Sei sulla pagina 1di 67

1

Appunti di Anatomia


Cranio

neurocranio (8)
o parietale
o temporale
o frontale
o occipitale
o etmoide
o sfenoide

splancnocranio (14)
o mascellari
o zigomatiche
o lacrimali
o cornetti inferiori
o ossa nasali
o ossa palatine
o vomere.

Il neurocranio si compone di:
volta: formata dallosso frontale, dalle due ossa parietali e posteriormente c losso occi-
pitale
base.


Base cranica, superficie esocranica
Anteriormente si trova il palato duro, che formato nella parte anteriore dalle due ossa mascellari.
Il palato duro completato posteriormente dalle ossa palatine destra e sinistra. Indietro c il vome-
re, che entra a far parte del setto nasale. Ai lati del vomere ci sono le coane cio le aperture poste-
riori delle cavit nasali. C poi lo sfenoide che in posizione posteriore. Ci sono poi le due ossa
temporali e la base cranica si completa con losso occipitale, dove si nota il grande forame occipi-
tale: da questo foro il bulbo, che la prima parte dellencefalo, si continua nel midollo spinale. Al
livello della base del cranio ci sono due fori: il foro carotico nel temporale, dove la carotide penetra
nellencefalo e il foro giugulare che delimitato dallosso temporale e dallosso occipitale: a questo
livello nasce la vena giugulare interna, assieme ai nervi.


Base cranica, superficie endocranica
Anteriormente c losso frontale, e successivamente lo sfenoide. Incuneato tra frontale e sfenoide
c letmoide lungo la linea mediana. A completare la struttura c losso occipitale. A livello dello
sfenoide, lungo la sua porzione centrale, c la sella turgica, una sorta di depressione che si trova
sulla superficie superiore. Sulla sella turgica adagiata lipofisi, unimportantissima ghiandola en-
docrina.

2

Occipitale, osso impari
grande forame occipitale
la faccia esterna dellosso occipitale presenta due superfici articolari dette condili, che
sarticolano con latlante (prima vertebra)
se osserviamo la faccia endocranica, notiamo che ci sono quattro porzioni divise da un rilie-
vo a forma di croce
o 2 fosse cerebellari delimitazione emisferi cervelletto
o 2 fosse cerebrali delimitazione emisferi cerebrali, lobi occipitali.


Sfenoide
formato da un corpo centrale dal quale si staccano delle formazioni dette piccole ali; poi sono
presenti le grandi ali e altri due processi pterigoidei
i seni sfenoidali fanno parte dei seni paranasali, che sono delle cavit scavate nellosso e sono
rivestite di mucosa.

Ossa mascellari
Sono tappezzate di mucosa, e questo serve per aumentare la superficie di contatto tra aria inspirata e
naso per il riscaldamento e lumidificazione del gas, che passa da questo punto prima di giungere
alle vie aeree. Servono inoltre per alleggerire il cranio e come cassa di risonanza per la voce.


Etmoide
Si trova incuneato tra osso frontale e sfenoide
lamina orizzontale (cribrosa): detta cribrosa in quanto bucherellata. Attraverso questi fori
passano gli assoni dei neuroni olfattivi, che penetrano nel sistema nervoso centrale
lamina verticale: separata in due porzioni dalla lamina orizzontale. La lamina perpendicolar-
mente forma parte del setto nasale, poich laltra parte costituita dal vomere
masse laterali (cellette, cornetti): sono sospese alla lamina. Le cavit piccole dette cellette, co-
municano con la cavit nasale. Le facce laterali delle masse laterali contribuiscono a formare
la cavit orbitale. Nella superficie mediale che d sulla cavit nasale, si staccano dei processi
che sono detti cornetti: il cornetto superiore e quello medio sono prolungamenti delle facce
laterali, quello inferiore un osso a s. I cornetti delimitano poi degli spazi che sono detti
meati, dove si ha lo sbocco di tutti i seni paranasali.


Mascellare
seni mascellari
alveoli dentali
palato duro
cavit orbitaria e cavit nasali
Sono presenti i seni paranasali, che sono i pi voluminosi.


Palatino
forma a L
porzione orizzontale: compone la parte posteriore del palato duro
porzione verticale: forma il setto paranasale.

3





Apparato respiratorio

Porzione di conduzione: convoglia laria dallambiente esterno fino al punto in cui avviene
lo scambio gassoso
vie respiratorie
inferiori: trachea e bronchi
superiori: cavit nasali, faringe, laringe

Porzione respiratoria
bronchioli respiratori
alveoli.


Cavit nasale
La cavit nasale presenta un duplice scheletro: lo scheletro osseo formato dalle due ossa nasali,
che sono presenti sulla parte superiore del naso; lo scheletro cartilagineo dato dalle cartilagini na-
sali che costituiscono il resto della struttura.
parete laterale: sulla superficie presenta tre cornetti che delimitano tre meati, nei quali si
aprono i seni paranasali
parete mediale (setto nasale)
volta (lamina cribrosa delletmoide)
pavimento (palato duro): 2 ossa mascellari e 2 ossa palatine.


Mucose
Le pareti della cavit nasale sono rivestite da due tipi di mucosa.

Mucosa nasale
Di colorito roseo, formata da:
epitelio batiprismatico cigliato con cellule caliciformi mucipare, che producono appunto il mu-
co che ricopre la mucosa
membrana basale
tonaca propria, costituita da connettivo lasso riccamente vascolarizzato, con ghiandole mucose
e sierose tubulo acinose ramificate.

Mucosa olfattiva
Di colorito giallastro, si trova solo nella regione della volta. Oltre a cellule di sostegno, sono presen-
ti dei neuroni bipolari olfattivi: sono bipolari perch un prolungamento va verso la superficie della
mucosa e funziona come un dendrite, viene attivato in una struttura espansa con dei peluzzi, grazie
ai quali sono riconosciute le molecole degli odori; laltro prolungamento ha la funzione di assone. I
neuroni si uniscono in fascetti e attraversano la lamina delletmoide, arrivano allencefalo da cui poi
parte il nervo.



4
Faringe

E tratto comune anche allapparato digerente, comunica con la cavit nasale attraverso le coane, e
con la cavit buccale tramite listmo delle fauci. In basso comunica con la laringe e si continua con
lesofago. La parete posteriore corrisponde alle prime sei vertebre cervicali. Lestremit superiore o
volta, sinserisce alla base del cranio, a livello delloccipitale e del temporale.
Viene divisa in tre porzioni:
1. nasale (rinofaringe): tonsilla faringea e orifizi di sbocco delle tube uditive; composta di
tessuto linfatico diffuso (adenoide), e contiene linfociti B e T che possono essere attivati da
uno stimolo antigenico. Gli orifizi di sbocco delle tube uditive fanno comunicare la faringe
con lorecchio interno. Si rendono necessari perch le tube uditive terminano a livello della
membrana timpanica, che separa lorecchio interno da quello esterno.
2. buccale (orofaringe)
3. laringea (ipofaringe).

La parete della faringe di divide in:
tonaca mucosa: un epitelio colonnare cigliato (rinofaringe) e pavimentoso stratificato (oro
e ipofaringe), poggiato sulla tonaca, proprio dove sono contenute le ghiandole mucose e il
tessuto linfoide
fascia laringo basilare: robusta membrana fibroelastica che si inserisce alla base del cra-
nio
tonaca muscolare: muscoli costrittori ed elevatori della faringe, che sono striati.



Laringe

situata nella regione anteriore del collo, compresa tra la IV e VI vertebra cervicale
in rapporto anteriormente con la tiroide e posteriormente con lipofaringe e con lesofago
formata da uno scheletro cartilagineo, da cartilagine ialina, le cui componenti sono con-
nesse tra loro.


Cartilagini della laringe
Sono in numero di nove, si dividono in:
impari
o cricoidea
o tiroidea
o epiglottide
pari
o aritenoidi.


Osso ioide
Ha la forma di un ferro di cavallo, si trova nella regione anteriore del collo. Non articolato ad altre
ossa, ma legato da muscoli o anche legamenti, alle altre strutture (laringe, osso temporale). A li-
vello di questosso, sinseriscono i muscoli della lingua.

5
Cartilagine tiroidea
E la pi voluminosa, ha una particolare caratteristica, ovvero davanti formata da due lamine che
si fondono ad angolo (pi prominente negli uomini e forma il pomo dAdamo), aperte posterior-
mente. Si articola con la cartilagine cricoidea, con lepiglottide ed connessa allosso ioide tramite
un legamento.

Cartilagine cricoidea
Si trova al di sotto della tiroide e ha forma di anello che pi sviluppato nella parte posteriore. Si
articola con le cartilagini aritenoidee superiormente (sono pari). E connessa al primo anello cartila-
gineo tracheale tramite un legamento (inferiormente), cio una struttura di tipo connettivale.


Epiglottide
Ha la forma di una foglia; formata da cartilagine elastica ed lunica con questa caratteristica
perch le altre sono formate da cartilagine ialina. Si articola con la cartilagine tiroidea; responsabi-
le della chiusura della glottide durante la deglutizione, perch la laringe si alza e lepiglottide si pie-
ga allindietro chiudendo la glottide.

Cartilagini aritenoidee
Sono cartilagini pari, hanno forma di una piramide triangolare e si articolano con la cartilagine cri-
coidea.


Legamenti
estrinseci: connettono le cartilagini della laringe (tiroide) con le formazioni vicine (trachea,
osso ioide)
intrinseci: connettono tra loro le cartilagini della laringe.

Il legamento vestibolare e quello vocale sono intrinseci e connettono la cartilagine tiroidea alle ari-
tenoidee; sono rivestiti da pieghe di epitelio, per cui ci sono due tipi di pieghe vestibolari: le corde
vocali false che sono poco elastiche e servono da protezione per le pieghe vocali, che si trovano in
posizione pi interna e sono le corde vocali vere, che hanno maggiore elasticit e sono coinvolte
nella produzione del suono per mezzo della loro vibrazione. Lintensit del suono prodotto dipende
dal diametro e dalla lunghezza delle corde vocali, nonch dalla loro tensione. Questultima dipende
dalla posizione delle cartilagini tiroidea e aritenoidee: se la distanza tra loro piccola, il suono
meno intenso. Grazie alla muscolatura viene variata la tensione della corda vocale.


Muscoli
intrinseci: regolano la tensione delle corde vocali, nonch lapertura e chiusura della glottide
(finiscono nella laringe)
estrinseci: mantengono la laringe stabile nella sua posizione, si inseriscono nelle formazioni
vicine.


Trachea

Fa parte delle vie respiratorie inferiori, fa seguito alla laringe. E di forma cilindrica, appiattita sulla
faccia posteriore. Si estende dalla VI vertebra cervicale alla IV toracica, dove si biforca nei due
bronchi principali (extrapolmonari di destra e di sinistra). La forma dovuta dal fatto che la trachea
presenta uno scheletro di cartilagine ialina, ed costituito da 16 20 anelli aperti posteriormente.
6
La parte posteriore presenta fasci di muscolatura liscia che formano il muscolo tracheale. Dietro la
trachea c lesofago. Sono aperte di dietro per fare in modo che lesofago possa espandersi quando
passa il cibo.

Porzione cervicale
La ghiandola tiroide si trova anteriormente e lateralmente la trachea.


Porzione toracica
Larco aortico a sinistra della trachea e a destra della vena cava superiore.
La trachea formata da:
tonaca mucosa: rivestita da epitelio respiratorio; sotto si trova la tonaca propria, ricca di fi-
bre elastiche e noduli linfatici
tonaca sottomucosa: formata da connettivo lasso con ghiandole tubulo acinose composte
tonaca fibrosa: formata da connettivo denso con fibre elastiche, si sdoppia in corrisponden-
za delle cartilagini e forma i legamenti interanulari tra due cartilagini continue, stabilizzando
la struttura. Serve per unire gli anelli cartilaginei
anelli cartilaginei.



Polmoni

Sono contenuti nella cavit toracica ed hanno forma di cono con lapice verso lalto e base sul dia-
framma. Il colore da rosa a grigio scuro, e sono rivestiti dalla pleura, che una membrana sierosa.

Apice: va sopra la prima costa di 4 centimetri

Base: poggia sulla cupola diaframmatica e tramite interposizione, in rapporto con il lobo destro
del fegato per quanto riguarda il polmone di destra, e con il lobo sinistro del fegato, il fondo dello
stomaco e la milza per quel che concerne il polmone di sinistra.
Siccome il lobo sinistro dello stomaco voluminoso, la base del polmone di sinistra risulta essere
pi alta di quella di destra, per cui il polmone di sinistra meno lungo del polmone di destra. Il
polmone di destra ha capacit maggiore e pesa pi del polmone sinistro perch a livello del sinistro
v il cuore che imprime nella faccia mediale (una profonda incisura): il polmone di sinistra risulta
essere di dimensioni minori di quello di destra.

Superficie costale: le superfici sono lisce e percorse da solchi. Nel polmone di destra ci sono due
solchi, per cui di fatto diviso in tre porzioni (i lobi). Il polmone di sinistra ha una sola fessura
obliqua, perci ha due lobi.

Superficie mediale: la superficie che si affaccia sul mediastino. Nella parte inferiore presente
limpronta cardiaca per il rapporto con il pericardio (nel polmone sinistro pi pronunciato), poi
v lilo polmonare, dal quale si stacca il peduncolo polmonare. Esso costituito da tutte le forma-
zioni che entrano ed escono dal polmone (sono per esempio le arterie polmonari, le vene polmonari,
le arterie e le vene bronchiali, i nervi e i vasi linfatici).

Interno: il parenchima polmonare diviso in zone indipendenti tra loro, via via pi piccole e separa-
te da setti connettivali. Presentano un bronco (ventilazione indipendente tra loro) e sono indipen-
denti per lirrorazione sanguigna.

7
1. Lobi (2 a sinistra, 3 a destra)
2. Segmenti o zone broncopolmonari (9 a sinistra, 10 a destra)
3. Lobuli (1:100)
4. Acini (1:10 15).

I lobi sono divisi in segmenti o zone broncopolmonari. Esse hanno circa la forma di una piramide
tronca, che ha la base rivolta sulla superficie del polmone e lapice rivolto verso lilo (verso
linterno).Ulteriore suddivisione il lobulo (rapporto segmenti lobuli 1:100). Infine i lobuli pre-
sentano gli acini, e ciascun lobulo ne contiene da 10 a 15. I bronchi seguono la suddivisione del pa-
renchima.

Pleura
E una membrana sierosa al pari del pericardio, ed composta da due foglietti: la struttura di base,
ovvero il foglietto parietale (esterno) e il viscerale (interno), si continuano a livello dellilo polmo-
nare luno con laltro, e delimitano una cavit chiusa non comunicante con lesterno, nella quale
presente il liquido che ha la funzione di diminuire lattrito. La struttura composta di cellule pavi-
mentose monostratificate, fungendo quindi da rivestimento, e poggia su uno strato di collagene.


Vasi del polmone
Il polmone ha una doppia circolazione, nutritizia e funzionale. La nutritizia serve per portare nu-
trienti al tessuto polmonare, perci il sangue ossigenato e venoso portato dalle vene alle arterie
bronchiali. La circolazione funzionale responsabile dello scambio gassoso a livello degli alveoli
ed formata dalle arterie e dalle vene polmonari.


Nervi
Il polmone innervato di rami parasimpatici del nervo vago e dal sistema simpatico. I due sistemi
hanno effetti opposti: i parasimpatici determinano la broncocostrizione, il simpatico la broncodila-
tazione. La frequenza e la profondit degli atti respiratori, sono controllati dai centri respiratori del
ritmo, presenti nel bulbo. Sono presenti altri centri nel ponte, che si trova dopo il bulbo, e modulano
lattivit dei centri del bulbo: sono attivati o da centri superiori, o in base ad informazioni che ven-
gono recepite a livello dei vasi.


Albero bronchiale
La trachea a livello della IV vertebra toracica si divide in due bronchi principali o extrapolmonari.
Il tronco di destra pi corto e pi grosso del sinistro, per il fatto che il destro formato da 6 8
anelli, laltro da 9 12. Si portano allilo del polmone e una volta dentro, si dividono in bronchi pi
piccoli, seguendo la suddivisione del parenchima polmonare. Si dividono in questo modo in bronchi
secondari, che vanno a ventilare i lobi. Si suddividono poi in bronchi terziari che ventilano i seg-
menti polmonari. Successivamente ci sono rami pi piccoli, i bronchioli (se il diametro di 1,5
mm). Vi sono poi dei bronchioli lobulari che vanno ai lobuli, e si suddividono in terminali, e questi
a loro volta in respiratori, che terminano con i dotti alveolari e la parete presenta espansioni (sacchi
alveolari, dove avviene lo scambio gassoso).


Bronchi
I bronchi extrapolmonari hanno la stessa struttura della trachea. I bronchi del polmone sono formati
da:
8
tonaca mucosa: con epitelio respiratorio, ovvero batiprismatico cigliato, contenente cellule sta-
minali, caliciformi, mucipare e neuroendocrine che poggiano sul collagene
tonaca sottomucosa: formata da connettivo lasso contenente ghiandole sieromucose
tonaca muscolare: ha fibrocellule muscolari lisce a decorso circolare, e grazie alla contrazione
di queste ottengo la broncocostrizione. A mano a mano che il condotto diminuisce, gli anelli
cartilaginei si disgregano e si formano placche che diventano sempre pi piccole e in numero
minore, fino a che spariscono a livello dei bronchioli. Quando la componente cartilaginea dimi-
nuisce, aumenta quella muscolare che ha funzione di sostegno, nonostante sia meno rigida ma
pi flessibile.


Bronchioli
A questo livello scompare la porzione cartilaginea, e sono formati da:
tonaca mucosa: composta da epitelio respiratorio che poi diventa cubico, senza ciglia nei
rami minori. Intervallate alle cellule epiteliali ci sono cellule che rilasciano sostanze ten-
sioattive che hanno la funzione di tenere aperti i condotti
tonaca sottomucosa: priva di ghiandole sieromucose, scompare nei rami minori
tonaca muscolare: formata da fibrocellule muscolari lisce, che mantengono la struttura del
condotto. Hanno andamento elicoidale e sono assenti le placche cartilaginee.


Alveoli
Sono estroflessioni dei condotti alveolari e sono separati dai setti interalveolari e in comunicazione
tra loro tramite pori. Sono circa 300 milioni e la superficie sviluppata di 60 70 metri quadri.
Gli alveoli sono connessi da fessure (pori) e sono importanti perch la presenza di dotti di comuni-
cazione fa s che lalveolo sia sempre ventilato, anche se il bronchiolo da cui deriva ostruito. Nei
setti interalveolari ci sono fibre di collagene, fibre elastiche e capillari sanguigni. I setti sono molto
sottili.


Epitelio alveolare
Ogni alveolo presenta due cellule che fungono da rivestimento:
1. pneumociti del tipo I: sono cellule appiattite e disposte in un unico strato. Essi rappresentano
il 95% della copertura dellalveolo. Formano un monostrato e sono legate da giunzioni oc-
cludenti (sono legate in modo continuo)
2. pneumociti del tipo II: sono meno numerosi rispetto ai pneumociti di tipo I e si trovano in-
framezzati fra questi. Sono pi voluminosi e hanno forma tondeggiante, con nucleo eviden-
te. Nel citoplasma ci sono i corpi multilamellari (a lamelle parallele, formate da fosfolipidi e
proteine) contenenti il sulfattante alveolare. Il sulfattante alveolare una miscela complessa
con fosfolipidi e proteine: proprio i fosfolipidi hanno la funzione di abbassare la tensione
superficiale e permettono lespansione dellalveolo durante la respirazione, impedendo che
gli alveoli collassino durante lespirazione.

Macrofagi alveolari
Oltre ai pneumociti ci sono anche altre cellule sulla superficie degli alveoli. Sono chiamati anche
cellule della polvere, poich fagocitano particelle inalate e sfuggite ai meccanismi di rimozione pre-
senti nelle vie aeree superiori. I macrofagi vengono allontanati con il muco e tornano verso lalto,
ma possono anche tornare nel connettivo e raggiungere i linfonodi.


9
Membrana respiratoria
Lo scambio gassoso avviene in zone precise, che costituiscono la membrana respiratoria. Essa
molto sottile (0,1 1,5 mm di spessore), poich deve essere attraversata da gas per diffusione. E
formata da cellule endoteliali (membrana), pneumociti di I ordine e membrane basali (lamine) fuse
tra loro, presenti tra la membrana endoteliali e la membrana del pneumocita.


Diaframma
E un muscolo largo che separa la cavit toracica da quella addominale. Ha la forma a cupola e pre-
senta una convessit superiore sulla cavit toracica. E formata da una porzione centrale detta centro
frenico, e da una porzione periferica detta parte periferica muscolare. Il centro frenico di natura
fibrosa, non formato da fasci muscolari e presenta lorificio per il passaggio della vena cava inferio-
re. La parte muscolare si contrae perch formata da fasci muscolari e dalle porzioni sternale, costale
e lombare, che indicano lorigine dei fasci muscolari.
Rispettivamente la porzione sternale presenta fasci muscolari che si originano nella faccia posterio-
re dello sterno, cio dal processo xifoideo. La porzione costale formata da fasci muscolari che si
originano dalla faccia mediale delle coste, pi precisamente dalle ultime sei coste. La porzione lom-
bare formata da pi fasci muscolari con diversa origine. Vengono chiamati pilastri e sono tre:
1. mediale: formato da fasci che si originano a livello delle vertebre lombari (III nella parte de-
stra, II vertebra lombare sinistra)
2. intermedio: ha origine anchesso dalle vertebre lombari
3. laterale: si origina su due arcate fibrose, una a destra e una a sinistra.
Le arcate sono sopra due muscoli che formano la parete addominale: sono il grande psoas e
il muscolo quadrato dei lombi. Le porzioni tendinee dei due pilastri mediali incrociandosi
delimitano lorificio aortico sulla cupola diaframmatica, dove passa laorta discendente. Un
altro orificio delimitato dai pilastri mediali lorificio esofageo, attraverso cui passa
lesofago e i nervi vaghi, che penetrano nella cavit addominale.
Il diaframma un muscolo inspiratore, cio quando si contrae, aumenta il volume della ca-
vit toracica, mentre quando si rilassa il volume della cavit diminuisce.


