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Il legno

A cura di Antonio Carnevale


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Legno
Legno - Wikipedia (it.wikipedia.org) Edifici m ltipiano in legno nelle metropoli e ropee - promo!legno (promolegno.com) "maltimento Legno (gestione-rifi ti.it)

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Legno Wikipedia

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#ig ra - Legno

$l legno % il materiale ricavato dai f sti delle piante& in particolare dagli al'eri ma anche dagli ar' sti. "i ricava sia dalle conifere sia dalle latifoglie( dalle palme non si ricava legno vero e proprio perch) sono in pratica delle gigantesche er'e. Le piante perenni sono caratteri**ate dalla presen*a di f sto e rami che crescono concentricamente verso l+esterno di anno in anno e dall+ avere i tess ti composti essen*ialmente da cell losa& emicell losa e lignina. $l legno p , avere diversi nomi& a seconda dell+ so a c i % destinato.
#ig ra - . Legno al microscopio

$l legno % prodotto dalla pianta come elemento str tt rale& dalle ottime caratteristiche di ro' ste**a e resisten*a& ed % per / esto impiegato tilmente dall+ omo. 0ome gi1 accennato& il legno % costit ito da fi're di cell losa tratten te da na matrice di lignina( il r olo dell+emicell losa non % stato ancora chiarito. 2na volta tagliato e stagionato od essiccato& il legno % destinato ad n+ampia variet1 di tili**i3 $l legno % commercialmente classificato in tenero e duro. $l legno derivato dalle conifere (per esempio il pino o l+a'ete) % di tipo tenero& il legno delle angiosperme (ontano& / ercia& noce) % d ro. $n realt1 / esta s ddivisione p , essere f orviante& poich) alc ni legni duri sono pi4 teneri di / elli definiti teneri& per esempio la 'alsa& mentre alc ni teneri sono pi4 d ri dei duri& per esempio il tasso. $n realt1 / esta distin*ione deriva dalla nomenclat ra inglese che definisce le conifere 5softwood5 e le latifoglie 5hardwood5& ma la trad *ione in legno tenero e legno duro % n errore di ipercorrettismo& visto che le d e parole inglesi stanno a significare semplicemente - e rispettivamente - conifere e latifoglie. $l legno proveniente da specie differenti ha diverso colore& diversa densit1 e diverse caratteristiche della venat ra. A ca sa di / este differen*e e ai differenti tassi di crescita& i differenti tipi di legno presentano differenti / alit1 e valore. 6er esempio il mogano vero ("wiestenia mahogani)& denso e sc ro& % ottimo per gli intarsi e le finit re raffinate& mentre la 'alsa& leggera& soffice& dalla consisten*a sp gnosa facilmente intaglia'ile& % sato nella reali**a*ione di modellini. $ nemici nat rali del legno sono i f nghi e gli insetti.
0olora*ione 'l astra di n legno di pino silvestre.

Nelle specie con evidente distin*ione tra d rame e al' rno il colore del primo % normalmente pi4 sc ro del secondo ed il contrasto % spesso notevole. $l colore % dov to al deposito di diversi materiali ris ltanti dal processo di crescita& dall+ossida*ione e altre rea*ioni chimiche e com n/ e non ha infl en*a s lle propriet1 meccaniche del legno. Alc ni st di s legname molto resinoso di pino hanno mostrato n a mento di resisten*a& pro'a'ilmente per la presen*a della resina nel legno secco. Le str tt re reali**ate con legno resinoso sono meno attacca'ili dal marci me e dalle termiti& ma per contro % maggiormente infiamma'ile( ceppi di vecchi pini sono scavati& tagliati in piccoli pe**i& vend ti ed tili**ati per accendere il f oco. $l legno di a'ete rosso impregnato di resina ed essiccato presenta n consistente incremento di resisten*a.

"tr tt ra del legno3 7. 8idollo -. Anelli di crescita 9. Legno :. 0am'io ;. #loema <. 0orteccia esterna.

"tr tt ra del legno3 7. 8idollo -. Anelli di crescita 9. Legno :. 0am'io ;. #loema <. 0orteccia esterna.

"tr tt ra del legno3

7. 8idollo -. Anelli di crescita 9. Legno :. 0am'io ;. #loema <. 0orteccia esterna.

