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Giornalista

Il №12 // il 4 Dicembre 2006

Università Statale di Mosca // Facoltà di Giornalismo // Edizione Speciale


2 il Giornalista №12 (1122) il 7 dicembre 2006

L’estate italiana
(passata in Italia)
Roma La cosa più meravigliosa è vedere la terra

editoriale
Il mio sogno era vedere il nuovo Papa, ma è rossa delle colline intorno a Siena. Perchè
rimasto alla fine solo un sogno. Dopo aver visi- leggevo sempre sulle scatole con le tinte
tato le Poste Vaticane, durante la notte, in so- “siena bruciata”, “siena naturale” e non capi-

Dmitry Lisenkov
gno, ho parlato con Benedetto XVI. Per tutto vo perché. Ora lo so.
il mese di agosto il Papa è stato a Castel
Gandolfo, un posto da ammirare, con un Vicoli senesi
grande lago vulcanico e una decina di cittadine Viterbo: la città dei papi dove cantano le pietre
intorno. è una città che forse non tutti conoscono, ma
Quanto a Roma, è una città belissima, spe- è da vedere. Si trova nell’alta Tuscia ed io ci sono
cialmente d’estate, quando tutti i romani stata tante volte durante il mio soggiorno in
partono per le vacanze. Che peccato, me ne Italia. Si trova nell’alto Lazio. Tutta la zona è piena
sono accorta l’ultima sera prima di tornare a di tracce degli etruschi. Viterbo ha le mura, ma
State leggendo la seconda rivista Mosca! “Roma è sempre Roma”. Non ci sono non è Siena, possiede un altro concetto di cit-
del Centro Italo-Russo per le turisti l’estate, no. Si incontrano solo al tà medievale. Qui si è tenuto un conclave noto
Ricerche su Comunicazione, Media Colosseo, al Pantheon, ai Musei Vaticani e nella storia vaticana. I cardinali furono chiusi a
e Cultura presso la Facoltà di Gior- nei pressi della Fontana di Trevi. chiave poiché dopo due anni non avevano anco-
nalismo dell’Università Statale «Lo- ra scelto il nuovo papa. Qui fu coniata la paro-
monossov» di Mosca. Tra tutti i cen- Toscana, il luogo comune dell’Italia la ‘conclavè‘ ‘dal latino‘ cum clavè‘.
tri di lingua della nostra Facoltà noi Un posto veramente “da guardare, ma non
siamo, con orgoglio, i primi ad intro- toccare” ha scritto Beppe Severgnini. La Sardegna
durre con grande successo una riv- Ricordandomi la mia esperienza a Firenze, ho Fare un viaggio per tutta Italia sembra impossibile,
ista in lingua straniera. Gli autori deciso di rimanere a Siena e studiare. Una soprattuto avendo la lista dei luoghi “must”.I giap-
della rivista sono studenti e laureati cosa meravigliosa e che mi ha colpito è stata ponesi lo fanno bene. Oppure i viaggiatori antichi
del Centro Italiano e ce l’hanno mes- Bagno Vignoni che ho visto per caso, pren- europei che facevano il Grand-Tour . Ma fare una
sa tutta per comunicare tale amore dendo la via Cassia per Siena. A Mosca in breve avventura è sempre cosa buona per la salute
per il Belpaese, la sua cultura, la lin- estate avevo visto il film “Nostalgija” di mentale. Così siamo andati in Sardegna per
gua e le sue bellezze. Tarkovsky, dove il protagonista di Oleg 4 giorni prima di partire per Siena e studiare.
La maggioranza dei nostri studenti è Yankovsku attraversava una vasca con acqua
formata da ragazze carine e simpatiche bollente. Questa vasca si trova nella piazza Pescando con Dino nel centro
e gli studenti maschi sono pochi e con- principale di Bagno Vignoni, (provincia di del Mediterraneo
tenti di ciò. Quasi tutti i nostri studenti Siena). E, come dappertutto intorno a Siena, Solo 4 ore in traghetto e poi ci si trova in un
lavorano presso i mezzi di comuni- là sostò Santa Caterina. luogo fantastico che sembra fuori del mon-
cazione russi. Ormai tanti applicano La città di Siena mi metteva frustrazione do, fuori dal “continente”. La Sardegna non
al lavoro l’italiano come lingua prin- ogni giorno, quando non arrivavo in tempo per viene considerata come il Sud, è troppo diver-
cipale. Già tanti hanno collegato il le lezioni. La disposizione dei vicoli senesi non sa. Sinceramente non ho visto tanto in
lavoro e la vita con l’Italia. Per è fatta a caso. Durante le invasioni nemiche Sardegna, ma solo l’arcipelago della
questo e molto di piu’ noi lavoriamo, veniva versato del catrame bollente sopra le Maddalena. Lì ho conosciuto Dino, un sardo
unendo l’utile al dilettevole. teste dei nemici. di 75 anni, nato lì, in quella zona. Dino conosce
Il nostro Centro Italiano collabora atti- Chi è stato a Siena, ha preso senz’ altro il bene i venti e sa dove sono gli scogli nel mare
vamente con le grandi Università ital- sole in Piazza del Campo. La c’è una diversa per evitarli e raggiungere le spiagge più belle...
iane tra le quali l’Università degli Studi atmosfera della vita italiana. è stupefacente la Dino si arrabia tanto se i suoi ospiti non man-
di Genova, di Perugia, di Messina, di sua forma a conchiglia. E piace pensare che giano il pesce pescato da lui e chiedono la
Udine, di Siena, di Bari. In questa riv- qua corrono i cavalli durante il famoso Palio di pizza. Perciò in quei giorni abbiamo mangiato
ista potete leggere le impressioni dei Siena. A tutti gli studenti piaceva anche la paro- solo pesce (buonissimo).
nostri studenti che hanno avuto for- la “contrada”. Hanno inventato l’espressione
tuna di studiare in Italia in 2006. scherzosa: “Non sei della nostra contrada”. Vita Aniskova
Il centro vanta la collaborazione di
tanti validi studenti ed insegnanti.
L’organizzazione di scambi, semi-
Giornalista

nari, conferenze, corsi dedicati ai #12 (1122) edizione speciale il 7 dicembre 2006
problemi dei mezzi di comuni-
cazione di massa, della cultura ecc. design: Denis joi Kovalyov
dei nostri paesi coinvolge tante per- direttore responsabile carattere: DenHaag (Alexander V. Tarbeev), Univers
sone che ringraziamo vivamente. Anastasia Grusha tiratura: УПЛ факультета журналистики МГУ
V. Neznanov
Ogni anno i colleghi italiani ci
Dmitry Lisenkov capo redattore • Stefano indirizzo: Mosca, via Mokhovaya, 9
offrono la possibilità di studiare in
Maraessa correttore • Vita Aniskova • Irina telefono: (495) 203–62–69
Italia. Siamo fortunati perchè non Sezina • Daria Klimenko • Tamara Vinogradova licenziato alle stampe: 6.12.2006 17:00
tante persone hanno i contatti isti- Antonina Demidova • Daria Fedorova
tuzionali così numerosi e sviluppati. Svetlana Kravchenko • Anna Kameneva Benvenuti sul nostro sito
Valentina Matrenkina • Eugenia Selisceva www.italcentro.edu.mhost.ru
№12 (1122) il 7 dicembre 2006 il Giornalista 3

Genova ed io

Quando mi chiedono se mi
piace la mia permanenza a
Genova, gli parlo della loro
natura. Della loro architettura.
Dei meravigli autentici che
stanno cercando di togliere
il Dio sa perchè. Dello spirito
della città particolare, unico
che soppravive nonostante
tutto. Dico la verità, quindi
non si accorgono del fatto
che non parlo di nient’altro.

