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LUIGI PIRANDELLO

VITA PENSIERO - OPERE

Sia lasciata passare in silenzio la mia morte. Agli amici, ai nemici preghiera non che di parlarne sui giornali, ma di non farne pur cenno. N annunzi n partecipazioni. Morto, non mi si vesta. Mi s'avvolga, nudo, in un lenzuolo. E niente fiori sul letto e nessun cero acceso. Carro d'infima classe, quello dei poveri. Nudo. E nessuno m'accompagni, n parenti, n amici. Il carro, il cavallo, il cocchiere e basta. Bruciatemi. E il mio corpo appena arso, sia lasciato disperdere; perch niente, neppure la cenere, vorrei avanzasse di me. Ma se questo non si pu fare sia l'urna cineraria portata in Sicilia e murata in qualche rozza pietra nella campagna di Girgenti, dove nacqui. (testamento di Pirandello)
a cura della prof.ssa Renata Greco

La vita e la produzione artistica di Pirandello possono essere distinte in quattro fasi: 1. lintellettuale: scrive racconti e il romanzo Lesclusa, lasciando le opere teatrali nel cassetto; 2. la declassazione (1903-1910): continua tuttavia a scrivere racconti; 3. il teatro (1910-1930): si ha la prevalenza di commedie; 4. la fase finale (1930-1936): Pirandello raccoglie le sue opere e scrive I giganti della montagna.

Le fasi
Io son figlio del Caos; e non allegoricamente, ma in giusta realt, perch son nato in una nostra campagna, che trovasi presso ad un intricato bosco denominato, in forma dialettale, Cvusu dagli abitanti di Girgenti, corruzione dialettale del genuino e antico vocabolo greco "Kaos".

a cura della prof.ssa Renata Greco

Luigi Pirandello , come anche Verga, siculo; nasce infatti nel 1867 a Girgenti (Agrigento) da una famiglia agiata e borghese (il padre possiede miniere di zolfo). Frequenta il liceo a Palermo e poi si iscrive alla facolt di lettere a Roma. Dopo un bisticcio con un professore va a Bonn dove si laurea in filologia romanza. Il soggiorno tedesco importante perch in Germania entra in contatto con i letterati romantici. Nel 1892 comincia a dedicarsi alla letteratura, scrivendo a Roma il romanzo Lesclusa. Riesce cos a vivere di letteratura per mezzo degli assegni che il padre gli corrisponde. Si sposa intanto con una siciliana, Antonietta Portulano,

La prima fase: Lintellettuale

con la quale va a vivere a Roma, trovando occupazione come professore di lingua italiana allUniversit.
a cura della prof.ssa Renata Greco

Nel 1903 il padre ha un crack finanziario: la sua miniera di zolfo si allaga. Questo provoca:
-la crisi psicologica della moglie di Pirandello (che

diventer ben presto pazza);

La seconda fase: la declassazione

-- la declassazione economica e sociale. -La gelosia della moglie e la condizione matrimoniale

cominciano a essere sentiti da Pirandello come una trappola. Egli deve inoltre lavorare il doppio per vivere; continua quindi a fare linsegnante e a scrivere libri, lavorando anche per il cinema e scrivendo soggetti per alcuni film. Comincia cos a sentirsi un intellettuale sfruttato dalla societ. La sua poetica si gi cristallizzata nella maschera de ll Fu Mattia Pascal, primo romanzo di successo pubblicato nel 1904

non ci fermiamo alle apparenze, ci che inizialmente ci faceva ridere adesso ci far tutt'al pi sorridere.
a cura della prof.ssa Renata Greco

Nel 1910 si occupa di teatro e fa rappresentare le commedie Lume di Sicilia e La morsa. Diventa cos scrittore di teatro anche se non lascia del tutto perdere i racconti e la letteratura. Sempre per il teatro scrive Il piacere dellonest, Pensaci Giacomino, Se non cos, Lol, Il gioco delle parti.