6oich) il legno formato pi4 tardivamente % di solito pi4 sc ro di / ello giovane& % possi'ile val tare da / esto la densit1 e / indi la d re**a e la resisten*a del materiale& in particolare per il legno di conifere. Nel legno con porosit1 ad anello i vasi del legno giovane spesso appaiono s lla s perficie finita con n colore pi4 sc ro rispetto al legno pi4 vecchio e denso& mentre nelle se*ioni trasversali di d rame % com ne il fenomeno inverso. A differen*a di / esti casi il colore del legno non % indice di d re**a. 2na anormale perdita di colore del legno denota na condi*ione di possi'ile malessere della pianta& come attacchi di insetti& o altri animali. $l semplice scolorimento p , essere prodotto da na ferita& che non ha infl en*a com n/ e s lle caratteristiche del legno. 0erti agenti ind ttori della p trefa*ione come i f nghi impartiscono n colore che % spesso sintomatico della malattia. La macchiat ra della linfa % dov ta alla crescita di f nghi& ma che non necessariamente portano ad no stato di malattia. L+al'ero cresce in diametro con lo svil ppo& deponendo no strato di n ovo legno tra il vecchio legno e la corteccia& che ha la f n*ione di proteggere f sto& rami e radici. $n condi*ioni normali viene formato n anello ogni anno ed in se*ione trasversale si osserva na serie di anelli concentrici. Lo st dio di / esti anelli % effett ato dalla Dendrocronologia& st dio che permette di datare l+al'ero. = esti strati sono costit iti da cell le legnose di vario tipo& in massima parte fi'rose. Nelle conifere e nelle specie a legno tenero le cell le sono / asi escl sivamente di tipo a trachea& propriamente dette tracheidi& e come conseg en*a il legno ha na consisten*a pi4 niforme rispetto ai legni d ri. Nelle conifere non ci sono pori cos> evidenti come nell+ontano e nel frassino. ?gni anello % costit ito da d e strati pi4 o meno definiti. La parte pi4 vicina al centro& di colore pi4 chiaro e trama pi4 diradata& si forma d rante la stagione primaverile& / ando la crescita % pi4 rapida. @ per / esto chiamato legno precoce& legno primaverile o legno primaticcio. La parte esterna % chiamata legno tardivo& legno autunnale o legno estivo& poich) la s a prod *ione avviene alla fine della stagione vegetativa tra l+estate e l+a t nno. Nei pini del genere "tro' s non c+% molto contrasto tra le parti ed il legno % molto niforme e facile da lavorare. Nel genere 6in s il legno tardivo % pi4 sc ro ed % evidente il contrasto con il legno primaverile. Nel legno con porosit1 ad anello& ogni crescita stagionale % 'en definita& poich) i grandi pori del tess to primaverile spiccano rispetto al tess to a t nnale. Nel legno a pori diff si& la demarca*ione % spesso poco chiara e in alc ni casi invisi'ile ad occhio n do. La str tt ra delle latifoglie % pi4 complessa& poich) incl dono ampi vasi& in alc ni casi (ontano& castagno& frassino) larghi e separati& in altri (salice& pioppo) molto piccoli e disting i'ili con l+ai to di na lente. = esto tipo di legno % classificato in d e categorie3 a porosit ad anello e a porosit diffusa. Nelle specie con porosit1 ad anello come frassino& castagno& olmo& gelso ed ontano& i grandi vasi o pori (come sono detti i vasi visti in se*ione) sono sit ati nella parte di legno formatasi in primavera& costit endo na regione di tess to pi4 o meno porosa. La *ona estiva contiene pochi vasi e na maggiore por*ione di fi're di legno& che al contrario dei vasi danno la d re**a e la resisten*a al materiale. Nel legno a porosit1 diff sa i vasi sono dispersi per t tto l+anello di crescita. Esempi di / esto tipo sono la 'et lla& l+acero& il pioppo ed il salice. Alc ne specie come la noce ed il ciliegio hanno caratteristiche intermedie e costit iscono n gr ppo a parte. "e n legno di pino d ro viene confrontato con n esemplare pi4 leggero& si p , notare come

nel legno d ro sia presente na maggiore / antit1 di legno tardivo& ed % di aspetto pi4 sc ro. $n t tte la specie il legno tardivo % pi4 denso di / ello precoce& per c i maggiore % la s a / antit1& maggiore % la densit1 e la resisten*a del legno. ?sservato al microscopio il legno estivo mostra cell le con na parete molto spessa e na piccola cavit1 interna& mentre / ello precoce ha pareti sottili e ampie cavit1. E la resisten*a % data dalle pareti& non dalle cavit1. Dovendo scegliere n legno di pino per avere resisten*a o rigidit1& l+elemento da considerare % il rapporto tra legno tardivo e legno precoce. Lo spessore degli anelli non % tanto importante / anto l+a''ondan*a di legno tardivo. Non solo la propor*ione % importante ma anche la / antit1 totale. $n esemplari con na a''ondante por*ione di legno tardivo % evidente anche na maggiore porosit1& e per / esto p , costit ire na massa minore rispetto ad na por*ione minore ma pi4 densa. La stima visiva della resisten*a deve tenere conto anche della densit1.

