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A sua eccellenza il prefetto di Siracusa


Al portavoce M5s Commissione Ambiente della camera dei deputati on. Claudia
Mannino
Al portavoce M5s Commissione Affari sociali e Sanit della camera dei deputati
on. Giulia Grillo
All'assessore regionale all'Ambiente Maria Rita Sgarlata
All'Assessore regionale alla Sanit Rita Borsellino
Al presidente IV Commissione Ambiente Ars Giampiero Trizzino
Al portavoce M5s Commissione Antimafia Ars on. Stefano Zito
Ai sindaci del quadrilatero industriale: Rizza, Palmeri, commissari di Augusta
Alla procura di Siracusa
Alle procure antimafia Palermo
Alla corte dei conti
Alla comunit Europea


Il 15 aprile dello scorso 2012 una delegazione del movimento 5 stelle di
Siracusa, Melilli, Priolo, Augusta, guidata dalla dott.ssa Mara Nicotra,
ricercatore esperto in problematiche ambientali della IV Commissione
Ambiente M5S Siracusa, incontra il presidente della IV Commissione Ambiente
dell'Ars Giampiero Trizzino (M5S) per attenzionare l'inquinamento industriale
dell'aria siracusana di natura delle raffinerie.
La Nicotra spiega a Trizzino, con dati scientifici alla mano, che taluni degli
inquinanti emessi in atmosfera dalle industrie petrolchimiche ed immessi
nellaria ambiente, anche potenzialmente ad attivit cancerogena con possibili
conseguenti effetti sulle comunit limitrofe alla fonte di emissione, non sono
normati dall'attuale decreto nazionale (155/2010) sulla qualit dell'aria
ambiente.
Tra laltro, parte di essi vengono emessi nel corso degli sfiaccolamenti continui
delle torce degli impianti, le quali, ben visibili anche a distanza, restano accese
senza apparente motivo data la loro funzione di sistemi di sicurezza. Da ci
deriva la necessit che nelle aree industriali oltre ai classici inquinanti dellaria
ambiente urbana, come NOx e SO2, assumono particolare incidenza anche
altre sostanze, tipo benzene orario, acido solfidrico, specifici idrocarburi non
metanici e mercaptani, abbondantemente presenti, ogni ora del giorno, come
ampiamente rilevato, nelle aree a rischio siciliane.
Il problema non sta ovviamente nella predisposizione di qualche decreto,
spiega Gioacchino Genchi, chimico gi dirigente del Servizio Tutela
dallinquinamento atmosferico del dipartimento ambiente della regione
siciliana come si ricorder rimosso dallincarico per non aver, tra laltro,
concesso la realizzazione di un mega inceneritore (500 mila tonnellate) che
doveva sorgere a Punta Cugno dentro lo stabilimento Enel Augusta, accanto ad
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altri 4 grandi impianti di combustione, Gespi, Oikothen, Buzzi, Unicem, ma
nella assenza totale di un piano complessivo di risanamento ambientale,
nonostante che nel 1995 fossero stati predisposti i piani per le aree a rischio di
Siracusa e Gela ed il Ministero dellAmbiente avesse stanziato per essi 100 e 40
miliardi di lire, il cui utilizzo rimane ancora materia oscura. Analoga la
situazione per la terza area della regione dichiarata a rischio nel 2002 che
comprende i 6 comuni del Comprensorio del Mela. In questo caso il piano di
risanamento non mai stato redatto ed i 7.500.000 euro stanziati dallARTA
per il piano e gli interventi formano anchessi materia oscura.
Nel 2007, invece, lARTA approva con un decreto assessoriale un c.d. piano
regionale di risanamento ambientale dell'aria, che alla prova dei fatti risulta il
frutto di un copia incolla dellomologo della regione Veneto (peraltro gi
bocciato dalla Commissione Europea) e di numerosi altri documenti. Si apre un
putiferio mediatico, partono le inchieste, ma il piano ancora, incredibile ma
vero, sul sito web dellARTA, nonostante le numerose audizioni e processi in
atto, che confermano l'irresponsabilit dei soggetti controllori.
Su questa vicenda il deputato all'Ars (M5S) Stefano Zito presenta 2
interrogazioni parlamentari e in un tavolo prefettizio dichiara che nel
quadrilatero siracusano oltre ad non esserci i dovuti controlli negli impianti,
carenti e poco attendibili sono le centraline sulla qualit dell'aria, considerato
che su 365 giorni lanno funzionano forse per la met..