Muscoli intercostali
Sono muscoli esterni quindi inspiratori, o interni con funzione espiratoria. Riempiono gli spazi tra
le costole e sono inseriti sui margini delle coste, cio dal margine inferiore di una costa al margine
superiore della successiva. I muscoli intercostali esterni ricoprono gli interni, e quando i primi si
contraggono, provocano il sollevamento delle coste e un conseguente aumento del volume della ca-
vit toracica. I muscoli espiratori (interni), quando si contraggono fanno in modo che si abbassino le
coste, con una conseguente diminuzione di volume. Durante il processo della respirazione, lavora
anche laddome.












10






Lapparato digerente

E un tubo muscolare lungo circa 9 metri, che si estende dalla cavit buccale allano. Presenta nu-
merose funzioni:
ingestione del cibo
digestione attraverso processi meccanici e di secrezione, in quanto ci sono ghiandole che
scindono le macromolecole
assorbimento e rimescolamento del cibo grazie alle tonache
compattazione
escrezione.

E diviso in tre porzioni:
1. condotti di trasferimento: attraverso questi il cibo viene trasferito da una porzione allaltra e
sono rappresentati da bocca, orofaringe, esofago e canale anale
2. tratto con funzione digerente: si ha la digestione e la frammentazione di macromolecole in
monomeri. Si ha lassorbimento e comprende stomaco, intestino tenue e crasso
3. organi secernenti: sono il fegato, il pancreas e le ghiandole salivari. Producono e secernono
nel tratto con funzione digerente, enzimi e sostanze che aiutano la digestione.


Cavit buccale
Si estende tra lapertura anteriore, ovvero la rima buccale delimitata dalle labbra, e lapertura poste-
riore rappresentata dallistmo delle fauci. Le arcate alveolo-dentali, che alloggiano i denti, dividono
la cavit buccale in:
vestibolo: pi piccolo e delimitato da guancia, labbra e superficie esterna delle arcate al-
veolo-dentali
cavit buccale propriamente detta: si trova internamente alle arcate ed pi estesa del ve-
stibolo. E una cavit che diventa reale quando la mandibola abbassata. Antero-
lateralmente delimitata dalle arcate, inferiormente dalla lingua e dal pavimento della boc-
ca che formato da uno strato muscolare, superiormente dal palato duro (in posizione ante-
riore) e dal palato molle che uno strato di tessuto fibromuscolare, il cui margine posterio-
re presenta un processo di forma conica, lugola. Da ciascun lato si continua lateralmente
con due archi che delimitano la loggia palatina, nella quale contenuta la tonsilla palatina.
La tonsilla un accumulo di tessuto linfatico, e posizionata in un punto dove pi proba-
bile lentrata di agenti patogeni.

La struttura formata da:
tonaca mucosa: ricoperta da epitelio pavimentoso pluristratificato non cheratinizzato.
Poggia sulla tonaca propria, che fatta di tessuto connettivo. Lo spessore dellepitelio va-
ria da zona a zona nella cavit buccale: nel pavimento della bocca pi sottile. Nello strato
connettivo c una rete vascolare ricca, perci questo pu essere un buon punto per ingeri-
re farmaci perch passano velocemente lepitelio e vanno direttamente nel sangue
11
tonaca sottomucosa: formata da connettivo lasso con ghiandole sierose e mucose, che si
trovano nello spessore della parete della cavit buccale, perci sono intraparietali e com-
pongono la saliva
fasci muscolari: si trovano sotto la tonaca sottomucosa.



Lingua

E allinterno della cavit buccale, un organo muscolare che dotato di notevole mobilit. E for-
mata da fasci intrecciati di muscolatura striata, e presenta una superficie dorsale e ventrale. Sulla
superficie dorsale c un solco profondo detto solco terminale o V linguale, composto da 8 11
papille circumvallate, e la divide in:
radice (posteriore): la porzione postero inferiore e pi piccola rispetto al corpo. E la
parte fissa della lingua ed formata da muscoli estrinseci che collegano la lingua alla man-
dibola e allosso ioide. Sulla superficie ci sono rilievi dati dalla presenza nella tonaca sotto-
mucosa di follicoli formati da tessuto linfoide (follicoli linfatici della tonsilla linguale)
corpo (pi esteso, anteriore): la superficie dorsale ha un aspetto pi vellutato perch sono
presenti formazioni dette papille. Ce ne possono essere di vari tipi: le pi numerose sono le
papille filiformi che sono diffuse su tutta la superficie dorsale. Queste sono rivestite da epite-
lio pavimentoso stratificato che cheratinizzato e allapice delle papille si ha una desqua-
mazione: le cellule, terminato il loro ciclo vitale, sono ridotte a scaglie. Se sulla lingua
presente una patina di colore biancastro, allora significa che v una desquamazione scorret-
ta.

Le papille filiformi servono per migliorare lattrito, in altre parole la presa sul materiale ingerito.
Un altro tipo di papille rappresentato dal tipo fungiforme, che grande e somiglia ad un fungo;
contiene i calici gustativi.
I calici gustativi sono delle strutture formate da un numero variabile di cellule, e sono di forma
rotondeggiante. Allinterno ci sono cellule che funzionano da recettori, e riconoscono varie mo-
lecole responsabili del sapore dellalimento che singerisce. I calici gustativi sono presenti an-
che nelle papille foliate e circumvallate. Le papille foliate hanno forma larga, a foglia, e sono
presenti negli animali e nelluomo si trovano ai bordi della lingua. Le papille circumvallate so-
no di grandi dimensioni, infatti sono le pi voluminose sulla superficie dorsale della lingua, so-
no in numero limitato (da 8 a 11) e sono localizzate lungo i bordi del solco terminale.
La struttura della lingua data da:
tonaca mucosa: formata da epitelio pavimentoso stratificato, non cheratinizzato nella su-
perficie ventrale, cheratinizzato in quella dorsale
tonaca sottomucosa: presenza di ghiandole
fasci intrecciati di muscolatura striata: di tipo estrinseco ed intrinseco.


Ghiandole salivari
Sono divise in:
minori (intraparietali): secernono in modo continuo e si trovano nella tonaca sottomucosa
maggiori (extraparietali): secernono in risposta a stimoli meccanici, chimici e olfattivi. Se-
cernono con un dotto escretore fuori della cavit boccale, per mezzo dimpulsi derivanti dal
sistema autonomo.

12
Le ghiandole salivari producono la saliva che formata da una parte sierosa contenente amilasi, un
enzima che serve a scindere lamido. Contiene anche lisozima e Ig A (immunoglobine A), grazie
alle quali la saliva ha potere antibatterico. E presente anche una mucosa contenente mucina e gli-
coproteine, che lubrificano e proteggono le pareti della cavit boccale e omogeneizzano il materiale
ingerito.

Ghiandole salivari maggiori
Le ghiandole pi grosse sono le parotidiche, che si trovano al di sotto e davanti il padiglione aurico-
lare. Sono collegate tramite il dotto escretore, detto dotto di Stenone, al vestibolo della bocca di
fronte al II molare superiore: sono queste che sinfiammano e provocano gli orecchioni. Le altre so-
no ghiandole sottomandibolari e sottolinguali: sono collegate da dotti escretori alla cavit boccale, e
i dotti si aprono a livello del pavimento della bocca.



Esofago

Ha forma tubolare, si estende dalla IV vertebra cervicale alla XII vertebra toracica, discende nel to-
race e occupa il mediastino posteriore. Lesofago presenta due dilatazioni e quattro restringimenti:
cricoideo: entra in rapporto con le strutture vicine, la cartilagine cricoidea con la laringe
aortico: arco dellaorta
bronchiale: tronco di sinistra
diaframmatico: col diaframma.

Lesofago attraversa il diaframma nellorificio esofageo e si continua con lo stomaco nelladdome,
per un brevissimo tratto. La superficie interna presenta pliche longitudinali dovute a sollevamenti
della tonaca mucosa e sottomucosa. Quando lesofago vuoto, esso non esiste, diventa una cavit
quando passa lingerito. La struttura della parete formata da quattro strati, per tutti i rami
dellapparato digerente:
1. tonaca mucosa: si affaccia al lume dellesofago. E formata da tre componenti:
a. epitelio di rivestimento: poggia sulla tonaca propria, proprio sotto la quale c la
muscolaris mucosae. Lepitelio pavimentoso stratificato, che diventa colonnare
dopo il diaframma. Si continua dopo la cavit buccale e dopo lorofaringe. Nel dia-
framma sparisce bruscamente
b. tonaca propria: composta da fibre di collagene e fibre elastiche, contiene linfociti
c. muscolaris mucosae: le fibre muscolari sono lisce e sono disposte in due strati (lon-
gitudinale e circolare), sarebbe la muscolatura della mucosa
2. tonaca sottomucosa: formata da connettivo lasso, con ghiandole tubulo-acinose ramifica-
te, mucose e numerosi vasi sanguigni e linfatici. Il secreto delle ghiandole forma uno strato
protettivo sopra dellepitelio
3. tonaca muscolare: nel tratto superiore, ovvero il primo dellesofago, formata da muscola-
tura striata; inferiormente si compone di muscolatura liscia, disposta in due strati: esterno
longitudinale e interno circolare. Tra la zona liscia e quella striata, ve n una di transizione
che presenta caratteristiche intermedie
4. tonaca avventizia: sottile e composta da connettivo lasso con fibre elastiche; serve a colle-
gare la struttura ad altre strutture vicine.


Addome
Viene suddiviso da due piani orizzontali e da due piani laterali in:

13
Ipocondrio destro Epigastrio Ipocondrio sinistro
Fianco destro Mesogastrio Fianco sinistro
Fossa iliaca destra Ipogastrio Fossa iliaca sinistra

I piani orizzontali si trovano uno sotto le coste e quello inferiore passa a livello della cresta iliaca. I
piani sagittali passano a livello dellinguine.
Il quadrante centrale superiore lepigastrio. I due quadranti a fianco, sono lipocondrio di destra e
di sinistra, quello centrale il mesogastrio e ai lati ci sono il fianco destro e il fianco sinistro. Il
quadrante centrale inferiore lipogastrio, con ai lati le fosse iliache destra e sinistra.


Peritoneo
E la pi estesa delle membrane sierose, come la pleura e il pericardio. E formato da due foglietti,
parietale e viscerale, che si continuano luno con laltro e delimitano la cavit peritoneale, che con-
tiene del liquido che impedisce lattrito. Il foglietto parietale si affaccia sulla parete addominale, il
foglietto viscerale a contatto con gli organi delladdome, entrambi sono rivestiti da epitelio pavi-
mentoso monostratificato (mesotelio) che poggia su uno strato di collagene. Il foglietto viscerale
forma delle pieghe, che sono i legamenti peritoneali. Tra le due lamine della piega presente del
tessuto connettivo nel quale decorrono vasi sanguigni, linfatici e nervi. I legamenti peritoneali pos-
sono collegare organi della cavit addominale: ancorano e collegano organi delladdome con la pa-
rete addominale o con il diaframma, tenendoli fissi. I vasi sanguigni che decorrono nella piega sono
diretti allorgano interessato dal piegamento peritoneale, che mezzo dentrata per i vasi sanguigni:
quindi il peritoneo ha funzione trofica.
I legamenti peritoneali prendono nomi diversi:
mesi: uniscono i visceri alla parete addominale (mesoderma traverso, mesentere, mesocolon
pelvio)
omenti: sono legamenti che uniscono segmenti viscerali tra di loro, tra due organi (grande e
piccolo omento).

Gli organi addominali, in base al rapporto con il peritoneo, vengono divisi in:
intraperitoneali: completamente avvolti nel peritoneo
retro e sottoperitoneali: grandi vasi, rene, pancreas, duodeno, che non sono completamente
avvolti dal peritoneo.

Le funzioni del peritoneo sono:
meccaniche
trofiche
di difesa: forma un rivestimento protettivo
di filtrazione: la membrana sottile e si comporta come una membrana filtrante, e per que-
sto al livello del peritoneo si possono somministrare farmaci.



Stomaco

Ha la forma a J o a corno, si trova nellipocondrio sinistro e nellepigastrio. E la porzione pi di-
latata del tubo digerente, e pu arrivare a due litri di capienza. La faccia anteriore dello stomaco
parzialmente ricoperta dal lobo sinistro del fegato. Nello stomaco il materiale ingerito viene rime-
scolato per mezzo della contrazione della tonaca muscolare robusta. Il cibo poi trasferito nel duo-
14
deno dellintestino tenue ad intermittenza, con la digestione chimica delle proteine, grazie alla pro-
duzione da parte della parete dellenzima proteolitico, responsabile della scissione.
Lo stomaco diviso in:
cardias: una porzione molto piccola che si trova dopo lesofago, di 3-4 cm di dimensione.
Lo stomaco quasi totalmente intraperitoneale, ma a livello del cardias assente il perito-
neo. E presente un dispositivo sfintoriale a livello della giunzione tra esofago e cardias. Il
dispositivo formato da un ispessimento di muscolatura liscia, formata ad anello, che con-
traendosi chiude il lume. Il reflusso di materiale gastrico impedito dalla presenza dello
sfintere e dal fatto che, a livello cardiale, tra lesofago e lo stomaco presente un angolo ac-
centuato che si spinge nel lume, e funziona da valvola. Lepitelio gastrico sopporta il pH
acido del succo gastrico, lesofago al contrario non riesce, perci necessario impedire il re-
flusso
fondo: una porzione pi piccola che si trova subito sotto il diaframma
corpo: la porzione pi estesa e occupa la maggior parte della superficie dello stomaco
parte pilorica: viene divisa da un solco profondo in antro pilorico e conale pilorico.

Lo stomaco continua con il duodeno tramite il piloro, provvisto di un dispositivo sfinteriale.
Lo stomaco diviso poi in:
piccola curvatura (margine destro): da essa parte un legamento che diretto allilo del fega-
to, che detto legamento epato-gastrico. Dal duodeno parte un legamento peritoneale che
giunge allilo del fegato (epato-duodenale): sono uno adiacente allaltro e il secondo parte
dal duodeno; assieme i due legamenti formano il piccolo omento
grande curvatura (margine sinistro): da essa partono due legamenti: il primo connette lo
stomaco con la milza, ed il gastro-lienale; il secondo il gastro-colico e connette lo sto-
maco con il colon. Adiacente si trova il duodeno dal quale parte il legamento duodeno-
colico. Il gastro-colico e il duodeno-colico assieme, formano la parte iniziale del grande
omento, che si estende fino al pube e ricopre tutta la parte intestinale
faccia antero-superiore (davanti): coperta dal fegato. Ha rapporti con la cupola del dia-
framma e a sinistra, tramite linterposizione del diaframma, con la pleura corrispondente del
polmone sinistro; si collega inoltre con il pericardio (cuore). A destra in rapporto con il lo-
bo del fegato; al di sotto dello stomaco presente un tratto dellintestino crasso, il colon tra-
verso: quando questo vuoto, copre la faccia antero-superiore, che rivestita dal peritoneo
faccia postero-inferiore (dietro): ha rapporto con il pancreas, che si trova dietro; con il rene
di sinistra e con il surrene di sinistra. Anche questa faccia rivestita di peritoneo, ma quasi
completamente perch manca vicino la zona del cardias, che a diretto contatto con il dia-
framma.


Parete gastrica
E formata da:
tonaca mucosa: d sul lume dello stomaco. Sono presenti delle pieghe dovute al sollevamento
della tonaca mucosa e sottomucosa; quando lo stomaco pieno esse scompaiono ma non
spariscono i solchi permanenti, delimitando delle piccole aree, dette aree gastriche.
Allinterno delle aree ci sono dei fori, le fossette gastriche, che sono delle cavit della tona-
ca mucosa. Sul fondo delle fossette si aprono le ghiandole gastriche (6 7) che costituisco-
no con il loro secreto il succo gastrico. Lepitelio il cilindrico monostratificato, e si conti-
nua con lultima parte dellesofago: produce muco neutrico che forma uno strato protettivo
dellepitelio dallacidit del succo gastrico. Sotto c del connettivo lasso che costituisce la
lamina propria, contenente le ghiandole gastriche. Infine c la muscolaris mucosae, ovvero
cellule muscolari lisce disposte in due strati con diverso orientamento: grazie alla sua con-
trazione, facilita lespulsione del secreto delle ghiandole gastriche
15
tonaca sottomucosa: formata da connettivo pi denso della tonaca propria
tonaca muscolare: a livello dello stomaco pi sviluppata che negli altri punti del tratto dige-
rente; impasta e riduce il contenuto del cibo e lo porta ad uno stato semiliquido. A livello
della parete gastrica si compone di tre strati: strato obliquo, strato circolare e strato longi-
tudinale. A livello del piloro, lo strato circolare sispessisce e forma un dispositivo sfinteria-
le. Quando lo stomaco vuoto lo sfintere rilasciato e lapertura viene aperta; quando lo
stomaco pieno, lo sfintere che un anello di muscolatura liscia, si contrae: perci non es-
sendo chiuso del tutto, passa il materiale semiliquido e sminuzzato.
tonaca sierosa: la tonaca avventizia ed il foglietto viscerale del peritoneo.


Ghiandole gastriche
Producono succo gastrico formato da acqua, muco, acido cloridrico e pepsina che un enzima pro-
teolitico. Lacido cloridrico determina la caratteristica di acidit (pH 0,9 2) del succo. Al giorno
viene prodotto da 0,5 a 1 litro di succo, principalmente durante i pasti. Dal punto di vista della pro-
duzione, le ghiandole si differenziano in vari tipi:
a. del cardias: a livello del cardias appunto
b. propriamente dette: a livello del fondo e del corpo dello stomaco
c. piloriche: a livello del piloro.

Le prime e le terze sono comuni, tubulari e producono muco. Allinterno sono inframmezzate da
cellule che secernono muco: sono presenti delle cellule endocrine di tipo paracrino, cio che agi-
scono vicino al luogo di produzione del secreto.
Le ghiandole gastriche propriamente dette, sono le pi numerose, e sono le principali contribuenti
della produzione di succo gastrico. Si aprono sulle fossette e sono tubulari semplici. Questo tipo di
ghiandola divisa in tre regioni:
istmo: regione iniziale e piccola, in contatto con la fossetta
colletto
base: la regione pi profonda.

Allinterno delle ghiandole ci sono le cellule:
mucose del colletto
staminali
ossintiche o parietali
principali
endocrine.

Le prime si trovano a livello dellistmo e del colletto, producono muco acido. A livello del colletto
ci sono anche cellule staminali che differenziandosi, rimpiazzano le cellule epiteliali di rivestimen-
to, o si trasformano in cellule ossintiche o parietali (elementi secernenti). Il ruolo delle cellule sta-
minali importante perch per esempio, le cellule di rivestimento ogni quattro giorni vengono rin-
novate grazie alle staminali, e tutto ci indispensabile per il funzionamento dello stomaco. Le cel-
lule ossintiche ed endocrine sono localizzate a livello della base, e le endocrine in particolare sono
inframmezzate nei composti secernenti.

Cellule ossintiche o parietali
Queste cellule producono lacido cloridrico e il fattore intrinseco gastrico (fattore antianemico).
Questo fattore indispensabile per lassorbimento della vitamina B12, necessaria per la formazione
dei globuli rossi e per questo il fattore detto antianemico.
Le cellule ossintiche sono caratterizzate dal fatto che la membrana plasmatica, che si trova
allapice, ha invaginazioni profonde che formano il canalinico di secrezione, che si trova in comu-
16
nicazione con il lume ghiandolare. C la presenza di tantissimi mitocondri perch la produzione di
ioni H
+
e il loro trasporto fuori dalle cellule richiede energia. Allinterno del citoplasma ci sono ve-
scicole delimitate da membrana: esse sono molto estese, e vanno a formare il sistema tubulo vesci-
cale. Se la cellula stimolata, il canalicolo di secrezione si allunga ed pi sviluppato; per il si-
stema tubulo vescicole quasi scompare in quanto le vescicole vengono a fondersi con la membrana
del canalicolo: accade perch allinterno delle vescicole, dove si ha la produzione di ioni H
+
, le
membrane del sistema tubulo vescicolare contengono lATPasi, responsabile del fatto che per ogni
H
+
rilasciato dalla cellula, viene importato un K
+
con una pompa antiporto.

Cellule principali
Sono piene di granuli secretori che contengono il pepsinogeno, una forma inattiva della pepsina. Il
pepsinogeno rilasciato in ambiente acido si trasforma in pepsina.

Cellule endocrine
Sono inframmezzate dagli elementi secernenti e sono cellule di vario tipo:
G: gastrina
EC: serotonina
D: somatostatina
ECL: istamina
A: enteroglucagone.

Sono denominate in un determinato modo perch vengono colorate con sali di argento o anche con
sali di ciano. Le pi importanti cellule sono quelle del tipo G, le quali producono gastrina, che au-
menta la secrezione gastrica e la motilit dello stomaco. Le EC producono la serotonina, che in-
fluenza la motilit gastrica. Le cellule D producono somatostatina, che ha la funzione dinibire la
secrezione delle altre cellule, in particolare la produzione della gastrina, e quindi il processo di
produzione avviene a stomaco vuoto. Le ECL producono istamina che stimola la produzione di
succo gastrico. Le A producono lenteroglucagone che aumenta i livelli di glucosio del sangue,
stimola la demolizione del glicogeno a livello degli epatociti nel fegato, e quindi favorisce la glico-
genolisi.


Vascolarizzazione
Il sangue arterioso dello stomaco viene fornito da arterie gastriche e gastroepiploiche; due sono i
rami provenienti dal tronco celiaco. Allinterno della tonaca sottomucosa, ci sono arteriole che si
risolvono in una rete capillare tra le varie ghiandole. Dopo di che, la rete scarica il sangue venoso
in venule nella sottomucosa. Allinterno della rete capillare, il flusso sanguigno ascendente e va
verso la superficie. Quando le cellule producono H
+
si forma il bicarbonato, che viene drenato dalla
rete capillare, nella quale i capillari sono fenestrati, e va poi verso la superficie. Da qui gli ioni bi-
carbonato diffondono dal sangue alla superficie sottomucosa e tamponano gli effetti lesivi degli H
+

sulle cellule che possono diffondere dal lume alla mucosa.


