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100 modi

per cambiarevita
ed esserefelici
Alfredo Meschi e Ilaria Farulli
Proposte, esperienze, riflessioni, link e contatti
per unesistenza pi felice e a impatto zero
Testo quarta
www.terranuovaedizioni.it
12,00
ISBN 88-66810-06-3
Autore/i, nota biografica
Estratto1.
Estratto2.
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Ilaria Farulli e Alfredo Meschi
100 MODI PER CAMBIARE VITA
ED ESSERE FELICI
TERRA NUOVA EDIZIONI
Direzione editoriale: Mimmo Tringale e Cristina Michieli
Curatore editoriale: Enrica Capussotti
Autori: Ilaria Farulli e Alfredo Meschi
Editing: Alessandra Denaro
Impaginazione: Daniela Annetta
Copertina: Andrea Calvetti
Illustrazioni di copertina: Paul IJsendoorn
2012 Editrice Aam Terra Nuova
via Ponte di Mezzo 1, 50127 Firenze
tel 055 3215729 - fax 055 3215793
libri@aamterranuova.it - www.terranuovaedizioni.it
I edizione, maggio 2013
ISBN: 987-88-6681-0285
Questopera stata rilasciata con licenza Creative Com-
mons Attribuzione - Non commerciale - Non opere deri-
vate 3.0 Unported.
Stampa: Lineagraca, Citt di Castello (Pg)
Dedico questo libro a te
e anche a me.
E a voi, a lei, a lui, a loro
insomma a noi.
Per ogni libro, compreso questo fantastico e im-
perdibile libricino che avete fra le mani, vengono
abbattuti alberi, quelle inutili cose che sporcano i
parabrezza delle nostre auto. E anche linchiostro,
lenergia usata dalle stampanti, il carburante per le
spedizioni tutto ha un impatto sul nostro (nostro?)
pianeta.
Per cercare di ridurre limpatto ambientale causato
dalla pubblicazione di questo libro, abbiamo com-
pensato le emissioni di CO
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con I plant a tree, or-
ganizzazione ambientalista che per ogni 1000 copie
stampate ha provveduto a piantare 20 nuovi alberi.
Potete saperne di pi sul sito: www.iplantatree.org.
Inoltre, come per tutte le pubblicazioni di Terra
Nuova, stata utilizzata carta interamente ecologica
e riciclata certicata dal marchio Der Blaue Engel (An-
gelo Azzurro) rilasciato dal Ministero dellambiente
tedesco. Tale marchio attesta che la carta ottenuta
con bre provenienti al 100% da carta straccia, di cui
almeno il 65% dalla raccolta differenziata.
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100 modi per cambiare vita
ed essere felici!
Non cera una volta, ma adesso c:
la storia pi bella che nasce dalla crisi pi brutta
Yes they can e anche noi!
Non per anglolia se abbiamo pescato la maggior
parte delle esperienze e delle storie che raccontiamo
in queste pagine oltremanica.
Certo, molte di queste sono presenti anche in Italia,
ma oltre i nostri conni non sono pi solo possibilit,
rare eccezioni, sono esperienze collaudate, vissute e
godute ormai da molti anni. Questo, al contrario di
uninvidia campanilistica, dovrebbe suscitare in noi la
certezza che quel che sta nascendo anche nella no-
stra repubblica delle banane (o meglio del cemento)
va nella direzione giusta: vivere una vita pi felice!
Eccovi allora i 100 modi per farlo. Molti di questi,
purtroppo, sono ignorati dai pi. Non se ne parla
abbastanza: non nelle scuole, non alla Tv, non al
cinema, non sui quotidiani. Ecco perch, in queste
pagine, troverete, oltre a una schietta descrizione di
ogni possibilit, una serie di link per approfondirle.
Nel pieno della grande crisi, nutriamoci di ducia, la
ducia che un nuovo modo di vivere e godere della
nostra esistenza su questo pianeta verde e blu esiste
gi, qui e ora. Al di l e al di qua della Manica.
Yes they can e anche noi!
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Nota bene: approfondendo su internet gli argomenti
qui trattati, vedrete spesso splendide fotograe e
perno video delle 100 e pi possibilit descritte in
questo libricino. Per rendere la vostra navigazione
pi facile e immediata, abbiamo riunito tutti i link
segnalati in ununica pagina web, ospitata sul sito di
Terra Nuova: www.aamterranuova.it.
Per ora per, mentre leggete i 100 modi, fate un
utile esercizio: immaginateli! Sognate a occhi aperti,
lasciandovi trasportare dalle nostre descrizioni, come
in una favola che diventa realt.
Non cera una volta, ma adesso c...

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B&B&B
Bed & Breakfast & Baratto
Sarebbe davvero bello, in questanno di crisi nera,
offrire a qualcuno la possibilit di dormire non su un
divano, che va bene per i giovani, ma in una bella
camera arredata con amore, con il suo bagno e la
prima colazione, senza fargli spendere un euro!
Davvero: permettere anche a coppie pi anziane, a
famiglie, a tutti di fare una vacanza stile B&B, dando
la possibilit di barattare con noi qualcosa che per
loro importante: qualche loro passione, qualche
autoproduzione, qualche sogno.
Potremmo chiamarlo B&B e baratto! S, il primo
B&B&B!
Cos, nel 2008, nato Villavillacolle, il primo B&B&B.
Mia moglie Ilaria, mio glio Elia, io, Alfredo, la no-
stra casa a torre, nel centro storico di Bosa, e la vo-
glia di vivere un sogno.
Nel giro di pochi mesi, spontaneamente, grazie al
passaparola, il nostro sogno diventato quello di
tanti e tante. Abbiamo ospitato persone bellissime,
condiviso, ricevuto doni stupendi e la nostra idea ha
contagiato il mondo dei B&B veri e propri: oggi sono
migliaia quelli che aderiscono alla Settimana del ba-
ratto, svariate centinaia quelli che prevedono questa
modalit di scambio anche nel resto dellanno. Le-
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vento conta gi oltre 70.000 fan su Facebook.
Prima di qualsiasi altra cosa, abbiamo deciso di par-
lare del progetto Villavillacolle, non certo perch si
tratta di uniniziativa pi importante di altre.
Lo abbiamo fatto per presentarci, per raccontarvi un
pezzo della nostra storia, della nostra vita, una vita
che ci ha permesso di sperimentare molte delle pos-
sibilit che vi presenteremo, di renderci conto delle
tantissime occasioni che esistono per ciascuno di
noi, dei tantissimi sogni da immaginare e realizzare.
Come diceva Walt Disney: Se puoi sognarlo, puoi
farlo. Allora, adesso, sognatelo insieme a noi!
Vedere, conoscere, capire, ispirarsi su
www.settimanadelbaratto.it/blog.cfm?id=360
Intervista dedicata alla Settimana del baratto.
www.facebook.com/settimanadelbaratto
Pagina Facebook dedicata alla Settimana del baratto.
www.barattobb.it
Il primo sito che riunisce tutti i B&B disponibili a barattare un
soggiorno durante tutto lanno.

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WWOOF
Ospitalit in cambio di lavoro nelle aziende bio
del mondo
Non possibile, ci sono riuscito! Dopo neanche
due settimane e centinaia di tentativi, ho imparato
a mungere queste incredibili caprette. E sto impa-
rando anche a fare il formaggio, come stagionarlo,
come accudire il branco delle simpatiche canaglie.
Non pensavo che questesperienza da wwoofer po-
tesse darmi cos tanto.
Sono entrato nel mondo dellagricoltura biologica e
biodinamica, ho incontrato persone stupende, ca-
paci e disponibili, sto imparando due lingue nuove:
s, due! E poi mi sono venute un sacco di idee, che
vorrei provare a realizzare anche nel mio addormen-
tato Paese. E pensare che sarei potuto rimanere an-
che questanno a far niente, con le mani in mano a
sprecar tempo, magari spendendo pure pi soldi di
quelli che ho speso in queste due settimane. A parte
il biglietto aereo, che ho pagato una sciocchezza con
le tariffe low-cost, qua ho vitto e alloggio pagati!
Evviva i wwoofer di tutto il mondo!!
La sigla Wwoof sta per World wide opportunity on
organic farms. Si tratta di unorganizzazione inter-
nazionale che offre, letteralmente, un mondo di
opportunit! Mette in contatto le aziende biologi-
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che di tutti i Paesi, con quanti desiderano offrire la-
voro barattandolo con vitto e alloggio. Dal Galles al
Portogallo, dalla Svezia al Sud Africa, dalla Toscana
alla California: sono migliaia le aziende, le fattorie,
le realt biologiche disposte a ospitarvi in cambio
del vostro aiuto. Produrrete vino, formaggi, salumi,
miele, frutti di bosco, agrumi: aiuterete lavorando,
sporcandovi le mani. Ma la vostra presenza servir
anche a testimoniare un movimento di riscoperta
del naturale, che sta sempre pi emergendo a livello
mondiale. Infatti, le aziende che vi danno ospitalit,
non ci tengono a farvi lavorare e basta, a loro preme
insegnarvi quello che sanno, perch ci credono!
Cos, una volta terminato il vostro viaggio, grazie al
wwoong tornerete a casa vostra (o magari ripar-
tirete per qualche altra fattoria allaltro capo del
mondo) arricchiti di nuove esperienze, stimoli, me-
stieri, sogni.
Preparate gli stivaloni allora!
Vedere, conoscere, capire, ispirarsi su
www.wwoof.it
Per accedere al Wwoof italiano.
www.wwoof.org
Sito internazionale del Wwoof.
www.guardian.co.uk/travel/2009/may/08/green-ethical-wwo-
ofng-holidays-europe
Per sognare da subito!

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SCAMBIO CASA
Dalla nestra della camera del piccolo cottage potevo
osservare lintera baia: i colori dei tramonti, ogni sera
diversi, i movimenti delle maree, i cigni selvatici che
ammaravano nelle acque riparate, e le foche, con le
loro testine lucide e splendenti. Accendere il cami-
netto, portarsi a casa un sh and chips e rilassarsi
con un buon bicchiere: unaltra giornata di vacanza
in questa splendida Scozia!
E mentre voi ve la godete nella verde Scozia, i vostri
ospiti se la godranno a casa vostra, nel Bel Paese!
Lo scambio casa una possibilit di vacanza a basso
costo diffusa in tutto il mondo: semplice, conve-
niente, sicura. Ci sono diverse associazioni che la
promuovono.
Entrare a far parte del network facilissimo, basta
andare su internet e scegliere uno dei tanti siti di
scambio nel quale potrete inserire una descrizione
della vostra abitazione, corredata da foto, e indicare
alcune informazioni utili, come la durata dello scam-
bio o le vostre mete preferite. Gli scambi possono
essere Italia-mondo, ma anche Italia-Italia e avve-
nire simultaneamente (noi veniamo in Scozia e voi
in Sardegna) o differiti nel tempo (noi veniamo a
sciare in inverno e voi al mare in estate).
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Oltre alla casa, possibile scambiare anche i cam-
per, le auto, oppure ospitare qualcuno a casa pro-
pria quando si presenti, per poi essere ospitati a
nostra volta.
Un modo per vivere autenticamente un Paese e una
cultura diversi dalla vostra, e un modo per farlo an-
che in tempi di crisi.
Vedere, conoscere, capire, ispirarsi su
Alcuni tra i siti pi famosi sullo scambio di case:
www.scambiocasa.it
it.homeforhome.com
www.homelink.it
www.home-exchange-holidays.com
www.scambiocasa.it
www.youtube.com/user/scambiocasa
Il canale uffciale del sito Homelink con tanti video da cui trarre
spunto e informazioni utili.
www.youtube.com/user/homeforhome1
Il canale uffciale del sito Homeforhome con testimonianze sullo
scambio di casa.
Da leggere
Andrea Villarini, Vanessa Strizzi, Scambio casa, istruzioni per
luso, Quodlibet.

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COUCH SURFING
Ospitalit gratuita
Chi trova un divano trova un amico. E io lho trovato
davvero un amico, anzi, tanti amici e tante amiche. E
ho trovato anche il vecchio continente: lEuropa. Sono
italiana, toscana. Tranne una piccola vacanza in Corsica
e un veloce viaggio a Nizza, non conoscevo molto la re-
alt oltre conne. Grazie al couch surng ho invece sco-
perto, vissuto, amato la nostra Europa. In questo anno
sabbatico, che mi sono regalata dopo luniversit, zaino
in spalla e scarpe comode, ho visitato tantissime nazioni.
Grazie a incontri profondi, autentici, disinteressati, come
quelli che puoi fare con il couch surng, torno a casa con
un senso di appartenenza a questo grande continente, a
questa grande famiglia. I miei ospiti sono stati fantastici,
la loro accoglienza e generosit incredibili. Mi hanno
fatto scoprire tanti piccoli segreti e tesori. Dalla Francia
alla Germania, dalla Danimarca alla Norvegia, alla Litua-
nia. E poi: Polonia, Slovacchia, Ungheria, Croazia!
Sento davvero che siamo tutti interconnessi, ci sono
tante possibilit. S, ce la possiamo fare!
Il couch surng, letteralmente saltare da un divano
allaltro, una rete di ospitalit messa a punto dallo
statunitense Casey Fenton nel 2003, quando era uno
studente di 25 anni con la passione per i viaggi. Mette
in contatto, a livello mondiale, persone che deside-
rano viaggiare con quanti hanno piacere a ospitarle e
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a offrire loro un posto letto sul divano (ma anche una
stanza o un angolo di giardino dove piazzare la tenda).
Nel giro di pochissimo tempo, questo modo di viag-
giare e incontrare nuove persone e culture esploso in
tutto il mondo.
Ad oggi, possibile trovare ospitalit gratuita nellA-
frica pi selvaggia, sulle vette dellHimalaya, nelle
metropoli famose o nei paesini pi sperduti. Insieme
al couch surng, esistono molte altre realt, organiz-
zazioni e associazioni che favoriscono questo tipo di
esperienze, e il numero di chi sceglie questa diversa
modalit di vedere e conoscere il mondo ha ormai rag-
giunto cifre a sei zeri!
Negli anni della grande crisi economica, bello sapere
che possiamo ancora viaggiare, trovare ispirazioni,
amicizie, senza dover possedere gon portafogli, ma
soltanto un po di ducia! Cominciare facile, basta
iscriversi gratuitamente sul sito, mettersi in contatto
con chi ospita e partire!
Smettere potrebbe essere molto pi difcile.
Vedere, conoscere, capire, ispirarsi su
www.couchsurfng.org/news
Sito web ricco di esperienze e consigli utili sul couch surfng.
www.hospitalityclub.org
Sito internazionale dove poter trovare le persone disposte ad
ospitarvi gratuitamente nella loro casa.
www.bewelcome.org
Network interculturale che consente di condividere un posto dove
dormire, di incontrare persone nuove e aiutarle nel loro viaggio.

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ECOVILLAGGI

Appena usciti al mattino, laria fresca, pulita, friz-
zante. Inizi a passeggiare per stradine sterrate bor-
date di ori e piante di tutti i tipi. E alberi, tanti alberi,
tantissima frutta che l a disposizione di chiunque
voglia coglierla. Inizi a incontrare altre persone che
passeggiano, fanno jogging, giocano con i bambini
e con dei piccoli cagnolini.
Ti salutano sorridendo, qualcuno ti abbraccia e ti
dice: davvero una splendida mattina!. Le abita-
zioni che incontri camminando sono realizzate con
materiali naturali e locali. Sono case ad energia zero:
ne consumano meno di quella che producono grazie
al sole e al vento e sono caratterizzate da un elevato
isolamento termico.
Vedi qualcuno che va a lavorare nel vicino paese, al-
tri che iniziano ad aprire le attivit dellecovillaggio:
la caffetteria, lo spaccio di prodotti biologici, la bi-
blioteca, il centro per le arti, le grandi sale comuni.
Altri ancora si accingono a lavorare negli orti, alcuni
danno da mangiare alle anatre. I bambini stanno an-
dando a piedi o in variopinte biciclette alla scuola nel
bosco: anche oggi sar pi il tempo passato alla-
perto, che quello trascorso in classe. Ognuno si avvia
verso una nuova giornata.
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E che bello sar stasera... stata organizzata una
cena tutti insieme e dopo ci sar lappuntamento
settimanale con la musica dal vivo e le danze per
tutti! davvero fantastico vivere in questo ecovillag-
gio.
Il Gen (Global ecovillage network) riunisce centinaia
di ecovillaggi in tutto il mondo. Ad esso afliata la
Rive (Rete italiana villaggi ecologici), cui fanno capo
gran parte delle realt italiane.
Lecovillaggio non un sogno. una possibilit con-
creta e praticabile, tanto al Nord quanto al Sud.
Alcuni ecovillaggi, come quello di Findhorn in Sco-
zia, sono stati costruiti pi di cinquantanni fa, e
ogni anno ne nascono di nuovi, come il recente The
village a Cloughjordan, in Irlanda.
Tutti, al di l delle ovvie differenze, si fondano
sullidea che si possa vivere in una sorta di societ
ideale, dove le persone sono accomunate da una
forte sensibilit ecologica, dove la cooperazione e
la solidariet sono prassi comuni, dove le case non
sono mostri consuma energia, dove si crede nella
condivisione di alcuni utensili, attrezzi ed elettrodo-
mestici (per esempio le lavatrici) come espediente
per risparmiare tempo, denaro, energia.
Una societ dove il cibo pu essere coltivato in modo
sano, dove chiunque pu vivere a un ritmo pi rilas-
sato, pi umano.
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A differenza delle antiche comuni o delle tante co-
munit, lecovillaggio riesce a garantire tutti questi
impagabili vantaggi, garantendo la privacy del sin-
golo, senza forzature comunitarie.
Ciascuno libero di vivere nelle proprie case, di cu-
rare il proprio giardino, di passare le serate a leggere
davanti al proprio caminetto. Allo stesso tempo,
per, si consapevoli di essere inseriti in un con-
testo sociale attivo e solidale, afne nel pensiero e
nel cuore, dove poter creare, condividere e interagire
con gli altri, ogni volta lo si desidera.
Ovviamente, poich nulla perfetto, gli ecovillaggi
non sono realt idilliache. Tuttavia, si propongono
come congurazioni sociali alternative, nelle quali,
per esempio, si sperimentano forme di democrazia
raramente applicate nelle societ classiche, come il
metodo del consenso, grazie al quale si affrontano
le questioni pi spinose senza creare le violente frat-
ture tra minoranza e maggioranza, che avvengono
in tutti i gruppi quando sono in ballo decisioni im-
portanti.
Per questo, sono sempre pi numerosi gli scienziati,
i sociologi, gli economisti, gli ecologisti che li incen-
tivano, riconoscendone la validit.
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Vedere, conoscere, capire, ispirarsi su
gen.ecovillage.org
Concedetevi il piacere di visitare, almeno virtualmente, gli eco-
villaggi di tutto il mondo. Questo sito vi offre lopportunit per
conoscere gli eventi, i festival, i convegni, i corsi che hanno luogo
vicino a voi o dallaltra parte del globo.
www.ecovillaggi.it
Sito di riferimento sulla realt degli ecovillaggi in Italia.
www.aamterranuova.it/MappaEcovillaggi
Per esplorare il fenomeno degli ecovillaggi di casa nostra e di-
ventarne parte attiva! Partecipando alle tante iniziative promosse
dalla Rive, Rete italiana degli ecovillaggi, potrete vivere in prima
persona il sogno possibile di un mondo a misura di essere umano
e di Pianeta.
www.newwe.info
Un docu-flm su alcune tipologie di ecovillaggi nel mondo. Fatevi
suggestionare dalle immagini del trailer di questo flm. In questo
modo, questo capitolo si riempir di volti di persone pronte a
testimoniare la loro esperienza e ad accogliervi, letteralmente,
nei loro ecovillaggi.
www.youtube.com/watch?v=NMmERDmQKNo
Un video in cui si spiega che cos un ecovillaggio.

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COHOUSING
Stasera andiamo al concerto dei Radiohead! Ab-
biamo gli, cani e capelli brizzolati, ma non si mai
troppo vecchi per un bel concerto sul prato! Se non
vivessimo in questo bel cohousing, sarebbe stato im-
possibile: le baby-sitter date sono sempre pi rare
e pi care, nelle citt i vicini quasi non si salutano
pi, i nonni abitano lontano, gli amici sono troppo
incasinati per tenere a bada la nostra truppa a due e
quattro zampe.
Invece qui, nel cohousing, tutti gli inquilini hanno
condiviso n dallinizio lidea del mutuo aiuto, del
darsi una mano quando serve. Stasera noi andiamo
al concerto, domenica Sandra e Raul, i nostri dirim-
pettai, andranno a vedere la nale di calcio e noi
porteremo Buck, il loro cagnone, a giocare con noi
al parco.
Non siamo solo coinquilini, siamo dei vicini, vicini
davvero.
stata proprio una buona idea quella di dar vita e tra-
sferirsi in un cohousing. Abbiamo un appartamento
a nostra misura, possiamo usufruire delle lavanderie,
dellofcina, dei barbecue e degli spazi verdi comuni.
Abbiamo anche una palestra! Il nostro giardino non
pi il luogo desolato tipico di tanti condomini, un
piccolo parco curato, dove riposarsi, dove i bambini
possono giocare e dove, forse presto, ci sar spazio
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per una piscina naturale per lestate!
Il riscaldamento solare e i pannelli fotovoltaici, realiz-
zati per servire lintero condominio, sono facilmente
gestibili e ci fanno risparmiare un bel po. S, perch
il cohousing amico della gente e dellambiente!
Nella sala multimedia comunitaria abbiamo delle
postazioni internet, una fotocopiatrice e altre attrez-
zature utili, che sarebbe assurdo possedere indivi-
dualmente. E quando abbiamo voglia di organizzare
qualcosa tutti insieme, che so: una cena, la visione
di un lm, una serata danzante, c una grande sala
col pavimento in legno, davvero bella!
Be, viviamo sempre in citt, andiamo a lavoro, ab-
biamo le nostre abitudini, continuiamo a fare la no-
stra vita, ma sappiamo che questo piccolo grande
condominio non solo unabitazione, veramente
una casa, con un cuore, anzi con tanti cuori.
Il cohousing inizia la propria storia negli anni 60 in
Danimarca, per poi espandersi negli Stati Uniti e in
molte nazioni europee. Lidea semplice, quasi ov-
via: perch continuare a vivere come rifugiati, reclusi
nel proprio mono-bi-trilocale, ignorando i vicini ed
essendo da loro ignorati? Con lo spettro della soli-
tudine dietro la porta e tutte le difcolt che com-
porta il vivere da soli o soltanto con la propria iso-
lata famiglia? Perch non decidere di vivere, s, in
un condominio, s, nella nostra citt, s, nel nostro
appartamento privato, ma vicini a persone amiche?
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I vantaggi che offre il cohousing sono diversi, tra
questi: il poter fare afdamento su vicini solidali con
cui si condivide il modo di vedere il mondo; la pos-
sibilit di risparmiare su spese generali, come elettri-
cit e riscaldamento; poter condividere molti servizi
e attrezzature, come lavatrici, asciugatrici, compu-
ter, stampanti, scanner, fotocopiatrici, proiettori,
attrezzature per il giardino, per lo sport e cos via,
che sarebbe oltremodo dispendioso, per noi e per il
Pianeta, possedere individualmente.
I servizi comunitari relativi a cura e intrattenimento
per grandi e piccini, attivit sportive, acquisti collet-
tivi possono essere facilmente organizzati e gestiti
dai residenti. Spesso, nei cohousing sono presenti
anche spazi per ospitare visitatori esterni, che ogni
inquilino pu utilizzare quando ne ha necessit. In
questo modo non c pi bisogno di sovradimen-
sionare i nostri appartamenti privati, con camere e
locali in pi, che poi restano inutilizzati.
Il cohousing offre inoltre una maggior facilit di in-
contro, confronto, progettazione e condivisione con
gli altri, consentendo il recupero di quella capacit di
comunicare con gli altri, che sembra ormai un bene
in via di estinzione.
Il tutto, importante sottolinearlo, senza dover af-
frontare i cambiamenti pi impegnativi, che sono
invece necessari quando si decide di vivere in una
comunit o in un ecovillaggio.
Quando un gruppo di persone, di amici, di cono-
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scenti o semplicemente di individui con afnit di
vedute, decide di intraprendere la strada del cohou-
sing, le possibilit sono varie: si pu acquistare e
ristrutturare edici esistenti, progettare e costruire
da zero, oppure trasferirsi in piccoli condomini go-
dendo dei vantaggi economici derivanti dallacqui-
sto collettivo.

Vedere, conoscere, capire, ispirarsi su
www.cohousingitalia.it
Sito italiano di riferimento sul cohousing.
www.cohousingitalia.it/article8713.htm
Un articolo sul cohousing danese vincitore del premio per il mi-
glior insediamento sostenibile del XXI secolo.
www.cohousingnumerozero.org
Sito del primo cohousing sorto a Torino.
www.thresholdcentre.org.uk
Sito in inglese di uno dei pi antichi cohousing nati nel Regno
Unito.
www.youtube.com/watch?v=BlyVJMappL8
Un video su come si realizza un cohousing.
Da leggere
Matthieu Lietaert, Cohousing e condomini solidali, Terra Nuova
Edizioni.

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VAGABONDING
Non sono un glio di pap, decisamente no. Non
spaccio droghe. Non ho un lavoro da manager o ren-
dite accumulate. Come ho fatto allora a starmene in
giro per lAmerica del Sud per due anni?
Vedi, in Italia, prima di partire, per due anni ho lavo-
rato durante la stagione estiva in un campeggio e in
inverno in un albergo in montagna.
Nei periodi liberi, facevo qualche lavoretto qua e l
Qui, in Sud America, invece di alberghi di lusso ho
preferito ostelli puliti, invece di spostarmi in aereo ho
usato i mezzi pubblici, invece di cenare in ristoranti
alla moda mangiavo ai chioschi o nelle caffetterie
locali, invece di escursioni mordi e fuggi a paga-
mento ho conosciuto le persone, le loro storie, il loro
Paese.
Vagabonding, secondo lo scrittore giramondo Rolf
Potts, lazione di lasciarsi alle spalle il mondo
normale e viaggiare in modo indipendente per un
lungo periodo, ponendo lenfasi sulla creativit, lav-
ventura, la consapevolezza, la semplicit, lautono-
mia. Un nuovo modo di affrontare lidea del lungo
viaggio, non tanto come semplice valvola di sfogo,
quanto come progetto di vita capace di permeare
anche i periodi di routine lavorativa in citt.
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Secondo Rolf Potts soltanto questione di privile-
giare, nella scala dei propri valori, la libert, la fan-
tasia, la curiosit, il piacere. Non occorrono grandi
somme di denaro, il punto semmai alleggerire il
fardello dei vincoli e degli impegni, per iniziare a
viaggiare leggeri nella vita di tutti i giorni, anche
prima di partire.
Rolf Potts, con il suo libro (edito anche in italiano col
titolo Vagabonding), con le sue testimonianze e la
sua vita ha dimostrato che possiamo vivere lunghi,
lunghissimi periodi viaggiando, alternando ad essi
momenti di lavoro intenso (qualsiasi lavoro!) na-
lizzati a mettere da parte un po di soldi per i viaggi
successivi. Per farlo, non c bisogno di essere ricchi,
se non di voglia e fantasia. Il mondo una mera-
viglia che aspetta ciascuno di noi (singoli, coppie e
famiglie; s, anche le famiglie, basta navigare un po
sul web per rendersene conto).
Siete pronti per qualche anno di vagabonding?
Vedere, conoscere, capire, ispirarsi su
rolfpotts.com/index.html
Il blog di Rolf Potts, con i suoi costanti aggiornamenti.
Da leggere
Rolf Potts, Vagabonding, Ponte alle Grazie.
Andrea Bizzocchi, Pura vida, Terra Nuova Edizioni.

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VOLONTARIATO AMBIENTALE NEL MONDO
La spiaggia immensa, deserta, piena di luce riessa
da miriadi di ciottoli bianchi. Il ume Spey, dopo il
lungo viaggio dalle Highlands, incontra qui, nal-
mente, il mare. Il freddo sar nostro compagno an-
che oggi, ma con tuta termica, cappello e guanti non
ho paura di niente. E poi so gi che appena li vedr il
cuore mi si riscalder. S, sto parlando di loro, dei Tur-
siops truncatus, i tursiopi, meglio conosciuti come
delni! Il mio compito come volontario, per adesso,
quello di pattugliare la baia con il binocolo e re-
gistrare avvistamenti, osservazioni, comportamenti.
Ma presto, potrei addirittura fare delle uscite con i
gommoni e incontrarli nel loro ambiente, in questo
magnico golfo del Moray Firth. La vita al centro
scorre tranquilla e allegra, lo staff amichevole, il
mio inglese migliora giorno dopo giorno e i paesini
nei dintorni sembrano usciti da un romanzo affasci-
nante sul mare del nord. Se penso che per tutto ci
non spendo niente, mi sento davvero fortunata!
bello poter fare qualcosa di utile per il mare e i suoi
pi amati ambasciatori ed bello anche aver nal-
mente varcato i conni di casa mia.
S, il mondo proprio stupendo!
Quella del green volunteering, letteralmente vo-
lontariato ambientale, senzaltro una possibilit
da sperimentare. Giovani, ma anche meno giovani,
hanno centinaia di occasioni per trascorrere periodi
25
di volontariato verde in tutto il mondo. Sono molte,
infatti, le realt impegnate in campo ecologico, che
necessitano di aiuti esterni per portare avanti al me-
glio i propri progetti, per farli crescere e conoscere.
Grazie al green volunteering, tutti hanno la possibi-
lit di visitare paradisi naturali, trascorrervi periodi
che vanno dalla settimana a pi mesi, conoscere
nuove culture, persone e professionisti impegnati in
ambito naturalistico, imparare nuove lingue, acqui-
sire esperienze e professionalit utili per il proprio
cammino. possibile addirittura, che unesperienza
di questo tipo porti anche buone occasioni lavora-
tive. Senza contare che questa scelta d lopportu-
nit di fare dei viaggi il cui costo molto pi limitato
rispetto a una vacanza esotica o un soggiorno di stu-
dio allestero. Di frequente, infatti, le spese di vitto e
alloggio sono a carico delle associazioni ospitanti, e
capita perno che, per alcuni progetti, venga ricono-
sciuto un piccolo stipendio.
Meglio che aspettare un lavoro che non c seduti al
bar del paese, no? Pronti a partire allora?
Vedere, conoscere, capire, ispirarsi su
greenvolunteers.com
Una guida al volontariato verde ricca di informazioni da cui trarre
ispirazione. Un buon punto dal quale partire.
www.workingabroad.com
Per il volontariato in campo sociale.
europa.eu/youth/volunteering_-_exchanges/index_eu_it.html
Link al portale europeo per i giovani dedicato al volontariato, tra
cui quello ambientale.

26
9
DOWNSHIFTING
Scalare marcia
Per diciannove anni ho fatto il manager, di giorno (e
spesso di sera). La mattina presto scrivevo romanzi,
pi o meno dalle 6.00 alle 9.00. Durante la pausa del
pranzo, nelle feste, in ogni altro momento utile, orga-
nizzavo corsi di vela, uscite in barca. Per anni andata
cos. Poi ho deciso di cambiare. Lordine stato: sov-
vertire i pesi. Poco tempo per il lavoro, molto per la
vita. Ho lasciato soldi, carriera e quel piccolo potere
conquistato. Ora scrivo, il motivo per cui sono nato. E
navigo, per vivere, ma anche per non perdermi. Scri-
vere la mia vita. Navigare il mio sostentamento. A chi
sta pensando: facile, se sei ricco, altrimenti come
campi? vorrei spiegare tante cose, ma non facile.
So che desidererebbero che io fossi ricco. Se cos fosse,
tanta gente sarebbe salva, non dovrebbe sperare e fare
fatica tentando. Ma il punto non quello. Bisogna con-
sumare poco, vivere con poco, accontentarsi, cercare
lequilibrio. I soldi non sono un buon motivo per fare,
non sono un buon motivo per non fare. Io non sono
ricco. Non avr neppure la pensione. Vivo in una ca-
setta di pietra che ho ristrutturato da me. La riscaldo
con la legna che taglio e spacco da solo. I mobili, invece
che comprarli, li ho costruiti con vecchio legno trovato
nel bosco.
Ho lorto. Potete non crederci, ma cos. Vivo con 800
euro al mese. Per campare mi basta poco o niente. Per
guadagnare i soldi che mi servono faccio il lavabarche,
27
faccio manutenzione, aiuto al porto, dico s a qualun-
que cosa mi si chieda (e che mi va di fare). andata
cos. Poi sono arrivati i libri, quel po di successo. Soldi
inattesi, ben vengano. Ma il successo passa, e io non
cambio di un millimetro il mio stile di vita.
Vivo cos per la libert, perch non sono sicuro di cam-
pare cos tanto da poter sprecare il mio tempo, e non
volevo aspettare di essere libero, ma vecchio*.
Poco da aggiungere alle parole di Simone Perotti.
Diventato il riferimento italiano per il downshifting,
ha avuto il merito, fra laltro, di ispirare, con il proprio
esempio, manager e persone con professioni ambite
e ben retribuite. A cosa serve uno stipendio con uno
zero in pi se il tempo brucia la vita come paglia secca?
Downshifting, letteralmente scalare marcia, signica
rallentare, scegliere di essere meno ricchi e oberati,
per vivere meglio. Non una possibilit riservata solo
allalta borghesia: cambiare vita una scelta per tutti,
nessuno escluso. Ci sono molti libri, siti web ed espe-
rienze che aiutano quanti desiderano intraprendere
questo percorso. Pronti a scalare marcia?
* estratto dal blog di Simone Perotti Piccolo cabotaggio II (Parole
in navigazione).
Vedere, conoscere, capire, ispirarsi su
www.simoneperotti.com
Il sito web di Simone Perotti, costantemente aggiornato con in-
formazioni relative alle sue esperienze e ai suoi progetti.

