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"E noi abbiamo creduto all’Amore" (1Gv.4,16).

OPERA
CENACOLO
FAMILIARE

SAC. SALVATORE PAPARO

Pro manuscripto
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Caro Amico,

il Documento che ti consegno, l’ho redatto perché tu


possa comprendere, nella sua essenza, L’OPERA CENACOLO
FAMILIARE, e perché, se lo crederai opportuno, dedichi un po’ del
tuo tempo alla sua divulgazione.

Esso comprende otto parti:

1. Sogno Profetico.
2. Fraterne Confidenze del sac. Salvatore Paparo.
3. Membri dell’OPERA CENACOLO FAMILIARE.
4. 8 Settembre: Natività di Maria Santissima.
5. Autobiografia del sacerdore Salvatore Paparo.
6. Esposizione dell’ OPERA CENACOLO FAMILIARE.
7. Fatima, Medjugorje, Opera Cenacolo Familiare.
8. 5 Agosto: Festa del Santuario di Piova.

TI AUGURO UNA FRUTTUOSA LETTURA.

Sac. Salvatore Paparo

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1. SOGNO PROFETICO

Il 24 maggio 2007, all’età di 86 anni, è morta la mia parrocchiana


Franchina Cappa. Durante l’omelia, di lei, fra l’altro, ho detto:

“Franchina era un’ottima donna e un’ottima cristiana. Conobbe la


sofferenza ben presto: quando aveva appena 18 anni perse la giovane
mamma Laura e lei, primogenita della famiglia, si trovò a dover fare
da mamma ai suoi quattro fratellini, aiutando così con generosità il
papà Cesare. Sposatosi con Beniamino, uomo mite e molto religioso, si
dimostrò un’affettuosa sposa. Oltre che sposa ideale fu anche madre
premurosa di tre figli. Dotata di un’ottima voce, fece parte della
cantoria parrocchiale per moltissimi anni, dando un fondamentale
contributo per la buona esecuzione dei canti. Franchina visse da
fervente cristiana: era presente a tutti gli incontri della comunità
parrocchiale. Profondamente convinta che la santa Messa è il cuore
della vita cristiana vi partecipava con viva fede, e non solo alla
domenica, ma molto spesso anche nei giorni feriali. Debbo
testimoniare che nell’ultimo periodo della sua vita terrena furono
pochi i giorni feriali in cui non partecipò alla Messa; ordinariamente
vi partecipò e, date le sue precarie condizioni fisiche, vi partecipò con
grande sacrificio: stanca e sofferente partiva dalla casa e, lentamente
lentamente, si trascinava verso la chiesa parrocchiuale, accompagnata
dalla brava Elena. L’ultima volta che partecipò alla Messa, con
enorme sforzo e sofferenza fisici, fu la vigilia della sua morte”.

Oggi, 25 ottobre 2007, ringrazio Dio che mi ha gratificato di questo


sogno profetico: mi apparve Franchina: aveva un viso giovanile,
luminoso; gli occhi scintillanti di gioia e un sorriso dolce.
Affettuosamente mi ha baciato più volte sulla faccia e poi è scomparsa.
Nello stesso momento ho avuto questa luce:
“FRANCHINA E’ UNA CRISTIANA PREDILETTA DI DIO, DA
LUI COSTITUITA PROTETTRICE DELLA PARROCCHIA DI
CINTANO. NEL CIELO LA SUA MISSSIONE SPECIFICA E’
PREGARE PERCHE’ L’OPERA CENACOLO FAMILIARE SI
REALIZZI IN CINTANO”.

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2. FRATERNE CONFIDENZE

FRATERNE CONFIDENZE del sacerdote Salvatore Paparo,


umile e spero docile strumento di Dio e di Maria Santissima,
scelto dal loro amore misericordioso per annunziare al mondo
l’ETA’ AUREA DEL CRISTIANESIMO, FONDATA SULLA
SANTITA’ DELLA FAMIGLIA, CREATA AD IMMAGINE
E SOMIGLIANZA DELLA FAMIGLIA TRINITARIA DI
DIO PADRE, DI DIO FIGLIO, DI DIO SPIRITO SANTO; E
REDENTA CON LA MORTE E CON LA RISURREZIONE
DI GESU’, SPOSO DELLA CHIESA.

Lo scopo di queste mie fraterne confidenze è che tu, amico lettore, ti


convinca che L’OPERA CENACOLO FAMILIARE
è voluta da Dio e da Maria Santissima. Per facilitare la tua
convinzione, il Signore e la Madonna, nel corso della mia vita, hanno
operato in me, loro umile messaggero, tanti miracoli. Con semplicità
te ne confido alcuni che riguardano la loro singolare protezione per
salvaguardare la mia vita e liberarmi dalla morte.

Avevo otto o nove anni e con i miei amichetti, come tante altre volte, in
una strada di Bronte, giocavo al calcio con una palla confezionata con
stracci. La palla calciata finì sul tetto di una casa adiacente. Io
immediatamente, arrampicandomi sulla grondaia, salii sul tetto per
ricuperarla. Mentre scendevo dal tetto, mia mamma dal balcone della
mia casa mi sgridò severamente ed io impaurito precipitai a terra
pesantemente e violentemente. Mi svegliai nel mio letto, dopo alcune
ore: la stanza era piena di gente: MI AVEVANO CREDUTO
MORTO.

All’età di dieci anni mi trovavo in campagna con il mio fratello


Carmelo, quando uno sciame di vespe mi assalì alla faccia. Io sentivo
che il loro pungiglione penetrava nella mia carne, ma non veniva
iniettato veleno. Dopo circa cinque minuti d’assalti e di lotta, le vespe
si allontanarono: LA MIA FACCIA ERA INTATTA E NON
ACCUSAVO ALCUN DOLORE.

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All’età di dodici anni, ero già seminarista, insieme al mio assistente e
ad altri tre seninaristi, mi trovavo sul vulcano Etna. Il tratto che
attraversavamo era ripidissimo: per evitare cadute procedevamo
lentamente e a braccetto. Ad un certo punto io fui preso da una
irresistibile voglia di velocità, mi staccai violentemente dagli altri e
proseguii da solo. Correvo veloce veloce e non riuscivo a fermarmi.
Allora sentii una voce interiore che mi disse: “GETTATI A TUFFO”,
cosa che io eseguii immediatamente, e mi fermai. AD ALCUNI
METRI DI DISTANZA C’ERA UN PRECIPIZIO CHE MI
AVREBBE CAUSATO LA MORTE.

Sempre all’età di dodici anni ero in campagna e cavalcavo una mula


insieme al mio fratello Carmelo: lui in sella e io nella parte posteriore
dell’animale. La mula si imbizzarrì e si mise a calciare
ininterrottamente con le zampe posteriori: io scivolai di dietro MA
NON FUI COLPITO DAI CALCI DELLA MULA: rimasi in piedi
sulla terra: SENTII LA PROTEZIONE DI DIO E DELLA
MADONNA.

Nel maggio del 1946 (avevo 16 anni e studiavo liceo allo Studentato dei
Padri Maristi sito a Cavagnolo in provincia di Torino) caddi
gravemente ammalato: ero agli estremi. Una sera i due medici curanti,
dopo un breve consulto, dissero, senza mezzi termini, al Superiore:
“NON PASSERA’ LA NOTTE”. La bontà di Dio, invece, mi guarì
immediatamente e perfettamente, per i suoi scopi misericordiosi.
Immerso in Dio,
LUCE – CALORE ESTASIANTE, mi fu comunicata in embrione
L’OPERA CENACOLO FAMILIARE: “L’UMANITA’ VA
INCONTRO ALL’ETA’ AUREA DEL CRISTIANESIMO. ALLORA
IL MONDO RICONOSCERA’ GESU’ COME SUO UNICO
SALVATORE E VIVRA’ , IN MODO STRAORDINARIO, UN’ERA
DI PACE E DI BENESSERE. TU SARAI UN UMILE NOSTRO
STRUMENTO”.

Durante le mie numerose e prolungate preghiere quotidiane, trascorse


in dolce e gioiosa intimità con Dio e Maria Santissima, ho spesso
ricevuto questa comunicazione celeste:
“PRIMA CHE L’OPERA CENACOLO FAMILIARE

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ABBIA IL SUO NATURALE SVILUPPO, DOVRAI
AFFRONTARE UNA MALATTIA MORTALE”.

La comunicazione divina si è già realizzata: il 28 Novembre 2005, fui


sottoposto ad un delicatissimo e complicato intervento chirurgico: mi
furono asportate la vescica e la prostata colpite da un tumore maligno.
Il dottor Vestita, poi, la cui mano fu meravigliosamente guidata da
Dio, mi ricostituì la vescica con il mio intestino.
Oggi, 22 ottobre 2007, ho il dovere riconoscente di testimoniare che il
Signore il 28 novembre 2005 mi ha guarito miracolosamente per la
seconda volta, per i suoi scopi misericordiosi, riguardanti l’OPERA
CENACOLO FAMILIARE. Dopo l’intervento chirurgico, infatti, non
ho avuto bisogno di alcuna medicina. Sono perfettamente guarito ed in
me non c’è alcuna traccia di cancro.

3. MEMBRI DELL’OPERA CENACOLO FAMILIARE

E’ Membro dell´Opera Cenacolo Familiare chi dinanzi

ALLA FAMIGLIA TRINITARIA


DI DIO PADRE, DI DIO FIGLIO, DI DIO SPIRITO SANTO;
ALLA SACRA FAMIGLIA DI NAZARET DEI SACRATISSIMI
CUORI DI GESU’, DI MARIA E DI GIUSEPPE e dinanzi

ALLA PROPRIA COSCIENZA

S’IMPEGNA: a vivere secondo lo spirito dell’Opera Cenacolo


Familiare, e con l’esempio della propria vita personale e con le parole,
si rende Apostolo dell’OPERA perché Essa abbia il suo
“SVILUPPO NATURALE”.

Il Membro dell’Opera Cenacolo Familiare, quindi, non compie alcun


atto pubblico, e oltre al suddetto impegno, non ha altri obblighi
particolari. E’ INVITATO PERO’:

A PARTECIPARE ALMENO ALLA MESSA DOMENICALE


PERCHE’ LA MESSA E’ IL CUORE DELLA VITA CRISTIANA E

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A RECITARE OGNI GIORNO IL ROSARIO PERCHE’ LA
MADONNA LO RICHIEDE RIPETUTAMENTE PER OTTENERE
DA DIO LA PACE MONDIALE, E LA PACE MONDIALE
MESSIANICA E’ UNA CONSOLANTE CARATTERISTICA
DELL’ETA’ AUREA DEL CRISTIANESIMO.

4. 8 SETTEMBRE 2007 NATIVITÀ DI MARIA SANTISSIMA

Lettera Aperta del sacerdote Salvatore Paparo al Papa Benedetto XVI


e ai Vescovi Cattolici, nel giorno del compleanno di Maria Santissima
MADRE DELLA CHIESA.

Amati fratelli in Gesù, in questo giorno solennissimo, desidero fare il


mio atto di fede dinanzi a voi, eletti di Gesù:

IO CREDO che Dio è AMORE e che in quanto Amore non è un


solitario, ma una FAMIGLIA Trinitaria Felicissima, composta dal
Padre, dal Figlio e dallo Spirito Santo.

IO CREDO che Dio per comunicare la sua felicità a delle creature,


creò l’uomo FAMILGIA a sua immagine e somiglianza.

IO CREDO che l’uomo con il peccato frantumò L’AMORE


FAMILIARE e da felice si rese infelice.

IO CREDO che Gesù, il Figlio UNIGENITO del Padre Celeste, si fece


uomo e che con la sua Passione, Morte e Risurrezione REDENSE LA
FAMIGLIA, per cui i suoi membri riebbero la capacità di amarsi
reciprocamente come le Tre Persone Divine, e di riacquistare la
felicità perduta con il peccato.

IO CREDO che andiamo incontro ALLA SECONDA PENTECOSTE


D’AMORE, ALL’ETA’ AUREA DEL CRISTIANESIMO,
FONDATA SULLA SANTITA’ DELLA FAMIGLIA.

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IO CREDO che nella Prossima Seconda Pentecoste d’Amore, Gesù
sarà riconosciuto da tutti gli uomini come LORO UNICO
SALVATORE.

IO CREDO che perché la Seconda Pentecoste d’Amore si realizzi in


tutto il suo splendore E’ NECESSARIO CHE SI RICOSTRUISCA
L’UNICA CHIESA, VOLUTA DA GESU’. Per cui è indispensabile
che tutte le Chiese Cristiane, compresa la Chiesa Cattolica, si
riconoscano peccatrici, responsabili della loro attuale divisione, e si
pongano in umile atteggiamento di conversione.

IO CREDO che perché si giunga a ricostituire L’UNITA’ DELLA


CHIESA, il Papa debba indire UN CONCILIO ECUMENICO al
quale tutte le Chiese Cristiane partecipino a pieno titolo; durante il
suo svolgimento abbiano piena libertà di parola, e nelle votazioni
godano del voto deliberativo.

IO CREDO che la Chiesa di Gesù è costituita da tutti i battezzati;


CREDO che tutti i battezzati sono sotto l’azione dello Spirito Santo, e
che ciacuno di essi ha ricevuto dallo Spirito Santo dei doni particolari
(carismi) a beneficio di tutta la Chiesa.

IO CREDO che il Papa e i Vescovi sono stati posti da Gesù come


garanti del Deposito Rivelato e a guide delle Comunità Cristiane. Essi,
però, come ci attesta la storia, commettono anche degli errori, restano
con i limiti di tutti gli uomini, e talvolta insegnano e impongono cose
non volute da Dio. Da ciò la necessità CHE IL PAPA ED I VESCOVI
RISPETTINO IL PRIMATO DELLA COSCIENZA INDIVIDUALE.
IO CREDO che il Papa ed i Vescovi debbano essere modelli di carità
fraterna e di misericordia. Perciò, secondo il comando di Gesù,
vogliano evitare DI GIUDICARE, CONDANNARE E CASTIGARE I
FRATELLI:

“COLUI CHE GIUDICA E’ SOLO IL SIGNORE” (1Cor. 4,4 ).

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5. A U T O B I O G R A F I A del sacerdote Salvatore Paparo

PREMESA

Scrivo SCHEMATICAMENTE la mia vita per rendere nota al mondo


la misericordia della Famiglia Trinitaria di Dio Padre, di Dio Figlio, di
Dio Spirito Santo che si è degnata scegliere me, il più piccolo uomo, il
più piccolo cristiano, il più piccolo prete, per manifestare i suoi piani
grandiosi per l’umanità che sta partorendo, guidata da Dio, L’ETA’
AUREA DEL CRISTIANESIMO.
Io mi sento confuso, ma dal mio cuore sgorga riconoscente il
Magnificat del Cuore Immacolato di Maria.
Pensando alla mia pochezza e alla mia elezione faccio mie le parole
dell’Apostolo Paolo:
“Dio ha scelto quelli che gli uomini considerano ignoranti, per coprire
di vergogna i sapienti; ha scelto quelli che gli uomini considerano
deboli, per distruggere quelli che si credono forti. Dio ha scelto quelli
che nel mondo non hanno importanza e sono disprezzati o considerati
come se non esistessero, per distruggere quelli che pensano di valere
qualcosa. COSI’ NESSUNO POTRA’ VANTARSI DAVANTI A
DIO” (1Cor, 1,27-28).
Mi considero proprio una nullità nelle mani della Famiglia Trinitaria
di Dio che in me compirà grandi cose per la sua gloria ed il bene della
Chiesa, Sposa di Gesù. Non posso davvero vantarmi di nulla dinanzi a
Dio, ma mi confondo per le mie ingratitudini ed i miei peccati.
Invoco la luce e l’assistenza della Famiglia Trinitaria di Dio, della
Famiglia Trinitaria di Nazaret, di tutti i miei Santi Patroni perché io
possa scrivere solo la verità e nel modo più idoneo acchè i miei lettori
ricavino copiosi frutti spirituali e diventino Apostoli dell’Età Aurea
del Cristianesimo che è agli albori anche se non possiamo conoscere il
tempo preciso del suo splendore.

PRIMO CAPITOLO: LA MIA FAMIGLIA E LA MIA NASCITA.

Dio mi ha mostrato la sua benevolenza innanzi tutto donandomi


dei genitori di una vita interiore non comune: il loro cristianesimo lo
vivevano intimamente: papà può definirsi uno sposo attaccatissimo
alla propria moglie, un genitore cristiano tutto dedito alla casa, al

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lavoro e alla chiesa.Anche mamma voleva tanto bene a papà, si
dedicava anima e corpo per il bene dei sei figlioli doni di Dio alla
famiglia di Paparo Giuseppe e di Travaglianti Maria Angela. Quasi
tutti i giorni partecipava alla santa Messa ed ogni sera ci faceva
recitare il rosario. Aveva tre fratelli sacerdoti.
Io sono il quartogenito della famiglia. Sono nato la sera del 14
Agosto 1929 mentre le campane annunziavano festosamente la
Solennità di Maria Santissima Assunta in Cielo.
Quando papà la sera rientrò dal lavoro mi strinse tra le mani,
alzò le braccia verso il Cielo e lieto pronunziò a gran voce le parole:
“LO CHIAMEREMO SALVATORE. CHE SALVI LA FAMIGLIA E
IL MONDO”. Generosità del cuore di un padre cristiano! Ma io non
sono il salvatore del mondo; l’unico Salvatore del mondo è Gesù; io
sono solo un piccolo strumento di salvezza nelle mani di Gesù,
REDENTORE DELL’UNIVERSO.

SECONDO CAPITOLO: I MIEI PRIMI ANNI DI VITA.

Ero un bambino piuttosto vivace.Giocavo e mi divertivo come


ogni bambino della mia età. E qui debbo ricordare un fatto che segnò
definitivamente la mia vita.Avevo già raggiunto i dieci anni di età e
mamma si trovava a letto in preda ad un fortissimo dolore di testa.
Seduto presso il suo letto,io stavo sempre accanto a mamma per
l’amore che le volevo, mamma all’improvviso mi fece questa proposta:
“SALVATORE, VUOI FARTI SACERDOTE?”. Per la prima volta
sentii veramente Dio, fui preso da Lui con una immensa gioia e
prontamente e con slancio le risposi:”SI’ “. Dopo alcuni giorni ero già
nel Piccolo Seminario di Bronte, provincia di Catania.Essere sacerdote
per me diventò lo scopo di vita. Presi sul serio la mia vita
seminaristica. Dio e Maria Santissima si facevano sentire nel mio
piccolo cuore ed una notte ebbi un sogno che io considero molto più
che un sogno.
Mi sembrò di vedere Maria Santissima sospesa in aria all’altezza
di circa cinque metri. Era seduta su di un maestoso trono ed indossava
un mantello azzurro: A vederla io gridai: “MAMMA, MAMMA!” e
volai verso di lei. La Madonna allargò il suo mantello con tutte e due
le mani. Io poggiai la mia testa sulle sue ginocchia. E Lei coprendomi

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lentamente lentamente con il suo mantello mi disse dolcemente:
“SALVATORE, FIGLIOLINO MIO”.
A questa età ho da ricordare un altro fatto che io reputo
miracoloso. Mi trovavo in campagna con il mio fratello Carmelo
quando uno sciame di vespe mi assalì alla faccia. Io sentivo che il loro
pungiglione penetrava nella mia carne ma non veniva iniettato veleno.
Dopo circa cinque minuti d’assalto e di lotta le vespe si allontanarono:
la mia faccia era intatta e non accusavo alcun dolore.

TERZO CAPITOLO : LA MIA VITA DAI 14 AI 18 ANNI.

A 14 anni, dopo le scuole medie, passai dal Piccolo Seminario di


Bronte al Seminario Maggiore di Catania. Fui preso da un vivissimo
desiderio di farmi missionario. Quando avevo 16 anni un padre
missionario Marista, padre Caporali, tenne a noi seminaristi un corso
di Esercizi Spirituali. Preso intimamente da Dio sentii la sua voce
“ENTRA NELLA SOCIETA’ DI MARIA”. Ne parlai con il direttore
spirituale che con mio immenso gaudio mi rispose: “SEGUI LA
VOCE DI DIO”. Così senza badare a coloro che contrastavano la mia
decisione, l’8 Dicembre del 1945 lasciai la Sicilia e mi portai allo
Studentato dei Padri Maristi, collocato in Cavagnolo, provincia di
Torino.
Nel Maggio del 1946 caddi gravemente ammalato: ero agli
estremi. Una sera i due medici curanti, dopo un breve consulto,
dissero, senza mezzi termini, al Superiore: “NON PASSERA’ LA
NOTTE”. La bontà di Dio, invece, per i suoi scopi misericordiosi, mi
guarì improvvisamente.
Immerso in Dio, LUCE-CALORE ESTASIANTE, mi fu comunicato
quanto segue:
“L’UMANITA’ VA INCONTRO ALL’ETA’ AUREA DEL
CRISTIANESIMO.
ALLORA IL MONDO RICONOSCERA’ GESU’ COME SUO
UNICO SALVATORE E VIVRA’, IN MODO STRAORDINARIO,
UN’ERA DI PACE E DI BENESSERE. TU SARAI UN UMILE
NOSTRO STRUMENTO”.
I Superiori vollero accertarsi della mia guarigione e mi inviarono
all’Ospedale Molinette di Torino per delle radiografie. Risultai
completamento sano. All’ospedale mi accompagnò il mio direttore

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spirituale che mi disse: “TI VOGLIO FAR CONOSCERE UNA
SANTA SUORA CHE LEGGE NEI CUORI”, e mi condusse al
Carmelo di Moncalieri. Quando mi trovai dinanzi alla suora, Madre
Agostina, Essa esclamò a gran voce: “ LA MISSIONE CHE DIO LE
HA AFFIDATO E’ GRANDIOSA, SARA’ DEFINITA L’OPERA. IO
LE SARO’ MADRE”. E Madre Agostina mi fu veramente Madre. Per
lunghi anni io mi aprii fiduciosamente a lei ed essa mi fu prodiga di
utili consigli. Ora si trova in Cielo e protegge il suo figliolo Salvatore e
l’Opera .
Dal momento della comunicazione celeste in occasione della mia
guarigione miracolosa, L’ETA’ AUREA DEL CRISTIANESIMO
domina la mia vita. Ne parlai con il direttore spirituale e con i
superiori. Essi evidentemente mi consigliarono di procedere nei miei
studi fino all’ordinazione sacerdotale. “NOI, mi dissero, NON
OSTACOLEREMO LA VOLONTA’ DI DIO”.

QUARTO CAPITOLO: LA MIA VITA DAI 18 AI TRENT’ANNI.

