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ALTRA CITTA’

LISTA CIVICA DI DONNE

PROGRAMMA AMMINISTRATIVO
PER L’ELEZIONE DEL SINDACO E DEL CONSIGLIO
COMUNALE DI BOLOGNA
6-7 GIUGNO 2009
ALTRA CITTA’ LISTA CIVICA DI DONNE

INTRODUZIONE
Noi di ALTRA CITTA’ ci riconosciamo nei valori della laicità, dell’antifascismo e della
pace, riteniamo che Bologna affondi le proprie radici in una storia che ha costruito questi
valori dando un contributo notevole ad idee di libertà e di riscatto che hanno visto
protagoniste anche le donne. Dal contributo delle mondine e braccianti nelle lotte per il
lavoro nei primi anni del ‘900 ai Gruppi di Difesa della Donna, che ebbero la capacità di
rendere movimento di massa la resistenza al nazifascismo; dalla lotta delle partigiane e
delle staffette all’impegno per la ricostruzione della vita democratica e il diritto di voto
nell’immediato dopoguerra; dalla presenza delle donne nel movimento cooperativo alla
lotta per la formazione e per le scuole dell’infanzia, per la parità di salario, il
riconoscimento del lavoro delle contadine, il divieto di licenziamento delle donne che si
sposavano, i servizi sociali e la denuncia del doppio lavoro femminile, negli anni ’50 e ‘60;
dalla forza del movimento femminista negli anni ’70, che diete vita tra le altre cose alla
nascita dei consultori e all’approvazione della legge 194 sull’aborto, alla costituzione di
uno dei primi centri antiviolenza in Italia; dalle istanze dei movimenti di lesbiche, trans e
omosessuali fino alle recenti lotte per l’autodeterminazione, in difesa dei consultori e della
194: Bologna è una città dove le donne hanno sempre dato un contributo alla vita
politica portando nuove pratiche, temi e visioni, consapevoli della necessità di un
cambiamento culturale profondo nella relazione fra i sessi e nella politica.

Noi di ALTRA CITTA’ attribuiamo un forte valore alla memoria ed è per questo che
ricordare un passato di lotte e di conquiste, ma anche la condizione precedente delle
donne, ci rafforza nella consapevolezza della necessità di rispondere in modo fermo agli
attacchi che da vari fronti ci arrivano, anche operando nelle istituzioni dalla parte delle
donne e della loro autodeterminazione. Nella convinzione che l’apporto delle donne alle
politiche e al governo della città, guardando in modo globale ai cambiamenti che
avvengono nel luogo che abitiamo e nel mondo, possa migliorare la qualità della vita per
tutti i cittadini, ci candidiamo portando l’idea di un’amministrazione pubblica attenta
ai bisogni di tutte le donne e gli uomini che vogliono una città da vivere e da
partecipare con il desiderio e la consapevolezza di esserne protagoniste/i. Vogliamo
debellare gli stereotipi, i pregiudizi e le discriminazioni, il maschilismo, il razzismo e
la lesbo/trans/omofobia. Difenderemo la laicità dello stato e delle istituzioni
democratiche contrastando l’ingerenza delle gerarchie cattoliche che, in nome di un
presunto ordine naturale, negano l’autodeterminazione delle donne e il diritto di tutte le
soggettività di decidere di sé e del proprio corpo, identità, sessualità o stile di vita.
Amministreremo con oculatezza e senza privilegi, esercitando controlli rigorosi contro gli
sprechi. Vigileremo sulle gare d'appalto per premiare serietà e competenza a discapito di
politiche di nepotismo e favoritismi. Ci impegniamo per una città che sappia inventare
nuove forme di deliberazione e comunicazione politica e di rapporto tra chi sta dentro e chi
sta fuori le istituzioni.

BILANCIO DI GENERE
Noi di ALTRA CITTA’ ci facciamo carico delle differenze ed adottiamo il Bilancio di Genere
come uno degli strumenti per promuovere un’ottica di genere in tutti gli ambiti
dell’Amministrazione comunale e valutare, nelle fasi di programmazione e di decisione,
come gli effetti delle politiche si differenziano su uomini e donne. Facendo emergere le
differenze in ogni settore della spesa pubblica, dalla sanità alla casa, ai servizi sociali, il
bilancio di genere permette di controllare che non ci sia un impatto disuguale che
comporta perdite di equità (tra i generi), di efficienza (maggiori costi sociali) e di efficacia

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(rispetto agli obiettivi) e fa emergere quali politiche le amministrazioni possono attuare,


attraverso forme partecipative, per migliorare la vita delle donne a partire dalle
problematiche relative alla violenza, agli asili nido, ai consultori.

AMBIENTE
Poiché crediamo che il pianeta non sia terra di rapina e di conquista ma la casa di tutti gli
esseri viventi, la difesa dell’ambiente è per noi di vitale importanza per ristabilire l’equilibrio
di tutto il sistema e la salute di tutte/i/*.
Per perseguire questo obiettivo intendiamo operare secondo le seguenti linee di
intervento:
• Gestione del territorio
Intendiamo fermare il consumo di territorio adottando una variante urbanistica a crescita
zero perché pensiamo che al bisogno di case si possa e si debba rispondere con il
recupero e la riqualificazione energetica delle aree e del patrimonio edilizio
esistente.
Vogliamo modificare il Regolamento urbanistico comunale in modo che fissi un limite
massimo di consumo di energia per l’edilizia privata e pubblica ed assegnare incentivi per
la riqualificazione energetica in caso di ristrutturazione, introducendo anche il vincolo della
certificazione ambientale nei rari casi di nuova costruzione, perché l’abitare sia costruito in
modo sostenibile.
Abbiamo intenzione di intervenire nella formazione dei tecnici comunali, degli
amministratori di condominio e delle imprese, nel campo del risparmio energetico
nell’edilizia e di aprire un Ufficio di consulenza tecnica per l’edilizia privata sostenibile,
all’interno del Comune ed a carico dello stesso, per l’assistenza alle ristrutturazioni eco-
compatibili e le riqualificazioni energetiche.
Vieteremo l’uso di combustibili molto inquinanti (nafta, olio pesante).
In considerazione sia dell’azione positiva della vegetazione nel ridurre la quantità di CO 2
nell’aria sia dell’importanza del contatto con la natura in tutto il corso della vita umana,
individueremo aree oggi pavimentate da riconvertire a verde soprattutto nel centro
storico, dove se ne avverte fortemente la carenza (a vantaggio della cementificazione).
Per quanto riguarda l’elettrosmog, ci preoccuperemo di monitorare lo stato degli impianti
esistenti e contestualmente promuoveremo un’indagine epidemiologica che possa rilevare
le malattie eventualmente insorte tra gli abitanti delle zone vicine alle antenne. In caso di
nuove installazioni e/o di potenziamento dell’attuale rete, cercheremo di individuare siti
meno impattanti e di rispettare i limiti suggeriti dalle più recenti ricerche scientifiche
indipendenti, ben al di sotto di quelli stabiliti dall’attuale legge.
Presteremo forte attenzione all’informazione della cittadinanza soprattutto da parte dei
quartieri, perché sia resa partecipe il più possibile di scelte che hanno forti ricadute sulla
salute. Per altro verso promuoveremo momenti di informazione/formazione delle/i/*
cittadine/i/*, in particolare delle/i giovani, sulle corrette modalità di utilizzo delle nuove
tecnologie (cellulari, computer) per minimizzarne gli eventuali effetti negativi.
Siamo contrarie alla privatizzazione/liberalizzazione dell’acqua e ci impegniamo a
garantirla come bene comune ed inalienabile.
• Ecosostenibilità della macchina comunale
Intendiamo adottare un Piano energetico comunale per:
- la riqualificazione energetica di tutti gli edifici pubblici, che si basi su un’attenta
ma sollecita analisi degli stessi e degli sprechi di energia attuali;

