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Fabio Durastante

Appunti di Analisi 4

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2

Indice

1 Successioni e Serie di Funzioni

 

7

1.1 Teoremi di passaggio al limite

 

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12

1.2 Spazi normati

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15

1.2.1 Compattezza

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1.2.2 Il Lemma delle Contrazioni

 

23

1.3 Serie di Funzioni

 

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24

1.3.1

Serie di Potenze .

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27

1.4 Serie di Fourier

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35

1.4.1

Convergenza di una Serie di Fourier

 

37

2 Equazioni Differenziali e Sistemi di Equazioni Differenziali 47

2.1 Equazioni del primo ordine in forma normale

 

47

2.2 Sistemi differenziali ordinari del primo ordine

52

2.3 Sistemi Differenziali Lineari

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64

2.4 Sistemi Autonomi e Stabilit`a

 

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74

3 Superfici e Integrali Superficiali

 

83

3.1

Teoremi di Gauss-Green e di Stokes

 

85

3.1.1

Forme differenziali su R 3

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95

4 Massimi e Minimi Vincolati

 

101

4

Indice

Elenco delle figure

1.1

Palla metrica

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9

1.2

Compattezza per successioni.

 

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18

1.3

Compattezza per successioni.

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20

1.4

Funzione non sviluppabile in Serie di

 

32

1.5

Funzione 1-periodica

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35

2.1

Soluzione equazione differenziale con dato

 

48

2.2

Esistenza e Unicit`a per ODE - Prima Versione

 

48

3.1

Aperto regolare di R 2 .

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85

3.2

Lemma di Partizione dell’Unit`a

 

88

6

Elenco delle figure

1

Successioni e Serie di Funzioni

Definizione 1.0.1. Sia X insieme, si definisce distanza o metrica su X una funzione:

tale che:

d :X ×X

>R

1. d ( x, y )

0 x, y

X e d ( x, y ) = 0 x = y .

2. d ( x, y ) =

d ( y, x)

x, y X .

3. d ( x, y ) + d ( y, z ) x, y, z X

d ( x, z )

Definizione 1.0.2. La coppia ( X, d ) si dice spazio metrico .

Definizione 1.0.3. Dati x 0 X e r > 0 si dice palla o disco l’insieme:

B ( x 0 ,r ) = {xX|d ( x 0 , x) < r}

(1.1)

Lemma 1.0.1. x, y, z ( X, d )

Definizione 1.0.4. A X di dice aperto se x A r > 0 tale che B ( x, r ) A. A si dicechiuso se X \ A `e aperto.

Lemma 1.0.2. L’unione arbitraria di una famiglia di aperti `e un aperto, l’intersezione arbitraria di una famiglia di chiusi `e un ch iuso.

Definizione 1.0.5. A X si dice chiusura di A, si indica con A , il pi`u piccolo chiuso contenente A.

Definizione 1.0.6. Sia {x n } n una successione di punti di X , diremo che {x n } n converge a x, {x n } n x se:

si ha |d ( x, y ) d ( x, z ) | ≤ d ( y, z ) .

ε > 0 ν N t.c. n ν d ( x n , x) < ε = 0 lim d ( x n , x) = 0

n

+

(1.2)

8

Successioni e Serie di Funzioni

Definizione 1.0.7. {x n } n X `e di Cauchy se:

ε > 0 ν N t.c. n, m ν d ( x n ,x m ) < ε

(1.3)

Lemma 1.0.3. Se {x n } n `e convergente `e di Cauchy

Oss. 1. Il viceversa in generale `e falso si consideri come controes empio la seguente successione in Q con la metrica euclidea:

ma

n

1 +

n n

1

lim 1 +

+

Q n N

n n

1

= e / Q

(1.4)

(1.5)

Dunque questa successione `e di Cauchy in R , con la stessa metrica, ma non `e di Cauchy in Q.

Definizione 1.0.8. Uno spazio metrico ( X, d ) si dice completo se ogni successione di Cauchy `e convergente.

Ad esempio Q, come abbiamo appena visto, non `e completo, R, R n ,C sono, invece, completi.

Teorema 1.0.4. Sia X uno spazio metrico completo, A X `e completo, come spazio metrico con la topologia indotta da X , se e solo se A `e chiuso.