Nel 1948 feci il Noviziato e pronunziai i voti temporanei nella Società


di Maria.
Quando nel 1951 si trattò di emettere i voti perpetui il Padre
Provinciale Umberto Giannini mi impose perentoriamente: “PER
EMETTERE I VOTI PERPETUI DEVI RINUNZIARE ALL’OPERA
CHE VUOI FONDARE”. Tutto considerato non potei che accettare
l’imposizione del Padre Provinciale. “SI’, gli risposi, PERO’ NON
POSSO IMPEDIRE A DIO DI COMPIERE IN ME LA SUA
VOLONTA’. COMUNQUE LE PROMETTO CHE USCIRO’
DALLA SOCIETA’ DI MARIA SOLO QUANDO I SUPERIORI MI
CONCEDERANNO IL PERMESSO DI USCIRE E MI
BENEDIRANNO”,
Il 21 Febbraio del 1954 fui ordinato sacerdote e qui debbo presentare
il Padre Marista Bartolomeo Bardessono che fu per me l’uomo della
Provvidenza. E’ Lui infatti che , divenuto Provinciale della Provincia
Marista Italiana, mi chiamò a Roma per conseguire la Licenza in
Teologia presso l’università dell’Angelicum; è Lui che nel 1957 mi
inviò allo Studentato Teologico Marista in qualità di professore di
Teologia Morale; è Lui che mi concesse il permesso di uscire dalla
Società di Maria per inziare l’Opera. Ma a questo punto è necessario

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che parli anche delle mie relazioni con il famoso Padre Riccardo
Lombardi, apostolo profeta del Mondo Migliore, definito microfono di
Gesù.
Sospinto irresistibilmente da Dio scrissi al Padre una lettera in cui
esposi a grandi linee l’Opera e chiesi il suo illuminato consiglio. Si
instaurò fra me e Lui un contatto epistolare finchè, nel Luglio 1958,
dietro suo invito, partecipai ad un Corso di Esercitazione per un
Mondo Migliore, tenutosi a Mondragone, presso Roma.
NELL’OCCASIONE POTEI PARLARE A LUNGO CON IL PADRE
LOMBARDI. LUI, a conclusione, mi disse: “CHIEDA AI
SUPERIORI DI FARLE INIZIARE L’OPERA”. Riportai la frase del
Padre Lombardi al Provinciale P. BARTOLOMEO BARDESSONO,
E Lui, con mia immensa gioia, mi rispose: “VA VENE, TI PREGO
PERO’ DI ATTENDERE ANCORA UN ANNO PERCHE’ IO ABBIA
IL TEMPO DI TROVARE IL TUO SOSTITUTO
NELL’INSEGNAMENTO DELLA MORALE”.
Passato l’anno, CON LA BENEDIZIONE DI PADRE
BARDESSONO, uscii dalla Società di Maria per essere, a suo tempo,
incardinato nella diocesi di Ivrea, provincia di Torino.

QUINTO CAPITOLO: LA MIA VITA DAL 1959

Uscito dalla Società di Maria ed accettato nella diocesi di Ivrea da


Mons. Rostagno, passai quattro anni a Filia, frazione di Castellamonte
provincia di Torino, come Cappellano del Tabor, fondazione di Madre
Agostina, per aspiranti Suore.
Nel 1963 il Vescovo di Ivrea Mons. Albino Mensa mi designò parroco
di Cintano, piccola parrocchia di 250 anime, dove tuttora vivo.

SESTO CAPITOLO : L’ANNO 1967.

L’Opera Cenacolo Familiare prese la sua completa fisionomia nel


1967 in un Corso di Esercizi Spirituali, passato in una ineffabile
continua estasi, La misericordia divina mi rivelò che Dio è AMORE e
che in quanto Amore non è un Solitario ma una FAMIGLIA
FELICISSIMA composta da Tre Persone: da Dio Padre, da Dio Figlio
e da Dio Spirito Santo. Mi rivelò anche che Dio creò l’uomo a sua
immagine e somiglianza e lo creò FAMIGIA. “L’ETA’ AUREA DEL

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CRISTIANESIMO, concluse la Rivelazione, SARA’ ANCHE L’ETA’
AUREA DELLA FAMIGLIA. L’OBBLIGATORIETA’ DEL
CELIBATO SACERDOTALE SARA’ ABOLITA E LE FAMIGLIE
DEI VESCOVI E DEI PRETI SPOSATI SARANNO FARI
LUMINOSI PER LE ALTRE FAMIGLIE CRISTIANE”.

SETTIMO CAPITOLO: GLI ANNI 1996 E 1998

Nel 1996 sotto ispirazione della Famiglia Trinitaria di Dio scrissi il


testo base dell’Opera Cenacolo Familiare. Nel 1998 lo pubblicai e il
fascicolo lo spedii a tutti i Vescovi e a tutti i parroci d’ Italia. Le
reazioni furono varie. Mi scrissero e mi telefonarono una sessantina di
parroci: la maggioranza approvò l’Opera ma non mancarono coloro
che mi criticarono duramente. Io sono contento perchè il seme è stato
gettato e germoglierà e fruttificherà a suo tempo.

6. ESPOSIZIONE DELL’ O P E R A CENACOLO FAMILIARE.

“E NOI ABBIAMO CREDUTO ALL’AMORE” (1Gv. 4,16).

CAPITOLO PRIMO
ETA’ AUREA DEL CRISTIANESIMO

L’ Opera Cenacolo Familiare è nata in embrione nel Maggio del 1946


nel silenzio di un Seminario del Piemonte. D’allora è iniziata l’odissea
della sua storia. Oggi può mostrare il suo vero volto COME
PROFEZIA del prossimo avvenire della Chiesa. A base di tutto si
pone L’ETA’ AUREA DEL CRISTIANESIMO CHE E’
IMMINENTE, PUR CONSIDERANDO CHE I TEMPI DI DIO NON
SONO I NOSTRI TEMPI.
Allora il mondo intero:

A. RICONOSCERA’ GESU’ COME SUO UNICO SALVATORE,


E SI CONVERTIRA’ A LUI.
B. VIVRA’, IN MODO STRAORDINARIO, UN’ERA DI PACE E
DI BENESSERE MESSIANICI.

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1A
NELL’ETA’ AUREA DEL CRISTIANESIMO IL MONDO INTERO
RICONOSCERA’ GESU’ COME SUO UNICO SALVATORE, SI
CONVERTIRA’ A LUI E FARA’ PARTE DELL’UNICA CHIESA.

Questa certezza ci proviene dalla Sacra Scrittura. Fra i numerosi testi


biblici scegliamo i più significativi:
1. “Dice il Signore: Questo è il mio servo ( GESU’ )… l’ho riempito
del mio Spirito perché diffonda la mia legge FRA TUTTI I POPOLI.
Egli farà conoscere la Legge Vera. Non perderà né la speranza, né il
coraggio FINCHE’ NON AVRA’ STABILITO LA MIA LEGGE
SULLA TERRA” (Is.42,2-7).
2. “Il Signore regnerà su tutta la terra, tutti onoreranno e
riconosceranno Lui come Dio” (Zac. 14, 6 ).
3. “Il Signore dice: verrà il tempo in cui radunerò gli uomini di
tutti i popoli e di tutte le nazioni, NONOSTANTE I LORO PENSIERI
E LE LORO AZIONI. Così mostrerò loro la mia gloria” (Is.66,18).
Non ci sfugga che la conversione del mondo intero a Gesù è opera
della misericordia di Dio: ESSA AVVERRA’ NONOSTANTE I
PENSIERI E LE AZIONI DEGLI UOMINI, OSSIA NONOSTANTE
LA MALVAGITA’ DEGLI UOMINI.
4. “Tutti i popoli della terra si convertiranno e saranno
veramente fedeli al Signore” (Tobia 14,6 ).
5. “Ho anche altre pecore che non sono in questo
recinto. Anche di quelle devo diventare Pastore. UDRANNO LA MIA
VOCE E DIVENTERANNO UN UNICO GREGGE CON UN UNICO
PASTORE” (Gv.10,16).
6. Il mondo si convertirà a Gesù SOLO QUANDO I
CRISTIANI, superando le loro scandalose divisioni, TORNERANNO
ALL’UNITA’: “Fa’ che siano una sola cosa come Tu, o Padre, sei in
Me ed Io sono in Te; anch’essi ( I CRISTIANI ) siano una sola cosa in
Noi. COSI’ IL MONDO CREDERA’ CHE TU MI HAI MANDATO”
( Gv. 17. 20-23 ).
7. ANCHE GLI EBREI FINALMENTE SI COVERTIRANNO A
GESU’ E RICONOSCERANNO IN LUI IL MESSIA ATTESO: “Gli
Ebrei hanno inciampato. Ma io mi domando: la loro rovina è
definitiva? No, di certo. La loro caduta ha favorito la salvezza degli

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altri popoli, e questo è avvenuto per spingere gli Ebrei alla gelosia. Se
la loro caduta ha già arricchito il mondo e il loro fallimento ha
avvantaggiato gli altri popoli, QUALE MAGGIORE BENEFICIO SI
AVRA’ QUANDO TUTTI LORO ACCETTERANNO IL CRISTO?”
(Rm. 11, 11-12).
Gli Ebrei si convertiranno a Gesù solo dopo la conversione a Gesù di
tutto il mondo: “Fratelli, io voglio farvi conoscere il misterioso disegno
di Dio, perché non diventiate presuntuosi: UNA PARTE DI ISRAELE
CONTINUERA’ NELLA SUA OSTINAZIONE FINO A CHE TUTTI
GLI ALTRI POPOLI NON SARANNO GIUNTI ALLA SALVEZZA”
(Rm. 11, 25-32 ).

1B

NELL’ETA’ AUREA DEL CRISTIANESIMO TUTTA


L’UMANITA’ VIVRA’, IN MODO STRAORDINARIO, UN’ERA DI
PACE E DI BENESSERE MESSIANICI.

Quando Dio assume un uomo a suo Profeta, lo ispira in modo che gli
uomini suoi contemporanei possano comprendere il messaggio divino,
anche se parzialmente e in modo imperfetto. E poiché al tempo biblico
si viveva in un mondo agricolo e pastorizio, e si combatteva con archi,
scudi, lance e spade, il linguaggio dei Profeti vi si adeguò. Noi, però,
per comprendere il pensiero di Dio, dobbiamo adattare i testi biblici
alla nostra cultura e soprattutto pensare alle armi con cui oggi si
combattono o è possibile combattere le guerre: carri armati,
apparecchi, bombe atomiche … Senza questo adattamento, non
riusciamo a percepire il sublime preannuncio DELLA PACE E DEL
BENESSERE UNIVERSALI MESSIANICI.

A. PACE UNIVERSALE MESSIANICA.

1. “( I popoli ) trasformeranno le loro spade in aratri e le lance


in falci. Le nazioni non saranno più in lotta tra di loro e cesseranno di
prepararsi alla guerra” (Is. 2. 1-5 ).
2. “E’ NATO UN BAMBINO PER NOI… SARA’
CHIAMATO PRINCIPE DELLA PACE. DIVENTERA’ SEMPRE

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PIU POTENTE ED ASSICURERA’ UNA PACE CONTINUA” (Is.
9.5-6).
3. ( Gesù ) “RISTABILERA’ LA PACE FRA LE NAZIONI
e regnerà da mare a mare, dal fiume Eufrate ai confini della terra”
(Zac. 4.3-4).
4. “GUARDATE che cosa ha compiuto il Signore, quali
prodigi ha fatto sulla terra: IN TUTTO IL MONDO PONE FINE
ALLE GUERRE” (Salmo 46.9-11).
5. Finalmente si realizzerà la profezia DELLA PACE
UNIVERSALE MESSIANICA annunziata e cantata dagli Angeli sulla
grotta di Betlem: “Gloria a Dio in Cielo, E PACE IN TERRA AGLI
UOMINI CHE DIO AMA” (Lc.2,14).

B. BENESSERE UNIVERSALE MESSIANICO.

La pace universale messianica, frutto dell’amore per Dio e per il


prossimo, recherà immensi benefici a tutti: si rispetterà la natura, si
favorirà lo sviluppo di tutti gli uomini, i soldi finora sprecati per la
costruzione delle armi, saranno investiti per debellare la fame, le
malattie, le disuguaglianze sociali. IN CONSEGUENZA LA VITA
UMANA SARA’ LONGEVA E FELICE : … “Dice il Signore: NON
MORRANNO PIU’ BAMBINI, E GLI ADULTI AVRANNO UNA
LUNGA VECCHIAIA. MORIRA’ GIOVANE CHI MORIRA’ A
CENT’ANNI. SE UNO NON ARRIVERA’ A CENT’ANNI, VORRA’
DIRE CHE IO L’HO PUNITO”. (Is. 65, 16-24).

CAPITOLO SECONDO

L’ETA’ AUREA DEL CRISTIANESIMO, ERA DI AMORE TRA


GLI INDIVIDUI E TRA LE NAZIONI; ERA DI PACE E DI
BENESSERE MESSIANICI, COINCIDERA’ CON L’ETA’ AUREA
DELLA FAMIGLIA, CREATA AD IMMAGINE E SOMIGLIANZA
DELLA FAMIGLIA TRINITARIA DI DIO PADRE, DI DIO
FIGLIO, DI DIO SPIRITO SANTO; E REDENTA CON LA
MORTE E CON LA RISURREZIONE DI GESU’, SPOSO DELLA
CHIESA.

PRECISIAMO

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1. DIO E’ UNA FAMIGLIA TRINITARIA

Solo Dio esiste da sempre, e DIO E’ AMORE.


In quanto AMORE Dio non è un solitario, ma una Famiglia
Felicissima composta da Tre Persone: dal Padre, dal Figlio e dallo
Spirito Santo.
L’amore è dono, ricambio del dono, unione del dono e del ricambio del
dono, felicità.
Il Padre Sommo Bene dona tutto SE stesso al Figlio,
GENERANDOLO; Il Figlio Sommo Bene Ricevuto dal Padre,
ricambia il Dono Ricevuto donandosi, a sua volta, al Padre; lo Spirito
Santo PROCEDE dal Padre DONO e dal Figlio RICAMBIO DEL
DONO, unisce in Sé il Padre Dono al Figlio Ricambio del Dono, e il
Figlio Ricambio del Dono al Padre Dono; Egli Stesso è il Dono e il
Ricambio del Dono UNIFICATI.
DIO E’ UNO perché in Lui il Dono e il Ricambio del Dono sono la
stessa realtà.
DIO E’ IN TRE PERSONE perché il Padre non è il Figlio, il Figlio
non è il Padre; e lo Spirito Santo non è né il Padre, né il Figlio.
DIO E’ FELICISSIMO perché la felicità proviene dal bene
coscientemente posseduto; e il Dono e il Ricambio del Dono che si
verificano in Dio E’ IL SOMMO BENE.

2. DIO CREO’ L’UOMO FAMIGLIA.

DIO AMORE decise di comunicare la sua felicità a delle creature, e


creò l’uomo FAMIGLIA a sua immagine e somiglianza: l’uomo e la
donna sposati sono l’immagine del Padre Celeste SIA COME SPOSO
E SPOSA SIA COME PADRE E MADRE. E qui dobbiamo fare un
rilievo di particolare importanza: il Padre Celeste E’ INSIEME
SPOSO E SPOSA, PADRE E MADRE. Creando la famiglia umana il
Padre Celeste SI SDOPPIO’: comunicò all’uomo la sua immagine di
sposo e di padre; e comunicò alla donna la sua immagine di sposa e di
madre.
Evidentemente l’immagine del FIGLIO Unigenito del Padre Celeste,
nella famiglia umana fu comunicata al figlio della coppia uomo-donna.

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Nella famiglia umana l’immagine dello Spirito Santo AMORE ( dono
e ricambio del dono ) PERSONIFICATO, è l’amore che unisce gli
sposi tra di loro, i genitori al figlio e il figlio ai genitori. Per essere
felici, scopo della loro creazione, i membri della famiglia umana
debbono quindi vivere d’amore, debbono vivere reciprocamente di
dono e di ricambio del dono.
Da notare che Dio creò la famiglia fondata sul matrimonio che è un
dono di amore reciproco TOTALE, ESCLUSIVO E DEFINITIVO tra
un uomo ed una donna. La famiglia, secondo il volere di Dio, è
monogamica e indissolubile.

3. PECCATO.

Purtroppo nella vita umana intervenne il peccato che è il tradimento


dell’amore verso Dio eludendo l’osservanza dei suoi comandamenti;
ed il tradimento dell’amore verso il prossimo facendo agli altri non del
bene ma del male. Conseguenza del peccato fu la perdita della felicità
perché perdendo l’amore l’uomo perse anche il bene che l’amore
possedeva; e la perdita della vita perché l’amore è vita e il peccato è
morte. Come effetto nefasto del peccato si registrò pertanto la
dissoluzione della famiglia: i suoi membri divennero infelici perché
anziché amarsi e scambiarsi il bene, incominciarono ad odiarsi e a
farsi reciprocamente del male; il matrimonio perse le caratteristiche
della monogamia e dell’indissolubilità. FU UN DISASTRO!

4. REDENZIONE.

Dio Amore Misericordioso, Famiglia Trinitaria Felicissima, però, non


ci abbandonò alla nostra triste sorte di peccatori condannati all’odio,
al dolore, alla malattia e alla morte, ma ci venne incontro con la
mirabile invenzione DELL’INCARNAZIONE: Dio Figlio, fattosi
uomo in Gesù di Nazaret, con la sua passione, morte e risurrezione
distrusse il nostro odio, la nostra morte, e ci ridonò la vita dell’amore.
La famiglia umana è stata redenta da Gesù: gli sposi, i genitori, i figli
hanno, pertanto, nuovamente la possibilità di ricostruire in sé
l’immagine della Famiglia Trinitaria di Dio Padre, di Dio Figlio, di
Dio Spirito Santo. Anzi, alla luce della Parola di Dio, dobbiamo
affermare che gradualmente arriverà l’Età Aurea del Cristianesimo:

20
Essa si realizzerà quando Dio incatenerà satana per mille anni (PER
UN LUNGHISSIMO PERIODO DI TEMPO) nel mondo sotterraneo:
allora le famiglie redente da Gesù, brilleranno di santità riflessa della
santità della Famiglia Trinitaria di Dio; allora la Chiesa, in
particolare la Gerarchia Cattolica, vedrà finalmente l’eccelsa dignità
della famiglia, abolirà l’obbligatorietà del celibato del clero e le
famiglie dei Vescovi Sposati e dei Preti Sposati saranno un fulgido
esempio per le altre famiglie cristiane.

5. FAMIGLIA DI NAZARET

Dio, Famiglia Trinitaria, nel suo ineffabile piano provvidenziale creò


UNA SINGOLARE FAMIGLIA TRINITARIA UMANA: LA
FAMIGLIA DI NAZARET COMPOSTA DA GESU’, DA MARIA
SANTISSIMA E DA SAN GIUSEPPE: LE FAMIGLIE CRISTIANE
HANNO NELLA FAMIGLIA DI NAZARET UN PERFETTO
MODELLO DI FAMIGLIA DA IMITARE.
GESU’ è lo stesso Figlio Unigenito del PADRE CELESTE fattosi
Uomo, e nella sua natura umana rende visibile la perfezione FILIALE
che si esprime nella perfezione dell’amore: amò il Padre facendo della
volontà di Lui il suo cibo quotidiano fino alla morte e alla morte di
croce; amò i suoi genitori Maria Santissima e San Giuseppe stando
loro sottomesso e ricolmandoli di delicatezze; amò noi suoi fratelli
minori dandoci per redimerci il supremo gesto dell’amore: il sacrificio
della sua vita.
MARIA SANTISSIMA è la Sposa del Padre Celeste e di San
Giuseppe; è la Madre di Gesù Fisico e di Gesù Mistico, quindi è anche
la nostra Madre. Essa amò il Padre Celeste vivendo per tutta la vita il
“SI’” a Lui, pronunziato al momento dell’Incarnazione; amò al
massimo grado il Suo Figlio Gesù, il suo Sposo Giuseppe; ed amò
immensamente anche noi accettando, fra l’altro, la sofferenza per
generarci e per partorirci figli suoi e figli del Padre Celeste; per nostro
amore accettò di essere “LA REGINA DEI MARTIRI”.
SAN GIUSEPPE, SINGOLARE IMMAGINE DEL PADRE
CELESTE, è veramente Sposo di Maria e Padre di Gesù. Amò il
Padre Celeste eseguendo sempre la volontà DI LUI con prontezza e
generosità; amò con somma perfezione la sua Vergine Sposa e il suo
Verginale Figlio Gesù.

21
CAPITOLO TERZO

SPIRITUALITA’ DEI MEMBRI DELL’OPERA CENACOLO


FAMILIARE.

A. LA VITA DI FAMIGLIA DEI MEMBRI DELL’OPERA


CENACOLO FAMILIARE.

I membri della famiglia, redenta da Gesù, possono nuovamente


amarsi, scambiarsi il bene dono di Dio, e riacquistare la felicità
perduta con il peccato.
Bisogna però affrontare la realtà non in modo idilliaco, ma con tutte le
sue difficoltà pratiche: ciascun membro della famiglia conserva certo i
doni ricevuti da Dio e da donare principalmente ai suoi familiari; ma,
purtroppo, conserva anche i suoi limiti, le sue carenze, i suoi difetti.
Per mantenersi nell’amore, pertanto, ciascun membro della famiglia
goda sì del bene che riceve dagli altri membri della famiglia; sappia,
però, nello stesso tempo, sopportare con pazienza il negativo dello
sposo o della sposa, dei genitori o dei figli o dei fratelli. Per cui è
indispensabile che nessuno pretenda che il familiare condivida le
proprie convinzioni; tutti, invece, rispettino il punto di vista del
congiunto. Ciò è difficile: le forze umane sono impotenti: “SENZA DI
ME NON POTETE FARE NULLA” (Gv. 15,5). La propria
impotenza, però, può essere debellata con mezzi spirituali appropriati.
Fra questi dobbiamo annoverare LA PREGHIERA: i membri della
famiglia, perciò, preghino insieme durante la giornata. Così
condivideranno l’esperienza dell’Apostolo Paolo: “TUTTO POSSO
IN GESU’ CHE MI AIUTA “.

Perché i membri della famiglia vivano l’amore della Famiglia


Trinitaria di Dio Padre, di Dio Figlio, di Dio Spirito Santo è
indispensabile non solo che preghino INSIEME, ma anche e
soprattutto che INSIEME PARTECIPINO ALLA CELEBRAZIONE
EUCARISTICA E SI CIBINO DEL CORPO E DEL SANGUE DI
GESU’. GESU’, INFATTI, ISTITUI’ LA SANTA MESSA, cuore
della vita della Chiesa, per trasformare in SE’ i singoli cristiani e i

22
singoli membri della famiglia in quanto famiglia. Essi, partecipando
alla Santa Messa con fede viva, raggiungeranno la vetta spirituale di
San Paolo: “NON SONO PIU’ IO CHE VIVO, MA E’ CRISTO CHE
VIVE IN ME” (Gal. 2,20). E tutti sappiamo che la vita di Gesù è una
vita di amore.
E’ da sottolineare anche che nell’Eucarestia Gesù misteriosamente e
mirabilmente si rende presente nella sua Passione, nella sua Morte,
nella sua Risurrezione e nella sua Gloriosa Ascensione al Cielo perché i
vari membri del Corpo Mistico, cibandosi di LUI, affrontino come
Gesù e con Gesù la loro passione, portando con pazienza la loro croce
quotidiana; muoiano santamente come Gesù; risuscitino come Gesù
con un corpo glorioso e con Gesù vivano eternamente felici in Paradiso.

B. I MEMBRI DELL’OPERA CENACOLO FAMILIARE E LA


CARITA’ FRATERNA.

