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Le insidie del naturale Guida all’impiego sicuro e corretto delle piante medicinali Fabio Firenzuoli Le insidie del naturale Guida all’impiego sicuro e corretto delle piante medicinali tecniche nuove Presentazione L'utilizzazione a fini terapeutici delle piante medicinali e dei loro derivati costiti- sce un dato di fatto ormai consolidato, che risponde ad una diffusa richiesta di ‘rimedi naturali’ da parte dell’opinione pubblica, ¢ nel contempo trova fonda- mento nelle proprietd biologiche di molte piante sfruttate da tempo nella medici- na popolare e confermate dalle pitt recenti acquisizioni scientifiche. Mentre lo toterapia correttamente intesa va visto positivamente, in quanto gli effetti una branca della Medicina in grado di fornire preparati fitoterapici utili in diverse patologie, non altrettanto pud dirsi per la moda del ‘naturale a tutti i costi’ che tende a enfatizzare sempre e comunque i vantaggi (veri o presunti) dei prodotti naturali, e a trascurare per contro i rischi di effetti secondari e/o tossici; tale tendenza spesso si traduce in un impiego indiscriminato e incontrollato, attuato senza I'intervento degli Operatori Sanitari preposti e con forme di automedicazione basate su fonti di informazione a dir poco discutibili. A tale riguardo risulta quindi particolarmente importante ¢ apprezzabile la rea- lizzazione di questa opera da parte dell‘amico dott. Fabio Firenzuoli, i! quale, sulla base di una pluriennale esperienza professionale innanzitutto come Medico fitoterapeuta, e anche come Docente e promotore di iniziative culturali nel settore specifico (fra l'altro, come @ noto ha fondato e presiede I’ Associazione Nazionale Medici Fitoterapeuti), ha affrontato e risolto il non facile compito di fare chiarez- za circa l'utilizzo delle piante medicinali. Il testo prende in esame in modo com- pleto e approfondito le varie problematiche che condizionano un ‘impiego sicuro © corretto’ dei preparati vegetali, quali la terminologia, le normative, fondamenti di fitoterapia, elementi di botanica farmaceutica, i principi attivi, aspetti tecnolo- gici ecc. Ovviamente grande rilievo e spazio vengono dedicati alla trattazione delle reazioni avverse che possono derivare dalle piante e alla descrizione dei possibili errori ‘tecnici’, Da sottolineare Ia ricca Bibliografia che completa il tratta- to, a ulteriore dimostrazione della validita culturale e scientifica dell’opera In conclusione questo testo pud essere sicuramente di grande ausilio professiona- le per gli operatori del settore (Medici, Farmacisti, Erboristi), e rappresenta inol- tre un utile riferimento culturale per tutti coloro che desiderano acquisire corrette canoscenze sulle proprieti e sull’impiego delle piante medicinali Prof. Michele Metegari Facolta di Farmacia Universita degli Studi di Modena Vil Prefazione Venti anni di interesse personale verso le piante medicinali non possono che con fermare una profonda fiducia nelle potenzialita terapeutiche presenti nel regno vegetale. Ogni pianta in realta riserva qualcosa di particolare rispetto ad un altra, pur simi- le, Ed @ proprio lampia presenza e la variabilita dei costituenti chimici che stimo- lano al tempo stesso la curiosita e la ricerca Dall'analisi dei fatti, dai riscontri storici, dai dati anche clinici oltre che di lettera- tura, emerge tuttavia il dato che 'eguaglianza naturale = buona non ® sempre vera Questo libro nasce per offrire al consumatore uno strumento idoneo a muoversi nel mondo della medicina naturale con gli occhi aperti, in modo tale da evitare i pericoli presenti, e cogliere al tempo stesso il meglio di quello che viene offerto. Consente inoltre un salto di qualita scientifica e professionale per gli operatori sanitari che, sempre pitt numerosi, si interessano in particolare di fitoterapia ed erboristeria, A parte la sezione relativa alle piante velenose, peraltro corredata di una ricca iconografia (vedi tavole fotografiche) o quelle particolarmente attive che sono utilizzate esclusivamente come farmaci, stata predisposta una parte relativa a tutti gli effetti collaterali delle piante che normalmente vengono utilizzate in terapia, da sempre ritenute innocue. Viene dato spazio agli errori abitualmente commessi durante la preparazione di tisane, ai rischi nelle associazioni, alle pos- sibili interferenze con altre piante o farmaci. Errori di somministrazione, con- troindicazioni, rischi per la donna in gravidanza. A complelare il testo una parte ‘posiliva’: i requisiti di una pianta e dei suoi deri- vati quando utilizzati a scope curativo, e tutti i consigli pratici per un uso razio- nale e corretto dei rimedi vegetali utilizzati a scopo medicinale. Questo libro nasce quindi per i consumatori ma anche per gli operatori del setto- re, medici, farmacisti, erboristi ¢ quanti altri si interessano di medicina naturale, al fine di ridurre il rischio di commettere errori durante un atto terapeutico. Anche questo sforzo vuol essere un pur minimo contributo alla crescita, equili- brata ma costante, della cultura del naturale nel nostro Paese_ Un ringraziamento particolare alla casa editrice Tecniche Nuove che ha creduto in questo libro, certa di offrire al lettore uno strumento funzionale ed al tempo stesso un segno di maturita sociale e professionale Fabio Firenzuoli IX Indice Presentazions Prefazione.. Indice. Parte Prima - Generalita 1- Introduzione... 2.- Curarsi con le piante, 3 - Quale terminologia?. 4- Legislazione. Le piante non vendibili in erboristeria 5- Le piante medicinali nel Prontuario Farmaceutico..........sseeecs 6 - Peculiarita del fitoterapico.... 7 - Fitocomplesso o principio attivo?.. 8- Quando @ indicata una cura con piante?... Fitoterapia specifica Fitoterapia complementare Fitoterapia di terreno 9 - Come agiscono le erbe? .. Eterosidi Alcaloidi Oli essenziali Tannini Mucillagini e gomme Resine e balsami Vitamine, sali minerali enzimi e fibre Distribuzione delle sostanze nella pianta XI 10 - Variabilita del prodotto....... Genetica Parte della pianta 14- Decalogo per il consumatore.. 15- A chi rivolgersi 21 - Reazioni allergiche, 22 - Ipersensibilita e idiosincrasia................. 23 - Interferenze farmacologiche...... 24 - La cancerogenicit 25 - Controindicaziomisssssssessssesssssmsssssssmnsnassnasssssssnssssssssssssesssssnassssel 7 26 - L'uso delle erbe in gravidanza ed allattament0.......00 27 - Farmacovigilanza... xi 28 - Conviene associare le piante? 29 - Le incompatibilita 30- Errori nella preparazione delle tisane.. 31- La scelta del fitoterapico... 32- Errori di posologia 33 - La titolazione dei preparati = Le vie di coe 35-L’errore clinica, 159 RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICD suisse aise l6S INDICE ANALITICO...sssseessssssssssecoanssssiiisssnussecnaassemaecssnassssecs BD XIE Parte prima Generalita 1 Introduzione Negli ultimi venti anni si é verificato un crescendo di interesse e di atten- zione anche da parte di molti settori della cosiddetta scienza ufficiale verso tutto quello che poteva definirsi naturale, anche nel settore della salute, del benessere in senso lato, della cosmesi, dello sport, oltre che della alimentazione. Un fenomeno decisamente positivo, Tant’é che di pari passo anche gli scienziati hanno dirottato parte delle loro attenzioni allo studio delle proprieta farmacologiche delle piante rite- nute medicinali. Di fronte tuttavia al coro unanime di consensi e di riscontri sempre ¢ comunque positivi, saprattutto da parte di una fetta di opinione pubblica, una domanda sorge spontanea, crediamo a chiunque: @ possibile che le erbe vendute in erboristeria, o gli estratti di piante disponibili anche nelle farmacie, facciano sempre e comunque soltanto bene alla salute? Mai che su una rivista rosa o comunque divulgativa si legga di effetti negativi, dannosi o pericolosi insiti nell’uso, ad esempio, improprio di un prodotto naturale. O magari pitt semplicemente della sua inefficacia Ascoltando programmi radiotelevisivi o leggendo qualsiasi quotidiano o periodico, oggi incontriamo costantemente rubriche di medicina dolce 0 naturale, dalle quali impariamo che e’é un rimedio a tutto, 0 quasi, comun- que sempre senza controindicazioni e senza pericoli, perché si tratta di prodotti naturali! Di fronte a cosi tanta sicurezza, legittimi sono pertanto i sospetti, che poi diventano realta. 1 proverbi non nascono dal nulla, ed uno di essi recita: «Ogni rosa ha la sua spina!» Quando comunemente si sente parlare di reazioni avverse da erbe o pian- te, automaticamente il pensiero va alle malattie allergiche tipiche (asma bronchiale, rinite, poliposi nasale, congiuntivite...) ed in particolare alle allergie stagionali, al polline delle graminacee o a quelle perenni da Parietaria. Altri comuni effetti collaterali conosciuti da chiunque sono ad 3 esempio le itritazioni cutanee da Ortica. I pid esperti conoscono poi gli effetti tossici di alcune piante (Cicuta, Amanita phalloides...), ma non sono tanto questi gli aspetti che il testo vuol mettere in evidenza, quanto piuttosto una serie di reazioni indesiderate conseguenti all'impiego di piante da sempre ritenute medicinali, fino ad esaminare quelle che sono vere e proprie insidie presenti in natura. La stessa semplice e buona Camomilla che la medicina popolare canside- ta blanda sedativo, e che in realta rappresenta un ottimo rimedio curativo per la gastrite, pud essere responsabile di reazioni allergiche o di intolle- ranze. Molte piante ornamentali contengono sostanze pericolose. Una per tutte la Stella di Natale: le foglie se ingerite possono determinare vomito, diar- rea e turbe piti gravi fino alla morte del soggetto; il latice presente che fuoriesce dai rami tagliati @ irritante per la pelle e le mucose. Esistono poi piante che contengono contemporaneamente sostanze buone e sostanze pericolose. Un esempio ci viene dal Ricino: l’olio estratto dai semi da sempre utilizzato a scopo lassativo. Tuttavia nei semi della pianta @ presente anche una proteina (la ricina) particolarmente tossica. I semi provocano nausea, vomito, diarrea, insufficienza renale, shock. Si pud avere morte del soggetto anche solo con lingestione di pochi semi Altre volte ancora si commettono grossolani equivoci. Un esempio ci & fornito dal Vischio, pianta ornamentale tradizionalmente indicata nella medicina popolare come rimedio contro I'ipertensione arteriosa. Si consi- glia l'infuso oppure estratti ottenuti con i rametti ed i germogli, quali la tintura madre o il gemmoderivato. Ma quali problemi pone il Vischio? 1) le bacche se ingerite provocano vomito diarrea fino allo shock; 2) le parti erbacee utilizzate in terapia contengono in realta glicoproteine (ecitine) e tossine (viscotossine) dotate di proprieta antitumorali ed immunostimolanti ma appunto tossiche; 3) le sostanze attive come ipotensive in realta non sono assorbite se som- miinistrate per via orale! Lluso a scopo terapeutico del Vischio dovrebbe pertanto essere consentito soltanto su prescrizione medica ¢ nelle forme piil idonee: esistono del resto preparazioni utilizzate nella terapia di alcune forme tumorali. Un altro esempio della poliedricita delle piante medicinali ci & fornito dal Tasso (Taxus brevifolia). La pianta utilizzata come tale (bacche, infuso o estratti) @ tossica perché contiene alcaloidi e sostanze convulsivanti. B tut- tavia diventata importante in medicina perché da essa si estrae il tassolo, un farmaco antitumorale che viene attualmente impiegato con successo nella terapia del carcinoma dell'ovaio e della mammella. Dalla corteccia di China @ possibile ottenere farmaci e rimedi completa- mente diversi I'uno dall’altro come ad esempio: 4 chinina farmaco antimalarico chinidina farmaco antiaritmico tannino- rimedio antidiarroico estratto fluida amaro eupeptico ed antipiretico Ma gli estratti di China possono essere responsabili anche di reazioni allergiche, di riacutizzazioni di ulcere gastriche o duodenali e sono con- troindicati in gravidanza! Molte infine le novita, buone ¢ meno buone che nel campo della medicina naturale sono state recentemente confermate anche dalla scienza: a) tra quelle positive ricordiamo la disponibilita di estratti di piante ad attivité immunostimolante indicati nella patologia infettiva o tumorale (Echinacea, Uncaria tomentosa, Astragalo ecc.), o di piante ad attivita antidepressiva quale ad esempio I'Iperico, o ancora ad attivita antibiotica quale l’olio essenziale di Timo o di Melaleuca alternifolia. b) tra quelle negative, la presenza di sostanze pericolose in piante inso- spettabili: ad esempio gli alcaloidi pirrolizidinici presenti nella Farfara, una pianta utilizzata da sempre come rimedio contro la tosse o in un‘altra pianta ‘tranquilla’ come la stessa Borragine! Enata allora l’esigenza di un libro esemplificativo che permetta una qual- che forma di educazione alla medicina naturale, ed in particolare alla conoscenza e all’uso corretto e proprio delle erbe curative, che pid propria- mente dovrebbero essere da tutti chiamate piante medicinali. 2 Curarsi con le piante Nel nostro Paese c’é una ricca tradizione di cultura erboristica e di medici- na popolare. Ognuno di noi conosce certamente erbe, fiori o semi con azioni benefiche sul nostro arganismo: |'infuso di foglie di Malva come emolliente, il decotto di Gramigna indicato nelle cistiti, l'infuso di foglie di Alloro come digestivo, gli estratti di Ginseng contro la stanchezza, e cosi via. Va tuttavia detto che le proprieta di certe erbe possono essere anche frutto della sola fantasia popolare, diventata tradizione e tramandata di genera- zione in generazione, basti pensare alla cosiddetta erba della paura, che in Toscana viene ancora _utilizzata per fare dei bagni in quanto allontanereb- be dalla mente dell'individuo qualsiasi pensiero di paura. In molti centri universitari ed ospedalier' italiani si fa ricerca in questo set- tore, studiando la composizione chimica delle piante, ricercando i migliori metodi estrattivi, cercando di capire il meccanismo d’azione sull'organi- smo biologico, gli effetti farmacologici e i possibili impieghi terapeutici corretti, E di questa realta possiamo essere veramente contenti, Con tutta tranquillita ¢ altrettanta certezza possiamo oggi affermare che la fitoterapia, intesa appunto come cura delle malattie con le piante medici- nali ¢ loro derivati, pud rappresentare realmente un aspetto anche impor- tante della terapia medica, e non tanto una medicina alternativa, termine invece carico di significati negativi (al di fuori della scienza, empirica ed inutile). Per comprendere I'importanza di certe piante basta pensare che esistono alcuni preparati ad attivita antibiotica (come ad esempio I'olio essenziale di Thymus vulgaris, previsto anche dalla attuale Farmacopea Ufficiale del Ministero della Sanita), oppure estratti ad attivita immunostimolante, come quelli ottenuti ad esempio dalla Echinacea angustifolia o dal Panax Ginseng. Senza poi considerare le pitt comuni piante ad attivita ansiolitica, balsamica, mucolitica, disinfettante urinaria, antireumatica, antidepressi- va ecc. Non é quindi giusto neppure confinare il ruolo delle piante medi- cinali alla cura dei disturbi minori, che non hanno cioé valenza di malat- 7 tia, 0 peggio ancora riservare loro il ruclo di placebo, cio® prodotto che agi- sce solo per suggestione. Tutti i medici del resto conoscono I'importanza di molte molecole di ori- gine vegetale usate quotidianamente anche per gravi malattie, ad eseni- pio i glucosidi estratti dalla Digitale per la cura dello scompenso cardiaco, gli alcaloidi estratti dalla Pervinca per la cura di certi_ tumori ecc. Esistono inoltre anche alcune specialita farmaceutiche costituite da estrat- tidi piante medicinali, quali ad esempio la Ginkgo biloba, I'Ippocastano, la Centella asiatica, il Pygeum africanum ecc. Senza parlare poi di molte molecole sintetizzate a partire da elementi naturali: ad esempio certi corti- sonici usati oggi in terapia sono preparati da molecole estratte dalla Soja e dal’ Agave. Limpiego a scopo curativo di piante medicinali ¢ loro derivati si chiama fitoterapia, termine che origina dal greco phytos e therapeia e significa appunto ‘cura delle malattie con le piante’. Le piante utilizzate in terapia contengono sostanze chimiche farmacologi- camente attive, strutturalmente molto complesse, talvolta con un metabo- lismo ancora sconosciuto. In ogni pianta comunque esiste sempre un insieme di molecole, mai una sostanza singola. Per questo motivo, se & vero che sono possibili anche effetti collaterali, o indesiderati, @ anche vero che nello stesso estratto di una pianta, vi sono spesso anche molecole che proteggono da eventuali effetti collaterali, per esempio riducendo o modulando |'assorbimento di molecole che, se usate pure, potrebbero invece risultare tossiche. Indispensabile quindi un’opera di informazione anche verso il cittadino comune, che spesso si rivolge alle erbe per l'automedicazione, magari senza alcuna conoscenza o solo per sentito dire 0 perché cosi fan tutti! In realta aleuni pur illustri scienziati ritengono giusto continuare ad offri- re delle piante medicinali un'immagine distorta, affermando che si tratta o di farmaci ad effetto placebo, oppure al contrario di pericolosi miscugli in mano a scellerati stregoni in camice bianco! Se d’altra parte @ vero che anche le piante possono avere effetto placebo (cosi come del resto qualsiasi forma di terapia), e se pure & vero che pos- sono dare anche effetti tossici o comunque indesiderati, certamente la verita sta nel mezzo, nel senso che basta conoscere questi rischi ed agire di conseguenza. Non si pud in realta affermare che tutto cid che appartiene al mondo delle piante medicinali sia da bandire quando in realta ben oltre 1000 specialita farmaceutiche sono costituite da droghe vegetali, loro estratti o principi attivi da esse ottenuti. 3 Quale terminologia? Non @ semplice spiegare cosa in realta significhi curarsi con le piante se prima non facciamo un po’ di chiarezza Esiste infatti molta confusione gia dal punto di vista terminologico, e non solo nell opinione pubblica, ma anche tra gli stessi operatori, perché non ben formati, con conseguenti icolta ad orientarsi anche nella stessa scelta della terapia pitt adeguata al singolo paziente. Pertanto un minimo di chiarezza nei termit a) Fitoterapia E la scienza che studia l'impiego a scopo curative di piante medicinali, sotto forma di droghe per tisane o di estratti, in base alle azioni farmaco- logiche dei vari costituenti chimici presenti nelle piante stesse. Esistono ad esempio sostanze di origine vegetale ad attivita antiinfiammatoria, disinfettante, immunostimolante ecc., utilizzate comunque secondo i canoni della medicina scientifica tradizionale. b) Piante officinali E il termine impiegato per definire tutte le piante utilizzate nei pitt svaria- ti settori industrial, dalle quali é possibile ottenere: -farmaci -alimenti -profumi ~cosmetici -coloranti -detergenti -insetticidi ¢) Piante medicinali Sono le piante officinali utilizzate a scopo medicamentoso, come tali o come derivati, cio® per la sintesi di farmaci o direttamente come medica- menti. Per l’Organizzazione Mondiale della Sanita (OMS) é infatti da considerar- si pianta medicinale «qualsiasi vegetale che contiene in uno o pil dei suoi organi sostanze che possono essere utilizzate a fini terapeutici o che sono i precursori di emisintesi chemio-farmaceutiche.» d) Droga vegetale Anche se il termine droga & oggi universalmente riferito alle sostanze stu- pefacenti e allucinogene, di sintesi o naturali, assunte a scopo voluttuario, oppure alle spezie utilizzate in cucina come aromatizzanti, in realti per droga vegetale © droga in fitoterapia ed in medicina in genere si intende la parte della pianta utilizzata come medicamento o per lestrazione di prin- cipi attivi a scopo medicamentoso. Esempi: - le foglie della Malva -le radici dell’ Altea ~ la corteccia dell’'Uncaria e) Erboristeria E lesercizio commerciale dove si vendono erbe o piante, cosmetici ed ali- menti biologici. f) Erboristeria medicinale Termine equivoco ed improprio che dovrebbe essere abbandonato, in quanto per definizione il prodotto erboristico non pud vantare proprieta medicamentose, Per la legislazione italiana infatti ogni prodotto, anche le piante medicina- li, presentato in dose e forma di medicamento, deve essere venduto dal farmacista in farmacia. g) Medicina dei semplici Termine che vuol sottintendere la non elaborazione chimico-farmaceutica del medicamento naturale, presente seniplicemente nella pianta come tale. 10 Si rivela tuttavia un termine improprio perché in realta le piante medici nali ed i loro derivati sono chimicamente sostanze molto complesse, costi- tuite dalla contemporanea presenza di molecole di vario tipo (saponine triterpeniche, oli essenziali, polifenali, vitamine ecc.). Ed é proprio la loro complessita che crea anche notevoli problemi di stu- dio ¢ ricerca in campo farmacologico. Inoltre sempre pid importanti sono i moderni processi di tecnica estrattiva e di tecnica farmaceutica, indispensabili onde meglio sfruttare le poten- zialita medicamentose delle piante stesse. h) Medicina dolce Termine molto comune con il quale si intendono raggruppare tutte le medicine alternative o meglio le cosiddette medicine non convenzionali a medicine complementari, volendo sottintendere la non aggressiviti e la non pericolositA di queste forme di terapia, ed in alternativa alla medicina uffi- ciale che appare pertanto come medicina aggressiva e non rispettosa dell‘individuo. In realta -molti estratti di piante sono particolarmente amari in opposizione al dolce presente nel termine stesso; -esistono molti casi di effetti dannosi provocati anche da medicamenti naturali. E questo libro ne fornisce molti esempi. i) Naturopatia ‘Termine generico che rischia di alimentare confusione. Vorrebbe significa- re qualsiasi forma di terapia naturale praticata anche da personale non medico, sotto forma di consigli alimentari, di regole di vita salutare, di prodotti naturali consigliati come medicamenti. 1) Omeopatia E una medicina non convenzionale che spesso viene confusa con la fitote- rapia. In realtA nen é solo una terapia bensi proprio una medicina diversa, per i seguenti moti 1. Utilizza sostanze che provengono dal regno vegetale, animale e minerale; 2. Queste sostanze sono diluite e dinamizzate in modo tale che I'azione u avverrebbe non piit per azione dei costituenti chimici presenti nella mate- ria prima, bensi probabilmente in virtd di fenomeni fisici o energetici; 3. I farmaci omeopatici cosi ottenuti vengono utilizzati per curare disturbi e malattie con criteri del tutto opposti a quelli utilizzati dalla medicina ufficiale: ad esempio il ‘caffe omeopatico’ potrebbe servire a curare i mala- tidi insonnia! Per cui, pur tra le medicine naturali, I'omeopatia é cosa ben diversa dalla fitoterapia. 4 Legislazione Esistono attualmente all'esame della Camera dei Deputati tre disegni di legge per la regolamentazione del settore erboristico, la cui legislazione & ancorata alla legge n. 99 del 6 gennaio 1931! Sostanzialmente si dovranno definire prodotti erboristici: * quelli a base di piante e derivati utili per il corretto esercizio delle fun- zioni fisiologiche dell’ organismo; * senza valenza farmacologica e quindi terapeutica; * non potranno essere consigliati in dase ¢ forma di medicamento, cioe con indicazione relativa alla migliore forma farmaceutica (gocce, com- presse ecc,), alla preparazione estrattiva (tintura, estratto secco, olio essen- ziale ecc.) ed alla relativa posologia. La posologia inevitabilmente dovra tener conto della forma estrattiva, della via di somministrazione, dell'eta del paziente, della superficie cor- porea, della malattia in questione, della presenza di altre malattie pregres- se 0 in atto, o della assunzione di altri farmaci o piante o di altre terapie. Corretto e pertinente sarebbe l’inserimento nella Commissione prevista e nominata dal Ministero della Sanita, di un medico esperto di fitoterapia che affianchi le gia previste figure dell’erborista, del farmacista, del farma- cognosta, del produttore ¢ dell‘importatore di piante, i quali poco 0 niente possono avere da consigliare in tema di effetti farmacologici e tossicologi- ci di piante medicinali! Aldi la dei prodotti alimentari, regolamentati da un‘apposita legislazione, esiste attualmente la possibilita di notificare al Ministero della Sanita una serie di integratori di vitamine, sali minerali, antiossidanti, anche in asso- ciazione ad estratti di piante officinali. 13 Diventa invece indispensabile ed urgente una legislazione che preveda e definisca it farmaco fitoterapico, cive la pianta medicinale ed i derivati con valenza farmacologica ¢ quindi utilizzabili come medicamenti, che possano essere adeguatamente registrati come farmaci (magari con proce- dure semplificate come gia avviene in altri Paesi), ¢ sottoposti a tutti i con- trolli previsti, a garanzia e tutela della salute publica. Esistono del resto gia numerose direttive della Ue in merito. Piante non vendibili in erboristeria (Tabella C) + Atti parlamentari * Camera dei Deputati XIII Legislatura Abrus precatorius Actea spicata Piselli padrenostro: Actea Aconitum anthora Adonis aestivalis Aconito salutifero Fiore d’Adone Aconitum chasmanthum Adonis annuus Aconito indiano Adonide autunnale Aconitum jerox Adonis vernalis Aconito varieta Adonide Aconitum heterophylhunt Aesculus Irippocastanum Atis Ippocastano Aconitum napellus Aetusa cynapium Aconito napello Cicuta Aconitum variegatum Aistonia constricta Aconito variegato Aistonia Acorus calamus Aistonia scholaris Calamo aromatico Dita 14 Amini majus Ami comune Amni visnaga Amni visnaga Anamirta paniculata Coccole levante Anchusa italica Buglossa Anchusa officinalis Lingua di bue Anemone nemorosa Anemone Apocyzum androaennifolivm Canap canadese Apocynum cannabirsan Canapa americana Apocynium venetum Apocino Aquilegia vulgaris Aquilegia Areca catechu Areca Aristolochia clematitis Aristolochia Aristolochia cymbifera Aristolochia brasiliana Aristolochia debilis Aristolochia cinese Aristalochia indica Aristolochia indiana Aristolochia longa Aristolochia varieta Aristolochia pistolochia Aristolochia varieta Aristolochia reticulata Aristolochia varieta Aristolochia rotunda Erba astrologa Aristolochia serpentaria Serpentaria virginiana Arnica montana Arnica Artemisia absinthium Assenzio romano Artemisia cina Seme santo Artemisia contra Semen contra Arum italicum Aro Arum maculatum Aro comune Asarum camadense Renella Asarum europaeum Asaro Asclepias syriaca Erba latte Asclepias tuberosa Pleurisi Aspidosperma quebracho Quebracho tropa belladonna Belladonna Abropa acuminata Belladonna indiana Brayern anthetmintica Cusso Brionia alba Brionia Bryonia cretica Brionia divica Buxus sempervirens Bossa Caltha palustris Calta Calycanthus floridus Calicantus Calystegia sapiunm Vilucchione Calystegia soldanella Soldanella Cannabis indica Canapa indiana 16 Cantharis vesicatoria Cantaride spagnola Capsella bursa pastoris Borsa del pastore Catha edulis Te degli abissini (Catha) Catharanthus roseus Vinca rosea Cephaelis acuminata Ipecacuana Costa Rica Cephaelis emetica Ipecacuana striata Cephaelis ipecacuanha Ipecacuana Mar Rosso: Chelidonium majus Celidonia Chenopodium ambrosioides Té dei Gesuiti Chondredendron tomentosust Curaro Cicuta virosa Cicuta acquatica Citrulhis colocynthis Coloquintide Claviceps purpurea Segale cornuta Clematis vitalba Vitalba Colchicunt autumnale Colchico Colchicum: luteum Colchico indiano Colchicum neapolitarum Colchico napoletano Colchicus variegatum Colchico variegato Colutea arborescens Colutea Conium maclatium Cicuta maggiore Consolida regalis Speronella Conwullaria mayjialis Mughetta Convoloulus scammonia Scammonio Corenilla scorpioides Coda di scorpione Corenilla varia Coronilla Corydalis bulbosa Coridale Corydalis intermedia Fumaria bulbosa Corynanthe yohimbe Yohimbe Coumarouna odorata Fava tonca Coumarouna appositifolia Fava tonca para Croton tiglium Cratontiglio Cyclamen europaeum Ciclamino Cynoglossum officinale Cinoglosso Cytisus laburnum Avorniello Cytisus purgans Ginestra Cytisus scoparius Ginestra dei carbonai Daphne gnidium Erba corsa Dapline laureola Laureola Dapline mezereuin Olivella Datura innoxia Datura indiana Datura metel Metella Datura sanguinea Datura sanguinea Datura stramonitm Stramonio Delphinium ajacis Delfinio Delphinium staphisagria Stafisagria Derris elliptica Derris Derris malaccensis Derris varieta Dieffenbachia picta Dieffenbachia Digitalis ferruginosa Digitale orientale Digitalis grandiflora Digitale ambigua Digitalis lanata Digitale lanata Digitalis lutea Erba aralda Digitalis purpurea Digitale purpurea Dryopteris filix-mas Felce maschio Duboisia leichardtit Duboisia leichardtii Dubvisia myoporoides Duboisia myoporoides 18 Echallium elanterivm Cocomero asinino Echium vulgare Echio Embelia ribes Viranga Embelia robusta Embelia Ephedra distachya Efedra Ephedra equisetina Efedra orientale Ephedra intermedia 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Lonicera caprifolium Caprifoglio Luffa aegyptiaca Loffa Lycium herbarum Spinacristi Mallotus phitippinensis Camela Mandragora officinarum Mandragora Marsdensis condurango Condurango Mylabris cichorii Cantaride cinese Mylabris: phalerata Cantaride varieta Narcissus pseudo-narcissus Nerium oleander Oleandro Nicotiana rustica Tabacco rustico Nicotiana iabacum - Tabacco Papaver bracteatum Papavero bratteato Papaver somniferum - Papavero Pastinaca sativa -Pastinaca Peganum harmala - Armel Periploca graeca - Periploca Petasites hybridus - Petasites Physostigma venesosum Fava del Calabar Pilocarpus jaborandi Jaborandi varieta Pitocarpus microphyllus Jaborandi Pitocarpus permatifolius Jaborandi varieta Pilocarpus racemosus Jaborandi Gaudalupe Piscidia erythrina Piscidia Podophylltm emodi Podofillo emadi Podophyllium peltatiem Podofillo peltato Polygala senega Poligala virginiana Polygala tenuifotia Poligala asiatica Polygonatum officinale Sigillo di Salomone Prunus africana Pygeum africanum Prunus dulcis v. amara Mandorlo amaro Prunus laurocerasus - Lauroceraso Pulsatilla pratensis Anemone dei pratt 21 Pulsatilla vulgaris Pulsatilla Punica granatunr Melograno Ranunculus acris Ranuncolo di palude Ranunculus bulbosus Ranuncolo varieta Ranunculus ficaria Ficaria Ranunculus flammula Ranuncolo varieta Ranunculus sceleratus Ranuncolo scellerato Rauwolfie serpentina Rauwolfia serpentina Rawwolfia tetraphylla Rauwolfia canescens Rareweolfia vomitoria Rauwolfia vomitoria Rhus cotirius Tossicodendro Ricinus communis Ricino Sanguinaria canadensis Sanguinaria Saritolina chamaecyparissus Santolina 22 Schoenocaulon officinale Sabadiglia Scopolia carniolica Scopolia Scopolia japonica Belladonna giapponese Scropltularia nodosa Castagnola Scropltularia umbrosia Scrofularia acquatica Senecio aureus Senecio americano Senecio cineraria Cineraria Senecio jacobaea Jacobea Senecio vulgaris Senecione Solanum dulcamara Dulcamara Solanum nigrum Morella Spartium junceum Ginestra Stevia rebaudiana Stevia Strophanthus gratus Strofanto grato Strophanthus hispidus Strofanto ispido Strophanthus kombe Strofanto komba Strychnos colubrina Colubrina Strychnos ignatii Fava di Sant’Ignazio Strychnos malaccensis Hoang nan Strychnos nux-vomica Noce vomica Strychnos toxifera Curaro Symphytuin officinate Consolida maggiore Tabernanthe iboga Tabernante Taxus baccata - Tasso Thevetia nereifolia -Tevezia Tussilago farfara Farfara Hulmus fuloa Olmo americano Ulnius rubra Olmo rasso. Uncaria gambir Gambir Uncaria rhyncophilla Gambir varieta Urginea indica Scilla indiana Urginea scilla ‘Scilla marittima Veratrum album Veratro bianco Veratrum viride Veratro verde Vernonia nigritiana Batiator Viburnum lantana Lantana Viburnum opidus Sambuco acquatico Vinew major Pervinca Vinca minor Erba vinca Viscum album Vischio Voacaniga africana Voscanga Voacanga thowarsii Voscanga varieta Withammia sommifera Falso alchechengi 5 Le piante medicinali nel Prontuario Farmaceutico Un esame attento dell’attuale Prontuario Farmaceutico in vigore nel nostro Paese, ci permette di notare come in realta la fitoterapia, ed in particolare le piante medicinali e loro derivati, siano praticamente assenti. E vero che numerose sono le specialita registrate contenenti principi attivi di origine vegetale, ma @ anche vero che le specialita presenti nel Prontuario, della cui composizione facciano parte estratti di droghe vegetali sono pressoché assenti. Si contano sulle dita di una mano. Se é vero che il provvedimento del Ministero della Sanita preso di concer- to con la CUF per la riclassificazione dei farmaci, li ha discriminati in base alla loro reale efficacia terapeutica ed al favorevole rapporto costo /benefi- ci, @ altrettanto vero tuttavia che ad elevare alla dignita di farmaco nume- tose preparazioni di uso comune in fitoterapia & stato proprio lo stesso Ministero della Sanita, segnando un punto di non ritorno con la pubblica- zione del volume Droghe vegetali e preparazioni della Farmacopea Ufficiale, legge dello Stato. Sono ovviamente escluse anche le varie specialita frutto di emisintesi pitt @ meno complesse, altrimenti in realta potremmo dimostrare che quasi tutti i farmaci a nostra disposizione sono specialita di origine vegetale. Nella Classe A sono previsti i farmaci essenziali e per le malattie croniche, a totale carico del Servizio Sanitario Nazionale, con la corresponsione da parte dell’assistito di una quota fissa per ricetta. Nella tabella 1 sono descritte le molecole di origine vegetale presenti nelle varie specialita riportate nella colonna di sinistra. Si tratta sostanzialmente di farmaci ben noti a tutti i medici come importanti rimedi in uso in terapia intensiva, terapia oncologiea e terapia cardiaca. Sono quasi tutti alcaloidi puri. Nella Classe B del Prontuario Farmaceutico sono contenuti farmaci diversi da quelli di cui alla Classe A, ma di rilevante interesse terapeutico, per i quali l'assistito & chiamato a corrispondere un ticket pari al 50% del prez- zo di vendita al pubblico, fatte salve specifiche condizioni di esenzione. Nella Classe C sono infine presenti farmaci non erogati dal SSN, che tutti i cittadini (compresi gli esenti) sono tenuti a pagare per intero 25, E proprio in questa Classe che troviamo la maggior parte delle specialita a base di sostanze di origine vegetale di uso abbastanza comune nella prati~ ca ambulatoriale. Si tratta perlopit di alealoidi, eterosidi cardioattivi, ete- rosidi flavonoidici, oli essenziali e singoli costituenti, ed alcuni estratti li piante (estratti secchi). Nella tabella 4 si trova I'elenco dei costi- tuenti e le relative specialita farmaceutiche disponibili. Tabella 1.5 Classi di sostanze vegetali presenti nelle specialita farmaceutiche * Triterpeni Escina, glicirizzina, triterpeni della Centella asiatica * Flavonoid Diosmina, antocianosidi del Mirtillo, rutina, esperidina * Flavolignani Silimarina * Glucosidi cardiotonici Digitossina, digossina, ouabaina * Glucosidi antrachinonici Estratti di Rabarbaro, Cascara, Senna, Frangola, Boldo, Aloe * Alcaloidi Atropina, Scopolamina, Josciamina, Colchicina, Tubocurarina, Chinina, Chinidina, Reserpina, Rescinnamina, Vinblastina, Vincristina, Vincamina, Podofillotossina, Morfina, Papaverina, Codeina, Noscapina, Ergotamina, Pilocarpina * Oli essenziali Mugolio, timolo, eugenolo, eucalipto, niaouli * Complessi liposterolici Pygeum africanum, Serenoa repens * Farmaci di emisintesi Cortisonici dalla diosgenina (Agave, Soja) * Estratti totali di piante Ippocastano, Ginkgo biloba, Ononide, Fumaria, Lassat Belladonna, Passiflora, Camomilla, Valeriana, Biancospina intrachinonici, Piscidia, 26 Costituente Morfina (Papaver sommniferum) Vincristina (Catharanthus roseus) ‘Vinblastina (Catharanthus roseus) Teofillina (Coffea arabica) ‘Theobroma cacao ‘Tubocurarina (Chondrodendron tomentosum Digossina (Digitalis lanata, purpurea) Digitossina (Digitalis purpurea) Ajmalina (Rauwelfia a) Chinidina (Cinchona officinalis) Fitomenadione (wegetali freschi) Colghicina (Colchicum autumnale) Pilocarpina (Pilocarpus jaborandi) Pilotonina Tabella 2.5 CLASSE A Specialita farmaceutica ANALGESICT ANTINEOPLASTICI Podofillotossina (Podephyllum peltatum) BRONCODILATATORI MIORILASSANTI CARDIOCIRCOLATORI ALTRI Ms contin, Relipain, Obtioser, Cardiostenolo (+ atropina) Vineristina Velbe Condyline Aminomal elisit, Diffumal 24, Respicur, Sabidal, Tefamin elisir, Teobid , Teonova, Teoplus teofillina Theo 24, Theo dur, Theolair sr Teostellarid , (+ proscillaridina) Tubarine Digomal, Lanicor, Lanoxin, Digoxin Digitalina, Eudigox Ritmos Chinidina Solfato, Chinteina Longachin, Naticardina, Ritmocor Konakion Colehicina Lirea Pilocarpina Lux, Pilogel ‘Nella tabella 2 sono descritte le molecole di origine vegetale, riportate nella colonne di sinistra, pre- senti nelle varie speciatita. Nefla Classe B.2 presente soltanto [ Ergotamina, alcaloide naturale della Claviceps purpurea ben utilizzato nella terapia dell emicrania, conesciuto ed wtilizanio da tutti i medici. 7 Tabella 3.5 - Classe B Costituente Specialita farmaceutica Ergotamina (Claviceps purpurea) Ergotan, Gynergen, Cafergot (+ caffeina) a eRIRRETS ES TT Tabella 4.5 Classe C COSTITUENTE SPECIALITA FARMACEUTICA. Cardio-circolatori Glucosidi cardiotonici Proscillaridina Stellarid Strofantina K Kombetin, strofopan Lanatoside C Cedilanid Raubasina pipratecolo Isosarpan Biancospino (*) + procianidina Cardiplant Digitalina vitamina C Digifar Vinburnina (Hunteria eburnea) Eburnal Papaverina (Papaver somniferum) Progeril, Pameion, Papaverina Houde’ Monotrean (+ caffeina) Vincamina (Vinca minor) Ausomina, Bilancen (Vincamina Papaverina), Vasonett, Vincadar, Vinca-Dil, Vineafolina, Vinealen, Vincamidol, Vincamin, Vinca-Ri, Vinea-Treis, Vinsal, Vraap Vasoprotettori Ippocastano (*) Curaven, Essaven, Flebostasin R Ippocastano + amamelide (*) Venoplant ‘Triterpeni della Centella asiatica Centellase Antocianosidi de! Mirtillo Retinol, Antocin 30, Fotoretin, Tegens, Mirtilene 4, 28 Diosmina Ruscogenine Escina Vitamina C, K, P Esperidina + acido ascorbico Bromelina + escina Escina + tiocolchicoside Pino essenza Terpeni + ess. pino Noscapina + propifenazone Bromexina Codeina + efedrina Noscapina Noscapina + guaifenesina Codeina + fitoterapici Eucaliptolo + guaiacolo Bromexina + K’solfoguaiacolato Fitoterapici + k + solfoguaiaeolato + benzoato na Timo serpillo + dropropizina Silimarina Triticum Vulgare Avocado esoia Fosfatidileolina Epa Dha Valeriana (+ Glicerof. Na) Bromelina desossiribonucleasi Bromelina Malva + metenamina Malva + idrocortisone + tetrac. AC Alginico + antiacidi Terpeni + reocrisina Terpeni Pygeum africanum (*) Serenoa repens (*) Rutoside + vitamina C + esperidina Respiratori ledrina + fitoterapici + kSolfoguaiacolato Venosmine, Diosmin, Diosven, Daflon, Doven, Diosmina Ruscoroid Reparil, Essaven get Angiopan Askarutina Flavone 500 Bres Tioscina Rectomugolio Ozopulmin Ribelfan Bisolvon Codeino] Difmetus compositum Tuscalman Guaiacalcium complex Hederix-plan Lipobalsamo Bertabronc, Tauglicolo Tivcosol Tussamag complex Altri Farsil, Legalon, Locasil, Silepar, Trissil, Silliver, Silmar Fitostimoline Piascledine Lipostabil Seacor, Esapent, Eskim Glicero-Valerovit Derinase Plus Ananase Mictasol Blu Mictasone Gaviscon. Rawachol Rowatin Pigenil, Tadenam Permixon, Saba, Serpens, Rilaprost Ree TE. Atropa belladonna (*) Bellafolina Belladonna, fenob., ergotamina Bellergil Atropina solfato Liotropina Nota bene Numerosi sono pai i farmaci ottenuti per emisintesi da molecole di rigine vegetale. Alcuni degli esempi pitt comuri: -Diacereina Diadar, Artrodar, Fisiodar ~Etilmorf + eucaliptolo Codetilina Eucaliptol, Houde’ -diidrocodeina Paracodina -ipriflavone Iprosten, Osteofix -fenilefrina Isofrine -aminofillina Aminomal, ... -tiecolchicoside Muscoril -idrossiclorochina Plaquenil -butilscopalamina Buscopan -Metildigossina Lanitop, Cardiolan -Alfa-gossina Cedigossina -Beta-gossina Cardi -acide acetilsalicili Aspirina -warfarin Coumadin -derivati della cocaina -derivati degli alcaloidi dell’ ergot: Bromocriptina Parlodel, Serocryptin Lisuride Dopergin Metisergide Deserril Diidroergotamina Diidergot, Seglor, Ikaran diidroergocristina Diertina, Progeril, Ergo, Sandoven, Difluid,Ergotina diidroergotossina Hydergina alfadiidroergocriptina My metilergonovina Methergin nicergolina Sermion -Buprenorfina Temgesic -8-metossipsoralene Oxsoralen I farmaci contenenti sostanze di origine vegetale presenti nel Prontuario sono come abbiamo visto moltissimi Questo, se ancora ce ne fosse bisogno, a confermare le importanti poten- zialita farmacologiche presenti in natura! Nella pratica clinica quotidiana tuttavia per fitoterapia intendiamo la cura delle malattie con le piante medicinali e loro derivati, in quanto estratti di vario tipo, spesso complessi, e non piuttosto singole molecole pur di ori- gine vegetale, come in realt troviamo nella grande maggioranza dei far- maci di cui abbiamo ora parlato. Anche solo il buon senso ci fa comprendere come non possiamo parlare certo di fitoterapia quando |’anestesista utilizza il curaro o I’atropina durante un intervento chirurgico. Cosi come il collega di Guardia Medica o di Pronto Soccorso non segue certo nessuna scuola fitoterapica quando utilizza la teofillina in presenza di una crisi di asma, anche se si tratta di molecole di origine vegetale. 31 6 Le peculiarita del fitoterapico In cosa si differenzia e si caratterizza allora una pianta medicinale, un fito- terapico, da un farmaco pur di origine vegetale? Ed ecco che salta fuori il concetto di fitecomplesso. Per fitocomplesso si intende la forma integrale di estratto o derivato di una pianta medicinale, che riproduce quanto pit da vicino la compasizione reale della pianta, senza particolari selezioni di uno o pid principi attivi Viene pertanto a tramontare la distinzione in principi attivi ed inattivi che fino a poco tempo fa dominava ancora la scena della fitoterapia classica. Oggi sappiamo benissimo che anche le mucillagini, i tannini, le vitamine, i sali minerali ecc., rivestono un ruolo importante diretto, ad esempio Vattivita antiinfiammatoria e di massa di certe mucillagini, ¢ indiretto, riducendone anche |’eventuale tossicita 0 modulando la farmacocinetica di altre molecole. Un esempio di quest’ultimo tipo ci é offerto dalla Valeriana che contiene un significativo quantitative di arginina: questo aminoacido presente anche nella tintura alcolica degrada certi costituenti quali i valepotriati ed i valeranali, riducendo sensibilmente l'attivita farmacologica del prepara- to (Nahrsted, 1989). Non possiamo pertanto affermare che l'arginina sia in questo caso una sostanza inerte! La peculiarita di un fitoterapico si riassume nella presenza e disponibiliti di un estratto pit o meno complesso di una pianta, mai di un singolo principio attivo. * 1. Lassociazione tra costituenti diversi nella stessa pianta, ne regola innanzi tutto la biodisponibilité. Un esempio: Belladonna le foglie contengono josciamina insieme ai flavonoidi, la cui presenza & importante per 'assorbimento della josciamina stessa: la velocita di assor- bimento aumenta del 70%. 3 *2. La contemporanea presenza di molteplici costituenti attivi modula Vazione dei singoli principi attivi, spesso riducendone I’eventuale tossicita. Esempi: Ipeca Le mucillagini ed i tannini presenti nell'Ipecacuana riducono gli effetti irritanti dell’emetina Olmaria Linsieme degli eterosidi salicilici presenti riduce gli effetti gastrolesivi dellac. salicilico e derivati. * 3. Pit spesso la composizione del fitocomplesso ne facilita le azioni far- macologiche (effetto sinergico). E gli esempi non mancano: Carciofo L'effetto coleretico ed ipolipemizzante é dovuto all’estratto totale di Carciofo, non tanto alla cinarina o altri singoli costituenti (acido malico, acido succinico ecc.). Amni visnaga Il decotto delle sommita della pianta non inibisce la peristalsi intestinale al contrario della kellina pura, Camomilla Linfuso © meglio la tintura alcolica 70° sono le uniche forme a contenere contemporaneamente la componente flavonoidica e l'olio essenziale, la cui associazione ottiene effetti antigastritici ed antiulcera. * 4, Ilrisultato farmacologico finale é spesso diverso da quello dei singo- li principi attivi isolati. Un esempio: Papavero da Oppio Dalle capsule del Papavero da oppio (Papaver somniferum L.) si estrae per incisione un latice che essiccato costituisce appunto l’oppio, che pud esse- re considerato in realta il fitocomplesso del Papavero, con proprieta seda- tive ed ipnotiche. In realta 'oppio contiene moltissime sostanze fra le quali numerosi alca- loidi, alcuni dei quali, singolarmente considerati, presentano effetti farma- cologici addirittura opposti: 34 Morfina: Analgesico stupefacente deprime il centro respiratorio bulbare e determina uno spasmo della muscolatura liscia dell'appa- rato gastroenterico, delle vie biliari ed urinarie.Utilizzata in terapia. Papaverina: Esercita al contrario della morfina un‘azione spasmoli- tica sulla muscolatura liscia compresa quella dei vasi sanguigni. Si utiliza in terapia. Tebaina: Ha un‘azione stimolante sul centro respiratorio e facilitan- te il riflesso della tosse. Codeina: E essenzialmente un alcaloide con attivita sedativa della tosse (opposta quindi a quella della tebaina), oltre che analgesica (simile alla morfina). Si utilizza in terapia. * 5, In virtii della presenza di numerose molecole, anche di assai diversa struttura chimica, a differenza del farmaco monomolecolare, @ possibile ottenere da un fitoterapico molteplici azioni farmacologiche. Ad esempio: Liquirizia Gli estratti utilizzabili nella cura di alcune malattie dello stomaco, sono allo stesso tempo cicatrizzanti, antiinfiammatori ed antispastici. Pianta medicinale indicata nelle infezioni recidivanti delle prime vie aeree perché i suoi costituenti presentano allo tempo stesso un’attivita antiin- fiammatoria, immunostimolante ed antimicrobica. Queste rappresentano le peculiarita ed i reali vantaggi dei rimedi di origi- ne vegetale rispetto ai farmaci di sintesi, costituiti invece da una sola molecola con meccanismo d’azione unico. Concetti veri ed importanti questi, ma che tuttavia non ci consentono di poter sempre affermare la superiorita del fitoterapico sul farmaco di sinte- si. Ovviamente. 7 Fitocomplesso o Principio attivo? La medicina non & matematica, e pertanto anche nella medicina naturale non possono esistere definizioni precostituite. Un luogo comune da sfatare @ proprio la superiorita della pianta intera (totum) 0 di un suo estratto o fitocomplesso rispetto al principio attivo iso- lato. Contrariamente a quanto da pid parti si sente affermare, questo é un con- cetto non sempre vero e valida. In molti casi sappiamo al contrario che é da preferire proprio I'impiego del principio attivo isolato e purificato rispetto alla pianta o ad un suo derivato fitoterapico, non tanto per questioni di precisione nel dosaggio quanto per maggiore sicurezza ed efficacia. Numerosi sono gli esempi. Eccone alcuni: Tassolo E il principio attivo estratto da Taxus baccata (vedi tavola n.) ed utilizzato come farmaco antineoplastico; la pianta in toto risulterebbe tossica. Silimarina Silimarina é il complesso di flavolignani presenti nel Cardo mariano, pre- feribile all'infuso oppure alla tintura madre della pianta, quando utilizzati come epatoprotettari. Triterpeni della Centella Asiatica Costituiscono la frazione da preferire all’estratto totale, che presenta pure effetti sul Sistema Nervoso Centrale, oltre a quelli ricercati di protettore vascolare ed in particolare del sistema venoso periferico. 37 8 Quando é indicata una cura con erbe? I pareri della gente comune sul potere curative delle piante sono in realta molto discordi. Molto di pit Jo sono quelli dei medici, che invece dovrebbero essere cor- rettamente a conoscenza del fenomeno, essere informati sulle proprieta farmacologiche delle piante, sulla loro composizione, la loro eventuale pericolosita, ed essere quindi in grado di indirizzare verso la soluzione pita giusta il loro paziente. Alcuni attribuiscono al farmaco di sintesi una tossicitaé che supera in realta di molto anche quella reale, e pur in presenza di malattie gravi, rifiutano di principio la terapia del proprio medico preferendo aspettare i risultati, magari non rapidi e non sicuri, di una cura con rimedi naturali. Altri, pur credendo nel farmaco di sintesi, attribuiscono al rimedio natu- rale forse anche possibilita che in realta non possiede. Molti pazienti affetti da patologia tumorale sperano di trovare soluzioni che nessun oncologo ha saputo loro offrire. Certamente esistono piante ad azione immunostimolante utilizzate anche nella patologia neoplastica, ma altrettanto certamente non possiamo creare false illusioni a pazienti affetti da gravi malattie. Cosi come non é possibile curare una broncopolmonite con estratti di erbe, nessun medico in scienza e coscienza_pensera mai di guarire una peritonite con I’uso di oli essenziali, pur dotati di attivita bat- tericida! Sul versante opposto molti sono pronti a scommettere che con le erbe in realta non si riesca a curare un bel niente! Avrebbero solo un effetto placebo! Tesi questa che crolla automaticamente al solo pensiero di piante utilizza- te in terapia come farmaci e presenti nel Prontuario Farmaceutico, ed al tempo stesso talmente importanti che possono essere addirittura tossiche. Altri infine ritengono che con le piante tutt’al piti si possano curare malat- tie di modestissima importanza, i cosiddetti disturbi minori non ancora ben etichettabili con una malattia propriamente detta, come ad esempio la tosse, la cattiva digestione, la stitichezza, lo stress, l'insufficienza epatica, Vinsonnia, I'infiammazione... 39 Esistono pazienti che si sono rivolti in erboristeria perché affetti da calco- losi delle vie biliari, che hanno dovuto bere litri e litri di tisane amare, assumere numerose compresse di un prodatto, che non conteneva neppu- re il foglietto illustrativo, hanno speso anche molti soldi, e poi si sono dovuti comunque rivolgere al chirurgo. Oppure con fiducia hanno provato anche l'ultima spiaggia della medicina alternativa per il loro eczema cronico, hanno applicato una pomata ed un unguento profumato ed interamente naturale, ma hanno avuto il pessimo risultato di una rapido peggioramento. E sono tornati all’ omeopatia prima, all'ayurveda poi, ed al dermatologo tradizionale dopo, sempre tut- tavia accompagnati dalle caratteristiche lesioni eczematose. Dove sta allora la verita? Qual é in realta il ruolo delle erbe medicinali? Questi sono gli interrogativi che spesso il consumatore, al tempo stesso cliente e paziente, si pone e per i quali aspetta una risposta. Anche da questo libro. La fitoterapia ha indubbiamente un proprio ruolo nella cura di molte malattie, non pud e non deve apparire come rimedio miracoloso, e si pud esi deve, quando occorra, ben integrare con altre forme di terapia. Nel caso ad esempio di una lombosciatalgia @ saggio ricorrere ad una terapia con piante per quanto riguarda rimedi ad azione antiinfiarmmato- ria (ad esempio estratti di Salice o di Olmaria o di Arpagofito), ma certa- mente associata ad una terapia sintomatica che pud benissimo essere costituita dall‘agopuntura o da farmaci di sintesi ad attivita antiinfiamma- toria o antiedema (come ad esempio i cortisonici). Se poi la sintomatolo- gia é determinata da un’ernia del disco intervertebrale sara allora indi- spensabile ricorrere alle cure di un ortopedico, con esercizi di fisioterapia o interventi di microchirurgia. Quando il fitoterapico necessario # quello giusto, somministrato nella forma e nella quantita giusta, spesso il rischio di effetti collaterali @ ridotto rispetto al farmaco di sintesi, ed i risultati non si fanno attendere. Ecco allora che possiamo estendere l'uso delle piante medicinali a tutti i pazienti che per vari motivi devono assumere molti farmaci (ad esempio gli anziani), cosi come ai malati cronici (diabetici, ipertesi ecc.) oppure ancora ai pazienti che presentano allergic 0 controindicazioni a certi far- maci (ad esempio antibiotici, antireumatici, analgesici ecc.). Esempi comu- ni sono in pazienti affetti da ulcera duodenale, gli epatopatici ed i nefro- patici. Con Tuso diretto di oli essenziali, ad esempio, ed in particolare quando prescritti dal medico sulla base dell’ Aromatogramma, é inoltre possibile 40 risalvere problemi di resistenza o intolleranza ad antibiotici, e questo in molti tipi di malattie infettive (acute, croniche o recidivanti). In realta, la conoscenza attuale della chimica e della farmacologia degli estratti vegetali permette oggi di affermare che con le molte sostanze estratte dalle piante ed utilizzate in fitoterapia, @ possibile intervenire faverevolmente sul decorso di molte malattie, anche di media graviti. E importante considerare anche il fatto che non esiste limitazione di eta. In costante aumento é ad esempio la richiesta dei genitori che desiderano risolvere i problemi dei loro figli con la fitoterapia: malattie recidivanti delle prime vie acree (tonsilliti, adenoidi, otiti, asma), ma anche dermatiti, cefalea, disturbi digestivi ecc. Altri esempi comuni di patologie per le quali anche nell’adulto & indicata una cura fitoterapica sono: malattie reumatiche, asma bronchiale, malattie metaboliche (iperlipidemie, diabete, obesita), malattie circolatorie (stadi iniziali di arteriopatie, ipertensione arteriosa, disturbi della menopausa), malattie dell’apparato digerente (gastroduodeniti, epatopatie, colon irrita- bile, stitichezza), turbe neurologiche minori (insonnia, depressione, ansia, vertigini), ma anche numerose malattie infettive (acne, sinusiti, otiti, bron- chiti, cistiti) ecc, Un altro concetto comune, ma errato, & che con le piante si possono even- tualmente curare solo i sintomi di una malattia, non risolvere il problema alla radice. In realt se vogliamo, anche per esattezza, attribuire un ruolo ben preciso alla fitoterapia, nell’ambito di un pid generale intervento terapeutico, pos- siamo parlare di a. fitoterapia specifica b. fitoterapia complementare c. fitoterapia di terreno a) Fitoterapia specifica Per fitoterapia specifica intendiamo una serie di rimedi adatti e sufficienti a curare una malattia in atto. Ad esempio, una cura con sostanze vegetali battericide in un paziente con infezione batterica circoscritta, di lieve gra- vita, come una cistite acuta. II quadro clinico pud certamente migliorare, ed il paziente guarire, anche soltanto con i rimedi fitoterapici indicati. La terapia potra essere: sintomatica se il disturbo & proprio banale, come ad esempio un singolo episodio di gastrite; 41 eausale quando agisce direttamente sulla causa che I’ha provecata, come ad esempio un batteria, in corso di malattia infettiva. b) Fitoterapia complementare Le piante possono altre volte costituire un semplice complemento di altre forme terapeutiche idonee per quel paziente, in quel momento. Ad esem- pio un paziente affetto da broncopolmonite deve ovviamente essere cura- to con adeguata terapia antibiotica, e pud trovare nelle piante medicinali oli essenziali specifici ad attivita complementare e balsamica, oppure sol- tanto delle sostanze emollienti ed antiinfiammatorie. c) Fitoterapia di terreno Rimedi di origine vegetale sono spesso utilizzati per modificare le reazio- ni generali dell’ organismo ai vari fattori esogeni di tipo infettivo o allergi- co, oppure costituzionali. Ad esempio nelle infezioni ricorrenti delle alte vie respiratorie, cosi come nella patologia allergica, @ necessario intervenire con sostanze che interfe- riscono con il sistema neuroendocrino dell’organismo e con il sistema immunologico, il cosiddetto terreno, termine molto diffuso, forse abusato, nel mondo delle medicine non convenzionali. Tutto questo possibile anche con estratti di piante, che se ben utilizzati, comportano certamente meno rischi rispetto ai farmaci di sintesi e con risultati molto buoni. Un esempio ci é fornito dall’estratto secco di Uncaria tomentosa titolato in Alcaloidi ossindolici. 42 9 Come agiscono le erbe ? Le piante medicinal agiscono in virti di costituenti chimici, elementari e complessi, variamente distribuiti presenti nelle singole parti della pianta stessa (fiori, radici, foglie, corteccia ecc.). Tabella 1.9 I costituenti delle piante medicinali * Eterosidi (o glucosidi) * salicilici, iridoidi, antrachinonici, cardiotonici, saponine, solforati, flavonici, idrochinonici * Alcal *Oli essenziali ° *Tannini * *Carboidrati + (amidi, mucillagini e gomme) *Resine e Balsami + *Lipidis *Proteine + *Vitamine * *Sali miner *Acidi organici « 1. Gli Eterosidi Sono molecole complesse che liberano il principio attivo dopo alcuni pas- saggi metabolici, caratterizzate dalla combinazione di uno zucchero con 43, Dioscorea e della Yucca). Presentano attivita antiinfiammatorie e cicatriz- zanti (Liquirizia), antiedemigene e vasculotrope (Ippocastano). Molte saponine soprattutto se introdotte per via parenterale nell’ organi- smo possone provocare emolisi. Appartengono a questa classe farmacologica anche le sostanze attive con- tenute nella Poligala senega, pianta espettorante e mucolitica. f) Eterosidi solforati Sono rappresentati soprattutto dagli isosolfocianati delle Crucifere (cavo- lo, senape, coclearia, rafano ec.) utilizzati sia per via interna che per uso topico. In otorinolaringoiatria ne viene sfruttata la proprieta di fluidificare le secrezioni delle alte vie acree. In particolare la Diplotaxis tenuifolia (singigroside, salfuro di ali utilizzata come alcolaturo oppure tintura madre ad azione mucolitica. g) Flavonoidi I flavonoidi costituiscono un ampio gruppo di composti di colore giallo contenuti in moltissime piante e dalle proprieta farmacologiche le pit varie (flavoni, isoflavoni ece.). Alcuni sono dotati di proprieta vitaminiche C ¢ P. con riduzione della per- meabilita capillare, aumento della resistenza (rutina, diosmina, citro-fla- vonoidi), altri sono antiinfiammatori, diaforetici e diuretici, per esempio quelli contenuti nel sambuco, nel tiglio, nella liquirizia, nell’ ononide, ecc. h) Antociani Interessanti per le loro proprieta endotelioprotettive ed antiaggreganti piastriniche, gli antocianosidi sono presenti in molti frutti ¢ fiori (mirtillo, malva, lampone, ibisco), sono particolarmente indicati nelle microangio- patie diabetiche e non. Sono i pigment responsabili del colore viola di molti fiori e frutti. i) Idrochinonici Costituiscono un importante presidio terapeutico ad azione disinfettante urinaria, sono presenti nelle Ericaceae (uva ursina, corbezzolo). 2. Alcaloidi Sono sostanze attive anche a dosi bassissime, talora anche tossiche. E que- sto un importante e vasto gruppo di sostanze vegetali azotate basiche, strutturalmente complesse ed attive farmacologicamente a dosi anche molto basse. Spesso risultano tossiche e comunque con indice terapeutico notevolmente ridotto, cioé la dose terapeutica molto vicina a quella tos- sica, Vengono usate in medicina e farmacologia come tali. Importanza storica prima ancora che medicinale va riservata certamente alla Cicuta (Conium maculatum) China (Cinchona calysaia) -mescalina Peyot (Echinacactus williamsi) -cocaina = Coca (Erythroxylum coca) Oltre alle molecole gia ricordate, nel gruppo degli alcaloidi troviamo sostanze attive sul SNC (reserpina, caffeina), sul SNV (atropina, scopola- mina, josciamina, eserina, pilocarpina, ergotamina, nicotina), sullappara- to respiratorio (teofillina, lobelina). Altri ancora di non trascurabile importanza nella pratica clinica sono la colchicina (Colchicum officinale) rimedio per eccellenza dell’artrite gottosa acuta, ¢ gli alcaloidi della Vinca ad azione antileucemica: vincristina e vinblastina. 