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Biografia

Ritratto e firma di Immanuel Kant Le fonti: l'epistolario e i primi biografi[modifica sorgente]

Kant non ha altra biografia che la storia del proprio filosofare. (Otfried Hffe, Immanuel Kant, cit., 1997, p. 9)

La maggior parte della sua biografia conosciuta attraverso l'epistolario, da cui traspare un resoconto asciutto dei rapporti con gli studenti, i colleghi, gli amici e i parenti, nonch interessanti dettagli sui rapporti intercorsi tra lui e alcune importanti personalit del secolo e sulle prime reazioni ottenute dal pensiero kantiano[2]. In tale epistolario, per, mancano riferimenti a particolari stati d'animo[3]. Importanti sono anche le prime biografie a lui dedicate, quali quelle di Ludwig Ernst Borowski[4], di Reinhold Bernhard Jachmann[5], di Ehregott Andreas Wasianski[6], di Johann Gottfried Hasse[7] e di Friedrich Theodor Rink[8], tutte del 1804 e a opera di persone che ebbero modo di conoscerlo personalmente e di frequentarlo anche in qualit di collaboratori.[2] Pure, l'epistolario di Kant contiene lettere non precedenti il 1770, quando il filosofo era gi maturo negli anni, mentre le biografie menzionate lo ritraggono soprattutto a partire dalle esperienze che gli autori ebbero di Kant quando egli era sul finire della vita, per cui questo repertorio biografico rischia di produrre un ritratto sbilanciato verso la rigidit tipica dell'et senile, quando invece in generale Kant fu personaggio "socievole e, nel suo stile di vita, addirittura galante"[9].

Le origini e l'infanzia

Kant nacque nel 1724 nella periferia di Knigsberg, allora capitale della Prussia Orientale e oggi, con il nome di Kaliningrad, capoluogo dell'omonimo Oblast, exclave russa tra Polonia e Lituania. Era quarto di undici figli (o nove, secondo altri[9]), dei quali solo cinque raggiunsero l'et adulta.[10]

Nello stesso anno in cui nacque Kant, la citt venne unificata a partire dai conglomerati di Altstadt, Lbenicht e Kneiphof. A Knigsberg si affacciavano numerosi commercianti inglesi, che scambiavano articoli russi (cereali e bestiame) con vino e spezie. Kant riteneva che il nonno paterno fosse un immigrato scozzese, supposizione che non possibile confermare: il bisnonno Richard era del Kurland, anche se due sue figlie erano effettivamente sposate con scozzesi[9]. Il padre di Immanuel, Johann Georg Kant (16821746), era un sellaio originario di Memel, al tempo la citt prussiana pi settentrionale (oggi Klaipda, in Lituania); la madre, Anna Regina Reuter (1697-1737), proveniente da una famiglia originaria di Norimberga e Tubinga, era una seguace del pietismo. Kant condivise dunque con molti illuministi tedeschi origini povere[9].In et infantile frequent la scuola dell'ospizio suburbano.

Al Collegium Fridericianum e all'universit

L'Universit Albertina di Knigsberg, dove insegn Kant L'educazione religiosa impartitagli dalla madre continu anche nel Collegium Fridericianum, che Kant frequent a partire dall'et di otto anni e il cui direttore era da poco diventato Franz Albert Schultz (16921763). Costui era allievo di Christian Wolff e importante esponente del pietismo, nonch professore di teologia: soccorse finanziariamente, cos come fecero altri amici di Kant, gli studi dell'indigente ragazzo.[11]

Al Collegio, indicato dalla gente di Knigsberg come un "rifugio di Pietisti", aveva larghissimo spazio un rigoroso catechismo: Kant vi studi molto il latino, l'ebraico (dall'Antico Testamento), poco il greco antico (limitato al Nuovo Testamento) e quasi per nulla le materie scientifiche.[12][13] Kant ricorder il Fridericianum come una "schiavit giovanile", e anche avanti negli anni vi penser con "paura e angoscia"[13].

Nel 1737 muore la madre: Kant, tredicenne, la consegn alla tomba il 23 dicembre[13].

Nel 1740, Kant, secondo miglior allievo della classe, usc dal Collegio per intraprendere studi filosofici, di teologia, di letteratura latina e di matematica all'Universit di Knigsberg, la cosiddetta Albertina, dove fu allievo di Martin Knutzen (1713-1751), docente di logica e metafisica, egli stesso allievo di Wolff. Kant pass sei anni all'Albertina: l'interesse per Newton, scomparso nel 1727, ma anche per le scienze in generale, si manifest proprio in questo periodo: grazie all'estro di Knutzen, Kant si leg alla fisica di Newton, che divent per lui un modello di scienza esatta.[13]

Nel 1746 mor il padre e Kant lasci l'Albertina, procurandosi da vivere come precettore domestico, inizialmente presso il predicatore Andresch, poi presso il maggiore von Hlsen all'incirca fino al 1753, infine presso il conte Keyserling.[14] del 1746, pubblicato per tre anni dopo, il primo scritto, Pensieri sulla vera valutazione delle forze vive, nel quale Kant si sofferm sul problema del calcolo dell'energia cinetica dei corpi. questa un'opera dalla forte e chiara impronta illuministica: possiamo infatti ritrovarvi le prime tracce del suo "sapere aude", con il quale demolisce l'autorit dei pensatori precedenti in nome di nuove scoperte sorrette dall'intelletto, con un chiaro rinvio a Francesco Bacone.

La maturit

Nel 1755 con la tesi di laurea Principiorum Primorum cognitionis metaphysicae nova delucidatio ottenne la licenza di magister, mansione che esercit per quindici anni. Non aveva per ancora uno stipendio fisso, in

quanto pagato direttamente dagli studenti, e ci lo obbligava a lavorare molto; preparava meticolosamente le lezioni, dimostrandosi un buon insegnante, piacevole da ascoltare.

