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Corso sugli Impianti Solari Fotovoltaici

Modulo 2: I moduli fotovoltaici

Relatore: Dott. Ing. Raffoni Alex


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La fisica del processo fotovoltaico


La conversione diretta dell'energia solare in energia elettrica, realizzata con la cella fotovoltaica, utilizza il fenomeno fisico dell'interazione della radiazione luminosa con gli elettroni di valenza nei materiali semiconduttori, denominato effetto fotovoltaico. Qualunque sia il materiale impiegato, il meccanismo con cui la cella trasforma la luce solare in energia elettrica essenzialmente lo stesso. Consideriamo per semplicit il caso di una convenzionale cella fotovoltaica di silicio cristallino.

La fisica del processo fotovoltaico


Una cella fotovoltaica sostanzialmente un diodo di grande dimensione. In un diodo il passaggio della corrente ostacolato in una direzione e facilitato in quella opposta. Questo risultato ottenuto grazie alla presenza nel diodo stesso di un campo elettrico fisso, dovuto al fatto che il diodo composto da due semiconduttori di materiale diverso. Questo campo elettrico spinge le cariche di un segno ad attraversare il diodo e respinge le cariche di segno opposto.

La fisica del processo fotovoltaico


Si osservato che possibile esaltare la capacit di conduzione dei semiconduttori introducendo nel cristallo base delle tracce di altri elementi, ottenendo i cosiddetti semiconduttori drogati, ovvero si inseriscono nella struttura cristallina delle impurit. Degli atomi si silicio vengono sostituiti con atomi del V gruppo della tavola degli elementi (in genere Arsenico: As) detti donatori o con degli atomi del III gruppo (in genere Alluminio: Al) detti accettori.

La fisica del processo fotovoltaico


Nel primo caso si introduce nellorbita pi esterna un elettrone in pi di quelli necessari per chiudere lorbita stessa. Questo elettrone risulta debolmente legato (frazione di elettronVolt) e quindi ha bisogno di una modesta energia per saltare in banda di conduzione. Materiali con questo tipo di conducibilit (dovuta prevalentemente a cariche negative) sono detti di tipo n. Nel secondo caso si aumenta invece la concentrazione di lacune. Materiali con questo tipo di conducibilit (dovuta prevalentemente a cariche positive) sono detti di tipo p.

La fisica del processo fotovoltaico

La fisica del processo fotovoltaico


Ora pensiamo di drogare le due facce di un sottile monocristallo di silicio con elementi di valenza 3 e 5, come larsenico e lalluminio. Nella parte che stata drogata con lelemento donatore, si former una zona detta di tipo n, nella quale ci sar un eccesso di elettroni liberi, mentre nella parte drogata con lelemento accettore, detta zona di tipo p, ci sar cio un eccesso di lacune libere. Elettroni e lacune interagiranno tra loro nella zona di giunzione, in parte si neutralizzeranno, cos da creare nella zona di contiguit due accumuli di cariche di segno opposto.

La fisica del processo fotovoltaico

La fisica del processo fotovoltaico


Questo campo situato il pi vicino possibile alla regione del dispositivo che assorbe la luce. I fotoni quando colpiscono un semiconduttore della cella fotovoltaica possono venirne riflessi, attraversarla o esserne assorbiti. Questi ultimi sono quelli potenzialmente utili. Infatti un fotone assorbito pu produrre calore urtando il materiale semiconduttore oppure, se possiede abbastanza energia, pu strappare un elettrone da uno stato legato ed elevarlo ad uno libero nella banda di conduzione del materiale. Quindi si pu dire che la luce che viene assorbita da un semiconduttore produce due portatori di carica liberi: lelettrone nella banda di conduzione, e la buca nella banda di valenza.
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La fisica del processo fotovoltaico


La conversione da luce a energia elettrica effettuata dalla cella fotovoltaica avviene essenzialmente perch i portatori di carica liberi, generati dalla luce, sono spinti in direzione opposta dal campo elettrico incorporato. Una volta attraversato il campo gli elettroni liberi non tornano pi indietro perch il campo stesso gli impedisce di invertire la marcia.