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- l’autoproduzione dell’energia necessaria a soddisfare le esigenze dei servizi alla


collettività, mediante l’uso di aree comunali per l’installazione di impianti fotovoltaici e
solari (anche in concessione a privati che ne garantiscano le risorse);
- l’introduzione di acquisti verdi nella pubblica amministrazione (es. carta riciclata
negli uffici e nelle scuole, alimenti biologici e a km 0, contenitori e stoviglie riutilizzabili o
biodegradabili nelle mense, pannolini lavabili nei nidi, detersivi biodegradabili per le pulizie
ecc.);
- la riduzione dei consumi idrici nelle scuole e negli edifici pubblici;
- progressiva migrazione verso il free software e l’open source in tutti gli uffici
comunali.
• Rifiuti
Partendo dalla premessa che l’essere umano sia l’unico animale che produce rifiuti e che il
miglior rifiuto è quello non prodotto, intendiamo perseguire l’obiettivo “Rifiuti Zero”:
- introducendo il sistema di raccolta differenziata porta a porta, finalizzato al
riciclaggio e riutilizzo dei materiali post-consumo;
- applicando la tariffazione puntuale proporzionale alla reale produzione di rifiuti
indifferenziati;
- attivando campagne di informazione/formazione che, accompagnandoli, aiutino i
cittadini nel cambiamento di abitudini radicate;
- incentivando la creatività di singoli cittadini e/o gruppi per realizzare progetti volti a
ridurre la produzione pro-capite dei rifiuti (“ri-usa, ricicla, riduci“).
• Mobilità
Non intendiamo dare corso alle grandi opere pubbliche quali CIVIS, Metro e Passante
Nord che rispondono più all’interesse di pochi privati che al bene pubblico, l’eliminazione
dei costi di queste infrastrutture libererà risorse per misure volte a :
- pedonalizzazione del centro storico tramite l’ampliamento di Sirio;
- costruzione di una nuova rete di piste ciclabili che consentano a chiunque di
uscire in sicurezza. Per la conformazione del territorio in prevalenza pianeggiante e per le
dimensioni, Bologna si presta particolarmente ad essere attraversata con il mezzo
bicicletta, il cui uso quotidiano porterebbe soltanto a dei vantaggi: velocità dello
spostamento non impedito dal traffico, esercizio fisico gratuito, nessun impatto ambientale.
Le nuove piste ciclabili non saranno strette porzioni di marciapiede da condividere con i
pedoni ma strisce di strada ben segnalate e separate dalla carreggiata carrabile laddove
necessario. Si promuoverà la trasformazione a senso unico di alcuni percorsi stradali a
doppio senso e insieme la liberazione di un lato della strada dai parcheggi, destinabile a
pista ciclabile;
- promozione dell’uso di percorsi pedonali di gruppo (pedibus) per i bambine/i e
preadolescenti accompagnati da adulti incaricati. Questo consentirà di attivare una
semplice quotidiana attività fisica nel tragitto casa-scuola oltre a facilitare l’integrazione dei
gruppi e il risparmio dei consumi;
- interventi mirati al rafforzamento del trasporto pubblico (ATC) tramite il
rinnovamento del parco macchine con l’acquisizione di nuovi automezzi ecocompatibili
(eco bus). Un servizio davvero fruibile da tutti deve poter abbassare le tariffe e ridurre i
tempi di percorrenza degli spostamenti;
- incentivi e campagne di comunicazione per la diffusione dell'auto condivisa e del
car sharing;
- tra le soluzioni ecocompatibili ci sarà anche il completamento del Sistema
ferroviario metropolitano: Bologna necessita di un trasporto pubblico su rotaia utile agli

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spostamenti fra la città e il territorio provinciale soprattutto per agevolare i movimenti


quotidiani dei numerosi pendolari;
- verrà altresì incentivato l’uso dei parcheggi scambiatori con l’incremento di
navette che consentano il raggiungimento del centro della città e dei luoghi di lavoro.

• Nuovi stili di vita


Intendiamo guidare la comunità a ridurre l’impatto ambientale, attraverso progetti che
spieghino, motivino ed accompagnino le/i cittadine/i e gli studenti delle scuole di ogni
grado, in un cambiamento dei comportamenti quotidiani che non può che essere il frutto di
una consapevolezza acquisita gradualmente ed insieme agli altri, in un contesto facilitato
proprio dalla guida dell’amministrazione che se ne faccia carico in modo esplicito ed
esemplare.

SALUTE
Noi di ALTRA CITTA’ condividiamo in pieno l’affermazione dell’Organizzazione Mondiale
della Sanità secondo la quale lo “stato di benessere“, cioè la salute, implica un “benessere
completo dal punto di vista fisico, mentale e sociale e non semplicemente l’assenza di
malattie o infermità“ e, per converso, riteniamo non salubre qualsiasi condizione che alteri
la qualità della vita. ALTRA CITTA’ vuole che il diritto alla salute sia veramente garantito
a tutte/i/*. Nessuno deve rimanere senza cura. Proponiamo quindi che il Comune si
adoperi per impedire la chiusura dei poliambulatori sul territorio, ma ne sostenga al
contrario l’attività
Noi di ALTRA CITTA’ proponiamo la riqualificazione dei consultori che devono tornare
ad essere luoghi delle donne e non luoghi per le donne, nel rispetto
dell’autodeterminazione. È necessario tenere conto delle trasformazioni sociali avvenute
per cui: il personale dovrà essere qualificato, orientato ad un’ottica di genere e non può
essere obiettore. Vigileremo affinché non vengano posti ostacoli alla attuazione della 194
e all’accesso alla pillola del giorno dopo. Si dovranno inoltre progettare servizi che
tengano conto della grande percentuale di donne migranti tra le donne che si rivolgono ai
consultori e dei diversi tipi di comportamenti, orientamento e identità sessuale, senza dare
per scontato che le donne siano sempre eterosessuali o lo rimangano a vita. L’accesso ai
consultori dovrà essere sempre garantito anche in forma diretta, non mediata dall'obbligo
di prenotazione tramite C.U.P.
Proponiamo un approccio diverso da quello attuale per ciò che attiene le donne operate di
tumore al seno e il personale deputato alla cura e all’assistenza. Vogliamo focalizzare la
nostra attenzione sulla qualità di vita dopo un intervento di cancro al seno, uno dei pochi le
cui conseguenze siano assimilabili ad un pregiudizio estetico per le donne e quindi
configurabile come un vero e proprio cancro di genere.
Vogliamo l’aggiornamento costante del personale addetto ad accogliere e prestare
soccorso alle donne che subiscono violenza, con l’auspicio che sempre più l’istituzione
si faccia carico di destinare a questi luoghi (accoglienza c/o Pronto Soccorso, colloqui
psicologici) personale femminile. Per intervenire fattivamente sulla violenza alle donne
(oltre ai centri antiviolenza e le case-rifugio che lavorano sull’emergenza, nonché
all’educazione nelle scuole), è indispensabile attivare nei consultori veri e propri centri di
ascolto per tutte le donne, al fine di riconoscere la violenza anche quella non percepita,
perché soffocata dalla cultura patriarcale.
Per noi il diritto alla cura non può prescindere da una centralità della relazione/empatia, di
ascolto, di accettazione e di rispecchiamento: bisogna quindi incentivare la formazione