46 ALCUNI TRA I PRINCIPALI ALCALOIDI Ws, I 9, " CHon: he TA crc OM CHININA MORFINA on N Sy GO;CH, z Ore SCOPOLAMINA. ? a! Cry HCO NICOTINA CODEINA EFEDRINA CAFFEINA NH, oe HGH nem 4 ones oh 2 fi N CHy Figura 1 - La figura mostra la struttura chimica i alcuni alcaloidi presenti nelle piante ed utilizzati come farmaci. 47 3. Oli essenziali Sostanze volatili, aromatiche che penetrano rapidamente in tutti i tessuti dell’organisme con effetti biologici talora sorprendenti, gli oli essenziali sono costituiti da miscele di varie sostanze chimiche. Sono ottenuti gene- ralmente per distillazione in corrente di vapore o per spremitura (agrumi) della droga fresca. Le molecole chimiche pitt rappresentate negli oli essenziali delle varie piante sono: idrocarburi terpenici, alcoli, fenoli, aldeidi, chetoni, eteri, esteri ed acidi, Sone sostanze per lo pid insolubili in acqua, che rappre- sentano di per sé una forma farmaceutica definita, tanto che si @ anche parlato di aromaterapia riferendosi al loro uso terapeutico! Conosciuti fin dall’antichita (gli spiriti di Paracelso!), sono stati presenti in tutte le Farmacopee, utilizzabili in varie preparazioni farmaceutiche fra Yaltro in soluzione alcolica ma anche in capsule (con adeguato eccipiente aadsorbente), Molteplici sono le loro attivita farmacologiche dimostrate: stimolano le funzioni di molte ghiandole esocrine dell’apparato digerente, presentano azioni sul SNC, ed interessanti attivita antimicrobiche. Per contro possiedono un basso indice terapeutico (issopo, menta, sal- via), e molti risultano tossici (assenzio, ruta, chenopodio, noce moscata). Le sostanze maggiormente implicate sono: anetolo, mentolo, tujone. Alcuni possono essere comunque irritanti per la cute 0 le mucose (timo, cannella). Maggiormente indicati per uso esterno risultano gli oli essenziali sottopo- sti a procedimenti di deterpenazione, per migliorarne la solubilita ed aumentare la concentrazione di alcuni componenti. Ovviamente non cor- rispondono al vero olio essenziale della pianta! 4. Tannini Sono composti complessi, polifenolici. Possono essere irritanti per le mucose ed epatotossici per via generale. Dei tannini in terapia si sfruttano le proprieta antiflogistiche, antiedemigene e vasocostrittrici (Hamamelis virginiana, Quercus robur, ecc.). 5. Mucillagini e gomme Le mucillagini sono polisaccaridi che a contatto con I’acqua si rigonfiano e 48 danno soluzioni colloidi, con proprieta emollienti, antiinfiammatorie, pro- tettive delle mucose ¢ lassative. Le gomme invece sono sempre polisacca- ridi ma a differenza dalle mucillagini danno soluzioni adesive e facilitano Yassorbimento di altre sostanze attive, 6. Resine e balsami Le resine vengono spontaneamente escrete da vegetali, sono amorfe e chi- micamente complesse, mentre i balsami sono costituiti da miscele di oli essenziali e resine, densi e vischiosi, aromatici, ad azione disinfettante ed espettorante (Balsamo del Perit e di Toli). 7. Vitamine, minerali, enzimi e fibre Sulla natura ed importanza delle vitamine, degli oligoelementi, dei mine- rali e degli enzimi per i processi metabolici pit vari dell’individuo non & necessario soffermarsi in un libro come questo. Tutti sanno che i vegetali in genere ne castituiscano delle vere e proprie miniere, anche se con diffe- renze talvolta significative. Deve in questa sede essere semmai ricordata I'importanza della prescri- zione di preparati vitaminici e minerali naturali, estrattivi, piuttosto che di sintesi, in quanto presenti in sinergia con altri costituenti che ne miglio- rano 'assorbimento e ne amplificano l'azione, come ad esempio la siner- gia tra la vitamina C ed i flavonoidi presenti nell’ estratto di Rosa canina Distribuzione delle sostanze nella pianta A complicare il quadro in fitoterapia, il fatto che in una stessa pianta le sostanze presenti non sono soltanto numerose ¢ complesse, ma anche variamente distribuite ed associate nelle singole parti della pianta. Pertanto ad esempio nella corteccia di un albero possono trovarsi tannini, sostanze che invece mancano o sono molto scarse nelle foglie, mentre invece nei fiori possono prevalere sostanze colarate (ad esempio gli anto- ciani) praticamente assenti nelle radici, e cosi via Questo é il motivo per cui di ogni pianta si individua la parte maggior- mente utile (droga) perché pit ricea in principi attivi, non solo, ma anche 49 Ia tecnica migliore per estrarli ed averli quindi disponibili: vi sono infatti sostanze che bene si estraggono con solventi acquosi (ad esempio acqua bollente di una tazza di infuso), oppure soltanto con l’azione prolungata di un solvente alcolico, come avviene per gli estratti fluidi o le tinture, oppure invece soltanto con la distillazione, come per gli oli essenziali 10 Variabilita del prodotto Il concetto importante che dovrebbe essere appreso dal consumatore che sceglie 'automedicazione con prodotti vegetali, cosi come dall’erborista, o dal farmacista, o piuttosto dal medico che li prescrive, ® proprio quello relativo alla variabilita del prodotto vegetale che viene utilizzato. Questa é una vera e propria spina nel fianco per la fitoterapia. E d’altra parte deve essere tenuta in debita considerazione per non rischiare da un lato di assumere prodotti sostanzialmente vuoti di principi attivi, oppure con concentrazioni variabili. Quali fattori possono influen- zare la composizione chimica, qualitativa e quantitativa, di una pianta? 1, Genetica Esistono varietA di Timo (Thymus vulgaris) che geneticamente si differen- ziano soltanto nella composizione qualitativa dell’olio essenziale: chemio- tipi che contengono un olio ricco in carvacrolo, oppure in linalolo, oppure ancora in cineolo ecc. Di fatto si ottengono cosi estratti completamente diversi |'uno dall'altro, e diventa importante quindi dichiarare la specifi- cita biochimica della pianta o del prodotto richiesto. Un altro esempio ci viene dal Rosmarino (Rosmarinus officinalis): esiste una varieti che produce un olio essenziale ricco di canfora (pericoloso!). 2. Parte della pianta L’olio essenziale estratto dalla corteccia della Cannella é prevalentemente costituito da aldeide cinnamica, mentre quello estratto dalle foglie della stessa pianta contiene molto eugenolo (costituente dei Chiodi di garofano). 3. Ambiente esterno Le condizioni climatiche, la latitudine, l’altezza, cosi come I'esposizione al 51 sole condizionano il ciclo vegetativo della pianta e la produzione di prin- cipi attivi. 4, Modalita di coltivazione In particolare la fertilizzazione pud incidere su alcuni costituenti. Ad esempio la concimazione azotata aumenta la produzione di tujoni nella Salvia. Anche I’uso di erbicidi é in grado di modificare la composizione qualitativa degli estratti. 5. Periodo di raccolta Ogni pianta medicinale ha un proprio tempo balsamico, cioé un periodo nel corse dell‘anno in cui il rendimento in sostanze attive farmacologicamen- te 2 massimo, ed il rapporto fra le stesse 2 ottimale. 6. Conservazione Durante |’appassimento della Santoreggia si verifica ad esempio un aumento della concentrazione del carvacrolo, mentre invece nell'Estra~ gone si verifica una sua riduzione. La Salvia sclarea invece subisce con Yappassimento un aumento del linalolacetato ed una diminuzione del linalolo, Tutte queste problematiche devono essere tenute ben presenti quando si desidera utilizzare una pianta o un suo estratto a scopo medicamentoso. Il problema comunque della variabilita del fitoterapico @ oggi facilmente superato utilizzando estratti di piante con dichiarato il tenore in principi attivi, E dovendo utilizzarli a scopo curativo ¢ ovviamente opportuna anche la standardizzazione dei principi attivi, che ne garantisce la costanza. La disponibilita quindi di estratti titolati ¢ standardizzati in principi attivi & la maggiore garanzia che la moderna fitoterapia possa oggi offrire al medico ed al consumatare al tempo stesso. Purtroppo non sono ancora molte le aziende fitofarmaceutiche che hanno compreso l'importanza di questi concetti. 52, 11 Sicurezza del prodotto In relazione alla variabilita dei costituenti chimici di una pianta medicina- le, di fondamentale importanza sono i controlli di qualita sul prodotto, sulla droga vegetale e sul prodotto finito. I controlli di qualita devono consentire la definizione dei seguenti para- metri: - denominazione botanica della pianta (nome scientifico} - parte utilizzata (droga) - luogo e modalita di coltivazione - modalita e periodo di raccolta + modalita di conservazione - metodica estrattiva - titolazione dei principi attivi - assenza di pesticidi, metalli pesanti , conservanti, aromatizzanti, aflatossine, microorganismi, insetti, batteri, funghi Un‘ulteriore considerazione merita il fatto che la Farmacopea Ufficiale, essendo legge dello Stato, deve essere obbligatoriamente osservata dai farmacisti. Nel senso che il farmacista in farmacia pud vendere una droga vegetale o una relativa preparazione solo se corrispondente a tutti i requi- siti previsti dalla Farmacopea. Ovviamente molte sono tuttora le piante medicinali non previste in Farmacopea e per le quali pertanto non esisto- no disposizioni legislative in merito. E anche vero del resto che, se il farmacista é obligato a rispettare la Far- macopea, I’erborista @ certamente invitato a rispettarla anche se non obbli- gato dalla legge, e questo a garanzia del cliente, ma anche del paziente oltre che del medico che si trova a prescrivere anche un’eventuale miscela di piante medicinali per un semplice infuso. Non rararmente si registrano casi di intossicazione da metalli pesanti o pesticidi in seguito alla assunzione di erbe medicinali non controllate oppure raccolte ai bordi delle strade! 53 12 Conservazione La conservazione delle piante medicinali deve avvenire in locali fresehi ed aerati, al riparo dalla luce, ed @ comunque diverso da pianta a pianta il periode di conservabilita. Particolare aitenzione dovra essere posta alle alterazioni dei caratteri organolettici (colore, odore, sapore), all’umidita ed alle possibili infestazioni di insetti Oltre alla variabilita dei costituenti chimici esiste infatti anche il grosso problema relativo alle contaminazioni. La luce, il calore e I'umidita presenti nell‘ambiente dave sono conservate le piante (magazzino del produttore o distributore, erboristeria, farmacia, abitazione del paziente ecc.) possono facilmente alterare la composizione delle droghe cosi come dei prodotti finiti. Un esempio ci @ fornito dalla sepsi emerragica in bestiame intossicato e morto dopo essere stato foraggiato con Melilota essiccato Il Meliloto (Melilotus officinalis Pallas) @ una leguminosa fra l’altro molto diffusa spontaneamente anche nel nostro Paese, coltivata come foraggio per il bestiame, ed utilizzabile anche a scopo medicinale. Si utilizzano le parti aeree della pianta, nelle quali sono stati riscontrati: flavonoidi, cumarine e saponine triterpeniche. Le pitt importanti indicazioni terapeu- tiche per gli estratti di Meliloto sono: insufficienza venosa cronica, celluli- te, insonnia, ipertensione arteriosa, e neurodistonie della menopausa. Sul mercato tedesco il Meliloto é facilmente reperibile in alcune tisane, ma anche come specialita farmaceutiche per os e via parenterale flebotoniche, molte delle quali standardizzate in cumarina (dosaggio medio giornalie- ro: 3-30 mg). Nel nostro paese il Meliloto & facilmente reperibile come droga essiccata taglio tisana oppure come estratti da pianta fresca. Tuttavia circa un secolo fa fu responsabile di gravi decimazioni di bestia- me. Gli allevatori chiamavano queste epidemie setticemie emorragiche dovute in realta non tanto ad una infezione, quanto piuttosto al fatto che il Meliloto immagazzinato nei silos era andato incontro a fermentazione 55 per la contaminazione da parte dell’ Aspergillus, e conseguente trasforma- zione della cumarina in dicumarolo, una molecola a struttura dimerica, dotata di attivita anticoagulante. ‘Consigli per I’uso del Meliloto 1. Una terapia con Meliloto, soprattutto in forma di droga essiccata per tisane, richiede sempre cautela, per possibili effetti farmacologici di tipo anticoagulante. 2. Precauzioni all‘uso del Meliloto devono comunque essere prese per i pazienti che stiano gia assumendo anticoagulanti orali o antiaggreganti piastrinici, onde evitare il rischio derivante dal sommarsi degli effetti. 3. Per uso terapeutico, si consigliano soltanto le preparazioni ottenute da pianta fresca e possibilmente titolate in cumarine. 13 Sofisticazioni Un’indagine condotta dalla Professoressa Maria Adele Signorini del Dipartimento di Biologia Vegetale dell’ Universita di Firenze, e pubblicata su L'Informatore Botanico (1991), dimostra come in realta siano necessari maggiori controlli sull'identita ¢ purezza delle piante medicinali. In dodici erboristerie fiorentine scelte a caso furono acquistati piccoli quantitativi di aleune piante medicinali, senza specificare che sarebbero serviti per una ricerca scientifica, e facendo uso del loro nome comune: Erisimo o Erba dei cantori (Sisymbrivam officinale L.) Borsa del pastore (Capsella Bursa pastoris L.) Olmaria o Regina dei prati (Filipendula ulmaria L.) Ginestra dei carbonai (Cytisus scoparius L..) Anice verde (Pinpinella anisum LO Erica 0 Brugo (Calluna vulgaris L.) Verbena officinale (Verbena officinalis L.) Camedrio o Erba querciola (Teucrium chamiaedrys L.) Melissa (Melissa officinalis L.) ‘Camomilla (Chamomilla recutita L.) Fu verificata: - la presenza della specie richiesta - la presenza di frammenti di piante di altra specie o impurita di ogni tipo (terriccio, sassi ecc.) -la presenza di insetti. Furono esaminati in tutto 102 campioni di specie medicinali, tutti adegua- tamente conservati appena acquistati, in modo da non alterarne le caratte- ristiche, e depositati presso I'erbario dei Laboratori di Botanica Agraria e Forestale del Dipartimento di Biologia Vegetale di Firenze. Irisultati dell'indagine non furono confortanti. 1. Solo in 5 specie su 10 esaminate, tutti i campioni contenevano la specie 57 richiesta, ma in uno di questi (Capsella bursa-pastoris) erano presenti anche rilevanti quantita di specie estranee. 2. Due delle specie esaminate (Sisymbrium officinale e Cytisus scoparius) sono risultate sempre assenti da tutti i campioni esaminati (12 per VErisimo e 3 per la Ginestra dei carbonai) e sostituite con altre specie. 3. In altre tre specie (Filipendila ulmaria, Calluna vulgaris e Verbena officina- lis) solo alcuni dei campioni esaminati contenevano la specie richiesta, mente gli altri erano sofisticati con specie diverse. Da considerare inoltre che in questa indagine la Signorini si era limitata all'identita della specie presente nei campioni, tralasciando altri aspetti, pur importanti ai fini della concentrazione dei principi attivi della pianta e quindi della sua reale efficacia terapeutica, quali appunto I'ambiente di crescita, l’epoca di raccolta, le modalita di essiccazione e di conservazione. In conclusione su dieci specie indagate solo quattro hanno dato risultati accettabili per identita e la purezza di tutti i campioni. Nelle altre sei spe- cie molti campioni risultarono fortemente contaminati da infestanti o sofi- sticati parzialmente o totalmente con specie diverse da quella richiesta. Ancora una volta quindi si dimostra la necesita di massima precisione nel richiedere ad esempio una pianta medicinale, indicando sempre il nome scientifico, onde evitare ambiguiti di identificazione. Unesempio pratico: Il termine italiano Viner talvolta ¢ utilizzato per riferirsi sia alla Vinca minor (Pervinca) sia alla Vinca rosea 0 Catharanthus roseus (Vinca), ma esiste una importante differenza di ordine farmacologico: a) Pervinca (Virica minor) Le foglie della Pervinea contengono vineamina, un alcaloide ad attivita vasodilatatoria, utilizzato nelle cerebrowasculopatie, sindromi vertiginose centrali ¢ periferiche e nelle arteriopatie degli arti inferiori. Possono determinare ipotensione arteriosa. b) Vinca (Vinca rosea 0 Catharanthus roseus) contiene alcaloidi (vincristina e vinblastina) utilizzati in medicina per la loro attivita antitumorale. Diversamente dai Paesi europei dove la pianta non é utilizzata in terapia come tale, nei Paesi orientali si usa anche l’infuso per disturbi mestruali ¢ nell’ America Centrale come antiinfiammatorio contro il mal di gola. 58 14 Decalogo per il consumatore * Non raccogliere a scopo alimentare o medicamentoso piante spontanee in luoghi prossimi a scarichi, vie di comunicazione, allevamenti di animali ecc. * Acquistare le droghe vegetali in erboristerie o farmacie in grado di dimostrare i certificati di provenienza delle aziende. * Conservare le erbe in recipienti chiusi, al riparo dalla luce e dal calore. * Conservarle per un periodo variabile da pianta a pianta, comunque non superiore ai 6-12 mesi (chiedere al farmacista o erborista) * A scopo terapeutico utilizzare estratti di piante (compresse, soluzioni, capsule ecc,) titolati ¢ standardizzati in principi attivi. * Tenere i fitoterapici al riparo dalla luce. *Conservarli in luoge fresco ed asciutto. * Chiusi in contenitori non ermetici, * Mantenerli sempre fuori della portata dei bambi * Per consigli di ordine terapeutico rivolgersi sempre al proprio medico. 59 15 A chi rivolgersi a) I consumatori (o pazienti) Per avere informazioni su come correttamente utilizzare piante a scopo curativo, il paziente dovrebbe innanzi tutto chiedere al proprio medico di famiglia, il quale conosce la storia clinica del soggetto e certamente sa come meglio consigliare di volta in volta. Purtroppo spesso i medici hanno scarse conoscenze di fitoterapia. Per consigli di ordine terapeutico consultare comunque sempre il medico, per consigli relativi alle singole piante invece rivolgersi all’erborista o farmacista di fiducia. Chiunque desideri consultare medici esperti di fitoterapia reperibili nella propria Regione o provincia, pud rivalgersi all’ Associazione Nazionale Medici Fitoterapeuti (ANMFIT) che ha sede presso l’'Ospedale S.Giuseppe di Empoli, per richiederne il recapita: Associazione Nazionale Medici Fitoterapeuti (ANMEIT) Ospedale S. Giuseppe - EMPOLI (FI) tel. 0571/7021 Dr. Fabio Firenzuoli Oppure inviare una e-mail alla seguente casella postale: ANMEIT @ DADA. IT b) Gli erboristi Esistono ottime riviste specifiche di settore, con articoli scientifici, segna- lazione di Convegni ¢ Corsi di Aggiornamento. Recente inoltre lintrodu- dione nel nostro ordinamento universitario di un corso di lautea breve in erboristeria. | Corsi inizieranno nell’ Anno Accademico 1997-98 presso molte Universita italiane. 61 Riviste per erboristi: * l'Erborista - Tecniche Nuove Ed. Milano - tel, 02-75701 fax 02 7570332 * Erboristeria Domani - Studio Edizioni Milano tel. 02-4818684 4816742 fax 4817843 c) Gli operatori sanitari (medici e farmacisti) Per i medici e farmacisti che desiderano migliorare le proprie conoscenze di fitoterapia esiste nel nostro Paese il Corso di Perfezionamento in Fitoterapia presso I'Universita degli Studi di Siena, istituito dal prof. Italo Taddei ed attualmente diretto dalla prof.ssa Daniela Giachetti. Esistono inoltre alcune riviste specializzate che consigliamo: * Farmacia Naturale - Tecniche Nuove Ed. tel 02 75701 * Medicina Naturale - Tecniche Nuove Ed. tel 02 75701 * Acta phytotherapeutica - Studio Edizioni tel 02 4818684 Ed infine la Societa Italiana di Fitoterapia (SIFIT) fondata dal Professor Italo Taddei, realté multidisciplinare che vede associati ricercatori fitochi- mici, farmacologi, biologi, botanici, farmacisti e medici. Ancor piit recentemente si 2 poi costituita 'Associazione Nazionale Medici Fitoterapeuti (ANMFIT) c/o Ospedale S. Giuseppe di Empoli. I pit importanti scopi dell’ANMFIT sono presenti nello Statuto: * unire tutti i medici che nel nostro Paese esercitano la fitoterapia * promuovere informazione per la classe medica “ coordinare protocolli di ricerca clinica * intervenire a livello legislativo per l'inserimento della fitoterapia nel SSN * contribuire alla corretta informazione del cittadino sull’uso delle piante * promuovere interventi di controllo a garanzia della qualita del fitoterapico. Occorre che tutti medici abbiano conoscenze di medicina naturale, onde sapere quando pud essere utile una prevenzione o cura con piante medicinali, quando questa sia realmente vantaggiosa rispetto ai farmaci tradizionali 0 quando con- venga ad essi associarla. Sarebbe inoltre auspicabile un insegnamento di fitoterapia nell’ambito del Corso di laurea in Medicina e Chirurgia. 62 Parte seconda Le reazioni avverse 16 Introduzione Per reazione avversa si intende qualsiasi fenomeno non desiderato che si abbia dopo l'assunzione di un medicamento. A parte certamente i casi di ertore nel riconescimento della pianta, oppu- re i casi di assunzione voluttuaria di droghe stupefacenti, in realta nel mondo vegetale esistono piante nelle quali notoriamente sono presenti veleni, generalmente non utilizzate in terapia come tali, ¢ queste sono descritte nel prossimo capitolo, relativo alle piante tossiche. Il problema forse ancora oggi pitt trascurato dall’opinione publica, ma anche dagli stessi operatori del settore, @ quello relativo alla possibilita di altri tipi di reazioni avverse dovute proprio a quelle stesse piante in uso nella medicina popolare, o in erboristeria, o nella pratica da alcuni medici sensibilizzati. Un altro luogo comune da sfatare & appunto l'uguaglianza naturale = buono. Possibili sono infatti - effetti collaterali -allergie - fotosensibilizzazioni - interferenze - controindicazioni - rischi in gravidanza ed allattamento. In molte piante inoltre pud essere presente anche una sola sostanza di per sé tossica, ma che se ingerita nel suo contesto vegetale presenta una netta riduzione di pericolosita. 65 Tabella 1,21 Piante responsabili di allergie * Cicoria (Cichorium intybus L.) * Papaya (Carica papaya L.) * Tarassaco (Taraxacum officinale Weber) * Olmaria (Spirea ulmaria L.) * Pioppo (Populus nigra L.) * Salice (Salix alba L.) * Senecione (Senecio nemorensis) * Ratania (Krameria trianda Ruiz) * Primula (Primula veris L.) * Camomilla (Matricaria recutita L.) * Grindelia (Grindelia robusta Nuttal) * Finocchio (Foeniculum vulgare Muller) * Prezzemolo (Petroselinum sativum L.) * Fragola (Fragaria vesca L.) * Farfara (Tussilago farfara L.) * Psillio (Plantago psyllium L.) * Farfaraccio (Petasites officinalis) + Echinacea (Echinacea pallida Nutt.) - via parenterale * Elicriso (Helicrhrysum arenarium L.) * Fiordaliso (Centaurea cyanus L.) * Citronella, Lemon grass (Cymbopogon nardus L.) * Cannella (Cinnamomum zeylanicum Blume} * Cannella cinese (Cinnamomum aromaticum Nees) possibili reazioni crociate con Balsamo del Perit * Solidago verga d’oro (Solidago virga aurea L.) * Cardo benedetto (Cnicus benedictus L,) * Carciofo (Cynara scolymus L.) * Tanaceto fiore (Chrysanthemum vulgare L) * Cardo mariano (Silybum marianum) * Cacao (Theobroma cacao L.) * Bardana (Arctium lappa) * Calendola (Calendula officinalis) * Amica (Amica montana) * Artemisia (Artemisia absinthium) * Aglio (Allium sativum) * Partenio (Tanacetum parthenium) 17 Le piante tossiche [ bambini in eta pediatrica sono facilmente attratti ed incuriositi dai colori vivaci e talvolta dallodore di alcuni fiori o bacche. L'intossicazione da piante @ infatti molto pid frequente nei bambini rispetto agli adulti: 80- 90% nei bambini, con massima incidenza tra i 3 ed i 4 anni. Moltissime poi sono le persone che ignorano il fatto che molte piante sia spontanee, sia da ornamento sono tossiche, eventi questi sottestimati dalla popola- zione ¢ dagli stessi operatori sanitari. Il fatto che certe piante si possano trovare anche nell’orto di casa evidente- ™Mente spesso autorizza a ritenerle automaticamente piante commestibili! I disturbi legati all‘apparato gastroenterico sono pressaché una costante nella intossicazione da piante. La tossicita della pianta @ certamente legata alla presenza di molecole chi- miche, pido meno complesse, ad azione tossiche su uno o pit apparati: * alcaloidi * glucosi © oli essenziali © resine * fitotossine * ossalati Pud trattarsi di tossicita acuta, subacuta e cronica. Esempi di fitotossine: * ricina (ricino) * ilicine (agrifoglio) * andromedotossine (Azalee) © tossialbumina (Robinia pseudoacacia) Ossalati invece sono contenuti in molti generi della famiglia delle Araceae (Monstera, Lolocasia, Caladium, Xanthosoma) in cristalli insolu- 67 bili oppure in sali di ossalato solubile (Rabarbaro), pitt rapidamente assorbiti dal tratto gastrointestinale. Gli ossalati determinano un’irritazio- ne delle mucose e si legano con il calcio contenuto nel sangue provocanda un'ipocalcemia. Per l'irritazione locale, la semplice masticazione delle foglie di queste piante pud determinare dolore, bruciore e gonfiore a livel- lo delle labbra e della mucosa del cavo orale, fino anche all'esofago e sto- maco. La tossicita sistemica 2 essenzialmente legata all’ipocalcemia (con conseguenti tetania e danni cerebrali) e all'insufficienza renale acuta che si pud instaurare per |'ostruzione dei tubuli renali da parte dei cristalli di ossalato di calcio, oppure piti semplicemente coliche renoureterali con anche ematuria. Aconito L’Aconito (Aconitum napellus) le cui radici possono essere confuse con quelle del Rafano, contiene aconitina ed altri alcaloidi particolarmente tossici. La sua ingestione é mortale. Non solo: l'aconitina si assorbe anche attraverso la cute, e siccome é presente in tutte le parti della pianta, anche la raccolta dei fiori di Aconito pud risultare pericolosa! Agisce a dosi bas- sissime provocando vomito, diarrea shock e morte. Alcaloidi simili a quelli dell’Aconito sarebbero presenti nella Consolida regale (Delphynium consolida L.), responsabili di bradicardia e collasso car- diocircolatorio. Agrifoglio llicine si chiamano le tossine presenti nell’ Agrifoglio (Mex aquifolium L.,) e sono responsabili di gravi irritazioni con vomito e diarrea Indicato come antiinfiammatorio ¢ antifebbrile, in realta l'Agrifoglio non dovrebbe essere utilizzato a fini terapeutici. Anemone Pulsatilla La Pulsatilla o Anemone Pulsatilla o Anemone dei prati (Pulsatilla vulgaris: Miller), come altre piante della stessa famiglia delle Ranuncolacee, indica- ta da alcuni Autori nella cura della cataratta, é in realté una pianta poten- zialmente tossica, il cui uso a livello di medicina popolare é certamente da abbandonare. La Pulsatilla @ proibita anche in gravidanza per la presenza, anche dopo lessiccamento, di protoanemonina 68 Aristolochia L’Aristolochia (Aristolochia clematitis) @ una comune pianta erbacea utiliz~ zata nella terapia di malattie ginecologiche per molto tempo. Da oltre dieci anni é stata bandita dall’OMS in quanto riconosciuta tossica e cance- rogena. Amica L’Arnica (Arnica montana L.) @ utilizzata in terapia pressoché per uso esterno per facilitare il riassorbimento degli ematomi post-traumatici; & certamente da sconsigliarne l'uso orale per la possibile insorgenza di fenomeni tossici anche a bassi dosaggi dovuti essenzialmente ai lattoni sesquiterpenici: disturbi gastroenterici ¢ cardiaci fino all’arresto cardiaco. L’Arnica @ disponibile sul mereato europeo in tintura, creme o pomate. Non deve essere utilizzata per la cura di ulcere, ferite o piaghe, bensi solo sulla cute integra. Aro o Gigaro Il Gigaro 0 Aro (Arum maculatum L.) @ una pianta erbacea spontanea soprattutto nei luoghi umidi caratterizzata da bacche rosse raccolte in spiga centrale. Contiene alcaloidi e glucosidi cianogenetici: la loro inge- stione causa irritazione e dolore in bocca, vomito, diarrea. I pazienti che le abbiano ingerite devono essere comunque ricoverati anche se asintomatici. Asaro L’Asaro (Asarum europaeum L.), chiamato anche erba renella in virti delle sue proprieta diuretiche, é in realt una pianta tossica da abbandonare. Assa fetida L’Assa fetida (Ferula assa foetida Regel) é un’ombrellifera dal gusto partico- larmente amaro e sgradevole che veniva impiegata in preparazioni topi- che per bambini che si succhiano il pollice. Come tutte le ombrellifere & dotata di proprieta digestive, ma sono riferiti disturbi gastrici e diarrea. 