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BULGARINI

scrivere con Carlo Collodi LABORATORIO DI ESERCIZI A cura di Francesca Macchioni Marco Moschitta

scrivere con

Carlo Collodi

LABORATORIO DI ESERCIZI

A cura di Francesca Macchioni Marco Moschitta

Carlo Collodi LABORATORIO DI ESERCIZI A cura di Francesca Macchioni Marco Moschitta E DITORE B ULGARINI

EDITORE BULGARINI FIRENZE

Testo conforme alle norme e avvertenze tecniche previste dal D.M. 7-12-’99 n. 547 E DITORE

Testo conforme alle norme e avvertenze tecniche previste dal D.M. 7-12-’99 n. 547

EDITORE BULGARINI FIRENZE

Copyright © 2003

Prima edizione marzo 2003

2008

1

2007

Ristampe

2

3

2006

4

5

2005

6

2004

2003

Finito di stampare per i tipi della tipolitografia Stiav s.r.l. in Firenze

Laboratorio di esercizi a cura di

Francesca Macchioni

Marco Moschitta

Editing

Marco Moschitta

Redazione

Francesca Macchioni

Progetto grafico

Paolo Lecci

Videoimpaginazione

Macchioni Progetto grafico Paolo Lecci Videoimpaginazione PLAN srl Disegni originali PLAN srl Anna Gangale Copertina

PLAN srl

Disegni originali

Paolo Lecci Videoimpaginazione PLAN srl Disegni originali PLAN srl Anna Gangale Copertina Paolo Lecci Studio

PLAN srl

Anna Gangale

Copertina

Paolo Lecci

Studio DCM

srl Anna Gangale Copertina Paolo Lecci Studio DCM SISTEMA QUALITA’ CERTIFICATO UNI EN ISO 9001: 00
srl Anna Gangale Copertina Paolo Lecci Studio DCM SISTEMA QUALITA’ CERTIFICATO UNI EN ISO 9001: 00

SISTEMA QUALITA’ CERTIFICATO UNI EN ISO 9001: 00 - CERT. SQ00503

Il Sistema Qualità della Casa Editrice Bulgarini S.p.A. è certificato secondo la norma UNI EN ISO 9001:2000

PREMESSA

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Premessa

“Questo filo di inchiostro, come l’ho lasciato correre per pagine e pagine, zeppo di cancellature, di rimandi, di sgorbi nervosi, di macchie, di lacune, che a momenti si sgrana in grossi acini chiari, a mo- menti si infittisce in segni minuscoli come semi puntiformi, ora si ritorce su se stesso, ora si biforca, ora collega grumi di frasi con contorni di foglie o di nuvole, e poi s’intoppa e poi ripiglia a attorcigliar- si, e corre corre e si dipana e avvolge un ultimo grappolo insensato di parole idee sogni ed è finito.”

Con queste parole lo scrittore italiano Italo Calvino comunica la complessità ma anche la creati- vità e la libertà della sua scrittura. Ma in che modo si apprendono i segreti della scrittura? E cosa si- gnifica imparare a scrivere? Si tratta di una tecnica? Un po’ come conoscere i movimenti o i gesti di uno sport? E cos’è che guida la scrittura, la ragione, la fantasia, l’intelligenza? Potremmo continuare a porci altre mille domande e certo non troveremmo una risposta univoca. Siamo soliti dire ai ragazzi:

leggete, leggete tanto, perché questo vi aiuterà nella scrittura. Dunque si suppone che la lettura, pas- sando attraverso il filtro della nostra mente, si trasformi quasi miracolosamente in abilità di scrittura.

E altre volte si dice: quel ragazzo sa scrivere, l’altro non è portato. Allora il segreto della scrittura, oltre che nel leggere tanto, starebbe in una sorta di predisposizione genetica. Come vedete dietro il mon- do dello scrivere esistono tante verità, tante opinioni, tanti preconcetti. Dunque il senso di questo la- boratorio è proprio quello di avviare alla scrittura tenendo conto di alcuni punti fermi. Leggere serve e serve molto, serve leggere e rileggere e analizzare il testo d’autore secondo mol- teplici punti di vista. Ecco perché in ogni unità di questo laboratorio sono stati riportati interi brani de- scrittivi, o narrativi o dialogati, sui quali operare con diverse tipologie di esercizio. Scrivere è un’operazione concreta, che deve essere affrontata concretamente. Lo studente dun- que è sollecitato costantemente a lavorare con le categorie della sintassi, della grammatica, del lessi- co. È chiamato a comporre frasi o a scomporle, a grafizzare, a disegnare sulla pagina con le parole, a visualizzare. Scrivere è un’operazione creativa, libera, che si lega profondamente alla psicologia dell’autore. Ogni autore propone un suo stile, un modo di scrivere che è il riflesso del suo mondo interiore. Ogni

studente che si avvicini alla scrittura deve sapere che tutti i suoi testi, con le rispettive scelte di vocaboli

e la combinazione degli stessi in un discorso, devono essere espressione della propria personalità. Esistono tecniche che possono facilitare la stesura di certi testi e di queste viene dato esempio. Tecniche universali e tecniche che nascono dall’esame di un testo: in altre parole, l’opera di uno scrittore può diventare un modello da seguire, una volta che al suo interno si siano individuate delle “regole” che ne sottendano l’organizzazione della scrittura. Per tornare alle parole di Calvino, questo laboratorio, sia pure in modo semplice e modesto, in- tende rendere conto di quel “correre” per le pagine cui accenna lo scrittore, di quegli “sgorbi”, di quei “contorcimenti”, di quelle “foglie” e “nuvole”, di quelle “idee” e “sogni”, di tutto ciò insomma che par- tecipa al “mestiere straordinario” della scrittura.

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Laboratorio • Capitoli 1 - 2

CONOSCERE IL SIGNIFICATO DEI VOCABOLI
CONOSCERE IL SIGNIFICATO DEI VOCABOLI

1 Ricerca sul vocabolario il significato dei seguenti termini e trascrivilo sul tuo quaderno. Prova poi a com- porre una frase che preveda l’uso di ciascuno dei vocaboli menzionati.

catasta paonazzo lustro pialla pizzicorino sbatacchiare bizza sbertucciarsi cagione impresciuttito IMPARIAMO A
catasta
paonazzo
lustro
pialla
pizzicorino
sbatacchiare
bizza
sbertucciarsi
cagione
impresciuttito
IMPARIAMO A UTILIZZARE IL DIZIONARIO

IL PLURALE

1 Controlla sul dizionario le forme plurali dei seguenti nomi e poi utilizza ciascuna di esse per costruire nuove frasi.

mascherone =

ascia =

banco =

viso =

scossone =

abbaco =

bocca =

parrucca =

LAviso = scossone = abbaco = bocca = parrucca = VORIAMO S UL LESSICO SINONIMI 1

VORIAMO

S UL

LESSICO

SINONIMI

1 Per ciascuna delle parole elencate segna con una croce i termini sinonimi, ovvero quelli che hanno lo stesso significato della parola data e con ciascuno di essi costruisci una frase.

contentezza

gioia

simpatia

felicità

sorriso

favore

piacere

cortesia

fedeltà

danno

acciuffarsi

parlarsi

incontrarsi

azzuffarsi

picchiarsi

rizzarsi

andarsene

alzarsi

impennarsi

muoversi

scossone

dolore

calcio

scuotimento

spintone

bottega

ufficio

negozio

cantina

casa

ESPRESSIONIFIGURATE SIGNIFICATO DENOTATIVO E CONNOTATIVO

FIGURATE

SIGNIFICATO

DENOTATIVO

E

CONNOTATIVO

1 Il linguaggio utilizzato da Collodi è molto ricco di espressioni figurate, ovvero di espressioni in cui le pa- role si allontanano dal loro significato comune (denotativo) e si caricano di un significato più sogget- tivo (connotativo) assumendo così una maggiore efficacia espressiva. Le frasi che seguono contengo- no ciascuna una o più espressioni figurate: sottolineale e poi trascrivile sul tuo quaderno.

Es.

Mi hai tanto stupito che sono rimasto con un palmo di naso.

a. Questo legno è capitato a tempo; voglio servirmene per fare una gamba di tavolino.

b. Questa volta maestro Ciliegia restò di stucco, cogli occhi fuori del capo per la paura […]

c. Ma da dove sarà uscita questa vocina che ha detto ohi?… Eppure qui non c’è anima viva.

d. …ma i ragazzi del vicinato, quando lo volevano far montare su tutte le furie, lo chiamavano con il sopranno- me di Polendina.

e. …Il pezzo di legno dette uno scossone e sgusciandogli violentemente dalle mani, andò a battere con forza ne- gli stinchi impresciuttiti del povero Geppetto.

Le avventure di Pinocchio

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IMPARIAMO A SCRIVERE UN RIASSUNTO
IMPARIAMO A SCRIVERE UN RIASSUNTO

LE DOMANDE AL TESTO

1 Per scrivere un riassunto può essere utile porre una serie di domande al testo che stiamo leggendo, se- guendo le principali informazioni che ci comunica. Una volta poste le domande, rintraccia e sottolinea nel testo le informazioni principali e in base a queste prova a rispondere. Dall’insieme delle risposte si può co- struire un riassunto. Vediamo come:

a. Chi è il primo personaggio presentato da Collodi?

h.

Cosa decide di fare?

b. Che lavoro fa?

i.

Come si comporta questa volta il ciocco?

c. Cosa vuol fare con il pezzo di legno che trova

l.

Come reagisce questa volta maestro Ciliegia?

nella bottega?

m.

Quale personaggio fa la sua entrata a questo

d. Cosa accade non appena cerca di scolpirlo?

punto della storia?

e. Come reagisce maestro Ciliegia?

n.

Cosa vuole da maestro Ciliegia?

f. Cosa succede quando maestro Ciliegia tenta

o.

Perché i due cominciano a litigare?

nuovamente di lavorare il suo legno?

p.

Come termina il capitolo?

g. Quale sentimento coglie allora maestro Ciliegia?

q.

Chi porta a casa il pezzo di legno?

2 Abbiamo provato a rispondere alle domande sopra formulate, anche se non completamente. Completa le frasi puntinate aiutandoti con le parole riportate sotto al testo.

