Sei sulla pagina 1di 5

[Paolo Barnard] IL POTERE 2: Il Times e Berlusconi: macch Noemi Che il Times di Londra arrivi a scrivere un editoriale dove chiama

il capo di governo di un Paese europeo clown e buffone sciovinista, e ci solo per motivi di indignazione politica, lo lascio credere ai giornalisti, ma noi persone raziocinanti dobbiamo andare oltre. Un quotidiano della portata del Times, storico bastione del conservatorismo mondiale, voce internazionale dei Consigli di Amministrazione pi potenti del pianeta, non si muove cos violentemente per cos poco (Noemi e festini), n pensabile che abbiano scoperto solo oggi che Silvio Berlusconi alla guida del G8 come un orango alla guida di un pullman. La scusante ufficiale per quelleditoriale di fuoco ai danni del Cavaliere un insulto all'intelligenza. Rattrista, ma non stupisce, che in Italia nessuno dei paludati opinionisti pro o anti ci stia pensando. Il motivo altro, non v dubbio, ed assai pi importante. Per farvi capire, cito la caduta dal potere del dittatore indonesiano Suharto nel 1998. Uno dei peggiori assassini di massa del XX secolo, nulla da invidiare a Hitler per numero di morti, era il cocco di mamma degli USA e della Gran Bretagna, media inclusi, che lo adoravano perch obbediva puntigliosamente a ogni diktat dellestablishment economico neoliberale dOccidente e soddisfaceva ogni sua voracit di profitto, naturalmente a scapito dellesistenza di milioni di disgraziati suoi connazionali. Nel 1997 Suharto fece lerrore delle sua vita: disobbed al Tesoro americano (leggi Fondo Monetario Internazionale), una sola volta. Lallora Segretario di Stato di Clinton, Madeleine Albright, gli disse due parole secche. Fine di Suharto. Torno in Italia. Io sono convinto che lo stesso meccanismo sia in opera col nostro capo di governo. Deve aver fatto qualcosa di non gradito a chi oltrefrontiera aveva scommesso su di lui. Forse non gli sta obbedendo, da troppo tempo, e la corda si spezzata, dunque lattacco del Times. C unipotesi ragionata (e qui documentata) che vale la pena considerare e ve la propongo come riflessione. Naturalmente, seguendo lo schema Suharto, per lestablishment degli investitori internazionali non altrettanto facile sbarazzarsi di Berlusconi. Un dittatore al tuo soldo lo sciacqui gi dal lavandino con relativa semplicit, basta chiudere i rubinetti che lo foraggiano. Per un leader democraticamente eletto le cose sono molto pi complesse. Di mezzo c la sua gente (noi) che ahim lo vota, e continua a votarlo. In quei casi la strategia altra, e nel mondo anglosassone si chiama character assassination. Lo si dipinge sui maggiori media compiacenti come uno scandaloso incapace, si fanno cordate con alcuni media dellopposizione interna, e si spera che in tal modo egli ne riceva un danno elettorale. Ma soprattutto gli si manda un messaggio, chiss mai che non si ravveda. Purtroppo per i manovratori, in questo caso hanno a che fare con gli italiani, e questo non lavevano previsto. Ma continuiamo. Berlusconi entr sulla scena politica come il tipico Liberista economico (Liberal Economics), colui cio che invoca privatizzazioni a raffica, tagli fiscali ai ricchi, botte ai sindacati, flessibilit ultras per i lavoratori, riduzione del ruolo del governo, deregulation selvaggia, socializzazione delle perdite e privatizzazione dei profitti. Nelle Corporate Boards della City di Londra come a Bruxelles fu un giubilo unico. Era il 1994, Tangentopoli aveva appena eliminato quella fastidiosa classe politica cos statalista, popolana, centralista, che non piaceva affatto alla classe dei neoliberisti rampanti di Londra e Washington. Lipotesi che Tangentopoli sia stata teleguidata