69 Azalea Le Azalee (Rhododendron spp), ed i Rododendri contengono andromedo- tossine che presentano proprieta simili ai glucosidi cardiaci o agli alcaloi- di del Veratro, Sono tossine che possono causare ipotensione e bradicardia Bella di notte La Bella di notte (Mirabilis jalapa L.,) una pianta erbacea coltivata a scopo ornamentale i cui fiori contengono saponine ed alcaloidi. La loro ingestio- ne provoca nausea, vomito, diarrea e turbe cardiocircolatorie. Borsa Pastore La Borsa Pastore (Capsella Bursa-pastoris L.) @ una pianta medicinale da utilizzare con cautela e sotto controllo medico, per possibili turbe della coagulazione, ed in gravidanza perché stimola la contrazione della muscolatura uterina Bosso. Tl Bosso (Buxus sempervirens L.) & una pianta facilmente reperibile a costi- tuire le siepi dei cimiteri; fornisce un legno pregiato e foglie utilizzate in medicina popolare come ‘depurativo del fegato’ fino ad attribuir loro pro- prieta antivirali ed immunostimolanti. Le foglie di Bosso tuttavia sono tossiche (per la presenza di alcaloidi) ed il loro impiego deve essere riser- vato alla prescrizione del medico nei casi in cui lo riterra veramente opportuno. Camedrio Tl Camedrio (Teucritem chamaedris) & una pianta officinale da sempre utiliz~ zata come amaro eupeptico e solo pitt recentemente come regolatore metabolico, considerata certamente ‘tranquilla’ dal punto di vista tossico- logico. Nel 1992 il Ministero della Sanita francese ha vietato la vendita di tutti i prodotti a base di Camedrio: capsule di polvere, tisane e addirittura 70 un preparato dei Benedettini dell’ Abbazia di Pradines. Motivo del prov- vedimento: 26 casi di epatite acuta che sarebbero stati provocati dall‘assunzione del Camedrio. Ovviamente, anche se allo stato attuale delle cose non esistono elementi che spiegano la patogenesi della malattia, certamente la prescrizione di questa pianta anche in Italia dovrebbe essere riservata ai casi di effettiva necesita ¢ comunque satto controllo medico. Ricordando anche i casi di epatotossicité della associazione di Valeriana e Scutellaria a scopo sedativo, non possiamo che concludere ribadendo il concetto che le piante medicinali agiscono in quanto contengono sostanze chimiche, delle quali talvolta non conosciamo la reale composizione, la telativa farmacocinetica, né gli intimi meccanismi delle azioni farmacolo- giche. Tabella 1.17 Sostanze vegetali epatotossiche PIANTE EPATOTOSSICHE MOLECOLE -Tussilago Farfara (Farfara) Senkirkina, Senecionina -Symphytum Officinale (Consolida) Ale. Pirrolizidinici -Borago Officinalis (Borragine) Ale. Pirrolizidinict ~Cynoglossum Officinale (Cinoglosso) Alc. Pirrolizidtinici ~Crotolaria Retusa (Crotolaria) Monocrotalina ~Senecio Vulgaris (Senecione) Alc. Pirrolizidinict -Petasites Officinalis (Farfaraceia) Ale. Pirrolizidiniet -Lippia Rehamannii (Lippia) Itterogenina -Larren Tridentata (Chaparral) Ac, Nordidroguiaretico -Dryopteris Filix-Max (Felce M.) Acido Flavospidico -Petroselinum Satrowm (Prezzemolo) Apiolo -Ricinus Communis (Ricina) Ricina Nicotiana Tabacum (Tabacco) -Papaver Somniferum {Papavero) Papaverina 7 Caprifoglio Nl Caprifoglio (Lonicera caprifolium L.,) appartiene alla famiglia delle Caprifoliacee, tutte piante contenenti glucosidi ed alealoidi potenzialmen- te tossici. In tutta la pianta sono presenti flavonoidi, saponine ed alcaloidi responsabili di disturbi gastroenterici, cardiologici e neurologici, fino al coma, Ciclamino Il Ciclamino (Cyclamen evropaeum L.,) cresce spontaneo nei boschi del nostro Paese ed @ anche coltivato a scopo ornamentale. Il tubero contiene saponine triterpeniche ad attiviti emolitica. Non deve essere utilizzato a scopo alimentare o medicinale. Colchico Sconsigliato @ uso del Colchico (Colchicum autumnale L.) come tale 0 come preparazione fitoterapica, come ad esempio la tintura ottenibile dai bulbi.La colchicina é invece utilizzabile come specialita farmaceutica ¢ sotto stretto controllo medico in alcune particolari patologie quali gotta ed epatopatie croniche. Pud dare turbe ematologiche, diarrea ¢ crampi intestinali. Crotontiglio 1 Crotontiglio (Croton filium L.) fa parte dell’elenco di piante la cui vendita ® proibita in erboristeria. Similmente al Ricino del Croton tiglio si utilizza Yolio dei semi a scopo purgante, mentre i semi stessi contengono Ia croti- na, una potente tossina responsabile di depressione cardiorespiratoria. Dieffenbachia La Dieffenbachia (Dieffenbachia picta) appartiene alla famiglia delle Aracee come il Gigaro. E una pianta coltivata a scopo ornamentale, ma contiene in tutte le sue parti alcaloidi ¢ glucosidi responsabili di fenomeni tossici se ingeriti. 72 Digitale ité dei principi attivi nelle foglie di Digitale (Digitalis lanata Ehrh) ha costituito il primo motivo per il quale dall‘uso della foglia di digitale si @ passati nel tempo all'impiego dei principi attivi purificati e loro derivati ottenuti per sintesi. Costituiscono ancora oggi il caposaldo della terapia dello scompenso cardiaco (o insufficienza cardiaca) e di alcu- ne forme di aritmia, in particolare la fibrillazione atriale. Assunta come tale pud risultare tossica. | primi segni di intossicazione sono vomito e turbe del ritmo cardiaco. Altre piante ad azione digitalica sono Adonide (Adonis vernalis) Strofanto (Strophantus hispidus) Oleandro (Neritn oleander,) Elleboro (Helleborus niger,) Scilla (Urginea maritima) Mughetto (Convallaria majatis) Edera L’Edera (Hedera helix L.) entra a far parte di numerose preparazioni cosmetiche anticellulite, anche se in realta presenta soltanto un‘attivita antiinfiammatoria ed analgesica in virti delle saponine presenti nelle foglie. Problemi di tossicita invece possono sorgere quando I'edera sia assunta per via interna a scopo diuretico o sedativo della tosse. Non dovrebbe pit: essere utilizzata in forma di tintura madre. A scopo terapeutico & eventualmente consigliabile la specialita farmaceu- tica che la contiene (sedative della tosse) in associazione alla codeina. Casi di intossicazione si sono verificati per ingestione di foglie e bacche di edera, Farfara La Farfara (Tussilago farfara L.,) @ una pianta erbacea molto comune, utiliz- zata da tempo come rimedio popolare per vari disturbia carico delle vie respiratorie in relazione soprattutto all’attivita sedativa della tosse. Non bisogna dimenticare inoltre che la farfara @ stata ed @ ancora considerata 73 commestibile e come tale addirittura consigliata come alimento per pazienti affetti da TBC polmonare! Le proprieta farmacologiche di questa pianta sono dovute alla presenza di numerose sostanze chimiche: mucillagini, polifenoli, glucosidi, tannini, flavonoidi, olio essenziale, alcaloidi, acidi organici e sali minerali. Il mec- canismo d’azione della Farfara sta nell'aumento di attivita delle ciglia dell'epitelio respiratorio ed in un‘azione anti PAF, principale mediatore responsabile delle crisi asmatiche. La Farfara tuttavia é risultata contenere anche alcaloidi pirrolizidinici (senkirkina, tussilagina, senecionina) epatotossici nell’uomo (malattia veno-occlusiva), negli animali da esperimento e nel bestiame. Alcuni sono carcinogenetici negli animali, la senkirkina poi, il principale alcaloide, & mutagena in diversi tests, ed incrementa la crescita di adenomi epatici nei ratti. I primi dati risalgono ormai al 1976 con le ricerche di Hirono e Culvenor et al, (Aust. J. Chem., GANN). La Farfara fra l'altro per i motivi suddetti @ ritenuta non accettabile come ingrediente alimentare (De Vincenzi e Dessi, 1989). Non dovrebbe essere pertanto pitt utilizzata a scopo medicinale una pianta poten- zialmente tossica quale la Farfara, per ottenere benefici abbastanza banali, quali ad esempio una modesta sedazione della tosse, facilmente ottenibile con altri rime- di pia sicuri, La sensibilita dell'uomo all'azione tossica degli alcaloidi pirrolizidinici del tutto imprevedibile, ed esistono casi di intossicazione per ingestione accidentale di piccole quantita di alcaloidi (Pedretti, 1987). In modo parti- colare l’epatotossicita risulta pit evidente negli organismi giovani rispetto- agli adulti per immaturita del corredo enzimatico microsomiale, dimo- strata da Garcia (1988) in uno studio condotto su ratti. * la Consolida (Symphytunt officinale), per questo ormai da una decina di anni anche in Italia @ riservata al solo uso esterno (aerosol, impacchi, lavaggi, creme ecc.) per la terapia di ferite, ulcere e dermatiti... 74 » il Farfaraccio (Petasites officinalis Moench) ancora oggi consigliato come rimedio contro Pinsonnia, r'ansia ¢ ’ipertensione arteriosa, * il Cinoglosso (Cynoglossian officinale L.) appartenente sempre alla fami- glia delle Borraginacee, la cui radice vanta proprieta antidiarroiche. * la Crotalaria (Crotalaria retusa L.) * i Senecione (Senecio vitlgaris L.) indicato come emmenagogo. * 'Eupatorio (Ewpatoriten carmabinurm L.) contiene echinatina e derivati, * la Borragine (Borago officinalis L.,). Quest’ultima, apprezzata dalla tradizione erboristica come depurativo e diaforetico, utilizzata anche nelle insalate di verdura fresca, e rivalutata negli ultimi anni per la presenza nei semi di acidi grassi poliinsaturi omega 6 (presenti anche nell’ Qenotera bienmis e nel Ribes nigrum) contiene in realta anche alcaloidi pirrolizidinici (licosamina, amabilina, supinidina, tesinina e durrina). Estratti di Borragine saranno pertanto utilizzati sol- tanto per uso esterno, nelle malattie cutanee di tipo allergico. Fava del Calabar La droga della Fava del Calabar (Physostigma venenosum Balf) costituita dai semi che contengono alcaloidi ad azione specifica sulle terminazioni nervose del parasimpatico, in particolare I’eserina o fisostigmina, che si comportano come antagonisti dell‘atropina. Della pianta in medicina si utilizzano i singoli principi attivi come tali, essenzialmente in oculistica (come miotico nella terapia del glaucoma) ed in chirurgia per stimolare la Felce maschio La Felee maschio (Dryopteris filix-mas L.) il cui rizoma @ da sempre consi- gliato come antielmintico, anche se in pratica oggi abbandonato, pud dare gtavi intossicazioni, anche mortali, gia alle dosi terapeutiche. Tuttavia ne @ ancora in uso T'impiego esterno contro dalori reumatici ¢ sciatalgie. 7 Il rizoma di unvaltra felce, il Polipodio o Felce dolce (Polypodium vulgare, L.) viene ancora utilizzato nella medicina popolare come lassativo ed entra a far parte anche di tisane indicate nella cura delle emorroidi. Non. esistono sufficienti dati sulla sicurezza di questa pianta. Fitolacca La Fitolacca (Phytolacea decandra L.,) una pianta originaria dell’America settentrionale, coltivata anche come pianta ornamentale, cresce spontanea. anche nel nostro Paese. Tossici sono i frutti (bacche raccolte in grappoli), ma anche le foglie e le radici. La loro ingestione provoca gravi segni di intossicazione da saponine: nausea, vomito, diarrea, midriasi, scompenso cardiocircolatorio. Gelsemio Una pianta che in passato ha trovato impiego nelle varie sindromi cefalal- giche o nevralgiche é il Gelsemio (Gelsemium sempervirens L.), le cui radici e rizoma contengono gelsemina, gelseminina ed acido gelsemico. Sono descritti casi di intossi me (anche mortali!) da Gelsemio, in relazione al basso indice terapeutico. Segni di sovradosaggio sono rappresentati da turbe neurologiche quali vertigini, diplopia, afasia, tremori. Per i frequenti casi di intossicazione il Gelsemio é certamente una pianta da sconsigliare ai fini terapeutici. Gelsomino Tl Gelsomino (Jasminur officinalis L.) @ una pianta rampicante perenne col- tivata a scopo ornamentale i cui fiori, se ingeriti possono causare intossi- cazioni con nausea, vomito e dolori addominali. Ginestra La Ginestra (Sarhothanmus scoparius Kock,), contiene sparteina (contenuto minimo 0.8%), ed altri alcaloidi ad attivité cardiotonica, antiaritmica e diuretica, oltre a flavonoidi. E stata anche descritta (Wolfes, 1936) la pre- senza di amine ad attivita adrenergica. Della Ginestra si utilizzano le sommita fiorite e comunque le parti aeree. 76 Vasocostrittore, ipertensore e diuretico, la Ginestra risulta controindicata in gravidanza e negli ipertesi. I pazienti con disturbi del ritmo devono assumerla solo dietro prescrizione medica. Infuso: 1-2 g di droga tt. per una tazza d’infuso, Sono riferiti casi di intossicazione dopo ingestione di frittate di fiori di ginestra! Glicine Il Glicine (Wistaria sinensis Nuttal,), arbusto rampicante coltivato come pianta ornamentale, & frequentemente responsabile di intossicazioni per ingestione di fiori o semi, Contiene glucosidi tossici responsabili di nau- see, vomito e diarrea. Tpecacuana ‘Llazione espettorante dell’Ipecacuana (Cephaelis ipecacuanha Rich.) @ legata al contenuto in emetina, un alcaloide ad azione irritativa che determina una fluidificazione della secrezione broncopolmonare facilitandone Yespulsione con la tosse, ma al tempo stesso, a dosi comunque superiori a quelle espettoranti, diventa facilmente irritante anche per lo stomaco determinando come effetto diretto il vomito. Attualmente del resto Ipecacuana viene ragionevalmente utilizzata sol- tanto come sciroppo per provocare il vomito dope l’ingestione di toss La forma migliore di assunzione dell’Ipecacuana é lo sciroppo titolato previsto dal Farmulario Nazionale della Farmacopea Ufficiale IX Ed. Ipecacuana sciroppo espettorante 0.5% sciroppo emetico 7.0% Lauroceraso Il Lauroceraso (Pruius laurocerasus L.,) @ una delle piante medicinali uti- lizzate in passato nella terapia medica, ma oggi da abbandonare per la presenza di glucosidi cianogenetici, anche se tuttora utilizzato per liquori casalingl I glucosidi contenuti nelle sue foglie liberano acido cianidrico, cosi come Ja amigdalina contenuta nella Mandorla amara, frutto del Prunus anrygda- Jus Stokes. 7 Glucosidi cianogenetici sono presenti anche in: -semi di mela semi di mandorla - semi di albicocca -semi di pesca - foglie di ortensia - semi di lino (Linum usitatissimum L.), da sempre utilizzato in medicina popolare per impiastri contro la bronchite ed i foruncoli o per decotti las- sativi in virtd delle mucillagini presenti. Jaborandi Lo Jaborandi (Pilocarpus Jaborandi) & un arbusto originario del Sud America le cui foglie contengono in particolare pilocarpina, un alcaloide ad azione parasimpaticomimetica, antagonista dell’atropina con azione elettiva sulle ghiandole lacrimali e salivari. Attualmente della pianta si utilizzano esclusivamente il principio attivo in oculistica come miotico, per la terapia del glaucoma. Ledo Del Ledo (Ledum palustre L..) sono riferiti casi di intossicazione da abuso a scopo abortivo: nausea, vomito, diarrea, nefrite, dolori muscolari ed ecci- tazione del Sistema Nervoso Centrale. Lobelia La Lobelia (Lobelia inflata L.), chiamata anche Tabacco indiano, @ una pian- ta erbacea le cui foglie contengono numerosi alcaloidi tra i quali in parti- colare la lobelina ad attivita broncodilatatrice, utilizzata nella terapia dell’asma bronchiale. Necessita di prescrizione medica. Rischio di depressione del Sistema Nervoso Centrale. Lupino Del Lupino (Lupinus albus L.) si utilizzano i semi, in agricoltura come con- cime, ed in medicina popolare come ipoglicemizzanti. Sono tuttavia riferi- ti casi di intossicazione, relativa soprattutto agli alcaloidi presenti nei semi stessi 78 Noce moscata Utilizzata come aromatizzante in gastronomia, la Nace moscata (Myristica fragrans Houttuyn) non deve essere assunta ad alte dosi: 5 g di Noce moscata possono determinare anche gravi disturbi psichici, presenta infatti un‘attivita inibente le monoaminoossidasi ¢ la sintesi delle prosta- glandine. A dosi elevate & abortiva. II safrolo presenta un‘azione mutage- ha € cancerogena. Piante ad alcaloidi di tipo atropinico * Belladonna (Atropa Belladonna) * Stramonio (Datura stramonium) * Giusquiamo (Hyoscyamus niger) * Scopolia (Scopolia carniolica) * Erba Morella (Solanum nigrum) Dulcamara (Solanum dulcamara) Contengono tutte alcaloidi del tropano, ¢ tra i pitt important: josciamina, atropina e scopolamina. Le bacche della Belladonnain particolare, possono essere scambiate per un frutto edibile del sottobosco, sono particolarmente tossiche. I recenti casi di avvelenamento da Stramonio registrati in Toscana dopo Yassunzione di decotti a scopo allucinageno (chiamata anche Erba delle streghe), al-di lA del problema specifico sollevato, testimoniano drammati- camente la necessita di una corretta informazione ed educazione all'uso terapeutico delle piante medicinali, purtroppo ancora oggi trascurata, nonostante esista la fitoterapia, quale disciplina medica specifica Lo Stramonio fra l'altro é presente anche nell’ultimo volume della Farmacope Ufficiale della Repubblica Italiana dedicato alle Droghe vegetali e preparazioni, dove si trovano ben due monografie: Stramonii folia e Stramonii pulvis normatus.Quando invece venga utilizzato, in forme non previste dalla Farmacopea, non prescritte e non controllate dal medico, o con posologie errate, lo Stramonio va considerato una pianta particolar- mente velenosa, con anche possibili effetti allucinogeni, pur sempre tutta- via classificabili tra gli effetti tossici, e non farmacologici della pianta. Era utilizzato per confezionare sigarette antiasmatiche. Attenzione all’inge- stione accidentale di frutti o foglie. 79 Alla famiglia delle Solanacee appartengono anche le piante del Genere Solanum contenenti l'alcaloide solanina, e tra queste la Patata (Solanum tuberosum) ed il Peperoncino ornamentale (Solanum pseudocapsicum): entram- bi possono risultare tossici per ingestione di foglie, bacche e radici. La solanina é@ responsabile di vomit, diarrea, apatia, allucinazioni, tremori, paralisi e midriasi. Papavero da oppio (Papaver somniferum L.) Contiene numerosi alcaloidi dotati di numerose e varie _proprieta farma- cologiche: morfina, codeina, tebaina, papaverina... E tutti sanno che come tale non é utilizzabile neppure loppio come sonni- fero, vale a dire il succo condensato ottenuto incidendo le capsule del Papavero, per i possibili effetti collaterali e per la mancanza di controllo sulla quantita di principi attivi presenti. In medicina si utilizzano invece i singoli principi attivi dotati di azioni specifiche: morfina, codeina, papa- verina. Come leggero sonnifero pud eventualmente essere utilizzato il Papavero rosso o Papavero dei campi o Rosolaccio (Papaver rioeas L.), indicato an- che come blando sedativo della tosse, pur sempre contenente sostanze alcaloidee. Noce vomica I semi di Noce vomica (Strychitos nux-vomica L.), presenti anche in Farmacopea Ufficiale, contengono tra Yaltro stricnina, un alcaloide ad azio- ne sul Sistema Nervoso Centrale con effetto spasmogeno e convulsive. E tuttavia una preparazione e comunque una pianta da abbandonare ai fini curativi perché dotata essenzialmente di effetti tossici. Altre piante comunque non utilizzate in terapia, ma con potenti effetti psicostimalanti o allucinogeni sono la * Canapa indiana (Canmabis sativa) dalla quale si ottiene la marijuana, cioé la parte effettivamente essiccata ed utilizzata allo scopo, ¢ I’hashish, resi- na estratta dalla pianta. * Meseal (Lophophora williamsii) chiamata anche Peyote o ‘Cactus divino’. * Coca (Erythroxylon coca). * Khat (Catha edulis), utilizzata in Somalia come anoressizzante e stimo- lante nervoso. 80 Prezzemolo Volio essenziale estratto dai frutti del Prezzemolo (Petroselinum sativum), contenente apiolo e miristicina, provoca a dosi elevate aumento della con- uterina, oltre che della vescica e dell’intestino. Possibili danni renali, epatici ed ematologici. I] prezzemolo pud essere utilizzato even- tualmente per la_preparazione di tisane, ma il suo uso a scopo curativo deve essere gestito da un medico, sempre e comunque controindicato in gtavidanza. Rauwolfia Luso della Rauwolfia (Rauwolfia serpentina Benth) come tale o come estratti totali, ¢ certamente da abbandonare, per la troppa facilita di com- parsa degli effetti collaterali a livello del Sistema Nervoso Centrale e car- diocircolatorio, Attualmente si utilizza in medicina soltanto la reserpina € la ajmalina, due alcaloidi presenti nelle radici della Rauwolfia. Robbia La Robbia (Rubia tinctorum L.) & una pianta appartenente alla famiglia delle Rubiacee, indicata nel trattamento della calcolosi renale; contiene coloranti. La lucidina presente nelle radici @ tuttavia mutagena, e per il sospetto di cancerogenicita non deve assolutamente essere utilizzata in gravidanza, ed a scopo terapeutico deve essere prescritta dal medico Rododendro Rododendro (Rhododendron ferrugineum L.), pianta appertenente alla fami- glia delle Bricacee, indicata nella cura di nevralgie, e dolori reumatici, pud determinare effetti tossici acuti e cronici: dolori addominali, vomito, diar- rea, turbe neurologiche e collasso cardiocircolatorio. E ragionevole abbandonare anche I'uso dell’infuso a fini terapeul Sambuco U1 Sambuco (Sambucus nigra L.,) @ una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Caprifoliacee, utilizzata in medicina come diaforetico ed 81 antiinfiammatorio. Le bacche contengono glucosidi cianogenetici, saponi- ne ed alcaloidi potenzialmente tossici. Non dovrebbe essere utilizzata neppure a scopo alimentare. Sassofrasso Il legno di Sassofrasso (Sassafras albidum Nutt) indicato nella medicina popolare come diuretico e disinfettante urinario, deve in realtd essere abbandonato in quanto contiene un olio essenziale ricco in safrolo, sostan- za tossica per il sistema nervoso centrale, apparato cardiocircolatorio ed inoltre epatocancerogeno. Segale cornuta La droga @ costituita dagli sclerozi della Segale (Claviceps purpurea Tul.). Contiene numerosi alcaloidi utilizzati in medicina come tali, ma certa- mente da abbandonare per quanto riguarda il suo utilizzo in preparazioni fitoterapiche. II paziente intossicato presenta vomito, diarrea, ipotensione, tachicardia ecc. E uno dei casi in cui invece della droga conviene sicuramente utilizzare il principio attivo purificato reperibile come specialita farmaceutica, per ottenere benefici maggiori e minori rischi. Stella di Natale La Stella di natale (Euphorbia pulcherrima), apprezzata come pianta orna- mentale, é tipico regalo delle feste natalizie. Le foglie se ingerite possono determinare vomito, diarrea e turbe pitt gravi fino alla morte del soggetto. Il lattice presente che fuoriesce dai rami tagliati é irritante per la pelle e le mucose. Tabacco Nl Tabacco (Nicotiana Tabacum L.) 2 una pianta appartenente alla famiglia delle Solanacee, la stessa della Belladonna e dello Stramonio, ben nota! Nel fumo di sigaretta troviamo: 82 a) Nicotina. Alcaloide, agisce a livello delle sinapsi del Sistema Nervoso periferico ¢ Centrale. Molti dei suoi effetti sarebbero mediati dall’aumentata produ- zione e rilascia di catecolamine (fra le quali anche la dopamina) con possi- bili turbe neurologiche, cardiovascolari ¢ respiratorie, dannosa non solo per ingestione ma anche per contatto in quanto pud essere assorbita dalla cute e dalle mucose. Per comprenderme la tossicita basta pensare che 12-20 g di foglie per infu- so possono provocare la morte di un individuo adulto; nel bambino sono pericolosi gid pochi grammi! Aumenta la pressione arteriosa sistolica ¢ diastolica, la frequenza cardia- ca, la contrattilita cardiaca, I’ eccitabilité miocardica e la vasocostrizione periferica. La nicotina é la principale fonte di dipendenza del fumatore. b) Monossido di carbonio. Gas tossico perché interferisce con i! trasporto e l’utilizzazione dell’ ossi- geno. c) Prodotti ad attivita cancerogena ed irritante: Idrocarburi policiclici aromatici - Acido idrocianidrico - Acetaldeide Acroleina - Ammoniaca - Formaldeide - Ossido di azoto - Nitrosamine Idrazina - Cloruro di vinile - Catecolo - Metalli Tabella 2.17 Danni da fumo di sigaretta * Apparato respiratorio * Apparato cardiovascolare laringiti tachiaritmie tracheiti ipertensione arteriosa bronchite cronica infarto miocardico enfisema polmonare arteriopatie periferiche carcinoma del cavo orale carcinoma della laringe e del polmone * Tubo digerente * Sistema nervoso esofagiti inwecchiamento precoce uloera peptica irritabilita carcinoma dell’esofago- ipendenza psichica e fisica E dimostrato che i gas presenti anche nella miscela di fumo non inalato o riemesso dal fumatore nell'ambiente esterno (fumo passive) & biologica- mente attiva, e capace di diminuire il trasporto di ossigeno nel sangue, di inibire la citocromo-ossidasi (che consente la formazione di adenosintrifo- sfato), di ridurre la capacita di esercizio fisico, di essere irritante e cancero- gena e di aumentare I'aggregabilita piastrinica. Tl non fumatore sottoposte a fumo passive inoltre non ha sviluppati i meccanismi di adattamento per la compensazione degli effetti del fumo. Negli Stati Uniti d’America sono state adottate recentemente importanti misure restrittive per la pubblicita ed il commercio stesso delle sigarette, Ed in Italia si sta avviando il processo di privatizzazione dell’ Azienda Monopoli di Stato, in quanto dubbi sono nati circa I'opportunita che pro- prio lo Stato, chiamato a tutelare la salute pubblica, contemporaneamente commercializzzi prodotti dannosi per la salute pubblica stessa. Tamaro Ll Tamaro (Tis communis L.) presenta delle attraenti bacche di color rosso che facilmente possono attrarre i bambini. La loro ingestione pud provocare fenomeni tossici gastrointestinali e sistemici. Tanaceto Il Tanaceto (Tanacetum vulgare L.) contiene un’essenza neurotossica per la presenza di tujone. Nell’uomo la dose letale varia dai 15 ai 30 g. Nei casi di abuso della pianta o dell'essenza a scopo abortivo, possono aversi effet- ti tossici gastrointestinali ed a carico del Sistema Nervoso Centrale. [I suo uso a scopo antielmintico @ oggi certamente da sconsigliare. Tujone é pre- sente anche in Assenzio, Artemisia, Salvia, Tuja ed Issopo. Non altrettanto dicasi per altri Chrysanthemum, quali ad esempio il C. partheniten dotato di proprieta antiflogistiche ed antiemicraniche. Veratro Il Veratro (Veratrum album L.) & una pianta altamente tossica. Tutte le parti della pianta contengono alcaloidi responsabili di depressione del centro cardiorespiratorio. Un tempo indicata nella cura di disturbi psichiatrici, rappresenta in realta un pericolo mortale! 84 Vischio Numerose sono le sostanze chimiche contenute nel Vischio (Viscum albu), pianta parassita: flavonoidi e polifenoli, alcaloidi e polisaccaridi, sostanze proteiche ad azione citotossica ed immunostimolante (viscotossi- ne). Sperimentalmente dimostra attivita ipotensive, e nonostante vi potenziali impieghi anche come immunostimolante, il suo uso a fini peutici sotto forma di macerati glicerinati o altre preparazioni, deve essere subordinato alla prescrizione del medico, Zafferano Lo Zafferano (Crocus sativus L.), utilizzato come sedativo ed antispastico, contiene sostanze abortive. Altri effetti tossici sono costituiti da vertigini, torpore e sanguinamenti da riduzione del numero di piastrine ed ipopro- trombinemia: porpora, enterorragia, ematuria. Dose massima giornaliera: 1.5 g, dose abortiva 10.0 g, dose letale 20.0 g. Tabella 3.17 Avvelenamenti da piante 1, Servizio di Tossicologia - Universita di Firenze a) Casi afferiti per ricovero (1983-1991) _ totale n. 8 casi di intossicazioni (adulti) 2 bacche di basco (Atropa Belladonna?) scambiate per mirtilli 2da Datura metel 1 da Datura stramonium 1 Nerium oleander (infuso} 2 Daphne mezereum b) Consulenze telefoniche totale n. 6 casi Lauro bacche (Alloro 0 Lauroceraso, bambino) Aesculus hippocastanum frutto Ficus da ornamento (bambino) Cespuglio cittadino (non meglio precisato, bambino) Orecchia di elefante (Philodendron?, bambino} Euphorbic prlcherrima (Stella di Natale) 2) Ospedale Pediatrico Meyer - Firenze Giovani pazienti intossicati e ricoverati (23 pazienti) Wisteria sinensis (glicine) Sasi Robinia pseudoaencia (Erutti) 1 Bacche non meglio specificate 6 Nicotiana tabacustt 2 Prunus lawrocerastss 5 Cytisus scoparius 1 Hex aquifolium (frutto) 1 Nerium oleander (faglie) 1 Anum spp (foglie) gigaro 1 Commelina spp 1 Dieffenbachia spp (foglie) 1 La tabella 3.17 mostra una easistica relatica alle intossicazioni acute da piante osservate nell’ area fiorentina, presso if Servizio di Tossivologia Medica deli'Universita e dell' Ospedale pediatrico Meyer (Ghilli, 1992). 86 Tabella 4.17 Trattamento Cosa fare nel caso di ingestione o contatto con una pianta velenosa? 1. Contattare un Centro Antiveleni (vedi elenco e telefono alla tabella 5.17) Indicare il nome della pianta, la parte della pianta ingerita, la quantita assunta ed il tempo trascorso, oltre ai dati personali del soggetto (eta, peso corporeo ecc.). 2. Lavanda gastrica 3. Terapia sintomatica Sostegno del circolo, idratazione. 4. Carbone vegetale 87 Tabella 5.17 Centri antiveleni + BARI Ist. Farmacologia , Centro Antiveleni - Tel. 080 278.111 + BOLOGNA ‘Ospedale Maggiore - Largo Nigrisoli, 2, U.O. Tossicologia - Tel. 051 33.33.33 + CESENA Ospedale Maurizio Bufalini, Centro provinciale Antiveleni - Tel 0547 352612 + FIRENZE Ospedale di Careggi , U.O. Tossicologia - Tel, 055 4277.819 + GENOVA Ospedale Regionale S. Martino, Centro Antiveleni - Tel. 010 35.28.08 Istituto Gaslini, Centro Antiveleni - Tel. 010 56.36.245 * LASPEZIA Ospedale Civile Sant’ Andrea, Centro Antiveleni - Tel. 0187 53.32.96 + LECCE Ospedale Regionale, Centro di Rianimazione - Tel 0832 6851 * MESSINA Facolta di Farmacia - Centro inf. , Farmacotessicologiche Tel. 090 67.64.059 + MILANO: Ospedale Maggiore Ca’ Granda Niguarda - Centro Antiveleni Tel. 02 66101029 - 64442523 - 64442618 * NAPOLI Ospedale Cardarelli, Centro Antiveleni - Tel. 081 5453333-7472591 * PADOVA Dipartimento di Farmacologia, Centro Antiveleni - Tel. 049 831863 + ROMA Policlinico Agostino Gemelli - Ist. Anestesia . Tel 06 3054343 Policlinico Umberto I - Centro di Prevenzione, Informazione e terapia delle intossicazioni, Tel. 06 490663 + TORINO Facolta di Farmacia dell’ Universita, Centro Antiveleni - Tel. 011 6636636 + TRIESTE Istituto per I'Infanzia, Centro Antiveleni - Tel. 040 3785373 + VICENZA. Ospedale Civile - Dip. Anestesia e Rianimazione Servizio Urgenza ed Emergenza Medica, Tel. 0444 99.34.11 18 Effetti collaterali Si parla di effetti collaterali per riferirci ad eventi biologici non ricercati, che si possono manifestare quando un farmaco o una pianta o un suo derivato vengono. utilizzati a fini terapeutici. Sono spesso prevedibili, e comunque sempre in relazione ai principali costituenti chimici responsa- bili dell'azione farmacologica. Preparati a base di Aglio (Allium sativwm), ad esempio possono essere responsabili oltre che di reazioni allergiche, anche di fenomeni irritativi a carico della mucosa dello stomaco e del duodeno, fino a determinare una riacutizzazione di un‘ulcera peptica latente o guarita. In virta: poi della loro attivita antiaggregante piastrinica, possono essere responsabili di turbe della coagulazione. Fenomeni irritativi gastrici possono essere provocati anche da alti dosaggi di estratti di Enula (Inula helenium L.), pianta medicinale contenente un olio essenziale ricco in lattoni sesquiterpenici. Un‘altra pianta potenzial- mente irritante per la cute e le mucose é la Celidonia (Chelidonium majus L); utilizzata per uso orale a scopo antispastico per le vie biliari, a dosaggi superiori alla norma pud determinare irritazione gastrica con nausea € vomito, Particolarmente irritante si dimostra il latice giallo contenuto in tutte le parti della pianta, indicato tuttavia nel trattamento delle verruche e di altre neoplasie cutanee. Per uso interno dovrebbe essere utilizzato soltan- to in forma di estratto titolato, Tormentilla (Potentilia erecta L.) utilizzata nella cura di diarree acute e croniche in virti dei tannini presenti ne! rizo- ma, pud determinare gastrite e vomito. Volendo comunque esaminare le categorie di piante e derivati che mag- giormente possono essere responsabili di effetti collaterali, troviamo in particolare: 89 * lassativi + diuretici * neurostimolant * sedativi + espettoranti * oli essenziali * stimolanti endocrini Fra tutti sono proprio i lassativi vegetali tipici, gli antrachinonici, a rap- presentare I'esempio piii eclatante di uso improprio ed abuso di erbe a scopo curativo, peraltro favorito dall'automedicazione. a) Lassativi Nutrita @ la schiera di pazienti affetti da stipsi cronica, cronicamente in cura con tisane o compresse lassative, compresse dei frati o quantaltro, che diventano dipendenti e non riescono pitt a guarire della loro stipsi. 