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Paolo Bravi

La storia (fra oralit e scrittura) nella poesia campidanese


Il caso Corradino

1. Ante acta: il giovane Corradino di Svevia Premessa storica 29 Ottobre 1268: sul patibolo eretto in Campo Miricino a Napoli, Corradino di Svevia, sedicenne rampollo della casata sveva degli Hohenstaufen, viene decapitato. Con la vittoria di Carlo DAngi nella battaglia di Tagliacozzo e i successivi eventi della cattura da parte del nobile Giovanni Frangipani, del processo-farsa e dellesecuzione del giovane pretendente svevo eventi che facevano seguito alla sconfitta e alla morte in battaglia, sul campo di Benevento, del principe Manfredi, figlio naturale di Federico II, di due anni precedente finiva il sogno di ripristinare il dominio svevo nellItalia meridionale e subiva un duro colpo tutto il movimento del ghibellinismo italiano. 2. Il giovane Falqui di Riu Murtas. Premessa etnografica Lepisodio, che la storiografia degli ultimi anni ricorda in modo marginale, e solo in quanto clausola in s minore, seppure non inessenziale della complicata vicenda storica del dominio svevo e imperiale in Italia, sembra riscuotere un certo favore nellambito dei temi storici trattati dai poeti estemporanei campidanesi nel corso delle gare poetiche. Nella gara poetica che si svolta a Sarroch il 30 settembre 2005 (non lontano dal capoluogo Cagliari), il giovane (venticinquenne) Pier Paolo Falqui di Riu Murtas, poeta quasi esordiente, ma pi che promettente, dedica la prima parte di un mutetu1 al personaggio e alla vicenda storica:
1 La sezione pi importante della gara poetica (cantada) campidanese, si svolge sulla base della forma metrica del mutetu costruito secondo la cosiddetta regula poetica. Questa struttura prevede la bipartizione del componimento in due sezioni (dette sterrina e cobertantza o rima) legate fra loro da relazioni di rima ma in genere contenutisticamente indipendenti. Per un quadro generale sul genere poetico e unanalisi delle forme metriche si rimanda a Mossa 1999, Bravi 2005, Zedda / Pani 2005.

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Sterrina Po lompi in Italia simpegnat Su famosu Corradinu svevu Ma de Taliacotzu in su confini Gloria no ndiat potziu ottenni Ca DAngi ndi essit bincidori E sa sconfita ddi procurat E a Napoli in artu no setzit Ca mortu ddiat intzandu Cobertantza Candu figurat beni unallievu Quando un allievo fa bella figura

Traduzione Per arrivare in Italia simpegna Il famoso Corradino svevo Ma sul confine di Tagliacozzo Non pot ottenere gloria Perch DAngi usc vincitore E gli provoca la sconfitta E non siede in alto a Napoli Perch allora lo ha ammazzato Pretzit sonori cun chini ddu insegnat Divide lonore con chi gli insegna

3. Una presenza costante La citazione storica, inquadrata nel contesto della poesia estemporanea del Campidano, indubbiamente significativa, ma non sorprendente. [A] In primo luogo, infatti, le tematiche storiche sono un ingrediente ben presente in questo genere poetico, almeno a partire dallimpronta determinante data, sul fiorire del Novecento, dai poeti cosiddetti dotus e, in particolare, dal gruppo Loddo-Loni-Farci, la trinit ancora oggi ricordata e venerata dai poeti per il contributo decisivo verso linnalzamento qualitativo (di forma e contenuto poetici e di status sociale degli improvvisatori) della poesia estemporanea e dei suoi pi autorevoli rappresentanti. La forma bipartita del tipico componimento campidanese, infatti, giustifica e prevede lo iato contenutistico fra la prima sezione (la sterrina) e la seconda (cobertantza o rima)2. La conseguenza di questo principio formale metrico e contenutistico la possibilit di articolare il discorso poetico su due piani distinti e indipendenti. La circostanza determinante ai fini dellassunzione di tematiche parallele e distinte rispetto al piano centrale del discorso (su fini) che caratterizza la cantata campidanese: nelle sterrine, infatti, i poeti sono liberi (almeno relativamente) di scegliere largomento che loro aggrada o che si conf maggiormente alle esigenze metriche contingenti, e la storia assorbita come soggetto poetico prevalentemente per questa via. Tra laltro, si tratta di un soggetto elegante e prestigioso in quanto emblema della cultura alta delle istituzioni scolastiche e della scrittura e dunque quali2 Sotto questo profilo, i mutetus campidanesi e i mutos dellarea centro-settentrionale della Sardegna hanno una conformazione analoga. Sullargomento, cfr. Cirese 1988, Deplano 1997, Sole 1977.

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ficante per il poeta che se ne dimostra conoscitore non dozzinale. [B] In secondo luogo, la citazione dellepisodio minore di Corradino di Svevia da parte di un poeta alle primissime armi colpisce s, ma senza sbalordire, per il fatto che il richiamo alla sciagurata vicenda non affatto inusuale nella produzione poetica estemporanea del Campidano. Ce ne sono tracce nella memoria orale dei poeti e degli esperti, e ci sono anche attestazioni documentarie pi che episodiche. Il personaggio e/o la vicenda storica si ritrovano infatti in alcune gare poetiche che si sono svolte nella seconda met del Novecento, di cui disponiamo di trascrizioni verbali scritte e pubblicate a stampa nei caratteristici libriccini dedicati al mercato locale. In particolare, ne parlarono Raffaele Urru di Burcei a Sinnai, durante la gara poetica svoltasi in occasione della festa di S. Elena nel 1962, Carlino Pillitu di Villasor a Quartu S. Elena, nella cantada per S. Maria (la data imprecisata, ma comunque collocabile orientativamente negli anni immediatamente successivi alla II guerra mondiale).
Sterrina Corradinu giovanu rei intrepidu Su conti Manfredi po rivendicai A Taliacotzu mali ti piatzas E de Napoli in sa dimora Mortu tiat Carlo DAngi Che unu Cainu contras a Abeli Aici at fatu una fini mala Ca po unu grandu tradimentu Is Angioinus nant ti sopprima Cobertantza Atentu o Fideli chi a sora e pagai In prima sala no fatzas a depidu3 Traduzione Corradino giovane re intrepido Per rivendicare il conte Manfredi A Tagliacozzo ti piazzi male E nella dimora di Napoli Ti ha ammazzato Carlo DAngi Come un Caino contro Abele Cos ha fatto una brutta fine Che per un grande tradimento Gli Angioini dicono ti sopprima [sopprimiamo] Attento o Fideli che quando sar ora di pagare Nella prima sala non debba fare debito

Sterrina De vitimas fait ammassu Carlo I DAngi scieus A Corradinu po debellai Usendi astutzias e intreccius In sa batalla de Taliacotzu E poi chi si funt misuraus Corradinu morit infelici E sa francesa parti est cuntenta

Traduzione Di vittime fa ammasso Carlo DAngi sappiamo Per debellare Corradino Usando astuzie e intrecci Nella battaglia di Tagliacozzo E dopo che si sono scontrati Corradino muore infelice E la parte francese contenta

Raffaele Urru, cantada Sinnai, S. Elena, 1962.

