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RECNPLAY 52 / 2007 - Native Instruments FM8

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NATIVE INSTRUMENTS FM8
Virtual Frequency Modulation Synthesizer
E QUI SCATTA LAPPLAUSO

Nel percorso evolutivo della Musica Elettronica, le invenzioni veramente significative si
contano sulle dita di due mani; una delle dieci - scegliete voi quale dito accoppiare -
sicuramente occupato dalla Linear FM Synthesis, ovvero dalla sintesi per Modulazione
Lineare di Frequenza concepita da John Chowning nel pieno degli anni 70 presso i
laboratori CCRMA della Stanford University e, successivamente, portata al successo
commerciale dalla Yamaha Corporation.

di Enrico Cosimi
ecosimi@chitarre.com

Non questa la sede per ripetere tutti i fasti della FM, baster ricordare come laffermazione commerciale di
strumenti come la Yamaha DX-7 Mk I nel 1983 e successivamente la DX-7 II/FD (per un totale di qualche
centinaia di migliaia di apparecchi venduti in tutto il mondo) abbia influenzato in maniera significativa la
produzione di musica elettronica (e non) consumer ed accademica.
Allinterno del pi generale filone storico di riproduzione hardware mediante software, gi nel 2001 Native
Instruments aveva rilasciato il primo programma FM7, in grado di offrire totale compatibilit con il sys-ex
Yamaha originale condito con una significativa serie di migliorie; annunciata nel 2006, ma effettivamente
disponibile nel nuovo, definitivo, standard Universal Binary, la nuova versione FM8 offre allutente capacit di
sintesi e funzioni di controllo accessorie pressoch irresistibili, tali da innescare, anche nel programmatore /
compositore pi smaliziato, una compulsiva sete di possesso.



Software ed installazione
N.I. FM8 disponibile per le piattaforme Mac, PC ed Universal Binary; pu essere utilizzata tanto in modalit
standalone quanto integrata come plug-in allinterno delle pi diffuse unit host presenti sul mercato.
Linstallazione non richiede eccessive cautele, i requisiti di sistema - come al solito - possono essere
riassunti nel classico adagio the more, the best, come per quasi tutti i programmi che gestiscono laudio
allinterno di un computer. Lautorizzazione, archiviato il vecchio Registration Tool, avviene ora attraverso un
nuovo Service Centre che, tramite lormai consueto sistema di challenge/response, autorizza il programma
sulla base dellidentificazione di componenti hardware fondamentali del computer. Come utenti registrati, si
ha diritto a due installazioni su altrettante macchine, purch non operative nello stesso istante (un fisso ed
un portatile); sempre tramite Service Centre, si pu trasferire lautorizzazione da una macchina allaltra e,
con una serie di automatismi, si possono tenere sotto controllo tutti gli aggiornamenti da scaricare per il
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programma, differenziandoli da quelli gi scaricati; un bel passo avanti rispetto alle insidie del precedente
Registration Tool. La procedura di autorizzazione avviene - senza problemi nel nostro caso (Universal
Binary) - tramite ethernet/internet, via fax o via file da trasmettere attraverso macchina host.
Il programma viene fornito con una quantit industriale di suoni pronti ad essere utilizzati, gi mappati e
catalogati secondo le nuove caratteristiche Kore Sound (ulteriori particolari in seguito), contiene tutti i suoni
precedentemente sviluppati per FM7, con il quale mantiene una totale retrocompatibilit e garantisce la
capacit di gestione diretta dei file sys-ex trasmessi dalle macchine hardware Yamaha originali.
Inutile dire che il patrimonio di patches disponibili in rete enorme

Avviso ai naviganti
Di solito, quando si parla di una revisione software inerente ad un pacchetto operativo gi disponibile sul
mercato, si tende a concentrare lattenzione sulle nuove funzionalit, dando per scontata la conoscenza
dellambiente di programmazione da parte dellutente; in questo caso, vista la rivoluzione generale apportata
allarchitettura di sistema, ripartiremo quasi da zero.



Interfaccia utente
La schermata principale del programma divisa in quattro zone operative:

Application Control Bar, la fascia orizzontale superiore, che contiene i pulsanti per la visione
selettiva di tastiera virtuale e di schermata controllo, la gestione dei file in save/load, lidentificazione
del programma operativo - ed il suo browsing per posizioni contigue, laccensione dellarpeggiatore,
lindentificazione della posizione originale nella matrice di morphing timbrico; sempre nella stessa
fascia, sono poi visibili le voci di polifonia instanziate, il carico sulla CPU (sul nostro MacBook Pro
2.33 GHz, 8 voci di polifonia full option impiegano il 4% della potenza totale di calcolo), la ricezione
di codici MIDI, linnesco del MIDI Learn ed una miniaturizzazione dello spettro armonico generato
dal timbro programmato.
Navigator, la fascia verticale sinistra che raccoglie i selettori di visualizzazione per le diverse sub-
pagine in cui organizzato il programma. Oltre alle sub-pagine primarie (Browser, Attributes,
Master, Effects, Arpeggiator, Easy/Morph, Expert), sono disponibili altre visualizzazioni che
permettono di controllare in un solo colpo docchio lo stato di tutti gli operatori disponibili o - in
alternativa - di focalizzare lattenzione su uno solo di questi, gli inviluppi, le modulazioni, il fractional
key scaling, lanalizzatore di spettro e loscilloscopio virtuale (applausi, prego), il pitch envelope.
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Editing Area, alla destra del navigatore; la zona dove vengono riportati i parametri inerenti alla
pagina selezionata. Nellillustrazione soprastante, sulla destra della Master Window riportata la
matrice degli operatori, con cui lutente pu creare o editare determinati algoritmi di funzionamento.
Virtual Keyboard, con cui pilotare - in mancanza di meglio - lemissione delle note in punta di
mouse; come tutti i programmi N.I., anche in questo caso si pu comunque ricorrere allalfanumerica
del computer per gestire in polifonia lesecuzione delle note richieste.



Master Window
Sarebbe offensivo per il lettore subire unapprofondimento relativo ai comportamenti di questi parametri, che
governano lintero funzionamento del programma. Baster evidenziare che, vista la natura di plug-in, FM8
pu essere utilizzato come generatore timbrico, ma anche come unit di filtraggio per segnali esterni (ecco
spiegata la presenza dellInput Level), offrendo capacit di controllo assolutamente degne di nota: avete mai
provato a processare uno speaker in regime di FM lineare?
Altrettanto significativa la presenza della doppia regolazione di precisione Analog/Digital, con il quale
scalare la nettezza timbrica o definire il numero di bit utilizzato per la generazione sonora (ricordiamo che la
DX-7 Mk I lavorava a 12 bit, la DX-7 II FD era invece potenziata a 16 bit).
Sulla destra dellimpaginazione, disponibile il listato dei MIDI CC eventualmente mappati al controllo dei
parametri interni; poco da dire sui pi comuni controlli di Polyphony, Unison, Portamento eccetera; degna di
nota invece la possibilit - filologicamente ispirata alle funzioni della DX-7 II FD - di dedicare il Pitch Bend, in
alternativa al normale funzionamento, al trattamento selettivo delle voci pi alta, pi bassa, pi recente,
legata.



