fasce di utenza del primo e secon-
caporedattore di Terra Comune, un bisettimanale di informazione che dal 23 librerie in rovere, che han- do ciclo della scuola primaria, che
settembre si può trovare distribuito gratuitamente in 30mila copie a Torino. no letto tutto (o quasi) ciò miravano all’apprendimento della
Terra Comune sarà quindi una free-press, che però non vuole essere uguale che vendono, non saranno lingua attraverso l’aspetto ludico».
a tutte le altre. Cercherà infatti di essere un giornale che sappia abbinare a i voraci megastore Feltri- Un catalogo ricco di favole, giochi,
notizie di sport, cultura e società anche una nuova forma di giornalismo: la nelli, Coop, et similia. La racconti, romanzi e fumetti, album
cronaca “verde”.«Ci interessa il nostro futuro e pensiamo che si possa partire vera nemesi del libraio è da colorare acquistabili al prezzo
da qui». internet: se è pur vero che di un settimanale e romanzi in
Ma per quale motivo, in un momento di crisi generale della carta stampata, l’oggetto libro non sarà lingua originale.In seguito al suc-
è venuta voglia di avventurarsi in questo progetto? «Si chiama pura inco- facilmente sostituibile da cesso di vendita TocTocBook ha
scienza», risponde Favaro fra il serio e il faceto. «Il mercato sconsiglierebbe di e-book senza odore, la re- deciso di ampliare il suo raggio
muoversi in questo momento. Ma c’era una mancanza vera di informazione: te può essere un efficace d’azione e aumentare la proposta
i quotidiani sono in crisi, internet non decolla, ma paradossalmente c’è una (e, per i librai tradizionali, di libri per adulti, con argomenti
grande richiesta di informazione». Il giornale vuole indagare anche come si pericoloso) strumento di diversificati, anche in lingue stra-
trasforma Torino, il Piemonte e la società che ci circonda. Obiettivi ambiziosi, commercio. Ecco allora niere diverse dall’inglese, con un
ma che al momento si rendono necessari, come ribadisce lo stesso Favaro. che arriva il libraio virtuale, ricco catalogo di fumetti e man-
La scelta del nome non è casuale. La terra comune è quella porzione di ed è nato proprio a Torino ga. Nasce così il negozio virtuale
mondo che viene tolta all’uso esclusivamente privato di un singolo perché (la città che in Italia ha il on-line www.toctocbook.it dove
possa essere destinato alla collettività: un bene pubblico. Il rischio tuttavia, più alto numero di librerie si raggruppano libri in lingua ori-
parlando di ambiente, è quello di essere troppo schierati politicamente. «Un pro-capite) il primo sito ita- ginale inglese, francese, tedesca,
giornale che vuole fare vera informazione non può fare politica o condizio- liano di e-commerce, che spagnola, importati dalle più pre-
narsi», chiarisce subito Favaro. «Certo, - prosegue - è chiaro che quando si propone la vendita on line stigiose case editrici estere ed in-
parla di ambiente, è inevitabile porsi in una certa posizione. Chi propone il di libri in cinque lingue. Si dirizzate anche al pubblico adulto,
nucleare in Italia non è certo la sinistra. Però fare una distinzione destra/si- chiama TocTocBook e ha un Favole, racconti, giochi e romanzi online su TocTocBook.it oltreché i libri in lingua italiana. Sul
nistra non sarebbe corretto. Forse, come orientamento, potremmo definirci catalogo di oltre un milione sito oltre ai libri, anche tante idee
democratici,“obamiani”». di titoli (che mai potrebbero essere contenuti negli scaffali di regalo per adulti e bambini; nella sezione “Date e Ricorrenze”
Essendo un bisettimanale Terra Comune non tratterà di stretta cronaca di una qualsiasi libreria old-fashioned) e permette agli utenti di inoltre c’è la possibilità di registrare le date più importanti
attualità, se non marginalmente. «Per quello ci sono i quotidiani, internet e i visionare e acquistare migliaia di prodotti delle case editrici che TocTocBook penserà a ricordare per tempo; uno spazio
telegiornali», spiega il caporedattore. «Faremo soprattutto approfondimento, straniere più prestigiose. «Un progetto ambizioso», spiega Sil- pensato per i giovani ed uno dedicato ai più piccoli, e poi le
non dimenticando mai comunque quello che ci succede quotidianamente via Balma Mion, ideatrice del sito. «Lo scopo iniziale era quello news della settimana e tante curiosità ed eventi in giro per
intorno. La nostra ambizione è quella di fare informazione e formazione». di entrare nel mercato italiano con la vendita di testi originali l’Italia. Info: www.toctocbook.it; info@toctocbook.it
in inglese, per bambini dai quattro anni in poi e ragazzi, con Matteo Zola
Valerio Pierantozzi
febbraio ‘10
23 GALLERY
LIBRI

In questa pagina: alcune delle immagini


pubblicate sul libro-manuale “Body
Drama” (Giunti Editore).
In basso: la copertina del libro “Dalla
Luna alla Terra, mitologia e realtà degli
influssi lunari” scritto da Marta Erba,
medico, da Gianluca Ranzini, astrofisico,
e da Daniele Venturoli, biofisico

Quanti drammi in un corpo solo


Finalmente un libro (firmato da una Miss) mostra ragazze vere con problemi veri. E dà anche le risposte per risolverli

L
a bellezza non è tutto, lo al naturale, bisogna saper convive- garantisco che dopo aver letto questo
si ripete da sempre. Ma a re coi propri difetti senza farne un libro conoscerai le forme, le misure e
dirlo adesso è anche una dramma». le caratteristiche dei corpi che le don-
“bellissima”, Nancy Amanda Qui, senza falsi pudori, si affrontano i ne hanno nella realtà. Vedrai anche
Redd. Lei, ex Miss America Bikini, problemi con cui ogni donna (prima quante varianti di donne “normali”
per ironia della sorte è l’autrice del di passare per Photoshop) è costret- esistono e imarerai a prenderti buona
libro-manifesto “Il mio corpo, Body ta a convivere ogni giorno. Si va dai cura di un corpo specialissimo: il tuo.
Drama” (Giunti ed.), che in questi problemi più comuni, come cellulite, Quali che siano le tue misure o la tua
giorni resta ancorato in cima alle pancia gonfia, peli superflui, cattivi forma, hai a che fare con un dramma
classifiche dei più letti negli Stati odori, acne e macchie della pelle, a del corpo, e non sei sola!»
Uniti e che è appena sbarcato nelle questioni più serie come il capez- Il libro, a metà tra un magazine fem-
librerie d’Italia. zolo infossato, le infezioni batteriche minile e un manuale di medicina,
La Redd si rivolge alle giovanissime da piercing, i noduli al seno e i nei insegna così quella normalità dietro
e alle donne di tutte le età, descri- della pelle. Senza, però, dimenticare i cui si nasconde la vera bellezza.
ve le varietà di imperfezioni che il problemucci di ogni giorno: unghie, «Per tutte le ragazze che vogliono
corpo può avere, sfata il mito delle capelli, sopracciglia, denti, peso e sentirsi bene con se stesse, senza
modelle e delle icone perfezionate - naturalmente - la quotidiana lotta menzogne e senza rincorrere false
col bisturi o, più semplicemente, con la bilancia. illusioni»: se c’è da crederle, è parola
con Photoshop. Alla fine confessa: Ne esce un inno alla normalità. Non a di Miss.
«Il mio libro insegna ad accettarsi caso scrive la Redd alle sue lettrici: «Ti Giovanna Boglietti

“Che fai tu luna nel ciel? Dimmi che


fai”, è fin troppo facile cominciare
(biofisico), prova
a mettere ordine.
Perché così vuole la Luna
con i versi di Leopardi eppure la luna
è sempre stata per l’uomo oggetto
Un ordine che si
tiene ben saldo alla
Un volume spiega l’influenza del satellite sulle nostre società
di vagheggiamento, poetico e meta- scienza (e il titolo è
fisico. In principio, infatti, fu la divini- un significativo rovesciamento di termini del noto romanzo di passo è breve. E diffuse sono le credenze riguardo l’influsso
tà: spesso femminile, come la greca Jules Verne, Dalla Terra alla Luna, ma era fantascienza quella) della luna sulla meteorologia, del tutto infondate, non fosse
Artemide e le sua equivalente roma- e che, attraverso l’analisi delle mitologie e dei culti popolari, che «esistono lievi maree della crosta terrestre e maree atmo-
na Diana, ma anche maschile, come giunge infine a stabilire quale sia l’effettiva influenza del no- sferiche» causate dalla gravitazione lunare. Accanto a veritieri
il Thoth degli Egiziani. Parole come stro satellite sulla Terra e di come abbia realmente condizio- e poco noti effetti dell’azione lunare, ci sono credenze prive di
lunatico sono derivate dalla luna a nato la vita sul pianeta. Se reale è l’azione gravitazionale che fondamento, come la supposta relazione tra ciclo mestruale e
causa della credenza popolare che la produce le maree (l’influsso lunare senza dubbio più impor- lunare. I due cicli, spiegano gli autori, «non sono coincidenti:
luna sia una causa di follia periodica. tante, già noto al greco Pitea di Marsiglia, navigatore e geo- il ciclo mestruale, anche se variabile, dura in media 28 giorni,
La luna trova anche ampio spazio nella religione islamica, di grafo del IV secolo a.C.) meno forte è il legame tra la Luna e il mentre quello lunare corrisponde a 29 giorni e mezzo. Inoltre,
cui è addirittura il simbolo. Nella cultura popolare la Luna è ritmo del tempo. Come spiega infatti Piero Bianucci, giornali- sembra poco credibile che la selezione naturale possa aver
ritenuta fondamentale nella semina come nella potatura, e sta attivo nella divulgazione scientifica, responsabile del sup- favorito un metodo di riproduzione basato sulla Luna: le
molti avranno nonne che vanno a tagliarsi i capelli “quando plemento Tuttoscienze del quotidiano La Stampa e animatore nuvole, per esempio, rendono spesso il nostro satellite poco
si fa luna nuova”. Per i pescatori bisogna pescare sempre nelle di mille iniziative legate alla scienza nella città di Torino: «In visibile, annullando l’effetto della sua luce».
notti di luna piena perché la Luna attira i pesci in superficie, Occidente l’uso di associare le lune ai mesi deriva probabil- La Luna però è ovunque: nelle migrazioni, nei cicli riproduttivi
mentre i contadini sostengono che il mosto vada messo nelle mente dal legame, stabilito dal calendario ecclesiastico, tra la e circadiali (quelli di veglia e sonno) che regolano altri cicli
botti durante il novilunio, per ottenere un vino migliore. data della Pasqua e il primo plenilunio di primavera». E molti biologici, dalle mestruazioni all’infarto. Insomma, non un
La luna e il falò, vestigia della civiltà contadina che ancora sono i calendari che hanno provato ad associare le fasi lunari libro per distruggere il romantico mito della luna ma per far
cinquant’anni fa Cesare Pavese metteva al centro del suo al moto del sole (da quello celtico a quello cinese) andando al- comprendere quanto la realtà scientifica, medica e biologica,
più noto romanzo, sono dunque solo credenze? Il volume la ricerca di un comune multiplo, ma invano. Eppure, complici degli influssi del nostro satellite sulla vita umana, animale
Dalla Luna alla Terra, mitologia e realtà degli influssi lunari, le maree, alcune forme di vita marine sincronizzano sulla luna e vegetale sia in un certo senso più “magica” di qualsiasi
fresco di stampa per Bollati Boringhieri, scritto da Marta Erba i loro cicli riproduttivi. Di qui all’ipotizzare influssi lunari sulla vagheggiamento.
(medico), Gianluca Ranzini (astrofisico) e Daniele Venturoli meteorologia, sull’agricoltura e magari sulla vinificazione, il Matteo Zola
GALLERY 24 febbraio ‘10
ARTE