(a, b) Il falegname

,

da tutti conosciuto come maestro Ciliegia per il colore rosso del suo

, (c) decide di costruire una gamba di

sfruttando un semplicissimo

pezzo di

che gli è capitato in bottega. (d) Ma non appena il falegname impugna l’ascia per

sbozzare il ciocco ecco che una

interrompe il suo lavoro pregandolo di non

«tanto forte». (e) Sulle prime maestro Ciliegia rimane sbigottito, non riuscendo a

chi stia parlando, ma poco dopo, facendosi

e pensando di essersi

tutto, riprende l’ascia in mano. (f) Ma la vocina torna a

non appena

il falegname colpisce il pezzo di legno (g) e questa volta, maestro Ciliegia, viene assalito da un forte senso di

e comincia a guardare con timore il ciocco che sta scolpendo. (h) Decide, ancora una vol-

ta, di non cedere allo spavento e,

(l) il povero falegname, vinto dallo

spavento, cade a terra

(m) Proprio in quel momento entra nella sua bottega l’amico

do, ridendo, la vocina lo accusa addirittura di fargli il ,

, impugna la pialla per continuare il lavoro: (i) ma quan-

(n) che chiede a maestro Ciliegia, ancora privo di forze, un pezzo di legno per costruire un

da mangia-

la solita vocina interviene prenden-

tra que-

e

di liberarsi dallo strano pezzo di legno che gli aveva provocato tanto

bel

re. (o) Non appena Geppetto ha finito di esporre il suo

: un burattino speciale, con il quale girare il mondo e

dosi gioco di lui e facendo nascere dapprima un equivoco, poi una vera e propria

sti litigiosi vecchietti. (p) Terminata la baruffa, che riprende più volte, i due amici fanno

maestro Ciliegia, ben

spavento, (q) lo cede all’amico.

immaginato

Geppetto

solletico

progetto

pace

tramortito

mastr’Antonio

legno

burattino

picchiarlo

contento

capire

lamentarsi

paura

canticchiando

coraggio

tavolino

vocina

guadagnarsi

rissa

naso

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Laboratorio • Capitoli 1 - 2

IMPARIAMO A SCRIVERE
IMPARIAMO A SCRIVERE

“TROVIAMO GLI SPAZI”

1 Leggi attentamente i brani che seguono. Ad una prima occhiata li troverai molto confusi poiché sono stati tolti tutti gli spazi tra una parola e l’altra. Prova a distinguere i singoli termini e riscrivi i passi che ti sono stati proposti aggiungendo gli spazi che ritieni adeguati. L’esercizio è già avviato:

Noneraunlegnodilusso,maunsemplicepezzodacatasta,diquelliched’invernosimet-

tononellestufeeneicaminettiperaccendereilfuocoeperriscaldarelestanze.Nonsoco-

meandasse,mailfattogliècheunbelgiornoquestopezzodilegnocapitònellabottegadiun-

vecchiofalegname,ilqualeavevanomeMastr’Antonio,senonchetuttilochiamavanomae-

stroCiliegia,perviadellapuntadelsuonaso,cheerasemprelustraepaonazza,comeunacilie-

giamatura.

Non era un legno di lusso,

Girògliocchismarritiintornoallastanzapervederedidovemaipotevaessereuscita-

quellavocina,enonvidenessuno!Guardòsottoilbanco,enessuno;guardòdentrounarma-

diochestavasemprechiuso,enessuno;guardònelcorbellodeitrucioliedellasegatura,enes-

suno;apríl’usciodibottegaperdareun’occhiataanchesullastrada,enessuno.Odunque?

Girò gli occhi smarriti intorno alla stanza

Alloraentròinbottegaunvecchiettotuttoarzillo,ilqualeavevanomeGeppetto;maira-

gazzidelvicinato,quandolovolevanofarmontaresututtelefurie,lochiamavanocolsopran-

nomediPolendina,a motivodellasuaparruccagialla,chesomigliavamoltissimoallapolen- dinadi granturco.Geppettoerabizzosissimo.GuaiachiamarloPolendina!Diventavasubi- tounabestia,enonc’erapiúversoditenerlo.

Allora entrò in bottega un vecchio

Le avventure di Pinocchio

7

7

PUNTEGGIATURA
PUNTEGGIATURA

INSERIRE I SEGNI D’INTERPUNZIONE

1 Per saper scrivere in modo corretto è fondamentale saper utilizzare la punteggiatura. Qui sotto ti riassu- miamo il significato e l’uso di tutti quei segni che abitualmente utilizzi scrivendo e che trovi in tutti i te-

Aiutandoti con questo schema prova ad inserire la giusta punteg-

giatura nelle frasi che seguono. Una volta completato l’esercizio rileggi le frasi ai tuoi compagni metten- do in evidenza, per mezzo dell’intonazione, il ruolo della punteggiatura all’interno di esse. Verifica infi-

sti che leggi: libri, giornali, fumetti

ne sul testo (capitolo 2) se la tua punteggiatura corrisponde a quella utilizzata da Collodi.

. punto fermo

indica la conclusione di una frase o di un periodo.

, virgola

indica una pausa breve; il suo uso è spesso regolato dal gusto personale di chi scri- ve, ma è d’obbligo per isolare un inciso e per separare parole usate in successione, mentre è un errore metterla all’interno di una frase tra il soggetto e il verbo.

: due punti introducono un discorso diretto, o un elenco, o una frase che spiega la precedente.

; punto e virgola

rappresenta una pausa un po’ più lunga di una virgola, ma più breve del punto.

( ) parentesi tonde

isolano un inciso, in sostituzione delle virgole.

!

punto esclamativo

indica un’esclamazione, un grido, un ordine.

«

» virgolette

le prime si usano all’inizio e alla fine di un discorso diretto, le seconde, talvolta,

o

lineette –

solo all’inizio.

puntini di

si usano per indicare una sospensione momentanea.

sospensione

a. I due vecchietti …… dopo aver ripreso ognuno di loro la propria parrucca …… si strinsero la mano e giuraro- no di rimanere buoni amici per tutta la vita ……

b. …… Ah …… gli è con questo bel garbo, mastr’Antonio, che voi regalate la vostra roba …… quasi azzoppito ……/……

…… M’avete

c. …… Vorrei un po’ di legno per fabbricare il mio burattino …… me lo date ……/……

d. …… Geppetto non mi offendete …… se no vi chiamo Polendina ……/……

e. Ma quando fu lì per consegnarlo all’amico …… il pezzo di legno dètte uno scossone e sgusciandogli violente- mente dalle mani …… andò a battere con forza negli stinchi impresciuttiti del povero Geppetto.

f. A sentirsi chiamar Polendina …… compar Geppetto diventò rosso come un peperone dalla bizza …… e vol- tandosi verso il falegname …… gli disse imbestialito …… …… Perché mi offendete ……

g. Dunque, compar Geppetto ……/…… disse il falegname in segno di pace fatta …… qual è il piacere che vo- lete da me ……

h. A battaglia finita …… mastr’Antonio si trovò due graffi di più sul naso …… e quell’altro due bottoni di meno al giubbetto ……

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Laboratorio • Capitolo 3

CONOSCERE IL SIGNIFICATO DEI VOCABOLI
CONOSCERE IL SIGNIFICATO DEI VOCABOLI

1 Ricerca sul vocabolario il significato dei seguenti termini e trascrivilo sul tuo quaderno. Prova poi a com- porre una frase che preveda l’uso di ciascuno dei vocaboli menzionati.

arnese impermalito birba aggranchito avvedersi barricare collottola principiare bighellone tiranno IMPARIAMO AD
arnese
impermalito
birba
aggranchito
avvedersi
barricare
collottola
principiare
bighellone
tiranno
IMPARIAMO AD UTILIZZARE IL DIZIONARIO

IL PLURALE

1 Controlla sul dizionario le forme plurali dei seguenti nomi e poi utilizza ciascuna di esse per costruire nuove frasi.

ginocchio = paio = fiasco = gente = braccio = orecchio = calcio = galantuomo
ginocchio =
paio =
fiasco =
gente =
braccio =
orecchio =
calcio =
galantuomo =
LAVORIAMO SUL LESSICO

SINONIMI

1 Per ciascuna delle parole elencate segna con una croce i termini sinonimi, ovvero quelli che hanno lo stesso significato della parola data e con ciascuno di essi costruisci una frase.

impermalito

offeso

sfacciato

arrogante

indeciso

melanconico

pigro

triste

comprensivo

aggressivo

birba

noioso

capriccioso

disonesto

discolo

scappare

camminare

andare

fuggire

raggirare

schiamazzo

rumore

chiacchericcio

fracasso

borbottio

ESPRESSIONI FIGURATE
ESPRESSIONI FIGURATE

SIGNIFICATO DENOTATIVO E CONNOTATIVO

1 Come già abbiamo osservato il linguaggio utilizzato da Collodi è molto ricco di espressioni figurate. Nelle seguenti coppie di frasi troverai la stessa parola utilizzata in senso proprio, ovvero con significato denotativo (d) e in senso figurato, ovvero con significato connotativo (c). Per ciascuna frase indica con una croce a quale delle due categorie appartiene. L’esercizio è già avviato.

a. E Pinocchio, invece di rendergli la parrucca se la messe in capo per sé rimanendovi sot-

to mezzo affogato.

Pinocchio, essendo fatto di legno non rischia mai di affogare.

b. Ma Pinocchio, quando si avvide da lontano del carbiniere, [

] s’ingegnò di passargli

D C D C
D
C
D
C

per sorpresa frammezzo le gambe e invece fece fiasco.

D C D C
D
C
D
C

In casa di Geppetto non c’era proprio nulla: non un po’ di pane, non un fiasco di vino.

c. accanto

al fuoco c’era dipinta una pentola [

]

e mandava fuori una nuvola di fumo,

che pareva fumo davvero.

 
D C D C
D
C
D
C

Pinocchio vuole fuggire dal carabiniere, ma i suoi progetti vanno in fumo.

Le avventure di Pinocchio

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IMPARIAMO A SCRIVERE UN RIASSUNTO
IMPARIAMO A SCRIVERE UN RIASSUNTO

LE DOMANDE AL TESTO

1 Come già abbiamo osservato, per scrivere un riassunto può essere utile porre una serie di domande al te- sto che leggiamo. Le risposte a tali domande, dalle quali dovranno emergere le notizie più importanti che il testo vuole comunicarci, ci serviranno a ricostruire le tappe principali del brano letto e dunque a riassu- merlo senza tralasciare passaggi e informazioni indispensabili per capire la storia. Vediamo come:

a. Dove è ambientato inizialmente il capitolo 3?

b. Cosa intende costruire Geppetto?

c. Cosa fa Geppetto prima di iniziare a scolpire il suo pezzo di legno?

d. Secondo quale ordine Geppetto costruisce le sin- gole parti del suo burattino?

e. Cosa accade non appena Geppetto ha scolpito gli occhi a Pinocchio?

f. E dopo avergli scolpito il naso?

g. E dopo avergli scolpito la bocca?

h.

Cosa accade non appena Pinocchio si è sgranchito un po’ le gambe?

i.

Dove corre il burattino?

l.

Chi riesce a fermarlo?

m.

A chi viene riconsegnato il burattino?

n.

Come reagisce Pinocchio?

o.

Come reagisce la folla di fronte a ciò che sta acca- dendo al burattino?

p.

Al termine del capitolo cosa accade a Pinocchio?

q.

Cosa accade a Geppetto?

2 Abbiamo provato a rispondere alle domande sopra formulate, anche se non completamente. Completa le frasi negli spazi puntinati aiutandoti con le parole riportate sotto al testo.

