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ELETTRONICA OGGI 384 - DICEMBRE 2008

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PFC
Il problema dellenergia comporta la necessit di realizzare
sistemi di potenza efficienti. Per migliorare la gestione
delle risorse importante controllare il fattore di potenza
PFC - Una panoramica
sul fattore di potenza
e tecniche di correzione
I
l fattore di potenza di un sistema elet-
tronico definito come il rapporto
tra la potenza reale e la potenza appa-
rente assorbite.
Potenza apparente e potenza attiva pos-
sono coincidere se il carico resistivo
oppure se non c distorsione armonica
(fattore di potenza pari a uno). Pi spes-
so per, a causa dellenergia immagazzi-
nata nel carico e restituita alla sorgente
per riflessione, oppure per via della
distorsione legata a carichi non lineari, o
ancora a causa dellemissione elettroma-
gnetica legata a carichi induttivi-capaciti-
vi, la potenza apparente assorbita non
trasformata per intero in potenza attiva e
una porzione diventa potenza reattiva.
Il fattore di potenza un numero tra 0 e
1 (oppure tra 0% e 100%). La potenza atti-
va la quantit di energia istantanea che
pu essere convertita in lavoro. Se si rap-
presentano tensione e corrente del siste-
ma su un piano vettoriale, la potenza atti-
va il prodotto delle proiezioni delle
componenti della tensione e della cor-
rente sullasse reale. La potenza appa-
rente invece il prodotto dei valori RMS
dei vettori di tensione e corrente, cio la
potenza totale assorbita. Questo compor-
ta un aumento dellenergia che deve
essere erogata per ottenere la desiderata
potenza attiva: aumentano il costo delle-
nergia, il costo della sua gestione e del
circuito di carico.
Il fattore di potenza nei circuiti
lineari
Il caso di studio pi semplice del fattore
di potenza quello dei circuiti lineari,
cio dei circuiti in cui il fattore di poten-
za non dipende dalla distorsione armoni-
Daniele Mastrilli
Fig. 1 - Tipici andamenti di tensione e
corrente in un alimentatore switching
privo di PFC
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ca. In circuiti puramente resistivi, ten-
sione e corrente sono in fase. Se il cari-
co presenta una componente reattiva,
induttiva e/o capacitiva, lenergia imma-
gazzinata nel carico dovuta a forme
donda di tensione e corrente che pre-
sentano un ritardo temporale tra loro
(sfasamento).
Se il carico fosse completamente capaci-
tivo oppure induttivo, lenergia imma-
gazzinata sarebbe completamente resti-
tuita alla sorgente e non potrebbe esse-
re utilizzata per produrre lavoro. Un cir-
cuito reale presenta entrambe le com-
ponenti, ma chiaramente di norma si
desidera che la componente reale sia la
quasi totalit, presentando un fattore di
potenza prossimo a uno.
Un circuito che presenta un carico quasi
puramente resistivo, come lampade a
filamento e serpentine di riscaldamento,
presentano un fattore di potenza unita-
rio. Circuiti tipicamente reattivi sono
invece ballast, motori, e cos via. Un cir-
cuito elettrico di illuminazione con un
ballast ha tipicamente un fattore di
potenza inferiore al 50%.
Per le compagnie elettriche un fattore di
potenza basso un problema, dal
momento che esse forniscono potenza
in volt-ampere (potenza apparente) e
fatturano in Watt (potenza reale).
La potenza reattiva in vero pu essere
conteggiata dalla compagnia elettrica
grazie ai nuovi contatori elettronici, che
sono in grado di calcolare le varie com-
ponenti dellenergia assorbita. Questo
permette di gestire tariffari diversi a
seconda della qualit del carico.
Per meglio comprendere lincidenza di
un fattore di potenza non adeguato in un
sistema lineare si riporta un esempio
numerico. Se si caricasse la rete elettri-
ca con un sistema avente uno sfasamen-
to tra tensione e corrente di 45 gradi, il
fattore di potenza varrebbe 0,71 circa.
Di conseguenza il sistema assorbirebbe
una corrente di 1,4 volte maggiore di
quella dovuta a un carico resistivo. La
potenza funzione del quadrato della
corrente, per cui si avrebbe un consu-
mo di potenza doppio rispetto a quello
necessario. Si pu osservare il fenome-
no anche da un altro punto di vista. Se la
corrente in anticipo o in ritardo di 45
rispetto alla tensione, essa avr una
proiezione di 1/ 2 sullasse reale e di
1/ 2 sullasse immaginario. Questo
dimostra che la potenza apparente
costituita per met da potenza attiva e
per met da potenza reattiva.