dallesterno proprio per far strada alla Liberal Economics sul modello Thatcher/Reagan, non cospirazionismo da Internet; ne discussi molto seriamente una sera con lex magistrato del pool Gherardo Colombo, che gi ne sapeva qualcosa. Torniamo al 94. Dopo pochi mesi fu chiaro che luomo di Arcore era tutto meno che un purista del mercato. Prima cosa, nella sua compagine di governo troneggiavano (ancora oggi) partiti simil-nazionalisti con legami molto radicati con le classi mediobasse, e avversi al concetto di leadership finanziaria sovranazionale incontrastata. Secondo, e ancor pi cruciale, Berlusconi non dava segno di voler trasformare la ricca Italia in una trincea del capitalismo speculativo dassalto, col minor numero di regole possibili, e paradiso degli investitori selvaggi. E mai lo ha fatto. LItalia dei tre mandati del Cavaliere rimane ancora oggi un Paese tradizionalista nel Capitale, nelle banche, zeppo di zavorre statali, poco profittevole (questo fra parentesi ci ha salvato dal crack finanziario USA, ma agli investitori frega nulla di noi cittadini e dei nostri risparmi, nda). Lipotesi dunque che nella stanza dei bottoni i famelici Padroni del Vapore si siano spazientiti dopo anni di frustrazione dei loro piani per l'Italia, ergo lattacco del Times. Vediamo i fatti. Siamo nel 2004, la prestigiosa e influente fondazione di destra neoliberale Stockholm Network di Londra pubblica un rapporto dove si legge Alberto Mingardi e Carlo Stagnaro (due teorici ultra Liberisti italiani, nda) sono delusi dalla differenza fra la retorica del Libero Mercato di Silvio Berlusconi e la sua reale capacit di fornire le tangibili riforme dellostinata burocrazia statale italiana (1). Parole che trovano eco su decine di pubblicazioni della destra economica europea, sigle troppo oscure per questo contesto, ma tutte improntate a un senso di delusione verso le politiche economiche di Silvio. Passano due anni e il noto Economist (che non quel bastione di progressismo che alcuni sciocchi qui pensano, nda) scrive: LItalia necessita urgentemente di riforme radicali, ma la coalizione di Berlusconi, che in teoria doveva essere dedita al Liberismo economico, ha fatto quasi nulla nei suoi 5 anni al governo (2). Da notare che siamo nel 2006, a poco dallavvento del governo Prodi, che ricever in quegli anni il plauso di una ridda di fanatici del Libero Mercato, come il Fondo Monetario Internazionale, e il motivo c: Prodi alla Commissione Europea fu uno dei falchi del Liberismo economico, e nella stanza dei bottoni sapevano bene a quel punto che per ottenere le radicali riforme del lavoro e della finanza, in Italia era sui dalemiani che bisognava puntare, visti i tentennamenti di Silvio. Dopo pochi giorni esce il tedesco Der Spiegel: Lamministrazione Berlusconi non ha mai mantenuto le promesse di taglio alle tasse, ulteriori privatizzazioni, e riforme strutturali necessarie per aumentare la competitivit e privare le burocrazie del potere. (3) Dopo pochissimo dallelezione di Prodi, luniversit di Harvard negli USA indice un seminario ultra neoliberal sulleconomia italiana, presente anche Gianfranco Pasquino (ops!). Nella pubblicazione degli atti si leggono le parole di Alberto Alesina, professore Nathaniel Ropes di politica economica nel prestigioso ateneo, che dopo aver ricordato i compiti futuri del bravo Prodi, dice: LItalia ha problemi gravissimi, ha bisogno di una iniezione di libero mercato con riforme economiche neoliberali fra cui ridurre le tasse, tagli allimpiego pubblico e alle pensioni, rafforzare il settore dei servizi, e rendere pi facili i licenziamenti . (4) Cio una pessima pagella, a suo dire, dei precedenti anni di Berlusconi, che anche lEconomist continuava a definire assai scarsi di riforme delle insostenibili pensioni e dellinflessibile (sic) mercato del lavoro, da parte di un leader mai veramente interessato alle riforme (5). Il

