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Ottobre 2012

RASSEGNA STAMPA

Si parla di Massimo Caputi

Il Sole 24 Ore 12/10/2012 pg. 37

La nuova Prelios punta su Scotti al vertice


Feidos supera Fortress e affida il rilancio al manager di Generali Immobiliare L'OPERAZIONE I negoziati proseguiranno fino al 12 novembre Gli attuali soci pronti a partecipare al rilancio della societ immobiliare Carlo Festa Parte la fase due del riassetto di Prelios, la ex-Pirelli Real Estate controllata da un patto di sindacato che ruota attorno a Camfin. Il Cda della societ immobiliare, dal quale ha deciso di dimettersi Davide Malacalza in chiaro contrasto sulle strategie della galassia Camfin e in dissenso sull'approvazione della semestrale, ha concesso un periodo di negoziato in esclusiva alla Feidos di Massimo Caputi fino al 12 novembre. L'offerta di Caputi sarebbe risultata maggiormente competitiva rispetto a quella concorrente del gruppo americano Fortress in quanto la struttura dell'operazione, nelle sue linee essenziali, ricalcherebbe l'ipotesi di lavoro sulla quale gi stavano lavorando gli attuali azionisti e le banche. Ma c' un'altra motivazione che ha fatto pendere l'ago della bilancia a favore della cordata italiana: l'offerta di Feidos garantirebbe una maggiore velocit di esecuzione del piano di rilancio. Pur nella sua validit industriale, l'offerta di Fortress, che prevede un aumento di capitale da 125 milioni, allungherebbe i tempi per via del conferimento di asset e dei processi di integrazione tra le societ di servizi italiane dei due gruppi. Ora ci sar circa un mese per portare a termine l'operazione: periodo nel quale la proposta andr mediata con gli altri attori che hanno ribadito la volont di accompagnare il piano di rilancio dell'immobiliare della Bicocca, cio creditori da una parte e membri del patto di sindacato dall'altra. Feidos operer tramite un veicolo che verr costituito nei prossimi giorni (cio Feidos 11). Azionisti della newco saranno Massimo Caputi, tra i fondatori di Idea Fimit, pi altri azionisti il cui nome verr svelato nei prossimi giorni. Tra i soci ci sar anche Giuseppe Cornetto Bourlot, imprenditore, senior advisor di Schroeders. Secondo indiscrezioni, la cordata Feidos avrebbe anche gi il nome per il prossimo amministratore delegato di Prelios: pare, secondo i rumors, che possa essere quello di Giancarlo Scotti, Ad di Generali Immobiliare Sgr. Sempre secondo indiscrezioni, l'offerta di Feidos prevederebbe un aumento di capitale di 135 milioni, di cui 25 attraverso un intervento diretto per cassa riservato ai nuovi soci e altri 25 milioni riservati agli attuali soci aderenti al patto di sindacato di Prelios. Al mercato verr invece offerto in opzione un aumento da 85 milioni, garantiti dagli attuali finanziatori della societ in parte attraverso la conversione di una parte del debito, e in parte per cassa. A Prelios potrebbero cos arrivare 105 milioni di nuova liquidit. L'offerta di Feidos si basa anche su una revisione della struttura finanziaria del debito (550 milioni di linee corporate, mentre i debiti pro-quota dei veicoli-fondi partecipati da Prelios sono pari a 1,5 miliardi a fronte di attivi pro-quota per 2.2 miliardi) compresi gli oneri finanziari fino a fine anno, mentre i debiti "senior" si ridurranno a circa 250 milioni e saranno riscadenziati a fine 2018 con tassi pi leggeri nei primi tre anni. Se questi sono i dati di partenza, per verosimile che dal confronto con banche e soci l'articolazione dell'offerta potr subire variazioni anche sensibili. Servir prima un nuovo passaggio in consiglio di Prelios una volta definita l'articolazione della struttura del rafforzamento patrimoniale e finanziario. L'obiettivo del pool di investitori riuniti attorno a Feidos sarebbe quello di trasformare l'immobiliare della Bicocca, anche grazie ad un immediato aumento di capitale, in un polo europeo di servizi immobiliari finanziari.