28
10
VIVERE IN MODO CREATIVO
Un mondo di persone, cose, attivit, progetti, idee,
sogni!
Guarda, te lo dico, se inizi a navigare su quel sito sei
perduta, perduta!
E chi ci ferma pi adesso?
Gi, leffetto che possono fare siti come Faircompa-
nies, Terra Nuova, Il Cambiamento o Yes! impre-
vedibile!
In genere, succede che ti ritrovi davanti lo schermo
del computer, magari con una bella tazza di t, a
concederti un buon tempo per guardare le centi-
naia di video, fotograe, articoli, testimonianze di
persone che vivono una vita creativa, socialmente
ed ecologicamente sostenibile, lontana anni luce dal
modello nasci, produci, consuma, crepa!, oggi im-
perante.
Allora, cliccate in base ai vostri interessi, oppure a
caso, passando da un link allaltro, in una sorta di
volo a vista sopra questaltro mondo, che poi lu-
nico realmente possibile.
Pronti a perdervi in questo dolce mare?
29
Vedere, conoscere, capire, ispirarsi su
faircompanies.com
Nicols Boullosa e Kirsten Dirksen hanno dato vita a questo sito
di informazione sulla cultura sostenibile dove possibile visionare
una collezione di video accomunati dallidea che, gi adesso, pos-
siamo fare qualcosa per vivere meglio, con meno soldi e meno
rifuti.
www.aamterranuova.it
Sito web della casa editrice Terra Nuova, che pubblica lomo-
nimo mensile, libri e news su tematiche relative alla decrescita,
alla salute naturale, allecologia. Per risvegliare, mantenere viva
e far crescere la nostra voglia di una vita creativa in pace con il
Pianeta.
www.yesmagazine.org
Un sito sui temi dellecologia, della sostenibilit e soprattutto sul
vivere comunitario.
www.ilcambiamento.it
Rivista on line che si occupa delle reali opportunit che abbiamo
per trasformare il nostro mondo in meglio.
www.livinginthefuture.org
Una raccolta di 46 episodi di vite vissute allinsegna della creativit
pi verde che c. Immagini e testimonianze affascinanti, com-
moventi, motivazionali.

30
11
VIVERE IN CAMPER
Abbiamo i capelli bianchi tutti e due, ma ci sembra
di essere ancora una coppietta di danzati. Sono
ventanni ormai che abitiamo nel nostro camper,
nella nostra casa su ruote.
In certi periodi abbiamo macinato chilometri su chilo-
metri, in altri siamo stati pi stanziali, in campeggi o
in sosta libera, sempre comunque in posti splendidi.
Forse la cosa che pi ci ha affascinato del vivere in
camper proprio la possibilit di godere, in ogni mo-
mento, dello splendore della Natura, dei tramonti,
delle albe, dellaria sempre diversa e la sempli-
cazione dellesistenza: meno costi, meno bollette,
meno tempo per pulire le scale, i vetri, le stanze inu-
tili di una casa, meno caos e inquinamento, meno
dispersione, pi vita!
E pensate che soddisfazione, il camper celeste par-
cheggiato qui a anco quello dei nostri nipoti!
In inglese, la parola fulltimer indica quanti deci-
dono di vendere casa, mobili e afni, per trasferirsi
in camper!
Dietro questa scelta, c una galassia di persone, un
movimento internazionale, una splendida losoa
di vita. Un sapore di libert ritrovata, di essersi, al-
meno in parte, liberati di uno stile di vita che ci vuole
31
automi omologati, rinchiusi in scatole di cemento,
senza alberi da ammirare, senza prati dove cammi-
nare scalzi, senza aria pulita da respirare.
Una scelta possibile per chiunque la desideri, per chi
non ha paura di sperimentarla: giovani precari, che
mai potranno comprarsela una cas;, pensionati che
non ne possono pi di vivere in un condominio; pro-
fessionisti di varia natura che scelgono il camper per-
ch pi in linea con il loro modo di vivere il mondo
e famiglie, che decidono di partire per un viaggio
lungo una vita
Vedere, conoscere, capire, ispirarsi su
fulltimerspercaso.blogspot.it
Blog in italiano per aspiranti fulltimer. Al suo interno troverete
molte informazioni utili: dai consigli su quale modello di camper
scegliere alle soluzioni low-cost e fai da te, dalle testimonianze
dei fulltimer nazionali e internazionali, ai consigli pi utili per una
vita a quattro ruote. Vi proponiamo di iniziare la vostra esplo-
razione virtuale dal post dedicato allesperienza di Emil e Liliana
Schmid: una coppia da record!

32
12
ANNO SABBATICO
Perderai tempo, soldi, possibilit di fare carriera,
forse il lavoro stesso. Perderai le tue frequentazioni
abituali, ti sentirai sola e spaurita, non saprai cavar-
tela.
Un anno lontana da casa, dai tuoi cari, troppo
lungo. Ma sei impazzita?
Procuratevi dei tappi per le orecchie e limitatevi a
ringraziare, a dire: S, lo so, hai ragione, ma e
ad allargare le braccia. Poi allontanatevi in fretta e
iniziate il vostro gap year, quello che in italiano chia-
miamo anno sabbatico.
Allestero ormai una realt diffusissima, quasi ob-
bligatoria per essere al passo coi tempi. Da noi un
fenomeno in continua crescita, per fortuna!
Prendersi un intero anno, o meglio 11 mesi (secondo
la legge italiana), 340 giorni, 8000 ore tutte per voi,
per la vostra crescita, per vivere la vita in un altro
modo, per fare esperienze impagabili, per vivere
pi felici!
La possibilit dellanno sabbatico prevista e tute-
lata dalla legge 53/2000, che d la possibilit a tutti
i dipendenti pubblici e privati, con almeno 5 anni
di anzianit, nella stessa azienda o amministrazione
di prendersi un lungo periodo di pausa dal lavoro,

33
senza il rischio di perderlo. E chi non lavora o non
rientra nei termini, pu serenamente concederselo
dallalto della propria insindacabile sovranit di es-
sere umano!
La cosa pi importante per iniziare una simile espe-
rienza il coraggio: di pensarla, di prenderla in con-
siderazione, di metterla in atto. Ma il ritorno che
potreste avere in cambio di un po di coraggio sar
rivoluzionario.
Per un anno potrete vivere unaltra vita e, magari,
scoprire che proprio quella che vi piace!
Vedere, conoscere, capire, ispirarsi su
www.annosabbatico.it
Sito italiano di riferimento.
d.repubblica.it/argomenti/2011/11/21/news/anno_sabba-
tico-675802
Alcune interessanti testimonianze.

34
13
RICETTA ANTISTRESS
E ricordo mia madre che diceva: Andr tutto bene,
ce la faremo. Abbiamo un orto. Posso preparare
tutte le sere quel magnico sformato. Yuk! Cavoli,
pane e acqua. E riempie! rispondevamo tutti noi. E
aggiungevamo: Si espande nello stomaco, e non
senti mai fame.
Mia madre, che era davvero un po matta, trovava
sempre qualcosa da vendere, e allora noi tornavamo
a casa aspettandoci di vedere in tavola pane e cavoli,
e invece trovavamo un banchetto meraviglioso.
Mio padre diceva: Cosa succede, sei ammattita?.
E lei rispondeva: No! Il momento in cui abbiamo
bisogno di allegria adesso.
Allora ci mettevamo a tavola e ci abbuffavamo*.
Ecco che arriva il grande Leo Buscaglia a meravi-
gliarci. In una situazione di crisi economica, di disa-
gio quotidiano, di famiglia in ristrettezze nanziarie,
ecco la sua ricetta: premiatevi, e fatelo adesso, per-
ch lo meritate!
Al diavolo la crisi!
Siamo dei magnici esseri umani, anche se con le
toppe al sedere. La nostra magnicenza deve essere
onorata a prescindere da qualsivoglia crisi e reces-
sione.
35
un nostro diritto!
Scacciamo la paura con la gioia, facciamo un ban-
chetto sontuoso al posto del men da austerity, una
vacanza di sei mesi durante la cassa integrazione.
Spiazziamo le nostre ragionevoli preoccupazioni con
i nostri matti sogni, funziona!
*tratto da Vivere, amare, capirsi, Leo Buscaglia, Mondadori.
Vedere, conoscere, capire, ispirarsi su
Felice Leonardo Buscaglia, detto Leo, conosciuto anche come
Dr. Love: una fonte inesauribile di saggezza, di voglia di vivere, di
compassione, di naturale e disarmante semplicit. Se non vi piace
leggere, iniziate a sfogliare uno dei suoi libri e vi verr lamore
per la lettura.
Se invece vi piace leggere, preparatevi a svuotare intere biblio-
teche. Leo Buscaglia ha scritto molti libri, tenuto moltissime le-
zioni, infuenzato positivamente tante e tante persone, compresi
i sottoscritti.
Il libro che abbiamo citato fu scritto nel 1982, ma sembra scritto
oggi, tanto attuale il suo messaggio.
Insomma, come avete capito, siamo innamorati di Leo! Quindi,
pi che consigliarvi un link per approfondire, vi suggeriamo di
digitare il suo nome e cognome su internet, dove potrete ac-
cedere a molte fonti per saperne di pi sulla sua vita e sulle sue
attivit, o di conoscerlo personalmente!

36
14
LE PAGINE GIALLE DELLE COMUNIT
INTENZIONALI
E continui a chiedermi perch sono ssato con gli
States? Lo sai che lideale comunitario per me un
chiodo sso.
Credo veramente che lessere umano sia, prima di
tutto, un essere comunitario.
Credo che le comunit possano essere una risposta
alla disgregazione del tessuto sociale, delle famiglie,
allisolamento dellindividuo.
Comunit intenzionali, libere da dogmi, trasparenti
e democratiche.
Certo, so cosa pensi. Che ho tentato quattro volte di
vivere in comunit e non mai andata bene, per un
motivo o per un altro.
Ma il punto proprio qui! In Italia, le comunit laiche
esistenti si contano sulle dita di una mano e spesso
son vecchie di anni, e per formarne di nuove bisogna
essere preparati.
Ecco perch vado a imparare! Dove? Hai presente
quelli di community directories?
E voi avete presente community directories? Difcile.
Perch effettivamente la cultura comunitaria nel no-
stro Paese (tanto per cambiare) ferma al medioevo,
con qualche rara incursione nellera moderna.
37
Mentre, se vi capiter di sfogliare le pagine gialle
(directories in inglese) del vivere comunitario, con-
sultabili o ordinabili al link indicato nel box, vi si
aprir un mondo.
Un mondo composto da migliaia, s, migliaia di co-
munit intenzionali sparse per il mondo.
Allora, forse, sar pi facile trovare nuove ispirazioni,
correggere i soliti errori, trovare la comunit che fa
per voi o al limite, cambiare idea.
Vedere, conoscere, capire, ispirarsi su
www.aamterranuova.it/MappaEcovillaggi
Per sapere tutto sulle comunit in Italia.
www.ecovillaggi.it
Il sito italiano di riferimento per la rete degli ecovillaggi.
www.ic.org
Il sito, in inglese, delle comunit intenzionali internazionali che
ospita anche la rivista Communities, pubblicata dal 1972. Interes-
santissima anche la sezione dedicata ai video. Vi occorrer un po
di tempo per esplorarlo, ma ne varr la pena.

38
15
COMUNIT OLISTICHE PER PERSONE
CON DISABILIT
Persona con disabilit. Ecco, nalmente pare che
abbiamo trovato il termine giusto. Presto nessuno li
chiamer pi handicappati. Mi sento pi rassicurata?
Bah!
La verit che sono vecchia, troppo vecchia. Che il
tuo babbo, la mia dolce met, non c pi, che gli
amici son vecchi anche loro e che tu, glia mia, sei
ancora troppo indifesa
Il pensiero di doverti lasciare senza sapere come, con
chi, mi strazia. Perch? Perch non funziona nulla in
questo mondo?
S? Mamma arriva subito amore!.
Questo un dramma troppo ricorrente. Quando la
famiglia di una persona con disabilit arriva al ca-
polinea, le incertezze, i dubbi, le paure sul futuro
dei gli sono enormi. Le cosiddette case famiglia,
comunit terapeutiche e simili sembrano non ac-
quietare queste paure, anzi.
Scandali vari sulla gestione di queste strutture emer-
gono troppo spesso, ufcialmente o ufciosamente,
riettendo il malcostume e la degenerazione sociale,
che ormai dilaga nello stivale italico. Allora, se non
conoscete ancora Jean Vanier e il suo splendido li-
39
bro, La comunit, luogo del perdono e della festa,
il momento di darci unocchiata e trarne ispirazione.
Nelle comunit intenzionali, le persone con disabilit
possono vivere insieme ai loro parenti, ad altre fami-
glie e ad altre persone, con disabilit e senza.
In questo modo, la famiglia di origine si fonde in
una famiglia allargata, in una comunit appunto,
che garantisce la cura e la vicinanza ai disabili, anche
quando un loro congiunto non c pi.
Comunit vere, scelte, costruite insieme. Non pseudo
famiglie, famiglie vere. Una via da sostenere, inse-
gnare, rendere possibile.
Vedere, conoscere, capire, ispirarsi su
www.famigliabuonanovella.it/portale/wp-content/uploads/
2012/06/Appunti.pdf
Un piccolo estratto dal libro di Vanier, ordinabile su internet.
www.camphill.org.uk
Per delle comunit che guardano alla persona con disabilit in
modo olistico.
Da leggere
Jan Vanier, La comunit, luogo del perdono e della festa, Jaca
Book.

40
16
COHOUSING PER ANZIANI
Con Ilenia e Rachele siamo amiche da una vita, quasi
da sempre. Francesca e Paola erano mie compagne
nel volontariato.
Diana e Simona erano amiche loro, sono le ra-
gazze che ho conosciuto per ultime e devo dire che
mi trovo molto bene insieme a entrambe.
Siamo sempre state tutte interessate ai grandi e pic-
coli temi sociali, ma ci piace anche un sacco passeg-
giare in mezzo al verde, andare al cinema, assaggiare
le cucine di tutto il mondo.
strano come nella nostra terza et ci siamo tutte
riscoperte ragazze.
S, con i capelli bianchissimi, ma pur sempre ragazze!
Vivere nel nostro senior cohousing ci ha portato una
nuova ondata di vitalit, di energia.
Non ci sentiamo pi sole, abbandonate e isolate dai
casi della vita.
Ci sentiamo belle persone, con gli inevitabili acciac-
chi dellet, ma ancora in grado di godercela!
Marlen, la Mary Poppins delle infermiere (sa fare
splendidi massaggi, ci insegna segreti posturali, ci
porta sempre qualche sorpresina) riesce a prendersi
delicatamente cura di ognuna di noi quando serve e
sappiamo gi di poter veramente contare su di lei,
no allultimo.
41
Nel mini appartamento per gli ospiti, c sempre
qualche nipote che viene a trovarci ( bello farsi vi-
ziare dalle nonne anche a ventanni, no?) e anche
questo contribuisce a colorare di arcobaleno il nostro
senior cohousing.
Un ospizio, una corsia di ospedale, una casa vuota
con una badante, un impegno estenuante per i pa-
renti?
Ah! Che belle alternative sarebbero state!
Il senior cohousing, come avrete capito, non altro
che un cohousing riservato a inquilini piuttosto in l
con let.
Ci piace dedicargli un capitoletto, perch crediamo
che le possibilit offerte da questo tipo di convivenza
possano essere delle valide e percorribili alternative
allo spettro della vecchiaia passata in solitudine.
Sono realt capaci di dare tutto un altro senso e co-
lore a quella che qualcuno denisce la migliore delle
nostre tante et, ma che invece viene vissuta e attesa
con timore.
Mettere insieme privacy e condivisione. Mantenere
le nostre abitudini e continuare a crescere.
Risparmiare sulle tante spese sse e trovarsi pi ricchi
in tanti sensi. Sentirsi individui degni e potersi af-
dare serenamente agli altri.
Questi sono alcuni dei grandi vantaggi di cui pos-
sibile godere se si opta per una scelta di questo tipo.
Oggi, che la famiglia classica tramontata e lan-
42
ziano si ritrova sempre pi solo, la possibilit del
senior cohousing deve essere conosciuta, sperimen-
tata, adottata anche da noi.
Gi, bene iniziare col giusto anticipo e, anche se
oggi vogliamo tutti fare i giovani ad ogni costo, a
cinquantanni potrebbe essere il momento adatto
per iniziare a prendere informazioni.
43
Vedere, conoscere, capire, ispirarsi su
www.sandriver.org
Sito internazionale sui cohousing per gli over 55. Questo senior
cohousing animato dalla consapevolezza del tempo che passa,
e dalla voglia di passarlo insieme, con partecipazione, coopera-
zione, solidariet, rispetto gli uni per gli altri e per il Pianeta.
www.egebakken.dk/english.aspx
Cliccate su pictures from Egebakken e provate a sognare ospizi
senza sbarre ai letti.
atcasa.corriere.it/Eco/La-cosa-giusta/2010/02/23/cohousing-
italia.shtml
Qualche informazione dallItalia.
Da leggere
Marie De Hennezel, Il calore del cuore impedisce al corpo di
invecchiare, Rizzoli.
Se dovessimo consigliare questo libro sulla terza et, lo propor-
remmo come libro di testo per le scuole dei nostri fgli. cos
pieno di bellezza che sarebbe infatti un peccato riservarne la let-
tura al solo pubblico adulto. Grandi e piccini possono trarre da
queste pagine la fducia che la vita pu essere meravigliosa, da
zero a cento anni, e anche di pi. Un libro da regalare ai vostri
nonni o... ai vostri nipoti.

44
17
INSEDIAMENTI A BASSO IMPATTO
AMBIENTALE
Rivoluzionario, semplicemente rivoluzionario. Il nuo-
vo approccio dellamministrazione sul tema degli in-
sediamenti a basso impatto destinato a diventare
un faro per lintera nazione, forse per tutta lEuropa!
Da oggi, grazie ad anni di battaglie, di riunioni, di
perseveranza, possibile costruire, in mezzo al verde
delle nostre campagne, degli insediamenti abitativi a
basso impatto. Possiamo nalmente iniziare a realiz-
zare le nostre case da el!
I low impact settlements (insediamenti a basso im-
patto ambientale) sono qualcosa di pi che semplici
case da el. Sono una vera rivoluzione in campo ur-
banistico, che sta interessando il Pembrokeshire, una
contea nel sud-ovest del Galles.
Un vasto numero di persone, insieme a molti attivisti
e numerose associazioni, riuscito a veder ricono-
sciuta la propria aspirazione al poter costruirsi una
casa sostenibile.
Sembra pazzesco che per far questo sia necessario
un riconoscimento legale, ma tant: noto ai pi
che tentare di costruire anche una semplice casetta
di tronchi per attrezzi o per bambini sul proprio ter-
reno in campagna signica ritrovarsi in casa i vigili
45
urbani, la forestale e chi pi ne ha pi ne metta.
Sui nostri terreni non siamo neanche pi liberi di
abitare in una roulotte, senza nessun tipo di allac-
cio elettrico, perch necessario richiedere prima la
concessione edilizia, che poi viene puntualmente ne-
gata. In questo senso, s, quel che succede in Galles
pura rivoluzione verde. Perch adesso, l possibile
progettare un intero insediamento, sostenibile per
luomo e lambiente, rispettando questi cinque pa-
rametri: una modalit di realizzazione che garantisca
una ricaduta sociale; autonomia e indipendenza a
livello energetico; assicurazione che rimanga a basso
impatto ambientale nel corso degli anni; assicura-
zione che il progetto sia interamente di propriet e
gestito dalla comunit dei residenti e che gli stessi
lavorino la terra in unottica di quasi completa auto-
sufcienza.
Queste le regole per essere nalmente liberi di co-
struirci la nostra casa, il nostro mondo!
Io ci starei, e voi?
Vedere, conoscere, capire, ispirarsi su
www.lammas.org
Sito di riferimento dellecovillaggio Lammas.
www.youtube.com/watch?v=V2L_THm9SQw
Un video esplicativo sul progetto Lammas.

46
18
UNA CASA SU MISURA
Per piccina che tu sia, tu sei sempre casa mia! Anzi,
sei ancora pi mia proprio perch per me piccolo
bello!
Perch ti ho costruita con le mie mani, perch puoi
seguirmi nei miei spostamenti, perch mi fai sentire
adulto, perch sei un nido sicuro dal quale partire
per scoprire il mondo e dove tornare quando voglio
riposarmi
Perch mi fai sentire parte di un movimento di per-
sone davvero innovativo!
Forse, se foste un ragazzo o una ragazza e aveste
anche voi la possibilit di costruirvi la vostra casa
su misura, quella che in inglese viene chiamata tiny
house, condividereste questo stesso entusiasmo e
questa felicit.
Le tiny house sono delle casine piccine picci dove
non manca niente per essere felici.
Nate da unidea di Jay Shafer, della Tumbleweed hou-
ses, hanno dato il via a un vero e proprio movimento
di persone, che le hanno scelte come abitazione.
Perch? Per risparmiare sulle varie spese, per poter-
sele costruire in proprio, per fregarsene di banche e
mutui, per la facilit di spostamento, per il minore
impatto ambientale, per una losoa del vivere e
47
dellabitare che mette insieme la praticit con la so-
briet, il buon gusto con la semplicit, lecologia con
le atmosfere romantiche e la moda.
Nei link che seguono troverete, oltre a quella delle
tiny house, la storia di un ragazzo di 16 anni che si
autocostruito la propria casa, e un link su case ecolo-
giche, efcienti ed economiche costruibili in kit.
Giovani di tutto il mondo, munitevi di martello e cac-
ciavite e godetevi il diritto alla vostra piccola grande
casa!
Vedere, conoscere, capire, ispirarsi su
www.tumbleweedhouses.com
Il sito di Jay Shafer, pioniere del movimento.
goo.gl/phW38
La storia del nostro eroe sedicenne, che si autocostruito la sua
piccola casa.
goo.gl/rNBwq
Uno dei tanti fornitori di case ecologiche in kit fai da te.

48
19
CASE DI PAGLIA
Scherzate, bravi, scherzate Prendeteci pure in giro.
Ma io e i miei amici, su in collina, ci costruiremo pro-
prio le case cos. Io, una strawbale house, la casa
di paglia; Marco, una earthship, la casa di terra; Si-
mona, una log house, la casa di legno realizzata con
i tronchi di alberi grezzi.
Ah! E per chi di voi pensasse che verranno fuori delle
schifezze, sappiate che saranno tutte e tre case zero
energy, in pratica autonome per tutto quello che
riguarda elettricit, riscaldamento, consumi! Poi ve-
dremo se riderete ancora
Possiamo anche pensare alle case dei tre porcellini,
ma sono certo che le abitazioni del futuro saranno
costruite con i materiali del passato, anche se pre-
vedono accorgimenti tecnologici moderni (grande
isolamento, sfruttamento dellenergia solare passiva,
utilizzo di tripli inssi ecc.).
E, cosa importantissima, come abbiamo appena vi-
sto nel capitolo precedente, sono abitazioni che pos-
sono essere facilmente autocostruite.
Case, nidi, sogni alla portata di tutti, realizzabili dai
sedici anni in su, meglio se con il prezioso aiuto di
qualche amico.
49
Vedere, conoscere, capire, ispirarsi su
goo.gl/pTHd2
Un video sugli edifci autonomi a basso impatto ambientale rea-
lizzati con materiali naturali e riciclati.
vimeo.com/32847402
Due interessanti video sulle case di terra.
www.aamterranuova.it/Bioedilizia-ed-energie-rinnovabili/La-
casa-di-paglia-a-regola-d-arte
Un articolo sui punti di forza di una casa di paglia.
www.aamterranuova.it/Bioedilizia-ed-energie-rinnovabili/
Una-casa-di-paglia
Due articoli sulle case di paglia in Italia.
www.youtube.com/watch?v=o_CWAHHicLI
Un video sulle case di paglia.
www.aamterranuova.it/Ambiente-e-decrescita-felice/Case-di-
legno-in-Italia
Un articolo sulle case di legno.
www.aamterranuova.it/Ambiente-e-decrescita-felice/Me-
glio-una-casa-di-legno
Interessanti articoli sulle case di legno in Italia.
www.youtube.com/watch?v=SG0vBR5D6V0
Una video-intervista a Paolo Crivellaro, autore di Guida alle case
di legno.
Da leggere
Paolo Crivellaro, Guida alle case di legno, Terra Nuova Edizioni.
Barbara Jones, Costruire con le balle di paglia, Terra Nuova
Edizioni.

50
20
CENTRO PER LE TECNOLOGIE ALTERNATIVE
Ci sono stato alle elementari. Ci sono tornato alle
superiori. Ho preparato l la mia tesi.
Ho educato, ispirato, fatto toccare con mano, inse-
gnato a desiderare e realizzare un altro mondo ai
miei gli, e adesso ai miei nipoti.
Quella del Cat per me stata davvero uneducazione
permanente!
In Galles, il Cat (Center for alternative tecnology) la
scuola, il museo, il centro educativo di cui abbiamo
un disperato bisogno.
Dalle energie rinnovabili agli edici sostenibili, dal
design verde al cambiamento climatico, dallagri-
coltura biologica ai sistemi di trattamento delle ac-
que, dalla riduzione della nostra impronta ecologica
a un futuro senza inquinamento: tutti questi temi,
di incredibile urgenza, vengono qui illustrati teorica-
mente e praticamente, adattandoli di volta in volta a
qualsiasi tipo di pubblico. Una sorta di Luna park del
vivere sostenibile, un posto da visitare per uscirne
cambiati!
Di nuovo, purtroppo, in Italia simili realt sono in-
concepibilmente assenti, almeno nch qualcuno di
voi non aprir anche qui il primo Cat.
51
Vedere, conoscere, capire, ispirarsi su
learning.cat.org.uk
Il Cat in Galles. Un sito che vi consigliamo vivamente di consulta-
re se desiderate organizzare una visita al centro e sfruttarla al
massimo. Molto utili anche le indicazioni su dove pernottare nei
dintorni, immersi nella meravigliosa campagna gallese.
www.per.umbria.it
Il sito italiano del parco delle energie rinnovabili, un Cat in po-
tenza che offre numerosi corsi nella splendida Umbria.
www.e-u-z.eu
Il sito web Energie und Umvelt Zentrum, consultabile anche in
italiano. Un centro dedicato ai professionisti, che da 30 anni of-
fre seminari e convegni per diffondere nuove conoscenze nel
campo delleffcienza energetica e dellimpiego delle energie, utili
per la propria professione.

52
21
LAKABE
Ri-abitare paesi e borghi abbandonati
Disabitato, abbandonato. Lultimo vecchio che ci abi-
tava lho conosciuto io. Aveva deciso di restare nella
sua casa no alla ne. Alcune pie donne del paese, al
di l del monte, gli portavano ogni tanto quel poco
che gli occorreva.
A guardalo adesso, non solo un paese vivo e cu-
rato, un modello di futuro! S, siamo tutti orgo-
gliosi di esserci trasferiti in quello che no a qualche
anno fa era un paese fantasma, siamo orgogliosi di
aver creduto che insieme ce lavremmo fatta. In citt
non avevamo quasi niente, soprattutto avevamo
poca speranza.
Oggi abbiamo tutti una casa, spazi sociali condivisi,
orti comuni, abbiamo tanti tipi di lavori, di mestieri,
di modi di vivere. Abbiamo un luogo dove crescere
i nostri gli in un altro modo. S, in questo paesino,
tutto un altro mondo possibile!
Lakabe un simbolo. Una guida, come sempre mi-
gliorabile, per chi voglia ri-abitare paesi, borghi, fra-
zioni dimenticate, abbandonate, condannate a un
lento dissolvimento. Torri Superiore, nei pressi di
Ventimiglia, unesperienza simile, anche se su di-
mensioni ridotte.
53
Quante Lakabe e quante Torri Superiore ci sono nel
nostro Bel Paese? Quanti sono i luoghi che vedono
esaurirsi o che hanno gi esaurito i propri abitanti?
Ci sono amministrazioni in Italia che offrono incen-
tivi, sovvenzioni e facilitazioni per ripopolare i loro
territori, le loro case disabitate.
Ci sono paesi dove acquistare una casa e un terreno
costa meno che comprare unauto.
Sono realt che hanno nito la loro storia perch
travolte dal modello di sviluppo e crescita attuale,
ma che potrebbero risorgere se il modello da seguire
fosse un altro: non un ritorno al passato, ma un salto
nel futuro, quello vero e sostenibile, tutto da sognare
e da vivere, insieme!
Vedere, conoscere, capire, ispirarsi su
www.youtube.com/watch?v=2ggJK4ZdtQA
Un video, con sottotitoli, su Lakabe.
www.youtube.com/watch?v=TlBrWATh6Rw
Un video su Torri Superiore.
www.aamterranuova.it/Ecovillaggi-e-cohousing/ECOVILLAG-
GIO-TORRI-SUPERIORE
Un lungo articolo che racconta la storia e lorganizzazione di Torri
Superiore.

54
22
PERMACULTURA
Chi concima la foresta amazzonica? Eppure ricca,
rigogliosa, produttiva
Be, in effetti questa domanda mi aveva spiazzato.
I miei studi alla Facolt di agraria non mi avevano
preparato a pensare allagricoltura in questi termini.
Mi sembrava ovvio dover usare concimi chimici, anti-
crittogamici e pesticidi, se volevo garantire una pro-
duzione.
Ma qui mi stavano presentando un approccio com-
pletamente diverso. E non erano solo chiacchiere
fricchettone. No, qui cera in ballo una conoscenza
vasta e antica, abbinata a una progettazione mo-
derna ed efcace.
Porca miseria, mi tocca ricominciare a studiare e rim-
boccarmi le maniche!
Sono davvero molti gli agronomi, gli scienziati, i
contadini, che in questi anni hanno cambiato pro-
spettiva sul modo di fare agricoltura. La permacul-
tura si denisce come unagricoltura permanente
per una cultura permanente. In fondo, dice qual-
cosa di ovvio e comprensibile per tutti, ovvero che la
cultura umana non pu sopravvivere a lungo senza
la base di unagricoltura sostenibile e una gestione
etica della terra.
55
E purtroppo, lagricoltura e lallevamento industriali,
insieme a uninsensata programmazione urbanistica
e a una devastante cementicazione hanno ormai
ampiamente dimostrato la loro insostenibilit.
Allora, amiche e amici, lora di scoprire che i metodi
di agricoltura naturale sono pi efcaci, efcienti,
produttivi ed economicamente razionali rispetto a
quelli dellagricoltura industriale e che, nel silenzio
dei media dellinformazione, sono decine di milioni
gli ettari coltivati con tali metodi. Non si tratta dun-
que di qualche giardinetto in qua e l, non vi pare?
Vedere, conoscere, capire, ispirarsi su
www.permacultura.it
Sito italiano di riferimento sulla permacultura.
www.aamterranuova.it/Agricoltura-bio/Per-una-permacultura-
illuminata
Un interessante articolo sulla permacultura.
www.aamterranuova.it/Agricoltura-bio/Le-galline-e-la-perma-
cultura
Un articolo sui fondamenti della permacultura.
www.permaculture.org/nm/index.php/site/index
Il sito, in inglese, dellIstituto di permacultura in Nuovo Messico.
Da leggere
Bill Mollison, Reny Mia Slay, Introduzione alla permacultura,
Terra Nuova Edizioni.
Patrick Whitefeld, Permacultura per tutti, Terra Nuova Edizioni.

56
23
IO MI INFORMO PER...
Babbo, mamma, vi prego leggetelo! Non sono ma-
lato, non sono depresso, non mi drogo, non seguo
nessuna religione strana, nessuna setta, nessun
guru. Ho solo deciso di vivere in un altro modo.
vero, molto diverso dal vostro, e allora?
Voi siete nati e cresciuti in citt, vi piace, ci state bene.
Per me insopportabile, non siamo tutti uguali, no?
Vivere in mezzo alla natura tutto quello che voglio
e viverci nel modo pi semplice, rispettoso, leggero
possibile.
Cos sono contento e, se mi fate il piacere di leggere
questo libro, capirete che non sono il solo.
Selvatico e coltivato un altro piccolo grande libro.
Una raccolta di abe possibili, vissute ogni giorno
da donne e uomini, giovani e non, nelle campagne,
nelle colline, nei boschi del nostro Paese.
Storie di persone che vivono veramente unecologia
profonda, un contatto radicale e diretto con la na-
tura, le sue leggi, i suoi ritmi.
Un libro da far leggere ad amici, compagni, genitori,
per tranquillizzarli sulle nostre scelte, ma soprattutto
un libro per vedere e respirare una felicit alla por-
tata di tutti, o almeno di tutti quelli che vedono in
una casetta di pietra, magari senza elettricit e con
57
un pozzo per lacqua, un piccolo orto, qualche ani-
male e tanto, tanto, tanto verde, una piccola oasi
gioiosa. E non sono pochi...
Vedere, conoscere, capire, ispirarsi su
retebioregionale.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=845194
www.sentierobioregionale.org
Due siti di riferimento per conoscere il movimento del bioregio-
nalismo in Italia.
www.aamterranuova.it/Ecovillaggi-e-cohousing/Gary-Snyder-
il-poeta-della-natura
Intervista a Gary Snyder, autore de Lisola della Tartaruga, Premio
Pulitzer per la poesia e fondatore del bioregionalismo.