I membri dell’Opera, secondo l’insegnamento del Divino Maestro, non


escludono nessuno dal loro amore: essi amano tutti, ma fanno cadere
la loro preferenza su coloro che soffrono: ad essi donano il loro aiuto
materiale e spirituale secondo le loro possibilità, lasciandosi guidare
dalla convinzione di fede che chi aiuta il fratello in necessità, aiuta
Gesù: “IN VERITA’ VI DICO, QUALUNQUE COSA AVETE
FATTO AL PIU’ PICCOLO DEI MIEI FRATELLI, L’AVETE
FATTO A ME” (Mt.25,40).
I membri dell’Opera si guardano bene dal giudicare e dal condannare
il fratello che pecca perché “COLUI CHE GIUDICA E’ SOLO IL
SIGNORE” (1 COR. 4,4). Certo, se un fratello compie un’opera
malvagia, non si può dire che compie un’azione buona;
OGGETTIVAMENTE egli compie un’azione non retta, ma il giudizio
SULLA SUA RESPONSABILITA’ SOGGETTIVA, I MEMBRI
DELL’OPERA LO LASCIANO ESCLUSIVAMENTE A DIO.

I membri dell’Opera amano i fratelli peccatori con lo stesso AMORE


MISERICORDIOSO con cui li ama il Sacratissimo Cuore di Gesù;
per quanto possono, li beneficano e lottano perché essi non vengano
discriminati e disprezzati dagli altri: Gesù è venuto nel mondo non per
condannare ma per salvare i peccatori; Gesù non vuole la morte del
peccatore, ma che si converta e che viva; Gesù, se fosse necessario,

23
sarebbe disposto a subire nuovamente la sua passione e la sua morte
ANCHE PER SALVARE UN SOLO PECCATORE.

C. I MEMBRI DELL’OPERA CENACOLO FAMILIARE E LA


SOFFERENZA.

La nostra vita deve essere impostata TUTTA su questa ineffabile


VERITA’: NOI SIAMO FIGLI DI DIO PADRE AMORE
MISERICORDIOSO. Come figli di Dio eravamo destinati solo alla
felicità. Il peccato, però, ha introdotto nel mondo l’infelicità, la
sofferenza, la malattia e la morte. Dio Padre ha guardato noi suoi figli
peccatori con sguardo misericordioso e per ridonarci la felicità e la
vita, ha inviato nel mondo il Suo Unigenito Figlio Gesù, il Quale, per
nostro amore, fece suoi i nostri peccati, e per espiarli e distruggerli,
accettò LIBERAMENTE la sua passione e la sua morte in croce,
risuscitando, però, il terzo giorno: “CON LA SUA MORTE
DISTRUSSE LA NOSTRA MORTE, CON LA SUA
RISURREZIONE CI HA RIDATO LA VITA”.
E qui dobbiamo inserire il piano provvidenziale di Dio:
noi non siamo stati creati da Dio e abbandonati al nostro destino,
no. Ciascuno di noi, invece, E’ UN CAPOLAVORO DI DIO UNICO
ED IRRIPETIBILE, ed ha un compito specifico e singolare da
realizzare gradualmente in tutta la sua esistenza terrena. E’ da notare
anche che il compito che Dio affida al singolo uomo, non è fine a se
stesso, ma mira alla costruzione di un misterioso capolavoro che ha
Gesù come punto di riferimento. L’Apostolo San Paolo,
particolarmente illuminato dallo Spirito Santo, lo esprime nelle sue
Lettere con la dottrina DEL CORPO MISTICO DI CRISTO: noi e
Gesù formiamo UN SOLO CORPO DI CUI GESU’ E’ IL CAPO E
NOI LE MEMBRA. Tutto il Corpo Mistico è vivificato da Gesù Capo
con la sua vita divina. Come nel nostro corpo ci sono varie membra,
ciascuno delle quali ha un compito particolare rivolto a beneficio di
tutto il corpo; così nel Corpo Mistico vi sono varie membra ciascuno
delle quali ha una funzione specifica a vantaggio di tutto il Corpo
Mistico. Come poi il nostro corpo nasce piccolo e gradualmente cresce
e si perfeziona fino alla maturità dell’uomo; così il Corpo Mistico è
nato come infante con la morte-risurrezione di Gesù, si sviluppa lungo
i secoli fino alla fine del mondo, e raggiungerà la sua perfezione e la

24
sua maturità nel Cielo, dopo la risurrezione dei corpi. Il Corpo
Mistico Glorificato vivrà eternamente felice nel Paradiso.
Soffermiamoci su un punto importantissimo: ciascun membro del
Corpo Mistico, quindi ciascuno di noi, in questo mondo deve
esperimentare la sofferenza entrata nel mondo con il peccato e redenta
dalla Passione e dalla Morte di Gesù. Sono due i motivi per cui siamo
raggiunti dalla sofferenza: il primo trova la sua causa nel peccato
personale da espiare e da purificare. Il secondo motivo per cui siamo
raggiunti dalla sofferenza è molto nobile: purificati, con l’aiuto di Dio
e per i meriti di Gesù, dai nostri peccati, diventiamo giusti e come
giusti partecipiamo alla sofferenza Redentrice di Gesù
INNOCENTISSIMO. San Paolo esprime così questa verità:
“COMPIO IM ME CIO’ CHE MANCA ALLA PASSIONE DI
CRISTO PER L’EDIFICAZIONE DEL SUO CORPO CHE E’ LA
CHIESA” (Col. 1,24).
Approfondiamo l’argomento. E’ Dio che ha concepito e deciso il
grandissimo piano del Corpo Mistico; è Dio che attua gradualmente il
Corpo Mistico di Gesù determinando il compito di ciascun uomo ed
agendo in modo tale che ciascun uomo realizzi la sua specifica e
singolare missione. Anche le sofferenze che ciascuno di noi deve sapere
accettare per l’edificazione del Corpo Mistico di Gesù, sono stabilite
da Dio. E Dio le ha stabilite considerando tutte le vicende storiche
degli uomini di tutti tempi e di tutti i luoghi. Dal fatto che solo Dio ha
la visione globale della storia del Corpo Mistico di Gesù, deduciamo
che solo Dio comprende il motivo per cui i singoli uomini sono
raggiunti da determinate sofferenze e non da altre. Una conseguenza
logica è che noi, ignorando i motivi delle decisioni di Dio nei nostri
riguardi, possiamo rimanere sconcertati di fronte alle nostre
sofferenze, ed essere addirittura tentati di accusare Dio di ingiustizia.
E’ necessario allora compiere un illimitato atto di fiducia in Dio: le
nostre sofferenze, infatti, sono state decise da un Dio AMORE,
MISERICORDIOSO E SAPIENTE.
Cerchiamo di capire: Dio, PER NATURA E’ FELICISSIMO; ma
creando l’uomo che con il peccato si rese infelice, MISTICAMENTE,
ACCETTO’ LA PROPRIA SOFFERENZA: infatti, non è concepibile
un DIO IMPASSIBILE mentre i suoi figli amatissimi SOFFRONO:
CHI AMA, E DIO E’ AMORE, SOFFRE CON LA PERSONA
AMATA SOFFERENTE. Dio rese visibile la sua sofferenza per noi

25
suoi figlioli sofferenti, facendosi uomo in Gesù, il Quale per
sconfiggere la nostra infelicità e ridonarci la felicità perduta con il
peccato, accettò di subire un’atroce passione e un’infamante morte in
croce. Un Dio che per nostro amore sceglie per SE’ LA
SOFFERENZA, MERITA TUTTA LA NOSTRA FIDUCIA. Tanto
più che questo Dio, oltre che AMORE, E’ ANCHE SAPIENZA
INFINITA. Con la sua Sapienza Infinita Dio HA SAPUTO E SA
DISTRIBUIRE LA SOFFERENZA GIUSTAMENTE. Da qui la
necessità che nei nostri dolori diciamo: PADRE NOSTRO che sei
Cieli… SIA FATTA LA TUA VOLONTA’.
Certo, come Gesù nel Getsemani, possiamo chiedere al Padre Celeste
che ci liberi da determinate sofferenze; ma come Gesù dobbiamo
anche concludere così la nostra supplica:
“PADRE, SE LA MIA ATTUALE SOFFERENZA E’ NEL TUO
PIANO PROVVIDENZIALE PER L’EDIFICAZIONE
DEL CORPO MISTICO DI GESU’, IO L’ACCETTO”.

CAPITOLO QUARTTO

I SEGNI DEI TEMPI CI ANNUNZIANO CHE SIAMO PROSSIMI


ALL’ERA DELL’AMORE, DELLA PACE E DEL BENESSERE
UNIVERSALI MESSIANICI, ALL’ERA DELLA FAMIGLIA
CRISTIANA E DELLA CONVERSIONE DEL MONDO A GESU’
SALVATORE.

La storia è guidata da Dio verso l’attuazione del suo piano salvifico:


nulla di ciò che succede è casuale, ma tutto è provvidenziale, anche
quando, senza il dono della fede, ci sospingerebbe allo scandalo, come
ad esempio il dolore e la morte dell’innocente, le guerre, i disastri
naturali: Dio permette il male solo in vista di un maggiore bene
nell’ambito della salvezza individuale e della redenzione universale.
La prossimità dell’Età Aurea del Cristianesimo ce la mostrano, però,
i tanti fattori positivi che riscontriamo nel mondo contemporaneo,
anche se molti di essi apparentemente sembrano autonomi ed estranei
al piano salvifico di Dio.
Citiamone alcuni.

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a. I MEZZI DI COMUNICAZIONE SOCIALE come la stampa, la
radio, la televisione, internet ci informano come se avvenissero sotto i
nostri occhi, di tutti i più importanti avvenimenti che si verificano nel
più remoto angolo del mondo, e ci coinvolgono per la soluzione dei
problemi che sempre più da locali e nazionali diventano universali ed
internazionali. Fra questi problemi certamente un posto preminente
l’occupa la piaga della fame.
b. I MEZZI DI TRASPORTO come i treni, gli aerei e le navi ci
consentono spostamenti veloci da un capo all’altro del mondo, per
interessi personali, per convegni a livello internazionale, per scambi
commerciali, per effettuare soccorsi…
I suddetti ed altri sviluppi scientifici e tecnici accelerano
l’avvento dell’Età Aurea del Cristianesimo in quanto riducendo le
distanze e unificando il mondo facilitano la sua evangelizzazione.
c. I PROGRESSI NELLA MEDICINA E NELLA CHIRURGIA ci
convincono che siamo avviati alla realizzazione della seguente
promessa di Dio per l’Età Aurea del Cristianesimo: “… NON
MORRANNO PIU’ NEONATI E GLI ADULTI AVRANNO UNA
LUNGA VECCHIAIA. MORIRA’ GIOVANE CHI MORIRA’ A
CENT’ANNI. SE UNO NON ARRIVERA’ A CENT’ANNI VORRA’
DIRE CHE IO L’HO PUNITO” (Is. 65,16-25).
d. Dopo quasi duemila anni di dispersione, gli Ebrei sono
finalmente riusciti a tornare nella Terra Promessa e a ricostituirsi in
Stato: questa realtà importantissima profetizza il prossimo
riconoscimento del Messia Gesù da parte del popolo eletto che secondo
San Paolo avverrà dopo la conversione a Gesù di tutto il mondo (Rm.
11,25-26).
e. UNO DEI PRINCIPALI SEGNI DEI TEMPI E’
L’ECUMENISMO. Le molteplici Chiese Cristiane che nel passato si
sono dilaniate offrendo al mondo il triste spettacolo di un
Cristianesimo diviso, OGGI, PER OPERA DELLO SPIRITO
SANTO, SI SONO FINALMENTE RESO CONTO
DELL’ASSURDITA’ DEL LORO COMPORTAMENTO, ed hanno
intrapreso un comune sforzo per ricostruire L’UNICA CHIESA DI
GESU’, meta obbligatoria perché il Regno di Amore di Gesù si
estenda nel mondo intero: “Padre, che siano una sola cosa, come Io e
Tu siamo una sola cosa. COSI’ IL MONDO CREDERA’ CHE TU MI
HAI MANDATO” (Gv. 17,21).

27
Le difficoltà non mancano poiché ogni Chiesa tende a conservare
la sua identità, frapponendo così un grosso ostacolo tra il desiderio di
ritrovare l’unità e l’umile, disinteressato, costruttivo dialogo.
Ciònonostante lo Spirito Santo sta agendo perché tutte le Chiese
Cristiane si pongano in uno stato di sincera conversione e di riforma.
Anche la Chiesa Cattolica non deve far tacere la voce dello Spirito che
la sollecita ad essere coerente con l’affermazione Conciliare:
“MENTRE CRISTO, SANTO, INNOCENTE, IMMACOLATO
(Ebr.7,27) NON CONOBBE IL PECCATO (2Cor.5,21), LA CHIESA
CHE COMPRENDE NEL SUO SENO I PECCATORI, SANTA
INSIEME E SEMPRE BISOGNOSA DI PURIFICAZIONE, MAI
TRALASCIA LA PENITENZA E IL SUO RINNOVAMENTO”
(Lumen Gentium n.8 ).
La Chiesa Cattolica che è la Chiesa Madre, ha il dovere
indilazionabile di offrire in SE’ alle altre Chiese Cristiane un modello
di Riforma Umile, Reale e Concreta. “PUR ESIGENDO L’UNITA’
NELLE COSE ESSENZIALI, ESSA DEVE LASCIARE PIENA
LIBERTA’ NELLE COSE DUBBIE OD OPINABILI, ED
ESERCITARE IN TUTTO LA CARITA’ ”.
E’ secondo lo spirito Conciliare di purificazione e di rinnovamento
che la Chiesa Cattolica deve affrontare i seguenti ed altri attuali
scottanti problemi:

1. PAPA.

A. Compito del Papa è costatare con gioia le meraviglie che


lo Spirito Santo compie nelle Singole Chiese Locali Diocesane,
incoraggiare le legittime diversità e favorire LA COMUNIONE delle
Singole Chiese Locali Diocesane CHE INSIEME COSTITUISCONO
LA CHIESA UNIVERSALE.
B. IL MINISTERO PRINCIPALE DEL PAPA E’
CONFERMARE LA CHIESA NELLA FEDE : “Simone, ho pregato
per te perchè la tua fede non venga meno. E tu, una volta convertito,
CONFERMA i tuoi fratelli” (Lc.22,23).
Il Papa, assistito dallo Spirito Santo, SI RENDE GARANTE DELLA
VERITA’ RIVELATA, CONTENUTA NELLA SACRA
SCRITTURA E TRAMANDATA DALLA TRADIZIONE.

28
In casi particolari il Papa, con il consenso antecedente e concomitante
della Chiesa, COMUNITA’ DEI CRISTIANI, GRADUALMENTE
guidata dallo Spirito Santo alla comprensione di tutta la Verità, può
dichiarare IN MODO DEFINITIVO vero e vincolante per tutti UN
DATO RIVELATO. E’ indispensabile sottolineare che perché il Papa
si renda GARANTE IN MODO DEFINITIVO DI UNA VERITA’
RIVELATA, si richiede il consenso antecedente e concomitante della
Chiesa, perché E’ ESSA LA DEPOSITARIA DELLA VERITA’
RIVELATA. “LO SPIRITO SANTO VI CONDURRA’ A TUTTA LA
VERITA’ ” (Gv.16,13).
“LE PORTE DEGLI INFERI NON PREVARRANNO CONTRO DI
ESSA” (Mt.16,16).
Pertanto il Papa prima di definire una Verità Rivelata deve
accertarsi CHE LA CHIESA UNIVERSALE LA PROFESSI GIA’. Lo
stesso verbo che Gesù ha usato “ CONFERMA i tuoi fratelli”,
esprime quanto abbiamo detto: infatti CONFERMARE significa
rendere PIU’ fermo o saldo, rafforzare, rinvigorire.

2. CELIBATO SACERDOTALE.

Riporto quanto ho scritto al Papa Benedetto XVI:

Pongo come punto fermo che il celibato per il Regno di Dio è un


carisma proclamato solennemente da Gesù. E sono convinto che
questo dono Dio, nella bimillenaria storia del Cristianesimo, l’ha
concesso ad una immensa schiera di sacerdoti che l’hanno fatto
fruttificare operando un incalcolabile bene per l’edificazione del
Corpo Mistico di Cristo che è la Chiesa.
Ma il carisma doveva rimanere CARISMA, cioè un dono gratuito di
Dio che SOLTANTO I PRESCELTI potevano accogliere e vivere.
Purtroppo, però, la Gerarchia Cattolica ha, senza dubbio, commesso
uno dei più gravi ERRORI PASTORALI IMPONENDO
L’OBBLIGATORIETA’ DEL CELIBATO al clero cattolico di Rito
Latino. E così, anche se animati da sincero amore per il Regno di Dio,
tantissimi giovani si sono impegnati ad osservare il celibato, credendo
FALSAMENTE di avere ricevuto da Dio il suddetto carisma; ma
essendone privi, non sono stati in grado di rimanere fedeli alla
promessa. Da qui i tanti scandali sacerdotali di cui tutti siamo stati e

29
siamo impotenti testimoni; da qui la schiera di sacerdoti che hanno
abbandonato ed abbandonano il ministero sacerdotale per amore di
una donna.
Io sono sicuro che la Cerarchia Cattolica finalmente si renderà conto
dell’errore pastorale commesso e che ai suoi sacerdoti lascerà piena
libertà di scelta tra la vita celibataria e la vita matrimoniale, sospinta
anche dal fatto che l’imposizione del celibato al clero cattolico di Rito
Latino contrasta con il diritto naturale: “NON E’ BENE CHE
L’UOMO SIA SOLO” (Gn. 2,18), e con il diritto evangelico: le Lettere
Pastorali, infatti, come condizione indispensabile all’ordinazione DI
UN VESCOVO-PRESBITERO, esigevano che il candidato si fosse
sposato una sola volta (1Tm. 3,1-6; Tito 1,6). San Paolo poi, nella
Prima Lettera ai Corinzi ci notifica che gli Apostoli erano sposati e che
le loro mogli li accompagnavano nei viaggi apostolici:
“NON ABBIAMO ANCHE NOI IL DIRITTO DI PORTARE CON
NOI UNA MOGLIE CREDENTE COME L’HANNO GLI ALTRI
APOSTOLI E I FRATELLI DEL SIGNORE E PIETRO?” (1Cor.
9,5).

3. MATRIMONIO-SESSO.

Dio creò l’uomo e la donna perché nel loro reciproco amore TOTALE,
ESCLUSIVO E DEFINITIVO divenissero marito e moglie, e così
costituissero la famiglia. Quindi l’uomo e la donna diventano marito e
moglie se si scambiano un amore
TOTALE: “Io, mia moglie, dono TUTTO me stesso a
Te”.
“Io, mio marito, dono TUTTA me stessa a
te”.
ESCLUSIVO: “Io, mia moglie, dono tutto me stesso
SOLO a te”.
“Io, mio marito, dono tutta me stessa
SOLO a te”.
DEFINITIVO: “Io, mia moglie, dono tutto me stesso a
te PER SEMPRE”.
“Io, mio marito, dono tutta me stessa a
te PER SEMPRE”.

30
Le tre caratteristiche dell’amore reciproco TOTALE, ESCLUSIVO E
DEFINITIVO debbono esistere SIMULTANEAMENTE perché si
verifichi UN VERO matrimonio. Se manca anche una sola delle
suddette tre caratteristiche, il matrimonio NON ESISTE, E’ NULLO.

L’atto intimo E’ PROPRIO degli sposi perché esso è l’espressione del


triplice suddetto amore. Quindi l’uomo può esercitare il sesso solo con
la propria moglie, e la donna può esercitare il sesso solo con il proprio
marito. Di fronte a questa realtà AI NON SPOSATI sorge la difficoltà
di conservare la propria castità. Dio, però, viene incontro alla
debolezza umana: chi non è sposato ha l’obbligo di non esercitare il
sesso. Ma sappiamo che il corpo umano è stato corrotto dal peccato: in
esso resta un potentissimo impulso verso l’orgasmo. Come risolvere il
problema secondo Dio? E’ CASTO colui che fa tutto il possibile per
evitare il piacere genitale. Ma se, malgrado la sua buona volontà e i
suoi sinceri sforzi, non vi riesce, dobbiamo affermare che l’eventuale
ricerca dell’orgasmo è dovuta all’impulso invincibile degli ormoni, per
cui L’INDIVIDUO E’ SCUSATO DAL PECCATO: INFATTI NON
SI PUO’ ESSERE OBBLIGATI AL PECCATO: chi non vuole
l’orgasmo ma dalla natura corrotta è violentemente necessitato ad
esso, NON PECCA SOGGETTIVAMENTE, pur restando l’atto un
DISORDINE OGGETTIVO.

4. OMOSESSUALITA’ – COSCIENZA INDIVIDUALE

Senza dubbio la famiglia, creata a sua immagine e somiglianza


DALLA FAMIGLIA TRINITARIA DI DIO, è fondata sul matrimonio
che trae la sua origine e la sua stabilità dall’ AMORE TOTALE,
ESCLUSIVO E DEFINITIVO che si scambiano UN UOMO ED UNA
DONNA. Nella realtà umana, però, costatiamo anche LA
CONVIVENZA, NON IL MATRIMONIO, OMOSESSUALE; ossia
LA CONVIVENZA DI DUE UOMINI O DI DUE DONNE.
Detta convivenza OGGETTIVAMENTE è contro la volontà di Dio.
Forse, però, il peccato, di generazione in generazione, ha corrotto il
corpo degli omosessuali in modo tale che essi SONO COSTRETTI,
CONTRO LA LORO VOLONTA’, ad esercitare il sesso in modo
innaturale. In questo caso è chiaro che mancherebbe IL PECCATO

31
SOGGETTIVO. Sta di fatto che gli omosessuali si GIUSTIFICANO E
SI CREDONO NELLA LINEA DELLA VOLONTA’ DI DIO.
Come comportarsi PASTORALMENTE con loro?
CERTAMENTE SULLA REALE RESPONSABILITA’
SOGGETTIVA DEGLI OMOSESSUALI DOBBIAMO LASCIARE A
DIO L’ULTIMO GIUDIZIO. LA CHIESA PERO’ DOVREBBE
TRATTARE GLI OMOSESSUALI CON IL CUORE
MISERICORDIOSO DI DIO; DOVREBBE CIOE’ RISPETTARE
IL PRIMATO DELLA LORO COSCIENZA INDIVIDUALE. La
coscienza CERTA, infatti, anche se ERRONEA, OBBLIGA SEMPRE:
“TUTTO CIO’ CHE E’ IN CONTRASTO CON LA CONVINZIONE
DELLA COSCIENZA, E’ PECCATO” (Rm.14,33).
Anche l’attuale Papa Benedetto XVI a proposito, nel 1966, quando era
già uno stimato professore di Teologia, si espresse in termini
inequivocabili:
“LA COSCIENZA E’ IL TRIBUNALE SUPREMO ED
ULTIMO DELLA PERSONA UMANA, ANCHE AL DI SOPRA
DELLA CHIESA UFFICIALE; ED E’ AD ESSA CHE
DOBBIAMO UBBIDIRE”.
L’ATTEGGIAMENTO PASTORALE MISERICORDIOSO DELLA
CHIESA PERTANTO DOVREBBE PERMETTERE AGLI
OMOSESSUALI, SE LORO SI SENTONO IN PACE CON DIO,
L’ESERCIZIO DI TUTTA LA VITA ECCLESIALE, COMPRESA
LA PARTECIPAZIONE AL BANCHETTO EUCARISTICO, IN
MODO PERO’ DA EVITARE LO SCANDALO.