Paesaggi inquieti
D
al 7 febbraio al 6 mar- documentazione verista e la rappresenta. 7 febbraio - 6 marzo 2010. Inaugurazione
zo la mostra “Paesaggi zione simbolica. Un mix che può colpire il 6 febbraio, ore 18.00, galleria Il Quadrato
inquieti” di Mario Giam- pubblico, prima attratto e confortato da un - Salone del Ghetto. Via Della Pace 8, Chieri
marinaro occuperà gli approccio famigliare alla propria memoria (TO) 011 9408672 – 360 444264. Dal mar-
spazi della galleria Il quadrato di visiva, poi catturato dalla forza spiazzante tedì al sabato 16.30 - 19.00 chiuso dome-
Chieri (Salone del ghetto, via della del suo tratto artistico. nica e lunedì.
Pace 8). Si tratta di 20 opere realiz- Paesaggi Inquieti di Mario Giammarinaro Elena Rosselli
zate con la sua particolare tecnica
mista: cromie e solventi artistici
classici mescolati a materiale pre- Lei, Paola Anziché, 35 anni, nata a allestita nei locali di via Modane,
levato direttamente dall’ambien-
te, composti e assemblati con
resine e colle sintetiche su tavole
Milano, ma torinese di adozione.
Lui, Paolo Piscitelli, classe 1971, na-
to a Venaria (alle porte di Torino),
Greater Sandretto l’esposizione “Indagini di un cane”,
dedicata alle collezioni di cinque
fondazioni europee. Questa condi-
e tele. cresciuto in Piemonte e poi volato oltre oceano, visione di spazi, tutt’altro che casuale, garantisce
Giovanni Cordero, curatore della negli Stati Uniti, dove attualmente vive e lavora. ai giovani artisti una maggiore visibilità e li im-
mostra, sottolinea l’originalità Sono loro i protagonisti di ‘Greater Torino’, ulti- pegna in un dialogo ideale con i maestri europei.
dell’autore nell’indagare le forze ma idea della fondazione Sandretto Re Rebau- L’intenzione di “Greater Torino” non è solo
e l’energia custodite nei quattro dengo. Sono i pionieri di un ciclo di mostre che, proporre l’arte dei giovani, ma anche proporla
elementi della vita: aria (cielo), ac- sperimentato quest’anno per la prima volta, ai giovani. Sono infatti previsti incontri con
qua (mare, nuvole), terra (sabbia), potrebbe diventare un punto di riferimento ragazzi delle scuole e non solo. In questo modo
fuoco (petrolio, bitume, sostanze fisso per l’arte contemporanea torinese. la fondazione Sandretto Re Rebaudengo cerca
organiche infiammabili, legno), L’idea è racchiusa nel nome: “Greater Torino” un contatto con un pubblico vasto, coinvolgendo
con cui Giammarinaro forgia la si propone di ‘allargare’ la città, renderla più anche chi non frequenta abitualmente i luoghi
forma – che vuole essere inquie- grande, ricettiva nei confronti degli spunti dell’arte contemporanea e riducendo le distanze
tante - della scena contempora- provenienti dall’estero, ma soprattutto aperta tra artisti e pubblico. La mostra è curata da Irene
nea. alla produzione dei giovani artisti. Calderoni e Maria Teresa Roberto, mentre i pro-
La riflessione dell’artista si con- Piscitelli e Anziché hanno la possibilità di far getti educativi speciali sono diretti da Giorgina
centra sul tema della tragedia in conoscere il loro percorso di ricerca in con- Bertonino.
natura prendendo come pretesto comitanza con un’altra prestigiosa mostra Lorenzo Montanaro
le grandi catastrofi ecologiche,
ma il suo lavoro racconta in ve-

La macchina di papà
rità l’insulto, lo sfregio, il vandali-
smo nei confronti del paesaggio,
delle persone e delle cose, “una
ae- molteplicità di piccoli e grandi
drammi umani, storie che, per Una vecchia auto ereditata dal padre, morto troppo presto, e che nessuno dei fratelli vuole.
quanto prossime alla nostra Un rottame grigio e anonimo, ma funzionale al trasporto di una numerosa famiglia e ordi-
quotidianità, finiscono col rima- nario nell’aspetto. L’ordine della società, l’ordine dei padri. E il figlio che si trova quest’auto
nere inascoltate, solo un rumore tra le mani trasforma l’ordine in creatività. La macchina di papà – personale di Francesco
di sottofondo”. Brugnetta, vincitore dell’undicesima edizione della rassegna Io Espongo, visitabile in
Mario Giammarinaro riflette sul- piazza Palazzo di Città, Associazione Culturale Azimut, dal 28 gennaio al 25 febbraio– è un
la transitorietà della vita, cerca il contenitore dei lavori realizzati dall’artista dal 2003 a oggi e riassunti dal marchio aut-art:
senso dell’esistenza dell’univer- interventi di pittura, scultura, installazione e performance che ruotano attorno al dialogo
so e si interroga sul ruolo dell’uo- fra auto e paesaggio. «Nel 2002 mio padre ci ha lasciato in eredità una Fiat Tipo grigia - rac-
mo nel teatro della natura. Come conta l’artista - Ai miei fratelli non interessava. Io, che non avevo automobili, ne ho invece
artista, egli rivendica il debito di approfittato, anche se quell’oggetto così anonimo non mi era mai piaciuto. Anonimo nel
testimonianza verso il mondo nome, nel colore, nel disegno. Era uno dei tanti simboli del conflitto tra me e mio padre, tra
fisico vittima della violenza indi- i sogni automobilistici di un ragazzo e il compromesso pratico e funzionale dell’adulto, tra
viduale e collettiva, invitandoci le mie tensioni espressive e il suo senso pragmatico. Tutto il lavoro aut-art nasce un po’ da
a un sentimento di corresponsa- questo scacco esistenziale e da un conseguente desiderio di riconciliazione. È come se mi
bilità nel tutelarlo e preservarlo fossi messo a recuperare quarant’anni di contrasto generazionale; una vera e propria tera-
integro. pia, dove l’automobile dipinta è diventata ricerca – ogni giorno più consapevole – di equi-
Questa denuncia si materializza librio e di armonia». E così la macchina si spoglia della sua funzionalità e diventa oggetto
nei quadri dell’autore attraverso d’arte mimetizzato col paesaggio. Un esempio in tal senso è la Ricefield: qui l’auto viene
una commistione tra temi della rimaneggiata “con l’intento catartico di sprigionare energia dal cortocircuito automobi-
pittura del paesaggio tradizio- le/paesaggio”.Già, anche se a vederla così dipinta come una pannocchia, l’auto sembra un
nale ed elementi astratti tipici carro di carnevale. Ma l’arte è, appunto, carnascialesco rovesciamento della realtà. Almeno
della ricerca informale. Il risul- Un’immagine dalla personale di Francesco Brugnetta. In alto, sopra il titolo: due opere dell’artista Mario così diceva il grande critico russo Mikhail Bakhtin. Orari: lunedì-sabato 12-16. Info: www.
tato è una visione in bilico tra la Giammarinaro in mostra alla galleria “Il quadrato di Chieri”. L’esposizione è intitolata «Paesaggi inquieti» francescobrugnetta.it, www.associazioneazimut.net m.z.
25 GALLERY
ARTE
Blow-up, una mostra da spiaggia
Giovedì 11 febbraio, alle 18, in via sulle spiagge d’Europa (Italia, Gran su alluminio: tutte prove d’artista
dei Mille 38/A, BLOW-UP (il mul- Bretagna, Francia, Svezia, Finlandia, (pezzi unici) in formato 50x60 per
ti-store del vintage e del moder- Romania e Spagna) per mettere a un viaggio curioso e insolito che
nariato all’angolo con via Fratelli confronto modi diversi d’intendere racconta le vacanze di “noi europei”.
Calandra) inaugura la mostra “Seeu- il mare e le vacanze: dalle spiagge Con questo lavoro, Alessandro Al-
ropeans”, progetto dei fotografi calde e mediterranee di Rimini e bert e Paolo Verzone si sono aggiu-
torinesi Alessandro Albert e Paolo Ibiza a quelle fredde e nordiche di dicati il terzo posto al World Press
Verzone, già vincitori del World Brighton ed Helsinki. Photo 2001 nella sezione ritratti.
Press Photo 2001 e 2009. Gli scatti, in bianco e nero, sono stati La mostra, a ingresso gratuito,
“Seeuropeans” è un percorso foto- realizzati con una macchina foto- resterà aperta fino al 27 marzo 2010
grafico, iniziato nell’agosto 1994 e grafica a pellicola piana di formato (da martedì a sabato 10,30-13,30
concluso nel 2002, che ripercorre 10x12. La mostra espone 38 ritratti, / 15,30-19,30 o su appuntamento
con i suoi ritratti otto anni passati stampati su carta baritata e montati telefonando allo 011/837440).