Effects Window
Prerogativa originale di FM8, ora possibile arricchire la timbrica FM con un blocco di dodici effetti diversi,
inseribili e modificabili a discrezione dellutente. Non possibile alterare la sequenza degli effetti, questo
significa che il riverbero si trover sempre in terzultima posizione e loverdrive sar sempre allinizio della
catena di processing; nonostante questa limitazione, la struttura ricca ed offre (in sequenza): Overdrive,
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Tube Amp simulator, Cabinet simulator (con 10 simulazioni desunte dal know how Guitar Rig 2), Shelving
EQ, Peak EQ, Talk Wah, Phaser, Flanger, Tremolo, Reverb (puro e dilatabile a discrezione dellutente),
PsycheDelay (stereo delay con modulation pitch sulle ribattute e reverse selezionabile to die for),
Chorus/Delay. Lamount di effetto applicato al suono generale per tutti e dodici i trattamenti; lutente pu
copiare da una timbrica lintero blocco di regolazioni effetto ed incollarlo su un altro suono
1
. Comunque,
allinterno della matrice di morphing, eventuali differenze nellEffect Amount presenti sulle quattro timbriche
vengono rispettate; come dire che i suoni posizionati ai quattro punti cardinali della matrice confluiscono
nella stessa configurazione di effetti, ma con quantit di trattamento diversificato.



Arpeggiator Window
Un altro arricchimento, decisamente significativo, di FM8 il nuovo arpeggiatore, che riunisce funzionalit
tipiche degli step sequencer di analogica memoria con le possibilit espressive dellautomatismo esecutivo.
Ogni timbrica di FM8 pu avere il proprio corredo di parametri di arpeggio (come dire che pu avere il
proprio arpeggiatore indipendente) e, nel caso di instanze multiple allinterno di una piattaforma host, si
possono controllare i diversi arpeggiatori in rapporto al master clock di sincronizzazione generale;
ovviamente, in modalit standalone, la struttura monotimbrica del programma permette loperativit di un
singolo arpeggiatore alla volta (la situazione non cambia neanche nel caso di quattro sonorit messe in
morphing, come vedremo in seguito).
La pagina dellarpeggiatore divisa in due sezioni: il pattern editor inferiore, dove lutente pu specificare
gli attributi indipendenti per ciascuno dei 32 possibili step in cui articolare lesecuzione e quella superiore,
che raccoglie i valori parametrici comuni allintero pattern.
Premesso che il pattern pu avere una lunghezza variabile tra 1 e 32 step, a discrezione dellutente,
necessario puntualizzare che ci sono 64 templates di arpeggio memorizzabili, cio sessantaquattro possibili
modelli cui fare velocemente riferimento se non si vuole annegare nelle opzioni di programmazione; di questi
modelli, 48 vengono forniti da Native Instruments e 16 sono lasciati liberi a disposizione dellutente. E
comunque possibile sovrascrivere tutti i templates sostituendone il contenuto in maniera distruttiva;
ovviamente, in mancanza di un backup data, meglio agire con una certa cautela.

Arpeggio: parametri globali?
I parametri globali di arpeggio comprendono le tradizionali logiche di Hold, Key Sync e One Shot, pi una pi
ambigua funzione Down che permette di definire - a priori - se la scansione delle note eseguite debba
essere operata dal basso verso laltro o dallalto verso il basso. La lettura degli step pu avvenire secondo
velocit metronomica specificata in BPM (in assenza di sincronizzazione con il master clock) rispettando una
percentuale di Shuffle applicata al valore ritmico selezionato per gli step (con attributi Tripled e Dotted a
discrezione dellutente). La gestione della key velocity pu essere controllata nel rispetto dellesecuzione
sulla periferica MIDI di controllo, o pu essere impostata tout cour definendo un valore unico arbitrario; allo
stesso modo, possibile impostare un valore di offset sul rapporto legato/staccato allinterno della durata per
il singolo step. La quantit di dinamica aggiuntiva (Accent) definibile mediante controllo dedicato. E

1
Non ci dispiacerebbe, in una prossima versione, scoprire una maggior flessibilit nellassegnazione e nellordinamento degli effetti,
magari implementati graficamente secondo le logiche object oriented gi sperimentate in altre pagine dello stesso programma.
Altra considerazione da aggiungere alla lista dei desiderata: la catena di effetti unica anche nel caso di quattro timbriche messe in
morphing perch non prevedere la possibilit di lavorare con quattro catene effetti mantenendo unindipendenza timbrica alla
Novation per intenderci? Certo, il costo sulla CPU sarebbe significativo, ma con lincremento di potenza offerto dai nuovi dual core

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possibile definire una finestra di tastiera dedicata allarpeggio, a destra o a sinistra (opzione Bass) di un
punto di Split liberamente indirizzabile.


Modi di Arpeggio
Fino a qui, le cose rispettano la tradizione; diverso il discorso per la gestione del Mode, ovvero della
procedura con cui le note eseguite sulla tastiera vengono assegnate alla griglia di step previsti per la
maschera di arpeggio; presupponendo che quasi sempre ci sono pi step in lista che note premute (lo
stesso Hannibal Lecter, il caso pi famoso di polidattilia conosciuto dalle masse, non potrebbe arrivare a
premere pi di dodici note contemporaneamente), possibile sfruttare diverse logiche di assegnazione.
Supponiamo di aver creato una maschera di arpeggio con otto step abilitati al playback e di suonare sulla
tastiera la triade fondamentale di do maggiore C D E, in base alla logica selezionata, avremo i seguenti
comportamenti:

Ping: C D E D C D E D (senza ripetizione delle note terminali).
Pong: C D E E D C C D (con ripetizione delle note terminali).
Wrap: C D E C D E C D (ripetizione delle note ad esaurimento degli step disponibili).
Wrap+: C D E C+ D+ E+ C++ D++ (ripetizione delle note con raddoppio di ottava superiore
progressivo).
Wrap-: C D E C- D- E- C-- D-- (ripetizione delle note con raddoppio di ottava inferiore progressivo).
Last: C D E E E E E E (ripetizione dellultima nota eseguita).
First: C D E C C C C C (ripetizione della prima nota eseguita).
Random: selezione casuale delle note.
Pause: C D E - - - - - (riempimento con pause per tutti gli step che avanzano, utile per mantenere
costante la durata del pattern rispetto al clock esterno).


Arpeggio Pattern Editor
La costruzione della maschera di arpeggio avviene nella parte inferiore della schermata: per ciascuno step
sono disponibili sei possibili attributi impostabili in maniera indipendente:

On/Off, ovvero lalternanza nota-pausa.
Tie, la legatura che unisce due step contigui e non fa ripartire linviluppo.
Accent, un valore di dinamica addizionale sommato al livello di Key Velocity generale.
Note Order, lordine con cui le note premute sulla tastiera (lette dal basso verso lalto o dallalto
verso il basso - in base allo stato del controllo Down) vengono assegnate alla matrice di step;
normalmente la scansione di lettura lineare: 1 2 3 4 5 6 7 8, ma possibile creare delle
ripetizioni o sequenze pi complesse, normalmente proibitive per un arpeggiatore standard.
Octave, un offset di intonazione specificabile in +/-2 ottave rispetto al valore eseguito sulla tastiera.
Transpose, un offset di intonazione specificabile in +/- 11 semitoni rispetto al valore eseguito sulla
tastiera.