Nel giorno in cui tutta la Chiesa: Papa,Vescovi, Sacerdoti, Fedeli


riconosceranno e rispetteranno IL PRIMATO DELLA COSCIENZA
INDIVIDUALE, SI REGISTRERA’ UN CAMBIAMENTO
EPOCALE, ricco di inestimabili frutti nella osservanza della carità
fraterna. Allora assumeranno valore in tutta la loro pienezza gli ordini
di Gesù:
“NON GIUDICATE, E DIO NON VI GIUDICHERA” (Lc.6,17).
“NON CONDANNATE E DIO NON VI CONDANNERA’ ” (Lc. 6,17).
“SIATE MISERICORDIOSI E TROVERETE MISERICORDIA”
(Mt. 5,7 ).

32
Certo la Chiesa, ed in modo particolare la Gerarchia, dovrà
continuare a conservare IL DEPOSITO RIVELATO, dovrà
continuare a predicare in tutta la sua interezza LA VERITA’
RIVELATA, MA DINANZI ALLE PERSONE SINGOLE SI
ASTERRA’ DA OGNI GIUDIZIO E DA OGNI CONDANNA O
CASTIGO DATO CHE “COLUI CHE GIUDICA E’ SOLO IL
SIGNORE” (1Cor.4,4).

Una conseguenza pratica sarà che LA GERARCHIA RISPETTERA’


LA RICERCA TEOLOGICA E SI ASTERRA’ DALLE TANTO
ODIOSE CONDANNE DEI TEOLOGI PIU’ AVANZATI. Anche le
relazioni ordinarie tra le singole persone saranno improntate al
massimo rispetto reciproco.

5. INDISSOLUBILITA’ DEL MATRIMONIO.

Senza dubbio, secondo la volontà di Dio, il matrimonio E’


INDISSOLUBILE. La sua indissolubilità deriva dal fatto che il
matrimonio è un patto d’amore DEFINITIVO tra un uomo ed una
donna. Però mi sembra che la Chiesa contemporanea debba riflettere
accuratamente sulla indissolubilità del matrimonio, non per mettere in
discussione la sua validità, MA PER APPROFONDIRE LA SUA
NATURA. Io, pertanto, con umiltà, espongo il frutto delle mie
riflessioni perché la Chiesa lo valuti alla luce di Dio.
L’indissolubilità del matrimonio è fondata sull’amore reciproco dei
coniugi come sull’amore reciproco è fondata l’indissolubilità delle Tre
Persone Divine e l’indissolubilità del matrimonio tra Gesù, LO
SPOSO DELLA CHIESA e la Chiesa, LA SPOSA DI GESU’.
Se, per impossibile, le Tre Persone Divine cessassero di amarsi, si
spezzerebbe la loro unità e si dissolverebbe lo stesso Dio; se, per
impossibile, Gesù non amasse più la Chiesa e la Chiesa non amasse più
Gesù, Gesù e la Chiesa romperebbero la loro unità sponsale. Ciò che
non è possibile nella Trinità Divina e in Gesù e la Chiesa, si può,
invece, verificare e spesso si verifica, tra i coniugi cristiani e non
cristiani. Come l’esperienza ci attesta, avviene che dei coniugi
dissolvano IRRIMEDIABILMENTE il loro matrimonio per colpa di
uno solo o di entrambi. Ciò ci induce ad affermare che l’indissolubilità
del matrimonio E’ DI ORDINE MORALE E NON FISICO; OSSIA: I

33
CONIUGI, PUR ESSENDO TENUTI IN COSCIENZA A
RIMANERE UNITI PER TUTTA LA VITA, HANNO LA TRISTE
COLPEVOLE POSSIBILITA’ DI ROMPERE IL LORO
MATRIMONIO.
Alla medesima conclusione ci porta la riflessione sulla natura DEI
PRECETTI NEGATIVI: Dio ordina all’uomo di NON compiere un
determinato atto perché l’uomo è in grado di compierlo BENCHE’
COLPEVOLMENTE. Se l’uomo non avesse la possibilità di compiere
un determinato atto PECCAMINOSO, Dio non glielo vieterebbe: così
non gli vieterebbe di rubare , se l’uomo non potesse rubare. Allo stesso
modo Gesù non avrebbe imposto agli sposi il precetto: “L’UOMO
NON DIVIDA CIO’ CHE DIO HA UNITO” (Mt. 19,6), se i coniugi
non potessero separarsi.
Una conseguenza pratica molto importante è che i coniugi che
colpevolmente si dividono, restano due persone distinte LIBERE;
quindi sono nella possibilità fisica di fare una nuova esperienza
matrimoniale. I tanti coniugi cristiani divorziati e risposati ci
inducono a credere che Dio, NELLA SUA MISERICORDIA,
PERMETTA LORO LE SECONDE NOZZE. Pertanto, sembra
PASTORALMENTE SAGGIO che la Chiesa nei confronti dei coniugi
colpevoli divorziati e risposati con una terza persona, oggi debba
usare maggiore misericordia che non nel passato. Come perdona
l’omicida veramente pentito, pur essendo nell’impossibilità di ridare
la vita al fratello ucciso, così voglia la Chiesa perdonare ed ammettere
ai Sacramenti della Confessione e dell’Eucarestia i coniugi divorziati,
se veramente pentiti, anche se si trovano nell’impossibilità di
ricostituire la loro unità e si sono sposati con un altro uomo o con
un’altra donna.
UNO STUDIO ACCURATO DI GIOVANNI CERETI PROVA CHE
NEI PRIMI SECOLI LA CHIESA, AI DIVORZIATI RISPOSATI,
CONCEDEVA DI CONTINUARE A VIVERE CON IL NUOVO
CONIUGE, SE ERANO VERAMENTE PENTITI E SI
SOTTOMETTEVANO AD UNA ADEGUATA PENITENZA.

6. ASSOLUZIONE COLLETTIVA.

GESU’ HA SCELTO LA CHIESA come strumento della sua


misericordia affidandole il Sacramento del Perdono dei peccati : “ A

34
CHI RIMETTERETE I PECCATI, SARANNO PERDONATI “ ( Gv.
20.23 ).
Il modo di esercitare questa sublime missione Gesù non l’ha voluto
stabilire, ma l’ha lasciato alla discrezione pastorale della sua Chiesa. E
la Chiesa l’ha capito pienamente: nell’arco della sua bimillenaria
storia, infatti, lo ha modificato varie volte: basta pensare alla
Confessione Pubblica dei primi secoli prescritta per i peccati più
gravi, e alla confessione auricolare inizialmente SOLO
DEVOZIONALE sorta fra i monaci irlandesi del sesto secolo, e poi
ratificata e prescritta per tutti i Cattolici dal Concilio di Trento.
OGGI vige ancora l’obbligo della confessione auricolare, ma i
Cristiani la disertano: questa diserzione, in molti casi, è sintomo di
condiscendenza verso il peccato, ma è soprattutto UNO DEI SEGNI
DEI TEMPI che interpella la Gerarchia e la sospinge ad interventi
sommamente innovativi: certo non è giustificabile l’abolizione della
confessione auricolare, dati i benefici spirituali che apporta ai
penitenti; la sua pratica però bisognerebbe lasciarla libera e renderla
obbligatoria solo per l’assoluzione di alcuni peccati particolarmente
gravi come il peccato dell’aborto.
INOLTRE SI DOVREBBE ESTENDERE L’USO
DELL’ASSOLUZIONE COLLETTIVA E CONFERIRE VALORE
SACRAMENTALE AL RITO PENITENZIALE POSTO
ALL’INIZIO DELLA CELEBRAZIONE EUCARISTICA.
Questo gesto di misericordia favorirebbe la conversione dei Cristiani e
non il lassismo: infatti, il Cristiano in peccato ma di buona volontà e
sinceramente pentito dei suoi peccati, se potrà ricevere l’assoluzione
delle colpe al principio della Messa, sarà invogliato a partecipare alla
Celebrazione Eucaristica in modo integrale, si ciberà del Corpo e del
Sangue di Gesù, e sperimenterà in sé l’efficacia della promessa del
Salvatore: “ CHI MANGIA LA MIA CARNE E BEVE IL MIO
SANGUE VIVRA’ PER SEMPRE” (Gv. 6,53-58).
FACILITARE l’assoluzione dei peccati è uno DEI SEGNI DEI
TEMPI che la Gerarchia Cattolica dovrebbe accogliere con
gratitudine e docilità allo Spirito. LA GERARCHIA CATTOLICA
segua l’esempio del SUO DIVINO MAESTRO che quando si trovava
dinanzi ad un peccatore pentito NON ESIGEVA L’ACCUSA DEI
PECCATI, MA LO ASSOLVEVA IMMEDIATAMENTE:
“QUANDO GESU’ VIDE LA FEDE DI QUELLE PERSONE DISSE

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AL PARALITICO: CORAGGIO, FIGLIO MIO, I TUOI PECCATI
TI SONO PERDONATI” (Mt.9,2).

7. “DIO VUOLE CHE TUTTI GLI UOMINI SIANO SALVI”


(1TIM. 2,4).

“Se per il delitto di uno solo tutti gli altri sono morti, a più forte
ragione la Grazia di Dio e il dono della Grazia, che ci viene da un
Uomo Solo, Gesù Cristo, si è diffuso SU TUTTI in abbondanza”
(Rm.5,15).
“Se per il peccato di uno solo la morte ha regnato per ragione di un
uomo solo, a più forte ragione quelli che hanno ricevuto l’abbondanza
della giustificazione regneranno nella vita per mezzo del SOLO Gesù
Cristo. E quindi come per il peccato di uno solo è venuta su tutti gli
uomini la condanna, così anche per l’adempimento della giustizia da
parte di uno solo, VIENE SU TUTTI GLI UOMINI LA
GIUSTIFICAZIONE CHE DA’ LA VITA. Infatti, siccome per la
disubbidienza di un solo uomo TUTTI SONO COSTITUITI
PECCATORI, così per l’ubbidienza di uno solo TUTTI SARANNO
COSTITUITI GIUSTI” (Rm. 5,12-19).

San Paolo quindi parla molto chiaramente: TUTTI, SENZA NOSTRO


DEMERITO PERSONALE, SIAMO NATI PECCATORI A CAUSA
DEL PECCATO DI ADAMO; TUTTI, SENZA NOSTRO MERITO
PERSONALE, SIAMO GIUSTIFICATI A CAUSA DI GESU’
CRISTO.
Le conseguenze pratiche sono meravigliose: TUTTI GLI UOMINI,
COMPRESI I NON BATTEZZATI, A CAUSA DI GESU’ SARANNO
SALVI, a meno che uno non rifiuti la salvezza MORENDO
IMPENITENTE. IL LIMBO DEI BIMBI QUINDI NON ESISTE.

8. LA CHIESA, CORPO MISTICO DI GESU’, E’ UNA


FAMIGLIA.

PADRE DELLA CHIESA E’ IL PADRE CELESTE.


MADRE DELLA CHIESA E’ MARIA SANTISSIMA.

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GESU’ E’ IL FIGLIO PRIMOGENITO del Padre Celeste e di Maria
Santissima; ed è anche il NOSTRO FRATELLO MAGGIORE.
I BATTEZZATI siamo i figli di Dio Padre e di Maria Santissima, i
fratelli minori di Gesù.
LO SPIRITO SANTO è Colui che santifica i membri umani della
Chiesa: ossia Colui che coltiva e perfeziona nei battezzati la vita divina
che è vita di amore, la quale si esprime nel dono di chi ama, nel
ricambio del dono di chi è amato, nell’unione di coloro che si amano e
si scambiano il dono, e nella conseguente felicità degli amanti.
IL PAPA, GLI ALTRI VESCOVI E I PARROCI DEBBONO
ESSERE CON IL LORO STILE DI VITA, L’IMMAGINE E I
TESTIMONI DELL’AMORE MISERICORDIOSO DI DIO PADRE,
e conseguentemente dell’amore misericordioso di Gesù, di Maria
Santissima e dello Spirito Santo, RISPETTIVAMENTE NELLA
CHIESA UNIVERSALE, NELLA CHIESA DIOCESANA E NELLA
CHIESA PARROCCHIALE.
Tutte le suddette affermazioni vanno certamente chiarite e spiegate
nelle loro implicanze pratiche.
Qui, però, mi preme accentuare alcuni aspetti importantissimi:
Il Papa ed i Vescovi insieme al Papa hanno ricevuto da Dio la missione
di conservare integro il Deposito Rivelato e di insegnarlo
autorevolmente. Il Papa, a determinate condizioni, può anche definire
una VERITA’ RIVELATA IN MODO DEFINITIVO E
VINCOLANTE PER TUTTA LA COMUNITA’ CRISTIANA. Il Papa
e i Vescovi sono i responsabili della parte di Chiesa destinata al loro
ministero: però non debbono dimenticare che anche loro restano
uomini esposti all’errore e agli sbagli, e che la storia ci insegna che
spesso hanno sbagliato. Pertanto i battezzati, pur mantenendosi
ordinariamente docili al Magistero e alle direttive del Papa e dei
Vescovi, IN CASI PARTICOLARI possono dissentire dal Papa e dai
Vescovi E SEGUIRE LA LORO COSCIENZA. Il Papa e i Vescovi
allora debbono rispettare IL PRIMATO DELLA COSCIENZA
INDIVIDUALE CHE OBBLIGA SEMPRE, e trattare i dissenzienti
CON MISERICORDIA, tenendo presenti le seguenti norme di Gesù,
GIA’ DA ME CITATE SOPRA, che riguardano l’esercizio della carità
fraterna e che obbligano tutti, COMPRESA LA GERARCHIA:
“NON GIUDICATE GLI ALTRI E DIO NON VI GIUDICHERA’ ”
(Lc. 6,17).

37
“NON CONDANNATE GLI ALTRI E DIO NON VI
CONDANNERA’ ” (Lc. 6,17).
“SIATE MISERICORDIOSI E TROVERETE MISERICORDIA”
(Mt. 5,7 ).
“COLUI CHE GIUDICA E’ SOLO IL SIGNORE” (1Cor, 4,4).

9. LA GERARCHIA E LA MISERICORDIA.

I cristiani che nella Chiesa costituiscono la Gerarchia devono essere


l’immagine della misericordia del Padre Celeste. La loro misericordia
devono dimostrarla verso tutti, ma soprattutto VERSO I
PECCATORI. Certo non possono scendere a compromessi: debbono
annunziare, secondo la missione affidata loro da Gesù, con chiarezza
la Verità Rivelata, ma debbono anche dimostrare grande
comprensione verso i peccatori; non DEBBONO GHIUDICARLI,
poiché Colui che giudica è SOLO il Signore; e soprattutto NON
DEBBONO CONDANNARLI E CASTIGARLI per esempio
proibendo loro di accostarsi alla Mensa Eucaristica. Ogni uomo,
infatti, è un mistero e custodisce nel suo cuore la storia di tutta la sua
vita, tenendo presente che Dio lo ama come se fosse l’unico uomo al
mondo, lo segue passo passo nel corso della sua esistenza,
suggerendogli il bene da compiere ed il male da evitare. Solo il singolo
uomo conosce se è stato fedele o infedele alla voce di Dio che si
identifica con la voce della coscienza. L’uomo deve ubbidire alla
COSCIENZA CERTA cioè quando essa gli suggerisce, senza
esitazione, il bene da fare e il male da evitare, e ciò anche quando, a
sua insaputa, glielo suggerisce in modo errato. Il fatto che si deve
seguire LA COSCIENZA CERTA ANCHE SE E’ ERRONEA,
impone all’uomo il dovere di fornarsi UNA COSCIENZA VERA ossia
una coscienza che scelga il bene e il male non solo
SOGGETTIVAMENTE ma anche OGGETTIVAMENTE; ossia che il
bene che sceglie sia REALMENTE BENE e che il male che commette
sia REALMENTE MALE.
La via per formarsi una coscienza VERA, varia da persona a
persona: dipende dalle sue capacità mentali, dalla rettitudine del suo

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cuore, dalle circostanze di vita che essa esperimenta. Il Cristiano,
PURCHE’ NON SI LEDANO I DIRITTI ALTRUI E NON SI
TRATTI DI UNA VERITA’ RIVELATA GARANTITA DAL PAPA
IN MODO DEFINITIVO E VINCOLANTE PER TUTTI, deve
seguire la convinzione della sua coscienza, anche se è in contrasto con
il Magistero Ordinario della Gerarchia. E’ quanto ha insegnato anche
l’attuale Papa Benedetto XVI, nel 1966, quando era già uno stimato
professore di Teologia: “LA COSCIENZA E’ IL TRIBUNALE
SUPREMO ED ULTIMO DELLA PERSONA UMANA, ANCHE AL
DI SOPRA DELLA CHIESA UFFICIALE; ED E’ AD ESSA CHE
DOBBIAMO UBBIDIRE”.

7. FATIMA, MEDJUGORJE, OPERA CENACOLO


FAMILIARE.

1. 1. F A T I M A .

IL MESSAGGIO DI FATIMA

Trascrivo parte del documento emesso dalla Congregazione per la


Dottrina della Fede, il 26 Giugno 2000.

PRESENTAZIONE

Nel passaggio dal secondo al terzo millennio il Papa Giovanni Paolo II


ha deciso di rendere pubblico il testo della terza parte del “segreto di
Fatima”. Gli eventi drammatici e crudeli del secolo XX° , uno dei più
cruciali della storia dell’uomo, culminato con l’attentato cruento al
“dolce Cristo in terra” ci apre dunque un velo su di una realtà che fa
storia e che la interpreta in profondità, secondo una dimensione
spirituale a cui la mentalità moderna, spesso venata di razionalismo, è
refrattaria.
Apparizioni e segni soprannaturali punteggiano la storia, entrano nel
vivo delle vicende umane e accompagnano il cammino del mondo,
sorprendendo credenti e non credenti. Queste manifestazioni, che non
possono contraddire il contenuto della fede, debbono convergere verso
l’oggetto centrale dell’annuncio di Cristo: l’amore del Padre che

39
suscita negli uomini la conversione e dona la grazia per abbandonarsi
a Lui con devozione filiale. Tale è anche il messaggio di Fatima che,
con l’accorato appello alla conversione e alla penitenza, sospinge in
realtà al cuore del Vangelo.

Fatima è senza dubbio la più profetica delle apparizioni moderne. La


prima e la seconda parte del “segreto” – che vengono pubblicate
nell’ordine per completezza di documentazione – riguardano innanzi
tutto la spaventosa visione dell’inferno, la devozione al Cuore
Immacolato di Maria, la seconda guerra mondiale, e poi la previsione
dei danni immani che la Russia, nella sua defezione dalla fede
cristiana e nell’adesione al totalitarismo comunista, avrebbe recato
all’umanità.

Nessuno nel 1917 avrebbe potuto immaginare tutto questo: i tre


pastorinhos di Fatima vedono, ascoltano, memorizzano, e Lucia, la
testimone sopravvissuta, nel momento in cui riceve il comando del
Vescovo di Leiria e il permesso di Nostra Signora, mette per iscritto.

Per quanto riguarda la descrizione delle prime due parti del


“segreto”, peraltro già pubblicato e perciò conosciuto, è stato scelto il
testo scritto da Lucia nella terza memoria del 31 Agosto 1941; nella
memoria dell’8 dicembre 1941 vi aggiunge poi qualche annotazione.

La terza parte del “segreto” “fu scritta” per ordine di Sua Eccellenza
il Vescovo di Leiria e della Santissima Madre…” il 3 gennaio 1944.

Esiste un solo manoscritto, che viene qui riprodotto fotostaticamente.


La busta sigillata fu custodita dapprima dal Vescovo di Leiria. Per
meglio tutelare il “segreto”, la busta fu consegnata il 4 aprile 1957
all’Archivio Segreto del Sant’Uffizio. Suor Lucia fu avvertita di ciò
dal Vescovo di Leiria.

Secondo appunti d’Archivio, d’accordo con l’Em.mo Card. Alfredo


Ottavini, il 17 agosto 1959 il Commissario del Sant’Uffizio, Padre
Pierre Paul Philippe,O.P., portò a Giovanni XXIII la busta contenente
la terza parte del “segreto di Fatima”. Sua Santità “dopo talune

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esitazioni” disse: “Aspettiamo. Pregherò. Le farò sapere ciò che ho
deciso”.
In realtà Papa Giovanni XXIII decise di rinviare la busta sigillata al
Sant’Uffizio e di non rivelare la terza parte del “segreto”.

Paolo VI lesse il contenuto con il Sostituto Sua Ecc.za Mons. Angelo


dell’Acqua il 27 marzo 1965. e rinviò la busta all’Archivio del
Sant’Uffizio, con la decisione di non pubblicare il testo.

Giovanni Paolo II, da parte sua, ha richiesto la busta contenente la


terza parte del “segreto” dopo l’attentato del 13 maggio 1981. Sua
Eminenza il Card. Franjo Seper, Prefetto della Congregazione,
consegnò a Sua Ecc.za Mons. Edoardo Martinez Somalo, Sostituto
della Segreteria di Stato, il 18 luglio 1981, due buste: una bianca, con il
testo originale di Suor Lucia in lingua portoghese; - un’altra colore
arancione, con la traduzione del “segreto” in lingua italiana. L’11
agosto seguente Mons. Martinez ha restituito le due buste all’Archivio
del sant’uffizio.

Come è noto Papa Giovanni Paolo II pensò subito alla consacrazione


del mondo al Cuore Immacolato di Maria e compose egli steso una
preghiera per quello che definì “Atto di affidamento” da celebrarsi
nella Basilica di Santa Maria Maggiore IL 7 GIUGNO 1981, solennità
di Pentecoste, giorno scelto per ricordare il 1600° anniversario del
primo Concilio Costantinopolitano, e il 1550° anniversario del
Concilio di Efeso. Essendo il Papa forzatamente assente venne
trasmessa la sua allocuzione registrata. Riportiamo il testo che si
riferisce esattamente all’atto di affidamento.

“O Madre degli uomini e dei popoli, Tu conosci tutte le loro sofferenze


e le loro speranze, Tu senti maternamente tutte le lotte tra il bene ed il
male, tra la luce e le tenebre che scuotono il mondo, accogli il nostro
grido rivolto nello Spirito Santo direttamente al Tuo Cuore e
abbraccia con l’amore della Madre e della Serva del Signore coloro
che questo abbraccio più aspettano, e insieme coloro il cui affidamento
Tu attendi in modo particolare: Prendi sotto la Tua protezione
materna l’intera famiglia umana che, con affettuoso trasporto, a Te, o

41
Madre, noi affidiamo.. S’avvicini per tutti il tempo della pace e della
libertà, il bene della verità, della giustizia e della speranza”.

Ma il Santo Padre, per rispondere più pienamente alle domande di


“Nostra Signora” volle esplicitare durante l’Anno Santo della
Redenzione l’atto di affidamento del 7 giugno 1981, ripetuto a Fatima
il 13 maggio 1982. Nel ricordo del fiat pronunciato da Maria al
momento dell’Annunciazione, il 25 marzo 1984 in piazza San Pietro,
in unione spirituale con tutti i Vescovi del mondo, precedentemente
“convocati”, il Papa affida al Cuore Immacolato di Maria gli uomini e
i popoli, con accenti che rievocano le accorate parole pronunciate nel
1981:

“E perciò, o Madre degli uomini e dei popoli, Tu che conosci tutte le


loro sofferenze e le loro speranze, Tu che senti maternamente le lotte
tra il bene il male, tra la luce e le tenebre, che scuotono il mondo
contemporaneo, accogli il nostro grido che, mossi dallo Spirito Santo,
rivolgiamo direttamente al Tuo Cuore: abbraccia con amore di Madre
e di Serva del Signore, questo nostro mondo umano, che Ti affidiamo e
consacriamo, pieni di inquietudine per la sorte terrena ed eterna degli
uomini e dei popoli.