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Cobertantza Presenta is trataus beccius chi teneus Aici ti potzu torrai a passu4

Presenta i trattati vecchi che abbiamo Cos ti posso riportare al (giusto) passo

In tempi pi vicini le attestazioni di questo motivo storico nelle registrazioni audio delle cantate dimostrano che si tratta di una presenza costante. Ne hanno parlato, ad. es., Fideli Lai di Capoterra nella cantata svoltasi a Santadi per S. Nicola e S. Isidoro il 31/08/1992 e Antonio Pani di Quartu S.E. nella cantata per S. Biagio a Dolianova del 26/ 08/2000 e in quella recente per la Madonna delle Grazie a Decimoputzu il 30/06/2006.
Sterrina Corradinu principinu gracili A Taliacotzu narat abasci A poi chi sa sconfita pesanti A Manfredi in Benevento collocat E issu tentau iat atesti De salvai su svevu imperu Ma de fronti a Carlo DAngi Issu puru fiat fini trista Frangipani chi at depiu spirai Cobertantza Artista veru toccat a nci nasci Ca a diventai no est tanti facili5
Sterrina Cun pagu fortza chi tassistit Corradinu as depiu cummiti Unerrori a affrontai a DAngi E in sa batalla de Taliacotzu Po ndi podi bogai sa parti Fiat tropu in edadi novella E tenendi pagu istrutzioni De sa sconfita no tarreparas

Traduzione Corradino principino gracile A Tagliacozzo dice abbassi (io) Dopo che la pesante sconfitta A Manfredi colloca a Benevento E lui tent Di salvare limpero svevo Ma di fronte a Carlo DAngi Lui pure fece una brutta fine Frangipani che ha dovuto spirare Artista vero si deve nascere Perch non tanto facile diventarlo
Traduzione Con la poca forza che ti assiste Corradino hai dovuto commettere Un errore a affrontare DAngi E nella battaglia di Tagliacozzu Per poterci ricavare qualcosa [lett. Per poter toglierne la parte] Era troppo giovane [lett. in et novella] E avendo poca istruzione Dalla sconfitta non ti ripari

Cobertantza Si dda naras bella ti ddu potzu ammiti Ma sa perfetzioni in sarti no esistit6
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Se la chiami bella te lo posso concedere Ma la perfezione nellarte non esiste

Carlo Pillittu, cantada Quartu S.E., S. Maria (data imprecisata). Fideli Lai, cantata Santadi, S. Nicolau e S. Isidoro, 31/08/1992. 6 Antonio Pani, Cantata Dolianova, festa di S. Biagio 26/08/2000.

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Sterrina Corradinu iat fattu sarriscu Ca sintendiat forti e furbu Cun d-unu coragiu che fiat ispantu Prima e sora si fut depiu attrivi Mancu crescia portat sa braba De onori po si podi preni E a Taliacotzu creu che si preparit Sa vida sua dda cuncedit Cumbatendi contras a DAngi Cobertantza Po cedi su beni e bivi spossediu No mi parit Saba che a Santu Franciscu7

Traduzione Corradino aveva fatto un azzardo Perch si sentiva forte e furbo Con un coraggio che faceva meraviglia Prima del tempo dovette rischiare Neanche aveva la barba Per potersi riempire di onore E a Tagliacozzo credo si prepari La sua vita concede Combattendo contro DAngi In quanto a cedere i beni e vivere senza possedimenti Saba non mi sembra uguale a San Francesco

4. Corradino e gli altri Ci che sorprende nella vicenda poetica Corradino, il fatto che ricorra con (relativa) frequenza un soggetto storico minore, che la storiografia non specialistica generalmente liquida con pochi cenni8. Paradossalmente, gli illustri predecessori dello sventurato principe (Federico I, Enrico VI, Federico II, Manfredi), il cui peso storico non neppure confrontabile con quello sostanzialmente irrilevante del giovane Corradino, nel corpus di cantate da noi analizzato (diverse decine) hanno una presenza minima. Anche Federico I, il Barbarossa, cui pure il nome e limmagine vigorosa consegnata dalla storia allimmaginario comune, praticamente quasi assente nelle citazioni storiche della maggioranza dei poeti. Lo ricorda con una certa frequenza, caso forse isolato fra i cantadoris di oggi, solo Piero Lussu di Monserrato, di cui riportiamo un mutetu eseguito nella gi citata vd. supra - cantata che si svolta a Dolianova, in occasione della festa di S. Biagio, il 26/08/2000, e in un altro, recente, cantato a Cagliari per la festa di S. Efisio il 1/05/2006:
Antonio Pani, Cantata Decimoputzu, festa della Madonna delle Grazie 30/06/2006. Abbiamo testato la cosa misurando con un rozzo ma sostanzialmente attendibile parametro quantitativo lo spazio dedicato rispettivamente a Federico II e a Corradino in alcune opere di consultazione generale di carattere storico. Gli esiti sono i seguenti: in AA. VV. 1993(: 492 e 352), Federico II supera Corradino 54 righe a 9; in AA. VV. 2000 (: 87-588 e 384) due pagine contro venti righe; in Mourre 2003 (: 388 e 273) mezza pagina rispetto a quindici righe.
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Sterrina Re Federico in sa dura lotta Si mostrat abili gherrendi E de sesercitu a capu Ma Papa Alessandro ndi cuncepis E ddaturat de sentinella Cumprendendiddi donnia fueddu No ncest dubiu alcunu creu In battaglia po ddu fai arrui Cobertantza Tui giovoneddu dda depis difendi Ca deu bella ge ddapu connota9 Sterrina Re Federico in su gherrai Cun is sordaus suus riunius Atentus a donnia movimentu istaint Controllendi totu is vialis Ma papa Alessandro per Iat nau no mi tratengu E cun sesercitu fuedda fuedda Non si fiat depiu cunfundi E custu guerrieri ddiat debellau Cobertantza Aundi tengu is capitalis mius Nau ca a Zedda no ddu faint brintai

Traduzione Re Federico nella dura lotta Si dimostra abile nel guerreggiare E a capo dellesercito Ma Papa Alessandro ne concepisci E gli rimane di sentinella Capendo (di lui) ogni parola Per farlo cadere in battaglia Non c alcun dubbio Tu giovanetto la devi difendere Perch io bella lho gi conosciuta Traduzione Re Federico nel combattere Con i suoi soldati riuniti Stanno attenti a ogni movimento Controllando tutti i viali Ma papa Alessandro per Aveva detto non mi trattengo E parlando (continuamente) con lesercito Non si confuse E questo guerriero lo aveva debellato Dove tengo i miei capitali Dico che a Zedda non lo fanno entrare

Lomissione finora osservata nei riguardi di questi grandi nomi della storia della casata sveva ci sembra comunque fortuita. probabile, per contro, che un allargamento dellindagine possa condurre a trovare riferimenti anche in queste direzioni. Ci che invece non appare casuale, n trascurabile, il focus, lintensit di attenzione che i poeti campidanesi sembrano aver dato alla vicenda tragica di Corradino di Svevia. 5. La storia nella poesia Per cercare di spiegare il fenomeno, dobbiamo domandarci innanzi tutto da dove provenga il sapere storico che i poeti (alcuni pi di al9

Piero Lussu, Cantata Dolianova, festa di S. Biagio, 26/08/2000.

