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Michele Caccamo

CHI MI SPAZIERÀ IL MARE

ZONA

1
Chi mi spazierà il mare
di Michele Caccamo
ISBN 978-88-95514-12-3

© 2007 Editrice ZONA, via dei Boschi 244/4 loc. Pieve al Toppo
52040 Civitella in Val di Chiana - Arezzo
tel/fax 0575.411049
www.editricezona.it - info@editricezona.it

Stampa: Digital Point - Ponte Felcino (Pg)


Finito di stampare nel mese di ottobre 2007

2
PREFAZIONE
Amore fisico, amore metafisico, liriche pregne di vorace deside-
rio di corpi in movimento ma altresì dischiuse ad una idealità rara e
rarefatta.
Michele Caccamo conosce bene l’irregolarità dell’ode ma se-
duce la conclusione di ogni verso, con ciò denunciando ampia con-
fidenza con il messaggio poetico.
Spaziando dall’erotismo alla furia degli elementi, dal bisogno di
colloquiare alla morte, il nostro poeta irrompe nei sentimenti della
gente quasi secondandoli e scoprendoli poco a poco. E lo fa antici-
pando con una rara introspezione i contenuti del vivere quotidiano e
quasi anelando per il lettore, l’uomo, un irrefrenabile bisogno di aria,
respiro, una sopravvivenza mai rinunciata.
C’è pure uno sfogo inedito per quello che il poeta scrive appar-
tenendosi degnamente all’era dei poeti moderni e sensibili.

Alda Merini

3
a mio padre, andato

4
chi mi spazierà il mare
a norma di Dio
quale esule reale
tutta la materia irrigidita
io vengo da cento luoghi
cento apparenze
da milioni di desideri
vengo dall’universale
dalla memoria santa
e ho una particella
che ripete l’anima
il grembo eterno
per semplice sorte
io sono un viaggiatore
un calcolo perpetuo

5
dentro a questo lavatoio
sembro pietra carica
la gravità
come potessi ritornare
con un solo movimento
delle viscere
oh Santo Dio
lascia i tuoi ferri ancora in attesa
disperdi la tua lingua
e lasciami nella carne
ancora nei sensi

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in tutte quelle stelle elettriche
quelle pergole volanti
in quelle curve inverse
che bruciano e poi risplendono
io sfiderò il tempo
di tutto il creato
il deserto gigante
e sarò luce di cannoni
spezzerò la storia
con un carico di pietre
sarò forza incessante
mani barbare
sarò l’opera del paradiso
la massa celeste
scoprirò i secoli
e sarò l’eterno
il giaciglio

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e ancora madonna benedici
e annunzi leghe vive
in ogni massa
ma chi ti sente
se hai germi caldi
dentro al seno
e nessun estro
se sei fumo occidentale
carne proibita
una tarantola velata

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ho la soglia di questo mare
nelle ossa
e vorrei alzarmi
e spezzarlo con le braccia
ma gli rimango dietro
arenato
piantato come una torre

9
è di vapore la notte
è muta
tutto si sottrae
e mi lascia esistente
come fossi una luna
metafisica risorta
non so da quale parte è l’aria
in quale bocca
in che modo respiriamo
io qui mi piego
e piango
come l’unica vittima
interamente chiuso
in questo vuoto
ravvolto in quel cielo
che invano guardo
così senza altezza
stretto al suolo
agonizzante fino ai piedi
come una traccia a terra

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…e noi qui
matricole generate
nel nome di Dio
mutati tutti in pali
forse antenne
siamo simboli
ognuno un filo sceso
un legaccio aereo
siamo frutti universali
conserviamo i confini
le orbite
siamo fili forti
eterni come massi
per quella morte limpida
dove si difende
un’aria aromatica
una voce indivisa
una veglia
dove si produce l’anima
o il triplice spirito
la purissima preghiera
dove la polvere nell’aria
diventa fiamma
e i morti appaiono
e si vedono le colonne
i semi delle stelle
e per tutte le anime unite
si spalanca la luna

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questo è il ventesimo cielo
che sollevo e moltiplico
e non ha nessuna origine
elettrica o d’incanto
perché nulla scintilla
io volo
mischiato alla luce
con le ossa vuote
e poso le mie labbra nel cielo
come un’impronta
una rosa piena
e sono profezia di vita

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ancora nella furia
e di nuovo l’abbondanza di una luna
scritta lì
e sempre illesa
e tanto distante dalla fisica della morte

