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a.a.

2008/09
Laurea triennale in Informatica
Corso di Analisi matematica

L’insieme dei numeri reali

Avvertenza
Questi sono appunti “informali” delle lezioni, che vengono resi disponibili per comodità
degli studenti. Parte del materiale presentato è tratto dai libri di testo consigliati, la cui
consultazione è vivamente incoraggiata.

– p. 1/4
L’insieme dei numeri razionali

Assumiamo che a tutti sia noto l’insieme Q dei numeri razionali.


Cos’è una frazione?

Q contiene gli insiemi dei numeri naturali


N := {0, 1, 2, 3, 4, . . .}

e dei numeri interi (relativi)


Z := {0, ±1, ±2, ±3, ±4, . . .}.

L’insieme Q è un campo ordinato, ossia in Q sono soddisfatti


• gli assiomi relativi alle operazioni;
• gli assiomi relativi all’ordinamento.

– p. 2/4
Assiomi relativi alle operazioni

In Q sono definite le operazioni di addizione o somma ( + ) e


moltiplicazione o prodotto ( · ) con le seguenti proprietà:
Proprietà commutativa: a + b = b + a, a · b = b · a
Proprietà associativa:
(a + b) + c = a + (b + c), (a · b) · c = a · (b · c)
Proprietà distributiva: a · (b + c) = a · b + a · c
Esistenza degli elementi neutri: esistono in Q due numeri distinti 0 e 1 tali
che
a + 0 = a, a · 1 = a
Esistenza degli inversi: per ogni numero razionale a esiste un unico
numero razionale, che si denota con −a e si chiama opposto di a , tale che
a + (−a) = 0;
per ogni numero razionale a 6= 0 esiste un unico numero razionale, che si
denota con a−1 e si chiama reciproco di a , tale che
a · a−1 = 1
Esempi. . .
– p. 3/4
Tramite gli inversi si definiscono le operazioni inverse.
La sottrazione si definisce per ogni a, b , ponendo
a − b := a + (−b).

La divisione si definisce per ogni a e per ogni b 6= 0 , ponendo


a
:= a · b−1 .
b

Non si può dividere per 0 . Perché?

– p. 4/4
Alcune conseguenze degli assiomi relativi alle operazioni

A partire da tali assiomi si possono dedurre in modo rigoroso le usuali


regole di calcolo. Alcuni esempi:

a + b = a + c =⇒ b=c (regole di semplificazione)


a · b = a · c, a 6= 0 =⇒ b = c

a·b=0 ⇐⇒ a=0 oppure b = 0 (regola di annullamento


del prodotto)

−(−a) = a (regole dei segni)


(−a) · b = −(a · b), (−a) · (−b) = a · b

Per ulteriori proprietà rimandiamo a


Complementi: Regole di calcolo (sulla pagina web)

– p. 5/4
Assiomi relativi all’ordinamento

È definita in Q una relazione d’ordine totale ≤ , detta relazione di minore


o uguale, con le seguenti proprietà:
Compatibilità rispetto all’addizione:
per ogni a, b, c : a ≤ b =⇒ a+c≤b+c
Compatibilità rispetto alla moltiplicazione:
per ogni a, b, c : a ≤ b, 0 ≤ c =⇒ a·c≤b·c

Ricordiamo che una relazione d’ordine soddisfa le proprietà


• riflessiva: a ≤ a;
• transitiva: a ≤ b, b ≤ c =⇒ a ≤ c;
• antisimmetrica: a ≤ b, b ≤ a =⇒ a = b.
Una relazione d’ordine è totale se per ogni a, b si ha a ≤ b oppure b ≤ a .
7 19
Esempio: confrontare 8 e 22 . Esempio di relazione d’ordine non totale?

– p. 6/4
A partire da ≤ si definisce la relazione ≥ (maggiore o uguale), ponendo
a≥b ⇐⇒ b≤a

Si definiscono anche < (minore) e > (maggiore):


a < b ⇐⇒ a ≤ b, a 6= b
a > b ⇐⇒ a ≥ b, a 6= b

Se a ≥ 0 [ a ≤ 0 ], diciamo che a è positivo [negativo];


se a > 0 [ a < 0 ], diciamo che a è strettamente positivo
[strettamente negativo].