Teorema 1.0.5. Sia A X allora x A ⇔ ∃{x n } n A tale che x n x. Vale dunque la seguente caratterizzazione della chiusura:

A = {x X|∃{x n } n A t.c. x n x}

(1.6)

Nota 1.0.1. A `e chiuso A = A A contiene tutti i punti di aderenza.

Definizione 1.0.9. Sia A X si dice diametro di A, si indica δ ( A), il sup delle distanze dei punti di A, cio`e:

δ ( A) = sup A d ( x, y )

x,y

(1.7)

Definizione 1.0.10. A si dice limitato se il suo diametro `e finito.

Teorema 1.0.6. {x n } n X `e limitata se `e di Cauchy.

9

Definizione 1.0.11. Sia E un insieme, ( Y, d ) uno spazio metrico ed f : E Y una funzione, f si dice limitata se f ( E ) `e un insieme limitato in Y .

B( E, Y ) = {f : E Y | f

`e limitata }

(1.8)

Per brevit`a B( E, R ) =

Teorema 1.0.7. Sia E un insieme e ( Y, d y ) uno spazio metrico allora B( E, Y ) `e uno spazio metrico con la distanza seguente:

B ( E ), omettendo R .

d ( f, g ) = sup d y ( f ( x) , g ( x))

x E

(1.9)

Dimostrazione. Osserviamo

fissiamo x 0 E e scriviamo che x E :

subito che

d : B( E, Y ) × B( E, Y ) R . Ora

d ( f ( x) , g ( x)) d ( f ( x) , f ( x 0 )) + d ( f ( x 0 ) ,g ( x 0 ))

+ d ( g ( x 0 ) , g ( x))

δ ( f ( E )) + d ( f ( x 0 ) ,g ( x 0 )) + δ ( g ( E ))

(1.10)

Cio`e x E si ha

Passiamo ora al sup e troviamo che:

d ( f ( x) , g ( x)) δ ( f ( E )) + δ ( g ( E )) + d y ( f ( x 0 ) ,g ( x 0 )).

sup d ( f ( x) , g ( x)) δ ( f ( E )) + δ ( g ( E )) + d y ( f ( x 0 ) ,g ( x 0 ))

x E

(1.11)

Supponiamo che d ( f, g ) = 0

0 x

disuguaglianza triangolare, siano f, g, h B( E, Y ) allora:

=

⇔ ∀x E f ( x) = g ( x) f = g . Resta da mostrare la

sup E d ( f ( x) , g ( x)) = 0 d ( f ( x) , g ( x))

E

d y ( f ( x) , h( x)) d y ( f

( x) , g ( x)) + d y ( g ( x) , h( x))

(1.12)

Passando al sup ambo i membri:

d ( f ( x) , h( x)) d ( f ( x) , g ( x)) + d ( g ( x) , h( x))

(1.13)

( x ) , g ( x )) + d ( g ( x ) ,

Definizione 1.0.12. La distanza appena costruita si dice distanza uni- forme.

Esempio. Consideriamo come insieme E l’in- tervallo [ a, b] di R , dunque consideriamo lo spazio metrico B([ a, b], R ) con la metrica uniforme. Data una funzione f : [ a, b] R limitata, ed un r > 0, consideriamo la B ( f, r ) che possiamo vedere rappre- sentata in figura. I traslati della funzione f per ogni valore tra r e r .

sentata in figura. I traslati della funzione f per ogni valore tra r e − r

Figura 1.1: Palla metrica uniforme.

10

Successioni e Serie di Funzioni

Teorema 1.0.8. Sia E un insieme e ( Y, d ) uno spazio metrico completo B( E, Y ) `e completo.

Dimostrazione. Sia {f n } n B( E, Y ) una successione di Cauchy, fissiamo un ε > 0 allora ν > 0 tale che n, m ν d ( f m ,f n ) < ε . Sia x E allora, per la definzione di metrica uniforme si ha:

d y ( f n ( x) ,f m ( x)) d ( f n ,f m ) ε n, m ν

quindi {f n ( x) } n Y `e di Cauchy in Y che `e completo, allora {f n ( x) } n `e convergente:

f :

E

x

>Y

> lim f n ( x) = f ( x)

