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Il fatto.

La mattina del 23 marzo tre delle classi del nostro istituto (3^A, 5^A e 5^E) hanno trascorso le cinque ore curriculari in maniera alternativa: discut endo dei problemi ambientali che colpiscono ormai da cinquant'anni la nostra cit t con degli uomini piccoli, eppure straordinari; si parla, infatti, di Alessandro Marescotti, professore di Lettere dell'istituto "Augusto Righi" e fervente ambi entalista, Fulvia Gravame, anche lei ecologista tarantina, e Tonio Attino, giorn alista locale che ha pubblicato un romanzo, "Generazione Ilva" (Besa Editrice, p p. 192, euro 15), in cui spiega come la vita dei tarantini intrecciata a quella delle industrie che hanno cambiato la storia di una citt intera. Il libro. L'iniziativa stata presa dalle professoresse De Rosa, Albano e Scalama ndr che nei giorni precedenti ci hanno parlato del libro; in particolare, la prof essoressa De Rosa ne ha letto alcuni capitoli in classe dando adito a dibattiti abbastanza infervorati. La domanda che si sono posti tutti, e che pone anche Att ino nel libro, : "Meglio avere un padrone e un lavoro, o non avere n padrone n lavo ro?". ci che si chiedono tutti gli abitanti di Taranto, piegati dalla prepotenza con cui l'ILVA, l'Eni e la Cementir schiacciano ognuno di noi. Visto dalla prosp ettiva di un ragazzo questo dilemma sembra senza risposta, perch praticamente imp ossibile stabilire se sia peggiore una morte dovuta a un cancro o una legata all a fame, e il fatto che in una citt si arrivati ad un punto in cui bisogna decider e come meglio morire... be', significa che qui sta prendendo piede una tragedia diversa dalle altre: non un disastro immediato come un terremoto, un'eruzione vu lcanica o uno tsunami, ma una catastrofe lenta, corrosiva e silenziosa, che si i nsinua nelle vie respiratorie, nei vasi sanguigni e perfino nel genoma degli org anismi, avvelenando il cibo, i polmoni, il sangue, il latte materno, il DNA... l e idee di una citt intera. Come intervenire, allora? A spiegarlo a una sessantina di ragazzi ci hanno pensato queste tre persone meravigliose, che oltre a essere esperte di ecologia, biologia, chimica, storia, letteratura e perfino filosofia , sono dolcissime, simpatiche ed accattivanti, tanto da lasciare a bocca aperta e incuriositi tutti i presenti dall'inizio alla fine dell'incontro, durato quasi quattro ore. Svezia: un universo parallelo. La 3^A ha potuto parlare per mezz'ora con Maresco tti, Attino e Fulvia Gravame poco prima dell'incontro ufficiale con le altre cla ssi nell'aula video, in modo tale da soddisfare alcune curiosit. Marescotti ha in iziato a parlare del quartiere ecologico Hammarby Sjstad di Stoccolma, un ambient e basato sull uso delle risorse ecosostenibili e rinnovabili. Ha parlato di acqua sporca resa potabile, Svedesi che rinunciano all'auto per andare in bicicletta, pannelli solari ovunque e biogas: un vero e proprio paradiso che attrae pi turist i di Pompei. Cosa c'entra tutto questo con Taranto? Be', il legame stretto, dato che Hammarby Sjstad nato come zona industriale nell'area pi malfamata della citt. Da qui, il professore ha posto alla classe una domanda abbastanza difficile: "Pe rch l s e qui no? Chi ci impedisce di progredire?". Venti occhi diciassettenni si s ono guardati disarmati, data la complessit del problema. Il primo commento stato: "Ad avere tutti i soldi che ha la Svezia, si potrebbe anche fare!". La risposta di Fulvia Gravame stata pronta: se lo Stato italiano volesse, potrebbe utilizza re il denaro che possiede per iniziative del genere, e in ogni caso ci sono comu nque i fondi europei da poter sfruttare. Allora, qual il motivo di cos tanta pass ivit? "Il problema sono i tarantini", interviene un'altra alunna, " vero, l si rinu ncia all'automobile per usare mezzi pi puliti, ma chi a Taranto lo farebbe, dove tutti si schifano degli autobus e bestemmiano contro i ciclisti?". Ed qui che si arriva al nocciolo della questione: evidentemente tutto dipende solo dalla nost ra volont. Marescotti ha spiegato che sta organizzando un progetto per visitare q uesto quartiere con l'aiuto di un ingegnere tarantino emigrato proprio l e uno sv edese trasferitosi recentemente a Taranto. Con poco pi di trenta euro si potrebbe volare fino in Svezia e visitare Hammarby Sjstad, e questa iniziativa verr propos ta ai dirigenti delle scuole di tutto il territorio. La parola ad Attino. Poco dopo, i ragazzi delle tre classi invitate all'evento s ono salite al quarto piano e hanno preso posto in aula video. I tre esperti si s