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tri) esibiscono e sfruttano come materiale per le proprie composizioni estemporanee. In linea generale, per i poeti del Novecento la preparazione storica avviene attraverso fonti in cui la dimensioni della scrittura e delloralit coesistono e interagiscono. In genere, si acquisicono nozioni storiche, in modo pi o meno approfondito, attraverso quattro canali dinformazione principali: 1) leggendo i libriccini con le trascrizioni verbali delle gare poetiche: gli spunti storici trattati dagli altri poeti informano su fatti e persone e concentrano lattenzione su vicende particolari; 2) leggendo testi che trattano di storia (libri scolastici, enciclopedie e dizionari enciclopedici, magari anche monografie, come pure articoli di giornale, ecc.10) o ascoltando servizi televisivi o radiofonici che ne trattano, o comunque attraverso fonti esterne al mondo della poesia; 3) ascoltando gare poetiche: in presa diretta, perch si sul palco o fra il pubblico e si ascoltano gli altri, o in differita, attraverso le registrazioni che molti appassionati fanno, a partire dagli anni 60; 4) ascoltando le composizioni poetiche improvvisate (specialmente le sterrine) che vengono ricordate e attraverso la dimensione critica che si attiva in relazione a (veri o presunti) errori storici, o metrici o stilistici, o a fenomeni di plagio, di monotonia tematica ecc.11 Se, da un lato, impossibile generalizzare rispetto alle priorit di queste fonti12, in quanto ciascun poeta ha, oltre al proprio stile, i propri
In questi ultimi anni i cambiamenti avvenuti nel campo della registrazione e circolazione dellinformazione e delleditoria hanno condizionato anche lacquisizione di conoscenze da parte di alcuni fra i cantadoris, i quali, se c necessit di ricordarlo, vivono la tradizione integrati nella modernit. Pierpaolo Falqui, ad es. sentito sullargomento, ha affermato di aver ricercato le informazioni sul personaggio Corradino di Svevia in unenciclopedia multimediale. 11 In effetti, ci che rimane maggiormente nella memoria orale sono gli aspetti connessi alla dimensione agonistica della poesia, e cio alla controversia che si crea fra i poeti nel corso della gara, e che si sviluppa soprattutto nelle cobertanze. Anche delle sterrine particolarmente elaborate e efficaci possono per circolare nella discussione ed entrare nella memoria collettiva. In questo settore, peraltro, sembrano figurare abbastanza raramente sterrine di argomento storico. 12 Le fonti indicate non sono, daltra parte, neppure esaustive. Linformazione storica pu arrivare anche attraverso fonti diverse, ad es. attraverso la conversazione informale anche a me capitato di discutere di un tema storico con un poeta o attraverso fonti, meno prevedibili, di altro genere, come ad es. la toponomastica viaria, che spesso raggruppa nella stessa area soggetti omogenei (ad es., gli uomini del Risorgimento, gli scrittori del mondo latino, i pittori rinascimentali ecc.).
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interessi e un proprio modo di vivere la poesia e di formare e perfezionare il proprio background, da un altro lato invece abbastanza evidente la centralit strutturale e anche cronologica che la gara poetica riveste rispetto alle altre fonti. Il grafico in fig. 1 rappresenta e precisa alcuni aspetti e relazioni relativi al fenomeno. Innanzitutto, nonostante la poesia estemporanea viva essenzialmente nel fuoco della performance, ha anche una vita successiva, che si articola in diverse dimensioni. Questa esistenza nel dopo gara riguarda la critica e la memoria collettiva, la presenza delle trascrizioni e delle audio- (in qualche caso anche video-) registrazioni. Le interazioni pi evidenti fra i tre modi di (ri-)esistenza della poesia estemporanea, una volta che la cantata ha termine, sono rappresentati dalle frecce: [a] le trascrizioni provengono dalle gare poetiche, o direttamente (fino a qualche decennio fa esistevano le figure, specializzate, degli scrivani13) o indirettamente, tramite le registrazioni14, oppure, soprattutto nel caso della produzione dei poeti dellOttocento, attraverso ci che si conservato nella memoria orale; [b] la memoria orale e la critica nascono in modo diretto attraverso lascolto delle cantate e si irrobustiscono attraverso la comunicazione faccia a faccia ma nascono anche (o sono comunque fortemente rinforzate) dalla lettura di trascrizioni o dallascolto di cassette registrate; [c] le registrazioni sono un veicolo essenziale ai fini della memoria e della critica, e sono uno strumento di cui non si prescinde oggi per qualsiasi opera di trascrizione. Ma il rapporto fra ci che si canta in gara e ci
Cfr. Pillai 1985: 9. Si deve segnalare il fatto che con la scomparsa di Antonio Cuccu di S. Vito, lultimo degli editori di questo genere di letteratura (usiamo le virgolette memori delle cautele espresse da Ong, contrario alluso di questo termine cos compromesso con la scrittura per indicare le forme orali cfr. Ong 1986: 29 sgg), la pubblicazione di questo tipo di libretti praticamente cessata. Ci avvenuto in concomitanza con la diffusione, a livello di massa, di duplicatori di cassette, che hanno permesso di moltiplicare, almeno fino a un certo livello, le registrazioni private delle gare realizzate dagli appassionati. Ma ovviamente la fine dellepoca dei libretti non si associa solo alla novit determinate dalla diffusione di massa degli strumenti delloralit mediata, In una prospettiva temporale e culturale pi ampia, lesaurirsi del fenomeno editoriale si associa al calo dellinteresse generalizzato verso la poesia improvvisata della seconda met del Novecento, ai processi di emigrazione e di inurbamento, alla crisi della lingua sarda, allirrompere del media televisivo, e pi in generale ai mutamenti socio-culturali dirompenti degli ultimi decenni e ai fenomeni connessi alla globalizzazione.
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che rimane, nelle tre forme di permanenza che abbiamo indicato, un rapporto biunivoco. Laspetto che stiamo mettendo a fuoco ora quello dei contenuti storici, ma evidente che pi in generale ogni gara poetica non sorge ex novo e a partire da un background vuoto, da un patrimonio poetico di livello zero, ma riceve linflusso di ci che avvenuto nelle gare poetiche precedenti, vicine e lontane, e di cui, nei modi delineati, rimasta una traccia consapevole. Dunque, rispetto ai contenuti storici, i riferimenti che passano una volta nella poesia in quanto derivati da fonti di acquisizione esterna possono ritransitarci successivamente in quanto suggeriti e fruiti e assimilati da altri cantadoris per il veicolo (sempre primario, per i poeti e gli appassionati) della poesia stessa (vd. infra, par. 8). La biunivocit di questo rapporto fra gara poetica / forme della permanenza della poesia post-gara indicata, nel grafico in fig. 1, dalla bidirezionalit delle frecce.