La terza fase: il teatro

Nel 1915 c la guerra: Pirandello si schiera su posizioni interventiste perch vede nella guerra la fine del Risorgimento. Stefano, il figlio, viene catturato e non riesce a riscattarlo. Le condizioni della moglie quindi peggiorano e viene ricoverata. Dietro lumorismo di Pirandello c sempre il tragico cos come dal tragico nasce il comico Nel 1920 abbandona il lavoro di insegnante. Nel 1921 scrive Sei personaggi in cerca dautore; decide quindi di dedicarsi definitivamente alle commedie abbandonando la cattedra. Nel 1925 diventa direttore del teatro dArte a Roma (siamo gi sotto il fascismo) e si lega allattrice Marta Abba.

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Raccoglie le sue opere nelle Novelle per un anno e le produzioni teatrali in Maschere nude. Nel 1934 riceve il Nobel per la letteratura. Lavora molto per il cinema, il quale si propone di riprodurre alcune sue opere (come ad esempio Il fu Mattia Pascal). Nel 1936 muore dinfarto lasciando incompiuto I giganti della montagna, terminato poi dal figlio.

La fase finale: il riconoscimento


Pirandello riceve il premio nobel

a cura della prof.ssa Renata Greco

L'esclusa- 1901 Il turno - 1902 Il fu Mattia Pascal - 1904 Suo marito (Giustino Roncella nato Boggiolo) - 1911 I vecchi e i giovani - 1913 Quaderni di Serafino Gubbio operatore - 1925 (1916, prima versione) Uno, nessuno e centomila - 1925

I Romanzi
a cura della prof.ssa Renata Greco

Mal giocondo, Libreria Internazionale Lauriel, Palermo, 1889 Pasqua di Gea, dedicata a Jenny SchulzLander, di cui si innamor a Bonn, con una chiara influenza della poesia di Carducci Libreria Editrice Galli, Milano, 1891 Pier Gudr, Voghera, Roma, 1894 Elegie Renane, il cui modello sono le Elegie Romane di Goethe - Unione Cooperativa Editrice, Roma, 1895 Elegie Romane (traduzione da Goethe), Giusti, Livorno, 1896 Zampogna, Societ Editrice Dante Alighieri, Roma, 1901 Scamandro, Tipografia Roma, Roma, 1909 Fuori di chiave, Formiggini, Genova, 1912
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Le raccolte poetiche
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Il lume dell'altra casa di Ugo Gracci, 1918 Lo scaldino di Augusto Genina, 1919 Il crollo di Mario Gargiulo, 1919 Ma non una cosa seria di Augusto Camerini, 1920 La rosa di Arnaldo Frateili, 1921 Il viaggio di Gennaro Righelli, 1921 Il fu Mattia Pascal (FeuMathias Pascal) di Marcel L'Herbier, 1925 Come tu mi vuoi (As YouDesire Me) 1932, di George Fitzmaurice con Greta Garbo Acciaio (1933) di Walter Ruttmann, soggetto originale di Luigi Pirandello Questa la vita (1954) di Giorgio Pstina, Aldo Fabrizi l'episodio terzo tratto dalla novella La Patente Liol(1963) di Alessandro Blasetti Il viaggio di Vittorio De Sica Enrico IV (1984) di Bellocchio Kaos(1984) dei fratelli Taviani. Adattamento di Novelle per un anno Le due vite di Mattia Pascal (1985) di Monicelli Tu ridi (1998) dei fratelli Taviani. Adattamento di Novelle per un anno La balia (1999) di Bellocchio Liol(2009) di Gabriele Lavia
a cura della prof.ssa Renata Greco

Pirandello al cinema

Lumedi Sicilia, Roma, Teatro Metastasio, 9 dicembre 1910; Il dovere del medico, Roma, Sala Umberto, 20 giugno 1913; Se non cos, Milano, Teatro Manzoni, 19 aprile 1915; Cec, Roma, Teatro Orfeo, 14 dicembre 1915; Pensaci, Giacomino, Roma, Teatro Nazionale, 10 luglio 1916; Liol, Roma, Teatro Argentina, 4 novembre 1916;