Quel tempo ereditato in sorte


Anche se il Giorno della Memoria è passato, proseguono le mostre per non dimenticare: come all’Archivio di Stato

M
olte le iniziative
che Torino dedica
al Giorno della Me-
moria. Tra queste,
la mostra “A noi fu dato in sorte
questo tempo 1937-1948” che
Amore A-meno
occuperà gli spazi dell’Archivio L’amore va in mostra per San Va- biguità fra il gioco innocente e il
di Stato (via Piave 21) fino al 20 lentino. Dal 12 febbraio al 5 apri- sadismo di due amanti, realizza-
marzo. le nel Palazzo Tornielli, in piazza to da Ottonella Mocellin e Nicola
Il “noi” del titolo della mostra Marconi 1 ad Ameno, in provin- Pellegrini, che sono una coppia
individua un gruppo di giovani cia di Novara, si tiene “Amore A- nella vita e nell’arte.
amici torinesi, studenti o appe- meno”, una panoramica di artisti Il percorso della mostra è arric-
na laureati, che le leggi razziali contemporanei viventi che con chito da iniziative collaterali che
del 1938 avevano costretto a diverse tecniche e poetiche af- spaziano dalla letteratura al cine-
riconoscersi come ebrei o amici frontano il tema di questo sen- ma. Parteciperanno scrittori, filo-
di ebrei. Si chiamavano: Primo timento nel suo significato più sofi, critici e scienziati per parlare
Levi, Luciana Nissim, Emanue- ampio. di amore coniugale e amore filia-
le Artom, Franco Momigliano, Simbolo della manifestazione è le, di sogni e d’innamoramenti
Vanda Maestro, Silvio Ortona, “Ti amo”, opera di Michelangelo platonici. Parallelamente sarà or-
Ada Della Torre, Giorgio Segre, Pistoletto datata 1965 e appar- ganizzata una rassegna cinema-
Alberto Salmoni, Bianca Guidet- tenente alla serie “Oggetti in me- tografica in collaborazione con
ti Serra, Franco Sacerdoti, Lino no”. In tutto sono sedici gli autori il Consolato Francese di Torino,
Jona ed Eugenio Gentili Tedeschi. Così rivivono le vicende di quel gruppo di e della deportazione, dapprima a Fossoli, esposti, che hanno reinterpretato con nomi celebri quali François
A loro è dedicata la mostra nata dagli stu- giovani che, spinti dall’esclusione imposta poi ad Auschwitz. parole d’amore, simboli, lettere, Truffaut e Eric Rohmer. La mostra
di di Alessandra Chiappano sull’archivio loro dalle leggi razziali del 1938, presero a Il percorso si conclude con il racconto di fotografie, cose di uso comune e è aperta venerdì e sabato dalle
privato di Luciana Nissim Momigliano e su incontrasi – prima alla biblioteca della Scuo- chi è tornato e ha testimoniato anche per ricorrenti nelle relazioni amoro- 15.30 alle 19.00 e domenica dal-
altri documenti inediti, prodotta dall’Istitu- la Ebraica di Torino, poi a Milano nella casa coloro che dai campi di concentramento se. Un esempio sono i bigliettini le 10.30 alle 12.30 e dalle 15.30
to nazionale per la storia del movimento di di Ada della Torre - a conoscersi, a discutere non hanno mai fatto ritorno. dei Baci Perugina che Luigi Billi alle 19.00. L’ingresso è libero. Per
Liberazione in Italia. di letteratura, ad andare in montagna, a in- Sul sito www.iltempoinsorte.it le informa- ha ripreso attraverso ingrandi- maggiori informazioni è possi-
Non una mostra sul fascismo, né sulle leg- trecciare legami di amicizia e d’amore. Poi il zioni per visitare la mostra: menti “oggettuali”, con le frasi ac- bile consultare i siti www.cuo-
gi razziali, né sulla Shoah, ma il racconto a 1943 e la scelta della Resistenza, quando la da lunedì a venerdì dalle 9.00 alle 18.00 cartocciate e appese alle pareti. reverdetraduelaghi.it e www.
più voci per i giovani di oggi delle storie montagna e le città vicine si trasformano in Sabato dalle 9.00 alle 13.00. Ingresso libe- Oppure “Hurt so good”, che è un cuorebianco.it.
intrecciate di quei giovani di allora che, co- luogo di lotta, di rifugio o in trappola mor- ro. Per informazioni 011-4363470 video che analizza la sottile am- Giulia Dellepiane
me disse uno di loro, Silvio Ortona, ebbero tale, fino al dramma per alcuni dell’arresto Elena Rosselli
in sorte questo tempo, arrivando a subire
alcuni il dramma della deportazione e tutti
le conseguenze di scelte irrevocabili.
Il progetto di allestimento, multimedia-
le e innovativo, è ideato e realizzato da
N!03 studio ennezerotre ed è un percorso
Quindici artisti in viaggio dalla Russia
interattivo, fatto di voci, di luci, di imma-
gini, in cui la storia dei singoli si intreccia Quella che fu Pietrogrado prima e Leningrado più belle» nel nostro Paese, come l’ha definita
con la grande storia, creando un rapporto poi, oggi è la capitale della cultura russa: San il promotore, Riccardo Petrecca. I bianchi spazi
intimo tra il pubblico e le storie dei pro- Pietroburgo. Dove un giorno fiorivano rivolu- della Galerie si vestiranno così di dipinti, inci-
tagonisti. Grazie a una cartolina ricevuta zioni, oggi fioriscono mostre, e l’unico cimelio sioni e sculture di matrice surreale e fiabesca:
all’ingresso, il visitatore accede alle posta- che ricorda il 1917 è l’incrociatore Aurora, da Leonid Sergeev, con le sue nobildonne
zioni multimediali e ripercorre la storia di quello che sparò il colpo che diede il segnale circondate da un assurdo bestiario ad Andrey
quegli anni attraverso i pensieri, le parole per la conquista del Palazzo d’Inverno. Un Sklyarenko, con i suoi uomini e donne sospesi
pronunciate, i ricordi di Luciana Nissim, di passato operaio, dunque, che lega in maniera in paesaggi cubisti e lunari.
Primo Levi, di Franco Momigliano e degli indissolubile la città russa a Torino. Non solo: Non mancheranno nani e folletti (Dmitry
altri protagonisti. la vocazione torinese a diventare una città Yakovin), bambini (Alexander Bazarin), angeli
La montagna, la giovinezza, la negazione all’avanguardia in Italia, e per capitale umano e e miti (Nikolay Reznichenko e Konstantin Kaly-
della libertà, la memoria sono le parole, le per vivacità artistica, trova un alleato europeo novych). Il tutto coordinato da Juilia Rolitch e
scansioni attorno alle quali si sviluppa il sulle rive della Neva. Nicola Pettinà, per un totale di quaranta opere
percorso e l’allestimento scenografico del- Ecco perché risulta particolarmente interessan- tutte intrise del magico odore di San Pietro-
la mostra, segnando allo stesso tempo la te la mostra allestita al Mirafiori Motor Village burgo.
cronologia degli avvenimenti accaduti dal (piazza Cattaneo 9) dal 12 febbraio al 21 marzo. Info www.mirafiorimotorvillage.it
1938 al 1947. Quindici artisti russi per una delle «invasioni Gateano Veninata
GALLERY 26 febbraio ‘10
TEATRO
“Arte transitiva”

“Il mio Turturro”


Erika La Ragione: “John dà libertà a tutti noi attori”
e Officine Caos
Si è inaugurata venerdì 15 gennaio, con una
festa aperta a tutti presso le Officine Caos di
piazza Montale a Torino, la stagione di even-
ti Arte Transitiva 2010, ideata e organizzata
da Stalker Teatro.
Nell’inaugurare la stagione 2010, Stalker
Teatro ribadisce il principio fondante della