In modo speciale Ti affidiamo e consacriamo quegli uomini e quelle


nazioni, che di questo affidamento e di questa consacrazione hanno
particolarmente bisogno.

“Sotto la Tua protezione cerchiamo rifugio, santa Madre di Dio! Non


disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova!”

Poi il Papa continua con maggiore forza e concretezza di riferimenti,


quasi commentando il Messaggio di Fatima nei suoi tristi avvenimenti.
Ecco, trovandoci davanti a te, Madre di Cristo, dinanzi al tuo Cuore
Immacolato, desideriamo, insieme con tutta la Chiesa, unirci alla
consacrazione che, per amore nostro, il Figlio Tuo ha fatto di se stesso
al Padre: “Per loro - Egli ha detto – io consacro me stesso, perché
siano anch’essi consacrati nella verità” (Gv.17,19). Vogliamo unirci al
nostro Redentore in questa consacrazione per il mondo e per gli

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uomini, la quale, nel suo Cuore divino, ha la potenza di ottenere il
perdono e di procurare la riparazione.

La potenza di questa consacrazione dura per tutti i tempi ed


abbraccia tutti gli uomini, i popoli e le nazioni, e supera ogni male, che
lo spirito delle tenebre è capace di ridestare nel cuore dell’uomo e
nella sua storia e che, di fatto, ha ridestato nei nostri tempi.

Oh, quanto profondamente sentiamo il bisogno di consacrazione per


l’umanità e per il mondo: per il nostro mondo contemporaneo, in
unione con Cristo stesso! L’opera redentrice di Cristo, infatti, deve
essere partecipata dal mondo per mezzo della Chiesa.

Lo manifesta il presente Anno della Redenzione: il Giubileo


straordinario di tutta la Chiesa.

Sii benedetta, in questo Anno Santo, sopra ogni creatura Tu, Serva del
Signore, che nel modo più pieno obbedisti alla Divina chiamata!

Sii salutata Tu, che sei interamente unita alla consacrazione redentrice
del Tuo Figlio!

Madre della Chiesa! Illumina il popolo di Dio sulle vie della fede, della
speranza e della carità! Illumina specialmente i popoli di cui Tu
aspetti la nostra consacrazione e il nostro affidamento. Aiutaci a
vivere nella verità della consacrazione di Cristo per l’intera famiglia
umana del mondo contemporaneo.

AffidandoTi, o Madre, il mondo, tutti gli uomini e tutti i popoli, Ti


affidiamo anche la stessa consacrazione del mondo, mettendola nel
Tuo Cuore materno.

Oh, Cuore Immacolato, aiutaci a vincere la minaccia del male, che così
facilmente si radica nei cuori degli uomini di oggi e che nei suoi effetti
incommensurabili già grava sulla vita presente e sembra chiudere le
vie verso il futuro!

Dalla fame e dalla guerra, liberaci!

43
Dalla guerra nucleare, da un’autodistruzione incalcolabile, da ogni
genere di guerra, liberaci!

Dai peccati contro la vita dell’uomo sin dai suoi albori, liberaci!

Dall’odio e dall’avvilimento della dignità dei figli di Dio, liberaci!

Da ogni forma di ingiustizia nella vita sociale, nazionale ed


internazionale, liberaci!

Dalla facilità di calpestare i comandamenti di Dio, liberaci!

Dal tentativo di offuscare nei cuori umani la verità stessa di Dio,


liberaci!

Dallo smarrimento della coscienza del bene e del male, liberaci!

Dai peccati contro lo Spirito Santo, liberaci! Liberaci!

Accogli, o Madre di Cristo, questo grido carico della sofferenza di tutti


gli uomini! Carico della sofferenza di intere società!

Aiutaci con la potenza dello Spirito Santo a vincere ogni peccato : il


peccato dell’uomo e il “peccato del mondo”, il peccato in ogni sua
manifestazione.

Si riveli, ancora una volta, nella storia del mondo l’infinita potenza
salvifica della Redenzione: potenza dell’Amore misericordioso! Che
esso arresti il male! Trasformi le coscienze! Nel Tuo Cuore
Immacolato si sveli per tutti la luce della speranza”.

Suor Lucia confermò personalmente che tale atto solenne e universale


di consacrazione corrispondeva a quanto voleva Nostra Signora: “Sì, è
stata fatta, così come Nostra Signora l’aveva chiesto, il 25 marzo
1984”: lettera dell’8 novembre 1989. Ogni discussione perciò ed ogni
ulteriore petizione sono senza fondamento.

44
Nella documentazione che viene offerta si aggiungono ai manoscritti di
Suor Lucia quattro altri testi: 1) le lettera del Santo Padre a Suor
Lucia in data 19 aprile 2000; 2) una descrizione del colloquio avuto
con Suor Lucia in data 27 aprile 2000; 3) la comunicazione letta per
incarico del Santo Padre, a Fatima il 13 maggio c.a. da Sua Eminenza
il Card. Angelo Sodano, Segretario di Stato; 4) il commento teologico
di Sua Eminenza il Card. Joseph Ratzinger, Prefetto della
Congregazione per la Dottrina della Fede.

Un’indicazione per l’interpretazione della terza parte del “segreto”


era già stata offerta da Suor Lucia in una lettera al Santo Padre del 12
maggio 1982. In essa dice:

La terza parte del segreto si riferisce alle parole di Nostra Signora:


“Se no (la Russia) spargerà i suoi errori per il mondo, promuovendo
guerre e persecuzioni alla Chiesa. I buoni saranno martirizzati, il
Santo Padre avrà molto da soffrire, varie nazioni saranno distrutte”
(13-VII-1917).

La terza parte del “segreto” è una rivelazione simbolica, che si


riferisce a questa parte del Messaggio, condizionato dal fatto se
accettiamo o no ciò che il Messaggio stesso ci chiede: “Se accetteranno
le mie richieste, la Russia si convertirà e avranno pace; se no, spargerà
i suoi errori per il mondo, ecc.”.

Dal momento che non abbiamo tenuto conto di questo appello del
Messaggio, verifichiamo che esso si è compiuto, la Russia ha invaso il
mondo con i suoi errori. E se non costatiamo ancora la consumazione
completa del finale di questa profezia, vediamo che vi siamo
incamminati a poco a poco a larghi passi. Se non rinunciamo al
cammino di peccato, di odio, di vendetta, di ingiustizia violando i
diritti della persona umana, di immoralità e di violenza, ecc.

E non diciamo che è Dio che così ci castiga; al contrario sono gli
uomini che da se stessi si preparano il castigo. Dio premurosamente ci
avverte e ci chiama al buon cammino, rispettando la libertà che ci ha
dato; perciò gli uomini sono responsabili.

45
La decisione del Santo Padre Giovanni Paolo II di rendere pubblica la
terza parte del segreto di Fatima chiude un tratto di storia, segnata da
tragiche volontà umane di potenza e di iniquità, ma permeata
dall’amore misericordioso di Dio e dalla premurosa vigilanza della
Madre di Gesù e della Chiesa.

Azione di Dio, Signore della storia, e corresponsabilità dell’uomo,


nella sua drammatica e feconda libertà, sono i due perni sui quali si
costruisce la storia dell’umanità.

La Madonna apparsa a Fatima ci richiama a questi valori dimenticati,


a questo avvenire dell’uomo in Dio, di cui siamo parte attiva e
responsabile.
Tarciso Bertone, SDB, Arcivescovo emerito di Vercelli,
Segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede.

IL “ SEGRETO DI FATIMA.
PRIMA E SECONDA PARTE DEL SEGRETO
NELLA REDAZIONE FATTANE DA SUOR
LUCIA NELLA “TERZA MEMORIA” DEL
31 AGOSTO 1941, DESTINATA AL VESCOVO
DI LEIRIA-FATIMA.

“Dovrò perciò parlare un po’ del segreto e rispondere al primo punto


interrogativo.

Cos’è il segreto. Mi pare di poterlo dire, perché dal Cielo ne ho già il


permesso. I rappresentanti di Dio in terra mi hanno pure autorizzata,
varie volte in varie lettere, una delle quali credo sia conservata
dall’Ecc. V. Rev.ma, quella del p. Giuseppe Bernardo Gonzales, nella
quale mi ordina di scrivere al Santo padre. Uno dei punti che mi
indica, è la rivelazione del segreto. Qualcosa ho detto, ma per non
allungare troppo quello scritto, che doveva essere breve, mi limitai
all’indispensabile lasciando a Dio l’opportunità d’un momento più
favorevole.

46
Ho già esposto nel secondo scritto, il dubbio che mi tormentò dal 13
giugno al 13 luglio, e che in questa apparizione sparì.

Bene. Il segreto consta di tre cose distinte, due delle quali sto per
rivelare.

La prima dunque fu la visione dell’inferno.

La Madonna ci mostrò un grande mare di fuoco, che sembrava stare


sotto terra. Immersi in quel fuoco, i demoni e le anime come se fossero
braci trasparenti e nere o bronzee, con forma umana che fluttuavano
nell’incendio, portate dalle fiamme che uscivano da loro stesse insieme
a nuvole di fumo, cadendo da tutte le parti simili al cadere delle
scintille nei grandi incendi, senza peso né equilibrio, tra grida e gemiti
di dolore e disperazione che mettevano orrore e facevano tremare
dalla paura. I demoni si riconoscevano dalle forme orribili e ributtanti
di animali spaventosi e sconosciuti, ma trasparenti e neri. Questa
visione durò un momento. E grazie alla nostra buona Madre del Cielo
che prima ci aveva prevenuti con la promessa di portarci in Cielo
(nella prima apparizione), altrimenti credo che saremmo morti di
spavento e di terrore.

In seguito alzammo gli occhi alla Madonna che ci disse con bontà e
tristezza:

Avete visto l’inferno dove cadono le anime dei poveri peccatori. Per
salvarle, Dio vuole stabilire nel mondo la devozione al Mio Cuore
immacolato: Se faranno quello che vi dirò, molte anime si salveranno e
avranno pace. La guerra sta per finire, ma se non smetteranno di
offendere Dio, sotto il pontificato di Pio XI ne comincerà un’altra
ancora peggiore. Quando vedrete una notte illuminata da una luce
sconosciuta, sappiate che è il grande segno che Dio vi dà che sta per
castigare il mondo per i suoi crimini, per mezzo della guerra, della
fame e delle persecuzioni alla Chiesa e al Santo Padre. Per impedirla,
verrò a chiedere la consacrazione della Russia al mio Cuore
Immacolato e la Comunione riparatrice nei primi sabati. Se
accetteranno le mie richieste, la Russia si convertirà e avranno pace;
se no, spargerà i suoi errori per il mondo, promuovendo guerre e

47
persecuzioni alla Chiesa. I buoni saranno martirizzati, il Santo Padre
avrà molto da soffrire, varie nazioni saranno distrutte. Finalmente, il
mio Cuore Immacolato trionferà. Il Santo Padre mi consacrerà la
Russia, che si convertirà. E sarà concesso al mondo un periodo di
pace.

TERZA PARTE DEL SEGRETO

LA TERZA PARTE DEL SEGRETO RIVELATO IL 13


LUGLIO 1917 NELLA COVA DI IRIA-FATIMA

Scrivo in atto di obbedienza a Voi mio Dio, che lo comandate per


mezzo di sua Ecc.za Rev.ma il signor Vescovo di Leiria e della Vostra
e mia Santissima Madre.

Dopo le due parti che già ho esposto, abbiamo visto al lato sinistro di
Nostra Signora un poco di più in alto un Angelo con una spada di
fuoco nella mano sinistra; scintillando emetteva fiamme che sembrava
dovessero incendiare il mondo, ma si spegnevano al contatto dello
splendore che Nostra Signora emanava dalla sua mano destra verso di
lui. L’Angelo indicando la terra con la mano destra, con voce forte
disse: Penitenza, Penitenza, Penitenza! E vedemmo in una luce
immensa che è Dio” qualcosa di simile a come si vedono le persone in
uno specchio quando vi passano davanti “un Vescovo vestito di Bianco
“abbiamo avuto il presentimento che fosse il Santo Padre”. Vari altri
vescovi, Sacerdoti, religiosi e religiose salire una montagna ripida, in
cima alla quale c’era una grande Croce di tronchi grezzi come se fosse
di sughero con la corteccia; il Santo Padre, prima di arrivarvi,
attraversò una grande città mezza in rovina e mezzo tremulo con
passo vacillante, afflitto di dolore e di pena, pregava per le anime dei
cadaveri che incontrava nel suo cammino; giunto alla cima del monte,
prostrato in ginocchio ai piedi della grande Croce venne ucciso da un
gruppo di soldati che gli spararono vari colpi di arma da fuoco e
frecce, e allo stesso modo morirono gli uni dopo gli altri i Vescovi,
sacerdoti, religiosi e religiose e varie persone secolari, uomini e donne
di varie classi e posizioni. Sotto i due bracci della Croce c’erano due
angeli ognuno con un innaffiatoio di cristallo nella mano, nei quali

48
raccoglievano il sangue dei martiri e con esso irrigavano le anime che
si avvicinavano a Dio.
Tuy-3-1-1944”.

INTERPRETAZIONE DEL SEGRETO

LETTERA DI GIOVANNI PAOLO II A SUOR LUCIA

“Reverenda Suor Lucia Convento di Coimbra.

Nel tripudio delle feste pasquali Le porgo l’augurio di Gesù Risorto


ai discepoli: La pace sia con voi.
Sarò lieto di poterla incontrare nell’atteso giorno della beatificazione
di Francesco e Giacinta che, a Dio piacendo, proclamerò il 13 maggio
p.v.

Siccome però in quel giorno non ci sarà il tempo per un colloquio, ma


solo per un breve saluto, ho incaricato appositamente di venire a
parlare con Lei Sua Eccellenza Monsignor Tarcisio Bertone,
Segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede. E’ la
Congregazione che collabora più strettamente con il Papa per la difesa
della vera fede cattolica, e che ha conservato, come Lei sa, dal 1957, la
Sua lettera manoscritta contenente la terza parte del segreto rivelato il
13 luglio 1917 nella Cova di Iria, Fatima.

Mons. Bertone, accompagnato del Vescovo di Leiria, Sua Eccellenza


Monsignor Serafin de Sousa Ferriera e Silva, viene a mio nome per
fare qualche domanda sull’interpretazione della “terza parte del
segreto”.

Reverenda Suor Maria Lucia, parli pure apertamente e sinceramente


a Monsignor Bertone, che riferirà direttamente a me le Sue risposte.

Prego ardentemente la Madre del Risorto per lei, per la Comunità di


Coimbra e per tutta la Chiesa. Maria, Madre dell’umanità pellegrina,
ci tenga sempre stretti a Gesù, Suo Figlio Diletto e nostro fratello,
Signore della vita e della gloria.

49
Con una speciale benedizione apostolica.

GIOVANNI PAOLO II

Vaticano, 19 aprile 2000.

COLLOQUIO AVUTO CON SUOR LUCIA DE JESUS


E DO CORACAO IMACULADO

L’appuntamento di Suor Lucia con Sua Ecc.za Mons. Tarcisio


Bertone, Segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede,
incaricato dal Santo Padre, e Sua Ecc.za Mons. Serafin de Sousa
Ferriera e Silva, Vescovo di Leiria-Fatima, è avvenuto giovedì 27
aprile u.s., nel Carmelo di Santa Teresa di Coimbra.

Suor Lucia era lucida e serena; era molto contenta dell’andata a


Fatima del Santo Padre per la beatificazione di Francesco e Giacinta,
da lei tanto attesa.

Il Vescovo di Leiria-Fatima lesse la lettera autografa del Santo Padre


che spiegava i motivi della visita. Suor Lucia se ne sentì onorata e la
rilesse personalmente contemplandola nelle proprie mani. Si disse
disposta a rispondere francamente a tutte le domande.

A questo punto Sua Ecc,za Mons. Tarcisio Bertone le presenta le due


buste: quella esterna e quella con dentro la lettera contenente la terza
parte del segreto di Fatima ed essa dice subito, toccandola con le dita:
“E’ la mia carta”, e poi leggendola: “è la mia scrittura”.

Con l’aiuto del Vescovo di Leiria-Fatima, viene letto ed interpretato il


testo originale, che è in lingua portoghese. Suor Lucia condivide
l’interpretazione secondo cui la terza parte del segreto consiste in una
visione profetica, paragonabile a quelle della storia sacra. Essa
ribadisce la sua convinzione che la visione di Fatima riguarda
soprattutto la lotta del comunismo ateo contro la Chiesa e i cristiani, e
descrive l’immane sofferenza delle vittime della Fede nel XX° secolo.

50
Alla domanda “il personaggio principale della visione è il Papa?”,
Suor lucia risponde subito di sì e ricorda che i tre pastorelli erano
molto addolorati della sofferenza del Papa e Giacinta ripeteva:
“Poverino il Santo Padre, ho molta pena per i peccatori!”. Suor Lucia
continua: “Noi non sapevamo il nome del Papa , non sapevamo se era
Benedetto XV o Pio XII o Paolo VI o Giovanni Paolo II, però era il
Papa che soffriva e faceva soffrire anche noi”.

Quanto al passo concernente il Vescovo vestito di Bianco, cioè il Santo


Padre, come subito percepirono i pastorelli durante la visione - che è
colpito a morte e cade per terra, Suor lucia condivide pienamente
l’affermazione del Papa: “Fu una mano materna a guidare la
traiettoria della pallottola e il Papa agonizzante si fermò sulla soglia
della morte” (Giovanni Paolo II, Medicazione del Policlinico Gemelli
ai Vescovi Italiani, 13 maggio 1994).

Poiché Suor Lucia, prima di consegnare all’allora Vescovo di Leiria-


Fatima la busta sigillata contenente la terza parte del segreto, aveva
scritto sulla busta esterna che poteva essere aperta solo dopo il 1960, o
dal Patriarca di Lisbona o dal Vescovo di Leiria, Sua Ecc.za Mons.
Bertone le domanda: “Perché la scadenza del 1960?. E’ stata la
Madonna ad indicare tale data?”. Suor Lucia risponde: “Non è stata
la Signora, ma sono stata io a mettere la data del 1960 perché secondo
la mia intuizione, prima del 1960 non si sarebbe capito, si sarebbe
capito solo dopo. Ora si può capire meglio. Io ho scritto ciò che ho
visto, non spetta a me l’interpretazione, ma al Papa”.

Infine viene menzionato il manoscritto non pubblicato che Suor Lucia


ha preparato come risposta a tante lettere di devoti della Madonna e
di pellegrini. L’opera reca il titolo “Os agelos da Mensagen de
Fatima” e raccoglie pensieri e riflessioni che esprimono i suoi
sentimenti e la sua limpida e semplice spiritualità, in chiave
catechistica e parenetica. Le è stato chiesto se era contenta che fosse
pubblicato, ed ha risposto; “ Se il Santo Padre è d’accordo, io sono
contenta, altrimenti obbedisco a ciò che decide il Santo Padre”. Suor
Lucia desidera sottoporre il testo all’approvazione dell’Autorità
Ecclesiastica, e nutre la speranza di contribuire con il suo scritto a

51
guidare gli uomini e le donne di buona volontà nel cammino che
conduce a Dio, termine ultimo di ogni umana attesa.

Il colloquio si conclude con uno scambio di rosari: a Suor Lucia viene


consegnato quello donato dal Santo Padre, ed ella, a sua volta,
consegna alcuni rosari da lei personalmente confezionati.

La benedizione impartita a nome del Santo Padre chiude l’incontro.

COMUNICAZIONE DI SUA EMINENZA IL CARD. ANGELO


SODANO, SEGRETARIO DI STATO DI SUA SANTITA’.

Al termine della solenne Concelebrazione Eucaristica presieduta da


Giovanni Paolo II a Fatima, il cardinale Angelo Sodano, Segretario di
Stato, ha pronunziato in portoghese le parole che qui riportiamo nella
traduzione italiana.

Fratelli e sorelle nel Signore!

Nella solenne circostanza della Sua venuta a Fatima, il Sommo


Pontefice mi ha incaricato di darvi un annuncio. Come è noto, scopo
della Sua venuta a Fatima è stata le beatificazione dei due pastorinhos.
Egli tuttavia vuole attribuire a questo suo pellegrinaggio anche il
valore di un rinnovato gesto di gratitudine verso la Madonna per la
protezione a Lui accordata durante questi anni di pontificato. E’ una
protezione che sembra toccare anche la cosiddetta terza parte del
segreto di Fatima.

Tale testo costituisce una visione profetica paragonabile a quello della


Sacra Scrittura, che non descrivono in senso fotografico i dettagli degli
avvenimenti futuri, ma sintetizzano e condensano su un medesimo
sfondo fatti che si distendono nel tempo in una successione e in una
durata non precisate. Di conseguenza la chiave di lettura del testo non
può che essere di carattere simbolico.

La visione di Fatima riguarda soprattutto la lotta dei sistemi atei


contro la Chiesa e i cristiani e descrive l’immane sofferenza dei

52
testimoni della fede dell’ultimo secolo del secondo millennio. E’una
interminabile Via Crucis guidata dai Papi del ventesimo secolo.

Secondo l’interpretazione dei pastorinhos, interpretazione


confermata anche recentemente da Suor Lucia, il “Vescovo vestito di
bianco” che prega per tutti i fedeli è il Papa. Anch’Egli, camminando
faticosamente verso la Croce tra i cadaveri dei martirizzati (vescovi,
sacerdoti, religiosi, religiose e numerosi laici) cade a terra come morto,
sotto i colpi di arma da fuoco.

Dopo l’attentato del 13 maggio 1981, a Sua Santità apparve chiaro che
era stata “ una mano materna a guidare la traiettoria della pallottola”,
permettendo al “Papa agonizzante” di fermarsi “sulla soglia della
morte” (Giovanni Paolo II, Meditazioni con i Vescovi italiani dal
Policlinico Gemelli, in: Insegnamenti, vol. XVII, 1994, p. 1061). In
occasione di un passaggio da Roma dell’allora Vescovo di Leiria-
Fatima, il Papa decise di consegnargli la pallottola, che era rimasta
nella jeep dopo l’attentato, perché fosse custodita nel Santuario. Per
iniziativa del Vescovo essa fu poi incastonata nella corona della statua
della Madonna di Fatima.

I successivi avvenimenti del 1989 hanno portato, sia in Unione


Sovietica che in numerosi paesi dell’Est, alla caduta del regime
comunista che propugnava l’ateismo. Anche per questo il Sommo
Pontefice ringrazia dal profondo del cuore la Vergine Santissima.
Tuttavia, in altre parti del mondo gli attacchi contro la Chiesa e i
cristiani, con il peso di sofferenza che portano con sé, non sono
purtroppo cessati. Anche se le vicende a cui fa riferimento la terza
parte del segreto di Fatima sembrano ormai appartenere al passato, la
chiamata della Madonna alla conversione e alla penitenza,
pronunciata all’inizio del ventesimo secolo, conserva ancora oggi una
sua stimolante attualità. “La Signora del messaggio sembra leggere
con una singolare perspicacia i segni dei tempi, i segni del nostro
tempo… L’insistente invito di Maria Santissima alla penitenza non è
che la manifestazione materna per le sorti della famiglia umana,
bisognosa di conversione e di perdono” (Giovanni Paolo II, Messaggio
per la Giornata Mondiale del Malato 1997, n.1, in:Insegnamenti, vol.
XIX2, 1996, p.561).