Innervazione estrinseca
E formata da neuroni il cui corpo cellulare non si trova nella parete dello stomaco.
Linnervazione data dal sistema nervoso autonomo, tipo orto e parasimpatico, con questultimo
dato dal nervo vago. Se attivo il sistema parasimpatico, si ha laumento della secrezione e della
motilit gastrica.


17
Innervazione intrinseca
Formata da neuroni che sono contenuti nello spessore dello stomaco. Formano il sistema nervoso
enterico e rappresentano nei neuroni di vario tipo che collegandosi tra loro, formano circuiti locali
tali che, se vengono stimolati, producono risposte indipendenti dallinnervazione estrinseca.
Linnervazione intrinseca controlla le contrazioni muscolari, la secrezione ghiandolare,
lassorbimento dacqua ed elettroliti, la vasocontrazione e la vasodilatazione.
I neuroni del sistema nervoso enterico formano i plessi (reti) localizzati nella tonaca muscolare e
nella tonaca sottomucosa. Il plesso della tonaca muscolare viene detto plesso mienterico di Auer-
bac, quello della sottomucosa la sottomucosa di Meissner.


Intestino tenue

E lungo circa 6-7 m, la parte pi lunga di tutto lapparato digerente, e si estende dal piloro alla
valvola ileo-cecale, che si trova nella fossa iliaca di destra. E implicato nei processi digestivi e
dassorbimento dei monomeri, grazie alla produzione denzimi dal pancreas e dallintestino.
E diviso in:
duodeno
intestino mesenterico.

Il duodeno la porzione fissa dellintestino tenue, perch retroperitoneale ed schiacciato nella
parte posteriore. Lintestino mesenterico la parte pi estesa, ed avvolto dal mesentere che una
grande piega del peritoneo.


Duodeno
E esteso dal piloro alla fessura duodeno-digiunale. E localizzato nellepigastrio e ha forma di
C, presenta una parete concava dove c la testa del pancreas. E retroperitoneale ed avvolto
completamente dal peritoneo solo a livello del bulbo, che il livello iniziale. E una piccola por-
zione (di circa 30 cm). Il peritoneo forma due legamenti, che sono lepato-duodenale (piccolo
omento) e duodeno-colico.
E divisibile in quattro parti:
1. parte superiore o bulbo (I vertebra lombare)
2. parte discendente: presenti la papilla duodenale maggiore e minore
3. parte orizzontale (IV vertebra lombare)
4. parte ascendente (II vertebra lombare).

Le papille sono rilievi della parete del duodeno a livello delle quali si aprono i dotti escretori che
provengono dal fegato e dal pancreas, attraverso cui vengono riversati la bile e il succo pancreati-
co. A livello delle papille maggiori, si aprono due dotti: il primo proviene dal fegato ed denomi-
nato coledoco, che trasporta la bile; il secondo, il dotto pancreatico principale, proviene dal pan-
creas e scarica il succo pancreatico. A livello della papilla duodenale minore si apre il dotto pan-
creatico accessorio, che pi piccolo di quello principale.


Intestino mesenterico
Esteso dalla fessura duodeno-digiunale alla valvola ileo-cecale, ai lati incorniciato dallintestino
crasso ed ricoperto dal grande omento (piega peritoneale).
Si divide in:
digiuno: nelladdome vuoto
ileo.
18

Il confine tra digiuno ed ileo non netto. E formato da anse intestinali a forma di C, la cui posi-
zione varia durante i movimento peristaltici. Le anse sono rivestite completamente da una larga
piega peritoneale, a forma di ventaglio che detta mesentere, il quale ancorato tramite una radice
alla parete addominale. Il mesenterico mobile in quanto le anse, seppur ancorate, sono in movi-
mento durante i movimenti intestinali.
Lintestino formato da una superficie interna, aumentata da pieghe circolari costituite sia dalla
tonaca mucosa che dalla sottomucosa: iniziano a 5 cm dal piloro e sono presenti fino al primo trat-
to del digiuno, poi diminuiscono sia in numero che in dimensione. Ci sono poi i villi, che sono
estroflessioni a livello del digiuno: allinterno di ciascun villo penetra unarteriola che si risolve in
una parete di capillare, che drenato in una venula. Nel villo presente anche un vaso linfatico
detto vaso villifero: i grassi presenti vengono assorbiti tramite la via linfatica, mentre gli zuccheri
passando nel sangue. I villi sono ricoperti da cellule epiteliali di rivestimento che si chiamano ente-
rociti. Questi nella superficie del lume, sono dotati di un orletto striato (estroflessioni della mem-
brana plasmatica), per mezzo dei quali viene aumentata la superficie assorbente. Oltre a ci esisto-
no delle cavit della mucosa alla base dei villi, che vengono chiamate cripte di Lieberkhn, o
ghiandole intestinali.


Struttura
Si compone di quattro tonache:
1. tonaca mucosa
2. tonaca sottomucosa
3. tonaca muscolare
4. tonaca sierosa.

Tonaca mucosa
E formata da epitelio di rivestimento, di tipo cilindrico monostratificato, composto da enterociti
caratterizzati da lunghi microvilli e uniti da giunzioni occludenti. Sono presenti anche delle cellule
caliciformi mucipare e delle cellule endocrine, che producono secretina e colecistochinina, respon-
sabili della formazione del succo pancreatico. Hanno il glicocalice sviluppato sulla superficie degli
enterociti, perch gli enzimi vengono adsorbiti e la digestione di molecole complesse avviene a li-
vello della membrana, quindi il glicocalice fa da supporto. Sono presenti gli orsetti striati.
Le sostanze passano attraverso lenterocita dalla superficie addominale, ed escono attraverso la su-
perficie basale. Il tessuto composto di tonaca propria, formata da connettivo lasso che include le
ghiandole di Galeazzi- Lieberkhn, che sono tubulari semplici, formate da cellule di Paneth (con-
tenenti lisozima con attivit antibatterica), cellule secernenti enzimi e cellule staminali. Producono
muco per lo strato protettivo dellepitelio.
Vi sono poi noduli linfatici solitari o aggregati nelle placche del Peyer, presenti a livello dellilo,
che svolgono funzione protettiva. Infine presente la muscolaris mucosae, che presentano due
strati di cellule muscolari lisce che hanno andamento diverso.

Tonaca sottomucosa
E formata da connettivo lasso con vasi e nervi; nel duodeno si trovano le ghiandole di Brunner,
che producono una secrezione mucosa alcalina (pH 8 9,5) e un polipeptide, che stimola la divi-
sione cellulare e inibisce la secrezione gastrica. La secrezione alcalina serve per neutralizzare il
chimo, perch altrimenti gli enzimi non potrebbero funzionare.

Tonaca muscolare
E formata da due strati di fibrocellule muscolari lisce, con interno circolare ed esterno longitudi-
nale. V la presenza di plessi nervosi anche nella sottomucosa.
19

Tonaca sierosa
E rappresentata dal peritoneo. Nel duodeno presente la tonaca avventizia.


Intestino crasso

E esteso dalla valvola ileo-cecale allano, e fa da cornice allintestino tenue. Assorbe acqua ed
elettroliti ed anche alcune vitamine; nellintestino crasso avvengono i fenomeni digestivi, quindi v
la demolizione delle sostanze non c molto assorbimento. A livello dellintestino crasso avviene la
compattazione del materiale da espellere: importante la secrezione e il chilo si trasforma poi in fe-
ci nel colon.
Nel colon presente una flora batterica multiforme che si compone denterococchi, lattobacilli, co-
li, e che produce vitamina B12, la cui azione metabolica produce gas. Questi microrganismi vivono
in simbiosi col nostro organismo, e la flora produce enzimi che degradano la cellulosa che non sia-
mo in grado di produrre.
Lintestino crasso diviso in tre porzioni:
cieco
colon: diviso in ascendente, traverso, discendente e sigmoideo
retto.

Nel cieco e nel colon, la superficie esterna presenta tre strie longitudinali chiamate tenie, che sono
formate dallispessimento della tonaca muscolare, e vi sono inoltre solchi e gibbosit. Le tenie si
assottigliano e diventano due: ci sono al loro livello delle appendici epiploiche formate da tessuto
adiposo. La struttura dellintestino crasso a salsicciotto, a forma tubulare e con diametro minore
del tenue, ma di fatto il diametro diminuisce andando verso la fine dellintestino crasso.


Cieco
E esteso dalla valvola ileo-cecale allo sfintere ileo-colico. E localizzata nella fossa iliaca destra
ed avvolto dal peritoneo. Il cieco piccolo ed avvolto in una specie di tasca allungata; dalla
faccia mediale si stacca lappendice vermiforme che a fondo cieco. La valvola ileo-cecale non
previene il reflusso perci il materiale del cieco va poi nellintestino tenue. Lappendice chiamata
tonsilla intestinale perch allinterno ci sono numerosi noduli linfatici. E un tubo sottile e perci,
essendo a fondo cieco, il materiale pu depositarsi e ristagnare provocando infezioni.


Colon

Colon ascendente
Si porta in alto dalla fossa iliaca di destra fin sotto il fegato (ipocondrio di destra), dove piegandosi
forma la fessura colica di destra, che collegata alla faccia inferiore del fegato dal legamento epa-
to-colito. E retroperitoneale, e perci si trova dietro il peritoneo. La fessura colica destra comple-
tamente avvolta dal peritoneo.

Colon trasverso
E esteso dallipocondrio di destra a quello di sinistra, dove piegandosi forma la flessura sinistra.
E orizzontale ed interamente rivestito dal peritoneo, quindi intraperitoneale. Dalla tenia poste-
ro mediale si stacca il mesocolon traverso che va alla parete addominale posteriore. Dalla tenia po-
stero-laterale si stacca il grande omento.
20

Colon discendente
Discende verticalmente fino alla fossa iliaca sinistra dallipocondrio di sinistra, ed retroperito-
neale.

Colon sigmoideo
Descrive una curva e si estende fino al corpo della III vertebra sacrale dalla fossa iliaca sinistra.
Si trova posteriormente alla vescica ed completamente rivestito dal peritoneo.


Differenze tra intestino crasso e lintestino tenue
Lintestino crasso presenta un diametro maggiore rispetto al tenue, ma ha una parete pi sottile.
Lintestino crasso non presenta i villi intestinali, ma le cellule caliciformi sono pi abbondanti, per
compattare il materiale e trasformarlo in feci. Inoltre sono presenti grandi e numerosi noduli linfa-
tici, che si rendono necessari perch aumenta in questo punto il passaggio dagenti patogeni.


Struttura dellintestino crasso

Tonaca mucosa
E formata da epitelio, composto di cellule cilindriche monostratificate, dotate di microvilli e con
ampi spazi intercellulari laterali, che occorrono allassorbimento dacqua e sali. Inoltre sono pre-
senti cellule caliciformi mucipare, staminali ed endocrine. Nella tonaca propria vi sono noduli lin-
fatici e ghiandole che producono muco. La muscolaris mucosae formata da un doppio strato di
fibrocellule muscolari lisce.

Tonaca sottomucosa
E formata da connettivo lasso in cui presente il plesso nervoso di Meissner.

Tonaca muscolare
Presenta il plesso di Auerbach (controlla le contrazioni della muscolatura) e un doppio strato di
cellule muscolari lisce (circolare e longitudinale).

Tonaca sierosa
E sierosa se di natura connettivale, altrimenti avventizia.



Fegato

E di colore bruno-rossastro. E la ghiandola pi voluminosa dellorganismo, e ha un peso gene-
ralmente compreso tra i 1200 g e i 1800 g. Si trova sotto la cupola diaframmatica ed occupa tutto
lipocondrio di destra, lepigastrio e lipocondrio di sinistra. Il fegato si pu dividere in due facce,
quella superiore e quella inferiore, ed diviso inoltre in quattro lobi:
lobo destro
lobo sinistro
lobo quadrato
lobo caudato.

Nella faccia diaframmatica sono visibili i lobi destro e sinistro e il fegato ha la forma di un cuneo
appuntato a sinistra. Il lobo di destra il pi voluminoso e da un punto di vista chirurgico, si parla
21
di segmenti, che sono territori vascolari e biliari, separabili come unit indipendenti tra loro: infatti
possono essere rimossi dallorgano intero e la posizione di questi varia da individuo a individuo.


Faccia inferiore o viscerale
Prende rapporto con i visceri contenuti nella cavit addominale ed percorsa da tre solchi: due sa-
gittali a sinistra e a destra, che sono uniti da un solco trasverso, a forma di H.
Nel solco sagittale di destra si trova anteriormente la fossa cistica, che accoglie la cistifellea e che
non rivestita dal peritoneo. La parte inferiore occupata dalla fossa della vena cava inferiore, che
raccoglie a questo livello le vene epatiche.
Il solco sagittale di sinistra formato da due legamenti, che sono il legamento rotondo e quello ve-
noso: sono formati da due vasi venosi che sono funzionali durante la vita fetale e dopo si trasfor-
mano in tessuto fibroso.
Il solco trasversale rappresentato dallilo del fegato, a livello del quale si attacca il piccolo omen-
to, e attraverso lilo entrano ed escono la vena porta, larteria epatica e il dotto epatico comune. La
superficie del lobo destro rivestita da depressioni causate dalla presenza dorgani vicini: v la
depressione renale e surrenale dovuta al rene di destra, duodenale con il duodeno, ed infine la coli-
ca dovuta al rapporto con la flessura destra del colon. A livello del lobo sinistro c unimpronta
gastrica dovuta al rapporto con lo stomaco, ed presente anche quella esofagea, riguardante la pic-
cola porzione di esofago della cavit addominale, che si trova sotto il diaframma.


Faccia posteriore
E la continuazione delle due facce viste prima. La faccia posteriore centralmente occupata
dallarea nuda, denominata in questo modo perch non coperta dal peritoneo. Larea nuda de-
limitata tuttattorno da una struttura nastriforme, ovvero un legamento coronario, un altro legamen-
to peritoneale, formato da due foglietti.


Connessioni peritoneali
I legamenti sono:
falciforme
coronario
triangolare sinistro
triangolare destro
piccolo omento: epato-gastrico ed epato-anteriore.

Ad eccezione dellultimo, gli altri quattro servono a collegare il fegato al diaframma e alla parete
addominale anteriore.

Il legamento falciforme divide la faccia diaframmatica in due lobi e connette il fegato al diaframma
e alla parete addominale anteriore.

I legamenti coronario e i due triangolari, connettono il fegato al diaframma.
Il legamento coronario delimita larea nuda.
I triangoli sono continuazioni a destra e a sinistra del legamento coronario. Il fegato, rivestito da
peritoneo, avvolto da una capsula fibrosa dalla quale partono i tralci (setti) connettivali che, se-
guendo le ramificazioni dei vasi allinterno del fegato formano la guaina perivascolare. La capsula
accompagna le diramazioni dellarteria epatica e della vena porta. Il connettivo nel fegato limitato
solo a questa funzione daccompagnamento. Al fegato arriva il sangue dalla vena porta e
dallarteria epatica: la vena porta contiene sangue venoso ma ricco di sostanze nutrienti assorbite
22
a livello intestinale; larteria epatica contiene sangue ossigenato. Questi due dotti sanguigni nel fe-
gato si dividono in rami, e quelli terminali decorrono negli spazi portali: attraverso piccoli vasi col-
laterali si continuano nei sinusoidi che contengono quindi sangue misto, in quanto v rimescola-
mento tra sangue arterioso e venoso, che viene scaricato nelle vene centrolobulari che sono vene di
raccolta.


Spazio portale
Per spazio portale sintende una zona in cui presente connettivo, e allinterno della quale ci sono
tre condotti ovvero un ramo terminale dellarteria epatica, uno della vena porta e un dotto biliare
per raccogliere la bile: questi tre rami compongono la triade portale. Di fatto qui decorrono anche
altri vasi linfatici. Il fegato formato da epatociti che svolgono quasi tutte le funzioni del fegato,
rappresentato l80% della popolazione cellulare e sono disposti in lamine. Tra gli epatociti decor-
rono sinusoidi e canali biliari: questi ultimi decorrono tra una cellula e laltra, riversando la bile nel
sotto biliare dello spazio portale. Il parenchima epatico diviso in vari tipi di unit funzionali, cio
gli epatociti sono divisi in vari modi a seconda del punto di riferimento: sono presenti i lobuli clas-
sici, i lobuli portali e acini portali.
Il lobulo classico, visto trasversalmente, simile ad unarea poligonale: presenta al centro la vena
centrolobulare e alla periferia ci sono gli spazi portali; in questarea gli epatociti sono disposti in
file, a mimare i raggi della ruota di una bicicletta.
Il lobulo portale presenta centralmente uno spazio portale, mentre i vertici del poligono corrispon-
dono a tre vene centrolobulari, dove ogni lobulo portale formato da tre spicchi di lobulo classico.
Lacino portale ha unarea di forma ellissoidale e sono presenti quattro vertici: a due vertici corri-
spondono due vene centrolobulari e agli altri due, corrispondono due spazi portali, mentre al cen-
tro ci sono rami dellarteria epatica. Il sangue proviene dagli spazi portali perci ci sono sia epato-
citi vicini agli spazi e altri vicini alla vena centrolobulare. Gli epatociti presentano funzionalit di-
verse perch in base al punto in cui si trovano, ricevono sangue con concentrazioni di soluto e
dossigeno diverse. La funzione varia in base alla concentrazione di ossigeno e soluti presenti nel
sangue che li irrora, e dipende da ci anche lultrastruttura. Per esempio lacino portale, presenta al
centro diramazioni dellarteria epatica e gli epatociti sono disposti in tre zone attorno allarteria. Gli
epatociti della prima zona sono a contatto con il sangue pi ricco di ossigeno e soluto mentre nella
terza zona v il minimo di ossigeno e soluto: quindi gli epatociti della prima zona sono pi attivi,
mentre quelli della terza sono praticamente in uno stato di riposo.


Epatociti
Sono stabili, ovvero sono longevi, con una vita media che arriva sino a 150 giorni. Presentano una
grande capacit rigenerativa, ma in condizioni normali difficile trovare epatociti in mitosi, ma
nel caso in cui viene danneggiato il fegato, gli epatociti si attivano per riparare il danno. La superfi-
cie dellepatocita divisa in:
superficie laterale: a contatto con gli epatociti vicini, per ancoraggio con lepatocita adia-
cente
superficie canalicolare biliare
superficie sinusoidale.


Superficie canalicolare biliare
Forma la parete canalicolo biliare, presenta una fessura tra gli epatociti adiacenti che formando un
condotto: ci sono delle giunzioni occludenti in modo che la bile rimanga nel condotto. I canalicoli
biliari si formano tra gli epatociti, che producono la secrezione esocrina, la bile, che formata
principalmente da acqua e contenente bilirubina, vari pigmenti e sali di acidi biliari. La bilirubina
23
deriva dal catabolismo dellemoglobina ed portata al fegato legata allacido, per far in modo di
renderla solubile e per passare attraverso le vene; i sali degli acidi biliari sono prodotti dal coleste-
rolo e intervengono nella digestione dei grassi: hanno unazione emulsionante cio il grasso viene
ridotto in goccioline.

Superficie sinusoidale
La maggior parte della superficie degli epatociti si affaccia sui sinusoidi. E presente lo spazio di
Disse che molto piccolo e sinterpone tra lendotelio del capillare e la superficie dellepatocita:
qui si ha lo scambio bidirezionale e continuo di sostanze e di gas, dal sangue allepatocita e vice-
versa. Al sangue arrivano le sostanze assorbite a livello intestinale che vanno poi agli epatociti. Le
proteine plasmatiche vengono riversate dallepatocita al sangue.
Sono presenti dei microvilli che aumentano la superficie di scambio: queste sono delle estroflessio-
ni della membrana plasmatica. I sinusoidi decorrono tra le lamine degli epatociti, trasportano san-
gue misto, e sono dei capillari sanguigni che presentano caratteristiche particolari:
hanno diametro maggiore di un capillare normale
sono rivestiti da endotelio discontinuo, con fenestrature che facilitano lo scambio di sostan-
ze
sulla superficie sono presenti dei macrofagi, utili per eliminare dal sangue il materiale cor-
puscolare, i microrganismi e gli eritrociti danneggiati.

Le funzioni del fegato sono:
regolazione metabolica: sintesi ed interconversione di sostanze nutritizie a basso peso mo-
lecolare, provenienti dallintestino
o accumulo di glicogeno e lipidi di riserva
o deamminazione degli amminoacidi quindi scissione di un gruppo amminico e tra-
sformazione in urea, eliminata a livello renale
o sintesi di macromolecole
o accumulo di vitamine liposolubili e riserva di ferro
o inattivazione di tossine
o trasformazione di farmaci liposolubili
controllo ematologico: sintesi di proteine plasmatiche e rimozione dal sangue di eritrociti
invecchiati, detriti cellulari e microrganismi patogeni, funzione emopoietica limitata per al
periodo fetale e sostituita poi dal midollo osseo. Gli epatociti eliminano sostanze tossiche
grazie agli enzimi dellER liscio, che detossifica
sintesi e secrezione della bile, che formata da acqua, ioni, bilirubina e sali acidi biliari.
Produce un litro di bile al giorno, che viene riversata nei canalicoli biliari, poi in dotti pi
grandi ed infine viene convogliata nel dotto epatico di destra e di sinistra. A livello dellilo
del fegato i due dotti si uniscono formando il dotto epatico comune, che decorre per un cer-
to tratto e confluisce col dotto cistico, proveniente dalla cistifellea. Infine si forma il cole-
doco, che va ad aprirsi a livello della papilla duodenale maggiore.

La cistifellea rivestita da epitelio assorbente, che ingloba sali e acqua. la produzione di bile co-
spicua, ma di fatto la quantit liberata bassa. Essa passa attraverso la cistifellea, dove avviene il
processo di concentrazione, grazie allepitelio assorbente; viene poi immessa nel duodeno in modo
regolato: non liberata a digiuno ma unitamente a stimoli come lingestione di grassi, o alla presen-
za di colecistochinina, che regola lo svuotamento della colecisti. A livello della papilla duodenale
maggiore c un dispositivo sfinteriale di muscolatura liscia, che chiuso nel digiuno e aperto
quando la bile viene riversata nel duodeno (sfintere di Oddi).