L
e fiabe - dice John Turturro, introducendo “Sì, prima c’ero stata come spettatrice, e sua esperienza più che trentennale: la volon-
lo spettacolo Italian Folktales, riadattamen- durante una visita guidata. In quell’oc- tà di fare un teatro d’arte nel sociale, in cui le
to teatrale delle Fiabe Italiane di Italo Cal- casione mi sono trovata sul palco per la qualità estetiche e intellettuali di un’auten-
vino - sono il catalogo dei destini che pos- prima volta. Mentre nessuno mi vedeva tica produzione culturale si uniscano alla
sono darsi a un uomo e una donna, nei momenti ho allargato le braccia davanti alla platea partecipazione popolare e alla condivisione
cruciali del farsi di questi destini: la giovinezza, il invisibile, immaginando che fosse piena. sociale. «Nel teatro contemporaneo – di-
distacco dalla casa, le prove per diventare adul- Speravo che un domani mi ci sarei travata chiara Gabriele Boccacini, direttore artistico
ti e poi maturi”. Parole che potrebbero illustrare per davvero. E poi è successo, il 19 gen- di Stalker Teatro -possiamo distinguere
il percorso di Erika La Ragione, attrice di 24 anni, naio.”. esperienze che hanno le caratteristiche
appena diplomata alla scuola del Teatro Stabile Com’è lo spettacolo? prevalenti del “teatro d’arte” ed esperienze
di Torino. Per La Ragione lo spettacolo di Turtur- “È poliglotto, c’è un marasma di lingue da che hanno invece le priorità del “teatro
ro (dove interpreta la Morte, un mendicante e un saper gestire. Lo spettatore deve avere sociale”.Non è detto che questi due aspetti,
giocatore d’azzardo), è stato il debutto fuori dalla una mente il più aperta possibile. Ogni se- la valenza artistica e la valenza sociale, siano
scuola: anche solo 3 anni fa, una cosa del genere ra lo scopro di più. Rido in tanti punti. È un per forza in antitesi».
non se la sarebbe mai immaginata. A vent’anni ha linguaggio, quello di Calvino, molto flui- Stalker promuove un teatro di “resistenza”,
lasciato gli studi in giurisprudenza a Palermo (sua do e semplice, che si ritrova nei costumi una parola ormai abusata che richiama
città d’origine) per seguire la vocazione del teatro. e nella scenografia. Il tutto è affidato alle all’opposizione ad una forza impositiva e
Si è preparata da sola per l’esame di accesso alla capacità attoriali degli interpreti. Una cosa totalitaria. Questa forza è, per la direzione
scuola dello Stabile. Ora si ritrova nella compagnia Turturro e La Ragione in una scena di “Italian Folktales” tratto da Calvino a cui Turturro tiene molto è il contrasto tra artistica di Stalker, la cultura che si piega al
della star di Hollywood, in giro per l’Italia, dal Cari- allegria e momenti più riflessivi”. consumo facendosi merce. Essi ritengono in-
gnano di Torino al San Ferdinando di Napoli, allo aspetto che apprezzo è l’umanità, l’umiltà alla base E il “dopo Turturro”? vece necessaria, ora più che mai, una cultura
Strehler di Milano. del rapporto umano”. “Chi lo sa? Ci sarà un vuoto incolmabile? Di certo realmente popolare che si sviluppi al di fuori
Come hai ottenuto la parte in Italian Folktales? E come ti sei trovata con la sua compagnia? continuerò a studiare, e spero di avere altre propo- delle accademie. La crisi in corso, economica
“Ho fatto il provino il 19 novembre.Turturro ha preso “Molto bene, ogni compagnia è un po’ una famiglia, ste. Senza il teatro non posso vivere. Ho scoperto di e sociale (con sullo sfondo il grande tema
me e Giuliano Scarpinato, un altro ex-studente della e talvolta è difficile conciliare il teatro con la propria soffrire di una patologia strana, che io chiamo SAT del lavoro) diventa allora occasione di rinno-
scuola dello Stabile. Per me è stato il grande giorno. vita privata. Questa però è una famiglia davvero: c’è – sindrome da astinenza da teatro: se sto 2-3 mesi vamento per il teatro e per la società in cui
È il mio primo impegno serio, fuori dalle produzioni Katherine borowitz, che è la moglie di John, il loro senza teatro mi cominciano a venire delle puntine esso si trova a operare. La scelta di Stalker
della scuola. È un’esperienza unica e irripetibile. figlio Diego, c’è sua cugina Aida, e il suo amico Max di sfogo sulla fronte! Per prevenirla qualcosa dovrò è dunque quella di non perdere l’occasione
Com’è lavorare con Turturro? Casella… Alla base c’è quindi una grande voglia di fare, a costo di prendere una poesia e leggerla in del cambiamento.
“Una sua caratteristica è la libertà che lascia agli aiutarsi e vivere in scena”. mezzo alla strada”. Matteo Zola
attori. A partire da questa libertà lui dirige. Un altro È stato il tuo debutto al Carignano? Leopoldo Papi

La città dell’uomo Un Colosseo di appuntamenti


Continua anche nel 2010 la quinta edizione de “La città dell’uomo”, ras- Il ritorno di Daniele Luttazzi, la Genova del passato e quella Faber verrà interpretato anche dalla PFM il 26 febbraio: la
segna di spettacoli teatrali e dibattiti diretta da Lucia Falco. L’obiettivo più recente e un Battisti “per innamorati”: sarà un febbraio band di Franz di Cioccio e Franco Mussida ripresenterà gli
è lo stesso degli anni passati, come sottolinea la curatrice: «Proporre di grandi appuntamenti quello del Teatro Colosseo, in via arrangiamenti dello storico tour del 1976 con il cantautore
una cultura teatrale capace di pensare politicamente, che serva a Madama Cristina 71 (angolo con Corso Raffaello), fra gran- genovese, oltre ai loro pezzi più famosi che gli hanno porta-
farsi delle domande». Tema centrale del nuovo anno sarà la libertà, di artisti da one man show, concerti di livello nazionale e ti negli anni Settanta, primi artisti italiani, in classifica
d’informazione e di parola. Dalla morte al G8 di Genova di Carlo ballo sudamericano. fra i dischi più venduti negli Stati Uniti.
Giuliani a quella della giornalista russa Anna Politkovskaja, dall’ere- Apre il cartellone Un altro pizzico di Genova si
sia di Giordano Bruno alla trappole della società dello spettacolo del mese pro- sentirà nello spettacolo di Pasiones
di debordiana memoria, gli spettacoli proposti si proporranno di prio Luttazzi che Company Adrian Aragon – Erika
«generare nello spettatore, venerdì 5 e sabato Boaglio (9-10 febbraio): dal palco
insieme a quella emotiva, una 6 riproporrà il risuoneranno infatti note di tango
reazione intellettuale». monologo Va’ dove argentino, “quel sentimento triste
Il 2010 si aprirà il 23 gennaio, ti porta il clito, satira che si balla” nato nelle bettole
alla Maison Musique di Rivoli, del sentimenta- della Buenos Aires dei primi del
con “Mea culpa” di Eleonora lismo banale e di Novecento, quando proprio gli
D’Urso. In scena cinque donne, parole stucchevoli immigrati italiani, in particolare
pie e violentate, messe di fron- protagoniste di liguri, portavano la loro nostalgia,
te a un angoscioso senso di certa letteratura e alla sera, dopo il lavoro al porto, e la
colpa. Seguirà un dibattito con “incubo esistenzia- mescolavano con i ritmi spagnoli e
Spettacolo dei detenuti del carcere di Saluzzo la partecipazione del parroco le per molti”. Il fine il candombe “nero”.
di Pinerolo Franco Barbera e settimana successi- Infine, un appuntamento pensato
del professore di antropologia culturale all’università di Torino. Il 17 vo (12-13 febbraio) per le coppie di innamorati e i
febbraio andrà in scena, al teatro Gobetti, “Sloj machine”, spettacolo saliranno sul palco le maschere di Teo Teocoli: fra le altre nostalgici di Lucio Battisti: il 14 febbraio, giorno di
«fisico e dinamico su inquisizione e libertà di pensiero ed espres- quelle di Felice Caccamo, Cesare Maldini, Costanzo e San Valentino ci sarà un tribute show per il cantautore
sione». Il 20 febbraio la rassegna tornerà a Rivoli per presentare Celentano. scomparso nel ’98. Il concerto è fissato per le 17, finirà
la nuova produzione dei “Vicini di Peppino”,“Don’t go out Mrs Non sarà di minor livello la musica del Colosseo di fine in tempo per la cena a lume di candela.
Brown-Studio”. Il 18 marzo arriveranno alla Maison i detenuti del inverno. Carmen Consoli farà tappa a Torino il 17 feb- Matteo Acmè
carcere “La Felicina” di Saluzzo, per presentar elo spettacolo “Vita!” di braio con il suo tour ispirato a Elettra, il personaggio della SCONTO DEL 10%: Porta questo articolo al Teatro
Grazia Isoardi. La stagione si chiuderà il primo aprile con lo spettacolo mitologia greca che nel corso dei secoli ha già ispirato So- Colosseo per avere un sconto del 10 % per il concer-
della compagnia TeatroInRivolta (T.I.R.): “Niente più niente al mondo”, focle, Euripide, Jean Giraudoux e Vittorio Alfieri. Solo voce e to tributo a Lucio Battisti il 14 febbraio. L’offerta è
lettura della stessa Falco tratta da un libro di Massimo Carlotto. Per pianoforte, invece per Morgan (28 febbraio) che oltre ai suoi valida anche per due appuntamenti a marzo: lunedì
maggiori informazioni, www.teatroinrivolta.it maggiori successi, canterà pezzi di Bluvertigo, Umberto 8 “A night of dirty dancing” e giovedì 18 e venerdì 19
Gaetano Veninata Bindi, Luigi Tenco e Fabrizio De Andrè. “Abbamania”.
febbraio ‘10
27 GALLERY
MUSICA

Metti un dj all’Auditorium
La sala concerti della Rai ospiterà live set di musica elettronica, con artisti tedeschi e italiani

I
mmergersi nel sound di un
dj-set: nulla di più norma-
le per migliaia di giovani
che inseguono la movida
torinese, di locale in locale.
Ma cosa accade se questo va-
riegato popolo di amanti del-
l’elettronica si trasferisce, per
una sera, nel foyer dell’Audi-
torium Rai? Giovedì 4 febbraio
l’atrio della sala da concerti di
piazza Rossaro ospiterà ‘Rai
Nuova Lounge’, manifestazio-
ne pensata in collaborazione
con l’associazione culturale
‘Situazione Xplosiva’ per cele-
brare Torino capitale europea
dei giovani 2010. Dalle 19.30
tre artisti elettronici, David
Canisius da Berlino, Pantha Du
Prince da Amburgo e Sergio
Ricciardone da Torino, propor-
ranno un’alternanza di dj set e a sinistra, il dj David Canisius; al centro l’Auditorium Rai di Torino; a destra il musicista Pantha du Prince
live set. L’ingresso è gratuito.
Così un tempio da sempre consacrato ramente dedicata alla contemporaneità. stretto: molti dei lavori presentati sono vativi (come nel caso di ‘Re Baldoria’, di nista il sound dell’elettronica. ‘Rai Nuova
al repertorio classico si aprirà a una pro- Cinque concerti, dal 5 al 19 febbraio, dan- stati composti nel 2009, tante sono le pri- Riccardo Panfili, scritto per quattro per- musica’ è una proposta rivolta principal-
posta del tutto diversa, tradizionalmente no spazio ai compositori di oggi, a chi, me esecuzioni italiane e ben 5 le prime cussioni, o di ‘Sirius’, di Alessandro Sbor- mente ai giovani: per i nati dopo il 1980
considerata estranea ai percorsi della lontano dai clamori del grande pubblico, esecuzioni assolute. Trovano posto idee doni, dove a dialogare con l’orchestra è l’abbonamento all’intera manifestazione
musica colta. continua a sperimentare, creando quella e sperimentazioni di ogni tipo: ci sono le un bayan, fisarmonica russa a bottoni). costa 10 , l’ingresso a un singolo concer-
L’evento fa parte di una rassegna più che potrebbe diventare la musica classi- formazioni più tradizionali, ereditate dal Prima di ogni concerto e durante gli inter- to 3 , prezzi poco più che simbolici.
ampia, intitolata ‘Rai Nuova Musica’, inte- ca di domani. E’ musica ‘nuova’, in senso passato, ma anche organici molto inno- valli, nel foyer continua a essere protago- Lorenzo Montanaro