figura 1
TRASCRIZIONI

TESTI E FONTI STORIOGRAFICHE `ESTERNE

GARE POETICHE

MEMORIA CRITICA

REGISTRAZIONI

dunque la gara poetica, con le sue forme e le sue modalit di articolazione del discorso, che orienta in questo caso, preventivamente anche lo studio che i poeti fanno della storia (e di vari altri aspetti della cosiddetta cultura ufficiale). In altri termini: il poeta che legge testi in cui sono trattati temi e personaggi storici di solito filtra le informazioni (o almeno tende a farlo) in relazione a ci che gli interessa, cio la poesia, e in modo funzionale alluso specifico che pu farne in questo ambito. In pratica, ricerca e memorizza soprattutto quello che gli pu servire o essere daiuto in occasione delle gare, e trascura ci che invece a questo fine inutilizzabile. Per questa ragione, la storia che interessa i poeti e che si legge nelle sterrine spesso una storia fatta di personaggi, ciascuno associato a una corona di circostanze essenziali utili a caratterizzarli e/o ad indicarne in modo sintetico limportanza e magari la notoriet. I poeti, in genere, nel corso della loro carriera si formano un 35

repertorio di soggetti tra i quali soggetti tratti dalla storia, i quali sono per lo pi associati a personaggi di cui sanno di potersi servire con lagio e limmediatezza che la gara poetica improvvisata richiede. Quando il repertorio del poeta limitato e stanto, il pubblico pi competente riconosce e spesso stigmatizza la monotonia nei temi. Ma un giudizio del pari negativo dato, in genere, quando linserimento di nuovi soggetti avviene in modo artificioso, e la costruzione della sterrina avviene con il ricorso insistito a rime di comodo e ad espressioni tuttofare del gergo poetico. Nei casi migliori, invece, linserimento dei temi storici nelle sterrine avviene senza traumi, non manifesta forzature n sul piano linguistico e metrico n sul piano della scelta e dellorganizzazione dei contenuti. Il fenomeno della repertorizzazione in primo luogo un fatto individuale: ciascun poeta ha un suo repertorio di soggetti cui pi legato e che utilizza con maggiore frequenza. Ma i soggetti, specie se dotati di motivi di interesse particolare per la pratica della poesia, possono passare dal repertorio di un poeta a quello di un altro e, al limite, diventare patrimonio universale di tutti i poeti. In molti casi, dunque, lo stimolo per lapprofondimento storico nasce proprio dallascolto delle cantate, e in particolare dallemulazione dei maestri e dal desiderio di essere preparati ed eventualmente pronti ad intervenire o a rispondere rispetto alle argomentazioni o ai riferimenti che possono comparire nel corso di una cantata. Per lo stesso Falqui, linput primitivo non stata unastratta ricerca storica, ma lascolto delle registrazioni delle cantate. Lho sentito in altre sterrine. Allora ho fatto una ricerca15: la poesia, in sostanza, in linea generale e come criterio ideale, precede e orienta, in ragione delle sue esigenze specifiche che non coincidono evidentemente con quelle della ricerca storiografica e del peso della sua tradizione, le pratiche di documentazione storica che i poeti mettono in campo. In questo senso vanno intese le frecce bidirezionali che nel grafico in fig. 1 stabiliscono una relazione biunivoca e integrata fra le gare poetiche e le fonti di documentazione storica esterna: se la poesia si alimenta e si arricchisce attraverso la ricerca documentaria, questultima si ispira e si qualifica in relazione al fine delluso poetico delle informazioni acquisite.
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Intervista 15.03.2006.

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6. La storia come allegoria Accanto alluso della storia che i poeti fanno come argomento per le sterrine, i cui argomenti sono svincolati rispetto alla tematica generale (su fini) della gara poetica, si ha a volte il richiamo di personaggi o di temi storici anche nelle cobertanze. Qui il discorso di ciascun poeta si lega con quello degli altri, e assume una veste e un tono diverso rispetto a quello delle sterrine. Lesiguit dello spazio metrico a disposizione (un distico) impone che lidea sia formulata in modo sintetico e miri al massimo dellefficacia. Quando la storia entra nella cobertanza, i personaggi o le vicende diventano allegorie, assumono valore in quanto emblemi o rappresentazione di qualcosaltro, che funzionale al tema e al clima della gara. Nella cantata che si svolta a Decimoputzu il 01/07/1994, ad es., Salvatore Marras di Quartu S.E., apostrofa un collega dicendo: Bolit fai Cincinnati innoi / candu a istentu salvas sa peddi [Vuole fare il Cincinnato / quando a stento salvi la pelle alcuni adattamenti fonetici sono dovuti a esigenze di rima, ndr]. Per capire il senso di questa citazione, che avviene nel distico della cobertanza, necessario un minimo di spiegazione sullargomento generale della gara. Questa si sviluppa attorno al tema della difesa di un regno storico [dietro limmagine del regno storico, il Campidano, ndr], affidata al poeta fundadori16 (che lo stesso Marras). Gli altri tre poeti sono Paolo Mura di Teulada, Salvatore Melis di S.Anna Arresi e Paola Dentoni di Selargius. Dunque, in gara ci sono due rappresentanti del Campidano e due rappresentanti del Sulcis, e lordine dei poeti prevede proprio che la controversia fra i poeti (intrecciu) si svolga fra Marras e Mura e fra Dentoni e Melis, cio fra un cantadori del Campidano e uno del Sulcis. In pratica, a ciascuno dei poeti spetta il compito di difendere la propria bandiera dagli attacchi dei rappresentanti della parte contrapposta. Il senso della citazione che Marras usa per attaccare il collega sulcitano dunque allincirca il seguente: tu credi di essere in grado di proteggere la tua patria come Cincinnato che salv Roma dalla minaccia degli Equi mentre a malapena sei capace di proteggere te stesso.
16 Il fundadori il poeta che inizia la cantata, stabilendo il tema della discussione e orientandone lo sviluppo (cfr. Bravi 2005: 57-58).

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Cincinnato unimmagine, quella del forte difensore della patria, che funzionale al discorso in atto, il quale nulla ha a che fare con la storia romana in cui si colloca la vicenda del grande console. In questa ri-funzionalizzazione di cui sono oggetto i grandi nomi della storia, non c nulla di singolare: la cobertanza il regno dellallegoria, e ci che vi presentato ha un significato che trascende il piano letterale, secondo lestetica della poesia del Campidano. E dunque anche la storia, in questi casi, diventa strumento per la costruzione di un discorso in cui il linguaggio quello delle immagini e in cui il vero significato va decifrato andando al di l della lettera. 7. Le ragioni della metrica Alla luce delle considerazioni esposte neil paragrafio precedentie, cercheremo ora di offrire qualche spunto per offrire una spiegazione della presenza, che sembra (relativamente) massiccia, della vicenda storica di Corradino di Svevia nella poesia campidanese. Una prima ragione che favorisce e facilita ladozione della vicenda nelle trame dei poeti la presenza di alcuni nomi propri che possono essere utili nella costruzione della poesia. Nella composizione di un mutetu lelaborazione del distico di cobertanza precede la creazione della sterrina. Poich largomentazione trattata nella sterrina sostanzialmente libera, i poeti in genere peraltro non tutti, e comunque non sempre cominciano a costruire la sterrina partendo dalle rime della cobertanza che si presentano pi ostiche, e che nel complesso lasciano intravedere nel breve lasso di tempo concesso dai ritmi della gara la possibilit di unarticolazione concettuale e di uno sviluppo linguistico efficace. Nel caso specifico, si hanno almeno due nomi, il toponimo Taliacozzu e il riferimento alla casata degli Angi che si presentano molto funzionali a questo scopo: il primo rima con la voce verbale potzu (posso), che ricorre con frequenza nel lessico poetico campidanese; il secondo rima con lavverbio di negazione no (non). In entrambi i casi, non vi sono molte possibilit di risolvere elegantemente lobbligo di rima. Nel caso dellavverbio di negazione, che evidentemente compare con grande frequenza, la soluzione pi comune quella di rimare con per (spesso inserito in modo piuttosto goffo nel discorso della sterrina), o con la voce 38

