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LE CLASSI DEGLI AMPLIFICATORI

di IZ8NGX
In questo periodo mi sto occupando delle classi degli
amplificatori. Dopo svariate ricerche per i miei studi ho notato
che spesso se ne sente parlare senza avere idea di cosa siano.
Spesso, grazie ad internet, si leggono strafalcioni, sui quali
bene fare un po' di chiarezza, in modo che l'utente non sia
ingannato da parametri non chiari e sopratutto da giudizi
volutamente depistanti, grazie all'intervento di marketing di
molte case costruttrici( ergo volontaria disinformazione). La
spiegazione che seguir fatta di proposito all'acqua di rose,
per facilitare la comprensione a chi, di elettronica, non ha
dimestichezza ma desidera comunque avere un'idea di quello che
si sta dicendo. Gli amplificatori hanno un'unica funzione teorica:
amplificare un segnale posto al loro ingresso. L'amplificazione
consiste nell'incremento di un parametro del segnale:
l'ampiezza.
Volendo, si pu parlare anche di amplificazioni negative, qualora
vi fosse un'attenuazione. Ma si userebbero attenuatori (
appunto ) magari attivi. Ma questo esula dallo scopo di questo
articolo, che vuole amplificazioni solo positive ( o unitarie, nel
caso di buffer o separatori). Un amplificatore ideale, quindi,
moltiplica il segnale di ingresso per un determinato fattore (
Guadagno ) in modo da riproporlo in uscita amplificato.
In pratica tutto questo accade, ma l'amplificatore introduce
qualche lievissima distorsione cos lieve, che possiamo
trascurarla e pensare un amplificatore come fosse ideale. Ma
come fa un amplificatore ad amplificare ? Il principio
equivalente a quello di una leva ( in meccanica ), ove si applica la

forza in un punto di essa, la forza moltiplicata per il braccio


della leva ( distanza dal punto di applicazione della forza dal
fulcro ), e dall'altra parte, sul braccio pi corto, si ha una forza
maggiore, talmente grande, da poter sollevare un peso ben
maggiore di quello che la forza applicata alla leva, potrebbe
sollevare se applicata invece direttamente alla massa da
sollevare senza la leva stessa. La leva quindi un amplificatore.
" Datemi una leva che vi sollever il mondo !! In elettronica, per
i segnali, si usa un circuito. Questo circuito prende la
tensione/corrente di alimentazione posta ai suoi capi, e la fa
variare su un carico ( altoparlante, per esempio ), in base alla
tensione/corrente del segnale debole, applicata al suo ingresso.
Qui si nota che la tensione di alimentazione, non pu e non deve
essere considerata una cosa secondaria e non importante bens
l'opposto.
Per realizzare questa "leva elettronica", necessario un
circuito. Sia esso composto da valvole o transistor ( BJT/FET ),
l'architettura con cui si applica questo principio, varia in
funzione:

Rendimento da ottenere
Destinazione d'uso

Il rendimento la percentuale di energia fornita dallo stadio


finale, che l'amplificatore riesce a tradurre in segnale utile. Per
cui un amplificatore con un rendimento dell'80% sicuramente
pi valido di un amplificatore con rendimento del 10%. Meno
rendimento ha, maggiore la corrente che paghiamo all'ENEL e
che non viene sfruttata per il segnale audio, ma viene buttata via
in dissipazione di calore. Pi rendimento ha il nostro
amplificatore, meno corrente buttata si ha. Vediamo ora le

caratteristiche
amplificatori.

delle

varie

classi

di

costruzione

degli

CLASSE A
L'amplificatore pi semplice da costruire in classe A. Il
segnale di uscita la replica perfetta di quello in ingresso. Ma i
dispositivi ( valvole o transistor ) sono polarizzati in modo tale,
che essi conducono sempre anche in assenza di segnale in
ingresso. Conduzione = Consumo = dissipazione di calore =
pagamento dell'ENEL. Il rendimento di un classe A infatti
teoricamente attorno al 20-25%. In pratica scende ben al di
sotto di questo valore per via delle tolleranze. Quando
richiesta molta potenza, da questo amplificatore, la dissipazione
diventa importante. Deve quindi essere raffreddato a dovere,
con dissipatori e ventilatori. Non ha, come detto, difficolt a
riprodurre fedelmente un segnale, proprio per la sua semplicit
di
realizzazione.
Ma

altamente
antieconomico
energeticamente parlando. La maggior parte dei circuiti
preamplificatori, proprio per via della semplicit richiesta,
tutta in classe A, in quanto non richiedendo potenza da fornire,
non significativo il consumo di corrente ( che in molti casi
ridotto a pochissimi milliampre se non a microampre in sistemi
a basso rumore ). Ma negli amplificatori di potenza, questo dato
significativo.