53
Per consentire ai fedeli di meglio recepire il messaggio della Vergine di
Fatima, il Papa ha affidato alla Congregazione per la Dottrina della
Fede il compito di rendere pubblica la terza parte del segreto, dopo
averne preparato un opportuno commento.

Fratelli e sorelle, ringraziamo la Madonna di Fatima della sua


protezione. Alla sua materna intercessione affidiamo la Chiesa del
Terzo Millennio.

Fatima, 13 maggio 2000

COMMENTO TEOLOGICO

Arriviamo così finalmente alla terza parte del segreto di Fatima qui
per la prima volta pubblicato integralmente. Come emerge dalla
documentazione precedente, l’interpretazione, che il Cardinale
Sodano ha offerto nel suo testo del 13 maggio, è stata dapprima
presentata personalmente a Suor Lucia. Suor Lucia al riguardo ha
innanzitutto osservato che ad essa era stata data la visione, ma non la
sua interpretazione. L’interpretazione, diceva, non compete al
veggente, ma alla Chiesa. Essa però dopo la lettura del testo ha detto
che questa interpretazione corrispondeva a quanto essa aveva
sperimentato e che essa da parte sua riconosceva questa
interpretazione come corretta. In quanto segue quindi si potrà solo
cercare di dare un fondamento in maniera approfondita a questa
interpretazione a partire dai criteri finora sviluppati.

Come parola chiave della prima e della seconda parte del segreto
abbiamo scoperto quella di “salvare le anime”, così la parola chiave di
questo segreto è il triplice grido: “Penitenza, Penitenza, Penitenza!”.
Ci ritorna alla mente l’inizio del Vangelo: “paenitemini et credite
evangelio” (Mc 1,15). Comprendere i segni del tempo significa:
comprendere l’urgenza della penitenza – della conversione – della
fede. Questa è la risposta giusta al momento storico, che è
caratterizzato da grandi pericoli, i quali verranno delineati nelle
immagini successive. Mi permetto di inserire qui un ricordo

54
personale; in un colloquio con me Suor Lucia mi ha detto che le
appariva sempre più chiaramente come lo scopo di tutte quante le
apparizioni sia stato quello di far crescere sempre più nella fede, nella
speranza e nella carità – tutto il resto intendeva solo portare a questo.

Esaminiamo ora un poco più da vicino le singole immagini. L’angelo


con la spada di fuoco a sinistra della Madre di Dio, ricorda analoghe
immagini dell’Apocalisse. Essa rappresenta la minaccia del giudizio,
che incombe sul mondo. La prospettiva che il mondo potrebbe essere
incenerito in un mare di fiamme, oggi non appare più come pura
fantasia: l’uomo stesso ha preparato con le sue invenzioni la spada di
fuoco. La visione mostra poi la forza che si contrappone al potere della
distruzione – lo splendore della Madre di Dio , e, proveniente in un
certo modo da questo l’appello alla penitenza. In tal modo viene
sottolineata l’importanza della libertà dell’uomo: il futuro non è
affatto determinato in modo immutabile, e l’immagine, che i bambini
videro, non è affatto un film anticipato del futuro, del quale nulla
potrebbe più essere cambiato. Tutta quanta la visione avviene in
realtà solo per richiamare nello scenario la libertà e per volgerla in
una direzione positiva. Il senso della visione non è quindi quello di
mostrare un film sul futuro irrimediabilmente fissato. Il suo senso è
esattamente il contrario, quello di mobilitare le forze del cambiamento
in bene. Perciò sono totalmente fuorvianti quelle spiegazioni
fatalistiche del segreto che ad esempio dicono che l’attentatore del 13
maggio 1981 sarebbe stato in definitiva uno strumento del piano
divino guidato dalla Provvidenza e che pertanto non avrebbe potuto
agire liberamente, o altre idee simili che circolano. La visione parla
piuttosto di pericoli e della via per salvarsi da essi.

Le frasi seguenti del testo mostrano ancora una volta molto


chiaramente il carattere simbolico della visione. Dio rimane
l’incommensurabile e la luce che supera ogni nostra visione. Le
persone umane appaiono come uno specchio. Dobbiamo tenere
continuamente presente questa limitazione interna della visione, i cui
confini vengono qui visivamente indicati. Il futuro si mostra solo
“come in uno specchio, in maniera confusa” (Cfr. 1Cor. 13,12) .
Prendiamo ora in considerazione le singole immagini, che seguono nel
testo del segreto. Il luogo dell’azione viene descritto con tre simboli:

55
una ripida montagna, una grande città mezza in rovina e finalmente
una grande croce di tronchi grezzi. Montagna e città simboleggiano il
luogo della storia umana: la storia come faticosa ascesa verso l’alto, la
storia come luogo dell’umana creatività e convivenza, ma allo stesso
tempo come luogo delle distruzioni, nelle quali l’uomo annienta
l’opera del suo proprio lavoro. La città può essere luogo di comunione
e di progresso, ma anche luogo del pericolo e della minaccia più
estrema. Sulla montagna sta la Croce – meta e punto di orientamento
della storia. Nella croce la distruzione è trasformata in salvezza; si
erge come segno della miseria della storia e come promessa per essa.

Appaiono poi qui delle persone umane: il vescovo vestito di bianco


(“abbiamo avuto il presentimento che fosse il Santo Padre”), altri
vescovi, sacerdoti, religiosi e religiose e finalmente uomini e donne di
tutte le classi e gli strati sociali. Il Papa sembra precedere gli altri,
tremando e soffrendo per tutti gli orrori, che lo circondano. Non solo
le case della città giacciono mezze in rovina – il suo cammino passa in
mezzo ai cadaveri dei morti. La via della Chiesa viene così descritta
come una Via Crucis, come un cammino in un tempo di violenza, di
distruzioni e di persecuzioni. Si può trovare raffigurata in questa
immagine la storia di un intero secolo. Come i luoghi della terra sono
sinteticamente raffigurati nelle due immagini della montagna e della
città e sono orientati alla croce, così anche i tempi sono presentati in
modo contratto: nella visione noi possiamo riconoscere il secolo
trascorso come secolo dei martiri come secolo delle sofferenze e delle
persecuzioni della Chiesa, come secolo delle guerre mondiali e di molte
guerre locali, che ne hanno riempito tutta la seconda metà e hanno
fatto sperimentare nuove forme di crudeltà. Nello “specchio” di questa
visione vediamo passare i testimoni della fede di decenni. Al riguardo
sembra opportuno menzionare una frase della lettera che Suor Lucia
scrisse al Santo padre il 12 maggio 1982: “la terza parte del segreto si
riferisce alle parole di Nostra Signora: “Se no (la Russia) spargerà i
suoi errori per il mondo, promuovendo guerre e persecuzioni alla
Chiesa. I buoni saranno martirizzati, il Santo Padre avrà molto da
soffrire, varie nazioni saranno distrutte”.

Nella Via crucis di un secolo la figura del Papa ha un ruolo speciale.


Nel suo faticoso salire sulla montagna possiamo senza dubbio trovare

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richiamati insieme diversi Papi, che cominciando da Pio X fino
all’attuale Papa hanno condiviso le sofferenze di questo secolo e si
sono sforzati di procedere in mezzo ad esse sulla via che porta alla
croce. Nella visione anche il Papa viene ucciso sulla strada dei martiri.
Non doveva il Santo Padre, quando dopo l’attentato del 13 maggio
1981 si fece portare il testo della terza parte del segreto, riconoscervi il
suo proprio destino? Egli era stato molto vicino alla frontiera della
morte ed egli stesso ha spiegato la sua salvezza con le seguenti parole:
“… fu una mano materna a guidare la traiettoria della pallottola e il
Papa agonizzante si fermò sulla soglia della morte” (13 maggio 1994).
Che qui una “mano materna” abbia deviato la pallottola mortale,
mostra solo ancora una volta che non esiste un destino immutabile,
che fede e preghiera sono potenze, che possono influire nella storia e
che alla fine la preghiera è più forte dei proiettili, la fede più potente
delle divisioni.

La conclusione del segreto ricorda immagini, che Lucia può avere


visto in libri di pietà ed il cui contenuto deriva da antiche intuizioni di
fede. E’ una visione consolante, che vuole rendere permeabile alla
potenza risanatrice di Dio una storia di sangue e lacrime. Angeli
raccolgono sotto i bracci della croce il sangue dei martiri ed irrigano
così le anime, che si avvicinano a Dio. Il sangue di Cristo e il sangue
dei Martiri vengono qui considerati insieme: il sangue dei Martiri
scorre dalle braccia della Croce. Il loro martirio si compie in
solidarietà con la passione di Cristo, diventa una cosa sola con essa.
essi completano a favore del corpo di Cristo, ciò che ancora manca alle
sue sofferenze (Col. 1,24). La loro vita è divenuta essa stessa
eucaristica, inserita nel mistero del chicco di grano che muore e
diventa fecondo. Il sangue dei martiri è seme di cristiani, ha detto
Tertulliano. Come dalla morte di Cristo, dal suo costato aperto, è nata
la Chiesa, così la morte dei testimoni è feconda per la vita futura della
Chiesa. La visione della terza parte del segreto, così angustiante al suo
inizio, si conclude quindi con un’immagine di speranza: nessuna
sofferenza è vana, e proprio una Chiesa sofferente, una Chiesa dei
martiri, diventa segno indicatore per la ricerca di Dio da parte
dell’uomo. Nelle amorose mani di Dio non sono accolti soltanto i
sofferenti come Lazzaro, che trovò la grande consolazione e
misteriosamente rappresenta Cristo, che volle divenire per noi il

57
povero Lazzaro, vi è qualcosa di più: dalla sofferenza dei testimoni
deriva una forza di purificazione e di rinnovamento, perché essa è
attualizzazione della stessa sofferenza di Cristo e trasmette nel
presente la sua efficacia salvifica.

Siamo così giunti ad un’ultima domanda: Che cosa significa nel suo
insieme (nelle sue tre parti) il segreto di Fatima? Che cosa dice a noi?
Innanzitutto dobbiamo affermare con il Cardinale Sodano: “le
vicende a cui fa riferimento la terza parte del segreto di Fatima
sembrano ormai appartenere al passato”. Nella misura in cui i singoli
eventi vengono rappresentati, essi ormai appartengono al passato. Chi
aveva atteso eccitanti rivelazioni apocalittiche sulla fine del mondo o
sul futuro corso della storia, deve rimanere deluso. Fatima non ci offre
simili appagamenti della nostra curiosità, come del resto in generale la
fede cristiana non vuole e non essere pastura per la nostra curiosità.
Ciò che rimane l’abbiamo visto subito all’inizio delle nostre riflessioni
sul testo del segreto: l’esortazione alla preghiera come via per la
“salvezza delle anime” e nello stesso senso il richiamo alla penitenza e
alla conversione.

Vorrei alla fine riprendere ancora un’altra parola chiave del segreto
divenuta giustamente famosa: “il Mio Cuore Immacolato trionferà”.
Che cosa significa? Il Cuore aperto a Dio, purificato dalla
contemplazione di Dio è più forte dei fucili e delle armi di ogni specie..
Il fiat di Maria, la parola del suo Cuore , ha cambiato la storia del
mondo, perché essa ha introdotto in questo modo il Salvatore – perché
grazie a questo “Sì” Dio poteva diventare uomo nel nostro spazio e
tale ora rimane per sempre. Il maligno ha potere in questo mondo, lo
vediamo e lo sperimentiamo continuamente; egli ha potere, perché la
nostra libertà si lascia continuamente distogliere da Dio. Ma da
quando Dio stesso ha un cuore umano ed ha così rivolto la libertà
dell’uomo verso il bene, verso Dio, la libertà per il male non ha più
l’ultima parola. Da allora vale la parola: “Voi avrete tribolazione nel
mondo, ma abbiate fiducia; io ho vinto il mondo” (Gv. 16,33). Il
messaggio di Fatima ci invita ad affidarci a questa promessa.

Joseph Card. Ratzinger


Prefetto della Congregazione

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Per la Dottrina della Fede

2. 2. MEDJUGORJE

( Riporto parte di un capitolo tratto dal libro di


Padre Livio Fanzaga intitolato “ LA DONNA E IL DRAGO )

I DIECI SEGRETI DI MEDJUGORJE

Il grande interesse delle apparizioni di Medjugorje non riguarda


soltanto lo straordinario evento che si è andato manifestando a partire
dal lontano 1981, ma anche, e in misura crescente, il futuro immediato
dell’intera umanità. La lunga permanenza della Regina della pace è in
vista di un passaggio storico denso di pericoli mortali. I segreti che la
Madonna ha rivelato ai veggenti riguardano avvenimenti prossimi di
cui la nostra generazione sarà testimone. Si tratta di una prospettiva
sull’avvenire che, come non di rado accade nelle profezie, rischia di
sollevare ansie e perplessità. La stessa Regina della pace è bene attenta
a sollecitare le nostre energie sul cammino di conversione, senza nulla
concedere all’umano desiderio di conoscere il futuro. Tuttavia
comprendere il messaggio che la Santa Vergine ci vuole trasmettere
con la pedagogia dei segreti è fondamentale. La loro rivelazione infatti
rappresenta in ultima istanza un grande dono della divina
misericordia.

Va innanzitutto detto che i segreti, nel significato di avvenimenti che


riguardano il futuro della Chiesa e del mondo, non sono una novità
delle apparizioni di Medjugorje, ma hanno un loro precedente di
straordinario impatto storico nel segreto di Fatima. Il 13 luglio del
1917 la Madonna ai tre bambini di Fatima aveva rivelato a grandi
linee la drammatica Via Crucis della Chiesa e dell’umanità lungo il
secolo ventesimo. Tutto ciò che aveva preannunciato si è poi
puntualmente realizzato. I segreti di Medjugorje si collocano in questa
luce, anche se la grande diversità in rapporto al segreto di Fatima sta
nel fatto che ognuno di essi verrà rivelato prima che accada. La
pedagogia mariana del segreto fa quindi parte di quel piano divino di
salvezza che è incominciato a Fatima e che, attraverso Medjugorje,
abbraccia l’immediato futuro.

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Va inoltre sottolineato il fatto che l’anticipazione dell’avvenire, che è
la sostanza dei segreti, fa parte del modo con cui Dio si rivela nella
storia. Tutta la Sacra Scrittura è, a ben guardare, una grande profezia
e lo è in modo speciale il suo libro conclusivo, l’Apocalisse, che getta la
luce divina sull’ultima tappa della storia della salvezza, quella che va
dalla prima alla seconda venuta di Gesù Cristo. Nel rivelare il futuro
Dio manifesta la sua signoria sulla storia. Lui soltanto infatti può
conoscere con certezza ciò che accadrà. La realizzazione dei segreti è
un forte argomento di credibilità della fede, oltre che un aiuto che Dio
offre in situazioni di grande difficoltà. In particolare i segreti di
Medjugorje saranno una prova per la verità delle apparizioni e una
manifestazione grandiosa della divina misericordia in vista
dell’avvento del mondo nuovo della pace.

Il numero dei segreti dati dalla Regina della pace è rilevante. Dieci è
un numero biblico, che richiama alla mente le dieci piaghe d’Egitto.
Si tratta però di un accostamento rischioso perché almeno uno di essi,
il terzo, non è un “castigo”, ma un segno divino di salvezza. Nel
momento in cui viene scritto questo libro (maggio 2002) tre dei
veggenti, quelli che non hanno più le apparizioni quotidiane ma
annuali, affermano di avere già ricevuto dieci segreti. Gli altri invece,
quelli che hanno ancora le apparizioni di ogni giorno, ne hanno
ricevuto nove. Nessuno dei veggenti conosce i segreti degli altri e fra
loro non ne parlano. Si suppone tuttavia che i segreti siano uguali per
tutti. Ma uno solo dei veggenti, Mirjana, ha ricevuto il compito dalla
Madonna di rivelarli al mondo prima che accadano.

Si può dunque parlare di dieci segreti di Medjugorje. Essi riguardano


un futuro non molto lontano, in quanto sarà Mirjana e un sacerdote
da lei scelto a rivelarli. Si può ragionevolmente arguire che essi non
incominceranno a realizzarsi se non dopo che saranno stati rivelati a
tutti e sei i veggenti. Ciò che dei segreti si può sapere è così sintetizzato
dalla veggente Mirjana: “Io ho dovuto scegliere un sacerdote a cui
dire i dieci segreti e ho scelto il padre francescano Petar Ljubicic. Io
devo dire a lui dieci giorni prima che cosa succede e dove. Dobbiamo
trascorrere sette giorni nel digiuno e nella preghiera e tre giorni prima
lui dovrà dirlo a tutti. Lui non ha il diritto di scegliere: di dire o di non

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dire. Lui ha accettato che dirà tutto a tutti tre giorni prima, così si
vedrà che è una cosa del Signore. La Madonna dice sempre: “Non
parlate dei segreti, ma pregate e chi sente me come Madre e Dio come
Padre, non abbia paura di niente”.

Alla domanda se i segreti riguardano la Chiesa o il mondo, Mirjana


risponde: “Io non voglio essere così precisa, perché i segreti sono
segreti. Dico solo che i segreti riguardano tutto il mondo”. Per quanto
riguarda il terzo segreto tutti i veggenti lo conoscono e sono concordi
nel descriverlo: “Ci sarà un segno sulla collina delle apparizioni –
afferma Mirjana – come un dono per tutti noi, perché si veda che la
Madonna è presente qui come nostra mamma. Sarà un segno
bellissimo, che non si può fare con mani umane. E’ una realtà che
rimane e che viene dal Signore”.

Per quanto riguarda il settimo segreto Mirjana afferma: “Io ho


pregato la Madonna se fosse possibile che almeno una parte di quel
segreto si cambiasse. Lei ha risposto che dovevamo pregare. Abbiamo
pregato moltissimo e Lei ha detto che è stata modificata una parte, ma
che ora non si può più cambiare, perché è la volontà del Signore che si
debba realizzare”. Mirjana sostiene con molta convinzione che ormai
nessuno dei dieci segreti può essere mutato. Essi verranno annunziati
al mondo tre giorni prima, quando il sacerdote dirà che cosa accadrà e
dove si verificherà l’avvenimento. In Mirjana ( come negli altri
veggenti ) c’è l’intima sicurezza, non sfiorata da nessun dubbio, che
quanto la Madonna ha rivelato nei dieci segreti necessariamente si
realizzerà.

A parte il terzo segreto che è un segno di straordinaria bellezza e il


settimo, che in termini apocalittici si potrebbe chiamare “flagello”
(Apocalisse 15,1), non si conosce il contenuto degli altri segreti.
Ipotizzarlo è sempre rischioso, come d’altra parte dimostrano le più
disparate interpretazioni della terza parte del segreto di Fatima,
prima che fosse resa nota. Alla domanda se gli altri segreti siano
“negativi” Mirjana ha risposto: “Non posso dire nulla”. E’ tuttavia
possibile, con una riflessione complessiva sulla presenza della
Madonna della pace e sull’insieme dei suoi messaggi, arrivare alla
conclusione che l’insieme dei segreti riguardi proprio quel bene

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supremo della pace che oggi è a rischio, con grande pericolo per il
futuro del mondo.

Colpisce nei veggenti di Medjugorje e in particolare in Mirjana, alla


quale la Madonna ha affidato la grave responsabilità di rendere noti i
segreti al mondo, l’atteggiamento di grande serenità. Siamo ben
lontani da un certo clima di angoscia e di oppressione che caratterizza
non poche supposte rivelazioni che prolificano nel sottobosco religioso.
Infatti lo sbocco finale è pieno di luce e di speranza. Si tratta in ultima
analisi di un passaggio di estremo pericolo del cammino umano, ma
che condurrà al golfo di luce di un mondo abitato dalla pace. La
Madonna stessa, nei suoi messaggi pubblici, non fa accenno ai segreti,
anche se non tace i pericoli che ci stanno davanti, ma preferisce
volgere lo sguardo oltre, al tempo di primavera verso il quale vuole
condurre l’umanità.

Indubbiamente la Madre di Dio “non è venuta per farci paura”, come


amano ripetere i veggenti. Lei ci sollecita alla conversione non con le
minacce, ma con appello di amore. Tuttavia il suo grido : “Vi supplico,
convertitevi!”, sta ad indicare la serietà della situazione. L’ultimo
decennio del secolo ha dimostrato quanto proprio nei Balcani, dove la
Madonna appare, la pace fosse in pericolo. All’inizio del nuovo
millennio nuvole minacciose si sono addensate all’orizzonte. I mezzi di
distruzione di massa rischiano di diventare protagonisti in un mondo
attraversato dall’incredulità, dall’odio e dalla paura. Siamo forse
giunti al momento drammatico in cui verranno versate sulla terra le
sette coppe dell’ira di Dio (cfr. Apocalisse 16,1)? Potrebbe infatti
esserci un flagello più terribile e più pericoloso per l’avvenire del
mondo di una guerra nucleare? E’ corretto leggere nei segreti di
Medjugorje un segno estremo della divina misericordia nella fase più
drammatica della storia dell’umanità?

ANALOGIA CON IL SEGRETO DI FATIMA

E’ stata la stessa Regina della pace ad affermare di essere venuta a


Medjugorje per realizzare ciò che aveva incominciato a Fatima. Si
tratta dunque di un unico piano di salvezza che va considerato nel suo
svolgimento unitario. In questa prospettiva aiuterà certamente a

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comprendere i dieci segreti di Medjugorje un accostamento con il
segreto di Fatima. Si tratta di cogliere delle analogie che aiutino ad
affermare in profondità quanto la Madonna vuole insegnarci con la
pedagogia dei segreti. E’ infatti possibile cogliere somiglianze e
differenze che si illuminino e si sostengano a vicenda.

Innanzitutto bisogna dare una risposta agli interrogativi di chi si è


chiesto che significato avesse rivelare la terza parte del segreto di
Fatima dopo che si era già adempiuto. La profezia ha un grande
valore apologetico e salvifico se viene rivelata prima e non dopo. Il 13
maggio del 2000, quando a Fatima è stato reso noto il terzo segreto, un
certo senso di delusione si è diffuso nell’opinione pubblica, che si
attendeva rivelazioni riguardanti il futuro e non il passato
dell’umanità.

Indubbiamente il fatto di trovare indicata in una rivelazione del 1917


la tragica Via Crucis del mondo e in particolare la sanguinosa
persecuzione della Chiesa, fino all’attentato a Giovanni Paolo II, ha
contribuito non poco a dare ulteriore prestigio al messaggio di Fatima.
Tuttavia è lecito chiedersi perché mai Dio abbia permesso che la terza
parte del segreto fosse conosciuta solo alla conclusione del secolo,
quando ormai la Chiesa,nell’anno di grazia del Giubileo, volgeva il suo
sguardo verso il terzo millennio.