Lo svantaggio non va solo a carico della
compagnia elettrica fornitrice di ener-
gia. Tutti i componenti del circuito,
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Fig. 2 - Contenuto armonico relativo
allandamento di figura 1
Fig. 3 - Andamento di figura 1 corret-
to con un PFC attivo
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come bobine, trasformatori, generatori
e cos via, devono essere dimensionati
in funzione della corrente in eccesso e il
circuito risulta essere pi costoso,
pesante e ingombrante.
Le formule che governano
il fattore di potenza
nei sistemi lineari
La potenza alternata che fluisce in un
sistema elettrico ha tre componenti: una
potenza reale P [W], una potenza appa-
rente S [VA] e una potenza reattiva
Q[VAr].
Il fattore di potenza definito come
FP=P/S. Nel caso di una forma donda
perfettamente sinusoidale, P, Q e S pos-
sono essere espressi come vettori e for-
mare un perfetto triangolo vettoriale.
Per questo possibile rappresentare la
formula di equilibrio delle potenze
come: S
2
= P
2
+ Q
2
. Se langolo di fase
tra corrente e tensione, il fattore di
potenza esprimibile in funzione di
esso come FP=|cos |. Allora P=S|cos
|. Si comprende che se |cos |=1 allo-
ra la potenza reale e la potenza apparen-
te coincidono. Se invece |cos|= 0 la
potenza reale nulla e tutta la potenza
apparente convertita in potenza reatti-
va. La potenza reattiva immagazzinata
da carichi capacitivi e induttivi in un
ciclo del loro funzionamento poi resti-
tuita alla sorgente nel ciclo successivo.
Se il carico richiede una potenza attiva
di una certa quantit, quando il fattore
di potenza basso il gestore dellener-
gia elettrica deve fornire una quantit di
potenza apparente molto pi alta di quel-
la necessaria.
In sistemi di questo tipo si rende neces-
sario correggere langolo di sfasamento
tra corrente e tensione, inserendo delle
induttanze, anche sotto forma di motori
dedicati, oppure delle capacit di com-
pensazione.
Componenti di distorsione
armonica legate ai carichi
non lineari
La correzione del fattore di potenza si fa
pi complessa se presente una distor-
sione armonica. In sistemi aventi solo
correnti e tensioni sinusoidali, il fattore
di potenza si pu calcolare studiando la
differenza di fase tra tensione e corren-
te. Questo tipo di fattore di potenza
legato allo scostamento temporale di
tensione e corrente. Il concetto di fatto-
re di potenza deve per essere genera-
lizzato alla situazione in cui la potenza
apparente ha una forma spettrale com-
plessa, ovvero quando ha un contenuto
armonico significativo. Questo concetto
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Fig. 4 - Contenuto armonico relativo
allandamento di figura 3
Fig. 5 - Controllo CRM
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importante per valutare la potenza
realmente assorbita e convertita in lavo-
ro per sistemi aventi carichi non lineari
come quelli di un alimentatore swit-
ching, di amplificatori in classe D e cos
via. Questi sono dispositivi sempre pi
presenti nelle nostre case e industrie,
perch estremamente pi efficienti ed
economici dei rispettivi dispositivi in
tecnologia lineare, per la distorsione
armonica aggiunta rappresenta un pro-
blema nella gestione e correzione della
potenza assorbita dalla rete elettrica.
Sempre pi paesi stanno introducendo
leggi atte a regolare il fattore di potenza
totale di sistemi che assorbono potenza
apparente oltre limiti prefissati. Nella
comunit europea il controllo del fattore
di potenza non richiesto per apparec-
chiature di potenza inferiore a 75W,
mentre per potenze maggiori bisogna
attenersi allo standard EN61000-3-2 che
tra le altre cose regola il livello delle
armoniche fino alla trentanovesima.
Di solito gli alimentatori switching pre-
senti nelle moderne apparecchiature
consumer, notebook, PC, e altri compo-
nenti considerati di classe D, presenta-
no uno stadio di ingresso capacitivo (un
condensatore posto subito a valle del
ponte raddrizzatore). Quando la tensio-
ne del condensatore di ingresso al con-
vertitore vero e proprio scende al di
sotto della tensione istantanea richiesta
dal carico, il condensatore richiede per
tempi brevi, tra il 10% e il 20% del ciclo
completo, una quantit di corrente
anche di 5 volte superiore alla corrente
media. Questa corrente impulsata tale
da provocare la carica necessaria per la
restante parte del ciclo, durante la quale
il circuito a valle assorbe lenergia in
esso immagazzinata.