24


Pancreas

E un organo retroperitoneale, quindi non ricoperto da peritoneo e si trova nellepigastrio e
nellipocondrio di sinistra. Si estende dal duodeno e raggiunge la milza. Viene diviso in:
testa: voluminosa, inserita nella concavit del duodeno; dietro alla testa del pancreas ci so-
no
coledoco
vena porta
vena cava inferiore
collo: stretto
corpo: ha decorso orizzontale e si trova posteriormente allo stomaco
coda: si spinge fino alla milza ed compressa ad essa da un legamento peritoneale (il pan-
creatico-lienale).

E una ghiandola che presenta una porzione esocrina ed endocrina.
La porzione esocrina produce il succo pancreatico, che un secreto alcalino, nella quantit di
1200 ml al giorno e contiene enzimi per la digestione dei grassi, acidi nucleici e peptidi.
La porzione endocrina regola il metabolismo glucidico, per mezzo degli ormoni che produce:
questa porzione limitata a circa il 2%.


Porzione esocrina
Il pancreas una ghiandola acinosa composta. E formata da una serie di acini, che sono delle
strutture rotondeggianti formate da una decina di cellule secernenti cubiche, che delimitano un lu-
me (cavit) dove viene riversato il secreto. Presentano nel citoplasma numerosi granuli il cui con-
tenuto, tramite esocitosi, viene riversato fuori dalla cellula e contengono enzimi (lipasi, proteasi)
che vengono prodotti in forma inattiva e poi attivati allesterno.


Dotti pancreatici
Il succo pancreatico viene raccolto nel dotto pancreatico principale, che si apre nella papilla duo-
denale maggiore e nel dotto accessorio che si apre nella papilla duodenale minore. Il controllo del-
la secrezione esocrina avviene per:
via nervosa
via ormonale: la pi importante grazie alla secretina e alla colecistochinina, due enzimi che
vengono prodotti a livello della mucosa duodenale: avviene ci quando il chimo arriva alla
parete duodenale e in questo modo la mucosa secerne gli ormoni. La secretina stimola la
secrezione acquosa e alcalina, mentre la colecistochinina ha azione sulla produzione
dormoni.


Porzione endocrina
E formata dalle isole di Langerhans, che sono immerse nella parte esocrina. Sono formate da un
gran numero di cellule, circa 2000 3000 diverse tra loro, per la secrezione dormone. E presente
una rete capillare per riversare gli ormoni, e le isole sono separate dalla porzione esocrina, da una
rete sottile di tessuto connettivo.
Ci sono cellule come quelle dei tipi alfa, beta e D, che producono rispettivamente glucagone, insuli-
na e somatostatina (e gastrina). Le cellule alfa sono localizzate alla periferia dellisola. Il glucagone
25
(iperglicimizzante) aumenta la concentrazione del glucosio ematico stimolando la demolizione del
glicogeno, soprattutto a livello epatico. Le cellule beta sono le pi numerose nelle isole, occupano
la porzione centrale dellisola e producono linsulina, che ha effetto opposto al glucagone perch
ipoglicimizzante, diminuisce la concentrazione del glucosio allinterno del sangue stimolando le cel-
lule ad utilizzare il glucosio a loro disposizione, sotto forma di glicogeno.
La secrezione dinsulina controllata direttamente se il glucosio interagisce con i recettori delle
cellule beta, che producono le secrezioni dinsulina; oppure controllata indirettamente se la cellu-
la beta stimolata per via nervosa o da ormoni rilasciati a livello gastrointestinale, e prodotti dopo
lingestione di alimenti.
Il sistema nervoso il sistema autonomo che va ad agire, con la presenza dantagonismo funzionale
tra orto e parasimpatico (nervo vago). Il nervo vago stimola la secrezione dinsulina mentre
lortosimpatico tende a diminuire la secrezione. Dopo la cellula beta stata stimolata, c un au-
mento di calcio intracellulare, aumento di AMPciclico e rilascio dinsulina per esocitosi.
Linsulina si lega ai recettori presenti sulla membrana cellulare e il legame favorisce lentrata di
glucosio nella cellula. Sulla superficie della cellula il numero delle permeasi (proteine): esse si tro-
vano nelle vescicole allinterno della cellula. Quando c il legame, le vescicole si fondono con le
membrane e le permeasi si trovano sopra la membrana, perci si acquista glucosio.
Il fegato, il tessuto muscolare e il tessuto adiposo sono importanti per la sintesi del glucosio: a li-
vello del fegato il glucosio viene immagazzinato sotto forma di glicogeno; nel tessuto muscolare il
glucosio viene utilizzato per produrre energia per la contrazione muscolare; nel tessuto adiposo il
glucosio necessario per la sintesi di altre molecole (amminoacidi e grassi).
Le cellule D si trovano alla periferia dellisola e producono la somatostatina: essa una volta libera-
ta, pu essere riversata nel sangue e agire su strutture pi o meno vicine, rallentando la motilit in-
testinale e conseguentemente lassorbimento delle sostanze e questo rallentamento favorisce
laccumulo; in altri casi pu agire sulle cellule alfa e beta, anche se maggiormente sulle alfa perch
so trovano in posizione pi periferica: c linibizione di sintesi e secrezione di insulina e glucago-
ne.















26





Il sistema endocrino

E formato da ghiandole e dal sistema endocrino diffuso. Le ghiandole sono:
ipofisi
tiroide
paratiroidi
surreni
ovaie (secrezione endocrina e gameti femminili).

Il controllo della secrezione ormonale di due tipi: uno di tipo nervoso e uno di feedback.
Il sistema nervoso autonomo controlla le ghiandole, i fattori di rilascio o dinibizione prodotti dal
sistema nervoso centrale, e controllano anche la ghiandola endocrina. Il centro di controllo nervoso
lipotalamo che regola la liberazione di fattori di rilascio e lattivit delle fibre orto e parasimpa-
tiche.
Il secondo tipo di controllo a feedback, ed a questo livello la regolazione e lalternanza tra attivit
ed inattivit della secrezione effettuata in base alla concentrazione dellormone del sangue e ci
avviene quando il valore non entra nei parametri di normalit: se la concentrazione alta, lormone
non viene rilasciato, se bassa allora viene stimolata la secrezione. Si parla di feedback positivo
quando c un aumento della secrezione per la bassa concentrazione e si ha feedback negativo
quando viene inibita la secrezione ormonale a causa dellalta concentrazione a livello ematico.



Ipofisi

Si trova alla base dellencefalo, nella sella turcica, unita tramite un peduncolo alla porzione infe-
riore dellipotalamo. Produce un numero elevato dormoni diversi tra loro che regolano il metaboli-
smo, la crescita e la riproduzione. Lipofisi divisa in due porzioni: una parte anteriore detta ade-
noipofisi e una parte posteriore detta neuroipofisi; le due strutture sono diverse e anche la loro pro-
duzione ormonale diversa.


Adenoipofisi
E rossiccia e produce:
lormone della crescita (GH) che stimola il metabolismo, producendo laccrescimento del
tessuto muscolare e scheletrico
la prolattina (PRL) che ha come organo bersaglio la ghiandola mammaria
lormone adrenocorticotropo (ACTH) che agisce sulla ghiandola surrenale per stimolare
ormoni
lormone tireotropo (TSH) che stimola la ghiandola tiroide per la secrezione ormonale
lormone follicolo stimolante (FSH) e lutenizzante (LH) che agiscono sulle gonadi (testicoli
e ovaie)
lormone melanotropo (MSH) che agisce a livello dei melanociti che regolano la cessione
della melanina dai melanociti ai cheratinociti, e le endorfine.
27

La secrezione delladenoipofisi controllata da fattori di rilascio o dinibizione di natura ipotala-
mica: lipofisi collegata allipotalamo da un peduncolo e da una connessione vascolare, e ci per-
mette il trasporto di fattori, che passano dallipotalamo alladenoipofisi: infatti lipotalamo sintetiz-
za fattori di rilascio o inibizione che raggiungono ladenoipofisi tramite la connessione vascolare e
stimolano il rilascio ormonale.
Neuroipofisi
E bianca ed formata da assoni (fibre nervose) di neuroni, il cui soma si trova nei nuclei sopraot-
tico e paraventricolare dellipotalamo, ed per questo motivo che si presenta di colore bianco.
Produce ormoni come lossitocina e la vasopressina che vengono prodotti a livello del corpo cellu-
lare dei neuroni con secrezione a livello ipotalamico, e vengono poi trasportati con gli assoni alla
neuroipofisi, che il punto di rilascio degli ormoni. Lossitocina stimola le contrazioni uterine
mentre la vasopressina aumenta il riassorbimento dacqua e di sodio a livello dei tubuli renali (or-
mone antidiuretico).


Tiroide

E posizionata anteriormente nella parte bassa del collo, tra la quinta vertebra cervicale e la prima
toracica. E avvolta da una guaina resistente e da questa partono tralci fibrosi di legamenti, che col-
legano la tiroide alle cartilagini cricoidea e tiroidea della laringe, e agli anelli tracheali. E formata
da due lobi, destro e sinistro, che sono congiunti anteriormente e centralmente dallistmo. Un terzo
degli individui possiede un lobo piramidale, che decorre verticalmente verso lalto e giunge fino
allosso ioide. La tiroide applicata sui primi cinque anelli tracheali e ai lobi laterali, posteriormen-
te ha le paratiroidi, lateralmente c il fascio pascolo nervoso del collo.
La tiroide una ghiandola endocrina follicolare: sotto la guaina c una capsula sottile da cui si di-
partono setti di connettivo che dividono la ghiandola in lobuli. Allinterno i lobuli presentano una
determinata struttura follicolare poich allinterno vi sono delle strutture sferiche. I follicoli sono
attorniati da cellule follicolari, che sono cubiche e si dispongono in un unico strato, delimitando in
questo modo il lume del follicolo: queste cellule poggiano su una membrana basale e sono respon-
sabili in parte della produzione ormonale. Allinterno del follicolo c il colloide tiroideo, una so-
stanza gelatinosa che serve per il deposito dellormone, ed formata da una proteina iodata detta ti-
reoglobulina. Esiste un secondo tipo di cellule: essere sono le cellule parafollicolari che producono
gli ormoni. Tra i vari follicoli sono presenti spazi occupati da tessuto connettivo e allinterno di esso
decorrono i capillari sanguigni, i vasi linfatici e le terminazioni nervose.


Cellule follicolari
Producono al triiodiotironina (T3) e la tetraiodiotironina (T4). Lormone pi potente ed attivo il
T3, che dieci volte pi potente del T4; il T4 pu essere trasformato in T3 nel fegato per esempio.
Questi ormoni accelerano il metabolismo basale e svolgono un ruolo importante nella crescita so-
matica ed intellettiva. Le cellule follicolari assumono, tramite trasporto attivo, lo iodio sotto forma
di ioduro. Nella cellula lo ioduro viene ossidato a iodio, che viene trasportato allinterno del lume
del follicolo. Parallelamente la cellula follicolare produce la tiroglobulina (parte organica) e la ri-
versa nel follicolo: qui lo iodio si combina con la tiroglobulina, venendo cos a formare la tiroglo-
bulina iodata. Quando le cellule vengono stimolate a produrre ormoni, la tiroglobulina iodata viene
trasferita nella cellula con lendocitosi. Poi si ha lintervento dei lisosomi con lidrolisi di questo
precursore, che scindono la tiroglobulina iodata con la formazione di T3 e T4, i quali passano attra-
verso il torrente circolatorio per raggiungere i tessuti bersaglio.
Nella tiroide il deposito degli ormoni avviene fuori la cellula, anche se in genere lormone viene
immagazzinato in vescicole interne alla cellula. La secrezione di T3 e di T4 controllata
28
dalladenoipofisi, dallormone tireotropo TSH e dal sistema nervoso simpatico: questultimo stimo-
la la liberazione degli ormoni tiroidei, ma lo fa in misura minore rispetto al TSH. Negli effetti a
lungo termine, il controllo dato dallormone ipofisario.
Due sono le patologie associate: per quanto riguarda lipersecrezione c la tireotossicosi; per
liposecrezione c il mixedema nelladulto e il cretinismo nel bambino.


Cellule parafollicolari
Si possono trovare isolate o in piccoli gruppi allinterno del follicolo, pi precisamente allinterno
della membrana basale, senza mai raggiungere il lume del follicolo. Ci sono granuli secretori dove
immagazzinato lormone prodotto, che un polipeptide chiamato calcitonina. La secrezione con-
trollata dai livelli di concentrazione dello ione calcio: per esplicare la sua funzione ipocalcemica, la
calcitonina promuove il deposito di calcio nellosso, inibisce lescrezione renale di calcio e stimola
quella dei fosfati, attiva gli osteoblasti quiescenti e in questo modo v la formazione di una matrice
mineralizzata. Inoltre inibisce la secrezione gastrica e pancreatica, anche se di fatto il controllo
maggiore sulla concentrazione di calcio nel sangue dato dal paratormone.



Paratiroidi

Producono il paratormone e sono situate sulla superficie posteriore dei lobi della tiroide (sono quat-
tro, una per ogni lobo tiroideo).
Il paratormone ha effetto opposto alla calcitonina perch ipercalcemico, e quindi aumenta la con-
centrazione di calcio nel sangue; questo ormone attiva gli osteoblasti che demoliscono la matrice
ossea e si ha la mobilizzazione dello ione calcio.



Ghiandole surrenali

Sono retroperitoneali e si trovano in posizione anteriore e superiore di ciascun rene, sono addossati
alla parete addominale posteriore e non presentano un involucro peritoneale). Presentano un rive-
stimento di tessuto connettivo adiposo, che si trova anche nel rene. Sono in rapporto 1:30 per quanto
riguarda la dimensione rispetto al rene nelladulto, mentre nel neonato il rapporto 1:3. Il valore
cambia perch il rene si accresce mentre il surrene, almeno in parte, subisce un processo involutivo.
Il surrene ha la forma di una piramide appiattita frontalmente. Ciascun surrene avvolto da una
capsula fibrosa in collagene, robusta e spessa.
Allinterno della ghiandola c una zona pi esterna (corticale) e una pi interna (midollare).
La zona corticale la pi estesa e rappresenta l80%-90% della massa ghiandolare, mentre la mi-
dollare centrale occupa la restante porzione. Nella corticale vengono prodotti gli ormoni steroidei,
mentre nella midollare vengono prodotte le catecolamine. Il controllo della secrezione ormonale
diverso nelle due zone.


Zona corticale
Sono presenti ormoni steroidei che sono prodotti dal colesterolo. La produzione degli ormoni data
dallormone adrenocorticotropo, prodotto dallipofisi anteriore. Sono prodotti ormoni che regolano
il metabolismo del glucosio (carboidrati), delle proteine, del bilancio idrico salino.
La zona corticale divisa in tre porzioni:
zona glomerulare (15%): la pi esterna, sotto la capsula
29
zona fascicolata (78%): la pi vasta
zona reticolare (7%).

I nomi delle diverse zone derivano dal modo in cui si organizzano le cellule al loro interno: nella
glomerulare le cellule formano gomitoli; nella fascicolata ci sono cordoni rettilinei che
sintrecciano tra di loro.

Zona glomerulare
Le cellule producono mineralcorticoidi (ormoni), tra cui il pi abbondante laldosterone: control-
lano il bilancio di acqua e sodio e ne aumenta il riassorbimento a livello renale. Lo stimolo per la
produzione di mineralcorticoidi dato dallormone adrenocorticotropo, dallormone natriuretico
atriale, dallangiotensina II. Langiotensina II si forma in seguito alla liberazione di secrezione da
parte del rene.

Zona fascicolata
Produzione ormonale: glucocortisoidi (cortisolo).
Funzione: metabolismo di zuccheri, proteine e grassi, azione anti-infiammatoria.
Controllo della secrezione: ACTH.
Formata da cellule a cordoni, composte o da ununica cellula o da una coppia di cellule affiancate.
Nel citoplasma ci sono tante gocce lipidiche e qui vengono prodotti i glucocorticoidi, tra i quali il
pi abbondante il cortisolo. La secrezione controllata dallipofisi anteriore, dallipotalamo gra-
zie ai fattori dinibizione e rilascio (adenocorticotropo). I glucorticoidi favoriscono la glucogenesi,
ovvero la sintesi del glucosio, mentre diminuiscono la sintesi proteica ed inoltre svolta unazione
sui grassi, che vengono scissi in glicerolo e acidi grassi. Il glicerolo che si viene a formare, utiliz-
zato per la formazione di glucosio. Anche in terapia sono utilizzati, perch stabilizzano le membra-
ne dei lisosomi, e impediscono la liberazione da parte del lisosoma denzimi litici che provocano
linfiammazione.

Zona reticolare
Le cellule qui formano dei reticoli, e la produzione ormonale caratterizzata da piccole quantit di
androgeni.

Zona midollare
La produzione ormonale di adrenalina e noradreanalina, che sono contenute nei granuli delle
cellule. Queste due sono le catacolamine surrenaliche.
Il controllo della secrezione dato dal sistema nervoso simpatico, dove a livello della midollare,
giungono le fibre simpatiche che stimolano la produzione della catecolammina, tramite i nervi
splancnici. La funzione degli ormoni di aumentare la frequenza cardiaca e la pressione arteriosa;
aumenta il metabolismo e perci la mobilitazione degli zuccheri e degli acidi grassi, che prepara
lorganismo a far fronte a situazioni di emergenza.
Allinterno della midollare sono presenti cellule che producono adrenalina e noradrenalina, per le
quali ci sono due tipi di cellule: entrambe le due sostanze vengono prodotte dalla tirosina.
Ladrenalina prodotta in maggiore quantit, nella percentuale del 75% rispetto alla noradrenalina.
Esiste una differenza qualitativa sullazione delle sostanze: ladrenalina aumenta la frequenza e la
gittata cardiaca, oltre a ci raddoppia il metabolismo, mentre la noradrenalina determina una forte
vasocostrizione e perci aumenta la pressione arteriosa. Non viene prodotto solo nella midollare
ma anche a livello del sistema nervoso, dove un neurotrasmettitori.



30
Ovaie

Si trovano ai lati dellutero, nella piccola pelvi vicino alle pareti laterali. Producono i gameti fem-
minili e gli ormoni, quindi hanno funzione endocrina. Il controllo ormonale dato da FSH e LH,
che sono ormoni delladenoipofisi: sono rispettivamente lutenizzante e follicolo stimolante, e sono
controllati a loro volta dallipotalamo, da fattori di rilascio e di inibizione.
Le ovaie sono connesse tramite le tube uterine allutero, che si trova in posizione centrale. I due
ormoni di controllo vengono chiamati gonadotropine, e sono quindi lFSH e lLH. Le ovaie sono
retroperitoneali, quindi di trovano dietro il peritoneo e sono collegate alle strutture vicine da lega-
menti formati da peritoneo, e questi mantengono un grado di mobilit elevato. Essi sono:
il largo, che abbraccia lutero ed una piega peritoneale, che collega lutero e le ovaie alle
pareti pelviche (inferiori e laterali della piccola pelvi)
il legamento sospensore dellovaio, che una piega peritoneale, ovvero una porzione di pe-
ritoneo parietale che si piega, e collega lovaio al connettivo presente a livello del bacino
il mesovario, che si stacca dal legamento largo ed una piega peritoneale che si continua
nel legamento sospensore dellovaio
il legamento proprio dellovaio, che fibroso e collega lovaio con la porzione superiore
dellutero.
Grazie ai legamenti, le ovaie non sono fissate ma sono mobili.
Lovaio rivestito da epitelio che formato da cellule cubiche e delicate. Infatti i calcinali uterini
si sviluppano qui per degenerazioni delle cellule epiteliali. Sotto allepitelio c una tonaca fibrosa
abbastanza robusta e poi v linterno, diviso in una porzione corticale pi estesa, e midollare che
pi interna. Il confine tra le due zone non netto, il passaggio graduale.
Nella zona corticale ci sono follicoli in vari stadi di maturazione, e nei follicoli vengono prodotti i
gameti femminili. Fra i follicoli c lo stroma, costituito da un intreccio di fibre di collagene e cel-
lule fusiformi. La zona midollare formata da connettivo e dentro sono presenti vasi arteriosi e ve-
nosi.


Follicoli
Ne esistono di quattro tipi:
primordiali: sono presenti fin dalla nascita
primari: derivano dai primordiali che si evolvono
secondari o antrali: nel periodo dopo la pubert, dopo la secrezione dellormone follicolo
stimolante, ogni mese i primari si dividono in questo tipo di follicoli
maturi o di Graaf: derivano dai follicoli secondari e liberano il gamete femminile. In questo
processo di maturazione le dimensioni del follicolo aumentano.

Follicoli primordiali
Sono gli unici presenti al momento della nascita e sono circa 400.000. Allinterno presentano
loocita o cellula uovo, che bloccata nella profase della I divisione meiotica. Ciascun oocita ri-
vestito da cellule piatte disposte in un unico strato.

Follicoli primari
Hanno una dimensione maggiore dei follicoli primordiali. Le cellule di rivestimento cambiano di
dimensioni, da piatte diventano cubiche e si ha unipertrofia; c iperplasia da uno strato esse poi si
dividono in pi strati e prendono il nome di cellula granulosa. Nel follicolo primario le cellule fu-
siformi si organizzano intorno al follicolo stesso per formare due rivestimenti: la teca interna e
quella esterna. Attorno alloocita v la zona pellucida che formata da glicoproteine, ed un ri-
vestimento protettivo. Quando inizia la pubert, ad ogni ciclo c la secrezione dormone follicolo
stimolante e si conseguentemente si formano follicoli secondari ogni mese.
31

Follicoli secondari
La loro dimensione aumenta rispetto ai precedenti. Le cellule della granulosa producono il liquor
follicoli, un liquido formato da acido ialuronico e fattori di crescita, allinizio la quantit piccola.
Nel follicolo si forma un antro che contiene il liquor follicoli, ed per questo motivo che i follicoli
secondari sono anche denominati antrali. Attorno alloocita si forma un addensamento di cellule
della granulosa, che viene chiamato cumulo ooforo: quando c ovulazione la cellula uovo viene
espulsa dal follicolo, in parte assieme al cumulo. Le cellule della teca producono gli estrogeni, in-
dispensabili per spingere il processo verso la formazione del follicolo maturo.

