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l delitto di calunnia disciplinato dallart. 368 c.p.

. nel Capo I nel Titolo III dedicato ai delitti contro lamministrazione della
giustizia del Libro II del Codice Penale. La norma punisce chiunque, con denunzia, querela, richiesta o istanza, anche se
anonima o sotto falso nome, diretta allAutorit giudiziaria o ad altra Autorit che a quella abbia obbligo di riferirne,
incolpa di un reato taluno che egli sa innocente, ovvero simula a carico di lui le tracce di un reato, punito con la
reclusione da due a sei anni. Pena che viene aumentata se sincolpa taluno di un reato pel quale la legge stabilisce la
pena della reclusione
superiore nel massimo a dieci anni, o unaltra pena pi grave. La reclusione passa da quattro a dodici anni, se dal fatto
deriva una condanna alla reclusione superiore a cinque anni; e da sei a venti anni, se dal fatto deriva una condanna
allergastolo.
Il bene giuridico tutelato dalla norma viene considerato non solo lonore ed eventualmente la libert del soggetto
calunniato ma anche il regolare svolgimento dell amministrazione della giustizia da parte dello Stato. Quindi si tratta di
un reato plutioffensivo[1] Soggetti passivi del reato in oggetto sono sia la singola persona falsamente incolpata, sia,
soprattutto, lo Stato, al quale spetta di garantire la repressione penale dei colpevoli..
La calunnia un reato di pericolo ed istantaneo. E un reato di pericolo[2]si perfeziona nel momento in cui la notizia di
reato falsa viene comunicata alla Polizia Giudiziaria o allAutorit Giudiziaria o ad altro organo che a questa abbia
obbligo di riferire e ci perch si tratta di reato posto a tutela del buon funzionamento del meccanismo giudiziario,
affinch questo non venga ad operare su presupposti falsamente costruiti a fini strumentali. perch ai fini della sua
configurazione sufficiente la possibilit che si instauri un processo col rischio che sia irrogata la pena ad un innocente.
Il pericolo da escludere se il fatto denunciato appare manifestamente infondato o assurdo[3]. E un reato istantaneo
perch
Il fatto tipico consiste nellaccusare di un reato qualcuno che non lo ha commesso essendo a conoscenza della sua
innocenza. La norma prevede due diverse modalit di realizzazione: la prima consiste nella presentazione formale di una
querela o di una denuncia allAutorit Giudiziaria (c.d. calunnia diretta o formale); la seconda consiste nella simulazione
di tracce di un reato (c.d. calunnia indiretta o materiale).
Il reato a cui si riferisce la calunnia pu essere di qualunque natura purch sia previsto dalla legge come tale ed abbia
tutti i requisiti necessari per integrare un illecito penale. Non pertanto sufficiente che il fatto corrisponda ad una
fattispecie oggettiva, occorrendo altres lassenza di cause di giustificazione. Inoltre dato che oggetto della calunnia deve
essere un reato, riguardo alle cause di estinzione del reato attribuito, si concorda nel ritenere che la calunnia sussista se
la causa estintiva si verifichi dopo la falsa denuncia. Invece non si pu fare ricorso al reato di calunnia se la causa
estintiva era gi esistente al momento della falsa incolpazione perch si elimina in partenza che il reo venga
condannato[4].
Quanto alle cause soggettive di esclusione della pena inerenti alla persona dellincolpato, la dottrina e la giurisprudenza
sono concordi nellescludere il reato di calunnia qualora lincolpato sia un soggetto immune per ragioni politiche o se lo
stesso sia non punibile per effetto di una qualit personale, o se sia non imputabile per et,o infermit di mente.
La dottrina pi accreditata e la giurisprudenza ritengono che la calunnia, essendo un reato di pericolo, si realizzi allorch
esista la possibilit che venga iniziato il procedimento per accertare la sussistenza del reato incolpato. E un requisito
non richiesto dalla norma, ma desunto logicamente in base al principio di offensivit[5].Il reato non sussiste se tale
possibilit esclusa o se laccusa riguarda fatti inverosimili per cui laccertamento non richiede alcuna indagine, oppure
se lazione penale non pu essere iniziata per assenza di condizioni di procedibilit sempre che tale difetto sia evidente
e non segua ad un accertamento che richiede il compimento di indagini.[6]
In ordine allelemento soggettivo richiesto ai fini della punibilit della calunnia il dolo. Si tratta di dolo generico che si
concreta nella volont di realizzare il fatto di calunnia diretta o indiretta con la consapevolezza che lincolpato
innocente e che il fatto attribuito ha carattere delittuoso. Il convincimento della colpevolezza deve essere fondato su
elementi seri e concreti e non su
mere congetture o supposizioni[7].
Lattenzione del Giudice deve essere rivolta alle circostanze ed alle modalit della condotta le quali sono espressione
dellatteggiamento psichico dellagente alla rappresentazione e consapevolezza dellaltrui innocenza.
