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ELIO PARLAMENTO

Cerca e Ricerca

...

memorie, documenti, curiosità di Occhieppo Inferiore

In copertina:

"La Cerchia" in una suggestiva immagine di Andrea Pezzini

Stampa: Tipografia Casa Circondariale - Ivrea

Tu appartieni

... al paese dove sono sepolti i Tuoi cari...

La storia, i fatti, le usanze, il contesto urbanistico e culturale sono un patri- monio inestimabile che ogni paese, piccolo o grande che sia, deve aver sempre ben presente.

Finora tutto ciò era tramandato da generazione a generazione in modo ver- bale provocando così tutte quelle distorsioni tipiche di questa forma di comuni- cazione.

Oggi finalmente, grazie al lavoro del Sig. Parlamento, con la collaborazione di tanti occhieppesi e non, l'evoluzione nel tempo del nostro Comune è stata impressa sulla carta. La documentazione raccolta, sia fotografica che grafica, ci porta a ricordare (in molti casi a conoscere) fatti ed episodi che avevamo di- menticati, ma che sono stati tanto importanti nell'evoluzione di Occhieppo In- feriore.

Penso che questa rievocazione possa in primo luogo provocare nell'animo di noi occhieppesi, un profondo senso di piacere unito a una punta di orgoglio per quanto è stato fatto per migliorare la vita di tutti, e al tempo stesso possa esser- ci di aiuto e di stimolo per continuare ad operare nell'interesse della colletti- vità.

L'opera sicuramente non sarà esaustiva di tutto quanto è successo nei seco- li, sia per la mancanza di notizie che per la difficoltà nel reperire quelle esisten- ti, ma riuscirà comunque a esprimere un quadro storico abbastanza completo.

Vorrei chiudere questa breve presentazione ringraziando di cuore il Sig. Parlamento Elio e tutti coloro che con lui hanno collaborato alla realizzazione del libro.

Sono molto contento che il Sig. Elio Parlamento abbia curato questa raccol- ta di memorie che riguardano il nostro paese. Soprattutto perchè raccoglie le memorie della vita della gente comune, dei fatti spiccioli della vita di ogni gior- no. E mi piace che non sia un libro di "storia" ma di memorie.

Siamo infatti troppo abituati, soprattutto dalla scuola, a considerare la sto- ria come un insieme di grandi avvenimenti e di grandi personaggi, mentre la storia, quella vera, l'ha costruita la gente comune.

Mi auguro quindi che questo libro ci conservi la memoria di una cultura ti- pica delle nostre popolazioni, frutto di una saggezza che sovente manca ai grandi personaggi.

E mi auguro che possiamo imparare da queste memorie a conservare questa saggezza che renda viva e buona la vita del nostro paese oggi e negli anni futu- ri.

Il parroco Cappa

D. Francesco

Fu un'idea di Elio Parlamento e fu un'idea subito condivisa dall' Ammini- strazione Comunale.

Per Elio, sono allora seguiti tre lunghi anni di lavoro; girovagava per archi- vi comunali e parrocchiali, andava e veniva in abitazioni di Occhieppesi di an- tica stirpe.

Era sempre alla ricerca di qualche cosa: un documento, una vecchia e scolo- rita fotografia, una testimonianza.

Alla fine è riuscito. Ha raccolto una quantità ingente di materiale, lo ha or- dinato, avvalendosi della preziosa collaborazione di Eucia Pavignano.

Ea scuola è certamente espressione e fonte di cultura; è certo cultura lo sport, se praticato con spirito libero; è cultura la musica, sia che la si ascolti, sia che la si faccia. È cultuia la ricerca di piccole e grandi cose e testimonianze, dalle quali trarre quel filo logico che ricostruisce il passato del nostro Comune e della sua gente, e lo tramanda alle generazioni future.

Tutto ciò è stato fatto perchè non si perda il patrimonio di tradizioni della nostra popolazione e si preservi il ricordo di ciò che era ed'adesso non è più.

Il tutto, a testimonianza del passato e del presente, quale auspicio per un fu- turo che vogliamo migliore ma che, per essere tale, deve fruire dello sforzo di tutti indistintamente, senza attendere che il meglio ci piova addosso come dol- ce e gratuita manna celeste.

E con questo spirito che l'autore ha lavorato, nella speranza che questo stes- so spirito sia patrimonio di tutti e permetta di aspirare a mete sempre più alte.

