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Capillari:

la funzione del sistema si capisce guardando l’esigenza della cellula, apporto ed eliminazione dei metaboliti.
Cio che avviene nei capillari dipende da cio che accade prima e dopo, cioe arterie e vene.
Il ruolo del circolo capillare è quello do mantenere la costanza dell’ambiente interno, se le cellule hanno bisogno di
ossigeno il capillare porta ossigeno, se se sono prodotti nutrienti e CO2 non piu utilizzabili vengono smaltite, quindi
apporto ematico è adeguato a queste esigenze, l’ambiente è cosi mantenuto costante. Alcune patologie riflettono un
insuff apporto ematico, ripercuotendosi in modificazioni dell’ambiente interno.
Quanti sono i capillari? Circa 40 miliardi, la maggior parte delle cellule sono ad intimo contatto con i capillari, distanze di
pochi micron che permettono scambi efficienti in tempi brevi, questo vale soprattutto per i tessuti attivi (cuore, muscolo,
rene, cervello), ma ovviamente ci sn delle eccezioni dove apporto ematico è ridotto e distanza dai capillari è ampia (tess.
Cartilagineo, occhio).
I capillari sn molto brevi, lunghezza di circa 1 micron e diametro dai 4 a i 7 micron, come i globuli rossi.
Il flusso è molto ridotto, 1mm/sec, quindi c’e il tempo x lo scmbio tra capillare ed interstizio.
Fig. 18-21 organizzazione del circolo capillare, interposto tra arterie e vene, ci sono diverse formazioni vasali:
– SISTEMA META ARTERIOLA VASO PREFERENZIALE che collega arteriola e piccole vene, e dal punto di
vista funzionale è un capillare (xk ci sn gli scambi). Pero nella prima parte presenta della muscolatura liscia
discontinua, che pero è persa progressivamente diventando il tipico capillare. (va da arteriola a venula)
– Poi vaso che origina dalla metarteriola o dalla arteriola e si riversa o nel vaso preferenziale o nelle vene ed è
detto CAPILLARE VERO. All’inizio presenta lo sfintere precapillare, che sn due cellule muscolari lisce a
decorso circolare che qnd contratte chiudono il capillare, quidi doppia condizione possibile, chiusi o aperti. La
maggior parte dei capillari sono chiusi, oltre il 75%, infatti se tutti fossero pervi il volume del circolo capillare
sarebbe superiore al volume circolante, quindi letale.
Ogni capillare vero alterna fasi di chiusura e fasi di rilassamento, la durata e il numero delle aperture dipende
dall’attivita metabolica dell’organo in cui si trovano, se organo è a riposo molti capillari chiusi, e durata
prolungata, viceversa se organo è attivo.
La muscolatura dello sfintere non è innervata, quindi controllato soprattutto da meccanismo metabolico.
Per vedere un letto capillare: prendere coniglio albino, bagniamo orecchio con acqua calda e vedremo cn lente di
ingrandimento dei filetti rossi che vanno e vengono.
Tutti i vasi sanguigni hanno un endotelio, che ha caratt particolari nei capillari, xk gli scambi devono attraversare questa
membrana che quindi regola gli scambi, ed esso poggia su una sottile lamina basale: fig. 1-8
3 tipi: CONTINUO, FWNWSTRATO, DISCONTINUO
Continuo: le cellule sono tra loro saldate da giunzioni strette, quindi scmbi poco agevoli, quindi scambi avvengono
attraverso la membrana cellulare o attraverso pori tra due giunzioni strette (valutati con orocolloidale).
Ovunque, soprattutto nel tessuto muscolare.
Fenestrato: ci sono delle fenestrazioni che attraversano da parte a parte la cellula, pori piu grandi, lo troviamo nel rene e
nell’apparato digerente.
Discontinuo: le cellule sono bassamente accostate le une alle altre, quindi pori piu grandi attraverso cui possono passare
sostanze di peso molecolare relativamente grande e anche delle cellule; endotelio poco selettivo, nel fegato, nel midollo
osseo, nella milza.
Endotelio prevalente è quello continuo, poi fenestrati e discontinui in organi particolari x fare svolgere delle funzioni
particolari (nell’apparato digerente permette il riassorbimento).
Come fa una parete cosi delicata ad opporsi alla pressione che vige all’interno? Spiegazione fornita dalle legge di
LaPlace: P= T/r, pressione dirett proporzionale al rapporto tra tensione e raggio. Quindi nei capillari abbiamo una P che
deve essere contenuta dalle proprieta elastiche della parete, P data soprattutto dalla membrana basale che ha poche
fibre elastiche ( e poco dalle proteine), quindi soprattutto grazie al raggio che è molto piccolo.
La P capillare è minore di quella alla fine delle arteriole;
maggiore di quella nelle vene; dovuto al gradiente pressorio, quindi la P capillare dipende dalla P
arteriosa e dalla venosa. Arteriosa poco importante xk alla fine del sistema arterioso esiste il FILTRO RESISTENZIAL
ARTERIOLARE, quindi possiamo avere P capillare normale pur in presenza di P arteriosa elevata.
Una ipertensione arteriosa è compatibile con una P capillare normale per via della resistenza arteriolare.
Quindi P capillare dipende da P arteriosa e dalla resistenza arteriolare.
Tra i capillari e le vene non c’e nessun filtro quindi le variazioni della P venosa si ripercuotono nella P capillare, quindi
determinante fondamentale della P capillare è la P venosa, cio che incrementa la P venosa provoca incremento della
Pcapillare.