I suoni dell’invisibile Giro del mondo in salsa folk


Vibrazioni (de)strutturanti , suoni tarsi - racconta Giordano Amato,
dell’invisibile, musiche metafisiche. fondatore de Il Mutamento e diret- Un elegante scan- kora, l’affascinate
Questo è il programma di Bija, Soun- tore artistico di Bija -, con questo tinato, una sala di strumento che
ds of Impermanence, un progetto progetto vorremmo dare dei punti musica “nascosta” ha una zucca
dell’associazione culturale torinese di riferimento”. Per i prossimi mesi sottoterra, luci ricoperta di pelli
Il Mutamento Zona Castalia. sono previsti a Torino altri concerti: soffuse e un bar d’animale come
a marzo ci sarà l’artista statunitense ben fornito, con cassa di risonan-
Baby Dee, ad aprile i Cluster, per il bancone in za e un manico
metà maggio Attila Csihar e infine legno, nell’ango- con 21 corde,
Carla Bozulich a giugno. Si tratta di lo: è il Folk Club, che si esibirà con
artisti non ordinari, personalità non il posto ideale Vincent Segal,
convenzionali, il cui tratto distintivo, per ricercare e già violoncellista
secondo Amato, è la trasformazione, proporre musica di Sting.
il mutamento. Propongono non di qualità. Magari Spazio anche alla
tanto spettacoli musicali quan- non “popolare”, musica d’autore
to esperienze complesse e non non le canzoni italiana con Pao-
solo uditive, capaci anche di “dare che passano lo Bonfanti (12
fastidio”, spiega ancora Amato, ma abitualmente le febbraio), Enrico
portatrici di messaggi sottili. radio, ma con ar- Pieranunzi (gio-
“Torino in Italia è musicalmente tisti che racconta- vedì 18) che si
I Soundscapes Berlin HiRes avanti, ma la musica che propo- no anime diverse da sinistra: i Trouveur Valdotèn e Malcolm Holcombe, si esibiranno al Folk Club, fondato 22 anni fa esibirà in piano
Nella cornice dell’antico cimitero di niamo sarà sempre di nicchia” da tutto il mondo. solo e poi in trio,
via San Pietro in Vincoli, all’interno prosegue Amato e conclude con È questo lo spirito e la “bandauto-
di una cappella sconsacrata, si sono una considerazione più generale: “il di questo locale storico di Torino fondato 22 anni fa da re” fiorentina Martinicca Boison sabato 13.
già esibiti la canadese Julia Kent e problema dei musicisti oggi è che Franco Lucà, morto nel giugno 2008. Non solo, dalla Provenza arriveranno il 19 febbraio
Jochen Arbeit, membro della storica spesso finiscono col diventare cloni E, davvero, anche a febbraio, il Folk Club risuonerà dei Moussou T & Lei Jovents, a metà strada fra la tradizione
band tedesca Einsturzende Neu- di loro stessi. Quando non si ha più ritmi più svariati. Dal “blues in movimento”, come l’ha occitana e la musica nera fuse nel crogiuolo di Marsiglia,
bauten, insieme a Fabrizio Modo- niente da dire però sarebbe meglio definito Rolling Stones, di Malcolm Holcombe, partito e al “latin jazz acustico” di Alta Madera (26 febbraio). In-
nese Palumbo del gruppo torinese tacere, quando la loro creatività si da una caffetteria di Nashville sarà a Torino venerdì 5, ai fine due serate dedicate al tanto argentino, la prima con
Larsen. esaurisce dovrebbero fare come i Trouver Valdoten, la famiglia Boniface (padre, madre e il World Tango Trio (sabato 20) di Tomás Gubitsch, Juanjo
“Oggi l’enorme quantità di musica, vecchi saggi induisti e ritirarsi nella due figli), che racconterà la sua continua ricerca dei suoni Mosalini e Carlos Buschini, la seconda, il sabato successi-
anche di bassa qualità, diffusa e foresta”. della tradizione alpina e della Valle d’Aosta il 6 febbraio. vo, con un tributo al grande Astor Piazzolla da parte del
accessibile rende difficile orien- Rebecca Borraccini I suoni della tradizione popolare, al Folk Club, verran- Nuevo Tango Ensamble.
no anche dal Mali con Ballakè Sissoko, maestro della Matteo Acmé
GALLERY 28
febbraio ‘10
CINEMA

Un uomo solo
contro i pregiudizi
F
ar diventare immagini sdoganare (al cinema) l’omosessuali- Essere gay è un po’ come passare il
le parole del romanzo di tà è significativo: «Esiste un pregiudi- capodanno da soli mentre tutti fe-
Christopher Isherwood,
quel “A Single Man” targa-
to 1964, agitato nei mitici Sixties
zio radicato che possiamo giustificare
storicamente quanto vogliamo, senza
però arrivare alla radice del problema:
steggiano: si può fare, ma viene con-
siderato quasi irrazionale».
E il Vattimo professore torinese, una
Erri, i film e la montagna
da masse di omosessuali in lotta la famiglia. Ci sono infatti epoche in vita in cattedra, si è riconosciuto in Nel 2002 è stato il primo ultracinquantenne a superare un 8b, il grado di difficoltà della
per la “loro” liberazione, non de- cui non esisteva un concetto di fa- George Carlyle Falconer? «Abbastan- grotta dell’Arenauta di Sperlonga. Nel 2005 ha raccontato una spedizione himalayana
v’essere stato facile. Che poi ci miglia per come lo intendiamo noi. za, mi è sembrata una bella storia, in- nel libro “Sulla traccia di Nives”.Se c’è qualcuno che abbina la passione per la montagna al
riuscisse uno stilista trigante. Anzi – conclude scherzando talento artistico è Erri De Luca, lo scrittore napoletano ormai trapiantato nella campagna
prestato al mondo il filosofo - magari mi fosse capitato romana. Sarà lui l’ospite d’onore della dodicesima edizione di “Cinema in verticale”,dal 4
del cinema, come Tom uno studente bello come Kenny». febbraio al 7 marzo in val di Susa. Nove appuntamenti con filmati e diapositive sulla “verti-
Ford, è già una notizia. Gaetano Veninata calità” presentati dagli stessi autori e protagonisti. De Luca sarà l’ospite d’onore, e chiuderà
Ma il suo uomo single, la manifestazione.
che ha sfilato all’ulti- Erri De Luca, che cos’hanno per lei in comune cinema e montagna?
mo festival in Laguna, «Il cinema è una buona compagnia per chi ha piacere di farsi raccontare storie. La monta-
e correrà a marzo per gna e le mosse di chi la frequenta sono una buona riserva di avventure da raccontare. Dopo
la notte degli Oscar, di che, non hanno altro in comune. Il cinema è finzione sofisticata della verità,la montagna
è davvero un lavoro ne è invece la semplificazione estrema, che mette a nudo il meglio e il peggio di una perso-
fatto bene. “A good na, quello che vuole e non vuole sapere di sé. Un artista russo diceva: se vuoi sperimentare
job”, direbbe lo stesso un amico, portalo in montagna. Al cinema invece preferisco portarci una donna».
Isherwood. Lei oltre ad essere scrittore è anche alpinista. Che emozioni le procura scalare, e le sensazio-
La storia di George, ni provate in montagna l’accompagnano nel suo lavoro?
professore dichiarata- «Scalare mi trasporta in luoghi dove posso vedere il mondo com’era prima della specie
mente gay, disperato umana, e come sarà dopo la nostra estinzione. Siamo inquilini con la pretesa di essere pa-
per la morte del com- droni, ospiti con la presunzione di essere stati invitati. Lassù siamo esposti alle più potenti
pagno, negli anni della forze di natura,impariamo la ritirata,la fuga, lo sbaraglio e il benedetto sale della fortuna.
crisi dei missili, razio- Lassù governa il corpo e l’energia che lo spinge a forzare il bordo dei suoi limiti. Scalare
nalmente e umana- infine è avere intimità col vuoto,non come fosse un amico, ma come una pista da ballo sulla
mente deciso al suici- quale non puoi sbagliare un passo».
dio, improvvisamente È più difficile scrivere un romanzo o scalare una montagna?
re-immerso nel tunnel «Scrivere una storia ,una pagina non è un’impresa e non rientra nel campo di applicazio-
dell’amore grazie a un ne dell’aggettivo difficile. È inoltrarsi in un racconto, sapendo o no dove va a parare,ma
giovane studente (il con l’intenzione onesta di tenere buona compagnia a chi vorrà ascoltare. Scalare una
bel Kenny), ha commosso anche La locandina montagna rientra invece nelle difficoltà liberamente scelte,al punto che si può stabilire in
il pubblico torinese. Tra loro, il fi- del film (già culto) partenza il grado da affrontare. L’alpinismo avanza cercando ostinatamente il superamen-
losofo (e gay dichiarato) Gianni “A single man” to del limite, lo sfondamento del muro delle proprie capacità. L’alpinismo si accanisce di
Vattimo, che di George (interpre- di Tom Ford, storia difficoltà, la scrittura riuscita è invece quella che resta nel suo ambito».
tato da uno straordinario Colin di un docente Perché andare a vedere “Cinema in verticale”?
Firth), possiede, se vogliamo, lo omosessuale «Con un mio racconto recente,ambientato in montagna, ho ricevuto apprezzamenti da
stesso carisma e un curriculum che lotta parte di persone che non vanno in montagna,alle quali è però venuta voglia dopo la let-
accademico simile: «Ho trovato contro i pregiudizi; tura. Spero che questo possa succedere anche a chi va a vedere uno dei film della rassegna
il lavoro di Ford ben fatto, vera- a destra, valsusina». Gaetano Veninata
mente un bel film; forse a tratti il filosofo torinese
fin troppo sentimentale, forzata- Gianni Vattimo
mente sentimentale, ma comun-
que piacevole».
Il lavoro di Ford è ambientato a
Los Angeles, in un’America solo
formalmente bigotta, spudora-
tamente protestante, quasi dop-
Piemonte gLocal movie
pia: il vicino di casa non approva Il Festival Piemonte Movie compie 10 anni e Scola e Diego Novelli, aprirà il
l’omosessualità di George, ma in diventa Piemonte Movie - gLocal Film Festival per festival in anteprima nella serata
fondo il professore non si è mai sintetizzare una doppia ambizione: rappresen- inaugurale. Il film si ispira al Terre di cinema, sezione dedicata ai lavori premiati
sentito “fuori dalla società”. Non tare il nuovo spirito di una manifestazione local, capolavoro di Scola Trevico-Torino. ai festival cinematografici piemontesi e ai lavori
sarà forse che il mondo non è vetrina della produzione regionale di ieri e di oggi, Il festival si articola in 5 sezioni: Spazio Piemonte è presentati in alcuni festival europei nel corso
cambiato così tanto dai primi an- ma anche global, nel suo progetto di costruzione un concorso di cortometraggi realizzati nel corso del 2009, promuove la costruzione di una rete
ni Sessanta, come se questa dop- di una rete di festival regionali ed europei. del 2009 da film-makers nati o residenti nella festivaliera dentro e fuori i confini regionali. Un
piezza la si trovi ancora oggi nelle Come spiega il direttore artistico Alessandro Gai- regione. Nella sezione si inserisce un omaggio progetto in espansione, avviato dallo scorso anno
nostre cattolicissime comunità? do: “Nessuna arte più del cinema possiede uno spi- dedicato a due registi torinesi, i fratelli Gianluca e con il Festival Europeo del Cortometraggio di Brest
«E’ importante che il libro di Ishe- rito globale. Ma, allo stesso tempo, ha la necessità Massimiliano De Serio. (Francia) ed esteso quest’anno al neonato festival
rwood sia diventato un film, ma di radicarsi localmente per poter produrre talenti La rassegna dei lungometraggi realizzati in Comedy Cluj in Transilvania (Romania) e alla
è anche vero come ormai, dopo ed eccellenze sul territorio”. Piemonte nel 2009, Panoramica Film, propone Filmakademie Baden-Württemberg (Germania).
quella storia dei cowboy, l’omo- Il Festival, organizzato dall’Associazione Piemonte diverse pellicole di successo: Vincere di Marco Ci sarà anche uno spazio dedicato al Centro di
sessualità sul grande schermo sia Movie in collaborazione con Film Commission Bellocchio, La prima linea di Renato De Maria, La produzione Rai di Torino, Area 31. La sezione
stata sdoganata». Vattimo parla Torino Piemonte, Museo Nazionale del Cinema e Straniera di Marco Turco e La cosa giusta di Marco propone un omaggio ai gialli realizzati a Torino,
dei due cowboy innamorati di Torino Film Festival, si svolgerà a Torino e Monca- Campogiani. un tributo al regista torinese Davide De Michelis e
“Brokeback mountain”, il film del lieri dal 4 al 12 marzo 2010. In programma oltre Panoramica Doc è una rassegna dei documentari alla sua trasmissione Rai Timbuctu, e un ritratto di
2005 - già un cult - di Ang Lee, con 200 proiezioni. realizzati in Piemonte nel corso del 2009. In pro- Mike Bongiorno, ricordato dal figlio Nicolò e dalla
il compianto Heath Ledger. Che si Magdalena, film diretto dal regista Alejandro De gramma molte proiezioni e alcune anteprime di giornalista Alessandra Comazzi.
sia dovuto aspettare il 2005 per La Fuente e che vede la partecipazione di Ettore lavori sostenuti dal Piemonte Doc Film Fund. Manlio Melluso
GALLERY
SPORT
febbraio ‘10
29