L
A Riviera Ligure è una bellezza poco russe e ucraine (quà potrei descrivere la mia ta che non diedero i soldi a Colombo per il
verosimile, la bellezza la cui esistenza solita estasi legata al processo della interpre- suo famoso viaggio; poi, una repubblica tal-
ignoravi, essendo abituata ad ammirare tazione, ma non vi interessa mica, quindi mi mente ricca non trovò i mezzi per costruire la
i bucanevo. Durante una passeggiata a fermo di nuovo). seconda torre della cattedrale principale del-
Portovenere, Portofino, Camogli all’improviso Rimangono circa 60 giorni passati nel pun- lo stato. Vabbè, ma figuratevi che ci hanno invi-
ti rendi conto che tutte le bellisime foto che hai to del raduno di tutto il Settore. Ogni giorno tate per tre mesi con la maggior parte di spese
visto in riviste di viaggi sono nulla, i plasma mon- vedevo e sentivo parlare una trentina di per- a carico loro! Sarà che c’è veramente tanto da
itor sono nulla, e tv è sicuramente anche meno sone. Tutto sommato, è stata un’esperienza fare? Saranno cambiati?.. Penso di si!
di nulla. Troppo bello. Favolosamente bello. utilissima dal punto di vista culturale, anzi - Genova è una città antica, particolare, dota-
L’acqua è umida, le pietre sono dure, però l’in- umano. Bisogna rendersi conto che la natura ta dal suo proprio carattere da non confondere
sieme risulta un miraggio. Adesso mi fermo— di questa bellezza definitiva dà nascita ai carat- con nessun altro. Città stretta ma lunga ed alta,
siccome non ci credevo nemmeno io quando teri definitivi (attenzione all’assenza della paro- ricca ma attenta ai soldi; città con il quartiere
ci passavo, non c’è alcuna speranza che mi cre- la “bellezza”). A volte sembrava di trovarti in medievale più grande di tutta l’Europa—e che
diate voi chi state leggendolo sulla carta mezzo a una favola, anzi a una telenovella mes- ha cominciato a sviluppare il turismo due
Ho potuto vivere la Riviera della Liguria gra- sicana degli anni ottanta. Il regista di decine di anni fa. Nel futuro il turismo potrebbe
zie a uno stage che svolgiamo qua insieme Ekaterinburg che accompagnavamo durante diventare una delle voci di entrata più signifi-
con Alyona, un’altra studentessa della facoltà un Festival si pentiva tantissimo di non aver canti a Genova. Per costruire l’industria turis-
di giornalismo. Ci hanno invitate per tre mesi, preso la camera e tutta l’attrezzatura com- tica dovranno non solo pulire le strade e
cioè il soggiorno massimo su invito permes- presa—ma guarda, mi diceva, ognuno, proprio trovare una soluzione per i quartieri di immi-
so dalla legge. In questi 90 giorni abbiamo avu- ognuno è da filmare! Vero, consentivo io, cer- granti sempre crescenti, ma anche togliere
to circa 20 giorni di ferie (WE). La maggior ti son perfino da raffigurare nelle enciclopedie troppe cose che compongono l’identità di
parte del resto l’abbiamo passata nella se- gli articoli tipo “gioia”, “ottimismo”, “patriot- Genova—Genova come la conoscono i viag-
greteria del Dirigente dell’ufficio della tismo”, “allegria” ecc. giatori fin dal Medioevo, Genova come l’ho
Promozione della Città, Turismo e Spettacolo Voglio fermarmi su un momento veramente potuta conoscere io.
del Comune di Genova. Poi, c’è stato qualche positivo. La così detta “avarizia genovese”
giorno passato insieme con le gelegazioni varie è ben conosciuta in Italia—la storia ci raccon- Irina Sezina
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Imparare l’italiano e ar
A Santa Margherita Ligure mi sono trovata per caso. Onestamente dico, pensavo di studiare a Genova
fino all’ultimo momento. Ma per fortuna prima di partire ho ricevuto la lettera dove era scritto con cinque
punti esclamativi che sarei dovuta andare precisamente a S.Margherita. Questo fatto mi ha messo un pò
in imbarazzo: sentivo molte cose di Genova, ma non di questa piccola città. Ma quando sono arrivata ho
capito che non avevo ragione di dubitare di questo posto. Qui mi sono trovata in paradiso. I Corsi—della
durata di cinque settimane—si tengono a Villa Durazzo e a Villa S. Giacomo in Santa Margherita Ligure—
sede estiva dell’Università degli stubi di Genova.
Ma prima di sapere che fosse un paradiso dove- la carta di credito o del biglietto di risparmio, l’as- che dicono gli italiani con grande attenzione.
vo fare molte cose; per esempio ricevere il visto sicurazione di Schenghen (la tariffa più economi- Possono dire per esempio un indirizzo con incon-
degli Stati Schengen. Ho parlato con tutte le per- ca è in Startravel—0.50 per il giorno). Non è molto testabile sicurezza e ancora confermare le proprie
sone possibili che erano già state nell’ambascia- chiaro quello che riguarda la tassa dell’ambascia- parole con frasi del tipo: “Vivo qui da tutta la vita”,
ta d’Italia a Mosca. Come una vera giornalista ho ta. Alcuni dicono che è obbligatoria, altri invece ma in realtà si deve prendere un’altra direzione.
usato tutte le fonti d’informazione e sono stata dicono che se possiedi il visto degli studi non Come diciamo in Russia—“fidati ma verifica”. Con
preparata completamente per la lotta con l’am- bisogna pagarla. Ma la difficoltà è nella domanda: me è successo almeno 5 volte che i miei inter-
basciata italiana e sono riuscita ad evitare questa cos’è il visto degli studi? All’ambasciata mi han- locutori hanno sbagliato con il loro consiglio.
lotta perchè ho avuto tutto quello di cui avevo no detto invece, che per meno di 90 giorni bisogna Quando ero in treno ho fatto conoscenza con
bisogno: il passaporto straniero, la copia della sua pagare questa tassa. tutto lo scompartimento. Si, questi italiani sono
ultima pagina, la foto (fatta secondo tutte le con- Dunque tutti i documenti sono pronti, il visto molto comunicativi. Ma anche per loro è sempre
dizioni speciali per il visto degli Stati Schengen), è pronto in 3 giorni e così mi ritrovo in aeroporto, interessante conoscere le persone di altre nazioni.
l’invito (se non è scritto chiaro, meglio chiederne dove incontro un gruppo di turisti italiani. Senza Sempre cominciano a raccontare tutto… che han-
conferma), l’estratto conto bancario, la copia del- volere, mi sono ricordata del mio lavoretto estivo no sentito della nostra bella Russia, ecc. Dopo pas-
in una agenzia turistica dove dovevo incontrare sano ai luoghi comuni tipo: “ah, sei russa, bevi
gruppi di italiani e fare il trasferimento dall’aero- vodka?” o “come puoi supportare il vostro inver-
porto all’albergo. Questi turisti ardono sempre dal no russo” e poi un paio di parole della politica e
desiderio di conoscere il nostro paese. del caro Putin. Nel treno ho detto a tutti il nome
Sono arrivata all’aeroporto di Roma. Il mio viag- della stazione in cui avevo il cambio e così ho potu-
gio è cominciato subito con una bellissima festa, to dormire un pò (il viaggio era di notte). Mi sono
perché il mio insegnante prediletto—il nostro caro svegliata quando ho sentito un anziano italiano che
Stefano—mi è venuto a prendere e siamo andati mi ha dato delle pacche sulla spalla e con un sor-
a Colonnella. Non era possibile essere in Italia e riso mi ha detto che la mia stazione era la prossi-
non visitare questo paese leggendario, di cui ci ma. Subito ho preso le mie pesanti valige e sono
parlava negli ultimi 5 mesi. Questo piccolo paese, scesa dal treno. Solo dopo ho pensato che fosse
famoso nella cerchia delle studentesse del quar- bene guardare il nome della stazione in anticipo,
to anno si trova nella regione Abruzzo. È veramente cioè quando ero ancora in treno. Non era la mia
bello e somiglia ad una piccola isola, piccolo mira- stazione! Erano le 6 del mattino e servivano altri
colo del sole, dove tutto è sempre tranquillo e cam- 30 minuti di treno fino alla mia stazione e il prossi-
bia raramente. Ci sono stata durante la ferie mo treno passava dopo un’ora ed intorno non c’era
d’agosto, quando tutti sono in vacanza. Ma a dif- anima viva.
ferenza delle grandi città dove la ferie significano E come dice un detto russo, la lingua non ci
che tutto sarà chiuso e vuoto qui invece ci sono condurrà solo fino a Kiev... ma anche fino a
tante persone che preferiscono passare le vacanze Genova... e poi fino a S. Margherita Ligure...
nel proprio paese con gli amici. Nei paesi tipo di La prima cosa che dovevo fare quando sono
Colonnella di solito la festa si passa sulla piazza arrivata nella segreteria dei miei corsi estivi era il
principale e nelle via presso questa piazza. Ci sono test di grammatica per attestare il mio livello di lin-
le tavole lunghe dove tutti siedono e chiacchiera- gua italiana; questo perchè tra i vari corsi quello
no e ci sono piccole tende dove si vendono i di grammatica era il principale. Ci sono 4 livelli del-
prodotti tipici. Sulla piazza di solito c’è il pal- la lingua: A, B, C, D, dove D si riferisce agli stu-
coscenico dove la sera si tengono i concerti. I can- denti che conoscono solo le pagine verdi di
tanti non sono famosi, ma cantano canzoni Katerinov o non sanno niente. Mi sono trovata
conosciute. Così ci si sente molto comodamente nel gruppo B. Con me c’erano persone con buonis-
alla festa. È sempre piacevole incontrare gli ami- sima conoscenza di grammatica ma che avevano
ci per caso o qualche sconosciuto con cui, senza difficoltà nel parlare italiano e altri come me—che
imbarazzo, è possibile avere una conversazione adorano parlare ma hanno ancora problemi nella
filosofica per tutta la serata... grammatica. A parte quello di grammatica c’era-
Dopo queste piccole vacanze ho affrontato no ancora altri 4 corsi a scelta tra gli 11. Ho scel-
5 ore di treno fino a Genova. Da brava studentessa to subito quelli che sono più o meno collegati con
ho risparmiato 250 perché non ci sono i biglietti la mia specializzazione: Storia del Giornalismo ital-
aerei fino a Genova a tariffe studentesche. Durante iano, Storia Politica dell’Italia contemporanea,
questo piccolo viaggio e durante tutta la mia prat- Lettura e componimenti scritti di lingua italiana e
ica ho capito che bisogna ascoltare tutto quello Sociologia. Ma quando avevo tempo frequentavo
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rrampicarsi sugli alberi