13
quando spunta nell’aria
come la materia
quando si oscura e perde la rotta
ed è un biliardo un animale
e caccia l’acqua
il mare aspetta gli omicidi

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e tu antica avrai le mie mani
come radice e forza
e il vento tutto il vento ai piedi
perché io stesso voli
con una cima d’aria
tra le mani
così noi saremo una coda
un lancio di luce
e per quanto ne so
anche il cielo

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…e mi darai un’altra lirica
il siero le parole
mi farai sorgere
così che io
sacro d’amore
da quest’aria bianca
potrò portarti via
e dal tempo intero

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sei ricca come il mare
smisurata
ma l’acqua è una conca
e ti recludi
uguale agli uccelli spogli
e dondoli
con le braccia legate
e le ginocchia piegate
duellanti
e tremi

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un sacramento mormorato
in pochissima morte
ancora non mi uccide
e allora
perfezioniamo questa messa
e la verga di dio
sulle mie spalle
fatemi gravitare con la croce
con la bandiera di lino
fatemi sostare nei cieli
come fossi un santo di valore

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ho l’angelo alla schiena
come un monumento
un anello
e dalla mia carne
sfoglia veli
fino a traversarmi
liberamente
e io comincio a trovarmi
fra tanti morti
e già raggelo
la fragranza i globuli
pieni di freddo
convertiti
e le mie parole
perdono tutta l’aria
e sono secche
e sono dense più delle terre
così è la morte che occorre
in una coppa di terra
poi le vene rigide
e quanto silenzio
e tutta la carne ghiacciata
per quel ciglio terribile
ho già una costola nel cielo
che è un raggio
una scintilla
e quel sapore di fiele
si attacca
e divento sordo
ma se indovino il lampo
uscirò dall’aria (segue)

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dal mio turno
sepolto dove è tutto vapore
le ossa le mani il sudore
le carni e le mete
dove è tutto ancora aperto
come un tempo vacante
e lì nel vuoto che tutto gira
e si è l’apocalisse
sopra l’anatomia senza peso trasparenti
come d’assenzio
e si è un soffio
sarà da lì
per l’intero cono del cielo
che scivolerò
come un tronco
e potrò delimitare lo spazio
essere un ago nel pianeta
lo spartivento
e potrò salire al sole
con il fuoco tra i denti
e un faro d’oro tra le dita
e stare eterno
per tutta l’aria
come un nastro
un campo santo

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in quella cenere molle
il fumo sopravvive
sembra una cava aperta
e tutto è assorbito
come dentro a un sonno
a una sosta nell’aria
come fosse ormai seccata
e abolita l’esistenza
ma ci sono sempre delle dita
in mezzo alla terra
dritte come aghi
che salgono
come piombi a filiera
senza mani
sotterrate
e stanno presenti
come in un altare
ed è tra il fumo
nelle ferite
che vedo l’arca
ad ogni confine
Gesù questo non è un dono
ma un bombardamento
è il giorno della fuga
è il volume della guerra
strappami da qui
da questo sudore
da queste croci immobili
da questo zinco

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farò il silenzio
senza aria
come una fornace
così che penserai di morire
di essere senza testa
di cuocere
di passare

22
lo spazio nel buio
non può muoversi
non sente l’aria
e si incurva
in tutto l’universo
come un presagio di morte
non ha vento
né l’ossigeno che vola
è una massa unita
lo guardo
quello spazio muto
come fiata
come alza le ali
come soffoca la luna
e penso all’attimo al limite
a me che ancora più muto
starò con le suppliche
con le punte dei fiori
in un solo incessante sonno
in una bolla
in orbita
completamente solo
per un deciso evento
una migrazione
poi del cielo sarò la preda
la congiunzione il filamento
e farò più larga questa aria
e vorrò i venti nel passo a conca
e dopo nella patria dell’esultanza
o da nessuna parte
mi spezzerò nel gas
e non ne saprete più nulla

23
guardami le mani
sono le dita lo smeriglio
e le ho
come sapessi la mappa
fra le tue

24
cerco il mio fiato stanotte
come lo udissi nell’aria
come se il resto mi fosse acido
è normale che mi muti il respiro
se sto fermo
soffocante
e legato alla tua pietà

25
ho sfondato ogni guerra
quando uscivano gli angeli
continui e similmente umani
dai miei versi
e le forme delle ali
e tutte a luce
come nel vento
mi sostenevano

26
dammi una stampa delle fiamme
un diagramma
voglio essere immune
un ago che ti gira nella pelle
voglio che ci sia il vento
e dopo vapore
solo
e nulla

