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Mistero tra le anfore

Stavo passeggiando, quando vidi per terra un foglio di giornale ingiallito. Per curiosit lo raccolsi; era la prima pagina di un quotidiano di dieci anni prima e cera scritto della misteriosa scomparsa di due bambini. Avevo sempre sentito parlare di questa triste storia rimasta irrisolta. I bambini erano della zona di San Michele, una frazione dIschia; li avevano cercati dappertutto, senza risultato, si pensava che fossero stati gli zingari a rapirli e a portarli fuori dallisola. La notte dormii male, avevo gli incubi, la storia dei due bambini dellarticolo che avevo letto, mi aveva lasciato scosso. Rivolsi lo sguardo alla sveglia sul comodino, mancavano ancora un paio dore per iniziare il lavoro. Sentii bussare al portone dingresso della mia abitazione, scesi dal letto, mi avvicinai al portone e chiesi chi era. Con grande sorpresa mi rispose la mia compagna, chera stata per un paio di giorni a Napoli, per risolvere delle impellenti questioni professionali. La mia storia damore era iniziata due anni prima sulla spiaggia di Cartaromana, famosa per le vasche dacqua calda scavate nella roccia. Nel mare che costeggia la spiaggia ci sono gli scogli di SantAnna, chiamati cos per loro vicinanza dalla chiesetta dedicata alla Santa. Mi recavo in quel luogo per effettuare i bagni dacqua calda, poich ero vittima di un incidente ad una spalla.

Sovrasta la spiaggia di Cartaromana, la Torre di Michelangelo chiamata cos dagli ischitani, poich, come narra unantica leggenda, in quel luogo era nata la storia damore tra il grande artista Michelangelo, che dimorava nella torre, e la poetessa Vittoria Colonna, che invece soggiornava nel Castello Aragonese. Forse anche loro si conobbero sulla stessa spiaggia dove mi innamorai di lei, una svedese. Si chiamava Amanda e si era trasferita ad Ischia al seguito del professor Hertmann, anchegli svedese, un nome importante dellarcheologia mondiale. Era venuto sullisola per eseguire degli importanti scavi archeologici a Lacco Ameno. Non fu difficile innamorarmi di Amanda; era una ragazza piena di vita, di unintelligenza non comune, ma il dono maggiore era la sua testardaggine: nessuno riusciva a toglierle dalla testa le sue idee. In quel tempo ero sposato con una ragazza ischitana, ma alle vasche di acqua calda andavo da solo, poich mia moglie lavorava nella ricca azienda paterna. Visto come sarebbero andate tra me e mia moglie le cose, fu una fortuna che non avessimo figli. Dopo il bagno nelle vasche rimanevo a leggere al sole, tranquillo, senza pensare ai tanti problemi che mi assillavano, come, ad esempio il fatto che non amavo pi la mia sposa, che ero vittima della sua prepotenza, della sua avarizia, del suo amore ossessivo per il lavoro. Non avevo per nessuna intenzione di allacciare una storia con unaltra donna, forse per paura di perdere gli agi a

cui mio suocero mi aveva abituato: la villa con la piscina, le vacanze sulla neve e le puntate nelle importanti citt europee. La ragazza svedese, tuttavia era l, non faceva altro che guardarsi attorno, in cerca di frammenti di terracotta, oggetti di piombo ed altre cose, e, dopo averli osservati con molta cura, li riponeva in una borsa. Spesso Amanda faceva tuffare dei ragazzi che le portavano dei reperti; lei, in cambio, regalava loro dei soldi. Sia per questa ragione sia per la bellezza della svedese cera sempre una moltitudine di giovani che si immergeva nelle acque di Cartaromana con la speranza di trovare oggetti per far felice la giovane straniera. La osservavo con molto interesse. Pensavo che quella splendida ragazza fosse spagnola o sud-americana, infatti, aveva gli occhi verdi e i capelli neri. Non avrei mai immaginato che fosse svedese, poich tutte le nordiche che avevo conosciute erano biondissime con gli occhi chiari. Inizialmente, vedendola girare sulla spiaggia, senza sapere quello faceva, pensavo fosse malata di mente. Nello stesso tempo ero incuriosito, ma anche affascinato per la sua straordinaria bellezza. Fu un caso che feci la sua conoscenza. Una mattina mi ero messo sullasciugamano sotto gli scogli; leggevo, ma spesso il mio sguardo era attratto da lei, che era sempre impegnata nelle sue ricerche. La vidi che si avvicinava a me, e mi chiese se le prestassi il giornale, poich aveva visto un articolo che le interessava. Si sedette vicino a me. Dopo aver letto il