Cuore dx insuff……P venosa aumenta…….quindi aumenta la Pcapillare


Cuore iperattivo, capacità di pompa superiore…..Pvenosa si abbassa…….quindi si abbassa anche quella capillare

SCAMBI:
in doppio senso, sangue interstizio, interstizio sangue, come possono avvenire?
Attraverso una parete gli scambi possono essere attivi o passivi.
Attivi: cellule o sostanze di grande PM attraversano la membrana con processo attivo di trasporto, con spesa di energia
Passivi: non avviene con consumo di energia, ma avviene attraverso scambi basati sull’esistenza di gradienti.
Come puo un composto attraversare la parete?
DIFFUSIONE: passaggio attraverso la membrana cellulare, operato da sostanze con basso pm e che puo attraversare il
doppio strato fosfolipidico, quindi liposolubile. Le sostanze in questioni sono i gas respiratori e l’acqua, l’acqua puo
diffondere ma la diffusione puo essere limitata da ragioni osmotiche, cosi va laddove è meno concentrata, conta il
gradiente di concentrazione. Ma c’e un problema per l’acqua, il passaggio di acqua puo generare un alto gradiente di
natura osmotica, quindi passaggio di acqua puo essere efficace o ininfluente a seconda dei gradienti che si generano, e
quindi entra in gioco altro meccanismo, per le sostanze idrosolubili che non possono diffondere ma devono usare dei
pori, che piu piccoli sono piu è selettivo il filtro. (aa, glucosio, proteine piu piccole come l’albumina nel caso in cui
imbocchi il poro), quindi la permeabilità dipende dal diametro del poro.
Le sostanze idrosolubili passano veicolate dall’acqua, e possono andare dall’interno dei capillari all’esterno, cioe
filtrazione, oppure dall’esterno all’interno dei capillari, cioe assorbimento.
Il fatto che una sostanza che rimane vincolata fa aumentare la P osmotica, richiamando dell’acqua, sia nel capillare che
nell’interstizio.
Il passaggio dell’acqua dipende da gradienti osmotici e di concentrazione delle sostanze presenti nei due compartimenti.
Da cosa dipendono gli scambi capillari?
Capillare ha una Pinterna detta P idrostatica capillare che favorisce la filtrazione.
Nell’interstizio c‘e una P idrostatica interstiziale che spinge in senso opposto.
Poi all’interno e all’esterno esistono delle proteine, quindi esiste anche una Π colloidosmotica (P osmotica delle
sostanze colloidali), quella interna richiama del liquido favorendo il riassorbimenro, quella interstiziale richiama del
liquido favorendo filtrazione.
Quindi abiamo due gradienti pressori (idrostatico e colloidosmotico) che tendono a favorire o filtrazione o riassorbimento,
questi gradienti sn stati studiati da Starling, quindi legge di Starling per i capillari:
Q= CFC (Pc – Pi) – (Π c− Π i)
Gradiente di P idrostatica meno gradiente di P colloidosmotica
Questa finale ricorda la legge del flusso: Q=dP/R, quindi è applicazione della legge fondamentale del flusso a livello della
parete dei capillari.
Questo CFC dipende da ragioni strutturali:
– Area di superficie di scambio (maggiore è l’area maggiore è CFC)
– Spessore della parete (piu spessa è la parete, piu bassa è la CFC)
– Viscosita del sangue (irreversibilmente proporzionale)
– Endotelio del capillare
Se i due gradienti pressori fossero uguali, non succede nulla; scambio=0.
Se P maggiore di Π , filtrazione
Se Π maggiore di P, riassorbimento
Lo scambio puo avvenire in una direzione o nell’altra a seconda dei gradienti pressori.
Al cambiare dei valori cambia la fisiologia del capillare.
Sono delle pressioni che non si possono misurare, quindi sono delle STIME, ai tempi di Starling, come misurare la P
nello spazio interstiziale (cioe spazio tra due cellule)?
Si ipotizza che se i tessuti hanno consistenza pastosa, pa P interstiziale ha circa valore 1.
La P idrostatica del capillare dovendo essere minore della arter e maggiore della venosa, e perche c’e gradiente
pressorio, quindi non è costante per tutto il letto capillare. (piu elevata nella estremita esterna e piu bassa nella venosa),
quindi ipotesi CONVENZIONALE: fig. 8,2
34 nell’estremita arteriosa, 14 nella venosa; sono stime, quindi ipotizzate.
I valori colloidosmotici, valutati nel circolo capillare muscolare: Π i=5 circa, Π c=28 circa, sempre stime date dalla
conoscenza delle proteine plasmatiche.
Allora: Pc – Pi = 33, Π c – Π i = 23 filtrazione nella estremita arteriosa
13 e 23, riassorbimento nella estremita nenosa
23 e 23, niente scambio a meta strada.
Quindi i capillari sono formazioni che filtrano dall’estremita arteriosa e riassorbimento nella venosa.