Juve: “Basta al razzismo”


I bianconeri e il Centro Unesco si mobilitano insieme contro l’intolleranza da stadio

D
a troppo tempo ormai le partite di la risposta al progetto congiunto con tuti superiori di secondo grado della
calcio e non solo quelle, mostrano la società bianconera sarà significati- Provincia di Torino. Il premio – bando
un’Italia intollerante e razzista. Sem- va e di stimolo a proseguire la colla- di concorso su www.centrounesco.
pre più, nonostante le forti multe borazione in futuro». to.it- prevede l’assegnazione di due
che vengono date alle società e alle tifoserie, si Il progetto è formato da due parti. La borse di studio, dell’importo di 5.000
sentono cori e si leggono scritte razziste. E non prima propone una campagna di co- euro, per l’anno scolastico e accade-
mancano veri e propri atti di violenza che non municazione “Il calcio è patrimonio mico 2009/2010, a un istituto di se-
possono e non devono essere giustificati. di una sola razza. Quella umana” che condo grado che abbia dato prova di
Forse le multe non bastano. E’ necessario tro- prevede la distribuzione di volantini buone pratiche a favore della lotta al
vare un’altra strada per migliorare l’integra- allo stadio in occasione della partite razzismo e dell’integrazione e a uno
zione. Bisogna creare nuovi modelli positivi interne, uno spot che avrà per prota- studente di età compresa tra i 18 e i
per promuovere la solidarietà ed il rispetto gonisti Amauri, Giovinco, Del Piero 25 anni che abbia compiuto azioni si-
reciproco nello sport e attraverso di esso. e Sissoko e una campagna pubbli- gnificative, a favore della lotta al raz-
Juventus e il Centro Unesco di Torino ci han- citaria che verrà pubblicata sul sito zismo e dell’integrazione. I vincitori
no provato con la campagna, presentata a juventus.com e su “Hurrà Juventus”. verranno resi noti entro il 31 agosto
novembre e tutt’ora in corso “Un calcio al La seconda è un premio, riservato ai 2010.
razzismo”. Partendo dalla convinzione che lo giovani tra i 18 e i 25 anni e agli isti- Sabrina Roglio
sport, e in particolare il calcio, sia lo specchio
della società e costituisca uno strumento pri-
vilegiato per favorire l’integrazione e la lotta
contro il razzismo, l’obbiettivo è quello di
promuovere i valori dell’inclusione sociale e
del rispetto della diversità.
«L’accordo sottoscritto con la Juventus – ha
Cheerleaders a Torino
dichiarato Maria Paola Azzario Chiesa, presi-
dente Centro Unesco di Torino - nobilita il cal- Negli Usa i genitori fanno prestiti per mandare le figlie alle scuole
cio come veicolo privilegiato ed efficace per di cheerleading più prestigiose. Nell’Italia delle curve e degli
trasmettere i valori propri dell’Unesco. La co- ultras far scendere a bordo campo un gruppo di ragazze pon pon
municazione e la formazione dei giovani so- è un’impresa.
no strumenti fondamentali per l’integrazione A Torino ce
e la comprensione reciproca. Siamo certi che l’hanno fatta:
«Tutto è nato
nell’ottobre del
2004 – racconta
la fondatrice
Sopra: il manifesto antirazzista realizzato dalla Juventus assieme al Centro Unesco delle Cheer-
leaders Italia
Graziella Porro
- a San Salvario,

Fitness low-cost un quartiere che


adoriamo». Da
allora i successi
non sono man-
clima non è dei mi- a prezzi interessanti. In questo caso cati: il soste-
gliori e salvo qualche da monitorare, oltre agli annunci in gno ai Lions
giornata di sole, non giro, i siti istituzionali di Provincia e Bergamo, il Sei
è semplice lanciarsi Comune. Infine c’è anche il Cus, dove Nazioni, i mon-
per le fredde vie del i corsi sono aperti quasi tutto l’anno diali di nuoto,
Parco del Valentino. per studenti e non. gli europei di cheerleading a Perpignan. Il legame con il quartiere,
Fare attività fisica piace a molti e Tocca rimanere tra le quattro mura Qualche piccola idea, dunque, si può però, resta forte e le ragazze, per fare economia, si allenano in una
aiuta a tenere sotto controllo la linea. e, magari, una palestra che faccia tirare fuori. Certo, non si può preten- palestra pubblica alle Molinette.
Considerando, inoltre, che le tavolate degli ingressi singoli può essere la dere un fisico alla Schwarzenegger, Quasi tutte sono studentesse tra i 12 e i 27 anni: la “prima
natalizie sono da poco passate e soluzione. I prezzi a Torino variano ma qualche piccola soddisfazione squadra” è composta da Maria Silvia Barbero, Nicole Bortolani,
quelle di Pasqua già si vedono tra i sei e gli otto euro di media, ma ce la si può togliere. Resta chi, per Valentina Chiarenza, Stefania Curto, Erica Gallo, Annalisa Perrone
all’orizzonte, è il caso di darsi da fare. assicurando una cera costanza la fare attività sportiva, di casa, proprio e Claudia Turribio.
Non sempre, però, si ha il tempo (e cifra può scendere (in periferia si non vuole uscire. La soluzione della Il cheerleading è un vero e proprio sport che unisce danza, forza
soprattutto le finanze) per frequen- trovano con più facilità dei centri cyclette fa troppo anni ‘80, meglio e acrobazia. Non tutte le ragazze fanno sempre le stesse cose.
tare corsi, palestre e personal trainer. sportivi che offrono questa soluzio- un tappetino per gli addominali. Nelle piramidi, ad esempio, la flyer sta in cima, sorretta dalla base,
In alcuni casi, poi, tra tasse d’iscri- ne). Basta un ingresso settimanale in Gli esercizi sono quelli che tutti mentre davanti e dietro ci sono la front spot e la back spot. «Alla
zione, abbonamenti a lungo termine palestra, sommato a una periodica imparano da piccoli, a scuola, nelle flyer serve equilibrio e una certa rigidità. Le altre figure, come la
obbligatori e attrezzature, bisogna partita di calcetto con gli amici, e ore di educazione fisica. Così, la sedia base, sono più muscolose: è tutta una questione di leve. – spiega
accendere un mutuo. passa la paura dello sport da salotto: del salotto o la cassapanca in stanza Stefania Curto – È comodo che la base non sia proprio magrissima
Per chi vuole stare attento alla linea pantofole e calcio in tv. Molte piscine sono ottime per fare stretching, e che la back spot sia abbastanza alta, ma la fisicità non ha tanto
(del portafogli) il primo consiglio torinesi, inoltre, adottano la formula flessioni leggere e allenamento per peso».
è un must del fai da te: il jogging. dell’ingresso singolo; per lo più il le braccia. Con il tappetino, poi, si Qualunque figura si esegua, non è necessario essere top model: «il
Facile e per tutte le taglie, la classica sabato e la domenica mattina o nelle possono fare delle semplici posizioni cheerleading è uno sport basato sull’energia – continua la Porro
corsetta è l’ideale per tenersi un po’ pause pranzo in settimana. Yoga di riscaldamento. In questo - Se sei “grossa” finisci per atteggiarti come tale, facendo la cheer-
in forma. Tra i fan del genere anche il A guardarsi bene in giro, però, anche caso, però, la raccomandazione è leader inizi a comportarti in maniera diversa».
presidente francese Nicolas Sarkozy, i centri sociali e le palestre scolasti- quella di stare attenti a non farsi Per iniziare il “reclutamento” è aperto: basta contattare il sito
ma non serve essere un leader poli- che aperte al pomeriggio offrono dei male, soprattutto caricando troppo www.cheerleadersitalia.it. Per quanto riguarda i ragazzi in Italia
tico e avere quindici uomini di scorta corsi di ballo, arti marziali e soprat- la schiena. L’unico inconveniente: non ci sono ancora atleti maschi, nel mondo sono il 3%. Chi
al seguito per cimentarsi; basta un tutto Capoeira (la particolare ginna- l’eccessiva vicinanza della dispensa. volesse intraprendere questa strada sappia che non agiterà i pon
amico da portare con sé. Certo, il stica “danzata” importata dal Brasile) Antonio Jr. Ruggiero pon, ma si farà i muscoli e seguirà le orme di uomini come Reagan,
Roosvelt ed Eisenhower.
Nicola Ganci
OBIETTIVO 30
LAVORO febbraio ‘10