giornale, mi chiese se glielo potessi lasciare. Ovviamente, senza esitare, le dissi di si, che gi lavevo letto, era una bugia, poich il giornale lo avevo appena aperto e ne avevo scorso solo i titoli. Lintensit del suo sguardo e la dolcezza dei suoi occhi mi colpirono come un fulmine a ciel sereno! In pochi minuti capii che quella ragazza mi avrebbe fatto perdere la testa! Il giorno dopo le chiesi se volesse vedere il giornale, lei mi ringrazi e rifiut. Verso la fine della giornata, erano rimasti pochi bagnanti, mi feci coraggio e mi avvicinai a lei. Parlammo del suo lavoro e del suo paese. La sera uscimmo insieme, trovando, con molta difficolt, una scusa per mia moglie, sempre sospettosa e dotata di unironia fastidiosissima. Iniziammo a frequentarci e non ci volle molto per innamorarsi. Per me inizi un brutto periodo! Vivere con mia moglie era difficilissimo; iniziarono le scenate di gelosia, sia in privato sia in pubblico, mi faceva seguire da un investigatore reclutato appositamente a Napoli. Dovevo chiedere ai pochi amici che mi erano rimasti, di mettermi a disposizione la propria abitazione per incontrarmi con Amanda. Nel momento in cui mia moglie scopr per chi avevo perso la testa, iniziarono le minacce e i dispetti verso di lei: le bucavano le ruote della macchina, riceveva telefonate in piena notte. Ebbero persino il coraggio, dammazzare il gatto, che lei aveva trovato e cresciuto con tanto amore. Sapevamo benissimo che mia moglie era la mandante.

La mia vita era diventata un inferno! Lunica via di scampo era la fuga. Andarmene via. Una mattina feci i bagagli e, lasciai tutte le ricchezze e gli agi di mia moglie, scegliendo la felicit. Per i primi tempi presi una casa in affitto a Forio; era meglio stare lontano da Ischia Porto, dagli sguardi accusatori, i pettegolezzi e le cattiverie. Continuavo a vedere Amanda, ma di nascosto, pi per lei che per me, poich sapevo benissimo che la mia ex moglie era capace di tutto soprattutto se si trattasse di persone pi deboli. Dopo un paio di mesi la situazione si calm, non cerano stati pi attentati. Ci separammo legalmente e finalmente io ed Amanda potemmo cominciare a vivere, uscire insieme senza paura e pensare ad abitare sotto lo stesso tetto. Dopo poche settimane, infatti mi trasferii da lei, dove prendemmo a vivere come marito e moglie. Laiutavo nel suo lavoro, tante volte, contro voglia, mi gettavo in acqua tra gli scogli di SantAnna alla ricerca di reperti archeologici. Quel giorno le aprii il portone di casa e lei mi abbracci: era raggiante, con s aveva una lettera della soprintendenza di archeologia, che lautorizzava ad iniziare gli scavi nella baia di Cartaromana. Era una sua battaglia che portava avanti da mesi. Finalmente aveva vinto! Amanda era certa che nel sottosuolo della zona dIschia cera una citt depoca romana, che si estendeva fino a San Michele, sepolta da uneruzione del vulcano Epomeo