Osservazione: −a non è necessariamente negativo! Infatti:


−a ≤ 0 ⇐⇒ a ≥ 0
−a ≥ 0 ⇐⇒ a ≤ 0

– p. 7/4
Alcune conseguenze degli assiomi relativi all’ordinamento

a + b ≤ c ⇐⇒ a ≤ c − b (regola del trasporto)


a ≤ b + c ⇐⇒ a − c ≤ b

a ≤ b ⇐⇒ −b ≤ −a
a ≤ b, c ≤ 0 =⇒ a·c≥b·c

a2 ≥ 0; a2 = 0 ⇐⇒ a = 0; a2 > 0 ⇐⇒ a 6= 0

1 1
0<a≤b =⇒ 0< ≤
b a
1 1
a≤b<0 =⇒ ≤ <0
b a
1 1
a<0<b =⇒ <0<
a b
Per ulteriori proprietà rimandiamo nuovamente a
Complementi: Regole di calcolo (sulla pagina web) – p. 8/4
Rappresentazione geometrica di Q

Sia data una retta r . Fissiamo su r due punti distinti O (origine) e U


(punto unità); essi individuano:
• un verso di percorrenza positivo sulla retta, quello che porta
da O a U ;
• una unità di misura, cioè il segmento OU .
La retta r prende il nome di retta orientata.

A ogni numero razionale associamo un unico punto sulla retta orientata.


Procedimento. . .

Nota: La relazione di ordine totale in Q si interpreta graficamente:


se x, y ∈ Q , si ha x ≤ y se e solo se il punto corrispondente a x sulla retta
orientata precede o coincide con il punto corrispondente a y .

– p. 9/4
Lacunosità di Q

La corrispondenza introdotta non è biunivoca, in quanto esistono punti


sulla retta che non corrispondono ad alcun numero razionale.
Esempio?

Proposizione
Non esiste alcun numero razionale x tale che x2 = 2 .
Dimostrazione. . .

Obiettivo:
definire un insieme che contiene Q e che è in corrispondenza biunivoca
con la retta orientata.
Sono possibili diversi approcci. . .

– p. 10/4
Rappresentazione decimale

Un numero decimale è un’espressione della forma


±c0 . c1 c2 c3 . . . (∗)
dove c0 è un intero naturale e c1 , c2 , . . . ∈ {0, 1, 2, . . . , 8, 9} .

Un numero decimale si dice finito se nella sua rappresentazione decimale


le cifre c1 , c2 , . . . diverse da 0 sono in numero finito.
In tal caso, (∗) si interpreta come somma finita:
 c1 ck 
± c0 + + ··· + k
10 10

In caso contrario, il numero decimale si dice infinito.


(Per interpretare correttamente (∗) è necessaria la nozione di serie
numerica convergente, che tratteremo in seguito.)
Se esiste un blocco di cifre che si ripete, il numero decimale si dice
periodico.

– p. 11/4
Osservazioni
• Possiamo ottenere la rappresentazione decimale di un numero
razionale eseguendo la divisione tra numeratore e denominatore.
• È facile riconoscere che il numero decimale corrispondente a un
numero razionale è necessariamente finito oppure infinito periodico.
Perché?
Vale anche il viceversa: a ogni numero decimale finito oppure infinito
periodico corrisponde un numero razionale.
(Decimale finito: immediato; infinito periodico: lo vedremo in seguito)

• Un numero decimale infinito con periodo 9 si identifica con un


numero decimale finito. Per esempio: 4.9̄ = 5 , 4.359̄ = 4.36 .
• La rappresentazione decimale permette di decidere immediatamente
quale tra due numeri decimali distinti è maggiore (ordinamento
lessicografico).