Schema per molto accettato, finche qualcosa non lo complico: possibilita di misurare la P nel liquido interstiziale,
costruendo delle sfer cave che contengono dei fori e inserite nell’interstizio; cio induce la proliferazione delle cellule che
passano dai fori e riveste lo spettro internamente e parte centrale con liquido interstiziael: legge di Pascal:
la P che misuro all’interno della sferetta deve essere uguale alla interstiziale, quindi metto una ago nel foro della sferetta
ponendo l’ago nel centro della sferetta, collego col manometro e misuro la P interstiziale.
Spidalieri lo ritiene valido questo metodo.; altri dicono che è lontano dalla realta.
Cio ha fatto rivalutare il tutto:
la P interstiziale, frutto di una misurazione, è NEGATIVA, attorno ai -8 nel tessuto muscolare (cmq ance glia ltri tesuti
valori negativi), ecco quindi ipotesi piu probabile:
la collodoismotica rimane uguale, mentre la Pcapillare oscilla tra 16 e 14, quindi si è modificata la P d’ingresso nei
capillari.
Quindi: nell’estremita arteriosa: 16- (-8)= 24, nell’estremita venosa 14- (-8)= 22
A livello arterioso la differenza diventa 24-23= 1 e a livello venoso diventa 22-23= -1
Quindi non vale piu la regola estremita arteriosa filtrante e venosa riassorbente, xk gradiente è molto basso, quindi un
capillare puo essere filtrante o riassorbente a seconda dei valori delle pressioni, quindi a seconda della condizione un
capillare puo diventare completamente filtrante o assorbente.
Esempio:
qnd stiamo in piedi la P venosa aumenta nei piedi: aumenta la P capillare e quindi capillare diventa filtrante, e quindi
aumenta il liquido interstiziale e si ha edema fisiologico.
Qnd siamo nel divano coi piedi in alto la P venosa cala e il capillare tende ad assorbire. Quindi variano continuamente le
condizione del capillare.
La P venosa puo aumentare per insufficienza del cuore dx, xk il sangue si accumula nei vasi venosi e cio induce
all’aumento della P venosa e capillare, e si incentiva la filtrazione.
Donna con caviglie gonfie, una possibilita è insuf del cuore dx.
Malattia renale: il filtro renale non trattiene le proteine, se perdo con filtro renale delle proteine , la Π del sangue cala e
capillare diventa filtrante, quindi edema.
Emorragia interna: se P arteriosa diminuisce, vasocostrizione a livello arteriolare, e cio fa si che la P idrostatica capillare
diminuisce, il capillare diventa riassorbente, richiama del liquido dall’interstizio ai capillari. Questo dapprima è positivo
perche compensa le perdite ematiche dovute all’emorragia, ma cio fa si che la Π diminuisce e cio è negativo.
Se emorragia continua, il rimo compenso viene meno.