Corriere della Sera - Mario Gerevini - 13/10/2012 pg. 49 ed. Nazionale

La scalata immobiliare di Caputi


Il personaggio In Piazza Affari Dalla quotazione del fondo Fimit alla trattativa per Prelios Buonuscita Da Fimit uscito ad aprile con un'opzione che gli ha reso 20 milioni Il prototipo dell'uomo d'affari. Molteplici affari ma con gli immobili nel Dna e nel portafoglio. Massimo Caputi uno di quelli che nella valigetta ha sempre le carte per chiudere un'operazione e i documenti per avviarne un'altra. anche, sospettano i maligni, uno che si fatto un sito internet (massimocaputi.com da non confondere con l'omonimo .it del giornalista sportivo) per cacciare indietro nel ranking di Google le notizie fastidiose, tipo le multe della Consob per non aver comunicato operazioni in conflitto di interessi, oppure l'inchiesta della magistratura sulla compravendita di un immobile a Roma in via della Stamperia. Ingegnere come il padre, 59 anni, nato a Chieti, cresciuto a pane e mattoni fin da quando, trent'anni fa, prese in mano la societ di famiglia, la Proger (progettazione e direzione lavori). Fu il trampolino per entrare nel mondo delle Ferrovie dello Stato che a met anni 90 lo assumono per gestire la stazione Termini che poi diventer il progetto Grandi Stazioni, concluso con una privatizzazione. In pochi mesi, prima del Giubileo 2000, Termini viene totalmente riorganizzata e riqualificata. E Caputi ha gi cominciato a tessere la sua tela di relazioni nel mondo romano dei ministeri e dell'economia. Con una punta di narcisismo il sito massimocaputi.com ricorda che all'inaugurazione della "nuova" Termini erano presenti, ed entusiasti, l'allora presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi,, il sindaco di Roma, Francesco Rutelli, e il primo ministro, Massimo D'Alema. Presenti ed entusiasti. La vita da manager di Stato prosegue con il governo Berlusconi: il ministro dell'Economia Giulio Tremonti nel 2002 piazza Caputi alla guida di Sviluppo Italia dove rimane tre anni. Intanto la rete di relazioni si alza di livello. L'ingegnere abruzzese diventa l'uomo indicato da Francesco Gaetano Caltagirone del consiglio Montepaschi. Si alza di livello anche il conto in banca del manager. All'epoca delle scalate bancarie Caputi risultava aver fatto transitare su un suo conto in Banca Intermobiliare 12 milioni di euro in azioni Bnl. Acquisite, in parte, anche grazie a un finanziamento della stesa banca senese. Con la Borsa Caputi ha sempre avuto un certo feeling e molto fiuto. Ma il real estate la vera passione, soprattutto nella versione pi sofisticata della finanza immobiliare. per questo che nella sua storia professionale ha un'importanza centrale Fimit sgr che colloca il fondo Alpha, il primo fondo ad apporto pubblico in Italia e il primo quotato alla Borsa di Milano. In Fimit Caputi entra da manager ed esce da azionista dopo che la societ si fusa con la First Atlantic Real Estate sgr del gruppo De Agostini, dando vita a IDeA Fimit sgr, un colosso da oltre 10 miliardi di patrimonio e 31 fondi. Ovviamente Caputi ne uscito (anticipando un'opzione di vendita) con un discreto gruzzolo: circa 20 milioni. Era l'11 aprile scorso. E nella valigetta forse c'erano gi le carte per andare, insieme a Roberto Haggiag, alla caccia di Prelios, la ex Pirelli Real Estate.

Sole 24 Ore 17/10/2012 pg. 35

Avanti le cessioni di Prelios


Fondo Tecla Paola Dezza MILANO C' aria di dismissioni in casa Prelios. A finire sul mercato a brevissimo termine un portafoglio immobiliare in capo al fondo quotato Tecla, della cui vendita stata incaricata la societ di consulenza Cbre, prima che la stessa Prelios - che in vendita - concedesse un periodo di negoziato in esclusiva alla Feidos di Massimo Caputi fino al 12 novembre prossimo. La consistenza del portafoglio si aggira intorno ai 200 milioni di euro, un valore raro oggi sul mercato e una sfida per via della pesante congiuntura vissuta dal settore real estate. Nove sono gli asset del portafoglio in questione, dislocati su tutto il territorio nazionale, da Milano a Palermo, che saranno venduti singolarmente con una campagna innovativa sul fronte del marketing. Gi tra due o tre mesi potrebbero pervenire le prime manifestazioni di interesse. Del pacchetto fanno parte cinque edifici attualmente affittati al gruppo Telecom Italia e situati a Milano - via Plana -, Busto Arsizio, Cassina de' Pecchi, Palermo e San Remo. Tali edifici hanno s un contratto di affitto in essere fino al 2021, e quindi un rendimento certo per i prossimi nove anni, ma presentano qualche difficolt di conversione - sostengono alcuni esperti - perch ospitano le centraline del gestore telefonico.