verbale importata so (per sciu o seu; e anche in questo caso, con esiti a volte zoppicanti), se non con termini meno comuni come com, pr, gir (il vino), Doberd, ecc. E anche potzu non molto generoso in fatto di corrispondenti di rima: accotzu, assotzu, motzu, magari litalianismo strotzu. Comunque, non un termine la cui rima pu essere coperta in molti modi. I poeti stessi mettono in luce questo aspetto. Per Antonello Orr di Sinnai, ad es., a volte comodit di rime anche: a volte tu usi la battaglia che ha fatto con Carlo DAngi Carlo DAngi torna con no, quindi facciamo il collegamento fra Corradino e Carlo DAngi17. In questo senso, lo stesso Falqui, che ha impiantato la cantata stabilendo largomento di discussione, dice: ho cercato anche Corradino Svevo, perch poteva servire come rima: Svevo-allievo18. In questo caso, la rima trainante quella che ha permesso di imbastire una sterrina robusta di storia: la parola (svevu), infatti, onora validamente un termine (allievu) di cui Falqui aveva evidentemente gi immaginato il possibile utilizzo nel contesto di una cantata in cui la fondazione della cantata fosse stata a lui affidata e che prevedeva di incentrare sul proprio ruolo di poeta nuovo nella scuola dei poeti grandi. 8. Le ragioni dellesperienza umana La vicenda umana di Corradino, nonostante lesilit del rilievo storico, ha comunque sempre colpito e colpisce ancora, anche a prescindere dalle ragioni e dallinteresse della storia. una pagina che tocca corde cui tutti e non solo gli storici sono sensibili. Tutti sono nella propria vita partecipi, in modo pi o meno diretto e con un coinvolgimento pi o meno personale, di avvenimenti tristi di questa natura. La morte di un giovane sempre un evento che turba e commuove, e che colpisce e d motivo di riflessione e di discussione. Sotto questo profilo, la poesia cosiddetta popolare infarcita di storie in cui le note dominanti sono lefferatezza dei delitti, il tradimento, labominio dei responsabili, la vendetta, la giovent troncata dalla morte. Lattenzione speciale verso nobilt e regalit felice o sventurata poi un altro topos in
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Intervista 03.05.2006. Intervista 15.03.2006.

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questa letteratura. Insomma: nella vicenda di Corradino, politicamente secondaria, ci sono per molti ingredienti che ritroviamo in larga parte della letturatura popolare e che risultano pi aderenti ai drammi della vita reale di tutti. Anche nelle canzoni tipiche dellarea campidanese, accanto a temi satirici o morali a narrazione di altro genere, si trova spesso il racconto di eventi luttuosi e di episodi di cronaca nera. In tempi oramai storici, ad es., alcuni autori campidanesi immortalarono nelle loro canzoni il regicidio di Umberto I di Savoia, nellanno 190019. In tempi relativamente recenti, ad es., Flavio Melis ha dedicato una cantzoni a torrada alla tragica vicenda di Alfredino Rampi, che, trasmessa in diretta dalla televisione, turb e commosse lItalia negli anni Ottanta20. Inoltre, nelle scuole di base, soprattutto fino a qualche decennio fa, linsegnamento della storia aveva un taglio prevalentemente narrativo, con enfasi su fatti e personaggi memorabili, in grado di suscitare emozioni, di colpire la fantasia e di esercitare una efficace azione in qualit di exempla. I libri di storia dedicati a queste classi rappresentavano i personaggi in base a questa chiave di lettura e le loro illustrazioni sollecitavano limmaginazione dei giovanissimi studenti e giovavano alla memorizzazione. Il ricordo di Carlo Pillai, storico e studioso di poesia campidanese, trascritto di seguito, potrebbe probabilmente essere condiviso da poeti formatisi nelle scuole di base fino a qualche decen19 Cfr. Carmelo Barroi, Canzoni sarda po sassassiniu de su Rei nostru Umbertu I, committiu po sa manu vili de Bressi Gaetanu in Monza, sa notti de su 29 de Lugliu, a is 10,30 de sannu 1900. Cagliari, 30 luglio 1900, Tip. DellUnione Sarda, Cagliari (dello stesso autore, anche un Seguito a sa Canzoni sarda po sassassiniu de samau e caru Sovranu nostru Umbertu I Rei de Italia, e sa cundenna de su vili scellerau Gaetanu Bresci. Cagliari, 30 Agosto 1900, Tip.-Lit. O. Reale, Cagliari.); Efisio Usai, Canzoni po sa morti de Umberto Rei de Italia, assassinau in Monza, sa notti de su 29 de lugliu 1900, de Gaietanu Bresci, nasciu su dexi de novembri de su 1869, in Prato (Toscana). Cagliari, 6 Agosto 1900, Tip.-Lit. O. Reale, Cagliari. Lo stesso sovrano aveva fatto parlare di s in una precedente canzone che ricordava la sua venuta in Sardegna nellanno precedente lomicidio. Anche questa canzone, peraltro, accompagnava il racconto degli eventi connessi alla visita reale con il racconto di alcune sventure accadute nei medesimi giorni: Francesco Cossu, Canzoni sarda intitulada po sa bennida chi ha fattu su Rei e sa reina in sardigna, e sadornamentu che a preperau Casteddu su 12 de Arbili su 1899. E po su dannu suzediu su 18 in sa Ferrovia Reali, 19 ferius e unu mortu de su terrazzu chi dde arrutu. 1899, Cagliari, Tip. G. Serrel. 20 Flavio Melis, Sa morti agonizzada di Alfredino Rampi. In Canti Campidanesi. Vol 2, AEDO, Cagliri, s.d.