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La fisica del processo fotovoltaico


Quindi quando la luce incide sulla cella fotovoltaica le cariche positive e quelle negative sono spinte le une verso la parte superiore, le altre verso quella inferiore della cella, a seconda del tipo di cella. Se la parte superiore e quella inferiore vengono collegate da un conduttore, le cariche libere lo attraversano, ed possibile cos osservare una corrente elettrica. Fino a quando la cella rimarr esposta alla luce, lelettricit fluir con regolarit sotto forma di corrente continua.

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La fisica del processo fotovoltaico

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La fisica del processo fotovoltaico

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Le celle fotovoltaiche
Celle in silicio monocristallino

Celle in silicio policristallino

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La produzione delle celle fotovoltaiche


I processi di produzione delle celle fotovoltaiche sono diversi a seconda del tipo di cella che si intende realizzare. Le differenze maggiori si hanno nella formazione della fetta di silicio, denominata wafer, che la struttura principale sulla quale verranno eseguiti diversi trattamenti, specialmente di natura chimica, che porteranno alla creazione della vera e propria cella.

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Produzione del silicio Wafer di silicio monocristallino


Il wafer di monocristallo si produce con il metodo Czochralsky , basato sulla cristallizzazione di un seme di materiale molto puro, che viene immerso nel silicio liquido e quindi estratto e raffreddato lentamente per ottenere un lingotto di monocristallo, che avr forma cilindrica (da 13 a 30 cm di diametro e 200 cm di lunghezza). Questo verr drogato P mediante laggiunta di boro. I lingotti vengono quindi affettati in wafer aventi uno spessore compreso tra i 250 e i 350 micrometri.

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Produzione del silicio Wafer di silicio policristallino


Il wafer di multicristallo si origina invece dalla fusione e successiva ricristallizzazione del silicio di scarto dellindustria elettronica (scraps di silicio). Da questa fusione si ottiene un pane che viene tagliato verticalmente in lingotti con forma di parallelepipedo. Un successivo taglio orizzontale porta alla creazione di fette aventi uno spessore simile a quello delle celle di monocristallo (250 - 350 micrometri). Rispetto al monocristallo, il wafer di multicristallo consente efficienze comunque interessanti a costi inferiori.

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Produzione del silicio amorfo


Le celle amorfe vengono prodotte mediante spruzzamento catodico di atomi di silicio su una piastra di vetro. Nel confronto con gli altri due tipi, le celle amorfe hanno il rendimento pi basso ma anche caratteristiche di versatilit e adattabilit maggiori soprattutto nei confronti delle radiazioni solari diffuse (cielo coperto, ecc.). Tale processo produttivo comporta anche una maggior versatilit di impiego, ad esempio lincollaggio di tali pannelli su lastre di lamiera grecata per coperture prefabbricate.

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Dal wafer alla cella


Perch il wafer diventi una vera e propria cella fotovoltaica, occorre (sia per il mono che per il multicristallo) necessario:
pulirlo mediante un attacco in soda ; introdurre nel materiale atomi di fosforo ( il drogaggio di tipo

N), affinch si realizzi la giunzione p-n . Questo avviene facendo passare lentamente le fette allinterno di un forno, che diffonde nel materiale acido ortofosforico, contenente appunto gli atomi di fosforo desiderati ;

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Dal wafer alla cella


dopo aver applicato un sottile strato di antiriflesso (biossido di

titanio, TiO2), si realizzano, per serigrafia o elettrodeposizione, i contatti elettrici anteriori (una griglia metallica che raccoglier le cariche elettriche) e posteriori (una superficie continua, sempre metallica) ; a questo punto la cella viene testata mediante una simulazione delle condizioni standard di insolazione (1000 W/mq a 25C con spettro AM1,5), per poterla classificare e quindi raggruppare insieme a celle aventi analoghe caratteristiche elettriche. Questo passaggio molto importante per evitare di realizzare dei moduli con celle molto diverse tra di loro, che porterebbero ad una drastica riduzione delle prestazioni del modulo fotovoltaico.

