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DESCRIZIONE DELLA GRECIA

D I

PAUSANIA
NUOVAMENTE DAL TESTO GRECO TRADOTTA

D A A. N I B B Y
M embro ordinario dell Accademia Romana di Archeologia.

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Presso Vincenzo Poggioli Stampatore della R.C.A.


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Con A pp rovatim i

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A SO A ECCELLENZA

IL SIG. CONTE DI S. LEU

A N T ONIO

NIBBY.

l i el dare alla luce questo mio volgarizzamento di uno depi cele bri scrittori greci , non poteva ad al tri indirizzarlo che a quegli, il quale ad un amore si grande per le lettere accoppia un impegno cos forte per coloro ? che le coltivano . La stima

ir

inoltre, della quale V. E. particolare mente mi onora , e la premura , che mostra a proteggermi sono tanti mor tivi di pi che mi obbligano a presen tarle questo pegno del mio rispetto , e della mia gratitudine . Quanto sono persuaso che il dono sia tenue, altret tanto sono sicuro , che V. E, guarde r solo ai sentimenti,daquali sono anir mato nell offerirglielo.

P P & O V Z IO N E

P e r commissione del Rmo P. M . Filippo nfossi , M aestro del Sagro Palazzo Apostolico ho let to attentamente il primo Tomo del Viaggio per la Grecia di Pausni , e non avendovi trovato cosa al c una contro la Santa ede , e d i buoni costumi s o n o di parere , che possa permettersene la stampa. Roma da S. Pietro in Vincoli i. Aprile 1817. D . Michele Guidotti Senese C .R . , e Lettore Emerito di Sagra Teologa , e Filosofia .

I M P R I M A T U R . Si videbitur Rever endiss. P. Mag. Sac. Palatii Apost. Candidus Maria Frattini Archiepisc . Philippens . Vicesgerens. I M P R I M A T U R . Fr. Philippus Anfossi Ord. Prxdic Sacr . Palat. Apost. Mag.

PREFAZINE

M i sembr affatto ncessdrio premettere questa mia versione qualche notizia sullo Scrittore tradotto , esporre il merito dlia sua opera , accen nare i motivi che mi mossero d volgarizzarlo , e f i nalmente mostrare le traccie , che mi propongo se guire nella pina sua illustrazione , della quale ho test publicato un saggioi Quantunque non vi sia opera pi conosciuta di quella di Pausania j pure dell' autore stesso assai scarse notizie ci sono rimaste . Il nome di Pausa nia fu assai celebre nell'antichit : l/i Laconia die de alla luc tre uomini illustri cos chiamati ; il vin citore de'Me di a Plata ( i) , non R , ma tutore di Plistarco R di Sparta (2); il R e che cooper a fa r riacquistare la libert agli Ateniesi (3) ; d Uno Scrittore filologo (4) . F i fu pur un medico di que sto nome (5 ) , ed un amico di Empedocle ( 6 ) . Pausanid nomavasi anco quel nobile macedone j che spens Filippo padre di Alessandro (7) ; quel Proedro di cui parla Voracolo di Traili (8) ; quello scrit tore di Tattica lodato da Eliano (9) ; e finalmnte quello rammentato da Ateno , e di soprannome il
(1) Thucyd. Uh. t . cap, 94

(1) Herodot. lib. 9. c. 10. Thucyd. li.x. c,i 31, Pzilsn. Latfn, e 4 7 * ( j ) Pausan. Lacon. e. j,Ju stin . H iit.lib. V. f. 10. Corn.Nep./a Tlrasyb. r.j. (4) Snida* in hoc, JJ avanti iu{, (J) Galcn .de tur. lib.t.c. 1.
(<) D iogen. Lart. P'it.Pbilos. b. V ili, in E m p iitele .

(7) Justin. Hist. lb.y.c., Plut. in Alex.


( 8 ) fiandin. Biblioth. Laurent, ta t.u />. j $4.

(9) T act.t.u

TI II

Pozzo ( i ) . A ltri ve ne furono meno fam osi $ ma a niuno di costoro appartiene l'opera conosciuta sot to il nome di Descrizione della Grecia. U Autore di questa noto col nome di Sofista (2) , Sofista Siro ( 3) , Damasceno (4 ) 7 nacque in Cesara di Cappadocia (5 ) atempi di Adriano A u gusto (6) , dopo la morte di Antinoo ; poich egli medesimo afferma di non averlo veduto in vita (7). Ora la morte di quel favorito di Adriano avvenne Vanno lag. delVera volgare, e X L IL di Adriano (8), e la morte di Adriano stesso avvenne V anno 1 38 .; dunque fr a questi due limiti conviene porre la na scita di Pausania . Il nostro autore stesso pe r parla delV onore fiatto dagli Ateniesi ad Adria no di nomare una delle trib col suo nome , e ne parla come di cosa avvenuta asuoi giorni . Ci ac cadde Vanno i 34 , anno in cui quell Augusto f u in Atene , vi dedic il tempio di Giove Olimpico , vi esercit la carica di A rco n te , e colm d i beneficj g li Ateniesi (9) ; dunque prima di queW anno Pau sania era nato , e perci la sua nascita va posta fr a il 12 9 ., ed il 34 dell'era volgare . Antonino Pio , e M. Aurelio egli stesso li descrive come suoi coetanei ( io ) ; anzi di quest'ultimo cita la guerra Germanica , e Sarmatica , che avvenne nel 174 di Cristo , e X I V . del suo impero (11) . D al moda
( 1 ) VipHOSOpb. Uh.
13.

r.6 .^ .* 8 4 .

(1) Suidas iti toc. i i avaavius.

(3) Galen. De loc. affect.l. $. i.14


(4) C o nst.Porphyr. lib.\.il>etn. *.
( j) Suidasec.tit, Vossius De Hist.Grac, U b..e.i^ ( 6 ) Paus. (7) Artad.t.f.%.4. (5) Pagius Crit.Baron. a n .n 9 >MurauAuttiil. d'talAb. (9) MatiX..AnnaU d'itahan. 134 ( 1o) Arcad.c.^i. 4.

IX

inoltre , in cui parla di M. Aurelio sembra che aU lorch lo cita nell'opera sua pi non esistesse . Ci mi f a credere , che Pausania fiorisse insieme con A ristide (x) Polino , Ateno , Luciano , P olluce , Galeno , Tolomeo , e Gellio , durante l'impe ro di M. Aurelio , e rfi Commodo suo figliuolo , epo c a in cui cominciarono ad essere celebri i Sofisti , e c h e diede alla luce tanti filologi. D elle particolarit della sua vita poco o nulla d i pi sappiamo di ci, che da lui stesso rilevasi . Pass una gran parte de'suoi giorni viaggiando ; e non solo visit la Grecia , e TItalia ; ma percorse ancora una gran parte dellA sia . Pervenne fino al tempio di GQve Ammone ne 1 deserti della Iib ia (2). F id e la Palestina , ed attesta di avere osservato co' proprj suoi occhi il fiume Giordano, ed il Mare Mor to ( 3 ). D i l pass nell' A sia Minore , e nella Gre cia . i l tempo preciso , in cui cominci il suo viaggio d i Grecia potrebbe definirsi da un passo duella sua opera . E gli afferma (4 ) di avere descritto VAttica prima che Erode Attico edificasse in Atene V Odo ad onore di Regilla sua moglie estinta ; ma V anno preciso in cui ci avvenne incerto . D agli altri passi di Pausania pare che non fosse se non nello impero di M. Aurelio , ed anche avanzato , che egli viaggi nella Grecia ( 5 ) ; dunque verso quella epoca dov accadere la morte di R eg illa . Fu discepolo egli stesso di Erode Attico , ce lebre Oratore, maestro di M. Aurelio , e Lucio Vs~ ( 1) Suidas in
(z) Pans. Becot c.j 6 ,.i.

(j) EUat.I.c. 7. f i (4) Atbaic.t.T.a.$. ( 5) Ariai. *.42,.3.4.

ro ( i) ; anzi Filostrato (2) asserisce che egli era. uno dedieci discepoli prediletti di quel grande uo mo , appellati < n ts , perch il maestro oZtre la lezione commune dava loro un altra lezione per un tempo determinato . E ' per da osser varsi , che parlando Pausania in pi luoghi di Ero de Attico ( 3 ) , non apparisce mai di essere stato suo discepolo ; e appena si rileva che fosse di lui coetaneo (4.) < Egli stesso ebhe scolari , e fr a questi si cita un Aspasio Sofista Ravennate figliuolo di Demetriano , il (piale si fe c e molto onore in Roma ai tempi di Alessandro Severo ( 5) . Quando venisse in Italia non ben certo , di pendendo ci dal determinare il suo viaggio di Gre cia j che si veduto appartenere alV impero di M. Aurelio avanzato . E 'certo per che vide non solo la Italia ; ma ancora la Sardegna , e la Corsica ( 6 ) , e forse pure la Sicilia ( 7) . N on noto do ve e quando finisse i suoi giorni ; e poich non f a in alcun luogo menzione di Settimio Severo , con viene supporre che ci fosse avanti che quelV Imperadore cominciasse a regnare. Si veduto di sopra , che facendosi menzioni della guerra Germanica , e Sarmatica di M. A ure lio d'uopo credere che egli scrivesse l opera sua almeno dopo lanno 1 7 4 . della era volgare . A ci
( 1) Jul.C apIt./ M ./nt.c.i. Id .in L, Vcrtc.x. (1) VU.Sopbitf.lib.x.scct. 1. (3) A ttic.c. 19. .7. Corinti.c.i, ,7. Eiac.ILc.zi. . i.Acbaic. t . i o. . i.'P b o c .c .ii.$ .i. (4) Corintb. . i . . 7. ( f) Suid. In voc. Aar&eti* AtiuiiTfiwov (6) Pboc. c. 17. .4. e scg. (7) Eiac.l, . j J . .*. e scg.

si aggiunga che sul principio delle cose Eliache , egli stesso afferma essere passati 217. anni da che Corinto era stata riedificata da Cesare. Quella cit t fu ristaurata dal Dittatore verso il fine della sua vita , cio , secondo la cronologia pi approvata , circa Vanno di Roma 710 .a questi adunque aggiun gendone altri 217. sz avr Vanno di Roma 927. , 0 174. della era volgare ; e questo corrisponde appun to alVanno della guerra Marcomannica citato di sopra ; dunque in quell anno Pausania avea gi scritto quattro libri della sua opera , ed intraprese a scrivere il quinto . , E qui si deve osservare che malgrado tutti g li argomenti della certezza morale ; malgrado il con senso unanime di tutti i dotti , hon mancato chi si sia studiato fa r credere opera di Pausania il La cone questa da tutti riconosciuta per opera del Cap padoce . Questi fu Gesnero , il quale appoggian dosi alla somiglianza che v'ha fr a alcuni de titoli delle opere di Pausania Lacone riportati da Suida, e quello di un libro del nostro autore , a lui volle attribuire l'intiera opera della Descrizione, della G recia . Gi si vede quanto/sia frivolo questo argo mento , che trae tutta la sua forza da una somi glianza di nome fr a un libro della Descrizione del la Grecia , e due opuscoli di Pausania Lacone . Ma vediamo cosa ne dice Suida (1): questo Grammatico cita come opere di Pausania Lacone le Cronache , un opuscolo sullEllesponto ; uno sulla Laconia, uno sulle feste della Laconia , ed uno sugli Anfizioni . Il dubbio pertanto non pu cadere se non sopra il trat tato della Laconia , e delle Feste di quella provin cia 5 ma perch Suida twn cit alcuno degli altri

( 1 ) Ih

vcc.

U ctvenet(

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attribuiti al Pausania di Cesara ? Prche altro era la intiera Descrizione della Grecia di quell' autore , altro degli opuscoli sopra la Laconia , e le sue feste di cui non ci noto lo scopo . E vi sarebbe mai ch i sospettasse autore dell' Attica Prassione , perch si cita una sua opera sulla Megaride ( 1) ? D'altronde voglio anche ammettere , che la Laconia citata da Suida sia una stessa cosa , che la Laconia che fo r ma il libro III. del nostro autore ; ma chi che non conosca g li errori di Suida scrittore del secolo X I. , secolo di profonda ignoranza , e quando le favole prendevano il luogo della verit ? In queka supposizione ancora pi verosimile sarebbe il cre dere , che Suida confondesse due opere della stessa natura , e ingannato dalla somiglianza di nome ascrivesse ad un Pausania un trattato che apparte neva all'opera di un altro . Ma vi sono ancora altri argomenti : la Laconia di Pausania Cesariense ri chiama il libro precedente , e f a corpo unito con tutto il resto dellopera , siccome pu rilevarsi dal le prime parole di quel libro , che alludono alle ul time del libro precedente ; Suida cita due libri di Pausania Lacone uno sulla Laconia , V altro sulle Feste di quella regione , e non uno solo ; e final mente se l'autore della Descrizione della Grecia, fo s se un Lacone non mancherebbero a scoprirlo l traccie del dialetto dorico , e ci appunto manca . Imperciocch se v'ha qualche vestigio d'idiotismo , questo piuttosto risente dell'attico , e del jonico , che del dorico dialetto . Ma non voglio pi trattenermi in quessta discussione sopra una verit gi rico nosciuta da tutti i dotti. La descrizione della Grecia divisa in dieci libri ; il primo comprende /'Attica , e la Megaride j
( i) Suid< in vec. 7 *.

XIlI Il secondo la Corinzia , la Slcionia , e V Argolide $ il terzo la Laconia ; il quarto la Messenia ; il quin to , e sesto /'Elide ; il settimo Z'Acaja; Vottavo Z'Ar cadia ; il nono la Beozia ; ed il decimo la Focide . Oltre questa opera Pausania ne scrisse altre , i cui titoli soli sono pervenuti fino a noi . Una ne fe* ce sulla Palestina (1) , un altra sulla Siria (*i) , una sopra Antiochia ( 3 ) , una ne sc r isse sulla Sin tassi (4 ) , una di problemi ( 5 ) , una di declama zioni , o meditazioni (6) , ed una raccolta di nomi A ttici (7) . Forse avr scritto altre opere sulle par ti della Grecia , che non si trovano comprese ne* dieci libri ; ma di queste non se ne conosce neppu re il titolo. Molti manoscritti ci restano della opera di Pausania sparsi nelle varie biblioteche di Europa . Due ne sono in Roma , uno al Vaticano di carta , del secolo X V I . nella Biblioteca Palatina segnato alnum .* 5 6 . , ed uno alla Biblioteca Angelica di carta cilindrata , scritto in Oriente , o da mano orientale nel secolo X I V . D el primo non si pu fa r e alcun uso perch non differisce quasi in nulla dalla edizione Aldina , e quelle piccole note mar ginali che si leggono nelle prime pagine sono altre s di poco valore . JYon lo stesso per del mano scritto della Biblioteca Angelica . In esso si ritro vano preziose yarianti + che assai sovente concor di) Pars, che questa fosse motto voluminosa , citandone Stefano alla paro la , il libro sesto, Si veda ancora la voce , eia voce Aegot,
(*) Steph. inz'cc. f * (

(j) (4) (j) (6; (7)

Id. la tet Suid. Id./*. Philcstri Vt.Scpb. lit.x. Schol. Tii ucyd. lib, 6, taf, 27

r dano colle congetture di Kuhn ; scrtto assai cor rettamente ; e non saprei abbastanza commendarlo. Questo nella traduzione ha servito a farm i adot tare alcuna delle congetture di K uhn. Uno di carta bombicina ve nha in N apoli nel la Biblioteca Reale , gi spettante alla Biblioteca degli Agostiniani in S. Giovanni a Carbonara. Que sto Codice del secolo X V . ( i ) . Bandini (2) conta due codici di Pausania nel la Biblioteca Laurenziana ; uno segnato . X . con note marginali , e miniature nella prima pagina ; e di questo Kuhn non ebbe notizia . E in pergame na in folio del secolo X V . e contiene pag. 290. Z al tro notato n u m .X l. anche esso con miniature , e note marginali , porta in fine il nome deW A m a nuense Giovanni Rosi Cretese , Sacerdote , che lo trascrisse in Roma Vanno di Cristo 1485. , indi zione 3 . , ai dieci di Decembre . Questo ancora in pergamena in folio , e di pagine 282. N ella Biblioteca Riccardiana ( 3 ) si trova un Codice segnato . I. che contiene degli estratti di Pausania . E 'd i carta in folio . Un altro se ne tro va segnato .i l . che contiene l'opera intiera di Pau sania . Questo di pergamena in folio , e si dice scritto nel secolo X V . Un manoscritto nella Biblioteca di S. Marco in Venezia , che contiene l'opera di Pausania , si ci ta dal Morelli ( 4 ) , e prima ancora dal Teupolo ( 5 ). Questo 1 secondo la descrizione datane dal Mo relli pieno di errori , e nulla migliore della edi zione Aldina , e se qualche volta si parte da que( i) (i) (j) (4) Fabric. Bibl.Grac . Ub.V. ( , i 7. .4 .nov.eit. Cat.Cod.Grtct.Bbliotb . Laurent. Tom.i.p>$o6. Cat.M a. Ced.Bibotb. Riicard. Fiorenti*p .514. Bib.Mss. D .M ar T.I. p .t S i. Gtkc. D.Marci Bibliotb. p.i 20.