: E x >Y > lim ∞ f n ( x ) = f ( x

n

+

Sia n ν e x E allora m ν si ha:

d ( f n ( x) , f ( x)) d ( f n ( x) ,f m ( x)) + f ( f m ( x) , f ( x))

d ( f n ,f m ) + d ( f m ( x) , f ( x))

ε + d ( f m ( x) , f ( x)) ε

per m +

Dunque x E e m ν si ha che d ( f n ( x) , f ( x)) ε . Ora f `e limitata, infatti x, y E si ha:

d ( f ( x) , f ( y )) d ( f ( x) , f ν ( x)) + d ( f ν ( x) ,f ν ( y )) + d ( f ν ( y ) , f ( y )) ≤ ≤2 ε + δ ( f ν ( x))

Quindi passando al sup su x, y si ha che:

sup E d ( f ( x) , f ( y )) 2 ε + δ ( f ν ( x))

x,y

δ (f (E ))

< +

cio`e f `e limitata, inoltre n ν si ha d ( f n ,f ) ε .

Definizione 1.0.13. Dati ( X, d ) e ( Y, d ) spazi metrici, f : X Y e x 0 X , f si dice continua in x 0 ⇔ ∀ε > 0 δ > 0 tale che x X per cui d x ( x, x 0 ) < δ si ha d y ( f ( x) ,f ( x 0 )) < ε .

Definizione 1.0.14. f si dice continua se `e continua in ogni punto.

Teorema 1.0.9 (Teorema Ponte) . Dati ( X, d ) e ( Y, d ) spazi metrici, f :

X Y e x 0 X , f si dice continua in x 0 ⇔ ∀ {x n } n X con x n x 0 si ha f ( x n ) f ( x 0 ) .

in x 0 ⇔ ∀ { x n } n ⊂ X con x n →

11

Definizione 1.0.15. Dati ( X, d ) e ( Y, d ) spazi metrici si definiscono:

C ( X, Y ) = {f

: X Y | f `e continua }

(1.14)

C b ( X, Y ) = {f : X Y | f `e continua e limitata } ⊆ B( X, Y )

(1.15)

Nota 1.0.2. Per il teorema di Weierstrasse si ha che C ([ a, b], R ) = C b ([ a, b], R ).

Lemma 1.0.10. Dati ( X, d ) e ( Y, d ) spazi metrici, {f n } n B( X, Y ) e f

B( X, Y ) con f n f se n N f n `e continua in x 0 X in x 0 .

Dimostrazione. Fissiamo ε > 0 ⇒ ∃ν N : n ν d ( f n ,f ) ε δ > 0 tale che x X per cui d ( x 0 , x) < δ allora d ( f ν ( x) ,f ν ( x 0 )) < ε , possiamo quindi scrivere:

d ( f ( x) ,f ( x 0 )) d ( f ( x) , f ν ( x)) + d ( f ν ( x) ,f ν ( x 0 )) + d ( f ν ( x 0 ) ,f ( x 0 ))

allora f `e continua

2 d ( f ν ,f ) + ε< 3 ε

cio`e f `e continua in x 0 .

Teorema 1.0.11. Dati ( X, d ) e ( Y, d ) spazi metrici, se ( Y, d ) `e completo allora C b ( X, Y ) `e completo.

Dimostrazione. Sia {f n } n C b ( X, Y ) di Cauchy, allora questa `e di Cauchy anche in B( X, Y ), ma Y `e completo allora per il teorema 1.0.8, B( X, Y )

`e

f B( X, Y ), ma {f n } n C b ( X, Y ) dunque f n

`e continua n allora per il lemma 1.0.10 si ha che f `e continua, cio`e f

C b ( X, Y ), che `e quindi completo.

Definizione 1.0.16. E insieme e Y spazio metrico, f n , f : E Y limitate, allora:

diciamo che f n converge a f puntualmente ( f n f punt.) se x E f n ( x) f ( x).

f punt.) se ∀ x ∈ E f n ( x ) → f ( x

completo, quindi f n

n ( x ) → f ( x ). completo, quindi f n → ⇔∀ x

⇔∀xE ε> 0 ν N : nν d ( f n ( x) , f ( x)) ε

diciamo che f n converge a f uniformemente ( f n f unif.) se f n f in B( X, Y ), cio`e se e solo se d ( f n , f ) 0.