Da leggere
Rete bioregionale italiana (a cura di), Selvatico e coltivato. Storie
di vita bioregionale, Stampa Alternativa.
E se dopo Selvatico e coltivato volete leggere un libro che offra
simili suggestioni, scritto per due secoli prima, allora cercate
Walden, ovvero vita nei boschi, di Henry David Thoreau. Con-
siderato da molti uno dei primi romanzi ecologici, Walden rac-
conta lesperienza di vita del suo autore, che visse per ben due
anni in una capanna di legno, costruita in gran parte da solo, sulle
sponde del lago Walden, in Massachusetts. Laggi Thoreau spe-
riment un rapporto intimo e profondo con la natura e con se
stesso. Il resoconto delle sue esperienze infuenz il pensiero
ecologico contemporaneo, la controcultura statunitense e la
stessa ecologia profonda e bioregionalista che ritroviamo in Sel-
vatico e coltivato.

58
24
HELPEX
Aiutanti per tutti i gusti
Grazie ragazzi! Non so come avrei potuto realizzare
questa recinzione senza il vostro aiuto. Grazie a te
Carlo, stato bello aiutarti e ci hai offerto la possi-
bilit di conoscere uno spicchio di Sardegna davvero
stupendo, e anche la tua cucina. Wow!
Tutto qui, molto semplice. Gli helpex sono gli aiu-
tanti: persone di tutto il mondo e di tutte le et che,
in cambio di vitto e alloggio, si prestano a darvi una
mano per qualche ora al giorno. Per loro, un modo
fantastico ed economico di girare il mondo, connet-
tersi con nuove persone, culture, professioni. Per chi
li ospita, unoccasione di sollievo dalle fatiche di tutti
i giorni, un paio di mani in pi per un progetto par-
ticolare, nuove energie umane da esplorare.
A differenza dei wwoofer, di cui abbiamo gi par-
lato, gli helpex sono interessati anche a lavori gene-
rici in aziende agricole che non si occupino di bio-
logico, come nel caso della staccionata di Carlo per
intenderci.
Ma non solo, gli helpex possono aiutarvi nel ripristi-
nare sentieri per progetti turistico-ambientali, pos-
sono lavorare con voi alla ristrutturazione o alla ge-
stione di un ostello, possono darvi una mano nelle
59
incombenze domestiche, nella cura dei bambini, de-
gli animali di casa insomma possono essere da-
iuto dove c necessit! Vi sembra poco?
Oggi che molte e molti di noi soffocano strangolati
da impegni e assenza di tempo, sapere che c un
movimento di persone ben disposte ad aiutarci pu
essere davvero una felice opportunit.
Vedere, conoscere, capire, ispirarsi su
www.helpx.net
Linglese Rob Prince ha viaggiato per anni in lungo e largo at-
traverso lAustralia e la Nuova Zelanda, offrendo il suo aiuto in
cambio di vitto e alloggio presso ostelli e aziende agricole. da
queste esperienze personali che Rob ide nel 2001 il primo si-
stema on line per favorire lincontro fra chi ospita (host) e chi si
offre come aiutante (helper). Dopo due anni dal lancio di Helpx,
Rob sub un terribile incidente che lo costrinse a una ridottis-
sima mobilit per ben 4 anni, durante i quali decise di dedicarsi a
tempo pieno allo sviluppo e alla diffusione del proprio progetto.
Helpx oggi uno strumento diffuso in tutto il mondo.
Dunque, adesso decidete se ospitare o essere ospitati o... en-
trambe le cose!

60
25
LAUTOPRODUZIONE IN CITT
Una famiglia come noi, in un sobborgo di una me-
galopoli!
Possiamo farcela, coraggio crediamoci!
Di chi e di cosa stiamo parlando? Della famiglia Der-
vaes, di Pasadena, Los Angeles, diventata un punto
di riferimento internazionale per il movimento
dellhomesteading: coltivare, allevare e produrre,
trasformando la propria casa in una fattoria!
I Dervaes, in circa 400 metri quadri di giardino e cor-
tile, sono riusciti a mettere in atto una super pro-
duzione agroalimentare in grado di provvedere ai
bisogni alimentari ed economici dellintera famiglia,
sfruttando ogni pi piccolo spazio, organizzando il
tutto nei minimi particolari e lavorandoci tutti in-
sieme!
Una casa tipo dei sobborghi californiani, altrimenti
piuttosto anonima, diventata un piccolo paradiso
verde, un microcosmo capace di fornire cibo sano in
abbondanza, pi professioni a giovani e meno gio-
vani, capace di ispirare migliaia di grandi e piccini,
capace di futuro!
Sono moltissime le esperienze che si muovono in
questa direzione anche nel nostro vecchio conti-
nente: dai giardini ai cortili, dai terrazzi ai balconi,
61
le nostre case e le nostre citt possono offrirci nuove
entusiasmanti possibilit. Siete pronti a seminare?
Vedere, conoscere, capire, ispirarsi su
urbanhomestead.org
Il sito della famiglia Dervaes.
www.yesmagazine.org/happiness/quesada-gardens-initiative
Un articolo su come lagricoltura comunitaria pu trasformare le
vie delle nostre citt.
www.yesmagazine.org/issues/its-your-body/the-good-food-
cure
Un interessante articolo su come lautoproduzione pu essere
fatta anche in citt.
www.yesmagazine.org/happiness/a-tale-of-two-cities-beijing-
and-detroit
Orti che curano quartieri e citt americane.
www.tuttogreen.it/orti-urbani-a-bologna-unesperienza-tren-
tennale
Lesperienza degli orti urbani a Bologna.
Da leggere
Francesco Beld, Biobalcone, Terra Nuova Edizioni.
Enrico Accorsi, Francesco Beld, Il mio orto biologico, Terra
Nuova Edizioni.

62
26
LORTO SENZA ZAPPARE
E adesso chi lo dice al nonno? Davvero mi intimorisce
e insieme rattrista pensare di dover sostenere davanti
al nonno, e ai tanti contadini e agricoltori che si sono
spezzati la schiena per generazioni, quello che ho
scoperto, vissuto, sperimentato: lagricoltura senza
zappa! Ma del resto, tutto dipende sempre da due
cattive abitudini: poca osservazione della natura e
fare quello che fan tutti Infatti, adesso che questi
pionieri spagnoli, giapponesi, inglesi me lo hanno
fatto notare, tutto mi sembra ovvio e, appunto, na-
turale.
Nessuno zappa il bosco, la foresta, le praterie, ep-
pure quante specie vegetali vi crescono rigogliose!
Bastava provare e crederci, invece di uniformarsi al
modo comune di coltivare (violentare?) la terra.
Io adesso lo so, e lo voglio gridare: posate la zappa
gente, andiamo a coltivare!
Il no dig gardening, letteralmente lorto senza zap-
pare, un metodo di coltivazione adottato da de-
cine di anni, con ottimi risultati, dallinglese Charles
Dowding. In realt, molti anni prima, Masanobu Fu-
kuoka e in seguito Emilia Hazelip avevano ottenuto
gli stessi brillanti successi adottando questo metodo
di agricoltura non invasiva.
63
Dal Giappone alla Spagna, no al Regno Unito, sono
moltissime le esperienze che dimostrano come non
sia necessario, ma anzi risulti dannoso, zappare e ri-
voltare la terra.
Le ragioni scientiche (e non le leggende new-age)
che sono alla base di questa rivoluzione sono com-
plesse da riassumere qui. Ci che ci preme mettere
in evidenza che sempre pi si stanno diffondendo,
e con successo, modi di vivere (e in questo caso di
coltivare) in armonia con il Pianeta. bello sapere
che funzionano, che fanno bene alla Terra, che ci
fanno durare meno fatica e che per intraprenderli
servono solo due cose: conoscerli e non aver paura
di dirlo al nonno!
Vedere, conoscere, capire, ispirarsi su
goo.gl/Dn5Z8
Per conoscere lagricoltura sinergica e le esperienze in Italia.
www.charlesdowding.co.uk
Unesperienza inglese da conoscere.
www.aamterranuova.it/Ecovillaggi-e-cohousing/L-abbon-
danza-dell-orto-sinergico
Video racconto sullagricoltura sinergica e le sue applicazioni.
Da leggere
Jacky Dupety, Lorto senzacqua, Terra Nuova Edizioni.

64
27
IO MI INFORMO PER
Per dirvi di smetterla, non potete pi sostenere que-
sta tesi. Non con il pretesto che abbiamo bisogno
di grandi produzioni per sfamare una popolazione
sempre pi numerosa.
Non con la scusa che impossibile controllare gli at-
tacchi dei parassiti su vasta scala senza fare come
voi. Non con la barzelletta che la vostra agricoltura
pi efciente, economica, moderna, adatta alluomo
contemporaneo. State distruggendo il nostro Pia-
neta, adesso basta!
Informatevi e leggete per capire che non siete i soli a
rigettare i miti dellagricoltura industriale.
Frances Moore Lappe e Joseph Collins, due esperti
di fama mondiale, nel loro libro di qualche anno fa,
ma ancora molto valido, I miti dellagricoltura indu-
striale, smontano scienticamente, una ad una, le
leggende, le false verit, i miti appunto, riguardo
lattuale modello di agricoltura. Un modello che si
rivelato perdente sotto tutti i punti di vista.
Nel nostro libricino, alcuni dei 100 modi riguar-
dano lagricoltura, lallevamento, lautoproduzione;
abbiamo affrontato queste tematiche a partire da
esperienze pratiche e teoriche che si rifanno spesso
anche alle idee di Lappe e Collins.
65
Da leggere
Frances Moore Lappe, Joseph Collins, I miti dellagricoltura
industriale. Lindustrializzazione dellagricoltura come causa della
fame nel mondo, Libreria editrice forentina.
Oltre al testo di Lappe e Collins, la Libreria editrice forentina ha
pubblicato negli anni libri altrettanto fondamentali per una critica
allindustrializzazione, allagricoltura e allallevamento. Tra questi
vi consigliamo senzaltro La rivoluzione del lo di paglia di Masa-
nobu Fukuoka, lautore e agricoltore pi citato da chi sostiene
unagricoltura a misura di uomo e di Pianeta. Un libro tecnico e
flosofco, pratico e poetico: un ottimo modo per avvicinarvi, in
tutti i sensi, alla Terra.

66
28
LA SCUOLA DELLAUTOSUFFICIENZA
Progettare un orto, organizzare un piccolo appez-
zamento di terreno per una vita pi autosufciente,
allevare polli, maiali, api, fare il formaggio, il vino,
la birra, il pane, costruire una recinzione, una zona
per il compost, una serra per linverno. Io, lho fatto
io!
Un cittadino senza arti n mestieri, che ha deciso di
ritornare verso la campagna, lautoproduzione, lau-
tosufcienza.
Non pensavo di potermi riappropriare di tutte queste
conoscenze in un corso di una settimana. Certo, il
mio pane e il mio formaggio non saranno perfetti,
ma son gi felice cos, sento di essere sulla strada
giusta!
La scuola per lautosufcienza tenuta durante le-
state in Francia da Will Sutherland, allievo e colla-
boratore di John Seymour, autore del famoso Guida
allautosufcienza (The complete book of self suf-
ciency), che ha dedicato la sua lunga vita a dimo-
strare come si possa essere autosufcienti anche con
piccoli appezzamenti di terreno.
Se pensate che in tempi di crisi globale il ritorno
a una vita pi semplice, naturale e autosufciente
possa essere una soluzione, ma credete di essere
67
troppo cittadini per farlo, allora una scuola come
quella di Will potrebbe proprio fare al caso vostro!
Vedere, conoscere, capire, ispirarsi su
www.self-suffciency.net
La scuola ispirata agli insegnamenti di John Seymour.
goo.gl/kpNxP
Non perdete loccasione di leggere gratis il famoso libro di John
Seymour.
www.unisf.it
Il sito web della libera Universit del saper fare.
Da leggere
John Seymour, Guida allautosufcienza, Mondadori.

68
29
HOTEL E RISTORANTI ITINERANTI
Dei principi, n pi, n meno. Ecco come ci sen-
tiamo. Abbiamo cenato a lume di candela sotto un
cielo scandalosamente stellato. Abbiamo bevuto,
riso, cantato e ballato.
Poi la musica della campagna ci ha accompagnati
nella nostra tenda; ma da quanto tempo non ascol-
tavamo pi il frinire dei grilli? Abbiamo fatto lamore,
con uneccitazione sconosciuta e dormito il sonno
dei giusti.
Un solo giorno ancora e poi tutto questo scomparir,
il pop-up hotel continuer a spostarsi, ma non scom-
parir la nostra rinnovata voglia di vivere!
Pop-up: come i libri dei bambini che quando apri la
pagina si alza un castello. In questo caso, dal libro
della realt escono hotel e ristoranti. Durano poche
notti, si richiudono e si spostano in altre localit.
I servizi offerti vanno dalle 5 stelle ai 5 cuori, ce n
per tutti i gusti e tutte le tasche. In comune hanno il
fatto di essere realizzati con tende (mongole, come
la yurta, o stile Hemingway, in robusta tela), in modo
da non lasciare segni indelebili sullambiente, di es-
sere insomma leggeri nella forma, nella sostanza,
nellidea.
Unidea alla portata di molti, che si presta a un Pa-
69
ese come il nostro, colmo di risorse paesaggistiche e
di eventi culturali, dove un pop-up hotel ci starebbe
proprio bene!
E che dire del pop-up restaurant? Un ristorante ge-
stito dalle stesse persone che producono il cibo ser-
vito in tavola, biologico, genuino e tradizionale, e
che portano la loro sapienza culinaria in tourne.
S, in tourne, spostando e portando il ristorante in
giro su altre piazze, localit, citt, campagne, per far
conoscere unagricoltura che rinata, le tradizioni
che non muoiono, e condividere una voglia di incon-
tro e condivisione che, forse, ci salver.
Le yurte si trovano anche in Italia. Quindi, pastori,
contadini, allevatori: pop-up!
Vedere, conoscere, capire, ispirarsi su
www.riverford.co.uk/restaurant/riverfords_travelling_feld_
kitchen
Ristorante pop-up biologico itinerante.
www.aamterranuova.it/Foto-Video-inchieste-dei-lettori/La-
nostra-battaglia-per-vivere-in-una-yurta
Una testimonianza di come in Italia non sia cos facile scegliere di
vivere in una yurta.
yurta-silentbreeze.com
Dove acquistare yurte in Italia.
goo.gl/woun6
Lalbergo pop-up pi famoso del Regno Unito.

70
30
UN TEATRO DI PAGLIA
Vorrei un teatro diverso, un teatro per la gente co-
mune. Un teatro fatto di grano, un teatro come
pane quotidiano.
E dopo i ristoranti e gli hotel pop-up inglesi, ecco un
teatro pop-up, tutto italiano e realizzato utilizzando
solo balle di paglia; unaltra dimostrazione di come
sia possibile unire socialit, creativit, espressioni
artistiche senza bisogno di tirare in ballo grandi
opere a favore dei soliti noti.
Il teatro di paglia unidea che viene dalla Toscana
e che da qualche anno si sta diffondendo in tutta
Italia. Dal 2003 a Rendola, un piccolo paese sui colli
aretini, ogni estate viene messa in piedi una strut-
tura che ricorda nella forma i teatri dellantichit,
ma porta con s limpermanenza delle cose naturali,
poich nasce e muore nello spazio di una sera o di
pochi giorni.
Attorno al teatro di paglia ognuno costruttore,
spettatore, attore. Tutto inizia incastrando le balle
come mattoncini di lego per creare gli spalti e de-
nire lo spazio della scena. Non esiste regia, n sca-
letta, ma si parte con un benvenuto e si nisce con
un saluto: tutto quello che avviene in mezzo a que-
ste due quinte virtuali lasciato allautogestione del
71
pubblico. Una piccola utopia di libert espressiva che
ha il sapore delle cene conviviali, dove ognuno porta
un cibo o una bevanda da condividere con gli altri.
La coincidenza scenica magicamente avviene sem-
pre, e tra qualche imbarazzo e titubanza scende dal
pubblico chi canta una canzone o recita una poe-
sia. Alcuni contribuiscono con un pezzo teatrale, al-
tri con giochi di prestigio, balletti e barzellette, ma
possono capitare anche interventi del tutto insoliti
come una lezione di statistica, un appello contro
lennesimo ecomostro, uninstallazione artistica in-
terattiva... addirittura unentrata a cavallo!
Dopo il saluto nale lemozione del mettersi in gioco
si trasforma in festa e la serata prosegue no a notte
inoltrata. Alcuni dormono sulla paglia, sotto il cielo
stellato.
Il teatro poi viene smontato, scomparendo rapida-
mente cos com venuto, ospite rispettoso che la-
scia traccia soltanto nei cuori. Le balle, al riparo dalla
pioggia, tornano al loro tradizionale utilizzo. E gli
spettatori? Ognuno prosegue il suo viaggio, ma con
qualche liberatorio lo di paglia in tasca e tra i ca-
pelli!
Vedere, conoscere, capire, ispirarsi su
www.teatrodipaglia.it
Sito con tutte le indicazioni per costruire il proprio teatro di paglia
locale e un calendario aggiornato degli appuntamenti in corso.

72
31
GLAMPING
Ti ricordi lanno scorso? Lagenzia di viaggi ci aveva
fatto vedere quel depliant pieno di fotograe di
spiagge mozzaato, tutte raggiungibili a piedi dal
vostro albergo tipico e confortevole. E noi ci siamo
dati e ci siamo ritrovati nel tipico albergo isolano,
tipico nel senso che i cubi di cemento armato sem-
brano proprio tipici su questisola.
Tanto pi tipici se costruiti in riva al mare. Come il
nostro, che il solo vederlo mentre facevamo il bagno
ci faceva venir voglia di affogare!
E invece, questanno, che siamo partiti con meno
ducia e pi perplessit, eccoci qua: in paradiso!
Chiss se gli amici ci crederanno che un albergo fatto
di tende su palatte sia il pi bellalbergo di tutta
lisola.
Be, aspetta che vedano le nostre fotograe e poi s
che ci crederanno, caspita!
Il glamping, neologismo che mette insieme le parole
glamour e camping, sta diventando il non plus
ultra del turismo verde. Che utilizzi tende in stile co-
loniale o carrozze gitane, tende mongole o strutture
geodetiche, questo nuovo modo di fare turismo in
mezzo alla natura davvero rivoluzionario.
Garantisce tutti i comfort di una vacanza, a scelta
73
rilassante o avventurosa, senza lasciarsi dietro nes-
suno scempio paesaggistico.
Invece di reclamare nuovi posti letto per un turismo
di massa insostenibile e spesso inesistente, solo per
continuare a cementicare il territorio (e riciclare un
po di soldi sporchi?), il glamping potrebbe aprire
prospettive di speranza per molti: per molti disoc-
cupati, per molti giovani e meno giovani con la pas-
sione per laccoglienza turistica e la natura, per molti
uomini e donne innamorati della propria terra, che
vorrebbero un lavoro senza doverla ancora saccheg-
giare.
Vedere, conoscere, capire, ispirarsi su
www.yurthotel.com
Uno yurthotel in Spagna.
www.wrigglesbrook.co.uk/wriggles-brook.aspx
Gipsy caravan nel Regno Unito.
www.safari-normandie.eu/reinhill/page1/page46/index.html
Tende coloniali in Francia.
www.whitepod.com/?cbg_tz=-120
Geodetiche nella fredda Svizzera.
goglamping.net
Un sito dove poter trovare yurte, tende, caravan e cos via.

74
32
ECOVILLAGGIO DIFFUSO
Esci di casa e vai dal tuo vicino, che forse non conosci
neppure, e chiedigli se pu darti un limone o qua-
lunque altra cosa.
Ovviamente, non scordarti di dirgli che sarai felice
di aiutarlo ogni qualvolta sar lui ad avere bisogno
di te.
E se lui non si far vedere perch non ha bisogno di
nulla, tu non ti preoccupare di interpellarlo se hai
ancora bisogno di lui!
Insomma, bisogna avviarsi verso una nuova cultura
delle relazioni.
Le parole di Cecile Andrews, una delle promotrici
del Phinney ecovillage di Seattle, ci introducono
alla possibilit di un ecovillaggio urbano. La realt
da immaginare non , in questo caso, il tipico inse-
diamento ecologico concentrato su una porzione di
territorio naturale, come abbiamo descritto qualche
capitoletto fa.
Qui vi chiediamo di pensare al vostro paese, al vostro
quartiere, alla vostra piccola cittadina, e di immagi-
nare che molto, se non tutto, o forse di pi, di quello
che caratterizza un ecovillaggio ideale possa essere
realizzato anche nellambiente urbano in cui vivete.
Molte delle possibilit che abbiamo elencato o che
elencheremo in questo libricino si prestano perfetta-
75
mente a questo vostro gioco di immaginazione.
Il car sharing o il car pooling, il cohousing, la Mag,
gli orti urbani, i solar bikeport, la bycicle revolution,
le street bank, gli ufci di scollocamento, le reti di
economia solidale, le libere universit, i guerrilla re-
staurant, i guerrilla shop, leconomia del dono, tutto
ci e molto altro ancora pu trasformare una realt
urbana alienante e avvilente in un eco-villaggio-dif-
fuso: eco, perch rispettoso dellambiente, delle
sue risorse, e impegnato nella riduzione dellinqui-
namento; villaggio, perch pur non essendo tutte
le abitazioni riunite in un unico sito, latmosfera so-
ciale, emozionale, affettiva che si viene a creare ti-
pica del villaggio; diffuso, perch si pu realizzare
senza bisogno di riunire le varie abitazioni, attivit,
servizi, che rimangono in questo modo sparsi sul
territorio. Insomma, unottima possibilit per vivere
molti dei vantaggi di un ecovillaggio senza dover
cambiare casa! I link qui sotto vi forniranno ulteriori
stimoli, in attesa che qualcuno di voi inauguri le-
poca degli ecovillaggi urbani in Italia.
Vedere, conoscere, capire, ispirarsi su
enrightecovillage.org
Una comunit intenzionale a Cincinnati.
www.cecileandrews.com
Il sito di Cecile Andrews.
laecovillage.wordpress.com
Tre interessanti esempi dai quali partire.

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VIVERE IN 5 CON 5 EURO AL GIORNO
Vivere in 5 persone con 5 euro al giorno: 5x5x1. Non
una formula magica, una realt voluta e vissuta
dalla famiglia di Stefania Rossini.
Se ci riescono loro, in cinque, col marito che ope-
raio metalmeccanico, mica un notaio, perch non
dovremmo riuscirci noi, che siamo anche pi giovani
e senza gli?
Basta aver paura, sposiamoci!
Lesperienza di Stefania Rossini, che non certa-
mente riassumibile nel titolo matematico del suo li-
bro, ha ispirato moltissime persone. Quel che conta
non vivere con 5, 10 o 15 euro al giorno, ma capire
che si pu fare con meno e vivere meglio.
Stefania ha scelto la via dellautoproduzione spinta:
dal sapone alla pasta, dai detersivi alle verdure, dal
pane ai germogli. Ma non solo, ha anche intrapreso
la via del riciclo, del riuso, del recupero, della so-
briet, del dare importanza alla sostanza pi che
allapparenza.
Basta volersi bene. Limportante valorizzare il
cuore e non la merce. Mi rattristo nel vedere i gio-
vani che rinunciano a stare insieme perch vittime
del circolo vizioso di questa economia.
Una volta sperimentato questo nuovo mondo, la
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mente si apre a un punto tale che nulla poi risulta
strano.
Questo sostiene Stefania, questo il suo messaggio
di incoraggiamento per una maggiore felicit!
La sua losoa-pratica di vita incarna le proposte di
un movimento in continua crescita, quello della, scu-
sate il gioco di parole, decrescita felice, che potrete
approfondire attraverso i link indicati di seguito.
Vedere, conoscere, capire, ispirarsi su
natural-mente-stefy.blogspot.it
Il blog di Stefania.
decrescitafelice.it
Il sito italiano sulla decrescita felice.
www.cascinasantabrera.it/iniziative.html
Un sito dedicato allautoproduzione.
Da leggere
Stefania Rossini, Vivere in 5 con 5 euro al giorno, Let dellac-
quario.

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IO MI INFORMO PER
Per tutti quelli che parlano di calcio, della nostra po-
litica, di chi guadagna di pi, di chi ha la donna pi
bella, di chi vincer il concorso Tv, dellultimo scan-
dalo.
Come se potesse esserci qualcosa di pi importante
di un Pianeta che muore
Potreste fare un esperimento e vedere quanti minuti
in una settimana, in un mese, in un anno, i vari Tg
di prima serata dedicano, al di l delle emergenze di
cronaca, al problema pi grande che lumanit ab-
bia mai dovuto affrontare: il cambiamento climatico.
Il futuro della Terra si gioca nel giro di pochi, pochis-
simi anni e i media fanno a gara a chi ignora di pi
questa catastrofe.
Al Gore, mancato presidente degli Stati Uniti per un
sofo, si impegnato in prima persona per dare lal-
larme, prima che il danno fosse irreversibile.
Insieme a lui, sono migliaia gli scienziati, i climato-
logi e gli esperti concordi nellaffermare che questa
la crisi pi grande, questa la priorit da mettere in
cima alle agende politiche internazionali.
Tante delle esperienze di vita alternativa elencate in
questo libricino vanno nella direzione di una ridu-
zione delle nostre emissioni inquinanti, del nostro
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impatto sul Pianeta e sul suo clima.
Sono possibilit rivolte verso il futuro. Il Dvd realiz-
zato da Al Gore vi fornir un quadro completo del
problema. Cos, se incontrerete qualcuno che non
vorr parlare solo di Berlusconi saprete di cosa di-
scorrere
Da leggere
Al Gore, Una scomoda verit. La crisi del riscaldamento globale,
Rizzoli.
Una curiosit: oltre alla verit, ad essere scomodo lintero
progetto di Al Gore. Basta citare le affermazioni dellallora pre-
sidente americano G. W. Bush, che dichiar pubblicamente di
non avere intenzione di vedere il flm ritenendo inutile la discus-
sione sulle cause dei gas serra. Del resto anche il primo ministro
australiano, John Howard, afferm che non avrebbe incontrato
Gore o accettato il protocollo di Kyoto, dichiarando che non
avrebbe mai preso consigli politici da un flm. Insomma questo
un flm che ha messo in diffcolt pi di un capo di stato.
La contromossa stata mettere in evidenza gli inevitabili errori
presenti in alcuni studi sul global warming. Di certo sappiamo che,
fra tutti gli articoli scientifci sul tema del riscaldamento globale,
solo lo 0,1% propone tesi discordanti, il rimanente 99,9%
concorde nellaffermare che il riscaldamento globale una dram-
matica emergenza. Forse la pi importante.

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TRANSITION TOWN
Le citt di transizione
Riscaldamento globale e picco petrolifero erano
espressioni sconosciute: i miei genitori, i miei com-
pagni, la maestra, il sindaco, il parroco, nessuno ne
sapeva niente!
Poi hanno capito, abbiamo capito: bisognava fare
qualcosa e alla svelta. Tutta la citt si messa in mo-
vimento, anzi in transizione. Transition town: adesso
tutti sanno cosa vuol dire.
Vengono chiamate transition town quelle citt che
guidano la transizione da una societ dipendente
dal petrolio e dai combustibili fossili a una societ
capace di farne a meno.
Sembra facile, ma non lo per niente. Eppure, le
emergenze legate al riscaldamento globale (global
warming) e allesaurimento inevitabile del petrolio,
che ha gi raggiunto il suo picco produttivo (peak
oil), sono le pi urgenti.
In rete, troverete molti siti e video che vi mostreranno,
tecnicamente e operativamente, come si congura
e si mette in atto questa transizione, sottolineando
il lavoro di comunit che lo supporta e la grande
opportunit di cambiamento che rappresenta per le
nostre vite.
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Smettiamola di sentirci inferiori, falliti, mancanti di
qualcosa rispetto a qualcuno e apriamo gli occhi: il
mondo, quello vero, sta andando in unaltra dire-
zione, una direzione pi vicina a noi, che ai magnati
dellalta nanza, ai calciatori o alle veline.
Possiamo vedere la nostra condizione di vita attuale
alla luce di questi movimenti internazionali e scoprire
che gi adesso, forse non avendolo previsto, siamo
sulla strada giusta, sulla strada per una vita migliore.
Vedere, conoscere, capire, ispirarsi su
www.transitiontowntotnes.org
Dove tutto iniziato.
www.aamterranuova.it/Ecovillaggi-e-cohousing/Transition-
town
Un articolo che spiega molto bene che cosa una citt di tran-
sizione.
transitionculture.org/2009/12/17/in-transition-1-0-now-also-
available-on-vimeo
Un interessante video sulla transizione.
www.transitionitalia.it/download/Chi_siamo_01.pdf
Un utile documento in italiano sul movimento della transizione.
Da leggere
Albert K. Bates, Manuale di sopravvivenza alla ne del petrolio,
Terra Nuova Edizioni.

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SCHUMACHER COLLEGE
Ho fatto bene, eccome se ho fatto bene!
In Inghilterra?. Mi chiedevano gli ex compagni
di classe. Ma che ci vai a fare? Tu che vuoi fare il
contadino come tuo zio, che bisogno hai di studiare
ancora? E in inglese per di pi! Mah, per noi vai a
sprecare tempo e soldi!.
Certo, in parte potevo capirli, lo dicevano perch si
preoccupavano per me. Ma lo dicevano anche perch
erano ignoranti, nel senso che proprio ignoravano
che esiste un movimento mondiale di riscoperta della
terra, che educa chi la terra non la conosce affatto a
partire da un nuovo modo di concepire lagricoltura.
Ed per questo motivo che io volevo andare a for-
marmi, a fare un corso valido, riconosciuto a livello
internazionale, nella mecca della nuova conoscenza
verde: io volevo lo Schumacher College!
I professori che mi hanno formato, i professionisti
che ho incontrato, gli attivisti che ho conosciuto,
quellatmosfera unica che ho respirato
Ho fatto bene, eccome se ho fatto bene!
James Lovelock, Fritjof Capra, Brian Goodwin, Van-
dana Shiva, Wolfang Sachs, Hazel Henderson: le
pi grandi menti (e cuori) della nuova rivoluzione
verde, che sta coinvolgendo tutto il mondo, sono
i professori che potreste incontrare scegliendo di
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studiare allo Schumacher College.
Si tratta di una realt educativa ubicata in unantica
villa, con un parco e un paesaggio mozzaato, nel
cuore del Devon, alle porte della Cornovaglia. Prende
il suo nome dal geniale economista Fritz Shumacher,
autore di Piccolo bello, considerato uno fra i cento
libri pi inuenti pubblicati dopo la seconda guerra
mondiale. Lo Schumacher college la prima strut-
tura educativa che offre master post-laurea ricono-
sciuti a livello universitario in materie come scienza
olistica, orticoltura sostenibile, economia per la tran-
sizione. Materie che nelle nostre universit non ven-
gono neanche lontanamente prese sul serio.
Eppure, il cambiamento parte da l e potersi formare
in un ambiente culturale cos ricco, professionale,
creativo e innovativo impagabile.
Esistono corsi adatti a chiunque, per diplomati, lau-
reati e anche per chi non possiede nessun titolo di
studio, ma solo una forte, forte, forte voglia di co-
noscere.
Vedere, conoscere, capire, ispirarsi su
www.schumachercollege.org.uk
Il sito web dello Schumacher college, con tutti i corsi a cui ci si
pu iscrivere.
Da leggere
Ernst Schumacher, Piccolo bello, Slow Food.