(j)

xr sta , concorda sovente col codice di Mosca consuU tato dal Facio . Le note marginali sono del Card. Bessanone . Il manoscritto in pergamena e del secolo X V . Quattro manoscritti nesistono nella Biblioteca Reale di Parigi ( i) ; uno di carta segnato 1.1399., e che era delia Biblioteca Medicea con note margi nali credute di Lascari . Questo fu trascritto in M i lano da Pietro Ipsella Eginese lanno 1 44 7 hi a ^ro egualmente in carta , e notato n. i4 1 non com prende che VAttica , ed del secolo X V I . Il Codi ce segnato n. 14 1 0. di carta anche esso , compren de lopera intiera di Pausania , e fu scritto anno j 4 9 1 Finalmente sotto il numero 1411 insieme con Dionisio Periegeta , g li scolj ili Eustazio sopra questa opera , e una notizia delle provincie di Eu ropa , A sia , ed A ffrica , si trova unita la descri zione della Grecia di Pausania . Anche questo co dice del secolo X V . Questi quattro manoscritti per non differiscono in nulla dalla edizione A ld i na , e perci sono di poco uso. Due ne esistono pure nella Biblioteca Imperia le a Vienna (2) uno segnato I x c v l in carta , del secolo X V I . con buone note marginali ; e l altro I x c n l . scritto Vanno i 5 oo. mutilo in principio , pare una copia del precedente ( 3) . Delle varianti del primo di questi due si serv Facio nella sua edi zione d i Pausania del 1 794. e lo trov molto utile . E g li lo confront con un altro codice esistente allo ra a Mosca , e decise , che V uno nulla avea che fa r e collaltro , e che venivano da un originale di (1 ) Cata.Cad. M si. Bth.Rtg. Tom. 1. ( ) Koll. Supp.l. ad Lambsc. Conimint.p,\9\. ttstqi } . ( I ) Nessel. Catal.Cod.Vndobin. p a r / .p . *.47. r . j j . e fa*, j 8.

51.

SVI perso ( i ) . A nche di questo di Mosca si serv Faeio con molto vantaggio . D a i manoscritti passando alle edizioni , la prima fu quella di Aldo in greco nel i 5 i 6. in Vene zia . Fu diretta questa da Marco Musuro Cretese Vsscovo di Ragusi , il quale la dedic a Lascari . Casaubono ebbe forse in idea di publicarne una nuova edizione con note , e postill tutta intiera questa di Aldo . D i questo esemplare cos postillato , acquistato dal Bourdelot , si serv poi Kuhn per la sua edizione . Dopo quella di A ld o , nel i 583 .fu data alla lu ce in Francfort una nuova edizione diretta da X ilandro , e Silburgio , alla quale fu aggiunta in f i ne la traduzione latina di Amaso , una disserta zione di Silburgio sulle anomalie grammaticali di Pausania , e la descrizione della Grecia estratta da Strabone , e Tolomeo . Questa f u seguita dalla edizione di Hanau del i 6 i 3 . , affatto simile alla precedente , se non che la traduzione latina sta a fronte del testo greco , Ma assai migliore fu quella che produsse Kuhn nel 1696. in Lipsia , il quale un le sue note , e congetture a quelle gi conosciute di Xilandro , e Silburgio , ajutato in molto dalle postille di Casauirono citate di sopra. Pi critica ancora la recente edizione di F a cio uscita alla luce in Lipsia Vanno 1794* e seg. E g li colVajuto de'manoscritti Viennese , e Moscuense , co'lumi che si sono acquistati ulteriormente pervenuto se non a ristabilire intieramente il testo di Pausania , almeno a correggerlo e dilucidar-, lo in molti luoghi . Nuovi miglioramenti ha ricevuto in questi ul-

(1) Fr*f. Edit,Pausati,

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timi anni il testo di Pausania dal Sig. Clavier , che sta attualmente publicando una traduzione france se di questo autore col testo a fronte , e corredata di note critiche , e grammaticali . D al titolo stesso si rileva , che il soggetto delV opera di Pausania non ammetteva uno stile elegan te , e sublime , limitandosi ad un itinerario ar cheologico della Grecia , a notizie storiche epilo gate , e a descrizioni delle feste , e degli usi di quel paese classico Fero per che se non subli me, e elegante , almeno poteva essere pi studiato , e pi. chiaro . Imperciocch molto spesso per vole re essere troppo conciso , e per voler dare alla frase un giro troppo involuto , il senso resta s oscu ro , -che senza una lunga abitudine impossibile discifrarlo a dovere Questi difetti per si ritrova no anche negli altri Scrittori del secolo di Pausania , e specialmente ne 1 Sofisti suoi pari. Sembra che egli s i studiasse d'imitare Erodoto , anzi Silburgio volle provare una uniformit fr a questi due Scritto ri ; ma certo che il nospro Autqre lungi dalVotte nere il suo scopo il vero contraposto della dolcez za d el padre della Storia . A i difetti dello stile egli per largamente supplisce con una vasta erudizione , e colla pi scrupolosa esattezza unita alla critica , e alla filosofia per quanto lo permettevano le cogni zioni de'tempi in cui vivea . Con V opera di Pausa nia si pu viaggiare anche adesso nella Grecia , e mediante questa si possono ritrovare le citt distrut te , determinare la distanza fr a loro , riconoscerei i monumenti atterrati , e stabilire estensione de territorj delle differenti nazioni , che popolarono la G recia , anche dopo i 5 . secoli delle pi strane rivoluzioni . Colla scorta soltanto di questo autore possiamo conoscere appieno g li usi civili degli antich i Q reci , le loro feste , i loro riti , e comparar-

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l i con quelli della Grecia attuale . E gli 1ia conser vato aposteri le tradizioni particolari delle popola zioni , la loro mitologia , e la loro storia ; e a lui solo debbono molte citt illustri , molti uomini celebri , molti artisti famosi che la loro memoria non si sia affatto spenta . Quindi che non a torto po trebbe appellarsi questa opera la Storia Geografi ca , Politica , Morale , e Antiquaria della Grecia s pel tempo della sua infanzia , che per V epoca della sua floridezza , e decadenza . Fra coloro , a* quali sovra ogni altro utile questa opera debbono specialmente contarsi g li A r tisti . Infatti avendoci Pausania serbato non solo i nomi de'pi celebri artefici , e g li aneddoti pi cu riosi della vita loro ; ma avendo esattamente de scritto le pitture , le sculture , e g li edificj pi fa mosi della Grecia antica , questo per essi una sorgente perenne , mediante la quale destramen* f , e con giustezza si possa da loro rappresentare tatto ci che spetta alla mitologia , e alla storia degli antichi Eroi . Cosi rimanesse per Roma , e per l'Italia qualche Scrittore , che anche in latino semibarbaro del quarto , o quinto secolo avesse colla stessa precisione di Pausania descritto la Cit t Regina , e le provincie dalle quali attorniata ! JY si creda , che ci , che da me stato detto fin qui sopra i meriti dellopera volgarizzata , sia Vef fetto di una malintesa esaggerazione ; me ne appel lo ai moderni viaggiatori , che hanno percorso la Grecia in questi ultimi tempi con Pausania alla mano ; me ne appello alla scoperta del tempio di A pollo a Figalia . A n zi oramai riconosciuto , che le distanze da Pausania indicate sono sempre pi esatte di quelle determinate da Strabone , e se qualche volta si riconosce difetto in Pausania , pi che a lui si dee ascrivere alla ignoranza decopisti.

x ix

Queste d oti , che d rado si rinvengono negli Scrittori dlia natura di Pausania g li riscossero le lodi di tutti i moderni eruditi subito dopo il risorgi mento del bun gusto ; solo Scaligero col suo stile atrabiliare os chiamarlo senza l'ombra di ragione il pi menzognero de' Greciuli . Ma il sentimento suo a fronte di quello di tutti g li altri dotti fo m iti di una critica sana , e ragionevole non va contato * Conchiuder questo proemio esponendo i motiv i , che m'indussero a fa r e una nuova traduzione di questa opera , e accennando inoltre il metodo che mi proposi seguire nell'illustrarlo . Pausania sta to tradotto due volte in Latino , una in Italiano , due in Francese , una in Inglese , ed una in T e * desco . D elle versioni latine , la prima f u fatta da Remolo Amaso , e publicata Vanno i B^j . in Roma colla dedica al Cardinale Farnese : questa eiegante , e in un latino assai puro ; ma appunto per questo non di rado sagrifica alla bellezza dello sti le la fedelt della versione ; e malgrado le correzioni che dopo vi fe c e Silburgio non per scevra di difetti , poich questi sono inerenti al suo stile . Amaso per egualmente che V altro traduttore la tino Inescher di cui sono per parlare , in molti luo g hi meritano scusa , poich i loro errori assai spes so dipendono 'dal testo della edizione A ldin a che pieno di lagune 7 e di trasposizioni . Pare che A maso oltre il testo stampato osservasse de'mano scritti 7 quantunque egli non ne faccia menzione. Dopo la traduzione di Amaseo vide la luce quella di gi citata di Inescher in Basila Vanno i 5 5 o. E'pi esatta di quella di Amaso , e sembra essere stata fa tta anche essa colV djuto di mano scritti ( i) , pure non manca di difetti per le ragio ni esposte di sopra . (i) Clavier Prcf. la Dcscrtft.de la Grcede Pam.f.Vl. .

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L'Italiana fu publicata in Mantova. Vanno i5g7 in 4 da Alfonso Buonacciuoli , e quindi ristampa ta in Verona , e in Roma senza cangiamenti . S i crede communemente pi esatta delle latine , e f a t ta sul testo greco ( i ) ; ma io sono di sentimento opposto . Prescindendo che V epoca in cui il Buo nacciuoli fior era una epoca , nella quale il buon gusto della lingua italiana cadeva da ogni parte , poich era quasi sul cominciare del Secolo X V I L , pare non potervi essere dubbio , che Vautore non intendesse il greco . Per averne una pro va basta leggere il capo terzo delV A ttica verso il fine , e si vedr , che il traduttore non comprende va ci , che volgarizzava . Cito questo passo solo per non portare qui esempj infiniti della negligen za , ed infedelt sua ; n cosa rara trovare in esso i nomi variati , e le distanze alterate , difetti tanto pi imperdonabili , che lungi dal dipendere da un testo erroneo , sono piuttosto un effetto della negligenza sua Una nuova versione italiana arricchita di note erudite da lungo tempo promessa dal chiar. Sig. Ciampi Professore in Pisa ; ma di questa finora non comparso che un saggio consistente nella traduzione dec. 1 7. e seg. del primo delle cose Eliache , dove s i descrive Varca di Cipselo. Delle traduzioni oltramontane in francese la prima f u fatta da Gedoyn ; non pu per formarsi Videa di un lavoro pi cattivo di questo . Sebbene fosse fa tta dopo Vedizione di Kuhn ; cio dopo che si aveano lumi sufficienti per publicarne una buona$ tuttavia non profitt delle sane , e dotte congetture di questo critico . E d infatti , come potea trarne profitto un che mostr di non conoscere il greco , e (1) Haym. Sbotjtal. T.l.

che fe c e la sua versione da quella di Amaso ? N~ soltanto si contentata delle inesattezze del tradut tore latino ; ma tant d lui proprie ve n'ha inserita tanti errori vi ha messo del suo j che V originale resta affatto deformato . E gli aggiunse alla sua versione delle note , che sono anche peggiori , e che rigurgitano ovunque di errori. Della traduzione francese che attualmente sta publicando il Sig. Clavier oltre ci , che di gi ho osservato di sopra , debbo qui aggiungere , che non vha paragone fr a questa e quella di Gedoyn , e che in essa dappertutto risplende il sapere del tra duttore , e la sua cognizione profonda neW Elleni smo . Qualunque elogio volessi qui fa m e sarebbe superfluo , essendo il Sig. Clavier gi noto per VA* pollodoro da lui tradotto , e illustrato , Io non ho veduto di questa nuova traduzione di Pausania , che il primo tomo , nel quale si trovano compresi il primo , e secondo libro ; quantunque mi si annunzj , che stato publicato il secondo , La traduzione inglese fu fa tta dal Sig. Taylor, e stampata in landra nel 1779. Won mi sta to possibile vederla ; ma dalle relazioni avute da chi Vha veduta , pare , che in Inghilterra non go da di molto credito , e che sia poco fe d e le . ( esto medesimo giudizio ardisco dare' anco ra della versione tedesca di Goldhagen avendola comparata io stesso col testo originale . Due edi zioni ne sono comparse ; una a Berlino , e Lipsia nel 1768., e Valtra a Berlino nel 1798. fu esta se* conda piena di errori tipografici , e perci va pos posta arila prim a. Venendo ora a parlare per poco del mio vol garizzamento , da quanto finora ho premesso si ve de apertamente , che alV Italia centro delle A rti tra non dir vantaggiosa , ma necessaria una nuo*

XXII

va versione . Pertanto nelVintraprenderla io mi pre fis s i di osservare una esattezza scrupolosa , e sagrificare a questa una maggiore eleganza , a cui avrei potuto aspirare . In qualche luogo per dove il testo si mostra chiaramente corrotto , mi sono prevalso delle correzioni di Kuhn , e di Facio ; ed ho ancora qualche yolta adottato le congetture di Clavier , per il primo , e secondo libro , ed inseri to le mie proprie . D i questi cangiamenti dar ra gione nelle note , delle quali come in principio an nunziai ho di gi publicato un saggio . N e'nom i proprj ho studiato di essere pi conforme che mi stato possibile alla desinenza , e ortografia origi nale ; nella divisione per de'capitoli , e de'para grafi , quantunque quella osservata da Kuhn , e da Facio sia poco esatta , tuttavia mi vi sono general mente uniformato per non recare confusione a colo ro , che vogliano ricorrere alVoriginale , e solo in qualche luogo ho fatto alcun picciolo cangiamento nella divisione de'paragrafi , dove era assolutamen te indispensabile f a r lo . Publicata la traduzione dar principio alle no> te , le quali saranno precedute da una descrizione generale comparata della Grecia fisica , politica T e morale . A d ogni libro premetter la storia epilo gata delle principali citt , delle quali in esso si tratta , non solo per ci che concerne l'antico ; ma ancora per la parte del medio evo , e moderna , traendo tutto dai fonti originali , cos che si avr una storia continuata , e completa di Atene , M e gara , Corinto , Sidone , Argo , Epidauro Spar ta , Olimpia , Tebe , Delfo ec. E siccome dall'ope ra , che di Pausania ci resta non si ha che la de scrizione di una parte della Grecia , quindi serven domi del metodo stesso di Pausania , e rimontando e,lVepoca , in cui egli scrisse . dar la, descrizione

XXIII

della Tessaglia , dell Epiro , della Macedonia , della Tracia , delle Isole , della Troade , delV Eolia , Ionia , e Doride nell'Asia Minore . Anche in queste giunte io non far che seguire g li autori originali . E d ecco quanto stimai necessario pre~ mettere nelVimprimere la mia traduzione ; se da tutti non sar questo mio lavoro approvato , oso spe rare che almeno tutti vorranno mostrare la loro in* diligenza guardando solo i motivi , che mi indugi sero ad intraprenderlo,

DESCRIZIONE DELLA GRECIA


D I

P A U S A N I A
L IBRO
D
e l l e c o se

P R I M O
At t ic h e .

C A P O

P R I M O

Promontorio Sunio - Laurio - Isola di Patroclo - P i ro , templi , e statue che vi sono - Munichia Falero - A re , e templi in Falero - Capo Coliade - Dee Genetillidi - Devastazione di Mar donio .

i. N e l continente della Grecia verso le isole C ic la d i, e il mare Ego , sporge fuori dell'Attica il capo Sunio ; e v'ha per chi lo costeggia un por to , e sulla sommit il tempio di Minerva Suniad e . Navigando pi oltre Laurio , dove gli Ate n i e si ebbero gi miniere di arg ento ; e la picco* la isola deserta detta di Patroclo . Perciocch un castello vi edific , e un campo vi pose Patroclo , jl quale approdovvi sendo Ammiraglio delle galee egizie , che Tolome o nipote di Lago sped agli Ateniesi in soccorso , quando Antigono figliuolo di Dem etrio con un' esercito terrestre guastava il loro p aese , e gli stringeva colle navi dalla parte di mare . a. Il Piro era fino dagli antichi tempi un bor go ; ma non divenne arsenale prima che Temisto cle prendesse il comando degli Ateniesi ; poich

2 L I B R O il loro arsenale era Falero , dalla qual parte il ma re meno discosto dalla citt . Dicono , che di l p artisse Menesteo colle, navi contro di Troja , e pri ma di lui Teseo per pagare a Minosse la pena della morte di Androgeo . Temistocle per appena ebbe il comando , stabil per arsenale degli Ateniesi il Piro : conciossiacch gli paresse pi comodo pe naviganti, e contener tre porti in vece dell unico di Falero , E fino a' giorni miei vi erano le stanze delle navi , ed il sepolcro di Temistocle al porto gran-, de . Imperciocch si narra , che gli Ateniesi si pen-. tirono di ci , che aveano contro Temistocle fa tto , e che i congiunti di lui tolte le ceneri sue di Magne- sia le trasportarono al Piro . E sembra , che i fi-> gliuoli di Temistocle tornassero , e dedicassero una pittura nel Partenone , nella q uale si vede espresso Temistocle . 3 Delle co se degne di esser vedute nel Piro , la pi notabile il recinto di Minerva , e di Giove ; ambedue le statue sono di bronzo ; Giove tiene la s cettro , e la vittoria , Minerva l'asta . Ivi Arcesi-, lao dipinse Leostene co suoi figliuoli , il quale sendo capitano degli Ateniesi , e di tutti i Greci ruppe in battaglia i M acedoni prima nella Beozia , e poi un'altra volta di l dalle T er m opili , e forzolli a rin chiudersi in Lam ia, che st rimpetto al monte O eta, Dietro il portico lungo , che serve di foro a coloro , che abitano presso la marina ( imperciocch quelli che dimorano lontano dal porto ne hanno un altro ) sono le statue ritte in piedi d Giove , e del Popolo opera di Leocare . Presso al mare edific Conone un tempio a Venere , poi , che ebbe disfatto le gale de'Lacedemonj vicino a Gnido nella penisola della Caria . Conciossiacch i Gnid j onorino sommamente Venere , ed abbiano templi di questa D e a , il pi an^ tico detto di Venere Dorica 5 quindi quella di Ve

P R I M O 3 nere Aerea, ed il pi moderno di quella V en ere, che volgarmente Gnidia addimandasi , ma che i Gnidj stessi appellano Eupla. 4. Gli Ateniesi hanno oltre il Piro due altri porti : uno a Mnichia , dove un tempio di Diana Munichia , e l'altro , siccome ho detto di sopra , a Falero . Presso questo porto havvi il tempio di Cere re , e l 'edicola di Minerva Scirade , e pi lungi il tempio di Giove . V i sono inoltre le are degl' Iddi Ig n o ti, degli Eroi , detgliuoli di Teseo , e di Fa lero . Perciocch gli Ateniesi affermano , che que sto Falero navig insieme con Giasone a Coleo . Ivi ancora l'ara di Androgeo figliuolo di Minosse , la quale si chiama dell' Eroe ; ma che ella sia di An drogeo coloro lo sanno , i quali pi degli altri sono studiosi dintendere le cose patrie . Venti stadj pi l il capo Coliade . Dopo la rotta dell' armata na vale de'Medi l onda condusse fin l i frammenti de vascelli . Ivi la statua di Venere Coliade , e vi so no anc ora le Dee , che chiamano Genetillidi , e che io credo essere una stessa cosa con quelle , che i Focesi di Jonia addimandano Gennaidi . Sulla via , che da Falero mena ad Atene si trova un tempio di Giunone senza porte , e senza tetto . Dicono , ch e Mardonio di Gobria lo arse . Il simulacro per , che oggi vi esiste , , come dicono , opera di Alcame' ne , e perci il Medo noi pot guastare.