Fig. 1 Amplificatore in classe A.

Fig. 2 Amplificatore in classe A


con accoppiamento capacitivo.

Lamplificatore in classe A di Fig.1 presenta lo svantaggio che il


carico RC percorso sia dalla componente di segnale, variabile
nel tempo, sia dalla componente continua, di polarizzazione, della
corrente di collettore del transistor.
Spesso per richiesto che la resistenza di carico
dellamplificatore sia attraversata dalla
sola componente di segnale e non dalla componente continua di
corrente. Un caso tipico quello di
un altoparlante dove la presenza di una componente continua di
corrente provoca lo spostamento
del cono dellaltoparlante dalla sua posizione di riposo,
limitandone lescursione utile e potendone
provocare addirittura la saturazione o la rottura per eccessiva
dissipazione.
Un metodo per eliminare la polarizzazione in continua dalla
resistenza di carico dellamplificatore quello di utilizzare un
accoppiamento a condensatore, come si fa negli accoppiamenti
interstadio, come rappresentato in Fig.2. Solitamente il
condensatore utilizzato per ottenere laccoppiamento in

alternata di tipo elettrolitico in quanto, per ottenere una


opportuna estensione della banda di frequenze del segnale
fino a bassi valori, risulta di capacit elevata. Inoltre, la
polarizzazione ne facilita lutilizzo, essendo questi componenti di
tipo
polarizzato.

CLASSE B
Onde evitare i problemi della classe A, stata ideata la classe B.
In pratica la differenza sta nel circuito dei finali. Si usa una
configurazione che pu essere in push-pull oppure a simmetria
complementare. Sono solo configurazioni circuitali. Niente a che
vedere con il segnale in se. Nella classe B, uno dei finali amplifica
una semionda del segnale applicato al suo ingresso, e l'altro
finale, amplifica l'altra semionda. Questa configurazione ha un
rendimento molto pi elevato di un amplificatore in classe A. Si
infatti nell'ordine del 75-80%. Il che vuol dire che il 75-80%
della bolletta che si paga all'ENEL, usando questo amplificatore,
convertito in energia audio. Il resto dissipato sotto forma di
calore. Mentre, come abbiamo visto, nel classe A, ad essere
ottimisti, il rendimento solo del 20-25% , il classe B appare
ottimale, ma ha un difetto: Se vi sono variazioni nelle correnti
di
polarizzazione
dei
finali,
dovute
a:

Tolleranze dei componenti


Cattiva progettazione

si verifica una distorsione molto particolare ( molto ricca di


odiose armoniche dispari ): la distorsione di crossover. Di che si
tratta ? Semplice: come abbiamo visto un finale amplifica la
semionda positive e laltro quella negativa.

Se la polarizzazione
dei
finali
per
qualsiasi motivo si
altera, quando si
passa dalla semionda
positiva a quella
negativa, pu esserci Figura 1 - Distorsione di cross-over
un momento in cui
nessuno dei due finali in conduzione. In pratica l'onda risulta
interrotta, spezzata, e non continua come quella in ingresso.
Questa la distorsione di Crossover ( vedesi figura 1).
veramente fastidiosa a sentirsi ed altro che "zanzarosa" ...
falso dire che tutti gli ampli di classe B hanno questa distorsione
! Se l'amplificatore progettato bene, con componenti di
qualit, questa distorsione non esiste. Ma se anche un ottimo
amplificatore in classe B viene fatto ad esempio surriscaldare
perch non ventilato correttamente, i componenti possono uscire
dalle tolleranze di progetto e quindi questa distorsione si genera
subito e rimane fin tanto che l'amplificatore non torna a
lavorare come dovrebbe.
Lo schema semplificato di un amplificatore in classe B
mostrato nella figura sottostante. Si tratta di una
classica configurazione push-pull a simmetria complementare,
nella quale i due componenti attivi (transistor) conducono
alternativamente, TI durante la semionda positiva di Vi, T2
durante quella negativa, permettendo la ricostruzione del
segnale sul carico RL.

Amplificatore in classe B pushpull a simmetria complementare

Si noti come, rispetto ad entrambi i transistor, la connessione


dell'amplificatore sia ad inseguitore di tensione (emitter
follower). Dal momento che il guadagno di tensione per questo
tipo di configurazione approssimativamente unitario,
l'ampiezza del segnale sul carico pu considerarsi uguale a quella
del segnale di ingresso.
La configurazione ad alimentazione duale pi idonea se
richiesta un'ampia escursione del segnale di uscita, mentre
successivamente possiamo vedere il circuito con singola
alimentazione in cui l'ampiezza massima del segnale , pari a
Vcc/2, perch tale approssimativamente l'escursione ammessa
per la VcE di ciascun transistor. Il BJT interdetto
a sua volta sottoposto ad una tensione massima, tra collettore
ed emettitore, uguale a Vcc

Amplificatore

in

classe

con

singola

alimentazione.