Ciascun attributo pu essere resettato velocemente su un valore standard o pu essere randomizzato con
un semplice click del mouse (questultima opzione permette di generare velocissimamente una quantit
pressoch infinita di pattern trance).
Come nel Matrix Pattern Sequencer di Reason 3.0, anche in questo caso possibile trasferire il contenuto
delle singole celle step spostandolo di una o pi locazioni mediante selettori Left/Right Position Shift.


Un classico banco di prova per gli arpeggiatori
la capacit o meno di riprodurre con esattezza la sequenza iniziale (sovrapposizioni di traccia escluse)
di Baba O Riley traccia di apertura composta da Pete Townshend nel 1971 e pubblicata dagli Who
nellalbum Whos Next.


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Larpeggiatore di FM8 offre due possibili soluzioni:
A. Il musicista suona solo Fa sulla tastiera ed il pattern editor, dopo aver inserito i valori riportati
nellillustrazione sottostante, fa tutto il resto.




B. Il musicista si degna di suonare il tricordo Fa - Do - Fa ed il pattern editor si occupa delle ripetizioni e
della selezione note order desiderata. Da non dimenticare che, in un normale arpeggiatore, il
risultato sarebbe Fa1 - Do - Fa2 - Do - Fa1 nel migliore dei casi, Fa1 - Do - Fa2 - Fa1 - Do - Fa2 nel
caso pi comune.



Tutte e due le possibilit, A e B, sono valide e possono essere scelte sulla base di valutazioni squisitamente
soggettive (ad esempio il numero di dita disponibili per linserimento note in tempo reale); quello che non
cambia la dimostrata flessibilit dellarpeggiatore contenuto allinterno di FM8.


Easy / Morph Window
Se lutente non ha capacit o volont di affrontare le masochistiche delizie della programmazione FM
lineare, pu sempre limitare i propri interventi alla gestione dei parametri operativi raccolti nella Easy Page;
come lascia presagire il nome, in questo blocco funzione sono raccolti dei macro comandi che simulano
efficacemente loperativit tipica di una rassicurante interfaccia analogica, andando per ad agire su
numerose destinazioni della struttura di sintesi. Ad esempio, ma se ne potrebbero fare molti, il comando di
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Brightness influenza il volume di uscita di tutti gli operatori che agiscono da modulatore, e
contemporaneamente interviene anche sulla quantit di feedback emesso in ciascuno degli eventuali
percorsi recursivi implementati. Lutente pu scegliere di non vedere tutto questo e, girando una sola
manopola di brillantezza, accettare velocemente il risultato dellaccresciuta presenza armonica.



La Editing Area divisa in due sezioni inerenti la gestione Easy ed il controllo della matrice di Morphing.

Easy Window
I parametri di intervento immediato sono relativi alla gestione delle modulazioni cicliche prodotte mediante:

LFO: la macro gestisce simultaneamente i due oscillatoria bassa frequenza disponibili come
sorgente di modulazione; i parametri comprendono:
o Rate, velocit di modulazione;
o Vibrato, quantit di modulazione sulla frequenza degli operatori Carrier;
o Timbre, quantit di modulazione sulloutput level degli operatori Modulator e sui feedback
loop eventualmente instanziati sulla stessa categoria di operatori ;
o Tremolo, quantit di modulazione sulloutput level degli operatori Carrier.
Timbre: gestione facilitata dei parametri che governano il contenuto armonico del suono
programmato (o minimamente editato):
o Harmonic, modifica del contenuto armonico ottenuta variando i rapporti di frequenza tra
operatori Carrier e Modulator;
o Detune, applicazione di un offset in Hertz allintonazione dei soli operatori Carrier,
o Envelope Amount, controllo generale sullintervento degli inviluppi applicati indistintamente a
tutti gli operatori;
o Brightness, incremento delloutput level per gli operatori Modulator, con conseguente
aumento delle armoniche generate;
o Velocity, variazione della sensibilit alla key velocity simultanea per tutti gli operatori (se
sono Carrier, si tradurr in un aumento di livello audio, se sono Modulator, si tradurr in una
maggior apertura timbrica del contenuto armonico).
Timbre Envelope, macro iper semplificata degli inviluppi multi-stage che governano loutput level
per gli operatori Modulator; le curve di inviluppo vengono gestite mediante i quattro tradizionali
parametri di Attack, Decay, Sustain, Release.
Output: macro che permettono di gestire, in maniera velocizzata, i parametri di:
o Volume, livello generale della timbrica programmata;
o Key Velocity;
o Stereo Width, apertura stereofonica del posizionamento per i singoli operatori Carrier
(vedremo dopo come sia possibile, nella matrice di algoritmo, specificare individualmente le
posizioni stereo di ciascun operatore).
Amplitude Envelope, in maniera simmetrica al Timbre Envelope, anche in questo caso vengono
forniti quattro veloci punti di intervento per controllare Attack, Decay, Sustain e Release
sullampiezza del timbro. Ovviamente, le macro agiscono sugli inviluppi multistadio degli operatori
Carrier.
Effects, gestione iper velocizzata della quantit di effetto ed accensione/spegnimento per i moduli di
trattamento sonoro.
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Morph Square
Nella sua forzata monotimbricit per instanza, FM8 offre la possibilit di articolare simultaneamente quattro
blocchi di programmazione tra cui migrare vettorialmente per ottenere ibridi timbrici
2
. Per migrazione
vettoriale si intende la possibilit di ottenere progressive variazioni sonore tra i quattro timbri liberamente
selezionati nella sound library e successivamente assegnali ai punti cardinali nord, sud, est ed ovest.


Non tutto sottoponibile a morphing
Il morphing dei valori forzatamente limitato a determinate famiglie di parametri che compongono il timbro;
sono sottoponibili a morphing i parametri di: frequenza degli operatori, forme donda degli operatori
(mediante un passaggio switch, non graduale), parametri degli operatori X (noise-waveshaper) e X (doppio
filtro multimodo), valori per le qualit Analog e Digital del timbro, FM Matrix amount, FX amount, Algorithm
(si si, proprio lalgoritmo, ovviamente non possibile effettuare un morphing graduale tra un tipo di
collegamento e laltro).

C una categoria di parametri che non pu essere sottoposta a morphing, e che vengono desunti in blocco
dal timbro instanziato nellangolo a sinistra in basso del morph square; i parametri non morphabili
riguardano: gli inviluppi, il keyscaling, il modo mono/unison ed il portamento, le modulazioni e le
assegnazioni dei due LFO, i parametri di arpeggiatore (ne parlavamo in precedenza), i parametri dei singoli
blocchi FX implementati.

Come si riconoscono i parametri morphabili da quelli non morphabili? Semplice: nelle pagine grafiche, quelli
influenzabili dal Morph Square sono evidenziati nella loro intestazione con una versione miniaturizzata del
quadrato di controllo.

Come al solito, se proprio ci si vuole almeno avvicinare ad una grossolana vettorializzazione dinamica di tutti
i parametri (o meglio delle rispettive ampiezze timbriche), necessario instanziare quattro versioni del plug-
in FM8 e successivamente, allinterno del programma host, automatizzare altrettante traiettorie di volume.
Non proprio la cosa pi comoda del mondo


Se la gestione del morphing fosse limitata alla variazione
non dinamica dei rispettivi timbri, la cosa potrebbe definirsi
quantomento limitata; invece FM8 offre una serie di
parametri addizionali che permettono il condimento
delloperazione rendendola pi interessante.

