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Amo il gatto perch contiene un'eleganza consapevole Un modo non ostentato di dimostrare affetto Un pericoloso gioco di gambe Movimenti

lenti e silenziosi Scene al rallentatore Il gatto sa quando sparire Si addormenta sul tuo orgoglio Il cane cerca il suo padrone Il padrone cerca il suo gatto.

I love the cat because it contains a conscious elegance A manner not show-off To show its affection A dangerous game's legs Slow and quiet movements Slow-motion scenes The cat knows when to vanish Falls asleep on your pride The dog seeks its owner The owner seeks its cat.

Ascolto i tuoi sguardi silenti Che cantano versi segreti, Assaggio le dolci parole Tra il bianco candore dei denti Ti cerco con dolci parole Ti sfioro con caldi pensieri, La mia penna tocca leggera La tua pelle odorosa di viole Di notte sei la mia regina Che dorme sul morbido letto, Di notte sei il dolce segreto Che abbraccia caldo il mio petto

Autodipinto Turgide, Assolate guance zuccherine Sotto la lenta frescura Degli occhi Mostrano curve di seni accennati Agili gambe del mento Scostano vesti leggere E mostrano a tratti Lumida bocca Fisso con chiodi davorio Questo miele che scende Sulla mia Immobile tela.

Dipinto

Sboccia in silenzio un sorriso Sull'ingenua bocca di marmo In silenzio accarezza lo sguardo Quel sogno da sempre sognato S'adagia il velo del sonno Sugli occhi e sul morbido seno Leggera scrive la penna Quel corpo dal vento baciato Danza sicura la Danza Su quel corpo da sempre danzato Danza su terra bagnata E su quel sogno da sempre sognato

Dolci occhi di miele


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Come un fragile fiore resisti (chi resiste a chi? La ragazza a chi si rivolge la poesia resiste al poeta?). Al sussurro di un candido vento Fai sogni (= sogni? Oppure = mi fai sognare?) in dolce silenzio. Ti vesto di calde parole E abbraccio il tuo caldo tremore Danza sui dolci pensieri Mentre bacio il tuo fiore segreto. La notte la nostra compagna La luna il tuo morbido seno In silenzio assaggio il tuo sguardo Mentre dormi nuda nel mio.
LA PAROLA RESISTI NON E RIFERITA AL POETA CHE SCRIVE LA POESIA,MA E UNIMMAGINE DEL FIORE CHE RESISTE AL MONDO,CON IL VENTO,LA PIOGGIA E A TUTTE LE COSE DURE CHE AGISCONO SU UNANIMA-FIORE FRAGILE.MA IL FIORE FRAGILE COME PER MIRACOLO RESISTE. E UNA SPECIE DI CONTRADDIZIONE,PERCHE UNA COSA FRAGILE NON E COSI FORTE PER RESISTERE.EPPURE RESISTE. A VOLTE
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LE ANIME CHE SEMBRANO FRAGILI HANNO UNA FORZA NASCOSTA.SPESSO NELLA DONNA RISIEDE UNA FORZA GRANDISSIMA.IN QUESTO CASO LA FORZA DELLA DONNA E LA CAPACITA DI DIFENDERE E MANTENERE LA PROPRIA DELICATA ESSENZA,LA PROPRIA FEMMINILITA,CHE E COSI DIFFICILE DA DIFENDERE IN U MONDO CHE CERCA DI UCCIDERLA,PROPRIO COME IL VENTO E LAPIOGGIA CERCA DI STRAPPARE UN FRAGILE FIORE DALLA TERRA.PER ME LA DONNA HA SEMPRE QUALCOSA DI MIRACOLOSO E SACRO DENTRO DI SE.E LA BELLEZZA DI UNA DONNA E

SEMPREFRUTTO DI UNA CONTRADDIZIONE,PERCHE E SACRA ,HA UNESSENZA SUPERIORE ED INTOCCABILE,MA E ANCHE FONTE DI PIACERE EROTICO E CARNALE.QUINDI LATTRAZIONE PER UNA DONNA E SEMPRE QUALCOSA DI SACRO,PURO,MA ANCHE DI PROFANO,PECCAMINOSO.E QUESTO LO PENSAVANO ANCHE I PRIMI POETI AMOROSI COME DANTE FAI SOGNI NON E INTESO COME
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MI FAISOGNARE,MA E LA DONNA DELLA POESIA CHE SOGNA.Io,il poeta guardo la donna che sogna e per me e unilluminazione,una visione.

