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DEFINIZIONE Il termine deriva dal greco Dis (difficolt) + lessia (lettura). 1.

DISLESSIA ACQUISITA: capacit di lettura compromessa da danni cerebrali 2. DISLESSIA EVOLUTIVA: incapacit di leggere non dipendente da lesioni cerebrali acquisite, dall'et cronologica, dall'et mentale o da scolarit inadeguata (ipotesi multifattoriale)

CAUSE Nel 1925 Samuel Orton, autore di importanti ricerche sulla dislessia, aveva ipotizzato che nel corso del normale sviluppo delle capacit di lettura le immagini visive fornite dallemisfero destro fossero soppresse affinch non interferissero con le informazioni dellemisfero sinistro. La tecnologia avanzata oggi disponibile ha permesso ai medici di scoprire che in effetti i bambini disattivano la regione destra delle parti visive del cervello quando diventano lettori esperti. Le scansioni alla risonanza magnetica hanno mostrato che i bambini che stanno imparando a leggere usano le regioni temporali sinistre del cervello. Con laumento dellet e della capacit di lettura, stata osservata una soppressione delle aree visive dellemisfero destro, come previsto dalla teoria di Orton.

Disturbi specifici di apprendimento- DSA Dislessia Disortografia Disgrafia Discalculia DISCALCULIA causa una compromissione delle abilita' aritmetiche, quelle che riguardano la possibilita' di raggiungere una padronanza delle capacita' di calcolo fondamentali: comprensione produzione procedure del calcolo scritto soluzione dei problemi DISGRAFIA: difficolt riguardante la forma dei messaggi scritti, i segni prodotti DISORTOGRAFIA: difficolt riguardante il contenuto del messaggio relativamente alle operazioni semantiche, sintattiche e fonologiche.

PROBLEMATICHE DELLA DISLESSIA La dislessia una difficolt che riguarda la capacit di leggere e scrivere in modo corretto e fluente. Leggere e scrivere sono atti cos semplici e automatici che risulta difficile comprendere la fatica di un bambino dislessico. In Italia la dislessia poco conosciuta, bench si calcoli che riguardi almeno 1.500.000 di persone. La dislessia non causata da un deficit di intelligenza n da problemi ambientali o psicologici o da deficit sensoriali o neurologici. Il bambino dislessico pu leggere e scrivere, ma riesce a farlo solo impegnando al massimo le sue capacit e le sue energie, poich non pu farlo in maniera automatica. Perci si stanca rapidamente, commette errori, rimane indietro, non impara. La difficolt di lettura pu essere pi o meno grave e spesso si accompagna a problemi nella scrittura, nel calcolo e, talvolta, anche in altre attivit mentali. Tuttavia questi bambini sono intelligenti, vivaci e creativi. Il bambino spesso compie nella lettura e nella scrittura errori caratteristici come: linversione di lettere e di numeri (es. 21 - 12) e la sostituzione di lettere (m/n; v/f; b/d). non riesce ad imparare le tabelline e alcune informazioni in sequenza come le lettere dellalfabeto, i giorni della settimana, i mesi dellanno, pu fare confusione per quanto riguarda i rapporti spaziali e temporali (destra/sinistra; ieri/domani; mesi e giorni) e pu avere difficolt a esprimere verbalmente ci che pensa. In alcuni casi sono presenti anche difficolt in alcune abilit motorie (ad esempio allacciarsi le scarpe), nel calcolo, nella capacit di attenzione e di concentrazione. Spesso il bambino finisce con lavere problemi psicologici, ma questo una conseguenza, non la causa della dislessia. Anche dopo le elementari persistono lentezza ed errori nella lettura, che ostacolano la comprensione del significato del testo scritto. I compiti scritti richiedono un forte dispendio di tempo e il bambino appare disorganizzato nelle sue attivit, sia a casa che a scuola. Ha difficolt a copiare dalla lavagna e a prendere nota delle istruzioni impartite oralmente. Talvolta perde la fiducia in se stesso e pu avere alterazioni del comportamento.

LA DIAGNOSI LA.I.D. (Associazione Italiana Dislessia) ha messo a punto un protocollo diagnostico di base per la valutazione dei disturbi di apprendimento della lettura, scrittura e calcolo che pu essere utilizzato dallo specialista attraverso specifici test. Il protocollo prevede: Valutazione della presenza-assenza di patologie neurologiche Valutazione della presenza-assenza di deficit uditivi o della visione Colloquio psicodiagnostico per la valutazione dellequilibrio emotivo del bambino Valutazione neuropsicologica con prove standardizzate che riguardino: Livello intellettivo; Lettura nelle componenti di correttezza e rapidit sia di un brano, che di parole e di non parole; Scrittura nella componente di dettato ortografico; Calcolo nella componente del calcolo scritto e del calcolo a mente; Velocit di denominazione delle sillabe. inoltre importante considerare, da un punto di vista psicologico pi generale, la personalit del bambino e come egli vive la sua difficolt. quindi essenziale un collegamento tra lo psicologo e il neuropsichiatra (.. che fanno la diagnosi) ed il terapista e gli insegnanti. Questo adattamento pu essere effettuato per tutta la classe, in quanto necessaria una didattica non diversa solo per i dislessici, ma che tenga conto dei tempi e delle modalit di ognuno. molto importante, per esempio: Evitare la lettura ad alta voce; Far usare prima lo stampato maiuscolo (perch ha lettere pi facilmente distinguibili ed pi facile da scrivere e riconoscere) e passare al corsivo o allo stampato minuscolo solo dopo che tutti i suoni siano stati presentati, compresi quelli complessi;

Effettuare molti giochi linguistici per migliorare la competenza fonologica; Appendere in vista, nella classe, ad uso di tutti, tavola pitagorica, tabelle con formule, striscia dellalfabeto, linee del tempo, cartine,ecc

E NECESSARIO LINSEGNANTE DI SOSTEGNO PER UN BAMBINO CON DISLESSIA? La legislazione attuale permette ai bambini con DISLESSIA di essere aiutati da un insegnante di sostegno. La valutazione della sua opportunit dipende da caso a caso e deve essere certificata ai sensi della legge 104/ 92. Il sostegno scolastico pu essere molto utile per: Adattare la didattica alle necessit del bambino con DISLESSIA (funzione di lettore, insegnamento delluso del computer, aiuto nel prendere appunti, ecc); Affiancare linsegnante di classe nellorganizzazione di attivit in piccoli gruppi; Permettere di orientare la programmazione e la valutazione sulle caratteristiche del bambino (es, non valutare gli errori di ortografia).

RIABILITAZIONE Per quanto riguarda la riabilitazione cominciare prima significa eliminare prima il problema. Lintervento si colloca allinterno del processo evolutivo. Questo significa evitare aggressioni terapeutiche indifferenziate e interminabili con il rischio di medicalizzare il problema che il bambino presenta. La cosa pi importante collocare il bambino in un ambiente che lo faccia sentire a suo agio e non lo renda ansioso per il deficit delle sue attitudini. Poi bisogna iniziare un buon trattamento logopedico. Oggi esistono molti metodi validi. Il trattamento pu avere ottimi risultati se si avverano tre cose: Il bambino deve voler migliorare (e cio abbia coscienza del suo disturbo); La famiglia deve accettare di modificare abitudini e comportamenti; La scuola deve collaborare.