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INDICE

Introduzione pag. 2
Capitolo 1
Appunti di grammatica teatrale pag. 3
Capitolo 2
Il teatro a scuola pag. 7
Il laboratorio teatrale: Lesperienza del Liceo Leonardo pag. 9
Diario delle prove pag. 12
Messa in scena pag. 15
Capitolo3
Progetto per lattivit relativa al fotografo di scena pag. 17
Conclusioni pag. 21
Immagini pag. 23
Bibliografia pag. 25




































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INTRODUZIONE

Il Laboratorio teatrale di nuove forme di umanesimo del Liceo Leonardo di Brescia,
coordinato dal Prof. Paolo Di Rosa, attivo da alcuni anni e si pone come spazio di ricerca, in
cui studenti ed insegnanti affrontano temi fondamentali dellesistenza, producendo un
elaborato finale, quale lo spettacolo finale, nel quale intercorrono diverse discipline.
I temi affrontati sono relativi alle domande che luomo si pone e lambizione quella di
stimolare al pensiero e alla cultura sulla traccia di un nuovo umanesimo, in contrasto con le
banalit dellofferta dei mezzi di comunicazione di massa.
I temi proposti sono ad esempio il male, la giornata della memoria, ossia le testimonianze dai
ai luoghi della memoria, le mid, ossia i luoghi negli scritti e nelle opere di alcuni artisti.
Il tema di questanno scolastico la bellezza e tali temi vengono elaborati ed espressi tramite
il teatro, come sintesi ed espressione di molti linguaggi ed intriso di parole, movimenti,
musica.
il laboratorio si pone anzitutto come sperimentazione, visto che solitamente negli Istituti di
secondo grado, si affida ad un esterno, spesso un regista, la gestione dello spettacolo, che in
questo caso, invece gestito totalmente da docenti interni.
Il linguaggio del teatro, viene usato in questa sperimentazione per descrivere, comprendere ed
affrontare temi che luomo percepisce come rilevanti.
Il progetto si preoccupa di promuovere i processi educativi sui fronti: epistemologico,
ponendo tappe cognitive, attraverso le quali ogni individuo dovr interpretare ed utilizzare i
contenuti, le competenze e i saperi; metodologico, rinnovando cos linsegnamento
tradizionale; istituzionale, poich gestito dallintreccio multimediale e territoriale ed infine
curricolare, perch la sperimentazione valorizza le arti performative, coordinate dai docenti.















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CAPITOLO 1

Appunti di grammatica teatrale
Personaggio
I tema complesso riguardante il personaggio, colui che ha un destino prefissato, dotato per di
una vera entit, che ha la particolarit di nascere e morire ogni volta che va in scena.
Lattore sperimenta il destino del personaggio, che in atto, predestinato e infine muore.
Credo che lattore debba riuscire a far altro da s, e per evitare di non perdere se stesso,
utilizza delle tecniche.
Innanzi tutto lattore deve compiere loperazione che prende il nome di personificazione, ossia
assumere una personalit diversa dalla propria, approccio assai difficile e problematico, che
presenta problematiche come ad esempio la personalit dellattore o del personaggio, che
essendo pi forte prevarica laltra.
Lattore deve uscire dalla sua realt in potenza ed entrare in una realt in atto, infatti lattore
vive una realt cangiante, il personaggio una realt immutabile, fissata mediante un campo di
vita limitato.
Tra attore , personaggio e pubblico, esiste un gioco di energie che si contrappongono e
bilanciano, ed proprio lattore a dover compiere un viaggio interiore atto a contrastare queste
energie.
Il personaggio ha una parabola di vita, ma non ha libero arbitrio e per personificarsi necessita
dellenergia dellattore e del pubblico.
Lattore pu avvicinarsi al personaggio mediante un percorso composto da cinque fasi:
- LAzione ossia il personaggio va immaginato dallattore in tutte le sue sfaccettature e
situazioni e in tutti i movimenti.
- Il ritmo corrisponde alla vibrazione, lattore deve conoscere il proprio ritmo e da abile
osservatore cogliere il ritmo del prossimo e imitarlo.
- La parola, come mezzo di espressione.
- Laderenza al tipo, ossia perch lattore interpreti un personaggio, necessita di unaffinit
con esso.
- La deformazione, ossia linterpretazione da parte dellattore, rende il personaggio unico,
infatti larte dellattore sta nel rendere proprio il personaggio.
Fino a che punto lattore deve spingersi verso il personaggio?
I teorici e storici del teatro rispondono con diverse teorie, dopo la cultura della
rappresentazione greca, sostanzialmente il rapporto attore-personaggio non mutato, pur in
presenza di opinioni diverse, come Diderot che con un taglio di lettura illuministico-razionale
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dichiara che: I grandi poeti, i grandi attori, e forse in generale tutti i grandi imitatori della
natura, quali che siano, dotati di una bella immaginazione, di un grande discernimento, di un
giudizio fine, di un gusto sicurissimo, sono gli esseri meno sensibili che ci siano Deposto il
coturno, la sua voce fioca, egli sente unestrema stanchezza va a cambiarsi dabito o a letto;
ma non gli restano n turbamenti, n dolore, n malinconia, n prostrazione di spirito. Siete
voi che riportate tutte queste impressioni: lattore stanco, e voi siete tristi, ma lui si agitato
senza provar nulla e voi avete provato senza agitarvi.
Se fosse diversamente, la condizione dellattore sarebbe la pi disgraziata delle condizioni; ma
egli non il personaggio, lo interpreta, e lo interpreta cos bene che voi lo scambiate per
quello, lillusione soltanto vostra: egli sa benissimo di non esserlo.
Lestrema sensibilit fa gli attori mediocri; la sensibilit mediocre fa la moltitudine dei cattivi
attori, ma la mancanza assoluta di sensibilit predestina gli attori sublimi.