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ISOLA Costruzioni improvvisate convivono con rocce antiche ed erba selvaggia e le strade si adagiano tranquille e modeste tra i fili elettrici che spavaldamente si innalzano non seguendo il senso armonico della valle

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Pane, a pezzi staccato da turgide mani, risatine odiose di fiori di serra, baffi bagnati da vino odoroso. Una penna che scorre e rincorre una frase perdendo terreno. Passato confonde il presente loggi che sfugge coperchio di ieri che bolle, uno schiaffo condisce un sorriso. Ho scoperto una madre, dentro, una figlia, una donna in un guscio. Uno scherzo improvviso e scoppio di risa tra amici Due sguardi si baciano senza labbra nascosti e tutti gli attimi lasciano il tempo venire.

Comincio ad essere stufo della gente.


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Questi esseri puzzolenti ed urlanti che fanno la doccia anche tre volte al giorno, che cacano, mangiano, si riproducono e, di tanto in tanto cercano di darmi sani consigli. Queste bionde qualunque che parlano, parlano e non ascoltano e non si ascoltano e non si accorgono che ieri avevano detto esattamente il contrario (contraddirsi non da tutti, ci vuole classe). Queste figlie di un qualsiasi matrimonio andato a puttane, che reclamano un qualche nido famigliare che non hanno potuto conoscere, poverine, e dal quale cercherebbero di fuggire, sono sicuro.

Queste gattine profumate hanno bisogno di parlare e se parlano della loro triste storia
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ancora meglio. E sono cos convinte di aver superato chiss quale prova, sono cos sicure di s nellaffrontare il mondo. Quasi fanno schifo. Ci sono poi le scoppiatelle, figlie di qualche padre morto mantenute da un qualche patrigno straniero che si scopa la madre che le manda i soldi mentre loro fumano nellintervallo delle lezioni estive allestero e si fanno sbattere da qualcuno, possibilmente straniero e la Domenica girano per le strade con vestiti colorati e poi sorridono senza motivo e poi si annoiano e si mettono orecchini sul naso sulla bocca e sulla lingua. Queste bimbe, fra ventanni con qualche matrimonio sulle spalle con qualche figlio
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o in un manicomio o sottoterra o da qualche parte. A piangere.