Una volta assegnati i quattro timbri desiderati, possibile
definire unarea di randomizzazione controllata che,
mediante i due slider orizzontale e verticale, prevede una
nuvola di casualit applicabile ai valori parametrici
originali; se il cursore di traiettoria, il quadrato rosso che
compare nel morph square, viene schiacciato contro i
margini dellarea utile, la nuvola di randomizzazione viene
ridimensionata in tempo reale, concentrandola allinterno
dello spazio residuo disponibile.

E possibile assegnare uno stesso timbro a tutti e quattro i
quadranti mediante Normalize Timbres, che moltiplica
automaticamente la sonorit della posizione sinistra in
basso per le altre tre locazioni; successivamente, diventa
possibile alterare diversi blocchi di valori - ad esempio FX
amount - e lasciare fare il resto alla randomizzazione del
morphing.

2
A differenza di un vero sintetizzatore vettoriale, in questo caso il tragitto sonoro tra le quattro timbriche originali non pu essere
automatizzato, ovvero non possibile disegnare una traiettoria che - mediante una sorgente di modulazione o con altre funzioni
programmabili - possa essere (de)scritta a priori ed eseguita in differita. Lunica maniera per automatizzare lo spostamento di morphing
consiste nellassegnale lo spostamento del cursore ad un MIDI CC specifico e, in maniera esterna ad FM8, automatizzarne i valori
allinterno del programma host Audio/MIDI. Chiss che, anche in questo caso, in occasione di una prossima revisione software
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La quantit di valore random specificabile mediante preciso random seed nel range min/max di 0/100.



Le finestre Expert
Fino ad ora, ogni pagina richiamabile con il Navigator corrispondeva ad un unico blocco di dati; il modo
Expert racchiude al suo interno altre 14 pagine che diventano indispensabili per programmare in dettaglio il
le timbriche ottenibili con FM8. Inutile dire che, se ancora non vi siete convertiti alla FM Lineare, potete
continuare felicemente con il modo Easy, piluccando qua e la allinterno della nutrita libreria di timbriche e
trattamenti audio forniti con il programma.


Altrettanto inutile dire che, per sopravvivere alle Expert Pages bisogna avere le idee abbastanza chiare sul
funzionamento pratico della vecchia Yamaha DX-7 (Mk I e II FD) e, pi generalmente, sulla teoria della
Linear FM Synthesis. A questo punto, una persona minimamente sensata andrebbe a rispolverare i vecchi
manuali teorici, qui invece si continua a testa bassa.

Gli algoritmi secondo FM8
Tutte le pagine Expert hanno in comune, sulla destra, la graficizzazione della FM Matrix, ovvero del
possibile algoritmo costruibile dallutente. La sua struttura grafica sensibilmente diversa dalla tradizionale
rappresentazione di scuola Yamaha, e pu disorientare pi di un utente alle prime esperienze con FM8.
Il lettore mediamente esposto alla FM lineare ricorder come, alla base del suo funzionamento, ci siano sei
generatori sonori che, combinati in diverse maniere, producono spettri armonici particolarmente complessi: il
tipo di combinazione, ovvero il rapporto di funzione Carrier/Modulator per lesattezza lalgoritmo.

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Nella vecchia scuola grafica Yamaha, lalgoritmo veniva visualizzato con una serie di scatole connesse tra
loro; ad esempio, lalgoritmo 01 (adatto alla programmazione di timbriche composte da due nuclei di sintesi
differenziabili per intonazione - i due carrier - e per contenuto armonico - i quattro modulator ) era cos
rappresentato:



Nel nuovo FM8 (e gi nel precedente FM7) lo stesso algoritmo viene visualizzato nella maniera seguente:



Queste le considerazioni fondamentali:

1. Gli operatori vengono identificati con lettere da A a F, F loperatore 1 e A loperatore 6.
2. Gli operatori Carrier (quelli di cui si ascolta luscita audio) sono collegati direttamente alla barra di
uscita audio che corre orizzontalmente nella fascia bassa della rappresentazione; allintersezione,
visualizzato il valore del livello di uscita - in questo caso, per i due operatori F e D, pari a 100.
3. Gli operatori Modulator (quelli che con la loro azione modulante definiscono il contenuto armonico)
agiscono sui Carrier selezionati mediante un sistema di intersezioni lungo gli assi grafici verticali ed
orizzontali; in questo caso, loperatore E modula loperatore F con unampiezza pari a 39/100,
loperatore C modula il D a 66/100, il B modula il C a 30/100, lA modula il B a 39/100.
4. Il feedback loop, ovvero la condizione in cui luscita audio di un operatore riportata allingresso di
modulazione del medesimo operatore, realizzato con unintersezione sopra o a fianco
delloperatore intessato; nellillustrazione, loperatore A in feedback loop.
5. Caratteristica particolare di FM8, ciascun operatore carrier pu essere assegnato ad un preciso
punto sullarco della stereofonia; nellillustrazione superiore, i due operatori F e D sono panpottati in
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posizione full right e full left. Gli altri operatori, essendo modulators, in questo non raggiungono
direttamente il buss audio e quindi non hanno controlli di panpot.
6. Gli operatori A-B-C-D-E-F sono accesi, quindi attivi; gli operatori X e Z sono spenti, quindi inattivi.
7. Loperatore A, evidenziato con il box di colore giallo, stato selezionato per le operazioni di editing.

Di seguito, altri algoritmi a confrono nella doppia visualizzazione Yamaha - Native Instruments. Lalgoritmo
18 costruito su un unico operatore Carrier, il numero 1 (Yamaha) o F (Native Instruments), su cui insistono
tutti gli altri Modulators, con presenza di un unico feedback loop.



Lalgoritmo 26 prevede la presenza di tre operatori Carrier, il primo 1/F non modulato, il secondo 2/E
controllato da un solo Modulator, il terzo 4/C controllato da due Modulators (di cui uno in feedback loop).
Nella visualizzazione Native Instruments, loperatore A - in feedback loop - selezionato per lediting
parametrico.



Superato un certo limite di complessit, la visualizzazione tradizionale diventa insufficiente; nellesempio
seguente, forniamo prima la rappresentazione secondo gli standard FM8 Native Instruments dove,
comunque, la complessit circuitale pu essere seguita con relativa chiarezza, e successivamente la
rappresentazione grafica nel formato tradizionale Yamaha. In questultimo caso, per venire a capo dei
percorsi audio, dei feedback loop, delle modulazioni primari e di quelle addizionali, diventa indispensabile
ricorrere alla colorazione differenziata.

Nel caso specifico, le uscite audio sono in verde, i feedback loop sono in rosso, le modulazioni primarie sono
in nero, quelle secondarie sono in blu.

Il lettore valuti le due rappresentazioni e tragga le proprie conclusioni sullefficacia della FM Matrix
implementata da Native Instruments
3
.