Esempio
7 19
Scrivere la rappresentazione decimale di 8 e 22 e utilizzarla per
confrontarli.
– p. 12/4
L’insieme dei numeri reali

Esistono numeri decimali infiniti non periodici. Esempi:


1. 23456789101112131415161718192021212324 . . .
0. 101001000100001000001000000100000001000 . . .

Tali numeri sono detti numeri irrazionali.

L’unione dell’insieme dei numeri razionali e dell’insieme dei numeri


irrazionali costituisce l’insieme dei numeri reali e si denota con R .
Tale insieme contiene strettamente l’insieme Q dei numeri razionali.

Proprietà di densità
• Se a, b ∈ R con a < b , esistono un numero razionale x e un numero
irrazionale y tali che a < x < b, a < y < b .
• Tra due numeri reali distinti sono compresi infiniti numeri razionali e
infiniti numeri irrazionali.
– p. 13/4
Esempi

a = 2. 36802647264328589 . . .
b = 2. 36802647527349870 . . .

x = 2. 368026475
y = 2. 3680264750101001000100001 . . .

a = 2. 36802647264328589 . . .
b = 2. 36802647500027349 . . .

x = 2. 368026475
y = 2. 3680264750000101001000100001 . . .

– p. 14/4
Assioma di completezza
L’insieme R è in corrispondenza biunivoca con la retta orientata r .

Cenno della costruzione


• x = c0 . c1 c2 c3 . . . ∈ R \ Q
x′ = c 0 . c 1 c 2 . . . c k x′ ∈ Q
1
x′′ = c0 . c1 c2 . . . ck + 10k x′′ ∈ Q

• x′ < x < x′′

• x − x′ < 10−k , x′′ − x < 10−k

• a x′ e x′′ facciamo corrispondere punti sulla retta . . .

– p. 15/4
Retta reale

In virtù dell’assioma di completezza, possiamo identificare ogni numero


reale x con il punto P a esso corrispondente sulla retta orientata r e
parlare di retta reale.

L’ordinamento lessicografico definisce una relazione di ordine totale in R ,


che possiamo interpretare graficamente:
se x, y ∈ R , si ha x ≤ y se e solo se il punto corrispondente a x sulla retta
orientata precede o coincide con il punto corrispondente a y .

– p. 16/4
Intervalli di R

Intervalli limitati (corrispondono ai segmenti). Siano a, b ∈ R , con


a ≤ b:

[a, b] := {x ∈ R : a ≤ x ≤ b} intervallo chiuso

(a, b) := {x ∈ R : a < x < b} intervallo aperto

[a, b) := {x ∈ R : a ≤ x < b} int. chiuso a sinistra, aperto a destra

(a, b] := {x ∈ R : a < x ≤ b} int. aperto a sinistra, chiuso a destra

Intervalli illimitati (corrispondono alle semirette). Sia a ∈ R :

[a, +∞) := {x ∈ R : x ≥ a} interv. chiuso illimitato superiormente

(a, +∞) := {x ∈ R : x > a} interv. aperto illimitato superiormente

(−∞, a] := {x ∈ R : x ≤ a} interv. chiuso illimitato inferiormente

(−∞, a) := {x ∈ R : x < a} interv. aperto illimitato inferiormente


– p. 17/4
Casi particolari:
[a, a] = {a} ; (a, a) = [a, a) = (a, a] = ∅
R+ := [0, +∞) , R− := (−∞, 0] , R = (−∞, +∞)

Esempio
Rappresentare gli intervalli [−1, 2) e (1, +∞) e determinare
[−1, 2) ∪ (1, +∞) , [−1, 2) ∩ (1, +∞) , [−1, 2) \ (1, +∞)

– p. 18/4
Retta reale ampliata

Poniamo R := R ∪ {−∞, +∞} =: [−∞, +∞]

Osservazioni
• +∞ e −∞ non sono numeri reali, ma simboli
• Come possiamo visualizzarli?
• Sono utili anche le notazioni
[a, +∞] := [a, +∞) ∪ {+∞}
(a, +∞] := (a, +∞) ∪ {+∞}
[−∞, a] := (−∞, a] ∪ {−∞}
[−∞, a) := (−∞, a) ∪ {−∞}

– p. 19/4
Osservazione
Ciascuno degli insiemi definiti a pagina 17 ha la proprietà che
comunque si scelgano x e y in esso, tutti i numeri compresi tra
x e y vi appartengono.
Questa è una proprietà caratteristica degli intervalli.