Repubblica.it 05/10/2012

L'offerta di Feidos
Economia&Finanza L'offerta di Feidos E' la societ immobiliare romana fondata da Massimo Caputi Feidos mette sul piatto 135 milioni, di cui 25 milioni attraverso un aumento di capitale riservato a nuovi soci e 25 milioni per gli attuali azionisti del patto di Prelios. Al mercato verr invece offerto un aumento da 85 milioni che sar in parte garantito dalle banche per cassa o eventualmente convertendo i crediti in capitale. Ad ogni modo Feidos si resa disponibile di investire ulteriori 25 milioni in proposito. Nelle casse della nuova Prelios arriveranno oltre 100 milioni di nuova liquidit, mentre i debiti si ridurranno a circa 250 milioni. Questo nuovo debito sar riscadenziato al 2018 e presenter da prima interessi bassi, molto sostenibili e legati ai flussi di cassa generati dalla societ. Gli altri 300 milioni di passivit che gravano sulla capogruppo saranno come congelati sotto forma di un debito che sar condizionato alla progressiva vendita del patrimonio di Prelios (stimato in circa 600 milioni) e che saranno rimborsati ancor pi velocemente se le dismissioni andranno a buon fine generando flussi superiori a 375 milioni.

Repubblica.it 05/10/2012

Prelios al bivio sul tavolo le due offerte


Economia&Finanza L'operazione Prelios al bivio sul tavolo le due offerte La societ immobiliare ha ricevuto le proposte della Feidos di Massimo Caputi e quella del gruppo Usa, Fortress, per risolvere la tensione finanziaria in cui caduta. Nella trattativa sar determinante il peso delle banche creditrici MILANO - L'obiettivo dare alla Prelios la liquidit necessaria per portare avanti l'operativit senza essere costretta a dover svendere i suoi immobili, preservare il posto di lavoro dei 950 dipendenti del gruppo e garantire i crediti delle banche (340 milioni) e di Pirelli (160). Un'operazione delicata e difficile, perch la coperta corta, i tempi sono stretti e il comparto del mattone continua a navigare a vista. La societ, controllata da Pirelli, si trova in tensione finanziaria e ha necessit dell'ingresso di un nuovo socio nel capitale in quanto a rischio la continuit aziendale. Entro mercoled 10 dovrebbe essere convocato un consiglio di Prelios per esaminare nel dettaglio le due offerte e sceglierne una con cui proseguire in esclusiva la trattativa. La prima offerta quella della Feidos di Massimo Caputi, che insieme a una cordata di imprenditori vorrebbe rilanciare Prelios reclutando un nuovo presidente e un nuovo amministratore delegato di standig per fare della societ il maggiore gruppo italiano dei servizi immobiliari. La seconda proposta arriva dal gruppo americano Fortress, che oltre a un'esperienza internazionale vorrebbe conferire le sue attivit immobiliari aumentando il patrimonio del gruppo. Solo che in questa fase di stretta creditizia l'offerta di immobili abbonda e quella di capitali scarseggia, motivo per cui l'offerta di Caputi preferita non solo perch meglio tutela i dipendenti del gruppo, ma perch meglio soddisfa i crediti delle banche. Se l'operazione andr a buon fine, sar un successo per tutti, anche perch il risanamento di Prelios sar fatto in bonis, senza ricorrere alle procedure concorsuali e senza chiedere alle banche di stralciare i loro crediti nei confronti dell'azienda.

