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LE NOVIT PER I TRIBUTI LOCALI IN MATERIA DI RIMBORSI e COMPENSAZIONE

La legge 27 dicembre 2006, n. 296, c.d. legge finanziaria per lanno 2007, ha introdotto significative novit nel campo dei tributi locali anche per ci che concerne la materia della compensazione e dei rimborsi. In particolare il comma 164 dellart. 1 della legge finanziaria 2007, ha fissato in cinque anni, per tutti i tributi locali, il termine entro il quale il contribuente ha la facolt di richiedere il rimborso delle somme indebitamente versate allente locale. Come detto, tale nuova disposizione vale per tutti i tributi locali, per cui sono stati conseguentemente abrogati larticolo 13 del D.Lgs. n. 504/92 in materia di ICI, larticolo 9, comma 6, del D.Lgs. n. 507/1993 in materia di imposta di pubblicit e larticolo 51, comma 6, del D.Lgs. n. 507/1993 in materia di tassa per loccupazione di spazi ed aree pubbliche e lart. 75 del D.Lgs n. 507/1993, in materia di tassa rifiuti. Il termine di cinque anni per richiedere il rimborso decorre dalla data in cui avvenuto il pagamento non dovuto, ovvero dalla data in cui stato accertato il diritto alla restituzione. Va precisato tuttavia che lestensione dei nuovi termini, ai sensi del successivo comma 171 del medesimo art. 1, prevista per i rapporti dimposta pendenti al 1 gennaio 2007; di conseguenza, per esemplificare, lICI pagata in eccedenza a causa di un errore del contribuente il 20 dicembre 2004, poich il termine triennale pendente al 1 gennaio 2007, potr essere chiesta a rimborso entro il 20 dicembre 2009, in quanto si potr godere del nuovo termine quinquennale dal quale andr ovviamente scomputato il periodo gi trascorso. Non sar invece possibile

richiedere il rimborso per lICI pagata e non dovuta nel 2003, in quanto al 1 gennaio 2007 tale rapporto non era pi pendente. La domanda di rimborso va presentata allente locale, il quale provvede ad effettuare il rimborso entro centottanta giorni. Lente locale vede pertanto raddoppiarsi il termine da 90 giorni ( previsto nella prima stesura della norma in commento) a 180 giorni entro il quale deve provvedere a tutti gli adempimenti connessi alleventuale rimborso; tuttavia tale termine mal si concilia con i termini previsti in materia di contenzioso tributario dal D. Lgs. n. 546/1992. Infatti, larticolo 68 del citato D. Lgs. n. 546/1992, in caso di sentenza favorevole al contribuente che ha versato tutte o parte delle somme contestate, prevede che il relativo rimborso debba avvenire entro 90 giorni dalla notificazione della sentenza, per cui in tal caso lente locale avr un minor termine per procedere alla restituzione delle somme. Tuttavia lelemento di maggior contrasto con la normativa prevista in materia di contenzioso tributario rappresentato dal termine di 90 giorni, indicato dallarticolo 21, comma 2, del D.Lgs. n. 546/1992, decorso il quale, formandosi il silenzio rifiuto dellente alla restituzione delle somme richieste a rimborso, il contribuente acquisisce il diritto a proporre ricorso dinanzi alla Commissione Tributaria. Per superare tali incertezze, sarebbe forse auspicabile uninterpretazione della disposizione della legge finanziaria in esame, come norma speciale che riferita ai tributi locali prevalga sulla disciplina amministrativa generale del silenzio-rifiuto. Larticolo 1, comma 165, della legge finanziaria 2007 disciplina anche il nuovo sistema di determinazione del saggio di interesse annuale da applicare ai tributi locali che pu variare di tre punti percentuali rispetto al tasso di interesse legale.