Si evidenzia anche il grande conflitto di interessi che esiste tra ASP-industrie e
comuni del quadrilatero industriale siracusano. Nel senso che non solo manca
una normativa ad hoc riguardante l'inquinamento industriale dell'aria che si
respira, ma i comuni consentono ancora all'industria, attraverso il Cipa
(Consorzio per la protezione Ambiente degli industriali), di stare all'interno di
una rete di rilevamento pubblica attraverso un protocollo di intesa istituito nel
2005 per contrastare tale inquinamento. Ci chiediamo: normale che chi deve
essere controllato diventi controllore di se stesso? E normale che l'industria
attraverso il Cipa, il cui presidente anche il coordinatore del registro tumori
della Sicilia orientale, debba controllare la qualit dell'aria delle centraline
della provincia alla stessa stregua di una Arpa, che lorgano di controllo
istituzionale? Ma allora per questo motivo che l'Asp Siracusa non fa
correlazioni tra il dato ambientale e patologie tumorali nonostante Arpa e
provincia inviano loro i dati degli inquinanti petrolchimici non normati ma
comunque rilevati?
Ma come fanno i sindaci che rappresentano la massima autorit sanitaria a non
intervenire quando si verifica un picco orario di benzene (ben noto
cancerogeno) o quando sanno chi delle industrie ha causato lincidente o
emesso sostanze chimiche maleodoranti?
Come fanno a tacere e non intervenire sapendo che la gente del quadrilatero
sta morendo di cancro? Ma perch ogni qualvolta che si registra uno
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sforamento di PM10 subito scatta lallarme e invece per il benzene, lH2S e gli
idrocarburi non metanici, mai? Non mai avvenuto neanche quando esisteva il
decreto regionale 888/17 detto codice di autoregolamentazione, che avrebbe
dovuto far abbassare alle aziende lemissioni di idrocarburi non metanici ogni
qualvolta superavano 200 ug/m3 ogni 3 ore. Ma questo limite era vincolato
allOzono, quindi il tutto si attribuiva allo smog urbano. In ogni caso tale
decreto non ha mai funzionato!
Ma chi sono i Sindaci? Politici alla stessa stregua di tutti gli altri che occupano
posti di governo o di opposizione a Palermo e a Roma e che fino ad oggi non
hanno mosso un dito per risolvere il problema. Dallo stato dellarte emerso dai
dati dello scorso convegno del 25 luglio possiamo ancora fidarci della politica?
Vorremmo dire di si, ma abbiamo perso ogni speranza, ed allora riversiamo
tutta la nostra aspettativa verso le Procure, e gi un primo segnale forte lo
abbiamo ottenuto. Non a caso il 25 luglio al convegno abbiamo avuto lonore e
il piacere di vedere la presenza del dott. Francesco Paolo Giordano, procuratore
capo della procura del tribunale di Siracusa che ascoltava le relazioni scottanti
dei nostri relatori, ove emergevano situazioni veramente drammatiche, come
ad esempio il caso per cui ogni ora del giorno si registrano concentrazioni
cancerogene di benzene soprattutto a Priolo.
Si evidenziano i giorni: 25 dicembre 2009 ove la popolazione priolese stata
costretta a respirare per ben 15 ore consecutive oltre 450 ug/m3 di benzene e
l'8 marzo 2013 per la festa delle donne in cui si riscontrano oltre 700 ug/m3 di
benzene per 19 ore consecutive (Nicotra, 2014-Che aria tira nel quadrilatero
siracusano? Un decreto per normare-pubbl. Convegno 25 luglio Siracusa).
Ci viene di affermare che questo un omicidio se ci dovesse venire un cancro
(cit. Don Palmiro Prisutto), poich la soglia cancerogena espressa dalla
letteratura scientifica non deve superare 260 ug/m3 di benzene al giorno che
equivale ad una soglia bassa di benzene di 0,26mg/m3 (Crum & Allen 1984;
Paxton et al. 1994) .
La conferma che esiste un nesso tra cancro e inquinamento industriale stato
il tema della relazione del prof. Burgio dellECERI.
Queste sostanze, a Priolo, tra laltro, sono presenti contemporaneamente nelle
stesse ore del giorno ad altri composti tossici e odorigeni, quali lidrogeno
solforato e talune classi di idrocarburi non metanici. Stessa situazione si
riscontra ad Augusta, Melilli e Belvedere.