Aronchi di al'eri provenienti dai 'oschi delle alt re di Biella& in 6iemonte

Aronchi di al'eri provenienti dai 'oschi delle alt re di Biella& in 6iemonte Non c+% na spiega*ione nivoca del motivo alla 'ase della forma*ione dei d e tipi di legno& molti fattori entrano in gioco. Nelle conifere& il tasso di crescita da solo non gi stifica la propor*ione tra le parti dell+anello( in alc ni casi il legno a crescita lenta % pi4 d ro e denso& in altri % vero l+opposto. La / alit1 del l ogo nel / ale l+al'ero % cresci to incidono s lle propriet1 del legno& anche se non % possi'ile sta'ilire na regola generale. "i p , grossomodo dire che se occorre resisten*a e lavora'ilit1 % preferi'ile tili**are legno a moderata o lenta crescita& ma nella scelta di no specifico esemplare non si deve g ardare lo spessore degli anelli& ma la propor*ione tra legno precoce e tardivo e le caratteristiche di / est+ ltimo. Nel caso del legno d ro con porosit1 ad anello sem'ra esistere na rela*ione tra il tasso di crescita e le propriet1 del legname& riass mi'ile nell+afferma*ione che maggiore % la velocit1 di crescita o maggiore % lo spessore degli anelli& maggiore % la densit1& la d re**a e la rigidit1. = esto % per, valido solo per il legno con porosit1 ad anello& come l+ontano e altre specie& ed esistono nat ralmente delle ecce*ioni e limita*ioni. $l legno con porosit1 ad anello di crescita sana& le fi're con pareti spesse e ro' ste sono pi4 a''ondanti nella por*ione intermedia del tronco.

0on la dimin *ione del l me dei vasi& anche la por*ione intermedia si rid ce in maniera tale che na crescita lenta prod ce n legno pi4 leggero& composto da pareti sottili e parenchima. Nell+ontano di ' ona / alit1 / esti vasi occ pano dal < al 7CD del vol me del tronco& mentre nel materiale di inferiore / alit1 si p , arrivare al -;D ed oltre. $l legno tardivo di ontano di ' on livello& ad escl sione di *one grigie dov te a piccoli pori& % di colore sc ro& solido ed % costit ito per met1 o pi4 da fi're con parete spessa. $l legno tardivo di ontano di 'assa / alit1& l+area di / este fi're % molto minore in / antit1 e / alit1. = esta differen*a % in larga mis ra dov ta ad n diverso tasso di crescita. $l legno con ampi anelli % anche detto di seconda crescita& poich) a ca sa dell+a''attimento dei vecchi al'eri circostanti& il giovane al'ero cresce pi4 rapidamente che se fosse rimasto in me**o alla foresta. = esto tipo di legno % preferito nella costr *ione di man fatti dove sia importante la resisten*a& per esempio nei manici e nei raggi delle r ote in legno& dove % importante non solo la resisten*a ma anche la d re**a e la resilien*a. ?sservando la parte terminale di n tronco tagliato in se*ione trasversale si p , vedere na *ona centrale di colore sc ro& il durame& circondata da na fascia pi4 chiara& l+alburno. $n certi casi / esto contrasto % particolarmente marcato& mentre in altri % cos> scarso che non % semplice definire esattamente il limite tra le d e parti(indifferen*iato) L+al' rno fresco % sempre di colore chiaro (da c i il nome)& a volte 'ianco ma pi4 spesso con na sf mat ra di giallo o 'r no. @ costit ito da legno n ovo cio% formato da n cam'io giovane& in c i sono presenti all+interno le cell le vive dell+al'ero in crescita (parenchimatiche& epiteliali& ecc.). A tto il legno % ini*ialmente al' rno& con l+et1 e la crescita della pianta il legno pi4 interno e prossimo alla 'ase si d ramifica& cessa la cond *ione& scompaiono le sostan*e di riserva che vengono traslocate o trasformate& possono comparire sostan*e d ramificanti atte a preservare il legno dalla decomposi*ione& avvengono modifiche anatomiche come tille o p nteggiat re aspirate ma non varia la lignifica*ione dato che le cell le lignificate erano gi1 andate incontro a morte dopo la trasforma*ione in cell le di cond *ione. " lla differen*ia*ione di colore tra d rame ed al' rno p , infl ire anche la nat ra del terreno s l / ale % fatta crescere la pianta (fenomeno molto evidente per l+al'ero di noce) poich) i componenti chimici del s olo (ad esempio / elli di deriva*ione organica animale come i li/ ami stagnanti) accent ano maggiormente la marcat ra del d rame s ll+al' rno. La f n*ione principale dell+al' rno % di trasportare l+ac/ a dalle radici alle foglie e di immaga**inare o restit ire& a seconda della stagione& la linfa gre**a sinteti**ata nelle foglie. 8aggiore % la / antit1 di foglie& maggiore % il tasso di crescita della pianta e maggiore % il vol me di al' rno necessario. 6er / esto gli al'eri che crescono in spa*i aperti ed hanno pi4 l ce a disposi*ione& hanno pi4 al' rno (relativamente al raggio totale del tronco) rispetto ad n al'ero della stessa specie che cresca in na densa foresta. Eli al'eri isolati possono raggi ngere dimensioni notevoli in alc ne specie& pi4 di 9C cm in diametro per il pino& prima che ini*i la forma*ione del d rame. 0on la crescita in et1 ed in diametro dell+al'ero& la por*ione pi4 interna dell+al' rno cessa di f n*ionare mano a mano che le cell le m oiono. = esta *ona inerte& morta& % chiamata durame. $n alc ne specie la forma*ione del d rame ini*ia presto e per / esto hanno n sottile strato di al' rno3 0astagno& gelso& sassofrasso( $n altre il processo ini*ia tardivamente e l+al' rno % pi4 spesso3 acero& 'et lla& faggio& pino. Non c+% na rela*ione precisa tra la crescita ann ale degli anelli e la / antit1 di al' rno. Nell+am'ito di na specie la s perficie della se*ione dell+al' rno % solo molto approssimativamente in propor*ione con la dimensione del tronco. "e gli anelli sono fitti& ne % richiesto n n mero maggiore che se fossero pi4 allargati. = ando n al'ero cresce l+al' rno a menta in spessore opp re vol me. Lo spessore relativo % maggiore nelle parti pi4 alte del tronco& per il fatto che il diametro totale % minore rispetto alla 'ase e perch) le parti alte sono pi4 giovani. $mportante ricordare che per gli impieghi ind striali del legno ed