Teatro siciliano

Teatro del grottesco


Cos (se vi pare), Milano, Teatro Olimpia, 18 giugno 1917; LiolRoma, Teatro Argentina, 4 novembre 1916 Il berretto a sonagli, Roma, Teatro Nazionale, 27 giugno 1917; La giara, Roma, Teatro Nazionale, 9 luglio 1917; Il piacere dell'onest, Torino, Teatro Carignano, 27 novembre 1917; La patente, Torino, Teatro Alfieri, 23 marzo 1918 Ma non una cosa seria, Livorno, Teatro Rossini, 22 novembre 1918; Il giuoco delle parti, Roma, Teatro Quirino, 6 dicembre 1918; L'innesto, Milano, Teatro Manzoni, 29 gennaio 1919; L'uomo, la bestia e la virt, Milano, Teatro Olimpia, 2 maggio 1919; Tutto per bene, Roma, Teatro Quirino, 2 marzo 1920; Come prima, meglio di prima, Venezia, Teatro Goldoni, 24 marzo 1920; La signora Morli, una e due, Roma, Teatro 12 novembre 1920; a cura della prof.ssa RenataArgentina, Greco

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Teatro nel teatro


Sei personaggi in cerca d'autore, Roma, Teatro Valle, 10 maggio 1921; Enrico IV, Milano, Teatro Manzoni, 24 febbraio 1922; All'uscita, Roma, Teatro Argentina, 29 settembre 1922; L'imbecille, Roma, Teatro Quirino, 10 ottobre 1922; Vestire gli ignudi, Roma, Teatro Quirino, 14 novembre 1922; L'uomo dal fiore in bocca, Roma, Teatro degli Indipendenti, 21 febbraio 1923; La vita che ti diedi, Roma, Teatro Quirino, 12 ottobre 1923; L'altro figlio, Roma, Teatro Nazionale, 23 novembre 1923; Ciascuno a suo modo, Milano, Teatro dei Filodrammatici, 22 maggio 1924; Sagra del signore della nave, Roma, Teatro Odescalchi, 4 aprile 1925; Diana e la tuda, Milano, Teatro Eden, 14 gennaio 1927; L'amica delle mogli, Roma, Teatro Argentina, 28 aprile 1927; Bellavita, Milano, Teatro Eden, 27 maggio 1927; di uno o di nessuno, Torino, Teatro di Torino, 4 novembre 1929; Come tu mi vuoi, Milano, Teatro dei Filodrammatici; 18 febbraio 1930; Questa sera si recita a soggetto, Torino, Teatro di Torino, 14 aprile 1930; Trovarsi, Napoli, Teatro dei Fiorentini, 4 novembre 1932; Quando si qualcuno, Sanremo, Teatro del Casino, 7 novembre 1933; La favola del figlio cambiato, Roma, Teatro Reale dell'Opera, 24 marzo 1934; Non si sa come, Roma, Teatro Argentina, 13 dicembre 1935; Sogno, ma forse no, Lisbona, Teatro Nacional, 22 settembre 1931. a cura della prof.ssa Renata Greco

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Pirandello influenzato dai filosofi come Bergson, dal quale ricava una concezione vitalistica della vita intesa come un fluire continuo e incessante, uno slancio vitale e un perpetuo movimento di trasformazione e di evoluzione. Ogni volta che luomo cerca per di bloccare questo fluire per crearsi una forma (ovvero una personalit propria) comincia a morire e a inaridirsi, poich la vita non si pu bloccare. Le forme nelle quali luomo cerca di intrappolarsi sono quindi falsit, sovrastrutture. Luomo tende a crearsi forme e categorie che per non gli corrispondono, perch esse si configurano come maschere e personalit vuote: luomo crede di essere uno ma in realt centomila. La possibilit di capire e di vedere la realt per Pirandello relativa e soggettiva. Ognuno ha difatti la sua visione della realt, che in quanto tale personale e limitata, ognuno vede quello che vuole e che pu vedere. Ogni visione quindi diversa e gli individui non riescono a comunicare perch non hanno una visione univoca delle cose ma cercano di imporre la propria verit agli altri; si perviene cos al relativismo dei valori.
a cura della prof.ssa Renata Greco

La poetica

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La poetica che sta alla base della produzione pirandelliana unitaria, in quanto verte interamente sulla crisi dei valori borghesi ed in particolare dellindividuo in s, che si ritrova:
ad essere come un burattino per la meccanizzazione del

lavoro e la ripetitivit dei gesti portate dallindustria;


ad essere spersonalizzato nelle metropoli, dove gli apparati

burocratici rendono limpiegato un mezzo e luomo di importanza infinitesimale;


ad essere distrutto e soppiantato dalle concentrazioni mono -

La poetica

politiche e dai grandi complessi industriali che distruggono lindividualit e luomo stesso.
-