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ATTENZIONE AI DETTAGLI - Sei mai stato a Berlino? - No. - Io sono tornato ieri. Ho preso un volo economico, con venti euro vai e torni. Incredibile, oggi con venti euro vai e torni da Berlino, ma se vuoi
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andare da Roma a Milano o da Roma a Palermo ci vogliono pi di cento euro. Anche se non devi fare niente a Berlino conviene andarci. Oggi le persone viaggiano solo perch costa poco, non perch amano viaggiare. Poi arrivati sul posto non sanno che cazzo fare. Oggi il motivo per viaggiare lo decide lo Stato, in collaborazione con le agenzie turistiche. E unentrata economica, come i francobolli e la benzina. La cosa importante convincere la gente che vale la pena viaggiare e ci riescono bene abbassando i prezzi. La gente abituata a fare spesa nei supermercati dove si risparmia sceglie sempre il viaggio che costa meno. Non importa per dove. - E tu che sei andato a fare a Berlino? - Io avevo un motivo. Non centra il prezzo del biglietto. Sono andato trovare unamica. - Ah.. - Lei mi ha ospitato. Io non vado negli alberghi. Ospito e sono ospitato. Come un buon antico romano. - Gli antichi romani non andavano negli alberghi? - Gli antichi romani ci mandavano i cavalli, negli alberghi. Tu dove hai fatto lultimo viaggio? A Praga o Parigi tutto compreso dal Gioved alla Domenica? Hai visto la Tour Eiffel? Hai visto gli artisti disegnare a Montmatre? E il cimitero? Hai mangiato la baquette? Sei unottima entrata per lo Stato. Giacomo non era mai stato a Parigi e neanche a Praga, ma lo lasciava parlare. Gli piaceva vederlo parlare mentre si accendeva sigarette. Scorreva come un personaggio di una storia e non vedeva lora di parlarne agli amici. E poi voleva scrivere un racconto su di lui. Non aveva un foglio su cui prendere appunti, quindi fissava ogni gesto ed ogni parola nella mente ed era nervoso perch sapeva che sicuramente qualche cosa gli sarebbe sfuggito. - Berlino una citt tutta uguale. Continu il tipo sicuro. Nel tragitto dallaeroporto al centro della citt non si percepisce la differenza tra periferia e centro. Ha mantenuto luguaglianza delle citt bombardate, che si somigliano tutte. In centro si nota ancora la differenza tra est ed ovest, ma questa differenza comincia a svanire. Anche le persone cominciano a confondersi, tedeschi dellest ormai vanno in giro ostentando il marchio Mercedes e la puntualit, e quando vengono in Italia vanno a caccia di macchine parcheggiate in doppia fila e non vedono lora che un autobus sia in ritardo per poter dire che in Germania questo non succede. Tutto ci per sentirsi tedeschi. E questo a molti tedeschi non va gi. - Perch?
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- Perch gettare fango sugli altri per sentirsi pi puliti una comodit che si tengono stretta. Berlino una citt che si sviluppa in orizzontale, in tutti i sensi. - Che significa? - Devi vederla per capirlo. E una citt che non ha pi ferite sanguinanti, ma ha maestose cicatrici in esposizione. Questa frase Giacomo se la fiss bene in mente. Gli sembrava secca e geniale. Avrebbe voluto esser stato lui a dirla, ma gli toccava citarla. - Di ogni viaggio mi piace il viaggio in s. Continu il tipo. Non mi interessa il punto di arrivo. Ma questo concetto arcinoto. La letteratura di viaggio ci ha fatto i miliardi. Di euro. Anche questa a Giacomo sembr una frase da non dimenticare, anche se non aveva la forza della precedente. - Le donne tedesche si dice siano fredde. Ma non vero. E laspetto esteriore che freddo, ma pi che freddo attento. - Cio? - Cio ci tengono a trasmettere un atteggiamento attento alle regole. I tedeschi ci tengono a rappresentarsi in modo impeccabile. E le donne tedesche nascondono la propria femminilit dietro questa regola. - Hai conosciuto molte tedesche? - Abbastanza per parlarne. Questo sembr vero a Giacomo. Si vedeva da come si accendeva le sigarette e da come si guardava intorno. - Ho fatto un incontro interessante mentre aspettavo il volo disse, mentre si accendeva unaltra sigaretta. - Il volo era in ritardo, questo capita spesso quando prendi voli economici. Con venti euro che cosa vuoi? Una ragazza italiana. Aveva pi di trentanni e guardava insieme a me lannuncio del ritardo. In questi casi un commento sulla situazione un modo fin troppo facile per iniziare la conversazione. Ma lei era intorno gi da un po. Le donne sono imbattibili nel far sembrare casuale il premeditato. Io lavevo vista che andava avanti ed indietro. Lho lasciata fare. Meglio non forzare troppo gli eventi. Se una cosa deve accadere accade, soprattutto con le donne. Noi dobbiamo solo facilitare il processo, non ostacolarlo. - Cio dobbiamo essere passivi? - No. Non hai capito. Ho detto che dobbiamo facilitare il processo, ma senza comprometterlo con un comportamento troppo frontale o invadente. - Dobbiamo assecondare le donne qualsiasi cosa dicano, quindi.