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di gruppi di sostegno ed autosostegno, che abbiano come obiettivo la condivisione


delle problematiche per il superamento dell’isolamento nella patologia
Vogliamo ritrovare nei consultori il personale che renda le donne sempre più capaci di
prendersi cura di sé ad esempio di fare l’autopalpazione al seno nelle diverse fasi del
ciclo, ritenendola un’efficace misura preventiva.
Un’informazione corretta, un accompagnamento costante delle donne in stato di
gravidanza può permettere di frenare il ricorso a parti cesarei (incidenza statistica rispetto
a parti naturali elevata, anche se non nella nostra città/regione), tenendo alta l’attenzione
sul fatto che non prevalgano esigenze di bilancio (DRG più remunerati) sull’esigenze delle
donne. Altrettanto vogliamo una comunicazione personalizzata, aggiornata e costante
sulla contraccezione, rivolta a donne, uomini, ragazze e ragazzi (potenziando ad es. lo
Spazio Giovani), e la gratuità di anticoncezionali alle adolescenti, nonché alle
persone con redditi bassi.
Noi di ALTRA CITTA’ vogliamo focalizzare l’attenzione sulla gestione sanitaria del disagio
psicologico di cittadine e cittadini, nonché bambini e bambine, preoccupate di un
approccio psichiatrico che si accanisce sul sintomo dispensando un numero altissimo di
farmaci, praticando troppi trattamenti sanitari obbligatori, mettendo in secondo piano il
valore della relazione che cura, sostiene e valorizza i punti di forza delle persone. Le
associazioni dei familiari denunciano da anni gli abusi che vengono commessi, ma non
trovano ascolto. Diamo particolare attenzione alle donne che si trovano in queste difficoltà,
spesso a causa di maltrattamenti familiari e violenze inaudite. La letteratura sul trauma ci
parla di risposte reattive e non di malattia mentale (sindrome post-traumatica da stress) e
necessita di percorsi terapeutici di sostegno alla donna, nelle sue capacità, nel diritto di
autodeterminarsi e di affermare i suoi bisogni ed i suoi desideri; nel servizio pubblico la
possibilità di fare un lavoro psicoterapeutico è quasi nulla, in un’ottica di genere ancor
meno. Le donne così vengono normalizzate attraverso i medicinali e spinte a continuare a
rivestire quel ruolo che è proprio la causa del loro dolore.
Noi di ALTRA CITTA’ interverremo per risolvere il problema delle liste di attesa, perché
sia garantito il diritto alle cure in tempi congrui, senza che i cittadini debbano ricorrere
all’attività libero-professionale. La riduzione delle liste d’attesa per le visite può essere
ottenuta garantendo il mantenimento o l’incremento di prestazioni di specialistica
ambulatoriale, ma soprattutto attraverso il richiamo alla responsabilità
professionale nonché alla verifica dell’appropriatezza delle prescrizioni, da rivolgersi ai
medici di medicina generale che possono, attraverso un comportamento etico, contribuire
a ridurre la spesa, sempre in aumento, relativa al consumo di farmaci. Riteniamo che il
medico di famiglia debba diventare un ascolto interlocutorio privilegiato, che accompagna
la persona nella fase del disagio/sofferenza/patologia, con invio allo specialista solo al
momento opportuno.
Il mondo capitalistico occidentale, in cui viviamo, vede da un lato un impressionante
avanzamento tecnologico, anche in campo sanitario, e dall’altro persone che non sono più
in grado di sentirsi/ascoltare i segnali del proprio corpo. C’è come una sorta di delega
totale alla cura del proprio corpo, data all’esperto. Questo è sicuramente il frutto della
eccessiva medicalizzazione che ha reso tutti titubanti e impauriti sul prendere decisioni
sulla propria salute, sulle scelte della cura o della non cura, sull’adesione o meno a stili di
vita consigliati, a screening imposti.
Riteniamo quindi che il servizio sanitario debba contribuire, attraverso
un’informazione capillare e le adeguate coerenti azioni, alla capacitazione autonoma
delle persone, di decidere, a ragion veduta, sul proprio stile di vita, sui rischi da correre o
meno, sulle cure da intraprendere attivamente o da rifiutare; una comunicazione

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partecipata attraverso luoghi dove esperti e non esperti condividono il contenuto, il ritorno
dell’informazione e le conoscenze reciproche.
Pensiamo quindi che il miglioramento della qualità del servizio sanitario, anche nella
nostra città, passi attraverso la pratica della cultura del rispetto della scelta autonoma della
persona, qualsiasi essa sia. L’istituzione pubblica deve garantire, anche e soprattutto nei
momenti delicati della vita di tutte/i/* (ad es.fecondazione assistita, anestesia, interventi
chirurgici, trapianti, aborti, fase iniziale e terminale della vita) il dispiegamento della
volontà individuale.

TERZA ETA’
Noi di ALTRA CITTA’ riteniamo fondamentale il ruolo della popolazione anziana, portatrice
di esperienze, conoscenze e memoria.
Vogliamo riqualificare i servizi sociali rivolti agli anziani non autosufficienti o con
problematiche, per una vecchiaia vissuta serenamente e non come una condanna.
Sarà nostra cura esercitare attività di controllo sulle case di cura per anziani, al fine di
verificare la corretta applicazione delle norme igienico sanitarie, dell’alimentazione
corretta, di un’assistenza qualificata, anche sotto il profilo psicologico, della presenza di
servizi.di ricreazione e svago.
Per combattere la solitudine che è uno dei maggiori problemi degli anziani, portatrice di
depressione e apatia, intendiamo aumentare i luoghi di socializzazione e valorizzare quelli
già esistenti, come i centri sociali, promuovere le relazioni sociali e gli scambi culturali e
organizzare corsi di alfabetizzazione informatica base a loro destinati.
Periodicamente il sindaco incontrerà la popolazione anziana per raccogliere richieste e
bisogni, durante incontri nei centri sociali o nei quartieri.
Stimoleremo la collaborazione e la partecipazione nelle relazioni tra anziane/i/* e giovani
generazioni.
Promuoveremo nei quartieri più incontri sulla salute e l’alimentazione, corsi di ginnastica e
attività ricreative di varia natura.