in particolare nel settore mo'iliFarredamento % preferi'ile tili**are (per / anto possi'ile) il d rame (massello). $nfatti il d rame rispetto all+al' rno dello stesso tipo di legno ha caratteristiche tecnologiche / alitativamente migliori3 maggiore d re**a& maggiore sta'ilit1& maggiore resisten*a all+a*ione di organismi vegetali e animali(m ffe& f nghi& insetti Gilofagi)& maggiore livello di finit ra delle s perfici. 2n al'ero giovanissimo % coperto di rametti pressoch) ov n/ e& ma nella crescita i pi4 vecchi m oiono e cadono. La crescita s ccessiva copre gli a''o**i che rimangono come nodi. 6er / anto liscio possa essere esternamente n tronco& presenter1 pi4 o meno nodi al s o interno. 6er / esto motivo l+al' rno di n al'ero vecchio& e specialmente di foresta& ha meno nodi rispetto al d rame. 6oich) in molti tili**i i nodi sono considerati n difetto& ne conseg e che l+al' rno % migliore da / esto p nto di vista. @ interessante notare che il d rame centrale di vecchi al'eri p , rimanere sano anche per centinaia o in alc ni casi migliaia di anni. ?gni ramo o radice rotta o ferita ca sata dal f oco& dagli insetti o cad ta del legname p , costit ire n p nto di ini*io del processo di degrado che& na volta ini*iato p , penetrare fino a raggi ngere ogni parte del tronco. Le larve di diversi insetti scavano l+interno degli al'eri e i canali lasciati permangono e sono lteriore fonte di malattie. L+al' rno % pi4 protetto da / esti pro'lemi per il solo fatto di essere pi4 giovane e pi4 esterno. "e n al'ero cresce per t tta la s a vita in posi*ione isolata e in condi*ioni costanti di s olo e am'iente& la massima velocit1 di crescita si ha in giovane et1& dopodich) decresce progressivamente. Eli anelli di crescita sono per molti anni ampi& poi si infittiscono sempre pi4. 6oich) ogni anello % stratificato s l precedente& a meno che l+al'ero a menti la prod *ione di materiale& ne conseg e che ogni anello pi4 esterno deve essere pi4 sottile. = ando n al'ero raggi nge la mat rit1 la prod *ione ann ale di legno dimin isce& rid cendo lteriormente lo spessore degli anelli esterni. Nel caso di al'eri di foresta molto dipende dalla competi*ione tra gli esemplari per la l ce ed il n trimento& e si possono avere periodi alternati di crescita lenta e veloce. Alc ni al'eri come gli ontani possono mantenere no spessore degli anelli niforme per centinaia di anni& anche se al crescere del diametro si ha com n/ e na certa rid *ione dello spessore. "i ha na marcata differen*a nella venat ra tra d rame e al' rno ricavati da grandi al'eri& in particolare se nella mat rit1. $n alc ni al'eri il legno deposto in tarda et1 % pi4 tenero& leggero& meno resistente e con n disegno pi4 evidente di / ello prodotto ini*ialmente& mentre in altre specie si ha l+opposto. $n n grosso tronco l+al' rno& in conseg en*a delle condi*ioni am'ientali presenti nel periodo in c i si % svil ppato& p , avere caratteristiche inferiori per d re**a& resisten*a e rigidit1 rispetto al d rame sano dello stesso al'ero.