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un amore senza destino
non ha ventre
gira nello stampo
come trottola affilata
in trappola
nella morsa

28
non nasce più
da nessun ventre di sanità
né per l’onore della Vergine
e non è l’anatomia eterna
ma ha la salma lassù
e la facoltà sulle nostre croci
grida in perpetuo
un lunghissimo dolore
con le spine nel sangue
dipinto
nemmeno morto
e l’anima si ripiega
tagliata
richiusa in quelle ossa
in un atto di dolore
dal collo sulla croce
caduto e poi raccolto
in uno scrigno una fossa.
È una grave follia farlo tornare
dentro alle nostre dita
lui sta ammassato nel cielo
nelle sue mura
incoronato
come una rosa
con quel palo divino
ficcato in mezzo alle natiche
sta come una ciminiera
un rimbombo

29
alla prima preghiera
ti vuoterò l’osso
e la mal’aria
e quel colpo di dolore
non aver paura
che ti vuoterò
con tutte le preghiere

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la Madonna dei lini
ha mosso Cristo
liberandolo nel vangelo
in un ricordo innaturale
e ha lavato le sue ossa
e la pelle secca
la sua carcassa
con batticuore
come ci fosse
e ha baciato come una pazza
quel filtro di lino
quello stampo coricato
che non si è mai dissolto

31
non ti bacio
in questo oceano
in queste mani
sei forse goccia
pallina di polvere
dovrei piombarti
legarti alle dita
muoverti leggera
come un ordigno

32
oh stella di Dio
punta di pugnale
che scuci il cielo
lascia passare gli angeli
e le anime armate
lascia che sciolgano la terra
come una matassa
e che siano trebbiatrici
tritolo acqua chimica
che siano un gran vento
o un risucchio
lasciali piantare un altare
o una botola
escludi la misericordia
per mille eternità
e affossa la genesi
così andremo via
da questo elenco
da questo avvenire
è nel cielo di fronte
la stanza cristiana
l’opera finita
mentre qui e in tutto il gas
c’è un filamento
una miccia infiammata
e le dita infilate a terra
come granchi come serpenti
sono un traino un acido
un tiro verso quel cielo di Lucifero
che spruzza dalle vene
dal petto rotondo (segue)

33
a chiocciola
e io in tutti i fuochi
i metalli i furori
in tutte le ebbrezze dei gas
come unguento io scivolo
per l’estremo
nell’artificio
e così mortale
e lì vedo Dio piegato
nelle sue leggi inferiori
mentre questa terra santa cede
nello strapiombo
spugna fradicia
da un polo all’altro
perché è così la metamorfosi
si ribaltano le onde
e terra è sulla terra
inondati di detriti
ovunque
sopra la linea delle cime
nella pressione dell’aria
siamo un unico corpo nella lebbra
e allora tu Cristo abbassati leggero
come il sughero o un aviatore
o un uccello
apri le mani e prendi forza
poi schiantati
senza errore
come una calamita
schiaccia questi anelli
questi gironi nella terra (segue)

34
così atrocemente
oscilleremo come una scoria
una materia irriconoscibile
come rimasugli nel cielo.

35
sono in moto tutti i venti
e aspirano
volumi di atmosfera
gruppi di angeli
asciugano i ghiacci
le midolla della luce
gli interi mari
e io grido
contro il sacramento
i buchi diritti nel cielo
contro questa ora
che vuole tutto
con una sola massa di vento
come venissero le anime
da qualunque origine
per accorciare le distanze
e sbaragliare questo stampo
questa carne umana
così è l’aria
rumorosa nel cielo
si rianima e orienta la forza
in una gara di bocche
e congiunge i venti
come fossero bestie liberate
bombe celesti
o un unico lupo

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io vorrei amare
ma da questo fondale
che mi confina
non posso sentirti
e peno

37
dimmi dove respiri
dove appari
mia compagna d’amore
io mi scavo la bocca
per ridarti i baci
da vicino
che quasi ci arrivo

38
ti consegno la luna
e una fila di rose
e l’alfabeto
così tutta sapiente
mi bacerai
così mia
come un simbolo sovrano
un nido in alto
nelle leghe intermedie
nei lumi lunari
e io provvederò
nell’aria
con le fornaci delle estasi
con un cosmografo
a eliminare il nulla
le pareti parallele
e a farmi amante
così ti penso vergine
adolescente e consacrata
nuda e così intatta
come in posa l’anima
acceso mio amore
mia saetta
ferro di fuoco
mia ultima brace
stringiti nei miei occhi
questa distanza è stanchissima
avrai innumerabili baci
come fossi del cosmo
o covi del fuoco
e in breve le nostre mani
tanto schiave e legate
poi ci capovolgeremo