Sole 24 Ore 06/10/2012 pg. 29

Prelios, verso un patto tra nuovi e vecchi soci


MILANO La partita Camfin si intreccia a quella altrettanto complessa che chiama in causa il destino di Prelios. Un destino che potrebbe venir deciso nei prossimi giorni e che potrebbe veder prevalere l'offerta della Feidos di Massimo Caputi rispetto alla proposta dell'americana Fortress, che risulta essere un passo indietro. Nel corso del week end possibile che si cerchi di recuperare, con un supplemento di trattativa, l'attuale svantaggio degli americani ma, anche per il tipo di contenuti, il piano messo sul piatto da Caputi risulterebbe essere pi di un'incollatura avanti rispetto al progetto di Fortress. Il motivo legato alla struttura dell'operazione che nelle sue linee essenziali ricalcherebbe l'ipotesi di lavoro sulla quale si stavano applicando gli attuali soci del patto e le banche creditrici. In particolare, privilegerebbe una possibile alleanza tra il vecchio patto di sindacato e il nuovo azionista entrante. Non un caso, in questo senso, che Camfin in un vecchio consiglio di amministrazione abbia stabilito di riservare al rilancio di Prelios parte delle risorse che raccoglier con il bond convertibile. Quanto all'offerta di Caputi, stando a quanto stato possibile ricostruire, Feidos punterebbe su una ricapitalizzazione complessiva di 175 milioni. Di questi, circa 50 milioni sarebbero da considerarsi pre money, altri 50 milioni, invece, dovrebbero essere garantiti, 25 milioni a testa, dal vecchio patto e dal nuovo azionista. All'appello mancherebbero poi altri 75 milioni. Una fetta, 25 milioni, sarebbe riservata alle banche creditrici che trasformerebbero cos parte dei loro crediti in capitale mentre i restanti 50 milioni verrebbero offerti al mercato. L'obiettivo, in ogni caso, di continuare a mantenere il patto di sindacato sotto la soglia chiave del 30%, per evitare che scatti l'obbligo d'Opa in capo ai soci. Possibile, poi, che le condizioni per l'iniezione di liquidit siano in linea con quelle fin qui applicate sul mercato, ossia con uno sconto importante sul terp. Peraltro, per dare ancora maggiore consistenza alla proposta, Feidos avrebbe gi dato mandato a un importante head hunter di Londra perch individui un amministratore delegato dal profilo internazionale che possa prendere le redini del gruppo immobiliare. Insomma, come detto, il piano di Caputi sembra essere un passo avanti rispetto a quello di Fortress, si tratta ora di capire se il fine settimana potr servire agli americani per colmare il gap.