Limmaginazione
Limmaginazione uno strumento fondamentale, che lattore deve saper gestire e utilizzare,
infatti oltre al magico Se e alle circostanze date, e alle indicazioni emerse dal testo e
sottolineate dal regista, necessario completare il quadro del personaggio, mediante lausilio
di questa componente.
Il personaggio viene creato esteriormente, nel modo di camminare, di muoversi, nelle maniere
e nelle abitudini, ma anche definito nelle sfumature dei pensieri, dei sentimenti e degli
impulsi, proprio per questa creazione serve limmaginazione.
Tanto pi un attore ha unimmaginazione spiccata e meno necessiter dei suggerimenti del
regista e riuscir cos a far nascere il personaggio.
Limmaginazione deve essere guidata, deve avere un fine preciso e deve essere correlata ad
unattivit dellattore o ad unazione.
Il magico se: cosa farei se? e se invece? E le circostanze date: cosa avrei fatto in quelle
circostanze?
Sono strumenti fondamentali, insieme allimmaginazione, ma il lavoro dellattore consiste
anche nel tradurre e realizzare esteriormente ci che ha pensato, solo cos pu diventare
protagonista della vita che si ha immaginato e discostarsi dalla propria.
Lattore deve inoltre vedere durante la messa in scena ci che accade dentro, fuori e attorno a
lui, e registrarne le fasi, in modo tale da fissarle e poterle sviluppare con lausilio di un lavoro
svolto sui punti: quando, dove, perch e a che scopo.
Tutto quello che inventa limmaginazione deve essere giustificato e fissato punto per punto.
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Reviviscenza
Entriamo nel vissuto, tramite la reviviscenza, ossia il processo mediante il quale lattore
rievoca, analizza, comprende e rivive una sua esperienza personale analoga a quella del
personaggio e se ne serve per immedesimarsi in esso.
Applicando sistemi di psicotecnica, si stimola il subconscio e lo si implica alla creazione.
Anche la forza creativa subcosciente non pu fare a meno della psicotecnica cosciente, solo
quando lattore percepisce che la vita interna ed esterna in scena si svolge naturalmente, il suo
subconscio rivela sensazioni, che lo guidano in una direzione, imposta da un qualcosa che
celato nellanima.
La creazione autentica e subcosciente, si basa su una ideazione cosciente e giusta che produce
di conseguenza una situazione vera, che porta alla convinzione di pensare, volere, desiderare,
agire, esistere sul palcoscenico, nelle condizioni di vita del personaggio e allunisono col
personaggio, regolarmente, coerentemente e umanamente.
Reviviscenza significa anche rivivere una parte, ogni momento vissuto in scena, rivive
esperienze corrispondenti personali vissute dallattore ed una serie ininterrotta di momenti
simili, crea la linea della vita spirituale del personaggio.
La psicotecnica utile per rivivere una parte ed anche gli studenti si imbattono in questa
interessantissima disciplina.
Limprovvisazione ha un notevole successo e personalmente la reviviscenza uno degli
argomenti che mi appassiona maggiormente, perch insegna allattore a guardarsi dentro, a
saper riconoscere le proprie emozioni e poi utilizzarle per crearne altre.

Influenze e precursori
Come nasce il Match? Dove possiamo rintracciare, nella storia del teatro, i germi di
formazione dellarte dellimprovvisazione, fino ad arrivare alle sue forme contemporanee?
Bisognerebbe ripercorrere lintera storia del teatro, perch vi un assunto fondamentale da cui
partire: la dimensione improvvisata sempre stata una componente fondamentale delle forme
teatrali nella storia; dando uno sguardo agli albori, a titolo di esempio possiamo citare le
Atellane del teatro latino, veri e propri spettacoli improvvisati, o la figura del Giullare nel
Medioevo, attore poliedrico, abile nella danza, nel canto e nella poesia, capace di creare col
pubblico momenti di pura improvvisazione.
Lungo i secoli, tuttavia, sono nate e si sono sviluppate forme teatrali dalle quali non possiamo
prescindere; in epoca classica, la Commedia dellArte, che dal 1500 costituisce una dei
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tesori teatrali che anche allestero ci invidiano; nel secolo scorso, lesperienza del Living
Theatre, soprattutto per la sua scomoda frattura con la recitazione classica; per finire, le due
figure pi eminenti del teatro moderno, Stanislavskij e Grotowski di tali esperienze teatrali
cerchiamo ora di dare qualche cenno, sottolineando quali siano i debiti artistici che
limprovvisazione ha nei loro confronti.











