CAP O

S E C O N D O

Antiope VAmazone - Mura del Piro - Sepolcri Poeti amici de'Re - Tempj , Portici , e Statue - Re di Atene . i . t i ntrando in cit t il monumento di Antio pe lAmaz oiie . Pindaro dice , che questa A n tiope

4 L I B R O fu da Pirit oo , e Teseo rapita , ma Egia Trezeni o cant di lei queste cose : che assediando Ercole T emiscira sul Tennodonte non la poteva espugnare 9 ma Antiope accesasi d' amore p e r Teseo ( percioc ch anche Teseo militava con rcole ) consegn la citt . Cos E gia. Gli Ateniesi per af fermano, che dopo , che vennero le Amazoni nell'Attica , Antioe fu da Molpadia saettata, e M olpadia fu morta da eseo . E gli Ateniesi hanno anche il monumento d M olpadia. 2 Salendo dal Piro alla citt sono le vestigia demuri , che Gonone rialz dopo la battaglia nava le presso Guido . Imperciocch quelli di Tem i sto cl e , edificati dopo la ritirata de persiani , furon o disfatti nel governo de cos detti Trenta . Sulla via sono sepolcri molto illustri , cio quello di Menan dro figliuolo di Diopete , e il cenotalio di Euripide. Euripide stesso per sepolto i n Macedonia , sendo andato ad A rchelao . Quant o al modo della sua mort e , siccome molti riferito lo hanno , sia pur come dicono. 3 . Conciossi,acche anche in quei tempi , i poe ti conviverlo coi R e ; e per verit ancora prima Ana creonte f presso Policrate Tiranno di S amo , ed Eschilo , e Simonide andarono in Siracusa presso Gerone , Filosseno presso Dionigi , il quale fu ti ranno in Sicilia , e finalmente Antagora Rodio , ed Arato Solese furono alla corte di Antigono , che go vern i Macedoni , Esiodo poi ed Omero , o non sortirono di essere coi Re , o di loro volont il dis-> prezzarono ; colui per la vita c ampestre , e per il timore di viaggiare ; Omero poi per avere in lonta nissime regioni peregrinato , e per avere alla utilit delle ricchezze , che presso i potenti si acquistano la gloria presso de'molti anteposta . Conciossiacch Omero stesso abbia cantatp essere stato Demodpca

P R I M O 5 alla corte di AJcinoo , ed avere Agamennone lascia to presso sua moglie un poeta . Non lungi dalle por te un sepolcro , che ha per coperchio un soldato ritto in piedi a lato di un cavallo . Chi sia noi s . M a Prassitele f ece il cavallo, e il soldato. 4 Entrando in citt un' edificio , che serve all' apparecchio delle pompe , delle quali altre mostransi ciascun anno , ed altre dopo un maggior spa zio di tempo : ivi vicino il tempio di Cerere , e le statue della Dea , di sua figlia , e di Jacco , che tiene in mano una face . Sulla parete in lett ere atti che scritto essere opere di Prassitele . Non lungi dal tempio un Nettuno equestre , che scaglia lasta contro il gigan te Polibota , intorno al quale i Coi hanno la tradizione del promontorio della Testuggi ne : la iscrizione per de'giorni nostri ad altri , ch e Nettnno attribuisce limmagine Dalle porte al Ce ramico sono p o rtici, ed innanzi ad essi i ritratti di bronzo di uomini , e donne , alle quali qualche co sa notabile avvenne , o che una gloria meritarono . Uno deportici contiene cappelle di Numi , e il gin nasio detto di Mercurio : vi ancora la Casa di Polizi o ne, nella quale dicono avere Ateniesi non ignobili contraffatto la iniziazione di Eieusi ; a' miei gior ni per questa casa era stata consagrata a Bacco ^Chiamano questo Bacco Melpomene per la stessa ra gione , per la quale nomano Apollo Musegeta . Ivi la statua di Minerva Peonia , di Giove , di Mnemosine , delle Muse , e di Apollo , dono ed opera di Eubulide ; e vi Aerato uno de'Genj compagni di (Bacco , di cui non si vede , che il volto incassato nel muro . Dopo il luogo consagrato a Bacco una cam e ra , che racchiude statue di argilla , cio il Re degli Ateniesi Anfizione , che tiene a mensa gl'Iddii T e fra questi Bacco : ivi anche Pegaso Eleuterese , il quale introdusse in Atene il culto di questo Dio ,

6 L I B R 0 e lo second in ci 1 oracolo ili Delfo , rammentan do l'antico arrivo del Nu me a' tempi dica rio . 5 . Anfizione in questa guisa ottenne il trono : narrano , che Atto regn il primo nella odierna A t tica . Morto costui Cecrope , che avea la sua figlia sposato ricev il comando . A Cecrope nacquero tre figlie Ers e , Aglauro , e Pandroso , ed un fi gliuolo Erisittone . Costui non pot regnare sugli Ateniesi ; ma mori ment re vivea ancora suo padre , e Granao prese il principato di Cecrope, come colui, che superava in potere ogni altro cittadino di Atene. Dicono poi'essere nate a Cranao pi figlie , fralle quali una Attide : da costei Attica chiamano il pae se per l ' innanzi chiamato Atta . Ma sendo contro Cranao insorto Anfizione , il quale avea la sua figlia per moglie , lo spogli del r egno . Egli stesso pe r fu poi scacciato da Erittonio , e dagli altri , che insieme con lui aveano congiurato contro Anfizione. Dicono non avere avuto Erittonio per padre alcun m ortale , ma suoi genitori essere stati Vulcano , e la Terra . C A P O T E R Z O

Ceramico - Portico regio - Portico delle dodici divi nit - Battaglia di Mantina - Tempio di A pol lo - Tempio della Madre degli D ei - Consiglio de cinquecento - Callippo - Galli.

i. I l luogo detto Ceramico ha preso nome dall Eroe Ceramo , anche egli detto figlio di Bacco , e di Arianna . Primieramente a destra il portico chiamato regio, dove siede il R e , che esercita l'an, nuale magistratura chiamata regno . Sul tetto di ; questo portico sono statue di terra cotta , cio T e -

P R I M O 7 seo , che gitta Scirone nel mare , ed Em era, che porta Cefalo , il quale sendo di estrema bellezza di cono , che f da Emera rapito , e che un figlio Fe tonte le nacque , che ella fece custode del cielo. Parecchi raccontano queste cose , e fra questi Esio d o nel poema sulle donne . "Vicino al portico sono le statue ritte in piedi di Conone , e di Timoteo fi glio di Conone , e di Evagora Re di Cipro , il qua le ottenne , che dal Re Artaserse fossero consegna te a Conone le galee fenicie : -e lo fece come Ate niese , ed oriundo da Salamina , perch tessendo la s ua genealoga rimontava per antenati a Teucro , ed alla figlia di Cnira . Ivi un Giove soprannomato Eleuterio , ritto in piedi , e l'Imperadore Adriano , il quale siccome agli altri popoli su i quali coman dava , volle specialmente alla citt di Atene mostrar le sue grazie . a. Dietro edificato un portico , che le pittu jre contiene de'cos detti dodici Iddii ; e nel muro al d i l dipinto Teseo , la Democrazia , ed il Popo lo . Questa pittura dimostra , che Teseo f quegli , che stabil l ' eguaglianza de* diritti fra gli Ateniesi. D altronde corse presso il volgo la fama , ch e Teseo r imettesse gli affari nelle mani del popolo , e che da lui in poi abbiano gli Ateniesi conservata la forma democratici finche Pisistrato a tiranneggiare insor s e . Altre cose ancora non vere si raccontano dal volgo come quello che della storia ignorante , e che certo crede tutto ci , che fin dall a infanzia ascolta necori , e nelle tragedie . Narrasi inoltre, che Teseo regn di nuovo dopo la morte di Menesteo , e che i Teseidi restarono in potere del go verno fino alla quarta generazione . Se mi piacesse tessere genealoge enumererei ancora coloro , che regnarono da Melanto fino a Clidico di Esimida . 3 . Ivi anche dipinta l azione degli Ateniesi a

8 L I B R O M antina, i quali furono mandati in soccorso dei Lacedemoni . Altri scrissero la storia di tutta quel l a guerra , e fra questi Senofonte , il quale narra la presa della Cadma ; la rotta de Lacedemoni a Leuttri ; come i Beozj entrarono nel Peloponneso ; e il soccorso , che dagli Ateniesi giunse ai Lacede moni . Nella pitt ura espressa la battaglia della ca valleria , nella quale si mostrarono pi illustri di tut ti Grillo di Senofonte dal lato degli Ateniesi , ed Epaminonda Tebano da quello deBeozj . Eufranore fece queste pitture agli Ateniesi , e dipinse nel prossimo tempio lApollo di soprannome Patroo. In nanzi al tempio Leocare scolp un Apollo , e Cala mi l'altro , che chiamano Alessicaco . Dicono , che il Dio avesse un tal soprannome , perch secondo l oracolo di Delfo fece cessare la malattia pestilen ziale , che afflisse gli Ateniesi durante la guerra del Peloponneso . 4 Evvi anche un tempio della Madre degli Dei; Fidia ne scolp la statua . Ivi dappresso i l Consi glio de cos detti Cinquecento , i quali presso gli A teniesi per unanno consultano : in esso sono i si mulacri di Giove Bulo , e di Apollo opera di Pisia , e la statua del Popolo opera di Lisone . Proto gene Caunio dipinse i Legislatori, ed Olbiade dipin se Callippo, il quale condusse alle Termopili gli A t e niesi , che doveano guardar contro i Galli lingresso della Grecia . 5 . Questi Galli abitano le estremit dell Europa sopra un mare vasto , e non navigabile fino al suo termine : presenta questo un flusso , e riflusso , e mostri in nulla somiglianti a quelli degli altri mari . Scorre per il loro paese TEridano, sulle cui rive cre*dono , che le figlie del Sole piangano la trista sven tura del loro fratello Fetonte. Tardi per prese for za la denominazione di Galli , perciocc h antica-

P R I M O 9 mente s tra loro , che dalle altre nazioni , nomaVansi C elti. C A P O Q U A R T O

Devastazione de ' Galli - loro rotta - si ritirano in A sia - Ancora di Mida - Pergameni , e loro im prese .

i. I l grande esercito da loro raccolto prese la strada del mar Jonio , e della nazione illir ica , ab batt quanto incontr fino ai Macedoni , e i Mace doni stessi , e scorse la Tessaglia . Come furono presso alle Termopoli , fin l i Greci sen stettero per la maggior parte tranquilli sull'assalto de'barbari. Perciocch da Filippo prima , e poi da Alessandro grandemente afflitti , ed essendo stata la loro confe derazione da Antip atro , e Cassandro non molto pri ma distrutta , per la loro debolezza non estimavano vergogna l ' esentarsi, in ci che li riguardava , dal soccorso. 2. D i tutti i Greci per gli Ateniesi furon o quelli , che quantunque fossero i meno atti a guer reggiare per la lunga durata della guerra macedoni ca , e per essere s tati sovente nelle battaglie infelici, tuttavia si accinsero ad uscire in campo verso le T e rmopili con quei Greci , che vi vollero andare , scegliendo p er loro Capitano il suddetto Callippo. Per tanto avendo occupato i posti dove l ' ingresso nella G recia pi angusto , rattennero per qualche tempo i barbari. Ma costoro ritrovato il sentiero per il qua le Etiafee Trachinio avea gi guidato i Persiani , e sforzato avendo iF o cesi, che ne stavano alla custodia, passarono il Monte Oeta prima , che i Greci se n e avvedessero.

L I B R O 3 . Ivi gli Ateniesi si resero sommamente stima bili in faccia ai Greci , quando circondati dai barba ri si difesero da ambedue le parti . Grande per f in special modo la f atica , che durar convenne a quelli , che stavano sulle navi , perciocch presso l e Termopili il seno Lamiaco fangoso , (credo a ca gione dell'acqua calda , che ivi sbocca nel mare ) . Cosftoro adunque sostennero maggior fatica , poich prendendo i Greci sopra i ponti delle navi , erano forzati a spingere i bastimenti carichi darm i, e di gente a correre per il fango , ed in questa guisa per vennero a salvarli. 4. I Galli intanto erano gi di qu dalle porte, e ntuna cura dandosi di occupare le altre castella , rivolsero tutto il loro impegno a saccheggiare Delfo, e le ricchezze del Dio . Si schierarono contra i bar bari i Delfj stessi , i Focesi , che abitano le citt intorno al Parnasso , ed inoltre giunse loro in soc corso un esercito di Etolj . Perciocch la nazione etolica primeggiava in quel tempo pel fiore della giovent.it . Allorch vennero alle mani caddero sopra i Galli fulmini , e macigni spicca t i dal Parnasso , ed alcuni spettri di uomini armati gl'incalzarono : dico no , che di questi spettri due fossero IperoCo , ed Amadoco , venuti dagl'iperborei , ed il terzo Pirro di Achille . Infatt i da che ebbero questo soccorso , gli abitanti di Delfo fanno sagrificj funebri a Pirro , del quale per l innanzi tenevano il sepolcro in dis prezzo , come essendo di un l oro nemico. 5 . La maggior parte de'Galli passata sopra na vi nell'Asia , ne saccheggi le spiaggie ; ma dopo qualche tempo gli abitanti di Pergamo , gi detta Teutrania , li discacciarono dalla marina . Questi pertanto occuparono il paese di l dal Sangario , prendendo Ancira citt de* Frigi , che anticamente Mida di Gordio avea edificato . L'ancora poi che tro-

io

P R I M O ii v Mida stava fino a giorni miei nel t empio di Gio ve , dove anche la fontana detta di Mida : dico no , che costui mescesse questa fontana di vino on de prender Sileno . I Barbari adunque presero Ancira , e Pessinunte sotto il monte , ove dicono es se re stati sepolti A g d isti, ed A t i . 6. I Pergameni conservano le spoglie tolte ai G a lli, ed una pittura , che rappresenta il fatto con tro di loro . Dicono , che ne' tempi pi antichi il paese , che abitano i Pergameni fosse sacro ai Ca biri ; ma i Pergameni pretendono essere A rcadi, di quelli che passarono in Asia insieme con Telefo . Delle altre guerre loro , seppure ne ebbero , non n' a tutti pervenuta la fama : tre cose p er assai il lustri sono state operate da loro , la conquista dell Asia Inferiore , la ritirata de' Galli da essa , e la prodezza di T e l efo contro le genti di Agamennone 7 allorch smarritisi i Greci da Ilio guastavano le cam pagne de'M isj come territorio Trojano . Bl a ritor no al luogo donde partii. C A P O Q U I N T O

Tolo - Eponimi - Adriano .

i. V i c i n o al Consiglio decinquecento lediflcio chiamato il Tolo ; ed ivi i Pritani sacrificano , /e vi sono alcune statue di argento non grandi . Pi in alto sono le statue ritte degli Eroi , dai quali han no avuto il loro ultimo nome le trib di Atene . Chi abbia poi dieci Trib stabilite in vece di quattro , e ne abbia variati gli antichi nomi lo ha detto Erodoto. 2. Gli Eponimi ( perciocch cos li chiamano > sono Ippotoonte figlio di Nettuno , e di Alope , naia, di Cercione ; Antioco uno de' figli di Ercole , a lui nato da Mid a figlia di Filanto } Ajace figlio di T e-

ia L I B R O lamone il terzo ; Leos l'Eroe Ateniese ; si di ce , che costui di le sue figlie per la comune salvezza, avendolo il Nume ordinato . Fra gli Eponimi anco ra Eretteo , che vinse in battaglia gli Eleusinj , ed uccise il loro Capitano Immarado di Eumolpo . G li altri sono Ego , Eno figliuolo naturale di Pandio ne , ed Acamante uno defigli di Teseo . 3 . Quanto a Cecrope poi , e Pandione ( imper ciocch di questi ancora vidi le immagini fra gli Epo nimi ) non saprei dire quali di questo nome onorino . Conciossiacch il primo Cecrope a regnare foss e quello , il quale ebbe in isposa la figlia di Atto , ed il secondo quell'altro , che figlio di Eretteo di Pan dione di Erittonio fond una colonia nella Eubea . Due furono ancora i Pandioni , che regnarono , uno figlio di Erittonio , e l'altro di Cecrope . L a fami glia di Mezione , cacci costui dal regno , ed egli ito in esilio in Megara ( sendo che avea in moglie l a figlia di Pila Re di quella Citt ) ebbe per compagni nell'esilio i suoi figliuoli : si vuole , che infermatosi ivi Pandione mor , e il sepolcro suo nella M ega ride presso il mare nello scoglio detto di Minerva Aetiya . I suoi figliuoli per scacciata la famiglia di Mezione tornarono da Megara , ed Ego che era il pi vecchio ottenne il regno dAtene . Pandione non f egualmente fortunato nelle figlie , n da quelle ebbe nipoti , che lo vendicassero . D i fatti strinse parentela col Trace avuto riguardo alla potenza sua ; ma non v ha mezzo , onde il mortale evitar poss a quello , che gli viene da Dio Narrano , che T e s e o , sendo marito di Progne disonor Filomela dTlei so rella , non operando secondo le leggi de Greci , e che inoltre avendole fatto ingiuria nel corpo forz le donne alla vendetta . Nella cittadella havvi unal tra statua di Pandione , la quale merita di esser ve duta .

