Sei sulla pagina 1di 4

Io sono giunto alla conclusione che tutto ci che di economia mi stato insegnato alla universit dagli esperti della

a materia si rivelato totalmente falso! (F.D.Roosvelt a sir. Halifax, 10.08.1941)

IL PERCHE DELLA CRISI E DELLA CECITA DI SCIENZA, MEDIA E POLITICI

E difficile comprendere la cecit selettiva di cui soffrono da circa 30 anni le opinioni pubbliche occidentali, conformemente, del resto, a quella di cui soffrono scienza, media e politici di ogni estrazione. Pochissimi infatti sembrano accorgersi che il potere di acquisto dell80% della popolazione si contratto di circa 3 volte dagli anni 80 ad oggi: in Italia, ad esempio, un impiegato di medio livello e un operaio comune turnista che oggi percepiscono circa 1.200-1.500 al mese, avevano alla fine degli anni 70 un tenore di vita che oggi si pu tenere solo con retribuzioni mensili intorno a, rispettivamente, 2.500-3000 e 4-5.000 euro. La disoccupazione era allora eccezionale nel triangolo industriale e il precariato solo residuale. Un libero professionista di livello medio-basso, infine, godeva di un tenore di vita almeno doppio rispetto ad un impiegato di medio livello e commercianti e ristoratori conducevano una vita decisamente agiata. Tra i turisti USA cerano anche molti operai e i loro stipendi allora erano almeno doppi rispetto ai nostri. Cos accaduto, allora, che ha provocato questo brutale impoverimento e imbarbarimento del vivere civile? Che fine hanno fatto i frutti del progresso scientifico intanto incessantemente aumentato? E cosa dobbiamo attenderci dal futuro se oggi decine di milioni di americani vivono di lavoro precario a $ 1.000 al mese e senza assistenza sanitaria? Pi ancora: cos accaduto nel cervello della gente che non fa cogliere una cos macroscopica realt, che, oltretutto, essa vive in prima persona e non ne viene a conoscenza perch altri gliela raccontano? Per ammetterlo ha bisogno di apprenderlo dai media? Sarebbe un po come accendere la TV per sapere se piove anzich aprire la finestra! Se ci si affida ai media, per, ci si affida al servizio stampa e propaganda del blocco sociale dominante. Il servizio di informazione meno affidabile pensabile! Il Pensiero pseudo liberista oggi egemone, il cos detto Pensiero Unico in economia, infatti un Pensiero economico che sposa in tutto e per tutto gli interessi materiali ed il punto di vista del grosso Capitale creditiziofinanziario e delle mutinazionali che sono integrate in un unico club con le banche e assicurazioni loro sorelle: il club dei trust finanziarizzati. La semplice verit che la elite internazionale che controlla questo club porta avanti con grande lucidit fin dagli anni 80 un progetto di ridefinizione delle regole del gioco a livello internazionale al fine di ridistribuire la ricchezza e il potere a proprio vantaggio ed a detrimento della democrazia e della quota di prodotto sociale che va ai dominati del nord e del sud del mondo. Il suo obiettivo era ed la eliminazione di qualsiasi ostacolo nazionale e internazionale alla libert di circolazione dei Capitali, alla delocalizzazione e alla speculazione. Il tatcherismo e il reaganismo, prima, e liberismo, globalizzazione e deregulation, dopo, sono stati gli strumenti che hanno fatto da copertura ideologica alla sua strategia.