ono presentati alla 5^A e alla 5^E e, dopo la breve introduzione della Scalamand r, la professoressa ha invitato Tonio Attino ad alzarsi e parlare ai ragazzi. "In piedi o seduto non fa differenza", ha commentato Attino facendo autoironia sull a propria statura, non esattamente quella di un cestista; e, notando l'ilarit tra i ragazzi e degli stessi insegnanti presenti, ha aggiunto sorridendo: " brutto v edere quante persone ridano per le disgrazie altrui!". Con questo spirito divert ente ha iniziato a parlare della sua carriera e di come nato il libro: ha raccon tato che la stesura stata incoraggiata dal suo redattore, dopo un assemblamento di pi saggi dedicati al problema ambientale tarantino. La copertina in s gi eloquen te: un funambolo in bilico su una corda congiungente due ciminiere dell'ILVA, co s come in bilico la vita di 200.700 abitanti. Occhi dolci, sorriso di un ragazzin o, parlantina chiara e capelli brizzolati sono i segni particolari di questo aut ore che ha catturato l'attenzione di tutti. Il video e gli ulivi. La prima parte del libro parla della nascita dell'Italside r: i tarantini la videro come manna dal cielo. La citt era arretrata, dedita all' agricoltura e alla pesca, povera, fin troppo povera. "Eppure nella sua povert era ricchissima", intervenuto il professor Massimino, docente del liceo, che ha mos trato particolare interesse al dibattito. La costruzione di un edificio che avre bbe dato lavoro a migliaia di uomini cui bastava fare un corso per essere assunt i e provenienti da tutta la provincia ha accecato tutta Taranto, tanto da stermi nare senza piet un patrimonio naturale immenso, compreso lo smaltimento di decine , centinaia di ulivi secolari. Per far capire meglio ai ragazzi quanto fosse gra nde lo scempio, gli esperti hanno mostrato un video-reportage dell'intramontabil e giornalista Dino Buzzati, che accompagnava le scene di sradicamento degli albe ri con commenti ironici: "Lo vedete questo ulivo? Ai tempi di Platone e Aristote le era gi nato e adesso viene smaltito. Via, via tutto! Via i campi, via i frutte ti, via! Diamo spazio alla novit!". Che poi, non era nemmeno tutta questa novit, d ato che gi negli anni '60 una struttura come quella dell'ILVA poteva gi considerar si obsoleta, figuriamoci oggi. Eppure i tarantini non lo sapevano, e andavano fi eri di quello che poi si sarebbe rivelato un ecomostro, descrivendolo come la pa rte pi bella della citt. "Ieri eravamo poveri, domani avremo lavoro e ricchezza", sostengono gli operai intervistati da Dino Buzzati. Tutti questi uomini erano ig nari di quello che sarebbe successo cinquant'anni dopo. Numeri. Il professor Marescotti ha deciso di bloccare il filmato in un punto in cui facevano vedere un uomo, che, senza mascherina, era a contatto con fumi toss ici ricchi di benzopirene, un tipo di idrocarburo cancerogeno. Secondo i dati, l e quantit del benzopirene nei fumi prodotti dall'ILVA sono venti volte superiori ai limiti stabiliti, e respirarne cos tanto significa fumare in otto ore (la dura ta di un turno all'ILVA) 65.000 sigarette e causare danni permanenti al proprio codice genetico, compromettendo cos anche il futuro dei propri figli. Marescotti, promotore di un controllo sulla quantit di diossina nei formaggi prodotti vicino l'ILVA, ha parlato ancora di quantit ingenti di questo tossico in ci che mangiamo , dal latte alle cozze. I limiti di diossina consentiti sono espressi in nanogra mmi, ma le quantit rilevate nell'aria sono in grammi, miliardi di nanogrammi, per non parlare delle altre polveri e veleni dispersi non citati. Si stima che in t re giorni i bambini dei Tamburi fumino 210 sigarette, settanta al giorno. Tutto questo proviene da uno stabilimento grande 15.450.000 metri quadrati, quanto mig liaia di campi di calcio, pi di una citt intera, che mente sui dati riguardo le im missioni di tutte queste sostanze. Un allarme lanciato da migliaia di persone, m a non ascoltato. Perch? L'esempio di Cornigliano. Siamo tutti vittime di un grande inganno. Per esempio, dopo la chiusura delle cokerie a Cornigliano (Genova) hanno obbligato l'ILVA di produrre di pi. " come se si consigliasse ad un fumatore incallito di consumare i l doppio delle sigarette", ha dichiarato Marescotti, "e se noi abbiamo seguito i l consiglio significa che ci hanno ritenuti stupidi ed inferiori. Ci hanno imbro gliati, dalle menzogne sulle quantit di sostanze cancerogene al fatto che l'area a caldo stata costruita pi vicina ai centri abitati del dovuto".