39
tutti gli spiriti posseduti
sono una colonia di vandali
che mi fanno cambiare spazio
mi fanno trapassare
e mi nascondono
in un fodero santificato
come fossi un disertore
mi chiudono gli occhi
mi umiliano
e già punito
visiono il cielo
il vuoto aereo
e scoppio
come pietra luminescente
carbonizzato
ancora niente
a cono dalla terra
sparato a carne
spirito filante

40
almeno una sporgenza
da questo Dio
o una fuga dalle fasce
per uscirgli dal seno
noi siamo ghiande
acqua termica
o solo piume
ma anche corrosi o spinti
o spruzzati come i fili
da una pala di ventola
in una rete a terra
ripudiati come le feci
noi siamo pur sempre spiriti
di spazi santi
anche se stiamo laggiù
espettorati estratti
posati nel carnaio
in un cataclisma
un polipaio
noi passiamo per gli spettri
in questo fosso di tempo
come geometrie
o schiere fisiche
come particelle
di carne e ossa

41
dal ponte di una nave
rovescerò l’universo
dentro i tubi dei motori del mare
nelle sue armerie
dentro a un boccio caldo
una giara
e io sarò il magnete
il verme del sepolcro
il granaio dell’inferno
l’artiglio
la mano dei delitti

42
a Ilaria Seclì, poeta

è un invincibile ricovero
tutto è in una garza una noce
è già fissato
ma noi siamo vigilati come volanti
come avessimo le valvole
le braci
noi Ilaria siamo accecanti
tentati nel sangue
siamo mannari
una lacca

43
non dovevano le reni legarmi
come una seppia secca
asfissiarmi sotto una croce
anche se i nerbi
mi hanno spezzato ogni vena
anche se tutti i peccati
preparati dalle streghe
dagli eredi di Dio
mi hanno battuto
e io continuo a cadere
come il tempio delle mie parole
e al pari della misericordia
e così ora questo sacrario pesante
queste spine plasmate
sono la mia professione di risorgente.
Io che avevo spalle ferrate
e vita metafisica
e una scorta di luce.
Mi ragionano gli uccelli sopravvissuti
che ora il cielo è una cisterna
ora che le mie ginocchia sono una vanga
e che sono fermo
orribile pallido senza paradiso
con le bolle dalle narici
molle come un uomo
Mamma tu reggimi il lino
la mia ultima patria

44
è un paesaggio tutto il mare
una norma definita
rinchiuso nelle porte
e dai punti degli uccelli
eppure contiene il suono
come un vulcano
o un’onda elettrica
urta le rive
con le misure del vento
se avesse le molle
lo slancio di un’unghia
avrebbe mestiere
un motore

45
non vogliamo conoscerti
mandriano del sottocielo
di questo crocevia
che non ci porta
perché siamo il peccato fermo
un cestello di folla
noi siamo le tue palle
le tue ordinanze
siamo afferrabili per l’ira
come una zolla
un fango
come la merda

46
più grande del creato
di ogni cielo sovrano
e mille volte il fuoco
è una schiava sacra la tua bocca
carne dilaniata
corona che spinge la sua forma
e io sembro una creatura finale
un’onda che si culla
tra le pelli del mare
o in una fossa per gli alieni

47
sigillato dall’acciaio
e da un manicotto di colla
ora sono un fermaglio
una stecca stesa
e da ora mi muovo
quasi fermento putrido
senza freni umani
e scosto il buio intermedio
le pietre nere
questo cielo combustibile
e ora leggo le figurazioni
del tempo miliardario
come un sembiante
un filatore di immagini

48
e a viceversa legati
nelle mani come canapa
come pergole
siamo due lingue
coniugate in alfabeto
o due angoli cardinali
due fuochi simultanei
siamo in una pigna
noi due
amanti impazziti

49
uno spazio insaccato
con tutte le biglie ferme
che ha moschetti che si spuntano
come crocette di latta
e poi miliardi di pupille divise
e anche enormi cinture
che si solcano come i veri mari
e quante uova spaccano le celle
come finissero in una coppa
in un’ubriachezza
in un cielo incandescente
come fossero terminali
ma questo è il suo saggio
che sia il salto dei roveti
il torciglione di vento
o le fiondate