P R I M O 5. Questi sono gli antichi Eponimi degli Atenie si : ne' tempi posteriori poi altre due Trib furono aggiunte , le quali il nome ebbero da Attalo il Misio , e Tolomeo l'Egizio ; e a' giorni miei anche dair Imperadore Adriano una f nominata , come colui , che sommamente onor gl'Id dii, e fece ogni sforzo per rendere ciascuno desudditi felice . E per verit n inna guerra di suo volere intraprese ; ma ridusse solamente gli Ebrei , che sono di l dai S ir i , i qua li eransi ribellati . Nel Panteon d'Atene poi descrit ti si veggono , e i tem p li, che eresse dai fondamen ti , e quell i che adorn con donativi, e con fabbri che , e i regali, che fece alle citt greche, e quel li che concedette ai barbari , che ne lo pregarono . C A P O S E S T O

Tolomeo figliuolo di Lago , e sue g esta .

Tolomeo sono troppo antiche , onde neppur la fama ne rimanga : e quelli che presso loro vissero per re gistrarne le azioni sono anche essi caduti da lungo tempo in non cale . Laonde mi venne in mente di di mostrare le operazioni , che fecero , e come ebbe origine ne'padri loro il governo di Egitto , de'M isj, e delle nazioni a quelle vicine. 2. E quanto a Tolomeo , i Macedoni lo credo no figliuolo di Filippo di Aminta , sebbene figliuolo di Lago lo dicano . Gonciossiach raccontino , che la m adre sua f da Filippo data in isposa a Lago sendo gi incinta . E soggiungono , che Tolomeo fe ce chiare imprese nell' Asia , e che pi- tU tutti gli altri compagni difese Alessandro nel pericolo da lui corso nel paese degli Ossidraci . Morto Alessandro , ppponendosi a coloro , i quali tu tta l ' autorit rem ile

H L I B R O conferir volevano ad rido figliuolo di Filippo , egli lu l'autore principale , che le nazioni soggiogate fos sero in pi regni divise. 3 . Egli stesso poi sendo passato in Egitto mise a morte Cleomene, che Alessandro avea stabilito per governare quella provincia , credendolo troppo incli nato a Perdicca , e per questo da non fidarsene : ed avendo persuaso i Macedoni , ai quali era stato or dinato di portare il corpo di Alessandro in Ege a con segnargli il cadavere , gli di sepoltura in Menii secondo il costume deMacedoni ; e siccome sapeva, che Perdicca gli avrebbe mosso guerra , tenne in buona guardia l'Egitto . Perdicca poi onde colorire la sua spedizione adduceva per motivi Arido figliuo lo di Filippo, ed il fanciullo Alessandro nato da Ros sana figlia di Ossiarte , e da Alessandro il Grande : L a cagione principale per era di torre a Tolomeo il regno di E gitto. Ma sendo stato r espinto ed aven do molto di quella stima perduto , che per le mili tari sue cognizioni godeva , e daltronde sendo pres so i Macedoni calunniato , f dalle guardie del cor po spento . 4 > La morte di Perdicca consolid subito le co se di Tolomeo , il quale da un lato s'insignor della Siria , e della Fenicia , e dallaltro accolse con ami cizia Seleuco figlio di Antioco , cacciato da Antigo no , e fuggiasco . Egli si prepar poi dal canto suo a ributtare Antigono, e persuase a Cassandro di An tipatro , ed a Lisimaco , che in quel tempo regna v a nella Tracia , ad entrare in lega seco lui in que sta guerra , mostrando loro la fuga di Seleuco , e come Antigono sendosi di soverchio ingrandito dovea da loro tutti tem ersi. 5. Intanto Antigono stava preparandosi alla guerra , n era senza qualche timore sul pericol , che gli sovrastava ; ma poich intese , che Tolomo

P R I M O 5 era ito a guerreggiare nella Libia per essersi ribel lati i Cirenei , s'impadron subito con una scorreria della Siria , e della Fenicia , ed avendone dato il governo al suo figliuolo Demetrio giovane di anni , ma di senno creduto bastantemente fornito , egli verso l'Ellesponto discese . Prima per di giunger vi di nuovo condusse indietro l'esercito , senten do , che Demetrio era stato da Tolomeo in una Zuffa sconfitto . Ma Demetrio non avea totalmente ceduto il paese,che anzi avendo teso unagnato a pa r ecchi Egizj ne uccise alcuni Allora Tolomeo senza aspettare Antigono , che si appressava ritiros si in E g itto . 6. Passato linverno , navigando Demetrio a Ci pro , super in una battaglia navale Menelao Satra pa di Tolomeo , e quindi Tolomeo istesso , che so praggiunse , il quale rifuggitosi in Egitto fu per ter ra da Antigono , e per mare colle navi da Demetrio assediato , Tolomeo venuto ad estremo pericolo sal v nondimeno il suo regno facendo fronte all'inimio coll'esercito terrestre verso Pelusio , e difendendosi colle galee dalla parte del fiume . Laonde Antigono niuna speranza pi avendo di poter per allora pren der l'Egitto , mand con molte truppe , e con Navi Demetrio contro i Rodiani sperando , che se perve niva ad occupare quellisula , se ne sarebbe servito come di una piazza di armi contro gli Egiz j . Ma i Rodiani fecero dal canto loro prodezze , e immagi narono astuzie contro gli assedianti , e Tolomeo dal canto suo per quanto le sue forze lo permettevano , in questa guerra ajutolli. 7. Ita a vuoto ad Antigono la spedizione contro Rodi , e prima ancora quella contro l'Egitto , aven do non molto tempo dopo osato di combattere con tro Lisimaco , Cassandro , e le truppe di Seleuco , vi perd la maggior parte delle sue forze , ed egli stesso mor , afflitto specialmente dalla lunghezza

16 L I B R O della guerra contro di Eumene . Dei Re , che di strussero Antigono giudico , che Cassandro fosse il pi empio , come colui , che avendo salvato il re gno di Macedonia per mezzo suo , and a guerreg giare contro il suo benefattore . 8. Morto Antigono , Tolomeo s impadron di nuovo della Siria , e di Cipro , e ricondusse Pirro in quella parte di Epiro, che detta Tesprozia Cirene dopo essersi ribellata f l'anno quinto della rivolta pre sa da Magante figlio di Berenice , moglie allora di Tolomeo . Se questo Tolomeo era veramente figliuo lo di Filippo di Aminta , erede f certo della sover chia sua inclinazione per le donne , egli che avendo in moglie Euridice di Antipatro , ed avutone figliuo li am ancora Berenice , che Antipatro stesso avea mandato in Egitto in compagnia di Euridice sua fi glia. La qual donna avendo egli amato nebbe figliuo li , e come f presso a morire , lasci il Trono dEgitto a Tolomeo ( quegli da cui trasse il nome la trib d'Atene ) nato di Berenice , e non della figlia di Antipatro , C A P O S E T T I M O

Tolomeo - Filadelfo - e Magante. i. Q uesto Tolomeo accesosi di amore per A r sinoe sua germana si congiunse con lei contro il co stume de'Macedoni , ma non gi degli Egizj sopra i quali regnava ; dopo ci mise a morte il suo fratel lo Argo , che , siccome si dice , gli tramava insi die . Cost ui f , che trasport da Menfi il cadave re di Alessandro . Uccise ancora l'altro suo fratello nato da Euridice ,. avendo inteso , che sollecitava que'di Cipro a sollevarsi . Magante poi suo fratello uterino ( perciocch Berenice lo avea avuto da un Filippo , Macedone s T ma persona sconosciuta , e

P R I M O volgare ) onorato dalla madre del governo di Girene , avendo fatto ribellare i Cirenei da Tolomeo , menolli contro l'Egitto. a. Tolomeo , fortificato l ingresso de' suoi Sta t i , aspett i Cirenei . Magante per ebbe per istra da la notizia , che i Marmaridi ( una trib noma de della Libia ) si erano ribellati contro di lui , e perci ritorn a Cirene . E Tolomeo mentre si ac cingeva ad inseguirlo , ne f ritenuto dalla, causa , son per esporre . Allorquando si preparava a di fendersi contro l'assalto di Magante avea preso al suo soldo delle truppe straniere , e fra queste 4000. Galli . Avendo scoperto , che costoro tentavano di occupare lEgitto , li men pel fiume in unisola de serta dove perirono tutti parte fra loro , e parte per la fam e. 3. Magante , che avea di gi in isposa Apame figlia di Antioco di Seleuco , persuase al suo suoce ro , che rotte le convenzioni stabilite da suo padre col primo deTolomei marciasse contro l'Egitto. A ccintosi Antioco ad entrare in campagna, Tolomeo di stribu corpi di truppe contro tutti coloro sopra i quali An t ioco comandava , e ai pi deboli infestar fece il paese da scorrerie , e coll'esercito quelli, che erano pi forti rattenne ; di maniera che Antioco non pot mai marciare contro l'Egitto . Questo T o lomeo , siccome di sopra stato da me indic ato man d un ai'mata navale in soccorso de gli Ateniesi , con tro Antigono , ed i Macedoni , la quale per non f di un grande ajuto per la salvezza di A ten e. T o lomeo ebbe de'figliuoli da Arsinoe , non gi dalla sorella ma sibbene da Arsinoe figlia di Lisimaco : la sua sorella , e moglie era dapprima morta senz prole , e dal suo nome gli Egizj h anno il distretto , che Arsinoite addimandasi.

G A P O

O T T A V O

uditalo - Statue di Anfarao , della Pace , di Licur go , e di Callia - Demostene - Templi , e statue ai num i , ed uomini - Teatro detto l Odo .

i. 1 1 mio scopo per richiede , che dimostri an ora quello , che ad Attalo spetta , sendo , che an che costui u no degli Eponimi di Atene . Un Ma cedone di nome Docim o, Capitano di Antigono , che in appresso si di insieme colle ricchezze a. L i sima6 >, ebbe un eunuco di nome Filetero Paflagonio , Tatto ci , che Filetero fe c e per disertare da Lisi maco , e come abbracci il partito di Seleuco sar da me inserito nelle cose , che risguardano Lisi- m aco, . Attalo adunque era figliuolo di Attalo fratel-i lo per di Filetexo , ed ebbe il regno avendoglielq rimesso il suo cugino Eumene . Egli fece uni impresa assai chiara , imperciocch forz i Galli a rifuggiar- si da luoghi marittimi in quella regione ^ che oggi- d ancora ritengono, 3 Dopo i ritratti degli Eponimi vi sono parec-. chie statue di numi Anfiarao , e la P ace, che por-, ta il figlio Pluto , Ivi giace ancora in bronzo Licur-* go figliuolo di Licofrone , e Callia , il quale sicco m e la maggior parte degli Ateniesi asseriscono , ot-? tenne ai Greci la pace da Artaserse figliuolo di Ser s e 4 Havvi ancora Demostene , che gli Ateniesi forzarono a ritirarsi in esilio a Calauria, isola , che s t a incontro a Trezene ; e poich lo ebbero riaccol-i to , di nuovo dopo la rotta di Lamia lo cacciarono , Demostene ito per la seconda volta in esilio pass anche allora a Galauria , dove preso il veleno si mo->

P R I M O 19 ri . Fu questi il solo esule greco , che Archia non pot consegnare ad Anti patro , e ai Macedoni .Que s to Archia essendo Turio di nazione commise una em pia azione ; perciocch diede nelle mani di Antipa tro , perch ne traesse vendetta , tutti coloro , che erano stati contrarj ai M ace doni prima , che i Gre ci soffrissero in Tessaglia la rotta . Tale f l ' esito , che ebbe lamore eccessivo di Demostene verso gli A ten iesi. Ed a mio parere ottimamente detto , che non fece mai un buon fine colui , il quale datosi di soverchio ai publici affari , gl' interessi del popolo fedelmente sostenne. 5 . Vicino al ritratto di Demostene havvi il tem pio di Marte , ove sono due statue di Venere : quel la di Marte opera di Alcamene ; la Minerva f da un Pario scolpita , il cui nome era L o cro . Ivi an cora la statua di Bellona , scultura de'figli di Pras sitele . Intorno alla cella stanno Ercole , Teseo , ed Apollo , che ha la chioma legata da una benda , e le statue di Calade Legislatore , siccome d icesi, de gli Ateniesi ; e di Pindaro , il quale fra gli on ori, che dal popolo di Atene riscosse ebbe anche quello del ritratto per aver lodato gli Ateniesi in una ode . ISon lungi stanno Armodio , ed Aristogitone ucciso ri d'Ipparco. Qual fosse la cagione di quella uccisio ne , in qual guisa il fatto eseguissero stato narrato da altri D i queste statue , altre sono opera di Cri? z ia , e le pi antiche furono scolpite da Antenore , Serse port via anche queste statue come spoglie , allorch prese Atene dopo averla gli Ateniesi ab ban donata ; ed Antioco dopo le rimand , 6. Dinanzi l'ingresso del Teatro detto l ' Odo , so no alcune statue di Re egiziani . . 1} loro nome co m une Tolomeo ; ma a questo v sempre aggiunto un s oprannome , che varia 'in ciascuno : impercioc ch uno Filometore , Filadelfo l ' altro addimandano,

ao L I B R O e Sotero chiamano quel di Lago avendolo cos soprnnomato i Rodiani . Degli altri , il Filadelfo quello di cui feci poco f menzione negli Eponimi. Vicino lui ancora il ritratto di Arsinoe sua sorella
c a p o n o n o

Tolomeo Filometore , e sua madre Cleopatra Idsimaco , e i Traci - Geronimo Cardiano <

i. i l cos detto Filometore poi l'ottavo discen dente di Tolomeo di Lago , e per irona dato gli ven-. ne un tal soprannome ; conciossiach non conoscia-r mo alcun altro Re , che siastato tanto odiato dalla madre ; in fatti sebbene egli fosse il pi vecchio de? figli , la madre impediva , che venisse chiamato al trono , essendosi prima adoperata, perch fosse dal padre mandato in Cipro . a. Della quale malignit di Cleopatra contro suo figlio diverse cagioni adducono , e fra queste , per-r ch ella sperava , che Alessandro suo figliuolo pi giovane le sarebbe stato pi soggetto ; e perci per-? suadeva gli Egizj ad eleggere per Re Alessandro . Tuttavia vedendo , che le era avversa la plebe man^ d A le s s a n d r o in Cipro , di nome Generale , ma di fatti suo istromento per essere pi terribile a Tolo-i meo . Alla fine avendo i erito a bella posta quegli Eunuchi , che a se pi attaccati credeva , mostrolli al popolo quasi che a lei fossero state da Tolomeo tramate insidie , e questi avessero simil cosa da luisoffer t o . Gli A lessandrini si mossero adunque p e r mettere a morte Tolomeo : ma costui li prevenne montando sopra una nave , e quelli crearono Re Alessandro , che da Cipr o arrivava . Cleopatra pero f c1'0lesilio'di Tolomeo punita, sendo stata da quell-

P R I M O ai A l essandro medesimo uccisa , che ella a regnare su gli Egiziani avea posto . Intanto essendosi scoperta la trama , e fuggitosi Alessandro per tema de'citta dini , ritorn Tolomeo, ottenne per la seconda volta l'Egitto , e fece guerra ai Tebani , che si erano ri bellati . L'anno terzo dopo la ribellione , avendoli rid o tti, gli afflisse in modo tale , che non lasci ai Tebani neppur una memoria dal primiero loro sta to felice , il quale era tanto oltre salito , che essi sorpassavano in dovizie i pi ricchi deGreci il tem pio di Delfo , e gli, Orcomnj . Poco dopo queste cose Tolomea all umano destino soggiacque . Gli Ateniesi avendo da lui ricevuto benefizj in gran nu m ero , e che lungo sarebbe qui riferire , posero una statua di bronzo s a lui che a Berenice , unica fi glia legittima , che egli aveva avuto . 3. Dopo gli Egizj si veggono le statue di Filip po , e di Alessandro suo figliuolo , i quali fecer o cose cos grandi da non potersi inserire in una ope ra ad altro oggetto rivolta . I Re Egiziani ebbero il premio delle statue per vero onore , e per essere stati benefici ; ma Filippo , e Alessandro le riceve rono piuttosto per adulazione della plebe : dappoich una a Lisimaco ne dedicarono non tanto per b ene volenza , quanto perch utile nelle circostanze il credettero . 4 Questo Lisimaco f di nazione Macedone , e guardia del corpo di Alessandro , il quale chiusalo una volta per eccesso di sdegno in una camera solo insieme con un leone , trovollo , che avea vinto la fiera 11 R e adunque non cess mai di ammirarlo 7 e come i Macedoni pi valorosi onorollo ; e dopo la sua morte Lisimaco regn sopra tutti quei T ra ci, c he eolia Maced onia confinano , sopra i quali Alessan dro , e prima di lui Filippo aveanp comandato. 5 . Questa era una parte non molto grande de]*