fuoco di sbarramento contro il disobbediente Cavaliere a questo punto massiccio. Le bordate arrivano anche dagli USA, e proprio guarda caso allo scadere del breve mandato Prodi. Il Wall Street Journal, voce dei falchi fra i falchi della finanza di destra, scrive a pochi giorni dalle elezioni del 2008 che Berlusconi ci ha deluso in economia durante il suo ultimo mandato. La vicenda Alitalia sta infuriando, cio, sta infuriando gli investitori esteri assetati di affari sul cadavere della nostra linea aerea, mentre Berlusconi osa ipotizzare una cordata italiana per il salvataggio. Scrive il WSJ: Berlusconi la scorsa settimana se n uscito contro la vendita di Alitalia, e questo un segnale di mancanza di dedizione alle riforme. Air France-KLM volevano garanzie che i sindacati e i politici non bloccassero le dolorose ristrutturazioni (per i lavoratori, nda) E dopo due righe di plauso per il compiacente Veltroni, il quotidiano d laffondo: Berlusconi aveva promesso tagli alle tasse, riforme del mercato del lavoro e liberalizzazioni, ma ha fallito in tutto Egli si rivelato pi un nemico corporativo del Libero Mercato che un Liberista economico disposto a fare ci che necessario (6) Alitalia non va gi agli investitori internazionali, e infatti non poteva mancare la regina dei loro quotidiani, il Financial Times, che tenta nel settembre del 2008 di mandare un richiamo allinsubordinato Cavaliere, suggerendogli di seguire lesempio della Thatcher, e di sfidare i sindacati a scoprire le carte, cos da far scoppiare lascesso (sic) di 30 anni di relazioni sindacali italiane irresponsabili e dannose (7). E ancora: Nonostante la sua immagine da imprenditore neoliberale, Berlusconi, dicono i critici, si trova a suo agio a fare il dirigista statale, con lAlitalia in primis. La compagnia viene consegnata a un gruppo italiano e sottratta ai compratori stranieri (8) E che il Financial Times avesse anchegli dichiarato una guerra permanente a Berlusconi, anche se con metodi decisamente pi ortodossi di quelli del Times, lo dimostra quanto ha scritto poche settimane fa, con toni sprezzanti: Il suo primo governo nel 1994 non ha combinato nulla. I suoi cinque anni al potere dal 2001 al 2006 sono stati noti per aver fallito di nuovo nellintrodurre in Italia le riforme Liberiste cos essenziali al Paese per essere competitivo nelleurozona (9). Ricordo a questo punto, per chi si fosse perso, che questo coro martellante che pronuncia sempre le parole magiche riforme e Liberismo, altro non chiede se non la solita ricetta precedentemente descritta: privatizzazioni a raffica, tagli fiscali ai ricchi, botte ai sindacati, flessibilit ultras per i lavoratori, riduzione del ruolo del governo, deregulation selvaggia, socializzazione delle perdite e privatizzazione dei profitti (come peraltro leggibile nelle dichiarazioni riportate). La ricetta, cio, che di noi persone e del nostro sangue versato se ne fotte, e che pretende solo una cosa: Unlimited Corporate Profits. Ne un esempio brillante una delle raccomandazioni del Fondo Monetario Internazionale (leggi il Tesoro USA) fatte allItalia allo scadere del 2008, altro rimbrotto al Cavaliere. E profferta con un linguaggio omeopatico, ma la si pu leggere fra le righe: Gli autori apprezzano in Italia gli sforzi per diminuire la disoccupazione (nota dellautore: si preoccupano dei nostri senza lavoro?). Gli autori incoraggiano una seconda tornata di riforme del mercato del lavoro, per rafforzare il legame fra redditi e produttivit (nda: vale a dire il valore e la qualit di vita della persona misurato unicamente in termini di contributo al profitto altrui). Gli stipendi devono adeguarsi alle differenze regionali (nda: gabbie salariali, su cui il FMI insiste da tempo), il lavoro a tempo indeterminato deve essere pi flessibile (nda: gi praticamente non pi in offerta, qui si chiede che sostanzialmente scompaia), in tandem con una rete di ammortizzatori sociali maggiorati (nda: ci risiamo,