50
06/06/06
a mio padre, andato

duro per sempre


colato nella pietra
come fossi un Santo
incantato in un altare
e fiorito di bianco
sei ancora apparente
come un calco
in questo trono
che è un vagone cosmico
e che ti tiene come una pancia
un nuovo nato che evapora
ma senza morte

51
ma quale cielo
è una tenda intera
sulle architetture del buio
una voliera per l’anticristo
noi stiamo ancora appesi
al seno di una Madonna
ma da qui sotto sarà la morte
solo la morte
l’ausilio per l’orientamento

52
sei immobile come l’assenza
un doppio piombo
forgiato a catena
buttato nel mare
nelle orbite
in qualunque cosa
con quel nome intestinale
gridato mentre scappi
evanescente
come l’oppio

53
sarà la carne sotto i mille piedi
sotto cento pance di cento insetti
e sapremo dell’alchimia
dei sorsi di Satana o di Dio
che siamo stati ossa di sambuco
corni da caccia
gessi cavi
e che staremo in una guaina
di cenere composta
dopo questa incarnazione
senza misericordie

54
se la terra fosse un calabrone
o un atomo inghiottito
ti raggiungeremmo
nell’ aerospazio
nel tuo frutteto
come miliardi di spilli
o uomini sputati
e sarebbe un sequestro
una semina libera
gli zampilli delle feste
e saremmo nei cieli
noi quasi santi
e tutti attesi
ma la terra è una carovana di pietre
un’ampolla seminale
è allacciata come un gomitolo
a un cerchio di legno
è pesante
per le pance di tutti i volanti

55
un golfo è questa luna
la sede di uno spago
è un’imperatrice d’ovatta
una catenina d’uccello
un’esca che brilla
e ci allatta come una serpe
e sibila il ritorno a terra
come un pugno
un locomotore

56
millenaria è l’acqua
con le bolle dei pesci
le cozze ossidate
e i cuori morti
tutto è seppellito
nei fondi del mare
tutto è sparso là sotto
in quell’altro confine
in quel campo colmo
di balene imperiali

57
le mie ossa
bucate come miniere
passate per le scavatrici
così che la morte
tutta ci piomba
come nei sacchi

58
un apparato di ferri
per ancorarmi le mani
e così pronto a morire
falciato nell’ultimo imbuto
mi incrocerò
come un servo
e poi andrò su nelle atmosfere
dal Signore altissimo

59
come le stazioni di mare
con quell’ossigeno di metalli
sembriamo anime dolorose
pesci fermi
due solitudini isolate
e facciamo adagio
finché prigionieri

60
così brucerò
diventando luce
senza peso
uguale al lampo
se sarai amore
natura lenta
se sarò rigenerato
dalla tua voce
sul mio nome

61
solo nuvole intermedie
senza uscita
sopramarine
solo un coro tossico
non un punto nucleare
se mi disfano il cielo

62
Oriana

ti scaldo il collo
la canne della gola
e ti tengo le vertebre
tutte dritte distinte
e di nuovo nascenti
perché tu vai via da quest’orgia
dai ceppi per gli inferni
e ti terrai alta
con uno strappo
come un allarme

63
addio amore
mia indistinta morte
replica crudele
transito lento
abitudinale
inaccentato
noi senza patine
sintesi di carne e ossi
noi siamo finiti
e poi indifferenti

64
mi innalzerò
come un muscolo del mare
come un appiglio
e ti spoglierò
nudo amore

65
senza anatomia
né una bussola
o una pinna
precipiterò nel mare
nella clausura
e affonderò
come una sonda
una tonnellata di sangue

66
le valvole aperte
e voliamo come nauti
forando spazi
dalla prima all’ultima sfera
come scintille dai roghi
voliamo con tutta l’arte
con la testa degli uccelli
come esorcisti
anime chimiche
sperimentati addii

67
è la sottomarina
la cavalla dell’onda
che fischia
mi trovo le mani nel mare
come tracce fossili
massi spartiacque
come sepolte
e mi lego all’acqua
alla mia razza
come una giuntura

68
ho rimesso tutte le lame nella carne
e sto come la rosa maggiore
come un fusto alto
una stecca
e non mi muovo
mi uccido

69
bocca reale
e tutta muta
stampo dell’onore
vibrassero le tue braccia
ala per ala
come milionesime onde
senza guscio
senza gabbia
come belve