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- Continui a non capire. Se assecondi una donna, ti dimentica mentre ci stai parlando. Giacomo questa volta non capiva sul serio e pens che fosse meglio non fare pi domande. - Questa ragazza era medico e lavorava in Germania. Era del sud e si sentiva dalla pronuncia e dagli occhi svegli. Io le ho fatto subito notare che si vedeva, che veniva dal sud. Per via dei suoi occhi, non per laccento. - E perch? Chiese Giacomo. - Perch le persone del sud Italia si dividono in due categorie, quelle che ostentano il dialetto e quelle che cercano di nascondere anche il pi minimo accento che riveli la loro appartenenza. Lei apparteneva alla seconda categoria. - E come facevi a saperlo? - Sono cose che si sentono. E poi lavorava in Germania. Comunque appena detto questo lei diventata pi dolce, confidenziale. Aveva ridotto la distanza tra me e lei, quando parlava, e mi guardava dritto negli occhi, con un sorriso appena accennato. La discussione tra noi ormai aveva preso il ritmo, senza pericolo di silenzi imbarazzanti e stupidi. - Beh, lhai stupita, se vuoi conquistare una donna devi stupirla, no? Giacomo aveva calibrato bene lintervento stavolta. - Anche se vuoi conquistare la Fortuna devi stupirla, no? - Certo. Rispose Giacomo, anche se non aveva capito. - Allora domani va a giocare ai cavalli, e stupisci la Fortuna giocando tutto quello che hai sul cavallo meno favorito. Secondo quello che dici dovresti vincere sicuramente. - Che centra? Le donne non sono mica cavalli! - Non ho detto questo, ma sono simili alla Fortuna, in pi possono mostrarsi stupite mentre stanno pensando completamente ad altro. Quindi non puntare sulle donne se vuoi stupirle. E se giochi ai cavalli sta attento. Giacomo doveva andare in bagno, ma non voleva interrompere la conversazione. - Durante il volo la ragazza era seduta accanto me. - Sei stato fortunato, te la sei trovata proprio vicino. - Nei voli a basso costo i posti non sono numerati. Ti siedi dove trovi il posto, come sullautobus. Comunque, mi ha raccontato molte cose sulla sua esperienza in Germania, sulle sue esperienze con uomini tedeschi, sul suo debole per uomini che ballano latino americano, sulla sua storia con un
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medico e sulla relazione che manteneva in Italia con il suo ex, sul fatto che cercava qualcosa nelle sue esperienze con gli uomini. - Una ragazza che avevi conosciuto unora prima ti ha fatto tutte queste confidenze? - Certo. Le donne qualche volta si divertono a provocare, per il solo gusto di vedere la reazione degli uomini. - E tu come hai reagito? - Non ho reagito. Non mi mostravo stupefatto. Pi andava avanti nei particolari e pi io tenevo un comportamento normale. E lei andava avanti, sempre pi nei particolari delle sue esperienze. - E tu? - Io le raccontavo i particolari delle mie. Lei sorrideva ad ogni mia battuta, anche stupida, mi toccava il braccio quando doveva sottolineare qualcosa di molto segreto, o quando rideva a qualche mia osservazione che aveva doppi sensi. - Il contatto un segnale di apertura e di disponibilit, giusto? Osserv Giacomo. - Si, nei manuali di psicologia femminile spicciola scritti da uomini. Quei libri sono scritti da persone che non hanno conosciuto molte donne. La psicologia femminile non funziona con formule matematiche. Questa volta Giacomo era daccordo. E aveva capito bene cosa intendeva. Doveva ancora andare al bagno ma tratteneva. - Eravamo quasi arrivati a Berlino. Lei aspettava che io le chiedessi il suo numero di telefono. - Hai detto che il comportamento delle donne non si riduce ad una formula matematica, come fai a dire questo? - Proprio perch non una formula matematica. Lei se lo aspettava. - Quindi cosa hai fatto? - Non le ho chiesto il numero di telefono, ma le ho dato il mio. - Cos lei ti ha richiamato, giusto? - Certo che no. Vedo che continui a non capire. A questo punto il tizio si alz e and al bagno.