(a)

,

tornato nella sua piccola e

casa, prende tutti gli arnesi e si mette

 

all’opera (b) per costruire il suo burattino di legno e, (c)

averne deci-

so

il

,

comincia a lavorarlo con grande entusiasmo. (d) Il suo lavoro procede per gradi: dap-

prima ne scolpisce i

,

poi

la

per il povero Geppetto non si fanno

occhi. Ma le

perché (e) gli occhi del buratti-

e quindi

gli

no,

appena sbozzati, iniziano a ,

(f) il naso comincia a

(g) e la bocca

a

Pinocchio mostra subito la sua

e, sgranchite le gambe, (h) fugge

di

casa e (i) imbocca la

correndo come un puledro e creando un sacco di

(l) Un carabiniere, sentendo tanto fracasso, decide di intervenire, riesce a fermare Pinoc-

al padre. (n) Ma il burattino, sentendosi

con lui una volta tornato a ca-

dal padre e sapendo che dovrà fare i

chio mentre gli passa tra le gambe (m) e lo

sa,

a terra disperato, (o) attirando in questo modo l’attenzione e la

 

della

che si schiera dalla sua parte influenzando ovviamente il carabiniere. Alla fine, dun-

que, (p) quest’ultimo

Pinocchio e (q) conduce in

 

il povero Geppetto

che già si pente di non aver

 

prima a quali

andava incontro

 

un burattino.

libera

Geppetto

carcere

povera

strada

folla

fissarlo

nome

si getta

conseguenze

crescere

disubbidienza

fare versacci

costruendosi

pensato

fronte

capelli

attendere

sorprese

dopo

riconsegna

subito

pietà

confusione

rimproverato

conti

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Laboratorio • Capitolo 3

IMPARIAMO A DESCRIVERE
IMPARIAMO A DESCRIVERE

UN AMBIENTE INTERNO

1 Rileggiamo la descrizione che Collodi ci offre della piccola e umile dimora di Geppetto.

La casa di Geppetto era una stanzina terrena, che pigliava luce da un sottoscala. La mobilia non poteva essere più semplice: una seggiola cattiva, un letto poco buono, e un tavolino tutto rovinato. Nella parete di fondo si vedeva un caminetto col fuoco acce- so; ma il fuoco era dipinto, e accanto al fuoco c’era dipinta una pentola che bolliva alle- gramente e mandava fuori una nuvola di fumo, che pareva fumo davvero.

La descrizione che Collodi ci presenta della casa di Geppetto è molto significativa: l’autore, infatti, non si limita ad elencare gli oggetti che si trovano all’interno della piccola dimora, ma per ognuno di essi mette in evidenza un particolare importante che ci aiuta a capire la condizione di miseria e povertà in cui si trova a vivere il vecchio falegname. Per questo motivo possiamo affermare che in questa descrizione compaiono numerosi elementi soggettivi, ovvero aggettivi ed espressioni di cui l’autore si serve per suggerire al lettore uno stato d’animo e per esprimere un suo giudizio, un commento, nei confronti di ciò che sta descrivendo. All’interno del testo queste espressioni sono state evidenziate in neretto. Prova adesso, eliminando appunto queste parti del testo, a riscrivere semplicemente tutti i luoghi e gli oggetti che in essa sono citati:

1.

stanzina

7.

parete

2.

sottoscala

8.

3.

mobilia

9.

4.

10.

5.

11.

fumo

6.

2 Prova adesso a riscrivere una diversa presentazione della casa di Geppetto utilizzando solo i termini che abbiamo scelto ed elencato nell’esercizio precedente. Inseriscili negli spazi puntinati in corrispondenza dei loro numeri e poi rileggi interamente la descrizione. Ti accorgerai che questa descrizione è divenuta molto meno vivace ed espressiva perché si limita ad elencare ciò che possiamo vedere all’interno della casa senza dirci nient’altro sulle qualità degli oggetti che vi si trovano e sulle emozioni che tali oggetti possono provocare.

La casa di Geppetto era una (1)

che prendeva luce da un (2)

La (3)

era composta di una (4)

,

un (5)

e un (6)

Nella (7)

si vedeva un (8)

con il (9)

acceso, ma era dipinto. Accanto ad esso era di

pinta una (10)

, da cui usciva del (11)

Le avventure di Pinocchio

1111

3 Prova adesso a costruire due differenti descrizioni della tua camera sull’esempio degli esercizi preceden- ti. Nel primo caso, rispondendo alle domande che ti verranno poste, dovrai presentare la tua stanza e gli oggetti in essa contenuti, facendo attenzione ad esporne le qualità, le caratteristiche, i sentimenti che ad esse ti legano (descrizione soggettiva). Nel secondo caso, rispondendo a domande ovviamente diver- se, dovrai semplicemente elencare ciò che è possibile osservare nella tua camera senza lasciar trapelare giudizi, commenti, o sentimenti nei confronti delle cose citate (descrizione oggettiva).

descrizione soggettiva:

1. Qual è la prima cosa che ti viene in mente pensando alla tua camera?

2. Quali colori prevalgono in essa?

3. Quali mobili la compongono?

4. Ti piacciono?

5. Le pareti sono bianche o tappezzate di poster?

6. Cosa, della tua camera, rispecchia la tua personalità?

descrizione oggettiva:

1. Da quanto tempo dormi in quella stanza?

2. Accanto a quale altra stanza si trova la tua camera?

3. Come è fatto il tuo letto?

4. Quali mobili possiamo osservare all’interno di essa?

5. Quante finestre ci sono?

6. Cosa vedi guardando fuori?

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Laboratorio • Capitoli 4 - 5

CONOSCERE IL SIGNIFICATO DEI VOCABOLI
CONOSCERE IL SIGNIFICATO DEI VOCABOLI

1 Ricerca sul vocabolario il significato dei seguenti termini e trascrivilo sul tuo quaderno. Prova poi a com- porre una frase che preveda l’uso di ciascuno dei vocaboli menzionati.

grinfia spicciarsi mestiere chetare uggiolina caldano tegamino scodellare riverenza caritatevole LAVORIAMO SUL
grinfia
spicciarsi
mestiere
chetare
uggiolina
caldano
tegamino
scodellare
riverenza
caritatevole
LAVORIAMO SUL LESSICO
PAROLE ALTERATE E SINONIMI

1 Ti riportiamo una serie di parole alterate utilizzate in questi capitoli. Per ciascuna di esse ricerca sul vocabolario il significato e specifica il tipo di alterazione (diminutivo, vezzeggiativo, accrescitivo, peg- giorativo o dispregiativo).

Es.

stradina = piccola via (diminutivo di strada)

sospirone =

Grillaccio=

grullerello =

uccellini =

crosterello =

ragazzacci =

tegamino =

paesello =

2 Per ciascuna delle parole elencate segna con una croce i termini sinonimi, ovvero quelli che hanno lo stesso significato della parola data e con ciascuno di essi costruisci una frase.

condotto

portato

pilotato

vissuto

indotto

colpa

crimine

scorrettezza

responsabilità

peccato

monello

pigro

discolo

bambino

piccolo

furia

ira

cattiveria

collera

fretta

uscio

passaggio

buco

porta

battente

ESPRESSIONI FIGURATE
ESPRESSIONI FIGURATE

ONOMATOPEA

1 L’onomatopea consiste nella riproduzione dei suoni naturali per mezzo del suono delle parole. Leggi le seguenti frasi: sottolinea le onomatopee che trovi e riscrivi quale suono intendono imitare.

a. Forse non credeva nemmeno di colpirlo; ma disgraziatamente lo colse per l’appunto nel capo, tanto che il povero Grillo ebbe appena il fiato di fare crì-crì-crì, e poi rimase lì stecchito e appiccicato alla parete.

b. Detto fatto pose un tegamino sopra un caldano pieno di brace accesa: messe nel tegamino, invece d’olio e

il guscio dell’uovo, e fece l’atto di

burro, un po’ d’acqua: e quando l’acqua principiò a fumare, tac! scodellarvelo dentro.

spezzò

Le avventure di Pinocchio

1313

IMPARIAMO A SCRIVERE UN RIASSUNTO
IMPARIAMO A SCRIVERE UN RIASSUNTO

RICONOSCERE LE SEQUENZE

1 Nelle unità precedenti abbiamo visto come rivolgere una serie di domande al testo per ottenere le risposte essenziali a realizzare un riassunto. Ma per giungere a una suddivisione più precisa del testo, entro la qua- le porre le nostre domande, è opportuno saper riconoscere le sequenze di cui è costituito: operazione non sempre facile perché occorre tener presenti molte considerazioni. Una sequenza comprende una unità nar- rativa, ovvero un blocco di testo coerente, in cui si inizia e si conclude una narrazione riguardante un ar- gomento definito. A cosa possono corrispondere le sequenze?

una riflessione una descrizione un dialogo dello scrittore la rappresentazione di un’emozione, LA SEQUENZA di
una riflessione
una descrizione
un dialogo
dello scrittore
la rappresentazione
di
un’emozione,
LA SEQUENZA
di
un’atmosfera,
la
narrazione
PUÒ ESSERE
di uno stato d’animo
di
un evento
Rileggiamo il capitolo 4 delle Avventure di Pinocchio e seguendo lo schema proposto cerchiamo di individuarne
le sequenze:

Dal rigo 1 al rigo 10: Pinocchio entra in casa e, molto stanco, si getta a sedere per terra. (Si tratta di una se- quenza breve in cui viene trattato un unico argomento: il ritorno a casa del burattino). Dal rigo 11 al rigo 63: Pinocchio fa la conoscenza del Grillo-parlante, litiga con lui e infine, pur non volendo, lo ammazza. (Questa sequenza è facilmente riconoscibile perché si tratta di un lungo dialogo tra il burattino e il Grillo).

2 Prova a riordinare le sequenze che compongono il capitolo 5. A sinistra troverai in ordine sparso il bre- vissimo riassunto di ciascuna di esse, a destra i righi che corrispondono alle singole sequenze. Collega con una freccia ciascuno dei riassunti con le suddivisioni sotto riportate e poi, sul tuo quaderno, riscrivi le sequenze secondo l’ordine corretto aggiungendo i collegamenti che ritieni necessari e ricomponendo in questo modo il riassunto.

a.

Pinocchio comincia a rimpiangere di non aver ubbidito al Gril- lo-parlante e si dispera.

b.

notte e Pinocchio comincia ad avvertire i primi morsi della fame. Ma in breve tempo la sua fame diventa fame da lupi.

È

c.

Pinocchio, dopo la brutta esperienza col pulcino, decide allora

di

andare in paese per chiedere un po’ di pane.

d.

Finalmente dopo tante ricerche intravede un uovo pronto per essere mangiato. Ma da questo esce inaspettatamente un pul- cino complimentoso che lo ringrazia dell’aiuto e se ne va.

e.

Il

burattino, disperato, comincia a frugare in tutta la casa alla

ricerca di un po’ di cibo

ma senza risultato.

r. 1 - 6

r. 7 - 21

r.

22 - 25

r.

26 - 47

r.

48 - 58

1414

Laboratorio • Capitoli 4 - 5

IMPARIAMO A SCRIVERE
IMPARIAMO A SCRIVERE

IL DIALOGO

1 La narrazione a volte può procedere in forma dialogata, riportando la conversazione tra due o più per- sone.

Il discorso diretto, con cui vengono riportate le parole dei vari personaggi, così come vengono pronun-

ciate nella forma scritta, è sempre introdotto dai due punti ( : ) e racchiuso entro le virgolette basse

( « » ) o le lineette (-

(es. dire, affermare, rispondere, dichiarare ecc.).

Qui di seguito abbiamo riportato un dialogo tratto dal capitolo 4 (r. 13-45), dal quale sono stati tolti i due punti, le lineette e i verbi dichiarativi: aiutandoti con i verbi riportati nel riquadro grigio in basso (da inserire dove le linee sono continue) e ricordandoti di introdurre la punteggiatura mancante (dove le linee sono puntinate), prova a completarlo.