Ea meta che ti eri prefisso, caro Elio, l'hai raggiunta e di ciò ti ringraziamo.

L'assessore alla Cultura del tuo Comune

Giancarlo Borgata

Presentazione

Nel presentare questo mio lavoro mi sembra giusto e doveroso, oltre ai ringraziamenti dovuti, dare anche alcune spiegazioni. L'idea della sua realizzazione è sorta da una considerazione fatta sul mutamento continuo che subisce questo paese con l'insedia- mento di nuovi abitanti e, quindi, con la cancellazione della fisionomia etnica dello stesso, privo di storia scritta o documentata da reperti archeologici.

Ricordandomi che parecchi anni or sono l'amico Costanzo Dondana mi aveva mo- strato un quaderno, al quale aveva dato il titolo di "Storia antica di Occhieppo Infe- riore", ove, nello scorrerlo, avevo trovato citazioni di documenti vari che, davo per scontato, lui potesse visionare in quanto aveva incarichi in Comune, mi misi a cer- carlo, ed ebbi la fortuna di trovarlo e di poterlo consultare grazie alla cortesia della fa- miglia di Gian Luca Manzi.

Di quanto scritto dal Dondana nel mio lavoro non riporto molto, poiché ho preferito ampliare la conoscenza, consultando i testi originali. Non mi è stato facile in quanto privo di qualsiasi elementare nozione di come si conduce una ricerca. Dopo aver chie- sto, e non ottenuto, aiuto a elementi sicuramente qualificati, (ai quali non ne voglio, perchè oggi capisco ed approvo il loro garbato rifiuto dovuto all'incognita iniziale) capii che dovevo in qualche modo cominciare. L'assenso del Sindaco è stato il primo segno di incoraggiamento e di questo lo ringrazio vivamente. Colgo a questo punto l'occasione per ringraziare tutti coloro che mi hanno aiutato. Qualcuno forse penserà di aver offerto una cosa di poco conto, ma come un bicchiere di acqua nel deserto vale più di tutti i tesori del mondo, così a volte anche un semplice gesto di incoraggiamen- to, un suggerimento, l'ascoltarti con attenzione, offrirti anche solo una vecchia carto- lina, darti una notizia, sono i tanti bicchieri d'acqua che hanno mantenuto in vita la possibilità di presentare oggi, con la stessa umiltà con la quale ho iniziato questo la- voro del quale non mi interessa la votazione, poiché penso che, per il solo fatto di averlo portato a termine, meriti la sufficienza. Mi interessa invece che esso sproni ed invogli qualcun altro a completarlo là, ove a me, per ragioni che qui non è il caso di esporre, non è stato possibile. E mi sembra che qualcosa si stia facendo!

Voglio quindi ringraziare Don Cappa, per avermi permesso di fotocopiare la cronaca, minuta e precisa che Don Scaglia ha scritto sui bollettini parrocchiali dal 1924 al 1938 (che purtroppo si fermano qui), e che da soli basterebbero per fare un libro di Storia, su di un particolare momento. Purtroppo la paura di non riuscire, rendendomi titubante, non mi ha permesso di chiedergli di consultare a fondo l'archivio degli atti di battesimo dai quali, penso, si potrebbe costruire l'albero genealogico della famiglia "Schiaparelli" (astronomo, egittologo, generale, ecc.).

Ringrazio tutta l'amministrazione comunale ed in modo particolare l'assessore alla cultura Borgato, e il consigliere Lucia Pavignano, a ine più vicini perchè fan parte del

Direttivo della Pro Loco della quale sono, momentaneamente, Presidente ed alla quale offro gratuitamente questo lavoro, affinchè l'eventuale utile venga speso per ripristi- nare le due meridiane del 1700 esistenti sulla Cerchia. Ringrazio l'assessore Massimo Gioggia, che, nella sua veste di responsabile della Biblioteca dell'Unione Industriale Biellese, mi ha permesso di consultare e fotocopiare alcune notizie, soprattutto sul co- tonificio Poma. Voglio ringraziare il personale degli uffici comunali per la sua dispo- nibilità, e voglio ringraziare il Segretario comunale Dott. Ferraris, giustamente severo custode dell'archivio e conoscitore di norme che qualche volta sicuramente ho infranto, dandogli atto che oggi mi sarei comportato esattamente come lui, avendo appreso l'a- b-c- delle norme burocratiche e di responsabilità che regolano la professionalità del funzionario. Ringrazio anche Franco Pavignano il quale mi ha offerto spunti e notizie conosciute non solo per i suoi molteplici impegni sociali, ma anche per l'appartenenza in via paterna e materna a due delle più antiche famiglie di Occhieppo, così come lo è Marco Boccacino che ringrazio per le monografie offertemi.