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CAPITOLO 2

Il teatro a scuola
Come ho gi accennato, limmaginazione unattivit fondamentale nel teatro ed allo stesso
tempo fa anche parte del bagaglio del gioco infantile, attraverso il quale i bambini simulano,
immaginando ambienti, oggetti simbolici, fino a raccontare e vivere una storia.
Credo che questo aspetto, andrebbe mantenuto e stimolato allinterno dei contesti scolastici,
infatti ad ogni fase di sviluppo andrebbe promossa la capacit metarappresentativa a partire
dallinfanzia, sino alladolescenza, per esempio attraverso il teatro, proposto come esercizio per
lintelligenza creativa e come strumento di autoconoscenza.
Alcuni sistemi scolastici propongono, con obiettivi prefissati, il teatro come risorsa, spesso
attraverso attivit laboratoriali.
Il linguaggio del teatro polisemico e complesso, per utilizzare termini scolastici
pluridisciplinare e interdisciplinare, dove parole, gesti, movimenti, suoni e immagini concorrono
per costruire il senso e produrre significato.
Nel laboratorio teatrale, ciascun studente ha la possibilit di sperimentare la sopra corporeit in
un contest relazionale e attraverso lesperienza sensoriale che egli vive con il gruppo,
acquisisce, sperimenta, rafforza e modifica la percezione di s e degli altri.
Pu recuperare il proprio vissuto emotivo, riconoscerlo comprenderlo e farlo proprio in modo
pi consapevole.
Quindi il teatro diventa occasione per costruire unesperienza sulla quale fondare la conoscenza
e la crescita personale, perch si basa sulla percezione, coinvolgendo lo studente dal punto di
vista psicofisico.
Partendo dal presupposto che allinterno di ogni evento comunicativo, docenti e studenti non
solo creano episodi specifici, ma ne producono e determinano i significati attraverso processi di
negoziazione e condivisione degli universi simbolici e di riferimento (Iannaccone, Pepe, 1998) e
che la competenza comunicativa si caratterizza per luso congiunto ed integrato della
componente verbale e non verbale, si capisce la funzione importante del teatro nel processo
educativo, fornendo delle competenze comunicative atte a migliorare la qualit della relazione.
Le condizioni perch essa avvenga si basano innanzi tutto sullautenticit della comunicazione
tra docente e studente, dove la relazione educativa richiede un rapporto di fiducia e stima
reciproca, ma anche di ascolto attivo, empatia, risoluzione dei contrasti attraverso la
mediazione, laccettazione, lautenticit e la correttezza da parte dellinsegnante.
Lo scopo quello di ottenere fiducia, autocontrollo, disciplina, creativit negli studenti,
sviluppando anche un senso di autonomia e responsabilit verso gli altri.
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Il teatro unottima occasione, per realizzare quanto sopra citato, dove linsegnante pu
osservare da un punto di vista privilegiato lalunno, che a sua volta si mostra e si esprime in un
contesto non formale, con mezzi quali la parola, il gesto, la musica, il movimento.
Quindi il teatro, realizza la dimensione comunicativa nella quale docente e alunno si mettono in
relazione, mettendosi in gioco e confrontandosi.
Mediante il teatro, docente e alunno recuperano stimoli e motivazioni per comprendere e
apprendere, inoltre utile per contribuire alla costruzione di sentimenti di autostima e fiducia,
dove lindividuo visto come essere unico e irripetibile allinterno del gruppo ed il suo essere
indispensabile per la buona riuscita della messa in scena.
Lo spazio scenico diviene anche luogo di riflessione, come nel caso del laboratorio, su
tematiche, come la bellezza e allo stesso tempo luogo di reintegrazione, di relazioni
straordinarie che si intrecciano, consentendo alle emozioni di mettersi in gioco.
Gli strumenti offerti dal teatro possono essere utilizzati per favorire la comunicazione tra mondi
diversi e costruire un rapporto con le diversit.
Infine lincontro con il pubblico fondamentale, perch scambio di energie e riscontro attivo
per gli studenti, che ricevono una risposta immediata al loro lavoro.
Le finalit riguardano:
-valorizzazione del contributo teatrale, in grado di recare alla maturazione delle risorse
cognitive e relazionali dei giovani e della loro creativit, e allappropriazione dei valori culturali
che formano il tessuto pluridisciplinare della scuola.
- migliorare la capacit dei ragazzi di apprendere favorendo lapproccio interdisciplinare.
-incoraggiare le pratiche metodologiche dinamiche dellinsegnamento.
- promuovere lapertura del mondo della scuola a quello delle organizzazioni di settore.











