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Conferenza di servizi

Istituto regolato dalla L. 241/1990 dagli artt, 14 ss. stato oggetto di numerosi interventi legislativi di modifica (legge Bassanini del 1997; L. 340/2000; L. 69/2009). La conferenza di servizi assolve all esigenza del razionale e contestuale coordinamento degli interessi pubblici coinvolti in un dato procedimento amministrativo. Tale istituto sorretto su due principi: 1. Principio di semplificazione; 2. Principio della relazione di coordinamento (rapporto tra organi appartenenti allo stesso ente). Riguardo alla natura della conferenza di servizi ci sono due tesi contrapposte, ormai superate:
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C. di S. come organo collegiale di carattere straordinario Dopo l emanazione della L. 241 era l orientamento predominante. Si riteneva, quindi, che tale istituto rispondesse ad una logica di collegialit a carattere straordinario. Pensiamo al consiglio comunale, organo collegiale caratterizzato dalla stabilit, che differisce sostanzialmente dalla conferenza di servizi caratterizzata dalla occasionalit. L obiezione che sorge spontanea che i membri del consiglio comunale sono membri dell amministrazione di riferimento e la loro partecipazione al sistema di funzionamento dell organo collegiale determina un effetto giuridico importantissimo, ossia l adozione di una manifestazione di volont che unitaria. Diversa la situazione della conferenza di servizi, poich i suoi partecipanti non sono componenti stabili dell organo, ma ognuno di essi esponente di un altra amministrazione. C. di S. come mero modulo organizzatorio Secondo tale tesi la conferenza di servizi risponderebbe solo ad una esigenza organizzativa. Tale teoria rispettosa del principio di legalit, perch in realt nella conferenza di servizi non si verifica uno spostamento di competenze, cio le amministrazioni prendono la decisione per una sorta di competenza comune. Le sentenze della Corte costituzionale 62/1993 e 79/1996 prendono in esame tale tesi.

Art. 14 L. 241/1990 comma 1 Qualora sia opportuno effettuare un esame contestuale di vari interessi 2 pubblici coinvolti in un procedimento amministrativo, l'amministrazione procedente pu indire () una conferenza di servizi. Comma 3 La conferenza di servizi pu essere convocata anche per l'esame contestuale di interessi coinvolti in pi procedimenti amministrativi connessi, riguardanti medesimi attivit o risultati. In tal caso, la conferenza indetta dall'amministrazione o, previa informale intesa, da una delle amministrazioni che curano l'interesse pubblico prevalente. L'indizione della conferenza pu essere richiesta da qualsiasi altra amministrazione coinvolta. La decisione che si assume al termine della conferenza istruttoria si definisce monostrutturata, poich alla fine sempre l amministrazione procedente che adotta da s la determinazione. In questo caso si definisce istruttoria o endoprocedimentale poich non c alcuna efficacia all esterno dell attivit della conferenza di servizi. Altra caratteristica della conferenza di servizi la facoltativit, nel senso che l amministrazione pu indire la conferenza, non deve .

Comma 2 La conferenza di servizi sempre indetta quando l'amministrazione procedente deve acquisire intese, concerti, nulla osta o assensi comunque denominati di altre amministrazioni pubbli he e non li c ottenga, entro trenta giorni dalla ricezione, da parte dell'amministrazione competente, della relativa richiesta. La conferenza pu essere altres indetta quando nello stesso termine intervenuto il dissenso di una o pi amministrazioni interpellate ovvero nei casi in cui consentito all'amministrazione procedente di provvedere direttamente in assenza delle determinazioni delle amministrazioni competenti. La conferenza di servizi decisoria obbligatoria quando decorsi 30 giorni dalla richiesta fatta pervenire alle amministrazioni che devono dare intese, concerti,nullaosta o altri atti, le amministrazioni non rispondono; l amministrazione procedente cos tenuta ad indire una conferenza di servizi perch ha bisogno di quegli atti per poter concludere utilmente il suo procedimento amministrativo. Il secondo inciso prevede una facoltativit anche per la conferenza decisoria, che si indice in questo caso, quando intervenuto il dissenso di una o pi amministrazioni interpellate. In questo caso l amministrazione procedente pu provare a superare tale dissenso convocando una conferenza decisoria. Conferenza di servizi:
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Interna la regola e si discute di interessi che coinvolgono varie amministrazioni pubbliche; Esterna prevede la partecipazione dei privati in conferenze che servono sbloccare procedimenti in cui l interessato il privato stesso; queste possono essere indette su impulso del privato.

Si pu ritenere ammissibile l intervento dei privati nella conferenza di servizi? La risposta deve senz altro essere positiva per una serie di motivazioni: 1. Il comma 1 ter dell art. 1 L. 241/1990 stabilisce che anche i privati possono essere preposti all esercizio di pubbliche potest e se sono preposti all esercizio di tali potest soggiacciono agli stessi limiti e principi cui soggiacciono i soggetti pubblici. 2. L art. 9 L. 69/2009 prevede la possibilit di invitare a partecipare senza diritto di voto, i soggetti proponenti il progetto delle opere che deve essere approvato dalla conferenza. 3. La conferenza si sostituisce al procedimento e per tale motivo deve garantire le tutele al privato, con riguardo alla partecipazione al procedimento.

Art. 14 bis L. 241/1990 La conferenza di servizi pu essere convocata per progetti di particolare complessit e di insediamenti produttivi di beni e servizi, su motivata richiesta dell'interessato, documentata, in assenza di un progetto preliminare, da uno studio di fattibilit, prima della presentazione di una istanza o di un progetto definitivi, al fine di verificare quali siano le condizioni per ottenere, alla loro presentazione, i necessari atti di consenso. In tale caso la conferenza si pronuncia entro trenta giorni dalla data della richiesta e i relativi costi sono a carico del richiedente. Tale articolo contiene quella che secondo molti la terza categoria di conferenza di servizi, ossia la conferenza di servizi preliminare o predecisionale. La convocazione delle amministrazioni deve avvenire almeno 5 giorni prima della data fissata per la conferenza. L avviso deve essere dettagliato e contenere tutte le indicazioni necessarie. Dalla prima riunione i lavori della conferenza si devono concludere entro un termine di 90 giorni. Tale termine pu essere sospeso nel caso in cui si inseriscano altri sub procedimenti tali da aggravare l iter della conferenza.

Qualora le amministrazioni convocate non si dovessero presentare alla conferenza, si ha un peculiare caso di silenzio assenso, poich il dissenso va manifestato in maniera espressa e contenere la mo tivazione necessaria e costruttiva per superare l ostacolo. L organo collegiale adotta le proprie decisioni a maggioranza dei membri. Tale previsione stata introdotta dalla L. 340/2000, che ha modificato il sistema previgente che prevedeva la deliberazio all unanimit. ne Tale maggioranza non necessariamente quantitativa, in quanto si deve tenere conto del peso e degli interessi delle varie amministrazioni componenti la conferenza. Art. 15 L. 241/1990 Anche al di fuori delle ipotesi previste dall'articolo 14, le amministrazioni pubbliche possono sempre concludere tra loro accordi per disciplinare lo svolgimento in collaborazione di attivit di interesse comune. Una particolare ipotesi di conferenza di servizi il SUAP, sportello unico per le attivit produttive. Pone fine alla precedente procedura per l apertura di locali pubblici (che prevedeva di chiedere in maniera distinta ai vai enti determinate autorizzazioni), introducendo il deposito dell istanza presso il SUAP, il quale provveder successivamente di portare questa istanza presso i vari enti e di ottenere i relativi atti. Risulta chiara la funzione semplificativa di tale istituto.