⇔ ∀ε > 0 ν N

ε

⇔∀εν N : nν xE d ( f n ( x) , f ( x)) ε

: n ν sup d ( f n ( x) , f ( x))

x E

Oss. 2. Se f n f unif. f n f punt. il viceversa `e in generale falso.

Teorema 1.0.12. Siano ( X, d ) e ( Y, d ) spazi metrici e f n : X Y limitate e continue, se f n f uniformemente f `e continua.

12

Successioni e Serie di Funzioni

Teoremi di passaggio al limite

1.1

Sia E R n limitato e misurabile, sia f n : E R limitate e integrabili, se f n f puntualmente o uniformemente si pu`o concludere che f `e integrabile? Se la risposta `e s`ı si pu`o scrivere E f ( n) dx E f dx? Per la convergenza puntuale questo `e falso , consideriamo infatti l’in- sieme {q n } = Q [0 , 1] e la seguente successione di funzioni:

f n : [0 , 1] R definita come f n ( x) =

1

se x ∈ {q n }

0

altrimenti

Si vede che:

x [0 , 1] f n ( x) f ( x) =

1

0

se x Q [0 , 1] altrimenti

per n +

Ma f n ( x) `e integrabile, mentre f ( x) non lo `e.

Teorema 1.1.1 (Passaggio al limite sotto al segno di integrale) . Sia E R n limitato e misurabile, sia f n una successione di funzioni definita da f n :

E R n R integrabile, se f n f uniformemente f `e integrabile e E f ( n) dx E f dx.

Dimostrazione. ε > 0 ν > 0 tale che n ν si ha sup E |f n ( x) f ( x) |≤ ε , in particolare f ν `e integrabile in E . Cio`e esiste P partizione di E (in corrispondenza di ε ) per cui:

{E 1 ,

,E

k } : S ( P ) s ( P )

Quindi x, y E i :

k

i =1

sup f ν ( x) inf f ν ( x) m( E i )

E

i

E

i

|f ( x) f ( y ) | ≤|f ( x) f ν ( x) | + |f ν ( x) f ν ( y ) | + |f nu ( y ) f ( y ) |≤

2 ε + sup f ν ( x) inf f ν ( x)

E

i

E

i

Passando al sup si ha:

|f ( x) f ( y ) | ≤ sup |f ( x) f ( y ) | = sup f inf f 2 ε + sup f ν ( x) inf f ν ( x)

x,y E i

E

i

E

i

E

i

E

i

Teoremi di passaggio al limite

13

Allora:

k


+

i =1

Inoltre:

k

i

=1

sup f inf f m( E i ) 2 ε

E

i

E

i

k

i

=1

m( E i )+

sup f ν ( x) inf f ν ( x) m( E i ) 2 εm( E ) + ε f `e integrabile.

E

i

E

i

E f n dx E f dx =

E

( f n f ) dx E

|f n f |dx

sup |f n ( x) f ( x) | E d ( x) εm( E )

E

E f n dx E f dx

x ) ≤ εm ( E ) E ⇒ E f n dx → E f

Corollario 1.1.1. Sia f n : [ a, b] R continue e f n f uniformemente f `e continua e int a f n dx f dx.

b

b

a

Nota 1.1.1. La convergenza uniforme non `e una condizione necessaria , si

consideri il seguente esempio, sia f n : [0 , 1] R con f n ( x) =

[0 , 1] si ha che f n ( x) 0, ma f n non converge uniformemente in 0, infatti:

2 x 2 , x

nx

1+ n

x

sup 1] |f ( x) 0 |≥f n ( n ) = 1

2

[0,

1

=

0

ma:

1

0

f n dx = 1

0

2 x 2 dx = 1 n log(1 + n 2 ) 0 = 1 0 dx = 1 f ( x) dx

2

0

0

nx 1 + n

Teorema 1.1.2 (Passaggio al limite sotto al segno di derivata) . Sia f n ∈ C 1 ([ a, b]) tale che:

1. f n converge uniformemente a g .

2. x 0 [a, b] tale che {f n ( x 0 ) } n converge puntualmente.

Allora:

a) f n converge uniformemente a f

14

Successioni e Serie di Funzioni

b) f ∈ C 1 ([ a, b]) e f = g .