Follicolo maturo
Un solo follicolo secondario, a cadenza mensile, diventa un follicolo maturo mentre tutti gli altri
degenerano. Una grossa entit sporge dallovaio, lantro si allarga e loocita si trova alla periferia.
Loocita termina la I divisione meiotica, che come risultato produce due cellule: una grande che
rimane in vita, ed una pi piccola che detta globulo polare, destinata a degenerare. La grande cel-
lula arriva alla metafase della II divisione meiotica, e qui si ferma in quanto essa sar completata
dopo la fecondazione. Mensilmente si ha un picco dellormone luteinizzante (LH) il follicolo matu-
ro si rompe per lassottigliamento della sua parete, e da esso viene espulsa la cellula uovo (ovula-
zione). La cellula uovo in questa fase e porta con s le cellule del cumulo ooforo, con il versamento
di una quantit di liquor follicoli. Il follicolo collassa, le teche si rompono e in quanto vascolarizza-
te, si ha una piccola emorragia: qui si trover anche un coagulo contenente anche liquor e cumulo,
che sar costituito da tessuto fibroso e in questo modo si forma il corpo luteo.
Allinterno del corpo luteo le cellule della teca e della granulosa si riempiono di gocce lipidiche e
diventano cellule luteiniche della granulosa che producono progesterone, e cellule della teca interna
che producono estrogeni. Il progesterone agisce sulla parete uterina e la modifica per accogliere
luovo fecondato: se c fecondazione il corpo luteo permane a causa del progesterone e successi-
vamente soppiantato dalla placenta (corpo luteo gravidico); se non c fecondazione, il corpo lu-
teo va incontro ad un processo degenerativo, viene infiltrato da macrofagi che fagocitano resti cel-
lulari e viene trasformato in tessuto fibroso e si forma una cicatrice detta corpus albicans.
La produzione ormonale delle ovaie varia:
estrogeni, prodotti a livello del follicolo, e servono per stimolare la proliferazione della cel-
lula della granulosa, quindi favoriscono la maturazione del follicolo e rendono sensibili le
cellule delladenoipofisi allazione delle gonadotropine, prodotte dallipotalamo
progesterone, una proteina regolatrice follicolare, che viene prodotta dal follicolo maturo
(dominante) e va ad inibire la maturazione di tutti gli altri follicoli
estrandiolo, che uninibina che limita lazione degli ormoni delladenoipofisi
relaxina, la quale viene prodotta a livello del corpo luteo gravidico, che rilassa il collo
dellutero ed importante durante il parto.













32





Lapparato urinario

Rene

E un organo retroperitoneale, addossato alla parete posteriore delladdome. I reni si trovano ai lati
della colonna vertebrale.
Hanno il compito di controllare la concentrazione dei soluti allinterno dei fluidi corporei, quindi
controllano il volume complessivo di fluido. Nei reni il sangue viene filtrato e viene eliminata
lacqua in eccesso e le sostanze inutili o dannose, come per esempio i prodotti finali del cataboli-
smo, soprattutto quello proteico (vedi urina, composta di urea e acido urico). I reni svolgono anche
una funzione di tipo endocrino, in quanto producono leritropoietina che stimola la produzione di
globuli rossi, e la renina che controlla la pressione arteriosa.
Il rene destro si trova leggermente pi in basso del rene di sinistra in quanto, sul rene di destra, c
il lobo destro del fegato che voluminoso. Rispetto alla linea mediana, il rene di sinistra pi vici-
no alla linea rispetto al rene destro. I reni si estendono dalla XII vertebra toracica alla III vertebra
lombare.


Superficie anteriore
Il rene di destra ha un rapporto con il surrene di destra e presenta una vasta area che in rapporto
col lobo destro del fegato; in rapporto anche con la parte discendente del duodeno ed inferior-
mente con la flessura colica di destra.
Il rene di sinistra ha rapporto con il surrene di sinistra, con la milza, col pancreas, con lo stomaco e
con la flessura sinistra del colon, nonch con le prime anse del digiuno, e tutto ci grazie
allinterposizione del peritoneo. Il duodeno in rapporto tramite il peritoneo parietale. Per larea
pancreatica non c contatto col peritoneo parietale.


Superficie posteriore
Prende rapporto con i muscoli della parete addominale posteriore.


Margine mediale
C una flessura profonda detta ilo, da cui entrano ed escono dotti importanti. V larteria renale
che entra, la vena renale che esce e un condotto dove viene raccolta lurina (pelvi renale) che si
continua con luretere, che veicola lurina alla vescica. Lilo si continua in una cavit ampia detta
seno renale, dove troviamo la pelvi renale che ha una forma scollegata, nella quale confluisce
lurina prodotta da ciascun rene. Alla pelvi poi confluiscono i calici maggiori e minori dove, anche
in questi viene convogliata lurina. I calici maggiori si formano dalla confluenza dei calici minori.
Ciascun rene rivestito da tre strati concentrici di tessuto connettivo:
capsula renale o tonaca fibrosa: pi interna, a contatto con la superficie del rene ed sot-
tile
capsula adiposa: attornia la capsula renale, di tipo strutturale ed un rivestimento protetti-
vo
33
fascia renale: pi esterna, ancora il rene alle strutture circostanti. E formata da un fogliet-
to anteriore e posteriore: essi si fondono a livello del polo superiore del rene ma sono aperti
inferiormente, e si continuano col tessuto connettivo sottostante. Il foglietto anteriore uni-
sce il rene con il peritoneo parietale, mentre il posteriore lo unisce ai muscoli del dorso, in
pratica della parete addominale posteriore. Conseguentemente il rene pu abbassarsi rispet-
to alle posizioni normali.

Linterno del rene diviso in due zone: midollare e corticale.
La zona midollare formata dalle piramidi renali o di Malpighi, e sono in un numero compreso da
5 a 14 in ogni rene: presentano la base verso la superficie del rene, lapice rivolto verso il seno
renale (interno). Lapice detto papilla renale e a questo livello presente unarea, detta cribrosa,
che ha dei forellini attraverso i quali, dei dotti raccolgono lurina e la riversano nei calici minori. Le
piramidi sono divise in una parte pi esterna (verso la base) e una parte pi interna, che volge verso
le papille renali.
La zona corticale circoscrive la zona midollare e viene divisa nelle colonne renali e negli archi cor-
ticali. Le colonne sono zone di corticale interposte tra due piramidi. Gli archi rappresentano la zona
corticale che si trova sotto la capsula fibrosa e copre la base delle piramidi. Allinterno degli archi
sono presenti i raggi midollari che sono formati da tubuli per la raccolta dellurina, che presentano
andamento rettilineo. Tra i raggi presente la parte convoluta, chiamata in questo modo perch al
suo interno si trovano tubuli che non hanno andamento rettilineo e corpuscoli renali.
Allinterno della corticale e della midollare ci sono i tubuli uriniferi, e sono nel numero di 1,5 mi-
lioni allinterno di ciascun rene. Ogni tubulo separato dallaltro da una piccola quantit di tessuto
connettivo dove decorrono vasi sanguigni e nervi.
Ciascun tubulo formato da due porzioni: nefrone e tubuli collettori. Il nefrone lunit filtrante,
inoltre secernente i poich proprio in questo punto si produce lurina. I tubuli collettori sono con-
dotti dentro ai quali lurina viene convogliata: passa dai calici minori ai maggiori, attraverso la pel-
vi renale giunge poi alluretere, per arrivare alla vescica.
Ciascun nefrone composto dal corpuscolo renale e dal tubulo renale. A livello del corpuscolo re-
nale c la filtrazione del sangue e si forma unurina molto diluita, detta pre-urina, che si presenta
in quantit molto elevate. Dopo essa passa nel tubulo dove viene concentrata per mezzo
dellassorbimento di acqua e sali, che ne riducono il volume.


Struttura del rene

A. Nefrone
Corpuscolo renale
glomerulo
capsula glomerulare
Tubulo renale
1. tubulo prossimale
2. tubulo intermedio
3. tubulo distale
B. Tubuli collettori


A. Nefrone

Corpuscolo renale: si trova a livello della corticale e fa parte del nefrone. Il corpuscolo renale
formato dal glomerulo e dalla capsula glomerulare. Il glomerulo un groviglio di capillari, e
questo avvolto dalla capsula. A livello di ciascun corpuscolo ci sono un polo vascolare e
34
un polo urinifero, che si trovano in posizioni opposte. Il polo vascolare il punto del corpu-
scolo in cui penetra larteriola afferente che fuoriesce a livello del polo vascolare. A livello
del polo urinifero parte il sistema dei tubuli.

o Glomerulo: formato da una rete di capillari che originano da unarteriola afferente, e si
risolvono in unarteriola efferente. E rivestito da endotelio fenestrato, con fori del dia-
metro di circa 70 nanometri, quindi il sangue viene filtrato in maniera grossolana.
Lendotelio poggia sulla membrana basale, ovvero una lamina basale formata da tre
strati. La lamina rappresenta il filtro pi importante perch presenta particolari caratteri-
stiche: molto spessa poich formata da tre strati, ed ricchissima di proteoglicani cari-
chi negativamente, perci funge da barriera elettrostatica.
Il glomerulo poi formato dal mesangio, che un tessuto connettivo che si trova inter-
posto tra i vari capillari ed composto dalla matrice e da una parte cellulare che costi-
tuita dalle cellule mesengiali. Esse producono la matrice perci hanno una funzione di
sostegno per il groviglio di capillari, hanno inoltre attivit contrattile e assomigliano ai
periciti, che contraendosi regolano il flusso allinterno dei capillari e conseguentemente
regolano la filtrazione; hanno unattivit di tipo fagocitario perch si ha una pulizia della
membrana basale, poich rimuovono i detriti che si depositano sulla superficie esterna
della membrana basale.

o Capsula glomerulare: va a contornare il gomitolo dei capillari. E formata da due fo-
glietti: uno esterno chiamato parietale e uno interno detto viscerale. Il foglietto viscerale
a stretto contatto con le anse dei capillari. Tra i due foglietti compreso uno spazio
urinifero, allinterno del quale viene versata la pre-urina, e si continua con i tubuli a li-
vello del poro urifinifero.
Il foglietto parietale rivestito da cellule appiattite, il viscerale formato dai podociti
che presentano estroflessioni protoplasmatiche chiamate pedicelli, i quali si adagiano
sulla membrana basale. Tra un pedicello e laltro ci sono spazi detti fessure di filtrazione
che sono parzialmente chiusi con dispositivi a diaframma, e lasciano passare solo so-
stanze di piccolo calibro. La barriera di filtrazione formata da endotelio, membrana
basale e fessure di filtrazione, che rappresentano un altro dispositivo dove passano so-
stanze con peso molecolare basso. Le proteine plasmatiche infatti non passano e riman-
gono nel sangue.

Tubulo renale: qui v il riassorbimento dacqua e di sostanze. E diviso in tre porzioni:

1. tubulo prossimale: rivestito da epitelio cubico con orletto a spazzola, che aumenta la su-
perficie grazie alla presenza di fessure intercellulari. La superficie rivestita di solchi e
quando la cellula vicina ad altre, le superfici ci compenetrano tra loro e si formano fessure
tra una cellula e laltra. A livello del tubulo prossimale viene riassorbita la maggior parte
delle sostanze: il 70% di sodio e acqua, con glucosio e amminoacidi

2. tubulo intermedio: a questo livello c la formazione di un gradiente osmotico tra linterno
del tubulo e lesterno, quindi tra ultrafiltrato ed interstizio renale. Il tratto discendente
permeabile allacqua e il tratto ascendente impermeabile: infatti nel primo tratto c diffu-
sione dacqua e nel secondo c diffusione di sodio e trasporto attivo di cloro. Nel discen-
dente si ha maggior concentrazione di sali nellintestino rispetto al tubulo, e lacqua segue in
gradiente osmotico abbandonando il tubulo e andando nella midollare. Aumenta la concen-
trazione del soluto nei tubuli e nellascendente linterno del tubulo iperosmotico rispetto
allesterno: in questo tratto il sodio diffonde nel tubulo allinterstizio verso gradiente, e in-
35
sieme c un fenomeno di trasporto attivo di cloro verso lesterno del tubulo. C perci
riassorbimento di acqua, con la sua diffusione fuori dal tubulo

3. tubulo distale: c diffusione dacqua e riassorbimento di sodio. Le membrane delle cellule
che rivestono il tubulo sono ricche di pompe per il sodio.

Il tubulo prossimale fa da seguito al corpuscolo renale ed formato da una porzione contorta, poi-
ch sinuoso, e da una porzione rettilinea.
Il tubulo intermedio, che fa seguito al prossimale, detto anche ansa di Henle, perch formato da
un braccio discendente che curva verso lalto e si continua in un tratto ascendente (forma di U).
Lansa si porta fino alla zona pi interna della midollare, per poi salire verso la midollare esterna.
A questansa, fa seguito il tubulo distale che ha una porzione rettilinea, poi una contorta e si riporta
in prossimit del corpuscolo renale, e sale poi allinterno della corticale.

B. Tubuli collettori
Servono per trasportare lurina verso i calici minori. Alla fine del tubulo distale c un piccolo tratto
chiamato tubulo di connessione, che serve da raccordo tra il tubulo distale e il dotto collettore, che
raccolgono lurina proveniente da pi nefroni e allinterno dei dotti si ha secrezione di potassio e
acidificazione delle urine. Alla fine i dotti collettori confluiscono per formare i dotti papillari che si
portano allapice delle piramidi, a livello della papilla renale, nellarea cribrosa e scaricano il conte-
nuto nei calici minori.


Interstizio renale
E presente tra i tubuli uriniferi, pi abbondante nella midollare. E formato da una matrice con-
tenente fibre di collagene e glicosaminoglicani: in questa porzione organica ci sono disperse le cel-
lule simili ai fibroblasti e producono la medullipina, che ha unazione vasodilatatrice e quindi agi-
sce sul flusso sanguigno allinterno del rene.


Controllo ormonale
La produzione durina e il riassorbimento di sodio e acqua, sono controllati da:
aldosterone, prodotto nella corticale del surrene: promuove il riassorbimento di sodio e ac-
qua
vasopressina, prodotto dalla neuroipofisi: aumenta il riassorbimento di sodio e acqua
peptide natriuretico atriale: stimola la produzione di acqua e aumenta la diuresi
che agiscono a livello del tubulo distale.


Vascolarizzazione
Il parenchima costruito attorno alla rete vascolare. Il rene irrorato dallarteria renale che penetra
nellilo. Dopo essere entrata, si divide in:
arterie interlobari, che decorrono tra le piramidi. Dopo che arrivano alla base della pi-
ramide formano le arterie arcuate
arterie arcuate, che sono a decorso trasversale alla base delle piramidi e parallele alla
superficie renale; da queste si originano le arterie interlobulari
arterie interlobulari con decorso verticale, ovvero verso la superficie della corticale, che
danno origine a due reti capillari.

36
C una prima rete capillare che costituisce il glomerulo, la quale si origina dallarteriola afferente
e finisce nellarteriola efferente: in questa prima rete avviene la filtrazione del sangue e la forma-
zione della pre-urina. Dallarteriola efferente si origina la seconda rete capillare che si trova vicino
al sistema tubulare e drena le sostanze riassorbite dal filtrato (acqua, sali, amminoacidi e glucosio).
Dalle arteriole efferenti si possono originare altri vasi detti vasa recta della midollare, che normal-
mente si formano da arteriole efferenti dei corpuscoli della corticale vicino alla midollare, cio da
glomeruli iuxtamidollari. Hanno un diametro non molto superiore a quello dei capillari e decorrono
allinterno della midollare. Allinterno dei vasa recta c il drenaggio di sostanze.


Apparato iuxtaglomerulare
La funzione ormonale del rene, oltre alla produzione deritropoietina, legata a questapparato. E
un insieme delementi vascolari e tubulari che si trovano in prossimit del polo vascolare del cor-
puscolo renale. Questo controlla la pressione arteriosa sistemica e la filtrazione glomerulare, grazie
alla produzione dellapparato.
E formato da varie cellule: le prime sono quelle della macula densa, che si trovano a livello del
tubulo distale e giunge in prossimit del polo vascolare del glomerulo: qui diventano pi sottili per
formare la macula densa, e presentano un nucleo colorato. Poi vi sono cellule iuxtaglomerulari, che
si trovano soprattutto lungo le pareti dellarteriola afferente. Il terzo tipo di cellule sono le extra-
glomerulari e si trovano nel triangolo compreso tra le due arteriole e il tubulo distale.
Il secondo e il terzo tipo di cellule funzionano da recettori perch sono sensibili alle variazioni del
flusso e della concentrazione del liquido contenuto nei tubuli; trasmettono poi le informazioni alle
cellule iuxtaglomerulari, che producono lormone renina, ad effetto locale o sistemico: localmente
agisce sul nefrone con effetto vasocostrittore, a livello sistemico attiva langiotensina II. La renina
ha azione enzimatica, langiotensina II un potentissimo vasocostrittore e stimola anche la produ-
zione daldosterone, quindi aumenta il riassorbimento dacqua e sodio, aumentando la pressione
arteriosa.
























37






Il sistema nervoso

Il sistema nervoso formato da ununit centrale, collegata per mezzo dei nervi alla periferia. Qui
vengono raccolte le informazioni provenienti dallambiente esterno, quali la sensibilit tattile, tecni-
ca e dolorifica; dallambiente interno vi sono gli stimoli provenienti dai recettori sui tessuti.
Le informazioni raccolte vengono convogliate attraverso i nervi periferici nel sistema nervoso cen-
trale, che la porzione elaborata: qui vengono integrate, elaborate le risposte, vengono poi portate
alla periferia grazie ai nervi periferici. Le risposte che giungono, per la maggior parte sono di tipo
motorio e vengono trasmesse alla muscolatura scheletrica liscia e alle ghiandole. La porzione affe-
rente trasporta le informazioni dalla periferia al sistema nervoso centrale, la porzione centrale di
lavorazione, e la porzione efferente elabora le risposte in uscita.
Il sistema nervoso viene diviso in:
o sistema nervoso centrale (SNC)
o sistema nervoso periferico (SNP)
o sistema nervoso autonomo (SNA),
che lavorano il correlazione.
I primi due sono detti sistemi della vita di relazione, in quanto controllano le nostre risposte in se-
guito a modificazioni dellambiente esterno.
Il sistema nervoso centrale formato dallencefalo e dal midollo spinale, che sono contenuti in
astucci ossei: lencefalo nella scatola cranica, e il midollo spinale nel canale vertebrale.
Il sistema nervoso periferico formato dai nervi cranici e spinali. I nervi cranici emergono a livello
dellencefalo, i nervi spinali si originano a livello del midollo spinale.

I nervi possono essere:
motori: trasportano le risposte alla periferia, quindi sono informazioni in uscita che vengono
convogliate su fibre efferenti
sensitivi: trasportano informazioni dalla periferia alla porzione centrale, quindi sono infor-
mazioni in entrata che viaggiano su fibre afferenti
misti: sono i pi comuni e sono composti da entrambe le componenti, sensitiva e motoria,
quindi sono formati sia da fibre afferenti ed efferenti.

Il sistema nervoso autonomo regola la funzione dei visceri e mantiene una situazione dequilibrio,
controllando i parametri interni dellorganismo, per il buon funzionamento dello stesso. Il SNA in-
terviene nel caso i parametri siano fuori dal range prestabilito.



Tessuto nervoso

Il tessuto nervoso formato da neuroni e nevroglia: questultima costituita da cellule di sostegno
che sono pi numerose dei neuroni e che li aiutano a svolgere la propria funzione.


38
Neurone
Le caratteristiche del neurone sono:
irritabilit: la capacit di rispondere a stimolazioni dintensit adeguata, che siano di natu-
ra chimica e fisica, generando di conseguenza un impulso elettrico. Il potenziale, grazie alla
conduttivit, viene trasmesso lungo il neurone e linformazione passa agli altri neuroni
conduttivit: la capacit di condurre limpulso nervoso non solo lungo la sua lunghezza,
ma anche agli altri neuroni.
I neuroni presentano caratteristiche strutturali che si ripetono, anche se ne esistono di vari tipi: dal
corpo cellulare, che tiene in nucleo, da cui si dipartono i dendriti, che rappresentano la parte recet-
trice del neurone, nella quale sono percepiti gli impulsi elettrici.Vi sono poi gli assoni, che durante
il loro decorso possono emettere delle fibre collaterali e terminano alla fine in ramificazioni, che
possiedono allestremo il bottone sinaptico. Sullassone viene trasmesso limpulso fino alle termi-
nazioni sinaptiche.
Il soma (corpo cellulare o pirenoforo) rifornisce i dendrite e il neurite di granuli e di macromoleco-
le. Nel citoplasma sono presenti i corpi di Nissl e dei granuli di pigmenti. I corpi di Nissl sono degli
aggregati ribosomiali, di reticolo endoplasmatico rugoso, che impartiscono al corpo cellulare un co-
lore grigiastro.
I dendriti rappresentano la porzione recettrice del neurone e la loro superficie rugosa, per la pre-
senza di spine.
Lassone (neurite o cilindrasse) emerge dal soma con una sporgenza detta cono di emergenza o
monticolo massonico. Durante il suo decorso emette rami collaterali e termina in numerose ramifi-
cazioni terminali (telodendro), ciascuna delle quali presenta un bottone sinaptico. Quindi con asso-
ne noi intendiamo tessuto nervoso.

Le sinapsi possono essere:
elettriche: sono poco diffuse nel sistema nervoso
chimiche:
o asso-dendritiche: tra dendrite e assone
o asso-somatiche: corpo cellulare
o asso-assonica: membrana assone.

Nel trasporto assonico (anterogrado e retrogrado) si ha il movimento dorganelli, nutrienti, neuro-
trasmettitori e sostanze di rifiuto, tra il corpo cellulare e i terminali sinaptici. La velocit di condu-
zione aumenta allaumentare del diametro dellassone.
La guaina mielinica serve per aumentare la velocit di conduzione e funziona come isolante, impe-
dendo la dispersione della corrente elettrica. Il rivestimento fornito da alcune cellule della nevro-
glia: dalle cellule di Schwann nel SNP, dagli oligodendrociti nel SNC. Le cellule di Schwann rive-
stono un solo assone, gli oligodendrociti rivestono pi assoni.
Per coprire un assone non basta una sola cellula, quindi tra due cellule ci sono due zone non rivesti-
te, che prendono il nome di nodi di Ranvier: sono molto importanti perch permettono una condu-
zione saltatoria, per cui le fibre conducono pi velocemente.
La depolarizzazione:
1. nei neuroni senza guaina mielinica, lapertura dei canali sodio avviene progressivamente,
con un processo che si ripete pi volte nella fibra
2. nei neuroni con guaina mielinica, lapertura dei canali sodio avviene solo in corrispondenza
dei nodi di Ranvier, quindi la conduzione veloce.