Dalla correlazione dei dati monitorati in ciascuna di queste stazioni viene fuori
che all'aumentare dell'H2S aumentano in modo esponenziale anche gli
idrocarburi non metanici, mentre, a Melilli, a differenza di Priolo, all'aumentare
del benzene aumenta in modo esponenziale l'H2S.
Tali dati vengono confermati in maniera ancora pi incisiva dal direttore
dell'Arpa Siracusa dott. Gaetano Valastro, il quale, da relatore anch'egli al
convegno, ha anche lamentato che ogni anno alla struttura vengono diminuite
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sempre pi risorse umane e finanziarie. Sar un caso? Ci chiediamo: voluto da
chi? Perch la regione siciliana non intervenuta negli anni sugli aspetti
gestionali dellARPA? Perch lARTA non ha esercitato, come dovuto, la
vigilanza sulloperato dellARPA, sulla deriva dei controlli ambientali, ecc. , che
via via ne hanno depotenziato le gi limitate attivit a tutto vantaggio dei
controllati?
In un documento Arpa (vedi allegato) pervenuto allAssemblea Regionale
Siciliana su richiesta dellon. Angela Foti della IV Commissione Ambiente
emerge che il benzene nelle stazioni industriali siracusane supera quasi sempre
il limite annuale che 5 ug/m3 (decreto 155/2010).
Se cos , allora come si spiega che il prof. Sciacca presidente Cipa e del
registro tumori di mezza Sicilia possa affermare che laria della zona industriale
di Priolo, Melilli e Augusta OK? Che le polveri sottili derivano dal deserto e
che tumori derivano dai metalli pesanti dellEtna?
Non vi sembrano queste affermazioni offensive per il POPOLO INQUINATO?
Ad Augusta Don Palmiro Prisutto ogni 28 del mese celebra una messa funebre
ricordando quanti giovani e bambini muoiono per cancro. Don Palmiro sta
dimostrando che ogni 2 decessi uno morto per cancro.
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Il 18 maggio 2013 Melilli (SR) viene invasa dallennesima nube tossica di
mercaptani L'odore nauseabondo gi ad una concentrazione di oltre 20 ug/m3
dalle ore 12 alle ore 22:30 circa, infastidisce parecchi residenti e come al solito
le industrie del petrolchimico siracusano davano come risposta al prefetto e al
sindaco di Melilli Pippo Cannata "qui tutto a posto".
Come se non sapessimo che solo 2 raffinerie nel territorio siracusano: Esso e
Isab producono tale sostanza.
Due giorni dopo allIsab impianti Nord muore un operaio di Priolo per aver
respirato in maniera off limits dell'acido solfidrico probabilmente ad una
concentrazione oltre 500 ppm, proveniente da un guasto dell'impianto da cui
veniva prodotto questo gas dallazione tossica simile allacido cianidrico. E se
per un verso levento luttuoso ripropone ancora una volta in maniera
drammatica il problema della sicurezza degli impianti ad alto rischio di incidenti
rilevanti, per altro verso va considerato che le concentrazioni misurate a Melilli,
Priolo e Belvedere dellacido solfidrico vanno oltre 70 ugNm3 e cio oltre la
soglia odorigena fissata dall'OMS che e' 7ug/Nm3. Un ulteriore conferma alla
richiesta che detto inquinante, normato in fase emissiva, debba trovare
altrettanti limiti normativi, in atto mancanti, anche a livello di aria ambiente.
Ci chiediamo a cosa servono i controlli alle emissioni, ammesso che siano
sufficientemente adeguati, se le multinazionali titolari degli impianti se ne
infischiano di sistemare i loro impianti nel rispetto delladozione delle migliori
tecnologie disponibili e la fanno sempre franca anche quando ci scappa il
morto?