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CAR SHARING
Condividere lauto
Quando abitavo con i miei, avevamo una station wa-
gon (o auto familiare, come si diceva allora). Mia ma-
dre aveva una utilitaria da citt e io e la mia gemella,
dopo la maturit, avevamo recuperato una Panda
ammante. Pi due scooter e un motorino
La mia non mai stata una famiglia ricca, eravamo
una famiglia come tantissime altre; le auto non
erano di lusso, vivevamo in un condominio fuori dal
centro e non possedevamo un garage. Le nostre tre
auto occupavano una la di almeno quindici metri di
strada, quando erano parcheggiate insieme. In pi
ci costavano un sacco di soldi tra bolli, assicurazioni,
inevitabili multe, cambi olio, gomme, manutenzioni
varie e cos via.
Avendo tre auto eravamo portati a utilizzarle an-
che quando non sarebbe servito, anche quando
avremmo fatto di gran lunga prima andando a piedi
o in bicicletta, ma era cos unabitudine.
Adesso che abito in unaltra citt non possiedo nes-
suna automobile, per scelta. Non sono un luddista
nemico di ogni macchina o un asceta che cammina
scalzo. Quando penso che mi occorra usare unauto
lo faccio e basta, senza nessun minimo senso di
colpa.
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Come faccio non possedendone una? Con il car sha-
ring, una delle pi grandi trovate della mia nuova
citt!
Quante sono le famiglie italiane che possiedono au-
tomobili in soprannumero? Auto che magari non
vengono usate cos spesso, che non servirebbero se
non sporadicamente e che, per, sono state acqui-
state.
Si tratta di mezzi che, per essere costruiti, hanno
comportato un elevato consumo di risorse, un forte
impatto ambientale, un pesante onere economico,
e dei quali avremmo benissimo potuto fare a meno,
se soltanto esistesse un servizio capace di garantire
unautovettura quando effettivamente serve, senza
bisogno di possederla.
Questa possibilit si chiama appunto car sharing ed
esiste in molti paesi europei gi dai primi anni 80.
In Italia presente solo in alcune citt. una sorta
di associazione, di club, gestita da enti pubblici o
soggetti privati, che possiede un parco auto a servi-
zio dei propri iscritti secondo regole condivise e pa-
gando una quota che copre i vari costi desercizio e
le spese di manutenzione.
Funziona in maniera molto semplice: quando serve
lauto, se ne pu trovare una al car sharing, funzio-
nante, pulita e con il carburante, pronta a partire. E
questo sia che occorra per mezzora o per lintera
giornata.
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un servizio poco dispendioso, se paragonato
a quanto si spende per acquistare e mantenere
unauto personale.
E ci fa anche sentire attivi nella salvaguardia del
Pianeta, nel ridurre la congestione di strade e par-
cheggi, nel contribuire a una migliore qualit della
vita nelle nostre citt.
Controindicazioni? Non sembrano essercene. Lu-
nica forse che andrebbe a sfavore dellindustria
automobilistica che, con questo tipo di servizi, ini-
zierebbe a vendere meno auto. Ma questa, una
controindicazione?
E se non trovate un car sharing nella vostra zona,
potete sempre metter su una community car sha-
ring, intendendo con questo termine un gruppo di
amici, parenti, vicini con i quali sia possibile avviare
un simile progetto in maniera pi snella, informale,
leggera, rispetto a un car sharing pubblico.
In ogni caso, ci guadagnerete anche in socialit: pi
contatti, pi scambi, pi condivisione, pi vita!
87
Vedere, conoscere, capire, ispirasi su
www.car2go.com
Il car sharing in Olanda.
www.gocar.ie/for-you/rates
Le esperienze in Irlanda.
www.e-vai.com/web/home
Gli esperimenti italiani.
www.aamterranuova.it/Ambiente-e-decrescita-felice/Io-
guido-Car-Sharing
Uninteressante intervista su un progetto di car sharing.
Questi link sono tutti interessanti. Esplorate anche quelli in in-
glese, troverete molti video su YouTube, capaci di ispirarvi e
superare qualsiasi eventuale barriera linguistica. Vorremmo ri-
portare alcuni dati tratti proprio da uno di questi video, quello
riferito al car sharing italiano, solo per confermare, se ce ne fosse
bisogno, che la possibilit del car sharing pu realmente aprire
degli spazi di piccola grande felicit anche nel nostro paese.
Grazie a questo servizio possibile avere:
- accesso nelle zone a traffco limitato;
- accesso libero alle corsie preferenziali;
- parcheggio consentito sulle varie strisce gialle, blu ecc.;
- circolazione garantita tutti i giorni, senza blocchi del traffco pro-
grammati.
Magia? No car sharing alla lombarda!

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CONDIVIDIAMO LA NOSTRA CASA!
Cresci, sposati, fai gli, compra casa e indebitati!
Oppure: cresci, resta single, compra casa e inde-
bitati! Ma chi lha detto che questi modelli siano pi
adulti, che condividere una stessa casa con altre
persone?
Ho quarantanni, s, ho nito gli studi da un pezzo,
ma continuo ad avere compagni di casa come allu-
niversit e non mi sento affatto meno realizzato o
arrivato per questa mia scelta. Chiaro?
Lidea che avere dei roomate (dei compagni di
stanza o, meglio, di casa), quando non si hanno pi
ventanni, sia immatura, ingenua, irreale o da falliti
molto diffusa e irrita!
Molte delle possibilit elencate in questo libricino si
basano su un disassamento mentale e mettono in
luce come frequentemente siano le nostre abitudini,
i nostri stereotipi, i nostri pregiudizi a impedirci di
cogliere le opportunit che abbiamo per vivere pi
felicemente.
Quella di condividere la stessa casa con altre per-
sone, da adulti maturi e non solo da giovani studenti
che si arrangiano, una di queste possibilit. Uni-
dea alternativa anche al tipicissimo italico restare in
casa con i genitori perno dopo i trenta, o al ritor-
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nare sotto il loro tetto non appena il nostro matri-
monio naufraga.
Oltre agli ovvi risparmi su aftto, bollette e spese va-
rie, la convivenza con una o pi persone porta molti
altri vantaggi, tra questi: il condividere passioni co-
muni, rendere meno gravosi certi impegni (come
prendersi cura dei cani e del giardino), migliorare le
nostre capacit comunicative e organizzative.
Ci insegna soprattutto a mettere insieme le esigenze
individuali con la dimensione collettiva della condi-
visione, a sentirci parte di un qualcosa di pi grande
senza per forza annullarci, a restare in contatto con
altri esseri umani per scelta, per piacere, per matu-
rit.
Negli Stati Uniti, gli ultra-trentenni che hanno deciso
di condividere unabitazione con altre persone non
appartenenti alla propria famiglia aumentata, dal
2009 al 2010, di un milione e quattrocentomila in-
dividui.
Segnali di nuovi paradigmi conviviali e sociali in ar-
rivo, segnali di una vera roomate revolution!
Vedere, conoscere, capire, ispirarsi su
www.yesmagazine.org/happiness/the-roommate-revolution-
why-living-alone-is-overrated
Un articolo sulla roomate revolution.
www.sharinghousing.com
Un sito sulla condivisione delle abitazioni.

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AU-PAIR
Alla pari
Un anno insieme. Sei parte della nostra famiglia
adesso. Poterti ospitare andato al di l di ogni
aspettativa. I bambini hanno imparato la tua lingua,
scoperto una cultura antica e un altro modo di vi-
vere.
Abbiamo trovato un amico, un glio, un fratello, ci
siamo divertiti da matti. E adesso che sai cos bene
litaliano, potremo tutti rimanere in contatto, via e-
mail o per posta, con il telefono o con tante car-
toline, in attesa di rincontraci presto il pi presto
possibile!
Che scegliate la formula ospita uno studente stra-
niero o quella au-pair (alla pari), la possibilit di ac-
cogliere nelle vostre case un giovane proveniente da
un altro paese, ma anche quella di essere accolti, se
sarete voi ad andare presso una famiglia allestero, vi
fornir opportunit formidabili!
Potrete offrire alla vostra famiglia loccasione per
vivere realmente, al di l di tante parole, lintercul-
tura, lintegrazione, la conoscenza reciproca. Svilup-
pare un senso di appartenenza alla grande famiglia
umana, imparare nuove lingue, usi, costumi, pas-
sioni, sogni.
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E offrirete a dei giovani provenienti da ogni angolo
del mondo loccasione di studiare la nostra lingua,
di farsi unidea del mondo occidentale, di arricchirsi
di conoscenze, contatti, amicizie, che potrebbero in-
uenzare positivamente il loro futuro.
Perch a vivere una vita pi felice, pi siamo e
meglio !
Vedere, conoscere, capire, ispirarsi su
www.nadiaonlus.it
Per ospitare uno studente straniero.
www.servas.it
Sito della pi antica rete internazionale di ospitalit reciproca.
www.aupair-world.it
Il sito internazionale di riferimento per chi desidera vivere une-
sperienza au-pair.
bancadati.informagiovanipiemonte.it/schede-orientative/
schede/1648/lavoro-alla-pari-italia-stranieri
La sezione Informagiovani della Regione Piemonte dove possi-
bile prendere informazioni utili su come diventare au-pair.

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LE MAG
Vuoi continuare a tenere i tuoi soldi nelle banche?
In queste belle banche oneste, che non ci pensano
su due volte a venderti titoli spazzatura, sapendo di
farlo. Che non ci pensano su due volte a nanziare
con i tuoi soldi attivit dannose e devastanti per tutti
e per il Pianeta. Che non ci pensano su due volte a
strozzarti se hai bisogno, buone a prestare soldi solo
a chi ne ha gi tanti. Vuoi continuare a tenere i tuoi
soldi in banche capaci di fallire da un giorno allaltro
senza che poi ti venga garantito laiuto dello Stato
e quindi con pi tasse da pagare per te, in queste
banche a delinquere?
Io no, io scelgo la comunit, io scelgo le persone
come noi, i cittadini, il nostro territorio, io voglio fare
la differenza, io scelgo la Mag.
Mag, un acronimo strano, ma almeno italiano que-
sta volta, indica la Mutua per lautogestione, una so-
ciet che offre una modalit diversa di raccogliere e
investire il risparmio, operando realmente per lo svi-
luppo e il progresso del territorio e dei suoi cittadini.
La Mag raccoglie denaro dai propri soci sotto forma
di capitale sociale; il denaro viene poi investito in pro-
getti nel campo della promozione sociale e ambien-
tale, idealmente locali o comunque collegati con la
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realt locale, applicando un tasso dinteresse uguale
per tutti i soggetti nanziati. Il tasso viene denito
annualmente dallassemblea dei soci, in modo che
copra i costi della struttura ed eventualmente remu-
neri il capitale sociale non oltre il tasso di inazione.
Ribaltando la logica del protto a ogni costo, le Mag
creano vera ricchezza per tutta la comunit. Se vo-
lete che i vostri risparmi stiano in mani sicure e, so-
prattutto, che servano a qualcosa di buono (magari
anche a nanziare quella stupenda folle idea che
avete in mente) adesso sapete come fare.
Se poi avete bisogno di una banca vera e propria,
dove avere un conto corrente, bancomat e tutto il
resto, potete sempre rivolgervi a una delle numerose
liali di Banca Etica, lunica banca italiana gestita
con criteri pi trasparenti ed etici.
Vedere, conoscere, capire, ispirarsi su
www.mag6.it
La Mag di Reggio Emilia, attiva da oltre ventanni. Sul loro sito
potrete scoprire le altre Mag attive in Italia.
www.bancaetica.it
Il sito di Banca Etica, dove possibile conoscere le fliali presenti
su tutto il territorio nazionale.

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VAUBAN!
A Milano avete 550 automobili ogni 1000 abitanti,
qui solo 70! Gi, perch qui ci sono scuole, asili, su-
permercati, ufci, negozi, parchi, tutti raggiungibili a
piedi o in bicicletta.
Raccolta differenziata integrale, ritirata una volta
al giorno. Strade senza auto! E chi deve effettuare
carico-scarico non pu superare i 5 km lora, per poi
parcheggiare nellunico parcheggio possibile, quello
comune posto al limite del quartiere.
E poi: recupero dellacqua piovana, riscaldamento
distribuito in rete, case al top del risparmio energe-
tico e una comunit attiva e partecipe che crea op-
portunit di lavoro e di cultura!
Che dite, ci trasferiamo anche noi a Vauban?
Vauban un quartiere della citt tedesca di Friburgo,
un esempio di quartiere a misura dessere umano
reso possibile da una progettazione portata avanti,
n dallinizio, insieme ai futuri abitanti. Il risultato
uno dei pi importanti esempi di sostenibilit ur-
bana, realizzato per di pi su unarea ex militare.
Cosa serve per dare vita anche qui da noi a una re-
alt come questa? Semplice: unassociazione di cit-
tadini disposti ad acquistare o comunque a trasferirsi
in un simile quartiere, e disponibili a percorrere la
95
strada progettuale insieme a tecnici, architetti e altri
rappresentanti di unamministrazione italiana non
troppo corrotta.
Impossibile? Speriamo possiate dimostrarci di no.
Vedere, conoscere, capire, ispirarsi su
www.aamterranuova.it/Ambiente-e-decrescita-felice/Quar-
tiere-Vauban-una-citta-diversa-e-possibile
Un articolo in italiano sul quartiere Vauban.
www.vauban.de/rundgang/index.html
Il sito del quartiere, in tedesco.
www.youtube.com/watch?v=juzg66OTVXo&feature=related
Alcuni video in inglese.
www.youtube.com/watch?v=99o_LP_YFOo
Un video in italiano.

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BICI E AUTO ELETTRICHE
Con il sole il pieno gratis
Oggi mi sento libero! Ho settantanni e mi sento di
nuovo giovane con la mia bicicletta, una bicicletta
elettrica: una e-bike. S, sono vecchio, ma mi piace
essere al passo coi tempi; con la pedalata assistita,
perch settanta son sempre settanta!
Prendo la ciclabile e, senza sforzo e in sicurezza,
vado a trovare i nipoti, faccio la spesa, saluto i vecchi
amici. Prima di rincasare lascio la mia e-bike in ca-
rica alla stazione di ricarica comunale, alimentata dai
pannelli fotovoltaici, cos faccio anche il pieno gratis!
Questa s che vita!
Un nome inglese per un progetto italiano. Be, in-
somma, pi che italiano Alto Atesino, che rispetto
alle altre 19 regioni dItalia proprio un altro mondo,
infatti siamo nel Sud Tirolo.
Il pieno gratis esiste, il solar bikeport una realt a
Brunico, in Val Pusteria, insieme alle sue lunghe piste
ciclabili.
Ma esistono progetti per il pieno gratis anche per
le auto elettriche, che possono essere alimentate sia
grazie al sole che al vento. E se presto fossero gratis
anche elettricit e riscaldamento? Dopotutto, il sole
e il vento sono gratuiti e di tutti, no? E la tecnologia
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a che serve se non al benessere comune? Ad arric-
chire le multinazionali?
Be, per il momento pensiamo ai solar bikeport e
alle carport, e se nella vostra citt ancora non ce ne
sono, basta scrivere al sindaco (!?!) o farsene uno
insieme ad amici e vicini.
Vedere, conoscere, capire, ispirarsi su
www.leitnersolar.com/it/il-nostro-percorso/news/a-brunico-
il-pieno-e-gratuito
Il solar bikeport a Brunico.
www3.varesenews.it/busto/articolo.php?id=216649
Un esperimento con le auto elettriche.
goo.gl/tK7vi
Un articolo su unauto elettrica che fa il pieno con il vento.

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CITTADINI, PESCATORI E AGRICOLTORI:
INSIEME!
Sai cosa mi piacerebbe? Un mio orto, non troppo
grande, coltivato con metodi naturali, biologici, siner-
gici. Con tutte le insalatine che ci piacciono tanto, con
le carote, le patate, i carcioni, magari anche qualche
frutto di bosco Potersi nutrire di cibi vitali, sani, fre-
schi, senza inquinare il mondo, senza plastica, senza
prodotti chimici. Ma con il mio lavoro gi tanto se
ce la faccio a tenere quelle tre piantine grasse, quindi
rester un sogno.
No, non rester un sogno. Ci sono agricoltori che lo
possono fare per voi, che possono coltivarvi un orto
su misura. Il movimento Csa (Community supported
agricolture, in italiano agricoltura comunitariamente
supportata), nato in Svizzera agli inizi degli anni 80,
riallaccia nalmente i rapporti fra il produttore, il con-
tadino, lagricoltore e il consumatore. Quei rapporti
che ormai sono stati sviliti, sviati, annientati dallera dei
mega market, delle multinazionali, degli Ogm.
Oggi, i consumatori possono di nuovo diventare attori
partecipi e co-produttori insieme ai coltivatori con i
quali possono decidere cosa, quanto e come coltivare.
In questo modo si possono sostenere e supportare le
aziende agricole e i giovani che riscoprono la terra, aiu-
tandoli economicamente, materialmente, moralmente.
In cambio avremo cibo buono e sano, il nostro orto
a distanza, il nostro cibo preferito, nuove relazioni,
scambi, comunit. Una possibilit per vivere meglio
99
dedicata a chi vuol tornare alla campagna, a chi gi ci
lavora senza tirarci fuori le gambe, a chi non vuole che
venga spianata per far posto a un campo da golf.
Una delle esperienze italiane pi signicative il pro-
getto Adotta un orto promosso da Cascina Santa
Brera, situata poco fuori Milano, dove ogni cittadino,
pagando una quota annuale, ha diritto ad accedere
allorto per raccogliere liberamente la verdura necessa-
ria al proprio nucleo familiare.
Ops! Stavamo dimenticando le Csf (Community sup-
ported sheries), che applicano la stessa idea, oltre che
allagricoltura, alla pesca. Consumatori e pescatori,
uniti insieme per salvaguardare i nostri mari, assicu-
rare un futuro sereno alle famiglie di chi pesca il no-
stro cibo e garantirci dellottimo pesce sempre fresco al
giusto costo. Allora svegliamoci! Perch chi dorme non
prende pesci, n cavolori!
Vedere, conoscere, capire, ispirarsi su
www.cascinasantabrera.it/adottaorto.html
Sito della Cascina Santa Brera, per conoscere nei dettagli il pro-
getto Adotta un orto.
ortisolidali.wordpress.com
Per costruire il vostro orto su misura.
www.stroudcommunityagriculture.org/principles.php
Un sito inglese sullagricoltura comunitaria.
www.reseau-amap.org
Un sito sulle esperienze francesi.
www.wabi.tv/news/9887/local-co-op-helping-keep-alive-the-
fshing-community
Un sito in inglese per la pesca comunitariamente supportata.
Consiglio: cercate anche video su YouTube e Vimeo.

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GRUPPI DACQUISTO SOLIDALE
Guarda che non c niente di alternativo, a meno di
considerare lintelligenza una cosa alternativa!
Si fa un gran parlare di cibo spazzatura, di scandali
alimentari, di mucche pazze e di prezzi pazzi, e allora
basta parlare: organizziamoci e partiamo, a tutto
Gas!
I gruppi di acquisto solidale, Gas, sono un fenomeno
dilagato in tutta Italia, ma ancora sconosciuto ai pi,
almeno a tutti quelli che ancora fanno la la alle
casse dei mini-super-iper-mercati.
Il concetto molto semplice, quasi ovvio: vi piace-
rebbe acquistare e consumare prodotti alimentari
genuini, sani, buoni, che non abbiano percorso mi-
gliaia di chilometri per arrivare sulle vostre tavole,
che non abbiano inquinato mezzo mondo, e poterlo
fare pagando un prezzo ragionevole? Io direi di s,
e voi?
Il Gas offre proprio questa possibilit, mettendo in
contatto diretto i produttori agricoli con un gruppo
di consumatori (amici, famiglie, vicini, semplici cit-
tadini), che effettuano insieme degli ordini e degli
acquisti collettivi, oltretutto, risparmiando! In que-
sto modo, possibile conoscere chi produce il vostro
latte, chi coltiva la vostra insalata, chi trasforma il
101
vostro grano.
Capirete quale sia il prezzo giusto, solidale da pa-
gare, al di l delle leggi di mercato. Troverete altre
persone che hanno a cuore la loro salute, quella dei
loro cari, quella della Terra. Inoltre, nei Gas, possono
essere inclusi anche produttori e prodotti non ali-
mentari: dal vestiario agli elettrodomestici, dai deter-
sivi ai prodotti per ligiene personale.
Potrete voi stessi produrre e vendere o, meglio an-
cora, scambiare alcuni prodotti, magari facendo voi
il pane biologico se non c nessuno che lo fa, o pre-
parando le vostre meravigliose conserve o lamaro
naturale.
Infatti, i Gas stanno evolvendosi in Gassp: gruppi di
acquisto solidale, scambio e produzione!
Un Gas viene creato, pi o meno ufcialmente, con
pi o meno burocrazia, da un gruppo promotore
che ne organizza la gestione, normalmente condi-
visa e partecipata, ma che pu essere anche afdata
a un responsabile per snellire il tutto. Trovate ci sia
un modo pi intelligente per fare la spesa, per rispar-
miare, per condividere?
Vedere, conoscere, capire, ispirarsi su
www.retegas.org
La rete nazionale dei Gas, dove cercare il gruppo dacquisto pi
vicino. Ci sono anche molti video interessanti su YouTube, non
dimenticate di dare unocchiata anche l.

102
45
RISTORANTI INVISIBILI

Mi passeresti la senape per favore?.
Certo, eccola.
Buonissima questa bruschetta, vero? Uhm, proprio
buona.
Sai che anche il pane stato fatto in casa, con il
lievito naturale, dalla nostra ospite?.
Ha avuto unidea formidabile, questo molto di pi
di un ristorante, per me un piccolo tempio della
cucina e della socialit. Ma tu di cosa ti occupi....
Guerrilla restaurant, pop-up restaurant, home restau-
rant, ristoranti invisibili: una moda esplosa nei paesi
anglosassoni, che ha contagiato tutto il mondo, Ita-
lia inclusa. Si tratta di ristoranti informali, realizzati a
volte sul lo dellillegalit, a volte no, sfruttando come
locali le case degli chef, vecchi negozi o magazzini
abbandonati, i prati delle campagne e molto altro.
Quel che conta avvicinare le persone al cibo e agli
altri in un modo pi libero, meno rigido, in unat-
mosfera pi conviviale ed emotivamente coinvol-
gente. In questi luoghi, i clienti ridiventano esseri
umani, che si godono il cibo e la compagnia, e gli
chef riescono a farsi apprezzare e magari a tirar su
qualche palanca senza bisogno di farsi strozzare
dalle banche.
103
E quando parliamo di chef, parliamo di te! Perch
aprire un guerrilla restaurant un po come aprire un
club di appassionati di cucina (solo che molto pi
intrigante), occorrono soltanto la voglia di cucinare
per gli altri, di esprimersi creativamente ai fornelli e
un posto che pu essere casa vostra o qualsiasi altro
posto vi venga in mente.
Meditate gente, anzi no, cucinate gente, cucinate
Vedere, conoscere, capire, ispirarsi su

goo.gl/DMOgk
Uninteressante intervista sui ristoranti illegali.
www.foodie.it/tendenze-culinarie/2010/01/vita-e-morte-
dei-guerrilla-restaurant
Un articolo sui guerrilla restaurant.
www.homefood.it/?p=home
Il sito dellassociazione Home Food.

104
46
CAR POOLING
Auto di gruppo
Ti giuro mamma, tutti li conoscevano, tutti! E pen-
sare che tra i soliti amici non c mai nessuno che
conosce, apprezza, ha voglia di chiacchierare sui
lm che piacciono a me. E il viaggio passato in un
lampo!
Da quando ho iniziato a usare la mia auto per il car
pooling ho risparmiato tanti soldi per poter andare in
vacanza, ho conosciuto persone interessanti e nuovi
amici e mi sento meglio perch so di inquinare di
meno! Allora dillo anche alle tue amiche, ok?
Il car pooling, che noi chiameremmo auto di
gruppo, si sta nalmente diffondendo a macchia
dolio anche in Italia, anche se ci dovuto pi alla
crisi che alla coscienza ecologica.
Esistono molte associazioni che mettono in contatto
quelli che decidono di offrire dei passaggi in auto
durante itinerari, tratte, viaggi, che normalmente
avrebbero compiuto da soli. I vantaggi sono note-
voli: riduzione dei costi del carburante, dei pedaggi
autostradali, di alcuni costi di gestione e manuten-
zione, dei costi di parcheggio, che vengono ripartiti
fra tutti i passeggeri; riduzione dellinquinamento e
del congestionamento delle strade; riduzione della
105
necessit di nuove infrastrutture stradali e aumento,
s, aumento della socializzazione.
Non pi singoli individui inscatolati e rivali sulle
strade, ma di nuovo gruppi di persone che viag-
giano, parlano, condividono insieme.
Oltre ai car pooling ufciali, promossi e gestiti da
istituzioni pubbliche, associazioni o soggetti privati,
esistono anche quelli informali, ma comunque orga-
nizzati ed efcienti, realizzati e realizzabili anche da
voi, allinterno della cerchia di conoscenti, del paese,
dei colleghi di lavoro.
Una forma particolare di car pooling Jungo, un
sistema che incoraggia e incentiva gli automobilisti
in movimento ad accostare ai lati delle strade per
imbarcare persone che vanno nella stessa direzione,
garantendo la massima sicurezza e una condivisione
dei costi.
Insomma: carpulliamoci!
Vedere, conoscere, capire, ispirarsi su
www.blablacar.it
Il sito sul car pooling.
www.roadsharing.com/it
Un sito dove poter trovare auto di gruppo.
www.jungo.it
Altro sito di car pooling, con un interessante video da guardare.

106
47
RICETTA ANTISTRESS
Il nostro caro Leo Buscaglia riporta nel gi citato
Vivere, amare, capirsi un aneddoto relativo alla sua
permanenza nel sud-est asiatico e, in particolare, a
una sua visita al grande lago Tonle Sap in Cambogia.
Se cercate sul web foto di questo lago, vedrete im-
magini incredibili di interi villaggi costruiti sullacqua
e palatte di antichissima memoria. Molte di queste
precarie abitazioni, con larrivo dei monsoni, ven-
gono regolarmente spazzate via.
Preoccupato e con spirito collaborativo, Buscaglia si
offr alla comunit locale per aiutare gli abitanti a
traslocare i loro averi prima dellarrivo del monsone.
Si rese ben presto conto per che la sua offerta da-
iuto non era necessaria: i cambogiani del lago non
avevano altro da traslocare se non loro stessi.
Avevano imparato dalla natura che era inutile pos-
sedere e accumulare cose, perch ci che realmente
conta non ha niente a che fare con i beni materiali.
Pensate ora alle rare, ma purtroppo in aumento,
inondazioni che colpiscono le opulente citt del no-
stro occidente, e al caos, al panico e allincredula di-
sperazione che provocano.
Solo qualche decennio fa, nei villaggi dei nativi ame-
ricani Navajo, ogni famiglia aveva nella propria abi-
107
tazione circa duecento oggetti. Oggi, una famiglia
europea ne possiede almeno 10.000... quante cose
da traslocare!
E noi, cosa faremmo se i monsoni spazzassero via le
nostre case? Cosa porteremmo via? Riusciremmo a
portare via solo noi stessi? Siamo ancora in grado di
sentire limportanza della nostra persona, dalla quale
tutto il resto deriva: cose, case, ambienti, relazioni?
Riusciamo a riconoscerci come esseri unici e meravi-
gliosi, cos incredibilmente pi preziosi ed essenziali
di qualsiasi possedimento materiale?
Davanti al monsone del lago Tonle Sap o ai tanti di-
sastri ambientali, ma anche politici, economici, emo-
tivi, che ci capita di affrontare nella nostra vita, riet-
tiamo su queste parole dellinimitabile Leo:
Come nella tragedia greca, quando di fronte allo-
racolo che le dice: Medea, che resta? Tutto nito,
tutto distrutto. Medea risponde: Che resta? Re-
sto io!. Restiamo noi!!!
E in fondo tutto ci che conta davvero.

A questo punto, diamo unocchiata al prossimo ca-
pitoletto e allesperienza, allesempio e alla creativit
di unaltra Medea contemporanea...
108
48
VIVERE SENZA SOLDI
Non ce la potrei mai fare. Ti rendi conto? pazze-
sco! E poi di sicuro c qualcosa sotto.
impossibile che una persona viva cos, son sicuro
che
Spesso sono questi i commenti, i pensieri, le critiche,
le maldicenze che suscita una persona e una storia
come quella di Heidemarie Schwermer, una signora
sulla settantina, che da oltre 15 anni ha lasciato
tutto, lavoro, casa, mobili e molto altro, per speri-
mentare una vita senza denaro, basata sulla condivi-
sione, sulla reciprocit, sullospitalit.
Se queste poche righe vi incuriosiscono, nei link in
fondo alla pagina troverete il modo di conoscere nel
dettaglio la vita di Heidemarie. Il suo messaggio non
: Fate tutti come me!, ma semplicemente un in-
vito a relativizzare i dogmi legati alla societ del con-
sumo, allimportanza del denaro, al darsi e al non
darsi. Quindi non si tratta tanto di fare come lei o
meno, si tratta solo di riettere, di capire, di aprirsi a
un nuovo modo di vedere le cose.
La signora Schwermer fondatrice della Gib und
nimm, letteralmente dai e prendi, la prima cen-
trale dello scambio fondata in Germania.
Un luogo dove ognuno offre qualcosa e dove pu
prendere qualcosa seguendo le regole dello scambio
e del baratto, ma anche del dono, grazie alle quali si
promuove, tra le altre cose, lincontro fra le persone.
109
Certo, esistono anche in Italia molte occasioni di ba-
ratto e di scambio, ma questa centrale inizia a re-
alizzare sul piano pratico unidea, grazie a un cen-
tro vero e proprio, sico, localizzabile. Una sorta di
magico emporio, di negozio-di-ogni-cosa, di centro
commerciale senza il commercio!
Un luogo dove poter trovare tutto ci che ci occorre
nella nostra vita quotidiana (abiti, cibo, prodotti per
le varie pulizie, trasporti e mezzi di trasporto, servizi
culturali e per la persona, insomma: tutto!) senza bi-
sogno di acquistarlo, ma semplicemente scambian-
dolo, condividendolo, donandolo.
Fra tre capitoletti parleremo di swapping, per darvi
un ulteriore spunto in questa direzione e per com-
prendere che non un sogno irrealizzabile, basta
solo organizzarsi!
Vedere, conoscere, capire, ispirarsi su
www.youtube.com/watch?v=L1pb2QEJTrM
Video intervista a Heidemarie nella redazione di Terra Nuova.
www.aamterranuova.it/Ambiente-e-decrescita-felice/Un-
libro-per-la-PACE
Una sua intervista scritta.
livingwithoutmoney.org/?lang=it
Per vedere il bellissimo docu-flm che parla della storia di Heide-
marie Schwermer.
Da leggere
Heidemarie Schwermer, Vivere senza soldi, Terra Nuova Edi-
zioni.

110
49
MANGIO, BARATTO E SPLENDO!
A Firenze: Allora, qui ci sono delle melanzane bio-
logiche sotto olio e dei cestini vegetali tradizionali,
fatti a mano dalla mia nonna. Bene, accomoda-
tevi, siete in due ma pagherete solo per uno!.
In Oregon, a Eugene: Dunque, vorrei uno dei vostri
deliziosi wafes, sono troppo buoni! A dir la verit,
che ne direste se facessimo una specie di abbona-
mento: i vostri wafes per le mie consulenze legali.
Sapete, sono un avvocato goloso!. Finalmente!
Benvenuto avvocato, affare fatto!.
A Mestre: Certo, che nome avete scelto per il vo-
stro bar: Il BarAtto!. Ma davvero se vi porto questo
libro di Philippe Delerm, La prima sorsata di birra e
altri piccoli piaceri della vita (giusto per rimanere in
tema!), mi offrite la cioccolata calda?. Ma certo, al-
trimenti che BarAtto saremmo?.
Non siamo matti, ormai lo avrete capito. Queste
scenette accadono realmente. Compro, baratto e
vendo? Meglio: mangio, baratto e splendo! Splendo
di felicit, perch qualcosa si sta muovendo in que-
sto mondo dove leconomia sta cambiando. Certo,
il baratto non una soluzione nuova, ma un se-
gno di una nuova disponibilit a ripensare il peso
del denaro, del protto sopra tutto e tutti. Allora
111
possibile andare a cena fuori a Firenze, a far cola-
zione a Mestre o concedersi delle dolci ghiottonerie
a Eugene, senza bisogno del portafoglio, portando
invece qualcosa di interessante da barattare. Prima
di tutto la nostra voglia di felicit!
Inoltre, in ognuno di questi posti si svolgono molte
iniziative che, prendendo spunto dal barattare,
aprono al confronto sulle relazioni, sul dono, sulla
condivisione.
Vedere, conoscere, capire, ispirarsi su
it.fnance.yahoo.com/notizie/le-maiala-frenze-osteria-dove-
si-paga-con-il-baratto.html
Un articolo sullosteria a baratto L maiala a Firenze.
www.yesmagazine.org/happiness/how-to-share-a-waffe
Per i golosoni doltre oceano.
www.mercatopoli.it/index.php?id=380
Per quelli di casa nostra!
www.bioars.it/PuntoBaratto/tabid/156/language/it-IT/Default.
aspx
La pagina dellassociazione Bioars dedicata al baratto, attraverso
cui poter dar vita a pratiche di economia solidale partecipata.
Da leggere

Philippe Delerm, La prima sorsata di birra e altri piccoli piaceri
della vita, Frassinelli.

112
50
LA RIVOLUZIONE IN BICICLETTA
Oltre una velocit critica, nessuno pu risparmiare
tempo senza costringere altri a perderlo. Colui che
pretende un posto su un veicolo pi rapido sostiene
di fatto che il proprio tempo vale pi di quello del
passeggero di un veicolo pi lento.
Oltre una certa velocit, questi passeggeri diventano
consumatori del tempo altrui.
Siete depressi perch non potete permettervi unauto
di lusso, unauto da corsa, un Suv?
Guardate il bicchiere da unaltra angolazione e lo
troverete mezzo pieno, se attraverso il suo vetro ve-
drete la vostra bicicletta! E non solo la vostra, ma an-
che tutte quelle che stanno segnando le strade della
bicycle revolution, una rivoluzione che non riguarda
solo le modalit di trasporto delle persone, ma an-
che il loro modo di vivere la vita.
Un modo pi in linea con i ritmi dellessere umano,
un modo pi conviviale, un modo pi felice. Esplo-
rate i link qui sotto per entrare nel mondo dei bike
train, del bike sharing, dei bike taxi, delle critical
mass, scoprirete che la vostra sottovalutata bicicletta
nasconde possibilit lavorative, sociali, relazionali,
capaci di rendere la vostra vita pi felice!
113
Vedere, conoscere, capire, ispirarsi su
www.yesmagazine.org/planet/how-to-build-a-bike-train
Un articolo su come realizzare un bike train.
www.youtube.com/watch?v=eW3sAaGs6Gc
Un video per creare da voi un bike train nella vostra citt, a
scuola, in salute e in sicurezza.
www.youtube.com/watch?v=JTgaddjJON0&feature=related
Per aprire un bar o un pub a pedali: divertimento in movimento.
www.youtube.com/watch?v=ymDzzJt1XzM&feature=related
Come realizzare una conference bike, per pedalare visitando una
citt, conversando con gli amici o con dei perfetti sconosciuti.
www.youtube.com/watch?v=EQz1Y6yvfug
Per metter su un servizio di consegne su due ruote.
www.youtube.com/watch?v=P7uJ5njsaU0&feature=related
Informazioni su come fare un bici taxi.
www.youtube.com/watch?v=iaAxA0HcqFM
Un video di pochi secondi per vedere le bici del futuro.
www.youtube.com/watch?v=1DgBEF9zbvc&feature=related
Per fare tutti come i danesi!
www.greenews.info/progetti/da-torino-parte-vento-la-pista-
ciclabile-piu-lunga-ditalia-20120903
Le esperienze di Torino e Milano.
bicycletv.it/videos/live-bicycle-la-bicicletta-come-stile-di-vita
Critical mass, a Roma e in tutto il mondo!

