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Va n es s a R o g g e r i

Il cuore selvatico del ginepro

romanzo

I N E S C L U S I VA PER I LETTORI DI

Ogni giorno lotto contro il mio destino. Ogni giorno mi ricordano la mia colpa. Sono solo una bambina, e ho bisogno di te.

La Sardegna da mangiare Una nota dellautrice del romanzo (e delle ricette) Vanessa Roggeri

Care lettrici, Cari lettori, Queste che condivido con voi sono alcune delle ricette pi caratteristiche della tradizione sarda, piatti ricchi di sapore che un tempo venivano gustati specialmente in occasione delle feste o la domenica quando si riuniva tutta la famiglia. I sapori della propria terra e i sapori della propria casa sono un modo per non dimenticare le nostre radici. Spero che questo viaggio culinario vi appassioni, e vi faccia venire lacquolina Vanessa Roggeri

IL ROMANZO PI ATTESO DELLA STAGIONE LETTERARIA


EMOZIONANTE COME IL LINGUAGGIO SEGRETO DEI FIORI. PASSIONALE COME CLARA SNCHEZ. UN ESORDIO CHE TRABOCCA DI AMORE, RABBIA, SPERANZA.

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Indice dei contenuti Una Sardegna da scoprire e da mangiare

I primi, grandi classici della cucina sarda


1. CULURGIONES DE ARRESCOTTU (Ravioli di ricotta) In un piatto semplice e gustoso tutto il sapore della Sardegna. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 2. MALLOREDDUS ALLA CAMPIDANESE Un grande classico per i palati pi raffinati I.. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 3. SPAGHETTI ALLA BOTTARGA Un grande classico per i palati pi raffinati II. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 4. FREGULA CUN COCCIULA (Fregola con le vongole) Una vera delizia adatta in ogni stagione. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . O

p. 1 p. 2 p. 3 p. 4

I secondi, sapori forti della terra (astenersi vegetariani e vegani)


5. PANADA DI AGNELLO. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . p. 5 6. AGNELLO CON CARCIOFI . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . p. 6 O

I dolci delle tradizioni e dei giorni di festa


7. SEBADAS Una prelibatezza cos buona che ti entra nel cuore . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . p. 7 8. PARDULAS I dolci della festa I. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . p. 8 9. PISTOCCHEDDUS I dolci della festa II . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . p. 9 10. PIRRICCHITTUS Cos semplici, cos antichi. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . p. 10

Voleva dolci della festa da preparare, Cicita, corredini da inamidare, risatine e gridolini di birbanti nelle orecchie tutto il giorno. Ma Cicita sapeva pure che nulla di tutto questo si sarebbe avverato se alla coga non si fosse posto rimedio.
Tratto dal romanzo Il cuore selvatico del ginepro QQQ

I primi, grandi classici della cucina sarda


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Culurgiones de arrescottu
Ravioli di ricotta. In un piatto semplice e gustoso tutto il sapore della Sardegna

Ingredienti (per 4 persone) Sugo di pomodori freschi Per la pasta: 500 gr semola macinata di grano duro Acqua qb Sale Per il ripieno: 300 gr ricotta ovina o caprina 200 gr spinaci

Preparazione 1. Mischiare la farina con acqua tiepida leggermente salata, impastare fino ad ottenere un impasto morbido, liscio e compatto. 2. Lasciare riposare e intanto preparare il ripieno. 3. Amalgamare alla ricotta gli spinaci precedentemente sbollentati e tritati finemente. 4. Prendere la pasta e tirarla fino a renderla un foglio n troppo grosso n troppo sottile. 5. Disponete la sfoglia sul piano di lavoro infarinato e ritagliare delle lunghe strisce. 6. Con un cucchiaio depositare una porzione di ripieno in fila ogni tre centimetri. 7. Coprire ora la striscia con una sfoglia di eguale misura, premere con le dita per chiudere i lati e ritagliare con una rotella per dare la classica forma quadrata. Controllare che siano ben chiusi. 8. Metterli a bollire in acqua leggermente salata per 10 minuti, scolarli e condirli con sugo al pomodoro e abbondante pecorino.