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Bella si svegli

Bella si svegli. Lo afferr da dietro e la sua gamba lo avvinghi calda e decisa. Erano ancora a letto, senza voglia di fare niente e con lalito cattivo. Lui sent il suo alito profondo dietro il collo. Era sveglio ma non aveva voglia di aprire gli occhi. Mmmh.. disse Bella, stringendosi come una gattina. Lui era ancora impassibile. Dai, ciccino.. Non mi chiamare cos rispose lui. Odiava quando lo chiamava in quel modo. Perch? Perch non mi piace A te non piace niente! Ogni tanto una parola dolce fa piacere. Una donna ha bisogno di una parola dolce,ogni tanto!
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Quella non una parola dolce E che parola sarebbe? Una parola stronza Lho sempre detto che sei un animale. Non mi dici mai niente di carino. Non parli mai! Trovatene uno che parla Che vorresti dire? Solo quello che ho detto. E poi alle parole carine ci si fa labitudine, prima o poi Non vero, io me le ricordo, le cose carine! Dipende da chi te le dice Lo so, ma io sto con te, e me le dovresti dire te, le cose carine. Ed io me le ricorderei, visto che non me le dici mai! Ci faresti labitudine Mi stai sul cazzo quando fai cos! La verit che non ti mai importato niente! Ma che ci stai a fare con me? Non lo so Vaffanculo Bella scese dal letto per andare in bagno. Era nuda. Lui si gir e cominci a guardare il soffitto. La sola cosa che vogliono le donne sono i cazzi pens. Per il cazzo farebbero volentieri a meno delle parole carine. Era convinto. E un giorno le avrebbe detto chiaramente ci che pensava. Doveva farlo. Intanto lei era seduta sulla tazza. Lui si concentr sul sibilo del getto durina. Aveva la vescica piena. Poi lo zampillo si infranse nellacqua con rumore stridulo, caldo. Ancora passi svelti. Piedi nudi sul pavimento scricchiolante. La coperta che si alza. Il suo peso sul letto e Bella era di nuovo accanto a lui. Ancora pi vera, pi pericolosa. Bella gli mostrava la schiena pi bella del mondo, in silenzio. La sua mano le avvolse i fianchi e scivol gi, sulle gambe, su quel culo liscio. Non mi rompere disse lei togliendo la sua mano. Lui torn ancora sulle gambe, stavolta pi deciso. Lo strinse forte, quel maledetto capolavoro. Aveva avuto sempre un debole per le sue gambe. Diritte, turgide come due cazzi eccitati. Polpacci violenti come quelli di un puledro.
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Che gambe.. gli riusc di dire, mentre gli diventava sempre pi duro. Lei sorrise. Si volt ed afferr quellarnese enorme. Sapeva che era duro per lei. Lui mont su di lei impazzito e le piazz quel suo enorme coso impazzito tra le sue cosce. Era fradicia di un olio bollente. Spinse forte, fino in fondo. Avrebbe spinto fino alla morte. Sent la sua mano sui capelli, mentre ansimava stupendamente. Si sent un uomo felice. Era in trappola.