Inoltre è segnalato da verbi dichiarativi che indicano l’azione del parlare

-).

Crì-crì-crì! Chi è che mi chiama? Sono io!

Pinocchio tutto impaurito.

Pinocchio si voltò, e vide un grosso grillo che saliva lentamente su su per il muro. Dimmi, Grillo, e tu chi sei? Io sono il Grillo-parlante, e abito in questa stanza da più di cent’anni.

e se vuoi farmi un

vero piacere, vattene subito, senza nemmeno voltarti indietro.

se prima non ti avrò

detto una gran verità. Dimmela e spicciati. Guai a quei ragazzi che si ribellano ai loro genitori, e che abbandonano capric- ciosamente la casa paterna. Non avranno mai bene in questo mondo; e prima o poi do- vranno pentirsene amaramente. Canta pure, Grillo mio, come ti pare e piace: ma io so che domani, all’alba, vo- glio andarmene di qui, perché se rimango qui, avverrà a me quel che avviene a tutti gli altri ragazzi, vale a dire mi manderanno a scuola, e per amore o per forza mi toccherà a studiare; e io, a dirtela in confidenza, di studiare non ne ho punto voglia, e mi diverto più

a correre dietro alle farfalle e a salire su per gli alberi a prendere gli uccellini di nido. Povero grullerello! Ma non sai che, facendo così, diventerai da grande un bellis- simo somaro, e che tutti si piglieranno gioco di te?

Oggi però questa stanza è mia

Io non me ne anderò di qui,

il burattino

il Grillo

Chetati, Grillaccio del mal’augurio!

Pinocchio.

Ma il Grillo, che era paziente e filosofo, invece di aversi a male di questa impertinen-

za, continuò con lo stesso tono di voce:

E se non ti garba di andare a scuola, perché non impari almeno un mestiere, tanto da guadagnarti onestamente un pezzo di pane?

Pinocchio, che cominciava a perdere la pazien-

za

Vuoi che te lo dica?

Fra i mestieri del mondo non ce n’è che uno solo che veramente mi vada a genio.

replicò

gridò

disse

disse

rispose

Le avventure di Pinocchio

1515

LA PUNTEGGIATURA
LA PUNTEGGIATURA

INSERIRE I SEGNI DI INTERPUNZIONE

1. Aiutandoti con lo schema presente nella prima unità inserisci la punteggiatura corretta in tutti gli spazi bianchi che seguono all’interno di questo brano. Ricorda che il discorso diretto è introdotto dalle lineet- te e che ogni volta che incontri una lettera maiuscola ciò significa che il discorso precedente è termina- to: o con un punto interrogativo, o con un punto esclamativo, o con un punto fermo. Una volta comple- tato l’esercizio confrontalo, insieme ai tuoi compagni, con il testo di Collodi (capitolo 5, r. 23-58).

Il Grillo-parlante aveva ragione

Oh

Ho fatto male a rivoltarmi al mio babbo e a

ora non mi troverei a morire di sbadi-

fuggire di casa

gli

Se il mio babbo fosse qui

che brutta malattia che è la fame

Quand’ecco che gli parve di vedere nel monte della spazzatura qualche cosa di ton-

Spiccare un salto e get-

do e di bianco tarvisi sopra

che somigliava tutto a un uovo di gallina

Era un uovo davvero

fu un punto solo

La gioia del burattino è impossibile descriverla: bisogna sapersela figurare

si rigirava quest’uovo fra le mani

Cre-

e lo toccava e lo

dendo quasi che fosse un sogno

e baciandolo diceva

baciava

E ora come dovrò cuocerlo

Ne farò una frittata

No, è meglio cuocer-

lo

nel piatto

O non sarebbe più saporito se lo friggessi in padella

O se invece

lo

cuocessi a uso uovo a bere

No

la più lesta di tutte è di cuocerlo nel piatto o nel

tegamino

Detto fatto nel tegamino piò a fumare dentro

ho troppo voglia di mangiarmelo

invece d’olio o di burro

tac

pose un tegamino sopra un caldano pieno di brace accesa

un po’ d’acqua

spezzò il guscio dell’uovo

messe

e quando l’acqua princi- e fece l’atto di scodellarvelo

Ma invece della chiara e del torlo scappò fuori un pulcino tutto allegro e complimen- il quale facendo una bella riverenza disse

d’avermi risparmiata la fatica di rompere il gu-

toso

Mille grazie, signor Pinocchio

scio! Arrivedella, stia bene e tanti saluti a casa!

Ciò detto

distese le ali

e

infilata la finestra che era aperta

se ne volò

via a perdita d’occhio

 

Il

povero burattino rimase lì

 

come incantato

cogli occhi fissi

colla bocca

aperta e coi gusci dell’uovo in mano

to, cominciò a piangere

piangendo diceva Eppure il Grillo-parlante aveva ragione

mio babbo fosse qui

lattia che è la fame

Riavutosi

dal primo sbigottimen-

a battere i piedi in terra per la disperazione, e

peraltro

a strillare

Se non fossi scappato di casa e se il

che brutta ma-

ora non mi troverei a morire di fame

Oh

E perché il corpo gli seguitava a brontolare piú che mai

e non sapeva come fare

nella

che gli facesse l’elemosina di un po’

a chetarlo

speranza di trovare qualche persona caritatevole

di pane

pensò di uscir di casa e di dare una scappata al paesello vicino

1616

Laboratorio • Capitoli 6 - 7

CONOSCERE IL SIGNIFICATO DEI VOCABOLI
CONOSCERE IL SIGNIFICATO DEI VOCABOLI

1 Ricerca sul vocabolario il significato dei seguenti termini e trascrivilo sul tuo quaderno. Prova poi a com- porre una frase che preveda l’uso di ciascuno dei vocaboli menzionati.

stizzito moina caldano stropicciarsi ruzzolare luccioloni rompicollo abboccato sofistico avvezzare LAVORIAMO SUL
stizzito
moina
caldano
stropicciarsi
ruzzolare
luccioloni
rompicollo
abboccato
sofistico
avvezzare
LAVORIAMO SUL LESSICO
AGGETTIVI, AVVERBI E SINONIMI

1 rabbia, paura, rumore, tenerezza: per ciascuno dei seguenti termini scrivi l’aggettivo e l’avverbio che presentano la stessa radice, evidenziala e poi controlla l’esattezza della tua risposta sul vocabolario. L’e- sercizio è avviato:

NOME

AGGETTIVO

AVVERBIO

rabbia

rabbioso

rabbiosamente

paura

………………………

………………………

rumore

………………………

………………………

tenerezza

………………………

………………………

2 Rileggi attentamente le prime dieci righe del capitolo 6 e poi trova uno o più sinonimi che possano so- stituire le parole sotto elencate all’interno del testo.

Es.

immenso (r. 3) = grandissimo

rabbiosamente (r. 3) =

sollevando (r. 3) =

paura (r. 5) =

accostò (r. 6) =

ESPRESSIONI FIGURATE
ESPRESSIONI FIGURATE

SIGNIFICATO DENOTATIVO E CONNOTATIVO

1 Nelle seguenti frasi mancano alcune parole usate con valore connotativo e altre con valore denotati- vo: inseriscile nel testo scegliendole tra i vocaboli riportati nel riquadro grigio e infine specifica, nello spazio che segue ciascuna frase, il valore della parola inserita e nel caso sia connotativo il significato dell’espressione:

Es.

Le botteghe erano chiuse; le porte di casa chiuse, le finestre chiuse, e nella strada nemmeno un cane.

La parola cane ha un valore connotativo e significa che non c’era nessuno.

1. (…) sentì pioversi addosso un’enorme catinellata d’acqua che lo

come fosse un vaso di geranio appassito.

tutto dalla testa ai piedi,

2. Oh! Povero me! povero me, che mi toccherà camminare coi ginocchi per tutta la

!

3. E il povero Pinocchio cominciò a piangere e berciare così lometri lontano.

, che lo sentivano da cinque chi-

Le avventure di Pinocchio

1717

IMPARIAMO A SCRIVERE
IMPARIAMO A SCRIVERE

PER IMMAGINI

1 Abbiamo già avuto modo di notare che lo stile di Collodi si distingue per la forte carica espressiva pre- sente nella sua narrazione: una narrazione vivace, brillante, che sembra sempre costruirsi per immagini.

Ma perché è importante riuscire ad ottenere uno stile di scrittura espressivo? A cosa serve saper scrive- re? E come si può migliorare il nostro stile?

Quando scriviamo o quando parliamo, le nostre parole non sono niente altro, talvolta, che la traduzione

di

immagini che abbiamo in mente e che vogliamo comunicare a chi ci ascolta o a chi legge i nostri scrit-

ti:

quanto più sapremo essere chiari ed espressivi, quanto più sapremo trovare le parole giuste per comu-

nicare le immagini che abbiamo nella nostra mente o le emozioni che proviamo, tanto più saremo capiti!

Facciamo un esempio: rileggi il capitolo 6 (r. 27-30), e osserva come può essere visualizzato un periodo, quali immagini può aver avuto l’autore nella sua mente o anche quali immagini ci formiamo noi nel leg- gere le sue parole.

quali immagini ci formiamo noi nel leg- gere le sue parole. Pinocchio si levò subito il

Pinocchio si levò subito il suo cap- pelluccio;

ma mentre faceva l’atto di pararlo,

il suo cap- pelluccio; ma mentre faceva l’atto di pararlo, sentì pioversi addosso un’enorme catinellata d’acqua
il suo cap- pelluccio; ma mentre faceva l’atto di pararlo, sentì pioversi addosso un’enorme catinellata d’acqua
il suo cap- pelluccio; ma mentre faceva l’atto di pararlo, sentì pioversi addosso un’enorme catinellata d’acqua

sentì pioversi addosso un’enorme catinellata d’acqua

che lo annaffiò tutto dalla testa ai piedi, come fosse un vaso di giranio appassito.

Come vedi la scrittura di Collodi consente un percorso visivo definito. In questo caso abbiamo ricostrui-

to per immagini il modo in cui Pinocchio, chiedendo un po’ di elemosina, finisce per trovarsi innaffiato

da una catinellata d’acqua; ma quasi tutti gli episodi di questo romanzo potrebbero essere narrati in tal

Prova ora a ripetere l’esercizio sul tuo quaderno scegliendo una parte del capitolo 6 o del capi-

modo

tolo 7 che ritieni particolarmente adatta a questo tipo di rappresentazione e quindi confronta i tuoi dise-

gni con quelli dei compagni.

1818

Laboratorio • Capitoli 6 - 7

IMPARIAMO A DESCRIVERE
IMPARIAMO A DESCRIVERE

IL PAESAGGIO

1 La descrizione che segue ha come soggetto una piovosa notte invernale vista con gli occhi di Pinocchio, fortemente intimorito da questo spettacolo, ma costretto dalla fame ad uscire di casa in cerca di un po’ di pane…

Per l’appunto era una nottataccia d’inferno. Tonava forte forte, lampeggiava come se il cielo pigliasse fuoco, e un ventaccio freddo e strapazzone, fischiando rabbiosamente e sollevando un immenso nuvolo di polvere, faceva stridere e ci- golare tutti gli alberi della campagna.