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Caratteristiche delle celle


In generale la caratteristica di una cella fotovoltaica funzione di tre variabili fondamentali: intensit della radiazione solare, temperatura e area della cella. L'intensit della radiazione solare non ha un effetto significativo sul valore della tensione a vuoto; viceversa l'intensit della corrente di corto circuito varia in modo proporzionale al variare dell'intensit dell'irraggiamento, crescendo al crescere di questo. La temperatura non ha un effetto significativo sul valore della corrente di corto circuito; al contrario, esiste una relazione di proporzionalit tra questa e la tensione a vuoto, diminuendo la tensione al crescere della temperatura. L'area della cella non ha alcun effetto sul valore della tensione; viceversa esiste una diretta proporzionalit tra questa e la corrente disponibile.
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Caratteristiche I/V della cella FV

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DIFFUSIONE

RADIAZIONE DIRETTA

RADIAZIONE DIFFUSA

RADIAZIONE RIFLESSA
SUOLO

SUPERFICIE CONSIDERATA

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Diagramma delle posizioni del sole

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Radianza giornaliera media in funzione dellinclinazione della superficie in inverno, estate e come media annuale 31

Confronto fra vari moduli


CIS
Si mono Rendimento cella 14-17% Si multi 12-14% < rendimento Si amorfo 4-6% singolo 7-10% tandem costo < < necessit di materiale ed energia nella fabbricazione GaAs (Areseniuro di Gallio) 32,5% (lab.) CdTe (Tellurio di Cadmio) 10% (Film Sottile) 12%

costo < Alto rendimento stabile tecnologia affidabile

Vantaggi

fabbricazione pi semplice miglior occupazione dello spazio

buon rendimentocon basso irragiamento


flessibile

Alta resistenza alle alte temperature (ok per i concentratori)

Basso costo

Molto stabile

Costo

Complessit Sensibilit alle impurita

Basso rendimento Degrado iniziale

Tossicit Disponibilit del materiale

Tossicit Disponibilit del materiale Tossicit (Cd)

Svantaggi

Quantit di materiale necessaria alla fabbricazione Complessit

Stabilit negli anni

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Assemblaggio dei moduli


Moduli oggi molto comuni sono costituiti da 36 celle in serie, che permettono laccoppiamento con gli accumulatori da 12 Vcc nominali. Per ottenere i moduli, le celle vengono collegate e saldate tra loro mediante terminali sui contatti anteriori e posteriori (in sequenza N-P-N-P-N...) in modo da formare le stringhe. Si realizza quindi un sandwich avente come parte centrale il piano della cella e intorno, andando dallesterno verso linterno, una lastra di fibra di vetro dotata di ottima trasmittanza e buona resistenza meccanica, seguita da un foglio sigillante di EVA (acetato vinil-etilenico) che permette lisolamento dielettrico delladiacente piano delle celle, seguito posteriormente da un secondo foglio di EVA e da unaltra lastra di vetro o un rivestimento isolante in tedlar. 33

Assemblaggio dei moduli


Il sandwich quindi scaldato in un forno a circa 100C, temperatura alla quale i componenti si sigillano tra loro, lEVA passa da traslucido a trasparente e si elimina laria residua interna, che potrebbe provocare corrosione a causa del vapore acqueo presente. Si fissa infine il sandwich cos trattato in una cornice dalluminio estruso anodizzato (per resistere alla corrosione) e si dispone la cassetta di giunzione.

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Assemblaggio dei moduli

Sezione modulo fotovoltaico

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Modulo fotovoltaico: efficienza


Lefficienza di un modulo rappresenta il rapporto tra la potenza elettrica disponibile in uscita dal modulo e la potenza incidente in STC e viene calcolata tramite la seguente formula:

pertanto essa esprime la potenza del modulo per unit di superficie. A parit di superficie del modulo e fissata una potenza di picco dellimpianto si avr dunque bisogno di un numero inferiore di moduli con efficienza maggiore rispetto a moduli con efficienza minore.
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Esempio di caratteristiche tecniche modulo fotovoltaico

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Modulo fotovoltaico: caratteristiche elettriche

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Modulo fotovoltaico: caratteristiche meccaniche

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Modulo fotovoltaico: garanzie e certificazioni

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