2n nodo in n legno di a'ete rosso $ nodi sono n prol ngamento di n ramo& all+interno del f sto o di n ramo pi4 grande. $ rami si svil ppano partendo dal midollo& la parte centrale del f sto& ed a mentano la loro dimensione aggi ngendo ogni anno n anello di legno& che % la contin a*ione del corrispondente anello del f sto. La por*ione incl sa ha na forma conica-irregolare& con la p nta in corrisponden*a del midollo e le fi're poste ad angolo retto opp re o'li/ e rispetto a / elle del f sto e con / este intrecciate. D rante lo svil ppo dell+al'ero& la maggior parte degli strati (specialmente / elli pi4 interni)

m oiono& ma rimangono integri per anni. Eli strati s ccessivi non sono intimamente legati con gli strati morti& ma vi crescono sopra& avvolgendoli( ne conseg e che / ando n ramo si secca lascia nodi che sono come n tappo in n ' co& e facilmente si staccano / ando il legno viene segato. "i riconoscono tre tipologie di nodi3 Nella classifica*ione del legname i nodi sono stimati in 'ase alla forma& la dimensione& il colore& l+integrit1 e la ferme**a con c i rimangono in sede. La presen*a dei nodi infl isce s lla resisten*a alla 'l tt ra& s lla deforma'ilit1& s lla facilit1 di lavora*ione e la tenden*a alla forma*ione di fess re. "ono difetti che in genere rid cono la / alit1 del legname e ne a''assano il valore ove sia impiegato come materiale str tt rale e sia importante la resisten*a. L+inde'olimento del legno % ancora pi4 indesiderato dove siano presenti importanti sfor*i meccanici di tra*ione o compressione. L+infl en*a dei nodi s lla resisten*a di na str tt ra come na trave dipende dalla loro posi*ione& dimensione& n mero& dire*ione delle fi're e consisten*a. 2n nodo presente nella parte s periore viene compresso mentre nella parte inferiore % soggetto a tensione. La presen*a di piccoli nodi l ngo la linea di tensione n lla della trave p , anche incrementare la resisten*a& prevenendo la fess ra*ione longit dinale. $ nodi posti al centro& ad n / arto dell+alte**a della trave non sono n pro'lema serio& cos> come / elli presenti alle estremit1. $ nodi integri non invalidano il legno / ando sottoposti a sfor*i compressivi paralleli al senso delle fi're. " lle tavole e pannelli i nodi non sono dannosi se decorrono nel senso della l nghe**a con n certo angolo rispetto alla s perficie maggiore. $ nodi non infl iscono s lla rigidit1 del legname str tt rale. "olamente i difetti pi4 importanti possono incidere s l limite di elasticit1 di na trave. Higidit1 ed elasticit1 dipendono maggiormente dalla / alit1 delle fi're del legno pi ttosto che dai difetti. L+effetto dei nodi % / ello di rid rre la differen*a tra la tensione delle fi're al limite elastico e il mod lo di Io ng di rott ra della trave. La for*a di rott ra % invece molto infl en*ata dai difetti. A definire la pericolosit1 di n nodo contri' isce fortemente il rapporto tra la dimensione del nodo& indicata come diametro& e la dimensione della faccia s c i insiste& oltre che la se*ione anatomica in esso presente. 6er particolari applica*ioni& per esempio pannelli a vista& la presen*a dei nodi % positiva poich) dona al legno n aspetto estetico pi4 variegato ed interessante.

$l potere calorificoJ9K s periore del legno dipende al massimo per il 7;D dalla specie della pianta3 il cam'iamento % notevolmente infl en*ato dalla / antit1 d+ac/ a