Si tratta dunque di una descrizione prevalentemente soggettiva che porta in primo piano, attraverso la rappresentazione di un paesaggio esterno, gli stati d’animo del protagonista, che infatti vengono espli- citati subito dopo…

Pinocchio aveva una gran paura dei tuoni e dei lampi: se non che la fame era più forte della paura: motivo per cui accostò l’uscio di casa, e presa la carriera, in un cen- tinaio di salti arrivò fino al paese, colla lingua fuori e col fiato grosso, come un cane da caccia.

Come avrai notato abbiamo segnalato in neretto tutti i termini della descrizione che lasciano trasparire

i commenti dell’autore, nonché i sentimenti e le paure del burattino e in corsivo i verbi che indicano le “azioni” del temporale. Prova a riempire lo schema che segue inserendo nel primo ovale le “azioni”

prodotte dal temporale e rese, come detto, attraverso l’uso dei verbi, nel secondo queste stesse azioni arricchite di aggettivi, similitudini, avverbi che rappresentano nei dettagli questo spettacolo. L’esercizio

è già avviato.

e l a r o p m e t l e d i n tonava
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una nottataccia
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Le avventure di Pinocchio

1919

3 La descrizione precedente, come abbiamo potuto osservare, lascia trasparire attraverso le parole del nar- ratore, le emozioni di Pinocchio, estremamente intimorito dal temporale. Ma se invece che la paura Col- lodi avesse voluto far emergere dalla rappresentazione di una notte piovosa un sentimento di meravi- glia, di tristezza, o addirittura di gioia, cosa avrebbe potuto scrivere? Prova tu a farlo riempiendo i due schemi che seguono e sostituendo, agli spazi vuoti, aggettivi, avverbi, similitudini o altre espressioni che lascino emergere questi stati d’animo:

MERAVIGLIA:

Per l’appunto era una notte serena. Il cielo era pieno di come se

e un vento

 

correndo tra le foglie

 

e sollevando

faceva

TRISTEZZA:

Per l’appunto era una notte grigia. Il cielo era

 

non rischiarato da

 

come se

e un vento

fischiando

e alzando

 

faceva piangere

GIOIA:

Per l’appunto era una notte stellata. Il cielo luminoso

come se

lampeggiava e un vento

 

risuonando

e alzando

faceva cantare

2020

Laboratorio • Capitoli 8 - 9

CONOSCERE IL SIGNIFICATO DEI VOCABOLI
CONOSCERE IL SIGNIFICATO DEI VOCABOLI

1 Ricerca sul vocabolario il significato dei seguenti termini e trascrivilo sul tuo quaderno. Prova poi a com- porre una frase che preveda l’uso di ciascuno dei vocaboli menzionati.

stagionato risoluzione pavoneggiarsi grancassa spallucciata baraccone ritegno interlocutore rivenditore IMPARIAMO
stagionato
risoluzione
pavoneggiarsi
grancassa
spallucciata
baraccone
ritegno
interlocutore
rivenditore
IMPARIAMO A UTILIZZARE IL DIZIONARIO

1 Controlla sul dizionario se le seguenti parole sono nomi, verbi, aggettivi, avverbi, preposizioni o con- giunzioni e con ciascuno dei termini cercati componi una frase.

fame =

nemmeno =

disperarsi =

specchiarsi =

pezzetto =

per =

artista =

sebbene =

volentieri =

piccolo =

LAVORIAMO SUL LESSICO
LAVORIAMO SUL LESSICO

CONTRARI

1 Per ciascuna delle parole elencate segna con una croce i termini antonimi, ovvero quelli che hanno un si- gnificato contrario rispetto alla parola data e con ciascuno di essi costruisci una frase.

piangere

scherzare

ridere

giocare

lamentarsi

buono

dolce

dispettoso

cattivo

insistente

svelto

lento

pigro

noioso

scatenato

triste

allegro

buono

sano

saporito

freddo

tiepido

caldo

lucido

fuoco

volentieri

sempre

giustamente

mai

malvolentieri

ESPRESSIONI FIGURATE
ESPRESSIONI FIGURATE

SIGNIFICATO DENOTATIVO E CONNOTATIVO

1 Trasforma le espressioni di significato figurato, segnalate in corsivo, in espressioni di significato lettera- le e poi riscrivi interamente le frasi sul tuo quaderno assicurandoti che il loro significato sia rimasto im- mutato.

Es.

Non voglio metterti i bastoni tra le ruote = Non voglio crearti problemi

1. Vi prometto, babbo, che imparerò un’arte, e che sarò la consolazione e il bastone della vostra vecchiaia.

2. Pinocchio capì questa risposta al volo, e non potendo frenare l’impeto del suo buon cuore, saltò al collo di Geppetto…

3. Detto fatto, infilò giù per la strada traversa e cominciò a correre a gambe.

4. Pinocchio, che aveva addosso la febbre della curiosità, perse ogni ritegno e disse, senza vergognarsi […].

Le avventure di Pinocchio

2121

IMPARIAMO A SCRIVERE
IMPARIAMO A SCRIVERE

LA COERENZA

1 In questo esercizio abbiamo scomposto alcuni periodi presenti nel testo di Collodi e li abbiamo mesco- lati dentro la ruota: a partire dalla freccia ricostruisci le varie frasi e i vari periodi servendoti della coe- renza e della logica delle successioni. Dopo aver individuato le singole frasi ponile nel giusto ordine e ri- costruisci interamente il brano.

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E Pinocchio chiuse

2222

Laboratorio • Capitoli 8 - 9

IMPARIAMO A SCRIVERE
IMPARIAMO A SCRIVERE

SOSTANTIVAZIONE E ATTRIBUZIONE

1 Nel seguente brano abbiamo eliminato gli aggettivi usati da Collodi e, in ordine sparso, li abbiamo ri- portati nella barra grigia in fondo alla pagina. Rimettili nella giusta posizione, facendo attenzione alle concordanze e alla coerenza del discorso.

di tutti, e

dico sempre la verità. Vi prometto, babbo, che imparerò un’arte, e che sarò la consola- zione e il bastone della vostra vecchiaia. —

viso di tiranno, aveva gli occhi dalla passione nel vedere il

, non rispose altre

suo

parole: ma, presi in mano gli arnesi del mestiere e due pezzetti di legno

— Ma io non sono come gli altri ragazzi! Io sono più

Geppetto

che,

sebbene

facesse

il

di pianto e il cuore

Pinocchio in quello stato

, si pose a lavorare di

impegno.

E in meno d’un’ora, i piedi erano bell’e fatti: due piedini

e

,

, come se fossero modellati da un artista di genio.

Allora Geppetto disse al burattino:

Chiudi gli occhi e dormi! —

[

]

Appena il burattino si accòrse di avere i piedi, saltò giú dalla tavola dove stava

, e principiò a fare mille sgambetti e mille capriòle, come se fosse ammattito dalla gran contentezza.

— Per ricompensarvi di quanto avete fatto per me — disse Pinocchio al suo babbo — voglio subito andare a scuola.

— Bravo ragazzo.

— Ma per andare a scuola ho bisogno d’un po’ di vestito. —

Geppetto, che era mo, gli fece allora un vestituccio di carta za d’albero e un berrettino di midolla di pane.

e non aveva in tasca nemmeno un centesi-

, un paio di scarpe di scor-

Pinocchio corse subito a specchiarsi in una catinella

d’acqua e

rimase così

— Paio proprio un signore!

di sé, che disse pavoneggiandosi:

— Davvero, — replicò Geppetto — perché, tienlo a mente, non è il vestito che fa il signore, ma è piuttosto il vestito

— A proposito, — soggiunse il burattino — per andare alla scuola mi manca sempre qualcosa: anzi mi manca il più e il meglio.

— Cioè?

— Mi manca l’Abbecedario.

— Hai ragione: ma come si fa per averlo?

— È facilissimo: si va da un libraio e si compra.

grosso

povero

nervosi

pulito

disteso

povero

pieni

bello

grandissimo

stagionato

compassionevole

piena

svelti

buono

asciutti

fiorita

contento

Le avventure di Pinocchio

2323

2 Nella colonna di sinistra sono riportati alcuni sostantivi tratti dal brano utilizzato nell’esercizio prece- dente, mentre nella colonna di destra sono riportati in ordine sparso gli aggettivi ma anche altre espressioni attributive ad essi collegati. Unisci con una freccia le attribuzioni scelte dal Collodi per cia- scun sostantivo.

Pinocchio

buono pulito

viso

pieni di pianto

occhi

bello

cuore

grosso

stato

da tiranno

impegno

asciutti

piedini

disteso

burattino

grandissimo

Geppetto

nervosi

catinella

svelti

vestito

compassionevole piena

3 Utilizzando i sostantivi e gli aggettivi dell’esercizio precedente crea delle nuove combinazioni (es: viso bello) e con ciascuna di esse scrivi una frase.

4 Collodi, ovviamente, ha cercato per ciascun nome un aggettivo o comunque un’attribuzione che espri- messe al meglio il suo messaggio. Ma ciascun sostantivo può essere accompagnato da un’infinità di at- tributi. Poni accanto ai sostantivi sotto elencati e utilizzati da Collodi almeno tre nuovi aggettivi che po- trebbero definirli.

viso

occhi

cuore

stato

impegno

piedini

colla

burattino

catinella

vestito

2424

Laboratorio • Capitoli 10 - 11

CONOSCERE IL SIGNIFICATO DEI VOCABOLI
CONOSCERE IL SIGNIFICATO DEI VOCABOLI

1 Ricerca sul vocabolario il significato dei seguenti termini e trascrivilo sul tuo quaderno. Prova poi a com- porre una frase che preveda l’uso di ciascuno dei vocaboli menzionati.

platea vituperio quinta arruffio zuccata infreddato burbero rantoloso supplichevole IMPARIAMO A UTILIZZARE IL
platea
vituperio
quinta
arruffio
zuccata
infreddato
burbero
rantoloso
supplichevole
IMPARIAMO A UTILIZZARE IL DIZIONARIO

1 Controlla sul dizionario se le seguenti parole sono nomi, verbi, aggettivi, avverbi, preposizioni o con- giunzioni e con ciacuno dei termini cercati componi una fase.

rivoluzione =

davvero =

schizzare =

con =

spaventoso =

uggia =

piangente =

fieramente =

LAVORIAMO SUL LESSICO
LAVORIAMO SUL LESSICO

CONTRARI

1 Per ciascuna delle parole elencate segna con una croce i termini antonimi, ovvero quelli che hanno un si- gnificato contrario rispetto alla parola data e con ciascuno di essi costruisci una frase.

incominciare

finire

lasciare

dividere

ricominciare

ragionevole

buono

tranquillo

cattivo

irragionevole

accendere

iniziare

riscaldare

spengere

chiudere

asciutto

finito

secco

bagnato

bruciato

afflitto

felice

triste

annoiato

incantato

crudo

scaldato

bollito

cotto

fritto

compassione

pena

rispetto

simpatia

compagnia

LE ESPRESSIONI FIGURATE
LE ESPRESSIONI FIGURATE

SIGNIFICATO DENOTATIVO E CONNOTATIVO

1 Trasforma le espressioni di significato figurato, segnalate in corsivo, in espressioni di significato lettera- le e poi riscrivi interamente le frasi sul tuo quaderno assicurandoti che il loro significato sia rimasto im- mutato.