In base al numero di prolungamenti, i neuroni si possono classificare in tre categorie:
unipolari: sono dotati di un unico prolungamento che funziona sia da assone che da dendri-
te
bipolari: sono dotati di 2 prolungamenti, un assone e un dendrite
39
o oppositopolari: prolungamenti ai poli opposti del soma
o pseudopolari: dal soma si diparte un prolungamento che si biforca formando una T
multipolari: sono dotati di assone e numerosi dendrite
I tipo: assone molto lungo, per collegamenti a grandi distanze
II tipo: assone abbastanza corto, sono neuroni a circuito locale.



Da un punto di vista funzionale si dividono in:
sensoriali o afferenti: trasportano il segnale ai centri superiori
motori o efferenti: trasportano le risposte motorie in uscita
interneuroni: sono neuroni di collegamento, hanno assoni non molto lunghi.


Sostanza grigia
La sostanza grigia formata dai corpi cellulari dei neuroni, e sono i nuclei nel SNC, mentre sono i
gangli nel SNP.


Sostanza bianca
La sostanza bianca formata dagli assoni dei neuroni, si distribuiscono in modo che i neuroni con
funzione simile, si raggruppino nello stesso nucleo. E formata da assoni, quindi da fibre nervose e
si organizza in formazioni dette fascicoli o fasci.



Nevroglia o glia

Letteralmente significa colla del sistema nervoso in quanto formata da un insieme di cellule che
sono molto numerose e forniscono non solo sostegno meccanico, ma aiutano a svolgere la loro fun-
zione ai neuroni. Sono da cinque a dieci volte pi numerosi dei neuroni del sistema nervoso, e si di-
vidono in diversi tipi:
cellule di Schwann
oligodedrociti
microglia: singrandiscono e fagocitano
cellule ependimali: rivestono le cavit cerebrali
astrociti.

Gli astrociti hanno forma stellata, e svolgono parecchie funzioni:
a. costituiscono la barriera ematoencefalica, c un controllo pi stretto rispetto al resto
dellorganismo, che viene mantenuto stabile dalla barriera
b. allesterno il rivestimento endoteliali fa passare sostanze con elevato carattere idrofilo e
molecole liposolubili
c. sono in grado deliminare sostanze potenzialmente tossiche come potassio in alte con-
centrazioni, ma anche altri neurotrasmettitori che accumulati, possono essere tossici
d. immagazzinamento del glicogeno, che fonte di glucosio per i neuroni.




40





Sistema nervoso centrale



Midollo spinale Encefalo


Meningi
Sono tre membrane connettivali che avvolgono il sistema nervoso centrale e il tratto iniziale dei
nervi, anche quelli spinali.

1. Dura madre: la membrana pi spessa, fatta di connettivo fibroso denso. A livello del mi-
dollo spinale separata dal periostio per mezzo di tessuto adiposo. Nellencefalo:
a. formata da due lamine, quella pi esterna aderisce alla superficie dellosso
b. si solleva in pieghe che sono quattro:
i. falce del cervello: a livello pianomediano, la piega interposta tra i due emi-
sferi cerebrali
ii. falce del cervelletto: interposta tra i due emisferi del cervelletto
iii. tentorio del cervelletto: una piega perpendicolare rispetto alle altre due, di-
vide gli emisferi cerebrali che si trovano sopra, rispetto a quelli del cervellet-
to che si trovano sotto
iv. diaframma della sella: a coprire la sella turcica, dove ancorata lipofisi.
Le logge attribuiscono gli spostamenti delle varie parti dellencefalo

2. Aracnoide: nei seni venosi forma delle sporgenze dette villi aracnoidei, che drenano il liqui-
do cerebro-spinale. E una membrana pi sottile della dura madre e lo spazio subdurale lo
separa proprio da questa. Il liquido cerebro-spinale circola nello spazio subaracnoideo, ma lo
fa in maniera limitata, poich la quantit di liquido controllata

3. Pia madre: la pi sottile delle meningi, riccamente vascolarizzata e avvolge intimamente
il sistema nervoso centrale, seguendo solchi e fessure. In qualche punto scollata, e forma
due strutture:
a. plessi corioidei: producono liquido cerebro-spinale, sono ciuffi di capillari rivestiti
da cellule ependimali che sporgono a livello dei ventricoli cerebrali
b. tele corioidee.



Il midollo spinale

E la porzione di sistema nervoso centrale contenuta nel canale vertebrale; un cordone cilindrico
compatto, appiattito posteriormente.
Limite prostrale (superiore, dove inizia): a livello del piano trasversale e sotto al forame occipitale
(si continua con il bulbo).
41
Limite caudale (estremit inferiore): al livello della seconda vertebra lombare termina, assumendo
una forma conica da cui si diparte un filamento fibroso che sinserisce al livello del coccige poste-
riormente.

centralmente percorso dal canale ependimale
esternamente percorso da solchi
o mediano posteriore
o laterale anteriore
o laterale posteriore
esternamente percorso dalla fessura mediana anteriore.

Dai solchi laterali anteriori e posteriori emergono le radici anteriori dei nervi spinali, formate da as-
soni. Gli assoni delle radici che emergono dal solco laterale anteriore sono tutte fibre motrici che
veicolano gli impulsi effettori diretti alla muscolatura. Mentre gli assoni delle radici che emergono
dal solco laterale posteriore sono fibre sensitive attraverso cui giungono al midollo informazioni
sensitive dallesterno.
Le due radici si fondono per formare il nervo spinale di tipo misto. Prima che si origini il nervo spi-
nale lungo la radice posteriore presente un piccolo rigonfiamento detto ganglio spinale, agglome-
rato di soma presente al di fuori del sistema nervoso centrale, allinterno del quale sono presenti
neuroni a T (o pseudounipolari) che costituiscono i primi neuroni delle vie sensitive.

Nervi spinali
8 paia di nervi cervicali
12 paia di nervi toracici
5 paia di nervi lombari
5 paia di nervi sacrali
1 paio di nervi coccigei.

Sulla base di questa suddivisione, il midollo spinale pu essere diviso in tratti detti metameri o mie-
lomeri, dove ogni tratto costituisce una porzione di midollo che corrisponde ad un paio di nervi spi-
nali.
Il midollo spinale in sezione trasversale formato da:
internamente da sostanza grigia che ha una struttura a forma di H
esternamente da sostanza bianca, composta di assoni. Sulla superficie esterna del midollo
sono presenti solchi e fessure che dividono la sostanza bianca in 3 cordoni:
o anteriore
o laterale
o posteriore, che a sua volta si divide in due cordoni secondari
fascicolo gracile
fascicolo cuneato.
Al loro interno sono presenti fibre sensitive che trasportano informazioni di tipo tattile e infor-
mazioni provenienti dalla muscolatura liscia.


Sostanza bianca
E costituita da fibre nervose ed suddivisa in cordoni (anteriore, laterale e posteriore). Allinterno
dei cordoni, le fibre sono raggruppate in fascicoli.

Sostanza grigia
Ha la forma di H e presenta al centro un foro, una cavit che divide a met le due semilune della se-
zione trasversale detta canale ependimale che si continua con altre cavit. La sostanza grigia
42
composta da unit simmetriche unite dalla connessina grigia. Contiene poi i corpi cellulari dei se-
guenti neuroni, che si possono distinguere in tre tipi in base alle loro funzioni:
1. neuroni radicolari
2. neuroni funicolari o colonnari
3. interneuroni.

1. Neuroni radicolari: sono neuroni motori e le loro fibre formano le radici anteriori dei nervi
spinali:
somatomorori: muscolatura scheletrica volontaria
o gamma: piccoli e in numero minore
o alfa: pi numerosi e voluminosi
tonici lenti: innerva fibre ricche di mioglobina
fasici veloci: innervano fibre povere di mioglobina, quindi non durano nel
tempo
visceromotori: muscolatura liscia e ghiandole

2. Neuroni funicolari o colonnari: ricevono informazioni sensitive da neuroni del ganglio spi-
nale
somatosensitivi: informazioni dalla periferia corporea
viscerosensitivi: informazioni dagli organi interni.

Struttura della sostanza grigia
Ciascuna semiluna di sostanza grigia divisa in tre zone:
1. corno anteriore (somatomotore): neurone somatomotore, innerva la muscolatura schele-
trica
2. corno posteriore (sensitivo): neuroni somatosensitivi e viscerosensitivi, il quale assone
fuoriesce dal midollo spinale, si fa ascendere trasportando informazioni ai centri superio-
ri; forma la parte dei cordoni di sostanza bianca e si divide in:
a. base
b. collo
c. testa
3. grigio intermedio (visceromotore): innervano la muscolatura liscia e le ghiandole.
Lassone fuoriesce dal midollo spinale attraverso la radice anteriore fibre motrici.

In ogni zona, i neuroni svolgono la stessa funzione e sono organizzati in nuclei che estendendosi per
pi metameri formano colonne.
La testa del corno superiore ricoperta da:
sostanza gelatinosa di Rolando (sostanza grigia)
strato zonale di Waldeyer (sostanza grigia)
zona marginale (sostanza bianca).



Encefalo
tronco encefalico
o bulbo
o mesencefalo
o ponte

cervelletto

43
cervello
o diencefalo
o telencefalo.


Cavit del Sistema Nervoso Centrale dellEncefalo
IV ventricolo: si continua con il canale ependimale ed compreso tra il cervelletto in posi-
zione posteriore, e in posizione anteriore tra il bulbo e il ponte
acquedotto mesencefalico di Silvio
III ventricolo: si affaccia quasi tutto il diencefalo
ventricoli laterali: sono le pi grandi cavit dellencefalo


Tronco encefalico
in continuazione con il midollo spinale a livello del forame occipitale
si compone di
o bulbo
o mesencefalo
o ponte
facce
o ventrale: porzione inferiore
o dorsale: porzione superiore, si rivolge a cavit e ventricoli


Bulbo o midollo allungato
si estende fino al solco del bulbo pontino (nervo adducente VI)
anteriore alle cavit del IV ventricolo
continuazione del midollo spinale

Faccia ventrale
fessura mediana anteriore: ai lati sono presenti le piramidi
piramidi: sono due rilievi formati da fibre discendenti somatomotrici, che innervano la mu-
scolatura scheletrica. Ad un certo punto la fessura interrotta, ed avviene lincontro delle fi-
bre motrici: quelle di destra vanno a sinistra e viceversa e in tale punto avviene la decussa-
zione delle piramidi
solco laterale anteriore
nervo ipoglosso (XII)

Faccia laterale
solco posteriore laterale
nervi
o accessorio (XI)
o vago (X)
o glossofaringeo (IX)
o acustico (VIII)
o faciale (VI)

Faccia dorsale
la met superiore forma la parte del pavimento del IV ventricolo
44
la met inferiore presenta il solco mediano posteriore, ai lati del quale si trovano il fascicolo
gracile e il fascicolo cuneato, e i peduncoli cerebellari inferiori.


Sostanza bianca
E formata da tratti ascendenti e discendenti che connettono lencefalo al midollo spinale. Le fibre
nervose sono ascendenti e discendenti.


Sostanza grigia
E formata da:
stazioni intermedie (nucleo gracile e cuneato)
nuclei dei nervi cranici (dal XII al VIII)
nuclei autonomi che regolano le funzioni autonome vitali (centri cardiovascolari, del ritmo
respiratorio).


Ponte
esteso dal solco bulbo pontino
posto anteriormente al IV ventricolo
connesso al cervelletto dai peduncoli cerebellari medi

Faccia ventrale
solco basilare
nervo trigemino (V)

Faccia dorsale
Met superiore del pavimento del IV ventricolo.

Sostanza grigia
E formata da:
nuclei di nervi cranici (dal V al VIII)
nuclei che modificano lattivit dei centri respiratori del bulbo.















45




Mesencefalo

connesso al cervelletto dai peduncoli cerebellari superiori
esteso dal solco pontino al limite posteriore del corpi mammillari
percorso dallacquedotto di Silvio
interposto tra ponte e diencefalo.


Faccia ventrale
formata da due cordoni di sostanza bianca, detti peduncoli cerebrali,in quanto si conti-
nuano negli emisferi cerebrali
nervo oculomotore (III).


Faccia dorsale o lamina quadrigemina
E caratterizzata dalla presenza di 4 protuberanze:
2 tubercoli quadrigemini superiori, collegati ai corpi genicolati laterali (vie ottiche)
2 tubercoli quadrigemini inferiori, collegati ai corpi genicolati mediali (vie acustiche).

Dai quattro tubercoli partono dei rilievi affusolati detti bracci quadrigemini superiori ed inferiori.
Sono costituiti da sostanza bianca e assoni, e servono a collegare ciascun tubercolo ad altre strutture
dette corpi genicolati.


Sostanza grigia
nucleo rosso
nuclei di nervi cranici (dal III al IV)
sostanza nera: presenta allinterno dei corpi cellulari un accumulo di melanina.


Tronco cerebrale
Rispetto al midollo spinale, la sostanza grigia frammentata e vi sono zone in cui inframmezzata
alla sostanza bianca.
1. base o parte ventrale: formata dalle piramidi nel ponte: costituita dalla parete ventrale
2. tegmento o parte dorsale: formato da fibre discendenti, motrici, ma anche ascendenti, sia
motrici che sensitive. Vi sono anche nuclei dei nervi cranici e sostanza reticolare
3. sistema ventricolare
4. volta o tetto.


Sostanza reticolare
estesa dal midollo spinale al diencefalo
formata da una densa rete di fibre allinterno delle quali si trovano neuroni sparsi o rag-
gruppati in nuclei
elevato numero di sinapsi, quindi ampia diffusione e propagazione dellimpulso
46
contiene centri che regolano le funzioni vegetative
controlla lattivit dei nuclei dei nervi cranici, modula le attivit motrici riflesse ed coin-
volta nel ritmo sonno-veglia.

Cervelletto

E posto in posizione posteriore rispetto al tronco encefalico ed separato dal esso tramite interpo-
sizione della cavit del quarto ventricolo.

2 emisferi, destro e sinistro
1 verme
2 flocculi, che sono adagiati sulla superficie superiore dei due emisferi

Faccia inferiore
E alloggiata nelle fosse cerebellari dellosso occipitale.

Faccia superiore
E separata dagli emisferi cerebrali dal tentorio del cervelletto.

Ilo
Dallilo emergono le tre coppie di peduncoli cerebellari: quelli superiori sono uniti dal velo midolla-
re superiore, tra quelli inferiori teso il velo midollare inferiore.
I veli midollari formano la volta del IV ventricolo. Il cervelletto rivestito della corteccia cerebel-
lare (sostanza grigia) e allinterno vi si trova la sostanza bianca, che contiene quattro paia di nuclei:
1. nucleo del tetto
2. nuclei globoso ed emboliforme
3. nucleo dentato.

Corteccia cerebellare
strato profondo granulare, formato da piccoli neuroni nei quali terminano le fibre afferenti
al cervelletto
strato delle cellule del Purkinje, i cui assoni sono le uniche vie efferenti alla corteccia
stato superficiale o molecolare, costituite da cellule e fibre dassociazione.

Le afferenze possono arrivare al cervelletto e quando giunge un impulso alla corteccia cerebellare,
questo viaggia per mezzo degli assoni e pu:
a. scaricarsi sulle cellule del Purkinje, con una stimolazione di tipo eccitatorio
b. scaricarsi sulle cellule dei granuli e queste riconducono limpulso alle cellule del Purkinje,
con uno stimolo di tipo inibitorio.

Funzioni:
regola le attivit motorie e il tono muscolare
coordina lazione dei muscoli volontari
mantiene lequilibrio: riceve informazioni da diverse parti del corpo, soprattutto dalla mu-
scolatura, quindi sono informazioni propriocettive; riceve anche informazioni sulla posizio-
ne e movimenti della testa nello spazio.

Dal punto di vista funzionale, il cervelletto si divide in:
a. archicerebello: connesso allapparato vestibolare (nervo del tetto), regola lequilibrio con-
trollando la posizione e gli spostamenti della testa nello spazio
47
b. paleocerebello: regola il tono muscolare e la postura, riceve informazioni propriocettive,
nucleo globoso ed emboliforme
c. neocerebello: funzione legata alla corteccia cerebrale, controlla i movimenti dei muscoli vo-
lontari e semivolontari, e la coordinazione; presenta nucleo dentato.
Cervello

diencefalo
telencefalo

Diencefalo
E costituito da formazioni grigie separate da scarsa sostanza bianca. E quasi completamente av-
volto nel telencefalo, solo alcune parti, come lipotalamo, si possono osservare sulla faccia inferiore
del cervello (corpi mammillari, ipofisi, chiasma ottico).

Presenta cinque porzioni:
1. subtalamo: si trova in diretta continuazione con il mesencefalo, contiene formazioni come il
nucleo rosso e la sostanza nera
2. metatalamo: localizzato allestremit postero-inferiore del talamo, ed formato da
a. corpi genicolati mediali (vie acustiche)
b. corpi genicolati laterali (vie ottiche)
3. epitalamo: in corrispondenza della parete posteriore della volta del III ventricolo. Contiene
lepifisi o ghiandola pineale, che produce la melatonina
4. talamo: una delle porzioni pi importanti
5. ipotalamo: forma il pavimento e la parte inferiore delle pareti laterali del III ventricolo.


La sostanza grigia raggruppata intorno alla cavit del III ventricolo ed organizzata in tre strati:
a. periventricolare: fattori che regolano la secrezione delladenoipofisi
b. mediale: ipotalamo vegetativo propriamente detto, contiene i nuclei sopraottico e paraven-
tricolare
c. laterale: regola appetito e sete.

Ipotalamo
E il centro regolatore delle funzioni vegetative:
secrezione dormoni
controllo attivit ormonale degli organi endocrini
controllo dellattivit dei neuroni orto e parasimpatici
controllo dellattivit dei centri del tronco encefalico (cardiaco, respiratorio)
produzione demozioni e condotta comportamentale
regolazione della temperatura corporea.

Talamo
Sopra il solco ipotalamico v una formazione grigia pari, di forma ovoidale, le cui facce mediali
formano le pareti del III ventricolo.
Faccia superiore: si trova al di sotto del corpo calloso.
Faccia inferiore: si continua con lipotalamo.
Faccia laterale: confina con la capsula interna.
Faccia mediale: ponte di sostanza bianca.
Polo anteriore: delimita assieme al fornice il forame interventricolare, e serve per far comu-
nicare il ventricolo con i ventricoli laterali.
Polo posteriore-Pulvinar: sporge sopra i corpi genicolati.
48

E una stazione darrivo per le vie sensitive.


Telencefalo
E costituito dai due emisferi cerebrali, che sono separati dalla fessura interemisferica. La superficie
caratterizzata da scissure che delimitano i lobi:
frontale
parietale
temporale
occipitale
limbico
dellinsula.
I solchi, meno profondi, invece delimitano delle zone pi limitate dette circonvoluzioni o giri.

Faccia laterale
In questo punto sono presenti tre scissure:
1. la scissure di Silvio (laterale)
2. la scissura centrale di Rolando (centrale)
3. la scissura parieto-occipitale esterna.

Divaricando i margini della scissura di Silvio, possibile vedere il lobo dellinsula. Allinterno dei
lobi ci sono delle circonvoluzioni che assolvono diverse funzioni, e tra le pi importanti abbiamo:
a. circonvoluzione precentrale: appartiene allarea motrice primaria, esegue comandi motori
per la muscolatura scheletrica (area motrice I)
b. circonvoluzione postcentrale: appartiene allarea sensitiva primaria, e pervengono tutte le
informazioni legate alla sensitivit (area sensitiva I).

Faccia mediale
E presente il lobo limbico, formato dalla circonvoluzione ippocampica e da quella cingolata. Sono
presenti inoltre le scissure limbica, parieto-occipitale interna e calcarina.
Effettuando una sezione frontale degli emisferi, possiamo distinguere tre parti:
1. corteccia cerebrale, la parte pi esterna formata da sostanza grigia
2. centro semiovale, che pi interna della corteccia, ed composta di sostanza bianca
3. nuclei della base, che sono immersi nella sostanza bianca.

Nuclei della base
Sono delle formazioni pari di sostanza grigia e possiamo distinguere:
a. nucleo caudato: interposto nelle vie extraparietali ed composto da
o testa, abbastanza espansa
o corpo, che contorna il margine superiore del talamo
o coda, parte terminale che si forma dallassottigliamento del corpo
Il nucleo caudato si unisce al talamo per mezzo di filamenti di sostanza bianca.

b. nucleo lenticolare: formato da putamen e pallido, ed interposto nelle vie extrapiramidali

c. claustro: un nucleo nastriforme, ed in posizione laterale rispetto al nucleo lenticolare

d. amigdaloideo: interposto nelle vie olfattive.

Questi nuclei sono separati dalla sostanza bianca organizzata in capsule, che possono essere:
49
capsula interna: divide il talamo dal nucleo lenticolare e caudato, che si divide in due por-
zioni dette bracci anteriore e posteriore, unite dal ginocchio
capsula esterna: divide il claustro dal lenticolare
capsula estrema: divide il claustro dalla corteccia cerebrale e dal lobo dellinsula.

La corteccia cerebrale che riveste i due emisferi, pu essere divisa in:
neopallio: larea delle funzioni superiori, qui arrivano tutte le informazioni e partono ri-
sposte elaborate. Regola la vita di relazione e le risposte alle modificazioni esterne
archipallio: pu essere suddiviso in archicortex e paleocortex, controlla i comportamenti
istintivi ed connesso alle vie olfattive.

La corteccia cerebrale inoltre suddivisa in altri 6 strati:
1. strato molecolare: connessioni intercorticali
2. strato granulare esterno: ricezione da altre zone della corteccia
3. strato delle piccole piramidi: piramidale esterno, emissione verso le altre aree corticali
4. strato granulare interno: ricezione da zone extracorticali
5. strato delle grandi cellule piramidali: piramidale interno, emissione verso strutture sottocor-
ticali
6. strato delle cellule puntiformi: strato fusiforme, connessioni interemisferiche.