3
Inutile ricordare come solo mediante implementazione N.I. sia possibile, in ambiente commerciale, riprodurre percorsi FM come quelli
a triplo e quadruplo modulatore nidificato ampiamente sperimentati e codificati allinterno del panorama accademico.
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Expert Page - Operator A-F
Ciascuna di queste sei pagine visualizza in un unico colpo docchio tutti i parametri relativi ai sei operatori
tradizionali desunti dalla classica implementazione FM commerciale Chowning-Yamaha
4
.



E possibile intervenire sulle regolazioni di Ratio (rapporto di frequenza variabile tra 0.0000 e 64.0000, la
presenza di quattro decimali permette di dosare con estrema precisione i valori desiderati) e di Offset
espresso in Hertz; i due valori definiscono lintonazione delloperatore. A seconda del suo ruolo allinterno
dellalgoritmo, lintonazione rispettata produrr un preciso intervallo musicale (se loperatore in funzione
Carrier) o un determinato contenuto armonico (se loperatore in funzione Modulator).
La Waveform, cio la forma donda generata dalloperatore, selezionabile tra 32 disponibili (la classica
sinusoide, le nuove forme donda del TX ed una nutrita serie di onde generate additivamente), sulla forma
donda possibile applicare attributi come linversione di fase, il key sync sul nota on e labilitazione al pitch

4
Ricordiamo che FM8 - come la precedente versione FM7 - implementa otto operatori, assegnando agli ultimi due, denominati X e Z,
peculiari funzioni di External Input/Wave Shaper e Dual Filter Multimode.
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envelope per il controllo di intonazione. A differenza della DX-7 tradizionale, ciascun operatore esce in
stereo e pu quindi essere governato in Output Level, Key Velocity Sensitivity e Pan.
Le modulazioni sullampiezza del segnale in uscita sono raggruppate secondo il nuovo stile grafico Native
Instruments, ripreso (come vedremo in seguito) anche allinterno del nuovo virtual synth Massive; senza
scendere troppo nei particolari - avremo modo di parlarne in relazione alla Modulation Page, accenniamo
solo alla presenza simultanea di tutte le possibili sorgenti (Bend Up, Bend Down, Mod Wheel, Aftertouch,
LFO1/2, LFO 1/2 moltiplicati per Mod Wheel, Aftertouch, Breath, MIDI CC 1 e 2) e di tutti gli amount bipolari.
Linviluppo che controlla lampiezza ricavato dallormai sperimentato MultiStep Env introdotto con Reaktor
4: fino a 50 breakpoint indipendent, collegati tra loro con segmenti lineari o, in alternativa,
logaritmici/esponenziali a curvatura selezionabile; possibile definire due punti di loop start end che
permettono la ripetizione, in sustain mode, della traiettoria timbrica, con capacit di definire tempi assoluti,
relativi e contrazioni generiche di tutta la curva. La visualizzazione pu essere zoomata a discrezione
dellutente e, nel caso di una sincronizzazione sotto host clock, si pu forzare linviluppo su una griglia di
valori metronomici di riferimento. La flessibilit precedentemente sperimentata con FM7 ulteriormente
arricchita dalla nuova veste grafica.



Expert Page - Operator X
Loperatore X laggiunta Native Instruments alla normale tecnica di sintesi in FM Lineare; il suo compito
consiste nel generare rumore a colorazione variabile (mediante un filtro passabasso dedicato) e processare
leventuale segnale audio esterno attraverso un modulo di waveshaper non lineare che pu applicare
squadrature sul segnale mediante incremento di guadagno o rettificazione nel quadrante negativo; in
assenza di un ingresso esterno, il modulo waveshaper viene automaticamente applicato al generatore di
rumore
5
.
Come tutti gli altri operatori presenti in FM8, anche loperatore X dotato di un suo generatore di inviluppo
dedicato alla gestione dellampiezza di segnale emesso; i parametri di intervento sono identici a quelli di tutti
gli altri inviluppi.


5
Contrariamente a quanto specificato sul Manuale Utente, la visualizzazione della curva di trasferimento del filtro dedicato al Noise
Generator stata rimossa e non pi disponibile. Non lunica inesattezza riscontrabile nel Manuale
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Expert Page - Operator Z
Questo operatore alloggia al suo interno una doppia struttura di filtraggio indipendente, ciascun modulo in
grado di generare trattamenti Low Pass, Band Pass, High Pass a 12 dB/Oct
6
che possono essere utilizzati in
maniera individuale o serie/parallelo; collegandoli in serie, si ottiene il classico trattamento 24 dB/Oct. Due
controlli permettono di governare il Mix tra luscita dei due filtri (permettendo cos di isolare in ascolto uno
solo dei trattamenti) e la connessione Par/Ser regolabile con continuit (una finezza limitata alle strutture pi
sofisticate). I due blocchi di filtraggo veri e propri sono dotati di simmetrici controlli di Cutoff, Resonance e
Mode (anche questo regolabile con continuit). La visualizzazione della curva selezionata permette di
apprezzare il tipo di trattamento selezionato e, nel caso di doppio picco di risonanza, di verificare il
comportamento sul segnale passante.



Agendo sul parametro Par/Ser, si pu inviare la stessa sorgente sonora a tutti e due i filtri (Par) o limitare il
trattamento ad uno solo dei due moduli, decidendo (in Mix) di ascoltare solo il blocco interessato.
Chiaramente, loperatore Z esula dal normale comportamento funzionale degli altri:

l'audio da filtrare deve essere collegato alloperatore mediante matrice; non c un input diretto per
loperatore e, dal punto di vista grafico, si segue la stessa procedura utilizzata quando si collega
luscita di un modulante ad un portante;

6
E non a 24 dB/Oct come erroneamente indicato sul Manuale Utente.
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linviluppo dedicato alloperatore Z in realt un filter envelope e non un amplitude envelope come
evidenziato sul pannello; questo significa che per realizzare le classiche sweeppate di analogica
memoria, bisogna intervenire sullinviluppo e dosare lenv amount richiesto.

Loperatore Z dotato di controlli addizionali relativi alla Key Velocity Sensitivity, al Panpot, alla gestione
delle modulazioni mediante consueto sistema grafico N.I.


Lesempio a fianco riporta una classica situazione di trattamento audio
allinterno del filtro, cio delloperatore Z. I tre operatori tradizionali A - E -
F e loperatore Noise/Ext X sono collegati allingresso audio del filtro. Il
bilanciamento tra le diverse sorgenti sonore governato dai rispettivi valori
specificati alle intersezioni del percorso.

Solamente loperatore Z collegato al buss stereo di uscita
(nellillustrazione, collegato anche il modulo IN di gestione audio diretta,
ma faremo finta di niente); gli altri operatori filtrati non vengono
agganciati al buss audio.

Chiaramente, luscita audio delloperatore A, privo di modulazioni e quindi
generante una sinusoide pura, ha ben pochi motivi di essere agganciata
allingresso del filtro come logico, non ha senso filtrare una forma
donda sinusoide.



Expert Page - Operators
La possibilit di vedere contemporaneamente tutti gli operatori era una delle necessit pi sentite dagli utenti
del vecchio FM7: la valutazione a colpo docchio dei rapporti di frequenza - coadiuvata dalla adiacente
matrice algoritmica - e delle forme donda utilizzate consente lapprezzamento rapido del comportamento
timbrico e funzionale della patch generata. La schermata non presenta i valori di Output Level perch,
ovviamente, questi sono desumibili direttamente alle intersezioni della FM Matrix adiacente.
Limpaginazione dei due operatori X e Z tradisce la diversa natura operativa rispetto agli altri sei operatori
tradizionali; si noti come determinati parametri sono contrassegnati dal minuscolo morph square, che ne
evidenzia la possibile gestione nel sistema di controllo morphing.