Una strategia che comportava e comporta limpoverimento generalizzato al fine di consentire la distribuzione sempre pi sperequata della ricchezza. Gi alla met degli anni 90 il PIL a disposizione dell1% pi ricco della popolazione si era raddoppiato e quello a disposizione dell80% meno ricco si era dimezzato. Da allora il processo proseguito nella medesima direzione e tra delocalizzazioni, tagli del welfare e delle retribuzioni e inasprimenti fiscali sui Redditi da lavoro e da impresa, mentre la recessione e la sottostima ufficiale della inflazione divoravano un altro 50% del Reddito reale, il Reddito nominale aumentava incessantemente quadruplicando la quota spettante all1% pi ricco e contraendo di 2/3 quello spettante all80% meno ricco. Interesse ideologico della elite nascondere questa ridistribuzione ed accreditare una modellizzazione della economia per cui, lasciando la massima libert di azione al grosso Capitale internazionale, precarizzando, smantellando le protezioni sociali, privatizzando e contraendo le retribuzioni, nonch delocalizzando con grande agilit da un paese allaltro alla ricerca delle aree sempre meno costose in termini di sicurezza, ecologia, welfare e retribuzioni, la massima libert di azione concessa agli egoismi umani non potr che portare alla crescita della ricchezza! Che la ricchezza invece cali in termini assoluti viene misconosciuto e che questa calante ricchezza venga per giunta distribuita in termini sempre pi sperequati viene perfino negato. Non un compito facile, poich il funzionamento effettivo del capitalismo in realt abbastanza semplice, per cui stata faticosamente costruita una modellizzazione assolutamente falsa ma apparentemente coerente al suo interno, la quale, rimandando la soluzione di ogni contraddizione ad unaltra contraddizione e poi da questa ad unaltra ancora, e cos via allinfinito, smarrisce incoraggiando quelle critiche settoriali che non mettono in discussione la modellizzazione nel suo complesso, per cui questultima finisce per restare in piedi comunque, al pari di una religione rivelata. Come infatti vedremo tra poco, la crisi che attraversiamo in realt una semplicissima crisi da sottoconsumo, e non da sovrapproduzione! Essa dovuta proprio alle ricette deflattive oggi egemoni, le quali, contraendo indefinitamente sul mercato interno i Consumi popolari pubblici e privati, hanno provocato e continuano a provocare una contrazione degli sbocchi profittevoli sul mercato interno che non compensato da un miglioramento del saldo Export-Import, anche a causa di un euro che viene pompato speculativamente in conseguenza di quegli stessi insistiti provvedimenti inflattivo-recessivi, penalizzando il nostro Export-Import allo stesso identico modo in cui farebbe una pi alta inflazione a cambio invariato. Tutto ci possibile solo non cogliendo la circolarit del capitalismo. Se non ci si rende conto, cio, che nel capitalismo la produzione della ricchezza segue e non precede il suo finanziamento: le imprese, infatti, pagano a credito le retribuzioni e le materie prime e rimborsano il prestito solo in un secondo momento, quando incassano lequivalente monetario ricavato dalla vendita sul mercato di quanto hanno prodotto grazie al credito ricevuto. Pi in generale,

possiamo dire che perch si possa chiudere il circuito produttivo/ distributivo occorre che la Domanda che da vita ad ogni nuovo ciclo sia almeno pari a quella che aveva dato vita al ciclo precedente. Orbene, mentre la Domanda per Consumi dipende dalla quota di Reddito capitalistico che viene utilizzata per lacquisto di beni di Consumo, e, quindi, cresce percentualmente solo allaumento della sua perequazione distributiva, la Domanda di beni di Investimento dipende semplicemente dal livello tecnicoscientifico e organizzativo-aziendale, per cui diminuisce incessantemente nel tempo. Poich nessun rapporto esiste tra i due fenomeni, luno socio-politico e laltro tecnico-scientifico, nessun equilibrio pi o meno automatico ipotizzabile senza un intervento strategico sociale degli organi pubblici, perch, se mai per avventura si raggiungesse lequilibrio in un certo momento, esso si perderebbe certamente poco dopo per via della diminuzione inesorabile della quantit di Investimenti produttivi necessari nel tempo per produrre lo stesso flusso di beni e servizi di prima, e solo diminuendo lorario di lavoro e distribuendo in modo pi perequato la ricchezza si potrebbe mantenere lequilibrio. Anzi, conti alla mano, si registra che oggi, nei paesi capitalistici avanzati come lItalia, i Consumi sono di media l80% del PIL, mentre gli Investimenti produttivi sono meno del 5% del PIL. Esiste dunque un gap pari a ben il 15% del PIL che, ove non colmato con un saldo attivo dellExport-Import o in qualsiasi altro modo, comporta la impansione del sistema al ritmo dettato dalla quota di gap non colmata! Ne discende, da un lato, che non esiste nessuna fame endemica di Capitali, come viene invece propagandato dal P.U., essendoci semmai il loro eccesso endemico, col che decade ogni giustificazione della iperremunerazione e detassazione dei Redditi da Capitale ed anzi emerge, dallaltro lato, la esistenza di un consistente gap di Domanda che impedisce la ricostituzione del ciclo. Poich, del resto, non pensabile un sistema-mondo in cui non si registri il pareggio tendenziale dei rispettivi Export-Import, ne discende dunque che il capitalismo affetto da una contraddizione-base che in teoria lo rende impossibile. Com possibile, dunque, che esiste qualcosa di impossibile? La spiegazione dellarcano tanto semplice quanto ignota ai pi: il gap viene infatti colmato semplicemente finanziando allo scoperto tanta Domanda autonoma dal sistema distributivo quanta ne occorre per chiudere il circolo, e lo si fa con la gigantesca Moneta creditizio-finanziaria che il sistema in grado di creare dal nulla con la riserva frazionaria e la finanza creativa. E cos che funziona la economia di guerra. Cos funzion il piano Marshall. Cos funzionarono le AM-lires con cui si finanziarono gli alleati in Italia dal 43 al 48. Cos fece Hitler in Germania sia dal 33, che nei territori da lui occupati fino al 45. Ed pure cos che funziona da secoli leconomia capitalistica anche in tempi di pace, a totale insaputa di una opinione pubblica cui si racconta invece la favolletta edificante del Risparmio quale motore delleconomia e del rigore finanziario quale regola-base del buon governo.