La fortuna mi ha fatto incontrare, alla Biblioteca Civica di Biella, della quale ringra- zio tutto il personale, Sergio Priverò, Direttore della Sala Biella, al quale soprattutto sono grato per avermi accordato la stia attenzione e, oserei dire, la sua amicizia. Il "bicchiere d'acqua nel deserto", mi fu offerto anche dal Geometra Oddone e dall'Ing. Chiorino, ai quali auguro, unitamente agli altri componenti dello staff, il successo che sicuramente avrà il libro che stanno scrivendo sulla Storia di Occhieppo Superio- re. Infine ringrazio la Dott.sa Bolengo responsabile dell'archivio storico.

Ed ora, alcuni cenni sul libro.

Cominciamo dal titolo. Parlare di Storia mi sembrava eccessivo così come "Curio- sità" mi sembrava riduttivo. Avevo pensato a "L'inizio" considerando tale questo la- voro, quando nel leggere il "parere" dato in una perizia sulla sistemazione delle strade tendenti alla Chiesa parrocchiale, trovai che la Cerchia veniva chiamata "Cerca". Poiché ritengo che questa collinetta sia atta a rappresentare Occhieppo Inferiore dato che è sicuramente un particolare, se non unico almeno raro, (io conosco solo un altro esempio ed è la collinetta esistente a Bologna, nei pressi della Stazione ferroviaria a ridosso di antiche mura), allora ho pensato che potevo usare questo vocabolo arcaico unendolo all'elemento principale per l'attuazione del lavoro, cioè la ricerca, ottenendo così il binomio "Cerca e Ricerca".

Ho voluto iniziare il libro col capitolo "La Cerchia" oltre che per la ragione sopra esposta (che ritengo validissima) anche perchè la Cerchia "mi appartiene" avendo vissuto oltre due terzi della mia vita nella casa chiamata "castello", e per contribuire a fugare la leggenda della galleria che univa il castello dì Occhieppo a quello di Ga- glianico. Leggenda fasulla (come è fasulla quella sul castello di Zumaglia, collegato anch'esso al castello di Gaglianico), suffragata dal fatto che esisteva, un breve cunico- lo di due metri che sboccava nell'orto della.casa parrocchiale, probabile fossato del vecchio castello.

Nel capitolo "Chi siamo" che contiene alcune pagine del lavoro (che nel libro chiamo "tesina") dei ragazzi delle scuole elementari, ricorro ad opere e studi fatti da perso- naggi della cultura a partire dal Mullatera, a Giacomo Calieri, a Pietro Torrione, a

M. e P. Scarzella, a Massimo Scanzo Bais, ecc.

Per il "Toponimo" mi sono avvalso dell'Enciclopedia UTET e del D.P.R. del 23 no- vembre 1968, firmato da Saragat, per la riadozione dello Stemma e del Gonfalone.

Le notìzie sulla "Casa comunale" sono tratte da ordinati e perizie d'epoca, esistenti nell'archivio comunale.

Nel Capitolo "Guardando lontano" faccio alcune considerazioni supportate da alcuni documenti che trascrivo e che riflettono la realtà.

Per "Le Chiese", all'infuori di qualche breve cenno di altri autori, non potevo che at- tingere alla copiosa opera di D. Lebole.

Per il "Cimitero" ho consultato documenti d'archivio e delìbere della Congregazione di Carità.

Il "Lavoro" la "Scuola" ed i "Mestieri", sono spaccati di vita in parte tratti da docu- menti d'archivio, ed in parte frutto della memoria che, attraverso racconti di padri e nonni, la mia generazione riesce a coprire un arco di oltre 150 anni.

Per le opere "Socio", "Culturali", "Sportive", "Folkloristiche" ho ritenuto che gli Statuti e Regolamenti fossero sufficientemente idonei a far sì che l'attento lettore ne possa dedurre tutte le sfumature tipiche di un'epoca.