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Malloreddus alla campidanese


un primo piatto molto ricco che mi riporta indietro con la memoria alle domeniche passate a casa di mia nonna con tutta la famiglia Un grande classico per i palati pi raffinati

Ingredienti (per 6 persone) 500 gr di malloreddus 150 gr di salsiccia fresca 500 gr di passata di pomodoro 1/2 bicchiere dolio extravergine doliva 1 cipolla 3 foglie di basilico 1 bustina di zafferano Pecorino grattugiato Sale

Preparazione 1. Far rosolare nellolio extravergine doliva una cipolla tritata e una salsiccia tagliata a pezzetti. 2. Dopo 20 minuti di cottura aggiungere la passata di pomodoro, una spolverata di zafferano, tre foglie di basilico, sale qb e un pizzico di zucchero per addolcire il gusto. 3. Lasciare cuocere a fuoco alto per circa 45 minuti. 4. Far bollire i malloreddus in acqua leggermente salata per 15 minuti, poi scolarli e condirli nel piatto da portata con il sugo e abbondante pecorino grattugiato.

I primi, grandi classici della cucina sarda


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Spaghetti alla bottarga

Ingredienti (per 4 persone) Spaghetti a pezzo intero Bottarga di muggine 80gr 2 spicchi daglio Olio extravergine doliva

Preparazione 1. Far bollire gli spaghetti in acqua leggermente salata 2. Spellare due spicchi daglio, tagliarli a met e metterli sul fondo della terrina da portata. 3. Schiacciare gli spicchi con una forchetta e strofinare lungo le pareti della terrina di modo che si distribuisca per bene laroma. 4. Lasciare laglio sul fondo e aggiungere olio doliva e abbondante bottarga grattugiata; mescolare con un mestolo e fare in modo che tutto la terrina rimanga unta. 5. Quando la pasta cotta al dente, scolarla e rapidamente trasferirla nella terrina, mischiare bene il condimento e se necessario aggiungere altro olio e una spolverata di bottarga.

Era dal giorno prima che in casa non si toccava cibo e a tutti quanti pareva da molto pi tempo; comera vuoto il cuore lo era lo stomaco. Si ritrovarono cos con muta intesa intorno al tavolo ad assaggiare un po di gnocchetti, un po di salsiccia, un po di agnello, mentre a Desolina scappava una lacrima e a Cesarina un singhiozzo soffocato da un boccone di carne. Non si guardavano in faccia, mangiavano e basta, indifferenti al gusto.
Tratto dal romanzo Il cuore selvatico del ginepro

I primi, grandi classici della cucina sarda


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Fregula cun cocciula


(Fregola con le vongole) Una vera delizia adatta in ogni stagione

Ingredienti (per 4 persone) 800 gr di vongole 6 cucchiai di olio extravergine doliva 2 spicchio daglio 400 ml di salsa di pomodoro 2 etti e mezzo di fregola Prezzemolo Sale qb

Preparazione 1. Immergere le vongole in acqua per circa 2 ore affinch i molluschi espellano i residui di sabbia. 2. Metteterle a stufare in una pentola chiusa per farle aprire. 3. Una volta che si sono aperte recuperare il liquido ottenuto e setacciarlo con un colino: questo servir da aggiungere in un secondo tempo. 4. Ora far rosolare nellolio laglio tagliato a spicchi e una volta dorato aggiungere la salsa di pomodoro; condire con il sale a piacimento. 5. Aggiungere il liquido delle vongole e circa un litro dacqua. Raggiunta la bollitura della salsa aggiungere la fregola e lasciare cuocere per 12 minuti. 6. A questo punto aggiungere le vongole e servire in tavola con una spruzzata di prezzemolo tritato.