Paura e speranza. La sconfitta pi grande che una citt pu subire sicuramente la diff usione dell'idea che tutti debbano fuggire da essa senza combattere. "Quando cur i una persona - dice il medico Patch Adams - puoi vincere o perdere. Quando ti p rendi cura di una persona, puoi solo vincere", ha detto Marescotti. Qui non c' ge nte che vuole prendersi cura di Taranto, c' solo chi vuole scappare. "A sentire q ueste storie mi sento scoraggiata", ha commentato una ragazza di 5^A. "Voi", le ha risposto cordialmente Attino, "siete pi fortunati rispetto a quelli della nost ra generazione. Voi potete documentarvi, avete Internet, potete chiedere. Noi al la vostra et non avevamo e non sapevamo nulla. Quelli che cambieranno Taranto sie te voi, futuri biologi, insegnanti, chimici, ingegneri, architetti, ecologisti. Potrebbero essere tutti qui i membri dell'equipe che salver Taranto." Ed per ques to che Fulvia Gravame ci ha distribuito delle brochure in cui spiega come contat tare le istituzioni, denunciare la nostra situazione, diffondere le notizie a sc uola e in citt. Bisogna urlare al mondo che noi siamo in pericolo, che siamo "sed uti su una polveriera", che siamo vittime di inganni e malattie, di ingiustizie e soprusi. Decreto Salva-ILVA sotto esame. Il 9 aprile avr luogo l udienza pubblica in Corte C ostituzionale in cui saranno discusse le ordinanze del gip e del tribunale del R iesame di Taranto con cui viene sollevata questione di legittimit costituzionale sulla legge salva-Ilva. "Io sono poco fiducioso nei confronti della giustizia", ha affermato Attino, "dato che l'ILVA dichiara di essere a norma, essa inattacca bile". Per far capire meglio il perch di questa affermazione, intervenuto nuovame nte Marescotti, prendendo una bottiglietta d'acqua in mano: "Se questa bottiglia di acqua minerale con acido muriatico pu essere venduta perch una legge lo consen te, se la Corte Costituzionale - per assurdo - dovesse dire che non competente a entrare nel merito della nocivit dell'acido muriatico, la bottiglia continuer ad essere venduta e ritenuta a norma." In quest'occasione importante far sentire la voce della nostra citt, ed per questo che gli esperti hanno sollecitato i presen ti a partecipare alla manifestazione del 7 aprile contro il decreto - partenza o re 10.30 Arsenale Via Di Palma. Taranto si dimostrata ribelle e forte come non m ai in questo periodo, ed importante che continui a esserlo ancora una volta. La voglia di cambiare le cose. L'ultima parte dell'incontro stata dedicata, ovvi amente, ad ulteriori chiarimenti per i ragazzi; molti hanno parlato ad Attino fa cendo riferimento ad alcune citazioni del libro, altri ancora hanno chiesto info rmazioni riguardo l'inquinamento causato dalle industrie dell'Eni e della Cement ir, che a causa dell'ingombranza mediatica dell'ILVA sono sempre messe in second o piano. Terminato l'incontro, tutti i presenti hanno congedato i tre ambientali sti con un applauso entusiasta e soddisfatto: queste persone grandiose sono rius cite a coinvolgere sessanta ragazzi per quattro ore e suscitando tanta curiosit; infatti, alcuni studenti, specialmente di terzo, si sono fermati a parlare con l oro per porre altre domande su come diventare giornalisti, ecologisti, come aiut are Taranto studiando biologia o ingegneria all'universit... gli stessi ragazzi c he prima dell'evento erano convinti di scappare dalla propria citt subito dopo av er trovato un lavoro. Questa stata sicuramente la conquista pi grande: far amare Taranto, convincere gli adolescenti a non scappare, ma ad affrontare quei mostru osi esseri che sono l'inquinamento e l'ingiustizia. Non avere paura. Le sorprese su Facebook. Anche gli esperti hanno imparato qualcosa, e sono rimas ti soddisfatti della partecipazione delle classi. A confermarlo, il post su Face book di Marescotti: "Stamattina al Battaglini ho vissuto un incontro molto bello e gli studenti hanno partecipato mostrando grande attenzione. stato toccato l'a rgomento degli ecoquartieri. Come quello di Hammarby Sjostad a Stoccolma, dove u n quartiere inquinato stato trasformato nel pi ecologico quartiere della citt. Dov remmo fare tanti incontri come questo. E mostrare che ci sono le alternative. E che sono state realizzate." Quindi, la scelta adesso la nostra. Se far fumare ai nostri figli decine di siga

rette inconsapevolmente oppure eliminare le ingiustizie; se ammalarsi ancora di tumore e leucemia o cambiare le cose; se morire o vivere. Non vero che se non ci fosse l'ILVA Taranto tornerebbe ad essere quella di cinquant'anni fa, perch noi possiamo trasformare chilometri quadri di stabilimento siderurgico in un paradis o come quello in Svezia, forse anche pi bello, dato che godiamo di un ecosistema mediterraneo impareggiabile. Siamo noi a dover decidere. Per ora continuiamo a s tare in bilico come il funambolo del libro, ma, potete starne certi, i semi di s peranza che hanno piantato queste grandi persone fioriranno presto.