Il libro avrebbe dovuto descrivere la vita (o storia) di Occhieppo Inferiore fino al 1946, in quanto, i 50 anni seguenti sono pur sempre storia recente e, coi mezzi di raccolta e conservazione archiviale sono facilmente ricostruibili. Per alcune Associa- zioni, come l'USAM, il Pettirosso, la Filodrammatica e l'Opera Assistenza Infermi, data la loro importanza, pur se appartenenti a quest'ultimo periodo, ho creduto op- portuno citarle, così come ho sconfinato nel raccontare la "Stra Neuva".

  • I "Personaggi", come autorità religiose e civili.

  • I Parroci (sicuramente presi dall'Opera di D. Lebole) ed altri sacerdoti sono stati

tratti dal "Manoscritto Dondana", mentre altri sono stati ricavati dai bollettini par-

rocchiali di Don Scaglia.

  • I Consoli, Sindaci, Podestà e Sindaci post-liberazione, sono stati riportati così come

sono stati individuati nei vari documenti dell'archivio comunale (quitanze, ordinati, cause, parcelle, perizie, pareri e ricorsi), e nei registri di morte, non distrutti da un incendio che sicuramente ha danneggiato l'archivio. (Che l'incendio sia avvenuto lo confermano gli avanzi di registri bruciacchiati, ma nessuno è stato in grado di dirmi quando è avvenuto). Sta di fatto che l'archivio ha dei "vuoti", tra i quali un "vuoto", che ho trovato e non sono riuscito _a colmare, riguarda l'arco di tempo che va dalla fine

del secolo scorso al 1946.

Forse con l'archivio parrocchiale sarebbe possibile colmare alcune di queste lacune. Di seguito e a complemento di questa parte del capitolo, ho ritenuto opportuno pub- blicare, perchè curiosamente inerenti, alcuni documenti riguardanti la nomina degli amministratori comunali, emessi nel periodo della "Restaurazione", quali il giura- mento di fedeltà al Re, oppure "Istruzioni per l'Uffizio dei Sindaci" emanate nel 1816, o "Istruzioni per i Segretari Comunali" del 1830.

Come "Personaggi" individuali, ho cominciato dagli Schiaparelli (quelli con una sola "P") perchè indubbiamente sono personaggi famosi nell'ambito del Mondo culturale, scientifico e sociale a livello intemazionale. A proposito della "P", nell'archivio co- munale ho trovato diversi documenti che riportano questo cognome con ima "P" sola (il più antico è del 1631). Ritengo quindi, ma questa è una mia opinione, che tutti avessero nel cognome una sola "P", raddoppiata in seguito per "generosità" dallo scrivano, come è successo per la "C" di Ricardi (o Ricardo) e la "T" di Ofelia.

Due spezzoni di verbali della Congregazione di Carità suffragano quanto sopra de- scritto.

Dopo gli Schiaparelli ho citato altri personaggi di cui sono venuto a conoscenza o perchè mi è stata fornita la documentazione o perchè l'ho rintracciata, arrivando fino a personaggi dei nostri giorni.

Se pur limitata alle pochissime notizie, ho voluto dedicare una pagina alla "Donna" relegata in secondo piano fino al 1946.

Ho riportato, fin dove la memoria mi ha aiutato, i soprannomi che sono serviti per lungo tempo a distinguere le varie famiglie dai nomi e cognomi uguali. Allo stesso modo ho riportato i nomi di battaglia dei Partigiani Occhieppesi.

La parte più difficile è stata quella riguardante "Le Guerre" delle quali, come spiego nel "libro", vi sono scarsissime notizie. Ma maggiore difficoltà ho incontrato nel do- ver scrivere del "Fascismo" in uno spazio di pochissime pagine ed a una maggioran- za, ormai, di popolazione che da cinquantanni non studia questa parte di Storia, co- me non studia la seconda Guerra mondiale con la catastrofe dell'armistizio e la "Lot- ta di Liberazione".

La Liberazione viene nel libro descritta più che altro (e brevemente) come l'inizio di una nuova epoca ed ho ritenuto opportuno affiancare ad una delibera del Sindaco Ot- tella emessa nel 1946 sulle "Comandate" le "Istruzioni" emanate nel 1824 sulla stes- sa materia.