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Nel 1908 pubblica il SAGGIO SULL'UMORISMO e in esso, tra l'altro, spiega la sua visione nell'uomo. Egli vive da sempre in un mondo privo di senso e, cercando di dare un significato alla propria esistenza, si crea una serie di autoinganni e illusioni, individuali e sociali (nelle istituzioni, nei riti o nelle convenzioni), che costituiscono quella che Pirandello chiama la FORMA dell'esistenza. Ci che invece chiama VITA, e che bloccata e paralizzata dalla forma, una forza profonda e oscura che fermenta sotto la forma e che riesce ad erompere solo saltuariamente nei momenti di sosta o di malattia. ll soggetto, costretto a vivere nella forma, non pi una PERSONA integra, coerente e compatta, fondata sulla corrispondenza armonica tra desideri e realizzazione, passione e ragione, ma si riduce a una MASCHERA (o personaggio) che recita la parte che la societ esige da lui e che egli stesso si impone attraverso i propri ideali morali.
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In questo saggio Pirandello da lucida spiegazione di quel sentimento del contrario o coscienza della contraddizione che nasce tra la vita e la forma, tra l'anelito ad una pienezza e ad una libert del vissuto e le costrizioni dei ruoli che vuoi la societ, vuoi i doveri e le colpe c'impongono. ... la tristizia degli uomini si deve spesso alla tristezza della vita, ai mali di cui essa piena e che non tutti sanno o possono sopportare; induce a riflettere che la vita, non avendo fatalmente per la ragione umana un fine chiaro e determinato, bisogna che, per non brancolar nel vuoto, ne abbia uno particolare, fittizio, illusorio,

Lumorismo

per ciascun uomo, o basso o alto (L'umorismo).

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Queste finzioni nelle quali l'uomo crede di realizzarsi pienamente sono poste in crisi dall'intervento della riflessione che le smaschera e le scopre giustapposte quali sono veramente. Il comico, ch' l'avvertimento del contrario, si trasforma cos in umorismo, che altro non se non la drammatizzazione del comico . Pirandello ce ne da fulgida dimostrazione nell'esempio della vecchina imbellettata oltre misura, il cui voler essere altro da quello che realmente , non pu non suscitare, in un primo tempo, il riso.

Lumorismo

Ma se ora interviene in me la riflessione, e mi suggerisce che quella vecchia signora non prova forse nessun piacere a pararsi cos come un pappagallo, ma che forse ne soffre e lo fa soltanto perch pietosamente si inganna, che parata cos, nascondendo cos le sue rughe e le canizie, riesca a trattenere a s l'amore del marito pi. giovane di lei, ecco che io non posso pi riderne come prima, perch appunto la riflessione, lavorando in me, mi ha fatto andar oltre a quel primo avvertimento o piuttosto pi addentro; da quel primo avvertimento del contrario mi ha fatto passare a questo sentimento del contrario. (L'umorismo).
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Troviamo cos in questa sistemazione del pensiero pirandelliano i due elementi portanti della sua opera: il desiderio profondo della vita, e la coscienza del vivere. La tumultuosa adesione alle illusioni ed alle fittizie messe in scena dell'esistenza e la persuasione cosciente del sentirsi vivere. Nel Saggio sull'umorismo sono quindi in un certo senso codificate quelle tensioni vitali che possiamo ritrovare nell'affollata umanit dell'intera opera pirandelliana.

Vita o forma?