Altro fatto che puo modificare la situazione è intervento a livello di CFC, filtro piu o meno permissivo se infiammazione
del capillare e quind scambi diversi,i per esempio c’e arrossamento della cute con edema per scottatura, patologia che
altera scambi capillari, x cui tendenza del liquido ad uscire dal capillare e formazione dell’edema.
In conclusione il capillare presenta modesta tendenza alla filtrazione all’inizio, e modesta tendenza del riassorbimento
alla fine, ma puo diventare tutto filtrante o riassorbente se si verifica una di queste situazioni.
Altro esempio: patologia che interferisce con sintesi delle proteine plasmatiche e la conta delle proteine cala.

Questi scambi a quanto ammontano?


Il sangue che circola nel sistema in una giornata: flusso è di 5l/min, quindi 7200 litri di sangue circolanate, di questo il
volume scambiato è poco superiore al 2%, circa 20 litri di liquido filtrato nei capillari nelle 24h (1/3 del peso corporeo), di
questi 20, l’85% viene riassorbito.
Quindi equilibrio tale per cui la capacita di filtrazione maggiore dell’assorbimento, a livello dei tessuti sono lasciati 3 litri al
giorno, ma non puo succedere e quindi quest quota non riassorbita dai capillari è xo riassorbito dal circolo linfatico.
Questo non è un circolo chiuso, ma aperto, i capillari linfatici sn a fondo cieco, finiscono a cul di sac, da qui liquido viene
drenato in dotti linfatici diversi, questo perche l’endotelio ha poche giunzioni strette e le cellule sono sovrapposte tra loro,
come una valvola, xk se P dell’interstizio è maggiore a quella del capillare lo spazio si allarga e il liquido passa
dall’interstizio al capillare, e non puo uscire xk se la P si inverte le cellule si saldano tra loro.
E x quanto riguarda le proteine, entrano e non possono abbandonare e quindi trattengono per ragioni osmotiche del
liquido: come progredisce il liquido nei capillari? Contrazione alternata al rilasciamento dei muscoli, che comprime i vasi
linfatici e il liquido è spostato in direzione centripeta; inoltre le pulsazioni dei vasi arteriosi, quindi P nell’interstizio cehe
variano continuamente, qnd i vasi arteriosi si dilatano, aumenta la P del liquido interstiziale che è indotto ad entare nei
vasi linfatici; qnd la P cala, il liquido non puo fuoriuscire; poi nei linfatici piu grandi c’e muscolatura liscia che genera il
flusso.
Quindi sistema che assicura il drenaggio della quota di liquido che è filtrato e non riassorbito.
Inoltre uil linfatico asporta continuamente le proteine e si genera una depressione, e questo sembra essere la causa
della P minore di zero nell’interstizio; è una ipotesi.