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Il laboratorio teatrale : lesperienza del Liceo Leonardo
Il Laboratorio teatrale di nuove forme di umanesimo del Liceo Leonardo di Brescia,
coordinato dal Prof. Paolo Di Rosa, attivo da alcuni anni e si pone come spazio di ricerca, in
cui studenti ed insegnanti affrontano temi fondamentali dellesistenza.
Il progetto supportato da un team di docenti motivati e preparati, appartenenti a diverse
discipline, quali storia dellarte, matematica, italiano, educazione fisica.
Noto immediatamente lo spessore del laboratorio partendo da questa considerazione, visto che
sovente i laboratori teatrali vengono gestiti dalla docente di italiano, in questo caso invece
linterdisciplinarit e pluridisciplinare decisamente attiva ed ogni docente d il proprio
apporto.
Inoltre vi un numeroso gruppo di studenti, soprattutto di terza, quarta e quinta liceo, e
ciascun alunno collabora, contribuendo secondo i propri talenti, predisposizioni, ambizioni,
infatti la drammatizzazione unattivit creativa nella quale i movimenti fisici e le abilit
sottolineano le capacit espressive dei ragazzi.
Il teatro, visto come momento relazionale ed educativo, come nel nostro caso, utile per
affrontare, riflettere e trattare tematiche ed argomenti attuali, inoltre promuove il benessere
allinterno della scuola e motiva gli studenti.
Gli obiettivi didattici sono:
-trattare temi attuali
-creare coesione nel lavoro di gruppo
-migliorare lorientamento spazio temporale
-migliorare lautostima e la capacit di comunicare
-aumentare la capacit di valutare le proprie predisposizioni ed i propri limiti fisici,
emozionali e sociali
- sviluppare senso sociale di responsabilit
-acquisire capacit dascolto
-acquisire capacit di memorizzazione
-acquisire la consapevolezza dellesistenza di pi linguaggi
-acquisire capacit motorie, musicali
-migliorare la capacit di ascolto, scelta e immaginazione
-migliorare abilit comunicative e relazionali
Il Liceo Leonardo fornito di uno spazio nel quale attuare il progetto veramente fantastico, un
vero e proprio auditorium, con palcoscenico e platea inclinata.
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Il metodo applicato consiste innanzi tutto nel suddividere in gruppi gli studenti a seconda delle
attitudini, capacit, desideri
Ciascun gruppo gestito da una o pi docenti che si occupano dellinsegnamento e della
gestione degli stessi, tra questi: il gruppo degli attori, dei danzatori, dei cantanti, dei musicisti,
degli scenografi e costumisti, di coloro che si occupano delle immagini e dei video.
Non esiste una suddivisione netta, infatti, gli alunni possono ricoprire una o pi mansione a
seconda dellattitudine e della disponibilit.
Il laboratorio si basa, non tanto sulla messa in scena di testi teatrali, ma sullelaborazione di un
complesso spettacolo, nascente dalle riflessioni sul tema prescelto e sintesi di tutte le arti sopra
citate, che vengono miscelate per ottenere il sorprendente risultato finale.
Ogni insegnante ha apportato il proprio contributo allinterno dei gruppi, cercando di andare
oltre la classica veste del professore, per calarsi nella parte di ricercatore.
Non ci siamo mossi seguendo i modelli rigorosi dellindagine della scienza, ma secondo
percorsi empirici, emozionali, che passano attraverso lesperienza.
Abbiamo cos mostrato ai ragazzi quella passione che ci ha reso credibili e li ha invogliati a
camminare con noi.
Per poter rendere pi efficace la comunicazione, ci siamo sforzati di usare tutti i linguaggi
differenti che sono del mondo doggi, del mondo giovanile e che fanno fatica ad entrare nella
scuola: le immagini di fotografie, fumetti, opere darte, filmati, testi dautore e riflessione di
alunni recitate, scenografie, luci, suoni, silenzi, musiche dal vivo, cori e coreografie.














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Racconto da parte degli educatori
la ghianda ha quellunica forma che la destina a diventare una quercia, dice Aristotele
Noi educatori sappiamo che dobbiamo aiutare gli alunni a scoprire proprio questo:
linteresse per il proprio divenire e la motivazione alla ricerca di s.
Ma non basta cercare se stessi, necessario anche trovare il coraggio di essere come si .
Noi educatori sappiamo che i percorsi interiori devono coniugarsi con la responsabilit
sociale
e la personalit sana quella che in grado di vivere in un mondo di altri s.
Noi educatori siamo consapevoli che il nostro ruolo non pu essere svolto a prescindere da
un nostro proprio percorso personale di individuazione e di ricerca di s.
Noi educatori sappiamo che la societ di massa un peso schiacciante che rendere quasi
impossibile lespressione dellunicit e il giovane trova sempre meno spazi per lespressione
singola e si incanala nella massificazione o nellimitazione.
Noi educatori sappiamo che libert e creativit sono i mezzi a disposizione per questo
itinerario: libert come rottura delle catene che ci legano allistinto,
creativit come forma nuova di volont che si impegna a realizzare lunicit del s.


















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Diario delle prove
Perch la bellezza - Alcune suggestioni che hanno guidato il lavoro

La bellezza e il Mito
Allinizio del pensiero occidentale c Paride al quale le tre dee chiedono di scegliere la
pi bella fra la Sapienza, la Ricchezza e lAmore. Lui sceglie lAmore. Perch? E noi cosa
scegliamo nella nostra vita? La cosa pi straordinaria che, come conseguenza, gli Achei,
che avevano sapienza e forza, vanno a riprendersi lAmore. Perch? Si sentivano
incompleti? Avevano capito che lUomo sapiente e ricco non sazio, che il mondo
materiale non basta a nessuno e nessuno si accontenta del visibile(Natoli). Anche S.
Paolo nella seconda lettera ai Corinti afferma la stessa cosa (2 cor.14,1-5). Ma la bellezza,
che nel mito greco coincide con lAmore, compatibile con la ricchezza e la saggezza?.
Crediamo sia interessante riflettere non tanto su cosa la bellezza (non ne verremo pi
fuori) ma perch la bellezza. Perch lUomo ha questo desiderio inappagato. Perch la
bellezza accade e ci stupisce, perch misteriosamente inattesa e indefinibile a priori.
Perch fruire la bellezza ci fa stare bene. E forse memoria di qualche cosa che si perso?
(Agostino), forse solo seducente illusione? (Leopardi), o trappola mortale come dice
Omero nellincontro di Odisseo con le Sirene? Certamente la bellezza ha in s una potenza
e un mistero che luomo non sa dominare e, forse, spiegare.

