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ELIO PARLAMENTO

Cerca
... e Ricerca
memorie, documenti, curiosità di
Occhieppo Inferiore
In copertina:
"La Cerchia"
in una suggestiva immagine
di Andrea Pezzini

Stampa: Tipografia Casa Circondariale - Ivrea


... Tu appartieni
al paese dove
sono sepolti
i Tuoi cari...
La storia, i fatti, le usanze, il contesto urbanistico e culturale sono un patri-
monio inestimabile che ogni paese, piccolo o grande che sia, deve aver sempre
ben presente.
Finora tutto ciò era tramandato da generazione a generazione in modo ver-
bale provocando così tutte quelle distorsioni tipiche di questa forma di comuni-
cazione.
Oggi finalmente, grazie al lavoro del Sig. Parlamento, con la collaborazione
di tanti occhieppesi e non, l'evoluzione nel tempo del nostro Comune è stata
impressa sulla carta. La documentazione raccolta, sia fotografica che grafica, ci
porta a ricordare (in molti casi a conoscere) fatti ed episodi che avevamo di-
menticati, ma che sono stati tanto importanti nell'evoluzione di Occhieppo In-
feriore.
Penso che questa rievocazione possa in primo luogo provocare nell'animo di
noi occhieppesi, un profondo senso di piacere unito a una punta di orgoglio per
quanto è stato fatto per migliorare la vita di tutti, e al tempo stesso possa esser-
ci di aiuto e di stimolo per continuare ad operare nell'interesse della colletti-
vità.
L'opera sicuramente non sarà esaustiva di tutto quanto è successo nei seco-
li, sia per la mancanza di notizie che per la difficoltà nel reperire quelle esisten-
ti, ma riuscirà comunque a esprimere un quadro storico abbastanza completo.
Vorrei chiudere questa breve presentazione ringraziando di cuore il Sig.
Parlamento Elio e tutti coloro che con lui hanno collaborato alla realizzazione
del libro.
Sono molto contento che il Sig. Elio Parlamento abbia curato questa raccol-
ta di memorie che riguardano il nostro paese. Soprattutto perchè raccoglie le
memorie della vita della gente comune, dei fatti spiccioli della vita di ogni gior-
no. E mi piace che non sia un libro di "storia" ma di memorie.
Siamo infatti troppo abituati, soprattutto dalla scuola, a considerare la sto-
ria come un insieme di grandi avvenimenti e di grandi personaggi, mentre la
storia, quella vera, l'ha costruita la gente comune.
Mi auguro quindi che questo libro ci conservi la memoria di una cultura ti-
pica delle nostre popolazioni, frutto di una saggezza che sovente manca ai
grandi personaggi.
E mi auguro che possiamo imparare da queste memorie a conservare questa
saggezza che renda viva e buona la vita del nostro paese oggi e negli anni futu-
ri.

Il parroco Cappa
D. Francesco
Fu un'idea di Elio Parlamento e fu un'idea subito condivisa dall' Ammini-
strazione Comunale.
Per Elio, sono allora seguiti tre lunghi anni di lavoro; girovagava per archi-
vi comunali e parrocchiali, andava e veniva in abitazioni di Occhieppesi di an-
tica stirpe.
Era sempre alla ricerca di qualche cosa: un documento, una vecchia e scolo-
rita fotografia, una testimonianza.
Alla fine è riuscito. Ha raccolto una quantità ingente di materiale, lo ha or-
dinato, avvalendosi della preziosa collaborazione di Eucia Pavignano.
Ea scuola è certamente espressione e fonte di cultura; è certo cultura lo
sport, se praticato con spirito libero; è cultura la musica, sia che la si ascolti,
sia che la si faccia. È cultuia la ricerca di piccole e grandi cose e testimonianze,
dalle quali trarre quel filo logico che ricostruisce il passato del nostro Comune
e della sua gente, e lo tramanda alle generazioni future.
Tutto ciò è stato fatto perchè non si perda il patrimonio di tradizioni della
nostra popolazione e si preservi il ricordo di ciò che era ed'adesso non è più.
Il tutto, a testimonianza del passato e del presente, quale auspicio per un fu-
turo che vogliamo migliore ma che, per essere tale, deve fruire dello sforzo di
tutti indistintamente, senza attendere che il meglio ci piova addosso come dol-
ce e gratuita manna celeste.
E con questo spirito che l'autore ha lavorato, nella speranza che questo stes-
so spirito sia patrimonio di tutti e permetta di aspirare a mete sempre più alte.
Ea meta che ti eri prefisso, caro Elio, l'hai raggiunta e di ciò ti ringraziamo.