A seguito di questo incidente il 26 maggio 2013 la IV Commissione Ambiente
della regione siciliana si riunisce ad un tavolo tecnico al comune di Melilli e,
acquisito lo stato dell'arte sulla cattiva qualit dell'aria del quadrilatero
industriale, il presidente Trizzino e il deputato Zito fanno notare ai presenti
(industrie, deputati regionali, Arpa, Asp, Sindacati, Sindaci) che evidente che
c' stato uno spreco di denaro pubblico dagli anni 90 ad oggi e che un
intervento di risanamento e/o di bonifica non stato mai fatto. Gli stessi dopo
qualche giorno sporgono denuncia, specificando che nel territorio di Siracusa
sono spariti in totale 100 miliardi delle vecchie lire del piano di risanamento
mai attuato in questarea cos come i 40 miliardi per larea di Gela, ricordando
anche le mancate bonifiche per le quali nel 2005 vennero stanziati 770 milioni
di euro dallallora ministro dellambiente Prestigiacomo Si ricorder, infatti, che
laccordo di programma prevedeva anche la riconversione e riqualificazione
degli impianti, le bonifiche sia per i fondali al mercurio della rada di Augusta
che per i suoli e i pozzi al benzene di Priolo, oltre che la previsione di dare
respiro pure al Porto Grande di Siracusa e complessivamente allintera area
industriale. Purtroppo apprendiamo dai tavoli tecnici prefettizi che
quell'accordo di programma non and avanti perch solo Isab partecip alla
transazione con ben 30 milioni di euro. In un siffatto scenario dove il principio
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del chi inquina paga platealmente violato gli unici a pagare, con la vita
per, sono i residenti e gli operai che lavorano negli stabilimenti industriali.
Tutto ci pure scritto nellAtlante regionale sanitario e gli studi epidemiologici
di recente pubblicazione su Sentieri ne confermano la veridicit. Le inchieste e
le interrogazioni parlamentari di Stefano Zito continuano, cos come quelle
dell'on. Amoddio, dalla quale attraverso la stampa si apprende che di quei 770
milioni di euro ne sono rimasti solo 50 mila nei fondi CIPE. Ci chiediamo: il
resto in quale tasca sono finiti?
Nel frattempo montano le proteste e le azioni legali del "popolo inquinato" di
Gela, Milazzo e Priolo. Un consigliere comunale Giuseppe Marano viene
denunciato da ENI per procurato allarme ad un risarcimento di 400 milioni di
euro, mentre a Gela la stessa ENI chiede a David Melfa un risarcimento di un
milione di euro per lo stesso motivo.
E mai possibile che quando c' qualcuno che difende la salute dei cittadini
viene perseguitato piuttosto che protetto?
Sar vero che a distanza di 9 lunghi e funesti anni il ministero all'Ambiente
mette a disposizione i primi 115 milioni di euro per le bonifiche del Sin di
Priolo? Oppure solo passerella politica come successo in passato con i soldi
della bonifica della rada di Augusta? basteranno?
O sono stati stanziati solo sulla carta come precedentemente fatto? E gli altri
soldi, quelli sbandierati nel 2005 dall'ex ministro all'ambiente Prestigiacomo
durante la sua bella campagna elettorale chi li ha intascati? Certo di stranezze
se ne vivono tante al punto tale che il successore della Prestigiacomo, Clini,
stato arrestato per aver intascato mazzette per 600 milioni di euro inerente lo
scandalo idrico che lo legava alla Libia.
Il 13 settembre Mara Nicotra, cittadina anch'essa del popolo inquinato di
Siracusa, Priolo, Melilli e Augusta, stanca di morire di puzza e di veder morire
amici, genitore e parenti di cancro a causa degli inquinanti industriali immessi
nell'aria, presenta a sua eccellenza il prefetto di Siracusa un esposto, con tutta
una serie di proposte operative da realizzare al pi presto possibile nel nostro
territorio. Come per es. implementare centraline di rilevamento aria;
estromettere il Cipa dalla rete pubblica di monitoraggio dell'aria; potenziare
Arpa Siracusa di risorse umane e finanziarie; realizzare un Simage con
telerilevamento e sistema delle emergenze; realizzare una normativa
riguardante, a livello di immissioni nellaria ambiente gli inquinanti odorigeni e
cancerogeni di derivazione delle raffinerie con sistemi di allarme e sanzioni
previste per le industrie ree; far correlare allAsp il dato ambientale con
patologie tumorali; eliminare leffetto bolla dai camini; adottare sistemi efficaci
di controllo quali-quantitativi degli inquinanti emessi dalle torce, realizzare
piano di risanamento aria; riconvertire impianti verso una chimica verde. Ma
ad oggi non si fatto nulla.
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Il 26 settembre 2013 lon. Trizzino convoca a Palermo un'altra Audizione di
Commissione per far rimuovere dal sito web dellARTA quellindecoroso piano di
risanamento regionale dell'aria frutto del copia e incolla dal piano della regione
Veneto e da altre fonti, tanto denunciato da numerose associazioni
ambientaliste (Legambiente, Decontaminazione Sicilia, AugustAmbiente, Isola
Pulita, CGIL, ecc.) chiamando a rispondere l'assessore all'ambiente regionale
del tempo Mariella Lo Bello, In quel contesto, fu chiesto all'assessore Lo Bello
di rimuovere quel piano e fu posto il problema di intervenire a livello normativo
su taluni inquinanti caratteristici dellaria ambiente nelle aree industriali.
