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Opere pubbliche. Quelle che i privati non possono fare.

di Carlo Rossi
http://chiarodiluna-karl.blogspot.it/2014/10/opere-pubbliche-quelle-che-iprivati.html
Dalle cattedre universitarie e dai banconi dei bar si invocano opere pubbliche
per tornare alla mitica crescita. Ma quando spetta allo stato realizzarle? E
servirebbero a rinvigorire il corpaccione stremato delle economie europee?
Luigi Einaudi:
" errore inescusabile degli Stati moderni, i cui compiti crescono di giorno in
giorno, i quali hanno bisogno di procacciarsi a prestito somme grandiose non
solo oggi eccezionalmente per le opere di ricostruzione, ma domani
permanentemente per ferrovie, strade, ponti, porti, scuole, ospedali e per
tutte le svariate opere di civilt le quali sono fuori della sfera privata, errore
inescusabile degli Stati moderni di partire in guerra contro i cosiddetti
capitalisti, ossia contro i fornitori di risparmio nuovo allo Stato assetato di
capitali" (Corriere della Sera, 1 dicembre 1946).
http://www.luigieinaudi.it/doc/ritornera-stabile-la-lira/?id=4617
Qui l' economista liberale, secondo presidente della Repubblica italiana,
segue uno dei massimi precursori del liberalismo contemporaneo, Adam
Smith:
"Il terzo e ultimo dovere del sovrano o della repubblica quello di erigere e
conservare quelle pubbliche istituzioni e quelle opere pubbliche che, per
quanto estremamente utili a una grande societ, sono per di natura tale che
il profitto non potrebbe mai rimborsarne la spesa a un individuo o a un
piccolo numero di individui, sicch non ci si pu aspettare che un individuo o
un piccolo numero di individui possa erigerle o conservarle...opere e
istituzioni di questo genere sono principalmente quelle per facilitare il
commercio della societ e quelle per promuovere l' istruzione della
popolazione" (La ricchezza delle nazioni, Libro quinto).
Nel grande pensiero liberale una linea precisa: lo stato realizzi le opere
pubbliche necessarie o estremamente vantaggiose per lo sviluppo civile ed
economico che i privati non possono fare.
Dunque niente buche da scavare per essere riempite. Bando a quei progetti
ambiziosi che, conducendo al dissesto delle finanze pubbliche, determinano
un aumento delle imposte o dell' inflazione. E basta con le illusioni: nuove
infrastrutture in Germania, costruite da operai polacchi, non daranno alcun
apprezzabile contributo al recupero delle economie di Francia e Italia,

ansimanti per il peso del welfare e la pressione fiscale, minate dal fallimento
delle principali agenzie educative.
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