SCUOLA E UNIVERSITA’
Riteniamo che le bambine e i bambini siano una ricchezza e parte attiva dell’intera società
e per questo ci prenderemo cura di loro ispirandoci alla “Carta europea dei diritti del
bambino”.
Noi di ALTRA CITTA’ ci impegneremo, per quanto di competenza dell’Amministrazione
comunale, a lavorare per una scuola laica e di qualità sia in termini di offerta formativa
che di edilizia scolastica, per una scuola che accolga tutte e tutti senza alcun tipo di
discriminazione. In particolare sosterremo iniziative e progetti, rivolti alla sensibilizzazione
di studenti e studentesse e alla formazione del personale docente, per affrontare il
bullismo contro lesbiche, gay e trans, che nell'ambiente scolastico subiscono
discriminazioni, persecuzione e minacce, con l'aggravante della violenza di genere nei
confronti delle ragazze lesbiche.
Desideriamo cancellare l’iniquo e anticostituzionale finanziamento alle scuole private
poiché a fronte di un chiaro depauperamento della scuola pubblica non è ammissibile una
situazione di così chiaro privilegio.
Ci impegneremo per l’edilizia scolastica, la messa a norma ed il controllo antisismico, la
manutenzione ordinaria e straordinaria degli edifici scolastici, l’adeguamento ai requisiti di
massimo risparmio scegliendo l’uso e la produzione di energie pulite, per rendere sicuro
e sano lo stare a scuola.

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Riteniamo sia necessario ampliare l’offerta di asili nido per soddisfare la richiesta
attuale garantendo uno standard di formazione di educatrici ed educatori, delle strutture e
del servizio offerti, degno della tradizione cittadina, provinciale e regionale a cui guardano
da tutto il mondo. Sosterremo eventualmente forme diverse e alternative, anche auto-
organizzate, di cooperazione fra famiglie che si dovessero autonomamente proporre.
Sosterremo l’esperienza del tempo pieno fondato su un progetto dimostratosi efficace ad
affrontare i diversi approcci alla conoscenza, a creare le basi per il successo formativo e
per reali pari opportunità, a confrontarsi con il disagio e la composizione delle diversità
socio-culturali.
Promuoveremo i rapporti fra scuole, fra scuole e territorio, fra scuola e mondo, forme
innovative di collaborazione tra genitori e scuola dell’infanzia e primaria, la messa in
relazione fra le varie realtà formative o potenzialmente tali, per una reale collaborazione
su progetti di tipo culturale, sociale e ambientale che portino a cambiamenti non solo
nella scuola ma anche nella società operando per la costruzione di una cittadinanza
attiva e partecipata.
La scuola deve essere un luogo di incontro che vede al centro le singole soggettività con
le proprie esperienze e stili di vita, in grado di mettersi in relazione per creare insieme
una città accogliente, una nuova collettività più ricca e più varia che possa contribuire al
superamento delle discriminazioni e delle esclusioni, al miglioramento delle relazioni fra i
sessi, alla costruzione di una cultura di pace che si basi non sulla negazione del conflitto
ma sulla sua gestione nonviolenta. A tale proposito promuoveremo attività di
formazione di tutti soggetti presenti nella scuola o che con essa interagiscono, in
particolare l’acquisizione di competenze sull’insegnamento dell’italiano alle ragazze e ai
ragazzi migranti.
Contribuiremo ad affrontare l’impoverimento, seguito ai tagli governativi di personale e di
fondi, dell’offerta di risorse educative, di sostegno e integrazione, con l’utilizzo di
professionalità il più possibile stabili e non sottoposte, come sono attualmente, a disparità
di trattamento economico e normativo, operando allo stesso tempo perché non vadano
perse competenze e specializzazioni acquisite.
Bologna non può perdere l’apporto di studenti e studentesse che scelgono di studiare
nella nostra Università, punto di riferimento a livello nazionale. Opereremo quindi per
attivare forme di accoglienza caratterizzate da aumento di alloggi pubblici e
convenzioni con privati che rendano più agevole il soggiorno e per combattere il
fenomeno degli esosi affitti in nero, ma anche con servizi e facilitazioni quali
l’ampliamento della fruizione di biblioteche e sale studio e l’offerta di mense scolastiche di
qualità e a prezzi contenuti oltre ad una possibilità di sviluppare nelle aree universitarie
forme anche autogestite di socialità e/o di carattere culturale.

CONTRASTO ALLA VIOLENZA


ALTRA CITTA’ per noi è una città accogliente e solidale, spazio pubblico non solo vivibile
ma desiderabile, una città sicura perché vissuta con serenità da tutte/i/*: per quanto
riguarda la violenza negli spazi pubblici, riteniamo che ogni persona e la collettività nel suo
insieme debba assumere un principio di responsabilità e solidarietà e farsi garante della
sicurezza di tutte/i/*. Riteniamo fondamentale lo sviluppo di politiche volte a recuperare un
senso di appartenenza e di identificazione delle persone coi quartieri nei quali vivono o
transitano: la tutela delle botteghe, progetti che facilitino l’apertura di attività commerciali e
ricreative anche nelle fasce serali, eventi di animazione attraverso la messa in rete
all’interno dei quartieri, la valorizzazione delle associazioni, dei centri sociali, delle

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associazioni sportive come luoghi di aggregazione che contribuiscono a prevenire o


contenere situazioni di disagio.
. La sicurezza delle persone passa infatti dal recupero di una cultura della socialità e da
una gestione del territorio che renda possibile e non rischiosa la mobilità quotidiana,
innanzitutto promuovendo progetti di urbanistica partecipata che tengano conto del punto
di vista delle donne, perché la percezione che le donne hanno della sicurezza della città è
esemplificativa della percezione collettiva e perciò paradigmatica: se una strada è sicura
per una donna, lo è per tutti.
Noi lavoreremo per un utilizzo misto delle aree in modo da evitare che i quartieri,
soprattutto quelli periferici, si riducano a semplici dormitori, sprovvisti cioè di locali pubblici
o aperti al pubblico. Proporremo un miglioramento dell’illuminazione pubblica, che,
attraverso un uso più funzionale delle luci, un loro adeguato posizionamento e
orientamento, l’impiego di tecnologie per il risparmio energetico, permetta di illuminare,
oltre alle strade, le piste pedonali e ciclabili e le fermate degli autobus. Esse dovranno
inoltre essere non isolate, provviste di torrette SOS, vulnerabili quanto le telecamere ma
sicuramente più utili in caso di pericolo. Fondamentali sono la cartellonistica segnaletica e
le planimetrie sparse per la città, in modo da sapere sempre dove si è e quali sono le vie
di fuga. Vedere ed essere viste, sentire ed essere sentite, sapere dove si è e dove si va,
poter scappare e chiedere aiuto.
Per noi favorire la sicurezza delle donne significa anche intervenire culturalmente e
politicamente per contrastare sessismo, machismo, lesbo/omo/transfobia.
Riteniamo che la violenza maschile sulle donne non sia una questione emergenziale o
un problema di ordine pubblico e non vediamo nella militarizzazione del territorio una
soluzione: per questo rifiutiamo i giustizieri della notte, quelle ronde machiste e razziste
che portano paura e repressione per tutte/i/*, riaffermando il modello di donna debole.
Sappiamo invece che la maggior parte della violenza contro le donne è violenza
domestica, compiuta da uomini normali contro le proprie mogli, compagne o ex, e contro i
minori, è un problema culturale profondo e trasversale che riguarda i rapporti tra i generi.
Per affrontarla serve allora una visione d’insieme, che possa agire contemporaneamente
su più livelli con politiche di contrasto trasversali e coordinate tra tutti gli assessorati:
- progetti continuativi di formazione sulla sessualità libera e consapevole, sul
rapporto tra i generi e sul riconoscimento della violenza di genere;
- punti di ascolto per le donne;
- corsi di autodifesa;
- sostegno economico concreto e continuativo ai centri antiviolenza e alle
associazioni che contrastano tale fenomeno e disponibilità di case rifugio per donne, ad
oggi ancora insufficienti rispetto alle numerose richieste;
- risorse destinate a sportelli di ascolto per bambini/e e adolescenti e formazione
degli operatori scolastici e socio-educativi allo scopo di fare emergere la violenza
sommersa e attivare le opportune misure di sostegno e intervento;
- politiche del lavoro e sociali che permettano alle donne di non essere in condizione
di dipendenza economica;
- politiche abitative per l’accesso alla casa;
- politiche urbanistiche, come già detto, che facilitino l’indipendenza e la socialità
delle donne.
Una città sicura deve esserlo per tutte/i/*:
- creeremo una casa per madri detenute che possono scontare la pena agli arresti
domiciliari ma che non hanno un domicilio;