22 L I B R O la gente trace . D e'T ra ci tutti poi niuna nazion e delluniverso maggiore , fuori che i Celti , se vo gliamo comparare un popolo con unaltro : per la qual cosa niuno prima deRomani pot assoggettare i Traci insieme raccolti . Tutta la Tracia adunque soggetta ai Romani , e quella porzione di Celti hanno essi di loro volont disprezzata , che inutile stimano , e per il freddo soverchio , e per la steri lit della terra . Dominano per quella che merita di essere posseduta. 6. I primi deconfinanti , ai quali Lisimaco fe ce allora la guerra , furono gli Odrisj , e quindi men le sue genti contro Dromicheta , ed i Geti . Yettuto per alle mani con uomini non inesperti del le arm i, e che di gran lunga lo superavano di nume ro egli corse un pericolo estremo ; ma scainponne. Agatocle per suo figliuolo , che per la prima volta allora lo accompagnava alla guerra , f dai Geti fat to prigione . Lisimaco sconfitto in altre battaglie , e non obliando la prigiona del figlio , conchiuse con Dromicheta la pace , lasciando al Geta quella parte desuoi dominj , che era di l dall'Istro , e dandogli inoltre pi per forza , che per altro rispetto la sua figliuola in isposa . V'ha chi racconta, che non Aga tocle , ma Lisimaco stesso f preso , e che venne riscattato dal suo figliuolo , il quale tratt per lui col Geta . Lisimaco di rito rno da questa guerra die de in moglie ad Agatocle Lisandra figlia di Tolomeo di Lago , e di Euridice . 7. P ass ancora con vascelli nellAsia , ed in sieme cogli altri il dominio di Antigono distrusse . Ampli poi la odierna citt di Efeso fino al mare , aven dovi trasp ortato ad abitarla i Lebedj , ed i Colofon j, dopo aver disfatto le loro citt ; cosicch Fe nice Golofonio Poeta giambico ne deplor la presa . Ermesianatt e poi che scrisse elege , per quanto io

P R I M o a3 credo , pi non vivea , conciossiach avrebbe anche e gli pianto sulla presa di Colofon e. 8. Lisimaco mosse quindi la guerra a Pirro di Eacida , cd avendo osservato quando dall' Epiro si al lontanava ( siccome costui andava sovente vagando ) diede il guasto a tutto l Epiro in c h ai sepolcri de R e pervenne . Quello per , che fece dopo non secondo me verosimile. 9. Geronimo Cardiano scrisse , che Lisimaco ruppe le urne sepolcrali, e disperse le ossa . Questo Scrittore per ha daltronde la taccia di avere sem pre scritto c on livore contro i Re ad eccezione di Antigono , al quale oltre i limiti favorevole . Tor nando ai Sepolcri de Re Epiroti , manifesto a chiunque , avere Geronimo ordito una calunnia , al lorch disse i che un Macedone aveva le urne sepol crali disfatto . E prescindendo da ogni altro riguar do , sapeva anche Lisimaco, che i corpi ivi racchiusi erano non solo antenati di Pirro ; ma di Alessandro ancora, con ci fosse cosa che quel principe fosse Epirota , e dal lato materno venisse dagli Eacidi . Inoltre lalleanza , che dopo segu fra P irro , e Lisi maco dimostra i che durante la guerra fra loro nul la era accaduto , che renduti gli avesse irreconcilia b ili . Nulladimen Geronimo ebbe altri motivi di odio contro Lisimaco , e fra questi il pi grande f , che avenda distrutta la citt di Cardia sua patria fon?d in sua vece Lisimachia sull istmo del Ghersonesc T ra cio .

CAPO

D E C I M O

Guerre di Lisimaco contro Demetrio , e Pirro Suo matrimonio infelice , e sua morte.

, urante il regno di Arido , e quello d i Cassandro , e de'suoi figliuoli, Lisimaco si,mantenne amico de'Macedoni ; ma sendo passato quel regno Demetrio di Antigono , egli entr allora in sospetto* che costui non rivolgesse le armi contro di lui , e perci volle prenderle il primo , sapendo essere pa terno vizio in Demetrio di volere sempre ingrandire i suoi S ta ti, e vedendo inoltre , che venuto nella; Macedonia chiamatovi da Alessandro figliuolo di Cas sandro y come vi f giunto l uccise , ed occup insua vece il trono di Macedonia. a. Per queste ragioni Lisimaco , azzuffatosi se co lui presso Anfipoli poco manc , che non p erdes se la Tracia , ma essendo dife so da Pirro , ri t enne1 il suo regno , e quindi comand ancora sopra i Nestj , e i Macedoni. La maggior parte per della Ma cedonia la tenne Pirro stesso sendovi venuto con un armata dallEpiro , e stando allora in buona armonia: con Lisimaco . Dopo che Demetrio pass- in Asia , mentre faceva la guerra contro Seleuco , l ' alleanza fra^ irro , e Lisimaco si mantenne finch Demetrio resistette . Ma sendo costui caduto in potere di Se leuco, l'amicizia de'due Sovrani si ruppe , ed accesa si fra loro la guerra , Lisimaco venne a giornata co Antigono di Demetrio , e con Pirro stesso , li vin se compiutamente ambedue , ed occup la Macedo-^ nia forzando Pirro a ritirarsi in Epiro . 3. Spesso amore causa di molte disgrazie agli uomini. Lisim aco avanzandosi negli ani Tquan-

P R I M O aS tanque si fosse felice per la prole egli stesso , ed anche Agatocle suo figliuolo avesse avuto figli da L isandra , tuttavia si congiunse con Arsinoe sorella di costei. La quale Arsinoe temendo pe'figli suoi cio, che morto Lisimaco non venissero sotto Agatocle , si dice , che per ci tramasse insidie ad Agatocle st es so . Scrissero ancora , che Arsinoe si accendesse di amore per Agatocle , e che non potendo la sua pas sione sfogare gl'insidiasse la vita . Narrano poi che si avvidde dopo Lisimaco di quello , che era stato dalla sua donna osato , e che niente pi gli giovava l'-essersi preparato una persona a se cara , e a tutto pronta per lu i. 4 - Come Lisimaco ebbe permesso ad Arsinoe di ammazzare il suo figlio Agatocle , Lisandra se ne fugg a Seleuco , portando seco i suoi figliuoli, e i fra telli, i quali sendo g iunta la nuova di questo a Tolomeo , si rifuggiarono a Babilonia insieme con lui . Con costoro , che presso Selouco si ricoterarono , unissi ancora Alessandro figliuolo di Lisima c o , nato a lui da una sua moglie Odrisia . Iti per tanto a Babilonia supplicarono Seleuco a muover guerra a Lisimaco : e Filetero , il quale avea cura del denaro di Lisimaco mal sofferendo la mott e di Agatocle , e credendosi ad Arsinoe sospetto occup Pergamo , che di l dal C aico, donde avendo spe dito unaraldo a Seleuco a lui si rese insieme colle ricchezze sue. 5 . Lisimaco avendo tutte queste Cose udite pre te n n e il nemico passando in Asia , ed avendo egli cominciato la guerra , e venuto alle mani con Seleu c o f da costui compiutamente disfatto , ed egli stesso vi lasci la vita . Alessandro poi , che Lisi maco avea avuto dalla Odrisia , pregando molto L i sandra tolse il suo corpo , e dopo questi torbidi nel Chersoneso port atolo , ivi gli di sepoltura, dove

26 L I B R O ancora il suo sepolcro si vede fra il villaggio di Car dia e Pattia . T ali adunque furono l e gesta di L i si maco . C A P O U N D E C I M O

Stirpe di Pirro - Regno degli Epiroti Spedizioni di P irro.

i. G li Ateniesi hanno ancora il ritratto di Pir r o , il quale altra attinenza non ebbe con Alessan dro il Macedone se non quella della stirpe ; conci f opse cosa che Pirro nato fosse da Eacida figliuolo di Aribba , ed Alessandro da Olimpia figlia di Neottolemo . D i Aribba , e Neottolemo f padre Alcet a: di Taripo ; dal quale rimontando a Pirro di Achill e vi sono quindici generazioni. Imperciocch quel pri mo Pirro dopo la presa d'ilio , sdegn di ritornare in Tessaglia , ed avendo approdato in Epiro , ivi se condo i vaticinj di Eleno stabil la sua dimora. Non nacque a costui alcun figliuolo da Ermione , ma da Andromaca ebbe Molosso , Pielo , e Pergamo per ultimo . Anche ad Eleno nacque Cestrino ; perch Andromaca morto Pirro in Delfo , si congiunse an-* cora con Eleno. 2. Eleno avendo alla sua morte rimesso il soverno nelle mani di Molosso figliuolo di Pirro , Gestrino' cogli E p iroti, che lo vollero seguire , occup la provincia di l dal T ia m i. Pergamo poi sendo passato nell' Asia uccise Aro Re di Teutrania , il quale venne seco lui a duello pel regno , e diede alla citt il suo nome , che ora da lui, ancora ritiene , e quello di Andromaca ( perciocch anche ella il segui va ) ed ambedue hanno ora nella citt un Eroo. P ieIo rim ase in Epiro, e da lu i, e non da Molosso trae vano l'origine Pirro di Eacida , e i padri suoi...

P R I M O 27 3 . Fino ad Alceta di Taripo l'Epiro fu ad un Re solo soggetto , i figliuoli di Alceta per essendo fra loro in discordia , vollero ciascuno comandare egual mente , e quindi si mantennero sempre fedeli l'uno idl'altro ; ma dopo essendo morto Alessandro figlio di Neottolemo nella Lucania , e ritornata Olimpia per timore di Antipatro in Epiro , Eacida figliuolo di Aribba , che le era stato in altre cose obbedien te , marci contro Arido , e i Macedoni , sebbe ne gli Epiroti noi volessero seguire. 4. Olimpia per avendo dopo la sua vittoria ini quamente operato per la morte di Arido , e pi scellerata ancora mostrandosi verso i Macedoni (per la qual cosa fu poi creduta meritar degnamente ([nel lo , che Cassandro le fece soffrire ) neppure gli Epi roti dapprincipio vollero per questi motivi ricevere Eacida , a cagione dellodio contro di Olimpia . Ma ottenuto dopo qualche tempo da questi il perdono , Cassandre fu il secondo ad opporsi al suo ritorno in Epiro , e datasi fra Eacida , e Filippo fratello di Cassandro una battaglia negli Eniadi , Eacida vi ri mase ferito , e non molto dopo soggiacque all'umana sorte . 5 . Gli Epiroti riceverono allora in sua vece per R e Alceta figliuolo anche esso di Aribba , e fratello maggiore di Eacida , ma di animo feroce , e per questa ragione cacciato dal padre . In fatti non era ancora arrivato , che subito infier contro i suoi sud diti , finch nata una sollevazione , questi di notte i nsieme co suoi figliuoli lo spensero . Ucciso costui chiamarono Pirro figliuolo di Eacida , il quale giun to in Epiro , giovane di e t , e non bene ancora raf fermato nel regno , incontr la opposizione di Cas sandro. Assalito dai Macedoni Pirro nand in Egitto p resso Tolomeo di Lago , il quale gli di in moglie una sorella uterina de figli suoi , e con una flotta egizia il ricondusse in Epiro.

L I B R O 6. I primi G re c i, che Pirro , salito sul trono attaccasse , furono i Gorciresi , vedendo, che iso la era situata rimpetto al suo paese , e non volendo perci che servisse ai suoi nemici di un luogo di at tacco contro di lui . Dopo la presa di Corcira , tuP to quello , che ebbe a soff rire nella guerra contro Lisimaco , e come cacciato Demetrio regn sulla Macedonia , finch di nuovo non ne fu da Lisimaco espulso , tutte queste imprese grandissime da me furono esposte , dove le cose appartenenti a L isi maco narrai . 7. Prima di Pirro non sappiamo che alcun G re co abbia portato la guerra ai Romani . Gonciossiach sia fama , che fra Diomede, gli A rg iv i, che era no con lui , ed Enea non seguisse pi alcuna batta glia : e agli Ateniesi , che fralle altre cose di sog giogare tutta l'Italia speravano , la sconfitta di Sira cusa , imped , che non si cimentassero pure co'Romani. Alessandro poi figlio di Neottolemo della stes s a stirpe di Pirro , ma pi vecchio di lui , sendo morto in Lucapia non pot combattere con loro. C A P O D U O D E C I M O

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Guerra di Pirro contro i Romani - E lefanti , ed avojo - Guerra di Pirro contro . i Cartaginesi.

. 1. ^Pirro f 11 dunque il primo , che dalla Grecia di l dal mar Jonio pass in quella di qu contro i Rom ani, ed anche egli indotto dai Tarentini . 2. Imperciocch di gi fra costoro , e i R o mani ardeva la guerra ; ma impotenti da per sa stes si a resistere , ed avendo gi Pirro ricevuto benefiej da loro ( avendolo i Tarentini soccorso nella guer ra contro Corcira ) i loro Ambasciadori lo persuase-

P R I M O 29 ro tanto pi facilmente , che gli fecer o vedere, es ser l'Italia per l e ricchezze sue eguale a tutta la Gr cia , e che non era giusto , che rigettasse un popo lo amico , che in simile frangente lo supplicava . A tali detti degli Ambasciadori, Pirro si ricord della presa di Troja , e sper , che i Romani sarebbero restati inferiori in questa guerra , poich sendo egli discendente da Achille usciva in campo contro una colonia di Trojani . Pirro decisosi subito ( giac ch non temporeggiava giammai in quello , che sta biliva ) corred le navi da guerra , ed allest i navi gli da carico per trasportare la cavalleria , e gli ar mati alla greve. 5 . V i sono libri di Autori poco noti nella sto ria , che portano il titolo di Gommentarj de fatti di P irro , leggendo i quali rimasi molto sorpreso dell ar dire , che Pirro combattendo egli stesso mostrava , e della previdenza sua in tutte le zuffe , che erano per accadere . In fatti allorch egli pass colle navi in Italia si tenne celato ai Romani, e quando vi giun se non si seppe il suo arrivo : venuti quelli per alle mani co'Tarentini , allora per l a prima volta inaspet tatamente si fece vedere colle sue truppe , ed incal zando i Romani li mise , come doveva accadere , in confusione . Avendo tuttavia conosciuto , che non era in istato da combattere con loro , si prepar a f are uscire gli elefanti. \ 4 Il primo di que'di Europa , che abbia posse duto elefanti fu Alessandro , allorch disfece Poro , fi le truppe indiane . Dopo la sua morte, altri Re an cora , e pi di tutti Antigono n'ebbe , e Pirro avea fatto queste bestie prigioni nella battaglia contro De metrio . Alla comparsa di siffatti animali, i Romani furono presi dallo spavento , come coloro , che li credevano tuttaltro , che bestie . Imperciocch cir c a l'avorio manifest o , che da'tempi remoti t utti

,3 o L I B R O il conoscevano-per ci , che risguarda i lavori , e le opere degli uomini ; ma gli animali stessi non erano stati giammai veduti prima del passaggio de Macedoni in Asia se non dagl' Indiani, dagli A ffric a n i, e da ttttti coloro , che sono a queste nazioni v ic in i. Omero lo dimostra , il quale fece i le t t i, e i palagi de'Re pi doviziosi ornati di avorio ; ma de gli elefanti non fece mai motto , che se gli avesse ved u ti, o ne avesse inteso parlare , gli avrebbe ram mentati piuttosto , che la battaglia de' Pigmei , e delle g r . 5. Pirro si lasci poi condurre in Sicilia da una ambasceria de' Siracusani . Imperciocch sendovi passati i Cartaginsi atterravano le citt grech e, e quella , che sola rimaneva cio Siracusa , era da lo ro in quel tempo assediata . Pirro avendo udito si mili cose dagli Ambasciadori abbandon Taranto , e le altre nazioni italiane, che abitavano lungo le spiag* gie , ed ito in Sicilia , forz quei barbari a levare l assedio da Siracusa . Questa vittoria l 'inebbri tal m ente , che risolse di dare una battaglia navale ai Cartaginesi , i quali di tutti i barbari erano i pi pe riti nella nautica , sendo di origine Tirio - Fenicj $ nella quale battaglia Pirro vplle fare uso de'suoi Epi r oti 7 che neppure dopo la presa di Troja conosce vano generalmnte il mare , e l'uso del sale , sicco- me ce ne f testimonianza Omero nellOdissea : Uomini , che del mar nulla conoscono JVe mangiar sanno il cibo al sale misto.