anchè altri corsi. Tutto sarebbe interessantissimo
ma la mia conoscenza dell’italiano non è ancora
sufficiente per questi corsi. Dunque durante le
prime due o tre settimane non mi sentivo molto
a mio agio perché dovevo tradurre una parola su
dieci. Ma dopo 3 settimane ho cominciato, non
solo a capire ma anche a discutere durante le
lezioni. Con il professore di giornalismo abbiamo
trovato una lingua comune: certo non solo italiano
ma anche la lingua degli interessi. Ero la sola rus-
sa che seguiva il corso di giornalismo e poteva rac-
contare con fierezza del mio paese tra gli altri stu-
denti provenienti da Argentina, Cile, Perù,
Macedonia ecc.
La nostra compagnia internazionale è un
soggetto per un discorso a parte: siamo in 45, prati-
camente tutti rappresentiamo paesi diversi:
Australia, Stati Uniti, Germania, Georgia, Francia,
Albania, Libia ecc. Ci sono molti studenti latino-
americani, che parlano spagnolo, ma in generale
la nostra lingua comune è l’italiano. Dico gli stu-
denti perché studiamo tutti insieme, ma se par-
liamo dell’età, qui la persona più giovane ha
18 anni e la più anziana—60. Penso che sia vera-
mente un miracolo che una compagnia così grande
fatta di nazioni così diverse può vivere in accor-
do, senza offese e dissapori per un mese.
La seconda cosa che ci unisce è l’ostello; si
chiama Istituto San Giorgio. e si trova a 15 minu-
ti a piedi da Villa Durazzo, ma devo dire che questi abbiamo parlato solo italiano. Mi sono ritrovata Alcuni preferivano andare all’estero—in Francia o
15 minuti non sono facili. L’inizio è bello: attraver- come la sola russa nel nostro ostello. È piacevole in Svizzera.
siamo una piccola piazza con il monumento a sapere che solo io rappresento la nostra madre- L’arrivo degli studenti stranieri a Santa
Cavour, poi ancora una piccola via carina. E… final- Russia. Margherita Ligure è stata una grande occasione
mente la scala di 160 scalini per raggiungere il nos- Gli studi sono cominciati il giorno dopo il mio anche per la regione Liguria. Il terzo giorno avem-
tro sacro Alma Mater. arrivo e sono iniziati abbastanza attivamente. Una mo l’inaugurazione, dopo la quale la foto di tutto il
L’ostello era un tempo un orfanotrofio. Ci sono lezione dura 1,5 ore e possono essere 4 in un nostro gruppo fu stampata sulla prima pagina, nel-
camere per 2–6 persone, la doccia per le donne giorno, a parte le lezione di grammatica. Ogni l’articolo di fondo su “Levante” appendice del gior-
e uomini (separate), la lavatrice, il ferro da stiro, la giorno abbiamo avuto 2 ore di grammatica. Così nale “Il Secolo”.Durante il corso alcuni riviste davano
TV, la cucina con uno frigorifero per tutti e 45 (per almeno avevo completamente pieni 3 giorni alla spazio a qualche avvenimento di Villa Durazzo. Per
le ultime due settimane ci hanno dato il secondo) settimana: dalle 8.30 alle 18.30. C’erano piccoli esempio quando l’amministrazione dei corsi orga-
e con il fornello, che verso la fine si è rotto. intervalli tra le lezioni e ancora un intervallo per il nizzava la manifestazione culturale come spettacoli,
Abbiamo conosciuto l’uomo che ha un apparta- pranzo. Il pranzo è incluso nella borsa di studio. concerti, un convegno sul varietà e altre. Per esem-
mento permanente nello stesso ostello. Ci ha Questo pranzo, cosiccome il nostro ostello, è pio un giorno avemmo la possibilità di arrampicar-
mostrato una grande sala, piena di computer diventato il soggetto degli scherzi. Ogni giorno ci su un albero con cavi speciali.
abbastanza nuovi, tutto collegato a Internet e pron- abbiamo avuto pasta, pasta, pasta, un pò tiepida Non voglio finire l’articolo perchè la mia prati-
to per il lavoro. È collegata con la stanza grande nel piatto di plastica, a volte diluita con un pezzo ca non è ancora finita e non voglio finirla. Credo
nell’ostello che ci serviva per fare i compiti. Un di mozzarella o con insalata. Ma posso dire che la che la pratica così sia molto preziosa non solo per
giorno questa stanza fu l’aula computer. Poi han- qualità del cibo non ti da fastidio quando mangi migliorare la lingua (magari questa è la cosa prin-
no abbandonato i corsi e hanno chiuso l’aula. E tre tutto questo guardando, sul mare, il sole nascos- cipale) ma anche è inestimabile come esperienza
anni fa che non possono decidere cosa fare con to tra le palme e le statue antiche di marmo… di vita... Per questo voglio dire mille-mille grazie
questa aula sfortunata mentre 45 persone hanno Il tempo libero lo abbiamo avuto, ma non tan- al Centro Internazionale di Studi Italiani
l’unico computer nella segreteria. to. Era possibile fare un piccolo giro in qualche dell’Università degli Studi di Genova. Anastasia
Non posso dire che le condizioni erano ideali città della Liguria vicino a S. Margherita. Tutte le Grusha e Stefano Maraessa che hanno fatto tut-
ma almeno questo posto era prenotato per me in città qui sono più o meno simili: una fila di case to il possibile per questo viaggio. In un mese all’es-
anticipo e quando sono arrivata già sapevo di aver- colorate lungo il mare e la baia, sempre piena di tero mi sono abituata a vivere in una compagnia
lo. Inoltre sono stata fortunata con le vicine. Una barche. Così 2 o 3 ore erano abbastanza per vedere internazionale e parlare solo italiano, mi sono abit-
ragazza è macedone, l’altra è georgiana. Malgrado tutta la città. Di solito dedicavo i weekend alle cit- uata ad un’altra cultura—alla cultura di un popolo
la conoscenza del russo questa georgiana si è riv- tà grandi. Per esempio due volte l’amministrazione gentile e allegro. E sono sicura che questa espe-
elata una vera patriota del suo paese e crede che dei corsi ci ha organizzato un giro a Genova e a rienza sarà non solo utile ma soprattutto indi-
la Georgia sia assolutamente indipendente da tut- Torino con la professoressa di storia dell’arte. Ma menticabile.
ti e che non deve fare niente per gli altri. Più di era possibile organizzare un gruppo di entusiasti
tutto si è rivelata l’insegnante di italiano. Quindi (senza guida) e andare da qualche parte insieme. Daria Klimenko
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Appunti di karamzinistà: 21 secolo


Alla facoltà di giornalismo di MSU ci sono 10 centri stranieri.
Possiamo studiare le lingue, la cultura, la storia di molti paesi. Il mio
amore è l’Italia. Io e alcuni altri studenti partiamo per la scuola estiva
presso l’Università di Messina. Partirò all’estero per la prima volta.
Mi piacerà o no? Il futuro giornalista Karamzin si poneva questa
domanda. E ha segnato le sue impressioni. Un esempio lodevole!
Il taccuino, la macchina fotografica, la penna – saluta, l’Italia!

è il tempio della scienza. Lo manifesta espressi- e rispettare le cose altrui. Ma allora da dove
vamente l’architettura dell’edificio che ricorda una proviene quell’intolleranza che ha generato il ter-
chiesa cattolica. La facoltà dove studio a Mosca— rorismo?
il mio caro «zhurfak»— è tutt’altra cosa. È mai pos- Discutiamo sui problemi del terrorismo alla
sibile che mi manchi già? lezione del professore americano Marco Wood. Gli
IL QUINTO GIORNO: Si può giudicare un paese studenti russi si esibiscono per primi. Parlano delle
dai suoi abitanti. I siciliani come sono? Lucia Russa tragedie che hanno portato il terrorismo nel paese.
è studentessa dell’Università di Messina. È bella. Gli italiani compiangono sinceramente. Insieme
È brava. Ci accoglie con sincera gioia. arriviamo alla conclusione: è tempo per unirci.
È una persona alla mano. Le piace studiare. L’UNIDICESIMO GIORNO: Cechov ha detto del
Frequenta con piacere la scuola estiva. È molto mare: “Esso è grande”. Aggiungo: esso è azzurro,
socievole. Mi chiede di Mosca. La Russia è così trasparente, caldo, tenero, sa parlare e giocare con
grande e si trova così lontano. Vieni a Mosca, noi. In altre parole, esso è vivo. Sentiro la man-
Lucia! Noi russi siamo ospitali. canza del mare, come del professore Romano.
IL SESTO GIORNO: Vi presento il professor IL DODICESIMO GIORNO: Senior Dudu ci
Andrea Romano, il decano della facoltà di poli- nutrirà. Ha un piccolo ristorante simpatico. E ha
tologia. È stato proprio lui a invitarci a Messina. un carattere meraviglioso. Allegro senior Dudu
Romano fa venire in mente un’eroe antico. ama tutti noi.
Riservato e bello. Ma quando l’ho conosciuto Il cibo in Italia è naturale. I siciliani dicono, che