114
51
UNA FAMIGLIA A IMPATTO ZERO
Forse possiamo prendere le distanze da qualsiasi
cosa si butti via.
Forse il cuore dellesperienza di Colin Beavan tutto
qui. Ma cosa vuol dire buttare via? Via dove?
La Terra una sola e, a meno di non spedire in orbita
le discariche (non molto economico, eh?), buttare
via un concetto irreale.
Ogni nostro gesto, azione, consumo quotidiano ha
un impatto e un peso ben preciso sul Pianeta e il
peso diventato insostenibile. Colin Beavan il No
impact man. Insieme alla sua famiglia, nel cuore della
bestia, a New York, per un anno ha cercato di vivere
a impatto zero. Niente macchina, niente taxi, niente
aereo, nessuna immondizia, nessuna emissione di
anidride carbonica, niente televisione, plastica, cibo
impacchettato, il tutto vivendo al nono piano di un
grattacielo newyorchese!
Sui risultati, sui successi e sulle difcolt di questo
esperimento, sulle sue implicazioni ecologiche, po-
trete riettere esplorando il link che vi indichiamo di
seguito.
Quello che ci preme evidenziare adesso che questa
famiglia, pur vivendo in condizioni che molti di noi
considererebbero disastrose, ha trovato la felicit.
115
Una felicit fondata sullessere e non sullavere, sulle
relazioni con altre persone e non con televisioni,
computer, robot; la felicit di poter vivere a un ritmo
pi naturale e umano.
Sono riusciti a sperimentarla non in una capannetta
di legno in mezzo al bosco, ma nella pi famosa
delle metropoli. Lo hanno fatto per un intero anno,
per provare a se stessi e agli altri che possibile vi-
vere in un altro modo, vivere meglio, per offrire a noi
tutti una strada di riessione e di pratica.
Noi crediamo che ne sia valsa davvero la pena.
Vedere, conoscere, capire, ispirarsi su
noimpactproject.org/experiment
Il progetto educativo per singoli, famiglie, studenti derivato dalle-
sperienza di Colin Beavan.
Da leggere
Colin Beavan, Laura Gabbert, Justin Schein, No impact man
(con Dvd), Mt0 - Macroticonzero.

116
52
EVVIVA LO SCAMBIO
Aspetta, parla pi forte che c poco campo.
No, non era un party.
No, non era un negozio.
No, certo che non era una era parrocchiale!.
Era Score!, il pi famoso pop-up swap! Che ci posso fare
se si chiama cos, dopo tutto sono a New York, o no?.
Certo che te lo spiego: allora, immagina un party con
musica ghissima, dj super, un casino di gente.
Ok, e poi immagina un sacco di stand, banchi, an-
goli con cartelli che ti indicano dove trovare borsette,
scarpe, gonne, maglioni, libri, vinili e ti incoraggiano
a portare via tutto quello che vuoi, gratis!.
Naturale, anchio avevo portato la mia roba, sai che
mi stavo trasferendo e di roba da dar via ne avevo una
borsata e ho pagato una specie di biglietto.
No, non caro, pochissimo, una piccolezza.
Davvero, ti giuro, un posto incredibile, quando vieni a
trovarmi vedrai!.
Visto? Quello che sognavamo nel capitolo Mangio,
baratto, splendo, un super emporio gratis, non poi
tanto lontano dal poter essere realizzato. Lo swap-
ping, lo scambio (forma pi libera e modaiola per fare
qualcosa di simile al baratto), in voga anche in Italia.
Quello di Score! per un pop-up swap, un evento
che viene organizzato una tantum, che attrae migliaia
di partecipanti. Ognuno porta cose che vuole donare,
scambiare, lasciare a qualcun altro; paga un ingresso
simbolico e si porta a casa quello che vuole. Il tutto
117
condito da musica, performance artistiche e tanta,
tanta socializzazione. Normalmente, in occasione di
questi eventi, gli oggetti avanzati e gli introiti vengono
donati ad associazioni caritatevoli. Certo, Score! pi
focalizzato su abiti e afni, ma il passo verso un magico
emporio non poi cos lontano.
Molto, molto pi in piccolo, ma con unatmosfera al-
trettanto fantastica, la swap-boutique per bambini di
Findhorn, un negozio nel nord della fredda Scozia,
dove non c nessun addetto e dove la porta sempre
aperta. L, si sperimenta un nuovo modo di vedere le
persone e il mondo, in un gesto estremo di ducia nel
prossimo. In questo negozio-non negozio possibile
entrare liberamente e lasciare nello scaffale le scarpette
che non stanno pi al tuo piccino, per prenderne un
paio pi grande, insieme a quel bufssimo cappello di
lana rossa In questo modo, nessun abito per linfan-
zia viene buttato, tutto passa di mano in mano, in un
ciclo di colori e condivisione in una boutique in mezzo
a una foresta incantata.
Vedere, conoscere, capire, ispirarsi su
www.yesmagazine.org/new-economy/score-pop-up-swap
Un video dedicato allo swap sul sito del magazine Yes!.
www.heyscoreswap.com
Per conoscere Score!.
www.infiltrato.it/lifestyle/moda-tendenze/moda-eco-chic-i-
love-swapping
Per una panoramica sullo swapping in Italia.
Da leggere
Marina Martorana, I love shopping, Avallardi.

118
53
SOLO PER IL PIACERE DI FARLO
You wont make money, but you will make
friends!: non farai soldi, ma farai un sacco di nuove
amicizie!
Vogliamo misurare cosa vale di pi?
Ha abbandonato la sua professione nel mondo del
biologico, venduto la sua casa e deciso di essere il
cambiamento che vuole vedere avvenire nel mondo,
per usare quella citazione di Gandhi a cui frequente-
mente fa riferimento.
Come? Trasferendosi per due anni in una roulotte,
eliminando completamente il denaro e vivendo pi
felicemente, pubblicando un libro, con editori che si
sono prestati a farlo gratuitamente e senza copyright,
e un lm, sempre realizzato gratuitamente da alcuni
lmaker. Ma soprattutto, creando una rete virtuale e
reale di scambi gratuiti, la Freeconomy community,
che oggi conta pi di 40.000 iscritti, in 168 paesi,
che si scambiano oltre 500.000 competenze, oltre
100.000 attrezzature e condividono oltre 600 spazi.
Secondo le parole dellideatore si tratta semplice-
mente di aiutarsi lun laltro, senza protto e solo
per il piacere di farlo: just for the love of it.
Lui si chiama Mark Boyle, ed noto come il No mo-
ney man. Il suo modo di vivere e la sua freeconomy,
119
economia libera, rappresentano due modelli e due
possibilit di cambiamento da studiare, imitare, di-
vulgare.
Anche in Italia non mancano esperienze di questo
tipo. Nel centro di Bolzano c Passamano, un ne-
gozio sui generis, dove possibile prendere quello
che serve senza pagare nulla. Iniziativa analoga la
Bottega del nulla, negozio virtuale promosso dalla
Mag 6 di Reggio Emilia.
Vedere, conoscere, capire, ispirarsi su
www.comune.bolzano.it/ambiente_context02.jsp?ID_LINK=
3686&page=3&area=68
La scheda di presentazione del negozio Passamano di Bolzano.
www.mag6.it
Per conoscere come funziona La bottega del nulla.
www.justfortheloveoft.org/home
Il sito della freeconomy.
www.greenme.it/approfondire/buone-pratiche-a-case-history/
2612-freeconomy-community-mark-boyle-vivere-qal-verdeq-
si-puo
Un resoconto in italiano dellesperienza di Mark Boyle.
umsonstladen.lnxnt.org/innsbruck/italiano/index.php?page=start
Il primo negozio gratis nato a Innsbruck!

120
54
LA BANCA DELLE RISORSE
Allora: lui, che no a quel momento conoscevo solo
di vista, mi chiede un paio di sedie da giardino per-
ch aveva una cena in corso e mancavano dei posti a
sedere. Ovviamente gli ho prestato le sedie.
Poi, laltra settimana dovevo salire sul mio tetto per
pulire le grondaie e non ci arrivavo, cos mi sono sen-
tito pi libero nel chiedergli la sua scala estensibile, e
abbiamo iniziato a conoscerci meglio.
Ieri stavamo passeggiando insieme quando abbiamo
visto il signore che ha la casa dietro lisolato, che
usava un tagliasiepi che sarebbe servito anche a noi.
Ed l che abbiamo avuto lidea!
Lidea la street bank, che qualcuno ha tradotto in
banca delle risorse, nata con lobiettivo di mettere
in contatto le persone che possiedono attrezzature
varie, dal decespugliatore al trapano, dalla moto-
sega al compressore, dallidropulitrice ai tavoli di le-
gno da giardino, con quelli che vorrebbero poterle
usare senza doverne acquistare di proprie.
Cosa succede? Succede che si risparmiano tonnellate
di materiali, imballaggi, risorse naturali, che le per-
sone non devono indebitarsi no al collo per acqui-
stare attrezzi costosi, che poi utilizzano solo poche
volte, e che a una mentalit individualista e consu-
121
mista ne subentra una pi cooperativa e conviviale.
Un sito dedicato al censire le varie risorse, a far co-
noscere, inizialmente in modo virtuale, i vari parteci-
panti, a facilitare lincontro fra chi presta e chi riceve,
insomma a far funzionare la street bank, tutto ci
che occorre, insieme alla voglia di realizzarla.
Nella street bank, oltre alle risorse materiali, trovano
posto anche i vari know-how, ovvero le risorse im-
materiali da condividere, come le esperienze di chi
sa fare, fa e pu insegnartelo o farlo insieme a te!
Finalmente una banca della quale non vergognarsi!
Vedere, conoscere, capire, ispirarsi su
goo.gl/zCrSR
Il sito aggiornato, in inglese, dove possibile scambiare con pi
di 18 mila persone, oltre 21 mila cose e 11 mila abilit.

122
55
LE GRAND DON
Proprio l, in piazza, s. Ti dico che cerano centinaia di
persone. E s, ognuna ha ricevuto qualcosa in dono.
Nooo, senza pagare niente, non cera nessuno che
vendesse, tutti regalavano, donavano qualcosa solo
per il piacere di farlo. Per il piacere di incontrare
unaltra persona e fargli un regalo perch se lo
merita! Ma davvero ti sembra cos strano?
In effetti Le grand don pu sembrare strano. Pu
sembrarci strano che nella nostra citt, spesso so-
spettosa e poco aperta, ci sia un evento come que-
sto, dove le persone ricevono dei doni senza dover
far niente per ricambiare, forse solo un sorriso. Ci
sembra strano perch da cittadini adulti non ci sen-
tiamo degni di ricevere gesti gentili, disinteressati,
gratuiti. Ma non siamo forse tutti parte dellunica
immensa famiglia umana?
Le grand don nasce a Parigi nel 2003 e si diffonde
presto nel resto dEuropa, perch forse abbiamo
davvero bisogno di uneconomia del dono, e iniziare
ad accettare regali dagli sconosciuti pu essere un
primo passo per realizzarla.
Organizzatene uno anche nella vostra citt e non
dimenticatevi di regalare anche doni immateriali,
piccoli spicchi della vostra persona, della vostra crea-
tivit, delle vostre storie e passioni. In questo caso, lo
spirito che animer il vostro grand don sar legato
123
alla felicit che proviamo nel condividere una parte
preziosa di noi stessi.
Il dono allora non sar costituito solo da merci e og-
getti, il dono sar anche rivolto alla gioiosa espres-
sione di s.
Se mi esprimo attraverso la pittura, potr donare
i miei dipinti; se sono appassionato di passeggiate
in campagna e di erbe selvatiche, potr donare dei
mazzetti appena colti; se amo la poesia, il mio dono
potr essere declamare la poesia pi adatta a chi si
fermer al mio banchetto; se amo cucinare dolci,
potr donare i miei biscotti preferiti ancora caldi; se
amo uscire in barca posso donare un invito scritto a
chiunque faccia piacere, per unuscita successiva alla
festa. Le possibilit sono innite.
La ricchezza che possiamo portare allinterno di una
comunit sar difcilmente misurabile in termini
economici, ma non per questo sar meno preziosa.
Pensiamo che oggi, in una societ mercicata,
schiava degli scambi economici, del lucro ad ogni
costo, riappropriarsi del nostro immenso valore e
della gioia di condividerlo con gli altri sia unottima
occasione per fare festa!
Vedere, conoscere, capire, ispirarsi su
it.wikipedia.org/wiki/Le_Grand_Don
Pagina wikipedia nella quale viene spiegato cosa Le grand don.

124
56
IN SINTONIA E A OFFERTA LIBERA
Non credevo che fosse possibile. Stavo per partecipare
a un corso di specializzazione in psicologia sociale con
uno dei pi affermati professionisti europei, e no a
stamani pensavo di non poterlo frequentare per il co-
sto, che temevo proibitivo.
E invece mi dicono: guarda che in questo centro di
formazione usiamo il metodo del by attunement; la
quota che hai visto pubblicata sui manifesti solo indi-
cativa, non ti preoccupare.
E cos, scopro che il senso dellespressione inglese che
ognuno stabilisce quanto e come pagare insieme al do-
cente, in base alla propria storia personale, alle proprie
motivazioni, alluso che far in seguito del corso, alle
proprie disponibilit economiche.
Insomma, in base a molto, molto di pi che un semplice
valore di mercato. E la cosa incredibile che nessuno si
approtta di questo approccio e nessuno protesta se,
per lo stesso corso, io pago 10, tu paghi 50 e lei non
paga niente! E adesso mi sembra cos naturale.
By attunement, che potremmo tradurre con in sin-
tonia, e by donation, che potremmo tradurre con a
offerta libera, sono comunemente applicati da anni in
molti paesi anglosassoni.
Lidea che ogni individuo abbia una diversa storia
personale e che questa possa inuire e modicare il
prezzo, che giusto pagare per una prestazione di beni
125
o servizi. Dal corso di formazione alla seduta di yoga,
dal massaggio sioterapico alla visita oculistica, dal cu-
rarsi una carie ad acquistare una scultura! Se vediamo
lessere umano come degno di ducia, in buona fede,
il risultato sar giusto, equo, conveniente per tutte e
due, per chi vende e per chi acquista. Non solo, con il
by attunement andiamo oltre il mero aspetto econo-
mico, abbiamo infatti un incontro fra due persone, non
pi venditore e acquirente, ma due esseri umani che si
confrontano, si conoscono, si raccontano.
Il by donation forse meno conosciuto. Molti di noi
magari lo hanno gi sperimentato, ma importante
sottolineare che ricorrervi in maniera continuata e ripe-
tuta nel tempo, nelle varie occasioni, d modo alle per-
sone di entrare in una dimensione economica diversa
da quella dominata e spesso strangolata dai mercati: la
dimensione delleconomia del dono, o gift economy,
come chiamata oltre conne. S, perch io posso pa-
gare 10 sapendo che c chi non potr pagare pi di 5
e chi non potr pagare affatto. Il dono supera, sostitu-
isce il prezzo e funziona! Nessuno resta penalizzato,
se ci considerano persone e non consumatori allevati
in batteria.
Vedere, conoscere, capire, ispirarsi su
content.yudu.com/Library/A1xxgc/FindhornFoundationBr/re-
sources/14.htm
Giusto a titolo di esempio, ecco una pagina dei corsi dellecovil-
laggio di Findhorn, in Scozia, dove i due metodi sono da molto
tempo adottati.

126
57
XARISETO
Una risposta greca alla crisi
Non sei povero quando non hai soldi, ma quando
non hai pi nulla da offrire, quando perdi la tua di-
gnit di essere umano. E io sento che ho tanto da
dare e da ricevere.
Xariseto: ho dato. Eyharisties: grazie, ho rice-
vuto.
Non vi sembra cos semplice e naturale? Euro s, euro
no, torner la dracma? Ma chi se ne frega! les-
sere umano che deve tornare. Le banche, i politici,
gli speculatori se ne vadano tutti a
La crisi in Grecia sta smuovendo tante cose: vengono
a galla inedite riserve creative, in molti decidono di
rimettersi in piedi senza attendere il nulla osta delle
agenzie di rating. La Grecia in movimento. In tutto
il Paese sono ormai pi di una trentina i circuiti di
economia locale, piccoli isolotti di fortuna nel gran
mare putrido della globalizzazione.
Questi network stanno sfruttando un vuoto legisla-
tivo e daltronde non si pu obbligare la gente a uti-
lizzare euro, se di euro in Grecia ce ne sono sempre
meno.
Attualmente, il circuito di maggior successo si
chiama appunto Xariseto (ho dato). Ha pi di 36
127
mila iscritti e un negozio nel centro di Salonicco dove
in un anno sono passate di mano oltre 300 tonnel-
late di vestiti.
Dal vivo o online, tramite Xariseto migliaia di greci
si donano e si scambiano di tutto: vestiti, computer,
complementi darredo, consigli legali e molto altro.
A differenza di altri network, il circuito che fa base
a Salonicco non ha una moneta ad hoc, ma riesce
comunque a tenere i conti del dare e dellavere:
quando inserisci nel circuito qualcosa clicchi sul tuo
account Xariseto, che vuol dire appunto ho dato.
Una volta ricevuto quello che volevi, clicchi eyhari-
sties sullaccount di chi te lha donato, il che vuol
dire semplicemente grazie.
Essere in credito di 1, 10, 100 grazie: dalla crisi
nera, ecco che nascono i miracoli!
Vedere, conoscere, capire, ispirarsi su
www.xariseto.gr
Il sito proprio in greco! Ma per lasciarsi suggestionare dal video
di presentazione, le parole non servono.

128
58
COOKING CO-OPS
Cucinare a turno
Il sogno di ogni donna che lavora! Cara mia, ab-
biamo trovato luovo di Colombo e ora ce lo cuci-
niamo! Allora, ti spiego, molto semplice: siamo in
cinque colleghe, giusto? Ognuna di noi cucina una
buona cenetta per s, per le altre quattro e relativi
maritini e afni.
Cucinando una sola volta alla settimana ci siamo
risolte lassillo del pensare, organizzare, preparare
cene tutte le sere. Ci pensi cara?
Possiamo cucinare soltanto una volta la settimana,
scambiarci quel che abbiamo cucinato e mangiar
bene tutte le sere, che sogno! Pensa a quanto tempo
libero in pi, a quante rincorse in meno per far la
spesa alluscita dal lavoro, a quante pulizie in meno
in cucina, pentole e padelle da lavare, pensa anche
al risparmio economico.
No, non lho inventato io, sono decenni che fun-
ziona negli Stati Uniti. Oh yeah!
I cooking co-ops sono gruppi di persone, amici, col-
leghi di lavoro, vicini che hanno deciso di cucinare
a turno per il resto dei membri, liberando le donne
lavoratrici-casalinghe, ma anche i single lavoratori-
casalinghi e chiunque altro, dallimpegno di dover
129
organizzare pranzi e cene ogni giorno.
Semplicemente incontrandosi (chi una volta la setti-
mana, chi una ogni quindici giorni, chi pi spesso) e
scambiandosi le pietanze, usando di solito conteni-
tori riutilizzabili.
Queste iniziative non risolvono solo lassillo pratico
del dover cucinare senza averne tempo o voglia, ma
alimentano anche una possibilit in pi di socializ-
zazione con altre persone, famiglie e spesso culture
straniere.
In questo modo ci si allena a sperimentare il nuovo
paradigma: quello della condivisione!
Vedere, conoscere, capire, ispirarsi su
www.southernliving.com/food/whats-for-supper/supper-swap-
00400000009506
Un articolo sullo scambio di cibo.
www.nytimes.com/2010/06/23/dining/23coop.html? page-
wanted =all&_r=0
Un altro articolo sullo scambio di cibo a frma del New York
Times.

130
59
RETI DI ECONOMIA LOCALE E SOLIDALE
Inutile prendersi in giro, abitiamo in un Paese dimen-
ticato: dai politici, dalle industrie, dalleconomia, dal
denaro. Non circola un euro, i negozi son quasi tutti
chiusi, le prospettive tragiche.
Eppure siamo donne e uomini volenterosi, posse-
diamo conoscenze, mestieri, saperi. Ci sarebbero un
sacco di possibilit per mantenere viva la nostra co-
munit, ci mancano solo i soldi.
Paesi, cittadine, comunit di persone relegate ai
margini da qualche crisi economica, chiusura di in-
dustrie, competizione globalizzata? Di sicuro vi ver-
ranno in mente molti nomi
stato in situazioni analoghe che, oltre trentanni
fa, nei paesi anglossassoni sono nati i Lets (Local
exchange trade system: reti di scambio non moneta-
rio locale), gruppi di cittadini che organizzano scambi
di servizi (io dipingo la casa per Mario, Mario ripara le
scarpe di Lina, Lina cura il mio giardino) e di beni (io
porto una cassa di pomodori al ristorante di Pietro,
Pietro offre una cena a Francesca, Francesca mi porta
un maglione di lana fatto da lei) senza che avvenga
fra loro un passaggio di moneta, soltanto tenendo
una contabilit di debiti e crediti in termini di tempo
dedicato, che viene accumulato dai partecipanti.
131
Al limite, pu avvenire un passaggio di monete lo-
cali, valide solo allinterno di queste reti, come nel
caso degli olivers del Lets di Bath, in Inghilterra. In-
somma, una sorta di banca del tempo che non si
limita per solo al tempo, ma che allarga allintera
vita comunitaria lidea dello scambio non monetario.
Una risorsa preziosissima in questi tempi di crisi,
una possibilit di vita felice per interi Paesi, unocca-
sione per riscoprire il tempo, i saperi, gli individui, e
per continuare a far vivere comunit di persone che
hanno lunica sfortuna di non vedere circolare il vil
denaro.
Iniziative analoghe attive in diverse citt italiane sono
i Des, i distretti di economia solidale, legati a livello
nazionale alla Rete di economia solidale, nata per
realizzare uneconomia altra, a partire dalle mille
esperienze di economia solidale attive in Italia.
Vedere, conoscere, capire, ispirarsi su
www.aamterranuova.it/Consumo-critico/Fare-a-meno-del-
denaro-Con-la-REL-si-puo
Un esempio di rete di economia locale italiana.
www.retecosol.org
Il sito della rete italiana di economia solidale.
cogitoergo.it/?p=812
Qualche informazione sulle monete complementari locali.
www.bathlets.org.uk/index.htm
Un approfondimento sugli olivers inglesi.

132
60
CHEZ-MOI
Ristoranti a girare
Le candele rendevano il piccolo salotto un nido ro-
mantico. I piatti, i bicchieri, le posate, i tovaglioli, le
sedie erano tutti diversi gli uni dagli altri, colorati,
riciclati, allegri.
Diego e Zoe, i padroni di casa, hanno preso un ape-
ritivo buonissimo con noi, ci siamo conosciuti, ab-
biamo scambiato qualche idea, poi ci hanno lasciato
alla nostra intimit e a una cena davvero unica.
Pensate a un tavolo apparecchiato in casa vostra, nel
vostro salotto, nella vostra sala, terrazza, cucina.
Pensate a un men composto dalle vostre ricette
preferite, dalle preparazioni che vi riescono meglio.
Pensate a unatmosfera accogliente, intima, positiva.
Pensate di offrire tutto ci a due sconosciuti che, alla
ne della serata, vi lasceranno un bigliettino di carta
per dare anche a voi la possibilit di cenare in un
altro ristorante unico come il vostro, senza spendere
un euro.
Avere lopportunit di cenare fuori, addirittura in un
modo esclusivo e di qualit, senza spendere niente,
ai tempi della crisi... basterebbe impegnarsi a ospi-
tare ed essere ospitati allinterno di questa rete di
ristoranti a girare.
133
Con i soli costi delle materie prime avremmo la pos-
sibilit di usufruire di cene fantastiche, di ambienti
sempre diversi e originali, di conoscere nuove per-
sone, nuovi amici.
Serve solo una contabilit semplice, sullo stile dei
Lets, delle banche del tempo o di altre iniziative di
scambio e baratto, e la volont di, proprio il caso
di dirlo, uscire di casa!
Ci siamo riusciti con il couch surng, con i B&B&B,
con lhome exchange, con le dinner co-ops... perch
non provare con i ristoranti chez-moi?
Vedere, conoscere, capire, ispirarsi su
Attualmente non ci sono link da segnalare, ma attendiamo fdu-
ciosi che ci raccontiate i vostri esperimenti di scambio.

134
61
INFORMATION GUERRILLA
inutile, ti citano il parere di qualche opinionista
prezzolato, ti riportano lultimo articolo dello pseudo-
quotidiano, ti dicono che lhanno detto in Tv.
Sembra che quello che penso io sia solo frutto di
fantasie romantiche e utopiche.
No, non sono fantasie. I 100 e pi modi per essere
felici riportati in questo libricino sono sostenuti da
esperienze e fonti molto, molto pi scientiche di
quanto il vostro interlocutore medio possa immagi-
nare.
Ma di fronte a un incessante attacco mediatico,
davanti a giornali, televisioni, radio, commentatori
e nti esperti, che non fanno altro che tentare di
sostenere linsostenibile e avallare lassurdit dellat-
tuale modello di sviluppo, dobbiamo difenderci!
Information guerrilla un simbolo per un movi-
mento di controinformazione che resiste, cresce, in-
forma davvero, alimenta lo sdegno dei cittadini, ma
anche la loro ducia.
Tuttavia, non pensiamo sia utile mettersi anche noi
nel pollaio degli opinionisti da bar e giocare a chi ha
ragione, crediamo che ricercare uninformazione al-
tra, corretta e trasparente, sia daiuto principalmente
per noi stessi. Per nutrire la nostra speranza, diciamo
135
anche da un punto di vista accademico.
Attenzione per a non cadere nei tranelli che anche
la marea montante della controinformazione pu ti-
rare, primo fra tutti quello rappresentato dalle teorie
complottiste, che vedono dietro a ogni avvenimento
un complotto internazionale ordito dai poteri oc-
culti.
Insomma, non fermatevi alle apparenze, informarsi
un mestiere impegnativo. Alcuni dei link, dei libri, dei
riferimenti che vi proponiamo in queste pagine, si ri-
fanno a esperienze, personaggi e realt riconosciute
a livello internazionale.
Gi questi sono esempi di controinformazione: let-
ture, visioni, approfondimenti, che possono davvero
rafforzare le vostre convinzioni, il vostro sentire,
la vostra consapevolezza di non essere fuori dal
mondo reale, anzi...
Vedere, conoscere, capire, ispirarsi su
www.ariannaeditrice.it
In particolare, consultate la loro rassegna stampa.
www.comedonchisciotte.org
Uno stimolante sito di controinformazione.
www.beppegrillo.it
Sito utile da conoscere, senza per prendere le informazioni in
esso contenute per oro colato.

136
62
IO MI INFORMO PER
Mi dite che sono chiusa, che non parlo mai con
voi, che siete preoccupati, che vi piacerebbe capire
qualcosa del mio mondo. Poi se mi faccio coraggio
e inizio a confrontarmi con voi, inevitabilmente mi
scontro con i vostri assiomi invalicabili, con le vostre
verit rivelate, con i vostri tab: Questa cosa cos,
punto e basta, non parliamone pi!.
E allora bravi, non parliamone pi, tanto non sono
la sola a vedere la realt da unaltra prospettiva e i
vostri tab non mi fermeranno.
Dispiace, ma troppo spesso, invece di una disponibi-
lit al confronto, alla reciproca informazione e cre-
scita, ci troviamo davanti le muraglie di troppi tab
ideologici. E allora verrebbe da rinchiudersi nellin-
comunicabilit.
Fortunatamente, possiamo smontare queste mu-
raglie, pezzo dopo pezzo, utilizzando lunico stru-
mento possibile: la nostra intelligenza di esseri umani
del ventunesimo secolo. Oggi, grazie ai molteplici
canali di informazione alternativi a cui possiamo
accedere, possiamo vedere tanti mostri sacri nella
loro nudit: la medicina, la religione, leconomia, la
scuola, la politica
Eccovi allora una serie di libri che, siete avvisati, vi
137
scioccheranno! Ma dopo lo shock e linevitabile indi-
gnazione, tirerete una boccata di aria pulita, fresca,
e sperimenterete un ritrovato sapore di libert e leg-
gerezza, e uneuforica ed esaltante voglia di vivere!
Da leggere
Peter Duesberg, Aids il virus inventato, Dalai editore.
Sulle menzogne della medicina uffciale.
Piergiorgio Odifreddi, Perch non possiamo essere cristiani (e
meno che mai cattolici), Longanesi.
Sulle menzogne della religione.
Paolo Barnard, Il pi grande crimine. Gratuitamente consulta-
bile su internet in formato pdf.
Sui crimini delleconomia.
Ivan Illich, Descolarizzare la societ. Una societ senza scuola
possibile, Mimesis.
Sulla dannosit della scuola.
Massimo Fini, Sudditi. Manifesto contro la democrazia, Marsilio.
Sulla falsit della democrazia.
James Lovelock, La rivolta di Gaia, Rizzoli.
Sullisolamento degli ambientalisti pro nucleare.

138
63
WHAT?
Imparare linglese gratuitamente
Parlare con te mi fa venire in mente quel lm di Be-
nigni, Il mostro, quando davanti alla commissione
esaminatrice cinese, alla semplicissima domanda:
come si chiama?, lui se ne esce con un clamo-
roso: eh???!. E tu vuoi fare lo stesso con linglese:
what?!.
Ma dai sto scherzando, non ti preoccupare, ci sono
un sacco di possibilit per imparare linglese o una
qualsiasi lingua oggi. Ti basta solo un po di impe-
gno.
Molti dei 100 modi per essere felici raccolti in questo
libricino sono stati pensati e ideati nei Paesi anglo-
sassoni. Cos, se vi venisse voglia di andare di per-
sona a sperimentarli, impararli e viverli, parlare lin-
glese potrebbe esservi utile.
Linglese insegnato nella scuola dellobbligo italiana
, generally speaking, penoso.
Quel poco che avete imparato in 5, 8, 13, 18 anni
di studio (s, perch anche molti di quelli che hanno
fatto luniversit restano al what?!) potr essere
facilmente migliorato per andarvene in giro, ca-
pendo, facendovi capire e potendo approfondire
quel che vorrete.
139
Come? Senza necessariamente frequentare costose
scuole di lingue. Magari consultando i link riportati
qui sotto, oppure sfruttando alcune delle seguenti
possibilit: ospitare una ragazza alla pari o uno stra-
niero, fare green volounteering o wwoong, acco-
gliere in casa vostra couch surfer e altri viaggiatori.
So, are you ready? Siete pronti?
Vedere, conoscere, capire, ispirarsi su
www.mindcheats.net/2011/04/come-imparare-inglese-gratis.
html
Ottimi consigli per imparare linglese.
adrianleeds.com/parler-parlor
Una bella possibilit allestero.
www.rosettastone.it
Uno strumento per imparare una lingua online a pagamento.
www.busuu.com
Un supporto per imparare velocemente una lingua, gratis!

140
64
TAMERA GLOBAL CAMPUS
Grazie, grazie, grazie per avermi permesso di stu-
diare a Tamera. In due semestri ho imparato pi che
in anni e anni di studi, ho conosciuto tutto un altro
mondo.
Abbiamo parlato, discusso, sperimentato come co-
struire un futuro senza guerre. A partire dalla guerra
tra i sessi, ricercando nuove forme di rapporti e rela-
zioni fra i generi, per passare alla guerra contro lam-
biente, sperimentando i bacini di ritenzione idrica e
la permacultura, no alla guerra fra i popoli, proget-
tando villaggi solari, pellegrinaggi di pace, modelli di
vita sostenibili, equi, condivisi.
Vedrete che non vi pentirete affatto di avermi con-
cesso di andare in Portogallo!
Che siate genitori di giovani adolescenti in cerca di
orientamento, che siate giovani adulti, meno gio-
vani, attempati con ancora voglia di imparare, che
siate interessati allagricoltura naturale, alla coope-
razione con il Sud del mondo, alla giustizia sociale,
alle energie alternative.
Il Global campus di Tamera, ecovillaggio allavan-
guardia nellentroterra portoghese, il posto che
fa per voi. Vi troverete di fronte a modelli ecologici-
141
sociali-economici anni luce avanti rispetto a tutto ci
che vi circonda.
E anche voi, dopo aver deciso di partire, non ve ne
pentirete affatto.
Vedere, conoscere, capire, ispirarsi su
www.tamera.org
Sito uffciale di Tamera, in inglese, dove possibile reperire mate-
riale informativo per iscriversi e partecipare al campus.
www.aamterranuova.it/Ecovillaggi-e-cohousing/Tamera-eco-
villaggio-in-salsa-portoghese
Articolo sulla storia e la vita a Tamera.
www.grace-media.org/fles/global_campus_brochure_ENG_
web.pdf
Brochure, in inglese, sulle attivit educative che si svolgono a Ta-
mera.