70
misericordia amore
gettami nel mare
io sono conchiglia d’osso
pietra morta
e tu stai neutra
di là dalla mia vita

71
e ancora idrogeno
e tanti ventagli d’inferno
come grondasse lo spazio
e pietre di monte
e zattere di sabbia
e tutti argonauti
alla prima morte
con l’anima già succhiata

72
io ti chiedo una pietra nello spirito
un inferno chimico
una bestemmia
e dentro al petto
un rogo
ti chiedo di salvare le mie braci
e la mia cenere di lana
di piegare il collo dei tuoi polsi
e le tue dita
come una rete
come un guscio
caldo

73
quanti ciechi di mare
affogati ovunque
e come pendono
muti come astri
come pastelli
come artigli nelle onde
quante raffiche d’aria
e declini
quanti linguaggi
e urla
non vivrò
nudo
punto della morte

74
è una voce lirica
o la morte
o un’illuminazione.
La vertigine
sto male

75
lei se ne va
e non la bacio
perché non basterebbe
a soffocarla
a sommergere gli indizi
la guardo
ed è passata.

76
non sono le reliquie
covate dall’olio
come carne di acciughe
a farmi pregare
ma la storia delle guerre
le menzogne

77
quante luci agili
e così vicine agli uccelli
quanti fari atomici
ci seguono dal medesimo cielo
perché sono la guardia civica
che libera le campane
e ogni rumore
perché avvisano
che ci pianteranno un buco
una grotta nella schiena

78
nessuno

soffocato in orbita
come un gas
e quel nodo di pelle
non ti ripara
non hai respirato
e sei caduto
come un sasso
dalla pancia
e poi perduto

79
Camilleri

tieniAndrea
lega le onde
tutta l’acqua in quel vuoto
è una membrana
e lo sai che la Sicilia trema
per ogni cicala
tu tienila per le felci
per le rive

80
i miei figli

le mie creature mi hanno cercato


stanotte
come a volte anche la poesia

81
ci siamo fatti colpevoli
e infelici
Dio in silenzio
staccaci

82
leggendo La Capria

dove verrò
in tutto quel vuoto
ad occhi chiusi
a doppiare il cielo
come ogni uccello
liberato
io guardo l’aria
e sto
come un baco

83
l’amore è un seme cavo
e “ti amo”
lo unisce
e contiene la sorte
la malattia
e gli apre il respiro
e comincia a tremare
certo a morire

84
crollo
da un altissimo cielo
che posso chiamare volo
o vuoto
vortice
vertigine
crollo appeso
non guardo e mi abbraccio
solo un palpito
corto
poi riposo

85
c’è un mare vecchio
che misura l’equilibrio degli uccelli
e li lascia separati
allo stesso modo dei pesci
solitari
siamo inutili così

86
quest’aria ruota
ed è uno stormo un’onda
è tutta in alto
io la prendo
e la faccio nulla

87
così è un addio
come prima del mondo
è la conquista dei dolori
di due nani perenni
dentro ai petti
e le bocche, le bocche nel buio
i persistenti respiri
l’ansia
e i secondi sempre continui
e le tue mani
senza carità

88
ho idea delle nuvole
se comincia il vento

89
ascolta
i numeri del tempo
e quell’aria motrice ai tuoi piedi
perché sono tutti delitti nella vita
tutti gorghi d’inferno
e ci consideriamo stabili
eterni umani

90
eravamo visibili
un cosmo
ora siamo vani
una brevità

91
mi sembra niente la tua bocca
un buco nero e del gas
un orlo nel nulla
una lingua dura
e tutta vuota

92
ha la testa veloce
e come ventila l’arena
per la figura
la sfida coniugale
che leva
tutto carne e sangue
collo e coda.
Ha il calore di un guerriero
quel toro insistente

93
fuggono
pulito ogni osso
e da ogni fumeria
e non è più nulla
è passato
non urlerà più l’aria
perché si baciano
Cristina e Michela
incarnate
unite

94
sempre molecole a riparare l’aria
racchiuse come al nido
ci volano dalle carni
e sono polline
ali ripetute
e si rivive

95
robusta luce
di quest’ultimo mondo
soglia di un avvento
stringimi
con le tue ali tonde
in una folata
una gioia
sarai il futuro
o la torsione del cuore

96
non puoi nulla
ma io ascolto
per quest’aria parallela
la sostanza animata
e ci orientiamo

97
le pietre hanno memorie
intere radici
e sempre nuove stirpi
e si formano
adunate una ad una
e sono i cancelli
il peso
il passato

