Sei sulla pagina 1di 4

Ruta si era formato culturalmente nell'ambiente napoletano nell'ultimo 15ennio del secolo(1885), sosteneva gli ideali democratici, l'anarchismo

piccolo-borghese e l'anticlericalismo di Giovanni Bovio, intrecciando rapporti con gli intellettuali del periodo. Aveva partecipato a suo modo alla polemica sociale. Nella riedizione de Il gusto d'amare aveva preso posizione sul risorgimento, mettendo in discussione il processo di unificazione e denunciando la caduta degli ideali garibaldini e mazziniani, la degradazione dell'eroismo, l'avvento della prosa borghese e del clericalismo. Per riformare e purificare egli chiedeva, congiunte ad un'analisi non ipocrita delle motivazioni del male, la libert e la verit. L'accusa dei giudici milanesi a Il gusto d'amare di oltraggio al pudore e all'incitamento all'odio di classe, produsse effetti deleteri su Ruta il quale oper anche l'autocensura fino a scomparire dalla scena culturale reprimendosi ed incapsulandosi. Per Lucini, uno dei proprietari della casa editrice Galli che aveva letto Il gusto d'amare, reputava Ruta uno schietto interprete partenopeo. Nel 1908, per, Lucini riteneva che Ruta non avesse scritto pi niente, ponendosi il problema di quanto l'intellettuale potesse essere cambiato dopo 13 anni. Invece Ruta stava ultimando Insaniapoli realizzando un progetto decennale che prevedeva un modo di narrare ed un'ideologia non sottomessa al presente, frantumava il canone romanzesco, usando una narrazione sperimentale che spaziava su orizzonti ben pi vasti. Ruta era sul punto di presentare ai lettori italiani un nuovo genere narrativosaggistico e un'anatomia romanzesca costituita da sommari per ogni capitolo, intertitoli, note a pi pagina e una nota finale con l'inserzione di saggistica, scienza, politica e mitologia, tutti ingredienti in una prospettiva utopica e profetica, rivoltosa e anarchica, colma di distruzione purificazione e rigenerazione. Con questo testo, Ruta si inseriva nella cosiddetta linea umoristica, che si caratterizzava come un racconto con un misto di seriet e di brio. Ruta aveva composto un bizzarro volume, del quale non comprendeva il significato pi di quanto avesse scritto, come spiega nella lettera introduttiva a Salvatore Di Gennaro. Esso si inseriva perfettamente nel suo lavoro intellettuale, rimarcando la sua posizione sullarte e la scienza, sulla civilt e sulla missione del genere umano, sullItalia vecchia e nuova, sul garibaldinismo e lanticlericalismo. Nel precedente romanzo Ruta aveva rappresentato situazioni narrative verosimili. Si trattava, a dire il vero, di un realismo sarcastico e parodico della scrittura romanzesca del secolo XIX. Un realismo che la magistratura, appena dopo la repressione dei fasci siciliani, aveva duramente colpito. Componendo il secondo romanzo, allora, per non incappare nuovamente nelle maglie della magistratura, Ruta opt per un genere di scrittura completamente diverso, adottando un travestimento e aggirando la repressione presentando s una storia dellItalia postunitaria, ma velata di mitologia e simboli. A leggere attentamente il testo, infatti, non mancano chiari riferimenti alla

cronaca italiana ed europea: questioni come il voto alle donne, lemancipazione femminile, la questione meridionale e le scoperte scientifiche. Insaniapoli Due sono i personaggi: Elio e Ario. Per ritrovare la pace e la serenit e per perseguire la verit e diventare un uomo nuovo, Elio si rifugia in mare. Elio un eroe solare in rapporti con il mondo dei morti, poich luce e oscurit sono due facce in alternantisi di ununica verit. Elio alla ricerca della verit, della luce. Egli ritiene di avere una missione da compiere: rigenerare il genere umano corrotto e perduto. Ha due oggetti magici con s (il coltello e le forbici), attraversa le acque infernali e si rigenera durante il suo percorso superando delle prove decisive, lottando e sconfiggendo il mostro, simbolicamente lavversario esterno e la parte colpevole di s. In Insaniapoli, il tempo non esiste, il mare lo spazio del romanzo. Limmersione dei due personaggi nellacqua del mare una regressione, perch le acque precedono la creazione e rappresentano quindi uniniziazione, una rinascita. Elio dunque si immerge nelle acque infere (nellAde) per scoprire la verit che non riuscito a vedere in superficie. Manca apparentemente la Luna, ma simbolicamente la luna lacqua. Non manca la terra, invece, rappresentata dallisola (sulla quale vi sono solo donne morte), e dalla Siobia (altrove Ruta avrebbe scritto che la terra sempre rappresentata come una donna), anche se devessere precisato che luniverso immaginario di Insaniapoli interamente maschile e avverso alle donne, in quando lo stesso scrittore era angosciato dalla figura femminile, non ritenendola necessaria se non ricopre il ruolo di madre. Nellultimo capitolo, domina quindi il fuoco, che simboleggia la purificazione e la rigenerazione, possibile solo con la distruzione e la fecondit. Nel mare Elio incontra laltro personaggio, Ario, un cavaliere errante, un asceta, che ama la natura e che ha recuperato la ragione che altri hanno perso. La funzione di Ario non solo di guida per Elio, come in ogni viaggio iniziatico, ma anche di voce narrante. Egli dialoga con Elio e ha per lui una funzione paterna di consigliere. Racconta degli incontri con gli animali, della condanna subta per anarchia, critica il carcere, lospedale e il manicomio: i luoghi istituzionali di reclusione del corpo e del discorso. Camminando sotto lacqua, Elio ed Ario non solo dialogano e raccontano, ma ascoltano, lasciano la parola ad altri, assistono agli episodi che si svolgono. Negli ultimi tre capitoli, il sarcasmo politico-sociale raggiunge lapice, Ario a raccontare un suo viaggio in una regione di Insaniapoli, la Siobia, una parte del reame di un mondo contrario a come dovrebbe andare. La descrizione della Siobia la scoperta dellItalia meridionale. Lavventura formalmente tenuta insieme dallo schema iniziatico del viaggio, dai protagonisti e dai loro incontri. Elio sembra un personaggio dantesco, che ha perduto la ragione tra la corruzione del mondo. Lo schema del testo facilmente riconducibile a quello della Divina Commedia, e Dante preso a modello ideologico. Basta guardare il ritmo ternario delle sequenze narrative, in quanto gli episodi sono raggruppati in successione di tre capitoli. Al modello generale dantesco, va aggiunto anche un altro testo che Ruta ha citato spesso: la Bibbia. Ruta lo definisce un inesauribile fonte di citabilit, il libro in cui sopravvivono tutte le