142
65
THE IDLER ACADEMY
Tom Hodgkinson, classe 68, direttore di The Idler,
un libro-rivista semestrale ormai cult in Inghilterra,
e promotore dellomonima The Idler Academy, un
books&coffe shop, che ospita numerosi esperti,
corsi, eventi e molto altro.
Si tratta di due realt dove si esaltano i piaceri dello-
zio e si combatte lidolatria del lavoro.
Ecco il suo manifesto:
La religione dellindustria ha trasformato gli esseri
umani in robot del lavoro.
Gioia e saggezza sono stati rimpiazzati da lavoro e
preoccupazione.
Dobbiamo difendere il nostro diritto a essere pigri.
Il lavoro ci ruba il tempo.
Produttivit e progresso hanno generato ansia e
disagio.
La carriera un fantasma.
Il denaro una costruzione mentale.
Non c nulla che deve essere fatto per forza.
Sii buono con te stesso.
Resta a letto.
Linazione la fonte della creazione.
Arte, persone, vita.
Pane, pancetta, birra.
Non legarti a niente.
143
Prima vivere, poi lavorare.
Non sapere niente.
Il tempo non denaro.
Smetti di spendere.
Lascia il lavoro.
Studia larte di vivere.
Chi vive piano muore vecchio.
Non fare niente.
Possiamo crearci il paradiso.
Vi consigliamo vivamente i suoi libri poich, riu-
scendo a leggere fra le righe della sua ironia, pos-
sibile farsi ispirare, grazie anche ai tanti esempi e alle
molte citazioni, dal suo approccio al quotidiano, ca-
ratterizzato da libert e vocazione alla felicit.
Non una visione riservata a fannulloni ed emargi-
nati, invece un modo per riformulare le nostre prio-
rit, prendere in esame tutto quello che diamo per
scontato, iniziando appunto dallidolatria del lavoro,
no a riconquistare sempre pi spazi liberi dallansia.
Vedere, conoscere, capire, ispirarsi su
idler.co.uk
Il sito, in inglese, per conoscere lIdler-pensiero.
Da leggere
Tom Hodgkinson, Lozio come stile di vita, Bur.
Tom Hodgkinson, La libert come stile di vita, Rizzoli.

144
66
IL DISCORSO TIPICO DELLO SCHIAVO
Mentre no a ieri credevo che mi avessero fatto un
piacere a darmi un lavoro, da oggi penso: pensa
questi bastardi che mi stanno rubando lunica vita
che ho, perch non ne avr unaltra, ho solo questa,
e loro mi fanno andare a lavorare 6 giorni alla setti-
mana e mi lasciano un miserabile giorno per fare
cosa?.
Come si fa in un giorno a costruire la vita?!
Avremmo potuto trascrivere integralmente il testo di
questo famoso discorso di Silvano Agosti. Ma ab-
biamo preferito indicarvi il link reperibile su YouTube,
cos potrete ascoltarlo dalla sua voce.
Preparatevi: pu essere scioccante, se vi lasciate la
possibilit di farlo penetrare nella vostra testa, nel
vostro cuore, nel vostro DNA.
Perch l che si annida il dogma del lavoro. Anche
in quelli fra noi apparentemente pi alternativi,
pi libertari.
La fede nel dio lavoro riemerge dalle cellule.
145
Vedere, conoscere, capire, ispirarsi su
www.youtube.com/watch?v=xzspcVQ_pMA
Il discorso di Silvano Agosti in video.
Del geniale Silvano Agosti avremo modo di parlare meglio pi
avanti. Qui vorremmo riportare almeno la sua disarmante ri-
chiesta (spedita allUnesco e alla Nazioni Unite) di proclamare
uffcialmente lessere umano Patrimonio dellumanit. Eccola:
Ho trascorso la mia vita attratto e affascinato dallidea di esa-
minare la condizione umana e sono giunto alla conclusione che
lessere umano, pur presentandosi allorigine e alla nascita come
il massimo capolavoro della natura, di fatto ancora oggi la re-
alt pi sottovalutata, pi negata e pi sottomessa e oppressa
da qualsiasi forma di potere e di reggenza presente sul Pianeta.
Nel corso degli anni ho maturato la convinzione che sarebbe di
straordinario valore umanitario proclamare uffcialmente lessere
umano Patrimonio dellumanit, come giusto che sia per i
massimi capolavori dellarte e della natura.
Chiediamo uffcialmente che tale richiesta venga presa in esame
dagli organi competenti di questa organizzazione.
Dopo quasi quattro anni dallinvio della richiesta, durante i quali
la pizza, il tango e perfno la torre pendente di Pisa hanno otte-
nuto la qualifca richiesta da Agosti per lessere umano, Silvano ha
ricevuto soltanto una triste e stizzita lettera di rifuto da parte del
competente ministero italiano.

146
67
IO MI INFORMO PER
Eh! Se tutti facessimo come dici tu... le tasse chi le pa-
gherebbe? E le pensioni? E la crescita?
Si morirebbe di fame, ecco cosa succederebbe.
Dobbiamo accettare di fare dei sacrici, lo dice anche
lEuropa.
Del resto se al governo ci fosse stato il partito che voto
io e non
Perch c cos tanta gente che sembra voler sostenere
una tesi, una posizione, una ragione, senza averla mi-
nimamente approfondita?
Quando dico approfondire, non penso certo a guar-
dare un Tg o a leggere un quotidiano (che poi la
stessa identica cosa). Penso invece a un lavoro di docu-
mentazione, di ricerca, di navigazione virtuale. Fati-
coso? A volte s, ma non obbligatorio.
Almeno non no a quando decidiamo di confrontarci
con le altre persone, altrimenti come facciamo a espri-
mere il nostro reale punto di vista?
Purtroppo, quando largomento sul quale confrontarsi
leconomia, sembra che il faticoso, ma indispensa-
bile, mestiere dellinformarsi non trovi molti adepti: dal
vicino al cronista, dal ministro al conduttore, dal sinda-
calista allattivista, tutti a ripetere le ricette propinate
dei media principali. Certo, la materia complessa:
spread, derivati, spending review, ma il concetto chiave
molto semplice: ci stanno distruggendo!
147
Nessuno, in Italia, ha sviscerato meglio questo piano in-
tenzionale di distruzione di massa, che si sta attuando
attraverso le varie politiche economiche, del giornali-
sta Paolo Barnard. Personaggio scomodo, come sco-
modi sono sempre stati quelli che non hanno paura di
esporre una tesi e dimostrarla (ricordate Galilei?). Non
molto educato nei modi, con le sue contraddizioni,
certo, ma con una base teorica e una conoscenza della
materia tale da poter sdare chiunque a un onesto
confronto.
Barnard non si limita ad analizzare quello che denisce
il pi grande crimine, propone infatti anche una pos-
sibile soluzione: leconomia per la funzione pubblica,
altrimenti conosciuta come Mmt (Modern money the-
ory), delleconomista Warren Mosler.
Ne avete mai sentito parlare? Probabilmente no, anche
se ha contribuito a portare fuori dal baratro lArgentina.
Tanto per fare un esempio, se volete capire perch il
debito pubblico, in un paese sovrano (quale non pi
lItalia, tenuta per il collo dagli organismi europei), non
affatto qualcosa di negativo, o se volete capire per-
ch la cosiddetta sinistra sia pi responsabile di questo
stato di cose dellinfausto Berlusconi: be, allora andate
sul sito di Paolo Barnard e leggetelo, studiatelo, se vo-
lete sdatelo, sempre che vogliate parlare di economia.
Vedere, conoscere, capire, ispirarsi su
www.paolobarnard.info
Il sito web di Paolo Barnard, aggiornato con i suoi articoli.

148
68
SCUOLA FAMILIARE E SCUOLE DEMOCRATICHE
Certo, certo, tutte cose belle: gli ecovillaggi, le co-
munit, il rispetto per il Pianeta, viaggiare per aprire
la mente, per scoprire che un altro mondo possi-
bile, bla, bla, bla
E i tuoi gli intanto?
Cosa fate, li portate in giro con voi? E come?
Lo sai che devono andare a scuola, lo sai che la scuola
obbligatoria, lo sai che ti mandano i carabinieri a
casa eh?
Lo sai? Eh? Eh?
Se capitasse anche a voi una simpatica mammina,
suocera, amica, vicina di casa come quella appena
descritta (ovviamente vale anche al maschile), i casi
sono due: ngete un malore, cambiate indirizzo,
gettate il cellulare, oppure tentate di far compren-
dere che:
la scuola non obbligatoria, listruzione s;
possibile e legale istruire da soli i propri fgli, se
lo desideriamo o ne abbiamo la necessit. In Italia
questa pratica si chiama educazione parentale;
esistono sociologi, insegnanti, flosof, personalit
famose e migliaia di cittadini in tutto il mondo, che
sostengono e si avvalgono di queste forme di istru-
zione alternative alla scuola. Tra queste, la home
149
schooling e la unschooling. La prima ripropone il
modello scolastico a casa propria, la seconda opta
invece per una de-scolarizzazione a favore di uni-
struzione pi conviviale.
Quindi, se per vivere una vita pi felice avete bisogno
di prendere famiglia e bagagli per sperimentare stili
di vita alternativi, non preoccupatevi per ci che ri-
guarda la scuola.
Se invece non dovete partire, be, sar il caso di pre-
occuparsi della scuola italiana, viste le condizioni di-
sperate in cui versa!
Vedere, conoscere, capire, ispirarsi su
Per una panoramica completa sulleducazione parentale e demo-
cratica in Italia:
educazionelibertaria.it
www.controscuola.it
www.educareallaliberta.org/a-scuola-senza-scuola-apprendi-
mento-libero-per-imparare-sempre-tutto-dappertutto
educazioneparentale.org
Per conoscere le esperienze pi avanzate oltre Manica:
thegreenparent.co.uk/ascuolale.orgrticles/read/unschooling-
conference
Da leggere
Francesco Codello, Irene Stella, Liberi di imparare, Terra Nuova
Edizioni.

150
69
BUNKER BAREFOOT
Nonne! Nonne analfabete, che non hanno mai fre-
quentato un giorno di scuola e che sono diventate
punti di riferimento per tutta la comunit facendo le
dentiste, le installatrici di pannelli solari, le architette.
Sono le barefoot professional e hanno rivoluzionato
il concetto di cooperazione: ho deciso vado a impa-
rare da loro!
Quella del Barefoot college, fondato in India da Bun-
ker Roy, la storia di un nuovo modo di sognare,
pensare e realizzare il vero progresso nei tanti paesi
a Sud del mondo.
Si basa sullo sviluppo delle potenzialit umane locali,
sulluso di tecnologie appropriate, sulla gestione dal
basso, e ci sbatte in faccia i limiti dei nostri usuali
approcci di cooperanti allo sviluppo.
Perch ne parliamo in questo libricino? Perch la
London school of economics, nella propria classica
delle nazioni pi capaci di felicit, piazza ai primi
posti paesi come il Bangladesh e il Ghana, mentre
i favolosi Stati Uniti sono staccati intorno alla cin-
quantesima posizione.
E allora, una possibilit per una vita migliore po-
trebbe essere anche quella di andare in quei Paesi
che abbiamo supercialmente etichettato come po-
151
veri e scoprire che la felicit non si compra a suon di
euro.
E, gi che ci siamo, renderci utili nel modo giusto: a
piedi nudi!
Vedere, conoscere, capire, ispirarsi su
www.barefootcollege.org
Sito, in inglese, del Barefoot college, con la storia e le iniziative.
www.ilcambiamento.it/video/india_bunker_roy_barefoot_
college.html
Video della conferenza di Bunker Roy, davvero commovente!

152
70
RICETTA ANTISTRESS
Un giorno, in un Puerto Escondido qualsiasi, in un
certo punto della costa del Messico, sbarca dal suo
yacht un giovane americano. Viene accolto dalla pic-
cola comunit di pescatori e impiega poche ore per
entrare in condenza con uno di questi; cos comin-
cia a fare qualche domanda.
Oh pescatore chiede lamericano, quanto hai pe-
scato stamattina?.
Mah poco gli risponde il messicano, giusto
quello che serviva alla mia famiglia, pi quello che
hai mangiato tu, ma il tuo praticamente saltato
sulla barca da s.
E perch non hai pescato di pi? insiste il giovane.
Ehm non mi serviva di pi risponde un po stu-
pito il pescatore.
E quando non peschi, nel tempo libero, che fai?.
Be, faccio la siesta, gioco coi bambini, sto con mia
moglie, poi la sera noi pescatori ci troviamo tutti l,
al bar sulla spiaggia, lunico che c; sai, per qualche
birra.
Senti pescatore, io sono laureato ad Harvard e ho il
master in Business administration. Questo vuol dire
che ho delle ottime idee per te e per il tuo futuro!.
Ah risponde il pescatore un pelo insospettito.
E che idee sarebbero?.
153
Niente, guarda: ti devi occupare un po del tuo
tempo libero per pescare un po di pi. Poi il pesce
che ti rimane lo vendi ai ristoranti, oppure a una-
zienda che lo lavora.
Eh dice il messicano con sguardo stranito.
Poi?.
Poi, coi soldi che guadagni dal pesce venduto ti
compri altre barche per pescare ancora pi pesce da
rivendere e fare ancora pi soldi prosegue il gio-
vane businessman. Con ancora pi soldi, magari ti
apri un tuo stabilimento per trattare ed esportare il
pesce che peschi e lo fai arrivare sulle tavole di tutto
il mondo, bello no?.
Come no risponde il pescatore. Ma tutta una
roba cos grande, quei soldi, qui nel paesino, che me
ne faccio?.
Ma no, pescatore lo incalza il dollarista. Ovvia-
mente ti devi trasferire a Citt del Messico o a New
York, creare una societ, assumere amministratori,
mantenere le relazioni coi clienti. Poi, quando ti sa-
rai espanso abbastanza, potrai quotare lazienda in
borsa, vendere le azioni e raggranellare milioni di
dollari.
Pensa... continua il manager ormai in estasi nan-
ziaria, tra venticinque o trentanni potresti essere il
presidente di una grande holding, vendere pesce in
tutto il mondo, comprarti ville, auto, terreni.
Eh bello, poi? chiede il pescatore divertito da tal
delirio.
154
Poi arriverai alla pensione talmente ricco che po-
trai acquistarti una casa in riva al mare e nalmente
passare il tempo con tua moglie o a giocare coi tuoi
nipoti, riposarti, dormire ed uscire con gli amici.
Troviamo questa storia, di autore ignoto, divertente,
semplice e illuminante! Eppure, non quello che
molti di noi fanno tutti i giorni? Rimandare alla pen-
sione quello che gi a nostra disposizione, qui e
ora.
La critica pi diffusa : Oggi non far niente possono
permetterselo solo i gli di pap, dimenticando che
il pescatore messicano non che non faccia niente,
anzi, lui pesca per s e per la propria famiglia e pure
per qualche strampalato turista.
Semplicemente non fa pi del necessario, non mette
il lavoro in quanto tale su un piedistallo, a un posto
pi alto rispetto al giocare con i propri gli, al pas-
sare il tempo con la moglie, a rilassarsi, a intessere
relazioni sociali.
Non vive per il lavoro e, daltra parte, il lavorare
poco non gli impedisce di vivere, di vivere da essere
umano.
E, cambiando prospettiva, quante persone bene-
stanti o ricche conoscete, che pur avendo una tran-
quillit economica innitamente superiore a quella
del nostro pescatore latinoamericano adottano il
modo di pensare del turista americano?
155
Noi ne conosciamo molte. Troppe.
Ecco perch anche linvidia e la lotta di classe, cos
come la rabbia per non poter essere come i tanti per-
sonaggi al top che i media ci propongono, hanno
forse fatto il loro tempo. Sotto la patina di cerone
televisivo, sotto lo splendore apparente, si celano
comunque persone schiave di ritmi lavorativi da in-
cubo, corpi sniti dallo stress, famiglie disgregate.
Questa storiella illuminante anche da un altro
punto di vista. La crescita innita che propone il turi-
sta laureato ad Harvard ha svuotato di pesci i nostri
oceani, ha ridotto il Pianeta ad una grande discarica,
ha aumentato incredibilmente la differenza di red-
dito, lasciando i poveri sempre pi poveri.
156
71
MOLLO TUTTO!
Le tasse aumentano, le bollette aumentano, la spesa
quotidiana aumenta, la delinquenza aumenta, li-
gnoranza aumenta, il trafco e linquinamento au-
mentano, la nevrosi aumenta
Ma i pazzi siete voi e io non ci sto pi cantava De
Gregori. E da oggi lo canto anchio.
Non ci sto pi a vivere una vita che ha sempre meno
senso, me ne vado, mollo tutto.
Non voglio pi vivere in una nta democrazia che
ci tratta da sudditi, non credo proprio che sia la mi-
gliore.
Comunque vi far sapere, dallaltra parte dellocea-
no vi arriveranno mie notizie e un indirizzo, casomai
vi venisse voglia di raggiungermi!
Sono sempre di pi gli italiani che decidono di mol-
lare tutto e ricominciare una nuova vita allestero.
Molti parlano di fuga, come se fossimo alberi radi-
cati a una terra e destinati a non spostarsi di un me-
tro per tutta la vita.
In realt, ciascuno di noi ha il diritto di cercare il
luogo pi adatto alla propria unicit, alle proprie
passioni, ai propri sogni, che sia a dieci chilometri da
dove abito ora o a diecimila.
Avete mai visto un lmato di surf da onda? O alle-
157
stremo opposto, una discesa sulla neve fresca con
lo snowboard? C da rimanerne affascinati, amma-
liati, folgorati.
Si pu capire che per qualcuno possa diventare la
passione della vita, no? E c qualcosa di male a sce-
gliere di partire per vivere tutta una vita cos?
E soprattutto, c qualcosa di male a farlo adesso?
Vedere, conoscere, capire, ispirarsi su
I due portali pi ricchi di stimoli, testimonianze, strumenti e con-
sigli per mollare tutto!
nuke.mollotutto.com
www.voglioviverecosi.com

158
72
FESTIVAL PER APRIRE LA MENTE
Stavo per andare in pensione. Una giovane pensio-
nata direte voi, s, ma con trentacinque anni di inse-
gnamento sulle spalle e con una voglia esagerata di
ricominciare a vivere.
Volevo cambiare, cambiare tutto, respirare unaria
completamente diversa da quella grigia e stantia
della mia citt provinciale.
Volevo lasciarmi stupire ancora dalla vita, sorpren-
dermi con nuove realt, persone, modi di vivere. E
ho chiesto un consiglio a Paul, il mio collega ameri-
cano, un vero visionario. Gli ho chiesto dove avrebbe
iniziato questo viaggio di totale rinnovamento.
Non ha avuto dubbi: Nevada, Burning man. E son
partita.
A quattro ore da Reno, nel Nevada, in pieno deserto,
ogni anno 60.000 persone, provenienti dagli Stati
Uniti e da altre 22 nazioni, si riuniscono per dar vita
a un festival di arte, musica, libera espressione di s.
Una citt creata dal nulla e che nel nulla scompare
dopo una settimana allinsegna di una socializ-
zazione unica, un festival dove bandita qualsia-
si forma di vendita, dove tutto si regge sul dono,
sullorganizzazione dal basso, sulla libert indivi-
duale e sulla collaborazione.
Una vera trib di persone di tutte le et, che dopo
159
questesperienza incredibile non lasciano la minima
traccia sul posto, conquistandosi il record di pi
grande evento leave no trace nel mondo.
Meglio dare unocchiata al link sotto e ai video che si
trovano su YouTube, perch impossibile descrivere
questa futuristica euforica follia.
Il Burning man festival per noi solo un pretesto per
introdurvi alle possibilit di tanti altri festival (certo
meno estremi), che ogni anno si tengono in tutto il
mondo e che possono davvero aprire la mente, farci
affacciare su tanti altri mondi, su tanti altri modi di
vivere, di esprimersi creativamente, di socializzare, di
consumare, di convivere con il Pianeta e chi lo abita.
Se avete bisogno di cambiare aria, mettere sotto
scacco vecchi modi di pensare, vedere le nuove ten-
denze e avanguardie, allora queste sono senzaltro
interessanti opportunit da vivere e scoprire.
Vedere, conoscere, capire, ispirarsi su
goo.gl/PSdEx
Un articolo sul magazine Yes! dedicato al festival del Nevada.
www.francescocatalano.it/burning-man-2012
Un articolo di un blog sul Burning man festival.
www.bigtentfestival.co.uk
Il Big tent in Scozia.
sunrise-offgrid.co.uk
LOff greed nel Somerset.
goo.gl/m7qAm
Glastonbury, Shambala, il Green gathering.

160
73
RACCONTARE STORIE
Vedi babbo? avevo ragione io. Lo sai che non sto fa-
cendo una gara a chi ha ragione e a chi ha torto. Ti
ricordi tutti i tuoi dubbi, le tue perplessit, le tue paure
per il mio futuro. Ti giuro che le ho sempre comprese
e mi fa piacere sapere che ti preoccupi per me. Io per
non potevo far nta di credere che i bei voti alla matu-
rit e poi una bella laurea avrebbero risolto tutto, che
mi sarei sistemata come dicevi tu.
Funzionava ai tuoi tempi, oggi non pi. Non in questo
mondo fatto di precariato, di lavori saltuari, di continui
cambiamenti, di scelte fatte sulle spalle dei pi e a fa-
vore di pochi.
No, babbo, oggi il lavoro bisogna inventarselo, la pro-
pria carriera sceglierla in base ai propri talenti, qualit,
desideri, sogni. Oggi dobbiamo avere il coraggio di
guardare pi in l delle solite ricette allitaliana
S, babbo, oggi sono i sogni che possono sistemarti,
non una o due lauree conseguite in una scuola che fa
lesatto opposto: uccide la nostra voglia di sognare.
Mi dicevi sempre che ero brava a raccontare storie, a
sognare ad occhi aperti, a chiacchierare anche con gli
alberi.
Forse allora avevi gi predetto il mio futuro: sono una
storyteller, una raccontastorie. E sono felice!
Quella di raccontare storie, abe, racconti utili per
educare bambini, ragazzi, adulti unarte. Unarte
che pu curare lanima: basta la storia giusta al mo-
mento giusto. Abbiamo scelto il raccontastorie, in in-
161
glese storyteller, perch una possibilit lavorativa che
a molti sembrer assurda. Eppure proprio cos: oggi i
percorsi scolastici classici nalizzati alloccupazione, al
trovare un lavoro, hanno fatto il loro tempo.
Vai allistituto tecnico cos nisci prima e puoi subito
lavorare oppure vai al liceo, s, poi dovrai fare luniver-
sit, ma dopo trovare un buon lavoro sar pi facile.
Queste sono frasi che continuiamo a ripetere, frasi che
non hanno pi un senso (se mai ce lhanno avuto, per-
ch che senso ha ridurre la scuola a una fabbrica di
diplomi?), ma che ancora oggi rischiano di segnare lo
sviluppo di una vita. Rischiamo di buttare anni, soldi, di
perdere fantasia e voglia di sognare, per ritrovarci spersi
e disoccupati! Mentre seguire la propria natura, an-
che se chiacchierona e sognatrice, come nel caso della
nostra raccontastorie, pu condurci a una professione,
a un reddito e soprattutto a una crescita personale, a
una vera espressione di noi stessi, per niente garantite
dal percorso scolastico ventennale allitaliana!
Le strade e le possibilit alternative sono numerosis-
sime, alcune incluse nel nostro libricino. I link che se-
guono parlano di storytelling, non per una sua qualche
superiorit rispetto ad altre, ma solo perch ci ricorda
che raccontare storie non da meno, in tutti i sensi,
che studiare Legge. Anzi.
Vedere, conoscere, capire, ispirarsi su
www.schoolofstorytelling.com
La pi grande scuola di raccontastorie del Regno Unito.
www.raccontamiunastoria.com
La prova che possibile praticare questarte anche in Italia.

162
74
UFFICIO DI SCOLLOCAMENTO
Marco, siamo amici da tanto tempo, n dal liceo. Ti
ho visto eccellere alluniversit, laurearti, diventare
avvocato. Un grande avvocato. E lo sai che dico la
verit. Hai fatto carriera nelle aule dei tribunali, gua-
dagnato tanto rispetto e tantissimi soldi.
Eppure, dopo tanti anni e tanti successi, lavori an-
cora come un ossesso, torni dai tuoi sempre tardi la
sera, non ti rilassi neanche il sabato, ti lamenti che
il mondo degli avvocati diventato un mondo di
Allora, per questo Natale ti ho regalato un corso e, in
nome della nostra amicizia, mi devi promettere che
ci andrai.
Di quale corso si sta parlando? Dei corsi di forma-
zione del primo Ufcio di scollocamento italiano.
S, italiano: al! Una realt in crescita che offrir a
tutti i workaholic (i lavorodipendenti) come Marco
un percorso di disintossicazione dalla religione del
lavoro, dal denaro, dalla competizione, dal dover di-
mostrare per forza qualcosa.
Un percorso di scollocamento appunto, per ri-
pensare la propria vita, le proprie motivazioni, i pro-
pri sogni, per progettare concretamente un nuovo
modo di vivere.
Testimonianze di chi si gi scollocato, di chi
163
riuscito a invertire la direzione, consulenze di profes-
sionisti nei settori psicologico, legale, ambientale e
nei lavori alternativi faciliteranno questo cammino ri-
volto, s, ai maniaci del lavoro, ma anche a tutti quelli
che dal lavoro classico son rimasti esclusi e vogliono
ribaltare la negativit di questa crisi, cogliendo tutte
le possibilit alternative che ne scaturiscono.
Vedere, conoscere, capire, ispirarsi su
scollocamento.ilcambiamento.it
Tutte le informazioni e gli aggiornamenti per iniziare a... scollo-
carsi!
Da leggere
Simone Perotti, Paolo Ermanni, Ufcio di scollocamento, Chiare
Lettere.

164
75
DIS-OCCUPAZIONE CREATIVA
Verbi che una volta segnalavano azioni intese a procu-
rare una soddisfazione vengono sostituiti da sostantivi
che indicano prodotti di serie destinati a un consumo
passivo: imparare diventa acquisto di un titolo di
studio.
Tutto assume una forma istituzionale, e la titolarit di
ogni azione passa dal singolo allente: io apprendo
diventa listruzione, io guarisco diventa lassistenza
sanitaria, io mi muovo diventa i trasporti, io mi di-
verto diventa la televisione. Lidea sottesa a questa
impostazione che luomo non sia nientaltro che un
fascio di bisogni, che possibile soddisfare tramite il
consumo di beni e servizi acquistabili sul mercato.
Anche ogni attivit umana diventa una merce, quanti-
cabile in base a un valore di scambio che ne oscura il
valore duso qualicabile: non avere un impiego signi-
ca passare il tempo in triste ozio, e non essere liberi di
fare cose utili a s o al proprio vicino.
La donna attiva che manda avanti la casa, alleva i pro-
pri gli ed eventualmente ha cura di quelli degli altri
distinta dalla donna che lavora, ancorch il prodotto di
tale lavoro possa essere inutile o dannoso.
Dopo trentanni, queste parole di Ivan Illich sono sem-
pre pi attuali, il suo monito sempre pi pressante:
quando ogni attivit umana diventa merce quanti-
cabile con un prezzo, non avere un lavoro salariato ti
rende, semplicemente, inutile. E invece Illich reclamava,
165
e noi con lui, il valore e la libert del vivere facendo per
s e per gli altri cose e attivit belle e utili allo stesso
tempo.
questo lincredibile potenziale della dis-occupazione
creativa. Quando lessere umano riesce (o costretto
come in questi tempi di mega crisi) a liberarsi dalla
schiavit dellimpiego stipendiato, si apre in lui una di-
rompente, rivoluzionaria sorgente di creativit.
Provate a pensarci: quante sono le attivit utili per il
vostro Paese, per la vostra citt, comunit, le cose belle
e ispiratrici che potreste realizzare insieme ad altri per
vivere meglio, per una vita pi felice? Parchi per piccini
e grandi, attivit sportive ed eventi artistici per tutti,
cura dei bambini, cura degli anziani, cura della Terra,
cibo buono e sano, mezzi di trasporto sostenibili, archi-
tettura bella, sana e utile, cultura con la C maiuscola,
accoglienza, incontro, integrazione.
Sono tantissime! A partire dalla nostra unicit, dai no-
stri talenti, passioni, sogni, potremmo realizzare un
vero paradiso. Trovarsi nalmente ricchi di soddisfa-
zione, di amicizia, di senso. E per farlo non abbiamo
bisogno necessariamente di denaro. Certo qualcosa
andr acquistata, ma in percentuale sar qualcosa di
trascurabile se paragonata a ci che serve davvero e
che non si pu comprare: tempo, buona volont, vita
e una sana dis-occupazione creativa!
Da leggere
Ivan Illich, Disoccupazione creativa, Boroli.

166
76
LIBERAZIONE FAI DA TE
Perch aspettare ancora, perch illudersi che cam-
bier qualcosa, perch sperare che questa volta ci
sar anche qualche persona onesta, qualcuno che
abbia a cuore la gente?
Non ci crediamo pi, nessuno di noi ci crede pi,
siamo abbandonati, insignicanti esuberi nel grande,
ricco, potente Nord.
Sudditi in una nta democrazia. Perch allora do-
vremmo chiedere loro il permesso, il permesso di
liberarci da soli?

Sondaggi, statistiche, percentuali e, soprattutto, il
senso comune della popolazione lo dicono chiara-
mente: la politica dei partiti morta.
Non solo, questo tipo di governo e di democrazia
rappresentativa che ha fatto il suo tempo.
Ora che nessuno pi ci rappresenta, che nessuno go-
verna per il bene comune, ora che noi tutti siamo
considerati inutili ingranaggi di una macchina infer-
nale, soggetti a regole, leggi, burocrazie ammazza
vita, da tutti noi che pu risorgere la ducia, a par-
tire dalla diy liberation, la liberazione fai da te. Senza
chieder loro il permesso, senza chiedergli proprio
niente, rimboccandoci le maniche, aprendo le porte
alle nostre risorse creative, cooperative, solidali.
167
un movimento mondiale che sposa lidea del do it
yourself sociale, politico, di un autogoverno dei cit-
tadini, del popolo, di persone che insieme realizzano
i cambiamenti che desiderano da anni.
Stiamo parlando di un vero governo parallelo capace
di sognare, pensare e attuare tutte quelle politiche
che il governo ufciale non riesce (con dolo o senza)
a realizzare: dallistruzione ai trasporti, dallurbani-
stica alla cultura, dalla sanit alleconomia.
Gli esperti siamo noi, il governo tecnico quello
della gente che fa, insieme!
cos che una comunit di persone mander in pen-
sione un antiquato, inutile e dannoso sistema di go-
verno.
I 100 modi sono anche piccoli gesti simbolici di que-
sta nuova politica, dal basso, parallela ed efcace.
Vedere, conoscere, capire, ispirarsi su
goo.gl/DU0sB
Un sito per trarre ispirazione sulle azioni concrete che possiamo
fare per iniziare a liberarci.

168
77
NATION BUILDER
God is what happens when humanity is connected.
Ha un potere incredibile questa frase: Dio quel
che accade quando lumanit connessa.
Non sto esagerando, n sta esagerando Jim Gilliam
quando lo sostiene. Le opportunit offerte dal web,
da questa incredibile connessione planetaria, sono
dirompenti e ti assicuro che Nation builder quello
che mancava per coglierle appieno.
Potreste trovarvi anche voi a sostenere questa sorta
di nuova fede, la fede in internet. Probabilmente
avete gi sperimentato a qualche livello il mondo
del web, le innite occasioni di esplorazione, ricerca,
commercio e socializzazione che offre.
Quello che ancora pochissimi hanno potuto speri-
mentare, almeno nel vecchio continente, questo
nuovo portentoso strumento: Nation builder.
Si tratta di uno strumento che ci permette di crea-
re nazioni, dove per nazioni si intende comunit di
persone riunite intorno a interessi specici.
Che siate impegnati nel mondo della politica, del vo-
lontariato, dellecologia, che siate artisti, lm-maker,
scrittori, musicisti, che stiate cercando fondi per aiu-
tare persone malate, per salvare una foresta o per
diventare presidente della vostra nazione (con la n

169
maiuscola o minuscola), allora Nation builder po-
trebbe farvi fare il salto quantico di qualit.
Il prodotto di Gilliam riesce infatti a riunire tutte le
opportunit del web in un unico programma, dan-
dovi limpressione di poter davvero pilotare il mondo
della rete a vostro piacimento.
Purtroppo il sito di riferimento tutto in inglese, ma
andate a dare unocchiata al link sotto e al video sul
free-tour, per capire di quali potenzialit stiamo par-
lando e sognare di metterle al servizio della felicit!
Vedere, conoscere, capire, ispirarsi su
nationbuilder.com/political_website
Il sito, in inglese, che spiega gli intenti e le modalit dazione di
Nation builder.
www.yesmagazine.org/happiness/jim-gilliam-the-internet-is-
my-religion
Intervista, in inglese, a Jim Gilliam.