Una volta fissata la misura degli interessi, questa trova applicazione sia negli avvisi di accertamento emessi dallente locale che nelle richieste di rimborso prodotte dai contribuenti. Quanto alla decorrenza, la legge finanziaria 2007 prevede che il computo degli interessi inizi a decorrere dal giorno del versamento e non da quello di presentazione della domanda di rimborso. La disposizione sulla misura e calcolo interessi si applica, per espressa previsione del citato comma 171 dellart. 1, anche ai rapporti di imposta pendenti al 1 gennaio 2007, mentre non spiegano alcun effetto rispetto a quelli definiti, per i quali sia intervenuta una sentenza passata in giudicato, sia divenuto definitivo latto impositivo per mancata impugnazione, siano decorsi i termini di decadenza o di prescrizione stabiliti dalle specifiche disposizioni tributarie, quali quelli per la richiesta di rimborso da parte del contribuente. Larticolo 1, comma 167, della legge finanziaria 2007 consente inoltre agli enti locali, di disciplinare con apposito regolamento, le modalit con le quali i contribuenti potranno compensare le somme a credito con quelle dovute al comune; la compensazione riguarda esclusivamente debiti e crediti di natura tributaria e, comunque, riferibile alle imposte locali; a tal proposito sembra escludersi lestensione dellistituto della compensazione, anche con riguardo a quelle entrate che non hanno pi la veste di tributo, quali la tariffa rifiuti, il canone di occupazione di suolo pubblico e il canone per la pubblicit. Va ricordato che listituto della compensazione in campo tributario era gi stato previsto dallart. 8 dello Statuto del contribuente (legge n. 212/2000) come modalit ordinaria di estinzione dellobbligazione tributaria, ma tale norma era finora rimasta inattuata per i tributi comunali in quanto il comma 8 dellarticolo in questione prevedeva lemanazione di appositi regolamenti, mai emanati, con i quali disciplinare lestinzione dellobbligazione tributaria mediante compensazione,

estendendo, a decorrere dallanno dimposta 2002, lapplicazione di tale istituto anche a tributi per i quali attualmente non previsto. Larticolo 1, comma 167, della legge finanziaria, come detto, attribuisce alla potest regolamentare comunale la disciplina di dettaglio della compensazione. In particolare il regolamento comunale dovr disciplinare le modalit di fruizione dellistituto della compensazione, individuando i tributi comunali che possono essere compensati tra di loro, il termine entro il quale deve essere avanzata la richiesta, il limite massimo di importo compensabile, eventuali preventive autorizzazioni, pi in generale le modalit con cui produrre la richiesta di compensazione, ritenendosi, ammissibile, comunque, la compensazione tra tributi gestiti differentemente. Listituto della compensazione, previsto dallart. 17 del D.Lgs. n. 241 del 1997, tra crediti di natura tributaria e debiti per tributi locali regolamentata attraverso lutilizzo del modello di pagamento unificato c.d. F 24. A riguardo va ricordato che il 26 aprile u.s., stato emanato il provvedimento del Direttore dellAgenzia delle Entrate con il quale si data attuazione alla previsione contenuta nellart. 37, comma 55, del D.L. n. 223/2006, che ha previsto la possibilit per i contribuenti di liquidare lICI in sede di dichiarazione ai fini delle imposte sui redditi e procedere al versamento con le modalit di cui al citato D.Lgs. n. 241 del 1997. Il principale vantaggio del modello F 24 consiste, come noto, nella possibilit di compensare il debito ICI con i crediti di qualsiasi tributo erariale risultante dalla dichiarazione. A titolo esemplificativo, sar possibile compensare un credito per Irpef scaturente dalla dichiarazione Unico 2007 di Euro 300,00 con un debito ICI per abitazione principale per lanno 2007 di Euro 250,00, utilizzando il modello F24 nel modo seguente:

- nella sezione erario, indicando codice tributo 4001, anno di riferimento 2006, importi a credito compensati 250,00; - nella sezione ICI ed altri tributi locali indicando il codice catastale del comune dove deve essere pagata lICI, barrando la casella acconto e saldo, indicando il codice catastale 3901, anno di riferimento 2007, importi a debito versati 250,00. Larticolo 1, comma 168, prevede, poi che gli enti locali stabiliscano per ciascun tributo gli importi al di sotto dei quali esentare i contribuenti dai versamenti e limitare, al contempo, la possibilit di ottenere rimborsi. Se lente non stabilisce nulla si applica la disposizione di cui allarticolo 25 della legge n. 289/2002 in base alla quale si considerano di modesto ammontare i crediti ed i debiti non superiori a 12 Euro. Naturalmente non sussiste alcun ostacolo per la fissazione di importi minimi differenziati con riguardo ai vari tributi locali, soprattutto in considerazione della specificit della disciplina di ognuno di essi, che prevede fattispecie impositive assai differenti tra loro, con conseguente diversificazione degli importi. E evidente che gli importi minimi fissati per i versamenti debbano essere uguali a quelli stabiliti per i rimborsi, in quanto una diversa regolamentazione contrasterebbe con i principi sanciti dallo Statuto dei diritti del contribuente. Lente locale ha quindi lopportunit con proprio regolamento di stabilire una soglia minima al di sotto della quale non si generano crediti n debiti, attuando cos recuperi di efficienza e di economicit nella gestione dei singoli tributi, al fine appunto di eliminare procedimenti a volte costosi in termini di risorse umane e finanziarie, ma di fatto inutili in termini di risultato. C.F.Cellucci