Nel 1770 lavor come vice-bibliotecario presso la Reale Biblioteca, stesso anno in cui pubblic la Dissertazione (De mundi sensibilis atque intellegibilis forma et principiis), testo grazie al quale riusc a ottenere la cattedra di metafisica e logica all'Universit di Knigsberg[15], dove svolse la professione sino alla morte avvenuta nel 1804, compiendo con scrupolosit i suoi obblighi accademici anche quando, per debolezza senile, gli divennero estremamente gravosi. in questi anni che scrisse le sue tre pi grandi opere: la Critica della ragion pura, la Critica della ragion pratica e la Critica del giudizio. Herder, che fu suo allievo negli anni 1762-1774, ha lasciato questa immagine di lui:

Io ho avuto la felicit di conoscere un filosofo, che fu mio maestro. Nei suoi anni giovanili, egli aveva la gaia vivacit di un giovane, e questa, credo, non lo abbandon neppure nella tarda vecchiaia. La sua fronte aperta, costruita per il pensiero, era la sede di una imperturbabile serenit e gioia; il discorso pi ricco di pensiero fluiva dalle sue labbra; aveva sempre pronto lo scherzo, l'arguzia e l'umorismo, e la sua lezione erudita aveva l'andamento pi divertente. Con lo stesso spirito col quale esaminava Leibniz, Wolff, Baumgarten, Crusius, Hume, e seguiva le leggi naturali scoperte da Newton, da Keplero e dai fisici, accoglieva anche gli scritti allora apparsi di Rousseau, il suo Emilio e la sua Eloisa, come ogni altra scoperta naturale che venisse a conoscere: valorizzava tutto e tutto riconduceva a una conoscenza della natura e al valore morale degli uomini priva di pregiudizi. La storia degli uomini, dei popoli e della natura, la dottrina della natura, la matematica e l'esperienza, erano le sorgenti che avvivavano la sua lezione e la sua conversazione. Nulla che fosse degno di essere conosciuto gli era indifferente; nessuna cabala, nessuna stta, nessun pregiudizio, nessun nome superbo, aveva per lui il minimo pregio di fronte all'incremento e al chiarimento della verit. Egli incoraggiava e costringeva dolcemente a pensare da s; il dispotismo era estraneo al suo spirito. Quest'uomo, che io nomino con la massima gratitudine e venerazione, Immanuel Kant: la sua immagine mi sta sempre dinanzi. (Johann Gottfried Herder)

La vita di Kant, priva di avvenimenti notevoli, fu dedicata interamente alle attivit intellettive, a cui fece da cornice uno stile di vita regolare e abitudinario. La sua giornata cominciava alle cinque, subito dedicata al lavoro, e continuava con la colazione, poi una passeggiata, il riposo alle dieci. Non lasci mai la sua citt natale[16], neanche dopo la chiamata dell'Universit di Halle che gli offriva uno stipendio pi alto, un maggior numero di studenti e di conseguenza anche maggior prestigio. Era convinto che Knigsberg fosse il posto ideale per i suoi studi.

La censura

L'unico fatto che usc davvero fuori dai canoni di una vita completamente dedicata allo studio fu lo screzio che ebbe con il governo prussiano a seguito della seconda edizione, pubblicata nel 1794, dell'opera

Religione nei limiti della semplice ragione, ma con l'incoronazione di Federico Guglielmo III la libert di stampa venne ripristinata e Kant rivendic la libert di pensiero nel Conflitto delle facolt, del 1798.

La morte

Mor nel 1804, dopo essere stato afflitto nell'ultimo decennio della sua vita da un decadimento delle funzioni cognitive ed altri disturbi che permettono di ipotizzare che fosse afflitto da Alzheimer o comunque da un'altra malattia dementigena[17], mormorando "Es ist gut" ("Va bene").

Sulla sua tomba vi un epitaffio che recita l'explicit della Critica della ragion pratica:

(DE) Zwei Dinge erfllen das Gemt mit immer neuer und zunehmender Bewunderung und Ehrfurcht, je fter und anhaltender sich das Nachdenken damit beschftigt: Der bestirnte Himmel ber mir und das moralische Gesetz in mir. (IT) Due cose riempiono la mente con sempre nuova e crescente ammirazione e rispetto, tanto pi spesso e con costanza la riflessione si sofferma su di esse: il cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me. (Epitaffio sulla tomba di Immanuel Kant dalla Critica della ragion pratica[18])

Il pensiero

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Pensiero di Kant.

Uno dei principali contributi della dottrina kantiana l'aver superato la metafisica dogmatica operando una rivoluzione filosofica tramite una critica della ragione che determina le condizioni e i limiti delle capacit conoscitive dell'uomo nell'ambito teoretico, pratico ed estetico.

La Critica della ragion pura, pubblicata nel 1781, definisce il metodo del filosofare a cui Kant si atterr anche nelle due opere successive (Critica della ragion pratica e Critica del giudizio), come pure in altri lavori posteriori. La sua attivit di pensatore riguarda prevalentemente la gnoseologia, l'etica e l'arte, ma ebbe in giovent anche interessi scientifici, che coltiv sino al 1760.

L'ipotesi cosmogonica della nebulosa primitiva, esposta nel 1755 nella Storia universale della natura e teoria del cielo (che egli desunse da Buffon), ebbe molta fortuna e gli diede fama anche nel campo dell'astronomia. Essa fu enunciata proprio da Laplace che la rielabor e la rilanci nel 1796 in Esposizione del sistema del mondo.

Aneddotica