I
L PRIMO GIORNO: Sicilia, la città di Catania. meglio, ho capito a chi assomiglia: al famoso Etna. nel cibo è nascosto il secreto del loro carattere
La citta è molto vecchia. L’Aeroporto di Catania La sua bellezza severa è sempre pronta a trasfor- allegro. Ho deciso verificare. Cappuccino, o capuc-
è l’unico per alcune città di questa parte del- marsi in fuoco. Romano è innamorato del suo ca, come i teneri italiani chiamano qui questa
l’isola. I telespettatori russi ricordano il comissario paese. Parla con passione, e ci appassioniamo bevanda famosa. Una tazzina di caffe con crema
Cattani che combatteva contro la mafia. A propos- anche noi. È professionista e patriota. Ci siamo di cannella o crema di cioccolato deve sollevare
ito la parola MAFIA ha una storia molto interes- fatti fotografare insieme. Per me è un gran onore. di spirito immancabilmente. Allora brioche—
sante. Secondo la versione più diffusa, mafia vuol Se tutti gli italiani assomigliano a Romano, com- questo panino cicciotto di pasta cannella.
dire ma famalia, mia famiglia. La cultura di famiglia plimenti all’ Italia! E alle italiane… MMMM... Saporito! E, alla fine, dolce. Ho prefer-
nel paese dei banditi più famosi ha molta impor- L’OTTAVO GIORNO: Siamo venuti per studiare. ito un piccolo spicchio di arancia con cioccolato.
tanza. Prova a insultare il buon nome di famiglia— E non siamo gli unici stranieri. Ci sono studenti da Sebbene la scelta era molto grande. E torta con
e la pagherai cara! Per un’ altra versione la paro- tanti paesi del mondo. Alla scuola estiva viene pro- fragola e ananas, e piccole tartalette, e croissant
la «mafia» è un’abbreviatura. MORTE A FRANCIA, posto un corso di lezioni tenute da professori ital- aromatici. Si, se si impara bene il gusto italiano,
ITALIA ALZATI!—hanno gridato in Sicilia i fattori iani, messicani, americani ed egiziani. Il corso si posso dire addio alle vita sottile. QUI NON SO
della libertà. chiama «Religione e politologia». Interessante? Non PROPRIO COS VOGLIA DIRE!
Libertà—questo è buono. Anche la Russia ha solo, è necessario. I giovani che parlano lingue Anche se dopo questa colazione si va a fare
combattuto per la libertà per molti secoli. diverse devono conoscersi e sapersi aiutare l’un una passeggiata lunga, il calore eccessivo ti
La notte. Fa caldo. Andiamo a Messina in auto- l’altro. Altrimenti sarà la morte a regnare nel nos- fonderà, come la neve. Neve? I siciliani hanno una
bus. La velocità è circa 100 chilometri all’ora. La stra- tro mondo. Per arrivare a questa facile conclusione, comprensione speciale della neve. Considerano
da è stretta, dietro il piccolo bordo si apre l’abisso. bisognava arrivare a Messina. Qui l’amicizia non è che la neve si deve... condire con sciroppo, aggiun-
Ma gli incidenti qui sono molto rari. Da noi non è così. solo una parola. Dicendo «amico», ci fidiamo—sia gere frutta e mangiare! E il nome è aulico—grani-
IL QUARTO GIORNO: Colline basse, tanti fiori, di questa ragazza italiana, sia di quel ragazzo polac- ta! Saporito!
gli alberi da frutto—ecco l’ambiente che circonda co. Oggi noi, giovani, veniamo chiamati il futuro del- IL TREDICESIMO GIORNO: Sera meravigliosa!
gli studenti dell’Universita di Messina. la Terra. Ma tra poco diventeremo il suo presente. Noi con nostri amici nuovi siamo seduta in un caf-
Lo studentato è molto comodo. Gli apparta- E la nostra amicizia darà pace al mondo. fè vicino al marciapiede. Lasagna, vino... Quante
menti isolati sono attrezzati con tutte le comodità. IL DECIMO GIORNO: Ma è così difficile aiutare parole buone! Quanti sorrisi! Fra un giorno sare-
Ci sono le aule informatiche con accesso ad colui a cui è capitata una disgrazia? Un secolo fa mo a casa! Ti Amo, Mosca! Secondo Karamzin,
Internet. Ma i nostri ragazzi che in Russia abitano i marinai russi hanno aiutato i siciliani devastati dobbiamo abbandonare la Russia per capire quan-
nello studentato dicono che da noi l’atmosfera è da uno spaventoso terremoto. Sono fiera di essere to ci è cara
più allegra. russa. Provo un sincero senso di rispetto verso le E allora balliamo!.. Qui a Messina questa è una
L’edificio universitario è molto bello. Le uni- nazioni che amano il proprio paese. Capisco bene tradizione. Mi sembra, che tutta la citta balli!
versità italiane sono considerate le più antiche. la fierezza nazionale degli italiani, il patriottismo E noi saremo a ballare con lei...
Scienza è potenza—gli uomini lo sanno ormai da dei polacchi e la fiducia degli americani nella forza
secoli. A Messina si sente subito che l’universita del proprio paese. Amare quello che ti appartiene Tamara Vinogradova
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I Attenzione:
O e la mia amica abbiamo passato quasi
tre mesi al nord d’Italia in una città picco-
la però eccellente—Udine. Adesso per noi
due abbiamo quattro CD pieni delle foto fatte
durante il nostro soggiorno in Italia e che rap-
presentano i posti piccoli e grandi, famosi ed
l’italianità è la cosa per sempre
ignoti insomma tutti quelli che abbiamo avu-
to la fortuna visitare. Inoltre abbiamo tanti ricor- Ho appena scoperto che scrivere sull’Italia è un compito superiore
di e momenti insoliti inseriti nella nostra alle mie forze. Non so come si può cominciare il discorso e come
biografia per sempre. Non bastono alcune sere
a ricordarli e raccontarli tutti.
posso finirlo? Per la verità, ci sono tanti pensieri. Così tanti che non
Questi tre mesi a Udine ci hanno unite così so formularli logicamente. Credo che proprio per questo si canta
come lo può fare solo la guerra o l`appartamento d`Italia, si scrive la poesia, si dipinge e si rappresenta i quadri dedi-
in coabitazione russo. Certamente sto scherzan- cati a questo paese… Voglio avvisarvi subito: non ne so fare niente
do. Ma a dire la verità tre mesi italiani sono pas-
sati motlo velocemente. Siamo partite per
però non posso stare zitta (la mia esperienza giornalistica non me lo
l’Italia e siamo ritornate quasi subito (sembra permette) e perciò sto scrivendo. È la narrazione seria e filosifica,
dopo un weekend). Ed io ho avuto un nuovo altrimenti il giornale di formato studentesco sarebbe troppo piccolo
taglio di capelli e mia amica Katia ha portato gli per tutti i mie i sentimenti.
stivali nuovi e il nuovo dizionario italiano di
Garzanti sta fieramente nel mio scaffale e fino
ad oggi inseriamo a volte nel nostro discorso
russo le parole italiane. Ma mi viene in mente
che tutta questa roba non abbia nessun impor-
tanza. Allora che cosa ha senso?
Nel momento che sto scrivendo queste
righe sto a Mosca, già invernale e in bianco e
nero. E poco tempo fà sono stata in Italia mul-
ticolorata (permetetemi dire così) e quasi sem-
pre piena di sole. Solo una particella del paese
l’ho portata con me. Sono i miei ricordi e le
mie foto permettendomi ritornare di nuovo in
quel clima del riposo e della gioia che costi-
tuiva l’ambiente delle nostre vacanze studen-
tesche (devo stare attenta con espessioni).
Si, incontro non può esistere senza sepa-
razione, ricordavo io mentre stavo nel aereo
dirigente a Mosca, l’aereo che dopo qualche
minuto doveva lasciare la terra dove era già
cominciata la primavera e dove si sentiva già
l’odore del estate.
Si vede poco dal’ oblo. E noi volevamo
vedere tanto, ogni luogo piccolo del paese
dove abbiamo passato gli ultimi tre mesi.
Questo paese è diventato la nostra casa
seconda. Ricordavo tutti caffè piccoli dove
abbiamo assaggiato tutti i gusti del cap-
puccino (in una piccola città come Udine ne
abbiamo visitati quasi tutti), volevamo
vedere tutti i collini da dove abbiamo osser-
vato i dintorni udinesi. Alla fine abbiamo
ricordato tutti i nostri amici italiani e non ital- Siamo partite lasciando in Italia una parti- che abbiamo ruiscito a fare quello che vole-
iani che ci nanno fatto sapere e capire tan- cella del nostro cuore e anche prendendo con vamo. Abbiamo voluto sentirci non straniere
tissime cose. Tra loro erano gli studenti ital- noi di più. Perche ci siamo cambiati. Siamo ma le persone italiane, abbiamo voluto vedere
iani che studiavano la lingua russa con I man- ritornate a Mosca più independenti, più adulte il paese non dalla finestra del autobus turisti-
uali grandi e difficili, pieni degli esercizi stra- e (che sembri forse ridicolo) piene di gioia ed co ma vederlo da dentro, sentire il suo spiri-
ordinari persino per noi, ragazze russe. Tra energie, piene degli scherzi, racconti ed to. Per questo abbiamo fatto tanti giri per l’Italia
loro erano I professori e le professoresse impressioni. E mentre parlavamo nel aereo un centrale e del Nord. Abbiamo fatto tante
che ci hanno invitato per la cena tipica friu- uomo italiano che stava vicino a noi ci ha conoscenze utili e inutili. A volte abbiamo fat-
lana quando abbiamo seguito le elezioni con domandato se siamo state le russe oppure le to gli sbagli, una volta abbiamo perso l’ultimo
le loro familgie. Tra loro erano I pizzaioli sem- italiane perche eravamo vestite come le treno, l’altra volta abbiamo avuto I problemi
pre pieni d’umirismo e della gioia che ci han- ragazze italiane e perche abbiamo parlato sia con la lingua ma infine abbiamo soppravissu-
no portato a ballare e che ci hanno fatto sen- il russo sia l’italiano. Questa domanda ha zuc- to. Questo è la cosa principale.
tire il carattere tipico italiano così pieno d’or- cherato la pillola. È stato il complimento più
goglio nazionale ed sempre pronto a dare bello fatto durante tutta la nostra vita cosidet- Antonina Demidova
la battaglia ad ognuno. ta italiana. Perchè la sua domanda significava
8 il Giornalista №12 (1122) il 7 dicembre 2006

L’Architett L’Italia è il posto migliore per imp


cepire con tutto il tuo corpo, con
cultura, la gente, il vino, il cibo s
vorrebbe tornare continuamente
fortunati perché abbiamo potuto
Geraci è il proprietario dell’azien
un autentico «buongustaio» della

di architettura ho visitato Mosca, è stato pri-


ma della caduta del muro di Berlino. Era molto
carina. Forse non per i russi, ma per noi sì...