Non tutti i sottoinsiemi di R sono intervalli. Per esempio:


• l’insieme dei numeri naturali N non è un intervallo;
• l’insieme R∗ := {x ∈ R : x 6= 0} non è un intervallo.

Esercizio
Stabilire se ciascuno dei seguenti insiemi è un intervallo:
A = {x ∈ R : 3 ≤ x ≤ 7} , B = {x ∈ R : x ≥ 5}
A ∪ B , A ∩ B , B \ A, R \ A

– p. 20/4
Valore assoluto e distanza
Per ogni numero reale x si chiama valore assoluto (o modulo) di x il
numero reale denotato con |x| e definito come
x se x ≥ 0
n
|x| :=
−x se x < 0.
È utile interpretare |x| come la distanza tra x e 0 sulla retta reale.
Analogamente, |x − y| è la distanza tra x e y sulla retta reale.

Proprietà del valore assoluto


1. |x| ≥ 0 per ogni x ∈ R
2. |x| = 0 ⇐⇒ x = 0 ; |x| > 0 ⇐⇒ x 6= 0
3. |−x| = |x| per ogni x ∈ R
4. |x| = r ( r > 0 ) ⇐⇒ x = −r oppure x = r
5. |x| < r ( r > 0 ) ⇐⇒ −r < x < r
6. |x| > r ( r > 0 ) ⇐⇒ x < −r oppure x > r (continua)

– p. 21/4
7. |x · y| = |x| · |y| per ogni x, y ∈ R
8. |x/y| = |x|/|y| per ogni x, y ∈ R , y 6= 0
9. −|x| ≤ x ≤ |x| per ogni x ∈ R
10. |x + y| ≤ |x| + |y| per ogni x, y ∈ R (disuguaglianza triangolare)

11. |x| − |y| ≤ |x − y|

– p. 22/4
Conseguenze dell’assioma di completezza: estremo superiore e inferiore

Sia A ⊂ R un insieme non vuoto.


Il numero reale M si dice un maggiorante per A se
x ≤ M per ogni x ∈ A .

Il numero reale m si dice un minorante per A se


x ≥ m per ogni x ∈ A .

Esempio. Per ciascuno dei seguenti insiemi, stabilire se esso ammette


maggioranti e/o minoranti: n o
1 1 1 1
(0, +∞) (−∞, 5] [−2, 5) R 2 , 4 , 8 , 16 , . . .

Osservazione
Non è detto che un insieme ammetta maggioranti o minoranti;
se ne ammette, allora ne ammette infiniti.
– p. 23/4
Insiemi limitati e illimitati
L’insieme A si dice
• limitato superiormente se ammette maggioranti;
• illimitato superiormente se è privo di maggioranti;
• limitato inferiormente se ammette minoranti;
• illimitato inferiormente se è privo di minoranti;
• limitato se è limitato sia superiormente che inferiormente.

Esempio. Per ciascuno dei seguenti insiemi, stabilire se esso è limitato


superiormente e/o inferiormente: n o
1 1 1 1
(0, +∞) (−∞, 5] [−2, 5) R 2 , 4 , 8 , 16 , . . .

Osservazione. Le seguenti affermazioni sono equivalenti:


(a) A è limitato
(b) ∃ m, M ∈ R t.c. m ≤ x ≤ M ∀x ∈ A
– p. 24/4
Massimo e minimo di un insieme

Sia A un insieme non vuoto limitato superiormente.


Se esiste un maggiorante x di A che appartiene ad A , diciamo che
A è dotato di massimo e scriviamo x = max A . In simboli:

x∈A
x = max A ⇐⇒
x ≤ x per ogni x ∈ A.