I primi, grandi classici della cucina sarda


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I secondi, sapori forti della terra


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Panada di agnello

Ingredienti (per 4 persone) Per la pasta 750 g di farina di grano duro 60 g strutto o olio extravergine doliva 1 cucchiaio sale acqua tiepida 380 ml

Per il ripieno agnello a tocchetti 1 kg patate a tocchetti (circa pari volume) aglio pomodori secchi prezzemolo sale olio doliva

Preparazione 1. Preparare la pasta mischiando la farina con met dellacqua indicata e aggiungere il resto man mano secondo la necessit. Lavorare fino ad ottenere una consistenza elastica e soda. Lasciare riposare per 30 minuti. 2. Intanto prepariamo il ripieno: tagliare le patate e tritare aglio, prezzemolo e pomodori secchi. 3. Ora andremo a formare la pentola di pane: dividere la pasta di modo che 1/3 costituir il coperchio e il restante costituir la pentola. Per la pentola stendere la sfoglia tonda di modo che abbia uno spessore di 3 cm, sollevare i bordi e ripiegarne il bordo. 4. Sul fondo della pentola di pasta versare un po dolio, mettere il trito, le patate e la carne, condire ancora con olio e sale. Ripetere loperazione fino a riempimento. 5. Richiudere con la sfoglia rimasta torcendo i bordi affinch sia ben sigillata. 6. Infornare per circa 90 minuti a 180/200. 7. Controllare che durante la cottura non si formino crepe nella pasta: a questo proposito lasciare un po di pasta di scorta per tappare eventuali buchi. 8. Per controllare che la panada sia cotta, scuoterla e verificare che il contenuto si muova liberamente. A questo punto la panada cotta e pu essere aperta dal coperchietto per essere servita. O

Avvolta in un fazzoletto di cotone bianco cera la panedda ancora tiepida ripiena di carne di agnello e cardi che Lucia aveva preso con s quando era uscita di casa. Erano rapidi i passi di Lucia, e sapevano la strada. A met novembre faceva ancora caldo e dopo le prime piogge nei boschi erano spuntati i funghi buoni da mangiare.
Tratto dal romanzo Il cuore selvatico del ginepro

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Agnello con carciofi

Ingredienti (per 4 persone) 1,5 kg di agnello a pezzi 10 carciofi 2 spicchi daglio 1 cipolla media Prezzemolo Un bicchiere di vernaccia Olio extravergine doliva 1 limone Sale

Preparazione 1. Ripulire i carciofi dalle spine e dalle foglie esterne pi coriacee. Dividerli in spicchi e ripulire il cuore dalla barbetta. Metterli a bagno in acqua con succo di limone per 10 minuti. 2. Preparare un trito di aglio, prezzemolo e cipolla e metterlo a soffriggere in un tegame con un po dolio. 3. Ora aggiungere lagnello a pezzi e farlo ben rosolare a fuoco alto (la rosolatura deve costituire almeno met della sua cottura; i carciofi andranno aggiunti alla fine cuoceranno pi in fretta rispetto alla carne). Spruzzare di vernaccia e farla evaporare, abbassare la fiamma e lasciare in cottura per 10 minuti. 4. Ora aggiungere i carciofi e salare; per evitare che si asciughi, aggiungere un po dacqua durante la cottura.

I secondi, sapori forti della terra


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I dolci delle tradizioni e dei giorni di festa


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Sebadas
Una prelibatezza cos buona che ti entra nel cuore

Ingredienti 1 Kg di formaggio pecorino fresco 500 gr di semola fina di grano duro 3 uova qualche cucchiaiata di strutto fresco scorza grattugiata di due arance olio doliva sale succo di un limone zucchero o miele

Preparazione 1. Preparare limpasto amalgamando la farina con acqua tiepida e sale, lavorare fino ad ottenere una pasta liscia e omogenea. 2. Aggiungere lo strutto e amalgamare ancora. 3. Grattugiare il formaggio e farlo sciogliere in una pentola. 4. Aggiungere al formaggio la buccia di limone grattugiata e un pizzico di sale. 5. Con il ripieno di formaggio ancora caldo, preparare le formelle di circa 10 cm e lasciare che raffreddino. 6. Sulla sfoglia di pasta adagiare le formelle e ricoprire con unaltra sfoglia di pasta, chiudere i bordi e ritagliare con la rotella. 7. Ora sono pronte per friggere; una volta che si sono dorate, servirle coperte di zucchero o di miele.