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- favoriremo esperienze di condivisione e autogestione di spazi pubblici nel centro e


nella periferia cittadina, come luoghi di incontro e di promozione di una cultura
dell'autoregolamentazione;
- in particolare lavoreremo per creare un percorso condiviso sul fenomeno della
prostituzione, garantendo continuità ai progetti di unità di strada convenzionati e laici che
lavorano in un approccio di riduzione del danno attraverso l'istituzione di un servizio
pubblico e la creazione di una rete tra i soggetti che devono essere coinvolti, cioè chi si
prostituisce, le associazioni, mediatori e mediatrici culturali, le forze dell'ordine
opportunamente formate, i servizi sociali e sanitari e gli abitanti. L’obiettivo è garantire
possibilità di uscita per chi è oggetto di tratta e al contempo sicurezza, diritti, assistenza
sanitaria, sostegno alla prevenzione per le e i sexworkers, arginare e ridurre i conflitti con
la cittadinanza;
- creazione nel centro storico di luoghi accessibili e di accoglienza per i senza-tetto,
così come per i tossicodipendenti.
Favoriremo misure antidiscriminatorie per garantire dei servizi di polizia equi,
professionalmente validi, rilevanti e accessibili a tutte/i/*, a prescindere dalla propria
appartenenza etnica, di religione o credo, e di genere.
Per rendere più sicura una città bisogna puntare a renderla più vivibile e più bella con:
- opere di manutenzione e pulizia delle strade, dei portici e delle piazze;
- incremento di panchine per la sosta e per la conversazione in luoghi mirati;
- riattivazione delle fontane esistenti e alla costruzione di nuove: l’acqua è un diritto di
tutti;
- ripristino di bagni pubblici;
- incremento del verde urbano e cura dei parchi e dei giardini che molto spesso
versano in condizioni di incuria e abbandono. Promuoveremo progetti di riqualificazione
attraverso politiche di partecipazione tra i tecnici e i fruitori e le fruitrici di questi spazi;
- gli spazi della città devono essere adeguati alle esigenze dei diversamente abili o di
chi si trova in difficoltà fisiche, quindi sosterremo l’eliminazione di tutte le barriere
architettoniche.

POLITICHE LGTQI
Da anni Bologna è una delle capitali del movimento lesbico, gay e trans; fin dagli anni ‘80
è stata definita per la sua ricchezza di luoghi e gruppi la San Francisco d’Italia. Bologna è
l'unica citta in Italia ad aver dedicato un monumento alle vittime lesbiche gay e trans del
nazi-fascismo: un triangolo di marmo rosa rovesciato, situato nel Parco Cassarini,
simboleggia il triangolo che gli omosessuali portavano sulla casacca nei campi di
sterminio. Nell’arco degli anni il movimento lesbico, gay e trans ha lavorato sui diritti, la
visibilità, creato spazi politici e di socializzazione, prodotto culture, politiche ed azioni
contro le discriminazioni, facendo passi enormi nella società. Non si può dire lo stesso
delle Istituzioni e del Governo che non riescono a stare al passo dei cambiamenti della
società civile. Lo Stato e la Chiesa, amplificate dai media, sono responsabili di leggi e
anatemi che ufficializzano la supremazia dell’eterosessualità, istigando violenza e
discriminazione contro tutti i soggetti che si sottraggono a queste norme, andando in
contrapposizione a un’Europa sempre più all’avanguardia rispetto ai diritti delle persone
omosessuali. La decriminalizzazione dell'omosessualità ufficialmente non è mai avvenuta;
nel 2000 è stata approvata una Legge anti-discriminazione sulla base dell'orientamento
sessuale, ma nel 2003 sono state aggiunte modifiche secondo cui l'orientamento sessuale
poteva assumere rilevanza nel valutare se un cittadino fosse idoneo o meno ad entrare in
determinate categorie lavorative. La legge sulla procreazione assistita (Legge 19 febbraio

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ALTRA CITTA’ LISTA CIVICA DI DONNE

2004, n. 40, comma 5) esclude deliberatamente dall'inseminazione assistita le donne


lesbiche, indicando espressamente come i componenti della coppia debbano essere
obbligatoriamente di sesso diverso.
Noi di ALTRA CITTA’ ci faremo promotrici di campagne di sensibilizzazione nei confronti
della cittadinanza e, prendendo esempio dai paesi Europei più all’avanguardia, attueremo
una politica di promozione culturale e civile a tutti i livelli, sostenendo e diffondendo ogni
forma di espressione artistica e culturale realizzata dal movimento lesbico, gay, trans e
queer come parte integrante dei progetti culturali della città attraverso la produzione,
creazione e distribuzione di cinema, teatro e arte in generale.
Altri progetti sono:
- favorire la piena cittadinanza e l’effettivo esercizio di diritti di lesbiche, gay e
trans attraverso l’adozione di misure contro le discriminazioni basate sull'orientamento
sessuale nei luoghi di lavoro e nella scuola;
- contrastare i frequenti episodi di violenza contro lesbiche, gay, trans e queer
istituendo uno sportello contro le discriminazioni, realizzando campagne pubblicitarie
contro il sessismo, il bullismo e la lesbo/trans/omofobia;
- creare dei percorsi facilitati di inserimento nel mondo del lavoro delle persone
trans e transgender, discriminate ancora di più per la loro visibilità, e combattere il
pregiudizio contro chi sceglie di transitare da un sesso all’altro, la cui identità non può
corrispondere, a causa delle leggi vigenti, ai dati anagrafici;
- convenzioni per la concessione di spazi per tutti i gruppi dell’associazionismo e le
aggregazioni sociali lesbiche, gay, trans che da anni producono ricchezza culturale sul
territorio.