in collaborazione con

Tutti i trucchi e le malizie


per affrontare il temuto colloquio di lavoro
P
rima di presentarsi al colloquio in cui bisogna rispondere a tutta una serie di domande.
sarebbe bene studiare il proprio Solitamente le più ricorrenti sono: dove si vede fra 5-6
Curriculum Vitae e preparasi a anni? Se domani potesse cominciare da capo l’univer-
rispondere ad alcune lacune co- sità, che corsi sceglierebbe? Perché dovrei considerarla
me, ad esempio, i troppi anni per finire un candidato per questa posizione? Qual è l’ultimo libro
l’università, il voto di laurea basso o pre- che ha letto? Come pensa che le sue precedenti espe-
cedenti brevi esperienze lavorative. Un rienze possano tradursi con successo in questo ruolo?
altro consiglio è quello di chiedere a un Le sono stati affidati diversi compiti. Non esiste nessuna
familiare o a un amico di simulare un col- possibilità che possa concluderli entro la scadenza. Co-
loquio, della durata di circa 30 minuti, per me si comporta? Presta attenzione ai dettagli? Mi venda
prepararsi adeguatamente all’incontro questa penna. Oltre a preparare con cura le risposte bi-
vero e proprio con un selezionatore. La sogna guardarsi bene dal presentarsi senza nessuna do-
simulazione, “mock interview”, è fonda- manda. Ha delle domande da farmi? Mai rispondere no,
mentale per mettere in evidenza i propri punti deboli e, a meno che non si vada al colloquio solo per far contento qualcuno,
come un generale in battaglia, pianificare la propria stra- vedi i propri genitori.
tegia. È bene non farsi trovare impreparati nel momento Emanuele Satolli

Parla il selezionatore Il medico: “Così scelgo i miei collaboratori”


Isabella Mancino ha una laurea in medicina e chirurgia la le gambe e incrocia le braccia. In generale mi piace la
“Servono idee chiare” e un diploma conseguito al Conservatorio di Torino. Ma
preferisce definirsi un’imprenditrice. A Pinerolo gestisce
discrezione e la spontaneità dei gesti che accompagnano
le parole».
“Che cosa mi colpisce? Innanzitutto la curiosità. Apprezzo i candida- una società, la Ars Nova, specializzata nella gestione dei C’è secondo lei un abbigliamento ideale per chi si pre-
ti che mi fanno domande e o mi chiedono consigli”. servizi sanitari e assistenziali domiciliari e ospedalieri senta a un colloquio?
Matteo Colombo ha studiato economia ed è manager della Divisio- e nei servizi alla persona. Visite mediche specialistiche, «Ognuno ha il proprio stile che mi dice già tanto di quella
ne Finance di Page Personnel. Da cinque anni si occupa di selezione prelievi a domicilio e medicina e prevenzione natura- persona. Non gradisco gli abbigliamenti provocanti e
di chi cerca lavoro. le. Isabella è a capo della gestione del personale. 74 volgari come ad esempio le minigonne per le donne. Mi
“Le aziende che cercano personale si rivolgono a noi perché faccia- assistenti, 4 psicologi e una diecina di medici, e quotidia- piace un abbigliamento sobrio, ordinato e pulito. Secon-
mo una prima selezione. Noi identifichiamo un paio di candidati namente svolge colloqui per selezionare nuovi collabo- do me è indice di una mente ordinata».
e poi li indirizziamo alla ditta. Ovviamente il tipo di colloquio che ratori. «Amo gestire le risorse umane in una visione della Cosa conta di più per lei, la preparazione o la personalità
faccio dipende dal lavoro per cui i candidati si presentano”. medicina più ampia basata sull’assistenza, l’ascolto e il e il carisma?
Prime impressioni: che cosa conta di più? contatto diretto». «Professionalmente i candidati devono sapere il fatto
“C’è la classica stretta di mano: che non deve essere da ‘Maciste’ ma Qual è la prima cosa che nota in un candidato? loro, questo è il punto di partenza. Però metto sullo
nemmeno inconsistente. In generale comunque non c’è un codice «Tutto e niente in particolare. Da come si presentano, stesso piano sia la preparazione che la personalità. Non
per quanto riguarda il linguaggio del corpo: si tratta più che altro di se sono persone ordinate o meno. Non mi piacciono le pretendo che tutti siano carismatici e non giudico nega-
un’impressione complessiva.” persone troppo profumate perché può dar fastidio quan- tivamente le persone timide e introverse. Se le reputo
Quali le cose a cui prestare assolutamente attenzione? do vanno ad assistere. Guardo come si pongono, faccio idonee al lavoro cerco solo di trovare loro l’impiego più
“Sembra banale dirlo, ma la puntualità è fondamentale, e per i attenzione alla comunicazione non verbale che conosco adatto: alcuni lavorano meglio da soli, altri in gruppo.
neolaureati spesso non è così scontato. Un ritardo, specie se prolun- molto bene, anche perché la insegno». Non discrimino il tipo di personalità; solo quando noto
gato, indispone immediatamente il selezionatore e denota scarsa La prima domanda che pone? che rivelano delle forme di psicosi allora, in maniera
motivazione e un atteggiamento immaturo. Poi c’è l’abbigliamento: «Come sono arrivati a me e per quale motivo vogliono molto serena e delicata, faccio notare che forse non sono
è importante che sia adeguato al lavoro per cui ci si candida.” diventare assistenti, perché capita anche che tentino di troppo portati per questo tipo di lavoro».
Quanto contano le prime impressioni? improvvisare sulle loro esperienze precedenti. Forse pro- Qual è l’errore più grave che normalmente commette un
“ Direi il 30%. Ho imparato a non fidarmene troppo: ci si affidano prio la prima cosa che chiedo è il curriculum che leggo candidato?
molto soprattutto i selezionatori meno esperti. Più di una volta io ancora prima di iniziare il colloquio». «Chi si loda s’imbroda. Se chiedo quali sono le esperienze
sono stato smentito, sia in positivo che in negativo, così ora non Domande scomode? passate devono solo farmi un elenco senza entrare trop-
prendo mai una decisione prima della fine del colloquio.” «Mai, non ne faccio in nessuna occasione». po nei particolari per cercare di esaltare le loro qualità».
Che cosa si aspetta? Cosa colpisce positivamente il selezionatore? Quali sono gli atteggiamenti del linguaggio del corpo C’è un colloquio che l’ha colpita particolarmente?
“Mi aspetto che gli aspiranti siano informati sull’azienda per cui fan- che nota di più? «Francamente? Non c’è mai stato nessuno che mi abbia
no l’audizione, oppure, se si tratta di un colloquio conoscitivo, che «Osservo molto la postura che assume il candidato. Noto colpito in modo particolare».
sappiano di che cosa ci occupiamo noi. Inoltre apprezzo la concre- se si pone in maniera aperta o sulla difensiva, se accaval- e.s.
tezza, il realismo delle risposte. Meglio evitare le risposte vaghe.”

