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Anno C

Is 6,1-2.3-8; Sal 137; 1Cor 15,1-11; Lc 5,1-11


Lesperienza dellincontro con il Signore al cuore del testo di Isaia (dove lincontro avviene in un contesto liturgico) e della pagina evangelica (dove il contesto la vita quotidiana). Il momento della grande vicinanza con il Signore coincide con la presa di coscienza della propria distanza profonda da lui e del proprio peccato: cos per Isaia che accompagna la sua confessione di fede al riconoscimento della propria impurit (cf. Is 6,5); cos per Pietro che confessa il Signore e, contemporaneamente, riconosce di essere un peccatore. Lincontro con il Signore comporta un mutamento radicale dellesistenza di Isaia e di Pietro che accolgono la missione che il Signore conferisce loro (Eccomi, manda me: Is 6,8; Dora in poi sarai pescatore di uomini: Lc 5,10). Lincontro con il Signore significa per Pietro una crisi, uno sconvolgimento della sua vita: da pescatore chiamato a divenire pescatore di uomini. La crisi un momento di verit nellesistenza di un individuo e spesso attraverso una crisi che Dio agisce sulluomo. Questo racconto presenta linizio della sequela di Pietro, e lo presenta appunto come crisi. Questo importante perch quando, pi avanti nel cammino, Pietro conoscer la crisi della sua sequela, questa crisi sar il possibile re-inizio. E come linizio della vocazione di Pietro segnato dallobbedienza alla Parola (sulla tua Parola getter le reti) del Signore (Signore), dal riconoscimento della sua distanza dal Signore (allontanati da me) e dalla confessione del suo peccato (io sono un peccatore), la crisi della sua vocazione e il re-inizio dopo il triplice rinnegamento sar contrassegnato dagli stessi elementi: il ricordo della Parola (Pietro si ricord delle parole che il Signore gli aveva detto: Lc 22,61) del Signore (Il Signore, voltatosi, guard Pietro: Lc 22,61), la manifestazione della distanza dal Signore (uscito: Lc 22,62) e del suo peccato (pianse amaramente: Lc 22,62). Pietro, accettando di gettare le reti in pieno giorno dopo non aver preso nulla durante unintera nottata di pesca, abdica alla propria competenza, mette tra parentesi le proprie certezze ( di notte che si pesca) e sperimenta la fede come rischio: un bel rischio passare nel campo di Dio (Clemente di Alessandria). La certezza invincibile della

presenza del Signore porta Pietro a impegnare il suo futuro sulla promessa del Signore di divenire pescatore di uomini (lett.: prenderai uomini viventi) e diviene ingresso in una dimensione di incertezza e di assenza di umane sicurezze. A partire da ci che , un pescatore, Pietro chiamato a divenire altro da ci che , pescatore di uomini. E questo fondandosi solamente sulla Parola del Signore: questo il bene inestimabile che resta a Pietro e a ogni credente anche a distanza di tempo dagli inizi del proprio cammino spirituale e da cui sempre possibile ricominciare il cammino. Pietro e i discepoli dovranno fare ci che fa Ges stesso: annunciare la Parola (cf. Lc 5,2; At 4,31; 8,14) e insegnare alle folle (cf. Lc 5,3; At 4,2; 28,31). Anzi, salito sulla barca dei pescatori che non hanno preso nulla, Ges appare colui prende uomini con la sua parola. Il luogo del fallimento dei discepoli diviene il luogo che, abitato da Ges, fecondo di benedizione. Nel nostro testo viene abbozzata la nascita della comunit. Laltra barca viene in aiuto a quella di Pietro che in difficolt: nella comunit cristiana ci si aiuta, ci si sostiene, si riconosce il bisogno che uno ha dellaltro e allora il gruppo diviene una vera fraternit. Da soci (mtokoi: Lc 5,7) i compagni di Pietro diventano membri di una koinona (koinono: Lc 5,10). Nel concreto riconoscimento del bisogno dellaltro, nella condivisione delle povert e delle debolezze di ciascuno, nellaccettare di venirsi in aiuto reciprocamente, la chiesa si manifesta come luogo fraterno in cui ci si ama e si amati. L viene sconfitto il rischio di deformare la chiesa in quipe di lavoro, in azienda, in pesante apparato burocratico: essa , e deve rimanere, un corpo, un organismo vivente. LUCIANO MANICARDI Comunit di Bose Eucaristia e Parola Testi per le celebrazioni eucaristiche - Anno C 2009 Vita e Pensiero