E'cos che nascono i racconti Alle due e trenta di notte, sul G.R.A. la mia macchina cominciava a fare quella tipica cosa che fanno tutte le macchine quando finisce la benzina. Si fermano. Comincia a rallentare non costantemente, ma a singhiozzi. Lascia capire molto lentamente che stai rimnendo a piedi. Io lo sapevo, era forse la ventesima volta che mi capitava,ed ogni volta sembrava ne andassi fiero. Questa volta in particolare sembrava un segno del destino, un motivo di distinzione, una di quelle cose che capitano solo ad un genio o ad un idiota. Ed io ovviamente appartengo alla prima specie. Se avessi messo benzina prima di partire non sarei rimasto a piedi, ma sicuramente sarei stato un po meno genio. Non lo faccio di proposito, questo sicuro, anche perch sarebbe troppo facile diventare un genio: basterebbe non mettere benzina. Uno che non mette benzina appositamente per diventare genio appartiene automaticamente alla seconda specie, quella degli idioti. Quella a cui non appartengo io, naturalmente. O magari potrebbe essere uno della prima specie che finge di appartenere alla seconda,
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visto che la finzione un chiaro segno di genialit. Ma io non fingo. Neanche quando fingo. I miei ragionamenti da scrittore a corto di ispirazione comunque non cambiavano la situazione. Parcheggiata la macchina non dovevo far altro che prendere il recipiente che porto sempre con me ed avviarmi. Verso il nulla. Guardai i cartelli:DIREZIONE LAURENTINA/CECCHIGNOLA CITTA'MILITARE. Bene. Sapevo dove mi trovavo, ora. E non era poco. Avevo fatto si e no una quarantina di passi e potevano essere passati due minuti o due ore. Mi voltai, guardai la mia macchina abbandonata. Era ancora incredibilmente troppo vicina. Meglio non voltarsi. Davanti a me non avevo notato un tipo che aveva accostato con la propria macchina,aveva messo le luci di emergenza e ora faceva lentamente retro marcia. Veniva proprio verso di me. Ebbi un'immagine chiara a quel punto:una pistola puntata ed io che cascavo per terra. "UCCISO RAGAZZO SUL GRANDE RACCORDO ANULARE,ALTEZZA LAURENTINA. SCRITTORE ESORDIENTE". Una degna morte per un artista,non ricordo nessuno morto in questo modo. E l'artista deve anche saper morire,altrimenti vissuto per nulla. Le mie poesie sarebbero andate a ruba, i miei racconti letti nelle universit,tutti avrebbero studiato i miei scritti, e ci avrebbero trovato cose dentro che io non mi ero mai sognato di metterci. Si. Indubbiamente era un ottimo modo per morire. Forse il migliore, seguito dalla morte assurda in un cesso di una stazione qualunque ucciso da un nonso-chi, e dalla sempre ottima scomparsa nel nulla, che lascia spazio a supposizioni, avvistamenti presunti e cos via. La macchina era ormai vicino a me. Il finestrino era aperto. Mi voltai, ma invece di una pistola mi trovai di fronte un idiota che voleva darmi un passaggio. Mi aveva stroncato la carriera. Ma in fondo non era colpa sua. Aveva una bella macchina,il tipo. Una mercedes monovolume da ventimila euro e passa.(e passa: e pi) A me non piace quella vettura, a dire la verit, ma era comunque troppo per uno con quella faccia. -Sei rimasto a piedi,eh? Ti vedevo, l,con quella tanichetta... -Infatti Il solito dialogo tra neo-conosciuti che si sputano addosso luoghi comuni
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mentre ognuno pensa ai fatti propri. La macchina andava,noi parlavamo ma non si vedeva proprio nessun distributore. -Il prossimo a tre km,disse lui. Ti dovrai fare un bel pezzo,al ritorno -Lo so,ma ormai ci sono abituato. Rimango spesso a piedi -Davvero? E come mai? Dio Santo, ma perch avevo accettato il passaggio? Adesso come facevo a raccontare tutta la storia sulla genialit e tutto il resto? Sicuramente non avrebbe capito e oramai eravamo quasi arrivati al benzinaio. -Ho problemi con la spia del carburante. Dissi. Ovvio che non era vero,ma era l'unica cosa da dire. Ci salutammo come due vecchi amici. Gli chiesi anche una sigaretta. Me ne diede due. Il tipo del distributore prese la mia tanica e la riemp di benzina, mentre teneva la