L'assessore alla Cultura del tuo Comune


Giancarlo Borgata
Presentazione

Nel presentare questo mio lavoro mi sembra giusto e doveroso, oltre ai ringraziamenti
dovuti, dare anche alcune spiegazioni. L'idea della sua realizzazione è sorta da una
considerazione fatta sul mutamento continuo che subisce questo paese con l'insedia-
mento di nuovi abitanti e, quindi, con la cancellazione della fisionomia etnica dello
stesso, privo di storia scritta o documentata da reperti archeologici.
Ricordandomi che parecchi anni or sono l'amico Costanzo Dondana mi aveva mo-
strato un quaderno, al quale aveva dato il titolo di "Storia antica di Occhieppo Infe-
riore", ove, nello scorrerlo, avevo trovato citazioni di documenti vari che, davo per
scontato, lui potesse visionare in quanto aveva incarichi in Comune, mi misi a cer-
carlo, ed ebbi la fortuna di trovarlo e di poterlo consultare grazie alla cortesia della fa-
miglia di Gian Luca Manzi.
Di quanto scritto dal Dondana nel mio lavoro non riporto molto, poiché ho preferito
ampliare la conoscenza, consultando i testi originali. Non mi è stato facile in quanto
privo di qualsiasi elementare nozione di come si conduce una ricerca. Dopo aver chie-
sto, e non ottenuto, aiuto a elementi sicuramente qualificati, (ai quali non ne voglio,
perchè oggi capisco ed approvo il loro garbato rifiuto dovuto all'incognita iniziale)
capii che dovevo in qualche modo cominciare. L'assenso del Sindaco è stato il primo
segno di incoraggiamento e di questo lo ringrazio vivamente. Colgo a questo punto
l'occasione per ringraziare tutti coloro che mi hanno aiutato. Qualcuno forse penserà
di aver offerto una cosa di poco conto, ma come un bicchiere di acqua nel deserto vale
più di tutti i tesori del mondo, così a volte anche un semplice gesto di incoraggiamen-
to, un suggerimento, l'ascoltarti con attenzione, offrirti anche solo una vecchia carto-
lina, darti una notizia, sono i tanti bicchieri d'acqua che hanno mantenuto in vita la
possibilità di presentare oggi, con la stessa umiltà con la quale ho iniziato questo la-
voro del quale non mi interessa la votazione, poiché penso che, per il solo fatto di
averlo portato a termine, meriti la sufficienza. Mi interessa invece che esso sproni ed
invogli qualcun altro a completarlo là, ove a me, per ragioni che qui non è il caso di
esporre, non è stato possibile. E mi sembra che qualcosa si stia facendo!
Voglio quindi ringraziare Don Cappa, per avermi permesso di fotocopiare la cronaca,
minuta e precisa che Don Scaglia ha scritto sui bollettini parrocchiali dal 1924 al
1938 (che purtroppo si fermano qui), e che da soli basterebbero per fare un libro di
Storia, su di un particolare momento. Purtroppo la paura di non riuscire, rendendomi
titubante, non mi ha permesso di chiedergli di consultare a fondo l'archivio degli atti
di battesimo dai quali, penso, si potrebbe costruire l'albero genealogico della famiglia
"Schiaparelli" (astronomo, egittologo, generale, ecc.).
Ringrazio tutta l'amministrazione comunale ed in modo particolare l'assessore alla
cultura Borgato, e il consigliere Lucia Pavignano, a ine più vicini perchè fan parte del