1 lassativi di contatto sono costituiti oltre cha dall’olio di Ricino, dalle piante contenenti glucosidi antrachinonici (Cascara sagrada, Senna, Aloe, Frangola, Rabarbaro), e rappresentano piit del 65% dei prodotti usati. L’uso dei lassativi di contatto pud accompagnarsi a diarrea, dolori addo- minali, e muco nelle feci. Gli antrachinoni determinano col tempo una pigmentazione della mucosa del colon (melanosis coli), possono provocare un’alterazione del quadro elettrolitico e dell’equilibrio acido-base, ed infi- ne il cosiddetto ‘colon da catartici’, caratterizzato da un colon dilatato, senza haustra ed anche con pseudo-restringimenti, cio’ un viscere defun- zionalizzato, per alterazioni irreversibili del plesso nervoso intramurale. La pseudomelanosis coli 2 un parametro attendibile di abuso cronico di las- sativi (>9-12 mesi) ed @ specifico per droghe ad antranoidi. Col tempo causano un aggravamento della stitichezza, oppure un quadro clinico di colon irritabile, in quanto capaci di stimolare lattivita di segmentazione del sigma Non solo! Oggi sappiamo anche che tutti gli antrachinonici possono gio- care un ruolo nel cancro colorettale. Questo rischio @ particolarmente importante a causa del largo abuso dei lassativi che i pazienti affetti da stitichezza cronica assumono da soli. Ci sono dati sul potenziale genotos- sico degli antranoidi, e c’é evidenza di carcinogeneticita potenziale nei roditori. In uno studio retrospettivo di 3049 pazienti sottoposti ad endoscopia colo- rettale diagnostica, I'incidenza di pseudomelanosis coli era del 3-13% in 90 pazienti senza cambiamenti patologici. In quelli con adenoma colorettale Vincidenza aumentava dell’8.64% (p > 0.01) ed in quelli con carcinoma colorettale era de! 3-29%. Questa fascia inferiore era probabilmente causa- ta da documentazione incompleta di psetdomelanosis coli in quelli con car- cinoma. In uno studio prospettico su 1095 pazienti 'incidenza di pseudomelanosis coli era del 6-9% per i pazienti con nessuna anormalita riscontrata con lendascopia; 9-8% (p= 0.068) per i pazienti con adenoma e 18-6% per i pazienti con carcinoma colorettale. Da questi dati emerge un potenziale rischio per cancro colorettale da abuso di lassativi ad antranoidi. I lassativi di contatto devono essere usati soltanto saltuariamente, come ad esem- pio per la preparazione ad esami radiologici o endoscopici. La stipsi cronica non si deve curare con questo tipo di sostanze. b) Diuretici Unvaitra categoria di piante medicinali utilizzate spesso senza il minima controllo clinico, con indicazioni sbagliate e possibili effetti collaterali & costituita dai diuretici. Utilizzate a sproposito come coadiuvante nelle diete dimagranti, sotto forma di tisana o gocce di tintura o capsule di polvere, le piante ad attivita diuretica possono tutte, se assunte per lunghi periodi, determinare altera- zioni elettrolitiche e della funzione renale. Tra le altre ricordiamo il Mais (Zea mays), ma anche Tarassaco, Equiseto, Ginepro, Ortasiphon, Pilosella ec. La Thuja (Thuja occidentalis L.) & una conifera di cui si impiega la tintura e la tintura madre per il trattamento locale delle verruche, con ottimi risul- tati. Attenzione tuttavia deve essere prestata all’uso interno di tali estratti a scopo diuretico per la presenza di chetoni, fra i quali il tujone. Le foglie del Mirtillo (Vaccinium myrtillus L.) indicate dalla medicina popolare come rimedi per la cura delle infezioni delle vie urinarie, posso- no in realta, a dasi elevate e per un impiego prolungato nel tempo, deter- minare un’intossicazione cronica con anemia, ittero, cachessia fino alla morte (negli animali da esperimento 1.5 g/Kg/ giorno). Normalmente in fitoterapia sono invece largamente utilizzati i frutti del mirtillo (bacche) ricchi in tannini, flavonoidi e soprattutto di antociani. A differenza delle foglie le bacche del mirtillo non presentano controindica- zioni o effetti collaterali. 91 c) Neurostimolanti LEfedra utilizzata come decongestionante delle mucose delle prime vie aeree e rimedio antiasmatico pud determinare un rialzo pressorio, palpi- tazioni, aritmie, ipereccitabilita, ansia, depressione, insonnia... E conside- rata sostanza dopante e pertanto il suo impiego & proibito agli sportivi. Clamoroso i] caso di un‘atleta che recentemente in Italia @ risultata positi- va all’antidoping per l’efedrina: aveva assunto un prodotto erboristico nel quale era presente Ephedra sinica (camuffata sotto il nome cinese Ma- Huang ed ovviamente contenente efedrina) in associazione a Cola (conte- nente caffeina) propagandato come rimedio dimagrante (!) venduto spes- so senza alcun controllo clinico, mettendo cosi in serio rischio la salute del paziente. Tutte le piante contenenti metil-xantine (caffeina, teofillina, teobromina) sono da sempre utilizzate come tonico-stimolante: ed in particolare il Caffe, il Te, 1a Cola, il Guarana, il Mate). Il Caffé, Coffea arabica L.Varabica’) e Coffea canephora L. (‘robusta’) @ noto per le sue attivita stimolanti il SNC, ed in dosi superiori a quelle medie determina anche un aumento della resistenza fisica. | semi torrefatti sono utilizzati come fonte di caffeina (1-2%), teobromina e€ teofillina, oltre ad altri componenti attivi quali i polifenoli. Una tazzina di caffé fa registrare nelle urine dopo due-tre ore dall'assun- zione, circa 1,5 mg/ml di caffeina (dose massima consentita all’antido- ping: 12 mg/ml). Quando utilizzate a scopo terapeutico tutte le droghe a metil-xantine, dal Guarana alla Cola, dovrebbero essere impiegate sotto forma di estratto titolato in caffeina in modo da conoscere quanta caffeina effettivamente sia presente in una capsula o in una compressa. La terapia sara cosi adat- tata in modo sicuro al singolo paziente senza rischi per la sua salute. Azioni farmacologiche della caffeina: -aumenta la frequenza e la gittata cardiaca - stimola il Sistema Nervoso Centrale - attiva la lipolisi - aumenta la diuresi. Tl Guarana (Paullinia cupana) contiene nei suoi semi caffeina (2.5-5%), teo- fillina, teobromina, altre xantine, tannini, saponine ecc. Trova indicazione anche nell’astenia, e negli stati depressivi, Mentre i] Maté (Ilex paraguayen- 92 sis) contiene mediamente il 2% di caffeina, e le foglie di Cola (Cola acumi- nata Beauv.) il 3% di caffeina, il Té (Camelia sinensis) contiene mediamente pit caffeina del caffe (1-4%), inoltre @ ricco in tannini che ne riducono Tassorbimento, ma anche teofillina ¢ teobromina. Presenta anche attivita diuretica. Pud essere assunto alla posologia media di una tazza da 100 ml di infuso all'1%, tre volte al giorno. L’abitudine di aggiungere latte al te ridurrebbe la possibile tossicita dei tannini. A queste droghe va certamente aggiunto il quasi sempre dimenticato Cacao (Theobroma cacao L.), il quale deve le sue proprieta antiasteniche non solo alla caffeina (0.07-0.36%), ma anche alla teobromina, appunto due alcaloidi xantinici. Inoltre, insieme alle xantine il Cacao contiene grassi insaturi, le N acil-etanol-amine (Di Tomaso e coll., 1996) che sem- brano riprodurre gli effetti della canapa indiana! Tutto questa sarebbe anche una conferma delle proprieta toniche e stimolanti del SNC da sem- pre attribuite al cacao ed al cioccolato che ne deriva. Attenzione quindi all’abuso di questo farmaco-alimento! Controindicazione all'uso del cacao e del cioccolato @ la presenza di ernia iatale in quanto la teobromina riduce la pressione dello sfintere esofageo inferiore, L'insonnia, l'irritabilita ¢ l'ipertensione sono invece controindi- cazioni relative in quanto la caffeina & presente solo in minima parte. La yohimbina presente nella corteccia dello Yohimbe (Corynanthe yohimbe) tradizionalmente utilizzata come afrodisiaco, pud determinare nei soggetti predisposti o che stiano assumendo psicofarmaci, tremori, insonnia, agitazione, tachicardia, ipertensione, nausea ¢ vomito. e) Sedativi In soggetti particolarmente sensibili e a dosi superiori alla media, piante medicinali generalmente utilizzate a scopo sedativo o per facilitare il sonno, quali l'Escelzia (Eschscholtzia californica), la Valeriana (Valeriana officinalis) e la Passiflora (Passiflora incarnata) possono determinare sonno- lenza e ridurre la vigilanza. Attenzione pertanto durante la guida anche quando si assumono tranquillanti vegetali. Evitare la contemporanea assunzione di alcolici o altri psicofarmaci. Sempre a scopo sedativo possono essere utilizzate la Melissa (Melissa offi- cinalis) ed il Marrubio d’acqua (Lycopus europaens) i cui estratti presentano un‘azione antitiroidea. Cautela quindi nei pazienti ipotiroidei cosi come nei pazienti che stanno gia assumendo farmaci antitiroidei. Estratti di Biancospino (Crataegus oxkyacantha) presentano attivita cardio- 3 tonica ed antiaritmica; attenzione deve essere posta al suo impiego nei pazienti cardiopatici affetti da aritmie. f) Espettoranti Espettoranti sono chiamati con un termine certo poco scientifico quelle sostanze che facilitano l'emissione di escreato con la tosse, in realta corri- spondono a sostanze mucolitiche che con vari meccanismi d'azione fluidi- ficano la secrezione della mucosa dell‘apparato respiratario. Il meccanismo d’azione degli estratti di Liquirizia (Glycyrrhiza glabra) consiste in uno stimolo irritativo provocato dalle saponine presenti nel rizoma della pianta che provoca fluidificazione della secrezione catarrale e sedazione della tosse, oltre che nel blocco di un enzima epatico (redutta- si per i corticosteroidi) ed in uno stimolo diretto della produzione degli ormoni surrenalici. Recentemente @ stata pure dimostrata un‘azione a livello dei recettori per i gluco e mineralcorticoidi. Per questi motivi deve essere posta particolare attenzione anche ai relativi effetti collaterali (ritenzione di sodio, ipopotassiemia ecc.) e controindica- zioni (sindrome premestruale, ipertensione arteriosa, edemi, scompenso cardiaco...), oppure interferenza con farmaci di sintesi (digitalici, diuretici, lassativi). La Poligala virginiana (Polygala senega L.) al pari di numerose altre piante medicinali e non, in particolare la Saponaria (Saponaria officinalis L.) e la Quillaia (Quillaia saponaria Molina), contiene saponine che possono risul- tare irritanti per la mucosa delle prime vie digestive. In particolare la Poligala ha rappresentato da sempre un importante rimedio espettorante indicato nella patologia catarrale cronica dell'apparato respiratorio, Deve essere assunta sotto controllo medico. La radice di Salsapariglia (Smilax aristolochiae folii Miller), consigliata nella cura dell'iperuricemia e di alcune malattie della pelle, in relazione alla saponine e tannini contenuti, pud interferire sull’assorbimento ed il metabolismo di alcuni farmaci quali ipnotici e digitalici, modificandone la relativa efficacia clinica. Iris (Iris florentina L.), pud essere responsabile di intossicazioni con sin- tomi prevalentemente gastrointestinali. In medicina popolare (pressoché abbandonata) si utilizza il rizoma a scopo espettorante. 94 g) Piante ad oli essenziali Lolio essenziale estratto dalle fogli di Menta (Mentha piperita L.), contiene mentolo e pulegione, ad aitivita spasmolitica sulla muscolatura liscia del tubo digerente, ad alte dosi tuttavia pud essere responsabile di effetti collate- rali a carico del Sistema Nervoso Centrale e del sistema cardiocircolatorio.In particolare occorre cautela nell’uso di Mentha pulegium, ricca in pulegione. Lolio essenziale di Cannella (Cinnamomum zeylanicum) pud risultare neurotossico a dosi elevate per la presenza di aldeide cinnamica, respon- sabile della liberazione di catecolamine endogene. Pud essere utilizzata senza timore sotto forma di infuso, decotto o vin brulé. L’impiego dell’ olio essenziale puro o diluito, in soluzioni oppure in capsule, dovreb- be essere riservato alla prescrizione medica. Embriotossico. LEucalipto (Eucalyptus globulus L.) pud determinare alcuni effetti collate- rali o tossici quando utilizzato come olio essenziale. In particolare pud causare nausea, vomito, diarrea, gastrite, epatopatie Cosi come ’eucalipto anche I'olio essenziale di Niaouli (Melaleuca viridi- flora Solander) pud causare irritazione delle vie digestive. L'uso orale di alte dosi di olio essenziale di Timo ricco in timolo, pud determinare fenomeni i itivi gastroenterici. Per I'Issopo (Hyssopus officinalis L.) esistono rischi di neurotossicita con Tuso dell‘olio essenziale e soprattutto nei bambini, il rischio inoltre aumenta nei soggetti con soglia SNC bassa. Responsabili della tossiciti sono i chetoni presenti nella pianta. Sperimentalmente |’olio essenziale determina neurotossicita (spasmi tonico-clonici epilettiformi alla dose di 0.13 g/Kg), ma sono stati rilevati anche casi di intossicazione nell‘uomo sempre con I'assunzione di olio essenziale: 10-30 gocce in adulto e 2-3 gocce nel bambino, per alcuni giorni. Proibito in gravidanza. Lolio essenziale di Salvia (Salvia officinalis L.), pud essere responsabile di fenomeni convulsivi dovuti alle molecole di tujone (alfa e beta-tujone). Possibile vomit, scialorrea, stato confusionale e scosse tonica-cloniche. Attenzione per il contenuto in sostanze di tipo estrogenico. Caratteristico é il cosiddetto ‘absintismo’, definendosi con tale termine un quadro di tossicita neurologica da abuso di Assenzio (Artemisia absinthium), sostenuto appunto da degenerazione dovuta sempre ai tujoni 95 (alfa e beta-tujone). L’Assenzio 2 utilizzato per la preparazione del Ver- mut, ma anche per tisane a scopo aperitivo e digestivo, oltre che per facili- tare la comparsa delle mestruazioni. II decotto prolungato era utilizzato per provocare laborto. h) Piante ad azione ormonale Sono chiamati genericamente fitormoni, per definire molecole presenti nelle piante e caratterizzate da un‘attivita farmacologica che si esplica a livello del sistema endocrino. Con il termine empirico di ‘droghe emmenagoghe’, che non definisce affatto il meccanismo d’azione (endocrino, vascolare?) ci si riferiva fino ad un recente passato a tutte le piante che favoriscono le mestruazioni, il cui uso in realti deve eventualmente essere codificato, per possibili turbe ormonali ed emorragiche, ¢ comunque riservato alla prescrizione medica. Lattivita estrogenica del Luppolo (Humulus Iupulus) quando utilizzato come sedativo ed antispastico gastrointestinale, pud essere responsabile anche di perdita della libido. La Galega (Galega officinalis L.), una Jeguminosa abitualmente utilizzata come ipoglicemizzante, pud essere responsabile ad alti dosaggi, di turbe metaboliche con aumento dei corpi chetonici. L’Agnocasto (Vitex agnus-castus), @ una pianta medicinale utilizzata a scopo antiestrogenico pertanto deve essere riservata alla prescrizione medica onde non interferire sui delicati equilibri ormonali. Molte invece sono le piante che contengono sostanze con proprieta estro- geniche: la Salvia, il Luppolo, il Fieno greco, il Cipresso (Cupressus sem- pervirens) e |’ Alfa Alfa (Medicago sativa) contengono sostanze con pro- prieta estrogeniche. Da tener presente in particolare la stimolazione della produzione di estrogeni per eventuali effetti collaterali ad alte dosi e periodi prolungati di terapia.II medico deve sapere che queste piante pos- sono aumentare il livello di estrogeni, pertanto vi sono casi specifici nei quali non possono essere prescritte: tumore dell'utero, della mammella, sindrome premestruale, ecc. ga (Cimicifuga racemosa L.} sono attribuite attivita estro- trici ormone luteinizzante (LH). Attenzione deve essere posta al suo impiego per periodi lunghi. 4 dosi superiori alla posologia 96 media pud essere responsabile anche di vertigini, cefalea ¢ tremori. Sempre per quanto riguarda il sistema endocrino numerose sono le piante medicinali che possono interferire con la funzione tiroidea: La Melissa (Melissa officinalis) pu interferire con il TSH (ormone tireosti- molante), e per periodi prolungati di cure dovra essere assunta sotto con- trallo medica. I Marrubio d’acqua (Lycopus europaeus), & una Labiata nelle cui sommita fiorite sono contenuti polifenoli ¢ flavonoidi ad attivita antitireatropa, in particolare gli acidi fenolici (acido siringico, sinapico, litospermico e rosmarinico). Gli estratti idroalcolici di foglie, pid attivi di quelli di radici, in particolare sembra che determinino un’inibizione del metabolismo dello lodio e della secrezione di ormone tiroideo. Le Cruciferae e le Brassicaceae (come ad esempio il Cavolo) sono le famiglie che pit contengono sostanze gozzigene: i tiocianati contenuti nei cavali ¢ Ja goitrina contenuta nei semi di Rape e Carote, due sostanze che passano anche nel latte di animali che si nutrono di questi vegetali e quindi possano essere assunti anche dall’uomo in quantita eccessive. I tiocianati contenuti ne] Cavolo inibiscono la captazione e la concentrazione dello iodio e sono responsabili facilmente dell’insorgenza di gozzo negli animali, raramente nell’uomo. La goitrina invece inibisce la ossidazione dello iodure (}*) a J». L’Avena (Avena sativa) la cui azione farmacologica @ dovuta ai molti prin- cipi attivi contenuti nei semi germogliati, ed in particolare ai triterpeni ed alla gramina, un alcaloide a nucleo indolico come la triptamina. Luso del Fucus (Futeus vesiculosus), un’alga chiamata anche Quercia mari- ha ¢ spesso impropriamente indicata nella medicina popolare come dima- grante, deve in realta essere riservato al medico per stabilirne la reale indicazione oltre all’esatta posologia, in relazione anche alla funzione tiroidea del paziente.Raccomandato é pertanto I'uso di preparati titolati in Iodio, che insieme a mucopolisaccaridi, polifenali e composti salforati, fa parte dei costituenti chimici del Fucus. La Cardiaea (Leonorus cardiaca) presenta un‘azione neurosedativa e car- diosedativa particolarmente indicata nelle tachicardie, nella cura dell'ipertensione arteriosa ¢ dell’ipertiroidismo. L’uso di Cardiaca & con- troindicato in gravidanza per l'azione della leonurina sul miometrio. Alcuni componenti della Verbena (Verbena officinalis) sarebbero in grado di bloceare i recettori per la tireotropina o si legano alla tireotropina stessa. 97 19 Fotosensibilizzazione Reazioni cutanee dopo esposizione alla luce solare, dall’eritema all’edema, dal prurito alle vescicole, sono possibili dopo assunzione per via orale © solo per contatto con sostanze particolarmente diffuse nei vegetali: le furocumarine, sostanze di tipo cumarinico presenti in numero- se specie vegetali, che hanno la caratteristica di formare prodotti tossici per la pelle in presenza di radiazioni ultraviolette e visibili. Alcune furo- cumarine sarebbero anche mutagene e cancerogene. Il British Medical Journal (Maurice, 1989) riporta il caso di un paziente reca- tosi in Ospedale per una reazione cutanea eritematosa, prurito e vescico- lazione. Assumeva da sei mesi un infuso di erbe contro la vitiligine. Liinfuso era preparato con semi di Psoralea (Psoralea corylifolia) una legu- minosa originaria dell’ India, i cui semi contengono una grande quantita di psoraleni ad attivita fotosensibilizzante. Linfuso non ebbe effetto sulla depigmentazione ma era stato responsabile di quella reazione: il paziente guari con la sospensione dell’infuso. Le furocumarine pid conosciute sono: psoraleni, bergaptene, arcangelici- na, xantotoxolo, imperatorina ecc., e sono diffuse particolarmente fra le piante appartenenti alla famiglia delle Ombrellifere: - Pimpinella - Ruta - Prezzemolo = Iperico - Angelica - Amni majus - Bergamotto - Achillea - Levistico - Sedano - Arancio - Psoralea 99 Famoso é il recente caso di un prodotto abbronzante che in Italia é stato ritirato dal commercio perché conteneva quantita altissime di olio Bergamotto (Cifrus Bergantia Risso) nel quale si trovano appunto furocu- marine capaci di pericolose ustioni, con tuttavia il ben pitt grave rischio di cancerogenicita. L’essenza di Bergamotto si estrae dalla scorza del frutto (pericarpo) ed entra tradizionalmente a far parte della famosa Acqua di Colonia. L’olio di bergamotto pu essere presente in misura non superiore a 1 ppm. Consigli Evitare l'esposizione al sole o raggi UV quando si assumono piante con furocumarine Utilizzare preferibilmente I'infuso di tali piante, piuttosto che altre forme estrattive, in quanto le furocumarine vengono estratte in mini- ma quantita, oppure un estratto titolato e standardizzato. 100 20 Fitodermatiti Le comuni irritazioni cutanee dopo sfregamento accidentale con foglie di Ortica oppure con polvere di peperoncino, oppure le lesioni da puntura di spina di cactus, sono certamente gli esempi pit tipici di danni cutanei da piante, che con un termine tecnico si definiscono appunto fitadermatiti. Tabella 1.20 Le fitodermatiti a) da aggressione diretta - fisico-meccaniche: verbasco, graminacee, spine (rosacee, fico d’India), bulbi, cereali... - chimiche: ananas, succhi, lattice di Celidonia, trementina, timo oe, ortica, peperoncino, chiodi di garofano oe, origano ae, guajaco, epatica (Hepatica nobilis), olio essenziale di pino, senape, Cappuccina (Tropacolum majus L) b) allergiche - da contatto (pomodoro, geranio, licheni) -da inalanti - da alimenti ¢) fotodinamiche - fototossiche: finocchio, carota, calamo aromatico, angelica archangelica, bergaptene, latte di fico ecc., per composti furocumarinici - fotoallergiche - micofitodermatiti 101 Molte delle reazioni cutanee di tipo allergico sono sostenute dalle Asteracee (Ex Composite), ricche in lattoni sesquiterpenici, responsabili antigenici delle reazioni allergiche. Esempi: Enula (Unula helenium L.), Arnica (Arnica montana), Margherita (Bellis perennis), Edera (Hedera helix L.), Tarassaco (Taraxacum officinale L.), Ruta (Ruta graveolens L.) ecc. Frequenti sono i casi di ustioni 0 causticazioni con lattice di Fico, oppure lattice di Celidonia 0 di Tarassaco utilizzati come cheratolitici contro verru- che delle mani o dei piedi, oppure altre callosita della pelle.La trementina (ottenuta dalla resina del Pino, Pinus sylvestris L.) pud risultare tossica se ingerita, non deve essere confusa con |’olio essenziale di Pino che presenta invece interessanti propriet balsamiche, mucolitiche ed antisettiche. Il Peperoncino contiene capsaicina, una molecola ad azione iperemizzante sulla cute e sulle mucose. Per questo motivo, se 'uso moderato migliora la digestione stimolando le secrezioni cloridropeptiche, l'abuso ed il suo impiego cronico finisce con I'essere responsabile anche di gastriti da iper- secrezione; possibili sono anche fenomeni irritativi renali. La Canfora (chetone del borneolo) ottenuta per distillazione del legno del Cinnamomum camphora L., per applicazione diretta sulla cute pud determi- nare reazioni cutanee eczematose. Non deve essere applicata sulle regioni del valto, soprattutto nei neonati e bambini: pud causare laringospasmo ¢ convulsioni. La canfora @ reperibile anche in molte specialita farmaceuti- che. Se ingerita, la canfora risulta tossica a dosi bassissime, con disturbi gastroenterici ma soprattutto neurologici. 102 Un caso clinico Grave dermatite eczematosa da uso improprio di una pianta medicinale Un paziente di trentacinque anni che presentava un versamento articolare a. carico del ginacchio sinistro, post-traumatico, dopo essere stato visitato da uno specialista ortopedico ritenne opportuno associare alla terapia prescritta- gli un ‘trattamento naturale’ praticatogli da un guaritore di fama regionale (!) Allo scope di curare il ginocchio sofferente, ed al tempo stesso prevenire il versamento al ginocchio controlaterale (sic!), il guaritore applico un impia- stro.a base di bulbi freschi di aglio su entrambe le ginocchi: E Ia reazione non tardd a manifestarsi: la cute diventd inizialmente eritema- tosa, e successivamente vescicolosa, bollosa ed essudativa, accompagnata da un dolore urente continuo, e con evoluzione ulcerativa nelle zone dove pitt a Jungo era rimasta a contatto con la cute una maggiore concentrazione di aglio. Dopo alcuni giorni il paziente, ancora visibilmente sofferente e timoro- so, si presento al Pronto Soccorso dell’ Ospedale... Fu prescritta prontamente una crema cortisonica, che in soli tre giorni fece scomparire pressoché totalmente le lesioni riportate. Si trattava quindi di una fitodermatite eczematosa da aggressione diretta. In Jetteratura sono del resto ben note reazioni avverse (disordini emocoagulati- vi, gastroduodeniti, reazioni allergiche e da irritazione diretta) legate all’uso di aglio per via generale o locale. 103, 21 Reazioni allergiche Sono reazioni avverse spesso imprevedibili in soggetti geneticamente pre- disposti. Si possono verificare reazioni cutanee di tipo eritematoso o orti- caroide, oppure eczematoso, ma anche pure oculorinite e crisi asmatiche. Importante la famigliarita, la storia personale circa allergie alle gramina- caee, orticaria, rinite, asma, dermatite atopica o allergie a farmaci, in parti- colare salicilati. Il capitolo delle reazioni allergiche da piante medicinali deve esser tenuto in debita considerazione perché spesso a chiedere rimedi naturali alterna- tivi giungono proprio soggetti allergici, credendo di trovarvi comunque la soluzione alle proprie difficolta Niente di pit sbagliato. Esiste ad esempio frequentemente una ipersensibilita alle Composite (Asteracee), legata alla presenza di lattoni sesquiterpenici. Esiste pure reattivita crociata. Reazioni allergiche si possono avere dopo assunzione orale di Propoli, come del resto reazioni si possono avere a piante conte- nenti salicilati in pazienti allergici all'aspirina! Inalazioni con essenze possono dare reazioni anche gravi quali il laringo- spasmo: ad esempio I'Eucalipto, ¢ la Menta: pertanto non devono essere utilizzati per via esterna (aerosol, inalazioni ecc.). Ed anche la polvere di Ispaghul pud dare anche reazioni allergiche respiratorie soprattutto nei soggetti predisposti o affetti da asma bronchiale. La Cipolla (Allium cepa L.), un ortaggio apprezzato particolarmente in gastronomia, presenta anche interessanti attivita farmacologiche (legate a vari costituenti chimici, soprattutto ai tiosolfinati e cepaeni): attivita diw tica, ipoglicemizzante, antiaggregante piastrinica, antiallergica ed antiin- fiammatoria, Sono tuttavia descritti casi di reazioni indesiderate come dermatiti da contatto, iperreattivita bronchiale e shock anafilattico. Pertanto, in considerazione dell’imprevedibilita delle reazioni da ipersen- sibilita, si raccomanda che proprio l'impiego di derivati di cipolla a scopo terapeutico nei pazienti con disordini immunologici o allergici, avvenga sempre sotto controllo medico. 