Il recupero della bellezza nellarte
La bellezza nellarte, come valore assoluto, in lutto dopo Auschwitz, dopo laggressione
violenta alle risorse del pianeta, dopo le profonde ingiustizie planetarie che il mondo
globale mette sotto gli occhi di tutti. Per molti artisti il gioire di unopera darte resta un
delitto, ecco perch si muovono su percorsi diversi, volutamente opposti alla bellezza,
perch lesaltazione del brutto, del volgare, della trasgressione violenta diventano in
qualche modo lo specchio del mondo doggi. Lartista esprime cos il cordoglio per quanto
vi di morto, mutilato, offeso nella vita di tutti. Al lutto si addice il tab sensoriale del
godimento, il divieto di gioire, per decenza, dinnanzi al dolore del mondo.
Le religioni della contemporaneit che sono la tecnica, la politica, la scienza, leconomia e
la moda, hanno conquistato la scena privilegiando il qui sullaltrove, ma la sfida dellarte
sempre stata quella di andare oltre i limiti del mondo del qui-ora. Facendo coincidere lo
spazio e il tempo dellarte con lo spazio e il tempo della vita sparita lidea del viaggio e
della trasfigurazione che trascendere le cose e puntare ad una dimensione misteriosa.
Tanti artisti come Duchamp, i Dada, Fluxus, Manzoni, Abramovich, Pane, Spoerri, sono
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caduti nella trappola consumandosi sul palcoscenico del reale, annullando cos differenze,
memoria e premonizioni, facendo un necrologio dellimmagine dellUomo e portando
larte ad una autoreferenzialit che sfocia nella massima alienazione. Cos, di fronte alle
nuove religioni, luomo contemporaneo ha paura a pensare e rifugge anche la sua
immagine. Cos la profezia di Dostoevskij la bellezza salver il mondo diventa illusione.
Ma se crediamo a quello che dice Il Principe Myskin, dopo Auschwitz limperativo etico,
prima ancora che estetico, consiste nel trovare uno spiraglio, una speranza oltre lalta
muraglia della prigione del non-senso in cui siamo rinchiusi, un impegno perch i
prepotenti, i violenti, i nuovi aguzzini di Auschwitz non devono avere lultima
parola(Todros). Se al male possiamo rispondere con la cura, la risposta al brutto, al
volgare, per luomo, pu venire dal godere della bellezza.

Il percorso

la stagione della morte - la bellezza del silenzio
e questa siepe, che da tanta parte
de llultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
spazi di l da quella , e sovrumani
silenzi, e profondissima quiete
io nel pensier mi fingo, ove per poco
il cor non si spaura
(G. Leopardi)
la stagione dellanziano - la bellezza del raccontare
Felice di vivere e padrone di s chi, al cadere di ogni giorno, potr dire: Ho vissuto.
Domani il Padre avvolga pure il cielo di nubi oscure o sereno laccenda il sole,
non render mai sterile il mio passato e non potr mai cancellare,
come se per me non fosse accaduto,
ci che lattimo fuggente mi ha portato
(Orazio)
la stagione delladulto - la bellezza delle arti
Luomo sensibile che vive, sentendo e immaginando di continuo,
il mondo e gli oggetti sono in certo modo doppi.
Egli vedr negli occhi una torre, una campagna;
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udr cogli orecchi un suon di campana;
e nel tempo stesso con limmaginazione
vedr unaltra torre, unaltra campagna, udr un altro suono.
In questo secondo genere di obietti sta tutto il bello e il piacevole delle cose.
(G. Leopardi)
la stagione del giovane - la bellezza del corpo
Tadziu attravers di corsa lacqua bassa facendo sollevare in spuma londa che resisteva alle sue
gambe; e vedere la forma viva, acerba e graziosa nella sua previrilit, sorgere con i ricci grondanti,
bella come un nume, dalla profondit del mare uscre e fuggire dallelemento, era uno spettacolo
che suggeriva mitiche fantasie, qualcosa come una leggenda poetica di et primitive che narra le
origini della forma e la nascita degli dei. Aschenbach sembrava essere l per proteggerlo, una
vigilanza costante sulla creatura ideale che giaceva poco lontano. E una tenerezza paterna, laffetto
commosso di colui che sacrificandosi in ispirito crea la bellezza, verso colui che la possiede,
riempiva e agitava il suo cuore.
(T. Mann)
la stagione delladolescente - la bellezza della scoperta
Lo stupore, che il punto di partenza del pensare,
non n sconcerto, n sorpresa, n perplessit:
uno stupore che ammira
(H. Arendt)
la stagione dellinfanzia - la bellezza della natura
Se la natura fosse morte, ella non sarebbe.
Se la felicit non che la perfezione,
il compimento e il proprio stato della vita,
la natura che vita anche felicit
(G. Leopardi)
la stagione della nascita - la bellezza della vita
Dietro il piacere della Bellezza
e dietro il suo sogno di fermare il nulla e lindifferenza,
intravediamo la forma stessa di una dignit terrena
in cui poter credere e dover poter vivere.
(I. Rizzi)