Circoli distrettuali ( ognuno ha le proprie caratteristiche):


CIRCOLO CORONARICO: quali sono i determinanti del circolo? Da cosa dipende?
Fattori di ordine meccanico, nervoso e umorelae; di ordine meccanico:
.la Parteriosa, piu è elevata, maggiore è il flusso
.il fatto che i vasi decorrono nel muscolo cardiaco, che alterna contrazione e rilasciamento; contrazione che schiaccia i
vasi, quindi attivita cardiaca è fattore meccanico determinante del flusso ematico coronario, che si ripercuote in modo
diverso nel cuore dx e sx perche le P sono diverse.
Fig.31,3 Sfigmogramma:
nel ventricolo sx la P è piu elevata uindi i vasi coronarici di sx sn piu compressi, e all’inizio c’e un cenno di flusso
negativo, infatti sono chiusi e quasi spremuti nel senso opposto, quindi accenno di flusso retrogrado, poi flusso nella
sistole in funzione del gradiente pressorio e flusso elevato nella diastole.
Nel ventricolo dx max nella contrazione sistolica, perche la P a quel livello è molto bassa e meno rilevamente lo
schiacciamento dei vasi.

Vediamo quanto è importante la compressione meccanica dei vasi: fig.55,4


Si perfonde la coronaria a P costante, poi il ventricolo viene fatto fibrillare, a questo punto si elimina il fattore di
compressione del vaso, e ora il flusso aumenta e aumenta la PO2;
dopo 30 minuti sia il flusso che la PO2 sono tornati a livelli precedenti (meccanismo miogeno).
Se ora stimolo il simpatico, vasocostrittore, all’inizio si ha vasocostrizione ma poi si ha vasodilatazione, espressione del
meccanismo metabolico, che è tanto potente da aumentare l’attivita metabolica che produce piu metaboliti vasodilatatori
che vincono la stimolazione simpatica.
Infatti PO2 prima cala e poi arriva a livelli superiori, cio esprime il confronto tra vasocostrizione del simpatico e
vasodilatazione di origine metabolica.

Fig.31,7 Fattori che aumentano o riducono la resistenza coronarica vascolare: tra i metaboliti vasodilatatori ADENOSINA
(pie potente vasodilatatore del cuore), poi anche PO2, PCO2, acido lattico, H+,K+. Poi c’e anche il simpatico, e il
controllo umorale(recettori alfa, vasocostrizione, e beta, vasodilatatori, adrenergici). Poi meccanismo miogeno e
metabolico.

Altri due circoli distrettuali: CEREBRALE, la regolazione è soprattutto metabolica, operata dalla PCO2. Il volume di liquidi
in ingresso deve essere uguale a quelli in uscita, non ci deve essere un’edema. Perche il cervello è chiuso nella scatola
cranica senza possibilita di espandersi.

CUTANEO, circolo regolato soprattutto da meccanismo nervoso, importante per la termoregolazione.


Qnd bisogna disperdere calore: circolo prfondo e circolo superficiale che cambia a seconda delle condizioni in cui si
trova l’organismo.
FREDDO: sangue drenato verso i vasi profondi, grazie al simpatico che controlla anastomosi arterovenosa; il sangue si
distribuisce nella parte profonda della cute. (il sangue ch ritorna dalle vene che è un po’ piu freddo si scalda xk
scambiato controcorrente con il sangue dei vasi arteriosi, quindi UNIFORMARE la temperatura, e la vasocostrizione fa si
che poco sangue vada in superficie.
CALDO: il simpatico è inibito, piu sangue in superficie e quindi effetto di dispersione di calore è incrementato.
Pero questo meccanismo puo essere modificato in certe circostanze:
- in montagna, la temperatura è piu bassa, vasocostrizione cutanea x conservare il calore, riduzione dell’apporto ematico
che provoca accumulo di metaboliti vasodilatatori, ecco perche tessuti esposti all’esterno presentano una
vasodilatazione, e quindi vasi esposti all’esterno vanno incontro a vasodilat e vasocostr.
Meccanismo questo che diventa PERVERSO:
xk se si resta intrappolati nella neve, ischemia prolungata, xk apporto termico dell’organismo non mantiene la
Temperatura elevata e quindi dei tessuti possono cristallizzare.
Qui il controllo del simpatico è sopraffatto da altre regolazioni, come il metabolico, che genera un segnale che supera
quello simpatico.