Sia A un insieme non vuoto limitato inferiormente.


Se esiste un minorante x di A che appartiene ad A , diciamo che
A è dotato di minimo e scriviamo x = min A . In simboli:

x∈A
x = min A ⇐⇒
x ≥ x per ogni x ∈ A.

Osservazioni
• Non è detto che esista il massimo [minimo] di un insieme.
• Se esiste, il massimo [minimo] è unico. Perché?
– p. 25/4
Esempi
Stabilire se ciascuno dei seguenti insiemi ammette massimo e/o minimo.
In caso negativo, spiegare perché; in caso affermativo, determinarli.
n o
1 1 1 1
(0, +∞) (−∞, 5] [−2, 5) 2 , 4 , 8 , 16 , . . .

Osservazioni
• Se esiste, il massimo [minimo] di A è l’unico maggiorante
[minorante] di A che appartiene ad A .
• Se esiste, il massimo [minimo] di A coincide con il minimo
dell’insieme dei maggioranti di A [il massimo dell’insieme dei
minoranti di A ].

– p. 26/4
Estremo superiore e inferiore
Teorema
Sia A un qualsiasi sottoinsieme di R non vuoto.
(1) Se A è limitato superiormente, l’insieme dei maggioranti di A
ammette minimo.
Tale minimo si chiama estremo superiore di A e si denota con sup A .

(2) Se A è limitato inferiormente, l’insieme dei minoranti di A ammette


massimo.
Tale massimo si chiama estremo inferiore di A e si denota con inf A .

– p. 27/4
Esplicitiamo le definizioni di estremo superiore e inferiore:
λ = sup A se
• λ è un maggiorante di A , cioè x ≤ λ per ogni x ∈ A ;
• λ è il più piccolo dei maggioranti, cioè
un qualsiasi numero più piccolo di λ non è un maggiorante di A , cioè
per ogni λ′ < λ esiste x ∈ A tale che x > λ′ .

λ = inf A se
• λ è un minorante di A , cioè x ≥ λ per ogni x ∈ A ;
• λ è il più grande dei minoranti, cioè un qualsiasi numero più grande
di λ non è un minorante di A , cioè
per ogni λ′ > λ esiste x ∈ A tale che x < λ′ .

– p. 28/4
Il teorema di pagina 27 (che non dimostriamo) è conseguenza
dell’assioma di completezza; in effetti, è equivalente all’assioma di
completezza.
Esso non vale nell’insieme Q dei numeri razionali: non è detto che un
sottoinsieme non vuoto e limitato superiormente [inferiormente] di
numeri razionali ammetta estremo superiore [inferiore] in Q .

Esempio
L’insieme A = {x ∈ Q : x > 0, x2 < 2} è non vuoto e limitato
superiormente.
Tuttavia, non esiste alcun numero razionale che sia il più piccolo tra i
maggioranti di A .
Verifica. . .

– p. 29/4
Osservazioni
Sia A un insieme non vuoto e limitato superiormente.
• A ammette estremo superiore in R ;
• A ammette massimo se e solo se sup A ∈ A ; in tal caso,
max A = sup A .

Sia A un insieme non vuoto e limitato inferiormente.


• A ammette estremo inferiore in R ;
• A ammette minimo se e solo se inf A ∈ A ; in tal caso,
min A = inf A .

– p. 30/4
Estensione della definizione di sup e inf
Il teorema di pagina 27 garantisce che ogni insieme non vuoto e limitato
superiormente [inferiormente] ammette estremo superiore [inferiore] in R .
Se conveniamo di porre
(
−∞ se A è l’insieme vuoto
sup A :=
+∞ se A è illimitato superiormente,

e (
+∞ se A è l’insieme vuoto
inf A :=
−∞ se A è illimitato inferiormente,
possiamo affermare che ogni sottoinsieme di R ammette estremo
superiore [inferiore] in R .