1. … accadde un fatto che destò una mezza rivoluzione.

2. minacciavano da un momento all’altro di scambiarsi un carico di schiaffi e di bastonate.

3. – È proprio lui! – strilla la signora Rosaura, facendo capolino di fondo alla scena.

4. … poi, con un salto, dai posti distinti monta sulla testa del direttore d’orchestra, e di lì schizza sul palcoscenico.

5. È impossibile figurarsi gli abbracciamenti, gli strizzoni di collo, i pizzicotti dell’amicizia e le zuccate della vera e sincera fratellanza […].

6. La platea, tutta attenta, si mandava a male dalle grandi risate.

Le avventure di Pinocchio

2525

IMPARIAMO A DESCRIVERE
IMPARIAMO A DESCRIVERE

IL PERSONAGGIO

1 La descrizione di Mangiafoco è realizzata dal punto di vista di Pinocchio e dunque la scelta di aggettivi, sostantivi, espressioni figurate, rispettano le emozioni del burattino. Lo scopo di questa descrizione non

è dunque quello di informare semplicemente il lettore sulle caratteristiche oggettive del burattinaio (al-

tezza, peso, colore degli occhi

fronte a questo personaggio appena conosciuto. La descrizione di Mangiafoco è dunque, a tutti gli effet-

ti, una descrizione soggettiva.

Allora uscì fuori il burattinaio, un omone così brutto, che metteva paura soltanto a guardarlo. Aveva una barbaccia nera come uno scarabocchio d’inchiostro, e tanto lunga che gli scendeva dal mento fino a terra: basta dire che, quando camminava, se la pestava coi piedi. La sua bocca era larga come un forno, i suoi occhi parevano due lan- terne di vetro rosso, col lume acceso di dietro; e con le mani schioccava una grossa frusta, fatta di serpenti e di code di volpe attorcigliate insieme.

quanto piuttosto quello di trasmettere lo stato d’animo di Pinocchio di

)

Completa lo schema che segue ponendo accanto a ciascun tratto fisico di Mangiafuoco gli aggettivi, e tutte le espressioni che mettono in rilievo il carattere soggettivo della descrizione:

uomo: un omone così brutto che metteva paura soltanto a guardarlo

barba:

bocca:

occhi:

mani:

2 I tratti fisici su cui si sofferma lo sguardo di Pinocchio sono gli stessi che molto spesso ci troviamo a de- scrivere. Può dunque esserci utile riuscire ad associare a un solo nome una più ampia quantità di agget- tivi, magari diversi da quelli che utilizziamo solitamente. Sulla sinistra troverai i sostantivi già presenti nella descrizione collodiana, sulla destra una serie di aggettivi. Unisci con una freccia nomi e aggettivi e riscrivi negli spazi a fine di pagina tutte le combinazioni che hai trovato.

i v i t t e g g o i t barba t a r
i
v
i
t
t
e
g
g
o
i
t
barba
t
a
r
bocca
t
occhi
mani

barba

bocca

occhi

mani

ni o zi u ib tr carnosa at vellutate lunghe inquieti curata ridente brizzolata cangianti
ni
o
zi
u
ib
tr
carnosa
at
vellutate
lunghe
inquieti
curata
ridente
brizzolata
cangianti
incolta
affusolate
austeri

2626

Laboratorio • Capitoli 10 - 11

1 Riuscire a visualizzare l’immagine di un personaggio prima di descriverlo ci può essere molto utile so- prattutto per riuscire a scegliere i tratti più significativi della figura che vogliamo ritrarre e per non di- menticare alcuni particolari importanti.

un

omone così brutto che metteva paura soltanto a

guardarlo

omone così brutto che metteva paura soltanto a guardarlo Aveva una barbaccia nera come uno sca-
Aveva una barbaccia nera come uno sca- rabocchio d’inchio- stro, e tanto lunga che gli
Aveva una barbaccia
nera come uno sca-
rabocchio d’inchio-
stro, e tanto lunga
che gli scendeva dal
mento fino a terra
e tanto lunga che gli scendeva dal mento fino a terra Seguendo lo schema della pagina
e tanto lunga che gli scendeva dal mento fino a terra Seguendo lo schema della pagina
e tanto lunga che gli scendeva dal mento fino a terra Seguendo lo schema della pagina
e tanto lunga che gli scendeva dal mento fino a terra Seguendo lo schema della pagina

Seguendo lo schema della pagina accanto e scegliendo a tuo piacimento tra i tratti che ti vengono indi- cati, prova a descrivere un personaggio che ti fa una gran paura mettendo ben in evidenza quali parti del suo aspetto ti fanno rabbrividire. Qui sotto ti suggeriamo tutta una serie di aggettivi e di espressioni at- tributive che potrai riutilizzare, se lo credi opportuno, per ritrarre il tuo personaggio.

capelli: corti, lunghi, crespi, riccioli, rossi, biondi, castani, brizzolati, lisci, nodosi, a cespuglio…

occhi: castani, grandi, storti, azzurri, cattivi, allampanati, sgranati…

fronte: rugosa, larga, spaziosa, stretta, grinzosa, alta…

sopracciglia: arcuate, folte, nere, grosse, curate, sottili…

naso: adunco, grosso, a patata, aquilino, proporzionato, storto…

bocca: grande, piccola, sorridente, aperta, chiusa…

viso: regolare, interessante, inquietante, irregolare, asimmetrico…

collo: lungo, affilato, corto, grosso, taurino…

mani: lunghe, tozze, affusolate, grandi, nodose…

fisico: asciutto, imponente, robusto, grosso, atletico…

gambe: lunghe, tozze, dritte, storte, robuste, forti…

piedi: piatti, lunghi, storti, piccoli, magri, a papera, deformi…

Le avventure di Pinocchio

2727

fronte sopracciglia occhi bocca collo gambe mani piedi
fronte
sopracciglia
occhi
bocca
collo
gambe
mani
piedi

2 Dopo aver indicato nelle singole caselle le caratteristiche fisiche del personaggio da te ritratto, riutilizza- le per costruire una descrizione in piena regola: collega tra loro tutte le informazioni che hai già indicato cercando di creare un testo vivace ed espressivo.

2828

Laboratorio • Capitolo 12

CONOSCERE IL SIGNIFICATO DEI VOCABOLI
CONOSCERE IL SIGNIFICATO DEI VOCABOLI

1 Ricerca sul vocabolario il significato dei seguenti termini e trascrivilo sul tuo quaderno. Prova poi a com- porre una frase che preveda l’uso di ciascuno dei vocaboli menzionati.

piaga sguaiato canzonatore rattrappito lanterna appollaiarsi bordone lampante sdegnarsi IMPARIAMO A UTILIZZARE IL
piaga
sguaiato
canzonatore
rattrappito
lanterna
appollaiarsi
bordone
lampante
sdegnarsi
IMPARIAMO A UTILIZZARE IL DIZIONARIO
VERBI TRANSITIVI E INTRANSITIVI

1 Controlla sul dizionario se i seguenti verbi sono transitivi (cioè ammettono il complemento oggetto) o intransitivi e con ciacuno di essi componi una frase.

chiamare = giungere = incontrare = tornare = tremare = diventare = comprare = ricoprire
chiamare =
giungere =
incontrare =
tornare =
tremare =
diventare =
comprare =
ricoprire =
LAVORIAMO SUL LESSICO

CONTRARI

1 Rileggi attentamente il capitolo 12 dal rigo 80 al rigo 90 e poi scegli, tra i vari antonimi (o contrari), quello che ritieni più corretto rispetto alla parola data all’interno del testo. Costruisci infine una nuova frase con il termine contrario da te scelto.

vicino □ differente □ sconosciuto □ lontano □ separato vecchio □ giovane □ recente □
vicino
□ differente
□ sconosciuto
□ lontano
□ separato
vecchio
□ giovane
□ recente
□ novello
□ intatto
cattivo
□ dolce
□ onesto
□ buono
□ perfetto
ragione
□ follia
□ torto
□ pazzia
□ pregiudizio
disobbedienti
□ remissivi
□ sottomessi
□ ubbidienti
□ rispettosi
ESPRESSIONI FIGURATE
SIGNIFICATO DENOTATIVO E CONNOTATIVO

1 Ti forniamo alcune parole usate da Collodi in questo capitolo che possono essere utilizzate sia in senso proprio che in senso figurato. Completa l’esercizio che segue inserendo, di volta in volta, la frase che manca, riutilizzando, se vuoi, le espressioni suggerite nel riquadro grigio.

Es.

naso

uso letterale: Mi sanguina il naso uso figurato: Mi è venuta la mosca al naso.

1. bocca.

uso letterale: La bocca, è una delle prime cose che Geppetto scolpisce a Pinocchio.

uso figurato:

2. grappolo

uso letterale: Pinocchio ruba un grappolo di uva moscatella ad un contadino.

uso figurato:

3. cieco

uso letterale:

uso figurato: Pinocchio si trova spesso in vicoli ciechi da cui non riesce più ad uscire.

Le avventure di Pinocchio

2929

IMPARIAMO A SCRIVERE UN RIASSUNTO
IMPARIAMO A SCRIVERE UN RIASSUNTO

RICONOSCERE LE SEQUENZE

1 Come già abbiamo osservato un testo può essere scomposto in sequenze, ovvero in parti che contengo- no informazioni omogenee. A sinistra troverai in ordine sparso il brevissimo riassunto delle singole se- quenze che compongono il capitolo 12, a destra i righi che corrispondono alle singole sequenze. Cerca di ricostruire l’ordine degli avvenimenti e poi collega con una freccia ciascuno dei riassunti con le suddi- visioni sotto riportate.

1. Sulla strada Pinocchio incontra il Gatto e la Volpe a cui confessa immediatamente di avere con sé un po’ di soldi. Pinocchio precisa che quelle monete serviranno al padre per ricomprarsi una giacca e a lui per studiare. Il Gatto e la Volpe cercano di disto- glierlo da questi suoi buoni propositi.

2. Mangiafuoco regala a Pinocchio cinque monete d’oro da portare al povero padre. Pinocchio ringrazia con affetto il burattinaio, abbraccia tutti i suoi compagni e si ri- mette in viaggio verso casa.

3. Pinocchio, convinto dalla Volpe, mostra tutta la sua gioia di fronte alla possibilità di moltiplicare a dismisura il suo denaro. Tanta è la sua gioia che promette ai due fur- fanti di regalare loro una buona parte del guadagno. I due, negando ogni interesse, affermano di lavorare solo per il bene altrui e così partono insieme al burattino.

4. La Volpe, che tra i due furfanti è la più furba, propone a Pinocchio di moltiplicare le cinque monete d’oro che ha in tasca. Di fronte alle perplessità e alla curiosità del bu- rattino la Volpe gli spiega che al Campo dei Miracoli i soldi crescono sui rami e gli racconta con precisione cosa deve fare affinché ciò accada.

r. 1 - 17

r. 18 - 69

r. 70 - 116

r. 117 - 129

2 Prova adesso a riscrivere nel giusto ordine i riassunti delle sequenze inserendo i collegamenti che ritieni necessari e ampliandone i contenuti dove ritieni opportuno. In tal modo ricomporrai interamente il rias- sunto del capitolo 12.