CULTURA
Noi di ALTRA CITTA’ intendiamo incentivare la cultura in tutte le sue forme perché
riteniamo che una città piena di punti di riferimento culturali differenti sia una città felice,
accogliente e viva.
Bologna da sempre è stata un laboratorio all’avanguardia in Italia e in Europa, deve
ritornare ad essere tale attraverso un investimento di risorse, progettualità ed energia
da parte dell’Amministrazione comunale nell’offerta culturale alla cittadinanza, nel
sostegno alla produzione culturale delle realtà attive sul territorio, nell’offerta
formativa in ambito artistico, musicale, teatrale e cinematografico. Per questo motivo
proponiamo una profonda integrazione e gestione coordinata delle politiche culturali tra
tutti gli assessorati - per i diversi aspetti che loro competono, in una visione strategica e ad
ampio raggio.
Per quanto riguarda l’offerta culturale, riteniamo che gli eventi culturali promossi
direttamente dall’Amministrazione comunale debbano essere pianificati in maniera diffusa
nel tempo e nello spazio, valorizzando tutti i periodi dell’anno e tutti gli spazi urbani,
non solo il centro storico ma anche le periferie. Una parte delle proposte culturali dovrà
inoltre essere gratuita ed i costi, laddove previsti, accessibili. In questo modo la cultura
può contribuire a rendere la città più bella e accogliente, più partecipata e vissuta, e quindi
più vivibile da parte delle donne e di tutta la cittadinanza. Ci faremo carico inoltre di
stimolare e sostenere progetti di arte pubblica che migliorino la qualità dello spazio
urbano, la creazione di relazioni e di socialità, la promozione di una cultura collettiva di
rispetto delle differenze.
Oltre a promuovere eventi culturali in modo diretto, riconosceremo la ricchezza
rappresentata dalla produzione delle associazioni e imprese culturali attive sul
territorio, sostenendone l’attività senza intaccarne l’autonomia. A questo scopo

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ALTRA CITTA’ LISTA CIVICA DI DONNE

proponiamo il censimento delle strutture di proprietà comunale inutilizzate e la


sperimentazione di forme di co-working tra le associazioni, in modo coerente con le
relazioni di rete già esistenti o realizzabili: il comune darà in concessione gratuita sale e
strutture, previamente attrezzate, utilizzabili in condivisione per:
- attività organizzative e amministrative delle associazioni;
- attività espositive ed eventi;
- laboratori di produzione artistica;
- sale prova.
Con questa formula si potrà favorire l’attività di organizzazione e produzione culturale delle
realtà culturali del territorio ottimizzando le risorse e valorizzando il patrimonio
architettonico.
Sempre nell’ottica processuale legata alla realizzazione di eventi culturali attraverso un
uso intelligente delle risorse, investiremo nell’acquisizione di una dotazione tecnica - un
piccolo “service” assortito di tutte le attrezzature audio, video, luci - che le associazioni
possono usare gratuitamente previa prenotazione e garanzia: l’investimento iniziale
permetterebbe in seguito di poter sostenere le attività culturali delle associazioni, anche in
condizioni di scarsa disponibilità di risorse finanziarie, attraverso la fornitura di attrezzature
che le associazioni devono di solito acquisire a proprie spese.
Nella valorizzazione del patrimonio culturale esistente rientra inoltre il sostegno a cinema
e teatri, attraverso contributi finanziari dove possibile e favorendone l’accessibilità con
agevolazioni economiche basate sul reddito: la cultura è un diritto e un bisogno sociale
che, al pari di altri, è vitale che individui e comunità possano soddisfare.
Allo scopo di stimolare la circolazione di idee e lo scambio culturale a livello internazionale
noi di ALTRA CITTA’ proponiamo la realizzazione di “gemellaggi” artistici e culturali con
altre città europee, per cui propone di mettere a disposizione alloggi dedicati, ricavati da
immobili inutilizzati.
Riteniamo sia fondamentale investire nei saperi e nella creatività delle/i giovani e di tutti e
a questo scopo ci faremo carico di valorizzare le risorse formative già presenti sul
territorio (scuole di musica, disegno, fumetto, fotografia, danza, teatro, etc) attraverso una
funzione di coordinamento e informazione e specifiche convenzioni per agevolare
l’accesso ai soggetti meno abbienti. Nei settori in cui si verifichi la mancanza di offerte
formative già esistenti, il settore cultura attiverà servizi di formazione, con rette progressive
sulla base del reddito.
Noi di ALTRA CITTA’ garantiremo la piena funzionalità delle biblioteche, e la loro apertura
anche in orari serali, soprattutto nelle zone periferiche, perché esse possano svolgere
sempre di più la funzione di spazi culturali e punti di incontro. prolungheremo inoltre gli
orari di apertura al pubblico dei musei, reperendo le risorse necessarie attraverso una
politica degli ingressi basata non sulla gratuità indistinta, ma su costi differenziati in base
al reddito, anche se sempre accessibili.
Noi di ALTRA CITTA’ combattiamo l’analfabetismo informatico e incentiviamo la diffusione
di nuove tecnologie per garantire accesso al web per tutt*

IMMIGRAZIONE
Noi di ALTRA CITTA’ non consideriamo l’immigrazione né un problema sociale né una
questione di ordine pubblico, ma un processo di trasformazione, legato a cause di natura
globale (di molte di esse i governi occidentali hanno responsabilità dirette) che coinvolge
la città e l’intero paese. Considerato che l’amministrazione comunale non ha il potere di
influire sulle politiche nazionali, essa dovrà a maggior ragione fare riferimento a un
progetto lungimirante finalizzato a:

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ALTRA CITTA’ LISTA CIVICA DI DONNE

- contrastare l’esclusione sociale e la creazione di clandestinità determinate dalla