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Direttivo della Pro Loco della quale sono, momentaneamente, Presidente ed alla quale
offro gratuitamente questo lavoro, affinchè l'eventuale utile venga speso per ripristi-
nare le due meridiane del 1700 esistenti sulla Cerchia. Ringrazio l'assessore Massimo
Gioggia, che, nella sua veste di responsabile della Biblioteca dell'Unione Industriale
Biellese, mi ha permesso di consultare e fotocopiare alcune notizie, soprattutto sul co-
tonificio Poma. Voglio ringraziare il personale degli uffici comunali per la sua dispo-
nibilità, e voglio ringraziare il Segretario comunale Dott. Ferraris, giustamente severo
custode dell'archivio e conoscitore di norme che qualche volta sicuramente ho infranto,
dandogli atto che oggi mi sarei comportato esattamente come lui, avendo appreso l'a-
b-c- delle norme burocratiche e di responsabilità che regolano la professionalità del
funzionario. Ringrazio anche Franco Pavignano il quale mi ha offerto spunti e notizie
conosciute non solo per i suoi molteplici impegni sociali, ma anche per l'appartenenza
in via paterna e materna a due delle più antiche famiglie di Occhieppo, così come lo è
Marco Boccacino che ringrazio per le monografie offertemi.
La fortuna mi ha fatto incontrare, alla Biblioteca Civica di Biella, della quale ringra-
zio tutto il personale, Sergio Priverò, Direttore della Sala Biella, al quale soprattutto
sono grato per avermi accordato la stia attenzione e, oserei dire, la sua amicizia. Il
"bicchiere d'acqua nel deserto", mi fu offerto anche dal Geometra Oddone e dall'Ing.
Chiorino, ai quali auguro, unitamente agli altri componenti dello staff, il successo
che sicuramente avrà il libro che stanno scrivendo sulla Storia di Occhieppo Superio-
re. Infine ringrazio la Dott.sa Bolengo responsabile dell'archivio storico.
Ed ora, alcuni cenni sul libro.
Cominciamo dal titolo. Parlare di Storia mi sembrava eccessivo così come "Curio-
sità" mi sembrava riduttivo. Avevo pensato a "L'inizio" considerando tale questo la-
voro, quando nel leggere il "parere" dato in una perizia sulla sistemazione delle strade
tendenti alla Chiesa parrocchiale, trovai che la Cerchia veniva chiamata "Cerca".
Poiché ritengo che questa collinetta sia atta a rappresentare Occhieppo Inferiore dato
che è sicuramente un particolare, se non unico almeno raro, (io conosco solo un altro
esempio ed è la collinetta esistente a Bologna, nei pressi della Stazione ferroviaria a
ridosso di antiche mura), allora ho pensato che potevo usare questo vocabolo arcaico
unendolo all'elemento principale per l'attuazione del lavoro, cioè la ricerca, ottenendo
così il binomio "Cerca e Ricerca".
Ho voluto iniziare il libro col capitolo "La Cerchia" oltre che per la ragione sopra
esposta (che ritengo validissima) anche perchè la Cerchia "mi appartiene" avendo
vissuto oltre due terzi della mia vita nella casa chiamata "castello", e per contribuire
a fugare la leggenda della galleria che univa il castello dì Occhieppo a quello di Ga-
glianico. Leggenda fasulla (come è fasulla quella sul castello di Zumaglia, collegato
anch'esso al castello di Gaglianico), suffragata dal fatto che esisteva, un breve cunico-
lo di due metri che sboccava nell'orto della.casa parrocchiale, probabile fossato del
vecchio castello.
Nel capitolo "Chi siamo" che contiene alcune pagine del lavoro (che nel libro chiamo
"tesina") dei ragazzi delle scuole elementari, ricorro ad opere e studi fatti da perso-
naggi della cultura a partire dal Mullatera, a Giacomo Calieri, a Pietro Torrione, a

