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La democrazia occidentale tra promessa e realt. di Carlo Rossi http://chiarodiluna-karl.blogspot.it/2013/02/le-democrazia-occidentale-tra-promessa.

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Le idee sono potenti fattori della storia umana. Nel Settimo secolo la nuova religione islamica mut rapidamente e imprevedibilmente non solo i tratti culturali ma lo stesso assetto politico del bacino del Mediterraneo. Il marxismo-leninismo e l' ideologia nazista produssero i grandi totalitarismi del Ventesimo secolo. Riferendosi a tali totalitarismi Robert Conquest ha intitolato un suo brillante libro Il secolo delle idee assassine. Ma alcuni ideali hanno svolto un ruolo determinante anche nella formazione e nella evoluzione delle democrazie liberali. Sovranit popolare, uguaglianza di fronte alla legge, uguaglianza delle opportunit, diritto alla felicit e libert sono le idee che hanno fondato e legittimato le democrazie occidentali a partire almeno dalle rivoluzioni settecentesche, con le loro incisive dichiarazioni dei diritti dell' uomo e del cittadino. Queste promesse fondanti e legittimanti rappresentano per l' origine di problemi e tensioni che possono rivelarsi fatali per gli stessi assetti sociali ed istituzionali che hanno potentemente contribuito a creare. Francois Furet ha scritto: "Libert ed eguaglianza sono promesse illimitate". "Quelle promesse astratte in realt creano un divario insormontabile tra le aspettative dei popoli e quello che la societ pu offrire". "Si spiega cos quell' aspetto certamente singolare della democrazia moderna nella storia universale, che consiste nell' infinita capacit di produrre giovani e adulti che detestano il regime sociale e politico nel quale sono nati e odiano l' aria che respirano, pur vivendone e non conoscendone altre". "Ho in mente... la passione politica costitutiva della democrazia, quella fedelt esasperata ai principi che nella societ moderna rende un po' tutti nemici del borghese, compreso lo stesso borghese" (Il passato di un' illusione, 1997, p. 23 e seg.). Queste parole dell' insigne storico francese risalgono agli albori della globalizzazione contemporanea, quando il divario di produttivit tra l' Occidente avanzato ed i paesi cosiddetti emergenti era ancora notevole a favore dei paesi occidentali pi sviluppati. Proprio l' elevata produttivit in termini assoluti e relativi ha consentito il notevole miglioramento delle condizioni di vita di larghi settori della popolazione e l' avvicinamento tra promessa e realt che contiene il malcontento. Oggi elevati livelli di produttivit si raggiungono anche nei paesi ormai ex emergenti, nei quali inoltre costo del lavoro, pressione fiscale, relazioni industriali, tutela dell' ambiente e situazione politica rendono vantaggiosa la produzione manifatturiera, l spesso trasferita dai paesi di pi antica industrializzazione. Ci fa diventare sempre pi difficile garantire buone opportunit di lavoro e di vita nelle democrazie occidentali. La distanza tra promessa e realt si allarga. Non si pu pi escludere la rivolta di chi non ha pi accesso a uno standard considerato irrinunciabile. Che fare? E' urgente eliminare privilegi, rendite di posizione, chiusure corporative. Occorre al pi presto ripristinare sufficienti produttivit e competitivit, esercitando nel contempo pressioni sulle nuove potenze affinch aprano le loro economie, oggi ancora sottratte alla concorrenza leale con dazi, regole ed intervento pubblico. Bisogna favorire lo sviluppo di una cultura compatibile con le esigenze della democrazia liberale e della crescita economica. Si deve educare alla libert responsabile, insegnando ai giovani a cogliere ed accettare la complessit, a vedere e correggere gli errori, imparando da essi. E' necessario diffondere la consapevolezza che non esistono pasti gratis, che per ogni pasto consumato qualcuno paga il conto. Troppo? Troppo difficile? L' alternativa un doloroso declino.