3030

Laboratorio • Capitolo 12

IMPARIAMO A SCRIVERE
IMPARIAMO A SCRIVERE

IL DIALOGO

1 Rileggi queste parti di dialogo in cui si ripropone una fase della lunga discussione tra il Gatto, la Volpe e Pinocchio:

— Povero Merlo! — disse Pinocchio al Gatto — perché l’hai trattato così male?

— Ho fatto per dargli una lezione. Così un’altra volta imparerà a non metter bocca

nei discorsi degli altri. — [

]

 

Vuoi tu, di cinque miserabili zecchini, farne cento, mille, duemila?

Magari! e la maniera?

La maniera è facilissima. Invece di tornartene a casa tua, dovresti venir con

noi.[

]

— Dunque — disse la Volpe — vuoi proprio andare a casa tua? Allora va’ pure, e tanto peggio per te.

— Tanto peggio per te! — ripeté il Gatto.[

]

— Sicché dunque — disse Pinocchio sempre più sbalordito — se io sotterrassi in

quel campo i miei cinque zecchini, la mattina dopo quanti zecchini ci troverei?

— È un conto facilissimo — rispose la Volpe — un conto che puoi farlo sulla pun-

ta delle dita. Poni che ogni zecchino ti faccia un grappolo di cinquecento zecchini:

moltiplica il cinquecento per cinque, e la mattina dopo ti trovi in tasca duemilacinque- cento zecchini lampanti e sonanti.

— Oh che bella cosa! — gridò Pinocchio, ballando dall’allegrezza.

2 Nel dialogo vengono spesso usate le interiezioni, ovvero parole invariabili o vere e proprie trascrizioni di suoni, usate anche nella lingua parlata, che rendono con maggiore espressività sensazioni e stati d’ani- mo. Mentre nel parlato questi stati d’animo si deducono dall’intonazione della voce o dai gesti che ac- compagnano la conversazione, nel dialogo scritto il tono è reso dal punto esclamativo posto dopo l’e- sclamazione o alla fine della frase.

Es.

«oh, che sorpresa!» «Ehi, come ti va?»

oh = esprime meraviglia ehi = serve a richiamare l’attenzione

In base alla forma le interiezioni possono essere:

proprie: espressioni generalmente invariabili, costituite da suoni resi con ah!, aaah!, eh!, ehi!, mah!, uffa, ahimè ecc. improprie: nomi, aggettivi, avverbi che pur avendo un loro significato assumono lo stesso ruolo delle interiezio- ni proprie, ed esprimono stupore, sdegno o vengono usate per salutare, esortare, ad esempio evvi- va!, peccato!, basta!, forza!, ciao!, salve! ecc. locuzioni interiettive: gruppi di parole o brevi proposizioni usate in forma esclamativa, es. per amor del cielo!, per carità!, al diavolo!, povero me! ecc.

Rileggi il dialogo e riporta qui di seguito tutte le interiezioni presenti dividendole per tipo, poi, per ciascuna di es- se, indica che tipo di stato d’animo esprime.

INTERIEZIONI IMPROPRIE = LOCUZIONI INTERIETTIVE = = =

Le avventure di Pinocchio

3131

PUNTEGGIATURA
PUNTEGGIATURA

CORREGGERE I SEGNI D’INTERPUNZIONE

1 Nel brano riportato qui sotto la punteggiatura è stata volutamente modificata in modo scorretto: alcuni segni di interpunzione sono stati messi al posto giusto, altri invece sono errati. Intervieni laddove ritieni di aver individuato un errore e poi ricontrolla l’esercizio sul testo. (Gli errori da trovare sono 14).

Il giorno dipoi Mangiafoco chiamò in disparte Pinocchio e gli domandò;

— Come si chiama tuo padre!

— Geppetto.

— E che mestiere fa?

— Il povero.

— Guadagna molto?

— Guadagna tanto quanto ci vuole per non aver mai un centesimo in tasca. Si figuri

che per comprarmi l’Abbecedario della scuola dové vendere l’unica casacca che aveva

addosso: una casacca che, fra toppe e rimendi, era tutta una piaga.

— Povero diavolo? Mi fa quasi compassione. Ecco qui cinque monete d’oro. Va’ su-

bito a portargliele e salutalo tanto da parte mia. — Pinocchio, com’è facile immaginarselo, ringraziò mille volte il burattinaio: abbracciò, a uno a uno, tutti i burattini della compagnia, anche i giandarmi; e fuori di sé dalla con- tentezza: si mise in viaggio per ritornarsene a casa sua. Ma non aveva fatto ancora mezzo chilometro, che incontrò per la strada una Volpe

zoppa da un piede e un Gatto cieco da tutt’e due gli occhi che se ne andavano là là, aiu-

tandosi fra di loro, da buoni compagni di sventura

La Volpe, che era zoppa, camminava

appoggiandosi al Gatto: e il Gatto, che era cieco, si lasciava guidare dalla Volpe.

— Buon giorno, Pinocchio — gli disse la Volpe, salutandolo garbatamente;

— Com’è che sai il mio nome? — domandò il burattino.

— Conosco bene il tuo babbo.

— Dove l’hai veduto?

— L’ho veduto ieri sulla porta di casa sua.

— E che cosa faceva?

— Era in maniche di camicia e tremava dal freddo:

— Povero babbo! Ma, se Dio vuole, da oggi in poi non tremerà piú!

Perché?

— Perché io sono diventato un gran signore.

— Un gran signore tu? — disse la Volpe? e cominciò a ridere di un riso sguaiato e

canzonatore: e il Gatto rideva anche lui, ma per non darlo a vedere, si pettinava i baffi colle zampe davanti.

— C’è poco da ridere — gridò Pinocchio impermalito. — Mi dispiace davvero di far-

vi venire l’acquolina in bocca, ma queste qui, se ve ne intendete; sono cinque bellissime monete d’oro. —

E tirò fuori le monete avute in regalo da Mangiafoco:

Al simpatico suono di quelle monete, la Volpe per un moto involontario allungò la

gamba che pareva rattrappita, e il Gatto spalancò tutt’e due gli occhi che parvero due lan- terne verdi: ma poi li richiuse subito, tant’è vero che Pinocchio non si accòrse di nulla.

— E ora — gli domandò la Volpe — che cosa vuoi farne di codeste monete!

3232

3232

Laboratorio • Capitoli 13 - 14

CONOSCERE IL SIGNIFICATO DEI VOCABOLI
CONOSCERE IL SIGNIFICATO DEI VOCABOLI

1 Ricerca sul vocabolario il significato dei seguenti termini e trascrivilo sul tuo quaderno. Prova poi a com- porre una frase che preveda l’uso di ciascuno dei vocaboli menzionati.

indisposto spelluzzicare cibreino pernice starna gelone uggioso salamelecco pantomima incappare ciarla fastello
indisposto
spelluzzicare
cibreino
pernice
starna
gelone
uggioso
salamelecco
pantomima
incappare
ciarla
fastello
IMPARIAMO A UTILIZZARE IL DIZIONARIO
VERBI TRANSITIVI E INTRANSITIVI

1 Controlla sul dizionario se i seguenti verbi sono transitivi (cioè ammettono il complemento oggetto) o intransitivi e con ciacuno di essi componi una frase.

mangiare =

andare =

aspettare =

spalancare =

sentire =

correre =

saltare =

grondare =

LA= sentire = correre = saltare = grondare = VORIAMO S UL LESSICO CONTRARI 1 Rileggi

VORIAMO

S UL

LESSICO

CONTRARI

1 Rileggi attentamente il capitolo 14 dal rigo 1 al rigo 16 e poi scegli, tra i vari antonimi (o contrari), quello che ritieni più corretto rispetto alla parola data all’interno del testo. Costruisci infine una nuova frase con il termine contrario da te scelto.

sgridare

elogiare

complimentarsi

esaltare

congratularsi

disgraziati

ricchi

fortunati

benestanti

buoni

uggioso

divertente

piacevole

interessante

stimolante

paura

coraggio

audacia

sangue freddo

certezza

gridare

sussurrare

lodare

elogiare

encomiare

ESPRESSIONIsussurrare □ lodare □ elogiare □ encomiare FIGURATE SIGNIFICATO DENOTATIVO E CONNOTATIVO 1 Nelle

FIGURATE

SIGNIFICATO

DENOTATIVO

E

CONNOTATIVO

1 Nelle frasi che seguono troverai alcune espressioni figurate. Spiegane il significato e poi, con ciascuna delle parole in corsivo, costruisci una frase che mantenga il significato figurato e una frase che restitui- sca il significato letterale.

Es.

Sei un uomo di polso = Sei una persona autorevole

significato figurato: Una persona di polso è più rispettata. significato letterale: Giulia si è rotta il polso.

1. – Fermiamoci un po’ qua – disse la Volpe – tanto per mangiare un boccone.

2. Prima di ripartire schiaccieremo un sonnellino.

3. …così dové contentarsi di una semplice lepre dolce e forte con un leggerissimo contorno di pollastre ingras- sate e di galletti di primo canto.

4. Nella campagna non si sentiva alitare una foglia.

Le avventure di Pinocchio

3333

IMPARIAMO A SCRIVERE UN RIASSUNTO
IMPARIAMO A SCRIVERE UN RIASSUNTO

RICONOSCERE LE SEQUENZE

1 Come già abbiamo osservato un testo può essere scomposto in sequenze, ovvero in parti che contengo- no informazioni omogenee. A sinistra troverai in ordine sparso il brevissimo riassunto delle singole se- quenze che compongono il capitolo 13, a destra i righi che corrispondono alle singole sequenze. Cerca di ricostruire l’ordine degli avvenimenti e poi collega con una freccia ciascuno dei riassunti con le suddi- visioni sotto riportate.

1. L’oste interrompe il sonno di Pinocchio, lo avverte che i suoi amici sono già partiti per un’urgenza non prevista, e che hanno lasciato da pagare il conto.

2. Pinocchio riprende allora il suo viaggio nella notte, questa volta da solo. Il fantasma del Grillo parlante gli compare davanti e lo consiglia di tornare a casa dal padre e di non seguire i due furfanti. Ma Pinocchio vuole fare di testa propria e non si arrende alle parole sagge del Grillo.

3. La Volpe chiede all’oste due camere e lo prega di svegliarli a mezzanotte. Pinocchio, preso dall’emozione, si addormenta e sogna un albero colmo di zecchini.

4. Pinocchio, il Gatto e la Volpe, dopo un lungo cammino, si fermano all’Osteria del Gambero Rosso. I due furfanti mangiano a sazietà, Pinocchio, invece, col pensiero fisso al Campo dei Miracoli, non riesce a buttare giù quasi nulla.

r.

1 - 24

r.

25 - 37

r.

38 - 55

r.

56 - 93

2 Nella colonna di destra ti viene ora proposta la divisione in sequenze del capitolo 14. Accanto ai righi corrispondenti prova a scrivere il riassunto della sequenza. Rileggi infine i tuoi riassunti uno dopo l’altro assicurandoti che siano ben collegati tra loro e che ricostruiscano interamente la storia.

1

r.