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Messa in scena

I gruppi, come ho gi accennato sono rispettivamente: gruppo degli attori, dei danzatori, dei
cantanti, dei musicisti, degli scenografi e costumisti, di coloro che si occupano delle immagini
e dei video, ciascun gruppo gestito da una o pi docenti che si occupano dellinsegnamento e
della gestione degli stessi, inoltre vi una importante interazione tra gli stessi.
Per quanto riguarda gli attori, una volta visionato il testo e scelte le parti; il gruppo, coordinato
da pi docenti e curato da unattrice teatrale che effettua con gli studenti la lettura del testo,
linterpretazione e la cura della dizione.
Insomma una vera e propria prova con lattore, che consente agli studenti di approfondire
seriamente, prepararsi e misurarsi con una recitazione di alto livello.
Gli studenti hanno il compito di studiare a memoria la parte assegnata con la corretta dizione e
con la giusta interpretazione.
Recitare implica infatti mettere in atto una serie di abilit, quali la memoria, la concentrazione
dellattore sulla battuta e sul movimento.
Con la recitazione gli studenti scoprono un accordo tra corpo, movimenti, linguaggio,
immaginazione, diventando pi consapevoli del s, del tempo, del ritmo, dello spazio, delle
misure.
Gli attori sono curati dal gruppo dei costumisti che studiano i personaggi e creano gli schizzi
per la realizzazione dei costumi e lo stesso vale per le scenografie, che vengono realizzate
nella stessa modalit.
Essendo un contesto scolastico, i progetti sono calibrati sulle disponibilit economiche della
scuola e per questo motivo i ragazzi hanno deciso di utilizzare per i costumi una tenuta basica
nera, alla quale applicare gli accessori a seconda del personaggio ed invece per quanto
riguarda le scenografie, la scelta verte su materiali riciclati e facilmente trasportabili.
Per quanto riguarda le musiche, il gruppo composto da cantanti, coristi e musicisti, che
hanno creato le musiche e gestito i ritmi a seconda delle stagioni della bellezza da
rappresentare.
Le prove proseguono attivamente anche per il gruppo delle danzatrici, studentesse con
esperienze ed abilit diverse, che eseguono coreografie in svariate tipologie, dalla danza
classica al mimo.
Infine il gruppo multimediale si occupa della ricerca e del montaggio delle immagini, scritte e
video, che sono necessari per collegare lo spettacolo.
Esso infatti alterna non solo le stagioni, ma recitazione, video, immagini, danza
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Lo spettacolo andato in scena in prima serata presso lauditorium del Liceo Leonardo per i
genitori ed aperto alla cittadinanza di Brescia e replicato il mattino successivo per gli studenti.
Inoltre andato in scena presso l Universit C Foscari di Venezia e presso l Accademia di
Brera a Milano.
Andare in scena significa realizzare levento teatrale, gli studenti hanno avuto numerose
occasioni di esprimersi e si sono confrontati con la risposta di diversi tipi di pubblico.
Il risultato finale, ha visto una perfetta ed equilibrata coesione del prodotto confezionato da
ciascun gruppo e sapientemente coeso, con un ottimo e coerente risultato.
La messa in scena richiede preparazione e controllo, inoltre richiede notevole sforzo di memoria
e gestione dellemozione.
Oltre al risultato finale e al rispetto della scaletta a ciascun alunno, in questa fase richiesta una
grande prova, prima con s stessi e poi nel confronto con gli altri.
Il teatro un gioco nel quale i partecipanti attivi devono esprimere il proprio personaggio e il
pubblico deve riconoscere credibilit e vitalit nellazione scenica e levento si compie quando
avviene lo scambio energetico tra le due entit.




























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CAPITOLO 3

Progetto per lattivit relativa al fotografo di scena
Il progetto si basa sullesperienza vissuta allinterno del laboratorio teatrale e sullipotesi
dellinserimento della mia disciplina, tecnica fotografica allinterno del suddetto.
Propongo la figura del fotografo di scena, unattivit interessante per gli alunni e diretta a
sviluppare le abilit degli alunni per quanto riguarda a fotografia.
Il fotografo di scena si occupa di scattare immagini direttamente sul set del film al fine di
pubblicizzare, attraverso la pubblicazione e la circolazione delle proprie foto, il film stesso. Le
foto possono essere scattate durante le riprese del film, mentre gli attori recitano, oppure
facendo posare gli attori esclusivamente per gli scatti. Questa ultima tipologia di fotografie di
scena viene detta "posati".
La fotografia di scena in teatro differisce totalmente dal cinema: oltre agli scopi pubblicitari
che, in questo caso, spesso antecedono l'evento, lo scopo del fotografo di scena anche
conservar memoria dello spettacolo. Tale documentazione solitamente viene riutilizzata per la
ricostruzione di vecchi allestimenti, utile anche come materia di studio per la creazione di
nuovi, o lo studio accademico che nel teatro non sempre supportato da materiali video.
Inoltre a differenza dell'ambiente cinematografico il teatro lascia molto pi spazio di
movimento, e di conseguenza all'interpretazione del fotografo.
Lo spettacolo un tema che attrae il fotografo non soltanto per la grande carica espressiva e
narrativa che hanno personaggi o cose, ma anche perch, la di l della semplice registrazione
dellevento, permette uninterpretazione formale: possibile inventare un racconto, tracciare
un ritratto della persona sovrapponendo e separando la personalit dellattore da quella del
personaggio che riveste.
Il fotografo creativo non si accontenta di rimanere spettatore passivo e cercher di entrare
nello spettacolo cogliendo non solo le emozioni nel momento in cui questo si svolge, ma vorr
anche vivere quello che succede dietro le quinte, vorr seguire la preparazione, vorr scoprire
le personalit dei protagonisti e di tutti quelli che vivono dentro lo spettacolo .
Tenter di fare una sintesi del montaggio dello spettacolo descrivendo minuziosamente tutto
quello che accade nella tesa atmosfera di chi lo crea, dai tecnici agli addetti luce, dagli attori al
regista.
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Il fotografo, con una predisposizione diversa dallo spettatore comune, coglie quel momento
magico che caratterizza e distingue la bella fotografia di spettacolo.
I destinatari sono gli studenti del Liceo Artistico Leonardo e gli obiettivi e le metodologie si
basano su:


Conoscenze:
Lo studente dovr acquisire:
-i contenuti pratici e teorici della disciplina in relazione alla figura del fotografo do scena.
-il significato della figura del fotografo contemporaneo tra conoscenze tecniche, teoriche,
storiche, pratiche.
- applicare le preconoscenze per effettuare le scelte appropriate alluso della macchina
fotografica in teatro.