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nio fa21: Questa figura di Corradino ce lho impressa anchio, fin dagli anni delle scuole elementari, perch cera nel nostro libro. Cera anche limmagine, questo ragazzino che aveva colpito tutta la classe [] linsegnante batteva il tasto su questi argomenti qui, chiamoli romantici quindi presumo che fosse una figura nota per questo motivo, [] per quel fenomeno di semplificazione della storia, ovviamente si batteva pi sui sentimenti che sugli eventi politico-sociali22. Sulla presenza di Corradino nella poesia campidanese, lopinione di Paolo Zedda, poeta e studioso, che una delle chiavi che comunque un avvenimento colorito, [] un po, come si dice, un po da gossip, uno di quelli dove ci puoi costruire una storia [] Per dire il processo di Cogne non che sia pi importante di un altro omicidio, per ne abbiamo parlato per due anni [il riferimento alla vicenda dellomicidio del piccolo Samuele Lorenzi, di tre anni, avvenuta nel paese della Val dAosta il 30 Gennaio 2002, un delitto per il quale stata incriminata la madre in un processo che da tempo sotto i riflettori dei media ndr]. Entri in un giro per cui ne parla uno, poi ne parla un altro, poi lo usi in un altro senso, poi un immagine che comunque ti rimane in testa23. La vicenda di Corradino e la vicenda di Cogne, dunque, sotto questo profilo rifletterebbero meccanismi di tipo sostanzialmente analogo. Se la presenza dei media, nel caso della tragedia recente, rappresenta un volano e un formidabile amplificatore del discorso, tuttavia alcune spinte dellinteresse collettivo sono fondamentalemente comuni. Le ragioni di base del successo di un informazione particolare, in entrambi i casi, sono le stesse.
21 La figura di Corradino, in questo senso, ha sempre goduto di uneco notevole, probabilmente sproporzionata rispetto alleffettivo peso storico della vicenda. La vicenda, inoltre, transitata nellambito letterario, in particolare attraverso Aleardo Aleardi, che ne tratt in una delle sue composizioni pi note, Il Monte Circello, del 1856. Qui Corradino ritratto secondo lo stereotipo delleroe romantico un giovane Pallido, e bello, con la chioma doro / Con la pupilla del color del mare / Con un viso gentil da sventurato, vittima del tradimento ed inoltre ricordato lepisodio, forse leggendario, secondo cui il giovane, prima di porre il capo sul ceppo, lanci sulla folla un guanto di sfida, che venne raccolto da Giovanni da Procida, come segno dinvito a vendicarlo. La poesia comparve spesso nelle antologie poetiche delle generazioni che si formarono prima della seconda guerra mondiale. 22 Intervista 30.03.2007. 23 Intervista 31.03.2006.

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9. Le ragioni della tradizione Un elemento che entrato nei contenuti della poesia estemporanea e vi si manifesta con una certa stabilit e continuit ha, in linea di massima, una possibilit maggiore di ricomparire, nelle gare poetiche del presente, rispetto ad elementi innovativi non acquisiti dalla tradizione. Non si tratta, beninteso, di un discorso assoluto: nella poesia improvvisata del Campidano i poeti sono sempre invitati a crearsi uno stile personale, a dare unimpronta propria alla propria presenza poetica, a ricercare (almeno dopo la fase degli esordi, in cui limitazione ammessa e anzi, sotto vari aspetti, incoraggiata) un posto e un ruolo che non sia quello di repliche dei poeti che li hanno preceduti. La personalit e il valore di un poeta stanno anche in questa capacit di esprimere un modo di far poesia che, sebbene coerente con il contesto della tradizione, non sia completamente succube nei confronti delle autorit e riverente nei riguardi delle regole implicite o esplicite che il far poesia si porta dietro. Insomma, almeno per quanto riguarda il Campidano, il principio del cosiddetto predominio della langue sulla parole che storicamente stato associato allidea della creazione popolare24, e che potremmo pi o meno tradurre o declinare come il prevalere della tradizione sullinnovazione, o del collettivo sullindividuale, deve essere misurato in relazione a elementi specifici e non un principio sempre ed immediatamente generalizzabile. Tuttavia, anche in questo caso, ovviamente, il passato pesa25. Questo peso si manifesta, nel caso in esame, non solo per le ragioni illustrate in precedenza, cio per il fatto che spesso i contenuti delle gare poetiche trasmigrano da una cantata allaltra, ma anche per il fatto che la citazione precedente offre garanzie circa la correttezza, lutilit, lefficacia, la legittimit delluso di un determinato elemento. Tale garanzia
24 Cfr. Bogatyrv / Jacobson, Die Folklore als eine besondere Form des Schaffens, 1929, in Bogatyrv 1982: 66-78. 25 Daltra parte, quello che accade in ogni attivit umana, e perci coinvolge anche le pratiche che riguardano la creativit. In questi campi, anche le forme pi radicali di arte rivoluzionaria, tesa verso linnovazione o la personalizzazione esasperata, in effetti non dimenticano o trascurano affatto il passato e la tradizione, ma al contrario definiscono la propria natura proprio in relazione ad essi, solo che li assumono come elementi antagonisti anzich come alleati, come tela da stracciare anzich come tessuto da completare.

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vale specialmente se il riferimento dautore. Nel caso della poesia campidanese, ci equivale a dire se il poeta che ha utilizzato lelemento in esame un poeta di valore universalmente riconosciuto e comprovato dalla fama. E questo aspetto autoriale, per cui non tutto ci che giunge dal passato (remoto o recente, non cambia) fa testo, ossia garantisce legittimit e valore al nuovo, ma solo ci che proviene da fonti selezionate, cio is mannus, i grandi poeti del passato e del presente, rende ancora pi complesso il discorso relativo al rapporto fra tradizione e individualit nella poesia campidanese26. forse superfluo sottolineare il fatto che se lefficacia di questo movente, che possiamo etichettare come principio della tradizione autorevole, particolarmente presente e cogente per il neofita, mantiene peraltro la sua validit per ogni poeta e in ogni circostanza. Lancoraggio alla tradizione autorevole giova soprattutto al giovane esordiente, che necessita di appoggi esterni, di chiodi di sicurezza, di punti di orientamento per navigare in tranquillit, ma pu servire anche allesperto, se non altro inteso come scudo, come elemento di confutazione e difesa irrefutabile in caso di controversie e attacchi. Il giovane Falqui, dunque, quando cita Corradino va sul sicuro. Perch pesca nella tradizione, certo, ma anche, e pi in particolare, perch recupera un soggetto gi trattato, insieme con altri grandi del passato, da colui che indica come suo maestro, Emanuele Saba di Terraseo ([] sintentu mi seu propostu / de sighiri su de Terreseu trad.: mi sono proposto lintento di seguire [il poeta] di Terraseo [cio Saba, ndr] dice Falqui nella stessa cantata) vedi paragrafo seguente e da poeti del presente verso cui dimostra ammirazione, come ad es. Antonio Pani di Quartu S. Elena. 10. Le ragioni della battaglia Consideriamo, isolatamente, tre aspetti. [1] La storia di Corradino di Svevia fondamentalmente la storia di uno scontro perso ma affrontato con coraggio forse fin troppo e orgoglio da un ragazzo inesperto
26 Daltra parte, in termini pi generali la tradizione va comunque sempre considerata una retroproiezione (Pouillon 1975), che non trasmetterebbe il passato nella sua integralit, ma attraverso di essa si determinerebbe una sorta di azione filtrante, il cui prodotto verrebbe a costituire cos la tradizione (Lenclud 2001 ed. or. 1987: 124).

