Sei sulla pagina 1di 2

SULLA RETE E LA DEMOCRAZIA Negli ultimi anni si diffusa una strana convinzione: la rete democratica.

a. No, la rete non democratica. Avendo passato buona parte della mia vita studentesca, anche se non quella professionale, in studi informatici, penso di avere una suffiente idea di come funzioni lo strumento informatico e no, non democratico. I dati posti sulla rete, blog, chat, ecc.. devono risiedere su siti. I siti sono di chi li fonda, gestisce e questi il loro signore e padrone assoluto. Lui decide cosa pu o non pu risiedere in questi siti. Pu aggiungere, cancellare modificare messaggi e contenuti a suo esclusivo arbitrio. Queste azioni sono invisibili al di fuori del gestore. Non reato, non difficile e, a meno di non compiere azioni illegali, come gli hacker, non glielo pu impedire nessuno. Inoltre i siti devono fisicamente risiedere in centri di memoria e devono avere accesso alla rete. Tutto questo ha un costo, dipendente dalla memoria fisica e dalla capacit di accesso. Pi semplicemente, tanti pi contenuti devono essere memorizzati tanta pi memoria fisica serve, tanto pi il costo aumenta. Tanti pi accessi contemporanei si vogliono permettere, quanto pi alto il costo. (Mai apitato di dover aspettare per poter accedere a un sito?) Chi copre questi costi? O gli iscritti al sito pagano, versando una quota di iscrizione fissa o volontaria a seconda di quel che decide il proprietario, oppure i costi vengono coperti dalla vendita di spazi pubblicitari sul sito stesso. (Chi non odia le pagine di pop-up che escono regolarmente nei siti gratuiti?) Sembra come una pagina di pubblicit in un giornale, quasi. Normalmente la quota di introito per la pubblicit proporzionale al numero di accessi che il sito registra. Versione semplificata: il mio sito registra 20 accessi, mi pagano 20 euro; il mio sito registra 200 accessi, mi pagano 200 euro. Quindi il padrone del siti dipendente da quote associative, paragonabili alle tessere dei vecchi partiti, o dal raggiungimento di un alto numero di contatti, con la necessit di fare rumore, come fanno i giornali-spazzatura con i loro titoli sensazionalistici, per assicurarsi la pubblicit. La rete in se poi non ha regole. Non ha la capacit di verificare i contenuti. Io posso dichiarare una persona un ladro, violentatore, omicida, ecc.., nascondendomi inoltre dietro l'anonimato che la rete stessa mi garantisce. Posso diffamare una persona all'intero mondo senza che ci sia una regola o un meccanismo che me lo impedisca. Anche se il sito che lo ha pubblicato poi lo cancellasse, per la sua apertura molto probabilmente qualcuno lo avrebbe copiato e quindi rimarrebbe da qualche parte nella rete. Se io sono un nome famoso, la mia informazione sarebbe molto diffusa, se io sono un pinco-pallino

qualsiasi, la mia replica passerebbe probabilmente inosservata. Quindi la rete permette l'anonimato delle persone fisiche, chi non ha sentito la raccomandazione di fare attenzione ai contatti che si fanno perch si possono trovare predatori di ogni tipo, dai pedofili che predano i nostri figli a truffatori e ladri di identit. Ancora la rete non permette l'univocit delle persone fisiche. In pratica nessuno pu impedire ad una persona fisica di rappresentarsi sulla rete con pi persone virtuali. Quindi l'opinione della persona fisica, una sola, pi essere in rete condivisa da pi persone virtuali, ma comunque sempre riconducibili alla stessa persona fisica. E nessuno pu accorgersene. Un altro problema la quantit dei dati in rete. Questi sono talmente tanti che, o conosci gi ci che cerchi oppure la quantit di dati nasconde ci che si cerca. Ora, perch NON una democrazia. Come abbiamo visto, un sito ha una gestione dittatoriale: il possessore ne il padrone assoluto. Pu un sistema dittatoriale assicurare una democrazia? NO, non pu. I due sistemi sono l'uno in contrario dell'altro. L'arbitrio dell'uno contrasta con l'uguaglianza che garantisce l'altro. Pu un sistema senza regole come la rete garantire la democrazia? NO, non pu. La democrazia necessita regoleper assicurare l'uguaglianza tra i suoi membri. In una democrazia ognuno ha UGUALI DIRITTI e UGUALI DOVERI. Perch questo sia possibile, REGOLE devono essere stabilite e un sistema di controllo e dissuasione deve essere posto in atto. Solo in questo modo si pu assicurare che i diritti siano garantiti a tutti e che ognuno assolva ai propri doveri. Oltre a ci un sistema deve esistere perch i controllori delle regole siano a loro volta controllati. Sono quei principi di bilanciamento dei poteri dello stato che erano gi presenti alla dichiarazione di indipendenza degli Stati Uniti d'America, pi di 200 anni fa. Ricapitolando: 1) Le informazioni sulla rete sono gestite su siti in cui non esiste democrazia. 2) Sulla rete non sono presenti regole 3) Non possibile riconoscere l'identit e l'univocit delle persone Tutto questo nega la possibilit di una democrazia sulla rete. Guardando questo articolo si potrebbe pensare che io disprezzi la rete. Niente di pi falso. Uso spessissimo la rete ed uno strumento che mi ha spesso aiutato nel lavoro come nel tempo libero, e nelle ricerche delle mie passioni. Ma uno strumento con un uso e dei limiti ben precisi. E, come per ogni strumento, bisogna conoscerli per utilizzarlo al meglio. Anche perch da una forte illusione di privacy. Si scrive, si caricano immagini nel privato della propria casa o ufficio, ma come si urlassero in piazza o li si pubblicassero su un giornale nazionale, anzi mondiale.