Queste correnti istantanee molto alte
assorbite dalla rete provocano una
distorsione armonica notevole. Se si
osserva la figura 1, che riporta questo
tipo di andamento di tensione e corren-
te, si pu notare che la corrente in fase
con la tensione. Erroneamente si
potrebbe essere indotti a pensare che il
fattore di potenza sia unitario, quando in
realt si ha una forte componente della
potenza che non viene erogata al carico.
Il fattore di potenza infatti legato a due
fattori, uno detto di displacement, cio
di sfasamento, e laltro di distorsione
armonica.
In figura 2 si pu osservare il contenuto
armonico della corrente di questo cir-
cuito. La fondamentale indicata con un
100% e le armoniche sono rapportate in
funzione di essa. Il fattore di potenza di
questo ipotetico alimentatore switching
pari al 60%. La forma donda della cor-
rente presenta forti componenti imma-
ginarie, traducibili in potenza reattiva
non distribuita al carico.
La correzione del fattore di potenza e la
distorsione armonica, se pure non esi-
ste una correlazione diretta dei due
fenomeni, vanno di pari passo. La
seguente formula permette di legare il
fattore di potenza con la distorsione
armonica.
Se si applica una correzione attiva del
fattore di potenza al circuito che ha pro-
dotto la rappresentazione di figura 1, si
ottiene una rappresentazione di tensio-
ne e corrente del circuito non lineare
come mostra la figura 3. Un circuito atti-
vo di correzione del fattore di potenza
con performance intorno al 99% costi-
tuito da un circuito di boost posto tra il
ponte rettificatore in ingresso e la capa-
cit di immagazzinamento del primo sta-
dio di alimentazione. Questo convertito-
re dovrebbe essere controllato da une-
lettronica complessa, tale da riformare
la corrente in modo che abbia un anda-
mento sinusoidale e sempre in fase con
la tensione.
Esistono anche tecniche passive per la
correzione dei PF in sistemi non lineari.
Un dispositivo che ha inerzia sulla cor-
rente linduttanza. Porre uninduttanza
a valle del ponte raddrizzatore permette
di distribuire la corrente su un asse tem-
porale allargato, migliorando sensibil-
mente il PF e il picco di assorbimento da
rete. Questa una tecnica che permette
in applicazioni di potenza modesta di
essere conformi alla regolamentazione,
ma richiede valori di induttanza elevati,
perci pesanti e costosi per potenze
interessanti. Inoltre la tecnica passiva
non permette di raggiungere livelli di
PF elevati, si pu arrivare a un 70%-75%.
Quindi, un alimentatore switching privo
di PFC arriva a valori di PF massimi del
60%, mentre un controllo attivo del PF
permette di raggiungere livelli prossimi
al 100%.
La correzione del fattore di potenza in
sistemi non lineari realizzata con tecnica
passiva presenta anche altri svantaggi
che non si possono trascurare. In primo
luogo lo stadio PFC passivo non genera
una tensione di ingresso al convertitore
DC-DC successivo ben regolata. Questo
comporta una minore efficienza otteni-
bile dallo stadio DC-DC. E poi la corre-
zione passiva non si adatta a un range
ampio di tensioni AC di ingresso. Per
queste ragioni, se anche molti PC o
apparecchiature consumer in passato
adottavano tecniche di correzione passi-
va oggi si preferisce adottare tecniche
di correzione attiva. Questo vero
anche perch le frequenze di lavoro
sempre pi elevate dei processori com-
portano correnti di picco estremamente
elevate.
Correzioni attive del fattore
di potenza in circuiti
a carico non lineare
Esistono diverse tecniche per il control-
lo attivo del fattore di potenza. Esse pos-
sono essere raggruppate in due princi-
pali gruppi di convertitori, definiti CRM
(Critical Conduction Mode) e CCM
(Continuous Conduction Mode).
Il CRM il modo pi economico e diffu-
so in applicazioni come ballast e altre
applicazioni low power. Esso definito
anche Transitional Mode. Il CRM sfrut-
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ta uno schema generale come quello di
figura 5 che prevede un amplificatore di
errore con un polo a bassa frequenza, il
quale genera un segnale errore che
viene usato come ingresso di un molti-
plicatore. Il segnale di ingresso allam-
plificatore di errore preso dalluscita
del PFC (visto anche come ingresso del
convertitore DC-DC a valle della capa-
cit di filtro del ponte raddrizzatore).