Pirandello, Edoardo ,Titina e Peppino De Filippo


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Il personaggio ha davanti a s solo due strade: o sceglie l'incoscienza, l'ipocrisia, l'adeguamento passivo alle forme, oppure vive consapevolmente, amaramente e autoironicamente la scissione tra forma e vita. Nel primo caso solo una maschera, nel secondo diventa una maschera nuda, dolorosamente consapevole degli autoinganni propri e altrui ma impotente a risolvere la contraddizione che pure individua. Nel secondo caso la riflessione interviene continuamente a porre una distanza tra il soggetto e la propria vita: pi che vivere il personaggio "si guarda vivere" estraniandosi da s e dagli altri. Nella societ l'unico modo per evitare l'isolamento il mantenimento della maschera: quando un personaggio cerca di rompere la forma viene allontanato, rifiutato, non pu pi trovare posto nella massa in quanto si porrebbe come elemento di disturbo in seno a quel vivere apparentemente rispettabile.
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Dato che il personaggio non ha alcuna possibilit di mutare la propria maschera si verifica la disintegrazione fisica e spirituale dei personaggi che si pu riassumere nella TEORIA DELLA TRIPLICITA' ESISTENZIALE: come il personaggio vede se stesso come il personaggio visto dagli altri come il personaggio crede di essere visto dagli altri Le conseguenze della triplicit sono tre: il personaggio UNO quando viene messa in evidenza la realt-forma che lui si d CENTOMILA quando viene messa in evidenza la realt forma che gli altri gli danno NESSUNO quando si accorge che ci che lui pensa di s ci che gli altri pensano di lui non sono la stessa cosa, ossia quando raggiunge la consapevolezza che la propria realt-forma assume una dimensione per s che diversa da quella di ciascuno degli altri.

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-Nella prima fase del Decadentismo, in seguito

alla crisi del Positivismo, lintellettuale si ritira nellio (nella coscienza, unico punto di riferimento) perch capisce che non si pu conoscere la realt. Solo con Pirandello, nella seconda fase del Decadentismo, lio appare gi frantumato. Egli infatti critica tutti quei tentativi di bloccare la spontaneit degli individui con le convenzioni sociali e borghesi (che sono delle maschere), quali soprattutto il matrimonio ma anche il lavoro, il quale determina per gli impiegati una condizione
Fumetto tratto da LUomo dal fiore in bocca

oppressiva che rende luomo prigioniero di schemi e regole. Lio frantumato perch ogni tentativo di crearsi una personalit

Il decadentismo in Pirandello

definita (ovvero un io) fallisce. Lio, in fin dei conti, non esiste, giacch ogni tentativo di bloccare la vita e di costruire una forma, ferma la vita stessa portando alla morte.
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Ci

sono

due Tali

categorie

di

personaggi riflettono

pirandelliani, anche

distinguibili in base alla loro reazione di fronte a questa questione. personaggi quindi latteggiamento dello stesso uomo moderno:
ci sono quelli che non si rendono conto del problema e di

non poter essere unici


ci sono quelli che comprendono il fatto che ognuno giudica

in modo diverso, ovvero che non possibile avere una visione della realt valida per tutti. La loro prima sensazione di fronte a questa consapevolezza prima di smarrimento e
Tela di Fausto Pirandello

di dolore, e quindi di pessimismo. Questi personaggi capiscono bene che per lindividuo non ci sono soluzioni n vie duscita, che alluomo non resta altro che tirarsi in

Le maschere
a cura della prof.ssa Renata Greco

disparte senza pretendere di cambiare le cose. Essi per iniziano con laccettare questa condizione e dallesterno possono ridicolizzare chi pensa di avere la verit. Luomo quindi un burattino, un forestiero della vita, e la vita una farsa. Per Pirandello, come per Verga, il cambiamento non 21 possibile.

Nel 1924 Pirandello ader al fascismo tramite una lettera aperta pubblicata su un giornale romano. Gli chiesero subito il motivo della sua adesione al fascismo e lui rispose: Matteotti intendendo dire che ci voleva uno stato forte e di ordine per reprimere gli omicidi e i disordini. In realt per le ragioni che lo spinsero al fascismo sono altre e ben pi complesse:
la sua avversione per il socialismo di fine secolo La

sua ostilit verso il governo Giolitti da lui considerato

antidemocratico.

Il fascismo

La sua identificazione del fascismo come un movimento aperto cio

come la vita che si contrapponeva alla forma della societ italiana degli anni '20. Pirandello, voleva un'Italia ordinata, priva di disordini, senza scioperi e attentati secondo l'ideale di un'Italia post-unitaria cos come l'aveva ereditata dalla sua famiglia. In definitiva Pirandello ader al fascismo per il suo carattere conservatore e la sua indole di uomo moderato e per la sua visione politica conservatrice e moderata. a cura della prof.ssa Renata Greco 22

Questi motivi profondi, politici e personali, spiegano perch rimase fascista fino alla sua morte, ma il suo idealismo culturale e filosofico era opposto a quello del fascismo. Infatti, nella sua ultima tragedia I giganti della montagna identifica i giganti con i fascisti rozzi ed ignoranti che non amano larte ma amano la guerra. Lo scrittore, non pi in buoni rapporti con il Governo che nel 1926 gli aveva preferito la Deledda come candidata al premio Nobel....nel 1929 intratterr rapporti con il fascismo solo nel lungo, ripetuto e sempre fallito tentativo di ottenere i finanziamenti per i progetti suoi e di Marta di un teatro di impegno artistico e culturale.