6er i tronchi& per esempio / elli di noce da legno& la presen*a di nodi p , rappresentare n non trasc ra'ile motivo di depre**amento / alora si de''a procedere alla lamina*ione per tili**arne i fogli per impiallacciat ra& in / anto la por*ione corrispondente all+inserimento del nodo tende& nella lavora*ione& a staccarsi. $l legno fresco p , contenere na midit1 anche s periore al 7CCD del proprio peso secco. $l 9CD % definito come il punto di saturazione delle fibre (PSF)& % n valore formale che tiene conto del fatto che / esto valore % in realt1 compreso tra il -; e il :CD a seconda della specie e& principalmente ma non solo& della densit1. $l 6"# corrisponde all+ midit1 percent ale del legno per la / ale t tti i condotti cell lari (l mi) sono v oti ma le pareti cell lari sono sat re d+ac/ a. 0i, significa che non ne possono contenere altra al proprio interno e / indi l+ac/ a in pi4 si riversa nei condotti cell lari. Al di sopra del 6"# oltre l+ac/ a di sat ra*ione vi % anche ac/ a li'era( al di sotto vi % solo ac/ a di sat ra*ione. $l legno essiccato all+aria contiene ancora il 7-D-7<D di midit1. L+ midit1 del legno asci gato in essiccatoio p , essere invece portata a valori pi4 'assi (anche fino al <-LD). 6onendo il legno in am'iente sat ro di midit1& ma evitando il contatto con l+ac/ a allo stato li/ ido& si raggi nge la condi*ione di sat ra*ione delle fi're. $l legno % n materiale igroscopico& l+ac/ a p , legarsi ad esso sotto forma di vapore che interagisce con la parete cell lare o in forma li/ ida che scorre nei l men cell lari. "oltanto la prima infl en*a significativamente le propriet1 del legname. LMelimina*ione dal tess to legnoso dellMac/ a li'era non crea ness na modifica nel tess to se non n evidente calo di peso& lMelimina*ione dellMac/ a legata alle pareti cell lari (essicca*ione del legname o stagionatura) crea delle deforma*ioni e ritiri del legno. $l conten to d+ac/ a del legno viene espresso come rapporto tra la differen*a del peso del legno mido e del legno secco& diviso il peso di legno secco. 2n semplice metodo detto gravimetrico per mis rare il conten to di midit1 consiste nel pesare n campione m & essiccarlo in st fa a 7C9N9 O0 per n certo tempo oltre il / ale il peso diventa circa costante ms e ripesarlo3 vale la rela*ione . $l valore del conten to di midit1 del legno p , / indi essere s periore al 7CCD / alora almeno met1 del peso di n campione di legno sia dov to all+ac/ a in esso conten ta. "i p , mis rare anche il massimo conten to d+ac/ a del legno& eseg endo la mis ra di conten to di midit1 del legno s n campione immerso in ac/ a sino a peso costante. $l massimo conten to d+ midit1 del legno p , essere inoltre sato come n indice dello stato di degrado di n elemento ligneo. $nfatti al crescere del degrado delle cell le il conten to d+ac/ a& sopratt tto di im'i'i*ione& tende ad a mentare e / indi si p , stimare il livello di degrado in f n*ione del conten to massimo di midit1 del legno. Nel caso del legno archeologico 'agnato (o immerso) si sono riscontrati valori di conten to massimo di midit1 anche s periori al <CCD& indice di n / asi totale degrado della parete cell lare del legno. L+effetto dell+ac/ a nel legno % di rendere / esto pi4 soffice e flessi'ile& in modo simile all+effetto che si p , osservare s lla carta e s l panno. Entro certi limiti l+effetto ammor'idente a menta con l+a mentare del conten to in ac/ a. L+essicca*ione ca sa n notevole a mento della resisten*a del legno& in modo particolare in alc ne specie. 2n esempio estremo % l+a'ete rosso& in c i n 'locco di ; cm secco sopporta / attro volte il carico dello stesso 'locco ancora verde. 2na volta a''att to e ridotto in tavole& il legno esposto allMaria aperta (stagionat ra) comincia lentamente a cedere lMac/ a al s o interno allMaria circostante& scendo molto facilmente e velocemente dalle cell le poste s i 'ordi o le testate& e pi4 difficilmente dalle cell le in profondit1 (travaso da cell la a cell la). = esto dar1 l ogo a delle spaccat re s lle testate delle tavole. = ando lM midit1 del legno scende al di sotto del 6"# il legno comincia a ritirarsi e a deformarsi. 0on la stagionat ra nat rale si ottiene del legname con midit1 pari al 7;-7<D& dettata dallM midit1 di e/ ili'rio del legno con le

condi*ioni dellMam'iente esterno. $ tempi di essicca*ione sono molto l nghi (da < mesi a d e anni) con conseg ente immo'ili**o di capitali.

2na sc lt ra in legno 0ome nel resto del mondo& anche in $talia il legno str tt rale % stato largamente sato come materia prima per la costr *ione di case ed altri edifici fino agli anni venti del PP secolo. " ccessivamente % stato sostit ito dal mattone e dal cemento. ?ggi sta riac/ istando la s a importan*a& gra*ie anche ad na n ova coscien*a am'ientale. Eli elementi dell+arredamento sono fre/ entemente reali**ati in legno& cos> p re come rivestimento (pavimenti in legno& pannellat re ecc.). L+ so pi4 importante per l+evol *ione della civilt1 mana % per, legato alla scoperta del f oco ed al s o tili**o come fonte di energia& che permise agli omini preistorici di c cinare& scaldarsi e difendersi dagli animali. $l s o tili**o come fonte energetica principale % contin ato per t tta la storia dell+ manit1 fino a t tto il PQ$$$ secolo& / ando cominci, ad essere sostit ito dal car'one& dal potere calorifico pi4 elevato e pi4 adeg ato per le nascenti necessit1 ind striali. $l f oco di legna& in genere innescato con l+accensione di ramaglia& % t ttora sato in molte a'ita*ioni per il riscaldamento. "e 'r ciato nelle efficienti st fe moderne e prelevato da foreste appositamente coltivate& il legno p , essere na fonte di energia rinnova'ile.