170
78
CERCHIO DEL DONO
Siamo una ventina di persone, di tutte le et. Ci ritro-
viamo una volta alla settimana e sediamo in cerchio.
Facciamo tre turni di parola, durante i quali tutti si
esprimono.
Nel primo giro ognuna e ognuno di noi esprime una
o due cose delle quali ha bisogno questa settimana:
un passaggio allaeroporto, una mano per dipingere
casa, un trapano per dei lavori di falegnameria, una
bicicletta Chiunque pu inserirsi per dire che pu
soddisfare questi bisogni o che conosce chi potrebbe
farlo.
Nel secondo giro si esprime invece cosa vorremmo
donare questa settimana: ripetizioni di inglese, cu-
cinare una cena, due ore di baby-sitting, luso del
tagliaerba e cos via. Anche in questo caso, chiunque
pu interrompere per dire che sarebbe contento di
poter usufruire dellofferta o che conosce chi po-
trebbe averne bisogno.
Nel terzo giro, quello nale, le persone esprimono
gratitudine per ci che hanno ricevuto dallincon-
tro della settimana precedente. il momento pi
bello, perch comprendiamo la potenza del donare,
vediamo crescere un senso di comunit basata sul
dono, sentiamo che i nostri doni sono apprezzati e
ricambiati e avvertiamo la generosit che circola.
171
cos semplice: bisogni, doni, gratitudine!
S, cos semplice, un gift-circle, un cerchio del
dono. Per realizzarne uno basta trovare da dieci a
venti persone che abbiano voglia di sedersi in cerchio
e condividere.
Che aspettate?
Nati da unidea dello statunitense Alpha Lo, i cerchi
del dono hanno lincredibile pregio di restituirci un
esempio vivente di come pu funzionare la gift eco-
nomy, ovvero leconomia del dono, il nuovo para-
digma economico in cui lessere umano si comporta
nalmente come tale.
un movimento di portata planetaria che si sta svi-
luppando proprio ora, scopriamolo insieme nel pros-
simo capitolo.
Vedere, conoscere, capire, ispirarsi su
www.yesmagazine.org/happiness/to-build-community-an-
economy-of-gifts
Un interessante articolo, in inglese, per approfondire i gift-circle.
www.shareable.net/blog/no-money-no-worries-vivan-los-
gifts
Un sito, in inglese, dedicato alleconomia del dono.
goo.gl/F462C
Video di Alpha Lo sulle potenzialit dei cerchi di dono.

172
79
GENERAZIONE G
Il 61% delle persone nella fascia di et dai 13 ai 25
anni si sente personalmente responsabile di fare la dif-
ferenza nel mondo; l83% ripone pi ducia in societ
ambientalmente e socialmente responsabili; l83% dei
ragazzi dei college hanno svolto attivit di volontariato
nel 2005. Sono stati caricati pi video su YouTube negli
ultimi 6 mesi di quanti ne abbiano mai prodotti i tre
maggiori network televisivi negli ultimi 60 anni.
Con 400 milioni di utenti, Facebook sarebbe la quarta
nazione pi popolata del mondo, con un milione e
mezzo di contenuti condivisi ogni giorno. Su Wikipe-
dia si possono leggere oltre 13 milioni di articoli, tutti
scritti da volontari. Creative commons, che offre nuove
forme di copyright pi aperte e condivisibili, ha rila-
sciato in meno di dieci anni oltre 130 milioni di licenze.
Nel 2008, una coppia sposata su 8 si conosciuta su
internet. Il 96% della generazione Y ha aderito a social
network dove la condivisione il nuovo stile di vita.
Stiamo dando i numeri, s. Ma questa volta sono nu-
meri che incoraggiano, numeri che fanno vedere la
luce in fondo al tunnel cupo, nel quale ci siamo tutti
inlati da decenni. Sono i numeri della generazione Y,
o meglio della generazione G, come lhanno recente-
mente ribattezzata, dove G sta per generosa: quella
che render possibile la transizione da uneconomia
e uno stile di vita basati su sfruttamento, accaparra-
mento, egoismo a una gift economy, uneconomia del
173
dono, e a uno stile di vita basato sulla condivisione.
Care lettrici, cari lettori, se cercate sul web economia
del dono rischiate di trovare solo articoli e riferimenti
datati. Se cercate invece le parole gift economy,
sharing, generation G, resterete a bocca aperta!
La rivoluzione della condivisione una realt in crescita
esponenziale, i dati riportati sopra sono solo alcuni dei
segni di questo epocale cambiamento di paradigma.
Un cambiamento enorme, purtroppo sconosciuto per
noi italiani, capace di rivoluzionare tutto il nostro modo
di vivere e relazionarci. Tutti ne facciamo parte e stiamo
contribuendo allemergere del nuovo paradigma, anche
senza rendercene conto. Questo avviene ogni volta che
mettiamo in atto dei comportamenti, delle azioni, dei
gesti gratuiti, altruisti, solidali, cooperativi e collaborativi.
Nei nostri 100 modi per essere felici abbiamo elencato
molte di queste proposte, ma quante altre centinaia e
migliaia ve ne vengono in mente? Da oggi possiamo
nalmente rendere onore allessere umano, un essere
nato per condividere, per donare, per amare.
Vedere, conoscere, capire, ispirarsi su
www.yesmagazine.org/happiness/10-ways-our-world-is-becoming-
more-shareable
Un articolo sui 10 modi per praticare larte dello scambio.
sharingsolution.com/book
Il link alla presentazione del libro The sharing solution di Janelle Orsi e
Emily Doskow.
www.shareable.net/blog/share-spray-a-new-way-to-do-everything-video
Un bel video sul paradigma delleconomia del dono e della condivisione.
trendwatching.com/trends/generationg
Qualche informazione sulla generazione G.

174
80
IO MI INFORMO PER
Basta saper immaginare unisola, perch questisola
incominci realmente a esistere.
E questisola, o meglio questa terra, si chiama Kir-
ghisia.
Una terra dove le persone lavorano 3 ore al giorno
e il resto del tempo lo dedicano alla vita. Una terra
dove ogni bambino parla almeno quattro lingue
perch nessuno gliele ha insegnate, dove quando
compi 18 anni ti viene regalata una casa, dove la
televisione trasmette ogni giorno in diretta centinaia
di tramonti.
E dove chi ha voglia di fare lamore si mette alloc-
chiello della camicia un ore azzurro.
Stiamo parlando di Lettere dalla Kirghisia di Silvano
Agosti, la persona e il libro, questa volta italiani, che
pi ci hanno ispirato nello scrivere, nel pensare e nel
proporre il nostro libricino.
Un libro da leggere e rileggere, dallinfanzia alla
terza et, capace di riaprire gli occhi a una fantasia
che nasce dal cuore.
In questo caso, io mi informo e leggo semplicemente
per vivere.
175
Vedere, conoscere, capire, ispirarsi su
silvanoagosti.it
Il sito di Silvano Agosti, dove potrete ordinare Lettere dalla Kirghi-
sia e tanti altri fantastici libri e flm, e dove potrete leggere il suo
sconvolgente diario.
www.youtube.com/watch?v=1Usl0iaTr4Q
Uno dei tanti video di Silvano Agosti che potete vedere su You-
Tube.
Ci piace scrivere due parole in pi su Silvano Agosti, vista lim-
portanza che ha avuto nella nostra opera. Silvano uno dei po-
chi autori indipendenti italiani. Dopo aver viaggiato giovanissimo
per lEuropa in autostop, e in seguito in tutto il medio oriente e
lAfrica del Nord, si diploma precocemente al Centro sperimen-
tale di cinematografa di Roma, nel 1962, dove vince il Ciak doro
che gli permettere di accedere a una borsa di studio per lestero.
Agosti scelse di andare a Mosca per approfondire il mondo del
montaggio nella scuola dove insegn S. M. Ejzenstejn. Rientrato
in Italia, inizi a lavorare con Marco Bellocchio (Leone doro alla
carriera 2011) con cui frm lo storico I pugni in tasca (1965).
Continu la sua collaborazione con Bellocchio con Matti da
slegare (1975), documentario denuncia che contribu allappro-
vazione della legge Basaglia. Silvano Agosti oggi considerato il
miglior montatore italiano e, nonostante la scarsa diffusione del
suo lavoro in patria, allestero considerato un maestro e diversi
Paesi, fra cui la Francia e il Giappone, hanno organizzato nume-
rose rassegne a lui dedicate. Silvano Agosti ha realizzato oltre 20
pellicole, fra flm e documentari e ha scritto altrettanti libri.
Da leggere
Silvano Agosti, Lettere dalla Kirghisia, Rizzoli.

176
81
CASE APERTE
Tutto inizi, qui in Italia, prendendo spunto dalle
Case aperte di Bologna. Sai, cera un gruppo di arti-
sti che decise di esibire le proprie opere allinterno di
case abitate, aprendole ai visitatori e trasformandole
in gallerie informali.
Poi, a qualcuno venne lidea geniale: Perch non
utilizziamo queste case anche per altre iniziative?
Potremmo trasformarle in un mondo di cose, per di-
versi servizi e attivit.
Ed cos che casa di Paola divent la pi apprezzata
videoteca della citt, piena di ogni genere di lm,
documentari, cortometraggi.
La casa di Sandro conosciuta come la casa della
musica. Ad ogni piano, una stanza dedicata ora
alla sperimentazione o allofcina musicale, ora alla-
scolto.
Quella di Francesca la casa dei saponi naturali,
dove trovi gente che prepara insieme i saponi, dove
ci sono tutte le materie prime o i prodotti niti.
E che dire della casa di Leo, trasformata in un nido
per piccini, in una tata familiare, tutta piena di far-
falle e coniglietti dipinti sulle pareti.
Una delle mie preferite la Casa del t di Pier e Lucia.
Adoro il profumo che puoi percepire n dal portone
177
di ingresso, i comodi divani e i tappeti.
Sono realt che vivono senza la necessit di posse-
dere i fondi commerciali che le marche della moda
si contendono a suon di migliaia di euro di aftto
al mese, senza invischiarsi nella burocrazia che am-
mazza, nelle tasse che seppelliscono, senza aspet-
tare spazi sociali da amministratori pubblici interes-
sati pi al ponte sullo stretto di Messina, che a creare
luoghi di incontro creativi per i cittadini.
Lasciatevi trasportare dalle suggestioni appena de-
scritte e vi ritroverete in citt trasformate, in citt
sprizzanti di creativit, socialit, solidariet.
In case non pi tristi e disabitate, ma aperte per
qualche ora al giorno allincontro creativo con altri
esseri umani.
Esiste tutto ci? Se ne siete a conoscenza, fatecelo
sapere. Di certo sono esistite, nel 2007, le Case
aperte di Bologna e, come dice Agosti, basta saper
immaginare unisola (e una casa aperta), perch
questa incominci realmente a esistere.
Vedere, conoscere, capire, ispirarsi su
www.bolognawelcome.com/da-vedere/storia-arte/params/
CategorieLuoghi_6/Luoghi_663/ref/CaseAperte%20Gallery
La pagina web dedicata alle Case aperte di Bologna.

178
82
LA LISTA DELLA FELICIT
Che ganzata ragazzi! Soltanto poche ore fa mi sen-
tivo uno straccio, un rottame, davanti a me solo nu-
vole nere e corvi in volo. Poi lho vista.
S, perch me laveva detto Riccardo di non tenerla
troppo nascosta. Lho vista sul davanzale della ne-
stra, nella sua cornicetta colorata. Lho scorsa e ho
iniziato dalla numero 3.
Ho ricominciato anchio da 3, come il caro Troisi, e
anche la mia giornata ricominciata, alla grande!
La lista della felicit una sorta di pronto soccorso
da mettere in atto quando tutto, ma veramente
tutto, vi sembra cupissimo e senza speranza.
Da usare quando la vostra vitalit sembra scomparsa
per sempre.
Lidea di Veerle Bloemen, una collaboratrice di Fair
companies, semplice ed efcace. Basta iniziare po-
nendosi una domanda: che cosa mi rende felice, al-
legro, soddisfatto, cosa mi procura piacere?
Non stiamo parlando di cose a lungo termine o par-
ticolarmente impegnative, stiamo suggerendo pro-
poste abbastanza immediate: fare una doccia calda,
uscire a passeggio in bicicletta, regalarsi un mazzo di
ori, bere una cioccolata in tazza, farsi massaggiare,
telefonare ai propri migliori amici.
179
Siamo tutti certamente in grado di scrivere una
lunga lista e, secondo lideatrice, farlo fondamen-
tale. Non basta sapere le cose, importante scriverle
e averle pronte da leggere in caso di emergenza.
Leggerle e attuarle! Spesso basta metterne in pra-
tica una per cambiare in meglio il nostro umore, le
nostre energie, la nostra giornata. Insomma, costa
poco e funziona! Perch non provate?
Vedere, conoscere, capire, ispirarsi su
faircompanies.com/videos/view/why-we-all-need-a-happiness-list
Un sito web parzialmente in italiano, che propone interessanti
video dedicati alla sostenibilit.

180
83
LA MEDICINA CORPO-MENTE
Cos che ti piace fare? Bene, inizia a farlo da subito.
Cos che ti piacerebbe fare di pi, ma che non hai
ancora avuto tempo di fare? Bene, inizia a program-
mare il tempo da dedicargli, aumentandolo gradual-
mente.
Cosa ti permetti di dire, di non fare, di riutare, di
esprimere, di evitare, che prima della tua malattia
non ti potevi concedere? Bene, questi sono i van-
taggi della malattia, il suo messaggio damore.
S, damore, perch ti permette di evitare quelle cose
che non ti fanno bene, che non sono adatte a te.
Adesso si tratta soltanto di evitare queste situazioni,
senza bisogno della malattia, salutandola, ringra-
ziandola e lasciandola sparire. Tutto qua.
Puoi tornare a star bene da subito, anzi, a star
meglio!
Non sono parole strampalate dette dal santone o dal
guru di turno. Sono indicazioni terapeutiche, ovvia-
mente semplicate da noi in queste poche righe, che
si rivolgono ai malati di cancro, ma anche a chi lotta
contro le malattie cosiddette incurabili.
Il dottor Carl Simonton, oncologo statunitense molto
stimato e riconosciuto dai suoi colleghi, fondatore
del Simonton cancer center, considerato uno fra i
181
pi importanti esponenti della mind-body medicine:
la medicina corpo-mente, una medicina che ha ispi-
rato non poco questo nostro libricino.
Si tratta di un approccio che rivoluziona, senza con-
trastarla o negarla, lufciale medicina allopatica.
Un nuovo, ma al tempo stesso antico, approccio
medico che vede nella malattia un campanello dal-
larme utile per avvisarci che la vita che conduciamo
non sana per noi, non risponde soprattutto ai no-
stri bisogni, alla nostra unicit, ai nostri sogni.
La medicina corpo-mente un metodo per cambiare
vita e ritrovare cos un benessere maggiore, pi au-
tentico. I due libri riportati nei link qui sotto sosten-
gono il lavoro scientico del dottor Simonton con
dati, statistiche, testimonianze.
Fra le tante possibilit per una vita pi felice, chi si
sarebbe aspettato di trovarci anche la malattia?
Vedere, conoscere, capire, ispirarsi su
www.simontoncenter.com
Il sito dedicato al centro di oncologia di Simonton.
Da leggere
Carl Simonton, Reid Henson, Lavventura della guarigione,
Amrita Edizioni.
Stephanie Matthews, Carl Simonton et al, Ritorno alla salute,
Amrita Edizioni.

182
84
PARTO NATURALE
Partorire con dolore? No grazie, preferisco godere!
Ragazze, ma ci pensate? Se non avessi per caso incon-
trato quellostetrica dal parrucchiere avremmo tutte
continuato questa tradizione biblica del parto-calvario,
come le nostre mamme, come le nostre amiche. E in-
vece, adesso che ci siamo informate, non vi sembra
tutto cos ovvio, naturale? Non vedo lora di vivere que-
sta meravigliosa esperienza!
Le solite, trite e ritrite immagini dei lm ci propongono
il parto come un incubo di stress e dolore: Spinga,
spinga pi forte, di pi!. Ahhhgh! Oh, nooo, mi
sento spaccare dottore! Infermiera voglio lepidurale,
non ne posso pi!.
Nellimmaginario collettivo, il momento del parto si
consuma in unatmosfera e un ambiente ospedalizzati.
percepito come unesperienza permeata da sforzi so-
vrumani, torture siche e farmaceutiche per mamme
e neonati, e dallansia di terminare il prima possibile.
Con queste aspettative, qualsiasi risultato meno tragico
solo leccezione che conferma la regola. In realt, ci
sono decine di migliaia di esperienze e testimonianze
che raccontano un altro parto, un altro modo di na-
scere: il cosiddetto parto naturale.
Scegliendo di partorire in maniera naturale, i momenti
prima, durante e dopo la nascita diventano ricchi di
intimit, di serenit, di condivisione fra mamma, pap
183
e bambino. Addirittura, come dimostra il video di cui
vi indichiamo il link sotto, questa scelta comporta mo-
menti di vera e propria soddisfazione estatica, di pia-
cere orgasmico (si parla appunto di orgasmic birth).
Da oltre mezzo secolo, studiosi, medici e ostetrici
hanno scoperto, o meglio riscoperto, questaltra mo-
dalit di far nascere i bambini e c da rimanere stupiti
a vedere come invece continuino a partorire le donne
di questOccidente tanto evoluto.
Ma le case maternit stanno arrivando anche in Italia,
cos come il parto naturale a domicilio, e con loro si
apre una possibilit per una vita pi felice, n dai primi
giorni!
Vedere, conoscere, capire, ispirarsi su
orgasmicbirth.com
Sito in inglese dedicato interamente al parto senza dolore.
www.ilnido.bo.it/ilparto
Il piacere del parto, una realt italiana da imitare.
www.aamterranuova.it/MappaSalute-Naturale/Ricerca-Mappa/
%28categoria%29/37825
Indirizzario on line del parto naturale in Italia.
Da leggere
Michel Odent, Lagricoltore e il ginecologo, Leone Verde Edi-
zioni.
Michel Odent, Le funzioni degli orgasmi, Terra Nuova Edizioni.
Frdrick Leboye, Per una nascita senza violenza, Bompiani.

184
85
ONE BILLION RISING
Il movimento contro la violenza sulle donne
Il nostro non il V-day degli eserciti, non la V di
vendetta degli insurrezionalisti, non neanche il V-
day del comico pi famoso dItalia. No, il nostro V-
day si celebra il 14 Febbraio e la lettera V sta per:
Vittoria, Valentino, Vagina!
Per Eve Ensler, lautrice di I monologhi della vagina,
la libert e la felicit iniziano con una V. Un libro
e unopera teatrale rappresentata in tutto il mondo
(un incontro aperto tra il pubblico e le donne, con le
storie delle loro vagine, storie spesso colorate di vio-
lenza, sopraffazione, umiliazione) che hanno ispirato
un movimento internazionale che ha organizzato un
evento, il V-day, per dare forza alla lotta mondiale
contro la violenza sulle donne. Evento che ogni anno
catalizza lattenzione e il coinvolgimento di migliaia
e migliaia di persone.
Una scommessa, quella del One billion rising del 14
febbraio 2013, che ha visto la partecipazione di un
miliardo di persone, che si sono riunite per ricor-
dare al mondo che non esiste nessun futuro senza
guerre (fra le nazioni, fra i popoli, con lambiente),
se prima non vinciamo la guerra contro la violenza
sulle donne.
185
Nella ricerca di una vita pi felice, spesso ci scon-
triamo contro le resistenze di vecchi modi di pensare,
di vedere il mondo, gli stereotipi dominanti, che co-
stituiscono barriere al cambiamento. Le donne, in
quanto tali, hanno da sempre dovuto e devono tut-
tora lottare contro una discriminazione che reprime
la loro emancipazione, parit e libert. Eppure, i
danni incalcolabili prodotti da una religione, une-
conomia, un sistema sociale patriarcali e maschilisti,
dovrebbero averci fatto comprendere che il nuovo
sar colorato di rosa.
Ci piace allora inserire il One billion rising nelle nostre
possibilit per una vita pi felice, un simbolo di po-
tere tutto femminile, un incoraggiamento globale,
unoccasione per danzare insieme a tutte voi!
Vedere, conoscere, capire, ispirarsi su
www.yesmagazine.org/issues/its-your-body/eve-ensler-free-
dom-starts-with-a-v
I video relativi al V-day del 14 febbraio 2013, festeggiato in tutta
Italia.
Da leggere
Eve Ensler, I monologhi della vagina, Il Saggiatore.

186
86
IO MI INFORMO PER
Forse questo non lo sapete, ma a Los Angeles in
vigore unordinanza municipale che vieta a due uo-
mini di abbracciarsi. Ecco a che cosa siamo arrivati.
Forse nei prossimi giorni leggerete sui giornali che
mi hanno arrestato perch ho abbracciato qualcuno.
Abbraccio sempre il nostro preside: ci rester secco.
Nessuno riesce mai neppure a dargli la mano attra-
verso la sua scrivania, che troppo larga. Io lo in-
contro in ascensore, gli dico: Salve, preside e lo
abbraccio.
Si pu capire come da questa generazione, da que-
sto nostro tempo, si sia sviluppata una losoa come
lesistenzialismo. E questa la nostra tremenda alie-
nazione.
Io sono reale? Esisto? Nessuno mi guarda. Nessuno
mi tocca. Parlo agli altri e loro non mi ascoltano.
Guardano oltre la mia spalla per vedere chi altro
c. Nessuno mi guarda pi negli occhi. Sono solo
e sto morendo di solitudine. Come dice Schweitzer:
Stiamo tanto insieme eppure stiamo tutti morendo
di solitudine.
Questo uno dei tanti preziosi spunti di cui potrete
fare tesoro leggendo i libri di Buscaglia.
Leo Buscaglia stato lunico scrittore che abbia mai
187
avuto cinque dei suoi libri ai primi posti nella clas-
sica americana dei best-seller. E contemporanea-
mente! stato il primo professore universitario a te-
nere, nelluniversit californiana dove insegnava, un
corso sullamore.
Lautore straniero che pi ci ha ispirato proprio lui.
La maggior parte di questi 100 modi porta con s
lenergia di questo personaggio incredibile. Ed cos
bello sapere che queste possibilit avrebbero potuto
godere perno di un sostegno universitario!
Il suo libro Vivere, amare, capirsi una miniera doro.
La foto in copertina della vecchia edizione, che ab-
biamo in casa, dice tutto: ritrae Leo che abbraccia
calorosamente una persona.
Un libro che in s una possibilit di felicit, da leg-
gere, da mangiare, da bere, da vivere.
Da leggere
Leo Buscaglia, Vivere, amare, capirsi, Mondadori.

188
87
ABBRACCI LIBERI!
Eppure proprio vero, cos semplice: per una vita
pi felice pu bastare un abbraccio autentico!
Tutto qua? S, tutto qua. La Free hugs campaign,
la campagna per gli abbracci gratis, riuscita a di-
ventare uno dei movimenti pi conosciuti, seguiti e
replicati in tutto il mondo, comunicando soltanto
questo: dai, fatti abbracciare, abbracciami, abbrac-
ciamoci!
Liniziativa nata in Australia, a Sidney, per poi dif-
fondersi rapidamente in tutto il mondo.
E cos, perfetti sconosciuti si sono abbracciati fra loro
e hanno rinnovato lo stupore di una felicit che sta
l, a portata di braccia. Pu sembrare strano, ridi-
colo, insensato, che ci debba essere una campagna,
un movimento internazionale per compiere un gesto
cos innato.
Ma, pensateci bene: quand lultima volta che avete
realmente, anima e corpo, abbracciato un altro es-
sere umano, solamente e proprio perch era un altro
essere come voi su questa Terra? Quand lultima
volta che avete abbracciato il vostro capo ufcio, il
postino, la preside, quelli del piano di sotto o quelli
del piano di sopra? A volte neanche i padri abbrac-
ciano pi i gli: Adesso sei diventato grande, sei un
189
uomo anche tu, basta starmi abbracciato, su!.
Allora, gustatevi le possibilit aperte da Juan Mann
e dalla sua impagabile iniziativa con il video che vi
abbiamo indicato qui sotto, e poi date unocchiata
al prossimo capitolo.
Vedere, conoscere, capire, ispirarsi su
www.freehugscampaign.org
Sito, in inglese, della campagna per labbraccio libero.
www.abbracciliberi.it
Il sito web italiano dedicato agli abbracci liberi. Ricco di foto, te-
stimonianze e articoli.
abbraccigratis.it
Il sito web che si impegna a diffondere labbraccio libero nel
mondo.
www.youtube.com/watch?v=vr3x_RRJdd4
Il video che racconta levento organizzato da Juan Mann dedicato
allabbraccio libero.
www.youtube.com/watch?v=BRVzXcybd2c
Un video di Juan Mann, ideatore della campagna.

190
88
LABORATORI DI COCCOLE
Trovatevi tutti quanti un paio di chiappe!. Questa
non una frase che senti pronunciare spesso. Ma-
gari sul set di un lm scollacciato o a una festa ma-
cabra sul tema dello smembramento. Ma in generale
non la tipica frase che una persona si prepara a
sentire. Sciocco io a non averlo fatto. Il giorno in cui
ho sentito una persona dire trovatevi tutti quanti
un paio di chiappe, ho nito per rispondere come
avrei fatto se mi avessero detto tiratevi tutti quanti
un pugno in faccia. E nemmeno mi sono potuto
tirare indietro. Ho dovuto davvero trovare uno sco-
nosciuto e appoggiargli addosso il sedere. E a mala-
pena avevo fatto in tempo a togliermi le scarpe. Ac-
cettare linvito a quel seminario di coccole era stato
un errore terribile.
Cos inizia un racconto che vi consigliamo vivamente
di leggere, per continuare a parlare di abbracci e a
riderci su.
Scritto da Stuart Heritage per Guardian News &
Media Ltd, stato tradotto da Matteo Colombo ed
a vostra disposizione nel link che vi abbiamo in-
dicato. un articolo che parla appunto dei cuddle
workshop, i laboratori di coccole, unesperienza che
tutti dovremmo sperimentare per vivere pi felice-
191
mente, perch il contatto sico e appropriato ha
uninuenza incredibile sulla nostra salute sica, psi-
chica ed emotiva.
Una possibilit da cogliere anche per evitare di im-
provvisarci tutti tifosi di calcio. Infatti, secondo il ge-
niale Silvano Agosti, luomo italiano ricorre al tifo
calcistico, pi che per reale passione sportiva, per
avere unoccasione di incontro con altri virili uomini
latini, tanto forti e sicuri di s da non poter permet-
tersi di incontrare altri esponenti dello stesso sesso
in altro modo. Parlare de a Roma offre loro la
possibilit di esprimere vicinanza, amicizia, simpatia,
affetto e, quando viene segnato il goal, addirittura
di abbracciarsi.
Per liberarci quindi da questa tristezza cosmica e per
permetterci di incontrare, sicamente, altri esseri
umani, tutti ai cuddle workshop: coccoliamoci!
Vedere, conoscere, capire, ispirarsi su
goo.gl/ftdvz
Il divertente racconto di Stuart Heritage.
goo.gl/nfVaj
Video della Bbc su un laboratorio di coccole.
cuddlenation.co.uk/pages/Home
Per conoscere i cuddle workshop inglesi.
www.youtube.com/watch?v=6GGlVGYaUFU&feature=related
Silvano Agosti e le sue considerazioni sul calcio.

192
89
LOVE REVOLUTION
Allora, cerchiamo di capirci. Io mi trovo a uscire con
giovani mamme che non vanno al mare quando
hanno il ciclo. Perch? Perch altrimenti, non fa-
cendo il bagno, dovrebbero spiegarne il motivo ai
gli e si imbarazzano! Capisci, siamo nel terzo mil-
lennio e ci sono ancora giovani, giovanissime donne,
che si vergognano del proprio corpo, di qualcosa di
assolutamente naturale.
Allora come faccio a parlare di love revolution in
questa citt, come posso confrontarmi, approfon-
dire, condividere?
Il dubbio ce lo siamo posto anche noi.
Nel mondo sta nascendo lultima e pi importante
delle rivoluzioni, la rivoluzione dellamore. Sono tan-
tissime le persone, le iniziative, i nuovi modelli che
nalmente cercano di saldare le fratture fra sessua-
lit e amore, fra corpo e piacere, offrendoci la pos-
sibilit di godere, in ogni senso, di questa magnica
esistenza.
Ma spesso ci scontriamo con mentalit schiave di
modi di pensare ormai superati. Allora, abbiamo
pensato bene di scrivere un altro libro: 50 sfu-
mature di amore. Parole, idee ed immagini della
love revolution, dove sono riunite le pi interessanti
193
esperienze internazionali, con video, fotograe, ap-
profondimenti. Preferiamo rimandarvi alle pagine
dedicate al libro piuttosto che inserire qui link che
potrebbero non essere adatti (legalmente) ai minori!
Triste per dover censurare lamore, no?
Vedere, conoscere, capire, ispirarsi su
amoreanudo.blogspot.it
Il blog di 50 sfumature di amore.
Il riferimento alla famosa trilogia delle 50 sfumature declinate in
tre colori evidente. E forse inevitabile, visto il clamore e il suc-
cesso mondiale ottenuti dai libri della scrittrice inglese E. L. James
(pseudonimo di Erika Leonard). Ma il collegamento si ferma l,
al titolo appunto. Il nostro modo di esplorare il grande mondo
della sessualit pende decisamente sul versante dellAmore, della
love revolution, di una spontanea, trasparente, allegra naturalezza.
Il blog amoreanudo.blogspot.it prende invece il titolo dal nome
dei laboratori di Teatro immagine centrati sui temi del libro che
stiamo proponendo in tutta Italia. Sul blog avrete la possibilit di
saperne di pi e potrete scaricare gratuitamente una copia del
libro. Buona lettura!

194
90
CELEBRARE UNA VITA!
Abbiamo pianto tanto, abbiamo riso tanto, ci siamo
abbracciati. stata una serata fantastica. Sulla spiag-
gia, con tantissime accole e un grande fuoco sem-
pre vivo, il mio cibo e la mia musica preferiti e loro:
tutte le persone che contano nella mia vita.
Ognuna di loro, durante la cerimonia, ha detto pa-
role magniche, ha ricordato cose belle alle quali
non pensavo da tempo, mi ha fatto sentire amato,
apprezzato, presente nei loro cuori.
Pensa che peccato se lo avessero fatto quando io
fossi stato in una bara!
Lidea fondamentale del living funeral, letteralmente
funerale in vita, tutta qui: incontrare profonda-
mente e intimamente tutte le persone che contano
nella nostra vita, per renderci conto di quanto an-
che noi abbiamo contato nella loro, di quanto ci vo-
gliano bene, ci stimino, apprezzino.
E fare tutto ci in una cornice rituale, in una cerimo-
nia, che ricalchi quella di un funerale, dove i parte-
cipanti possono dire qualcosa di bello sul protago-
nista, ma con unenergia e unatmosfera di festa,
vitale, e soprattutto con il diretto interessato ancora
vivo e vegeto!
Perch farlo? Perch abbiamo tutti un enorme biso-
195
gno di amore, di apprezzamento, di amicizia, di vici-
nanza e ne abbiamo bisogno ora! Perch il contesto,
il setting di un pre-funerale, amplica, facilita e fa-
vorisce lo scaturire di queste emozioni e sentimenti.
Perch pu essere unoccasione per rivedere amici e
persone con le quali abbiamo perso il contatto, per
dire quello che non abbiamo ancora detto a qual-
cuno
Come al solito, nasce nei paesi anglosassoni. Lo ve-
diamo anche inserito nel lm The weather man con
Nicolas Cage, e speriamo possa presto arrivare anche
nella nostra penisola.
Alcuni hanno iniziato a usare unaltra denomina-
zione al posto di living funeral: a life celebration, che
in italiano sarebbe celebrare una vita. Detto cos,
ci piace molto di pi!
Vedere, conoscere, capire, ispirarsi su
www.ocregister.com/video/?videoId=579550340001&lineu
pId=1125901233
A questo link un bellissimo video dedicato a un living funeral. Per
visualizzarlo necessario registrarsi, ma ne vale davvero la pena.
The weather man. Luomo delle previsioni del tempo, con Nicolas
Cage e Michael Caine (disponibile anche in Dvd), Eagle Pictures
(2006).

196
91
VIVERE FELICI, MORIRE FELICI
Miei cari, quella che sta per concludersi stata una
vita bellissima e per questo voglio ringraziarvi dal
profondo del mio cuore. stato magnico condivi-
dere con voi tutto il bello di questi anni. Mi basta
chiudere gli occhi per far aforare un grande sorriso
nei miei ricordi. E adesso, in questo giardino pieno
di colori, i vostri volti sono la cosa pi bella che mi
poteva capitare. Ormai lo sapete, questa non pi
vita per me, ma anche se fra pochi minuti sar nal-
mente morto, so che resteremo insieme per sempre.
Grazie per esserci, no allultimo, vi voglio bene!
In Olanda, vivere felici e morire felici possibile. Le
levenseinde kliniek sono equipe di medici e infer-
mieri dello Stato, che permettono una dolce morte
a domicilio.
Leutanasia attiva, richiesta, ponderata, condivisa
un segno di civilt che ogni Stato veramente laico
dovrebbe offrire ai propri cittadini. Ci garantirebbe
sia la possibilit di potersene andare via da questo
mondo senza doversi dare la morte nellillegalit, soli
come cani in un momento tanto importante, senza
nessuno che ci aiuti a metter ne a sofferenze per
noi ormai inaccettabili, sia il sollievo di sapere che
non ci saranno ripercussioni legali sui propri cari.
197
In un libricino sui tanti modi per vivere felici, non
poteva mancare anche la possibilit di morire felici.
Nei link che seguono troverete molti indirizzi e infor-
mazioni, per scoprire come questa possibilit esista
in molte nazioni civili del mondo.
Vedere, conoscere, capire, ispirarsi su
goo.gl/oNq2R
Articolo, in italiano, sulleutanasia a domicilio in Olanda.
goo.gl/p0OzS
Altro articolo informativo sulleutanasia in lingua italiana.
www.nvve.nl/nvve-english/pagina.asp?pagkey=105273
Articolo scientifco, in inglese, sulleutanasia.
www.nvve.nl/nve-english/pagina.asp?pagnaam=homepage
Per le avanguardie olandesi.
www.compassionandchoices.org/what-we-do/end-of-life-
counseling
E per quelle americane.