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Expert Page - Envelopes
Lo stesso tipo di comodit offerta dalla visualizzazione simultanea di tutti gli operatori riservata alla famiglia
degli inviluppi di ampiezza ed al pitch envelope. In questo modo, lutente pu tenere sotto controllo
landamento dinamico della timbrica programmata, non dimenticando che gli inviluppi che controllano
lampiezza dei modulatori sono - di fatto - inviluppi che agiscono sul contenuto armonico e quelli che
gestiscono gli operatori portanti sono assimilabili a dei veri e propri inviluppi sullampiezza del segnale.
Vista la natura peculiare della rappresentazione grafica, possibile ingrandire - mettere a fuoco - uno degli
inviluppi cliccando sulla lettera che lo contraddistingue; gli altri vengono mostrati in miniatura, mantenendo
comunque lallineamento lungo lasse orizzontale del tempo.
Sulla destra, possibile linkare due o pi inviluppi, in modo da uniformare le operazioni di edit che vengono
cos ad influenzare tutti gli collegati insieme: in determinate occasioni, il link velocizza significativamente la
programmazione timbrica.
Nellillustrazione soprastante, linviluppo di ampiezza delloperatore A messo a fuoco, cio visualizzato a
piena scala, gli altri sono visualizzati in miniatura; inoltre, linviluppo A linka quelli C e D, che riprodurranno al
loro interno tutte le modifiche apportate su A.


Evoluzione dellinviluppo
Linviluppo originale Yamaha - che infiniti lutti addusse ai programmatori FM dellepoca - era caratterizzato
da una struttura multi stadio articolata in quattro possibili livelli L1-L4 (abbreviazione di Level) collegati tra
loro mediante traiettorie lineari percorse con velocit R1-R4 (abbreviazione di Rate) individualmente
specificabili dallutente.


In pratica, quando il musicista innesca lapertura della
tensione di gate mediante codice nota on, linviluppo parte
dal livello finale della nota precedente (per comodit,
assimilato a zero) e raggiunge L1 con una velocit
specificata R1; da qui, raggiunge poi il livello L2 con
velocit R2 e successivamente si sposta su L3 con
velocit pari al valore specificato per R3. Solo a questo
punto la logica operativa si interrompe ed il livello L3
faticosamente raggiunto viene prolungato fintanto che il
musicista non chiude la tensione di gate, ovvero innesca
la procedura di nota off. Solo a questo punto, il livello L3
viene abbandonato e la traiettoria dellinviluppo ritorna (o
raggiunge, a seconda dei valori impostati) lultima tappa, corrispondente al livello L4, ovviamente
muovendosi a velocit definita dal parametro R4.

Una struttura del genere, sicuramente pi flessibile di un normale ADSR analogico, deve comunque fare i
conti con una serie di considerazioni:

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se L4 ! 0 (e nulla impedisce che lo sia) linviluppo giunto alla fine della sua corsa non chiude,
ovvero non torna a zero: il suono pu non fermarsi del tutto;
nonostante le successive implementazioni (ad esempio in Clavia Nord Modular G2), il regime di
sustain rimane principalmente ancorato su L3;
linviluppo in questione principalmente unipolare; ovviamente, non ha senso modulare
unampiezza nei quadranti di valore negativo, ma quando bisogna modulare una frequenza, come
nel caso del Pitch Envelope, necessario implementare per i quattro parametri Level una corsa che
contenga valori positivi e negativi, ad esempio -50/+50;
i segmenti che uniscono i diversi livelli sono unicamente lineari, e questo rende difficoltosa la
produzione di determinate traiettorie di inviluppo.

Un poco per risolvere questi problemi secondari, un poco per potenziare genericamente il proprio prodotto,
gi dalla precedente versione FM7 (e, parallelamente, gi dentro Absynth 3 e Reaktor 4), i softwaristi
Native Instruments hanno implementato un tipo di inviluppo pi complesso, dotato di una struttura
programmabile tale da risultare flessibile nelle mani del musicista consapevole (ma potenzialmente confusa
se affidata ad utenti meno pratici).



Linviluppo Multi Step targato Native Instruments articolato in un numero di segmenti variabile, da un
minimo di 1 ad un massimo di 50; per creare un nuovo segmento necessario inserire un break point lungo
la traiettoria, la posizione verticale del break point definisce il valore del livello, la distanza orizzontale tra un
break point e laltro definisce il tempo, cio la durata, del segmento. Il segmento compreso tra due break
point pu essere controllato nella sua concavit-linearit-convessit agendo su una maniglia apposita.

Dopo il primo segmento, ovvero dopo lattacco (delimitato da due break point) e prima dellultimo segmento,
ovvero il rilascio (a sua volta delimitato da due break point)linviluppo pu contenere un numero variabile di
segmenti che vengono dufficio assimilati al regime di sustain. Se lutente ha bisogno di una maggior
articolazione per attacco e rilascio, non deve fare altro che creare nuovi break point allinterno del primo e
dellultimo segmento.

A livello globale, il sustain pu essere disinserito mediante selettore Sus dedicato: linviluppo risponder
solamente allimpulso di trigger, ma non alla persistenza del gate - come dire che la traiettoria programmata
verr eseguita rispettando le singole durate, ma non ci sar la dilatazione del segmento sustain. Sempre a
livello globale, possibile eliminare la sensibilit al codice di nota off; in questo caso, agendo sul selettore
Rel, si abilita linviluppo a prolungare indefinitamente lultimo comportamento utile prima del segmento
discendente di chiusura, sia esso loop, sustain o semplice traiettoria.

Le cose si complicano quando, allinterno della sezione di sustain, si trova pi di un break point perch, a
questo punto, il blocco di sustain viene automaticamente convertito in loop, ovvero viene ripetuto
automaticamente
7
fintanto che il musicista non rilascia il tasto, innescando la procedura di nota off. Inutile
dire che la ripetizione incondizionata, unita alla grande quantit di break point instanziabili, permette la
costruzione di inviluppi ritmici che ampliano in maniera significativa le potenzialit del generatore di funzioni
programmabile. Fortunatamente, c una libreria di envelope templates che pu essere saccheggiata
fintanto che non si acquisisce la pratica sufficiente per camminare con le proprie gambe.

7
Non ci sarebbe dispiaciuto avere a disposizione la possibilt di accendere e spegnere il loop con un banale loop on/off: nonostante
le sofisticate interazioni offerte da Sus e Rel, laccensione diversificata per il loop continua ad essere la soluzione pi facile e logica.
Chiss che in una prossima revisione
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Durante la programmazione, vengono visualizzati i valori relativi al numero globale dei break point
instanziati, il numero del break point sottoposto ad edit, il tempo assoluto calcolato dallinizio della curva di
inviluppo, il tempo relativo calcolato rispetto ai break point che precedono quello in edit
8
; sono anche
disponibili i valori di livello (calcolato sullasse verticale) e slope, cio curvatura concava/convessa.