Tra gli strati decorrono fibre nervose con andamento parallelo alla superficie (strie). In base alla
presenza degli strati, si possono avere tre tipi di corteccia:
a. allocortex: formata da 2 o 3 strati a struttura elementare
b. isocortex: formata da 6 strati ben distinti, ed suddivisa in
o omotipica: gli strati sono in uguale proporzione tra loro; questo tipo di corteccia si
trova nelle aree associative, nelle quali arrivano un gran numero di informazioni, e
che hanno il compito di ricevere informazioni e di integrarle tra loro
o eterotipica: si trova nelle aree sensitive o motorie; definita eterotipica perch dei 6
strati presenti, alcuni predominano su altri
granulare: strati con granuli predominanti (II e IV)
agranulare: predominanti negli strati le cellule piramidali, quindi tipica del-
le aree motrici.
c. mesocortex: tipo misto.

Sostanza bianca
E formata dal centro semiovale e dal sistema di capsule. Contiene fibre:
di protezione (afferenti ed efferenti)
dassociazione (intraemisferiche)
commessurali (interemisferiche), che decorrono nelle formazione interemisferiche e restano
allinterno dello stesso emisfero

o corpo calloso: la faccia superiore ricoperta da un sottile strato di sostanza grigia
(indisium griseum), che fa parte dellippocampo dorsale

o fornice: posto sotto al corpo calloso, formato da un corpo centrale dal quale si stac-
cano posteriormente due pilastri (ippocampo ventrale) e due colonne (corpi mammil-
lari dellencefalo)

o commessura anteriore: come il fornice, connette aree corticali che fanno parte
dellarchipalio. Si presenta con misure minori rispetto a fornice e corpo calloso, un
cordone teso fra i due emisferi.
50




Il sistema nervoso: sistema somatico e il sistema viscerale


Funzioni del sistema nervoso

Il sistema nervoso presenta due funzioni principali:
1. somatiche: servono a regolare le reazioni dellorganismo in risposta alle modificazioni, so-
prattutto a livello dellambiente esterno ed interno
2. viscerali: controlla tutti i parametri interni allorganismo, ed cio adibito al mantenimento
dellomeostasi, ovvero al mantenimento allinterno dellorganismo delle condizioni adegua-
te alla vita.

Per esplicare queste due funzioni, si utilizzano due tipi di sistemi:
1. somatico
2. viscerale.
Entrambi i sistemi contengono poi:
a. vie efferenti (sempre motrici), che trasportano i comandi in uscita dallencefalo
b. vie afferenti (sempre sensitive), che trasportano segnali in entrata dallencefalo.


Sistema somatico

Vie motrici, in uscita: dette vie somatomotrici, inviano i comandi di movimento alla muscolatu-
ra scheletrica
Vie sensitive, in entrata: dette vie somatosensitive, trasportano due tipi di informazioni:
esterocettive: legate alla sensibilit esterocettiva, che superficiale, raccolta a livello
della cute, che fornisce informazioni di tipo tattile, termico, e dolorifico
propriocettive: legate alla sensibilit propriocettiva, che profonda, poich le informa-
zioni vengono raccolte a livello dei muscoli e delle articolazioni.
Tutte queste informazioni riguardano la posizione del corpo nello spazio.


Sistema viscerale

Linsieme delle vie visceromotrici e viscerosensitive, va a formare il sistema nervoso autonomo.

Vie motrici, in uscita: dette vie visceromotrici, sono vie efferenti che trasportano i comandi di
movimento alla muscolatura liscia (parete organi interni, vasi sanguigni) e alle ghiandole
Vie sensitive, in entrata: dette vie viscerosensitive, trasportano informazioni legate alla sensibi-
lit enterocettiva, poich le informazioni vengono raccolte a livello dei visceri (p.e. esten-
sione della parete di un organo).

Ciascuna delle vie, sia del sistema somatico che del sistema viscerale, formata da una catena di
neuroni, il cui numero va da un minimo di due ad un numero indefinito. Essi decorrono in parte
allinterno del sistema nervoso centrale e in parte anche allinterno dei nervi periferici.
Esempi sono la sensazione dolorifica, raccolta a livello cutaneo, decorre allinterno di un nervo spi-
nale, entra nel midollo e da qui giunge allinterno del nevrasse. Il comando motorio invece, viene
51
elaborato a livello della corteccia cerebrale, viene poi trasportato per mezzo di assoni allinterno del
sistema nervoso centrale, e innerva il muscolo con un nervo spinale.


Il sistema somatico

Vie somatomotrici

Si possono dividere in due sistemi:
piramidale
extrapiramidale.


Sistema piramidale

Il sistema piramidale costituito da fibre che terminano a livello della muscolatura striata e vanno a
comandare i movimenti volontari. Le vie che lo costituiscono, collegano la corteccia motrice con i
neuroni somatomotori che possono essere localizzati nel midollo spinale o nel tronco encefalico.
In base a questa distinzione si possono individuare due vie:

a. via cortico spinale: se i neuroni somatomotori sono localizzati nel midollo spinale. E anche
detta fascio piramidale perch le sue fibre passano attraverso le piramidi, che sono dei rilie-
vi a livello del bulbo. La radice cortico deriva dal fatto che parte dalla corteccia

b. via cortico nucleare: se i neuroni somatomotori si trovano a livello del tronco encefalico, nei
nuclei dei nervi cranici. E anche detta fascio genicolato perch le sue fibre passano attra-
verso il ginocchio della capsula interna, che divide il talamo dal nucleo caudato e lenticola-
re.

Tutte le vie del sistema piramidale sono bineuroniche, cio formate da due neuroni:

Primo neurone: ha una localizzazione comune per entrambe le vie, si trova nel 5 strato della
corteccia prerolandica, dove sono presenti le cellule piramidali giganti, i cui assoni proietta-
no le informazioni al di fuori dellencefalo
Secondo neurone: ha una localizzazione diversa a seconda della via. Anche in questo caso, tanto
pi fine la prestazione motoria che il segmento corporeo pu eseguire, tanto maggiore il
numero di neuroni che controllano questo segmento a livello della corteccia.


Via corticospinale
Lassone del primo neurone fuoriesce dalla corteccia cerebrale passando per il braccio posteriore
della capsula interna. Successivamente decorre lungo il mesencefalo a livello dei peduncoli cerebra-
li (che contengono tutte le fibre motrici), attraversa il ponte e decorre nel bulbo a livello delle pira-
midi. Le piramidi sono separate da una fessura che sinterrompe in un certo punto: tale interruzione
detta decussazione delle piramidi, e a questo livello le fibre sincrociano, facendo passare quelle
di destra a sinistra e viceversa. Infine la fibra scende del midollo spinale, dove entra in sinapsi con il
secondo neurone. Lassone del primo neurone molto lungo, pu arrivare fino a 1m.
Il secondo neurone si trova nella sostanza grigia del midollo spinale, a livello del corno anteriore.
Lassone del secondo neurone fuoriesce dal midollo spinale attraverso la radice anteriore e raggiun-
ge il territorio dinnervazione. Qui lassone termina con un dispositivo detto placca motrice a livel-
lo del quale, al giungere dellimpulso, vengono liberate delle sostanze.
52




Via corticonucleare
Lassone del primo neurone fuoriesce dalla corteccia passando attraverso la capsula interna a livello
del ginocchio, e sinterrompe a livello del tronco encefalico, nei nuclei somatomotori dei nervi cra-
nici, dove v il secondo neurone. Infine lassone del secondo neurone raggiunge il territorio
dinnervazione decorrendo in un nervo cranico.


Sistema extrapiramidale

Affianca il sistema piramidale e ha la funzione di controllare e modulare la sua attivit:
regola la motilit volontaria, cio tutti i quei movimenti comandati dal sistema piramidale
responsabile dellesecuzione dei movimenti automatici e semivolontari, cio quei movimenti
daccompagnamento del gesto volontario, che molto spesso sono pi numerosi del movi-
mento volontario stesso.


A differenza del sistema piramidale, formato da vie polineuroniche, formate da un numero non
precisato e non fisso di neuroni.

Nel nevrasse ci sono vari centri extrapiramidali:

Aree corticali extrapiramidali
Sono molto pi estese rispetto allarea piramidale a livello della corteccia (9:1), e ci do-
vuto al fatto che i movimenti che accompagnano un gesto volontario sono molto pi nume-
rosi rispetto al movimento volontario stesso.
Funzioni:
modulano lattivit delle cellule piramidali e di conseguenza anche lattivit della
corteccia prerolandica in cui si trovano. Le aree extraparietali che svolgono tale fun-
zione sono dette aree soppressorie.
Esempio: dallarea soppressoria 4s parte un impulso che viene trasportato da varie
fibre nervose e passa attraverso il nucleo caudato pallido per giungere infine al tala-
mo. A livello di ognuna di queste strutture c una sinapsi tra la fibra nervosa e il
neurone, questa sar perci una catena polineuronica formata da 4 neuroni.
Limpulso dal talamo viene trasmesso allarea motrice primaria ( 4), su cui avr
unazione inibitoria. Tale via detta cortico perch parte dalla corteccia, strio perch
passa per il nucleo striato e corticale perch termina a livello della corteccia.
Dallarea motrice primaria si dipartono delle fibre dette parapiramidali, perch de-
corrono affiancate alle fibre piramidali (sia spinale che nucleare). Esse andranno a
trasmettere limpulso ai neuroni somatomorori nel corno anteriore

alterare lattivit dei motoneuroni inferiori, cio il secondo neurone delle vie corticospi-
nale e corticonucleare) direttamente, o tramite stazioni intermedie sottocorticali.

Perci i messaggi che partono dalle aree extrapiramidali o agiscono sulla corteccia motrice
primaria (a livello del primo neurone) o agiscono sul secondo neurone.

o Strutture sottocorticali extrapiramidali
53
Sono nucleo striato (formato da nucleo caudato e una porzione del lenticolare), sostanza ne-
ra, nucleo rosso e nuclei reticolari bulbari e pontini (cio sostanza reticolari che si trovano
sia a livello del ponte che del bulbo).
Le aree corticali extrapiramidali che alterano lattivit del secondo neurone, sono dette aree
del sistema cortico-sottocorticale. Da queste aree partono fibre che fuoriescono dalla cortec-
cia e si portano alle formazioni sottocorticali extrapiramidali (nucleo striato, sostanza nera..),
dove entrano in sinapsi con un altro neurone. Da queste formazioni si dipartono poi altre fi-
bre raggruppate in fasci, che prendono il nome dal punto di partenza e di arrivo delle fibre.
P.e. se ha inizio nel nucleo rosso sar rubico spinale, che andranno a scaricarsi direttamente
nei neuroni somatomotori.


Circuito nervoso tra corteccia cerebrale neocerebello corteccia extrapiramidale

La funzione del neocerebello quella di controllare la motilit volontaria. Esso svolge questa fun-
zione perch ad esso giungono vari tipi dinformazione che provengono tutte da zone corticali:
o dalla corteccia frontale: giungono informazioni sui movimenti previsti
o dalla corteccia parietale e temporale: giungono informazioni di tipo sensitivo (acustiche,
visive) sulla rappresentazione del nostro corpo nello spazio.

Il meccanismo di questo circuito il seguente: dalla corteccia cerebrale parte una fibra diretta al
cervelletto, in particolare al neocerebello, che elabora una risposta allo stimolo ricevuto. Attraverso
delle fibre delle cellule del Purkinje, lunica via efferente del cervelletto, tale risposta viene inviata
ai nuclei profondi del cervelletto, a livello dei quali avviene la sinapsi. Successivamente dai nuclei
profondi si origina unaltra fibra che fuoriesce dal cervelletto attraverso i peduncoli cerebellari e
trasporta linformazione al talamo e alle aree corticali extrapiramidali, che possono essere aree sop-
pressorie, o aree del sistema cortico-sottocorticale, che vanno ad agire sui neuroni somatomotori.



Vie somatosensitive

Trasportano informazioni legate a due tipi di sensibilit:
1. esterocettiva
2. enterocettiva.


Sensibilit esterocettiva

La sensibilit esterocettiva di tipo superficiale, viene raccolta a livello della cute. La cute racco-
glie a sua volta le informazioni sensitive in maniera differenziale: nelle varie parti della cute ci sono
diversi tipi di recettori che captano diverse informazioni:
o a livello dellepidermide, vengono recepiti stimoli tattili e dolorifici
o a livello del derma sono presenti recettori che captano informazioni legate alla temperatura,
vi un recettore sensibile al caldo e uno al freddo
o a livello dellipoderma, sono presenti recettori che vengono attivati dal stimoli pressori ab-
bastanza sostenuti.

Nella sensibilit esterocettiva vengono distinte due vie:

54
a. via protopatica: trasporta informazioni di tipo tattile, termico e dolorifico. E una sensibilit
di tipo grossolano perch non ben localizzata, e le informazioni vengono trasportate ai
centri superiori attraverso fibre molto sottili, dotate di guaina mielinica molto scarsa, e ci
comporta una lenta trasmissione dei segnali

b. via epicritica: una sensibilit pi fine, pi discriminata, bel localizzata. Le informazioni
vengono trasportate attraverso fibre pi grosse, dotate di guaina mielinica, perci il segnale
giunge ai centri superiori molto pi velocemente.

Entrambe le vie esterocettive sono formate da una catena di tre neuroni:

1) Primo neurone o protoneurone: il suo corpo cellulare si trova sempre in un ganglio, un am-
masso di cellule nervose che si trova fuori dal nevrasse
o se la via decorre parzialmente allinterno di un nervo spinale, allora il soma si trova in un
ganglio spinale, che si trova lungo la radice posteriore del nervo spinale
o se la via decorre parzialmente allinterno di un nervo cranico, allora il soma si trova in
un ganglio sensitivo.

Il protoneurone sempre un neurone a T:
o un ramo raccoglie lo stimolo dalla periferia
o laltro entra allinterno del nevrasse e decorre o in un nervo spinale o in un nervo
cranico.

2) Secondo neurone: lassone del primo neurone entra successivamente in sinapsi con il secon-
do neurone, detto anche deutoneurone, che sempre allinterno del nevrasse, il cui soma
pu trovarsi:
o nel corno posteriore della sostanza grigia del midollo spinale, se la via decorre par-
zialmente in un nervo spinale
o in un nucleo del tronco encefalico, se la via decorre parzialmente in un nervo crani-
co.

3) Terzo neurone: lassone del secondo neurone ascende lungo il nevrasse ed entra in sinapsi
con il terzo neurone, che si trova sempre nel talamo, che una stazione darresto delle vie
sensitive. Successivamente lassone del terzo neurone si proietta nelle aree sensitive della
corteccia cerebrale.
Le vie esterocettive possono essere:
o midollari: se decorrono parzialmente in un nervo spinale
o troncali: se decorrono parzialmente in un nervo cranico.


Tre delle vie midollari esterocettive sono:
o via spinotalamica laterale
o via spinotalamica anteriore
o via dei cordoni posteriori.

Via spinotalamica laterale
E una via protopatica, detta anche via della temperatura e del dolore, poich veicola la sensibilit
termo-dolorifica.
Il primo neurone si trova nel ganglio spinale, un neurone a T, in un cui un prolungamento termina
in un territorio cutaneo e laltro, attraverso la radice posteriore del nervo spinale, giunge al corno
posteriore della sostanza grigia del midollo.
55
Entra cos in sinapsi con il secondo neurone, che si trova appunto nel corno posteriore. Lassone del
secondo neurone si fa controlaterale, e passa nella met opposta del midollo spinale, posizionandosi
a livello del cordone laterale: si forma un fascicolo, detto fascicolo spinotalamico laterale, che
ascende lungo il nevrasse e termina in sinapsi con il terzo neurone, che si trova nel talamo.
Il terzo neurone successivamente si proietta a livello della corteccia cerebrale.

Via spinotalamica anteriore
E una via protopatica tattile. Il decorso dei tre neuroni praticamente uguale a quello della via spi-
notalamica laterale, con lunica differenza che linformazione tattile.

Via dei cordoni posteriori
E una via epicritica ma anche propriocettiva. Presenta delle analogie con le altre due vie per quanto
riguarda la localizzazione del primo e del terzo neurone, ma cambia la localizzazione del secondo
neurone.
Il primo neurone si trova sempre in un ganglio spinale ed a T, il cui prolungamento centrale, una
volta entrato nel midollo spinale, non si arresta ma ascende lungo questa struttura attraverso il cor-
done posteriore, che si divide nei fascicoli gracile e cuneato.
Lassone giunto a livello del bulbo, entra in sinapsi con il secondo neurone, che si trova appunto nel
bulbo e in particolare a livello del nucleo gracile e cuneato. Il suo assone giunge poi a livello del ta-
lamo, dove si trova il terzo neurone, il cui assone si proietta a livello della corteccia cerebrale.

A livello della corteccia cerebrale, le aree sensitive sono localizzate nel lobo parietale:
o area sensitiva primaria: corrisponde alla circonvoluzione postrolandica, a questo livello
giungono tutte le informazioni sensitive
o serie di aree associative: ricevono informazioni dallarea sensitiva primaria e da altre aree
della corteccia. Hanno la funzione di interpretare le informazioni ricevute.
Grazie a queste aree, lorganismo in grado di riconoscere un oggetto ad occhi chiusi o conoscere
la posizione del corpo senza lausilio della vista. A livello della corteccia sono rappresentati i vari
segmenti corporei. La grandezza dellarea della corteccia destinata a ricevere segnalazioni (interpre-
tare stimoli) da un determinato segmento corporeo, dipende dal numero di recettori (esterocettori)
presenti in quella determinata zona dellorganismo. P.e. la mano e la faccia, essendo zone pi sensi-
bili dellorganismo rispetto alla gamba, hanno una rappresentazione a livello corticale molto eleva-
ta.


Sensibilit propriocettiva

La sensibilit propriocettiva una sensibilit profonda, raccolta a livello dei muscoli e delle artico-
lazioni, che raccoglie informazioni riguardo la posizione o il cambiamento di posizione di un de-
terminato segmento corpo, in generale riguardo le variazioni statico-dinamiche dellapparato loco-
motore.
Vi sono vari tipi di recettori che raccolgono queste informazioni, che in generale vengono detti pro-
priocettori:
o possono essere recettori abbastanza semplici, sensibili alle variazioni di pressione, come
quelli presenti nellipoderma
o possono essere recettori specifici come:
fusi neuromuscolari: si trovano a livello delle fibre muscolari scheletriche e vengono
attivati quando il muscolo si rilassa
corpuscoli organo-tendinei: si trovano nel punto di confine tra muscolo e tendine, e
vengono attivati quando il muscolo si contrae, quindi lo stimolo opposto a quello
dei fusi neuromuscolari.
56

Le vie propriocettive si dividono in due categorie:
a. coscienti: inoltrano la loro informazione alle aree corticali e sono rappresentate dalla via dei
cordoni posteriori, formata da tre neuroni

b. incoscienti: non giungono a livello corticale ma inoltrano la loro informazione alla corteccia
del cervelletto: tali vie sono bineuroniche perch formate da due neuroni:
Primo neurone, si trova:
o in un ganglio spinale se la via decorre parzialmente allinterno di un nervo spinale
o in un ganglio sensitivo se la via decorre parzialmente allinterno di un nervo cranico.
Il primo neurone sempre a T, in cui il prolungamento periferico raccoglie lo stimolo
dalla periferia, e il prolungamento centrale penetra o a livello del midollo spinale o nel
tronco encefalico, dove entra in sinapsi con il secondo neurone.
Secondo neurone, si trova:
o nel corno posteriore del midollo spinale se la via decorre parzialmente allinterno di
un nervo spinale
o nel nucleo di un nervo cranico contenuto nel tronco encefalico, se la via decorre par-
zialmente allinterno di un nervo cranico.
Lassone del secondo neurone attraverso i peduncoli cerebellari entra nel cervelletto e va
a finire a livello del paleocerebello, dove linformazione viene elaborata e trasmessa at-
traverso lassone delle cellule del Purkinje. Esistono due vie:
a. spinocerebellare dorsale: trasporta le informazioni propriocettive che proven-
gono dal tronco
b. spinocerebellare ventrale: trasporta le informazioni propriocettive che pro-
vengono dagli arti.
Perch tale risposta giunga alle strutture esterne del cervelletto, lassone delle cellule del
Purkinje entra in sinapsi con un altro neurone a livello dei nuclei profondi del cervellet-
to. Successivamente lassone di questo neurone fuoriesce dal cervelletto attraverso i pe-
duncoli cerebellari e si arresta a livello del nucleo rosso del mesencefalo, dove entra in
sinapsi con un altro neurone. Dal nucleo rosso, linformazione pu seguire due vie:
a. pu essere trasmessa al midollo spinale, e da qui ai neuroni somatomotori, che
determinano la contrazione muscolare, infatti il paleocerebello ha la funzione di
controllare il tono muscolare
b. pu essere rimandata al talamo e da qui rimandata alla corteccia.

















57




Il sistema viscerale

Il sistema viscerale detto anche autonomo o vegetativo, e ha il compito di mantenere allinterno
dellorganismo una condizione dequilibrio, cio di mantenere entro un determinato intervallo certi
parametri, ovvero mantenere lomeostasi. P.e. la temperatura corporea deve essere mantenuta intor-
no ai 37 C; se per qualche motivo dovesse aumentare o diminuire troppo, v un sistema che in via
automatica (cio senza passaggi coscienti) e velocemente, la riporta al valore di 37C. Come la
temperatura, vi sono altri parametri che devono essere mantenuti costanti come il pH, la concentra-
zione dello ione calcio, la concentrazione di glucosio nel sangue.

Il sistema viscerale composto da:
a. vie afferenti
o viscerosensitive o enterocettive

b. vie efferenti
o visceromotrici, che vanno ad agire sulla muscolatura liscia e sulle ghiandole, e si di-
vidono in
vie che appartengono al sistema ortosimpatico
vie che appartengono al sistema parasimpatico.