Il fascismo
.

a cura della prof.ssa Renata Greco

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Pirandello

scrive

molto

per

pubblicare

quindi

per

guadagnare. Alla fine ipotizza una raccolta di Novelle per un anno, composta inizialmente di 24 volumi anche se ne scrive solamente 14. Il modo descritto da Pirandello nelle novelle non un mondo deterministico e fa vedere le combinazioni pi assurde, il paradosso e il caso; in esse non c determinismo naturalistico. Viene invece evidenziato il fluire indistinto di stati danimo in continuo mutamento ed

Il figlio Fausto

analizzata

la

psiche

umana

che

viene

caricata

per

evidenziare e dimostrare lesistenza delle maschere.

Le novelle

La raccolta Novelle per un anno comprende:


novelle siciliane (che possono ricordare quelle di Verga

perch ambientate in Sicilia);


novelle cittadine (ambientate a Roma e in ambiente

piccolo-borghese);

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Cominciata nel 1893 nella sua prima stesura era stata intitolata con il nome della protagonista, Marta Ajala. E la storia (ambientata in Sicilia) di una donna ingiustamente accusata di adulterio dal marito e riammessa in casa solo dopo essersi dichiarata colpevole. In realt la donna non affatto unadultera, ma la profonda gelosia del marito e la suggestione dei parenti la marchiano di uninfamia incancellabile, che Marta riuscir a cancellare solo dopo lallontanamento da casa e la condotta ufficiale di

L Esclusa

una vita dedicata allespiazione e al pentimento. Recitato cos per lunghi mesi il ruolo di peccatrice pentita, esclusa dalla societ e allontanata dai figli, Marta reagir allingiusta condanna grazie allaffetto di un altro uomo, di cui diventer lamante segreta. Proprio in questo momento della sua vita ritorna a farsi vivo il legittimo marito, disposto a perdonarla. Lesclusa ora pronta ad essere riammessa nella societ.
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Il protagonista Mattia Pascal, un giovane benestante che vive in un paese della Liguria. Morto il padre, lamministratore di tutti i beni di famiglia dilapida il patrimonio e Mattia, improvvisamente povero, per vendicarsi mette incinta la nipote dellamministratore, ritrovandosi a doverla sposare. Il matrimonio infelice, deve lavorare come bibliotecario di paese, sogna lAmerica, quando inaspettatamente vince unalta somma (esempio del dominio incontrollato del caso). Ritorna cos al paese ma scopre di essere morto, dato che moglie e suocera lo hanno riconosciuto in un cadavere annegato. Scoprendo che morto si scopre anche liberato dalla forma e grazie alla fortuna accumulata viaggia. E finalmente contento. Ben presto per sente la

Il fu Mattia cos una seconda identit, Adriano Meis, ma ancora legato alla forma e alle convenzioni. A Roma va a pensione da una famiglia, si Pascal
innamora della figlia del proprietario ma non pu sposarsi perch non un suicidio e ritorna in paese cercando di riconquistare la vecchia identit ma la moglie si intanto sposata con un altro e ha anche una
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solitudine perch non riesce ad avere pi rapporti sociali. Si inventa

nessuno: questa forma invece di aiutarlo lo ostacola! Si inventa cos

figlia. Lui quindi non pi neanche Mattia Pascal. Decide cos di vivere rinchiuso nella biblioteca del paese come forestiero della vita.26

Nel romanzo si ritrovano alcuni temi tipicamente pirandelliani come:


le istituzioni e le convenzioni sociali che bloccano il fluire della vita

(la famiglia, il lavoro e lo stesso nome come trappole);


la critica allidentit individuale (le persone che noi crediamo di

essere sono solamente maschere che nascondono tutto un fluire di sentimenti e di emozioni);
il bisogno di estraniarsi dalla vita senza imporsi ruoli, compiti e

scopi;