P CAPO

R I

M O

D E C IM O T E R Z O

Spedizione di Pirro contro di Antigono , e contro g li Spartani sotto il comando di Cleonimo Morte di Pirro .

i . P irro essendo rimaso disfatto sen ritorn al lora col resto delle navi in Taranto . Ivi ricev una gran rotta , e per ritirarsi ( poich sapeva bene , ch e i Romani non glie l avrebbero permesso senza com battere ) fece uso di questo strattagemma . Nella ul tima sconfitta da lui avuta tornando di Sicilia, spedi subito lettere in Asia , e ad Antigono , chiedendo ad altri Re soldati, ad altri denari , e ad Antigono , p gli u n i, e gli a ltr i. A l ritorno degli Ambasciadori , dopo , che gli furono consegnate le lettere di risposta , chiamando a consiglio gli E p iroti , e i T a rentini , che erano in magistratura , non lesse loro alcuna cosa di quello , che le lettere portavano ; ma annunzi , che erano per arrivare gli alleati. L a fa m a di questo pervenne subito anche ai Romani, cio, c he i Macedoni , ed altre genti asiatiche venivano in soccorso di Pirro . Pertanto avendo udito tali co se , se ne stettero quieti , e Pirro nella notte ve gnente pass il m are, e giunse ai promontorj de jnonti detti Ceraunj 2. Dopo la rotta sofferta in Italia , Pirro fatta riposare l ' armata , intim ad Antigono la guerra , accusandolo specialmente di non avergli prestato soc corso in Italia Avendo vinto le truppe proprie di Antigono , ed il corpo straniero deG a lli, che in suo favore militava , lo insegu nelle citt marittime , e s'insignor della Macedonia superiore , e della T es saglia . L grandezza della pugna , e quanto grande fosse la vittoria di Pirro il dim ostrano specialmente

3a L I B R O le armi celtiche appese nel tempio di Minerva Itonia fra Fer , e Larissa , e la iscrizione , che vi si legge: Pirro de'Galli temerarj appese Questi scudi a Minerva Itonia dono ; E i che tutte d?Antigono le genti Distrusse ; n f a strano : che g li Eacidi Sono , e f u t sempre valorosi , e fo rti. Ivi pertanto dedic gli scudi de' Galli ; ma a Giove di Dodona dedic quelli de' Macedoni , sopra i quali ancora apposta una iscrizione , la quale dice : Q u esti, che V Asia ricca un d guastare E che diero alla Grecia ancora ferri Sulle colonne or stan di Giove al tempio Soli , delValta Macedonia spoglie . 3. Pirro pervenuto quasi a soggiogare int ramente la Macedonia , e preparato daltronde a co gliere le occasioni propizie ne fu daCleonimo distol to . Costui avendo persuaso a Pirro , che abbando nati gli affari di Macedonia andasse nel Pelo ponne so , essendo Lacedemone , chiam un'armata inimi ca sul territorio de'Lacedemonj per la cagione , che dimostrer dopo di avere esposta la stirpe di Gleonimo . D i Pausania , che fu condot tiere de' Greci a Plata nacque un figliuolo Plistoanatte , di costui Pausania II. , e di questo Pausania , Cleombroto, il quale combattendo contro Epaminonda , e i Tebani morka L e u ttri. Figli di Cleombroto furono Agesip o li, e Cleomene , e morto Agesipoli senza prole , Cleomene ebbe il regno . A costui nacquero due fi gli , de'quali il primo f Acrotato , e Cleonimo 1" al tro . Acrotato mor prima del padre , alla morte del quale si accese , per la successione al trono una fie ra contesa fra Areo figliuolo di Acrotato , e Cleonim o . Per la qual cosa essendosene costui uscito tra s se sul suo paese il Re Pirro ,

P R I M O 33 4 . I Lacedemoni p o i, prima della battaglia di Leuttri non aveano sofferto alcuna sconfitta , cosic ch non confessavano neppure di essere stati mai da esercito terrestre superati. Conciossiach dicessero, che Leonida sebbene fosse vincitore , tuttavia , quelli , che lo seguivano non erano stati in numero s ufficiente alla intera strage deMedi ; e che lazione di Demostene , e degli Ateniesi presso lisola di Sfatt eria non era una vittoria ; ma una frode di guerra . D opo per la prima rotta ricevuta neBeozj , furono eia Antipatro , e dai Macedoni pienamente sconfitti. L a guerra di Demetrio poi f il terzo male , che ina spettato cadde sul loro paese. 5 . Nellassalimento di Pirro , vedendo allora il quarto esercito nemico , i Lacedemoni stessi gli si s c hierarono contro , ed insieme con loro gli ajuti de gli Argivi , e deiMessen] . Pirro sendo rimasto vin citore poco manc , che in quel primo impeto non p rendesse la citt ; ma dopo avere arso , e saccheg giato il paese , si ripos per qualche tempo . Intan t o quelli si prepararono allassedio , essendo stata Sparta di gi fin dalla guerra di Demetrio cinta di pro fonde fosse , forti palizzate , e neluoghi pi esposti anche di mura . 6. Frattanto durante la guerra laconica , An tigono avendo ricuperate le citt della Macedonia spinse il suo esercito verso il Peloponneso , cono scendo bene , che se Pirro riduceva Sparta , e la maggior parte del Peloponneso in suo potere non s i sarebbe gi rivolto colle armi ver so lEpiro ; ma ver so la Macedonia , e la guerra , che ivi facevasi. 7. Mentre per Antigono era per condurre le sue truppe da Argo nella Lacon ia, Pirro stesso sotto quella citt pervenne , e vittorioso anche allora en tr insieme cofuggitivi in Argo . Nella qual 'c irc o stanza , siccome suole avvenire , l ordine delle sue

34 L I B R O schiere turbossi . E combattendo intorno ai tem pli, alle case , negli angiporti , e qu, e l perla c itt , Pirro rimase solo , e f u ferito in testa . Narrano , che egli mor ferito da una donna con una tegola : gli Argivi per dicono , non essere stata quella , che 'uccise'una donna ; ma sibbene Cerere sotto tale fi gura . Quest ci , che sulla morte di Pirro gli A r givi stessi affermano , e che Leucea espositore delle cose patrie disse ne'versi . Essi poi secondo l ora colo di Delfo hanno edificato un tempio di Cerere nel luogo medesimo dove quel Re cadde , ed in que sto tempio il suo corpo ancora sepolto .
CAPO D E C IM O Q U A R T O

Fine somigliante degli Eacidi - Meraviglie delV A rte nelVOdo - Trittolerno - Epimenide , e T a lete - Epitaffio di Eschilo - Minerva - Culto d i Venere Celeste o U rania .

i . l o resto sorpreso circa i cosi detti Eacidi , che abbiano avuto tutti una stessa fine. In fatti Ome ro dice, che Achille f ucciso da Alessandro di Pria mo , e da Apollo ; la Pizia ordin ai D elfj di porre a morte Pirro figliuolo di Achille , e quello di Eaci da fu colto dalla morte , giusta quello che gli A rgivi raccontano , e che cant il Poeta Leucea. Nondime no anche queste cose andarono diversamente secondo ci , che,ne scrisse Geronimo Cardiano. Impercio c ch stando colui alla corte di un Re , fu per neces sit costretto a scrivere secondo il piacere di quello , Che se Filisto ancora , sperando di tornare in Sira c usa -, la giusta taccia contrasse di avere celato le azioni pi empie di Dionis io , molto pi si dee per donare a Geronimo di aver scritto queste cose seco*

P R I M O 35 do il piacere di Antigono . Qui fin lo splendore de gii Epiroti. . a. Entrando nell' Odo d'j^tene havvi fralle al tre cose un Sacco , che merita di esser veduto . Ivi vicino una fontana , che chiamano a..nove zampil li , essendo stata in sknil foggia adornata da Pisistra to . Pozzi vi sono per tutta la citt ; ma questa la sola fontana . D i l vi sono parecchi templi ; uno d i Cerere , e Proserpina , e nellaltro di Trittolemo la sua statua . Quello , che risguarda costui , sar da me esposto , come lo narrano , omettendo tutto ci , che concerne D eiope. DeGreci , quelli spe c ialmente , che cogli Ateniesi contendono in anti chit , e in doni , che dicono avere ricevuto dagli lddii , sono gli Argivi , siccome nebarbari co'Frigi g li Egizj contrastano . Si narra adunque , che Cere r e giunta in Argo fu accolta da Pelasgo in sua casa , e che Crisanti sapendo il ratto di Pr oserpina a lei il cont . Aggiungono poi , che essendo Trochilo Jer ofante fuggito da Argo per odio di Agenore, perven ne nell'Attica , ed ivi si congiunse con una donna di Eieusi . Dalla quale egli ebbe due figliuoli , Eu buleo , c Trittolemo . Tale il discorso , che ten gono gli Argivi . Gli Ateniesi per , ed i loro vici n i sanno , che Trittolemo figlio di Celeo fu il primo a seminare i g ra n i. I versi di Muso ( seppure sono suoi ) il decantano figlio delFOceano , e della T er r a , e quelli di Orfeo ( neppur questi stimo genuini ) padre di Eubuleo , e Trittolemo dichiarano T risaule. A i q u a li, perch le palesarono ci , che alla sua fi glia Proserpina era accaduto , fu da Cerere concesso d i seminare i frutti . Cherilo Ateniese poi Autore d e lla tragedia intitolata l'Alope ha detto essere T rit tolemo , e Cercione due fratelli , nati dalle figlie di A udizione $ che del primo fu Padre Raro , e Tieltu o di Cercione . Mentre sarei spinto a proseguire

36 L I B R O questa narrazione , e a descrivere tutte qaelle cose , che il tempio di A tene chiamato Eleusinio porge a nar rar e , mi arresta la visione del sogno ; tuttavia mi rivolger a quelle cose , che lecito a tutti di esporre. 3 . Davanti a questo tempio dove l a statua di .Trittolemo , havvi un bue di bronzo in atto di esser condotto al sagrifizio : ivi stato scolpito ancora Epi menide Gnossio assiso , di cui raccontano , che nello andare alla campagna entrato in una spelonca si pose a dormire , e che il sonno noi lasci prima , che non ebbe dormito quarantanni : dopo questo avvenimen to compose versi , e fralle altre citt purific anco ra Atene . Talete p o i, che libar i Lacedemoni dal la peste non avea alcuna affinit con Epimenide , n era della stessa citt ; ma questi era di Gnosso , e Talete vien detto di Gortina da Polinnasto Golofonio, che scrisse versi ai Lacedemonj in suo onore. 4 Pi lungi il tempio (fi Eucla eretto pure colle spoglie de'M edi, che presero terra a Marato na . A me sembra , che gli Ateniesi si siano specialmente gloriati di questa vittoria ; infatti Eschilo , allorch stava aspettando il fine della sua vita niuna altra cosa ramment , sebbene fosse salito a tanta gloria nella poesa , ed avesse combattuto davanti al capo Artemisio , e a Salamina ; ma scrisse prima il suo nome , e la patria , e che per testimonj del suo valore avea il bosco di Maratona , e i M e d i, che vi erano d iscesi. 5. D i l dal Ceramico , e dal portico chiamato Regio il tempio di Vulcano : il vedere presso V u l cano una statua di M inerva, non mi rec meraviglia, sapendo bene tutto quello , che si narra circa Erittonio . Osservando poi , che la statua di Minerva avea : gli occhi cerulei , trovai essere ci una favola de* L ib j . Imperciocch questi narrano , che la Dea era

P R I o 37 (figlia di Nettuno , e della palude T riton ia, e che pe rci avea gli occhi cerulei , siccome gli ha anche N ettuno. 6. Ivi dappresso il tempio di Venere Urania Gli Assirj furono i primi uomini, che stabilirono il culto di Venere Urania . Dopo questi , fra gli abi t anti di Cipro il furono i Pafj , e fra i Fenicj quel li , che abitano Ascalona nella Palestina . Dai Feni cj appresero questo culto que' di Citer ; ed Eg o l'introdusse in Atene , poich credeva, non avendo ancora prole , di non poterla mai avere ed essere alle sue sorelle ( Progne , e Filomela ) la disavven tura , che soffrirono accaduta perodio di Urania. i L a statua , che esiste a'giorni nostri di marmo pa rio , ed opera di Fidia . Atmone un borzo degli Ateniesi , i cui abitanti dicono , che Porfirione re gn prima ancora di Atto , e fabbric il tempio , che essi hanno di Venere Urania . Per i borghi altre cose ancora raccontano , che affatto si scostano da quelle degli abitanti di A tene. CAPO DECIM OQUINTO

Portico detto Pecile , e pitture , cfte lo adomano .*

i. ndando verso il portico , che per le pitture appellano Pecile cio vario trovasi un Mercurio di bronzo detto Agoro , o'Forense , e vicino a questo una porta . Ed havvi sopra la porta un trofo degli A te n ie s i, i quali in un combattimento equestre vin sero Plistarco , fratello di Cassandro , che comman dava la cavalleria del fratello , e le truppe straniere al soldo di lu i. a. Nel portico stesso si vede in primo luogo di pin to da un lato 1 esercito ateniese schierato in r-

58 L I B R O dine di battaglia ad Enoe nel territorio argivo contro i Lacedemonj : questa pittura non rappresenta il bol lore della pugna , n il momento delle azioni segna late ; ma il principio del combattimento , e il pun to , che vengono alle mani . Nel mezzo delle pareti p oi l'altra pittura, nella quale veggonsi espressi gli Ateniesi , e Teseo , che colle Amazzoni combatto no . A queste sole donne le disfatte non impedivano di esporsi senza riguardo a nuovi perigli ; ed infatti presasi da Ercole Temiscira , e rotto dopo lesercito, che contro Atene mandarono ; vollero ci non ostan te portarsi sotto le mura di Troja , onde combatte re cogli Ateniesi stessi, e con tutti i Greci ivi rac colti * 3 . Dopo la pittura delle Amazzoni , viene quel la , che rappresenta i Greci alla presa Troja ,-e i R e adunati per l'attentato commesso da Ajace versa Cassandra . Ivi si veggono Ajace stesso , e fralle al tre schiave anche Cassandra. 4 NeU'ultiraa parte poi la battaglia di Mara tona . Da un lato i Beozj di Platea , e tntte le trup pe attiche vengono alle mani co'barbari ; ed in que sta parte eguale la pugna . Nel centro della pittura poi veggonsi i barbari , che fuggono , e si spingono, l'un l'altro nel lago ; in fondo sono le navi fenicie , e i G r e c i, che uccidono i barbari mentre corrono a gittarsi in quelle . Ivi dipinto ancora l Eroe Mara tne T che diede ftome al campo , Teseo in atto di sorgere dalla terra , Minerva , ed Ercole . Percioc ch quei di Maratona , secondo ci , che dicono es si stessi , furono i primi a ripntar Ercole un Dio . Fra i c ombattenti si distinguono specialmente Calli maco , il quale dagli Ateniesi era stato scelto per Polemarco , Milziade uno de' Generali , e l ' eroe di nome Echetlo , di cui far appresso menzione,

P R I M O 3g 5. In questo portico sono situati alcuni scudi di bronzo , e dalla iscrizione appostavi si rileva essere questi, spoglie prese agli Scion i, ed ai loro alleati. Quelli per invernicati con pece , perch non sof f rano danno dal tempo , e dalla ruggine , si dicono deLacedemonj , presi nella isola di Sfatteria. CAPO D ECIM 0 SESTO

Statue , che sono davanti al Pecile - Statua di Seleuco , suoi fa tt i , e morte .

. D i n a n z i al portico sopra descritto sono si tuate parecchie statue di bronzo , Solone cio , che diede le leggi agli Ateniesi , e poco pi oltre Seleu co , il quale assai di buon'ora ebbe segni non oscuri della sua futura grandezza . Conciossiach come si fu mosso con Alessandro della Macedonia , sagrificando a Giove in Pella , le legna , che stavano sull ara , si alzarono verso il simulacro , e si accesero . M orto Alessandro , temendo Seleuco la venuta di Antigono in Babilonia , se ne fugg presso Tolome o di Lago , e quindi ritorn di nuovo in Babilonia. Do po il suo ritorno vinse le genti di Antigono , spense lui stesso , cd ito coll* esercito contro di Demetrio figliuolo di Antigono , lo fece prigione . Sendogli felicemente queste cose riuscite , ed abbattute poco dopo le forze di Lisimaco , egli diede ad Antioco suo figliuolo tutti i suoi dominj di Asia ; ed alla testa di una armata marci a grandi giornate verso la Mace donia . Era l'armata di Seleuco composta di Greci , e di Barbari. . a. Tolomeo fratello di Lisandra , che f uggeil* do da Lisimaco si era ricoverato presso Seleuco, uo mo d* altronde capace di qualsivoglia ardimento , e perci nomato Cerauno ci kfu lm in e , allorch leser?