Dopo il 1946 mi limito a riportare i nomi di tutti gli Amministratori comunali fino ad oggi ed a citare alcuni avvenimenti legati al periodo precedente, quali restituzione delle campane, Peregrinatio Mariae, alcune opere sociali intraprese dal '46 ad oggi e chiudere pubblicando una fotografia riguardante una parte di un qualsiasi documen- to del 1600, perchè il lettore possa e voglia essere benevolo nel suo giudizio.

Per le fotografie mi sono avvalso dello Studio Photo A di Andrea Pezzini. Alcuni fo- tografie, che riproducono in primo piano una persona, sono stati utilizzate per evi- denziare alcuni edifici abbattuti o la scomparsa delle fontane di acqua potabile.

Aggiungo che, volutamente, ho scritto pochissime note a pie di pagina, e quelle poche si riferiscono sempre e solo al capitolo in cui sono poste, per rendere più facile la let- tura anche a chi in genere legge poco.

Le trascrizioni da testi, documenti ecc. sono scritte in corsivo, riportando gli errori e gli arcaismi così come sono scritti.

Elio Parlamento

La Cerchia

Il nome Cerchia deriva con molta pro- babilità dalla cerchia delle mura dell'antico castello. Il tumulo è antecedente non solo al

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staccata da qualsiasi cordone ombelicale, questa piccola collinetta che alle varie ipotesi sulla sua formazione, come in una

castello medioevale ma anche al "castrum romano" e, sicuramente alla nascita di Occhieppo Inferiore come paese e come toponimo.

La Cerchia, anche se non suscita interesse di particolare rilevanza da parte di storici e studiosi, rappresenta pur sempre un fenomeno piuttosto raro. In mezzo ad una spianata che va dalla riva sinistra del torrente Elvo alla riva destra del torrente Cervo, leggermente ed uniformemente degradante fino a Salussola ed oltre, sorge

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scatola cinese, aggiungerà un nuovo punto

interrogativo in relazione alla scoperta di un reperto romano avvenuta durante l'abbattimento di una torre, ultimo residuo

del castello

che darà

la stura alla fantasia

sulla sua utilità

fino

a

dare

origine

al

toponimo.

Al di là della leggenda e della storia però la Cerchia, per gli occhieppesi, è qualcosa di più di un fenomeno geologico. Il fatto stesso che il cippo sia stato dedicato ad una dea

matrona indica che tale luogo godeva di una certa importanza. Inoltre, secondo la leggenda, se questo fu luogo di tortura ma anche di giustizia dovrà di certo aver marcato, insieme al ricordo, alla soggezione e al timore, anche il senso della giustizia e del diritto.

Quando in seguito sulle rovine del "ca- strum" che probabilmente contribuiro-

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no a dar forma all'attuale "mucchio di terra", sorse il castello medioevale, per quei nostri progenitori diventò sia luogo di timori reverenziali verso la signoria, sia rifugio durante le scorribande e le guerriglie.

Forse il pozzo, esistente fino a pochi anni fa sul piazzale in alto a sinistra della scalinata, che scendendo nelle cantine serviva ad alimentare il palaz- zetto fatto costruire dal conte Ferraris, e che diede la stura alla fantasia popolare sull'esistenza di una galleria di co- municazione con il castello di Gagliani- co, garantiva proprio la sopravvivenza durante gli assedi.

In seguito sulle rovine del castello sorse la Chiesa parrocchiale, ricetto spiri- tuale, compagna onnipresente degli av- venimenti del ciclo vitale e anche luogo

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no a dar forma all'attuale "mucchio di terra", sorse il castello medioevale, per quei nostri progenitori

Il pozzo com 'era, oggi demolito.

di sepoltura fintanto che le leggi non lo vietarono.

Il palazzetto, dopo esser pervenuto in proprietà del dottor Bruno Fedele e la- sciato alla morte di questi all'Ospedale Maggiore di Torino, venne acquistato dal senatore Ernesto Schiaparelli e da lui donato all'opera parrocchiale che ne fece la sede del Circolo Fides.

L'importanza di tale Circolo fu notevole:

esso fu punto di riferimento per tutti i giovani del paese allora ancorati alla vita di Occhieppo. Fu luogo di formazione culturale e spirituale e luogo di ritrovo per i ragazzi che si divertivano a giocare "cri cri", un gioco così banale che è quasi impossibile descriverlo. Forse era semplicemente gioiosa voglia di correre e gridare come lo era lo scendere a cavalcioni della ringhiera della rampa più lunga della scalinata.

