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Per il “Dizionario della lingua italiana” la libertà ha diversi significati:

è la condizione di essere libero, cioè non prigioniero;

la facoltà dell’uomo di agire e pensare in piena autonomia; significa essere libero da legami, specialmente sentimentali;

Libertà è lIndipendenza di una comunità politica dalla dominazione straniera o da una dittatura interna godendo di libere istituzioni; Mancanza di controllo nel comportamento o nel linguaggio; Stato selvatico o brado degli animali; Insieme di garanzie che regolano o vietano le costrizioni alle quali potrebbe essere costretto o impedito chi ne è titolare in qualsivoglia manifestazione o situazione privata o sociale. Queste sono le principali definizioni, seguono poi una lista di tipi di libertà: di associazione, di stampa, politica, sessuale, provvisoria, controllata, morale, di riunione, di movimento, dell’aria, di circolazione. Tutte definizioni molto corrette, ma il dizionario non spiega se la libertà è una condizione esistente e verificabile nella realtà o se è solamente un modello di vita ideale. Ogni uomo fa parte di una società, perciò ogni uomo è condizionato dalla stessa. Ogni singolo individuo, come tale, sarà convinto di prendere decisioni in piena autonomia, ma tutto l’ambiente in cui è immerso lo condiziona, volontariamente o non, con continui stimoli. Al momento di prendere una decisione più o meno importante, autonomamente, il soggetto in questione, per arrivare alla “giusta” scelta, inizierà con il prendere in considerazione i pro e i contro. Questa non è libertà. Qualsiasi uomo, a mio parere, non potrà mai essere esente da legami, anche se parliamo di quelli sentimentali:

l’uomo, avendo la capacità di provare emozioni e sentimenti, si legherà più o meno profondamente con legami sentimentali ad altri individui. L’uomo ricerca la libertà, la desidera ma poi lo stesso uomo annulla (ogni volta che ne ha la possibilità) quella libertà a cui con cupidigia tende. Senza regole, senza ordinamenti l’uomo è perso, non avrebbe la forza di vivere nella libertà. È stato l’uomo ad affibiarsi restrizioni di ogni tipo ed è l’uomo che le potrebbe sciogliere. Pensiamo alle rivoluzioni, alle rivolte che in ogni tempo ed in ogni luogo hanno visto l'uomo lottare per conquistare la propria libertà. Noi, grazie a quegli uomini che hanno dato la vita, godiamo della più ampia libertà che essere umano ha conosciuto nella storia di questo pianeta, almeno qui in Occidente, ma siamo veramente liberi? Non siamo liberi in senso assoluto, la libertà assoluta non esiste. Noi siamo vincolati a determinate Leggi, giudiziarie, religiose, morali, la libertà che abbiamo è quella di scegliere tra il bene e il male. Ognuno di noi è continuamente posto di fronte a scelte, si può dire che "vivere è scegliere". A volte è semplice decidere, a volte invece si hanno tanti dubbi siamo cioè "liberi" di decidere cosa fare in quella particolare situazione. Quindi possiamo dire che la libertà è la facoltà delluomo di agire spontaneamente usando la propria volontà e la propria ragione nel rispetto dei diritti altrui e delle leggi.