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M. e P. Scarzella, a Massimo Scanzo Bais, ecc.
Per il "Toponimo" mi sono avvalso dell'Enciclopedia UTET e del D.P.R. del 23 no-
vembre 1968, firmato da Saragat, per la riadozione dello Stemma e del Gonfalone.
Le notìzie sulla "Casa comunale" sono tratte da ordinati e perizie d'epoca, esistenti
nell'archivio comunale.
Nel Capitolo "Guardando lontano" faccio alcune considerazioni supportate da alcuni
documenti che trascrivo e che riflettono la realtà.
Per "Le Chiese", all'infuori di qualche breve cenno di altri autori, non potevo che at-
tingere alla copiosa opera di D. Lebole.
Per il "Cimitero" ho consultato documenti d'archivio e delìbere della Congregazione
di Carità.
Il "Lavoro" la "Scuola" ed i "Mestieri", sono spaccati di vita in parte tratti da docu-
menti d'archivio, ed in parte frutto della memoria che, attraverso racconti di padri e
nonni, la mia generazione riesce a coprire un arco di oltre 150 anni.
Per le opere "Socio", "Culturali", "Sportive", "Folkloristiche" ho ritenuto che gli
Statuti e Regolamenti fossero sufficientemente idonei a far sì che l'attento lettore ne
possa dedurre tutte le sfumature tipiche di un'epoca.
Il libro avrebbe dovuto descrivere la vita (o storia) di Occhieppo Inferiore fino al
1946, in quanto, i 50 anni seguenti sono pur sempre storia recente e, coi mezzi di
raccolta e conservazione archiviale sono facilmente ricostruibili. Per alcune Associa-
zioni, come l'USAM, il Pettirosso, la Filodrammatica e l'Opera Assistenza Infermi,
data la loro importanza, pur se appartenenti a quest'ultimo periodo, ho creduto op-
portuno citarle, così come ho sconfinato nel raccontare la "Stra Neuva".
I "Personaggi", come autorità religiose e civili.
I Parroci (sicuramente presi dall'Opera di D. Lebole) ed altri sacerdoti sono stati
tratti dal "Manoscritto Dondana", mentre altri sono stati ricavati dai bollettini par-
rocchiali di Don Scaglia.
I Consoli, Sindaci, Podestà e Sindaci post-liberazione, sono stati riportati così come
sono stati individuati nei vari documenti dell'archivio comunale (quitanze, ordinati,
cause, parcelle, perizie, pareri e ricorsi), e nei registri di morte, non distrutti da un
incendio che sicuramente ha danneggiato l'archivio. (Che l'incendio sia avvenuto lo
confermano gli avanzi di registri bruciacchiati, ma nessuno è stato in grado di dirmi
quando è avvenuto). Sta di fatto che l'archivio ha dei "vuoti", tra i quali un "vuoto",
che ho trovato e non sono riuscito _a colmare, riguarda l'arco di tempo che va dalla fine
del secolo scorso al 1946.
Forse con l'archivio parrocchiale sarebbe possibile colmare alcune di queste lacune.
Di seguito e a complemento di questa parte del capitolo, ho ritenuto opportuno pub-
blicare, perchè curiosamente inerenti, alcuni documenti riguardanti la nomina degli
amministratori comunali, emessi nel periodo della "Restaurazione", quali il giura-
mento di fedeltà al Re, oppure "Istruzioni per l'Uffizio dei Sindaci" emanate nel 1816,
o "Istruzioni per i Segretari Comunali" del 1830.

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Come "Personaggi" individuali, ho cominciato dagli Schiaparelli (quelli con una sola
"P") perchè indubbiamente sono personaggi famosi nell'ambito del Mondo culturale,
scientifico e sociale a livello intemazionale. A proposito della "P", nell'archivio co-
munale ho trovato diversi documenti che riportano questo cognome con ima "P" sola
(il più antico è del 1631). Ritengo quindi, ma questa è una mia opinione, che tutti
avessero nel cognome una sola "P", raddoppiata in seguito per "generosità" dallo
scrivano, come è successo per la "C" di Ricardi (o Ricardo) e la "T" di Ofelia.
Due spezzoni di verbali della Congregazione di Carità suffragano quanto sopra de-
scritto.
Dopo gli Schiaparelli ho citato altri personaggi di cui sono venuto a conoscenza o
perchè mi è stata fornita la documentazione o perchè l'ho rintracciata, arrivando fino
a personaggi dei nostri giorni.
Se pur limitata alle pochissime notizie, ho voluto dedicare una pagina alla "Donna"
relegata in secondo piano fino al 1946.
Ho riportato, fin dove la memoria mi ha aiutato, i soprannomi che sono serviti per
lungo tempo a distinguere le varie famiglie dai nomi e cognomi uguali. Allo stesso
modo ho riportato i nomi di battaglia dei Partigiani Occhieppesi.
La parte più difficile è stata quella riguardante "Le Guerre" delle quali, come spiego
nel "libro", vi sono scarsissime notizie. Ma maggiore difficoltà ho incontrato nel do-
ver scrivere del "Fascismo" in uno spazio di pochissime pagine ed a una maggioran-
za, ormai, di popolazione che da cinquantanni non studia questa parte di Storia, co-
me non studia la seconda Guerra mondiale con la catastrofe dell'armistizio e la "Lot-
ta di Liberazione".
La Liberazione viene nel libro descritta più che altro (e brevemente) come l'inizio di
una nuova epoca ed ho ritenuto opportuno affiancare ad una delibera del Sindaco Ot-
tella emessa nel 1946 sulle "Comandate" le "Istruzioni" emanate nel 1824 sulla stes-
sa materia.
Dopo il 1946 mi limito a riportare i nomi di tutti gli Amministratori comunali fino ad
oggi ed a citare alcuni avvenimenti legati al periodo precedente, quali restituzione
delle campane, Peregrinatio Mariae, alcune opere sociali intraprese dal '46 ad oggi e
chiudere pubblicando una fotografia riguardante una parte di un qualsiasi documen-
to del 1600, perchè il lettore possa e voglia essere benevolo nel suo giudizio.
Per le fotografie mi sono avvalso dello Studio Photo A di Andrea Pezzini. Alcuni fo-
tografie, che riproducono in primo piano una persona, sono stati utilizzate per evi-
denziare alcuni edifici abbattuti o la scomparsa delle fontane di acqua potabile.
Aggiungo che, volutamente, ho scritto pochissime note a pie di pagina, e quelle poche
si riferiscono sempre e solo al capitolo in cui sono poste, per rendere più facile la let-
tura anche a chi in genere legge poco.
Le trascrizioni da testi, documenti ecc. sono scritte in corsivo, riportando gli errori e
gli arcaismi così come sono scritti.