legge Bossi-Fini attualmente in vigore e dalle recenti normative d’urgenza del “pacchetto
sicurezza”;
- contrastare le politiche di creazione e uso strumentale della paura che generano
criminalizzazione, razzismo e intolleranza;
- affermare una visione della cittadinanza e dei diritti legata alla permanenza nel
territorio e non a legami di sangue o alla nascita;
In funzione del perseguimento questi obiettivi proponiamo:
- sportelli per migranti, provvisti di mediatori e mediatrici culturali, per favorire
l'accesso ai servizi e alle opportunità e per facilitare le pratiche di regolarizzazione,
l’inserimento lavorativo, la formazione;
- contrastare il caporalato e lo sfruttamento dei lavoratori e lavoratrici migranti, anche
attraverso funzioni di controllo nei cantieri e nelle fabbriche;
- sostenere il passaggio della gestione dei permessi di soggiorno dalla Questura
al Comune e delle pratiche di regolarizzazione dalle poste agli sportelli anagrafe dei
quartieri;
- creazione di una rete professionalmente qualificata per l’insegnamento
dell’italiano nelle scuole, ai lavoratori e lavoratrici, alle donne;
- politiche volte a garantire in maniera effettiva diritto all’istruzione, alla salute,
all’abitazione, all’assistenza sociale;
- provvedimenti per garantire la libera espressione religiosa e culturale, come ad
esempio la concessione di spazi per attività di incontro e socializzazione;
- assistenza ai richiedenti asilo e migranti sotto protezione umanitaria residenti
nel territorio comunale, perché dopo la concessione dell’asilo possano essere supportati
con servizi dedicati: la memoria ci riconduce ad una città che ha accolto i rifugiati politici e
che ha dato la cittadinanza onoraria a personalità significative, spesso donne, delle
resistenze ai vari regimi nel mondo e ha dato accoglienza a donne e uomini
perseguitate/i*, lavorando allo stesso tempo per la pace e la libertà. Oltre all’accoglienza
per chi fugge dalle persecuzioni, dalla guerra e dalla povertà, ci impegniamo a favorire
campagne per il rispetto dei diritti umani e delle donne nel mondo, svolgendo un ruolo di
promozione della nonviolenza e della pace, nello spirito dell’Art. 11 della Costruzione che
ripudia la guerra senza se e senza ma;
- percorso per la chiusura del Centro di Identificazione ed Espulsione di via Mattei,
vero e proprio carcere su base etnica;
- diritto di voto attivo e passivo alle elezioni amministrative;
- valorizzazione delle seconde generazioni, pionieri della nascita di nuove identità
e universi di autorappresentazione, caratterizzati dalla complessità, dalla fluidità e dalla
mescolanza, e per questo in molti casi”mediatori naturali” tra le famiglie di origine e la
società: la creatività e la libera espressione di queste ragazze e ragazzi va sostenuta con
progetti specifici e concessione di spazi di socialità.
Applicando un’ottica di genere al fenomeno migratorio, va ricordato che nel 2002 la
popolazione femminile straniera ha sorpassato numericamente quella maschile, per effetto
della forte domanda di servizi di assistenza da parte delle famiglie bolognesi ed anche
grazie ai ricongiungimenti familiari: dei 33.602 stranieri residenti a Bologna al 31.12.2007,
17.345 sono donne, il 46,5% delle quali provenienti dall’Europa (in particolare dai paesi
dell’Est) e il 29,5% dall’Asia. Per le donne migranti proponiamo:
- servizi specifici da parte delle associazioni che lavorano sulla violenza di genere
rivolti alle donne che hanno subito violenza nel corso della migrazione, come accade

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ALTRA CITTA’ LISTA CIVICA DI DONNE

sistematicamente, ad esempio, nelle prigioni libiche per migranti finanziate dal governo
italiano;
- impegno all'accoglienza e pressione presso le istituzioni competenti per la
concessione del diritto d'asilo a lesbiche perseguitate per il proprio orientamento
sessuale, che rischiano la vita o vanno incontro a reiterate violenze sessuali;
- facilitazione delle procedure di ricongiungimento familiare e sostegno a percorsi
di autonomia e permanenza delle donne in caso di separazione dal marito;
- servizi formativi, di inserimento lavorativo, di conciliazione;
- provvedimenti volti ad affrontare la condizione delle cosiddette “badanti”, donne
migranti che sopperiscono alle carenze del welfare svolgendo lavori di cura con modalità
invisibili, non contrattualizzate, di vero e proprio sfruttamento: per queste donne noi
chiediamo il riconoscimento come figure professionali specializzate per l’assistenza
familiare, percorsi di facilitazione dell’accesso alle procedure di regolarizzazione e aiuti
alle famiglie in tal senso, misure che favoriscano il riconoscimento dei titoli di studio e
professionali conseguiti nel paese di origine, inserimento delle loro prestazioni nella rete
dei servizi sociali perché siano uniformate, in termini di tempi e modalità di svolgimento, a
quelle erogate dagli operatori socio-sanitari che lavorano nelle strutture pubbliche, e che il
loro costo non debba più ricadere sulle famiglie ma sia di fatto una misura del welfare
cittadino.

CASA
La casa è un diritto ma la città sta vivendo una vera e propria emergenza abitativa a causa
dei prezzi elevati di acquisto e di locazione. In città ci sono circa 5000 appartamenti sfitti:
Noi di ALTRA CITTA’ ricercheremo una soluzione concordata con i proprietari e/o modalità
di tassazione per dissuaderli dal tenere sfitte le case. Specularmente promuoveremo
politiche di sostegno con affitti agevolati per i meno abbienti.
Riguardo al patrimonio abitativo pubblico, nei casi di edifici degradati incentiveremo la
ristrutturazione e l’autoristrutturazione.
Riguardo alle nuove costruzioni, oltre a dover rispondere ai criteri di eco-sostenibilità,
dovranno seguire le linee guida europee sull’urbanistica sicura.
Promuoveremo altresì nuovi modi di abitare e di vivere la casa come il co-housing e
l’autocostruzione, rispondenti a modelli di vita alternativi che favoriscono la condivisone e
la socialità tra gli abitanti. Provvederemo a rivedere i criteri di assegnazione delle case di
edilizia popolare pubblica attribuendo, a parità di condizioni economiche, un punteggio
maggiore per donne single, famiglie monogenitoriali e coppie di fatto di qualsiasi tipo.

ECONOMIA E LAVORO
L'attuale crisi mondiale sta mutando le dinamiche economiche anche della nostra Regione
e della nostra città. A livello regionale negli ultimi sei mesi circa 12.000 lavoratori/ici a
tempo indeterminato sono entrati nelle liste di mobilità, mentre il ricorso alla cassa
integrazione (ordinaria e straordinaria) nel primo bimestre del 2009 è aumentata del 544%.
A questi si aggiunge la massa di lavoratori/ici precari che non hanno accesso agli
ammortizzatori sociali. Allo stesso tempo, i contratti a termine in ambito regionale
raggiungono ormai l'83% del totale delle nuove assunzioni. Noi di ALTRA CITTA’ pensiamo
che la politica debba impegnarsi a contrastare l'impoverimento della città e
promuovere iniziative che, oltre ad aiutare i cittadini ad affrontare la crisi strutturale
utilizzando risorse finanziarie e l’accesso agevolato ai servizi per evitare ghettizzazioni ed
esclusioni, siano in grado di costruire le condizioni per un futuro diverso e migliore.
Le donne, che costituiscono la fascia professionale più debole, stanno pagando più di altri