—E quale differenza nota tra Mosca di


un tempo e Mosca di adesso?
—È difficile da spiegare. È cambiata
molto, non la piazza Rossa, non il Cremlino.
Come dire... l’impianto urbano è uguale ma
è l’anima che è diversa. Una città è fatta del-
la sua fisicità: le strade, gli edifici... ma è
fatta anche dalle persone che la vivono—in
un bar, in un ristorante, in un albergo... Per
cui la cosa che mi impressiona di più è che
vedi gli stessi blocchi con una vita diversa,
con una dinamica diversa. Quando ci sono
stato io era impensabile che ci fosse un
«Pushkin cafe». Forse quella Russia che ho
conosciuto io era più vicina alla Russia let-
teraria di Dostoevski, di Tolstoi che non a
quella di oggi. Nel ristorante «Turandot» non
c’è più un’anima russa tradizionale. Dal pun-
to di visto democratico è meglio così. Mi ero
innamorato di una ragazza russa, le dissi:
«Andiamo a fare un weekend, vieni in italia!»
: «No» rispose. Un mio amico si voleva
sposare con una donna russa, non è stato
possibile. Ad un certo punto non arrivavano
più le lettere, e non c’erano ancora i tele-
fonini ovviamente. Ma anche quella Russia
aveva fascino, devo dire. Forse di più per chi
andava li a trascorrere 15 giorni...
Arriviamo fino a un punto da cui si può con-

U
NA delle sue prime domande è stata —In Russia La conoscono solo come tinuare a salire soltanto con una macchina
«Avete già assaggiato qualcosa della vinificatore di grande successo... più resistente. Le vigne si trovano quasi sul-
cucina tipica siciliana? Forse la grani- —In realtà è l’architettura il mio primo la cima della collina, a un chilometro e mez-
ta? Dovete assaggiarla, vi accompagnerò nel mestiere. Io prediligo un tipo di architettura zo dalla costa dello Stretto di Messina—pro-
posto dove si fa la granita migliore...» Con un tradizionale, principalmente restauro architet- prio di fronte al punto più estremo della
giorno d’anticipo, ci siamo messi d’accordo tonico, vale a dire restauro di edifici storici... Calabria. Lungo lo strettissimo sentiero mon-
per visitare le sue vigne e la cantina che si Insegno questo alla facoltà di architettura a tano ci porta sù il fratello di Salvatore—
trovano a circa 15 chilometri da Messina. Con Palermo. Sto anche restaurando un borgo vici- Gianpiero Geraci. Salvatore svia la nostra
Salvatore ci siamo dati appuntamento proprio no a Catania e a Firenze sto facendo altri lavori. attenzione dalla strada spaventosa parlan-
a Messina, dove ha lo studio da architetto. Poi anche a Messina. A proposito, da studente doci di tutto ciò che vediamo.
№12 (1122) il 7 dicembre 2006 il Giornalista 9

to del vino
parare l’arte del godere la vita e per imparare ad assaporarne ogni singolo gusto. Lo puoi per -
n ogni cellula nervosa. Anche la Sicilia si può degustare all’infinito: il sole, il mare, la natura, la
i combinano in così tante varianti quanti sono i gusti del gelato artigianale siciliano. E ci si
e, per assaggiarne ogni volta uno in più. Durante il nostro primo viaggio in Sicilia siamo stati
trascorrere un giorno intero con il signor Salvatore Geraci, uomo di grandissima esperienza.
nda vinicola «Palari» e oltre che architetto, è amante del buon cibo e del discorrere—insomma
a vita.

—Mio fratello vi chiede scusa per il suo vesti-


to, lavorava. Ma io sono più educato, ho qui
anche un fazzolettino (ridendo ci mostra un faz-
zolettino profumato)... Qui ci sono le camomille,
i frutti, gli agrumi: limoni, mandarini, arance.
Abbiamo anche le pecore. Questo si chiama
equilibrio biodinamico. Però da noi è ancora più
dinamico. Adesso fa molto caldo ma qui in pri-
mavera c’è un gran profumo di erba, di nipitel-
la, di finocchio. In Sicilia il paesaggio antico gre-
co-romano è fatto dall’ulivo, dall’uva, da alberi
da frutto come il fico. Gli agrumi li portarono
mille anni fa gli arabi. Il territorio è particolare
qui anche perchè lo Stretto di Messina è anche
lo stretto tra Scilla e Cariddi. Dalla parte di
Messina c’è Cariddi, di fronte c’è Scilla—un pic-
colo paese vicino a Reggio Calabria.

Dall’alto il panorama mozzafiato. Vedendo


il mare, la costa, i paesi dalla cima della colli-
na ci si sente davvero tornare ai tempi degli
eroi mitologici, ai tempi dei titani. Si capisce
perchè Salvatore non abbia voluto impiantare
proprio qui un nuovo vitigno e perchè abbia
ripreso la produzione di un antico e nobile vino,
«Il Faro», che viene prodotto fin dal XVI seco-
lo. Dall’inizio del secolo scorso la produzione no borgognone, che fa un vino di grande per- nualmente. La nostra azienda è fortunata ad
ha continuato a calare fino a raggiungere il suo sonalità. È venuto qui a degustare 10 giorni avere successo...
minimo nel 1985, quando ha rischiato di sparire. fa Roberto Petronio, che è uno dei più grandi Ridiscendiamo dalla collina per visitare la can-
degustatori, e diceva proprio questo. Sentire tina. Inaspettatamente la cantina si rivela una
—Sì, qui faccio un lavoro di archeologia, non questo mi fa piacere. splendida villa dell’ottocento. Nel cortile cresce
un lavoro di nuovo impianto. Io sono convin- un solo albero. Salvatore ce lo mostra con
to che il calore al vino lo dia la vigna vecchia, —Quante vigne avete? orgoglio perchè in tutta Italia gli alberi di mela
non la vigna nuova. La vigna nuova, come quel- —Sopra c’è la vigna detta Palari, quella rosa sono abbastanza rari al giorno d’oggi.
la che cresce in California, può dare un vino che c’è giù si chiama—Santa Nè. Quelli
corretto, un vino senza difetti, perfetto, ma l’an- sopra sono alberelli che hanno oltre 40–50 —Stavo per costruirmi qui la villa perso-
ima è un’altra cosa. Senz’anima, è come avere anni. I loro tronchi sembrano delle sculture. nale, perchè questa è la casa della nostra
una donna bellissima che poi ti stanca. È Qui il territorio è molto scosceso. In ques- famiglia da sempre. Nel 1990, quando ho inizia-
meglio una donna che abbia delle imperfezioni, ta parte della Sicilia orientale, a differenza to ad aver successo con questo vino (che ave-
come Catherine Deneuve, ma che ti affascini della Sicilia occidentale, non c’è latifondo, vo fatto fino ad allora per gioco, perchè avevo
e allo stesso tempo non ti stanchi mai. Il nos- la grande estensione di terra. Quindi qui è un altro mestiere... e infatti faccio ancora l’ar-
tro modello non è la California, il nostro mod- duro coltivare la campagna, coltivare le
ello è la Borgogna... Come il piccolo contadi- vigne, gli agrumi... perché tutto è fatto ma- segue al p. 10
10 il Giornalista №12 (1122) il 7 dicembre 2006

potevo ancora venderlo perchè non avevo la


licenza, non avevo le autorizzazioni... Allora
decisi di regalarlo ai migliori ristoranti italiani.
Lì per lì però mi sono detto: «Salvatore, non ti
ubriacare. Fermati». Per 4 anni ho messo a pun-
to l’imballaggio, le etichette e le altre cose. Solo
in seguito, dal ‘96, ho cominciato a vendere.
E adesso della Palari è il vino più premiato dal-
la Toscana in giù.

La “Palari” produce 3 vini: Il Faro, il Rosso del


Soprano, il Santa Nè. Ne produce solo circa 40
mila bottiglie all’anno e la domanda è 3 volte più
grande della sua offerta. Ma Salvatore non
vuole andare oltre questa dimensione perchè
gli basta quello che possono fare. Scherza che
abbiano iniziato ad essere un pò snob. Ma al
paese dove è nato e il cui nome ha usato per il
suo secondo vino—il Rosso del Soprano—la
gente non crede lui sia snob. Salvatore ci por-
ta in un piccolo bar per assaggiare la granita e
il gelato alla mandorla e ci vuole un tempo
abbastanza lungo per arrivarci perchè deve
salutare tutti i suoi conoscenti che incontriamo.