sigaretta nella bocca. Io mi feci accendere una delle due che avevo e mi avviai. Avevo un cappotto lungo nero. Appena sulla strada ecco una macchina della polizia che mi viene incontro. - E'sua la Ford bianca ferma? - Si, sono rimasto senza benzina Se ne andarono subito,senza salutare. Ero ormai sulla strada. Una mano in tasca e l'altra che teneva la tanica. Che fare per i prossimi tre km? Si, certo, camminare, ma poi? Camminare un movimento semplice, che ognuno capace di gestire. Voglio dire che ognuno(o quasi) ha un controllo completo sul movimento fisico. Basta muovere i piedi. Ma come la mettiamo con il pensiero? C' qualcuno che ha il pieno controllo sul pensiero? Se esiste,vorrei conoscerlo. Il pensiero completamente distaccato dalla volont. E' un'entit indipendente,che trova alloggio nella testa di un povero cristo che ha il pieno controllo sul movimento. Cosa pensare dunque per tre km? Una domanda priva di senso, visto che ,come ho appena detto,non possiamo scegliere di pensare. Che cosa avrei dovuto fare, allora, aspettare che la mia testa cominciasse a pensare? La cosa terribile era proprio quella. Aspettare. Uno che cammina e aspetta. Terribile. Eppure c'erano tante cose a cui potevo pensare,ma non me ne veniva in mente nessuna.
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Potevo sviluppare una delle idee che avevo in mente per un racconto. Qualche giorno prima mi aveva come folgorato, ed avevo deciso che sarebbe diventata un racconto. Bastava solo lavorarci un po sopra,ed ora sembrava il momento buono. Si. Sicuramente l'idea migliore era quella di utilizzare il tempo per pensare ad un racconto. Si, ma perch non riuscivo a pensare? Avevo fatto un tratto di strada troppo breve per voltarmi. Allora forse la cosa migliore era contare i passi. Cominciai. Uno, due, tre, quattro, cinque....al decimo passo gi cominciavo a pensare ad altro. Ma come possibile che non si pu decidere neanche cosa pensare? L'idea per il racconto c'era ancora, non l'avevo dimenticata. Ma ora non riuscivo a lavorarci sopra. Non avevo neanche una penna per appuntarla. Meglio appuntarle le buone idee. Pi sono buone e pi sfuggono. Comunque ero sempre sul G.R.A. Di notte. Quante volte Pasolini aveva fatto quella strada? Molte. Avrei molte cose da domandare, a Pasolini. Cercavo di pensare il pi possibile, ma la strada da fare era ancora tanta, e non avevo nessuna intenzione di voltarmi. Dunque guardavo avanti, le gambe andavano da sole, ma faceva troppo freddo. Appena salito in macchina mi sarei accesa la seconda sigaretta che avevo e me la sarei goduta. Come se niente fosse accaduto. E comunque rimaneva qualche idea da sviluppare per un racconto, ne avevo tante, ma sfuggivano. Era da molto che avevo intenzione di scrivere un racconto su un tizio che mentre andava a lavorare di mattina presto in fabbrica investiva un bambino. Questo tizio non si fermava neanche per vedere se l'aveva ucciso, entrava in fabbrica, timbrava e iniziava a lavorare come sempre,come se nulla fosse accaduto. O forse era meglio se lo investiva al ritorno, dopo otto ore di un primo turno. O forse l'idea non funzionava. Per niente. Cominciavo a vedere la mia macchina. Pirandello non mai rimasto senza benzina. Eppure capirebbe di cosa sto parlando. Dovrebbe essere vietato nelle scuole, Pirandello. Andrebbe cercato, e non proposto. Per chi non ha mai provato la tragedia del vedersi vivere Luigi Pirandello solo uno che spara parole difficili. Erano ormai dieci anni che mi guardavo vivere. E la mia vita era qualcosa su cui camminavo con qualcosa in mano,mentre mi lasciavo alle spalle qualcosaltro che non osavo guardare, e con qualcosa da raggiungere, che non riuscivo a vedere.
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Arrivai alla macchina. Svuotai la benzina nel serbatoio. Salii in macchina e partii di nuovo. Guardai l'orologio:erano passati quarantacinque minuti. Non c'era tempo per piangersi addosso. Avevo voglia di scrivere, e sarebbe stato un gran racconto. Uno dei migliori. Accesi la sigaretta e guidai verso casa.

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