Oggi, una ristretta elite sinarchista internazionale controlla la creazione e distribuzione della Moneta virtuale (grazie ai colossi bancari che possiede) e fissa i listini allingrosso (attraverso le sue multinazionali che sono integrate con esse nel medesimo club). Variando il credito virtuale pubblico e privato e la quantit di titoli utilizzati dal sistema, varia la quantit di Moneta allo scoperto che immette nel circolo produttivo/distributivo e se con essa finanzia una corrispondente Domanda aggiuntiva autonoma dal sistema distributivo, colma o meno il gap chiudendo il circuito Denaro-Merce-Denaro, mentre, variando i listini, varia la distribuzione sociale del Reddito. Essa, cos, determina in definitiva lo sviluppo come la recessione, il loro tasso percentuale e la loro stessa allocazione geografica, ed insieme determina tutto landamento della economia internazionale, inclusa la recessione che ci affligge, strisciantemente, fin dagli anni 80, e, pi incisivamente, negli ultimi 15 anni. Una crisi che peraltro tale in realt solo per noi, poich invece una vera pacchia per loro! Per invertire questa tendenza distruttiva che nel giro di 30 anni ha ormai compresso di 2/3 il tenore di vita dall80-90% della popolazione per quadruplicare la ricchezza dell1% pi ricco riducendo proporzionatamente pure gli spazi democratici, occorre innanzitutto fare chiarezza e chiamare alla unit tutto il mondo del lavoro (maestranze, imprese indipendenti rispetto al club, ceti mercantili e ceti medi). Solo con una stagione prolungata di lotte sociali potremo infatti uscire dalla crisi da sottoconsumo in cui ci siamo avvitati in unassurda orgia di pseudoliberismo a causa della continua compressione di retribuzioni e welfare che stata operata insieme alla iper-remunerazione e detassazione dei Redditi da Capitale nel contesto di deindustrializzazione progressiva causato dalle delocalizzazioni selvagge praticate con lalibi della globalizzazione pi irragionevole. Una volta compreso che per gli Investimenti produttivi basta appena il 5% del PIL e che il Risparmio in eccesso che impedisce la chiusura del circolo D-M-D, diventa invece evidente che non c ragione per iper-remunerare e detassare i Redditi da Capitale (oggi gravati da uno scandaloso 12,5%), che il saggio di interesse devessere il pi basso possibile e che per il funzionamento del capitalismo basta un sistema creditizio poco pi che rudimentale e un polo bancario statale presso cui collocare elettronicamente il debito pubblico (oggi, il 90-95%), comera ad esempio in Italia fino alla criminale svendita bipartisan delle nostre 4 banche collocatarie, mentre una borsa-casin non serve ed anzi dannosissima. Occorre dunque ridistribuire pi perequatamente la ricchezza e conseguire il controllo democratico della Moneta creditizio-cartolare per finanziare allo scoperto la Domanda aggiuntiva che serve per chiudere il circolo e finalmente decidere democraticamente COSA, QUANTO, PER CHI e DOVE produrre, costruendo finalmente lEuropa dei popoli sulle macerie della www.circolodegliscipioni.org Europa della finanza costruita a Maastricht.