Struttura generale di un meccanismo omeostatico

Il meccanismo omeostatico formato da tre componenti principali:
1. rivelatore: misura un determinato parametro, e una volta compiuta la misurazione invia
linformazione al centro di controllo
2. centro di controllo: svolge due azioni
a. confronta linformazione con i valori prefissati e se i due parametri coincidono, allo-
ra non succede nulla
b. se il valore misurato si discosta da quello ideale, allora elabora una risposta che vie-
ne inviata alleffettore
3. effettore: elabora unaltra risposta che si oppone allo stimolo ricevuto (che lha provocata).

Anche il sistema viscerale ha questo tipo di funzionamento:

1. rivelatore: costituito da
a. recettori, che misurano il valore del parametro
b. vie viscerosensitive.

Le vie viscerosensitive trasportano le informazioni legate alla sensibilit enterocettiva, e
sono vie polinucleate, formate da un numero imprecisato di neuroni, sicuramente supe-
riore a tre. Le informazioni enterocettive sono raccolte a livello dei visceri (organi inter-
ni) e a livello della parete dei vasi sanguigni. Gli stimoli sono abbastanza vari:
o insufficiente apporto di ossigeno agli organi
o distensione o contrazione eccessiva della parete di un organo
o aumento dellacidit gastrica
o dilatazione di un vaso sanguigno.
58
Tali stimoli non vengono recepiti da recettori, ma da terminali liberi generati dallo
sfioccamento della fibra nervosa in periferia. Tali terminali hanno una soglia di eccita-
zione elevata, perch vengano attivati lo stimolo deve essere di forte intensit.


I primi tre neuroni di queste vie polineuroniche si trovano:
1) Primo neurone: si trova sempre in un ganglio spinale, lungo la radice posteriore
del nervo spinale. E un neurone a T, un ramo raccoglie lo stimolo dalla periferia,
laltro entra nel midollo spinale attraverso la radice posteriore
2) Secondo neurone: si trova sempre nel corno posteriore della sostanza grigia del
midollo spinale. Il suo assone ascende lungo il midollo spinale per pochi mielo-
meri, e rientra nella sostanza grigia a livello del corno posteriore, dove entra in
sinapsi con un altro neurone. Ci si ripete pi e pi volte lungo il midollo spina-
le, dando origine ad una via polisinaptica che si continua a livello della sostanza
reticolare, arriva fino al diencefalo, ed infine linformazione viene proiettata:
o nella maggior parte dei casi nellipotalamo, che costituisce il centro vege-
tativo per eccellenza
o raramente alla corteccia cerebrale, e lo stimolo assume cos uno stimolo
cosciente.
Essendo vie costituite da un gran numero di sinapsi intermedie, linformazione viene tra-
sportata abbastanza lentamente.

2. centro di controllo: formato dal sistema limbico, che composto da varie formazioni:
o lobo limbico (formato da due circonvoluzioni)
o alcuni nuclei del talamo
o ipotalamo
o regioni della sostanza reticolare e del tronco
o formazioni interemisferiche archipaliali (fornice e commessura anteriore)
o nuclei amigdaloidei (nuclei della base)
o vie olfattive
o ippocampo.

Tale sistema ha la funzione di centro di controllo, svolge anche quella di controllo dei com-
portamenti istintivi: per questo tale sistema molto pi sviluppato negli animali.

Ippocampo
E detto anche archicortex perch a questo livello presente questo tipo di corteccia, forma-
ta solo da due o tre strati. Circonda la porzione centrale dellemisfero, detta ilo
dellemisfero, ed un anello formato per la maggior parte da sostanza grigia, ma anche da
una piccola porzione di sostanza bianca. In esso si possono distinguere due zone:
1. ippocampo dorsale: formato da sostanza grigia, ricopre la faccia superiore del corpo
calloso
2. ippocampo ventrale: molto pi sviluppato e pi spesso del dorsale, forma un rilie-
vo detto corpo di Ammone.
3. Lippocampo riceve informazioni provenienti da varie regioni, ed connesso
allipotalamo tramite in fornice, una struttura costituita da due pilastri anteriori e due
posteriori.




59




Vie visceromotrici

Le vie visceromotrici si dividono in:
a. vie che appartengono al sistema ortosimpatico
b. vie che appartengono al sistema parasimpatico.

Entrambe le vie sono composte da due neuroni, quindi sono bineuroniche
1) Primo neurone: detto anche neurone pregangliare, si trova sempre allinterno del nevrasse
o a livello del midollo spinale
o a livello del tronco encefalico

2) Secondo neurone: detto anche neurone postgangliare, si trova sempre in un ganglio, che a
sua volta si trova al di fuori del nevrasse.

Le due vie, presentano delle differenze:
o normalmente esercitano effetti opposti, per questo quasi tutti gli organi interni presentano
una doppia innervazione: sono cio innervati sua da fibre del parasimpatico che
dellortosimpatico. P.e. a livello del cuore, il sistema ortosimpatico determina
unaccelerazione della frequenza del battito cardiaco, il parasimpatico viceversa ne determi-
na il rallentamento
o in via del tutto generale possiamo dire che
il sistema ortosimpatico innesca processi per cui necessario un dispendio
denergia
il sistema parasimpatico un sistema che fa risparmiare energia, favorisce
cio processi anabolici che portano alla produzione di molecole di riserva
o i neuroni pregangliari ortosimpatici, si trovano solo a livello del midollo spinale; quelli pa-
rasimpatici possono trovarsi sia nel midollo spinale che nel tronco encefalico
o i gangli ortosimpatici si trovano quasi tutti vicini al nevrasse, in prossimit del midollo spi-
nale; i gangli parasimpatici si trovano in prossimit dei visceri, che poi vengono innervati


Sistema parasimpatico

Localizzazione dei neuroni:
a. il neurone pregangliare si pu trovare
o nel tronco encefalico a livello dei nuclei visceromotori. Lassone di questo neurone fuo-
riesce dal nevrasse decorrendo lungo un nervo cranico corrispondente (possono essere il
III, VII, IX, X, XI), e raggiunge in ganglio
o nel grigio intermedio del midollo spinale. Questa localizzazione limitata per solo ad
alcuni mielomeri, quelli tra il 2 e il 4 mielomeri sacrale (2S e 4S): infatti questo siste-
ma detto anche parasimpatico sacrale. Lassone di questo neurone fuoriesce dalla ra-
dice anteriore e raggiunge il ganglio decorrendo allinterno di un nervo spinale

b. il neurone postgangliare situato in un ganglio che si trova in prossimit dei visceri.


60
Sistema ortosimpatico

Localizzazione dei neuroni:
a. il neurone pregangliare situato nel grigio intermedio del midollo spinale e la sua localiz-
zazione va dal mielomero cervicale VIII al mielomero lombare II (C8, L2). Lassone di que-
sto neurone fuoriesce dal midollo spinale tramite la radice anteriore e si porta ai gangli orto-
simpatici

b. il neurone postgangliare si trova in un ganglio ortosimpatico, che a sua volta pu essere, in
base alla sua localizzazione
o prevertebrale (4 paia) se si trova nella cavit addominale
o laterovertebrale se si trova ai lati della colonna vertebrale. I gangli laterovertebrali for-
mano due colonne ai lati della colonna vertebrale, una a destra e una a sinistra, e sono
uniti tra loro da fasci di fibre di sostanza bianca. Le due colonne sincontrano alla fine
della colonna vertebrale e a questo livello sono unite da un ganglio impari, detto cocci-
geo. Lassone del primo neurone fuoriesce dal midollo spinale attraverso la radice ante-
riore, entra in un nervo spinale che poi abbandona per portarsi al ganglio laterovertebrale
di pari livello; a questo punto pu seguire tre strade:
1. pu entrare in sinapsi con il neurone postgangliare di pari livello
2. la fibra pu ascendere o discendere per lunghezze variabili, ed entrare in sinapsi
con un neurone postgangliare presente in un ganglio, sovrastante o sottostante il
ganglio di pari livello
3. pu attraversare il ganglio senza interrompersi, cio senza entrare in sinapsi con
il neurone postgangliare, e in questo caso forma i nervi splancnici, e raggiungono
i gangli prevertebrali. I nervi splancnici sono fibre ortogonali ortosimpatiche che
si portano ai gangli della cavit addominale.

Le fibre postgangliari che si originano dai gangli laterovertebrali:
o possono rientrare nel nervo spinale corrispondente e raggiungere il territo-
rio dinnervazione, decorrendo nel nervo spinale
Per i gangli cervicali e i primi gangli toracici, le fibre possono
o decorrere seguendo le ramificazioni dei vasi arteriosi che vanno ad irrora-
re la testa (formando dei plessi intorno a tali vasi) e andare ad innervare i
visceri della testa
o formare i nervi cardiaci e polmonari, andando ad innervare cuore e pol-
moni.



61

















Il sistema nervoso periferico

nervi spinali
nervi cranici

Nervi spinali
Sono 33 paia di nervi, la maggior parte di loro sono misti e si formano dallunione delle radici (po-
steriormente si trovano le fibre sensitive). Le radici emergono dal forame intervertebrale e sono
connessi al tronco del simpatico tramite i rami comunicanti.
I nervi spinali si dividono in 2 rami:
1. ventrale: forma plessi ad eccezione dei toracici, innerva la parte anteriore del tronco e gli ar-
ti. I rami ventrali dei nervi spinali formano plessi, e quindi reti di fibre nervose
2. dorsale: il ramo pi sottile quello che innerva la parte posteriore del tronco.

Ogni paio di nervi spinali presenta un territorio dinnervazione specifica. Il dermatomero la speci-
fica zona dinnervazione, e quindi la presenza o lassenza di sensibilit in determinate zone del cor-
po, diventa indice di lesione di un determinato nervo spinale.


Nervo vago (X)
Per origine reale di un nervo sintende il punto in cui si forma il nervo, in cui hanno origine le fibre
nervose che danno vita al nervo ( nuclei o gangli).

componente somato-motrice: nucleo ambiguo (corpo cellulare dellassone del II neurone
somato-motore), che si trova nel bulbo a livello del pavimento del IV ventricolo. Quindi si
ha controllo della muscolatura volontaria della faringe e della laringe

componente somato-sensitiva: ganglio giugulare, si trova lungo il decorso del nervo e con-
tiene i corpi cellulari degli assoni della componente somato-sensitiva del nervo vago. I neu-
roni delle vie sensitive sono a T, e controllano il condotto uditivo esterno

componente viscero-motrice: nucleo cardio-pneumoenterico, agisce sul sistema nervoso
centrale a livello del parasimpatico e controlla i visceri toracico-addominali

62
componente viscero-sensitiva: gangli nodoso e giugulare, controlla i visceri toraco-
addominali e lepiglottide

Per origine apparente sintende il punto del tronco encefalico dove emerge il nervo. Il nervo vago
emerge dal solco laterale posteriore del bulbo e per il passaggio dalla base cranica, si serve del fo-
rame giugulare. Per raggiungere il luogo dinnervazione, deve uscire dalla scatola cranica e ha un
decorso molto lungo: infatti innerva anche i visceri delladdome e forma vari rami (cervicali, toraci-
ci).









Occhio e vie ottiche

Il globo oculare rivestito da tre tonache:
1. sclera o sclerotica
2. uvea
3. retina.


Sclera
E il primo strato, la tonaca pi esterna ed anche la pi resistente. In poche parole quella che
forma la parte bianca dellocchio ed formata da connettivo fibroso con fibre elastiche e collagene.
Ha una funzione protettiva ma non solo, in quanto a livello di questa tonaca, sinseriscono i muscoli
estrinseci dellocchio che permettono di muoverlo allinterno dellorbita.
Anteriormente si ha la cornea, che il segmento anteriore di questa tonaca, che assolve la funzione
di una lente e possiede la particolarit davere fibre ordinate, per conferire una struttura trasparente.
La cornea anche particolare in quanto non vascolarizzata, e di fatto le cellule sono nutrite
dallumor acqueo, ma nonostante ci innervata.


Uvea
Questo secondo strato vascolarizzato e le funzioni che gli sono proprie sono il controllo della
quantit di luce, e la produzione dellumor acqueo, un liquido di composizione simile al liquido ce-
rebro-spinale, che nutre la cornea. Luvea responsabile della messa a fuoco degli oggetti.
Questultima funzione e il controllo della quantit di luce possono essere effettuati grazie alla pre-
senza delliride (diaframma) e del corpo cigliare, che si trovano in posizione anteriore.

Iride
E una sorta di diaframma, una struttura che delimita una cavit centrale, ovvero la pupilla. La re-
golazione del diametro della pupilla dovuta alla presenza di due muscoli lisci, il muscolo dilatato-
re e il muscolo costrittore della pupilla.

Corpo cigliare
Si dipartono dei legamenti che sostengono il cristallino, subito dietro liride.

63
Cristallino
Ha un raggio di curvatura variabile, grazie alla tensione o alla distensione dei legamenti tensori.

Coroide
Si trova in posizione posteriore.

Nellocchio sono presenti tre camere:
a. anteriore: si trova nello spazio compreso tra la cornea e liride, e comunica con la seconda
camera
b. posteriore: pi piccola dellanteriore, ed compresa tra liride, il corpo cigliare ed il cri-
stallino
c. vitrea: occupa tutta la parte posteriore al cristallino, contiene una sostanza gelatinosa che
chiamata corpo vitreo.

La seconda e la terza camera contengono lumor acqueo, che occorre per nutrire le cellule della
cornea. La quantit di umor acqueo deve essere limitata perch altrimenti si verifica un aumento
della pressione, con conseguente lesione dei nervi. Lumor acqueo prodotto e drenato in continua-
zione dal canale di Schlemm, un forellino che si trova al margine della cornea. Il glaucoma provo-
cato da un accumulo di umor acqueo, che innalzando la pressione, provoca lo schiacciamento delle
fibre nervose e nella quasi totalit dei casi, si verifica a causa di unocclusione del canale di
Schlemm.


Retina
E divisa in una porzione posteriore fotosensibile e unanteriore cieca. A livello del polo posteriore
ci sono:
papilla ottica (cieca): il punto nel quale le fibre del secondo assone della via ottica si riunisco-
no e formano il nervo ottico
fovea: ha caratteristiche opposte alla papilla, la maggiore concentrazione di fotorecettori si trova
proprio in questo punto.

La porzione fotosensibile della retina contiene dei fotorecettori e i primi due neuroni della via otti-
ca. Fatta eccezione per la fovea, ci sono 10 strati (ma noi consideriamo i primi due):
1. il primo strato presenta epitelio pigmentato, e la sua prima funzione trofica, ovvero ali-
menta coni e bastoncelli. I pigmenti assorbono in parte la radiazione luminosa: se questo
strato pigmentato si scolla dal sottostante, v il distacco della retina con i recettori in atrofia
e in ultima analisi la cecit
2. il secondo strato presenta i coni e i bastoncelli (fotorecettori), che sono dei neuroni modici-
cati, sensibili alla radiazione
a. coni: sono sensibili alle variazioni dintensit e di lunghezza donda, quindi discri-
minano i colori
b. bastoncelli: sono sensibili solo alle variazioni dintensit della luce.
Coni e bastoncelli presentano dei pigmenti, e quando arriva lo stimolo luminoso, i
pigmenti vengono degradati: cos facendo la reazione chimica viene trasformata in
potenziale elettrico.


Via ottica

I neurone: cellula bipolare (retina)
II neurone: cellula gangliare (retina)
64

La fibra della cellula gangliare converge a livello della papilla ottica: le fibre perforano le tonache
oculari e formano il nervo ottico, che penetra nella scatola cranica e decorre nel sistema nervoso
centrale. I due nervi ottici sincontrano nel chiasma ottico, che una struttura ad arco.
Grazie a quelle che chiamiamo area 18 e area 19, siamo in grado di dare significato agli oggetti.


Miosi o riflesso di costrizione pupillare
E mediato da fibre parasimpatiche.

Braccio afferente:
fotorecettori
I e II neurone della via ottica.

Collegamento: nuclei pretettali.

Braccio efferente: neurone pregangliare.
Midriasi o riflesso di dilatazione pupillare
E mediato da fibre ortosimpatiche.

Braccio afferente:
fotorecettori
I e II neurone della via ottica.

Collegamento: tubercolo quadrigemino superiore.

Braccio efferente:
neurone pregangliare del midollo spinale (grigio intermedio, C8-T1)
neurone postgangliare del ganglio cervicale superiore (laterovertebrale): muscolo dilatatore del-
la pupilla.





















65

















Orecchio e via acustica

Lorecchio si pu dividere in tre porzioni:
1. esterno: raccoglie le onde sonore, ed la parte visibile
2. medio: amplifica le onde sonore e ci permette di percepire anche suoni deboli
3. interno: contiene organi di senso per la percezione dei suoni e della localizzazione del corpo
nello spazio.
Lorecchio esterno e lorecchio medio si trovano allinterno dellosso temporale.

Orecchio esterno
E la porzione visibile, formato dal padiglione auricolare di cartilagine elastica che delimita il
meato acustico esterno. Il canale uditivo esterno conduce alla membrana timpanica, molto sottile e
composta di collagene (connettivale), che abbastanza delicata. Sono anche presenti le ghiandole
ceruminose, che producono appunto il cerume, che antibatterico e protegge lorecchio e la mem-
brana timpanica.

Orecchio medio
E costituito dalla cavit timpanica, che piena daria, nella quale sono contenuti gli ossicini uditi-
vi: sono le ossa pi piccole del corpo umano e sono responsabili dellamplificazione del segnale.
Lorecchio medio comunica con la rinofaringe tramite la tuba uditiva, che detta tromba
dEustachio: un condotto corto, ed ha la forma di un imbuto. Nei bambini questa porzione allarga-
ta relativamente grande, ed predominante: con le infezioni respiratorie, linfezione passa dalla
rinofaringe e giunge allorecchio, generando cos le otiti medie nel bambino.
Questa porzione dellorecchio importante perch eguaglia la pressione ai due lati della membrana
timpanica.

Ossicini uditivi:
martello
incudine
staffa.
Una porzione della membrana timpanica sarticola con il martello, che articolato con lincudine,
che a sua volta sarticola con la staffa. La staffa si appoggia ad una finestra di natura connettivale,
detta finestra ovale, dove si verifica uninterruzione dellosso.
66
Londa sonora convogliata al condotto uditivo esterno, dove mette in vibrazione il timpano, che
muove il martello: in questo modo il movimento trasmesso agli altri due ossicini e in questo modo
londa sonora trasformata in movimento meccanico. Il movimento della staffa sulla finestra ovale,
comprime dei fluidi contenuti nellorecchio interno: ve ne sono due tipi di fluidi nella cavit chiusa.
La membrana in questo modo amplifica il segnale: se il segnale debole, non crea problemi; nel ca-
so in cui il segnale che giunge sia forte, posso essere lese le strutture del timpano e degli ossicini.
Per limitare i rischi di danno sono presenti due muscoli: il tensore del timpano (branca mandibolare
del nervo trigemino) e lo stapedio (nervo faciale), che si contraggono e limitano il movimento della
catena degli ossicini.

Orecchio interno
Si compone del labirinto osseo che esterno, e del labirinto membranoso, che contiene lendolinfa.
Tra i due labirinti scorre la perilinfa. Il labirinto membranoso si trova allinterno dellosseo, e fun-
ziona come un astuccio protettivo.
Lendolinfa presenta unelevata concentrazione di potassio e bassa di sodio: ci importante perch
i recettori funzionano solo con un fluido che presenta queste caratteristiche.
La perilinfa scorre tra i due labirinti, ed simile al liquido cerebrospinale.

Il labirinto diviso in:
a. vestibolo (otricolo e sacculo)
b. canali semicircolari
c. chiocciola o coclea.
Le prime due raccolgono sensazioni legate allequilibrio, la terza raccoglie i suoni.

Chiocciola o coclea
Si compone di:
dotto vestibolare (perilinfa)
dotto coclearie (endolinfa)
dotto timpanico (perilinfa).

Allinterno dellorecchio sono presenti delle fenestrature: la finestra rotonda, localizzata alla base
del condotto timpanico, separa la perilinfa dallaria dellorecchio medio. Queste finestre sono for-
mate da materiale estensibile:
1. finestra rotonda: alla base del condotto timpanico
2. finestra ovale: alla base del condotto vestibolare, riempita dalla base della staffa.
La staffa preme sulla finestra ovale, quindi esercita una pressione sulla perilinfa, che contenuta nel
labirinto osseo. I liquidi sono incomprimibili, pertanto il liquido si muove e quando c il movimen-
to meccanico della staffa, questa preme sulla perilinfa, che trasmette allorecchio interno.


Organo del Corti
E contenuto nel dotto cocleare, ed formato da una membrana basilare, che adiacente al dotto
timpanico e quindi a contatto con la perilinfa. Sulla membrana basilare ci sono delle cellule di so-
stegno ed anche delle cellule capellute, che sono quelle pi interessanti in quanto la porzione cellu-
lare, presenta delle ciglia. V poi la membrana tectoria, di consistenza gelatinosa, che inserita
fissamente nellosso. Con la differenza di pressione, la membrana basilare comincia a muoversi, le
ciglia toccano la membrana tectoria e si deformano; viene cos a crearsi una differenza di potenziale
elettrico: da un movimento meccanico otteniamo un segnale elettrico, che viene trasmesso alla fibra
nervosa, che trasmette il segnale ai centri superiori.


67
Via acustica o cocleare

Il recettore lorgano del Corti, che localizzato nella chiocciola e contiene le cellule capellute.
I neurone: un neurone a T del ganglio spinale, con un prolungamento che prende contatto
con le cellule capellute, e laltro che forma la componente cocleare del nervo acustico. Il
nervo cocleare entra nel tronco
II neurone: nuclei cocleari ventrali
III e IV neurone: tubercoli quadrigemini inferiori, corpi genicolati mediali, che portano alle
aree acustiche del lobo temporale.

Le informazioni sono legate ai movimenti della testa nello spazio. I recettori che accolgono queste
informazioni si concentrano in determinati punti:
canali semicircolari: si concentrano sulle ampolle e sulle creste ampollari e ricevono stimo-
li dai movimenti rotatori del capo
utricolo e sacculo: macula, ricevono informazioni su gravit e accelerazione lineare.

Le ciglia delle cellule capellute sono inglobate in una membrana che ha una diversa composizione a
livello del vestibolo, ed presente la membrana otolitica composta di materiale gelatinoso.