Elio Parlamento

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La Cerchia

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Il nome Cerchia deriva con molta pro- staccata da qualsiasi cordone ombelicale,
babilità dalla cerchia delle mura dell'antico questa piccola collinetta che alle varie
castello. Il tumulo è antecedente non solo al ipotesi sulla sua formazione, come in una

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castello medioevale ma anche al "castrum scatola cinese, aggiungerà un nuovo punto


romano" e, sicuramente alla nascita di
Occhieppo Inferiore come paese e come
toponimo.
La Cerchia, anche se non suscita interesse
di particolare rilevanza da parte di storici e
studiosi, rappresenta pur sempre un
fenomeno piuttosto raro. In mezzo ad una
spianata che va dalla riva sinistra del
torrente Elvo alla riva destra del torrente
Cervo, leggermente ed uniformemente
degradante fino a Salussola ed oltre, sorge
interrogativo in relazione alla scoperta di un matrona indica che tale luogo godeva di una
reperto romano avvenuta durante certa importanza. Inoltre, secondo la
l'abbattimento di una torre, ultimo residuo leggenda, se questo fu luogo di tortura ma
del castello che darà la stura alla fantasia anche di giustizia dovrà di certo aver
sulla sua utilità fino a dare origine al marcato, insieme al ricordo, alla soggezione
toponimo. e al timore, anche il senso della giustizia e
Al di là della leggenda e della storia però la del diritto.
Cerchia, per gli occhieppesi, è qualcosa di Quando in seguito sulle rovine del "ca-
più di un fenomeno geologico. Il fatto stesso strum" che probabilmente contribuiro-
che il cippo sia stato dedicato ad una dea

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no a dar forma all'attuale "mucchio di di sepoltura fintanto che le leggi non lo
terra", sorse il castello medioevale, per vietarono.
quei nostri progenitori diventò sia luogo Il palazzetto, dopo esser pervenuto in
di timori reverenziali verso la signoria, proprietà del dottor Bruno Fedele e la-
sia rifugio durante le scorribande e le sciato alla morte di questi all'Ospedale
guerriglie. Maggiore di Torino, venne acquistato
Forse il pozzo, esistente fino a pochi dal senatore Ernesto Schiaparelli e da lui
anni fa sul piazzale in alto a sinistra donato all'opera parrocchiale che ne fece
della scalinata, che scendendo nelle la sede del Circolo Fides.
cantine serviva ad alimentare il palaz- L'importanza di tale Circolo fu notevole:
zetto fatto costruire dal conte Ferraris, e esso fu punto di riferimento per tutti i
che diede la stura alla fantasia popolare giovani del paese allora ancorati alla vita
sull'esistenza di una galleria di co- di Occhieppo. Fu luogo di formazione
municazione con il castello di Gagliani- culturale e spirituale e luogo di ritrovo
co, garantiva proprio la sopravvivenza per i ragazzi che si divertivano a giocare
durante gli assedi. "cri cri", un gioco così banale che è
In seguito sulle rovine del castello sorse quasi impossibile descriverlo. Forse era
la Chiesa parrocchiale, ricetto spiri- semplicemente gioiosa voglia di correre
e gridare come lo era lo scendere a
tuale, compagna onnipresente degli av-
cavalcioni della ringhiera della rampa
venimenti del ciclo vitale e anche luogo
più lunga della scalinata.
La scalinata fu costruita nel 1849 con 72
gradini e fu rifatta nell'agosto 1978; oggi
conta 71 gradini interrotti da un pia-
nerottolo sul quale si affaccia l'ingresso
all'orto della casa Parrocchiale, possibile
perimetro del fossato che circondava il
vecchio castello.
La Cerchia fu il palcoscenico sul quale,
--sè^jS^èsÈtS-' in qualità di primi attori o di comparse,
recitarono tutti gli occhieppesi. Fu anche
scenario di furtivi ed innocenti sguardi
anticipatori di una futura unione
familiare, scambiati all'uscita dalla
messa o dal vespro, prima che la gente
potesse dire "as parlu" = si parlano
(amoreggiano).
È per questo insieme di motivi che si ri-
tiene che la Cerchia con la sua struttura,
il suo mistero, la sua leggenda, la sua
storia, i suoi ricordi meriti di essere po-
sta come collocazione e come importan-
Il pozzo com 'era, oggi demolito. za all'inizio di questo lavoro di ricerca.