—La mia famiglia ha fatto il vino qui da sem-


pre. Erano proprietari terrieri, allora coltivavano
gli agrumi, la frutta, etc. I miei nonni avevano
anche la produzione di essenze, di profumi—
gelsomino, bergamotto, agrumi. Qui veniva a
comprare le essenze Givenchy. Perchè le
essenze prima erano naturali ma poi l’indus-
tria è crollata perchè sono state inventate le
essenze sintetiche. Ma prima bisognava rac-
cogliere il gelsomino per esempio di notte per-
chè emana molto più profumo di notte e all’al-
ba bisognava distillarlo. Ed era una cosa che
si faceva solo qui e in Egitto...

del vino —E adesso in Sicilia hanno puntato sul


vino e sul turismo, sì?
—Sì, ma si deve capire che il turismo non è
solo il costo del letto, non è solo l’albergo.
chitetto) non sapevo dove inventarmi una can- vacanza da queste parti. Lanati mi disse: «Ah! Turismo è quando c’è una grande sinergia di
tina e così la villa invece che farla diventare la È una tipica storia siciliana, uve buonissime una seria di sistemi: il sistema naturale cioè il
mia abitazione l’ho trasformata in una canti- ma vinificate male». Perchè i miei nonni, i miei bel tempo, il clima, poi la cultura e anche la cuci-
na. Adesso il progetto nuovo prevede una can- genitori hanno sempre fatto il vino, ma vino na. In questo settore di cucina, di gastronomia
tina interrata sotto al terrazzo che continui fino in damigiana. Con lui ho cominciato a vinifi- il vino è molto importante. Ma è una sinergia,
a congiungersi con la cantina storica che si tro- care in maniera moderna, ma ancora speri- allora tutti i sistemi devono funzionare bene.
va sotto la villa. Così questa diventerà la mia mentale. Quando nel 1990, dopo un anno di Oggi in Sicilia si mangia veramente bene e si
abitazione com’era una volta. travasi e di lavorazione del vino, ho iniziato la beve veramente bene. Ci sono delle aziende
produzione, Lanati mi scrisse sulla bottiglia «Il leader che hanno guadagnato un grande rispet-
—E com’è arrivato tutto questo successo? miglior vino prodotto da noi». Allora mi sono to nel mondo. Si è svegliato questo mondo.
Tempo fa scrivevo articoli riguardanti vini detto: «ma no, lui è un piemontese e mi Prima i vini siciliani andavano in Francia, in nord
da cucina... come hobby. Poi un famoso gior- prende in giro... non è possibile». Ma poi il vino Italia a tagliare, migliorare gli altri vini. Adesso
nalista, Giacomo Veronelli, quando ha visto lo mandai a Veronelli e lui scrisse in un famoso ci siamo svegliati e non è più così...
quelle vigne disse: «Sono delle vigne eroiche, giornale italiano, «L’Espresso», che la mia era
tu devi fare il vino!» Mi ha presentato Donato una vigna eroica, che dava un vino strepitoso. Daria Fedorova
Lanati, un enologo piemontese che era in Tutti mi telefonavano per averlo, ma io non Dmitry Lisenkov
№12 (1122) il 7 dicembre 2006 il Giornalista 11

Q
UANDO la gente dice che i sogni si Sicilia. Messina. La sera. I giovani vanno Certamente, in Italia si fanno splendide
avverano loro danno grande impor- per una camminata sulle strade della città, pizze! E sono molto gustose.
tanza a queste parole. I sogni si avver- mano nella mano, parlando, baciandosi. In Sicilia si possono comprare anche mod-
ano veramente. Spesso gruppi di giovani escono insieme per elli delle antiche marionette dell’isola e se siete
La mia prima visita in Italia, e piu precisa- andare al bar o si incontrano per andare a bal- golosi, i dolci fatti di pasta di mandorla.
mente in Sicilia. La visita al paese del sole, lare in discoteca. Loro vanno al ristorante per Ci sono articoli di ogni genere e di ogni tipo
costruzioni antiche, la pasta, il tiramisu e la vedere gli amici e chiacchierare. È possibile e si può trovare di tutto. C’è il nuovo e c’è
gente insolitamente gioiosa. vedere ragazzi che litigano per la strada. e dopo l’usato, l’antico e il moderno.
In pratica, cosa pensano gli stranieri degli dieci minuti vanno in giro mano nella mano. Mi sono dimenticata di una caratterstica
Italiani? Pensano che sono tutti mafiosi. L’Italia È naturale che l’affetto dei ragazzi è mostrato speciale molto importante. L’Italia è la capitale
è caratterizzata da tre parole “pizza, spaghet- in pubblico molto di più in Italia che in altri pae- della moda e dello stile. La frase “Made in
ti e mafia”. si. Perche questa è l’Italia. Italy” è un fenomeno straordinario sia per la
Ora è interessante osservare l’Italia con altri occhi. Io penso che un’altra caratteristica speciale qualità, sia per la quantità. L’Italia è un paese
“Bravo”, “ciao”, “arrivederci”; non dovete degli Italiani è l’amore per le macchine. A volte in cui si producono bellissimi oggetti moderni.
essere in Italia per capire che cosa qualcuno mi sembra che gli Italiani spesso sono piu I loro “ designer” sono i più bravi del mondo.
dice. Queste sono tutte parole che la mag- innamorati della loro macchina che della loro Oggi vestire all’italiana significa avere buon
gior parte di noi non solo capisce, ma persi- moglie. Non è raro sentire discorsi un po` gusto, voler essere eleganti tutti i giorni e in
no usa nella conversazione. È vero, gli Italiani strani. Io ho sentito qualche discorso. “ Come tutte le occasioni. In ogni piccola città della
sono molto affabili. va la tua macchina?” – chiede un amico. E l’al- Sicilia sempre ci sono buoni negozi. Questo
Loro sono stati abituati a salutare per pri- tro risponde con grande serietà: “La mia va è molto importante per noi ragazze.
mi le persone che conoscono. Nella strada bene. E la tua?” Ciò è molto divertente. Ogni negozio, oltre alla domenica, è chiuso a
hanno sempre un comportamento decoroso. Come tutti i Siciliani, gli abitanti di Messina mezzogiorno. Gli Italiani preferiscono fare spese
È stupefacente che loro usano sempre il amano mangiare bene. Il problema di ogni nei grandi magazzini, ma ancora fanno spese
“tu” e non “lei”. Non solo ragazzi, studenti ma giorno: “Che cosa si mangia oggi? Ieri la pas- nei piccoli negozi. Io penso che loro trovino nel
anche i professori dicono “tu”. Il contatto è ta, oggi il pesce… Allora, pesce!” Penso che negozio specializzato più qualità e più scelta.
molto semplice. Ciò distingue gli Italiani da tu, caro lettore, sappia molto circa questa Dicono che gli Italiani, vecchi, giovani,
altre persone di altra nazionalità. È molto inter- caratteristica speciale degli Italiani perciò andia- sposati o no, sanno godere la vita un po più
essante vedere, quando sei per strada, una mo piu avanti ad osservare. degli altri. La vita è come il vino o il gelato!
bicicletta o un passeggino. Hanno scambiato Spesso ad una domanda “ Che cosa si può Il loro stile da vita e il loro cibo sono piu sani
i segnali. La strada in Italia è sempre piena di comprare di bello in Italia?” molti rispondono: e il loro abiti sono i migliori del mondo. Gli
gente, particolarmente nelle sere. “Una bella automobile o una bella barca». La Italiani sempre dicono: “…Vesti bene, man-
Sono il popolo piu vecchio della terra. Si, gente, di solito, ha desideri più modesti. gia bene, bella macchina…siamo Italiani».
loro sono gente speciale. Ma gli abitanti del- Che cosa si trova di bello in Italia? Molte Purtroppo, gli Italiani sono convinti di
la Sicilia sono denominati “caldi Siciliani”. cose. Se volete comprare dei prodotti carat- essere sempre i migliori in tutto, e non inve-
È vero. teristici, bisogna soltanto scegliere il luogo stono per nulla nel futuro. Loro vivono nel pre-
Tutti sanno che gli Italiani sono famosi per dove si trovano. sente.
il loro amore per la vita, per il cibo e il loro Messina è ricca dei prodotti di mare. Se Se ora voi pensate, come pensano in
amore d’amore. Roberto Benigni nel suo film amate il pesce dovete andare nel ristorante Italia…
“La vita è bella” ha mostrato che con la forza locale. Qui troverete sempre un saporito piat-
dell’amore si possono fare cose incredibili. to di pesce. Svetlana Kravchenko
12 il Giornalista №12 (1122) il 7 dicembre 2006