ormai spento. A provare la sua teoria erano i tanti ritrovamenti fatti sia a mare sia a terra. Tante volte aveva conferito con il professor Hertmann, cercando di convincerlo, anche portandogli tantissime prove, ma egli non voleva neanche sentire parlare di tale ipotesi, forse per non essere scavalcato dalla sua assistente. Per questo motivo, tra i due, i rapporti si erano incrinati. Il professor Hertmann, insieme alla responsabile della soprintendenza, non aveva fatto altro che mettere i bastoni tra le ruote ad Amanda, e, per screditarla, sparlavano anche della sua vita privata. Mi fece vestire in fretta, dovevo accompagnarla al sito poich sia Hertmann sia la soprintendenza le avevano proibito di scavare nella zona. Voleva iniziare subito il suo lavoro, aveva un entusiasmo enorme, era felice di poter mostrare al mondo la scoperta di una nuova Pompei. Era sicura che, tra gli scogli di SantAnna e le colline nei dintorni della zona, cera la citt di Aenaria. Inizi le faticose ricerche, sammazzava di lavoro: doveva scavare da sola, visto che la soprintendenza non le aveva dato n aiuti materiali n fondi economici, ma solo il permesso di asportare terra. Molte volte il mio tempo libero lo passavo con lei a scavare, ma non riuscivo a capire il perch di tanto lavoro; mi sembrava inutile. Lo dovevo ammettere per, si provava una sensazione bellissima quando dal sottosuolo rinvenivamo delle testimonianze del passato, come unanfora, la testa di una statuetta o un bassorilievo, che erano rimasti nascosti per millenni.

Per i miei impegni di lavoro non potevo seguire il mio amore troppo spesso nelle sue ricerche, ma ella, la sera, mi raccontava della sua giornata, delle sue ricerche e delle scoperte fatte. Quando si trovavano dei reperti, bisognava chiamare la soprintendenza archeologica, che mandava gli uscieri per trasportarli a Lacco Ameno o a Napoli, a seconda dallimportanza dei ritrovamenti, che quasi sempre venivano nascosti nei depositi, lontano dalla visione della gente. Amanda mi raccontava che molte volte i reperti che si portavano nei depositi della soprintendenza erano mal curati; per esempio, per occupare meno spazio nei locali predisposti, molti di essi come le anfore, venivano rotte per essere stati messi in scatoli non appropriati. La dottoressa Russolino, responsabile della soprintendenza, regalava persino oggetti archeologici ad amici che lavevano favorita in faccende private. I rapporti con il professor Hertmann si erano interrotti definitivamente; il luminare svedese ci aveva tolto persino il saluto; anche a me, che non capivo nulla di certe questioni e non rivestivo alcun ruolo. La zona dove lavorava Amanda era un posto isolato, frequentato solo da contadini che lavoravano fino ad una certa ora, dopo raramente passava qualcuno. Per nostra fortuna vicino agli scavi cera la chiesetta di SantAnna ed il prete che se ne prendeva cura, era una persona di et avanzata, molto gentile, di una disponibilit unica, ed

anche affascinato dal lavoro della mia fidanzata. Almeno non stavo in pensiero, sapendo che don Giovanni, cos si chiamava il prete, la proteggeva dai malintenzionati. Inoltre il sacerdote mi fece sperare che si sarebbe adoperato il pi possibile per ottenermi lannullamento del matrimonio dalla Sacra Rota. Una mattina sul cantiere arrivarono i responsabili della soprintendenza, tra cui la dottoressa Russolino, che, con pretese inaccettabili, chiuse il cantiere. Si capiva che il regista del misfatto era il professore svedese, complice, la dottoressa. Amanda non riusciva a darsi pace: era rimasta senza lavoro, le era proibito persino andare nella zona di Cartaromana. Non capiva perch il professor Hertmann le mostrasse cos tanta ostilit. Invece don Giovanni anche in questa circostanza fu molto gentile, spesso veniva a trovarci e cercava di dare un sostegno morale. Amanda, anche se depressa, non si perse danimo. Scriveva al ministero, spesso andava a Napoli per parlare con i responsabili della soprintendenza. Finalmente, dopo un paio di mesi di sofferenza, non solo per Amanda, ma anche per me che vivevo e amavo la giovane, arriv da Roma lautorizzazione a riprendere i lavori di scavo a Cartaromana. La dottoressa Russolino non fu capace di far niente per impedirli. Al professor Hertmann ed a lei non restava che subire lamara sconfitta. Lei finalmente pot continuare il suo lavoro, tra giorni di grande entusiasmo per gli importanti ritrovamenti, ed altri di grande delusione. Una sera, tutta eccitata mi