Dimostrazione. Sia R l = lim n + f n ( x 0 ) si ha che:

x [a, b] f ( x) = l +

x

x

0

g

( t) dt

e f n ( x) = f n ( x 0 ) +

x

x

0

n ( t) dt

f

possiamo allora scrivere:

|f n ( x) f ( x) | = ( f n ( x 0 ) l ) +

x

x

0

( f n ( t) g ( t)) dt

≤|f n ( x 0 ) l| + b |f n ( t) g ( t) |dt che non dipende da x

a

Passando al sup possiamo scrivere:

sup |f n ( x) f ( x) |≤|f n ( x 0 ) l| + b |f n ( t) g ( t) |dt 0

a

poich`e f n ( x) l puntualmente e f n g uniformemente, dunque possiamo applicare il Teorema di passaggio al limite sotto al segno di integrale 1.1.1, dunque f n f uniformemente e f ( x) = g ( x) per il teorema fondamentale del calcolo.

Nota 1.1.2. Attenzione, la convergenza della successione delle funzioni non

ci dice nulla sulla convergenza della successione delle derivate. In tal senso

consideriamo i due seguenti esempi. Esempio 1 Consideriamo la successione di funzioni f n : [0 , π ] R data da

di funzioni f n : [0 , π ] → R data da ′ f n

f n ( x) = sin(n 2 x )

n

si ha che f n 0 puntualmente:

sin( n 2 x)

n

1

n sup

[0, 1]

sin( n 2 x)

n

1

n 0

dunque f n 0 uniformemente. La successione delle derivate `e data da f n ( x) = n cos 2 ( n 2 x) che non converge n`e puntualmente n`e uniformemente. Esempio 2 Consideriamo la successione di funzioni definita come:

f n ( x) = x 2 + n con f n : [ 1 : 1] R

1

si ha che f n

inoltre:

C 1 ([ 1 , 1]) e che f n ( x) → |x| ∀x [1 , 1] puntualmente,

1

=

1

x 2 + n x 2

x 2 + n + |x|

1

1

n

1

n

1

= n 0

x 2 + n −|x|

Spazi normati

15

Cio`e:

x

1

sup 1, 1] |f n ( x) f ( x) |≤ √ n 0

[

allora f n f uniformemente, su [ 1 , 1], ma f / C 1 ([ a, b]), infatti f ( x) = |x| non `e derivabile in 0.

Spazi normati

1.2

Definizione 1.2.1. Sia X uno spazio vettoriale su R , si chiama norma su X un’applicazione · : X R che verifica:

a) x 0 x X e x = 0 x = 0;

b) x X λ R si ha λx = |λ| x ;

c) x, y

X si ha x + y x + y .

Definizione 1.2.2. La coppia ( X, | · ) si chiama spazio normato

Lemma 1.2.1. Sia ( X, | · ) uno spazio normato, allora ( X, d ) con d ( x, y ) = x y x, y X `e uno spazio metrico.

Definizione 1.2.3. Se X `e normato e completo allora X si dice Spazio di Banach.

Sia E un insieme e Y uno spazio normato, allora B( E, Y ) `e normato, al- lora B( E, Y ) `e uno spazio vettoriale normato, infatti ( f + g )( x) = f ( x)+ g ( x) e possiamo definire la norma ad infinito o norma infinito nel seguente modo:

f B( E, Y ) si ha f = sup ||f ( x) ||

x E

osserviamo che la distanza indotta dalla norma ad infinito `e la distanza uniforme, infatti:

f, g B( E, Y ) d ( f, g ) = f g = sup ||f ( x) g ( x) ||

x E

Se E un insieme e Y uno spazio di Banach, allora B( E, Y ) `e uno spazio di Banach, sia X uno spazio metrico e Y uno spazio di Banach, allora C b ( X, Y ) `e uno spazio di Banach. In particolare se Y = R , si ha che B( E ) e X b ( X ) sono di Banach. Abbiamo che la coppia ( C ([ a, b]) , · ) `e di Banach, ora

16

Successioni e Serie di Funzioni

C 1 ([ a, b]) ⊂ C ([ a, b]), ma la norma ad infinito non lo rende uno spazio di Banach, infatti, abbiamo gi`a osservato che esiste una successione di Cauchy di

elementi di C 1 ([ a, b]) che non

cio`e non `e di Banach. (vedi esempio 1.1.2), tuttavia `e possibile ca mbiare

norma su C 1 ([ a, b]) per renderlo completo.

converge in C 1 ([ a, b