4o L I B R ito si fu avanzato fino presso Lisimachia , uccise di soppiatto Seleuco , e date in preda le ricchezze real i sal sul trono di Macedonia . Costui vi rimase , fin ch essendo il primo deRe , che sappiamo ardisse di resistere ai Galli fu da que'barbari ucciso , ed al lora Antigono figliuolo di Demetrio ricuper il regno. 3 . Seleuco uno di quei Re , che io sono spe cialmente persuaso essere stato giusto verso gli uo mini , e verso gl'lddii religioso . Imperciocch egli fu , che rimand ai Milesj in Branchida l Apollo di bronzo , che Serse avea trasportato in Ecbatana di Media , ed avendo edificata la citt di Seleucia sul fiume T i g r i , e condotti i Babilonesi a popolarla, la sci in piedi le mura di Babilonia , ed il tempio di Belo , e permise , che i Caldei abitassero intorno a q uello.. CAPO DECIM OSETTIM O

A ra della Misericordia nel foro - A r e di altre vir t - Ginnasio di Tolomeo , e statue , che sono in esso - Tempio di Teseo , e pitture , che lo ador nano - Minosse , e Teseo - Varie maniere in cui si racconta la morte di questo E r o e .

i li Atenies i fra altre cose non insigni per tutti hanno nel foro l'altare della Misericordia , alla quale divinit specialmente , perch utile alla vita delluomo , ed ai cangiamenti di fortuna , essi soli fra tutti i Greci rendono onori . Questo popolo non solo ebbe a cuore di stabilire quelle cose , che sono relative alla umanit , ma .ancora di essere religioso v erso gllddii pi delle altre nazioni . Conciossiach abbiano gli Ateniesi lara della Verecondia , della Fa ma , dell'impeto . Ed chiaramente manifesto , che

.G

P R I M O 41 coloro , i quali sono pi religiosi degli altri , hanno una fortuna alla religione loro corrispondente. a. Nel ginnasio che non molto distante dal foro , e che dal suo fondatore , Tolomeo si appella, vi sono parecchi Ermi di marmo degni di esser vedu ti , ed U ritratto in bronzo di Tolom eo. Ivi sono an cora l'Affricano Giuba , e Grisippo Solese . Pre sso il Ginnasio si vede il tempio di Teseo adorno di pit t ure , una delle quali rappresenta il combattimento degli Ateniesi contro le Amazzoni . Questa guerra si vede espressa ancora sullo scudo di Minerva , e sul- ' la base della statua di Giove Olimpico . Un'altra del le pitture , che sono nel tempio di Teseo rappresen ta la pugna de'L apiti, e de'Gentauri ; Teseo ha gi ucciso un Centauro , mentre gli altri com battono an cora con egual sorte . La pittura della terza parete poi , s per il tempo , s perch Micone non dipinse tutto il soggetto , non si conosce da coloro , che non sanno ci , che si narra . 3 . Allorch Minosse men in Creta T e s eo , e gli altri giovanetti , ardendo di amore per Periba ebbe Teseo per rivale . Quel Re fralle altre villane, che nell'impeto della collera disse contro Teseo , vi f quella , che non era figliuolo di Nettuno. Imper ciocch se egli avesse gettato nel mare il sigillo, che allora portava , Teseo non avrebbe potuto ricuperar glielo . Si dice , che Minosse , detto questo , gittasse il sigillo , e Teseo venisse sii dal mare insie me con esso , e con una corona di oro ricevuta in dono dalla Dea Anfitrite . 4 Intorno la morte di Teseo si sono gi dette molte cose , che non si acc ordano fra loro. Gonciossiach dicano , che costui rimanesse legato fintanto ch non fu da Ercole ricondotto . Ma la tradizione pi probabile di quelle , che ho udito , che Teseo avendo assalito la Tesprozia per rapire la moglie d

4 L I B R O quel Re vi perde la maggior parte de suoi , ed egli stesso insieme con Piritoo ( perciocch anche costui ansioso di tali nozze militava ) fu fatto prigione ; e messili in catene , il Tesproto li ritenne in Cichiro. 5 . Nella Tesprozia fralle altre cose , che meri tano di essere vedute vi il tempio di Giove in D o dona , ed il faggio a lui consagrato . Presso a Cichi ro poi vi la palude detta Acherusia , ed il fiume Acheronte : vi scorre anche il C ocito, fiume , la cui acqua sommamente disaggradevole . E credo, che Omero vedute queste cose osasse poi nel suo secon do poema di metterle nell' inferno , e desse ai fiumi infernali i nomi di quelli della Tesprozia. 6. Mentre Teseo era tenuto in prigione avven ne , che i figli di Tindaro fecero una spedizione contro Afidna , la presero , e posero sul trono Menesteo . Costui niun conto fece dei figli di Teseo , che si erano ritirati in Euba presso Elefenore ; ma stimando molto malagevole il combattere contro T e seo , se mai costui fosse tornato dalla Tesprozia , ac cattivandosi la moltitudine , stabil il governo popo lare , cosicch Teseo , essendo stato poi liberato , fu da Atene esiliato . Teseo adunque imbarcossi per andare da Deucalione in Greta ; ma trasportato dai venti nell isola di Sciro , fa da quegl'Isolani ricevu to splendidamente secondo la dignit della sua schiat ta , e la gloria delle imprese da lui operate . Per la qnal cosa Licomede gli tram la morte . L Eroo di Teseo per fu edificato in Atene dopo , che i M edi furono disfatti a Maratona , allorch Gimone figliuo lo di Milziade abbatt quedi Sciro in pena della mor te di Teseo , e port le c eneri dell'Eroe in Atene.

P CAPO

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DECIM OOTTAVO

Tempio di Castore , e Polluce - Aglauro , e sue sorelle - Il Pritano - Tempio di Serapide , e . Lucina - Statua di Adriano Imperadore , e d a l tri avanti al tempo di Giove Olimpico - Isocrate Tempio di Giove Olimpico - Edific) fabricati da Adriano in A t e n e .

1. X I tempio di Castore , e Polluce antico : i due gemelli stanno ritti in piedi , e sopra i cavalli siedond i loro figliuoli. I vi Poiignoto dipins e le lro nozze colle figlie di Leucippo ; e Micone vi rappre sent coloro , che navigarono insieme con Giasone a Coleo ; e sembra , che egli rivolgesse tutto il suo studio nel dipingere Acasto , ed i suoi cavalli. 2. D i l dal tempio di Castore il sacro recin to di Aglauro . Dicono , che Minerva posto entro una cassa Erittonio , lo desse ad Aglauro , ed alle sue sorelle Erse , e Pandroso , ingiungendo loro di non esser sul consegnato deposito curiose . Soggiun gono poi , che Pandroso obbed ; ma le altre due , avendo aperta la cassa , appena veduto Erittonio , di vennero furiose, e si precipitarono dall'alto della cit tadella , ove il sasso pi dirupato . Da questa par te saliti i Medi nella cittadella uccisero quegli Ate nie si , i quali credendo aver meglio di Temistocle compreso il senso delloracolo , fortificarono la roc ca con le g n i, palizzate. 3 . Vicino il Pritano , dove sono scritte l e leggi di Solone, e si veggono i simulacri della Pace , e di V esta: fralle statue vi quella del Pancraziasta Autolico . Imperocch trasformarono ne ritratti d nn Romano , e di un T race quelle di Milziade , e di Tem i st oc le .

4-4 L I B R O 4 Andando di qn verso la citt bassa , si tro v a il tempio di Serapide, divinit , che gli Ateniesi introdussero ricevutala da Tolomeo . In Egitto il pii, cospicuo de'templi di Serapide in Alessandria , ed il pi antico in Menfi. In questo ultimo tempio non lecito entrare n ai forestieri , n ai Sacerdoti , prima di avere sepolto A p i . 5 . Non lungi dal tempio di Serapide il luogo , dal quale dopo avere stretta unione dicono , che par tissero Piritoo , e Teseo prima per Sparta , e poi per la Tesprozia . Ivi dappresso fu edificato il tem pio di Lucina , la quale narrasi , che venuta dagli Iperborei in Deio fu di ajuto nedolori del parto a La tona , e che gli altri Greci ne appresero da que di Deio il nome . E fanno i Delj sagrifizj a Lucina , e cantano in suo onore l'inno di Oleno . I Cretesi per del distretto di Gnosso credono , che Lucina sia na ta in Amniso , e sia figlia di Giunone . Gli Ateniesi soli per velano i simulacri di questa Dea fina alle punte de'piedi . Delle statue , che sono nel tempio dissero le donne , che due erano cretesi , e doni di Fedra , e che la pi antica era stata portata di Deio da Erisittone. 6. Prima di passare al tempio di Giove Olimpi co , da osservarsi , che Adriano Imperadore dedi c la c e lla , e la statua degna di esser veduta non per la grandezza sua ( perch se eccettuar vogliamo i colossi , che hanno i Romani ed i Rodj , gli altri s imulacri sono tutti di grandezza simili fra di loro ) 5 ma p erch fatta di avorio , ed oro , ed ben lavo rata , se tu riiletti alla sua mole . Ivi veggonsi due ritratti* di Adriano di marmo tasio , e due di marmo egizio : innanzi alle colonne poi , ritti in piedi si vegg ono i ritrat t i di Adriano di bronzo dedicati dalle cit t , che gli Ateniesi chiamano Colonie . Tutto i l recinto del tempio , che ha quattro stadj di circuito

P R I M O 45 pieno di statue , sendo che ciascuna citt vi ha de dicato un ritratto di Adriano ; Atene per oltrepass tutte le altre , innalzando a quell'Augusto dietro i tempio un colosso degno di esser veduto. 7. Entro il recinto sono rimaste in .piedi alcu ne antichit ; un Giove di bronzo cio , una edicola di Saturno , e Rea , ed un recinto sacro soprannomato Olimpico . Ivi il suolo si spaccato di un cbi to , e dicono , che dopo il diluvio avvenuto ai tem pi di Deucalione , lacqua se ne and via per quella fessura ; per la qual cosa ogni anno vi gettano den tro focaccie di frumento mescolate con miele . 8. Sopra un cippo poi si vede la statua d'Iso crate , il quale lasci di se tre cose degne di memo ria ; egli fu laboriosissimo poich avendo vivuto fino all'et di novantotto anni , non fu mai privo di scolari ; fu modestissimo , sendo che in ogni tempo lungi se ne stette dal Governo , non meschiandosi -ne'publici affari ; ed in fine fu sommamente amante della libert , poich afflittosi per la notizia della di sfatta di Cherona volntariamente mor . V i sono anche de'Persiani di marmo frigio , i quali sosten gono un tripode di bronzo , gruppo , che merita di esser veduto . Dicono , che l'antico tempio di Giove Olimpico fu fabbricato da Deucalione , mostrando per segno di avere egli abitato in Atene , un sepol cro , il quale si vede non molto lungi dall' odierno tem pio. 9. Adriano edifici}, ancora altre fabbriche in Ate ne , il tempio di Giunone , quello di Giove Panellenio , ed il Panteon , ma la pi splendida di tutte i l portico di 120. colonne di marmo frigio : furono da lui edificati i muri di questo portico dello stesso marmo , ed ivi sono delle camere con volte dorate , ed incrostate di alabastro , ed adorne d? statue , e pitture , nelle quali si conservano lib ri. V i poi an

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che un ginnasio , che porta il nome di Adriano, do v e sono cento colonne del marmo , che si trae dalle cave dellA ffrica. CAPO DECIMONONO

Tempio di Apollo Delfnio - Venere negli Orti Cinosargo - lic o - Re N iso - llisso , ed Eridano - Diana Agroter a - Stadio di Erode A ttic o .

i. assato il tempio di Giove Olimpico , ivi vici no si trova una statua di Apollo Pizio , e quindi un altro tempio di Apollo spprannomato Delfinio . E di cono , che essendo stato finito il tempio ad eccezio ne del tetto , Teseo giunse in citt sconosciuto an cora a tu tti, e che siccome era rivestito di una tu nica talare , ed aveva la chioma decentemente arric ciata , pervenuto presso il tempio di Apollo Delfi nio , quelli che ne fabbricavano il tetto , lo accolse ro con burle dicendo , che una donzella in et da m aritarsi, se ne andava sola vagando. Teseo non fe ce allora alcuna risposta ; ma scio lti, come si dice, i buoi dal carro , che i muratori aveano , ne gitt il coperchio pi in alto del tetto, che quelli stavano edi ficando . a. Jiiuna tradizione per havvi circa il luogo chi amato gli Orti , ed il tempio di Venere , siccome neppure alcuna ne hanno sulla V en ere, che st vici no al tempio . Imperciocch la figura di questa , quadrangolare , come sono gli E rm i, e la iscrizione appostavi indica esser Venere Urania la pi vecchia delle cos dette Parche , L a statua di Venere negli O rti opera di Alcamene , ed fralle cose celebrate in Atene degna di essere veduta.

P R I M O 47 3 . Havvi poi il tempio di Ercole detto Cinosargo . L'origine del nome si s da coloro , i quali han n o letto l oracolo , che risguarda la cagna bianca . V i sono le are di Ercole , e di Ebe , la quale essen do figlia di Giove , credesi essere stata moglie di Er cole . Ivi si vede ancora l ara di Alcmena , e di Jolao , che fu compagno ad Ercole in molti de'suoi tra vagli . 4 4 Il Lico prese un tal nome da Licio figliuolo d i Pandione , e si creduto sacro ad Apollo dai pri mi momenti fino a' d nostri , ed ivi il Nume venne per la prima volta nomato Licio . Si dice poi , che questo Licio fosse c ausa , che i Telmissesi ancora , appo i quali egli and,, fuggendo Ego , dal suo nome venissero det ti L i c j . 5 . Dietro il Lico il monumento d N iso , che regnando in Megara , dopo di essere stato ucciso da JVIinosse fu in questo luogo portato , e sepolto dagli Ateniesi . D i questo Niso corre la tradizione , che i avea la chioma di colore purpureo , e che era stabi l ito , che dovesse morire , tosto , che questi glifos; sero stati recisi . Ora essendo venuti nel suo territo r io i Cretesi , presero costoro per iscorreria le altre citt della Megaride , ed assediarono Niso , che erasi rifuggiate in Nisa . Intanto pretendono , che la figlia di Niso arse d amore per Minosse , e che perci recise al padre i capelli , Cos questo fatto si jiarra. 6. I fiumi, che bagnano il territorio di Atene sono l ' Ilisso , e quello , che ha commune il nome c o ll'Eridano gallico , il quale sbocca nell'Ilisso.. L'Ilisso quello stesso fiume sulle cui rive dicono , c he mentre Orizia giuocava fu rapita dal vento Bo rea , il quale ne divenne marito ; onde poi Borea di fendendo gli Ateniesi per la parentela con loro con tratta mand in perdiz ione una gran parte delle g alee

& L I B R O de'barbari . Vogliono gli Ateniesi , che sia sacro l'Uisso ad altri Iddii , ed in fatti sulla sua ripa haw i l'ara delle mnse llissiadi : si mostra poi anche il luo go , dove i Peloponnesj uccisero Godro Re di Ate ne , figliuolo di M elante. 7. Tragittato l ' Ilisso trovasi un luogo detto A g re , ed un tempio di Diana Agrotera . Dicono , che venuta quella Idda da Deio , ivi and a caccia la prima volta ; e per questa ragione la statua sua tiene l'arco . L ammirazione di chi vede lo Stadio sorpassa ancora quella , che si pu concepire da chi n*ode la descrizione. 8. E' questo edificio tutto di marmo bianco , ed una idea della sua grandezza si pu formare pensan d o , che comincia in forma di mezza luna sul monte di l dall'Ilisso , e quindi in linea retta si stende con doppio muro fino alla riva del fiume . Erode Atenie se lo fabric , ed in questa opera esaur quasi intiera mente la cava di pietre , che possedeva nel monte Pentelico.

CAPO

VENTESIM O

Strada detta i Tripodi - Prassitele , e Frine Tempio di Bacco , e sue pitture Rovina di Atene , e S iila .

1 D a l Pritaneo si entra in una via chiamata i


Tripodi . L e danno un tal nome per i tripodi di

bronzo , che stanno sopra parecchi templi degli D ei1 , non molto grandi vero , ma , che oggetti di arte racchiudono sommamente degni di essere rammenta t i . Conciossiach in uno sia il Satiro , che Prassite le secondo ci , che si narra , stimava molto . D i cono in fatti , che ricercato un giorno da Frine qua le fosse l'opera pi bella fatta da l u i , egli le disse ,

P R I M O 49 che volentieri lavrebbe concessa a lei come sua aman te ; ma che non voleva manifestare quale fossa l'ope ra , che gli sembrava pi bella . Entrato per un servo di Frine in fretta annunzi a Prassitele essersi perduta la pi gran parte de'suoi lavo ri, sendosi at taccato il fuoco alla sua casa ; ma che si era salvata qualche cosa. Corse subito Prassitele fuori della por ta , ed esclam , che nulla pi , infelice , gli rima neva , se la fiamma aveva arso il Satiro , e l'Amor e . Allora Frine lo confort a restare di buon'animo , poich nulla di sinistro gli era accaduto ; ma preso con arte avea palesato le opere pi belle scolpite da lui : ella pertanto scelse per se l'Amore . Nel vici n o tempio di Bacco havvi un Satiro, fanciullo , ch e presenta una tazza a quel Dio, l'Amore poi,ed il Bac c o , che stanno ritti in piedi sono di T im ilo . 2. Il pi antico tempio di Bacco presso il Tea tro , nel recinto del quale sono due edicole , e due statue di Bacco , l'Eleuterese cio , e quello che Alcamene fece di oro , e di avorio. Nello stesso luo go veggonsi parecchie pitture , in una delle quali e spresso Bacco , che porta in cielo V ulcano. Anche questo si racconta dai Greci , cio , che Gi unone precipit dal cielo Vulcano da lei partorito , e ch e costui memore della ingiuria , mandolle in dono una sedia di oro contenente invisibili lacci . Appena la Dea vi si fu posta a sedere vi rimase avvinta, e V ul cano non si lasci persuadere da alcun Dio ad iscioglierla ; ma Bacco < al quale egli molto credeva ) avendolo inebriato , lo men in cielo a liberare la D ea . Questa la prima pittura Vedesi quindi Penteo , e Licurg o , che pagano la pena delle ingiurie usate verso di Bacco ; ed in ultimo luogo espressa Arianna , che dorme , Teseo che ha dato alle vele , e Bacco , che viene al rapimento di l e i .