Laltro ingresso del moltiplicatore la
linea AC raddrizzata a doppia semionda,
opportunamente scalata. Luscita del
moltiplicatore, detta Vref, perci anco-
ra una forma donda sinusoidale rad-
drizzata a doppia semionda scalata del
segnale errore di tipo DC. In figura 6 si
pu osservare landamento della tensio-
ne in uscita dal moltiplicatore. Nella
stessa figura mostrato anche landa-
mento della corrente media la cui forma
legata al circuito di current shaping.
Esso funziona nel seguente modo. Vref
fornito in ingresso a un comparatore,
il cui altro ingresso connesso alla
forma donda della corrente.
Quando lo switch di potenza ON, la
corrente nellinduttanza ha una rampa
in salita fino a che il valore di tensione
sul circuito di sensing non raggiunge il
livello di Vref. A questo punto il compa-
ratore commuta e lo switch si spegne
(OFF). Con lo switch in stato di OFF la
corrente ha una rampa in discesa fino al
valore di corrente zero.
Il circuito di sensing dello zero della
corrente misura la tensione ai capi del-
linduttanza, la quale cade a zero quando
la corrente scende a zero. A questo
punto lo switch di nuovo portato in
stato di ON e la corrente risale. Questa
tecnica detta di conduzione critica per-
ch porta la corrente alla soglia tra lo
stato continuo e discontinuo. uno
schema importante perch consente di
conoscere sempre la forma della cor-
rente e di conseguenza la relazione tra
la corrente media e quella di picco. Se la
rampa in salita e discesa della corrente
assimilabile a unonda triangolare allo-
ra il suo valore medio pari alla met
del valore di picco, perci il segnale di
tensione di riferimento per il sensing
(corrente nellinduttore per resistenza
di sensing) pari alla met della tensio-
ne di riferimento. Fin qui sembra tutto
semplice, in verit ci sono delle con-
troindicazioni legate ai controller di PF
di tipo CRM. Uno di questi legato alla
frequenza, la quale variabile con la fre-
quenza di linea e con le variazioni del
carico, inoltre questo tipo di schema
pu indurre delle EMI che devono esse-
re controllate eventualmente con dei fil-
tri ad hoc.
Dal momento che il ripple della corren-
te e la corrente di picco stessa sono
favorevoli allaltra tecnica di correzione,
quella di modo continuo (CCM), essa
rappresenta la soluzione pi apprezzata
e usata in genere.
Correzione CCM
In linea di principio la tecnica di conti-
nuous conduction mode non molto
diversa dalla CRM. Infatti un induttanza
viene inserita in serie al ponte raddriz-
zatore prima della capacit di filtro.
Linduttanza ha una forte inerzia della
corrente cos aiuta a evitare picchi
molto veloci di assorbimento dalla rete
elettrica.
La corrente sullinduttanza, come nel
circuito di correzione attivo di tipo
CRM, imposta nella forma e valore
mediante un circuito di current shaping,
che altro non che un convertitore swit-
ching controllato da segnali di riferi-
mento letti sulla rete elettrica dello
schema complessivo, come la replica
scalata della tensione raddrizzata.
A essere diverso lapproccio con cui si
crea il circuito di current shaping.
Nel CCM il convertitore Boost pilota-
to da un modulatore PWM di corrente
media che forma la corrente dellindut-
tore a partire da un segnale di comando
Vc. Il segnale Vc una replica della ten-
sione di ingresso scalato del valore A.
A lattenuazione calcolata come il
segnale errore diviso il quadrato della
tensione di ingresso. Dal momento che
la funzione di trasfe-
rimento del PWM
proporzionale alla tensione di ingresso
e la tensione sinusoidale in ingresso al
PWM ancora derivata scalando la ten-
sione sinusoidale di ingresso, nel
momento in cui A (che a denomina-
tore) proporzionale al quadrato della
tensione di ingresso, tutti questi termini
si elidono e il controllo risulta essere
indipendente dalla tensione di ingresso.
Il grande vantaggio risiede in una intrin-
seca stabilit del convertitore alle varia-
zioni di tensione di ingresso.
La frequenza di funzionamento fissata.
Anche la corrente di picco pi bassa e
mai continua.
Lo svantaggio del CCM legato alla
maggiore complessit e costo del con-
vertitore PFC.
Sul numero di ELETTRONICA
OGGI WEB di gennaio sar pubblica-
to larticolo:
Implementazione di una correzione
attiva del fattore di potenza condsPIC
Fig. 6 -
Andamento di
tensione e corren-
te in sistema CRM