A questo punto è ragionevole pensare che la divina sapienza abbia


permesso che fosse conosciuta soltanto ora la profezia del 1917, perché
voleva in questo modo preparare la nostra generazione all’imminente
futuro, segnato dai segreti della Regina della pace. Guardando al
segreto di Fatima, al suo contenuto e alla sua straordinaria
realizzazione, noi siamo in grado di prendere sul serio i segreti di
Medjugorje. Ci troviamo di fronte ad una mirabile pedagogia divina
che vuole preparare spiritualmente gli uomini del nostro tempo ad
affrontare la più grave crisi della storia, la quale non sta dietro le
nostre spalle ma davanti ai nostri occhi. Coloro che hanno ascoltato la
rivelazione del segreto , fatta il 13 maggio 2000 nella grande spianata
della Cova da Iria, saranno i medesimi che ascolteranno la rivelazione
dei segreti della Regina della pace tre giorni prima che si realizzino.

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Ma è soprattutto per quanto riguarda i contenuti che è possibile trarre
insegnamenti utili dal segreto di Fatima. Infatti, se lo analizziamo in
tutte le sue parti, non riguarda gli sconvolgimenti nel cosmo, come
avviene solitamente negli scenari apocalittici, ma i sovvertimenti nella
storia umana, attraversata dalle ventate sataniche della negazione di
Dio, dell’odio, della violenza e della guerra. Il segreto di Fatima è una
profezia sul dilagare dell’incredulità e del peccato nel mondo, con le
nefaste conseguenze di distruzione e di morte e con l’inevitabile
tentativo di annientare la Chiesa. Protagonista negativo è il grande
drago rosso che seduce il mondo e lo aizza contro Dio, cercando di
portarlo alla rovina. Non per nulla lo scenario si apre con la visione
dell’inferno e termina con quello della croce. E’ il tentativo di satana
di portare alla rovina il maggior numero di anime e nello stesso tempo
è l’intervento di Maria per salvare col sangue e le preghiere dei
martiri.

E’ ragionevole pensare che i segreti di Medjugorje riecheggino, nella


sostanza, tematiche di questo tipo. D’altra parte gli uomini non hanno
certo cessato di offendere Dio come si è lamentata la Madonna a
Fatima. Anzi, possiamo dire che l’onda limacciosa del male non ha
fatto che crescere. E’ scomparso in molti paesi l’ateismo di Stato, ma
ha progredito ovunque nel mondo una visione atea e materialista della
vita. L’umanità, in questo inizio del terzo millennio, è ben lontana dal
riconoscere e dall’accettare Gesù Cristo, il Re della pace. Al contrario
dilagano l’incredulità e l’immoralità, l’egoismo e l’odio. Siamo entrati
un una fase della storia nella quale gli uomini , sobillati da satana, non
esiteranno a tirare fuori dai loro arsenali i più tremendi strumenti di
distruzione di morte.

Affermare che alcuni aspetti dei segreti di Medjugorje possono


riguardare guerre catastrofiche, nelle quali vengano usate le armi di
distruzione di massa, come quelle nucleari, chimiche e batteriologice,
significa in fondo fare previsioni umanamente fondate e ragionevoli.
D’altra parte non bisogna dimenticare che la Madonna si è presentata
nel piccolo villaggio dell’Erzegovina come la Regina della pace. Lei ha
affermato che con la preghiera e il digiuno si possono fermare anche le
guerre, per quanto violente esse siano. L’ultimo decennio del secolo,
con le guerre di Bosnia e del Kossovo, è stata una prova generale, una

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profezia di quanto potrebbe accadere a questa umanità così lontana
dal Dio dell’amore.

“Sull’orizzonte della civiltà contemporanea – afferma Giovanni Paolo


II -, specialmente di quella più sviluppata in senso tecnico-scientifico, i
segni e i segnali di morte sono diventati particolarmente presenti e
frequenti. Basta pensare alla corsa agli armamenti e al pericolo in essa
insito, di un’autodistruzione nucleare” (Dominum et viv 57). “La
seconda metà del nostro secolo – quasi in proporzione agli errori e alle
trasgressioni della nostra civiltà contemporanea – porta con sé una
minaccia così orribile di guerra nucleare che non possiamo pensare a
questo periodo se non in termini di accumulo incomparabile di
sofferenze, fino alla possibile autodistruzione dell’umanità” (Salv
doloris, 8).

Tuttavia la terza parte del segreto di Fatima, più che la guerra,


intende evidenziare con tinte drammatiche la feroce persecuzione
della Chiesa, rappresentata dal vescovo vestito di bianco che sale il
Calvario accompagnato dal popolo di Dio. E’ lecito interrogarsi se una
persecuzione ancora più efferata non attenda la Chiesa nel prossimo
futuro? Una risposta affermativa in questo momento potrebbe
apparire esagerata, perché oggi il maligno ottiene le sue più vistose
vittorie con l’arma della seduzione, grazia alla quale spegne la fede,
raffredda la carità e svuota le chiese. Tuttavia segnali crescenti di odio
anticristiano, accompagnati da esecuzioni sommarie, si diffondono nel
mondo. C’è da aspettarsi che il drago “vomiterà” (Apocalisse 12,15)
tutto il suo furore per perseguitare coloro che avranno perseverato, in
modo particolare cercherà di annientare le schiere di Maria, che Lei si
è preparate in questo tempo di grazia che stanno vivendo.

“Dopo ciò vidi aprirsi nel cielo il tempio che contiene la Tenda della
Testimonianza; dal tempio uscirono i sette angeli che avevano i sette
fragelli, vestiti di lino puro, splendente e cinti al petto con cinture
d’oro. Uno dei quattro esseri viventi diede ai sette angeli sette coppe
d’oro colme dell’ira di Dio che vive nei secoli dei secoli. Il tempio si
riempì del fumo che usciva dalla gloria di Dio e dalla sua potenza.
Nessuno poteva entrare nel tempio finchè non avessero termine i sette
flagelli dei sette angeli “ (Apocalisse 15,5-8).

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Trascorso il tempo di grazia, durante il quale la Regina della pace ha
radunato i suoi nella “Tenda della Testimonianza”, inizierà il periodo
dei sette flagelli, quando gli angeli verseranno le coppe dell’ira divina
sulla terra? Prima di dare una risposta a questo interrogativo, è
necessario comprendere il vero significato di “ira divina”. Infatti il
volto di Dio è sempre quello dell’amore, anche in quei momenti in cui
gli uomini non riescono più a vederlo.

“SATANA VUOLE L’ODIO E LA GUERRA”.

Non c’è dubbio che nella Sacra Scrittura ricorra spesso l’immagine di
Dio che castiga a causa dei peccati. La troviamo sia nell’Antico come
nel Nuovo Testamento. A questo riguardo impressiona
l’ammonimento di Gesù al paralitico che aveva guarito alla piscina di
Betzata: “Ecco che sei guarito; non peccare più, perché non ti abbia
ad accadere qualcosa di peggio” (Giovanni 5,14). Si tratta di un modo
di esprimersi che troviamo anche nelle rivelazioni private. Basta a
questo riguardo fare riferimento alle parole accorate della Madonna
A La Salette: “Vi ho dato sei giorni per lavorare, mi sono riservato il
settimo, e non me lo si vuole concedere. E’ questo che appesantisce
tanto il braccio di mio Figlio. Coloro che conducono i carri non sanno
imprecare senza mescolarvi il nome di mio Figlio. Queste sono le due
cose che appesantiscono tanto il braccio di mio Figlio”.

Il braccio di Gesù, pronto a colpire questo mondo immerso nel


peccato, come deve essere inteso perché non venga offuscato il volto
del Dio della rivelazione che, come sappiamo, è amore prodigo e senza
confini? Il Dio che punisce i peccati è forse diverso dal Crocifisso che,
nel momento solenne della morte, si rivolge al Padre dicendo: “Padre,
perdona loro che non sanno quello che fanno” (Luca 23,33)? Si tratta
di un interrogativo che trova la soluzione nella stessa Sacra Scrittura.
Dio castiga non per distruggere, ma per correggere. Finchè siamo nel
corso di questa vita tutte le croci e le afflizioni di vario genere sono
orientati alla nostra purificazione e alla nostra santificazione. In
ultima analisi anche il castigo di Dio, che ha come fine ultimo la nostra
conversione, è un atto della sua misericordia. Quando l’uomo non

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risponde al linguaggio dell’amore, Dio, al fine di salvarlo, usa il
linguaggio del dolore.

D’altra parte la radice etimologica di “castigo” è la stessa di “casto”.


Dio “castiga” non per vendicare il male che abbiamo commesso, ma
per renderci “casti “, cioè puri, attraverso la grande scuola della
sofferenza. Non è forse vero che una malattia, un rovescio economico,
una disgrazia o la morte di una persona cara sono esperienze della vita
attraverso le quali avvertiamo la precarietà di tutto ciò che è effimero
e rivolgiamo l’animo a tutto ciò che è veramente importante ed
essenziale? Il castigo fa parte della pedagogia divina e Dio, che ci
conosce bene, sa quanto ne abbiamo bisogno a causa della nostra
“dura cervice”. Quale padre o quale madre infatti non usa la mano
ferma per evitare che i figli imprudenti e sbadati imbocchino una via
pericolosa?

Non bisogna tuttavia pensare che, sia pure per ragioni pedagogiche,
sia sempre Dio a mandarci “i castighi” con i quali correggerci. Questo
potrebbe essere anche possibile, specialmente per quanto riguarda gli
sconvolgimenti della natura. Non fu forse attraverso il diluvio che Dio
punì l’umanità a causa dell’universale perversione (cfr. Genesi 6,5)?
Anche la Madonna a La Salette si colloca in questa prospettiva
quando afferma: “ Se il raccolto va male, è soltanto per colpa vostra.
Ve l’ho fatto veder l’anno scorso con le patate; voi non ne avete fatto
caso. Anzi, quando ne avete trovate guaste, imprecavate e
intercalavate il nome di mio Figlio. Esse continueranno a marcire, e
quest’anno a Natale non ve ne saranno più “. Dio governa il mondo
naturale ed è il Padre celeste che fa piovere sopra i buoni come sopra i
cattivi. Attraverso la natura Dio dà la sua benedizione agli uomini, ma
nel medesimo tempo rivolge anche i suoi richiami pedagogici.

Tuttavia vi sono dei castighi che sono causati direttamente dal peccato
degli uomini. Pensiamo ad esempio al flagello della fame, che ha
all’origine l’egoismo e l’avidità di chi, avendo il superfluo, non vuole
tendere la mano al fratello indigente. Pensiamo anche al flagello di
molte malattie, che persistono e si diffondono a causa dell’egoismo di
un mondo che investe le risorse nelle armi invece che nella salute. Ma
è soprattutto il più tremendo dei flagelli , la guerra, ad essere

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direttamente provocata dagli uomini. La guerra è la causa di
innumerevoli mali e, per quanto riguarda il nostro particolare
passaggio storico, rappresenta il più grave pericolo a cui l’umanità
abbia mai dovuto far fronte. Infatti oggi una guerra che sfuggisse di
mano, come è possibile che accada, potrebbe provocare la fine del
mondo.

Per quanto riguarda il flagello immane della guerra dobbiamo quindi


dire che esso viene esclusivamente dagli uomini e, in ultima istanza,
dal maligno che inietta il veleno dell’odio nel loro cuore. La guerra è il
frutto primo del peccato. La sua radice è il rifiuto dell’amore di Dio e
del prossimo. Mediante la guerra satana attira gli uomini a sé, li rende
partecipi del suo odio e della sua ferocia, si impadronisce delle loro
anime e li usa per distruggere i progetti di misericordia di Dio nei loro
confronti. “Satana vuole la guerra e l’odio”, ammonisce la Regina
della Pace all’indomani della tragedia delle due torri. Dietro la
malvagità umana c’è colui che è stato omicida fin dall’inizio. In che
senso quindi si può dire, come ha affermato la Madonna a Fatima,
“che Dio sta per castigare il mondo per i suoi crimini, per mezzo della
guerra…”?

Questa espressione, nonostante l’apparente significato punitivo, in


realtà ha ancora, nel suo significato profondo, un valore salvifico ed è
riconducibile ad un disegno della divina misericordia. Infatti la guerra
è un male causato dal peccato che si è impossessato del cuore
dell’uomo e come tale è uno strumento di satana per portare
l’umanità alla rovina. La madonna a Fatima è venuta per offrirci la
possibilità di evitare un’esperienza infernale come quella della
seconda guerra mondiale, che è stata indubbiamente uno dei flagelli
più spaventosi che abbia mai colpito l’umanità. Non essendo stata
ascoltata e non avendo gli uomini cessato di offendere Dio, essi sono
precipitati in un abisso di odio e di violenza che avrebbe potuto essere
fatale. Non è stato un caso che la guerra si sia fermata proprio quando
erano state messe a punto le armi nucleari capaci di causare
distruzioni irreparabili.

Da questa tremenda esperienza, provocata dalla durezza di cuore e


dal rifiuto di convertirsi, Dio ha tratto quel bene che solo la sua

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infinita misericordia poteva ottenere. Innanzi tutto il sangue dei
martiri, che con la loro carità, le loro preghiere e l’offerta della loro
vita hanno ottenuto la benedizione divina sul mondo e hanno salvato
l’onore del genere umano. Inoltre la mirabile testimonianza di fede, di
generosità e di coraggio di innumerevoli persone, che hanno arginato
con le dighe delle buone opere la marea travolgente del male. Durante
la guerra i giusti hanno brillato nel cielo come stelle di incomparabile
fulgore, mentre la collera di Dio si è riversata sugli impenitenti, che si
sono ostinati fino alla fine sulla via dell’iniquità. Tuttavia per molti lo
stesso flagello della guerra è stato un appello alla conversione, perché
è tipico dell’uomo, eterno bambino, rendersi conto dell’inganno
satanico solo quando ne prova sulla pelle le terribili conseguenze.

Le coppe dell’ira divina che Dio sparge sul mondo (cfr. Apocalisse
16,1) sono certamente delle piaghe con le quali, direttamente o
indirettamente, punisce l’umanità a causa dei suoi peccati. Ma esse
sono finalizzate alla conversione e alla salvezza eterna delle anime.
Inoltre la divina misericordia le mitiga a causa delle preghiere dei
giusti. Infatti le coppe d’oro sono anche il simbolo della preghiera dei
santi (cfr. Apocalisse 5,8) che sollecitano l’intervento divino e gli effetti
che ne scaturiscono: la vittoria del bene e la punizione delle potenze
del male. Infatti nessun flagello, per quanto provocato dall’odio
satanico, può raggiungere il suo fine di portare l’umanità alla rovina
totale. Neppure l’attuale passaggio critico della storia, che vede le
potenze del male “sciolte dalle catene”, può essere considerato senza
speranza. I dieci segreti di Medjugorje vanno visti nella prospettiva
classica della fede. Essi, quand’anche alludessero ad eventi spaventosi
e fatali per la stessa sopravvivenza dell’umanità (come ad esempio
catastrofiche guerre con armi di distruzione di massa), rimangono
sotto il governo dell’amore misericordioso che, col nostro aiuto, può
trarre il bene anche dal più grande male.

I SEGRETI DI MEDJUGORJE, PROFEZIE DI MATRICE


BIBLICA.

La rivelazione del futuro, che ci viene dal cielo, va sempre interpretata


come un atto dell’amore paterno di Dio, anche se si tratta di eventi
drammatici. Infatti in questo modo la Sapienza divina ci vuole

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indicare a quali conseguenze porti il peccato e il rifiuto di convertirsi.
Inoltre offre la possibilità ai buoni di intercedere e di mutare con le
loro preghiere il corso degli avvenimenti. Infine, nel caso di
impenitenza e di durezza di cuore, Dio dona ai giusti una via di
salvezza o, dono ancora più grande, la grazia del martirio.

I dieci segreti di Medjugorje sono una rivelazione riguardo al futuro


che rispecchia perfettamente la pedagogia divina. Essi non hanno lo
scopo di impaurire, ma di salvare. A mano a mano che i tempi si
avvicinano la Regina della pace non si stanca di ripetere che non
dobbiamo avere paura. Infatti chi si trova nella scia della sua luce è
consapevole che lei sta preparando una via d’uscita alla trappola
infernale che il maligno ha architettato per trascinare l’umanità negli
abissi tenebrosi della disperazione.

Per comprendere la serietà e la credibilità del segreto di Fatima come


di quelli di Medjugorje occorre tenere presente che essi riflettono la
struttura fondamentale delle profezie della Sacra Scrittura. In esse
Dio, attraverso i suoi profeti, preannunzia un evento che si realizzerà
nel caso cada nel vuoto l’appello alla conversione. A questo riguardo è
molto istruttiva la profezia di Gesù sulla distruzione del tempio di
Gerusalemme. Di questo grandioso edificio egli dice che non rimarrà
pietra su pietra, perché non è stato accolto il momento in cui è passata
la grazia della salvezza.

“Gerusalemme, Gerusalemme, che uccidi i profeti e lapidi quelli che ti


sono inviati, quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli, come una
gallina raccoglie i pulcini sotto le ali, e voi non avete voluto!” (Matteo
23, 37). Qui Gesù indica la radice dei mali che affliggono l’umanità nel
corso della sua storia. Si tratta dell’incredulità e della durezza di
cuore di fronte ai richiami del cielo. Le conseguenze che ne derivano
non sono attribuibili a Dio, ma agli uomini stessi. Ai discepoli che gli si
avvicinavano per fargli osservare le costruzioni del tempio, Gesù
risponde: “Vedete tutte queste cose? In verità vi dico non resterà qui
pietra su pietra che non venga diroccata” (Matteo 24, 1). Avendo
rifiutato il Messia spirituale, i Giudei hanno percorso fino in fondo la
via del messianismo politico, venendo così annientati dalle legioni
romane.

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Ci troviamo qui di fronte allo schema essenziale della profezia biblica.
Non si tratta di una speculazione astratta sul futuro, al fine di
soddisfare curiosità morbose o per coltivare l’illusione di dominare il
tempo e gli eventi della storia, di cui soltanto Dio è il Signore. Essa al
contrario ci responsabilizza rispetto a vicende la cui realizzzazione
dipende dalle nostre libere scelte. Il contesto è sempre quello di un
invito alla conversione, per evitare le inevitabili conseguenze
catastrofiche del male. A Fatima la Madonna aveva preannunciato
una guerra “ancora peggiore” se gli uomini non avessero cessato di
offendere Dio. Non vi è dubbio che, se fosse stato accolto l’invito alla
penitenza, l’avvenire sarebbe stato diverso. Il quadro complessivo in
cui collocare i segreti di Medjugorje è il medesimo. La Regina della
pace ha rivolto il più pressante appello alla conversione che mai si sia
verificato dagli albori della redenzione. Gli avvenimenti futuri sono
caratterizzati dalla risposta che gli uomini stanno dando ai messaggi
che lei ci dona.

I SEGRETI DI MEDJUGORJE, DONO DELLA DIVINA


MISERICORDIA.

La prospettiva biblica in cui collocare i dieci segreti di Medjugorje ci


aiuta a liberarci da un clima psicologico di angoscia e di paura e a
guardare al futuro con la serenità della fede. La Regina della pace sta
mettendo mano a un piano mirabile di salvezza, il cui inizio risale a
Fatima e che oggi è nel suo pieno svolgimento. Sappiamo anche che vi
è un punto di arrivo che la Madonna descrive come il fiorire di un
tempo di primavera. Questo significa che il mondo dovrà attraversare
un periodo di gelo invernale, ma non sarà tale da compromettere
l’avvenire dell’umanità. Questa luce di speranza che illumina il futuro
è certo il primo e più grande dono della divina misericordia. Infatti gli
uomini sopportano anche le prove più difficili se hanno la certezza che
alla fine avranno uno sbocco positivo. Il naufrago raddoppia le energie
se intravede all’orizzonte il sospirato golfo di luce. Senza prospettive
di vita e di speranza gli uomini gettano la spugna senza più
combattere e resistere.

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Non si può dimenticare che, anche se ora i segreti rivelati si
realizzeranno necessariamente, tuttavia uno di essi, presumibilmente
il più impressionante, è stato mitigato. Il settimo segreto ha creato una
forte emozione nella veggente Mirjana che ha chiesto alla Madonna
che fosse cancellato. La Madre di Dio ha chiesto preghiere per questa
intenzione e il segreto è stato attenuato. In questo caso non si è
realizzato quanto la Bibbia racconta riguardo alla predicazione del
profeta Giona presso la grande città di Ninive, la quale ha evitato
completamente il castigo preannunciato dal cielo accogliendo l’appello
alla conversione.

Tuttavia come non vedere in questa attenuazione del settimo segreto il


tocco materno di Maria che mostra in visione “una catastrofe” futura,
perché la preghiera dei buoni possa almeno parzialmente
allontanarla? Alcuni potrebbero obiettare: “Perché mai il Signore non
ha fatto sì che la potenza dell’intercessione e del sacrificio potessero
cancellarla del tutto?”. Forse un giorno ci renderemo conto che,
quanto Dio ha deciso che accadesse, è stato necessario per il nostro
vero bene.

In modo particolare appare come un segno mirabile della divina


misericordia il modo col quale la Madonna ha voluto che i dieci segreti
fossero rivelati. La manifestazione al mondo tre giorni prima che ogni
avvenimento si realizzi è un dono straordinario di cui forse soltanto in
quel momento sapremo apprezzarne l’inestimabile valore. Non
dimentichiamo che la realizzazione del primo segreto sarà un
ammonimento per tutti riguardo alla serietà delle profezie di
Medjugorje. Quelli successivi saranno indubbiamente guardati con
crescente attenzione e apertura di cuore. L’immediata rivelazione
pubblica di ogni segreto e la successiva attualizzazione avrà l’effetto di
rafforzare la fede e il valore di credibilità. Inoltre preparerà gli animi
che sono aperti alla grazia ad affrontare senza paura ciò che deve
accadere (cfr. Luca 21,26).

Va anche sottolineato che svelare tre giorni prima ciò che sta per
succedere e in quale luogo si verificherà, significa inoltre offrire delle
possibilità insperate di salvezza. Non siamo in grado di comprendere
ora in tutta la sua straordinaria grandezza e nelle sue concrete

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implicazioni questo dono della divina misericordia, ma verrà il tempo
in cui gli uomini se ne renderanno conto. A questo riguardo giova
sottolineare che non mancano precedenti biblici molto eloquenti, dove
Dio rivela anzitempo una catastrofe, perché i buoni possano mettersi
in salvo. Non fu così forse in occasione della distruzione di Sodoma e
Gomorra, quando Dio volle salvare Lot e la sua famiglia che vi
abitavano? “Quando apparve l’alba, gli angeli fecero premura a Lot,
dicendo: -Su, prendi tua moglie e le tue figlie che hai qui ed esci per
non essere travolto nel castigo della città-”. Lot indugiava, ma quegli
uomini presero per mano lui, sua moglie, le sue due figlie, per un
grande atto di misericordia del Signore verso di lui; lo fecero uscire e
lo condussero fuori della città… Quand’ecco il Signore fece piovere
dal cielo sopra Sodomia e sopra Gomorra zolfo e fuoco proveniente
dal Signore. Distrusse queste città e tutta la valle con tutti gli abitanti
della città e la vegetazione del suolo” (Genesi 19, 15-16. 24-25).