Impressioni spensierate
Solo alla fine del riposo abbiamo appreso che viviamo nel rione più banditesco della città. Le valorose
donne russe anche alle 4 di mattina, senza esitare, giravano per le strade deserte di Messina, cantando
l’inno nazionale, non quello italiano certamente...
I siciliani si affacciavano dalle finestre e si meravigliavano: “Come è possibile andare in giro alle 4 di mat-
tina, e con buon stato d’animo?
piccole verande su palafitte, direttamente
sopra il mare. Si può sedere al bar, si può bal-
lare e si puo respirare aria fresca, sorseggiando
un cocktail. A proposito, i prezzi nei bar sono
molto bassi, il che è pericoloso per i russi.
A Messina è difficile mangiare dopo la mez-
zanotte, ci sono pochi posti, solo un bar
decente aperto 24 ore su 24. Perciò noi e la
grande brigata tutte le notti stavamo seduti in
piccolo caffè ILLI. I camerieri, verso la fine del-
la seconda settimana, hanno cominciato pian
piano ad “ululare”: i russi possono sedere e
bere fino alle 5 di mattina e poi di mattina
tornare ancora e mangiare alle 9; facile come
bere un bicchier d’acqua!
Non abbiamo potuto investigare in profon-
dità ma in generale il cibo a Messina non ci è
piaciuto affatto. Eravamo sempre affamati
nonostante c’erano molti bar e ristoranti.
Abbiamo trovato solo pizza, panini e dolci. Ma
Dal club, cari amici, delle danzatrici! macchina, si deve camminare per 30 minuti siamo russi, abituati a zuppe e polpette. L’unico
Soddisfiamo i nostri compagni che con abne- sulla strada. Non c’è posto per sdraiarsi (non beneficio della carenza di cibo è che siamo
gazione si alzavono alle 8 e andavano si può camminare senza pestare la testa del riusciti a scheletrirci. Ma a che prezzo!
a lezione… noi invece ci alzavamo alle 12 e vicino). L’acqua è fredda e sul fondo ci sono È stato chiaro che i messinesi amano i rus-
andavamo in spiaggia. E questo, credete, non pietre scivolose: Voto Negativo alla spiaggia di si. Durante il terribile terremoto del 1908 alcu-
è poco eroico. Il mare in Sicilia è bellissimo. Taormina. ni marinai russi hanno salvato moltissime per-
Non risparmiavamo tempo e andavamo nella Taormina è una città molto bella, si trova su sone. Facilmente perciò loro pregiano l’amicizia
spiaggia di Torre Faro (mezzora di cammino e una collina, è piccola ma con moltissimi caf- con i russi, anche perché abbiamo carattere e
poi 40 minuti di autobus). E l’orario degli auto- fè e negozi. Più in alto si trova la città di natura simili. Per esempio: a che messinese
bus a Messina è imprevedibile... Cosicché alle Castelmano, una citta-fortezza; particolar- non piace correre? Correre con moto veloci che
tre raggiungevamo la spiaggia. mente attraente è la vista sull’Etna. puoi sentire per la tua via, meglio se di notte.
Torre Faro è un piccolo borgo sul capo Ma, torniamo alla valutazione delle spiagge. O di notte è ancor meglio fischiare.
Cariddi vicino ad un grande pilone. La cosa più Una altra spiaggia è quella urbana di Al fischio e al grido dei ragazzi verso le
interessante è che proprio in questo punto si Messina. Non è molto pulita e nel mare ci sono ragazze ci siamo abituate ma come mi ha spie-
intrecciano due mari Ionio e Mediterraneo. molte meduse. A proposito! Gli italiani ci han- gato un mio conoscente: “Non vogliamo
Perciò la corrente qui è molto forte. La ricerca no insegnato come difendersi dalle loro offendervi. Per la donna questo deve essere
degli asciugamani e delle scarpette era lunga. ustioni: si deve prima sfregare la pelle con la un complimento. Siamo un popolo appas-
La prima conoscenza con Torre Faro è sta- sabbia e poi con del pomodoro. E quindi in spi- sionato e non possiamo controllarci”. Ma non
ta terribile. Quel giorno era spaventoso: tem- aggia andavamo con un sacchetto di pomodori. abbiamo mai capito come percepire le grida
porale e vento forte. Le sedie volavano, i baristi Molto più gioiosamente era mangiare tutti quei dei siciliani sfenati.
si sono nascosti nelle loro casa sulla spiaggia pomodori dopo la spiaggia! Se il pomodoro Cosicché ci sono moltissime impressioni,
ma noi, maschiamente abbracciati ai nostri val- finiva nella pancia significava che nessuna sia di noi, sia dei siciliani. Non sappiamo se la
orosi professori, abbiamo aspettato il tempo- medusa ti aveva pizzicato! Sicilia abbia respirato libertà dopo la nostra
rale. Ma non senza un amaro… Stavamo in spiaggia praticamente 24 ore partenza ma noi ci siamo divertiti alla grande.
Dunque, il primo premio “Spiaggia di su 24. Durante il giorno ci abbronzavamo, di Ma, come si dice, c’è un tempo per il
Messina” va a…Torre Faro! sera ballavamo. Quasi tutti i club si trovano sul- piacere e un tempo per il dovere....... due set-
La seconda spiaggia della citta, Milazzo la spiaggia. Gli italiani sono un popolo dal tem- timane siciliane! Adesso dobbiamo studiare.
è grande, pubblica, sabbiosa, con grandissime peramento molto focoso, ma molto respons- Abbiamo voglia di svegliarci presto di mattina,
onde e italiani molto abbronzati. abile. Loro ballano molto, bevono poco. In gen- andare alla fermata e... prendere l’autobus
La terza spiaggia è a Taormina, località Isola erale c’è poca gente del luogo nei club, il che numero 79 e... raggiungere il mare. Dove cir-
Bella ma non è bella per niente. Una piccola è comprensibile. cola a Mosca? Proviamo a cercarlo!
isoletta con una piccola baia con acqua pura Loro amano i russi, come anche i polacchi,
cristallina. Ma questo è quello che sembra da per il loro animo, allegria e ottimismo. Anna Kameneva
lontano. Non c’è posto per parcheggiare la L’arredamento nei club è molto interessante: Valentina Matrenkina
№12 (1122) il 7 dicembre 2006 il Giornalista 13

B UONGIORNO mi presento: mi chiamo


Stefano e da gennaio insegno italiano e
inglese a Mosca. Ho passato questo agosto a
per quattro giorni. Sono partito da casa e ho
fatto la prima tappa a Caramanico Terme (PE),
uno scrigno ai piedi del Monte Morrone (Parco
«salitona» per Prati di Tivo, famosa località sci-
istica e non solo; da qui infatti é possibile par-
tire per interessanti escursioni fino al Corno
casa, a Colonnella (TE) un piccolo paese in Nazionale della Majella). Si tratta di un paese Grande (2912 metri).
Abruzzo. Si tratta di un paesino (tremila anime) situato a 800 metri slm, divenuto famoso negli Una volta lasciate alle spalle le montagne
su una collina a cinque Km dal mare. Secondo anni ‘60 come località termale. e dirigendosi verso l’Adriatico si incontra una
me (ma il mio giudizio ovviamente è di parte), Da lì, sono passato per Salle, Tocco da miriade di piccoli paesi dal lontano passato,
è un piccolo gioiello. I molti turisti che vengono Casauria (famoso quest’ultimo per l’amaro la maggior parte dei quali arroccati sulle colline,
d’estate sono però dello stesso parere… Centerba), Capestrano, Barisciano, Santo dai centri storici fatti di strette vie e sugges-
Quando i miei studenti mi chiedono con- Stefano di Sessanio, tutti antichi borghi tive piazzette.
sigli su dove andare, cosa visitare quando van- medievali, poco conosciuti dai turisti ma dalle Un altro paradiso che sono andato a risco-
no in Italia, io dico loro che certamente devono bellezze architettoniche, storiche e naturali prire è stato la Piana di Castelluccio (Umbria),
visitare le città d’arte, in primis, Roma e incredibili. un paesino sopra una bassa collina che si affac-
Firenze, ma che forse vale la pena avventu- Seconda tappa a Fonte Cerreto (AQ) ai pie- cia su di una vasta e piatta distesa, attorniata
rarsi verso l’interno, per strade di campagna, di del versante aquilano del Gran Sasso, la da alte montagne (la più alta delle quali è il
di montagna: là si possono trovare usanze, catena montuosa più alta degli appennini, da Monte Vettore). In Italia e non solo sono
tradizioni, sapori di una “più vera Italia”. dove si può scorgerne tutta la maestosità. strafamose le lenticchie di Castelluccio che
—Le persone sono più rilassate ed hanno Da lì si può costeggiare tutto il massiccio in quella piana trovano un ambiente ideale per
più tempo e lo spenderebbero volentieri facen- e ammirare un paesaggio montano inde- la loro coltivazione.
do quattro chiacchiere con degli stranieri (che scrivibile. In un mattino senza nuvole, come Da qui non si può non visitare Norcia, cit-
sanno parlare italiano). quello che ha accolto me, si respira pace: mon- tà dalle origini medievali che diede i Natali a
—Si mangia meglio: non ci sono menù tur- tagne dappertutto, aria freschissima, San Benedetto (ora patrono d’Europa) e che
istici, si mangiano pietanze tipiche (e sicura- pochissime macchine, aquile che volteggiano è riuscita a conservare benissimo il proprio
mente più genuine di quelle che si possono nel cielo, mucche e cavalli liberi per la strada passato. E i più golosi potranno assaggiare i
trovare in città) che si muovono e seguono riti millenari. norcini (salsicce di cinghiale), formaggi tipici
Devo però dire che noi italiani siamo attrat- E poi da lì ci si tuffa in una valle rigogliosa, e soprattutto il tartufo (bianco per chi può per-
ti dai paesi stranieri e non conosciamo il nos- solcata dal fiume Vomano, lungo la “Strada metterselo).
tro. Ed ogni volta che giro un pò l’Italia mi accor- maestra del Parco del Gran Sasso” (SS 80). Spero tanto che questa nostra passeggia-
go quanti tesori nascosti e sconosciuti e favolosi Si passa per una strada “verde”, tutt’intorno ta insieme vi sia piaciuta.
ci sono (in Italia come in tanti altri paesi). montagne ricoperte da alberi e foreste, ruscelli
Me ne sono reso conto ancora una volta che sgorgano verso il Vomano, inframmezza- Stefano Maraessa
quest’estate quando ho girato l’Abruzzo in bici ta da piccoli borghi che conducono poi alla
14 il Giornalista №12 (1122) il 7 dicembre 2006