Edifici multipiano in legno nelle metropoli europee - promo_legno promolegno.com

0omplesso residen*iale e per ffici& Bad Ai'ling& Eermania

Nell+edili*ia m ltipiano in legno& n r olo di prec rsore spetta alla Svizzera. Anche l> le costr *ioni in legno sono state a l ngo a tori**ate solo fino a n+alte**a massima di d e piani e si limitavano / indi prevalentemente alla tipologia della casa nifamiliare. La sit a*ione % cam'iata nel -CC;& / ando sono entrate in vigore n ove norme antincendio che ammettevano costr *ioni in legno fino a sei piani. Da allora& in "vi**era& sono sorti pi4 di 7;CC edifici m ltipiano e in particolare si sono aperte n ove opport nit1 per il mercato del legno nel segmento dei complessi residen*iali r'ani. La citt1 di Zurigo rappresenta n vero e proprio la'oratorio per l+edili*ia di domani& dove le propriet1 del legno& pienamente ria'ilitato come materiale costr ttivo& sono sfr ttate a fondo. = i l+o'iettivo di na "societ a 2000 Watt" introdotto nellMordinamento com nale nel -CCL prevede n incremento dell+efficien*a energetica degli edifici& fornendo n lteriore imp lso all+impiego del legno. A ienna& il n ovo ordinamento edili*io adottato nel -CCR ha reso possi'ile l+ so del legno fino a n+alte**a massima di sette piani. $l complesso residen*iale nella Wagra!er Strasse a Qienna rappresenta il primo intervento a'itativo (consegna nel -C79) conforme alle n ove direttive. $n adempimento alle speciali norme di prote*ione antincendio& il progetto della Wagramer "traSe si compone di elementi str tt rali indipendenti e la conformit1 agli stringenti re/ isiti previsti % stata testata nell+am'ito di na prova antincendio.

8 rraT Erove& Londra& Hegno 2nito

"ostruzioni in legno senza li!iti d#altezza $ differenza della Svizzera e dell#$ustria% la &ran 'retagna non i!pone alcun li!ite in altezza% a prescindere dal !ateriale di costruzione i!piegato( ) proprio *ui appare pi+ evidente la tendenza a uno sviluppo in verticale( ,el 200-% a Londra% . stato edificato l/edificio residenziale 0urra1 &rove con i suoi otto piani in legno( ,el 2022% se!pre nella !etropoli britannica% . sorta una nuova struttura di otto piani% la 'ridport 3ouse( 4uesto prestigioso progetto rappresenta il pri!o edificio !ultipiano in legno realizzato in &ran 'retagna% nel *uale anc5e il piano terra i!piega una struttura lignea( Sia il 0urra1 &rove sia la 'ridport 3ouse sono edifici ad uso residenziale realizzati con pannelli in legno !assiccio a strati incrociati e in entra!bi i casi i !ateriali e il kno675o6 sono stati forniti da produttori austriaci specializzati in costruzioni di legno( $n / anto ad alte**e consentite& in 8talia la sit a*ione % paragona'ile a / ella della Eran Bretagna. Al momento della progetta*ione del co!plesso di ia "enni . : edifici di U piani& anch+essi reali**ati con materiali e know-how a striaci& con consegna nel -C79 . le str tt re di legno erano limitate a / attro piani e i permessi speciali per il megaprogetto dovevano ancora essere rilasciati dal "ervi*io Aecnico 0entrale di Homa. Nel -C77& sotto il governo di 8ario 8onti& i limiti d+alte**a per le costr *ioni in legno sono stati a'oliti. $n materia di resisten*a al f oco& l+intervento di Qia 0enni non prevedeva l+applica*ione di alc n regolamento speciale& 'ens> la conformit1 con gli standard vigenti per le costr *ioni di / est+ordine di grande**a.

#orte Living& 8el'o rne& A stralia

L#avanzata dei "6oodscraper" 9grattacieli in legno: in tutto il !ondo ,el fratte!po sono sorti progetti !ultipiano in legno anc5e al di fuori dell#area europea( 8n te!a

di edilizia residenziale in legno% l#$ustralia spicca ad ese!pio per il co!plesso abitativo di dieci piani Fort; Living( La torre residenziale ad alta efficienza energetica . situata a 0elbourne% la citt c5e all#insegna dello sviluppo sostenibile aspira entro il 2020 alla totale neutralit cli!atica( $n "anada& l+architetto 0ic5ael &reen di ancouver ha ass nto il r olo di prec rsore con la progetta*ione di n grattacielo in legno di 9C piani. $l progetto pionieristico interna*ionale fa parte di n ampio programma di ricerca s l tema dell+edili*ia m ltipiano in legno previsto nella citt1 canadese. L+am'i*ioso progetto mira alla reali**a*ione del grattacielo 5pi4 verde5 al mondo& / indi il pi4 sosteni'ile. $n linea con la s a filosofia di 5woodscraper5& il grattacielo in legno& Ereen sostiene3 56erch) limitarsi a costr ire edifici in legno di n paio di piani& / ando gli al'eri nel loro am'iente nat rale sono 'en pi4 altiV5.

Smaltimento Legno

gestione-rifi ti.it
Il legno un materiale organico ed in grado di riprodursi naturalmente. Il legno non tutto uguale; ogni albero a propriet! fisic e c e lo rendono di"erso per aspetto ed utili##o. Esistono $$.%%% specie di"erse di legni c e si differen#iano per l&odore' il colore' il disegno delle "enature' la massa "olumetrica. (ambiano anc e le propriet! meccanic e come l&elasticit! e la dure##a' la resisten#a alla compressione' alla tra#ione' alla flessione. Il legno' inoltre' un materiale igienico perc ) facilmente pulibile' igroscopico' in *uanto assorbe l&umidit!' e biodegradabile al +%%,' infatti pu- essere recuperato facilmente.