L'assessore fu costretta ad ammettere la copiatura di parti del piano e si
impegn a convocare a breve termine un tavolo tecnico per le questioni
normative. Da li a poco, in una successiva audizione, l'assessore si rimangi
ogni cosa e non diede poi seguito a nessuno degli impegni presi. Da allora
(dicembre 2013) un'altra audizione su questo tema non si pi fatta.
Il 20 maggio 2014, Mara Nicotra, vittima di un altro cancro in famiglia, muore
il fratello Mauro di anni 57, rompe il silenzio assordante da parte della regione
siciliana, e sempre pi imperterrita presenta una denuncia alla procura di
Siracusa, allegando i risultati di uno studio sulla cattiva qualit dell'aria e del
grosso conflitto di interessi che si muove tra industria, politica e Asp.
Nel frattempo la procura rinvia a giudizio Isab per aver avvelenato le falde
acquifere di Melilli e per aver riscontrato ettari e ettari di terreno che galleggia
sugli idrocarburi.
Ora il "popolo inquinato" di Siracusa, Priolo, Melilli, Augusta, Gela e Milazzo
dice basta a questo sterminio generato da un sistema di criminalit politico-
mafiosa organizzata e pretende di essere ascoltato. Sta a Lei caro assessore
Sgarlata dimostrare nei fatti e con azioni concrete di non volere seguire le
strade battute dai suoi predecessori. Sta a Lei dimostrare di voler portare
avanti tutte quelle azioni tecniche, scientifiche, legali e legislative cui i suoi
predecessori si sono sottratti di adempiere. Ritiri una volta per tutte lobbrobrio
del piano copiato, avvii, anche con la collaborazione delle associazioni
ambientaliste e dei comitati civici, la realizzazione di un piano di risanamento
ambientale sulla qualit dellaria che affronti, tra le prime problematiche, la
valutazione a livello di immissioni nellaria ambiente di limiti tabellari alle
sostanze odorigene e cancerogene dei petrolchimici. Una bozza di proposta
stata illustrata al convegno del 25 luglio a Siracusa dalla dott.ssa Nicotra.

IL POPOLO INQUINATO NON PIANGE, MA LOTTA
WE SHALL OVERCOME

Popolo inquinato del quadrilatero siracusano
Popolo inquinato di Gela
Popolo inquinato di Milazzo
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Meetup "Costruiamo insieme M5S Siracusa"
IV Commissione Ambiente meetup "Costruiamo insieme M5s Siracusa"
Comitato Ambiente Belvedere
Movimento 5 stelle Priolo
Movimento 5 stelle Melilli- Villasmundo- Citt Giardino
Movimento 5 stelle Augusta
AugustAmbiente
Decontaminazione Sicilia
ECERI
Isola Pulita

Firmatari referenti impegnanti nella battaglia in prima persona:
Arturo Andolina referente popolo inquinato del quadrilatero siracusano
David Melfa: referente popolo inquinato di Gela
Giuseppe Marano referente popolo inquinato di Milazzo
Rosario Messina portavoce del meetup Costruiamo insieme M5S Siracusa
Lina Zanch portavoce del meetup Costruiamo insieme M5S Siracusa
Mara Nicotra: referente IV Commissione Ambiente meetup Costruiamo
insieme M5S Siracusa
Massimo Marino referente Comitato Ambiente Belvedere
Giorgio Pasqua portavoce M5S Priolo
Domenico la Scala portavoce del M5S Melilli-Villasmundo-Citt Giardino
Giusy Chiaramonte portavoce del comitato Priolo Verde
Padre Palmiro Prisutto
Sarah Marturana attivista M5S Augusta
Mauro Caruso attivista M5S Augusta
Luigi Solarino presidente AugustAmbiente
Pino Pisani presidente Decontaminazione Sicilia
Gioacchino Genchi, gi dirigente chimico Regione Siciliana
Mario Casella responsabile mailing list Decontaminazione Sicilia
Ernesto Burgio ricercatore e responsabile ECERI
Pino Ciampolillo Coordinatore Comitato Cittadino Isola Pulita Isola delle
Femmine