Il mare al naturale
In Puglia, una regione del sud Italia, sta per incominciare
“la stagione del mare”. I frutti di mare freschi tanto da
poter essere mangiati anche crudi sono lo scopo del nostro
viaggio verso la costa adriatica.
merci straniere, persone dalle lingue
sconosciute, culture diverse. A Bari c’è anche
un angolo di “Russia”: le reliquie di San Nicola,
una chiesa ortodossa e una statua del santo
realizzata da Zereteli e regalata alla città da
Vladimir Putin. Queste cose si possono vedere
in un giorno, mentre per apprezzare le parti-
colarità della cucina tipica, portata sempre dal
mare, bisogna organizzarsi per un soggiorno
un pò più lungo. Quante città hanno trovato
rifugio sul litorale adriatico dell’Italia—e tutte
quante fanno ampio uso dei frutti degli abissi
adriatici. Bari però riesce ad essere originale,
mangiando i frutti di mare crudi—per, come
spiegano i pugliesi, conservare il profumo, il
sapore e soprattutto la sensazione di fres-
chezza tipica del mare. Chissà quando e per-
chè è nata questa tradizione. In ogni caso, sin
dai tempi dell’Impero Romano proprio da
queste latitudini partiva il pesce fresco per rag-
giungere i tavoli dell’aristocrazia romana. La
famosa strada Appia, selciata di pietre, che
attraversava una grande parte di penisola, parti-
va proprio dalla Puglia: in una delle piccole cit-
tà pugliesi c’è ancora un ponte antichissimo
che un paio di millenni fa vedeva ogni giorno
i carri caricati di pesce che erano destinati a
superare alcune centinaia di chilometri per poi
trovarsi in una delle strade romane che adesso
si chiama Appia Nuova.
Antichissima è anche la statua del pesca-
tore di polpi, eretta nella cittadina di Torre a
Mare, vicino a Bari, che attualmente è ridotta
allo stretto necessario: ville, scalo per le
barche, ristoranti con specialità marinare.
A proposito, i ristoranti…

L’abito del monaco


Esteticamente semplicissimi, ma ricchissimi
nel loro interno! Comunque a volte, soprat-
tutto d’estate, è meglio restare fuori, sulla ter-
L’invito al viaggio Lì credono che vederlo, il mare, non sia pro- razza aperta, dove il mare crea da sè il migliore
“Noi non abbiamo nè il Colosseo, nè La Scala, prio obbligatorio—basta saperlo vicino, no? degli interni possibili. D’inverno il mare viene
questo no”,—ammettono con poca amarezza Dite di no? Allora venite in Puglia—la sostituito dalle stampe di soggetti marini e da
nel meridione d’Italia. E subito dopo aggiun- regione che si trova “sul tacco” della peniso- collezioni vetrate dei nodi marinari. Legno na-
gono: “Però loro non hanno il nostro mare!” la. Nei ristoranti locali troverete prove convin- turale, tovaglie fresche, camerieri con il fisi-
Il mare come modo di vivere, come lavoro e centi e potrete godervi il mare senza vederlo. co da top-model—tutto è estremamente all’
divertimento, come motivo per marinare la italiana. Qui si può fare a meno del menù—
scuola o scappare dall’ufficio nell’ora di pran- Il mare dal vivo basta solo annuire quando vi chiederanno:
zo: dieci minuti in macchina—e chi si ricorda Quante cose ha portato il mare in Puglia e in “Desidera un pò di crudo?” Da locale a locale
più degli impegni lavorativi e dei colleghi! particolare a Bari, l’attuale capoluogo della “il crudo” sarà proposto in modi diversi, ma
Prendiamo a bordo solo quello che serve, cose regione! Durante i secoli salpavano da qui le senz’altro con la partecipazione di polpi, sep-
semplici, ma geniali: il caffè e le righe di un navi—con scopi commerciali, militari, reli- pie (che in dialetto per qualche ragione strana
giornale, tra le quali si avverte l’odore del mare. giosi,—e le navi arrivavano, portando con loro si chiamano allievi) e di vari tipi di cozze. I frut-
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ti di mare si assaggiano bagnati dal succo di tanza palese di schiacciarlo come una bistec- chilometri a sud di Bari, dove si trova un ris-
limone oppure al “naturale”. Così, in effetti, ca. I baresi invece ridono—loro sanno che è torante davvero unico: “La Grotta Palazzese”.
danno di mare molto di più rispetto alla stes- un lavoro importantissimo, quello dei pesca- Grazie alla sua posizione eccezionale, “La
sa pasta con le cozze (già cotte), che è un altro tori: arricciare i polpi per renderli mangiabili. Grotta Palazzese” fu citata da una fondazione
piatto tipico della regione. Quelli che non Non arricciati questi rappresentano una mas- americana tra i quattro locali (gli altri tre si
vogliono mettere in pericolo il proprio stoma- sa sdrucciolevole e poco attraente, che non trovano in Repubblica Ceca, Nuova Zelanda
co, possono assaggiare le stesse cose—polpi, si può nè tagliare nè mangiare. Perciò, per e Stati Uniti) più particolari e più “caratteris-
gamberi, calamari—arrosto. Di solito agli triste che sia, per poterli consumare crudi, tici” al mondo. Il ristorante è situato letteral-
stranieri viene proposta proprio questa vari- bisogna picchiarli senza pietà, perlopiù con- mente dentro una grotta, e la sua superiorità
ante, visto che non tutti, anche gli stessi ital- tro le pietre. Solo dopo i polpi si mettono in rispetto agli altri ristoranti “di mare” diventa
iani, condividono la passione pugliese del cestini impagliati che, accordandosi proprio ovvia appena lo vedi da dentro: dietro il tuo
mangiarli crudi. bene con i tentacoli a spire, attirano l’atten- tavolino—il precipizio, e tu non vedi altro che
zione dei passanti. il tuo pranzo ordinato sullo sfondo del mare
I segreti del polpo «Fai un bel regalo a tua suocera, compra il che si slancia verso il cielo. Le tradizioni di
Sembra che sul lungomare di Bari sia sempre polpo!»—gridano i pescatori. Un tentacolo del questo ristorante hanno una storia di alcuni
l’8 marzo—gli uomini vestono maglioni sbia- polpo è capace di conquistare il cuore di qual- secoli. Già trecento anni fa i duchi usavano la
diti con le maniche rimboccate—e sciacquano siasi donna—evidentemente la pensano così! grotta per organizzare feste con cibi in abbon-
nelle bacinelle qualcosa dalla forma così inde- Noi però siamo riusciti a trovare un punto danza e spettacoli teatrali, ora si viene qui da
terminata che può essere scambiata per buca- debole nelle conoscenze di questi esperti qua- tutte le parti del mondo per ammirare la vista
to. Naturalmente, è solo un’illusione: gli uomi- si impeccabili: nelle parole italiane “piovra” (“La Grotta Palazzese” non è solo un ris-
ni a Bari si caricano dell’impegno virile di arric- (che è anche il titolo del famoso giallo con torante, ma anche un albergo lussuoso) e
ciare i polpi. Li pescano proprio qui, dove Michele Placido dei tempi della nostra ado- anche per festeggiare le nozze: due coppie
finisce la città e tende lontano la sua mano il lescenza) e “polpo”, a differenza della parola americane hanno scelto questo posto per
faro, e poi, seguendo le istruzioni che sem- russa “osminog” (let. “una bestia con otto unirsi in matrimonio. D’inverno, naturalmente,
brano estratte da una favola, li puliscono “in gambe”) non c’è nessuna indicazione sulla anche nel sud Italia è meglio osservare la
sette acque”: è proprio un gran sporcaccione, quantità delle sue estremità. Così, svelando bellezza del mare dal coperto, perciò nella
il polpo. Non è comunque colpa sua—l’ani- il segreto, vedevamo gli italiani increduli: si Grotta è prevista una sala per la stagione da
male quando è vivo funge da sanitario mari- mettevano subito a contare i tentacoli! ottobre ad aprile. Ma una volta scoppiata la
no, filtrando tutto quello che inquina il mare. primavera si spalancano le finestre, si aprono
Ricordiamolo, i pescatori devono pulirli per La colazione aristocratica le grotte, nella lontananza radiosa si precipi-
bene: altrimenti una buona metà della regione Una peculiarità meravigliosa di questo paese, tano le barche, e gli uomini sulla costa adri-
rischia di beccare l’epatite A. Abbiamo incon- ricco di frutti di mare, è la bravura nel pre- atica—chi legge il giornale, chi risciacqua nelle
trato Michele passeggiando una mattina sul sentarli sia in modo democratico, ma affasci- bacinelle i polpi—sono tranquilli ognuno a
lungomare: viene qui tutti i giorni e per il pran- nante nella sua semplicità, sia con un lusso modo suo: il mare è proprio qui, e sembra
zo sua moglie cucina i polpi, ma per meritar- e una finezza di antica tradizione. Lasciando quasi di respirarlo.
si questo pranzo deve impegnare alcune ore il mercato e gli scali dei pescatori, ci precipi-
lungo la costa barese—con aria quasi beata, tiamo a Polignano a Mare, una città a trenta Eugenia Selisceva
come se facesse meditazione. Ci propone di
assaggiare dei polpi già puliti, tagliando i loro
tentacoli proprio sulle pietre del lungomare,—
la prelibatezza che in questo periodo costerà
al mercato 40 euro circa per un chilo.
Il mercato si trova vicino, ed è magari più
pittoresco di qualsiasi ristorante. I molluschi
di tutte le specie—ostriche, noci con una buf-
fa lingua rossa, tartufi,—sono sistemati in pic-
coli mucchi e sembrano dolci esposti nelle vet-
rina di una pasticceria; piramidi ancora più
imponenti creano i ricci di mare—questi però
non si mangiano quasi mai al ristorante, per-
chè hanno poca polpa e si dovrebbe mangia-
rne abbastanza per saziarsi. Sempre qui, pro-
prio dietro l’ultimo banco, si asciugano le mute
da pesca, e appena un pò più in là si ormeg-
giano le barche e i pescatori preparano i polpi
per la vendita—uno spettacolo degno per la
sua grandiosità delle migliori battaglie nel
sopracitato Colosseo.
Ad una persona inesperta potrà sembrare
che i pescatori semplicemente uccidano le
povere bestie: uno butta il polpo con zelo sulle
pietre, poi lo riprende e lo scaglia nuovamente;
l’altro con un attrezzo speciale che assomiglia
parecchio a un matterello, però enorme, lo bas-
tona senza tregua—con l’intenzione abbas-