98
non apro più le labbra
è così nudo questo silenzio
così isolato
stiamo puri
così fino al fondo dell’aria
e io ti chiederò la bocca
il sangue delle braccia
di tenermi nel petto
come roccia

99
tutti i fiori d’ulivo sono spacciati
e cadono
come piovesse medicina acida
e come bruciano
come carte
volanti come mente umana
sciolti nell’aria
nelle gemme del gas
frantumati

100
lascia quest’aria di frodo
e stagnati
modellata di metallo
o pietra
come un blocco di grazia

101
tutto il vento è basso
c’è una sommossa
un ciclone
la mia aria è immersa
in una gemma
e io rivivo

102
è un mare così alto
una corona nel cielo maggiore
e gli angeli e le nasse
nelle correnti a strapiombo
si toccano
come fuochi felici
come poli esplosi

103
un additivo fluido
e non ti spezzerai
ti scioglierai come sapone
ti raccoglierai come una crosta
sarai velo
e ti soffierò

104
Calabria

qui ognuno ha una tempia


negli occhi
come una mira
e ti ritaglia al volo
dal tuo nome dal tuo posto
ti stermina
e noi stiamo saldi
come centri
senza attrezzi per la guerra
senza resistenza
inoffensivi

105
106
SOMMARIO
chi mi spazierà il mare 5
dentro a questo lavatoio 6
in tutte quelle stelle elettriche 7
e ancora madonna benedici 8
ho la soglia di questo mare 9
è di vapore la notte 10
…e noi qui 11
questo è il ventesimo cielo 12
ancora nella furia 13
quando spunta nell’aria 14
e tu antica avrai le mie mani 15
…e mi darai un’altra lirica 16
sei ricca come il mare 17
un sacramento mormorato 18
ho l’angelo alla schiena 19
in quella cenere molle 21
farò il silenzio 22
lo spazio nel buio 23
guardami le mani 24
cerco il mio fiato stanotte 25
ho sfondato ogni guerra 26
dammi una stampa delle fiamme 27
un amore senza destino 28
non nasce più 29
alla prima preghiera 30
la Madonna dei lini 31
non ti bacio 32
oh stella di Dio 33
sono in moto tutti i venti 36
io vorrei amare 37
dimmi dove respiri 38
ti consegno la luna 39
tutti gli spiriti posseduti 40
almeno una sporgenza 41
dal ponte di una nave 42

107
a Ilaria Seclì, poeta 43
non dovevano le reni legarmi 44
è un paesaggio tutto il mare 45
non vogliamo conoscerti 46
più grande del creato 47
sigillato dall’acciaio 48
e a viceversa legati 49
uno spazio insaccato 50
6/6/06 51
ma quale cielo 52
sei immobile come l’assenza 53
sarà la carne sotto i mille piedi 54
se la terra fosse un calabrone 55
un golfo è questa luna 56
millenaria è l’acqua 57
le mie ossa 58
un apparato di ferri 59
come le stazioni di mare 60
così brucerò 61
solo nuvole intermedie 62
Oriana 63
addio amore 64
mi innalzerò 65
senza anatomia 66
le valvole aperte 67
è la sottomarina 68
ho rimesso tutte le lame nella carne 69
bocca reale 70
misericordia amore 71
e ancora idrogeno 72
io ti chiedo una pietra nello spirito 73
quanti ciechi di mare 74
è una voce lirica 75
lei se ne va 76
non sono le reliquie 77
quante luci agili 78
nessuno 79
Camilleri 80

108
i miei figli 81
ci siamo fatti colpevoli 82
leggendo La Capria 83
l’amore è un seme cavo 84
crollo 85
c’è un mare vecchio 86
quest’aria ruota 87
così è un addio 88
ho idea delle nuvole 89
ascolta 90
eravamo visibili 91
mi sembra niente la tua bocca 92
ha la testa veloce 93
fuggono 94
sempre molecole a riparare l’aria 95
robusta luce 96
non puoi nulla 97
le pietre hanno memorie 98
non apro più le labbra 99
tutti i fiori d’ulivo sono spacciati 100
lascia quest’aria di frodo 101
tutto il vento è basso 102
è un mare così alto 103
un additivo fluido 104
Calabria 105