CLASSE AB
Per ovviare all'inconveniente della distorsione di crossover cui la
classe B pu essere affetta, si creata la classe AB che unisce i
vantaggi della classe A per quanto riguarda la fedelt di
riproduzione, ed il rendimento della classe B.
In pratica il finale interessato all'amplificazione di una
semionda, polarizzato in modo tale che la sua conduzione
permane per un certo periodo anche per la semionda successiva,
lavorando contemporaneamente all'altro finale, che sta
elaborando l'altra semionda.
Questo modo di lavorare toglie l'inconveniente della distorsione
di crossover definitivamente. Dalla classe AB, sono derivate poi
le classi AB1 ed AB2, la cui differenza esclusivamente sul
modo di polarizzare i due finali per ottenere lo stesso effetto.
In pratica si tratta di piccole migliorie nel modo di polarizzare i
finali, che non influiscono sul segnale in modo assoluto. Ne

compensano in parte la piccola perdita di efficienza dell'AB


pura, dovuta alla conduzione prolungata di uno dei finali durante
la semionda in cui l'altro finale deve lavorare. Ma il rendimento
complessivo di AB1 e 2 di poco inferiore ad AB standard.

CLASSE C
Il funzionamento in classe C non lineare. Un segnale applicato
all'ingresso di un amplificatore in classe C viene enormemente
amplificato indipendentemente dalla distorsione raggiunta in
questa fase. Anzi: enormemente distorto. Il segnale di uscita
molto distorto, pressoch inutilizzabile in audio. Questo
amplificatore ha una resa del 90% ed usato in radio frequenza,
per amplificare segnali che vanno poi trasmessi da un'antenna.

Un amplificatore in classe C un amplificatore in cui il


transistor conduce per meno della met della semionda; questo
significa che la base deve risultare, in condizioni di riposo,
polarizzata inversamente.
CLASSE D o CLASSE S (sono equivalenti)
Questo amplificatore molto semplice circuitalmente parlando,
offre grande potenza in uscita per una contenuta dissipazione di
calore,
ed
ha
un
rendimento
prossimo
al
98%.
Il circuito in classe D totalmente differente dallo schema in
classe B ed AB. Il segnale di ingresso, va a modulare la larghezza
degli impulsi ad onda quadra di un generatore. La frequenza di
questi impulsi ad onda quadra, tipicamente 10-20 volte la
massima frequenza applicata in ingresso.Un filtro passivo posto
in uscita, riconverte questi impulsi nel segnale che interessa
applicato all'altoparlante. Ha inoltre il vantaggio di poter essere
controllato sia da circuiti analogici in ingresso, che digitali.
Insomma altamente versatile, leggero, rende tanto, e consuma
il giusto. Il 98% della corrente che paghiamo all'ENEL usata
per
avere
l'audio
sul
nostro
altoparlante.
In passato per questo tipo di amplificatore aveva un valore di
distorsione piuttosto elevato rispetto alle classi A, B, ed AB ( 1
e 2 ) pertanto non ha fatto presa sul pubblico normale n tanto
meno quello esoterico. L'evolversi della tecnologia e della
tecnica, ha permesso costruzioni notevoli di questi amplificatori,
come ad esempio la Bang & Olufsen, che ha realizzato il sistema
ICEPower, che in classe D, ed montato nella gamma PDX
dell'Alpine, in qualche sistema diversi sistemi della Pioneer come
la
serie
PRS
ed
altre.
Oggi largamente usato per esempio nei sistemi mobili (
autoradio ), ed anche in qualche sistema Hi-Fi. L'aspetto
negativo della calsse D il fattore di smorzamento quando viene

usato per pilotare dei subwoofers. Questo fattore che tanto


migliore quanto pi alto, nei sistemi in classe D, non risulta cos
elevato per la presenza del filtro passa basso in uscita. Una
parte negativa tutto sommato estremamente accettabile se si
pensa che, normalmente, i soobwoofers sono spesso usati in
automobili laddove cio, a fedelt di riproduzione pu subire
degradi in percentuale pi elevata che non in sistemi casalinghi.

Per un amplificatore in banda audio normale, il classe D quello


che considero un sistema davvero interessante, specie nell'uso
della sua variante, la classe T.