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La scalinata

Nell'archivio comunale esiste un fasci- alla casa parrocchiale n.d.r.). // suolo della
colo contenente: ordinati, perizie, recla- strada in discorso è munito di un logoro
mi, ricorsi ecc. riguardanti la sistema- selciato, per il quale riesce malagevole il
zione di alcune strade, fra le quali vi so- passo. Ed infine dal piede della rampa della
no le tre strade che "ascendono" alla Strada preindicata camminando lungo la
chiesa parrocchiale. strada del Cantone della Villa per la fuga di
Si riporta un brano del "PARERE" dato metri 89, s'incontra la strada che dà anche
dal Genio Civile [...] "tmsfertomi, io sot- alla Chiesa parrochiale posta a pien merig-
toscritto Aiutante del Genio Civile, nel luo- gio, la quale è formata a guisa di gradinata
go di Occhieppo Inferiore nel giorno 16 cor- di una elevazione rapidissima.... li di cui
rente, e fattomi ad esaminare attentamente gradini sono costituiti di ciotoloni al loro
la località delle tre strade di cui proponesi spigolo irregolarmente posti, li quali reggono
dal Municipio del luogo la loro sistemazio- le ineguali pedate in terra con alcuni mimiti
ne, e principiando dalla prima la quale vie- di selciato mal disposto, e senza verini
ne denominata della Cerca (l'attuale strada ritegno nella sponda della gradinata all'ovest,
carrozzabile n.d.r.) posta a settentrione in in qualche parte pericolosa, in modo che il
rapida ascesa, ha origine presso al Giardino passo sulla gradinata in discorso riesce
Miglietti e termina al piazzale avanti la difficile se di giorno, ed un rompicollo se di
Chiesa parrochiale, il di cui suolo in terra notte. [...] Passando ora a ragionare [...] dirò,
naturale trovasi irregolarmente disposto che la Strada Comunale carozzabile
con moltissime depressioni, e li muri di so- freguentata dagli abitanti del Cantone di
stegno che reggono la strada per una parte, Mezzo in n° di 650, per la sua classificazio-
ed il terreno superiore per un'altra parte ne deve ogni spesa accorrente intorno alla
trovansi cadenti per la loro vetustà, dove il medesima essere supportata a carico dell'E-
passo sulla detta strada trovasi impraticabile rario Comunale [...]; e per altra parte la
in tempo di pioggia e nell'invernale sta- Strada denominata della Cerca frequentata
gione. E dall'origine della strada predetta dal Cantone Superiore di 450 abitanti es-
percorrendo quella che mette nella piazzetta sendo un semplice scorciatolo privatamente
avanti la Casa Comunale per la fuga di me- costrutto viene considerato come strada pri-
tri 65, s'incontra la Strada Comunale ca- vata gravata di servitù pubblica. [...] Nella
rozzabile diretta alla Chiesa suddetta, la stessa condizione trovasi la strada a mezzo-
quale è situata parte, levante, e parte a notte giorno frequentata dal Cantone della Villa,
della Casa Novaretti, con ascesa meno ripida e dei Cassinali Inferiori, di n° 500 abitanti,
della prima strada e va a terminare al piede deve ragionevolmente la spesa per la rifor-
della gradinata laterale alla Chiesa ma di queste strade dovrebbe anche essere
parrochiale a sud (la gradinata che porta supportata a carico dell'Erario Comunale."

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