Il fu Mattia Pascal: temi e stile

lassenza di alcun disegno e destino provvidenziale (il caso

domina); Il romanzo scritto in prima persona (Pascal rintanato in biblioteca narra della sua vicenda): il punto di vista quindi inattendibile. Mattia sia narratore (ovvero interviene) che personaggio (non interviene): questa dicotomia sottolinea limprevedibilit degli eventi (il lettore scopre le cose di volta in volta).
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E il dramma che sconvolge definitivamente il confine tra platea e palcoscenico, tra spettatori e attori, e quindi tra realt e finzione; fa infatti parte dei drammi meta-teatrali (si fa teatro discutendo sul teatro), ovvero dellassurdo. Ad inizio rappresentazione, il sipario gi alzato: sul palco si stanno tenendo le prove generali di una compagnia dattori. Entrano dal fondo della sala sei personaggi (padre, madre, figliastra, bambina, giovinetta, figlio) e chiedono agli attori se sono disposti ad interpretare il dramma della loro vita, perch vogliono essere sbloccati dalla forma nella quale sono imprigionati. Gli attori accettano. Inizia quindi la storia della famiglia. Il padre scopre che la moglie lo tradisce, e lei mette su famiglia con lamante che intanto muore. La moglie va quindi a lavorare in un atelier e la figlia di lei si prostituisce. Il padre va nellatelier e sta quasi per avere un rapporto con la figliastra, che stava aiutando la madre col lavoro, ma viene fermato dallex moglie. Alla fine il figlio si spara e la bambina pi piccola annega. I personaggi non si riconoscono per nellinterpretazione degli attori. La recita improvvisata non allaltezza del copione. I sei abbandonano il teatro.
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Sei personagg i in cerca dautore

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I temi della commedia sono:


Lincomunicabilit,

ovvero limpossibilit di rappresentare una

commedia (e il teatro stesso), la quale diventa meta-teatrale: non si riesce pi a fare una parte che rappresenti il dramma di altri;
un rapporto realt-finzione ribaltato; il conflitto tra forma e vita.

Sono presenti anche diverse critiche:


alla letteratura drammatica;

Sei personagg i in cerca dautore

alla pratica scenica (a come si comportano gli attori, che

interpretano e recitano a modo loro);


al teatro stesso che pretende di rappresentare la realt, che

tradisce il pensiero dellautore e non segue il suo reale progetto.

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Durante una festa in maschera questo personaggio, vestito appunto da Enrico IV, cade da cavallo e impazzisce, pensando di essere veramente Enrico IV. Tutti quindi lo assecondano ma ad un certo punto un dottore cerca di curarlo con uno psico-dramma, al fine di farlo tornare come prima; vuole quindi farlo incontrare con la figlia (Frida) della sua amante (Matilde), la quale assomiglia tanto alla madre. Intanto lui per ritorna in s ma continua la sua mascherata come un rifugio dalla realt. Quando per gli presentano la ragazza vuole di nuovo la sua vita e quando arriva lamante di Matilde lo ammazza.

Enrico IV

Se da un lato ama la maschera, Enrico IV dallaltro vuole la vita. Ci nonostante alla fine decide di continuare a essere Enrico IV, soprattutto perch ha ammazzato un uomo. Egli ha quindi paura della vita e delle responsabilit, ambivalente e incarna luomo del Novecento, il quale non pi disposto ad accettare le sue responsabilit.

a cura della prof.ssa Renata Greco

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Questo testo teatrale fu scritto nell'agosto del 1916, in dialetto siciliano, per Angelo Musco con il titolo "A birritta cu 'i cinciani" poi modificato in "A birritta cu 'i ciancianeddi". La vicenda ha luogo in una cittadina siciliana, dove la signora Beatrice Fiorca, disperata per la notizia del tradimento del marito con la signora Nina, moglie dello scrivano Ciampa, vuole vendicarsi. Il piano ingegnoso: ella, dopo aver provveduto ad allontanare lo scrivano inviandolo a Palermo con il pretesto di una commissione (riscattare un paio dorecchini e un braccialetto impegnati di nascosto al marito per poter prestare del denaro al fratello, Fif), far trovare campo libero al marito, di ritorno la sera da Catania, per appartarsi con lamante. La polizia, preavvertita, facendo irruzione nell'appartamentino, potr sorprendere i due amanti in flagrante adulterio. La donna fa quindi chiamare Ciampa per affidargli la commissione; luomo, sospettando un intrigo, tenta di sottrarsi dall'incarico e cerca di convincere la signora a parlare con lui senza "infingimenti. 31