Esempi
Determinare l’estremo superiore e inferiore di ciascuno dei seguenti
insiemi, specificando se si tratta di massimo e minimo:
[1, 3) [0, 2] (0, π] (−∞, 2) [3, +∞) ∅
– p. 31/4
Operazioni nell’insieme R dei numeri reali

Le operazioni (addizione e moltiplicazione) nell’insieme R si possono


definire a partire dalle operazioni nell’insieme Q , utilizzando il teorema
sull’esistenza dell’estremo superiore.
Procedimento:
• si approssimano per difetto gli addendi x e y con numeri razionali;
• per ogni coppia di addendi approssimati si calcola la somma;
• si considera l’insieme di tutte le somme approssimate;
• l’estremo superiore di questo insieme è, per definizione, la somma di
x e y.

– p. 32/4
Esempio
Definiamo la somma di x = 1.23456789101112131415161 . . . e
y = 0.10100100010000100000100 . . .

approssimazioni approssimazioni approssimazioni


razionali di x razionali di y razionali di x + y
1.2 0.1 1.3
1.23 0.10 1.33
1.234 0.101 1.335
1.2345 0.1010 1.3355
1.23456 0.10100 1.33556
1.234567 0.101001 1.335568
1.2345678 0.1010010 1.3355688
1.23456789 0.10100100 1.33556889
1.234567891 0.101001000 1.335568891
1.2345678910 0.1010010001 1.3355688911
.. .. ..
. . .
– p. 33/4
Consideriamo l’insieme
A := {1.3, 1.33, 1.335, 1.3355, 1.33556, 1.335568, 1.3355688,
1.33556889, 1.335568891, 1.3355688911, . . .}
Osserviamo che:
A è non vuoto
A è limitato superiormente ( 1.3 + 0.2 = 1.5 è un maggiorante)
Definiamo x + y := sup A . Perché è lecito farlo?

In modo analogo si può definire il prodotto: basta sostituire nella terza


colonna le somme dei numeri razionali che si trovano in corrispondenza
nelle prime due con i loro prodotti.

– p. 34/4
Si può dimostrare che le proprietà relative alle operazioni e
all’ordinamento già enunciate (pp. 3 e 6) continuano a sussistere
sostituendo ovunque la locuzione “in Q ” con “in R ”.
Pertanto, da un punto di vista algebrico, R ha le stesse proprietà di Q ,
ossia è un campo ordinato.

La differenza tra R e Q sta nella proprietà di completezza:


R è in corrispondenza biunivoca con la retta orientata, mentre Q non lo è .
Equivalentemente:
in R ogni insieme non vuoto limitato superiormente [inferiormente] è
dotato di estremo superiore [inferiore], mentre ciò non è vero in Q .

Questa proprietà ci permette di introdurre in R le nozioni di


• radice
• potenza a esponente qualsiasi
• logaritmo
– p. 35/4
Potenze a esponente intero

Sia n ∈ Z . Ci sono tre casi: n ≥ 1 , n ≤ −1 , n = 0 .

Se n ≥ 1 , per ogni x ∈ R , il simbolo xn indica il prodotto di n fattori


tutti uguali a x .

Se n ≤ −1 , per ogni x ∈ R∗ poniamo Perché x ∈ R∗ ?

1  
xn := = (x−n )−1 .
x−n

Poniamo infine x0 := 1 per ogni x ∈ R∗ . Perché x ∈ R∗ ?

– p. 36/4
Radici n -esime aritmetiche
Teorema
Sia n ∈ N , n ≥ 1 . Sia y ∈ R , y > 0 .
Esiste un unico numero reale x > 0 tale che xn = y .
Tale numero si chiama radice n -esima aritmetica di y e si denota con
√n y oppure y 1/n .

Osservazione
Questo teorema non è valido in Q . Controesempio?
La sua validità dipende dall’esistenza dell’estremo superiore
(equivalentemente, dall’assioma di completezza).

Esempio
Il teorema garantisce l’esistenza di un unico x > 0 tale che x2 = 2 .

2

Sappiamo che x =: 2 =: 2 ha un allineamento decimale infinito

non periodico. Perché? Come possiamo “determinare” 2 ?