Lo studente:
-conosce i principali movimenti che hanno caratterizzato la produzione ottocentesca,
novecentesca e contemporanea.
-conosce i principali effetti della luce sulla pellicola, la sensibilit della pellicole e la grana.
-conosce le relazioni esposimetriche tra otturatore e diaframma e reciprocit.
-conosce i diversi formati fotografici e i tipi di macchine fotografiche e le loro caratteristiche.
-conosce le regole compositive.
-conosce le fasi di sviluppo e stampa.
-utilizza la reflex e diversi obiettivi.
-sa archiviare il materiale fotografico.


Competenze:
Lo studente dovr saper utilizzare le conoscenze acquisite nellutilizzo di un apparecchio
fotografico professionale.
-Lallievo attraverso conoscenze tecniche, teoriche, storiche, comprende la figura del
fotografo di scena e sa collocare storicamente la produzione degli autori e fare collegamenti.
-Lallievo attraverso la conoscenza della storia della fotografia sa prendere spunto per la
propria esercitazione.
-Stabilisce un approccio sul campo nellutilizzo di un apparecchio fotografico professionale in
teatro e relativi accessori per effettuare riprese fotografiche.
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-Lallievo sa utilizzare le apparecchiature reflex di piccolo formato, e sa effettuare una
corretta esposizione, sia attraverso lesposimetro incorporato, sia attraverso quello esterno, sia
attraverso stime pratiche.


Abilit:
-Lo studente dovr conoscere e applicare strategie nella produzione di elaborati fotografici.
-Lo studente dovr realizzare produzioni e rielaborare criticamente le conoscenze al fine della
riuscita delle riprese in teatro.

-Lallievo attraverso conoscenze tecniche, teoriche, storiche, comprende la figura del
fotografo di scena e sa elaborare in modo critico le opere fotografiche.
-Lallievo capace di effettuare confronti ed individuare relazioni fra le realizzazioni.
-Lallievo sa applicare le scelte nelluso apparecchiature sia analogiche che digitali ed in
grado di stabilire le scelte opportune da effettuare per quanto riguarda la pellicola,
lesposizione, e strategie.
-Lallievo capace di stabilire le scelte pi opportune da fare, in termini di attrezzature,
materiali e strategie, per la realizzazione di un progetto fotografico di scena.
-Lallievo sa valutare e scegliere i mezzi e le strategie per una corretta archiviazione del
materiale fotografico.

La valutazione verr effettuata sulla base di:

-Partecipazione e impegno nello svolgimento delle attivit
-Conoscenza dei linguaggi specifici della disciplina
-Applicazione dei contenuti teorici nel pratico utilizzo dellattrezzatura fotografica
-Corretta esecuzione, chiarezza e pertinenza degli elaborati


Fasi:
-Inizialmente vengono date indicazioni introduttive sul tema e vengono svolte esercitazioni
tecniche di ripresa in laboratorio e di conseguenza approfondimento di tale tecnica da parte
degli studenti che effettueranno gli scatti in teatro: esposizioni, messa a fuoco, profondit di
campo, vari movimenti della macchina e del soggetto, effetti speciali di scatto e di ripresa.
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-Vengono fornite conoscenze sulla luce e quindi sugli elementi di illuminotecnica per una
corretta esposizione ed un corretto controllo generale dellinquadratura fotografica quindi
effettuare prove tecniche da studio con luci ed illuminazioni diverse.
-Vengono messe in evidenza le problematiche relative alla ripresa in teatro, relativamente
allilluminotecnica e alla presenza degli attori in movimento.
-Vengono effettuate le esercitazioni promuovendo lelaborazione personale degli allievi nella
progettazione e realizzazione di fotografie correttamente rappresentate dal punto di vista della
composizione e delle regole pi importanti dellinquadratura.
- importante saper organizzare ed effettuare una buona fotografia dalla scelta del soggetto
fino alla stampa finale ottenendo il risultato che lallievo si era imposto inizialmente anche
con ritocco al computer.
Sulla base di queste conoscenze gli studenti sanno opportunamente scegliere le metodologie
da applicare in teatro.

Spazi: lattivit si svolge allinterno dellauditorium del Liceo Leonardo.

Durata: lattivit dura per lintero periodo delle prove e della messa in scena dello spettacolo.



Indicatori
Nel corso dellattivit verranno registrate e verificate le tappe di evoluzione del percorso degli
alunni, valutando partecipazione ed impegno, lutilizzo della strumentazione fotografica e la
relazione tra i coetanei.