raccont che in mattinata aveva scoperto lingresso di una grotta e che la mattina seguente lavrebbe ispezionata. La mia giornata di lavoro fu molto impegnativa e mi imped di vederla e sentirla. Quella sera aspettavo con apprensione, ma passavano le ore e non la vedevo arrivare. Iniziai a preoccuparmi e decisi di andarla a cercare portando con me la torcia, poich la zona non era illuminata. Girovagai per tutta larea dove l lavorava, tentai di cercare anche la grotta, ma non riuscii a trovarla e di Amanda nessuna traccia, come pure delle sue cose. Ero preoccupato! Vedendo che non potevo far niente, andai a casa di Don Giovanni, nella speranza che sapesse qualcosa, ma fu inutile. Neanche lamico prete aveva visto Amanda, addirittura per tutta la giornata. Gli domandai della grotta, ma lui non seppe dirmi niente della sua collocazione, anzi afferm di non aver mai sentito parlare di nessuna grotta nella zona, ma solo di cantine, ormai chiuse con portoni. La cercai per lintera notte, ma inutilmente! La mattina seguente, insieme con alcuni amici e le forze dellordine, continuai le ricerche: io non facevo altro che insistere che ci doveva essere una cavit. Speravo che il mio dolce amore fosse rimasto bloccato, ma illeso nel misterioso antro. Le mie speranze finirono presto: delle grida dal mare ci fecero correre tutti verso un precipizio; erano dei pescatori che avevano avvistato il corpo privo di vita di Amanda. La motovedetta della capitaneria di porto fu chiamata per il recupero della salma. Il cadavere fu

trasportato allospedale a disposizione delle autorit. Le indagini stabilirono che Amanda era morta cadendo dal dirupo e sbattendo la testa. Dopo tre giorni si svolsero i funerali. Amanda, sognava di sposarsi nella chiesetta di SantAnna a lei tanto cara, invece, daccordo con don Giovanni, l si svolse il suo rito funebre. Cerano tutti i veri amici ed anche quelli che non ci dovevano essere, come il professore Hertmann, con i suoi assistenti, che tanto male le avevano fatto, mentre adesso facevano finta di essere affranti. Ma con quale coraggio si erano recati in quel luogo? Non riuscivo a darmi pace; comera possibile che Amanda fosse potuta cadere, era una equilibrista, una scalatrice e poi perch doveva andare vicino a quel burrone? E dovera il suo zaino con lattrezzatura di lavoro? Le perizie risultavano che era morta a causa della caduta, sbattendo la testa su di uno scoglio. Comera possibile cadere senza proteggersi con le mani? Le mani infatti erano intatte, senza nessuna ferita. Dentro di me iniziarono i dubbi; non era stata una disgrazia, ma un omicidio! I miei sospetti erano rivolti verso il professore Hertmann e la mia ex moglie. Il primo non poteva accettare la sconfitta professionale, infatti nel giorno del funerale leggevo nei suoi occhi tutta la soddisfazione per aver eliminato una concorrente che poteva offuscare la sua luce. La mia ex odiava Amanda, per avermi portato via, sarebbe stata capace di tutto pur di farmi ritornare di nuovo insieme a lei. Ricordavo

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sempre le minacce che le lanciava ogni volta che la vedeva. Dei miei sospetti parlai anche con don Giovanni, ma lui mi diceva che sbagliavo, era stata una disgrazia e mi dovevo rassegnare. Parlai anche con qualche carabiniere che conoscevo, ma tutti mi diedero del pazzo. Come fare per scoprire lassassino? Ero sicuro che la risposta lavrei trovata nellignota grotta! Il professore o la mia ex, avevano colpito Amanda con un suo attrezzo da lavoro e poi lavevano gettata nel dirupo. Ma la mia ex da sola non avrebbe mai potuto trasportare il corpo fuori senza lasciare tracce, e lo stesso valeva per il professore: avevano avuto bisogno daiuto. Questo per entrambi non era un problema; il professore aveva i suoi assistenti dato che per loro lui era un Dio; essi erano sempre pronti a fare tutto quello che ordinava. La mia ex aveva il padre, che era sempre pronto a soddisfare tutti i suoi desideri, sempre disposto a cacciar soldi per difendere lamata figlia e non sarebbe stato difficile trovare una qualsiasi persona disposta a trasportare il corpo senza vita. Decisi che dovevo trovare la grotta, era lunico modo per scoprire la verit e assicurare giustizia ad Amanda. La sera, armato di una lampada, andai a Cartaromana, cercai quasi tutta la notte, ma della grotta niente! Forse dopo tutto quello che era successo, avevo confuso le cose, avevo sognato, non esisteva questa caverna. Anche Don Giovanni, che conosceva bene la zona, non era al corrente della sua esistenza.