La scalinata fu costruita nel 1849 con 72 gradini e fu rifatta nell'agosto 1978; oggi conta 71 gradini interrotti da un pia- nerottolo sul quale si affaccia l'ingresso all'orto della casa Parrocchiale, possibile perimetro del fossato che circondava il vecchio castello.

La Cerchia fu il palcoscenico sul quale, in qualità di primi attori o di comparse, recitarono tutti gli occhieppesi. Fu anche scenario di furtivi ed innocenti sguardi anticipatori di una futura unione familiare, scambiati all'uscita dalla messa o dal vespro, prima che la gente potesse dire "as parlu" = si parlano (amoreggiano).

È per questo insieme di motivi che si ri- tiene che la Cerchia con la sua struttura, il suo mistero, la sua leggenda, la sua storia, i suoi ricordi meriti di essere po- sta come collocazione e come importan- za all'inizio di questo lavoro di ricerca.

La scalinata

Nell'archivio comunale esiste un fasci- colo contenente: ordinati, perizie, recla- mi, ricorsi ecc. riguardanti la sistema- zione di alcune strade, fra le quali vi so- no le tre strade che "ascendono" alla chiesa parrocchiale.

Si riporta un brano del "PARERE" dato

dal Genio Civile

[...]

"tmsfertomi, io sot-

toscritto Aiutante del Genio Civile, nel luo- go di Occhieppo Inferiore nel giorno 16 cor- rente, e fattomi ad esaminare attentamente la località delle tre strade di cui proponesi dal Municipio del luogo la loro sistemazio- ne, e principiando dalla prima la quale vie- ne denominata della Cerca (l'attuale strada carrozzabile n.d.r.) posta a settentrione in rapida ascesa, ha origine presso al Giardino Miglietti e termina al piazzale avanti la Chiesa parrochiale, il di cui suolo in terra naturale trovasi irregolarmente disposto con moltissime depressioni, e li muri di so- stegno che reggono la strada per una parte, ed il terreno superiore per un'altra parte trovansi cadenti per la loro vetustà, dove il passo sulla detta strada trovasi impraticabile in tempo di pioggia e nell'invernale sta- gione. E dall'origine della strada predetta percorrendo quella che mette nella piazzetta avanti la Casa Comunale per la fuga di me- tri 65, s'incontra la Strada Comunale ca- rozzabile diretta alla Chiesa suddetta, la quale è situata parte, levante, e parte a notte della Casa Novaretti, con ascesa meno ripida della prima strada e va a terminare al piede della gradinata laterale alla Chiesa parrochiale a sud (la gradinata che porta

alla casa parrocchiale n.d.r.). // suolo della strada in discorso è munito di un logoro selciato, per il quale riesce malagevole il passo. Ed infine dal piede della rampa della Strada preindicata camminando lungo la strada del Cantone della Villa per la fuga di metri 89, s'incontra la strada che dà anche alla Chiesa parrochiale posta a pien merig-

gio, la quale è formata a guisa di gradinata

di una elevazione rapidissima

li di cui

.... gradini sono costituiti di ciotoloni al loro spigolo irregolarmente posti, li quali reggono le ineguali pedate in terra con alcuni mimiti di selciato mal disposto, e senza verini ritegno nella sponda della gradinata all'ovest, in qualche parte pericolosa, in modo che il passo sulla gradinata in discorso riesce

difficile se di giorno, ed un rompicollo se di

notte.

[...]

Passando ora a ragionare

[...]

dirò,

che la Strada Comunale carozzabile

freguentata dagli abitanti del Cantone di Mezzo in n° di 650, per la sua classificazio- ne deve ogni spesa accorrente intorno alla medesima essere supportata a carico dell'E-

rario Comunale

[...];

e per altra parte la

Strada denominata della Cerca frequentata

dal Cantone Superiore di 450 abitanti es- sendo un semplice scorciatolo privatamente costrutto viene considerato come strada pri-

vata gravata di servitù pubblica.

[...]

Nella

stessa condizione trovasi la strada a mezzo- giorno frequentata dal Cantone della Villa, e dei Cassinali Inferiori, di n° 500 abitanti, deve ragionevolmente la spesa per la rifor- ma di queste strade dovrebbe anche essere supportata a carico dell'Erario Comunale."

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