105, Esistono ad esempio prodotti erboristici che vedono associati glucoman- nano ¢ Garcinia Cambogia a scopo dimagrante. Siccome la caratteristica farmacologica del Glucomannano sta proprio nel suo potere di ridurre Yassorbimento dei lipidi e degli zuccheri ma anche dei farmaci, evidente- mente l’associazione nella medesima forma farmaceutica (capsule) con sostanze ad attivité farmacologica, quale la scorza della Garcinia, riduce proprio l'attivita dell‘acido idrossicitrico, il componente attivo della Garcinia stessa. Quindi questa associazione risulta proprio un errore da non compiere! Consiglio per il consumatore Evitare l'assunzione contemporanea di fibre alimentari (glucomannano, crusca, mucillagini ec.) e farmaci in quanto si tiduce l‘assorbimento e quindi Fefficacia di questi ultimi. Altro esempio di interferenza da non sottovalutare: le fibre dietetiche pos- sono ridurre il fabbisogno quotidiano di insulina nei diabetici. Secondo esempio. Gli oli essenziali di Eucalipto e di Niaouli sono induttori enzimatici, pertanto aumentano la metabolizzazione epatica di altre sostanze farmacologiche, potendo in pratica ridurre Veffetto di numerosi farmaci b) interferenza sulla farmacodinamica Le interferenze che esistono fra i farmaci sintetici esistono anche fra le piante medicinali, e questo soprattutto nei pazienti cronici che devono assumerle per lunghi period, Esempi sono riportati nella tabella 1.23 12 Tabella 2.21 Trattamento delle reazioni allergiche *Interruzione dell’assunzione del preparato (erba, fitoterapico ecc.) * Terapia sintomatica in relazione al caso clinico (cortisonica e/o antiistaminica) sistemica 0 topica « Avvertire il proprio medico della reazione allergica 107 22 Ipersensibilita ed idiosincrasia Per idiosincrasia si intendono tutte le reazioni imprevedibili, qualitativa- mente diverse dai normali effetti ottenuti nella maggioranza dei pazienti enon attribuibili a reazioni allergiche. Come abbiamo gia riscontrato, anche in medicina naturale non vi sono leggi matematiche, 0 comunque non si pud stare a dormire su quattro guanciali! Reazioni da intolleranza esistono documentate anche in fitoterapia. Due esempi: * La Camomilla infuso @ il tipico rimedio popolare, verificato anche in medicina, capace di risolvere un vomito da gastrite acuta o da reflusso biliare. Esistono tuttavia soggetti che possono presentare vomito proprio in con- seguenza dell'assunzione di Camomilla. * Lo stesso dicasi per il decotto di radice di Liquirizia, oppure per I’estrat- to pur titolato e controllato di radice, che normalmente viene utilizzato in terapia anche per la cura della gastrite e dell’ulcera peptica! Quando uno stato di malattia o la stessa variabilita biologica provocano una risposta maggiore rispetto a quella normale alla dose media di un far- maco si parla di ipersensibilita Due esempi: * Una turba della coagulazione da assunzione di Aglio a scopo antiaggre- gante piastrinico. * La tendenza alle emorragie per riduzione del numero delle piastrine (trombocitopenia) da assunzione di estratti di China. 109 23 Interferenze farmacologiche E un luogo comune affermare che le erbe curative, in quanto prodotti naturali, possono essere assunte sempre e comunque. I] fatto stesso che siano derivati di piante pud indurre, talora anche il medico, a non riflette- Te sui problemi di farmacocinetica che ugualmente invece esistono come nei farmaci di sintesi. Un aspetto spesso trascurato & proprio quello relative alle interferenze tra piante medicinali e farmaci. Esistono ad esempio mollti pazienti che essendo in terapia farmacologica, stabilita dal medico curante o da uno specialista, decidono autonoma- mente di associare a questa tisane oppure estratti di piante in gocce o in compresse per migliorare il risultato terapeutico. Dal momento che gli estratti vegetali possono interferire negativamente sulla distribuzione nell’organismo dei farmaci assunti (farmacocinetica), cosi come sulla loro attivita biologica (farmacodinamica), ¢ doveroso che non solo il consumatore ma anche i vari operatori del settore siano a conoscenza di questo fatto per non incorrere in complicazioni a) interferenza sulla farmacocinetica (assorbimento e metabolismo) L’esempio pitt comune @ quello relativo all’assunzione di fibre vegetali che possono ridurre lassorbimento di numerosi farmaci, oligoelementi, minerali e vitamine. Per questo, un uso prolungato di fibre deve comun- que essere concordate con il medica. Attenzione anche in gravidanza! Perché con il tempo si pud ridurre soprattutto l'assorbimento di calcio e ferro con sofferenza per il feto che deve accrescersi. Un esempio pratico di interferenza provocata con errata prescrizione 0 prepara- zione farmaceutica: Glucomannano inserito in capsule insieme a sostanze farma- cologicke, vegetali e non. Lestragolo 2 presente anche nel Dragoncello o Estragone. Il rizoma de] Calamo aromatico (Acorus calamus), il cui olio essenziale contiene, in alcune varieta, il beta-Asarone, un derivato fenil-propionico ad azione cancerogena. Questa pianta dovrebbe quindi essere usata se strettamente indispensabile, con prudenza, solo su prescrizione medica, comunque sempre al di fuori della gravidanza e dell’allattamento. 116 Tabella 1.23 Interferenze farmacologiche Salvia Agnocasto effetto antagonista turbe efettrolitiche turbe elettrolitiche >> effetti glicocort. Liquirizia Marrubio acquatica ormoni tirodei antagonizza Melissa antitiroidei patenziamento Aglio antiaggreganti p. Ginkgo biloba —_anticoagulanti potenziamento Efedra digitalici guanetidina inibitori delle MAO incompatibile alcaloidi dell’Ergot glucocorticoidi Valeriana Escolzia alcol psicofarmaci teazioni imprevedibili Iperico Ledo Biancospino antiaritmici possibile interferenza Ginestra anti-MAO possibile interferenza dei Carbonai Iperico China anticoagulanti potenziamento Colchicina ‘Ciclosporina interferenza Uva ursina sostanze acidificanti inefficace leurine 13 24 La cancerogenicita Come é vero che in natura troviamo stimolanti delle difese immunitarie da usare contro il cancro ed antiossidanti contro i radicali liberi, @ altret- tanto vero che conosciamo ormai da molti anni anche alcune sostanze presenti nelle piante medicinali, responsabili loro stesse di attivita muta- gena o cancerogena. Questo fatto tuttavia non ci pud consentire di concludere che i pericoli nell'uso delle piante medicinali siano maggiori rispetto ai vantaggi. Occorre attenzione e cautela, sempre. Anche perché sappiamo che se una sostanza é tossica o cancerogena di per sé, pud non esserlo se inserita nel contesto del suo fitocomplesso. In altre parti del libro @ gia stato affrontato il problema relativo alla peri- colosita in tal senso degli antranoidi ed alla documentata cancerogenicita soprattutto degli alealoidi pirrolizidinici. Altre evidenze: Le foglie di Betel (Piper betel) fumate e masticate come le foglie di ‘Tabacco, contengono sostanze cancerogene. II suo uso abituale favorireb- be linsorgenza del carcinoma esofageo. Il Basilico contiene un olio essenziale ricco in estragolo (fino all’85%) che metabolizzato presenta azione mutagena. Attualmente I‘uso dell’olio essenziale di Basilico anche al di fuori della gravidanza deve essere riser- vato ai casi di effettiva necessita sotto diretto controllo del medico, e comunque per period: limitati. E comunque sconsigliato anche durante Vallattamento, nei neonati e nei bambini. Cosi come T'olio essenziale di Finocchio contiene estragolo, pertanto in gravidanza come pure nei bambini al di sotto dei 5 anni é pure sconsiglia- to l'uso dell’olio essenziale di Finocchio; possibile inoltre la formazione di metaboliti del trans-anetolo ad attivita estrogenica. L'uso dell’infuso non ha controindicazioni. 15 I dati possono essere inviati direttamente alla Segreteria della Societa ita- liana di Fitoterapia, oppure segnalati direttamente alla nostra Associazione Nazionale Medici Fitoterapeuti, utilizzando una semplice fotocopia dei moduli stampati nelle pagine seguenti. Associazione Nazionale Medici Fitoterapeuti (ANMFIT) Dott. Fabio Firenzuoli Ospedale S. Giuseppe, v. Paladini, 40 - EMPOLI Tel. 0571 7021 - Fax 702629 Societa Italiana di Fitoterapia (SIFIT) Prof.ssa Daniela Giachetti Ist. Biologia Generale, v. T. Pendola, 62 - SIENA. Tel. 0577 263525 - Fax 263509 25 Controindicazioni Ancora troppo spesso in rubriche specializzate di periodici, casi come nei sempre pitt numerosi_programmi televisivi che si occupano di benessere e di salute, si afferma che le erbe curative, proprio perché sono ‘prodatti naturali’ non hanno controindicazioni. questo un altro luogo comune da sfatare! E se vogliamo utilizzare le piante nel modo migliore, traendone tutti i possibili vantaggi, ¢ opportu- no conoscerne anche i limiti, al fine di utilizzarle solo nei casi indicati. Vi sono malattie nelle quali non si devono utilizzare certe piante o derivati a scopo terapeutico perché rischiosi? Certamente! Come succede per i farmaci di sintesi, cosi esistono controin- dicazioni ai fitaterapici. Ecco alcuni esempi: * Allergia all’aspirina * I pazienti non devono assumere estratti o infusi di Olmaria, Salice, Pioppo, Betulla, Gualtheria, se non sotto controllo medico. * Malattie neuropsichiatriche* I pazienti devono assumere con cautela i seguenti estratti: Issopa olio essenziale, Kawa-kawa (Piper metysticum Forster), Rauiwolfia serpentina, Menta olio essenziale, Salvia olio essenziale, Assenzio, Efedra. Cautela occorre anche nell’uso di Ginseng ed Eleuterococco in pazienti ansiosi o insonni. +Ipertensione arteriosa e tachicardia + Negli ipertesi non deve essere utilizzata la Ginestra dei Carbonai, pianta ad attivita cardiocinetica, che contiene tiramina, presente anche nel Cardo Mariano. Non deve essere assolutamente impiegata Efedra sinica (Ma- 7 Huang). Controindicata la Liquirizia. Cautela nell’uso delle droghe a metil-xantine: Guarana, Mate, Caffe, Té, ¢ Cola.Cosi come dell'Idraste (Hydrastis canadensis L.), Ginseng ed Eleutero- cocco, i cui estratti sono comunemente impiegati come tonici, ricostituenti ‘adattogeni’. *Ipotensione * Sono controindicati tutte le droghe ed estratti ad attivita diuretica e la Cardiaca (Leonorus cardiaca L.). *Disturbi ematologici » China, Meliloto ed Aglio devono essere usati con cautela in pazienti emorragici o con turbe della coagulazione. * Malattie dello stomaco e duodeno + Tutte le piante a contenuto in amari sono controindicate in presenza di gastrite ed ulcera peptica, in particolare: Arpagofito (Harpagophytum procumbens DC), Angelica, Assenzio, Centaurea minore, Cicoria, China, Condurango, Genziana, Marrubio, Tarassaco, Quassia amara, alcuni dei quali presenti anche in Specie compo- ste per tisane del Formulario Nazionale. Altre piante controindicate Anserina (Potentilla anserina L.) Primula (Primula veris L.) Rauwolfia serpentina Cappuccina (Tropaeolum majus L.) Cren (Armoracia rusticana) Nasturzio (Nasturtium officinale L.) Edera (Hedera helix L.) Guajaco (Guajacum officinale) Amamelide (Hamamelis virginiana L.) Aglio (Allium sativum L.) 18 Grindelia (Grindelia robusta Nuttal) Cola (Cola acuminata Schum) Curcuma (Curcuma xanthorrhiza Roxburgh) Senape (Sinapis alba L.) Quillaia (Quillaia saponaria Molina) Le piante a salicilati (Salice, Olmaria ecc.) possono essere utilizzate solo se prescritte dal medico, perché possono comunque riacutizzare una preesi- stente ulcera 6 provocarne un sanguinamento acuto. Cautela pure nell’uso di alcuni oli essenziali, soprattutto Timo, Origano e Cannella. * Subocclusione intestinale * (meccanica) Mucillagini, Lino, Manna, Psillio, Crusca, Ghacomannano. + Epatopatie * Non utilizzare nessuna forma estrattiva a contenuto alcolico (tinture, tin- ture madri, SIPF ecc.). Nei pazienti affetti da epatopatie & controindicato I'uso di piante ad alea- loidi pirrolizidinici (Borragine, Farfara, Consolida, Petasites...), Larrea, Camedrio, Yehimbee, Liquirizia, Eucalipto (gravi epatopatie), droghe a tannini, ed Aronga (Harungana madagascariensis Lamarck). *Ostruzioni delle vie biliari + Sono controindicati tutti i coleretici e colagoghi. + Pancreatiti acute e croniche + Aronga (Harungana madagascariensis Lamarck). * Asma bronchiale + Lolio essenziale di Pina, cosi come I'essenza ed il macerato glicerinato di Abete possono determinare broncospasmo. I pazienti asmatici devono utilizzare Aglio e Propoli con cautela e secondo prescrizione. 1g * Sindrome premestruale + Liquirizia, Salvia. * Iperestrogenismo * Luppolo, Salvia, Cimicifuga, Fieno greco, Medicago sativa. * Ipotiroidismo « Cardiaca, Marrubio acquatico, Melissa. * Ipertiroidismo * Fucus, Laminaria, Avena. * Diabete + Efedra, Liquirizia. Cautela nell'impiego di ipoglicemizzanti. * Insufficienza renale - nefriti * Cren, Sedano, Asparago e tutti i diuretici dovrebbero essere utilizzati sol- tanto su prescrizione medica. Ginepro, Levistico (Levisticum officinale Koch.}, Kawa-kawa, Sandalo (Santalum album L.), Senape (Sinapis alba L.), Cappuccina (Tropacolunt majus L.), Yohimbee. * Ipertrofia prostatic Efedra, droghe ad alcaloidi atropinici. Cautela con i diuretici! * Malattie autoimmuni * L’Echinacea dovrebbe essere utilizzata con prudenza e comunque sempre sui prescrizione medica nella patologia sistemica autoimmune, TBC, scle- rosi multipla, AIDS. 120 26 uso delle erbe in gravidanza ed allattamento Molte erbe utilizzate a scopo abortivo nella medicina popolare sono in. realta tossiche (basti pensare alla Ruta o al Prezzemolo). La donna in stato di gravidanza e durante Iallattamento che necessiti di una terapia medica, pud rivolgersi alla fitoterapia, tuttavia sono d’obbligo alcune considerazioni.L’uso di erbe in gravidanza comunque non pud prescindere dai classici principi di farmacologia generale, riservando la fitoterapia ai casi di stretta necesita, soprattutto nel primo trimestre di gravidanza, non certo da usare a scopo preventivo. Il motivo risiede soprattutto nel fatto che la farmacocinetica e gli effetti farmacologici di molte piante non sono del tutto conosciuti, alcune poi presentano effetti di tipo ormonale o sulla contrattilita uterina, pertanto devono essere sem- pre assunte con cautela. * Di molte piante medicinali in commercio nel nostro Paese sono cono- sciuti i loro costituenti principali, ma soltanto di alcune conosciamo sicuri effetti collaterali nell’uomo. * Le conoscenze relative alla farmacocinetica ed alla farmacodinamica del fitocomplesso di una pianta sono generalmente ancora inferiori a quelle che si hanno per i singoli componenti cosi come i farmaci di sintesi. E que- sto vale a maggior ragione su donne in stato di gravidanza. * Sostanze ad altissima diffusibilita (come gli oli essenziali) e droghe ad alcaloidi, sono potenzialmente tossiche per il feto ed il neonato. Le preparazioni a base di erbe curative o di fitoterapici possono essere assunte in gravidarrza soltanto sotto il controtlo del medico curante. Nel primo trimestre di gravidanza utilizzare farmaci e piante medicinali solo in caso di effettiva necessita. 121 Per il rischio di danni all'embrione e di aborto non devono essere utilizza- te piante con: * amari * oli essenziali * lassativi antrachinonici Ed in particolare: Aloe Ledo Assenzio Liquirizia Brionia Melograno ‘Calamo aromatico Nace moscata ‘Cannella cinese Partenio. ‘Cannella Peonia Chenopodio Pervinea China Pimpinella Cocomero asinino Podophyllum Calchico Prezzemolo Coloquintide Pulsatilla Consolida Rauwolfia Curcuma Robbia Epatica Rosmarino Escolzia Salvia Farfara Segale cornuta Ginepro Tanaceto Ginestra dei Carbonai Timo Issopo Zenzero Kawa-kawa Durante I’allattamento non possono essere assunte piante a contenuto in sostanze amare che passando nel latte lo renderebbero sgradevole; piante ad alcaloidi pirrolizidinici e piante contenenti fitormoni. Infine delle piante tradizionalmente considerate come favorenti la secre- zione lattea ricordiamo la Galega, il Finocchio, I’ Anice ¢ la Verbena officina- Jis, ma tutte senza alcuna adeguata conferma scientifica. 27 Farmacovigilanza Due rapporti pubblicati sul British Medical Journal (1995) riferendosi alla casistica relativa a manifestazioni tossiche ed a fenomeni collaterali conse- guenti alla somministrazione di prodotti da erboristeria, sollecitano le autorita sanitarie del Regno Unito a rendere abbligatorio il monitoraggio di quei prodotti, similmente a quanto gia avviene per le specialita farma- ceutiche. Nel nostro Paese, su proposta personale (Firenzuoli F., III* Congresso SIFIT, Castiglioncello, 1995) é stato istituito un Centro per il monitoraggio di eventuali reazioni avverse da piante medicinali e derivati al fine di: * giungere ad una maggiore conoscenza della farmacologia ¢ della tossi- cologa delle piante medicinali e derivati * prevenire eventuali conseguenze sui pazienti. Pertanto sono stati predisposti moduli di segnalazione che possono essere utilizzati dal medica (Madelle A) oppure da parte di qualunque cittadi- no, paziente, farmacista, erborista... (Modelle B) allo scopo di raccogliere tutte le notizie utili ad evidenziare eventuali effetti collaterali gravi o meno gravi, prevedibili o imprevedibili, di tipo allergico o non, interazio- ni con farmaci ecc., derivanti dall'uso di droghe vegetali o loro prepara- zioni. Tutte le notizie saranno raccolte ed esaminate da un’apposita commissio- ne scientifica al fine di valutare il fenomeno riferito, effettuare le davute ricerche per stabilire o meno il nesso di causalita tra l’evento e l'assunzio- ne del fitoterapico, acquisire i dati e predisporre le eventuali misure da adottare: segnalazione al Ministero della Sanita, segnalazione a mezzo. stampa ecc. 123 ricche di flavonoidi ad azione cardiotonica, e di Digitale, permette una migliore biodisponibilita della Digitale stessa limitandone anche gli effetti collaterali. Ma non é sempre cosi facile. Non si possono miscelare casualmente piante medicinali che tra loro potrebbero anche antagonizzarsi, sia durante il rilascio di principi attivi siaa livello farmacologico. Inoltre pitt piante associamo minore sara la concentrazione dei singoli principi attivi e maggiore sara il numero di classi di sostanze chimiche presenti Si vedono ad esempio miscele di erbe per tisana con dieci ed oltre compo- nenti, II risultato é che * si riducono le possibilita dell'effetto farmacologico ricercato * aumentano i rischi di interferenze ed effetti collaterali Le radici di Liquirizia rilasciano una quantiti maggiore o minore di acido glicirri- zico a seconda che siano associate ad alcune piante piuttosto che ad altre, La liquirizia presente nella tisana Bardana composta rilascia addirittura il doppio di acido glicirrizico rispetto alla tisana Timo composto, nella quale & presente nella medesima percentuale e preparata con le stesse modalita (decotto 10 minuti da freddo): acido glicirrizico (presente nella tisana) Bardana composta - decotto a freddo 58 microg/ml (con radici di liquirizia 10%) Timo composte - decotto a freddo 26 microg/ml (con radici di liquirizia 10%) Lo schema dimostra l'importanza della associazione tra piante nella capacita di estrarre pid o meno principi attivi, Altro esempio. Con alcune erbe (Biancospino, Cardiaca e Vischio) le foglie di Olivo rila- sciano una maggiore quantita di oleuropeina quando utilizzate sotto forma di infuso piuttosto che come decotto. Lolivo invece associato ad altre erbe (Ortosiphon, Tarassaco e Carciofo) rilascia pitt oleuropeina se utilizzato sotto forma di decotto o decotto da freddo per 10 minuti: oltre il 60% in pitt rispetto all’infuso. 130 FARMACOVIGILANZA IN FITOTERAPIA Scheda di segnalazione Modello A Seso MO OF Iniziali del pazient Eta Data insorgenza della reazion Reazione...... Droga o preparato sept. Forma Dosaggio Via di somministrazione Frequenza Durata della terapia Malattia o motivo delluso de! fitomedicamento ‘Trattamento della n Esito della reazione Relazione tra droga e reazione guarigione certa guarigione con postumi probal gagaa morte possibile dubbia sconosciuta Ripresa della droga Ricomparsa dei sintomi si a si a no a Ro a Altri farmaci o fitomedicamenti assunti contemporaneamente. Motive. Condizioni predisponenti che hanno contribuito alla comparsa della rea: USL alla quale viene inviato questo rapporto... Ulteriori eventuali commenti ed annotazioni Indirizzo e firma del medico.... 125 FARMACOVIGILANZA IN FITOTERAPIA Scheda di segnalazione Modello B Effetti indesiderati da piante medicinali (da compilarsi a cura del cittadino) ‘Quale reazione indesiderata ha osservato?. Quando? Quanto ?-durata? Cosa stava assumende?... Nome commerciale o composizione del prodotto tisana . compresse/ capsule gocee sciroppo pomate/lozioni supposte/ovuli aerosol altro Quante volte al giorno? Da quanto tempo? Der quale disturbo? Lee stato prescritte dal medico?, L/aveva gia preso in passato? Ha mai avuto la stessa reazione:’ ‘Con quale altro prodotto © medicinal Ha informato il suo medico curante?... ‘Come é stata curata la reazione?....... sospeso il prodotto =O ridottaladose © Adesso la reazione & scomparsa? si completamente a non del tutto USL....... Parte terza Errori possibili 28 Conviene associare le piante? A proposito del fatto se convenga o meno associare pid erbe curative o derivati tra loro, a scopo sinergico, due considerazioni si impongono 1. Quanto piii alto é@ il numero delle piante utilizzate nella miscela di erbe per infuso, o nella compasizione di compresse 0 tavolette di estratti, tanto minore @ la concentrazione della singola pianta presente, e pertanto tanto minore sara il suo effetto farmacologico. A cid spesso si controbatte con il concetto della sinergia: cio che piti sostanze con meccanismo d’azione diverso concorrono al medesimo risultato, raggiungibile con dosi minori dei singoli componenti. E questo é certamente vero, maa tutto ¢’@ un limite! Ad esempio é stata dimostrata la maggiore attivita battericida dell’asso- ciazione dell’olio essenziale di timo con quello di origano. Esistono tuttavia in commercia prodotti con lunghe liste di componenti, alcuni dei quali in quantita infinitesimali, che in realta servono soltanto a carpire lattenzione del consumatore sprovveduto; cosi come si vedono consigliare, o prescrivere da improvvisati esperti, miscele di oltre dieci erbe per un infuso, con concentrazioni finali inferiori anche di dieci volte a quelle richieste! 2. Quanto maggiore é i] numero delle piante utilizzate in una preparazio- ne, tanto maggiore é il rischio di interferenze chimiche, e farmacologiche. Importanza dell’associazione con altre piante ILricordato effetto sinergico presente gia tra i vari costituenti di una stessa pianta pud realizzarsi spesso anche tra piante diverse, giustificandone pertanto I'associazione. io indicativo. trazione contemporanea di sommita fiorite di Biancospino, 129 ricche di flavonoidi ad azione cardiotonica, e di Digitale, permette una migliore biodisponibilita della Digitale stessa limitandone anche gli effetti collaterali. Ma non é sempre cosi facile. Non si possono miscelare casualmente piante medicinali che tra loro potrebbero anche antagonizzarsi, sia durante il rilascio di principi attivi siaa livello farmacologico. Inoltre pitt piante associamo minore sara la concentrazione dei singoli principi attivi e maggiore sara il numero di classi di sostanze chimiche presenti Si vedono ad esempio miscele di erbe per tisana con dieci ed oltre compo- nenti, II risultato é che * si riducono le possibilita dell'effetto farmacologico ricercato * aumentano i rischi di interferenze ed effetti collaterali Le radici di Liquirizia rilasciano una quantiti maggiore o minore di acido glicirri- zico a seconda che siano associate ad alcune piante piuttosto che ad altre, La liquirizia presente nella tisana Bardana composta rilascia addirittura il doppio di acido glicirrizico rispetto alla tisana Timo composto, nella quale & presente nella medesima percentuale e preparata con le stesse modalita (decotto 10 minuti da freddo): acido glicirrizico (presente nella tisana) Bardana composta - decotto a freddo 58 microg/ml (con radici di liquirizia 10%) Timo composte - decotto a freddo 26 microg/ml (con radici di liquirizia 10%) Lo schema dimostra l'importanza della associazione tra piante nella capacita di estrarre pid o meno principi attivi, Altro esempio. Con alcune erbe (Biancospino, Cardiaca e Vischio) le foglie di Olivo rila- sciano una maggiore quantita di oleuropeina quando utilizzate sotto forma di infuso piuttosto che come decotto. Lolivo invece associato ad altre erbe (Ortosiphon, Tarassaco e Carciofo) rilascia pitt oleuropeina se utilizzato sotto forma di decotto o decotto da freddo per 10 minuti: oltre il 60% in pitt rispetto all’infuso. 130 29 Le incompatibilita Frequentemente si osservano associazioni improprie per incompatibilita tra piante. Lincompatibilita pud essere di tre tipi: a) chimica Droghe o derivati di piante non possono essere associati per incompatibi- lita chimica: si possono formare composti inattivi ma anche pericolosi Ad esempio sono incompatibili alcaloidi e tannini, oppure glucosidi ¢ metalli pesanti, cosi come I'Idraste e I‘ Amamelide estratto fluido. Preparati di Tormentilla sono incompatibili con ferro, iodio, alcali, rame, bismuto, Aloe, Camomilla, Ratania bistorta, Quercia e Salicaria. b) fisica Si pud avere intorbidamento, precipitazione o semplicemente cambia- mento di colore se si mischiano sostanze in veicolo non idoneo. Ad esem- pio tintura madre con un olio essenziale in proporzioni non idonee. c) farmacologica Erroneamente possono essere associate piante che presentano effetti opposti. Esempi: estratti di Belladonna ed Jaborandi, oppure radici di Altea e radi- ci Genziana. 30 Errori nella preparazione delle tisane Con il termine tisane intendiamo una serie di estratti acquosi di piante medicinali utilizzabili a scopo terapeutico o preventivo, o pitt semplice- mente ‘salutistico’, e che rappresentano la forma tradizionale di prepara- zione domestica, molto diffusa nel nostro Paese. Ed é proprio in virti: dell’enorme diffusione di questo tipo di preparazio- ne che i consumatori devono conoscerne le pitt importanti caratteristiche, per poterle utilizzare a scopo terapeutico nel migliore dei modi. Ecco alcune considerazioni d’obbligo. 1) Essendo il solvente costituito dall’acqua, saranno pit: o meno par: mente estraibili i costituenti chimici lipofili, come ad esempio gli oli essenziali. 2) Il calore di per sé determina l'evaporazione delle sostanze volatili (soprattutto durante l'ebollizione prolungata), ma al tempo stesso favori- sce l'estrazione di sostanze quali ad esempio i tannini. 3) Spesso I'erba residua contiene ancora una grossa percentuale di princi- piattivi non estratti. 4) Dopo T'estrazione non ¢’é alcun processo di concentrazione, pertanto i principi attivi presenti sono molto diluiti e non sono titolati. 5) Possono presentare ampia variabilita in principi attivi, anche in relazio- ne all’associazione con piante diverse (vedi paragrafo successivo). 6) Non sono conservabili, 7) Inconvenienti ‘tecnici’ sono ad esempio rappresentati dal gusto 0 sapo- re, oppure dalla presenza nella tisana di parti di pianta (ad esempio I'infu- 133 so di fiori di Verbasco deve essere filtrato accuratamente, in quanto posso- no rimanere fastidiosi peluzzi). Da tutto questo si comprende come oggi, in realta, la tisana sia da consi- derare un elemento terapeutico complementare piuttosto che fondamentale. Come si prepara correttamente una tisana? I fattori pit importanti da considerare sono rappresentati da: * quantiti di droga utilizzata * qualita della droga (grado di sminuzzamento) * quantita del liquido * metodo di estrazione (infuso, decotto, macerato) Tl legno, la corteccia, le radici ed i semi preferibilmente devono essere sminuzzati al momento dell’uso, in modo da evitare la dispersione di alcuni componenti, come ad esempio Volio essenziale, mentre invece le foglie ed i fiori si tovano gia disponibili in commercio nella forma taglio tisana (tt). La droga pud essere singola, oppure miscelata ad altre. In que- sto caso vi deve essere una certa omogeneita, nel senso che non dovranno ad esempio essere mischiate foglie con radici, oppure corteccia con fiori ecc. I] numero delle erbe o piante utilizzate in una miscela dovra comun- que essere limitato, altrimenti la dose delle singole piante pud diventare troppo bassa rispetto a quella minima richiesta, ed al tempo stesso aumenta il rischio di interazioni. Una miscela di erbe dovrebbe comunque contenere una pianta principale, una pianta complementare ed una come correttivo del sapore o dell’aspetto. Sono da evitare le erbe preconfezionate in bustine-filtro, a meno che non riportino Vesatta composizione. Spesso non sono conformi alle norme previste dalla Farmacopen. Esempio. Se vogliamo preparare una tisana con Liquirizia ed Altea da utilizzare nei casi di ulcera duodenale dobbiamo ricorrere al seguente metodo: - mettere le radici di Liquirizia in un recipiente con acqua a temperatura 134 ambiente - portare ad ebollizione - far bollire per 10 minuti - spengere il fuaco -aggiungere le radici di Altea - lasciare in infusione 20 minuti - filtrare La tisana @ cosi pronta per essere assunta, e possibilmente tiepida. Le radici di Altea infatti non dewono essere sottoposte ad ebollizione. Esiste infine la possibilita di utilizzare miscele di erbe per tisane espresso, confezionate cioé per essere inserite nel comparto del filtro di una norma- Je caffettiera moka; l’estrazione in questo caso é certamente piti completa e costante. a) Infuso Si ottiene versando circa 150 ml di acqua bollente sulla quantita di droga Tichiesta, in un contenitore di vetro 0 porcellana; si mantiene coperto per un tempo di circa 10-15 minuti, quindi si filtra e si beve, con o senza Vaggiunta di miele. Si tratta di una preparazione generalmente idonea all’estrazione di sostanze attive dalle foglie e dai fiori delle piante. b) Decotto Si ottiene unendo la quantita di droga prescritta all'acqua a temperatura ambiente (circa 200 ml). Si porta ad ebollizione lasciandola poi bollire per 5-10 minuti. Si lascia riposare per 10-15 minuti ¢ poi si filtra. E la prepara- zione pit adatta alle cortecce e radici. c) Macerato Per ottenere un macerato occorre disporre la droga in acqua a temperatu- ra ambiente ¢ mantenercela per alcune ore, senza pero I'azione del calore. Questa é una preparazione adatta all'estrazione di mucillagini. L’Altea ad esempio @ una pianta la cui radice contiene mucillagini ad atti- vita lenitiva sulla mucosa dello stomaco ¢ che bene si presta all’estratto macerato a freddo: il decotto classico invece estrarrebbe anche altri costi- tuenti che possono disturbare i processi digestivi. 