Il Sole 24 Ore 07/10/2012 pg. 19

Prelios, al via il confronto con Fortress


Riassetti. Caso Camfin: entro 48 ore atteso il summit tra Tronchetti e Malacalza sulle vicende dei piani alti Pirelli
Carlo Festa Agenda fitta di impegni per la galassia Tronchetti Provera. Da domani riprenderanno infatti gli incontri con i possibili pretendenti del riassetto di Prelios in vista del Cda della societ immobiliare previsto per gioved mattina. Il board dovr decidere la migliore offerta tra le due pervenute: quella della Feidos di Massimo Caputi da una parte e dall'altra quella degli americani di Fortress, che tra luned e marted si vedranno con le banche creditrici della societ immobiliare per meglio definire la loro proposta. Tra marted e mercoled poi atteso il summit tra Marco Tronchetti Provera e Vittorio Malacalza per discutere delle vicende dei piani alti della galassia. In quest'occasione ci sar un nuovo faccia a faccia tra i due contendenti, ex-alleati e ora soci ai ferri corti a causa dei ripetuti contrasti su come ridurre il debito (di circa 382 milioni) di Camfin. L'incontro, dove probabilmente ci saranno i rappresentanti legali delle due parti, servir per tornare sulla vicenda del prestito convertibile per il rifinanziamento della holding che controlla Pirelli, bond ormai vicino al lancio e da tempo criticato dalla famiglia genovese propensa a preferire un aumento di capitale. L'incontro tra Tronchetti e Malacalza stato convocato in base a una norma del patto di sindacato che lega i due soci nella holding di controllo di Pirelli: l'articolo 6 comma 2 (che disciplina l'eventualit in cui un'operazione comporti un incremento di debito inferiore ai 40 milioni) richiede infatti l'attivazione del meccanismo della consultazione. E proprio qui sta uno dei punti cruciali dell'incontro previsto fra due giorni, dove Malacalza potrebbe avviare un altro affondo legale. Allo stato attuale il progetto delle banche (Banca Imi e UniCredit) prevede infatti un'emissione obbligazionaria per complessivi 170 milioni: di questi buona parte, circa 132 milioni, sono destinati al rimborso dell'attuale debito. Restano a disposizione pi o meno 38 milioni. E proprio il nodo dell'incremento di debito potrebbe essere oggetto di impugnazioni legali da parte dei Malacalza supportati su questo fronte dallo studio Erede Bonelli Pappalardo. Mancano infatti solo due milioni per arrivare alla soglia dei 40 milioni, sufficiente perch la famiglia genovese possa esercitare il diritto di veto rispetto all'emissione del bond. Un appiglio potrebbero diventare i costi accessori dell'operazione, predisposta da UniCredit in qualit di banca agente e supportata anche da Intesa Sanpaolo e Bnp Paribas, e gli interessi da pagare che potrebbero fare sforare il tetto dei 40 milioni. La tesi dei legali di Tronchetti, seguito dallo studio Labruna Mazziotti Segni, non lascerebbe tuttavia spazio a repliche visto che interessi e costi accessori sarebbero da intendere come costi operativi e non fanno generalmente parte dello stato patrimoniale e quindi in teoria non potrebbero essere imputati alla voce debito. Inoltre Camfin avrebbe la possibilit di rimborsare alle banche una tranche dei 38 milioni residui, di cui 20 dovrebbero servire alla ricapitalizzazione di Prelios. E c' chi scommette che Camfin per evidente azioni legali stutturer l'operazione in modo da evitare di superare la soglia dei 40 milioni. L'incontro tra Tronchetti e Malacalza avviene a pochi giorni dall'assemblea di Gpi - la cassaforte che controlla Camfin e a cascata Pirelli - che ha votato un aumento di capitale fino a un massimo di 45 milioni e bloccato la proposta di ricapitalizzazione da 110 milioni presentata dal socio genovese. L'impressione tra gli addetti ai lavori che si stia preparando il terreno per una scissione tra i due contendenti, che secondo i patti non pu per avvenire prima del luglio 2013 con disdetta nel gennaio del prossimo anno. Alla finestra, per rilevare eventualmente la quota dei Malacalza, c' la Investindustrial di Andrea Bonomi che nelle ultime settimane ha gi avuto alcuni incontri con Tronchetti Provera e i suoi advisor. La settimana entrante sar comunque decisiva per la tabella di marcia volta al lancio del bond di Camfin, con il via libera definitivo di un consiglio di amministrazione della holding previsto forse venerd. Il board di Camfin, inoltre, servir per fare il punto sulla controllata Prelios, alla luce delle decisoni del Cda di quest'ultima di gioved mattina sulle due proposte sul tavolo: in particolare, l'offerta di Feidos punta su un

allargamento del patto di sindacato di Prelios e su un'iniezione di capitale per 175 milioni. Pi articolata invece l'offerta di Fortress che prevede anche il conferimento delle attivit italiane (Torre Sgr e Italfondiario) per le quali restano da definire i concambi.

Il Secolo XIX 03/10/2012 pg. 12 ed. Genova

CAMFIN VOLA IN BORSA, IN SETTIMANA IL VIA LIBERA AL BOND


PIAZZA AFFARI, MILANO - Prosegue la corsa di Camfin (+2,32%) in Borsa con il mercato che scommette su un riassetto nell'azionariato della holding che controlla Pirelli. Anche se ora l'attenzione tutta spostata sugli scenari che si potrebbero aprire quando e se si consumer il divorzio tra la famiglia Malacalza e Marco Tronchetti Provera resta aperto il tema del rifinanziamento. Il lavoro delle banche, secondo quanto si apprende, si sta concludendo e i preparativi potrebbero essere ultimati questa settimana. Il prossimo step sar la convocazione di un cda, che ad oggi non risulta ancora calendarizzato, che dovr dare il via libera all'operazione. Ottobre caldo per il gruppo che punta a stringere sul fronte Prelios. Settimana prossima dovrebbe tornare a riunirsi il cda per le finali determinazioni dopo aver approfondito le offerte arrivate da Fortress e la cordata Caputi insieme alle banche e ai soci del patto di sindacato (Camfin, Generali, Mediobanca, Intesa Sanpaolo, Edizione e Massimo Moratti).