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Era quasi giorno, ritornai a casa distrutto fisicamente e moralmente. Decisi di chiudere questa triste storia e capacitarmi che si era trattato di una disgrazia. Andai a letto senza mangiare n lavarmi, ero stanco, arrabbiato con me stesso, mi ero reso ridicolo parlando dellomicidio, mi ero fatto ridere dietro. Le poche ore, in cui cercai di dormire, furono un incubo, poich sognai Amanda, che mi chiedeva di aiutarla e mi indicava un sentiero nella zona degli scavi. La mattina mi alzai. Non avevo deciso che fare, ero molto nervoso. Presi un paio di tazze di caff e decisi che dovevo continuare le ricerche. Anche se nel sentiero che avevo sognato cero gi stato, volevo ritornare in quel luogo con la luce del giorno. Mi ero ripromesso che sarebbe stata lultima volta che tornavo nella zona dove Amanda aveva trovato la morte. Di giorno era tutta un'altra cosa; cercai tra i cespugli, niente! Non cera niente! Ero pronto a tornare indietro, quando vidi dei sassi staccati dalla roccia; pi per curiosit che per altro andai a vedere. Non volevo credere ai miei occhi: dietro a dei cespugli vidi unapertura in cui si scendeva tramite degli scalini scavati nella pietra. Avevo paura di entrare, paura dellignoto, ma con la torcia che fortunatamente avevo con me, iniziai il cammino nella misteriosa cavit. Rimasi meravigliato di quello che nascondevano le viscere della nostra isola, ma i miei occhi notarono che questo posto era stato abitato. I nostri avi di centinaia danni fa erano vissuti qui. Forse per difendersi dai pirati che attaccavano le nostre coste.

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Amanda aveva vinto! Le sue non erano teorie ma realt! La mia mano illumin lo zaino e la lampada ad olio di lei: voleva dire che era stata nella grotta e la mia supposizione dellomicidio era realt! Un popi avanti cera una vecchia carriola. Rimasi vari minuti senza muovermi, poi iniziai la mia camminata; ma dopo pochi passi, notai delle piccole luci. Mi affrettai a raggiungere il punto illuminato e nelle vicinanze sentivo una voce, mi avvicinai molto lentamente, senza far rumore. Ero a pochi metri e vidi la figura di una persona di spalle, che indossava la gonna; forse era mia moglie? Cosa stava facendo l? Perch era ritornata nel luogo del misfatto? La poca luce non mi permetteva di vedere bene, riuscivo a intravedere solo ombre, ma non poteva essere la mia ex moglie, troppo alta e robusta. Nella mia testa non avevo dubbi, era il professore Hertmann! Era andato in quel posto, perch chiamato da Amanda per una importante scoperta archeologica! Solo ora avevo capito il perch l avesse uccisa. Ma, mi ero sbagliato! Allimprovviso il luogo dove si trovava la persona a me ancora sconosciuta si illumin e vidi, senza ombra di dubbio, che quella persona era don Giovanni! Rimasi senza fiato! Stava dritto di spalle, davanti ad una croce di ferro, a pregare. Vicino a quellaltarino cerano due piccoli corpi mummificati, seduti su dei sgabelli, coperti di fiori. Che scena macabra! Sudavo freddo! Non per paura, ma per la sorpresa e la delusione di vedere l una persona che credevo essere un