109
ZONApoesia
SCRITTURE. LA NUOVA POESIA ITALIANA
Collana diretta da Guido Caserza
• ZONA. Scritture dal territorio di AA.VV. - pp. 96 - EURO 10 - ISBN 88 87578 88 5 (n. ed.)
• Catalogo di Paolo Gentiluomo - pp.96 - EURO 6,20
• Numeri di Silvia Tessitore - pp. 96 - EURO 6,20
• Rame di Gabriele Frasca - pp. 96 - EURO 6,20 - ISBN 88 87578 00 1
• Quattro quaderni di Giuliano Mesa - pp. 96 - EURO 7,23 - ISBN 88 87578 09 5
• Ologrammi di Marcello Frixione - pp. 96 - EURO 7,23 - ISBN 88 87578 23 0
• Inventari di Andrea Inglese - pp. 96 - EURO 7,23 - ISBN 88 87578 35 4
• Fabrica di Biagio Cepollaro - pp. 96 - EURO 8 - ISBN 88 87578 49 4
• Onne ‘e terra di Mariano Bàino - pp. 92 - EURO 8 - ISBN 88 87578 53 2
• Metro poli (s) tana di Andrea Canova - pp. 96 - EURO 10 - ISBN 88 87578 72 9

AZIONE POETICA. LINGUAGGI IN DIVENIRE


Collana diretta da Marco Berisso
• Miniature di Donald Datti - pp. 32 - EURO 2,58 - ISBN 88 87578 02 8
• Uova di Elisa Biagini - pp. 32 - EURO 2,58 - ISBN 88 87578 01 X
• Il trionfo dell’impiegato di Fabrizio Venerandi - pp. 32 - EURO 2,58 - ISBN 88 87578 03 6
• F.A.O. (foramusementonli) di Luca Bonelli - pp. 32 - EURO 2,58 - ISBN 88 87578 04 4
• Il segretario di Vitaniello Bonito - pp. 32 - EURO 3,10 - ISBN 88 87578 10 9
• Animalìe di Andrea Schenone - pp. 32 - EURO 3,10 - ISBN 88 87578 11 7
• Borderline di Gabriele Pipia - pp. 32 - EURO 3,10 - ISBN 88 87578 19 2
• Variazioni D’Annunzio di Lorenzo Durante - pp. 32 - EURO 3,10 - ISBN 88 87578 20 6
• Fax giallo di Mariano Bàino - pp. 36 - EURO 3,10 - ISBN 88 87578 25 7
• Linee di Florinda Fusco - pp. 32 - EURO 3,10 - ISBN 88 87578 33 8
• Due sequenze di Massimo Sannelli - pp. 32 - EURO 3,50 - ISBN 88 87578 42 7
• Pseudobaudelaire di Corrado Costa - pp. 32 - EURO 3,50 - ISBN 88 87578 46 X
• La strategia del bianco di Dante Cutilli - pp. 28 - EURO 3,50 - ISBN 88 87578 36 2
• Malebolge di Guido Caserza - pp. 36 - EURO 3,50 - ISBN 88 87578 59 1

VOCI
• Violazioni Carducci (stretching & morphing joshua)
di Lorenzo Durante. Prefazione di Giuliano Mesa. Introduzione di Federico Scaramuccia.
pp. 96 - EURO 10 - ISBN 978 88 89702 87 1
• Le stagioni della vita di Antonietta Graziano - pp. 84 - EURO 10 - ISBN 978 88 89702 84 0
• Lenta incede la vita di Enzo Galastri - pp. 220 - EURO 17 - ISBN 978 88 89702 69 7
• Il non potere di Davide Nota. Con una lettera di Luigi-Alberto Sanchi
pp. 62 - EURO 10 - ISBN 978 88 89702 76 5
• Sonderkommando di Daniele Petruccioli. Prefazione di Giacomo Marramao
pp. 98 - EURO 10 - ISBN 978 88 89702 74 1
• 19 Sillogiche di Sergio Bottoni - pp. 114 - EURO 10 - ISBN 978 88 89702 78 9
• Corrente di Sara Davidovics - pp. 70 - EURO 10 - ISBN 88 89702 40 0
• Trilorgìa di I PerVersi (Lorenzo Durante. Tommaso Lisa, Federico Scaramuccia)
pp. 80 - EURO 10 - ISBN 88 89702 19 2
• Frammenti di me di Federica Mancinelli - pp. 128 - EURO 12 - ISBN 88 89702 54 0
• Nel labirinto del delirio di Marco Milone - pp. 80 - EURO 10 - ISBN 88 89702 48 6
• Una stanza fuori di Barbara Sarri - pp. 120 - EURO 11 - ISBN 88 89702 68 0

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