1 - 17

2

r.

18 - 61

3

r.

62 - 91

3434

Laboratorio • Capitoli 13 - 14

IMPARIAMO A SCRIVERE
IMPARIAMO A SCRIVERE

COORDINAZIONE E SUBORDINAZIONE

1 In questo esercizio ti proponiamo un gioco: il periodo collodiano è stato inserito dentro un labirinto. A partire dalla freccia prova a ricostruirlo tenendo presente che nel percorso ci sono dei vicoli ciechi che corrispondono alle frasi subordinate, che le parole nel “girare” possono presentarsi in ordine rovescia- to, che le frasi principali e quelle coordinate seguono l’unica via d’uscita. Ti accorgerai che i vicoli cie- chi, ovvero le subordinate, sono poche e che tutta la narrazione si svolge secondo l’ordine imposto dalle principali. Ti proponiamo inizialmente un esempio semplice. Dopo aver osservato con attenzione il labi- rinto riscrivi il periodo nello spazio a fin di pagina.

USCITA

a l te dentro un a o e t m t r n pada di
a
l
te
dentro un
a
o
e
t
m
t
r
n
pada
di porcellana traspa
p
al
li
t
d
a
e
e
t
o
vide sul tronco
intanto
e
cche
riluceva di una lu
e
l
n
o
un albero un anim
adi
p
aca, come un limino da
mentre camminava

Le avventure di Pinocchio

3535

2 Prova adesso a ricostruire questo periodo, che è certamente più complesso e riscrivilo nello spazio ap- posito.

più complesso e riscrivilo nello spazio ap- posito. 3 Dopo aver letto la frase riportata, prova

3 Dopo aver letto la frase riportata, prova adesso a completare tu il labirinto inserendo in esso le frasi su- bordinate che non sono state inserite. Potrai facilmente notare che in questo modo la frase si arricchisce di numerose informazioni!

Il povero Gatto, sentendosi gravemente indisposto di stomaco, non poté mangiare altro che trentacinque triglie con salsa di pomodoro e quattro porzioni di trippa alla parmigiana: e perché non gli pareva condita abbastanza, si rifece tre volte a chiedere il burro e il formaggio grattato!

parmigiana: e perché non gli pareva condita abbastanza, si rifece tre volte a chiedere il burro

3636

Laboratorio • Capitolo 15

CONOSCERE IL SIGNIFICATO DEI VOCABOLI
CONOSCERE IL SIGNIFICATO DEI VOCABOLI

1 Ricerca sul vocabolario il significato dei seguenti termini e trascrivilo sul tuo quaderno. Prova poi a com- porre una frase che preveda l’uso di ciascuno dei vocaboli menzionati.

cupo candido trafelato persecutore raccomandarsi balenare giuntura affilato cagionare scrollone garbato
cupo
candido
trafelato
persecutore
raccomandarsi
balenare
giuntura
affilato
cagionare
scrollone
garbato
IMPARIAMO A UTILIZZARE IL DIZIONARIO

1 Per ciascuna delle seguenti parole controlla quale voce deve essere cercata sul dizionario e riutilizzala per costruire una frase.

incrociate =

rasoi =

arrivò =

torneremo =

calci =

pianta =

persecutori =

aprì =

soffiando =

sentisse =

LA= persecutori = aprì = soffiando = sentisse = VORIAMO S UL LESSICO INCLUSIONE 1 Leggi

VORIAMO

S UL

LESSICO

INCLUSIONE

1 Leggi attentamente le seguenti coppie di parole e sottolinea il termine che ha un significato più ampio e che include perciò il significato dell’altra parola. Riutilizza infine entrambi i termini costruendo con esse un’unica frase.

1. albero / bosco

2. porta / casa

3. bocca / lingua

4. ramo / pianta

ESPRESSIONI/ bosco 2. porta / casa 3. bocca / lingua 4. ramo / pianta FIGURATE SIGNIFICATO

FIGURATE

SIGNIFICATO

DENOTATIVO

E

CONNOTATIVO

1 Nella colonna di sinistra troverai espressioni di significato letterale che possono essere comunicate in modo più efficace attraverso le espressioni di significato figurato poste nella colonna di destra. Con- giungi con una freccia le espressioni che si equivalgono nel significato e costruisci una frase utilizzando unicamente il linguaggio figurato.

scoraggiarsi

gli occhi gli si appannarono

correre a gran velocità

prendere la porta a zuccate

colpire la porta con la testa

colpire la porta con la testa

correre a carriera

cominciò a non vedere più bene

respiro grosso

respiro affaticato

perdersi d’animo

Le avventure di Pinocchio

37

37

IMPARIAMO A SCRIVERE UN RIASSUNTO
IMPARIAMO A SCRIVERE UN RIASSUNTO

LA TECNICA DELLA CANCELLAZIONE

1 Individuare gli argomenti principali di ciascuna sequenza. Nelle precedenti unità abbiamo visto come rivolgere domande al testo per seguire il “filo della storia”, per individuare delle unità di testo omogenee e quindi per individuare le singole sequenze. Facciamo un ulteriore passo avanti per cercare di riassumere nel migliore dei modi ciascuna sequenza e proviamo dunque a segnalare, all’interno di essa, quali informazioni sono principali e quali secondarie.

Prendiamo ad esempio la prima sequenza del capitolo 15 (r. 1-31) e proviamo a cancellare tutte le informazioni che non sono strettamente indispensabili, ovvero tutte quelle informazione che pur arricchendo la storia non ri- sultano essenziali per ricostruire la trama.

Allora il burattino, perdutosi d’animo, fu proprio sul punto di gettarsi in terra e di darsi per vinto, quando, nel girare gli occhi all’intorno, vide fra mezzo al verde cupo degli alberi biancheggiare in lontananza una casina candida come la neve.

— Se io avessi tanto fiato da arrivare fino a quella casa, forse sarei salvo! — disse

dentro di sé. E senza indugiare un minuto, riprese a correre per il bosco a carriera distesa. E gli

assassini sempre dietro. Dopo una corsa disperata di quasi due ore, finalmente, tutto trafelato, arrivò alla porta di quella casina e bussò. Nessuno rispose. Tornò a bussare con maggior violenza, perché sentiva avvicinarsi il rumore dei

passi e il respiro grosso e affannoso de’ suoi persecutori. Lo stesso silenzio. Avvedutosi che il bussare non giovava a nulla, cominciò per disperazione a dare calci e zuccate nella porta. Allora si affacciò alla finestra una bella Bambina, coi capel- li turchini e il viso bianco come un’immagine di cera, gli occhi chiusi e le mani incro- ciate sul petto, la quale, senza muover punto le labbra, disse con una vocina che pare- va venisse dall’altro mondo:

— In questa casa non c’è nessuno. Sono tutti morti.

— Aprimi almeno tu! — gridò Pinocchio piangendo e raccomandandosi.

— Sono morta anch’io.

— Morta? e allora che cosa fai costì alla finestra?

— Aspetto la bara che venga a portarmi via. —

Appena detto così, la Bambina disparve, e la finestra si richiuse senza far rumore. O bella Bambina dai capelli turchini, — gridava Pinocchio — aprimi per carità. —

Abbi compassione di un povero ragazzo inseguito dagli assass

2 Prova a riassumere questa sequenza utilizzando solo le informazioni che non sono state cancellate. Ti ac- corgerai che riassumere sarà molto più semplice!

3838

Laboratorio • Capitolo 15

IMPARIAMO A SCRIVERE
IMPARIAMO A SCRIVERE

I VERBI

1 Riscrivi lo stesso periodo collodiano riportando prima al presente e poi al futuro i tempi verbali delle principali (che per comodità ti abbiamo evidenziato in neretto), facendo attenzione ai cambiamenti dei tempi e dei modi dei verbi nelle subordinate. Questo esercizio ti sarà utile per imparare ad osservare e mantenere le concordanze fra i modi e i tempi verbali, soprattutto nella subordinazione.

 

Testo originario delle Avventure di Pinocchio (r. 50-55)

 

Detto fatto, gli legarono le mani dietro le spalle, e, passatogli un nodo scorsoio intorno alla gola, lo attaccarono penzoloni al ramo di una grossa pianta detta la Quercia grande. Poi si posero là seduti sull’erba, aspettando che il burattino facesse l’ultimo

pianta detta la Quercia grande. Poi si posero là seduti sull’erba, aspettando che il burattino facesse

sgambetto: ma il burattino, dopo tre ore, aveva sempre gli occhi aperti, la bocca chiusa e sgambettava più che mai.

 

PRESENTE (oggi)

 

Detto fatto, gli

le

mani dietro le spalle, e, passatogli un

nodo scorsoio intorno alla gola, lo

 

penzoloni al ramo

 

FUTURO

(domani)

di una grossa pianta detta la Quercia

Detto fatto, gli

le

grande.

mani dietro le spalle, e, passatogli un

Poi

là seduti sul-

nodo scorsoio intorno alla gola, lo

l’erba, aspettando che il burattino

 

penzoloni al ramo

 

l’ultimo sgambet-

di una grossa pianta detta la Quercia

to: ma il burattino, dopo tre ore,

grande.

 

sempre gli occhi

Poi

là seduti sul-

aperti, la bocca chiusa e

l’erba, aspettando che il burattino

più che mai.

 

l’ultimo sgambet-

 

to: ma il burattino, dopo tre ore,

 

sempre gli occhi

aperti, la bocca chiusa e

più che mai.

Le avventure di Pinocchio

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IMPARIAMO A SCRIVERE
IMPARIAMO A SCRIVERE

LA COERENZA

1 Nel seguente esercizio alcuni periodi scritti da Collodi sono stati “frantumati”, per così dire, nei loro componenti (frasi o parti di frasi) e questi componenti sono stati a loro volta mescolati. Secondo la tua logica e osservando la coerenza del discorso, prova a ricostruire i periodi, mettendo nel giusto ordine i vari componenti. Lo svolgimento dell’esercizio è aiutato dai numeri che indicano l’inizio di ogni nuovo periodo. Controlla infine ai righi 15-23 del capitolo.

– Aprimi almeno tu! – calci e zuccate nella a dare porta.
– Aprimi almeno tu! –
calci e zuccate nella
a dare
porta.

1. Avvedutosi che il bussare

e raccomandandosi.
e raccomandandosi.

coi capelli turchini e il viso bianco come un’immagine di cera,

non c’è nes- – In questa – In questa casa non c’è nes- Sono tutti
non c’è nes-
– In questa
– In questa casa non c’è nes-
Sono tutti
Sono tutti morti.
casa morti.
suno. suno.
le mani in- crociate gli occhi sul chiusi petto, e
le mani in-
crociate gli occhi sul chiusi petto, e
una vocina che pareva disse con venisse dall’altro mondo: senza muovere punto le labbra, la
una vocina che pareva
disse con
venisse dall’altro mondo:
senza muovere punto le labbra,
la quale,
cominciò per disperazione
cominciò
per disperazione

non giovava a nulla,

gridò Pinocchio piangendo

2. Allora affacciò alla finestra una bella si Bambina, (1) Avvedutosi che il bussare
2.
Allora
affacciò alla finestra
una
bella
si Bambina,
(1) Avvedutosi che il bussare

(2) Allora si affacciò alla finestra una bella Bambina,

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