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ALTRA CITTA’ LISTA CIVICA DI DONNE

il prezzo di questa congiuntura e noi pensiamo pertanto che sia necessario impegnarsi
subito in una serie di iniziative per incentivare l'economia e il mercato del lavoro,
recuperando e implementando al meglio le risorse disponibili e inventando nuovi strumenti
di intervento perché le donne non vengano espulse dal mercato del lavoro.
L'ambiente sarà il volano per la nuova economia e per la creazione di nuovi posti di
lavoro: da un lato gli investimenti per la riconversione ecologica delle strutture comunali e
delle infrastrutture urbane, dall’altro il sostegno comunale ad aziende che propongono
attività legate al risparmio energetico e studiano nuove soluzioni tecnologiche e gestionali
all’avanguardia
Nel nostro Paese permangono ancora sul piano lavorativo disparità salariale tra uomini
e donne, soffitti di cristallo, discriminazione, molestie e mobbing verso le donne,
assenze di tutele per la maternità per le lavoratrici precarie. Recenti studi dimostrano
che le aziende che lasciano spazio alle donne anche ai livelli più alti accrescono più
velocemente i ricavi e sono meno propense al rischio. L'occupazione femminile è un
volano per la crescita economica, promuoverla significa quindi migliorare il livello
economico di Città, Regione e Paese.
Precariato significa mancanza di progetti a lungo termine, di futuro, di investimenti, con
devastanti risvolti negativi sulle condizioni di esistenza di donne e uomini e sulla stessa
economia locale e nazionale. Proponiamo di stabilizzare tutte/i coloro che lavorano con
contratti precari all'interno dell'amministrazione comunale e ci impegniamo a non erogare
finanziamenti sotto qualsiasi forma a imprese che non garantiscano la sicurezza di
lavoratori e lavoratrici.
Ci impegneremo per l'emersione dal lavoro nero, in particolare per riconoscere come
figure professionali specializzate le donne – quasi sempre migranti - che svolgono
assistenza domiciliare, spesso in condizioni di invisibilità, ricattabilità, mancanza totale dei
diritti.
Per chi un lavoro non ce l'ha attueremo
- politiche tariffarie e progetti di ridistribuzione del reddito, con particolare attenzione
alle famiglie monogenitoriali e agli anziani soli e, in generale, a tutte le persone in difficoltà
economica: tariffe agevolate per i servizi fondamentali (affitti ed edilizia popolare, asili
nido, trasporti pubblici, acqua, gas ed elettricità, etc) nell'ottica del consumo responsabile.
- accordi con la grande distribuzione per agevolazioni ai redditi più bassi, a coloro
che hanno perso il lavoro, ai pensionati, ai lavoratori in cassa integrazione, ai genitori
single;
- promozione alla conoscenza e all'utilizzo degli sportelli sociali;
- accordi con gli Istituti di Credito per la ridefinizione di mutui o prestiti;
- promozione del microcredito per alleviare situazioni temporanee o per sostenere la
nascita di nuove attività.
Per chi un lavoro ce l'ha proporremo:
- promozione della formazione permanente;
- servizi per le donne lavoratrici e madri che non debbono essere lasciate sole di
fronte al duplice impegno che lavoro e famiglia comportano (asili nido con orari compatibili,
scuola elementare a tempo pieno, servizi di pre e postscuola, etc);
- progetti in sostegno di una più equa distribuzione dei carichi di lavoro e di cura dei
figli tra uomini e donne;
- siamo contrarie alla creazione di asili nido aziendali ma sosteniamo l'ipotesi di asili
nido la cui costruzione sia finanziata dalle aziende ma la cui gestione e proprietà sia
invece in capo al Comune, in modo che in caso di dismissione o delocalizzazione
dell'azienda il servizio rimanga alla collettività.

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ALTRA CITTA’ LISTA CIVICA DI DONNE

La banca del tempo è una realtà che funziona da anni in molti comuni e consente di
utilizzare le proprie competenze mettendole gratuitamente al servizio degli altri per
ricevere in cambio gratuitamente il beneficio delle competenze altrui: è necessario
implementare, pubblicizzare e sostenere le strutture già esistenti per rendere sempre più
capillare e diversificata l'offerta dei servizi.
Il Comune sosterrà le imprese nel perseguimento di obiettivi reali:
- sostegno alla nascita e allo sviluppo di imprese ecosostenibili, che garantiscono il
mantenimento dell'occupazione in loco, salvaguardando i posti di lavoro, promuovendo lo
sviluppo delle professionalità e l'attenzione puntigliosa alla sicurezza sul lavoro;
- creazione di reti di collaborazione con l'Università e la Ricerca che permettano
l’ideazione di prodotti innovativi atti a conquistare il mercato internazionale;
- monitoraggio della qualità delle emissioni e dei rifiuti dei processi di lavorazione al
fine di garantire standard ecologici adeguati, insieme ad un attento controllo sui processi di
smaltimento dei rifiuti da impresa per evitare infiltrazioni della malavita organizzata;
La nostra città ha già delle strutture, come gli sportelli per il lavoro, che possono e
debbono essere sfruttati al meglio per favorire l'incontro tra domanda e offerta.
Noi crediamo che questi sportelli vadano implementati con personale qualificato in grado
di dialogare con le imprese per comprenderne appieno i fabbisogni professionali, e con i
lavoratori e le lavoratrici per fornire orientamento e servizi di formazione mirata.
Per fronteggiare la crisi proponiamo:
- promozione e pubblicizzazione dei "farmer markets" che consentono di acquistare
prodotti a Km 0, biologici e di buona qualità a prezzi competitivi in quanto eliminano la
filiera dal produttore al consumatore, stimolando le politiche agricole del territorio e
creando posti di lavoro;
- incentivo alla creazione di gruppi di acquisto solidali che consentono un notevole
risparmio;
- incentivo all'utilizzo di energie rinnovabili a basso impatto ambientale e a costi
contenuti;
- recupero di aree verdi dismesse da destinare alla creazione di orti da dare in
gestione agli abitanti dei quartieri.
SPORT
Bologna è una città sportiva con un’importante tradizione di partecipazione ma gli spazi
per lo sport sono pochi, la manutenzione carente, la gestione scoordinata. Considerando
l’importante funzione ricreativa, sociale e salutare dell’attività sportiva, riteniamo che si
debba incentivare la creazione e diffusione sul territorio di palestre, piscine, centri
sportivi polifunzionali, dove siano riservati spazi a tutti gli sport, anche quelli considerati
“minori”.
Poiché l’esercizio di attività sportive coinvolge gli aspetti dei tempi di vita, del corpo,
dell’accessibilità, della sicurezza, riteniamo di dover supportare nell’elaborazione delle
politiche comunali quelle associazioni che già portano avanti un approccio di genere allo
sport, perseguendo la riscrittura di una nuova Carta dei Diritti delle Donne nello Sport:
- la conciliazione dei tempi di lavoro e di vita, contemplando in questi ultimi anche i
tempi per l’esercizio di attività sportive;
- l’accessibilità della pratica sportiva per le donne e il diritto all’accesso delle donne ai
ruoli dirigenziali nelle Associazioni sportive;
- il diritto alla salute e al benessere a tutte le età;
- il contrasto alla violenza di genere, al bullismo e al razzismo nei luoghi dello sport.

ANIMALI

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ALTRA CITTA’ LISTA CIVICA DI DONNE

Ci impegneremo a rispettare i diritti degli animali, che sono parte integrante nella relazione
affettiva delle persone, dedicando loro spazi vivibili e finanziando le associazioni senza
scopo di lucro che si occupano della loro salvaguardia. Combatteremo il randagismo e
vigileremo perché le strutture che si occupano di dare asilo agli animali, che devono
rispondere a precisi requisti, vengano sostenute con i necessari finanziamenti.

UNA CITTA’ DIFFERENTE, UN’ALTRA CITTA’

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