Valutazione dellattivit

Al termine dellattivit, verranno valutati il grado di raggiungimento degli obiettivi in
relazione ai criteri programmati, verr richiesto agli studenti di effettuare unautovalutazione
sullo svolgimento del proprio compito ed inoltre verr chiesto di esprimere un parere
sulleffettuazione dellattivit, con la proposta di eventuali miglioramenti per il futuro, alla
luce delle difficolt riscontrate

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CONCLUSIONI

Ritengo che il teatro sia unentit alchemica, uno spazio che contiene due ambienti, ossia il
palcoscenico e la platea, spazi che hanno come linea di confine la cosiddetta quarta parete,
che fittizia, ma assume unimportanza strategica per la realizzazione della manifestazione
scenica.
Il palcoscenico, uno spazio che pu essere definito risonatore spaziale , infatti in esso, i
gesti, suoni, le parole vengono amplificate enormemente ed essendo un luogo creativo, tutto
ci che accade si amplifica.
La platea, che pu essere definita catalizzatore temporale , lo spazio fisico nel quale si
raccoglie l energia degli spettatori e il tempo che loro hanno deciso di dedicare allevento,
elemento fondamentale poich senza pubblico non possibile fare uno spettacolo.
Si parla dellaspetto fisico del teatro, ma anche della componente energetica, infatti sia gli
attori, che gli spettatori ,impiegano durante uno spettacolo, le proprie energie ed entrano in
contatto varcando la quarta parete, ma questo deve avvenire in modo equilibrato, senza
sopraffazioni.
La scenografia ha unimportanza determinante nella messa in scena, poich non d soltanto la
dimensione drammatica, ma funge da protezione per lattore e anche da elemento narrativo.
Consente infatti allattore di sentirsi protetto e aiutato a gestire meglio le proprie energie e
quelle degli spettatori ed esprimere quindi al meglio le proprie capacit espressive.
La scenografia, ha quindi insito un riferimento non solo estetico, ma anche metafisico.
Gli studenti quindi sono invitati a riflettere sullentit del palcoscenico che dovranno occupare
e sul fatto che esso non uno spazio appartenente alla quotidianit, ma una particolare
dimensione che bisogna dominare.
Il palcoscenico uno spazio difficile da controllare e questo concetto viene verificato quando
il docente invita un allievo a salire, con coraggio.
Credo sia uno spazio singolare per coinvolgere gli studenti, educarli e non solo, considerando
che
semplici gesti e minime condizioni sul palco sono cos efficaci da invitare alla riflessione, ma
anche creare una reale consapevolezza nei confronti del potere e delluso dello spazio scenico
e opera per la crescita del s.
Ogni studente viene vissuta lesperienza pu riflettere su ci che la situazione comunica e
sulla relazione con i compagni e nei confronti di questo singolare metodo despressione.
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Concettualmente il teatro esiste perch in esso si incontrano pubblico e attore, quest ultimo,
una volta entrato in scena, subisce uno sdoppiamento che coinvolge l IO privato che si
accinge ad interpretare l io del personaggio, infatti noto che lattore debba essere in grado di
fare altro da s, ossia uscire da se stesso ed entrare nel personaggio.
Inoltre il valore formativo e comunicativo delle attivit teatrali, comprendendo tute le attivit
coinvolte a realizzare levento, quale musica, movimento, scenografia, costumi, recitazione,
trova la massima espressione quando provoca una crescita e talvolta cambiamento nei
confronti dei rapporti tra studente e gruppo.
importante, per la buona riuscita, motivare gli alunni, mostrarsi disponibili e attivi, seguire
gli allievi nelle fasi, fungendo da stimolo e riferimento per gli stessi.
Il teatro assume valenza educativa, talvolta anche terapeutica, ed il progetto pedagogico fa s
che i ragazzi si sentano partecipi delle scelte che li riguardano.
In particolare il laboratorio coordinato dal prof. Di Rosa un esempio esemplare di
coordinazione, infatti, ho vissuto una fantastica e piacevole esperienza.
Ho seguito volentieri gli incontri e le prove ed ho trovato docenti che credevano e si
impegnavano seriamente al progetto e disponibili nei miei confronti, studenti motivati e
stimolati dagli insegnanti a seguire le proprie attitudini e i propri desideri riguardo alla volont
desprimersi.
Le prove sono sempre state propositive ed impegnative per gli studenti e nonostante i gruppi
lavorassero in modo autonomo, interagivano attivamente e rispettosamente ed in effetti il
risultato finale stato eccellente, raccogliendo consensi da parte del pubblico.
Lesperienza mi ha stimolato ed ha funzionato eccellentemente, tanto da indurmi a progettare
un possibile inserimento della mia disciplina, tecnica fotografica, allinterno del progetto.











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IMMAGINI


Figura 1




Figura 2

23




Figura 3







Figura 4




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BIBLIOGRAFIA

- Adolphe Appia Attore musica e scena, F.Mariotti, Milano 1983.
- Antonin Artaud Il teatro e il suo doppio, Einuadi, Torino 1963.
- Carmelo Bene, Il teatro senza spettacolo, Marsilio Editori, Venezia, 1990.
- Oscar G. Brockett Storia del teatro, Biblioteca Marsilio.
- J erzy Grotowski Per un teatro povero, Mario Bulzoni Editore, Roma 1970.
- Konstantin S. Stanislavskij Il lavoro dell'attore a cura di Gerardo Guerrieri, Laterza,1975.
- Konstantin S. Stanislavskij Il lavoro dellattore su se stesso, Biblioteca Universale Laterza.
- Konstantin S. Stanislavskij Il lavoro dellattore sul personaggio, Biblioteca Universale
Laterza.
- Mejerchold Vsevolod Emilevic, Lattore biomeccanico, Ubulibri, Milano 1993.









PRINCIPALI SITI INTERNET CONSULTATI

http:// www.miti3000.org
http:// www.teatrodinessuno.it
http://www.fondazionecarmelobene.it/new-home.htm
http://www.immemorialecarmelobene.it
http://www.orfeonellarete.it
http://it.wikipedia.org/wiki
http://www.teatron.or