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Pardulas
I dolci della festa I

Ingredienti Per la formella di pasta 200 gr di semola finissima 200 gr di farina 00 Sale

Per il ripieno 500 gr di ricotta fresca 150 gr di zucchero 50 gr di strutto 3 tuorli duovo

1 limone 1 arancia Acqua fior darancio 1 bustina di zafferano 1 bustina di vanillina

Preparazione 1. Impastare le farine e lo strutto aggiungendo un pizzico di sale e acqua tiepida. Formare un composto liscio e compatto. Coprire limpasto e lasciare riposare per 30 minuti. 2. Nel frattempo mischiare la ricotta con i tuorli duovo, lo zucchero, le bucce di limone e arancia grattugiata, lo zafferano, lacqua fior darancia e la vanillina. Formare un impasto omogeneo. 3. Stendere la pasta a sfoglia e con una coppa ritagliare cerchietti di circa 8 cm di diametro. 4. Allinterno dei cerchietti posizionare una porzione di ripieno, sollevare i bordi della pasta e pizzicarla 4-5 volte cos da formare una scodellina stellata. 5. Mettere le pardulas sulla teglia e infornare a 170 con forno gi preriscaldato per 30 minuti circa. 6. Togliere dal forno e servire ancora tiepide.

I dolci delle tradizioni e dei giorni di festa


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Pistoccheddus

Ingredienti Glassa e decori 400 gr di zucchero 6 albumi succo di limone

Biscotto 350 gr di farina di grano duro; 6 tuorli 350 gr di farina 00 un cucchiaio di strutto 6 uova intere scorza di un limone.

Preparazione 1. Mischiare bene le farine e aggiungere le uova 2. Mischiare e lavorare limpasto aggiungendo lo strutto e la scorza di limone grattugiata. Lavorare fino ad ottenere un impasto liscio e omogeneo. 3. Tagliare dei tocchetti di pasta delle dimensioni di una grossa noce e modellare a forma di goccia, di cuore, cerchio o altro. 4. Mettere i biscotti nella teglia e infornare a 180 per circa 15-20 minuti. 5. Ora si procede con la preparazione della glassa: montare a neve gli albumi mischiandoli allo zucchero e al succo di limone, fino ad ottenere un impasto lucido e bianco. 6. Una volta che la glassa si freddata, spalmarla sui biscotti con un pennellino ricoprendoli completamente. Poi rimetterli in forno per breve tempo a 50 C per favorire lindurimento della glassa. 7. Una volta sfornati, decorare i pistoccheddus con fregi di zucchero. O

Ogni tanto piagnucolava e allora la sua mente prendeva la china confortante di ricordi belli, pieni di malinconia; andava a quando suo padre, Gigino Zara, aveva messo l la pietra dove sedersi e anche lui, sotto il sole, intrecciava giunchi per farne cestini e canestri per il pane. O rivedeva nitida come fosse fatta ancora di carne e ossa sua mamma Antonia che sfornava pardulas e pistoccusu nel forno che stava vicino alla rimessa per la legna. E poi si ricordava di quando da bambino prendeva i soffioni di dente di leone e si divertiva a seguire il volo degli ombrellini sospinti dal vento. Non cerano pi denti di leone per Efisio.
Tratto dal romanzo Il cuore selvatico del ginepro

I dolci delle tradizioni e dei giorni di festa


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Piricchittus
Cos semplici, cos antichi

Ingredienti 300 grammi di farina 6 uova 1 bicchiere dolio Per la cappa 400 grammi di zucchero Acqua Scorza di 1 limone