Lelemento soggettivo nella calunnia costituito da due elementi: la volont di incolpare e la consapevolezza
allinnocenza altrui. Anche la simulazione di tracce a carico di persona non identificata, ma identificabile costituisce
calunnia purch la falsa incolpazione contenga in s gli elementi necessari e sufficienti allinizio dellazione penale nei
confronti di un soggetto agevolmente identificabile.[8]
Per questo motivo si ritiene che la consapevolezza sia in reipsa quando taluno, dopo avere girato a terzi un assegno
privo di provvista, ne denunci la scomparsa[9]. La giurisprudenza ha precisato che lassegno bancario, seppur smarrito
non sia uscito dalla sfera dalla sfera possessoria del legittimo detentore[10]. Infatti lassegno riconducibile a chi lo
possiede da segni esteriori, pubblicitari di possesso legittimo[11]. La denuncia di smarrimento non presenta alcun
carattere di individualizzazione riguardo ad un presunto accusato. Tuttavia il presunto destinatario della falsa accusa
facilmente individuabile, dato che con la denuncia si avvisa lAutorit Giudiziaria su possibili illeciti da parte di chi girer o
porter allincasso il titolo falsamente smarrito. La falsa denuncia costituisce lespediente per bloccare la circolazione del
titolo e il denunciante consapevole di simulare una circostanza idonea a far si che il soggetto, al quale ha trasmesso
lassegno e che in buona fede lo girer o lo porter allincasso, potr essere perseguito dufficio per un furto aggravato o

per ricettazione e che la simulazione posta in essere non si esaurisce in tracce di reato di appropriazione
indebita.[12] Risponde del reato di calunnia e non di falso ideologico commesso da privato in atto pubblico colui che
dichiara falsamente al pubblico ufficiale lo smarrimento di un assegno, atteso che in questo modo accusa implicitamente
il portatore del titolo di credito di esserne impossessato fraudolentemente[13].
Pi specificamente, perch si realizzi il dolo di calunnia necessario che colui che formula la falsa accusa abbia la
certezza dell'innocenza dell'incolpato. La giurisprudenza di questa Corte , in proposito, indirizzata nella linea
interpretativa in base alla quale l'erronea convinzione della colpevolezza della persona accusata esclude l'elemento
soggettivo, da ritenere integrato solo nel caso in cui vi sia una esatta corrispondenza tra momento rappresentativo e
momento volitivo. L'intenzionalit dell'incolpazione e la sicura conoscenza della non colpevolezza dell'accusato sono due
dati che vanno tenuti concettualmente distinti, non foss'altro perch l'accusa di aver commesso atti penalmente illeciti
situazione ben diversa dalla conoscenza della non colpevolezza, tanto che non sufficiente ad integrare il dolo di
calunnia la scarsa convinzione in ordine alla responsabilit del soggetto accusato.
Nel caso di dubbio sulla responsabilit dottrina e giurisprudenza sono divise. Per parte della dottrina il reato sussiste
ugualmente, a meno che il denunciante in abbia palesato i suoi dubbi sulla responsabilit penale dellincolpato. La
giurisprudenza richiede che lagente debba essere consapevole della innocenza dellincolpato e non integra il reato il
caso di dubbio o di errore non ragionevole. Quindi perch la responsabilit venga meno necessario che lagente
manifesti con chiarezza e scarsa ambiguit le ragioni del suo dubitare. La alunnia si configura se il dubbio utilizzato per
incolpare in maniera subdola.[14]
Lerronea convinzione della colpevolezza della persona accusata esclude lelemento soggettivo[15]. Un simile errore
scusa anche se verte sullinterpretazione della norma che qualifica come reato il fatto falsamente attribuito. Infatti la
norma extrapenale, oggetto di erronea interpretazione ex art. 47 comma 3 c.p., pu anche essere una norma penale
incriminatrice diversa da quella che viene in questione nel caso di specie (in questo caso la norma penale che configura
come reato il fatto oggetto di incolpazione)[16].
La consapevolezza dellinnocenza dellaccusato ha generato una diatriba in ordine
al fatto che questo faccia parte dellelemento soggettivo o della condotta. La giurisprudenza dominante ritiene faccia
parte dellelemento soggettivo; mentre una corrente minoritaria ritiene che la consapevolezza dellinnocenza faccia parte
della condotta, facendo parte integrante del fatto. Anche la dottrina sostiene questa tesi minoritaria perch sarebbe un
errore includere nel dolo unattivit che si trova al di fuori di esso. Anzi tale attivit precede il dolo costituendone un
presupposto[17].
La pi recente giurisprudenza ha ritenuto che la tendenziosit della denuncia non dimostra di per s la consapevolezza
dell'innocenza dell'accusato da parte del denunciante. Precisando, ancora, come tale consapevolezza evidenziata
dalle concrete circostanze e dalle modalit esecutive che connotano la condotta tenuta, dalle quali possibile, con
processo logico-induttivo, risalire alla sfera intellettiva e volitiva dell'agente: la sussistenza del dolo, in sintesi, si
immedesima con l'accertamento della cosciente falsit delle circostanze oggetto della denuncia.
Il dolo nel delitto di calunnia precisa la giurisprudenza[18] - va escluso nel caso in cui un oggetto si limita a riferire
obiettivamente notizie apprese dalla voce pubblica o di pubblico dominio, tra cui vanno certamente comprese le
risultanze di indagini eventualmente conosciute, purch non si aggiungano altre circostanze ed elementi personali che
immutino i fatti riferiti consapevolmente difforme dal vero.