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santo. Invece dovevo pensare, per forza di cose, che fosse lui lassassino di Amanda. Con la carriola laveva trasportata fuori e gettata nel dirupo. Mi appoggiai alla roccia, ma delle pietre si staccarono, facendo rumore. Il prete si volt di scatto, non sembr tanto sorpreso di vedermi, ma, senza abbandonare il suo solito modo di fare, prese in mano il crocefisso e si avvicin verso di me. Era a meno di un metro, quando guardai la croce: cerano delle macchie pi scure, pensai che fosse il sangue della mia donna. Chiesi al prete: << Perch lhai uccisa? Cosa aveva fatto di male?>> Dai suoi occhi traspariva tutta la follia, che era riuscito a tener nascosta per anni quando mi rispose: << Non potevo permettere che una donna, un essere infimo, sporcasse i miei bambini. Li sto curando da anni, con tanto amore; nessuno me li porter via, neanche tu! >> In un attimo don Giovanni alz larma di ferro come una clave e la punt verso la mia testa. Riuscii appena in tempo a spostare il capo e la croce mi colp sulla spalla: un dolore lancinante mi fece perdere i sensi. Lultima cosa che pensavo fu che il braccio si staccasse dal corpo. Fu la mia fortuna: il prete pens che fossi morto. Non so quanto tempo rimasi privo di sensi, ma, al mio risveglio, trovai una sorpresa che non mi sarei mai aspettato. Alzando lo sguardo in alto, vidi il prete che si era impiccato ad una corda e legata al bacino aveva la

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croce di ferro che aveva macchiato del sangue di innocenti. Con grandi sforzi riuscii a portarmi fuori dalla grotta degli orrori. Per me fu uneternit. Attesi che passasse qualcuno. Sentivo le voci e i canti dei contadini, provai a gridare, ma inutilmente. Continuavo a perdere sangue ed il dolore non diminuiva, finalmente passarono alcuni di quei lavoratori che mi soccorsero e mi portarono in ospedale. Era finita una storia pi brutta di quanto avessi potuto concepire con la fantasia. Gli scheletri erano di due adolescenti scomparsi dieci anni prima, che erano stati assassinati dal religioso. Erano bambini che frequentavano la parrocchia e nessuno avrebbe mai sospettato del prete. La gente del paese diceva che allepoca don Giovanni era quello che si mostrava maggiormente interessato alle ricerche dei due piccoli e che pure aveva aiutato, anche economicamente, le famiglie degli sventurati. Linsospettabile prete era stato il carnefice delle due anime innocenti e per tanti anni ne aveva occultato i cadaveri. Amanda era stata uccisa perch aveva scoperto latroce segreto. Alluscita dallospedale andai a chiedere scusa al professore Hertmann e alla mia ex moglie per i miei ingiusti sospetti. Chiesi al professore se avesse intenzione di continuare il lavoro che Amanda aveva iniziato con i primi risultati. Mi rispose che il futuro dellarcheologia era nella zona di Lacco Ameno. Il pi grande sbaglio che feci che mi rese infelice per il resto della mia vita fu

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quello di ravvicinarmi alla mia ex moglie, che mi volle aiutare ad uscire dal mio dolore, e cos, dopo neanche un anno, mi trasferii da lei. Erano passati tanti anni dalla morte di Amanda e continuavo a vivere con mia moglie. In questo spazio di tempo avevo avuto due bambine, che rendevano meno dura la mia esistenza. Ad una delle mie figlie avevo intenzione di dare il nome del mio primo vero amore, ma mi fu impedito da mia moglie e dalla sua famiglia. Non potevo assolutamente pronunciare il nome di Amanda, addirittura dovevo andare al cimitero di nascosto. . Una sera ero dal barbiere, in attesa del mio turno. Vicino alla mia poltrona cerano due operai che aspettavano anche loro. Lavoravano in un cantiere edilizio sulla collina di San Michele. Stavano costruendo centinaia di case popolari, e con attenzione ascoltai quello che dicevano: << Lingegnere ha detto di seppellire tutto senza far parola con nessuno. >> <<A che cosa alludeva? >> << Tante anfore di tutte le misure, piatti di terracotta, ossa e tanti altri oggetti antichi. Lingegnere ha fatto coprire tutto velocemente. Salvo un paio danfore portate a casa sua.>> << Ma che cosa era? >> << Lingegnere ha detto che era un cimitero romano! >>

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In quel momento capii che Amanda era morta inutilmente! Ed io non avevo fatto niente per portare a compimento il lavoro che lei aveva iniziato. Il prete aveva ucciso Amanda e fatto di me un uomo infelice per il resto della vita.

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