Osservazioni sulla scrittura (non corretta!) 2 = 1.41 e, in generale,
sulle approssimazioni. . . – p. 37/4
Osservazioni

• Per definizione: n y = x se e solo se xn = y .
√ √
• n xn = x , ( n y)n = y

• Per ogni n ≥ 1 : n 1 = 1
• In base al teorema, la radice n -esima aritmetica di y è definita solo
se y > 0 . Tuttavia, è naturale estendere la definizione ponendo:

n
0 := 0 per ogni n ≥ 1 ,
√ √
n
−y := − n y per y > 0 e n dispari.

Perché le estensioni indicate sono “naturali” e perché non ha invece senso


considerare la radice n -esima di numeri negativi se n è pari?

– p. 38/4
Potenze a esponente razionale (non nullo)

Siano m ∈ Z e n ∈ N , con m, n 6= 0 . Poniamo


xm/n := (xm )1/n .

Questa scrittura ha senso nei seguenti casi (perché?)


esponente positivo ( m ≥ 1 )
n dispari x∈R
n pari m pari x∈R
n pari m dispari x ∈ [0, +∞)

esponente negativo ( m ≤ −1 )
n dispari x ∈ R∗
n pari m pari x ∈ R∗
n pari m dispari x ∈ (0, +∞)

– p. 39/4
Potenze a esponente irrazionale

La definizione di potenza a esponente irrazionale si basa sull’esistenza


dell’estremo superiore (quindi sull’assioma di completezza).

Per esempio, vediamo come dare significato alla scrittura 3 2
√ √
approssimazione razionale di 2 approssimazione di 3 2
1 31
1.4 = 14/10 314/10
1.41 = 141/100 3141/100
1.414 = 1414/1000 31414/1000
1.4142 = 14142/10000 314142/10000
.. ..
. .

Posto A := {31 , 314/10 , 3141/100 , 31414/1000 , 314142/10000 , . . .} ,



definiamo 3 2 := sup A . Perché è lecito?
– p. 40/4
Potenze a esponente reale

Con il procedimento descritto nella pagina precedente, possiamo definire


xα con α ∈ R \ Q , purché sia x > 0 . Perché x > 0 ?
In questo modo, abbiamo dato significato al simbolo xy per un qualsiasi
numero reale y .
L’insieme delle x per cui il simbolo ha significato dipende da y .

Alcune proprietà dell’elevamento a potenza


Per i valori di x, y, p, q per i quali esse hanno significato, valgono le
seguenti proprietà:

1. xp+q = xp · xq Convincersi della validità di queste


2. xp−q = xp /xq formule, per esponenti p, q
3. (xp )q = xp·q prima naturali, poi interi,
4. (x · y)p = xp · y p poi razionali
5. (x/y)p = xp /y p

– p. 41/4
Logaritmo
Teorema ∗
Sia a ∈ R , a > 0 , a 6= 1 . Sia y ∈ R , y > 0 .
Esiste un unico numero reale x > 0 tale che ax = y .
Tale numero si chiama logaritmo in base a di y e si denota con
loga y .

Osservazioni
• In base al teorema, il logaritmo in base a di y è definito solo se
a > 0 , a 6= 1 e y > 0 . Perché?
• Per definizione, si ha loga y = x se e solo se ax = y
• loga ax = x , aloga y = y
• loga a = 1
• loga 1 = 0

∗ Anche questo teorema dipende dall’assioma di completezza; lo dimostreremo in

seguito. – p. 42/4
Alcune proprietà dei logaritmi
Siano a, x, y > 0 , a 6= 1 .
1. loga (x · y) = loga x + loga y
2. loga (x/y) = loga x − loga y
3. loga xα = α loga x ∀α ∈ R
loga x
4. logb x = ∀b > 0 , b 6= 1
loga b

Esercizio
Verificare queste proprietà a partire dalla definizione di logaritmo e dalle
proprietà dell’elevamento a potenza.

– p. 43/4