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92
GUARIRE CON LARTE
Un tempo lontano, quando avevo sei anni, in un li-
bro sulle foreste primordiali, intitolato Storie vissute
della natura, vidi un magnico disegno.
Rappresentava un serpente boa nellatto di inghiot-
tire un animale.
Cera scritto: I boa ingoiano la loro preda tutta in-
tera, senza masticarla. Dopo di che non riescono pi
a muoversi e dormono durante i sei mesi che la dige-
stione richiede.
Meditai a lungo sulle avventure della giungla.
E a mia volta riuscii a tracciare il mio primo disegno.
Mostrai il mio capolavoro alle persone grandi, do-
mandando se il disegno li spaventava.
Ma mi risposero: Spaventare? Perch mai uno do-
vrebbe essere spaventato da un cappello?.
Il mio disegno non era il disegno di un cappello.
Era il disegno di un boa che digeriva un elefante.
Afnch vedessero chiaramente che cosera, dise-
gnai linterno del boa. Bisogna sempre spiegargliele
le cose, ai grandi.
Questa volta mi risposero di lasciare da parte i boa,
sia di fuori che di dentro, e di applicarmi invece alla
geograa, alla storia, allaritmetica e alla grammatica.
Fu cos che a sei anni io rinunziai a quella che avrebbe
potuto essere la mia gloriosa carriera di pittore.
199
Il fallimento del mio disegno numero uno e del mio
disegno numero due mi aveva disarmato.
I grandi non capiscono mai niente da soli e i bambini
si stancano a spiegargli tutto ogni volta.
Moltissimi di noi si riconosceranno in queste parole
tratte da Il piccolo principe, di Antoine de Saint-
Exupry. Riconosceranno questo ingiusto sentirsi
artisti falliti, questa mancata espressione di s attra-
verso le arti creative.
Pu darsi che il mio elefante inghiottito da un boa
sembri un cappello, e allora? Limportante e che io
sia convinto che sia bello! Se prendiamo come mo-
delli Michelangelo o qualche altro maestro dellarte
dei tempi passati, difcilmente potremo avvicinarci a
tali talenti, e i nostri disegni a carboncino, le sculture
di creta, i dipinti a olio probabilmente ci lasceranno
un forte senso di frustrazione. Ma quelle tecniche e
quei modelli artistici sono passati! S, saranno degni
di ammirazione, ma sono passati.
Il mondo nel frattempo cambiato e oggi ci sono
molte tecnologie, soprattutto informatiche, che ci
permettono di trarre il massimo dalle nostre idee e
grazie alle quali oggi possiamo nalmente riscoprirci
tutti creativi! Allora, non preoccupiamoci pi se non
sappiamo dipingere con i pennelli di setola, pos-
siamo farlo con un pennello digitale e ottenere delle
opere assolutamente splendide, non meno degne di
ammirazione!
200
Soprattutto, potremo sperimentare la felicit di riu-
scire a esprimerci creativamente, con soddisfazione,
e questa veramente una bella possibilit per vi-
vere felici. Talmente potente da guarire le persone!
In inglese si denisce healing trough art, e indica il
guarire attraverso una propria espressione artistica,
libera, creativa. Nei link qui sotto troverete esempi
di espressioni artistiche che guariscono individui, pa-
zienti e intere citt!
201
Vedere, conoscere, capire, ispirarsi su
www.squidoo.com/justcreate
Sito, in inglese, sulla libera creativit.
www.befunky.com
Un programma di foto-editing online per liberare la propria crea-
tivit.
www.htta.org/my-story
Testimonianza, in inglese, del potere terapeutico dellarte.
www.fndhorn.com/nfa/Members/KarinWerner
Il proflo, in inglese, di unartista e arte-terapeuta che lavora nella
comunit scozzese di Findhorn.
Questi link sono in qualche modo garantiti anche dalla nostra
esperienza professionale. Dopo lincontro con Karin Werner
nellecovillaggio di Findhorn, Ilaria si infatti dedicata sempre di
pi a favorire lemergere della creativit individuale, propria di
ognuno di noi. Attraverso i suoi laboratori Sono unartista anchio!,
fa sperimentare il potere intimamente curativo dellespressione
artistica e creativa. meraviglioso vedere larcobaleno di colori di
unautostima che cresce. Io, dal mio canto, ho utilizzato per anni
le nuove tecnologie digitali, affancandole a tecniche tradizionali
quali la scultura con argilla, legno e ferro. Il servizio gratuito di
foto-editing che offre Be funky ha contribuito alla realizzazione di
alcune delle mie opere pi belle.
barefootartists.org/home
Questo sito ispirato al lavoro dellartista cinese Lily Yeh. Attra-
verso larte Lily Yeh e gli altri artisti del Barefootsartist sono riusciti
a piantare semi di guarigione nelle aree pi povere e disperate
del Pianeta. Lasciatevi suggestionare dalle immagini di questo sito
e dallo stupefacente video The legend of Lily Yeh.

202
93
ROBERTA E SIMONE
Siamo a disposizione di tutte quelle persone interes-
sate a cambiare vita, che per farlo magari vogliono
iniziare con un lungo viaggio avventuroso, per in-
contrare, alla ne di esso, un posto cui poter chia-
mare casa.
Per queste loro parole e per aver viaggiato dalle loro
case in Italia alle coste del Portogallo, senza bisogno
di spendere denaro, li abbiamo scelti come simbolo
della possibilit di compiere il primo passo, quello
pi importante. Ma chi sono mai questi due? Proba-
bilmente non ne avrete mai sentito parlare, difcil-
mente troverete loro tracce sul web, tanto meno su
radio, Tv o quotidiani.
Non sottolineeremo mai abbastanza quanto sia im-
portante, per uscire da una situazione stagnante,
dalla crisi, dal lento spegnersi della nostra fantasia,
vedere oltre i propri conni, mentali e nazionali, e
capire quanto possa essere utile sperimentare nuove
opportunit di lavoro, di studio, di vita, nuovi mo-
delli, nuove storie.
A volte basta solo allontanarsi un po, da soli, in cop-
pia, in comitiva. Che sia per un viaggio nel senso
proprio del termine, per un viaggio di auto-scoperta
o per iniziare una qualsiasi di tutte queste possibilit
203
(e cento altre ancora). Roberta e Simone ci dimo-
strano che per farlo non servono soldi, serve solo
una positiva voglia di aprirsi al mondo. Sono per noi
un esempio, questa volta tutto italiano in mezzo a
tante storie straniere!
Godetevi il loro video, che con semplicit trasmette
la ducia necessaria a partire.
Vedere, conoscere, capire, ispirarsi su
www.viaggiareconlentezza.com
Il sito web di Roberta e Simone dedicato al viaggiare lento. Al suo
interno anche un video su come viaggiare senza soldi.

204
94
IL VECCHIO CHE MANGIAVA I GELATI
Cera una volta un vecchio e il mare, un altro vecchio
che leggeva romanzi damore e un vecchio che man-
giava i gelati. O, per essere pi precisi, che avrebbe
voluto mangiarne di pi.

Il vecchio in questione quello che ci presenta il no-
stro Leo Buscaglia, nel citato libro Vivere, amare, ca-
pirsi, quando riporta la testimonianza di un uomo di
ottantacinque anni che aveva saputo di essere pros-
simo alla morte.
Luomo disse: Se potessi vivere la mia vita, la pros-
sima volta cercherei di commettere pi errori. Non
cercherei di essere perfetto. Mi rilasserei di pi. Mi
lascerei pi andare. Sarei pi sciocco di quanto lo
sono stato in questo viaggio. Conosco pochissime
cose che prenderei sul serio. Sarei pi matto. Sarei
meno devoto alligiene. Correrei pi rischi, farei pi
viaggi, scalerei pi montagne, nuoterei in pi umi,
guarderei pi tramonti, andrei in posti dove non
sono mai stato.
Mangerei pi gelati e meno fagioli. Avrei pi pro-
blemi veri e meno problemi immaginari.
Vedete, io ero uno di quelli che vivono in modo pro-
lattico e sensato e ragionevole, ora per ora e giorno
per giorno.
205
Oh, ho avuto i miei momenti, e se dovessi ricomin-
ciare daccapo ne avrei di pi, di quei momenti.
Anzi, cercherei di non avere altro che bei momenti...
momento per momento.
Ero uno di quelli che non vanno mai da nessuna parte
senza il termometro, la borsa dellacqua calda, lim-
permeabile e il paracadute. Se dovessi ricominciare
daccapo, viaggerei con un bagaglio pi leggero. Se
dovessi ricominciare daccapo, comincerei ad andare
scalzo allinizio della primavera e continuerei no ad
autunno inoltrato. Farei tanti giri in giostra in pi.
Guarderei di pi i tramonti e giocherei di pi con i
bambini, se avessi la mia vita da rivivere. Ma non ce
lho.
N io n voi sappiamo cosa c di l, ma sappiamo
cosa c qui...
Qualcuno ha detto: Ieri un assegno annullato, e
domani soltanto una cambiale. Soltanto oggi de-
naro contante. Spendetelo come pazzi! Non vi capi-
ter pi. E c tutto un mondo per spenderlo.
Siamo verso la ne del nostro libricino e con questo
spirito buscagliano, passiamo allazione!
206
95
LA LISTA DELLE 10 COSE:
SOGNARE E VIVERE I SOGNI
Voglio lanciarmi col paracadute, voglio fare lamore
con te in una foresta, voglio dipingere un grande
quadro ed esporlo al pubblico, voglio vedere le ba-
lene, voglio annusare il profumo dei manghi maturi
ancora sulla pianta, voglio imparare a cantare una
canzone in francese, s, in francese, una canzone per
te voglio fare tutte queste cose prima di morire,
prima che sia troppo tardi, voglio farle adesso!
Nel capitolo precedente abbiamo detto che il mo-
mento di passare allazione A che serve, infatti,
avere un imperdibile libricino come questo fra le
mani, se poi il nostro desiderio di una vita pi felice,
di cambiare e sperimentare, rimane paralizzato?
Spesso, tra il desiderio di cambiare e il mettere in
pratica il cambiamento, sorgono in noi la paura, le
perplessit, il dubbio affossante, che il pi delle volte
si esplicitano nella solita frase: Mah, io dopotutto
non che sogni qualcosa in particolare. Se questo
avviene perch vivete gi una vita felice, piena, piace-
vole, cos densa di signicati, che sinceramente non
vi passa davvero per la testa di mettervi a sognare
be, allora godetevela e regalate questo libricino a
qualcun altro!
207
Se invece la vostra paura di cambiare, o il pensare
che non sia una cosa fattibile per voi, allora la lista
delle 10 cose pu esservi utile. Con le tante possibilit
elencate in questo libro, infatti, forse avete iniziato
a sognare una vita pi felice: un vostro inaliena-
bile diritto! Forse qualcuna di esse vi sar daiuto nel
realizzarla. Forse avrete bisogno di altri strumenti, di
immaginare altre alternative ancora.
Di certo, per mettervi in moto, avrete bisogno di
cominciare a raccontare, prima di tutto a voi stessi,
qual la vita pi felice che sognate. Vi proponiamo
di farlo concretamente con una serie di esercizi di
visualizzazione e scrittura, per arrivare a scrivere una
lista di desideri da realizzare concretamente. Si tratta
di una traccia dalla quale partire, molte direzioni di
cambiamento da esplorare, almeno 10 concrete
azioni da intraprendere per seguire e vivere i vostri
sogni pi felici.
Piano piano, per, prima di arrivare a una lista di
questo tipo (un po come quella allinizio del capi-
tolo), potrebbe essere daiuto partire dalla prossima
visualizzazione.
208
96
RINFRESCARE I NOSTRI SOGNI
Visualizzazione
Ma si potrebbe anche dire: riscaldare i nostri sogni.
Rinfrescare o riscaldare, come ci rinfreschiamo o ri-
scaldiamo bevendo qualcosa. Prima di iniziare questa
visualizzazione, infatti, vi consigliamo di sedervi sulla
vostra poltrona preferita e di gustarvi una buona be-
vanda, fresca o calda, secondo le vostre preferenze.
Lessenza di questo breve esercizio tutta qui, nel
gustarsi con calma, rilassatamente, a occhi chiusi, i
bei momenti della vostra vita.
Con ancora il gusto e la piacevole sensazione della
bevanda appena gustata, iniziate a chiudere gli oc-
chi e a seguire tranquillamente il vostro respiro, con
lo stesso piacere con cui avete bevuto la vostra bi-
bita. Cercate quindi di farvi guidare da questo stato
di piacevole benessere, alla ricerca di tutti i piccoli e
grandi momenti felici, pieni, divertenti, signicativi,
piacevoli della vostra vita.
Cercate di non giudicarli, semplicemente lasciate
che aforino, passateli in rassegna, col sorriso sulle
labbra. Possono essere momenti comuni o straor-
dinari, limportante che ne ricordiate il maggior
numero possibile: dal fare una bella doccia al con-
cedervi un bagno sotto una cascata, dal piacere del
209
sole di settembre alla vacanza su spiagge tropicali...
Dopo qualche minuto, quando sentite di aver ter-
minato questa rilassante attivit di ricerca, tornate
per qualche secondo al vostro respiro, aprite gen-
tilmente gli occhi e, con calma, appuntate su una
pagina, o su questo libricino, una breve descrizione
dei momenti che avete ricordato.
210
97
LE TRE SETTIMANE DI GEORGIA
Visualizzazione

La prima visualizzazione ci ha aiutato a entrare men-
talmente in contatto con i momenti belli e signicativi
della nostra vita. Consideriamola una sorta di allena-
mento per questa e per le successive visualizzazioni.
Adesso, infatti, si tratta di esplorare situazioni simili,
non nel passato, bens nel futuro. Ci faremo ispirare
dalla storia di Georgia, la protagonista di Lultima va-
canza, una commedia con Gerard Depardieu e Queen
Latifha, che vi raccomandiamo di vedere. In questo
lm, uno strano medico indiano comunica a Georgia,
la protagonista, che le restano soltanto 3 settimane da
vivere. Ecco, partiamo da qui e andiamo per gradi.
Comodi, rilassati, magari piacevolmente introdotti in
questo vostro spazio prezioso da un buon drink. Chiu-
dete gli occhi e godete per un po del vostro respiro,
come se continuaste a bere qualcosa di altrettanto gra-
devole. A ogni inspiro gustate laria che entra, a ogni
espiro laria che esce dai vostri polmoni. Mentre restate
in questo stato di benessere, immaginate di essere se-
duti in uno studio medico. uno studio accogliente,
colorato, pieno di ori profumati. Il medico estre-
mamente gentile, amichevole, delicato. Vi conferma la
diagnosi: avete una malattia incurabile. Sorprendente-
mente per, vi dice: Sembra paradossale, ma sapere
che ci restano solo 3 settimane da vivere pu essere
unoccasione molto bella. Nessuno di noi sa quanto
tempo avr a disposizione, se unora, un giorno o altri

211
cinquantanni. Tu adesso lo sai. Tre settimane, cio 21
giorni, ovvero pi di 500 ore. Potrebbe essere il tempo
pi bello, piacevole e denso di signicato di tutta la tua
vita, no allultimo secondo. Dipende solo da te. Fra
poco uscirai dal mio studio e inizierai a vivere questo
tempo. Cosa farai? Ti prego, se puoi, fammi un favore.
Mi piacerebbe conoscere almeno tre cose che sai gi
che vorresti fare. Possono essere situazioni che vivi abi-
tualmente o cose che non hai mai vissuto. Io non ho
pi nulla da dirti ora, ti lascio nel mio studio. Prenditi
tutto il tempo che ti occorre e, quando vorrai, scrivile
su questo foglio bianco che sta sulla mia scrivania. Ti
ringrazio comunque per provarci. Allora, buona vita.
Quindi il medico esce dal suo studio e voi vi accingete
a scrivere le tre cose sul foglio. Quando sentite di aver
scritto abbastanza o avvertite che comunque il mo-
mento di uscire dallo studio, fatelo. Uscendo vi ritro-
vate su uno splendido viale alberato. Il cielo azzurro,
c un bel tepore nellaria e una brezza leggera che
vi rinfresca, accarezzando il vostro volto. Sentite que-
sta brezza che penetra gentilmente dentro di voi, fon-
dendosi con il vostro respiro. Inspirando, vi rinfrescate,
espirando provate un senso di benessere. Seguite per
un po questa piacevole sensazione e, quando volete,
riprendete contatto con il vostro corpo, facendo dei
piccoli movimenti. Gentilmente, riaprite gli occhi.
Bene, se avete scritto qualcosa sul foglio del medico,
allora scrivetelo anche su una pagina di questo libricino
adesso. Se non avevate scritto niente, magari pi tardi
vi verr voglia di scrivere qualcosa.
212
98
WOW!
Visualizzazione

Bene bene, ora che siete diventati esperti nel visualiz-
zare, provate anche questa.
Una raccomandazione per, non provate pi di una
visualizzazione al giorno.
Ritagliatevi il vostro momento prezioso e indisturbato,
dopotutto vi occorrono pochi minuti per questi eser-
cizi, no? Allora: poltrona comoda, drink, via i cellulari.
Quando vi sentite pronti, chiudete gli occhi e godete
per un po del vostro respiro, come se continuaste a
bere il vostro drink. A ogni inspiro gustate laria che
entra, a ogni espiro laria che esce dai vostri polmoni.
Piano piano iniziate a visualizzare un colore davanti a
voi, il vostro colore preferito. Potr variare in un conti-
nuo gioco di sfumature e intensit. Divertitevi a osser-
vare come cambia. Ed ecco che nei suoi cambiamenti il
vostro colore diventa simile a fumo, simile a un pennac-
chio in movimento. Sembra assumere una forma pre-
cisa: stretto in una punta in basso e si allarga verso
lalto, come un triangolo rovesciato. In cima al trian-
golo, ecco che spunta una sfera e magia: la sfera
inizia a guardarvi e a sorridervi amichevolmente. Wow,
ma certo! Ora lo riconoscete, un genio, un genio ma-
gico, pronto a esaudire i vostri desideri.
Il genio, per, vi pone tre condizioni. La prima, la pi
ovvia: non pi di tre desideri. La seconda: esaudir
soltanto desideri possibili, non vi porter su Marte,
213
non vi far diventare un supereroe.
Potrete esprimere desideri che voi stessi, con un po
di tempo o un po di soldi in pi a vostra disposizione,
o con qualche amico o amica un po pi disponibili,
avrete la possibilit di realizzare. Insomma, esprimete
i vostri desideri al genio, usate tutta la vostra fantasia,
ripescate i vostri sogni nel cassetto, quello che avete
sempre desiderato fare, vivere, sperimentare e che non
avete ancora fatto, o che magari avete gi fatto ma
vorreste rifare ancora.
La terza e ultima condizione: dovete farlo prima che
il genio svanisca davanti a voi, e questo accadr fra
cinque minuti. Quindi, forza, esprimetevi! E mi rac-
comando: pronunciate, per ogni desiderio, una bella
frase che sia chiara e comprensibile per il genio.
Iniziate ad accorgervi che il genio sta di nuovo trasfor-
mandosi in un grande triangolo, il vostro tempo sta per
scadere. Adesso il triangolo torna ad essere solo un co-
lore in movimento. Se ancora non avete espresso tutti e
tre i desideri avete ancora pochi secondi per farlo. Adesso
il colore svanisce sempre pi, si dissolve, lascia questa
stanza. Salutate il genio e tornate al vostro respiro.
Se non avete fatto in tempo ad esprimere tutti i desi-
deri, non vi preoccupate, perch il genio, prima di sva-
nire, ha detto che torner.
Quando volete, stiracchiatevi piano piano e gentil-
mente riaprite gli occhi.
Ah! Dimenticavamo: il genio un po distratto e vi sa-
rebbe grato se scriveste per lui i tre desideri su un foglio
di carta.
214
99
SCRITTURA CREATIVA: LANNO SABBATICO
Questa volta non si tratta di una visualizzazione, ma
di un esercizio di scrittura creativa. Non c bisogno
di essere dei grandi scrittori, anzi. Possiamo scrivere
nel modo che preferiamo, senza censure e riguardi
di alcun tipo.
Iniziate la vostra lettera decidendo chi il destinata-
rio. Sar il vostro datore di lavoro? Il vostro partner?
La vostra numerosa, chiassosa e pretenziosa fami-
glia? I vostri soci o colleghi?
Bene, una volta deciso, iniziate comunicando loro,
per un motivo che pu essere tanto reale quanto
strampalato e inverosimile, che avete deciso di pren-
dervi un anno sabbatico.
Avete riscoperto questa istituzione antica come
luomo e, condividendone appieno il senso e luti-
lit, sentite di non poter aspettare oltre. Elencherete
quindi, cercando di farle apparire come cose di im-
portanza estrema, tutte le esperienze che vorrete
fare e vivere in questo anno che avete deciso di de-
dicare a voi stessi.
Cercate di fornire il maggior numero di dettagli e
spiegazioni sullimportanza delle intenzioni che avete
in programma perch, sebbene le farete comunque,
con questa lettera avete il compito di convincere il
215
pi possibile il vostro o i vostri interlocutori.
Quindi, anche qualora per un anno intero voleste
soltanto dedicarvi a guardare la Tv, vi spingerete in
grandi spiegazioni, con dotte parole, parolacce o pa-
roloni, sul perch questa scelta sia per voi di assoluta
importanza. Ricordate, per, che un anno sabbatico,
in passato, poteva essere preso soltanto una volta
ogni sette anni, quanto ai giorni nostri. Quindi, sfrut-
tatelo bene!
Che ci dite, adesso siete riusciti a individuare le vo-
stre 10 intenzioni, vero?
Le tre visualizzazioni e lultimo esercizio servivano
solo a questo. Differenti parole per uno stesso obiet-
tivo: vedere, sentire, gustare, scrivere e vivere i vo-
stri sogni, la vostra vita, allinsegna di una felicit
sempre maggiore!
Siamo ormai giunti al termine del nostro libricino,
abbiamo elencato, raccontato, proposto tante pos-
sibilit, tanti strumenti, tante occasioni per una vita
pi felice. Ovviamente, la lista delle 10 cose non deve
per forza rifarsi o contenere tutte le possibilit pre-
sentate. Per realizzare le vostre potreste non averne
assolutamente bisogno.
Questa lettera vuole essere solo un ulteriore stimolo
per consolidare la vostra ducia: vi meritate tutto il
meglio e ci sono un sacco di modi per ottenerlo!
Sapete cosa volete, sapete come farlo.
216
100
MOTIVI PER NON CAMBIARE
Gi, 100 modi per trasformare la propria vita, ma
anche 100 motivi per non cambiare.
Pu capitare di sentirsi in colpa, perch scegliere
di cambiare forse ci porter lontano da casa, dagli
amici, ci far forse spendere un po di soldi, pro-
prio in questi tempi di crisi economica. Sentirci in
colpa perch a noi, gi adesso, non manca proprio
niente, mentre c chi sta molto peggio. Oppure, si
pu pensare di star facendo la cosa sbagliata, per-
ch abbiamo paura che il nuovo che ci aspetta possa
non essere come lo immaginavamo. E, anche se
tutto andasse bene, quando torniamo a casa, cosa
faremmo?
facile cadere nella trappola di pensare che lim-
portante vivere la bellezza del momento presente
e che cose belle, importanti e signicative possono
accadere anche nella nostra vita ordinaria, senza bi-
sogno di imbarcarci in grandi stravolgimenti o fughe
esotiche. Anche noi, ovviamente, siamo passati at-
traverso questo calvario di ma, se e s, per.
Ma dobbiamo ammetterlo: durato larco di un
pranzo, no al momento in cui limmancabile Elia,
nostro glio, ha puntualmente sentenziato: Ma
217
qui, ma l, insomma, quando sei morto sei morto,
facciamolo!.
Denaro, impegni, legami, situazioni particolari; ci
sono molti aspetti che potrebbero farci desistere e
rinunciare al cambiamento, ma sono tutti eventuali
problemi risolvibili. sempre possibile scegliere.
sempre possibile sognare. E vale veramente la pena
di andare incontro ai nostri sogni! O davvero pen-
sate che ci sia qualcosa che non va nel voler vivere in
un mondo migliore, nel cercare un rapporto diverso
con la natura, con le altre persone, con il denaro,
con il ritmo della vita? Davvero ritenete che tentare
una o 100 di queste possibilit per vivere una vita
pi felice sia qualcosa che pu non riguardarvi per-
sonalmente?
Voi avete il diritto a una vita felice! Per la prima volta
nella storia dellumanit, ci siete solo voi!
Nessuno spirito del tuono dietro le tempeste, nes-
sun Dio-padre sopra le nostre teste, nessuna falce e
nessun martello, nessun capitale da nascondere nel
cappello. Non sopravvissuta nessuna ideologia, -
losoa, religione, fede
Oggi, nalmente, giunto il momento di manife-
starci per quello che siamo: persone libere e mera-
vigliose, nate per cooperare fra di loro, per essere
solidali, per amarsi, per vivere una vita felice.
218
101
IL VOSTRO MODO PER CAMBIARE VITA ED
ESSERE FELICI!
Adesso tocca a voi! Qual la vostra idea, sogno,
possibilit per una vita pi felice? Scrivetela nello
spazio qui sotto e, se volete, fatela sapere anche a
noi, cos la pubblicheremo sul nostro sito, la propor-
remo nel nostro Ufcio mobile e la inseriremo nella
prossima edizione del libro.
Ma soprattutto: la sogneremo anche noi e, magari,
la metteremo in pratica!
LA MIA IDEA PER UNA VITA PI FELICE
219
220
221
APPUNTAMENTO CON UN LIBRO...
A QUATTRO RUOTE!
Con un furgone camperizzato, in giro per questIta-
lia da ricominciare, presenteremo cos questa agile
guida che avete appena letto, dal primo Ufcio mo-
bile del cambiamento, dello scollocamento e della
disoccupazione creativa. Lidea quella di andare
nelle scuole, nelle librerie, nelle universit della terza
et, nelle biblioteche, nelle piazze, nelle case, s, pro-
prio nelle case, di chi vorr ascoltare le storie di 100
modi, condividere con noi le proprie esperienze, i
propri dubbi, paure, resistenze al cambiamento. Ed
esplorare insieme, caso per caso, paese per paese,
nei diversi contesti, tutte le opportunit per uno
scollocamento, per una dis-occupazione creativa,
per vivere meglio, nonostante la crisi.
Un modo per cambiare che porta con s tutti gli altri
e molti altri ancora, in tour!
Allora, contattateci, seguite le date e le tappe del
nostro Ufcio mobile e a presto!

www.aamterranuova.it
Sulla home page di Terra Nuova troverete il nostro
blog con le date del tour e tutte le informazioni utili
per contattarci.

222
INDICE DELLE POSSIBILIT
1. B&B&B. 6
2. Wwoof 8
3. Scambio casa 10
4. Couch surng 12
5. Ecovillaggi 14
6. Cohousing 18
7. Vagabonding 22
8. Volontariato ambientale nel mondo 24
9. Downshifting 26
10. Vivere in modo creativo 28
11. Vivere in camper 30
12. Anno sabbatico 32
13. Ricetta antistress 34
14. Le pagine gialle delle comunit intenzionali 36
15. Comunit olistiche per persone con disabilit 38
16. Cohousing per anziani 40
17. Insediamenti a basso impatto ambientale 44
18. Una casa su misura 46
19. Case di paglia 48
20. Centro per le tecnologie alternative 50
21. Lakabe 52
22. Permacultura 54
23. Io mi informo per... 56
24. Helpex 58
25. Lautoproduzione in citt 60
26. Lorto senza zappare 62
27. Io mi informo per 64
223
28. La scuola dellautosufcienza 66
29. Hotel e ristoranti itineranti 68
30. Un teatro di paglia 70
31. Glamping 72
32. Ecovillaggio diffuso 74
33. Vivere in 5 con 5 euro al giorno 76
34. Io mi informo per 78
35. Transition town 80
36. Schumacher college 82
37. Car sharing 84
38. Condividiamo la nostra casa! 88
39. Au-pair 90
40. Le Mag 92
41. Vauban! 94
42. Bici e auto elettriche 96
43. Cittadini, pescatori e agricoltori: insieme! 98
44. Gruppi dacquisto solidale 100
45. Ristoranti invisibili 102
46. Car pooling 104
47. Ricetta antistress 106
48. Vivere senza soldi 108
49. Mangio, baratto e splendo! 110
50. La rivoluzione in bicicletta 112
51. Una famiglia a impatto zero 114
52. Evviva lo scambio 116
53. Solo per il piacere di farlo 118
54. La banca delle risorse 120
55. Le grand don 122
56. In sintonia e a offerta libera 124
224
57. Xariseto 126
58. Cooking co-ops 128
59. Reti di economia locale e solidale 130
60. Chez-moi 132
61. Information guerrilla 134
62. Io mi informo per 136
63. What? 138
64. Tamera global campus 140
65. The Idler academy 142
66. Il discorso tipico dello schiavo 144
67. Io mi informo per 146
68. Scuola familiare e scuole democratiche 148
69. Bunker Barefoot 150
70. Ricetta antistress 152
71. Mollo tutto! 156
72. Festival per aprire la mente 158
73. Raccontare storie 160
74. Ufcio di scollocamento 162
75. Dis-occupazione creativa 164
76. Liberazione fai da te 166
77. Nation builder 168
78. Cerchio del dono 170
79. Generazione G 172
80. Io mi informo per 174
81. Case aperte 176
82. La lista della felicit 178
83. La medicina corpo-mente 180
84. Parto naturale 182
85. One billion rising 184
225
86. Io mi informo per 186
87. Abbracci liberi! 188
88. Laboratori di coccole 190
89. Love revolution 192
90. Celebrare una vita! 194
91. Vivere felici, morire felici 196
92. Guarire con larte 198
93. Roberta e Simone 202
94. Il vecchio che mangiava i gelati 204
95. La lista delle 10 cose: sognare e vivere i sogni 206
96. Rinfrescare i nostri sogni. 208
97. Le tre settimane di Georgia. 210
98. Wow! 212
99. Scrittura creativa: lanno sabbatico 214
100. Motivi per non cambiare 216
101. Cambiare vita ed essere felici! 218
Appuntamento con un libro... a quattro ruote! 221
100 modi
per cambiarevita
ed esserefelici
Alfredo Meschi e Ilaria Farulli
Proposte, esperienze, riflessioni, link e contatti
per unesistenza pi felice e a impatto zero
La profonda crisi che stiamo attraversando, se affrontata con ot-
timismo pu essere ribaltata positivamente e vissuta come una
formidabile occasione di cambiamento: questa la sfida lanciata
dagli autori di 100 modi per cambiare vita ed essere felici.
Se siete insoddisfatti del vostro quotidiano, se siete in mobilit,
se il vostro posto di lavoro in forse, se siete ancora alla ricerca
di unoccupazione o se pi semplicemente desiderate pren-
dervi una lunga pausa dal tran tran di ogni giorno, questo
libro che fa per voi.
In questo agile compendio troverete suggerimenti, indirizzi,
link a siti web e letture di approfondimento per cambiare vita
e trasformare, da subito, questo momento di difficolt in unop-
portunit. Tra le pagine di questo volume troverete tutte le in-
formazioni per prendervi un anno sabbatico, girare il mondo
con pochi spiccioli grazie al couch surfing, andare a vivere in
un ecovillaggio in Italia o allestero, fare volontariato ambientale
in qualche ong, lavorare in cambio di ospitalit nelle aziende
biologiche e biodinamiche dEuropa, sperimentare leconomia
del dono, imparare una nuova professione o una nuova lingua.
Sono davvero tante le cose che si possono fare da soli o insieme
ad altri per vivere meglio e pi felicemente a partire dai propri
talenti, passioni e sogni per ritrovarsi finalmente pi ricchi
dentro e dare senso, gioia e utilit alla nostra esistenza.
www.terranuovaedizioni.it
10,00
ISBN 88-66810-28-5
Ilaria Fraulli e Alfredo Meschi vivono
a Bosa, in Sardegna. Lei laureata in Peda-
gogia, in Adult and Continuing Education,
lui attore, regista e formatore teatrale.
Insieme hanno ideato il B&B and Baratto
Villa VillaColle, un successo mediatico nel
2009, da cui nata la Settimana del
Baratto, divenuto poi evento nazionale.
Gi, 100 possibilit ma anche 100
motivi per non cambiare. Spesso si
ha paura del cambiamento perch
pu portarci lontano da casa o met-
terci di fronte a qualcosa di non co-
nosciuto.
Anche noi, ovviamente, siamo passati
attraverso questo calvario di ma,
se, s, per, ma dobbiamo am-
metterlo, durato larco di un
pranzo, fino al momento in cui, no-
stro figlio Elia, ha puntualmente
sentenziato: Ma qui, ma l, in-
somma, quando sei morto, sei morto,
facciamolo ora!
Denaro, impegni, legami sono tutti
problemi risolvibili. sempre pos-
sibile scegliere. sempre possibile
sognare. E vale veramente la pena
andare incontro ai nostri sogni! O
davvero pensate che ci sia qualcosa
che non va nel voler vivere in un
mondo migliore, nel cercare un rap-
porto diverso con la natura, con le
altre persone, con il denaro, con il
ritmo della vita?
Davvero pensate che vivere una
vita pi felice sia qualcosa che non
vi riguarda?
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100 modi per cambiare vita_cop_100 modi per cambiare vita_cop 06/05/13 10:12 Pagina 1