$l legno % na materia prima di fondamentale importan*a& oltre che per generare calore& per la costr *ione di edifici& di arredi& di me**i di trasporto e per proteggere materiali ed oggetti delicati( da esso si ottiene anche la carta. <ifiuti di legno riciclabili= W Bancali W 0assette per la fr tta W 0asse da im'allaggio W Aravi da demoli*ione W Assi W 6allets W W W 8o'ili vecchi Bo'ine cavi elettrici 6otat re

<iciclaggio Legno Hec perare il legno significa preservare l+am'iente che ci circonda. 6oter riciclare il legno v ol dire trattare 'ene la materia prima& gli al'eri& e rid rre l+impatto am'ientale che n rifi to legnoso a''andonato in discarica prod ce. 6er ogni al'ero a''att to per prod rre im'allaggi di legno& infatti& n altro ne viene piantato t telando cos> il patrimonio 'oschivo. $l fatto di rec perare materia prima dai rifi ti legnosi significa anche proteggere l+atmosfera3 il legno che va alla discarica emette metano& e rilascia anidride car'onica& d e gas tra i principali responsa'ili dell+effetto serra. Le emissioni di metano derivano dal processo di decomposi*ione degli scarti di legno& e dei ceppi lasciati s l terreno& sopratt tto in caso di grandi deforesta*ioni( l+anidride car'onica % conten ta e 5congelata5 nelle fi're di legno& e viene rilasciata solamente / ando il legno non % pi4 tili**ato.Hi-prod cendo il legno dai rifi ti / indi si evita che l+anidride car'onica e il car'onio conten ti nelle fi're legnose siano dispersi.

Processo di riciclo $l materiale di rifiuto di legno viene raccolto presso le apposite piattaforme per poi essere avviato agli impianti di riciclaggio. A tto il legno p , essere riciclato e il materiale otten to % di ottima / alit1. 6resso i centri di raccolta il legno s 'isce na prima rid *ione di vol me per ragioni logistiche& poi viene avviato agli impianti di riciclaggio dove s 'isce le opera*ioni di pulizia& e s ccessivamente ridotto in scaglie& cio% frantu!ato meccanicamente in piccoli pe**i detti c5ips. " ccessivamente dei 5p litori5 ne eliminano i corpi estranei minori (chiodi& sassolini& ecc...) mentre altri& detti m lini& lo raffinano lteriormente& rendendo le fi're ancora pi4 piccole. $l legno passa poi ad n essiccatoio e s ccessivamente avviato ai p litori pne matici a secco. $l semilavorato otten to& amalgamato con resine& forma il protopannello che& pressato a freddo e a caldo& da l ogo a pannelli di legno di varie mis re che vengono impiegati per la costr *ione di mo'ili e rivestimenti interni ed esterni. 0on alc ne tipologie di scarto del legno si prod cono 'ricchetti di legno pressato tili**a'ili& invece della legna otten ta tagliando n ovi al'eri& in st fe tradi*ionali. Eli scarti industriali della lavora*ione del legno vergine (segat re& rifili& rimanen*e da tagli) possono essere anche impiegati in cartiera per la produzione di pasta cellulosica& nei centri di trattamento della fra*ione organica dei rifi ti (co!postaggio) o nell+edili*ia per la produzione di 'locchi di legno-cemento.

Le alternative al riciclaggio del legno sono3 l+inceneri!ento o la !essa in discarica. 8nceneri!ento = ando il legno non % adatto alla trasforma*ione e al riciclo& viene inviato agli impianti di ter!ovalorizzazione ed tili**ato per prod rre calore ed energia proprio perch)& per s a nat ra& ha na resa& molto ' ona& in termini di potere calorico. Eli svantaggi di / esta modalit1 sono3 se non % preced to da na ra*ionale cernita p , costit ire na perdita di materiali aventi ancora n poten*iale valore d+ so e determina n rapido ritorno dell+anidride car'onica nell+atmosfera % n processo non ripeti'ile perch) la materia viene eliminata Discarica

Link di riferi!ento= <ilegno - 0onsor*io Na*ionale per la raccolta& il rec pero e il riciclaggio degli im'allaggi di legno X 666(rilegno(it Federlegno $rredo - #edera*ione delle piccole& medie e grandi imprese ind striali del legno

X 666(federlegno(it $ssolegno - Associa*ione Na*ionale ind strie prime lavora*ioni e costr *ioni in legno X 666(federlegno(it>associazioni>assolegno La !essa in discarica dei rifi ti derivanti dal legno % la sol *ione pi4 sconsigliata in / anto3 le discariche occ pano il territorio in maniera praticamente permanente e& a livello locale& determinano n grave dist r'o (odori& r mori& traffico) costit isce na poten*iale fonte di in/ inamento perch) il 'iogas (metano <CD e anidride car'onica :CD) prodotto dalla degrada*ione anaero'ica del materiale organico contri' isce all+Effetto "erra

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