socializzare i danni e privatizzare i profitti, cio lo Stato paga per la disperazione dei lavoratori, le aziende licenziano e si ri-quotano in borsa). (10) Questa abiezione sociale ci che realmente si cela dietro alla parola riformismo (Rutelli, Prodi e DAlema + seguaci prendano nota). Ma torniamo a Silvio Berlusconi. Lultimo avvertimento gli giunge proprio dal Times il 7 maggio 2009, e in toni inequivocabili: Nei suoi due maggiori mandati Berlusconi ha fallito nelle riforme cos disperatamente urgenti in Italia La UE e lOECD continuamente rivelano leccessiva regolamentazione del business (in Italia, nda) I lavoratori statali rimangono protetti e le sue sbandierate riforme del sistema pensionistico sono state minimali le tasse rimangono alte, e la resistenza del suo governo a tagliare la spesa pubblica enorme (11). Tre settimane dopo, il possente quotidiano britannico perder di colpo la sua celebrata compostezza dopo 224 anni, e dalle sue pagine partir un attacco sgangherato e volgare a Silvio Berlusconi. Vi si legger che un clown, un buffone sciovinista, un playboy patetico, la cui performance con le signorine e nei confronti degli italiani curiosi della vicenda Noemi inaccettabile, per il bene della democrazia e del mondo intero. Certo, come no. E cos, di nuovo, lItalia antagonista di sinistra si fatta infinocchiare degli isterismi dei DAvanzo, Travaglio e Santoro, Grillo e compagnia, ha di nuovo eletto a suo paladino lennesimo baraccone di destra neoliberale (dopo Freedom House), e insiste nellignorare che ci che gli sta corrompendo la vita non il lodo Alfano, o Emilio Fede, n il burattino Berlusconi, ma sua maest Il Burattinaio, leggi Liberal Economics and Corporate Power. Eppure Clinton ce laveva detto: Its the economy, stupid.

Nota a margine per lEgregio direttore del Times: Sir, non mi risulta che negli anni cha vanno dal 1997 al 2007 il Suo giornale abbia mai usato termini cos aggressivi per Mr Tony Blair, PM, mentre si rendeva corresponsabile di crimini contro lumanit (Turchia, Timor, Ex Yugoslavia, Iraq, Palestina, Afghanistan) e di alto tradimento della patria mandando a morire truppe britanniche su basi mendaci, oltre ad aver ridotto le classi disagiate della Gran Bretagna a livelli di povert pre-Vittoriana (The Guardian), tanto che lorganizzazione Medecins du Monde ha dovuto aprire delle tende-cliniche di strada in diverse periferie urbane britanniche. Gradirei una spiegazione, Sincerely Yours, Paolo Barnard" Note: 1) Stockholm Network, THE STATE OF THE UNION: MARKET-ORIENTED REFORM IN THE EU IN 2004 2) The Economist 7/01/2006 3) Der Spiegel 30/01/2006

4) April 20, 2006, Harvard Gazette 5) The Economist, Apr 3rd 2008 6) WSJ MARCH 25, 2008 7) Financial Times, Sep 22 2008 8) FT, October 18 2008 9) FT, May 28 2009 10) INTERNATIONAL MONETARY FUND ITALY: Staff Report for the 2008 Article IV Consultation. Prepared by Staff Representatives for the 2008 Consultation with Italy. January 7, 2009 11) The Times, 07 May 2009