Preparazione 1. Prendere 5 delle 6 uova, sbatterle aggiungendo gradatamente farina e olio. 2. Lavorare fino ad ottenere una pasta liscia e morbida; a questo punto aggiungere il sesto uovo. 3. Tagliare la pasta e ricavarne delle palline da disporre in una teglia infarinata. 4. Cuocere per circa 10/15 minuti a calore moderato. Sono cotti quando raggiungono un colore dorato. 5. Ora preparare la cappa di zucchero: in una pentola mettere lo zucchero, la scorza di limone e un bicchiere dacqua. Cuocere a fuoco lento affinch lo zucchero non caramelli. 6. Quando lo zucchero sar abbastanza denso e trasparante come uno sciroppo e soprattutto sar filante, prendere i piricchittus e metterli nella pentola. 7. Mescolare per bene in modo che ognuno si ricopra di glassa. In breve lo zucchero inizier a rapprendersi diventando ruvido e bianco, quindi levare dal fuoco. 8. Disporre i dolci su un piano in modo che raffreddino stando attenti a mantenerli separati gli uni dagli altri. 9. I piricchittus sono pronti!

I dolci delle tradizioni e dei giorni di festa


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Il cuore selvatico del ginepro

La trama del romanzo notte. Il cielo nero come inchiostro, e solo a tratti i fulmini illuminano lorizzonte. una notte di riti e credenze antiche, in cui la paura ha la forma della superstizione. In questa notte il rumore del tuono di colpo spezzato da quello di un vagito: nata una bambina. Ma non innocente come lo sono tutti i piccoli alla nascita. Perch questa bambina ha una colpa non sua, che la segner come un marchio indelebile per tutta la vita. La sua colpa di essere la settima di sette figlie, e per questo maledetta. E qui nel suo paese, in Sardegna, c un nome preciso per le bambine maledette, si chiamano cogas, che significa streghe. Liberarsene quella stessa notte, senza pensarci pi. Cos ha deciso la famiglia Zara. Ma qualcuno non ci sta. Lucia, la primogenita, compie il primo atto ribelle dei suoi dieci anni di vita. Scappa fuori di casa, sotto la pioggia battente, per raccogliere quella sorella che non ha ancora un nome. La salva e decide di chiamarla Ianetta. Non c alternativa ora, per gli Zara. sopravvissuta alla notte, devono tenerla. Tuttavia il suo destino gi scritto. Giorno dopo giorno, stagione dopo stagione, sar una reietta. Emarginata. Odiata. Da tutti, tranne che da Lucia. lei lunica a non averne paura. Lei lunica a frapporsi tra la cieca superstizione e linnocenza di Ianetta. Contro tutto e tutti. Lei lunica a capire chi si nasconde dietro quegli occhi spaventati e selvatici: solo una bambina, solo una ragazza, con un cuore forte e selvatico come il ginepro. Le sue radici non si possono estinguere cos facilmente; la loro fibra fatta di ferro e se fuori bruciano, dentro il cuore rimane vivo. Questa la storia di una bambina e di una colpa non sua. la storia di una sopravvivenza e della lotta contro le superstizioni. la storia di due sorelle, quella maledetta dallignoranza e colei che sa vedere oltre. la storia di una terra e delle sue tradizioni pi arcaiche. Una storia che trabocca in modo dirompente di passioni: amore, rabbia, disperazione e speranza.

Cara lettrice, caro lettore, se le mie ricette ti sono piaciute, se anche il mio romanzo ti ha incuriosita/o, ti invito a visitare la mia pagina: Vanessa Roggeri - autrice C una community di persone con cui scambio idee e suggestioni. Ci sono racconti inediti, illustrazioni e mini-guide gratuite sulla mia adorata terra. Spero tu possa essere dei nostri

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Questa la storia di una bambina e di una colpa non sua. la storia di due sorelle, quella maledetta dallignoranza e colei che sa vedere oltre. Una storia che trabocca in modo dirompente di passioni: amore, rabbia, disperazione e speranza.

Lucia pos la lampada in un angolino e si accovacci col suo bottino, pronta a scoprire di che cosa si trattasse. Frug tra le pieghe umide e ne sbuc una bambina. Una strana bambina. Una neonata, ora che la vedeva meglio. Non tremava pi e la fissava con seriet impressionante. Era certa che stesse meglio perch era tornata rosa come un porcellino. Lucia sorrise: Sei la mia sorellina? domand in un bisbiglio complice.

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