135 Alcuni esempi dimostrano tuttavia come sia talora da preferire l'infuso oppure il decotto senza scelte di principio: Melissa foglie Rilascia acido rosmarinico in eguale misura quando utilizzata come infu- 80 © come decotto, ma I’infuso rispetto al decotto risulta contenere pid olio essenziale ed inoltre & pitt gradevole. Camomilla matricaria fiori Rilascia pid apigenina (flavonoide) quando utilizzata come decotto piut- tosto che come infuso. Menta piperita foglie da preferire come infuso di foglie rispetto al decotto perché permette di estrarre il 90% dell’acido rosmarinico presente insieme alla maggior quan- tita di olio essenziale. Senna follicoli L'infuso permette di estrarre la maggior quantita di sennosidi, Frangula corteccia Il decotto al 3% per 10 minuti permette di estrarre la maggior quantita di glucofranguline, oltre il 30% in pit di quante siano estraibili con un decot- to di soli 5 minuti. Tannini Liacido gallico, un tannino presente nelle foglie di Amamelide, e respon- sabile dell‘azione astringente della pianta, ® maggiormente estratto mediante il decotto di 5 minuti piuttosto che l’infuso o un decotto mag- giormente prolungato, Liacido gallico presente invece nella radice di Tormentilla é maggiormen- te estraibile mediante la decozione di 10 minuti da freddo. Esistono inoltre abitudini abbastanza diffuse che dovrebbero essere mag- giormente sottoposte a controllo clinico da parte del medico curante, in quanto erroneamente sottovalutate: ci riferiamo in particolare all’uso, o meglio all’abuso di tisane ‘depurative’, diuretiche, lassative o dimagrantil 136 Detto questo, esistono tuttavia molti casi nei quali @ propriamente indica- to l'impiego di un infuso o decotto piuttosto di un’altra forma di estratto: quando si desideri ad esempio una preparazione ad attivita sedativa, oppure disinfettante sulle vie urinarie, oppure semplicemente una bevan- da di conforta, Esempi di errori Un esempio é l'infuso di fiori di Verbasco, pianta ricca in mucillagini ¢ glucosidi iridoidi ad attivita antiinfiammatoria specifica per 'apparato respiratorio; deve essere filtrato accuratamente, onde eliminare i peli irri- tanti. Le dosi della droga e le modalita di preparazione devono quindi essere sempre ben precisate. Un altro semplice esempio per tutti: V Altea (Althaea officinalis) & una pian- ta medicinale la cui radice contiene molti polisaccaridi complessi (gluco- mannani, amidi ecc.) solubili in acqua ad azione antiinfiammatoria e pro- tettiva delle mucose. Per ottenere un preparato ad azione, ad esempio gastroprotettiva, occorre un macerato a freddo della radice e non il decot- to classic, che con lestrazione degli amidi avrebbe un effetta opposto, cio’ quello di aumentare il contenuto gassoso nel tubo digerente e peggio- rare il disturbo dispeptico. 137 31 La scelta del fitoterapico Innanzi tutto al consumatore meno esperto deve essere ben chiaro il con- cetto per cui di una stessa pianta possiamo utilizzare diverse droghe vege- tal: * gemme * foglie, fiori * frutti, semi * corteccia * rizoma, radici * tuberi, bulbi Ed un esempio della diversita biologica ci viene offerto dalla Betulla: foglie ipocolesterolemizzanti e diuretiche corteccia antifebbrile resina disinfettante Ad ogni parte della pianta, pit correttamente definita con il termine di droga & possibile applicare poi uno dei tanti metodi estrattivi, ed ottenere un preparato specifica. Entrando oggi in una qualsiasi erboristeria o farmacia, & possibile notare oltre ai sacchi contenenti erbe vere e proprie, quelle da sempre conosciute, maltissimi tipi di colorate e talvolta stravaganti confezioni di tavolette, capsule, gocce, opercali ecc. al punto tale che talvolta verrebbe da pensare di aver sbagliato negozio! «E la moderniti» potrebbe dire qualcuno! «Non ¢’é pid rispetto per la tra- dizione» potrebbe dire un altro! Come orientarsi allora? Il rischio vero & che vengano considerati tutti estratti, pil: o meno, bioe- quivalenti, articolando cosi la scelta magari su altri parametri (costo, eti- chetta...) che non piuttoste la titolazione e la qualita del prodotto. 139 Con il termine generico di estratfo si intende in realté un gruppo di prepa- razioni particolari che permettono un potenziamento delle attivité farma- cologiche delle piante perché rendono meglio disponibili le sostanze in esse contenute: i vari metodi estrattivi forniscono derivati stabili, ed alcu- ni dei quali standardizzati nel loro contenuto in principi attivi, ed inoltre confezionabili in forme farmaceutiche idonee ad una determinata terapia. 1. Il problema del solvente Gli estratti a contenuto alcolico non indifferente (tinture madri, SIPF ecc), ovviamente non possono essere utilizzati per via orale negli epatopatici e nei bambini, a parte i casi di vera necessita. Altri prodotti sono irritanti in quanto tali e non per i solventi, come ad esempio certi oli essenziali, in quanto contengono fenoli, aldeidi, terpeni ecc. Un giovane paziente con epatopatia aspecifica si stava curando da cirea tre anni con una miscela di tre tinture madri. Non trovando tuttavia giovamento alcuno (test di laboratorio costantemente altera- ti) giunge alla nostra attenzione. Il sospetto di una cirrosi epatica viene confermato definitivamente con la biopsia epatica. Fino a quel momento pertanto il paziente si era certamente curato ‘con erbe’, in | realta tuttavia molto pericolose per lui perché erano tutte veicolate in alcol... | Caso clinico La prescrizione di polvere di Genziana in capsule a scopo aperitivo & invece un esempio di errore opposto; tutti gli amari infatti devono essere somministrati in forma liquida (tintura o estratto fluido), circa 30 minuti prima del pasto, lentamente sorseggiati in bocca, in modo da stimolare i recettori gustativi, e stimolare la secrezione cloridropeptica dello stomaco. 2. Metodi estrattivi Un potenziamento delle attivita farmacologiche delle piante si ottiene mediante i metodi estrattivi che forniscono derivati pit. o meno stabili nel tempo, controllabili nel tenore in principi attivi, e confezionabili in forme farmaceutiche le piti idonee ad una determinata terapia. Ecco perché la 140 droga propriamente detta viene quasi sempre utilizzata sotto forma di estratto, limitandosi I'uso diretto per tisane prevalentemente alla medici- na popolare ed all’automedicazione. La droga pud essere pertanto pulita, frantumata, polverizzata e sottoposta all’azione di un solvente che successivamente viene fatto evaporare in parte o completamente, oppure pud venire sottoposta da fresca a spremi- tura, oppure ancora ad un proceso di distillazione in corrente di vapore. Ad esempio dalle coccole del Cipresso si pud ottenere * per distillazione l'olio essenziale, ricco in terpeni, indicato nella patolo- gia catarrale dell’apparato respiratorio * per percolazione l'estratto fluido, ricco in tannini ¢ flavonoid, indicato nelle malattie dell'apparato venoso (emorroidi ed insufficienza venosa). Quindi due farmaci diversi, che non devono essere confusi! Di seguito elencati alcuni esempi di droghe vegetali e preparazione speci- fica al fine di ottenere un determinato effetto farmacologico. * Altea (Althaea officinalis) antiinfiammatorio-antiacido parte utilizzata: radici preparazione indicata: macerato acquoso a freddo * Ribes (Ribes nigrum) antireattivo parte utilizzata: gemme preparazione indicata: macerato glicerinato * Ippocastano (Aesculus hippocastanum) tonico venoso parte utilizzata: semi preparazione indicata: estratto secco + Aglio (Allium sativum) antiaterosclerotico parte utilizzata: bulbi preparazione indicata: estratto secco 141 + Uva ursina (Arctostaphylos woa-ursi) disinfettante urinario parte utilizzata: foglie preparazione indicata: infuso * Genziana (Gentiana lutea) amaro-tonico parte utilizzata: radice preparazione indicata: Estratto fluido FU * Timo (Thymus oulgaris ) antimicrobico parte utilizzata: sommita fiorite preparazione indicata: Olio essenziale FU + Arpagofito (Harpagophytuin procumbens) antiinfiammatorio parte utilizzata: radici secondarie FU pteparazione indicata: Estratto secco Liquirizia (Glycyrrhiza glabra L.) antiacido parte utilizzata: radici preparazione indicata: succo condensato o estratto 3. Le preparazioni di uso comune Le piante medicinali utilizzabili in terapia possono essere impiegate in varie preparazioni e forme farmaceutiche come descritto nella tabella recente introduzione sul mereato, e non tutte ancora inserite nella Farmacopen Italiana. Si deve tuttavia sapere che per ogni tipo di preparazione cambia la concentrazione e la qualita delle sostanze estratte, e pertanto diverse saranno [attivit farmacologica del 1.32, alcune delle quali prodotta e le relative indicazioni cliniche. 142 Tabella 1.31 Preparazioni fitoterapiche Infuso. Decatto Polvere Estratto fluida Estratto secco titelato Tintura madre Olio essenziale Sospensione pianta fresca Macerato glicerinato *Estratto Fluido Preparazione liquida, densa, ottenuta con vari procedimenti a partire generalmente dalla droga secca messa a contatto con salvente (percolazio- ne) per l‘estrazione, e successivamente concentrata per evaporazione fino ad ottenere i] rapporto 1:1 con i principi attivi della droga secca. Limpie- go degli estratti fluidi in terapia sta decisamente tramontando. * Estratto Secco Ottenuto per evaporazione totale del solvente a temperatura inferiore a 50°. Una migliore solubilita e conservazione si ha con gli estratti secchi nebulizzati titolati, e standardizzati, garanzia importante per il medico che li prescrive e per il paziente che li assume come farmaci. * Olio essenziale Gli 0.2. sono miscele di sostanze aromatiche di varia natura chimica (aldeidi, alcoli, chetoni ecc.), estratte dalle piante generalmente per distil- lazione in corrente di vapore, pid raramente per spremitura. Sono poco 143 solubili in acqua. Si utilizzano puri in piccolissime quantita, diluiti in alcol oppure in capsule. * Succo Preparazioni ottenute per spremitura e/o centrifugazione contenenti tutti i costituenti della pianta fresea, non concentrati e senza solventi. Una volta aperta la confezione si mantengono solo in frigorifero. * Sospensioni di pianta fresca Piante fresche scelte e controllate, vengono congelate rapidamente con il metodo Quick Freezing a -196 °C in azoto liquido, e successivamente lavo- rate. I] contenuto alcolico serve per la conservazione bloccando tutte le reazioni enzimatiche della pianta. Vi sono inoltre due forme estrattive particolari in quanto presenti in far- macopea francese ed assimilati erroneamente ai farmaci omeapatici: la tintura madre ed il macerate glicerinate. Si preparano a partire dalla pian- ta fresca, sono entrambi a bassa concentrazione ¢ non titolati. * Tintura madre E un estratto alcolico (60-70") ottenuto da pianta fresca, in modo tale che 1 g TM = 0.1 g di pianta disidratata, incluso nella RU. Francese. La Tintura RU. invece é ottenuta da pianta secca, in una settimana a pitt alta gradazione. * Macerato glicerinato Ottenuto per azione del solvente acqua-glicerina-alcol su gemme fresche, giovani germogli ecc. Ricco in fattori di crescita ed ormoni vegetali, il macerato glicerinato (chiamato anche gemmoterapico) viene diluito 1:10 secondo la F.U. francese. Fin quando non sara possibile definire e standar- dizzare questo tipo di prodotto fitoterapico con markers farmacologici specifici, rimane a far parte della terapia medica empirica. Dubbi esistono anche circa I’opportunita del veicolo (glicerina) ¢ della diluizione. 144 A questo punto il consumatore attento non deve farsi trarre in inganno, perché ora pud comprendere che in realta differenze sostanziali tra una capsula, un opercolo, una tavoletta ecc., non ce ne sono. Quello che in realta conta ¢ il tipo di estratto che sta dentro alla capsula o alla tavoletta, non certo la forma esteriore. Esistono in commercio tuttavia anche preparazioni in capsule, compresse ecc., che in realta contengono non tanto estratti concentrati nel vero senso della parla come abbiamo prima spiegato, bensi soltanto la polvere della pianta, cioé la pianta essiccata e polverizzata, senza alcun processo estrat- tivo. E facilmente intuibile come la polvere di una pianta medicinale, pur venduta in erboristeria o farmacia, a parte aleune eccezioni, abbia scarso potere farmacologico. La scelta del tipo di preparazione quindi é un momento importante, in fitoterapia, e non pud certo essere lasciata al gusto 0 alla simpatia del paziente o del cliente! E quindi da pretendere che sulla confezione del prodotto acquistato sia ‘ben descritta la composizione qualitativa e quantitativa, anche perché sol- tanto cosi il medico quando possibile potra ben sostituire ad esempio un farmaco di sintesi con un prodotto erboristico, oppure decidere di asso- ciarli nella terapia di una certa malattia. Importante é chiarire subito che utilizzare estratti particolari quali ad esempio gli oli essenziali non significa utilizzare profumi, bensi semmai uti- lizzare medicine profumate, nel senso che al di 14 del profumo l’olio essen- ziale estratto da una pianta aromatica, in virti della sua estrazione e com- posizione, presenta un concentrato di sostanze particolarmente attive dal punto di vista farmacologico e pertanto non @ assolutamente giustificata Vautomedicazione con queste forme di preparazioni. Gia a piccolissime dosi (milligrammi) gli oli essenziali sono attivi, ¢ pro- prio per questo sono possibili anche casi di intossicazione o comunque effetti collaterali. Limpiego di questi preparati a scopo medicinale senza prescrizione del medico @ certamente da riservare all'uso esterno, soprat- tutto nei vaporizzatori per ambienti. Quando necessita invece I’assunzio- ne per via orale di un olio essenziale occorre certamente cautela ed il con- siglio di un esperto, Cid permette anche I'uso sicuro di un particolare esame di laboratorio, lV'Aromatogramma, utilizzato in clinica al pari dell’antibiogramma, per determinare I’esatta sensi di un germe ad alcuni oli esses ,e quindi anche di predisporre un‘adeguata terapia antibatterica con oli essenziali, 45 L’Aromatogramma diventa un esame di laboratorio importante soprattut- to nei casi di infezioni recidivanti o croniche (tonsilliti recidivanti, infezio- ni ricorrenti delle vie urinarie, bronchite cronica, vaginiti ecc.). 146 32 Errori di posologia La misura dell’imprecisione che vige tutt’oggi in questo settore la possia- mo desumere dalle molte riviste rosa nelle quali spesso si indica la dose di erbe da usare per infusi o quant‘altro a ‘pizzichi’: «Prenda un pizzico di semi di finocchio, due pizzichi di margheritina... e ne faccia una bella tisana!» A parte la totale assenza di professionalita, con questa imprecisione si rischia soltanto di non ottenere nessun beneficio oppure di ottenere effetti non desiderati. Alcuni esempi. 1. Aglio L’Aglio, pianta medicinale dotata di attivita ipocolesterolemizzante, ma soprattutto di tipo antiaggregante piastrinico, pud essere responsabile di turbe della coagulazione sanguigna se assunto in dose eccessiva. Un episodio significativo Un anziano signore di 87 anni sottoposto ad intervento neuro- chirurgico per decomprimere un ematoma spinale epidurale verificatosi per abnorme riduzione dell’aggregabilita piastrinica in seguito ad eccessiva ingestione di aglio, Con cid si vuol riba- dire 'importanza della prescrizione e del controllo medico quando si intraprenda una cura anche se a base di derivati di piante medicinali, al fine di stabilire anamnesi, obiettivita clini- ca, giusta diagnosi e relativa terapia (forma, composizione e posologia adeguata). 147 2. Ipecacuana Lo sciroppo di Ipecacuana, in relazione alle saponine contenute, esercita urazione espettorante quando somministrato a bassa concentrazione, sti- mola invece il centro del vomito quando somministrato a dosi massive Ipecacuana sciroppo espettorante 0.5% sciroppo emetico 7.0% 3, Sindrome da abuso di Ginseng Il Ginseng stimola la produzione di ormoni ipofisari, con un‘azione indi- retta sulle ghiandole endocrine periferiche (tiroide, surrenali e gonadi), oltre ad un’azione insulino-simile. A forti dosaggi pud determinare insonnia, agitazione, diarrea, metrorra- gie funzionali, Certamente @ saggio utilizzare preparati a base di radice di Ginseng standardizzati nel loro contenuto in ginsenosidi ed alle dosi pre- scritte dal medico. Tabella 1.33 = Effetti riportati dall’'uso prolungato di Ginseng ameticano (2 anni) Totale n. 133 casi Effetto numero casi Stimolazione 133 Benessere 93 Efficienza motoria, fisica e cognitiva 89 Diarrea mattutina 47 Enuzioni cutanee 33 Effetto emolliente faringeo 26 Insonnia Nervosismo Aumentate prestazioni sessuali Diminuzione dell‘appetito Depressione Ipotensione Amenorrea (da Siegel, 2979, modificatad |” 4, Rosmarino L‘infuso di gemme di Rosmarino @ un buon epatoprotettore, mentre dosi elevate di olio essenziale possono determinare addirittura nefriti e gastroenteriti! 5. Altri esempi: Assenzio vomito, diarrea, crampi addominali, ritenzione urinaria, vertigini Amni visnaga vertigini, cefalea, vomito per sovradosaggio China per sovradosaggio oppure usa prolungato: nausea, gastroenterite acuta, disturbi della vista e dell’udito Angelica Volio essenziale di Angelica a basse dosi agisce come eccitante sul Sistema Nervoso Centrale, mentre ad alti dosaggi lo deprime Anice stellato Lolio essenziale ricco in anetolo pud risultare stupefacente sul Sistema Nervaso Centrale, mentre a dosaggi terapeutici si comporta come rimedio digestivo e balsamico per l’apparato respiratorio 149 33 La titolazione dei preparati Se i preparati a base di erbe presentano una qualche attivita farmacologi- ca, abbiamo visto che questo @ dovuto alla presenza in principi attivi. Per questo motivo dobbiamo sempre conoscerne il contenuto, poco 0 molto che sia. Anche in base a questo sara regolata la posologia! Ad esempio il contenuto in Iodio del Fucus vesiculosus pud stimolare o ini- bire la tiroide! Per questo é certo importante sapere quanto iodio si som- ministra con estratti di Fucus (siano essi tinture o estratti secchi). Esempio dei preparati a base di Aglio Esistono in commercio numerose preparazioni a base di aglio vendute ‘come rimedi contro l’ipertensione arteriosa. La pid importante attivita farmacologica degli estratti di Aglio 2 essen- zialmente quella di inibire l'aggregazione piastrinica; come tale antago- nizza la formazione del trombo piastrinico, una delle prime fasi del pro- ‘cesso aterosclerotico, Uno studio recente comparso su una prestigiosa rivista scientifica ha dimostrato come tale azione farmacologica sia direttamente proporziona- le alla quantita di allicina presente nel preparato. Esaminati numerosi pre- parati reperibili in commercio, I'autore conclude dimostrande come sol- tanto i bulbi freschi di aglio schiacciati ed alcune preparazioni a base polvere di Aglio siano attivi_ perché contengono allicina sufficiente. G) altri (macerati oleosi, oli essenziali ecc.) contengono altre sostanze attive in realta inefficaci. Pertanto volendo un medico prescrivere un preparato ad azione antiag- gregante piastrinica ad un paziente con pregresso ictus cerebrale, dovra prescrivere una preparazione a base di estratto da bulbi freschi di Aglio o comunque un preparato contenente una quantita sufficiente di allicina, altrimenti il paziente crede di curarsi ‘naturalmente’, spende soldi, magari 151 abbandona il farmaco di sintesi prescrittogli dal medico, ed in realta, se utilizza un prodotto sbagliato rischia direttamente anche la sua salute. Al fine di ottenere un risultato clinico apprezzabile in termini di riduzione del tasso di colesterolo ¢ dell’aggregazione piastrinica, la posologia media giornaliera di preparati a base di aglio dovra garantire l'assunzione di 20 mg diallicina al giorno. Purtroppo esistono in commercio molti altri prodotti (in capsule, tavolette © soluzioni idro-alcoliche) dei quali non conosciamo il tenore in principi attivi. E questo semplicemente perché le aziende produttrici utilizzano materie prime né titolate né standardizzate, con ampia variabilita anche del prodotto finito. Tutti questi podotti, ancorché venduti nelle migliori erboristerie o farma- cie, non dovrebbero essere pitt utilizzati a scopo curativo. Ecco alcuni esempi di fitoterapici titolati e standardizzati in principi attivi, oggi disponibili anche nel nostro Paese, qualitativamente controllati e garantiti, che possono essere utilizzati anche per prescrizioni_galeniche- magistrali: * Gymnema (Gymnema sylvestre) foglie Estratto secco titolato e standardizzato in acidi gimmemici (25%) Posologia media: 500-1000 mg due-tre volte al giorno Indicato nelle patologie metaboliche: obesita e diabete, dislipidemie. * Iperico (Hypericum perforatum) sommita Estratto secco titolato e standardizzato in ipericina (0.3%) Posologia media: 100 mg due-tre volte al giorno Indicato nelle sindromi depressive. * Ginkgo (Ginkgo biloba) foglia Estratto secco standardizzato in flavonoidi (24%) e ginkgolidi (6%) Posologia media: 40-60 mg due-tre volte al giorno: Indicato nella patologia della circolazione arteriosa (arteriopatie, sindromi vertiginose...). * Ginseng (Panax Ginseng) radice Estratto secco standardizzato in ginsenosidi (26%) 152 Posologia media: 100 mg due volte al giorno Tonico stimolante delle funzioni neurologiche. * Uncaria (Uncaria tomentosa) corteccia Estratto secco standardizzato in alcaloidi ossindolici pentaciclici (3%) Posologia media: 15 mg due-tre volte al giorno. Indicato in tutti i casi di deficienza del sistema immunitario (malattie infiammatorie croniche, malattie infettive, degenerazione neoplastica...) 153 34 Le vie di somministrazione E importante non commettere errori durante la somministrazione di un rimedio ancorehé vegetale; potrebbe risultare inutile o pericoloso! Esempi di preparati formulati in modo improprio e scorretto, tuttavia reperibili in commercio: 1. Glucomannano in chewing gum: INUTILE! I] glucomannano é un polisaccaride estratto dal Konjac ed utilizzato a scopo saziante ed al fine di ridurre l’assorbimento degli zuccheri ¢ dei lipidi nel tratto gastroenterico. Deve essere assunto per via orale ed inge- rito con una gran quantitA d’acqua perché nell stomaco (e non in bocca) abbia la possibilita di assorbire acqua, rigonfiarsi, e diventare quella massa gelatinosa capace di svolgere le sue azioni. La formulazione in gomme da masticare é del tutto fuori luogo perché il glucomannano non pud e non deve essere assorbito dal torrente sanguigno bensi soltanto ingerito in quanto deve materialmente rimanere nello stomaco per alme- no un‘ora perché possa agire. 2. Garcinia cambogia in chewing gum: INSUFFICIENTE! Troppo basso & il quantitativo presente contro quello invece utile ai fini dell’efficacia: la Garcinia @ una pianta ad attivita dimagrante, ma deve essere utilizzata sotto forma di estratto secco al 50% di acido idrossicitrico alla posologia di 1000 mg pro dose e non di pochi milligrammi quali quelli che entrano in un chewing gum! La stessa forma farmaceutica in chewing gum va invece bene per sostanze che devono essere assorbite in piccole quantita nel torrente circolatorio, come ad esem- pio le vitamine, certi alcaloidi o altre sostanze ancora, oppure per sfrutiare I'azio- ne locale di piante medicinali. 155 Due esempi di uso corretto della via sub-linguale a) Estratti di Gymnema sylvestre possono essere razionalmente utilizzati in chewing gum anche in piccole quantita perché svolgono un’azione topica sui recettori gustativi della lingua, alterando il gusto per il dolce. b) la vitamina C estratta da Rosa canina sufficiente al fabbisogno giornalie- ro 6 vantaggiosamente somministrabile in chewing gum piuttosto che in compresse effervescenti perché assorbita pit: rapidamente ed in quantita superiore, Assorbimento vitamina C 5 10 15 20 25 30 36 40 45 50 55 60 65 min —@— gruppo A: C genera —™— gruppo B: compresse per os —Q— gruppo C: compresse effervescent 3. Oli essenziali per uso topico: RISCHIOSI! Molti oli essenziali vengono consigliati per uso esterno, inalazioni, aerosol ece. Non rare sono tuttavia le reazioni allergiche o irritative a livello larin- geo! Altra via spesso utilizzata per gli oli essenziali @ la via esterna cutanea. Frequentemente si leggono anche sulle rubriche dedicate alla salute di molti rotocalchi consigli di aromaterapia dai quali invece debbiamo ben guardarci! Talvolta vengono consigliati a scopo rilassante o stimolante, oppure antireumatico, bagni in vasca previa aggiunta di alcune gocce di lio essenziale direttamente nell’acqua: niente di pit sbagliato. L’olio essenziale non @ miscibile con Yacqua e pertanto rimane in sospensione venendo direttamente e completamente a contatto con la cute non appena il paziente si immerge nella vasca. Frequentemente accadono allora rea- zioni cutanee irritative, anche gravi. Corretto & invece diluire preventivamente una piccolissima parte di olio essenziale in alcol, oppure latte in polvere, e successivamente aggiungerlo all'acqua del bagno. Comungque la balneofitoterapia con oli essenziall & pur sempre un‘appli- cazione da riservare a casi particolari, come ad esempio un‘infezione fun- gina della cute, dando invece sempre la preferenza all’assunzione per via orale, Se si desidera un‘azione blandamente rilassante da un bagno in vasca Ppossiamo aggiungere all'acqua del bagno, senza rischi, uno o due litri di infuso ottenuto con piante ad azione appunto rilassante o circolatoria 0 antireumatica, oppure meglio ancora con i loro estratti fluidi, facilmente reperibili in commercio, Quando l’olio essenziale venga prescritto per I’assunzione orale si devono- ugualmente avere alcune accortezze, E senz’altro preferibile utilizzare gli oli essenziali per via interna in solu- zione alcolica o oleosa, o meglio in capsule gastroresistenti. 35 errore clinico Un altro tipo di errore che pud essere commesso riguarda la valutazione clinica del paziente e quindi la terapia. a) Errore di indicazione clinica Lerrore di indicazione clinica pud essere sostenuto in realta da un errore diagnostico, o da una scarsa conoscenza delle caratteristiche farmacologi- che della pianta stessa, oppure ancora da scarsa conoscenza della patoge- nesi della malattia. Soltanto cosi pud essere consigliato o prescritto un prodotto non pertinente al caso in questione. Esiste ad esempio in com- mercio un prodotto contenente olio essenziale di salvia propagandato come rimedio contro la sindrome premestruale. Niente di pit sbagliato: la Salvia é proprio controindicata per la presenza di fitoestrogeni! Gli erboristi ed i farmacisti dovrebbero sempre sollecitare il cliente a rivol- gersi con fiducia al proprio medico per le prescrizioni fitoterapiche! Un esempio concreto ci @ dato dall'uso improprio di piante ad azione diu- retica nell'ipertrofia prostatica. | diuretici aumentano il volume di urina in vescica rischiando soltanto di far precipitare una ritenzione acuta e non piuttosto di risolvere il ridotto getto urinario dovuto all’ostacolo meccani- co provocato dall’ipertrofia stessa! Un altro esempio: la cura dell'insonnia. Esistono molti casi di insonnia dovuti a depressione; saranno allora gli antidepressivi i farmaci pid indicati per risolvere il problema (ad esempio il Ginseng stesso oppure IIperico). Esistono invece forme di insonnia conseguenti ad uno stato ansioso, ed in questi casi saranno opportuni rimedi ansiolitici, come ad esempio la Valeriana. In altri casi ancora invece esistono problemi legati alla digestione, ed una pianta favorita sara in questi casi la Melissa... 159 Un altro esempio ancora ci ¢ fornito dal sintomo tosse. Esistono forme di tosse conseguente ad una forma allergica delle vie respiratorie ed in que- sti casi la Ginkgo biloba costituisce il rimedio per eccellenza. Nelle forme dovute invece a bronchite o sindrome influenzale una pianta che trova indicazione corretta é certamente |’Eucalipto il cui olio essenzia- le & ricco in eucaliptolo ad azione balsamica, antisettica e sedativa della tosse. Esistono infine casi in cui la tosse é il sintomo principe di un asma cardia- co, segno incipiente di scompenso cardiaco: in questo paziente la tosse invece sara curata con Digitale ed estratti di Biancospino. b) Assenza di controllo clinico sso accade che il paziente eviti di parlare con il proprio medico della ita di cura con rimedi naturali, o perché ha paura di essere sgrida- to, o perché sa che il proprio medico non ci crede a tali rimedi! Di faito suecede che molti pazienti che desiderano curare le loro malattie piccole o grandi che siano, si fanno certo consigliare sul tipo di preparato da comprare e sulle dosi da assumere, magari anche da esperti erboristi o farmacisti, oppure da amici, stando comunque un po’ alla sorte, soprat- tutto per quanto riguarda il controllo del decorso. II rischio in questi casi pud anche diventare grosso! Perché non basta conoscere bene le erbe, le piante medicinali, le loro parti da utilizzare, la loro composizione chimica, le loro azioni farmacologiche, le loro interazioni, i loro effetti collaterali, la forma di somministrazione e la relativa posologia! Infatti, cosi come per l’uso dei farmaci, siano essi potenti antibiotici o ‘semplici aspirine’, anche per le erbe, quando se ne facia un uso terapeu- tico continuativo e non saltuario, é necessario conoscere altrettanto bene anche la fisiologia dell’organismo biologico che le riceve, ¢ soprattutto la fisiopatologia della malattia in atto per la quale si interviene, eventuali patologie concomitanti, eventuali altri farmaci gid in terapia ecc. Del resto & vero anche che ogni pianta, proprio in virta dei suoi numerosi costituenti, spesso presenta diverse attivita farmacologiche, pertanto & giusto che la scelta cada sempre sulla pianta pid idonea, scelta non solo in funzione della malattia da curare, quanto soprattutto in relazione al mala- to come individuo. Quindi @ importante il fatto che le piante o loro derivati assunti a scopo terapeutico vengano prescritti dal medico. 