bAcheCa
Quali le domande?
“Le prime ovviamente riguardano il percorso di studi o, se già
intrapreso, quello lavorativo. Chiedo inoltre cosa lo spinge a cercare I falsi creano un nuovo strettamente alla dif-
lavoro o a cambiarlo. Poi spesso domando al candidato come si ve- lavoro. E per di più legale. Tra fusione delle ricerche
de nel futuro a breve e medio termine: è importante vedere se ha le le professioni in ascesa c’è di mercato: compito
idee chiare. Ricordo ancora un ragazzo di 27 anni che mi ha risposto quella dell’esperto anticon- dell’analista motivazio-
in modo molto preciso indicandomi i suoi obiettivi e soprattutto le traffazione. All’interno di nale è studiare i bisogni
tappe attraverso cui intendeva realizzarli, citandomi nomi di azien- un’azienda il suo compito è quello di come giurisprudenza, o tecnico, ad e le motivazioni del consumatore e
de e contatti che già aveva.” tutelarne marchi, brevetti e modelli, esempio ingegneria. Negli ultimi l’utilizzo finale che fa del prodotto,
Gli errori più comuni? studiando gli accorgimenti più indi- anni sono inoltre stati avviati alcuni adottando tecniche quantitative
“Le risposte imprecise, quando ad esempio si risponde che cati per evitarne la contraffazione. master specifici. Per informazioni si a confermare le osservazioni. Gli
l’obiettivo è una crescita professionale ma poi non si è in grado di Ha il compito di gestire e proteggere può consultare il sito www.anticon- strumenti di cui fa uso l’analista
esemplificare il concetto. Capita poi che il candidato si dimentichi la proprietà intellettuale e industria- traffazione.org o www.indicam.it. sono principalmente i focus group,
di citare esperienze professionali significative e pertinenti. Infine le dell’azienda. Sarà lui a negoziare L’altra figura professionale che apre ossia domande fatte in un gruppo
la passività: non è facile conoscere chi risponde solo alle domande e redigere i contratti e a sfruttare e nuove prospettive è l’analista moti- interattivo, interviste individuali e
senza interloquire, senza chiedere chiarimenti, senza dialogare. cedere i diritti di proprietà intellet- vazionale. Si tratta di un mestiere che osservazioni dirette circa l’attitudine
Quanto dura in media un colloquio? tuale, occupandosi infine di risolvere si impara principalmente sul campo, al consumo dei clienti. Suo compito
“In genere dipende dall’esperienza del candidato e del posto per eventuali controversie commerciali. ma richiede almeno una laurea è infine sviluppare i concept per
cui fa richiesta. Il colloquio comunque si chiama così proprio perché La preparazione richiesta com- umanistica, economica o sociale. pubblicità, promozioni e packaging
è frutto di un’interazione. Una durata media di tre quarti d’ora sia prende una laurea in ambito legale, La nascita di questa figura è legata appropriato.
appropriata.
31 febbraio ‘10

SAVE THE DATE


a cura di Sabrina Roglio
quale la città stessa divenne un grande fiche tramite le postazioni connesse al la “crisi”. Il ciclo di incontri, organizzato
TORINO SPERIMENTALE laboratorio creativo. Info: 800/329329,
mar-dom ore 10-19, ingresso libero.
web, visionare la banca dati dedicata
specificatamente alle collezioni. Non è
dalla Facoltà di Scienze Politiche del-
l’Università di Torino in collaborazione
CIRCOLO LETTORI
Mostra alla Sala Bolaffi consentito il prestito esterno, né servizio con il ipartimento di Studi Politici e il Appuntamenti rivolti ai gio-
Venerdì 19 Febbraio presso la Sala
Bolaffi di Torino, via Cavour 17, aprirà
PINACOTECA AGNELLI di fotoriproduzione o copia delle risorse
documentarie. La sala di consultazione
Dottorato di Studi Politici,Storia e Teoria,
intende affrontare ogni aspetto della
vani al circolo dei lettori in Via
Bogino 9 Torino:
“Torino sperimentale 1959- 1969. Una Nuova sala consultazione osserva gli orari di apertura del museo. crisi in atto, chiedendosi, innanzi tutto, Venerdì 12 febbraio alle 21
storia della cronaca. Il sistema delle La Pinacoteca Giovanni e Marella Agnel- Si consiglia di prendere appuntamento, se si tratti di una situazione passegge- “Sensibilità Indy”. Disco Grezzo
arti come avanguardia”, una mostra li apre dal 5 febbraio una sala di consul- dal martedì alla domenica dalle 10 alle ra, o strutturale. L’ingresso è libero, Info è un’iniziativa autonoma nata
promossa e organizzata dalla Direzio- tazione dedicata al tema del collezio- 19, 011/0062307. 011/530066. da un’idea dell’ Associazione
ne Cultura, Turismo e Sport della Re- nismo. L’utente potrà scegliere diversi Umanista Alice e da 15 band
gione Piemonte e curata da Giorgina
Bertolino e Francesca Pola. La mostra
strumenti per le sue ricerche: consultare
la collezione libraria accessibile a scaf-
SCIENZE POLITICHE MUSEO DEL CINEMA indipendenti del torinese per
sensibilizzare il pubblico sul
presenta gli avvenimenti e i protagoni- fale aperto, costituita da monografie, 2° Settimana della politica Gli anni della dolce vita tema degli psico-farmaci ai
sti che a partire dal 1959 diedero vita cataloghi di mostre, cataloghi d’aste, ri- Dal 22 al 27 febbraio vi sarà la seconda A cinquant’anni dalla realizzazione bambini.
a Torino a una sorprendente stagione viste e saggi sul tema del collezionismo, edizione de “Le Settimane della Politica” del capolavoro di Fellini il Museo del Sabato 20 febbraio alle 21
di sperimentazione artistica. 22 le ope- estendere le proprie ricerche bibliogra- dedicata a un tema di grande attualità: Cinema presso la Mole Antonelliana, Spettacolo “A chi tocca?” a
re/simbolo (nella foto sotto Alighiero presenta fino al 21 marzo la mostra “Gli Cura di Studio Due, testo di
Boetti, Io che prendo il sole a Torino il anni della dolce vita”. Vengono espo- Filippo Chiello, regia di Aidi
19 gennaio 1969, 1969 - Fondazione sti gli scatti di uno dei tanti paparazzi, Tamburrino, in scena Gabriele
Alighiero e Boetti (Rm)) che introduco-
no sei sezioni tematiche ognuna con
filmati, documenti d’epoca, cataloghi,
immagini che consentono al visitato-
Concorso fotografico Marcello Geppetti, che animarono le Ciavarra, Yuri Ferrero, Giorgia
Goldini e Marco Mazza. sceno-
grafie di Catherine Chanoux,
costumi Scalfino, produzione
re di rivivere le principali esperienze C’è tempo fino al 15 aprile per par- zione Storyboarding), 500 euro in Bottega Bottoni.Ingresso
artistiche di quegli anni, ricostruendo tecipare al 1° Concorso Fotografico attrezzatura fotografica (vincitore euro 5, info e biglietteria
il contesto culturale e sociale entro il - Premio Luca Pron “[Torino] in sezione Oneshot) e una macchina 011/4326827
particolare”. Obiettivo è quello fotografica digitale (vincitore Venerdì 26 febbraio ore 21,
di ritrarre aspetti caratteristici, sezione Freeshot). “Il meglio del teatro della
significativi, originali e suggestivi La competizione nasce dalla vo- caduta – Anamnesi Narrazioni
nel loro “particolare” del territorio lontà di ricordare in maniera attiva paramediche. Di e con Marco
del Comune di Torino. la figura di Luca Pron, fotografo e notti romane di Via Veneto e dintorni Bianchini e Andrea Gattico
Primo premio due contratti direttore della fotografia prema- negli anni celebrati che dal film pre- (pianoforte e suoni). Ingres-
annuali come fotografi ufficiali del turamente scomparso, che al capo- sero il nome. A completamento del so euro 5, info e biglietteria
Museo del Cinema, gli altri sono: luogo subalpino ha legato la vita percorso una selezione di ritratti dei 011/4326827
una personale di una settimana e parte importante del proprio protagonisti, “rubati” nei momenti di
presso un prestigioso spazio percorso di ricerca fotografica. pausa sul set de La Dolce Vita dall’ope- www.circololettori.it
espositivo di Torino (vincitore se- Info: www.premiolucapron.it. ratore Arturo Zavattini. Info www.mu-
seocinema.it.

LETTERE
Scrivi a futura@corep.it

Grazie e a presto E comunque buon lavoro. Ancora complimenti!


Futura che fine hai fatto?! Grazia Sara
Gentile redazione di Futura,
come mai non siete usciti a dicembre? Aspettavo il vostro Ciao Grazia. Cara Sara,
numero natalizio ma non l’ho trovato da nessuna parte. Forse è uscito Noi parliamo sempre di tutto quello che ci sembra importante grazie dei complimenti che come sempre ci rendono felici e sono
dopo le vacanze e quindi quando io ero ormai a casa? e di cui veniamo a conoscenza riguardo il mondo universitario. Putroppo uno stimolo per continuare nel nostro lavoro.
Fatemi sapere, grazie. però a volte qualcosa ci può anche sfuggire. Per questo è importante anche Sì effettivamente il nostro praticantato prevede l’utilizzo di più mezzi di in-
Claudio la partecipazione di voi studenti. Se organizzate qualcosa di simpatico, o se formazione e quindi anche quello della Radio che ci piace tantissimo. Come
venite a conoscenza di qualche bell’evento, segnalatecelo al nostro indiriz- forse avrai visto facciamo anche dei servizi video che puoi trovare sul nostro
Caro Claudio, zo di redazione (redazione@futura.to.it) oppure attraverso il nostro sito. sito web.
come vedi rieccoci qui. A dicembre abbiamo avuto dei problemini tecnici Ciao e continua a leggerci! Ciao e grazie ancora
e siamo usciti solo in formato pdf sul nostro sito www.futura.to.it . Però col (red. fut.) (red. fut.)
nuovo anno siamo di nuovo più agguerriti che mai!!
(red. fut.) Un po’ più di pulizia...
Il giornale radio su Radio 110 Cara Futura,
Cara Futura, scrivo a voi perchè da un po’ di tempo trovo Palazzo Nuovo
Dove trovare le informazioni sull’università da quando sono studentessa dell’Univeristà di Torino mi piace più sporco, potete aiutarmi a sottoporre il problema alle persone giu-
Cara redazione di Futura, sentire Radio110. ste?
Vi leggo sempre, ogni volta che trovo il vostro giornale in gi- Solitamente a pranzo non la ascolto ma qualche giorno fa mi sono resa Grazie
ro. conto che c’era il vostro giornale radio in onda. Luca
Una domanda volevo farvi però: perchè non parlate più spesso di eventi Devo dire che sono rimasta piacevolemtne colpita. E’ proprio interessan-
connessi con l’università o di serate universitarie organizzate dai ragaz- te e da una panoramica veloce ma efficace su quello che accade. Non Caro Luca, lo faremo sicuramente.Ciao !
zi? sapevo di trovarvi anche lì. (red. fut.)