Il berretto a sonagli primo atto


a cura della prof.ssa Renata Greco

Ciampa, scrivano e intellettuale, ha elaborato una personale teoria dell'agire sociale, che espone alla signora Fiorca: Deve sapere che abbiamo tutti come tre corde d'orologio in testa. La seria, la civile, la pazza. Soprattutto, dovendo vivere in societ, ci serve la civile; per cui ci sta qua, in mezzo alla fronte. - Ci mangeremmo tutti, signora mia, l'un l'altro, come tanti cani arrabbiati. - Non si pu. E che faccio allora? Do una giratina cos alla corda civile. Ma pu venire il momento che le acque si intorbidano. E allora... allora io cerco, prima, di girare qua la corda seria, per chiarire, per rimettere le cose a posto, dare le . mie ragioni, dire quattro e quattr'otto, senza tante storie, quello che devo. Che se poi non mi riesce in nessun modo, sferro, signora, la corda pazza, perdo la vista degli occhi e non so pi quello che faccio! . Ma Beatrice determinata a vendicarsi del marito, e non si lascia convincere a girare la corda seria per rimettere le cose a posto, ed convinta che Ciampa sia consenziente alla tresca. Lo scrivano prima di partire, tenta ancora invano di disinnescare il progetto insensato della padrona.

il berretto a sonagli primo atto

a cura della prof.ssa Renata Greco

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Nina Ciampa e il cavalier Fiorca vengono sorpresi l'una con un decolt eccessivo, giustificato dalla stagione calda, e l'altro in "maniche di camicia decentissimo", sul punto di lavarsi le mani. I due vengono tuttavia arrestati, l'una per il decolt, seppure esibito in casa, l'altro per resistenza, anche se la flagranza effettiva non cera; il verbale quindi negativo e il cavaliere sar prontamente rilasciato. Dal momento che il marito stato in qualche modo punito, la signora Fiorca ora soddisfatta.Non ha considerato per la reazione di Ciampa, che piomba stravolto di ritorno dal suo viaggio nel suo salotto, per rivendicare la sua condizione dolente di uomo non pi giovane, innamorato della moglie, che ha . dovuto sottomettersi fino al punto di dividersi lamore della moglie con un altro uomo.Lo scrivano assicura che, se prima dello scandalo avesse potuto parlare francamente con la signora Beatrice della situazione, egli si sarebbe licenziato e trasferito altrove; ma la donna, dominata dalla gelosia, ne ha ignorato le ragioni, sbandierando a tutti il suo doloroso segreto.

Il berretto a sonagli secondo atto

a cura della prof.ssa Renata Greco

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Ora a Ciampa non resta che vendicare il tradimento palese, ammazzando moglie e amante, poich un verbale "negativo" della polizia non pu certo cancellare i sospetti e le chiacchiere della gente. Poich tutti in casa tentano di minimizzare il comportamento di Beatrice come un gesto di pazzia, Ciampa folgorato da un'idea, cio che la signora si finga veramente pazza cos i sospetti che hanno provocato lo scandalo risulteranno dettati dalla follia, che pu ora disarmare la sua mano. Tenta di persuaderla dicendole che non ci vuol niente a far la pazza, poich basta che la donna si metta a gridare in faccia a tutti la verit, e siccome nessuno le creder, tutti la prenderanno per pazza. Stimolata dalla paradossale provocazione di Ciampa che le chiede di farsi tre mesi di villeggiatura in una casa di salute, per distruggere i sospetti e restituirgli la dignit, Beatrice libera la corda pazza dandosi a incontrollate escandescenze e gridando in faccia alluomo la verit della sua condizione di "becco", una verit non credibile, consentita solo ai pazzi. La famiglia accetta la proposta. Beatrice condotta via dallambulanza.

a cura della prof.ssa Renata Greco

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