Se linviluppo viene utilizzato per controllare lampiezza di un operatore - come procedura standard -
abbastanza logico che la sua struttura sia unipolare; la bipolarit dellinviluppo di fatto limitata al solo Pitch
Envelope, che deve poter trascinare lintonazione delloperatore anche su frequenze inferiori a quella
nominale. Attenzione! Dal momento che la template library degli inviluppi unica, lutente pu lasciarsi
fuorviare dalla possibilit di applicare un inviluppo bipolare allampiezza delloperatore: non si rompe nulla,
ma, semplicemente, leffetto ottenuto non quello previsto.




Expert Page - Modulation Matrix
Con la grafica per intersezioni tipica dei nuovi programmi Native Instruments, la pagina delle moduazioni
permette di tenere sotto controllo tutti i percorsi tra sorgenti e destinazioni mediante un sistema di righe e
colonne facilmente ordinabile; i singoli indici di modulazione (bipolari) sono leggibili alle intersezioni, le
sorgenti sono organizzate orizzontalmente, le destinazioni sono disposte in colonna verticale.

Le sorgenti disponibili comprendono: Bend Up, Bend Down, Modulation Wheel, Channel Aftertouch, Breath
Control, MIDI CC 1, MIDI CC 2, Input Signal Envelope, LFO 1 Out, LFO 1 moltiplicato Mod Wheel o
Aftertouhc, o Breat, o Ctrl 1 o Ctrl 2; LFO 2 Out, LFO 2 moltiplicato per la stessa dotazione del precedente.

Le destinazioni organizzabili sono una per ciascun operatore; nel caso dei sei operatori standard A - F,
questa corrisponder alla modulazione di ampiezza, stessa cosa per loperatore X, mentre per loperatore Z,
come facilmente prevedibile, la modulazione interverr sulla frequenza di taglio dei due filtri. Il Pitch
Envelope, infine, verr modulato in ampiezza.

Nella parte mediana dello schermo, con una tecnica gi sperimentata dentro Absynth 3, sono riuniti sette
controller grafici (permanentemente assegnati a Bend, Modulation, Aftertouch, Breath, CC 1, CC2 e Input
Envelope) che possono essere controllati con il mouse.

La fascia inferiore ospita i due LFO dotati dello stesso parco di 32 forme donda gi incontrate negli operatori
standard; ciascun oscillatore a bassa frequenza pu essere dotata di inversione sulla fase, sincronizzazione
alla nota on e/o al clock esterno; sono disponibili i controlli di Rate, Delay, Key Scale e Velocity Scale sulla
frequenza.


8
Ma non il Delta Time, come erroneamente riportato sul manuale operativo; questultimo parametro era implementato nella precedente
versione FM7 ed sopravvissuto nelle pagine del nuovo manuale in seguito ad una svista.
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Expert Page - Key Scaling
Nella normale implementazione Yamaha, il Key Scaling permette di regolare loutput level di un operatore in
rapporto allestensione utile di tastiera; la prima DX-7 prevedeva ladozione di cinque parametri relativi a Left
Curve, Left Amount, Break Point, Right Amount e Right Curve, successivamente rinforzati (nella versione
DX-7 II/FD) con il Fractional Key Scaling. FM8 offre una versione potenziata rispetto alla seconda
generazione Yamaha, mettendo a disposizione dellutente un numero variabile di break point che possono
essere generati a discrezione e corredati di curve regolabili in concavit/convessit e lunghezza.

La capacit di alterare lintensit di uscita del singolo operatore ha profonde conseguenze sulla timbrica
finale: se loperatore un modulatore, il profilo di key scaling disegnato corrisponder a precise variazioni
timbriche lungo lestensione utile; nel caso di operatori portanti, il key scaling governer variazioni di volume.

Come per la pagina globale degli inviluppi; anche in questo caso possibile mettere a fuoco il Key Scaling
delloperatore desiderato - che sfrutta una visualizzazione full scale su sfondo in stile piano roll - mentre gli
altri vengono riprodotti in miniatura.

Nella parte inferiore, il Key Scaling del Pitch permette di definire per ciascuno dei dodici semitoni dellottava
una deviazione dallintonazione nominale; sono disponibili tuning preset che riproducono intonazioni storiche
(Werkmeister, Kirnberger, Pitagora eccetera) o divisioni dottava particolari (per quarti di tono, toni interi
eccetera). E inoltre disponibile un tuning stretch per variare la contrazione o dilatazione delle ottave estreme
del range operativo; ovviamente, possibile specificare la nota base per la tonalit desiderata.


Expert Page - Scope
Gi nella precedente versione erano
disponibili due miniature di spectrum
analyzer e wavefor scope. FM8 offre una
pagina intera dedicata alle due
visualizzazioni, nel dominio del tempo
(oscilloscopio) e della frequenza
(analizzatore di spettro), che forniscono un
aiuto significativo per la comprensione dei
comportamenti fondamentali della sintesi in
Modulazione di Frequenza.

Purtroppo (sospettiamo per puri motivi di
carico sulla CPU) il funzionamento dello
Scope non paragonabile a quello di un vero
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oscilloscopio: la rappresentazione agganciata solo al prodotto dei diversi output level (che viene ricalcolato
in tempo reale), ma non tiene conto delle modulazioni instanziate lungo il percorso di sintesi.

Ciononostante, lausilio didattico rimane significativo.

Di seguito, si fornisce levoluzione grafica della variazione di forma donda ottenibili sfruttando un classico
rapporto C:M = 1:1 che, per indici di modulazione non troppo elevati, fornisce contenuti armonici assimilabili
alle onde dente di sega. Lampiezza del Modulator Output Level campionata a 00, 10, 20, 30, 40, 50, 60,
70, 80, 90 e 100.





Si noti come il variare della forma donda, progressivamente pi complessa, sia collegato allincremento
delle sidebands generate ex novo rispetto alla frequenza fondamentale; si noti anche come, con indici di
modulazione pi significativi, la presenza delle nuove armoniche e la loro ampiezza rispetto alla
fondamentale rispetti - in maniera dinamicamente controllabile - quanto enunciato dalla funzione di Bessel
del primo tipo di ordine n. In pratica, lenergia distribuita sulle nuove sidebands viene progressivamente
sottratta alla fondamentale, ma con cicli regolari viene nuovamente ridistribuita.

Chiaramente, lesperienza andrebbe ripetuta per tutti i rapporti C:M diffusi nella letteratura classica sulla FM
e per le condizioni con due, tre, quattro o cinque modulanti sullo stesso portante.

Come semplice promemoria, ricordiamo i rapporti fondamentali di frequenza:

C:M = 1:1 produce una simil onda dente di sega
C:M = 1:2 produce una simil onda quadra
C:M = 1: 3 produce una simil onda impulsiva al 30%
C:M = 1: 1.33 produce uno spettro inarmonica

Oltre ai rapporti di frequenza C:M, nella sintesi FM lineare importante verificare lampiezza dellindice di
modulazione (cio il livello di uscita delloperatore modulante ; il lettore interessato trover numerose pagine
dedicate alla FM Synthesis, tanto in forma di pubblicazione quanto in forma di pagine web liberamente
consultabili.
Provare per credere


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Expert Page - Pitch
La pagina, fedele alla storica implementazione Yamaha, lunico pitch envelope attivo allinterno della
struttura di sintesi; un peccato che, avendo potenziato in altri settori la costruzione originale, non si sia
deciso di dotare quantomeno gli operatori di range indipendenti per il pitch envelope (o, meglio ancora, di
instanziare pi di un pitch envelope simultaneamente). Per fortuna, il singolo inviluppo sulla frequenza sfrutta
a fondo le capacit operative del Multi Step Env Native Instruments, avendo a disposizione anche una
trentina di templates suddivisi per traiettorie normali, bipolari e pattern (queste ultime permettono lo
sfruttamento ritmico dellinviluppo). Ancora una volta, lutente pu definire numero e consistenza dei
segmenti che compongono linviluppo, specificando tipo di curva e livello corrispondente.