La premura di dare una possibilità di salvezza per i giusti che credono


la troviamo anche nella profezia di Gesù sulla distruzione di
Gerusalemme che, come sappiamo dalla storia, si realizzò fra crudeltà
indicibili. A questo riguardo il Signore così si esprime: “Ma quando
vedrete Gerusalemme circondata da eserciti, sappiate che la sua
devastazione è vicina. Allora coloro che si trovano nella Giudea
fuggano ai monti, coloro che sono dentro le città se ne allontanino, e
quelli in campagna non tornino in città; saranno infatti giorni di
vendetta, perché tutto ciò che è stato scritto si compia” (Luca 21,20-
22).

Come appare chiaro, rientra nella pedagogia divina delle profezie


offrire delle possibilità di salvezza a coloro che crederanno. Per
quanto riguarda i dieci segreti di Medjugorje il dono di misericordia
risiede proprio in questo anticipo di te giorni. Non fa dunque
meraviglia che la veggente Mirjana abbia sottolineato la necessità di
far conoscere al mondo quanto verrà rivelato. Si tratterà di un vero e
proprio giudizio di Dio che passerà attraverso la risposta delle
persone. Siamo di fronte ad un fatto insolito nella storia cristiana, ma
con radici che affondano nella Scrittura. Anche questo dà la
dimensione del momento eccezionale che si profila all’orizzonte
dell’umanità.

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Si è giustamente sottolineato come il terzo segreto, riguardane il segno
visibile, indistruttibile e bellissimo, che la Madonna lascerà sulla
montagna delle prime apparizioni sia un dono di grazia che illuminerà
un panorama dove non mancheranno le scene drammatiche e già
questa è una prova visibile dell’amore misericordioso di Dio. Tuttavia
è utile osservare che il terzo segreto precederà il settimo e altri di cui
non conosciamo il contenuto. Anche questo è un grande dono da parte
della Madonna. Infatti il terzo segreto rafforzerà la fede dei più deboli
e soprattutto sosterrà la speranza nel momento della prova,
trattandosi di un segno durevole, “che viene dal Signore”. La sua luce
risplenderà nel buio del tempo di afflizione e darà ai buoni la forza di
perseverare e di testimoniare fino alla fine.

Il piano d’insieme che esce dalla descrizione dei segreti, per quello che
ci è dato di sapere, è tale da rasserenare gli animi che si lasciano
illuminare dalla fede. Ad un mondo che scivola sul piano inclinato che
porta alla rovina, Dio offre rimedi estremi di salvezza. Certo, se
l’umanità avesse risposto ai messaggi di Medjugorje e prima ancora
agli appelli di Fatima, le sarebbe stato evitato il passaggio attraverso
la grande tribolazione. Tuttavia anche ora un esito positivo è possibile,
anzi è certo.

La Madonna a Medjugorje è ventuta come Regina della pace e alla


fine schiaccerà la testa al drago dell’odio e dell’inimicizia che vuole
distruggere il mondo. Quanto accadrà nel futuro è presumibilmente
opera degli uomini, sempre più in balia dello spirito del male a causa
del loro orgoglio, dell’incredulità al vangelo e dell’immoralità
sfrenata. Tuttavia il Signore Gesù, nella sua infinita bontà, ha deciso
di salvare il mondo dalle conseguenze delle sue iniquità, anche a
motivo della corrispondenza dei buoni. I segreti sono senza dubbio un
dono del suo Cuore misericordioso il quale, anche dai più grandi mali,
sa trarre un bene insperato oltre che immeritato.

I SEGRETI DI MEDJUGORJE, PROVA DELLA FEDE.

Non coglieremmo la ricchezza della pedagogia divina che si esprime


attraverso i segreti di Medjugorje se non mettessimo in evidenza che

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essi costituiscono una grande prova della fede. Anche a loro riguardo
vale la parola di Gesù secondo la quale la salvezza viene sempre dalla
fede. Dio infatti è sempre pronto ad aprire le cataratte dell’amore
miseriocordioso, purchè vi sia chi crede, intercede e accoglie nella
fiducia e nell’abbandono. Il popolo ebraico davanti al Mar Rosso
come avrebbe potuto salvarsi se non avesse creduto nella potenza di
Dio e se, una volta aperte le acque, non avesse avuto il coraggio di
attraversare con totale fiducia nell’onnipotenza divina? Tuttavia il
primo a credere fu Mosè e la sua fede risvegliò e sostenne quella di
tutto il popolo.

Il tempo contrassegnato dai segreti della Regina della pace avrà


bisogno di una fede incrollabile, innanzi tutto da parte di coloro che la
Madonna ha scelto come suoi testimoni. Non a caso la Madonna invita
spesso i suoi seguaci ad essere “testimoni della fede”. Nel loro piccolo
la veggente Mirjana in primo luogo, quindi anche il sacerdote da lei
scelto per rivelare i segreti al mondo, dovranno essere gli araldi della
fede in quel momento in cui le tenebre dell’incredulità avvolgeranno la
terra. Non possiamo sottovalutare il compito che la Madonna ha
assegnato a questa giovane donna, sposata e madre di due figli,
nell’indicare al mondo eventi che non è esagerato ritenere decisivi.

Al riguardo è istruttivo un riferimento all’esperienza dei pastorelli di


Fatima. La Madonna aveva preannunciato per l’ultima apparizione
del 13 ottobre un segno e grande era l’aspettativa della gente che si era
precipitata a Fatima per assistere all’evento. La mamma di Lucia, che
non credeva alle apparizioni, a causa della folla temeva per la vita
stessa della figlia nel caso che non fosse accaduto nulla. Essendo una
fervente cristiana, voleva che la figlia andasse a confessarsi, in modo
tale da essere preparata a ogni evenienza. Lucia però come anche i
due cuginetti Francesco e Giacinta, erano fermissimi nel credere che
quanto promesso dalla Madonna si sarebbe realizzato. Lei accettava
di andare a confessarsi , ma non perché avesse dei dubbi riguardo alle
parole della Madonna.

Allo stesso modo la veggente Mirjana (non sappiamo quale ruolo la


Madonna assegnerà agli altri cinque veggenti, ma dovranno anch’essi
tutti insieme farle da sostegno) dovrà essere ferma e incrollabile nella

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fede, rivelando nel momento stabilito dalla Madonna il contenuto di
ogni segreto. La stessa fede, lo stesso coraggio e la stessa fiducia dovrà
avere il sacerdote da lei già prescelto (si tratta del frate francescano
Petar Ljubicic), il quale avrà il non facile compito di annunciare ogni
segreto al mondo con precisione, con chiarezza e senza tentennamenti.
La saldezza d’animo che questo compito richiede spiegano per quale
motivo la Madonna ha chiesto loro una settimana di preghiera e di
digiuno a pane e acqua, prima che i segreti vengano resi publici.

Ma a questo punto, accanto alla fede dei protagonisti, dovrà


risplendere la fede dei seguaci della “Gospa”, cioè di coloro che Lei ha
preparato per questo tempo, avendo accolto la sua chiamata. Sarà di
estrema importanza, per il mondo distratto e incredulo nel quale
viviamo, la loro limpida e ferma testimonianza. Non potranno
limitarsi a stare alla finestra e a fare da spettatori, per vedere come
andranno a finire le cose.. Non potranno stare diplomaticamente
defilati, per paura di compromettersi. Dovranno testimoniare di
credere alla Madonna e di prendere sul serio i suoi ammonimenti.
Dovranno scuotere dal torpore questo mondo e disporlo a capire il
messaggio di Dio.

Ogni segreto, grazie alla serena mobilitazione dell’esercito di Maria,


dovrà essere per l’umanità un segno e un richiamo, oltre che un
evento di salvezza. Come sperare che il mondo colga la grazia della
rivelazione dei segreti se i testimoni di Maria si lasceranno paralizzare
dal dubbio e dalla paura? Chi, se non essi aiuteranno gli indifferenti,
gli increduli e i nemici di Cristo a salvarsi dalla marea montante
dell’angoscia e della disperazione? Chi, se non i seguaci della “Gosna”,
ormai diffusi in tutto il mondo, potranno aiutare la Chiesa a vivere
nella fede e nella speranza i tempi più difficili della storia
dell’umanità? La Madonna si aspetta molto da coloro che Lei ha
preparato per i momenti della prova. La loro fede dovrà risplendere
davanti agli occhi di tutti gli uomini. Il loro coraggio dovrà sostenere i
più deboli e la loro speranza dovrà infondere fiducia durante la
tempestosa navigazione, fino a che non sia giunta la riva.

A coloro che, all’interno della Chiesa, amano discutere e polemizzare


riguardo all’approvazione ecclesiastica delle apparizioni di

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Medjugorje, si deve rispondere con una affermazione che ha fatto la
Madonna fin dai primi tempi. Ella ha detto che al riguardo noi non
dovevamo preoccuparci, perché se ne sarebbe occupata Lei
personalmente. Il nostro impegno invece si sarebbe dovuto
concentrare sul cammino di conversione. Ebbene, sarà proprio il
tempo dei dieci segreti quello in cui verrà dimostrata la verità delle
apparizioni.

Il segno sulla montagna, preannunciato dal terzo segreto, sarà un


richiamo per tutti, oltre che un motivo di riflessione e di
convincimento per la Chiesa. Ma saranno gli eventi successivi a
manifestare agli uomini l’amore materno di Maria e la sua
sollecitudine per la nostra salvezza. Nel tempo della prova, in cui la
Madre di Gesù interverrà nel nome del Figlio Suo per indicare una via
di speranza, l’umanità intera scoprirà la regalità di Cristo e la sua
signoria sul mondo. Sarà Maria, operante attraverso la testimonianza
dei suoi figli, a manifestare agli uomini qual è la fede autentica, nella
quale essi potranno trovare la salvezza e la speranza di un avvenire di
pace.

3. OPERA CENACOLO FAMILIARE.

L’Opera Cenacolo Familiare è nata nel Maggio 1946 nel silenzio di un


Seminario del Piemonte.
Il Seminarista Salvatore Paparo, nato a Cesarò, provincia di Messina,
il 14 Agosto 1929, cadde gravemente ammalato ed era agli estremi.
Una sera i due medici curanti, dopo un breve consulto, dissero, senza
mezzi termini, al Superiore:
“NON PASSERA’ LA NOTTE”. La bontà di Dio, invece, per i suoi
scopi misericordiosi, compì in Salvatore il miracolo di una guarigione
improvvisa e totale, affidandogli simultaneamente, in una luce
gioiosa, la missione dell’Opera Cenacolo Familiare che è una profezia
della prossima Età Aurea del Cristianesimo.
Dio scelse come suo umile e docile strumento Salvatore, il più piccolo
tra i piccoli, perchè secondo le parole di San Paolo: “Dio ha scelto
quelli che gli uomini considerano ignoranti, per coprire di vergogna i
sapienti; ha scelto quelli che gli uomini considerano deboli, per
distruggere quelli che si credono forti; Dio ha scelto quelli che nel

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mondo non hanno importanza e sono disprezzati o considerati come se
non esistessero, per distruggere quelli che pensano di valere qualcosa.
COSI’ NESSUNO POTRA’ VANTARSI DAVANTI A DIO” (1Cor. 1,
27-28).
Dal maggio 1946 Salvatore è vissuto solo per l’Opera Cenacolo
Familiare.
Salvatore è stato ordinato sacerdote il 21 febbraio 1954; dal 1963 è
parroco di Cintano, diocesi di Ivrea, provincia di Torino; ha scritto
molto sull’Opera, ha diffuso i suoi scritti presso tutti i parroci italiani
ricevendo molte lodi e molte critiche.
Durante le sue numerose e prolungate preghiere quotidiane, trascorse
in dolce e gioiosa intimità con Dio e Maria Santissima, ha spesso
ricevuto questa comunicazione celeste:
“ PRIMA CHE L’OPERA CENACOLO
FAMILIARE ABBIA IL SUO NATURALE
SVILUPPO, DOVRAI AFFRONTARE UNA
MALATTIA MORTALE “.
La comunicazione divina si è già realizzata: il 28 Novembre 2005, don
Salvatore fu sottoposto ad un delicatissimo e complicato intervento
chirurgico: gli furono asportate la vescica e la prostata colpite da un
tumore maligno. Il chirurgo dottor Vestita, poi, la cui mano fu
meravigliosamente guidata da Dio, gli ricostituì la vescica con
l’intestino.
Oggi 29 giugno 2007 don Salvatore testimonia che il Signore il 28
novembre 2005 lo ha guarito miracolosamente per la seconda volta,
per i suoi scopi misericordiosi riguardanti l’Opera Cenacolo
Familiare. Dopo l’intervento chirurgico, infatti, non ha avuto bisogno
di alcuna medicina; è guarito perfettamente; in lui oggi non c’è alcuna
traccia di cancro.
E qui don Salvatore, prima di esporre le profezie dell’Opera Cenacolo
Familiare, sente il bisogno di riferirsi ai messaggi mariani di Fatima e
di Medjugorje. Sia a Fatima che a Medjugorje la Madonna
PROFETIZZA PACE PER IL MONDO INTERO. E’ vero anche che i
segreti di Medjugorje nascondono prossime atroci sofferenze per la
purificazione degli uomini che continuano a peccare e a non
convertirsi, sordi ad ogni richiamo materno di Maria.

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Noi però dobbiamo soprattutto accentuare la certezza dell’avvento di
un mondo migliore che Dio e la Madonna da tempo stanno costruendo
con i loro interventi misericordiosi.
E’ su questa linea di ottimismo che l’Opera Cenacolo Familiare trova
la sua linfa vitale. Essa crede fermamente che siamo prossimi all’Età
Aurea del Cristianesimo in cui il mondo intero RICONOSCERA’
GESU’ come suo Unico Salvatore, Nome al di fuori del Quale non c’è
salvezza, e si convertità a Lui; VIVRA’, in modo straordinario, UNA
LUNGHISSIMA ERA DI PACE E DI BENESSERE MESSIANICI.
La pace universale messianica, frutto dell’amore per Dio e per il
prossimo, recherà immensi benefici a tutti: si rispetterà la natura, si
favorirà lo sviluppo di tutti gli uomini, i soldi finora sprecati per la
costruzione delle armi, saranno investiti per debellare la fame, le
malattie, le disuguaglianze sociali.
In conseguenza la vita umana sarà longeva e felice: “Dice il Signore:
NON MORRANNO PIU’ BAMBINI, E GLI ADULTI AVRANNO
UNA LUNGA VECCHIAIA. MORIRA’ GIOVANE CHI MORIRA’
A CENT’ANNI. SE UNO NON ARRIVERA’ A CENT’ANNI,
VORRA’ DIRE CHE IO L’HO PUNITO” (Isaia 65, 16-24).
La prossima Età Aurea del Cristianesimo, Era di amore tra gli
individui e le nazioni, coinciderà con l’Età Aurea della
FAMIGLIA,CREATA AD IMMAGINE E SOMIGLIANZA DELLA
FAMIGLIA TRINITARIA DI DIO PADRE, DI DIO FIGLIO, DI
DIO SPIRITO SANTO; E REDENTA CON LA MORTE E CON LA
RISURREZIONE DI GESU’, SPOSO DELLA CHIESA.

8. 5 AGOSTO 2007. FESTA DEL SANTUARIO DI PIOVA.

Oggi ci siamo riuniti in questo Santuario Mariano perché ci sentiamo


figli devoti di Maria Santissima, nostra comune mamma.
Maria Santissima si è sempre interessata, con premura materna, di
ciascuno di noi suoi figli, perché viviamo santamente come Lei e
raggiungiamo la felicità eterna del Cielo. Se, però, diamo uno sguardo
alla storia, purtroppo dobbiamo rilevare che i figli di Maria si sono
spesso dimostrati figli degeneri e hanno peccato molto. Maria
Santissima, Madre misericordiosa, però, non li ha mai abbandonati, è
scesa spesso dal Cielo , è apparsa a dei privilegiati e per mezzo di essi

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li ha caldamente invitati a convertirsi poiché la conversione è l’unica
via per evitare le sofferenze che il peccato causa.
Sotto questa luce adesso ci soffermiamo su due importantissime
Apparizioni della Madonna che ci riguardano direttamente: ci
soffermiamo, cioè, sulle Apparizioni di Fatima e sulle Apparizioni di
Medjugorje.
Nel 1917, in piena prima guerra mondiale, la Madonna apparve ai
tre pastorelli di Fatima Lucia, Francesco e Giacinta. Per mezzo di essi
la Madonna essenzialmente ci inviò questo messaggio: “ La guerra sta
per finire, ma se gli uomini non smetteranno di offendere Dio, sotto il
pontificato di Pio XI, ne comincerà un’altra ancora peggiore. La
Russia spargerà i suoi errori per il mondo, promuovendo guerre e
persecuzioni alla Chiesa. I buoni saranno martirizzati; il Papa cadrà
come morto sotto i colpi di arma da fuoco”.
Poiché noi uomini non ci convertimmo e continuammo a peccare, dal
1939 al 1945 fummo vittime della seconda guerra mondiale, una delle
più tremende guerre della storia umana; la Russia sparse i suoi errori
nel mondo, causò molte guerre, perseguitò la Chiesa, sparse tanto
sangue di martiri. Anche la profezia sul Papa si avverò: il 13 Maggio
del 1981, il Papa Giovanni Paolo II fu colpito a morte con un’arma da
fuoco sparata da Alì Agca. Come sappiamo, il Papa si salvò, e Lui
giustamente attribuì la sua salvezza all’intervento materno di Maria.
Scrisse: “FU UNA MANO MATERNA A GUIDARE LA
TRAIETTORIA DELLA PALLOTTOLA E IL PAPA
AGONIZZANTE SI FERMO’ SULLA SOGLIA DELLA MORTE”.
Detto questo, rileviamo che il Messaggio della Madonna di Fatima si
conclude con una profezia molto confortante: “ALLA FINE IL MIO
CUORE IMMACOLATO TRIONFERA’ ED IL MONDO AVRA’
UN PERIODO DI PACE”.
E qui dobbiamo inserire le Apparizioni di Maria Santissima a
Medjugorje, piccolo paese della ex Jugoslavia. La Madonna appare
ogni giorno a sei privilegiati, e ciò a partire dal 24 Giugno del 1981. Le
Apparizioni di Medjugorje quindi incominciarono subito dopo
l’attentato di Alì Agca contro il Papa Giovanni Paolo II, avvenuto,
come abbiamo detto sopra, il 13 Maggio del 1981, proprio nel giorno
anniversario della prima Apparizione della Madonna a Fatima. E
questa data ha un profondo significato.

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A Medjugorje, infatti, la Madonna si presenta come LA REGINA
DELLA PACE e ci dice che è venuta a Medjugorje per realizzare ciò
che ha iniziato a Fatima. Praticamente, pertanto, a conclusione delle
Apparizioni a Medjugorje, si realizzerà la profezia di Fatima: “ ALLA
FINE IL MIO CUORE IMMACOLATO TRIONFERA’ ED IL
MONDO AVRA’ UN PERIODO DI PACE” .
A questo punto dobbiamo parlare dei Dieci Segreti che la Madonna
ha affidato ai Veggenti di Medjugorje. Dalle dichiarazioni dei veggenti
siamo venuti a conoscenza che i dieci segreti si realizzeranno durante
la nostra generazione, e che ciascuno di essi sarà svelato al mondo
intero tre giorni prima che si avveri. Cosa possiamo dire? La
Madonna a Medjugorje come a Fatima ci chiede la conversione per
evitare le sofferenze che meritiamo a causa dei nostri peccati; ma,
purtroppo noi uomini non vogliamo convertirci, vogliamo continuare
a peccare. Da ciò deduciamo che i dieci Segreti di Medjugorje
facilmente parlano delle sofferenze che l’umanità deve prossimamente
sopportare perché si converta, perché si purifichi dei suoi peccati, e
così purificata, giunga ALLA PACE MONDIALE PROMESSA
DALLA MADONNA. Se ci convertiamo, non dobbiamo temere le
sofferenze che l’umanità deve subire per la sua purificazione; se ci
convertiamo, infatti, sono per noi queste confortanti parole di Maria
Santissima: “CHI SENTE ME COME MADRE E DIO COME
PADRE, NON ABBIA PAURA DI NIENTE”.
A conclusione, tenendo presenti le profezie contenute nella Sacra
Scrittura, affermiamo: NONOSTANTE LA MALVAGITA’ DEGLI
UOMINI, Dio nostro Padre e Maria Santissima nostra Madre, nella
loro immensa misericordia, preparano da tempo l’avvento dell’Età
Aurea del Cristianesimo che si realizzerà abbastanza presto.
Nell’ETA’ Aurea del Cristianesimo, il mondo intero riconoscerà Gesù
come Suo Unico Salvatore, None al di fuori del Quale non c’è salvezza,
e si convertirà a Lui; vivrà, in modo straordinario, un lunghissimo
periodo di PACE E DI BENESSERE MESSIANICI. La Pace
Universale Messianica, frutto dell’amore per Dio e per il prossimo,
recherà immensi benefici a tutti: si rispetterà la natura, si favorirà lo
sviluppo di tutti i popoli, i soldi finora sprecati per la costruzione delle
armi, saranno investiti per debellare la fame, le malattie, le
disuguaglianze sociali. In conseguenza la vita umana sarà longeva e
felice. Ecco la promessa che Dio ci ha fatto per mezzo del profeta

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Isaia: “Dice il Signore: NON MORRANNO PIU’ BAMBINI; E GLI
ADULTI AVRANNO UNA LUNGA VECCHIAIA. MORIRA’
GIOVANE CHI MORIRA’ A CENT’ANNI. SE UNO NON
ARRIVERA’ A CENT’ANNI, VORRA’ DIRE CHE IO L’HO
PUNITO”.
La prossima Età Aurea del Cristianesimo, Era di amore tra gli
individui e le nazioni, infine, coinciderà con l’Età Aurea della santità
della famiglia, creata ad immagine e somiglianza della FAMIGLIA
TRINITARIA DI DIO PADRE, DI DIO FIGLIO, DI DIO SPIRITO
SANTO; E REDENTA CON LA MORTE E CON LA
RISURREZIONE DI GESU’.

Considero la predica un atto materno di Maria Santissima per


comunicare ufficialmente ALLA CHIESA, COMUNITA’ DEI
CRISTIANI, L’OPERA CENACOLO FAMILIARE. L’avvenimento
odierno è anche una tappa importantissima della mia vita,
espressione ineffabile della protezione singolare che la Madonna mi ha
sempre fatto esperimentare a partire dal momento in cui Lei, tenera
mamma, mi concesse questo sogno profetico: avevo dieci anni ed ero
appena entrato nel Piccolo Seminario di Bronte, quando una notte vidi
la Madonna Regina seduta su di un trono, sospesa in aria a circa tre
metri da terra. Io, preso da un’immensa gioia, volai verso di Lei
gridando: “MAMMA… MAMMA”. Lei, allora, aprì il suo mantello
azzurro, lo sollevò, e poi lentamente lentamente lo abbassò fino a
coprire totalmente me che nel frattempo mi ero sistemato poggiando il
capo sulle sue ginocchia.
La Madonna mi disse dolcemente: “SALVATORE, FIGLIOLINO
MIO”.

Don Salvatore Paparo

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Chi desidera impegnarsi ad essere Membro dell’Opera Cenacolo
Familiare è pregato di comunicare il suo nominativo con l’indirzzo
postale e l’eventuale E-MAIL, al sacerdote Salvatore Paparo O
VERBALMENTE o servendosi di una delle seguenti vie:

INDIRIZZO POSTALE:

Sac. Salvatore Paparo


Parroco di
10080 CINTANO TO

E-MAIL : s.paparo@alice.it

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