CLASSE T
In essa la frequenza degli impulsi ad onda quadra, variabile in
funzione
della
potenza
richiesta
in
uscita.
Questo ne migliora, rispetto alla classe D, notevolmente la
fedelt in tutto lo spettro audio.
CLASSE E/F
un amplificatore switching ad alta efficienza per impieghi in
radio frequenza. Un transistor viene fatto funzionare come
interruttore con un'induttanza all'alimentazione ed una rete RLC
verso il carico. Un condensatore evita che la RF vada
sull'alimentazione. Ha un'efficienza maggiore dell'amplificatore
in classe C per cui dissipa di meno. Il contenuto armonico pari a
quello di un classe B alla frequenza di lavoro, per cui facilmente
filtrabile la generazione di armoniche superiori e spurie. Le
differenze tra classe E e classe F sono minimali e grosso modo
consistono per lo pi nel modo in cui il transistor commutatore
lavora con la rete RLC

Amplificatore in classe E (sopra) e classe F( sotto)

CLASSE G
La classe G una variante della classe AB. Nella classe G, quando
il segnale amplificato vicino al clipping (taglio della forma
donda), la tensione di alimentazione dei finali aumentata in
modo da allontanare il clipping ed incrementare l'headroom (il
range di potenza prodotto dallo stadio finale) dinamica.
La commutazione avviene tra due livelli di tensione di
alimentazione dei finali. Nel funzionamento normale, la tensione
rimane ad un valore costante. Quando si raggiunge una certa
tensione di soglia, da parte del segnale amplificato, questa
tensione viene commutata ad un secondo valore che pi alto del
primo. In questo modo il clipping si allontana a tutto guadagno
della dinamica. Il rendimento teorico di un amplificatore in
classe G dell'85.9%. Il che significa che l'85.9% di quello che
si paga all'ENEL per ascoltare la musica, viene effettivamente
convertito in musica ... il resto viene disperso in calore.
CLASSE H
La classe H una variante della classe G. In pratica nella classe
H la tensione di alimentazione sui finali rimane costante sino ad
un valore di soglia determinato dal segnale amplificato. Sin qui
come la classe G. Ma non appena il segnale supera questo valore
di soglia, invece di commutare la tensione di alimentazione dei
finali ad un secondo valore fisso come nella classe G, il sistema
in classe H fa incrementare poco alla volta la tensione di
alimentazione dei finali, seguendo quella del segnale amplificato.
Proprio per questo minore spreco di energia, il rendimento di un
amplificatore in classe H maggiore di quello di un classe G ma
minore del 100% La figura sottostante mostra le differenze tra
un amplificatore in classe G ed uno in classe H:

CLASSE Z
La classe Z un amplificatore con rete di controreazione
digitale. Il sistema brevettato ed proprietario della Zetex
Company. Un processore inserito nella catena di retroazione (
detto anche DDFA: Direct Digital Feedback Amplifier ) unisce i
pregi della Classe D con i pregi della classe A, offrendo un
sistema con una distorsione armonica ( THD+N ) pari allo 0.004%
ed un range dinamico di 120dB ! Quindi molto meglio anche della
classe T.
FATTORE DI SMORZAMENTO:
un valore adimensionale che pi alto migliore
l'amplificatore. dato dal rapporto:
impedenza altoparlante/impedenza interna dell'amplificatore

Tutti gli amplificatori a stato solido ( transistor, FET, IGBT )


hanno un fattore di smorzamento assai pi elevato che non quello
degli amplificatori valvolari. Questo dato uno dei costituenti
del tallone di Achille dei valvolari ( insieme ad efficienza e
distorsione nonch estrema sensibilit al tipo di trasformatore
di uscita. Quest'ultimo in alcuni schemi stato tolto e le valvole
si accoppiano direttamente al carico. Tradotto in termini pratici,
lo smorzamento la capacit di un amplificatore a contrastare i

movimenti residui della membrana dell'altoparlante ( in termini


pi tecnici: dell'equipaggio mobile del trasduttore ), quando il
segnale applicato in ingresso dell'amplificatore cessa. Questo
movimento pi consistente alle frequenze per cui il sistema
dell'altoparlante entra in risonanza.In parole molto povere, se
mettiamo un segnale in ingresso e poi questo segnale finisce, a
causa di inerzia, la membrana dell'altoparlante tende a
continuare e vibrare per un po', generando un segnale "falso", un
segnale
che
non
esiste.
La capacit di un amplificatore si smorzare questi movimenti
parassiti appunto detta: fattore di smorzamento ( Damping
Factor ) e non identico a tutte le frequenze, appunto perch il
sistema del diffusore, cambia la propria risposta in funzione
della
frequenza.