La stessa pagina ospita i parametri relativi alla gestione del Pitch Bend, del Portamento, dellAnalog
Factor, della modulazione sullampiezza.

KORE Factor: il Sound Browser e gli Attributes
La tecnologia di indicizzazione timbrica sviluppata per la piattaforma KORE non passata invano: a
differenza di quanto era possibile fare con FM7 (tre singoli attributi), ora possibile applicare a ciascuna
tibmrica contenuta nella sound library un corredo esaustivo di attributi, caratteristiche, parole chiave e
famigllie sonore che facilitano la ricerca automatica delle sonorit necessarie ai diversi progetti musicali.

Il punto chiave dellindicizzazione - come potrebbe dire chiunque abbia avuto a che fare con lUfficio
Centrale del Catalogo - chi deve inserire i dati, ovvero a chi tocca la grana di accoppiare attributi e
timbriche; nel caso di KORE (o, pi genericamente, di tutti i prodotti Native Instruments dellultima
generazione), questo compito gi stato risolto brillantemente alla radice e lutente pu sfruttare senza
rimorsi il lavoro altrui per lintera sound library di tutti i suoni Native Instruments. Nel caso di timbriche
originali, elaborate dallutente, bisogna solo decidere di rimboccarsi le maniche ed iniziare a selezionare le
diverse categorie che meglio descrivono timbrica per timbrica. Come per le altre situazioni analoghe, anche
in questo caso, limportante iniziare, poi le cose procedono quasi in maniera automatica.

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Lillustrazione superiore riporta la pagina del Browser ed i possibili attributi applicabili a ciascun suono; sono
disponibili cinque famiglie di caratteristiche principali relative a instruments, source, timbre, articulation,
genre; per ciascuna di queste, possibile scegliere la parola chiave che pi si adatta alle peculiarit del
timbro sotto osservazione.
Tutte le successive operazioni di ricerca automatica procederanno per corrispondenza con le parole chiave
specificate, riducendo al minimo la navigazione allinterno di librerie sonora anche sterminate.
Se a questo si somma la conclamata capacit di FM8 di risucchiare i file sys-ex degli strumenti originali
Yamaha, ecco che la potenziale sound library assume dimensioni inquietanti.

FM8: il suono
Negli anni 80, la DX-7 originale Yamaha si conquist velocemente fama di strumento non programmabile
per loggettiva complessit della tecnica impiegata - specialmente se paragonata agli standard operativi della
pi rilassata tecnica di sintesi sottrattiva. Parallelamente, lo strumento originale, forte di una sound library
ben calibrata, dimostr velocemente di essere adattissimo alla produzione di suoni metallici, facilmente
inarmonici, dinamicamente articolati nel tempo grazie allefficacia dei suoi inviluppi multi step, ma - di fondo
- dimostr anche una certa qual incapacit nel realizzare sonorit legate al vecchio mondo analogico,
caratterizzate dalla grassezza e dallinstabilit tipica del vecchio modo di generare il suono elettronico.

Come era gi accaduto per FM7, anche il nuovo programma destinato a smentire questi luoghi comuni:
anche senza perdere tempo in programmazioni ex novo, FM8 produce suoni che possono spaziare
dallaggressivit inarmonica tipicamente digitale alla corposit organica dellanalogico dannata.
La presenza delloperatore Z, con la doppia sezione di filtraggio dinamica e lenorme facilit con cui si
possono articolare algoritmi anche pi complessi del normale, permette di dosare con molto controllo il
contenuto armonico desiderato. Il risultato che FM8 pu suonare come si desidera, aggressiva quando
serve e morbida quando desiderato.

Possibili migliorie
Alla sua versione 1.0.1.002, FM8 un programma stabile, con cui possibile lavorare in ambiente
professionale; oltre alle segnalazioni che abbiamo evidenziato nel corpo di questo testo, ci sentiamo di
aggiungere qualche suggerimento per le prossime revisioni:

quando si suona con la QWERTY (daccordo, lipotesi remota), la selezione dai vari menu a
tendina diventa instabile;
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loscilloscopio virtuale, oltre a non essere dinamico nei confronti dei filtraggi, non tiene conto delle
inversioni di forma donda; una cosa che pu essere risolta con due stringhe due di codice
linviluppo potente, facile e ben implementato graficamente, ma un selettore loop on/off potrebbe
veramente fare la differenza; meglio ancora se controllabile via MIDI

Conclusioni
Chiunque abbia accumulato un minimo di esperienza sulle vecchie macchine, non potr non rimanere
sorpreso per loggettiva facilit con cui escono fuori suoni interessanti da questo programma: gli effetti interni
sono ben calibrati e fanno il loro dovere nellarricchire la pasta sonora; i filtraggi sono efficaci, linterazione e
la capacit pressoch illimitata di costruire nuovi feedback loop garantiscono un intervento micro-timbrico
che ha nella presenza dello scope/frequency analizer un punto di forza significativo. Peccato non poter
contare sullanimazione dinamica per le due visualizzazioni (a parte il gi riportato discorso relativo agli
output level), ma gi cos il programma offre praticamente tutti i vantaggi possibili al programmatore
consapevole.
Quando parliamo di consapevolezza, ci riferiamo a quel minimo numero di nozioni sulla FM Lineare che
necessario sapere per affrontarla sapendo dove si andr a parare: non necessario annegare nelle funzioni
di Bessel o impazzire in equazioni particolarmente complicate, per lABC della tecnica deve entrare di diritto
nel bagaglio culturale del musicista che voglia lavorare con FM8, a patto di non voler sfruttare solo la sound
library in dotazione.

E qui viene il bello, perch grazie allenorme sforzo di catalogazione, che rientra allinterno del nuovo
protocollo KORE sviluppato da Native Instruments, ed allefficace implementazione dei macro comandi
organizzati nella pagina Easy, in effetti il musicista pigro pu campare di rendita per anni nellillusione di
utilizzare un normale sintetizzatore sottrattivo, mentre invece sta sfruttanto un motore di sintesi in FM
efficace, intelligente, ben realizzato ed in grado di dare molte soddisfazioni.

Grafica di prima qualit, impaginazione ariosa e ben colorata, prestazioni di livello professionale,
compatibilit doppia piattaforma tanto in modalit plug-in che standalone.

Applausi, prego.

FM8, come tutti gli altri prodotti Native Instruments, distribuito in Italia da: www.midimusic.it ad un prezzo
equivalente - in pratica - alla valutazione odierna di una vecchia DX-7 II FD/D sic transit gloria mundi.

Su www.native-instruments.com possibile reperirne una versione demo per farsi venire lappetito.