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L A GLOBALIZZAZIONE LA GLOBALIZZAZIONE L A GLOBALIZZAZIONE

SUL NOSTRO CARTELLONE: SUL NOSTRO CARTELLONE: SUL NOSTRO CARTELLONE:

Ingiusta Mondo Utile


Molto Ingiusta Influenza reciproca tra i vari Unione
Cattiva paesi Conoscenza
Fenomeno mondiale inevita- Scambio Cultura
bile Internet
Spreco Mondiali
Opportunismo Insieme di popolazioni
Sfruttamento Libero mercato
Coca Cola Espansione
Denaro
No-global ? Ricorrenza di termini che richiamano l’economia, come
Multinazionali se la società globale fosse al servizio della produttività
Utopia economica (le cose).
Ho fame
Insensibilità ? Netta maggioranza di sensazioni e sentimenti negati-
Ingiustizia vi, il sentimento predominante è l’ANGOSCIA di fronte
Spartizione delle risorse a un mondo ingiusto ma inevitabile.
non equa

ANGOSCIA
• La paura diventa percezione radicalizzata e condivisa, è il sentimento collettivo. In
preda all’angoscia, il residuo di fiducia che resta, è l’affidamento a dei meccanismi
automatici.
• Rischio di una sfiducia anche nelle relazioni. L’altro è da usare o da combattere.
• Ma noi siamo fatti di relazioni, siamo nati da una relazione (l’incontro tra due persone).
• Questo sistema tende a impedire di camminare verso i valori che respirano, quelli vi-
venti: persone, relazioni, futuro…
• L’angoscia spinge a rincorrere una continua illusione di felicità.
• Per ottenere qualcosa di bello/buono, questa logica insegna che occorre meritarselo o
vincerlo (interesse - colpa - merito).

SPERANZA
• Ciò che sovverte questa angoscia è la speranza. La speranza è il grande assente dal
nostro cartellone.
• La speranza ha per obiettivo la felicità, non quella privata. È impossibile essere felici
e vivere una speranza vera, senza o contro gli altri. La speranza stessa è relazione,
proietta qualcosa/uno verso un altro.
• Non ha la certezza dell’automatismo e quindi per essere via percorribile ha bisogno di
compagni di strada: desiderio (qual è il mio desiderio profondo?), in verità, appassio-
namento, sogno (capacità di vedere una realtà nuova mentre siamo in una insuffi-
ciente).
? Io mi adopero per cambiare ciò che percepisco come
ingiusto, o confermo questi meccanismi con la mia
quota di “potere”?
? I processi globali (che a volte angosciano) sono ir-
reversibili, non insuperabili.

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