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e certo immaturo per il compito che si era assunto. [2] Lo scontro uno dei motori principali della poesia improvvisata del Campidano27. Nella poesia improvvisata campidanese tale scontro si realizza non solo, anzi non tanto su posizioni o su argomenti su cui dibattere, quanto piuttosto sulla personalit in quanto cantadori, sul livello che si raggiunto fra i poeti, sul grado che si maturato con la carriera, sulle gerarchie che in ciascuna cantata sono da stabilire, confermando o tentando di sovvertire lo stato dei fatti fino ad allora accertato e accettato. Lo scontro fra i poeti implica sempre, in modo anche palese e dichiarato, un tentativo di emergere e, poich non si pu essere todos caballeros, di affossare, pi o meno scientemente, qualcun altro. Un caso tipico, in questo senso, quello che interessa il rapporto fra poeti di generazioni diverse. La carriera di un poeta segue, come la vita, una parabola, e il rapporto intergenerazionale che pure fatto in molti casi di stima, ammirazione e aiuto vicendevole, e che talvolta fa vivere rapporti maestro-allievo di reale amicizia e profondit umana oltre che poetica spesso determina invece frizioni anche pesanti fra le parti in causa. [3] La poesia campidanese vive di metafore, un concetto richiede unimmagine che lo vesta (riprendiamo unespressione usata da Paolo Zedda) e lo renda percepibile e poeticamente appetibile. Un contenuto espresso in modo diretto sempre meno apprezzato di un contenuto espresso in modo indiretto. Nella poesia campidanese il messaggio si muove generalmente attraverso un itinerario obliquo e filtrato, talvolta come connotazione strisciante. per questo che la poesia campidanese difficile da capire o almeno da capire fino in fondo e richiede conoscenza profonda sia delle strutture della poesia sia dellambiente, della storia e delle persone che la poesia lhanno fatta e la fanno. In questo senso, una poesia del tutto riservata. Dopo aver delineato separatamente i tre aspetti, combiniamoli: in sintesi, la vicenda di Corradino pu funzionare egregiamente come emblema di vicende e di personaggi che nellambito delle cantate campidanesi costituiscono un motivo ricorrente. La scalata delle nuove generazioni nei confronti di coloro che occupano le posizioni di vertice pu essere fatta in modi diversi, ma comunque nellordine delle cose nellambito della poesia improvvisata ed un filo che attraversa quasi sem27

Cfr. Bravi 2005b: 16-19.

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pre le cantate in cui la combinazione del team di poeti crea situazioni di questo tipo. Il nuovo cerca di conquistare una posizione, mentre chi la posizione la detiene gi, cerca di difenderla. Entrambe le categorie sanno che i poeti affermati possono condizionare, anche pesantemente, le sorti della carriera poetica di un giovane, ma sanno anche che un atteggiamento eccessivamente arrogante da parte dei grandi pu ritorcersi loro contro ed essere controproducente, cos come un atteggiamento sfrontato o supponente da parte dei giovani pu anchesso risultare fastidioso alluditorio ed essere, al limite, fatale in vista della carriera poetica. Tutti, comunque, sanno che alla fine il pubblico che ha lultima voce in capitolo. Nel quadro che abbiamo delineato, la figura storica di Corradino utile e pertinente: Corradino infatti anche limmagine accreditata anche grazie al prestigio che la storia dona alla poesia del coraggio disinibito e sfrenato, della temerariet che si risolve in disgrazia, dellimmatura sicumera preambolo di catastrofe. , evidentemente, unimmagine funzionale soprattutto alla difesa della posizione da parte dei poeti grandi che devono contrastare poeti giovani ai loro occhi troppo intraprendenti, sicuri di s, disinibiti o pungenti28. Un arma retorica di cui si servono spesso: Tui dda finis che a Corradinu, o espressioni simili, ricorrono sovente nelle gare poetiche. In particolare, si trovano nella sezione del mutetu chiamata cobertantza, nella quale ha luogo lo sviluppo dellargomentazione e dove, principalmente, si svolge la controversia fra i poeti. Un esempio ne il seguente mutetu di Emanuele Saba di Terraseo cantato a Sarroch per la festa di S. Vittoria il 14/09/1990.
Sterrina Vargiu at initziau su tratenni E pensu chi siat de sollievu Cosa in segretu ritengu chi nci siat Ma custu ddeus a biri andendi in caminu O mellus narri duranti su viaggiu Chi impari a issu mi accordu Ca po mei est unicu scopu A iscoberri su chi componit Eliseu Traduzione Vargiu ha iniziato il trattenimento E penso che sia di sollievo Penso che ci sia qualcosa di nascosto Ma questo lo vedremo andando in cammino O per meglio dire durante il viaggio Che insieme a lui mi accordo Che per me unico scopo Scoprire ci che compone Eliseo

28 Sotto questo profilo, lefficacia del richiamo alla vicenda di Corradino messa in evidenza da Antonio Pani, secondo il quale il personaggio serviva per mettere in risalto linesperienza, [] magari un anziano che va a discutere con un giovane gli dice guarda che Corradino ha fatto questa fine. Quindi sono passaggi che sono poi utilizzati per cercare di riportare un po indietro colui che cerca di avanzare (intervista 02.03.2007).

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Cobertantza Deu regordu a Corradinu svevuIo Po tropu coraggiu moriat minorenni29