storie mitologiche in cui il potere delle parole la fa da padrone. Le citazioni tuttavia non si fermano solo a questi testi: Ruta prende spesso parole da altri, e spesso i suoi personaggi parlano il discorso di un altro. In alcuni casi la citazione palese, altre volte avviene solo una semplice allusione. Si possono trovare tracce dei poemi omerici, di Erodoto, Swift, e proprio questultimo un altro dei modelli fondamentali di questo testo. Attraverso la narrazione, Ruta evidenzia idee espresse gi ne La psiche sociale, in cui satireggia le istituzioni, le ideologie europee dominanti alle soglie della prima guerra mondiale. Nella rappresentazione sarcastica della Siobia, ferocemente descritta la negazione dellumano ed rappresentata la condizione bestiale in cui versa luomo meridionale sul piano morale e civile attraverso lelemento dello sporco, dei pidocchi. Le differenze da Swift sono ovviamente notevoli, dal momento che il corpo, per il satirico irlandese privilegiato, mentre Ruta rifiuta lelemento spaziale del basso, bench la vicenda del romanzo si svolga sul fondo del mare. Questo elemento lascia spaesati, dato che le anime sono vive nel sottosuolo. Insaniapoli presentava, per quei tempi, uno sperimentalismo notevole che si sarebbe affermato solo nei decenni successivi. Basti pensare allutilizzo massiccio della satira come provocazione e confutazione di idee, alle ininterrotte citazioni, alle allusioni, alla tecnica dialogica e alla metafora della citt dellinsania. Lo sperimentalismo non era solo narrativo, ma anche linguistico, per labbondanza di paradossi, antitesi, metafore, iperboli e ironie. Lucini, in una recensione, elogi Ruta per il lessico usato, il quale si distaccava notevolmente dalla lingua usata al tempo, gli riconosceva il talento nello scegliere accuratamente le parole, nel rinnovarle, nelladattarle perfettamente ai suoi fini narrativi. Ruta consapevole che, spenti i furori anarchici degli anni precedenti, la realt era cambiata. La fase di deperimento dei valori in pieno svolgimento, e che le nuove generazioni possono raccogliere solo ci che resta di quello che i padri hanno lasciato di una societ ordinata secondo i principi cristiani. Ruta, fedele alleterno ritorno, si convinceva che era tutto temporaneo, e che prima o poi si sarebbe verificata una nuova inversione di rotta, e inoltre si autonomin restauratore di questo nuovo tempo. Perci egli si opponeva al pessimismo leopardiano incarnato nello specifico dal gallo selvatico: in un dialogo col sole, si conclude che luomo non pu essere felice poich lunico scopo della vita delluomo il morire. Ruta, di questo tragico punto di arrivo, ne fece uno di partenza. Della sua passione per le mitologie, Ruta ne fece un vero e proprio studio approfondito, infatti Elio, Ario, il mare, le donne, il leviatano sono tutti elementi mitologici. Ruta ebbe consapevolezza della tragica perdita di valori morali e culturali che subiva lItalia unificata, tragedia che sembrava inevitabile. La divinit era scomparsa e lanimalit prevaleva, ed Elio era alla ricerca di una nuova vita. Egli appartiene al mondo dei morti, atmosfera che promana dal testo, verificabile nella miseria della vita e dellimpossibilit dellamore, sostituito dal dolore. Insaniapoli quindi un canto funebre di un reame della follia che va annientato. La follia rappresenta lo stato bestiale delluomo e pu essere superata solo con uno sforzo sovrumano.