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Primarie http://www.cittafutura.al.

it/ Michele Fontefrancesco Nellarco delle scorse settimane, anche nella nostra citt, tornato in voga il tema delle primarie. Mentre scrivo sono almeno quattro i nomi di possibili candidati. Un crescente novero di partiti e movimenti, che dalla sinistra si dispiega verso il centro, ha iniziato a presentare i propri candidati. Allinterno dello stesso Partito Democratico, singoli membri del partito hanno fatto sapere la loro intenzione di voler partecipare quali candidati alle primarie per il seggio a Palazzo Rosso, creando non poche frizioni allinterno del partito. Si aperta una situazione frizzante e dinamica nel mondo della politica cittadina: un inedito scenario che, per, ci deve far riflettere ed, in particolare, far ripensare a cosa sono le primarie e al problema della partecipazione pubblica alla politica.

Ancora recentemente, su Repubblica appariva un articolo di Diamanti in cui veniva fatto notare come nellimmaginario italiano la parola partecipazione sia una parola per il futuro ed di successo, mentre partiti evochi un senso di passato e di fallimento. I risultati di questa indagine non sono nuovo Vangelo, ma ci offrono lennesimo dato di come il famigerato mondo dei partiti sia divento oscuro e lontano dagli italiani: evoluzioni e trasformazioni dei partiti non hanno creato lentusiasmo necessario per riavvicinare persone; allo stesso tempo, per, nuove forme di partecipazione si sono sviluppate, dal web, per arrivare alla galassia di movimenti politici o di opinione. Allinterno dellordinamento italiano, i partiti sono, per, un luogo fondamentale. Essi sono pensati e presentati, a partire della Costituzione, come lanello di congiunzione tra macchina burocratica dello Stato ed i cittadini. Le elezioni, quindi, e la stessa partecipazione attiva nella vita di questi dovrebbero essere un modo per riuscire effettivamente a indirizzare la macchina in modo da ottenere uno Stato pi giusto e vicino al volere dei suoi cittadini. Affermazione, questa, che pu strappare un triste sorriso o sollevare una cinica, e piuttosto giustificata, perplessit. I partiti sembrano, a chi sta fuori da essi, luoghi oscuri o cricche di potere. A fronte di tale opacit, allinterno di questi, per, sempre pi comune sentire voci dichiarare che il partito deve creare nuove antenne per meglio capire la societ (uso, qui, una frase emblematica sentita in una delle ultime riunioni a cui partecipai). Tale frase svela un diffuso modo di sentire di molti iscritti (almeno nel centro sinistra) che si accorge di come lagire e lessere dei partiti sia oggi incapace di conoscere appieno la societ, di essere espressione della societ. Guardando questa realt, ci si accorge dellovvio: i partiti non sono pi quellanello di congiunzione. I recenti casi di Milano e Napoli hanno dato esempio di come le primarie possano essere un momento importante per la vita di una citt, non solo per la loro capacit di dirimere eventuali tensioni interne ad un mondo di coalizione attraverso il voto popolare, ma soprattutto per la loro capacit di coinvolgere e far partecipare la popolazione. In altre parole possono essere momenti di attiva partecipazione politica. Si radicato, sin dal2007, quasi il mito delle primarie, sia tra i cittadini, sia nei partiti che nella macchina delle istituzioni. Sono state descritte come la panacea al male del sistema, al punto dallessere prese come fondamento di un nuovo modello di partito, quello leggero veltroniano. Quello che non si vede o non si dice che, a meno non si voglia e si agisca per cambiare e rivitalizzare nel senso costituzionale il mondo dei partiti, le primarie sono un momento di partecipazione, che si innesta in un prima e un dopo a-partecipativo. In altre parole, rischiano di trasformare la partecipazione popolare in

un nuovo voto di delega ad una elite dirigista, in questo ripetendo e espandendo il vero male del voto oggi: ovvero eleggere persone ad organi collegiali, senza che queste poi sappiano ritornare nei territori e farsi portavoce delle istanze della loro gente. Non si deve dimenticare questo vulnus. Le primarie ad Alessandria appaiono indubbiamente uno strumento potenzialmente capace di ridestare passione, riavvicinare il popolo del centro-sinistra allamministrazione della loro citt, dopo che gli anni di centro-destra sono riusciti unicamente a creare maggiori debiti e portare alla depauperazione del patrimonio della citt. Ergo, ben vengano, anche se il loro risultato potr essere diverso da quanto auspicato dalle dirigenze dei partiti. Per, con il voto delle primarie non si esaurisce la necessit di ricreare partecipazione tra mondo amministrativo e popolazione, ed in questo i partiti (vecchi, nuovi ed ancora da creare) possono e devono essere lelemento di comunicazione. Si apre, quindi, la domanda di come sia possibile portare a termine questa trasformazione positiva, e nel dare una risposta i cittadini sono i primi a cui dare la parola.