Ricordo Corradino svevo Per il troppo coraggio moriva minorenne

11. Loralit poetica in filigrana Dietro le singole motivazioni che ci sembrato di intravedere nel tentativo di spiegare il successo di Corradino svevo nella poesia Campidanese, c forse anche qualcosaltro. O meglio, c un secondo livello di spiegazione che riunifica i vari fattori elecati in precedenza allinterno di una struttura di riferimento (e di un parametro di analisi e di interpretazione) pi vasta. La poesia di cui trattiamo una poesia orale, sebbene, soprattutto nei nostri giorni, di quelloralit che Paul Zumthor ha definito oralit secondaria, ovvero inserita in un ambiente in cui questultima [la scrittura] predomina sui valori della voce nelluso e nellimmaginario30. Loralit in genere, e loralit poetica in particolare per come emersa attraverso gli studi etnografici e per come stata identificata nei suoi caratteri specifici e nei suoi fattori qualificanti in una riflessione che frutto di una convergenza di interesse multilaterale31 sembra una categoria in grado di riunire i diversi fattori implicati sotto ununica etichetta. [A] Per quanto riguarda il legame fra metrica e oralit, a parte la considerazione generale che non tutta la oralit e metrica, ma tutta la metrica oralit, in quanto modella sempre materia fonico-uditiva32, stata ampiamente illustrata la funzione mnemotecnica del verso inteso come discorso strutturato secondo particolari procedure metriche e retoriche
Emanuele Saba, Cantata Sarroch, S. Vittoria 14/09/1990. Zumthor 1984: 36. 31 I contributi sul tema delloralit provengono da studiosi di formazione diversa. Non questa la sede per un catalogo neppure sbrigativo degli autori che hanno fatto la storia di questa tematica, che dagli anni 60 ad oggi ha raccolto una miriade di contributi. Ci limitiamo invece a ricordare che la loro formazione stata decisamente varia. Quella delloralit infatti una tematica di tale ampiezza e portata che taglia trasversalmente gli ambiti disciplinari e incide in settori di studio che abitualmente non prevedono una frequentazione reciproca. Tra gli autori di riferimento, dunque, troviamo, oltre a studiosi della comunicazione e dei media (McLuhan), grecisti (Havelock) e filologi classici in particolare (Parry, Lord), antropologi e studiosi di folklore (Goody, Finnegan, Tedlock), studiosi di letteratura (Ong) e di medioevo in particolare (Zumthor), ecc. 32 Cirese 1988: 19.
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nellambito di culture illetterate o in cui la scrittura ha una diffusione e un peso ridotti33. Le forme metriche si inscrivono e sono pienamente funzionali in un contesto in cui domina loralit, e non casuale il fatto che una parte consistente della poetica del Novecento, in cui pi che in ogni altra epoca valsa lequivalenza poesia = scrittura, ha espresso unopzione preferenziale per ladozione del verso libero, respingendo le strutture della metrica in quanto forme artificiose, superficiali e inutilmente vincolanti. [B] Senza le elaborate categorie analitiche che la scrittura ha reso possibili per organizzare la conoscenza distaccandola dallesperienza vissuta, le culture orali la devono concettualizzare ed esprimere in riferimento pi o meno stretto alla vita delluomo34. Losservazione di Ong si inserisce nel contesto di un discorso in cui sono messe in luce alcune delle specificit del pensiero orale. Se tentiamo di tradurre i concetti generali proposti da Ong e di trasportarli o adattarli sul terreno che stiamo esaminando, ci sembra di poter dire che la predilezione per la vicenda di Corradino si pu inquadrare in una struttura generale del pensiero in cui ci che vicino allesperienza umana fa breccia con pi facilit che non ci che o percepito come astratto, lontano dal vissuto, distaccato e non assimilabile rispetto alla vita concreta e ai suoi significati. La scienza storica ufficiale propone nozioni e concetti che, in un contesto con forti segni di oralit, sono estranei, mentre la vicenda del giovane svevo richiama immagini vivide, aderenti al vissuto e immediatamente accessibili. [C] Il terzo fattore (la tradizionalit del tema in questione) si lega al tema delloralit, ma richiede un distinguo. Lidea romantica di poesia popolare come forma integralmente tradizionale (non solo anonima, ma frutto di una misteriosa creazione comunitaria, espressione di un sentimento collettivo, sopravvivenza di un passato immobile nel tempo,
Cfr. Havelock 1973, Ong 1986, Canettieri 2005. Ong 1986: 72. Pi in generale, se la questione oramai secolare - della variabilit o della universalit dei meccanismi cognitivi (e, pi in generale, il pensiero) allinterno del genere umano controversa, anche langolatura che gli oralisti hanno dato al problema ha avuto risposte discordanti, sebbene la maggioranza degli studiosi sono inclini a ritenere che la scrittura, in quanto tecnologia dellintelletto lespressione di Jack Goody ha una incidenza nei processi mentali.
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ecc.), pur da tempo superata in ambito scientifico, contiene infatti seduzioni che sembrano ancora efficaci in settori non specialistici. Nella poesia campidanese il valore dellindividuo, la personalizzazione dello stile poetico, e anche linnovazione (seppure calibrata e compatibile con i canoni piuttosto rigidi di una poetica dotata di regole condivise e ben delineate) sono elementi presenti e qualificanti. Tuttavia, una volta sgombrato il campo da questi possibili equivoci, si pu ancora condividere, nelle sue linee generali, la posizione espressa da Bogatyrev e Jacobson, secondo i quali una delle differenze fondamentali fra folclore [n.d.c. orale] e letteratura scritta consiste nel fatto che tipico del folclore il suo orientamento verso la langue [n.d.c. linsieme di convenzioni accettate da una comunit] mentre tipico della letteratura scritta lorientamento verso la parole [n.d.c. latto individuale del discorso]35. Se oralit non significa dunque, automaticamente e sbrigativamente, tradizionalit, tuttavia un legame di fondo tra i due concetti sussiste. Le motivazioni di fondo di questo nesso sono identificabili, seguendo Ong, in una mentalit di tipo tradizionalista che deriva tale caratteristica dalla necessit di svalutare la sperimentazione a vantaggio della riconferma di un sapere che deve poter sussistere senza godere di supporti esterni: poich in una cultura ad oralit primaria una conoscenza concettualizzata che non venga ripetuta ad alta voce svanisce presto, le societ che su di essa si basano devono investire molta energia nel ripetere pi volte ci che stato faticosamente imparato nel corso di secoli. Questa esigenza crea una mentalit altamente tradizionalista e conservatrice che, a ragion veduta, inibisce la sperimentazione intellettuale36. [D] Lultimo fattore delle fortune poetiche di Corradino di Svevia nella poesia estemporanea del Campidano rimanda alla fertilit di concetti e immagini che la vicenda storica mette a disposizione ai fini della battaglia poetica. Gli studi sulloralit hanno messo ampiamente in luce il carattere agonistico che tipico di queste culture. Molte, se non proprio tutte le culture orali o con residui di oralit presentano una caratteristica che colpisce gli individui letterati: sono straordinariamente agonisti35 Bogatyrev / Jacobson 1982 ed. or 1929: 71 (le citazioni riportate come n.d.c. sono tratte dallo stesso saggio: 66). 36 Ong 1986: 70.

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che nella loro verbalizzazione, e anche nel loro stile di vita37. Lagonismo proprio delle culture orali trova riscontro molto ampio e forse universale nelle tradizioni di poesia improvvisata di cui si oggi a conoscenza. Al di sotto della variabilit delle forme metriche, di canto e accompagnamento sonoro, di impostazione tematica ecc. la poesia estemporanea assume sempre i caratteri della gara, della controversia dialettica in versi. Lagonismo, per riprendere unespressione di Corti, un invariante delloralit38, uno dei suoi marchi universali e caratterizzanti, un tratto che rimanda allontologia di questo tipo di espressivit. Loralit, dunque, sembra una categoria capace di sintetizzare e riunire sotto un unico denominatore comune gli elementi che, secondo la nostra analisi, rendono conto di una anomalia, i fattori che spiegano come accade che linerme Corradino, ultimo fragile anello della catena dei regnanti svevi, assurge nella poesia ad una posizione che secondo lottica della storia non dovrebbe competergli. In sintesi, dunque, Corradino obnubila i suoi pi illustri e importanti predecessori il pi votato, come ci ha detto il giovane poeta Falqui che abbiamo citato in partenza39 perch la poesia che lo celebra e lo innalza una poesia di tipo orale, e per questo dotata di certe caratteristiche40. Le caratteristiche delloralit poetica fanno s che lesperienza della storia venga rivissuta nella poesia secondo regole o per lo meno secondo prassi che hanno poco o nulla a che fare con i paradigmi della storiografia. Con questo tentativo di rilettura, la figura dello sventurato Corradino si rivestita di una nuova funzione. Lultimo degli svevi, per la storiografia povero emblema della catastrofe di una dinastia, diventato in queste pagine qualcosa daltro: lemblema della condizione della storia nella poesia orale campidanese.

Ong 1986: 73. Corti 1982: 8. 39 Intervista 15.03.2006. 40 senzaltro indispensabile che questa sua fisionomia orale un etichetta troppo generica e pericolosamente abbordabile venga specificata in relazione ai caratteri costitutivi, alla storia e al contesto di riferimento della tradizione poetica in esame, ma un compito che non possibile svolgere in questa sede.
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