160 Caso clinico Una signora di 72 anni, ipertesa, in terapia farmacologica da oltre dieci anni, si rivolge alle erbe per un eventuale trattamento dell'ipertensione e le viene consigliato di sostituire uno dei due farmaci che stava regolarmente assumendo con un prodotto erboristico a base di Aglio, Olivo e Biancospino. Detto e fatto. Senza alcuna prescrizione né controllo del medico curante @ stato commesso il grave errore di questa arbitraria sostituzione, e la paziente dopo circa due settimane é stata colpita da una crisi ipertensiva con emorragia cerebrale. Dopo dieci giorni di coma la paziente @ morta. Questo episodio non smentisce certo la possibile validita farmacologica delle tre piante presenti nel prodotto, conferma invece la necessita di un controllo clinico costante, per ogni malato, a qualunque forma terapeutica si rivolga. Dvaltra parte é anche vero che spesso i medici non hanno conoscenze suf- ficienti nel settore delle piante medicinali, per cui spesso sono loro stessi a demandare ad altri il loro dovere di seguire i pazienti nelle scelte terapeu- tiche. 1 pazienti stessi tuttavia, ma anche gli stessi erboristi o farmacisti vicini al mondo delle piante medicinali, devono comunque sollecitare il medico ad informarsi su queste realta, a documentarsi, per meglio seguire i pazienti. Magari regalandogli un libro specifico sulla fitoterapia! Il medico di famiglia infatti spesso conosce soltanto alcune molecole di origine vegetale, tradizionalmente utilizzate in terapia come farmaci (atropina, digitale ecc.) ma non conosce molti attuali estratti fitoterapici come gli stessi oli essenziali o molti estratti secchi standardizzati. Il rischio dell‘automedicazione Particolare attenzione merita infine il paziente che preferisce automedi- carsi utilizzando piante medicinali: innanzi tutto il paziente non pud esse- re medico di se stesso; inoltre non possiede le premesse di fisiopatologia e farmacologia indispensabili per stabilire una corretta terapia, seppur con rimedi naturali. 161 Pud aceadere infatti, come aceade, che il paziente usi farmaci o rimedi naturali non idonei, in dose sbagliata, per un periodo insufficiente o eccessivo, oppure ancora in associazione non corretta con farmaci di sinte- si. Talora si assiste ad un’errata applicazione delle sostanze (oli essenziali assunti puri ecc.). L'automedicazione comporta certamente sempre alcuni rischi, anche se in misura minore rispetto ai farmaci di sintesi. Basta pen- sare all’abuso di lassativi vegetali di tipo antrachinonico! 162 Bibliografia Testi consigliati BENIGNI R., CAPRA C,, CATTORINIP-E., Piante medicinali: chimica, farmacologia ¢ terapia, Inverni-Della Beffa, Milano, 1962 BETTIOL F., Manuate delle preparazioni galeniche. Tecniche Nuove, Milano, 1995, BERNINI G., «Avvelenamenti in pediatria». In Urgenze in pediatria, Masson, Milano, 1988. BIANCHINI F., CORBETTA F., PISTOIA M., Le piante della salute; atlante delle piante medicinali. Amoldo Mondadori Ed., Milano, 1975 BULGARELLI G., FLAMIGNIS,, Pinte tossiche ¢ veleniose. Demetra ed., 1994. CAPASSO F., Grandolini G. Fitofarmacia. Springer-Verlag, Milano, 1996. CASTLEMAN M., Le erbe curative. 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117 Allium cepa; 105 Aillium sativum; 89; 106; 118; 141; (tavola 17) Alloro; 7; 86 Aloe; 31; 44; 90; 122; 131 Altea; 131; 134; 135; 137; 141 Althaea officinalis; 141 Amamelide; 27; 118; 134 Amanita phalloides; 4 Amari; 122 ‘Amni comune: 15 Amini majus; 15; 99 Amini visnaga; 15; 34; 149 Anamirta paniculata;15 Ananas; 101 Anchusa italien; 15 Anchusa officinalis; 15 Andromedotossine; 67 Anemone dei prati; 21; 68 Anemone nemorosa; 15 Anemone pulsatilla; 68 Anemone; 15 Anetolo; 48 Angelica archangelica; 101 Angelica; 99; 118; 149 Anice stellato; 149 Anice verde; 57 Anice; 122 Anmifit; 61 Anserina; 118 Antociani: 45; 49 Antrachinonici; 90 Apiolo; 71; 81 Apocino; 15 Apocynin andromemifolite “Apocynuin cannabis ‘169 Apocyniim venetum; 15 Aquilegia vulgaris; 15 Arctivan lappa; 106 Arctostaphylos uva-ursi; 142 Areca catechu; 15 Areca; 15 Aristolochia brasiliana; 15 Aristolochia cinese; 15 Aristolochia clematitis; 15; 69; (tavola 2) ‘Aristolochia eymbifera; 15 Aristolochia debilis; 15 Aristolochia indiana; 15 Aristolochia indica; 15 Aristolochia longa; 15 Aristolochia pistolochia; 15 Aristolochia reticulata; 15 Aristolochia rotunda; 15 Aristolochia serpentaria; 15 Aristolochia varieta; 15 Aristolochia; 15; 69; (tavola 2) Armel; 21 Armoracia rusticana; 118 Arnica montana; 15; 69; 102; 106 Arnica; 15; 69; 102; 106 Aro comune; 15 Aro; 15; 69 Aromaterapia; 48 Aromatogramma; 40; 145 Aronga; 119 Arpagofito; 40; 44; 118; 142 Artemisia absinthium: 15 : 95; 106; (tavola 15) Artemisia cina; 15 Artemisia contra; 15 Artemisia; 10; 84 Arum italicum; 15 Arum maculatum; 15; 69 Arum spp;86 Asaro; 15; 69 Asarum canadense; 15 Asarum europacum; 15; 69 Asclepias syriaca; 16 Asclepias tuberosa; 16 170 Asma bronchiale; 45; 119; 122; Asparago; 120 Aspidosperma quebracho; 16 Assa fetida; 69 Assenza di controllo clinica; 160 Assenzio romano; 15 Assenzio; 48; 84; 117; 118; 122; 149; (tavola 15) Associazione Nazionale Medici Fitoterapeuti; 61; 124 Astragalo; 5 Atis; 14 Atropa acteminata; 16 Atropa belladonna; 16; 28; 79; 86; {tavola 9) Atropina; 29; 31; 46 Automedicazione; 161 Avena sativa; 97 Avena; 97; 120 Avocado; 28 Avorniello; 17 Avvelenamenti da piante; 86 Ayapana; 19 Azalee; 67; 70 Balsami; 43; 49 Balsamo del Peri; 49 Balsamo di tala; 49 Bardana; 106; 130 Basilico; 115; (tavola 18) Batiator; 23 Bella di notte; 70; (tavola 5) Belladonna giapponese; 22 Belladonna indiana; 16 Belladonna; 16; 31; 33; 79; 8: (tavola 9) Bellis perenmis; 102 Bergamotto; 99 Bergaptene; 101 Betel; 115 Betulla; 117 Biancospino; 27; 31; 93; 113; 129; 130; inalis; 71; 75; (tavola 7) Borragine; 5; 71; 75; 119; (tavola 7) Borsa del pastore; 16; 57 ; 70 Basso; 16 ; 70; (tavola 5) Brayera anthelmintica; 16 Brionia alba; 16 Brionia dioica; 16 Brionia; 16; 122 Bromelina; 28 Bromexina; 28 Bryonia cretica; 16 Buglossa; 15 Buxus sempervirens; 16; 70; (tavala 5) Cc Cacao; 93; 106Caffe; 92; 118; (tavola 13) Caffeina: 46; 92 Caladium; 67 Calamo aromatico; 14; 101; 116; 122 Calapuzia; 19 Calendola; 106 Calendula officinalis; 106 Calicantus; 16 Calluna vulgaris; 57 Calta; 16 Caltha palustris; 16 Calyeanthus floridus; 16 Calystegia sepium; 16 Calystegia soldanella; 16 Camedrio; 57; 70; 119 ‘Camela; 21 Camelia sinensis; 93 ‘Camomilla; 4; 31; 34; 57; 106; 109; 131; 136; (tavola 1) Canapa americana; 15 Canapa canadese; 15 Canapa indiana; 16; 80 Cancerogenicita; 115 Candelilla; 19 Canfora; 51; 102; (tavola 1) Cannabis indica; 16 Cannabis sation; 80 Cannella cinese; 106; 122 Cannella; 48; 51; 95; 106; 119; 122 Cantaride cinese; 21 Cantaride spagnola; 16 Cantaride varieta; 21 Cantharis vesicatoria; 16 Cappuccina; 101; 118; 120 Caprifoglio; 20; 72; (tavala 6) Capsaicina; 102 Capsella bursa pastoris; 16; 57;70 Carboidrati; 43 Carciofo; 34; 106; 130 Cardiaca; 97; 118; 120; 130 Cardo benedetto; 106 Cardo mariano; 37; 106; 117 Carica papaya; 106 Carote; 97; 101 Cascara sagrada; 90 Cascara; 315 44 3 16; BO Catharanthus roseus; 16; 30; 58 Cavolo; 45; 97; Celidonia; 16; 89; 101; 102; (tavola 16) Centaurea cyanues; 106 Centaurea minore; 118 Centella asiatica; 8; 27; 31; 37 Centri antiveleni; 88 Cephaelis acuminata; 16 Cephaelis emetica; 16 Cephaelis ipecacuaniha; 16 ; 77 ‘Chamomilla recutita; 57; (tavola 1) Chamougra varieta; ‘Chamougra; 20 Chaparral; 71 ‘Cheiranto; 18 ‘Chetidonium majus; 16; 89; (tavola 16) ‘Chenopodio; 48; 122 Chenopodium ambrosioides; 16 China; 4; 46; 109; 113; 118; 122; 149 Chinidina; 30 Chinina; 31 Chinidina; 31, Chinina; 46 171 Chiodi di garofano; 51; 101 (Chondrodendron fomentosum; 16 ; 30 Chrrysanthemum parthenium; 84 Chrysanthemum oulgare; 106 Chrysanthemum; 84 Cichorium intybus; 106 Ciclamino; 17; 72; (tavola 6) Cicoria; 106; 118 Cicuta acquatica; 16 Cicuta maggiore; 17 Cicuta virosa; 16 Cicuta; 4; 14; 46; (tavola 1) Cimicifuga; 96; 120 Cinchona calysaia; 46 Cinchona officinalis; 30 Cineraria; 22 Cinnamomum aromaticum; 106 Cinnamomum camphora; 102; (tavela 1) Cintnamomum zeylanicum; 95; 106 Cinoglossa; 17; 71; 75 Cioliuquri; 20 Cipolla; 105 Cipresso; 141 Citro-flavone Citronella; 106 Citrullus colocynthis; 16 Citrus bergamia; 100 Claviceps purpurea; 16, 26; 82 Clematis vitalba; 16 Chicus benedictus; 106 Coca; 19; 46; 80 Cocaina; 46 Coecole levante; 15 Cocillana; 19 Coclearia; 45 Cocomero asinine; 18; 122; (tavola 12) Coda di scorpione; 17 ‘Codeina; 28; 31; 35 Coffea arabica; 30; 92; (tavola 13) Coffea canephora; 92 Cola acuminata; 93; 119 Cola; 92; 93; 118; 119 Colagoghi; 119 172 Colehicina; 30; 31; 46; 72; 113 Colchico indiano; 17 Colchico napoletano; 17 Colchico variegato; 17 Colchico; 122; (tavola 2) Colchicum autumnale; 17; 30; 72; (tavola 2) Colchicum luteum; 17 Colchicum neapolitanumy; 17 Colchicum officinate; 46 Colchicum variegatum; 17 Coleretici; 119 Coloquintide; 16; 122 Colubrina; 23 Colutea arborescens; 17 Colutea; 17 Commelina spp; 86 Condurango; 21; 118 Conessia; 20 Coniina; 46 Conium maculatum; 17; 46; (tavola 1) Consolida maggiore; 23 Consolida regale; 68 Consotida regalis; 17 Consolida; 71; 74; 119; 122 Controindicazioni; 117 Convallaria majalis; 17; 73 Convalwulus scammonia; 17 Corenilla scorpioides; 17 Corenilla varia; 17 Coridale; 17 Coronilla; 17 Corydalis bulbosa; 17 Corydalis intermedia; 17 Corynanthe yohimbe; 17; 93 Cowmarouna odorata; 17 Couamarouna optpositifolia; 17 Crataegus oxhyacantha; 93 Cren; 118; 120 Crocus satious; 85 Crotolaria retusa; 71; 75 Crotolaria; 71; 75 Crotom tilitem; 17; 72 Crotontiglio; 17; 72 Cruciferae; 1 Crusca; 119 Curare; 16; 23; 29 Curctema xantharrhiza; 119 Curcuma; 119; 122 Cusso; 16 Cyclamen europaeunt; 17; 72; (tavola 6) Cymbopogon naridus; 106 Cynara scolyreus; 106 Cynoglossume officinale; 17; 71; 75 Cytisus laburmum; 17 Cytisus pargans; 17 Cyytisus scoparius; 17; 57; 86 D Danni da fumo di sigaretta; 83 Daphne gnidim; 17 Daphne lawreola; 17 Daphne mezerewm; 17; 86 ‘Datura indiana; 17 Datura innoxia; 17 Datura metel; 17; 86 Datura sanguinea; 17 Datura stramanium; 18; 79; 86; (tavola 10) Decaloge per il consumatore; 59 Decatto; 135 Delfinio; 18 Delphinitom ajacis; 18 Delphinium staphisagria; 18 Delphynium consolie Dermatite da aglio; (tavola 17) Dermatite eczematesa; 103 Derris elliptica; 18 Derris malaccensis; 18 Derris varieta; 18 Derris; 18 Diabete; 120 Dicumarolo; 56 Dieffenbachia picta; 18; 72; (tavola 2) Dieffenbachia spp. 86 Dieffenbachia; 18; 72; (tavola 2) Digitale ambigua; 18 Digitale lanata; 18;73 Digitale orientale; 18 Digitale purpurea; 18 Digitale; 44; 73; 130; 160 Digitalina; 27 Digitalis ferruginosa; 18 Digitalis grandifiora; 18 Digitalis tanata; 18; 30 Digitalis tuted; 18 Digitalis purpurea; 18; 30 Digitossina; 30; 31 Digossina; 30; 31 Dioscorea; 45 Diosgenina; 31; 44 Diosmina; 27; 31; 45 Diplotaxis tenuifotia; 45 Distribuzione delle sostanze nella Pianta; 49 Disturbi ematologici; 118 Dita; 14 Diuretici; 91; 120; 159 Dragoncello; 116 Droga vegetale; 10 Dryopteris fitix-mas; 18; 71; 75; (tavola 3) Duboisia leichardtii; 18 Duboisia myoporoides; 18 Duleamara; 22; 79 E Echailium elanterium; 18; (tavola 12) Echinacea angustifolia; 7 Echinacea pallida; 106 Echinacea; 5; 35; 106; 120 Echinocactus williams’; 46 Echio; 18 Echiuert vulgare; 18 Edera terrestre; 19 Edera; 73; 102: 118; (tavola 3) Efedra cinese: 18 Efedra maggiore; 18 Efedra orientale; 18 Efedra varieta; 18 173 Efedra; 18 ; 92; 113; 117; 120; itavola 13) Efedrina; 28; 92 Effetti_ collaterali; 89 Eleuterococeo; 117 Elicriso; 106. Eliotropio; 19 Elleboro fetido; 19 Elleboro nero; 20 Elleboro orientale; 20 Elleboro verde; 20 Elleboro; 73; (tavola 6) Embelia rit Embelia robusta; 18 Embelia; 18 Enula; 89; 102 EB i; 49 Epatica; 122 Epatopatie; 119 Ephedra altissima; (tavola 13) Ephedra distachya; 18 Ephedra equisetina; 18 Ephedra intermedia; 18 Ephedra major; 18 Ephedra mevadensis; 18 Ephedra siniea; 18; 92; 117 Equiseto; 91 Erba aralda; 18 Erba astrologa; 15 Erba calanzola; 19 Erba cipressina; 19 Erba corsa; 17 Erba dei cantori; 57 Erba latte; 16 Erba malfamata; 19 Erba morella; 79 Erba querciola; 57 Erba vinca; 23 Erboristeria medicinale; 10 Erboristeria; 10 Ergotamina; 26 Ergotamina; 31, Ergotamina; 46, Erica o Brugo; 57 Erisimo caucasico; 18 174 Erisimo varieta; 18 Erisimo; 18 Erisimo; 5: Errore di indicazione clinica; 159 Errori di posologia; 147 Errori nella preparazione delle tisane; 133 Erysimum cheiranthoides; 18 Erysimum crepidifolium; 18 Erysimume diffusum 18 Erysimum helveticum; 18 Erythroxylan coca; 19; 80; 46 Eschscholtzia californica; 93 Escina; 27; 31 Espettoranti; 94 Estragolo; 115 Fstragome; 52; 116 Estratto fluido; 143 Estratto seco; 143 Eterosidi antrachinonici; 44 Eterosidi cardiotonici; 44 Eterosidi iridoidi; 44 Eterosidi salicili Eterosidi solforal Eterosidi; 43 Eucalipto; 31; 95; 105; 112; 119; (tavola 17) Eucaliptolo; 28; 160 Eucalyptus globielus; 95; (tavola 17) Euforbia dei vecchi; 19 Euforbia varieta; 19 Euforbia; 19 Euforbio; 19 Eugenolo; 31 Eupatorio d’Avicenna; 19 Eupatorio purpureo; 19 Eupatorio; 75 Eupatorium carmabinum; 19; 75 Eupatorium perfoliatum; 19 Eupatorium purpureunt; 19 Eupatoritem triplinerve; 19 Euphorbia anvygdaloides; 19 Euphorbia antiquorunt; 19 Euphorbia antisyphylitica; 19 Euphorbia canariensis; 19 Euphorbia cyparissiag; 19 Euphorbia esula: 19 Euphorbia helioscopia; 19 Euphorbia hirta; 19 Euphorbia lathyris; 19 Euphorbia palustris; 19 Euphorbia pulcherrima; 82; 86; (tavola 10) Euphorbia resinifera; 19 Evonimo; 19 Evonymius atropurpurens; 19 Evonymus exropacts; 19 F Falso alchechengi; 23, Farfara; 5; 23; 71; 73; 106; 119; 122; (tavola 7) Farfaraccio; 71; 75; 106 Farmaco fitoterapico; 14 Farmacopea ufficiale; 25 Farmacovigilanza; 123 Fava del calabar; 21; 75 Fava di sant‘Ignazio; 23 Fava tonca para; 17 Fava tonca; 17 Felce dolce; 75 Felce mascl {tavola 3) Ferula assa foetida; 69 Fibre vegetali; 111 Fibre; 49 Ficaria; 22 fico d‘India; 101 Fico; 102; (tavela 16) Ficus crrrica; (tavola 16) Ficus; 86 Fieno greco; 96; 120 Filipendula ulmaria; 5 Finocchio; 101; 106; 115; 122 18; 71; 75; Fiordaliso; 106 Fiore d’adone; 14 Fitocomplesso; 33 Fitodermatiti; 101 Fitolacca; 76; (tavola 8) Fitomenadione; 30 Fitormoni; 122 Fitoterapia complementare; 42 Fitoterapia di terreno; 42 Fitoterapia specifi 41 Fitotossine; 67 Flavonoid; 45 Foeniculum vulgare; 106 Forma farmaceutica in chewing gum; 155 Fotosensibilizzazione; 99 Fragaria pesca; 106 Fragola; 106 Frangola; 31; Frangula; 136 Fucus vesiculosus; 97 Fucus; 97; 120 Fumaria bulbosa; 17 Fumaria; 31 Furacumarine; 99; 100 Fusaggine; 19 G Galege officinalis; 96 Galega; 96; 122 Gambir variet; 23 Gambir; 23 Garcinia cambogia; 112; 155 Garcinia hanburyi; 19 Gareinia morella; 19 Gelsemio; 19; 76 Gelsemtium sempervirens; 19; 76 Gelsomino; 76 Genista tinctoria; 19 Genziana hutea; 142 Genziana; 118; 131; 140; 142 175 Geranio; 101 Gialappa tampico; 20 Gialappa varieta; 20 Gialappa; 20 Gigaro; 69 Ginepro; 91; 120; 122 Ginestra dei carbonai; 17; 122 Ginestra dei carbonai; 57; 113; 117 Ginestra; 17; 22; 76; (tavola 8) Ginestrella; 19 Ginkgo biloba; 8;31; 113; 152; 160 Ginkgo; 152 Ginseng, sindrome da abuso di; 148. Ginseng; 7; 11; 152; 159 Giunchiglia maggiore; 21 Giusquiamo bianco; 20 Giusquiamo mutico; 20 Giusquiamo nero; 20 Giusquiamo; 79 Glechoma hederacea; 19 Glicine; 77; 86; (tavola 8) Glicirizzina; 31 Gloriosa superba; 19 Gloriosa; 19 Glucomannang; 112; 119; 155 Glycyrrhiza glabra; 94; 142; (tavola 18) Goitrina; 97 Gomma gutta; 19 Gomme; 48 Gramigna;7 Graminacee; 101 Gratiola officinalis; 19 gravidanza; 121 Graziola; 19 Grindetia robusta; 106; 119 Grindelia; 106; 119 Guajaco; 101; 118 Guajacum officinale; 118 Gualtheria; 117 Guarana; 92; 118 Guarea rusbyi 19 Gyminema sylvestre; 152; 156 Gymnema; 152 176 H Hamamelis virginiana; 48; 118 Harpagophytum procumbens; 44; 118; 142 Harungana madagascariensis; 119 Hedera helix; 73; 102; 118; (tavola 3) Helarrena antidysenterica; 20 Helicrhrysum arenariuan; 106 Heliotropium europaeum; 19 Helleborus foetidus; 19 Helleborus niger; Hulmnus fuloa; 23 Ahemudus lupubis; 96 Hysdnocarpus anthelimintica; 20 Hydnocarpus kutrzii; 20 ‘Hydnocarpus laurifolia; 20 Hydrangea macroptrilla; (tavala 9) Hydrastis canadensis; 20; 118 Hyosciamus albus; 20 Hyosciamus mraticus; 20 Hyosciamus niger; 20; 79 Hypericum perforatum; 20; 152 Hyssopus officinalis; 95 Costituenti delle piante medicinali; 43 I Idraste; 20; 118; 131 Tex aquifolium; 68; 86 (tavola 5) Ilex paraguayensis; 92; 98 icine; 67 Incompatibilita; 131 Infuso; 135 Insufficienza renale - nefriti; 120 interferenza sulla farmacocinetica; 111 interferenza sulla farmacodinamica; 112 Interferenze farmacologiche; 111; 113 Inula helenium; 89; 102 Ipeca; 34 Tpecacuana costa rica; 16 Tpecacuana mar rosso; 16 Ipecacuana striata; 16 Ipecacuana; 77; 147 Iperestrogenismo; 120 Iperico; 5; 20; 99; 113; 152; 159 Ipersensibilita ed idiosincrasia; 109 Tpertensione arteriosa; 117 Ipertiroidismo; 120 Ipertrofia prostatica; 120 Ipomtea jalaper; 20 Ipomea nil; 20 Tpomea orizabensis; 20 Ipomea purga; 20 Ipomea simulans; 20 Ipomea turpethurm; 20 Ipomen violaceae: 20 Ipotensione; 118 Tpotiroidismo; 120 Ippocastano; 8; 14; 27; 31; 44; 45; 141 Tris florentina; 94; (tavola 14) Iris; 94; (tavola 14) Issopo; 48; 84;95; 122 Itterogenina; 71 J Jaborandi gaudalupe; 21 Jaborandi varieta; 21 Jaborandi; 21; 78; 131 Jacobea; 22 Jasminum officinalis; 76 Josciamina; 31; 46 Juniperus sabina; 20 K Kawa-kawa; 117; 120; 122 Keladana; 20 Khat; 80 Krameria trianda; 106 L Labiurnumm anagyroides; 20 Lactuca virosa; 20 Laminaria; 120 Lanatosid C; 27 Lantana; 23 Larrea tridentata; 71 Larrea; 119 Lassativi antrachinonici; 31; 122 Lassativi; 90 Latte di fico; 101 Lattoni sesquiterpenici; 69; 105 Lattuga virosa; 20 Laureola; 17 Lauroceraso; 21; 77; 86; (tavola $) Ledo; 78; 113; 122 Ledum palustre; 78 Leman grass; 106 Leonorus cardiaca; 97; 118 Levistica; 99; 120 Levisticum officinale; 120 Licheni; 101 Lingua di bue; 15 Lino; 78; 119 Linum usitatissimum; 78 Lipidi; 43 Lippia Rehamannii; 71 Lippia;71 Liquirizia; 35; 44; 45; 94; 1 113; 118; 119) 120; 122; 130; 1 142; (tavola 18) Lobelia indiana; 20 Lobelia inflata; 20; 78 Lobelia nicotianaefolia; 20 Lobelia syphilitiea; 20 Lobelia virginiana; 20 Lobelia; 20; 78 Lobelina; 46 Loffa; 20 Lolocasia; 67 Lonicera caprifolivm; 20; (tavola 6) Lophophara williamsii; 80 VW Lucidina; 81 Luft aegyptiaca; 20 Lupino; 78 Lupinus albus; 78 Luppolo; 96; 120 Lycitem herbaruens; 20 Lycopus europaeus; 93; 97; (tavola 16) M Ma-Huang; 92; 117 Macciociondola; 20 Macerato glicerinato; 144 Macerato; 135 Mais; 91; (tavola 13) Malattie autoimmuni; 120 Malattie dello stomaco eduodeno; 118 Malattie neurapsichiatriche; 117 Mallatus philippinensis; 21 Malva; 7; 28 Mandorla; 78 Mandorlo amaro; 21 Mandragora officinarum; 21 Mandragora; 21 Manna; 119 Margherita; 102 Marrubio d’acqua; 93; 97; 113; 120; (tavola 16) Marrubio; 118 Marsdensis condurango; 21 Mate; 92; 118 Matricaria recutita; 106 Medicago sativa; 120 Medicina dei semplici; 10 Medicina dolce; 11 Mela; 78 Melaleuca viridiflora;95 Meliloto; 55; 118: Melilatus officinalis; 55 Melissa foglie; 136 Melissa officinal Melissa; 57; Melograno; 22; 122 178. Menta; 48; 95; 105; 117; 136; (tavola 14) Meutha piperita; 95; (tavola 14) Mentha pudegitem; 95 Mentolo; 48 Mescal; 80 Mescalina; 46 Metalli pesanti; 53 Metella; 17 Metaddi estrattivi; 140 Minerali; 49 Mirnbilis jalapa; 70; (tavola 5) Miristicina; 81 Mirtillo; 27; 31;91 Monocrotalina; 71 Monstera; 67 Morella; 22 Morellina; 19 Morfina; 30 Mughetto; 17; 44 ;73 Mugolio; 31 Mylabris cichorii; 21 Mylabris phalerata; 21 Myristica fragrans; 79 N Narcissus pseudo-narcissus; 21 Nasturtivom officinale; 118 Nasturzio; 118 Naturopatia; 11 Nerium oleander; 21; 86; (tavola 7) Neurostimolanti; 92 Niaouli; 31; 95; 112 Nicotiana rustica; 21 Nicotiana tabacum; 21; 7 Nicotina; 46; 71; 83 Nove moscata; 48; 79; 122 Noce vomica; 23; 80 Noscapina; 28; 34 oO Ocimum basilicum; (tavola 18) Ocnotera bienmtis; 75 ‘Oleandro; 21; 44; 73 (tavola 7) Olli essenziali per uso topico; 157 ‘Oli essenziali; 43; 48; 50; 95; 122; 143 Olio di Ricino; 90 Olivella; 17 Olivo; 161 ‘Olmaria; 34; 40; 57; 106; 117; 119; (tavola 18) Olmo americano; 23 Olmo rosso; 23 ‘Omeopatia; 11 Ononide; 31; 45 Origano; 101; 119 Ortensia; 78; (tavola 9) Ortica; 4; 101 Ortosiphon; 91; 130 Ossalati; 67 Ostruzioni delle vie biliari: 119 Quabaina; 31 P Panax ginseng; 7; 152 Pancreatiti acute e croniche; 119 Papaver bracteatum; 21 Papaver rhoeas; 80 Papaver somniferum; 21; 30; 34 ; 71; 80 Papaverina; 27; 31; 35; 71 Papavero bratteato; 21 Papavero da oppio; 34; 80 Papavero dei campi; 80 Papavero; 21; 71 Papaya; 106 Parietaria; 3 Partenio; 122 Passiflora incarnate; 93 Passiflora; 31; 93 Pastinaca sativa; 21 Pastinaca; 21 Patata; 80 Pauillinia cupana; 92 Peganum harmala; 21 Peonia; 122 Peperoncino ornamentale; 80 Peperoncino; 101; 102 Periploca graeca; 21 Periploca; 21 Pervinea; 23; 122 Pesca; 78 Pesticidi; 53 Petasites irybridus; 21 Petasites officinalis; 71; 75; 106 Petasites; 21; 119 Petroselinum sativum; 71; 81; 106 Peyot; 46 Philodendron; 86 Physostigma venesosum; 21; 75 Phytolacca decandra; 76; (tavola 8) Piantaggine; 44 Piante ad azione ormonale; 96 Piante medicinali; 10 Piante officinali; 9 Piante tossiche; 67 Pilocarpina; 30; 31; 46; 78 Pilocarpus jaborandi; 21; 30; 78 Pilocarpus microphyltus; 21 Pilocarpus pennatifolius; 21 Pilocarpus racemosus; 21 Pilosella; 91 Pilotonina; 30 Pimpinella anisum; 57 Pimpinella; 99; 122 Pino essenza; 28 Pino; 101; 102; 119 Pinus syluestris; 102 Pioppo; 106; 117 Piper betel; 115 Piper metysticum; 117 Piscidia erythrina; 21 Piscidia; 21; 31 Piselli padrenostro; 14 Plantago major; 44 Plantago psyllium; 106 Pleurisi; 16 179 Podefillo emodi; 21 Podofillo peltato; 21 Podofillotossina; 30; 31, Podophyliun emodi; 21 Podophylium peltatum; 21; 30 Podophyllum; ; 122 Poligala asiatica; 21 Poligala senega; 45 Poligala virginiana; 21 Poligala; 94 Polipodio; 76 Polvere; 145 Polygaia sewega; 21; 4 Polygaia tenuifolia; 21 Polygonatum officinale; 21 Polypadiuin vulgare; 76 Pomodoro; 101 Populus nigra; 106 Potentilla anserina; 118 Poteutila erecta; 89 Preparazioni fitolerapiche; 143 Prezzemolo; 71; 81; 99; 106; 121; 122 Primula veris; 106; 118 Primula; 106; 118 Prodotti erboristici; 13 Prontuario farmaceutico; 25 Propoli; 119 Proscillaridina; 27; Proteine: 43 Protoanemonina; 68 Prunus africana; 21 Prunus aneygdalis; 77 Prunus dulcis v, amara; 21 Prunus laurocerasus; 21; 7; 86: (tavola 9) Psillio; 106; 119 Psoralea carylifolia; 99 Psoralea; 99 Pulsatilla pratensis; 21 Pulsatilta vidgari Pulsatilla; 22; 73;122 Pungitopo; 44; (tavola 12) Punien granatum; 22 13.8; 21; 28; 31 Q Quassia amara; 118 Quebracho; 16 Quercia; 131 Quercus robur; 48 Quillaia saponaria; 94; 119 Quillaia; 94; 119 R Rabarbaro; 31; 44; 68; 90; (tavala 4) Rafano; 45; 68 Ramo; ((tavola 12) Rhanimus catharticus; (tavala 12) Rantenculus sceleratu Rantenculus bulbosus; 22 Ranuncolo di palude; 22 Ranuncolo scellerato; 22 Ranuncolo varieta; 22 Ranunculus acris; 22 Rantenculus ficaria; 22 Rantenculus flanianuta; 22 Rape: 97 Ratania; 106 Raubasina pipratecolo; 27 Ravwolfia canescens; 22 Rawwoolfia serpentina; 22; 3); 81; 117; 118 Rauiwolfia fetraphylla; 22 Rawtwolfia vomitoria; 22 Rauwolfia; 81; 122 Reazioni allergiche; 105 Regina dei prati; 57 Renella; 15 Rescinnamina; 31, 1, 6; 81 Rheurt palmatum; (tavola 4) Rhododendron ferrucgineum; 81 Rhodadendron; 70 Rhus cotins; 22 Ribes nigrtnt 75; 141 Ribes; 141 Ricina; 67; 71 Ricino; 4; 22; 67; 71; (tavela 4) Ricinus communis; 22:71; (tavola 4) Robbia; 81; 122 Robinia pseudoacacia; 67; 36 Rododendro; 81 Rosa carina; 49; 156 Rosacee; 101 Rosmarino; 51; 122; 149 Rosmarinus officinalis; 51 Rosalaccio; 80 Ralania bistorta; 131 Rubia tinctorun; 81 Ruscagenine: 27 Ruscus aculeatus; (tavola 12) Rieta graveolens; 102; (tavola 4) Ruta; 48;99; 102; 121 (tavola 4) Rutina; 31; 45, Rutoside; 27 Ss Sabadiglia; 22 Sabina; 20 Safrolo; 82 Sali minerali; 43 Salicaria; 131 Salice; 40; 44; 106; 117; 119 Salix atba; 44; 106 Salsapariglia; 94 Salvia indiana; 19 Salvia officinalis; 95; (tavola 15) Salvia sclarec; 52 ‘Salvia; 48; 52; 84; 95; 96; 113; 117; 120; 122; 159; (tavola 15) Sambuco acquatico; 23 Sambuco; 45; 81; (tavola 10) Sambucus nigra; 81; (tavela 10) Sandalo; 120 Sanguinaria canadensis; 22 Sanguinaria; 22 San talierd album; 120 Santolina chamaecypa Santolina; 22 ss; 22 Santoreggia; 52 Saponaria offi 94 Saponaria; Saponine; a Sarhothamnus scoparius; 76; (tavola 8) Sassafras albidum; 82 Sassofrasso; 82 Scammonea messicana; 20 Scammonio; 17 Scelta del fitoterapico; 139 Schoenocaulon officinale; 22 Scilla indiana; 23 Scilla marittima; 23 Scilla; 44; 73 Scopolamina; 31; 46 Scopolia carniolica; 22; 79 Scopolia japonica; 22 Scopolia; 22; 79 Scrofularia acquatica; 22 Serophtularia nodosa; 22 Serophularia umabrosia; 22 Seutellaria; 71 Sedano; 99; 120 Sedativi; 93 Segale cornuta; 1 Seme santo; 15 Semen contra; 15 Senape; 45; 101; 119; 120 Senecio americano; 22 Senecio aureus; 22 Senecio cineraria; 22 Senecio jacobaea; 22 Senecio nemorensis; 106 Senecio vulgaris; 22; 71; 75 Senecione; 22; 71; 75; 106 Senecionina; 71 Senkirkina; 71 Senna; 31; 90; 136 Serenoa repens; 28; 31 Serpenttaria virginiana; 15 Sicurezza del prodotto; 53 Sigillo di Salomone; 21 Silimarina; 28; 31; 37 Silybum marianwin; 106 Sinapis alba; 119 4, 82; 122 181 ‘Sindrome premestruale; 120 Sisymbrium officinale; 57 Smilax aristolochiae folii ; 94 ‘Soja; 8; 28; 31 Solanum dulcamara; 22; 79 Solantum nigrum; 22; 79 Solanum pseudocapsicum; 80 Solanum tuberosum; 80 Soldanella; 16 Solidago verga d’oro; 106 Solidago virga aurea; 106 ‘Sospensioni di pianta fresca; 144 Sparteina; 76 Spartivam juncewm; 22 Spiraea ulmaria; 106; (tavola 18) Stafisagria; 18 Stella di Natale; 4; 82; 86; (tavola 10) Stevia rebaudiana; 22 Stevia; 22 Stramonio; 18; 79; 82; (tavola 10) Strofantina K; 27; Strofanto grato; 22 Strofanto ispido; 23 Strofanto komba; 23 Strofanto; 44; 73 Strophanthus gratus; 22 Strophanthus hispidus; 23; 73 Strophanthus kombe; 23 Strycinos colubrina; 23 Strychnos ignatii; 23 Strychnos malaccensis; 23 Strychnos nux-vortiea; 23; 80 Strychnos toxifera; 23 Subocelusione intestinale; 119 Succo; 144 Symphytum officinale; 23; 71; 74 T Tabacco rustico; 21 Tabacco; 21; 71; 82 182 Tabernante; 23 Tabernanthe iboga; 23 Tachicardia; 117 Tamaro; 84; (tavola 11) Tamus communis; (tavola 11) Tanaceto fiore; 106 Tanaceto; 84; 122; (tavola 11) Tanacetum vulgare; 84; (tavola 11) Tannini; 43; 48; 49 ; 136 Tapopote; 18 Tarassaco; 91; 102; 106; 118; 130 Taraxacum officinale; 102; 106 Tassia; 20 Tasso; 4; 23; (tavola 3) Tassolo; 37 Taxus baccata; 23; 37; (tavola 3) Taxus brevifolia; 4 ‘Te degli abissini (catha); 16 ‘Te dei gesuiti; 16 ‘Te; 92; 93; 11 Tebaina; 35 Tempo balsamico; 52 Teobromina; 92 Teofillina; 30; 46; 92 Terpeni; 28 Teucrium chamaedrys; 57; 70 Tevezia; 23 Theobroma cacao; 30; 93; 106 Thevetia nereifolia; 23 Thuja occidentalis; 91 Thuja; 91 Thymus vulgaris; 51; 142 Tiglio; 45 Timo serpillo; 28 Timo oe; 101 ‘Timo; 5; 48; 51; 95; 119; 122; 130; 142 Timolo; 31, ‘Tintura madre; 144 Tiocianati; 97 Tiocolchicoside; 28 Titolazione dei preparati; 151 Tormentilla; 89; 131; 136 Tossialbumina; 67 Tossicodendro; 22 Trementina; 101; 102 Triticum vulgare; 28 Tropacolurt majus; 101; 118 Tubocurarina; 30; 31 Tujone; 48; 52; 84 Tussilago farfara; 23;71; 73; 106; (tavola 7) U Ulmmus rubra; 23 Unearia gambir; 23 Unearia rhyncophilla; 23 Uncaria tomentosa; 5; 42; 153 Unearia; 153 Urginen indica; 23 Urginen maritima; 73 Urginea scilla; 23 Uva ursina; 113; 142 Vv Vaccinium myrtillus; 91 Valeriana officinalis; 93; (tavola 14) Valeriana; 28; 31; 33; 71; 93; 113; 159; (tavola 14) Variabilita del prodatto; 51 Veratro bianco; 23 Veratro verde; 23 Veratro; 84 Veratrum album; 23; 84 Veratrum viride; 23 Verbasco; 44; 101; 137 Verbascum thapsus; 44 Verbena officinale; 57 Verbena officinalis; 57; Verbena; 97 Vernonia nigritiana; 23 Viburnum lantana; 23 Viburnum oputus; 23 Vie di somministrazione; 155 Vilucchione; 16 Vinblastin; 46 Vinblastina; 30; 31, Vinburnina; 27 7, 122 Vinca major; 23; 58 Vinee rosea; 16; 58 Vinca; 46; 58 Vincamina; 27: 31, Vincristina; 30; 31; 46 ‘Viranga; 18 Vischio; 4; 23; 85; 130; (tavola 11) Viscotossine; 85 Viscum album; 23; 85; (tavola 11) Vitalba; 16 Vitamine; 43; 49 Vitex agnus-castus; 96; (tavola 15) Voncariga africana; 23 Voncanga thowarsii; 23 ‘Voscanga varieti; 23 ‘Voscanga; 23 Ww Wisteria sinensis; 77; 86; (tavola 8) Withamnia somnifera; 23 x Xanthosoma; 67 Y Yohimbe; 17; 93; 119; 120 Yucca; 45 Zz Zafferano; 85 Zea mays; 91; (tavola 13) Zenzero; 122 183 ‘(Questo libro nasce per offrire -uno strumento idoneo a muoversi nel mondo della medicina. ora ail adeiay amos Sia de evitre| CCorterte inoltre tm salio cients eprebeonale sanitari che, te pitt numerosi, si interessano di i ane far quantalit sl interesseno. haces ator lie sate dus gh coma, e ridurre il rischio di errori nella prescrizione medica o durante I’aut U dottor Fabio Pirenzuoli si? laureato in Medicina e Chirurgia presso I'Universita di Firenze con il massimo dei vot ela lode. Attualmente svolge la sua attivita di medico ee. chirurgo presso l Ospedale San Giuseppe di Empoli Bil Presidente dell"Associzzione = Nazionale Medici Fitoterapeuti (ANMFIT) ed 2 Docente al Corso di Perfeionamento in Fitoterapia Universita di Siena. E membro della Giunta esecutiva e della Commissione scientifica della Societa Italiana di Fitoterapia (SIFIT).ed 2 autore di libri specializzati e numerose pubblicazion: scientifiche e dioulgative sulle piante medicinali. Ha promosso “ d in Italia Vistiturione del Centro di Farmacovigilanza in Fitoterapia per il monitoraggio PA delle reazioni avverse da piante medicinal,