L I B R O 3 . Presso il tempio di Bacc o , ed il Teatro i un'edificio , che dicono fatto ad imitazione della ten da di Serse . E'stato questo riedificato di nuovo sendo che il primo fu incendiato da Siila generale Romano , allorch prese Atene ; della qual guerra or voglio esporre la causa. Regnava sopra i barbari, che abitano intorno al Ponto Eussino Mitridate r C ir ca il pretesto p o i , che lo mosse a far guerra ai Ro mani , in qual modo pass in Asia , quante citt soggiog colle a rm i, e quante se ne rese amiche , tutte queste cose lascio a coloro , che amano di sa pere le gesta di Mitridate ; io per me dimostrer soltanto ci , che risguarda la presa di Atene . Aristione i che Mitridate sped per ambasciadre alle citt greche era Ateniese . Costui adunque persuase i suoi concittadini ad anteporre Mitridate ai Roma ni ; n gli persuase tu t ti, ma soltanto la parte pi t urbolenta della plebe . Quelli per degli A ten iesi, che erano di qualch e riguardo, sene fuggirono spon taneamente pressa i Ro ma n i . Datasi l battaglia 1 t Romani rimasero di gran lunga superiori f e inse guirono A ristian c, e gli Ateniesi , che fuggivano fino alla citt , ed Archelao co'barbari fino alle por te del Piro . Era anche Archelao generale di M itri date , e prima delle cose di cui ora parliamo , aven do voluto assalire i M agnesj , abitanti del Srpilo , era stato da loro ferito con gran strage de'suo i . In tanto Atene fu cinta di un forte assedio . Tassilo al tro generale di Mitridate , che si trovava allora all assedio di Eiata nella Focide , all annunzio di tali f cose , mosso l'esercito , lo port verso l ' Attica:, il che avendo il generale Romano saputo , lasci una p orzione delle truppe all'assedio di Atene , ed egli e olia maggior parte dell' esercito incontr Tassilo nella Beozia . T re giorni dopo i messi pervennero in. ambo i campi Romani , Siila seppe , che eraa

5o

P R I M O $t state prese le mura di Atene , e quelli, che asse- diavano Atene , intesero , che Tassilo in una batta glia vicino a Cherona era stato da Siila disfatto , Costui pertanto appena fu nell' A ttica, ritornato ? avendo rinchiuso nel Ceramico gli Ateniesi , che s erano a lui mostrati cntrarj , li decim , traendo a s orte , chi dovesse morire . N essendosi dopo que-> sta vendetta saziato il suo furore contro gli A teniesi, alcuni corsero di soppiatto a Delfo , e domandando se era giunto il momento , in cui era destinato , che Atene fosse distrutta , la Pizia diede loro la rispo sta d ell'otre . Dopo queste cose Siila f colto dalla stessa malattia , dalla quale sento , che Ferecide Siro ancora fu preso L e crudelt da questo Capi- tano usate contro la maggior p arte degli Ateniesi fu rono Certo pi spietate d quello ^ che ad un citta dino Romano conveniva . Non credo per , cli que ste gli abbiano causato la malattia di sopra accenna- ta ; ma sibbene lo sdegno di Ciove Ieesio i perch rifu g ia to si Aristione nel tenario di M inerva <strap pandolo di l & viva fotza ^ lo uccise . Atene dunque in tal guisa abbattuta dalla guerra de* Romani , hadi nuovo sotto Adriaiio Augusto acquistato Usuo pri miero splendore CAP V E fiT S lM P fclM O
tmtnagini de* Poeti Comici , Z a Rupe N iobe - Calo , di Esculapio - A rm i Tempio di Apollo 'tragici net teatro Dedalo - Tempi p de' Sarmati Grinio

j . ] \ e l Teatro di Atene eono parecchi ritratti di poeti tragici , e co m ici , per la maggior parte oscuri : perciocch fuori di Menandro non vi alcun'

5* L I B R O altro Comico di grido . D ei tragici illustri veggonsi ivi Euripide , e Sofocle . . Narrano , che dopo la morte di Sofocle , i Lacedemoni fecero una invasione nelPAttica , dove il loro Capitano vide presentarseli Bacco , il quale , gl ingiunse di prestare alla novella Sirene tutti gli onori stabiliti pe" defonti : e soggiungono aver egli creduto , che il sogno risguardasse Sofocle, e la sua poesa . E a giorni nostri ancora alla Sirene usano assomigliare le attrattive depoemi , e de'discorsi. 3. Quanto al ritratto di Eschilo , io credo,che sia stato fatto molto dopo la sua morte , e la pittu ra , che rappresenta la giornata di Maratona. Eschi lo stesso diceva , che sendo ancora ragazzo mentre guardava le uve si addorment in campagna , ed ap parsogli Bacco esertollo a far tragedie : e che come si fece giorno , volendo obbedire, messosi all'opera, gli riusc facile . Egli tali cose narrava. 4 Sul muro della cittadella detto il muro di Noto , il quale rivolto al teatro , st attaccata la testa di oro di Medusa figlia di Gorgone , e intorno ad essa stata fatta l'egida. 5. Sulla sommit del teatro sotto la rocca havvi nella rupe una spelonca , alla quale sovrasta un tripode : vi si veggono scolpiti sopra Apollo , e Dia na , che mettono a morte i figli di Niobe . L a qual Niobe salendo sul monte Sipilo ho io stesso veduta : da vicino una rupe , e un precipizio , che non presenta allosservatore alcuna forma di donna o in pianto , o in altro stato ; ma se ti allontani .ti sem brer vedere una donna , che versa lagrime , e si trova in lutto. . Andando da Atene alla cittadella dalla parte del teatro , ivi sepolto Calo , il quale essendo figliuolo'della sorella di Dedalo , e scolaro di lui nell arte , fa dallo stesso maestro ucciso 5 per la qual

P R I M O 53 cosa Dedalo se ne fugg in Greti * , e qualche tempo dopo rifuggiossi in Sicilia presso di Gocalo 7. Il tempio di Esculapio merita di esser vedu to s per le statue del nume , e de'figli suoi , che p er le pitture . In esso una sorgente , presso la quale narrasi , che Marte spense Alirrotio figliuolo di Nettuno , perch aveva violato la sua figliuola Alcippe ; e per questa uccisione fu allora per la prima volta stabilito il giudizio dellomicidio . Ivi fralle al>tre cose appesa una corazza sarmatica , vedendo la quale ognuno dir non ssere nelle arti i barbari, 1meno intelligenti deG reci. 8. Imperciocch i Sarmati non hanno miniere di ferro , n altri lo portano a loro , perch pi di tut ti i barbari di quelle contrade si astengono dal com mercio : onde per rimediare a questa mancanza han no inventato quello , che sono per dire . Metton o sulle aste punte di osso in vece di ferro , e portano archi , e saette di cornio colla punta di osso , e ac calappiando con catene tutti i nem ici, che possono , e rivoltando quindi i cavalli, quelli dalle catene in volti trasportano . Fanno poi le corazze in questa modo : ognuno di loro nutre molte cavalle , poich la terra non fra i privati divisa , n altro produce, che alberi selvatici , essendo essi una nazione di No madi . Ora delle cavalle fanno uso non solo per la guerra , ma ancora le sagrificano agl'Iddii del paese , e daltronde se ne servono ancora per nutrimento . Adunando poi insieme le unghie , le nettano, le spez z ano , e le rendono simili alle squame di dragone ; e chi dragoni non vide giamai avr veduto per il frut t o del pino ancor verde r se pertanto alle incisioni c he sul frutto del pino si mirano assomigliar vogliasi il lavoro delle unghie non si far errore. Forandole indi le cuciono con nervi di cavalli , e buoi , e ne ino corazze , nulla inferiori alle greche n per bel-

54 L I B R lezza , ne per solidit . Imperocch battute , e per cosse da vicino resistono ai cplpi . L e corazze di li no per non Sono egualmente utili ai combattenti , e Se il ferrq fa forza si squarciano ; giovano per ai cacciatori, poich in esse si rompono i denti anche de' leo n i, e dplle panter e . 9. Corazze di lino possono vedersi appese in al tri templi , e specialmente nel Grinio , dove sa pro ad Apollo bellissimo bosco di alberi fruttiferi, p di quelli , che non dando flutto sono o all odora lo j o t^lla yista piacevoli.
CApO yE N TE SJM O SE ONI?Q
Ippolito , e Fedra - Tenipli della Terra , e di Ce rere Cloe - Monumnti nel vestibolo della Rocca Morte di Ego - Edifizio adornato da pitture Poeta Muso - Mercurio , e Grazie scolpite da Socrate .

1. D p p o U tempio di Esculapip , andfmdo da. Questa partp alla cittadella, havyi il tempio di T e mide . Innanzi ad esso stato eretto il monumentq p.d Ippplito il quale m or, secondo ci , che dicono, ppr le maledizioni paterne . Sono cose inanifeste an che ai barbari , i quali la grpea favella conoscano , l'amore di Fedra , e l'attentato della mjtrice per ser vir la . % . I T re z enj pure hanno U sepolcro d'ippplito , e fanno il seguente racconto . Allorch Teseo era per sppsare Fedra , npn volendo , che se egli ne avesse avuto figliuoli , Jppoljto fosse stato sfitto il coxnmando di questi , pvvero , cjie costui in Vpce lo ro regnasse , mandpllo presso Pittep , perch fosse allevato , p regnasse in Trezene . Dopo insorsero

P R I M O 55 Pailante , e i di lui figliuoli contro Teseo il quale avendoli spenti and in Trezene per purgarsi , ed in quella circostanza Fedra, veduto per la prima vol ta Ippolito , ed accesasi di amore per lui,tram ogli la morte . Hanno poi in Trezene un mirto colle fo glie tutte forate ; i Trezenj affer m ano , che questo inirto non nacque tale dapprincipio , ma , che fu un effetto della nausea dellamore , e dello spillo , che Fedra portava ne'suoi capelli. 3. Il culto di Venere Pandemo , e della Per sua* sione fu stabilito da Tesep dappoi che ebbe condotto gli Ateniesi dai borghi ad abitare in una sola citt. L e statue antiche a miei giorni non esistevano pi ; ma quelle , che allora ivi trovavansi , erano lavoro di Artisti non oscuri . Havvi quindi il tempio della Terra Curotrofe , e di Cerere Cloe . Ci , che ne risguarda i soprannomi si pu apprendere , parlando co'sacerdoti. 4 Un solo ingresso ha la cittadella , e non ne pu avere altri, sendo tutta cinta da dirupi, e da un forte muro difesa . Hanno i propili ( i l nome dell ingresso ) il tetto di marmo bianco , e per gli orna menti , e per la grandezza de massi superano fino a miei d ogni altro edilzio di tal natura . L e immagi ni de'Cavaleri non posso di Certo a s s e r i r e se sono i figliuoli di Senofonte , o se fatte furono per sempli ce decorazione . A destra de'propili i l tempio del* la Vittoria senza ali, 5. D a questo lato si scorge il mare ; ed ivi ( co me dicono ) , precipitatosi Eg o, perdette la vita . Imperciocch il vascello, che avea condotto i ragaz zi in Creta tornava con vele nere ; e Teseo ( perch si era messo in mare con coraggio , contro il cos detto Minotauro ) avea detto al padre , che avrebbe usato vele bianche , se mai superato il mostro, fosse ritornato in patria .. Ma col rapire Arianna , obbtf

56 L I B R O questi pat ti , onde Ego appena ebbe veduto ia nave , che sen 'tornava a vele negre , come colui che cre deva morto il suo figlinolo , precipitandosi mor , ed in Atene vedesi eretto in suo onore quello , che appellasi lEro di E go. 6. A sinistra dePropili , v*ha una camera, che racchiude pitture , delle quali quelle , che non era no state cancellate dal tempo rappresentavano Dio m ede , ed Ulisse . Questi prende l arc o di Filottete in Lemno , quegli rapisce il Palladio da Troja . Ivi fralle pitture v ha Oreste , che mette a morte Egisto , e Pilade che uccide i figliuoli di Nauplio venu ti in soccorso di Egi s to : vi anche Polissena nel momento di essere svenata presso la tomba di A chil le . Con molta ragione Omero omise unazione s cru dele , s iccome ancora bene a mio giudizio poet can tando , che Sciro fu presa da A chille , molto diver samente da quello , che tanti altri dicono, cio, che Achille visse insieme colle vergini in Sciro . Poliignoto l autore di queste pitture , siccome ancora '-egli fu , che dipinse U li sse , mentre st presso il fiume dinanzi alle donzelle , le quali insieme con Nausicaa stavan lavando , seguendo in tutto il rac conto di Omero . V i sono altre pitture , e fra queste Alcibiade : egli vi espresso coi segni della vitto ria riportata cocavalli in Nema . Havvi poi Perseo , che v in Serifo , e porta a Polidette il capo di M e dusa , la cui storia non istimo bene nelle cose atti che inserire. 7. Circa le pitture , omettendo il ragazzo , che porta le idrie , e il lottatore dipinto da Timeneto , havvi Muso . Ho letto io stesso parecchi versi , ne* quali si dice , che Muso era venuto volando come un dono mandato da Borea ; a mio parere li fece Onomacrito , ne havvi alcuna opera certa di Muso , se si voglia eccett uare soltanto linno a Cerere peLicomedi.

P R I M O 57 8. Vogliono p o i , ch siano sculture di Socra te figlio di Sofronisco il Mercurio detto Propilo , e le Grazie, che sono nellingresso stesso dentro la roc ca . A questo Socrate rese la Pizia testimonianza , che era il pi saggio di tutti gli uomini , titolo da lei non dato neppure ad Anacarsi , il quale desidero so di ci si era a tal fine portato in Delfo ,

CAPO V E N T E S IM O T E R Z O
Sette Saggi della Grecia - Ip p ia , Leena - Diitre f e - Sileni , ed isole de'Satiri - Monumenti nella cittadella , e f r a questi , cavallo di Epo - Tu cidide - Formione.

1. .1 ralle altre cose dicono i Greci , che vi fu rono sette uomini sapienti , nel numero deqnali met tono ancora il Lesbio tiranno Periandro figliuolo di Cipselo . Eppure Pisistrato , ed1il suo figliuolo Ippia , furono assai pi saggi , ed umani di Periandro s nelle cose di guerra , che in ci , che r isguarda il governo decittadini, finch per la morte dIppareo , Jppia di lui fratello non ebbe nel primo furore commesso quello , che sono per esporre contro una donna di nome Leena ( cio Leonssa . 2. Imperciocch dopo la morte d'Ipparco ( nar ro cose , che non furono prima scritte da alcuno , m a che sono credut e dalla maggior parte degli Ate nie s i ) Ippia fece flagellare questa donna, finch non rimase estinta , sapendo, che costei era la donna di Aristogitone , e credendo , che a lei non fosse sta ta ignota la congiura tramata. Per la qual cosa , spen ta la tiranna de'figli di Pisistrato , gli Ateniesi eretro una Lionessa di bronzo in m emoria della donna,

58 L I B R O e presso rii questa havvi la statua di Venere , e che


si dice inalzata da Callia , ed opera di Calamide . Vicino la stataa di bronzo , che rappresenta Ditr efe f erito da saette. 3 . Costai tutte quelle cose oper , che gli Ate niesi raccontano , e fra queste si dee specialmente not are , che ricondusse indietro i Traci inercenarj, quali erano venuti troppo ta rd i, essenda giunti do po , che Demostene avea messo alla vela da Siracu sa . Diitrefe adunque approd nellEur'rpo Calcidico, dove dentro terra era una citt de' Beozj chiamata JVIicalesso , che egli sbarcato colle sue genti prese di assalto ; i Traci non solo uccisero tutti gli abitan t i atti alle armi , ma le donne ancora , ed i fanciul li . D el che mi fa testimonianza ci , che sono per dire : perciocch tutte quelle citt d e' Beozj , che i Tebani disfecero erano abitate ai giorni miei sendo sempre dopo la presa scampato qualcuno ; che se quedi Micalesso non fossero stati dai barbari uccisi tutti indistintamente ' coloro , che fossero rimasi avrebbero dopo riabitato la citt, 4 1 resto stupefatto per circa la statua di Diitrefe , che sia ferito dalle freccie , perch fuori dei C retesi, i Greci non usano dardi . In fatti dei Locresi di Opunte , dquali Omerp cant , che an darono alla guerra di Troja armati di archi , e from b ole , di costoro sappiamo , che fino dal tempo del la guerra de Medi, avevano di gi preso l armatura greve . N i Maliesi stessi conservarono l uso degli a rc h i, la quale specie di arn credo , che da loro non fos se CQnosciuta prima di filpttete , s ebbene per lungo tempo dopp ne ritenessero luso. 5 . Vicino alla statua di Diitrefe ( non volendo io delle pi oscure far motto ) vi sono le statue di Igia , che dicono figl ia di Esculapio , e di Miner va di soprannome anche essa Igia

P R I M O 59 6. Hvvi poi una pietra non grande , ma quan to basta perch un piccolo uomo vi sieda : dicono , che sopra questa quando venne Bacco nel paese , si ripos Sileno ; imperciocch Sileni appellano que* S a tir i , che sono pi vecchj di e t . Quanto ai Satiri, volendo io pi d'ogni altro sapere , chi essi sieno, ne venni perci con molti in discorso. 7. Disse Euf emio Cario , che navigando verso Italia fu dai venti messo f uori di strada , e traspor tato n el mare esterno, nell'Atlantico , dove ora non navigano pi . Ivi trov molte isol deserte , ed al tre abitate da uomini salvatici : i marinari non vol lero approdare in queste come coloro , che prima vi aveano preso terra , e che non erano inesperti de* loro abitanti ; ma finalmente anche allora vi fur ono f orzati dal vento . Queste Isole dai naviganti appellavansi S atirid i, gli abitatori erano di color rosso , ed aveano una coda non molto minore di quella del cavallo : gli abitanti come ebbero saputo , l'arrivo della nave correndovi sopra senza mandar voce alcu na assalirono le donne , che vi erano dentro , fino a tanto , che i marinaj temendo qualche cosa di sini stro , misero a terra una donna barbara , ed i Satiri le fecero ogni sorta di contumelie , non solo dove luso , ma ancora ppr tutto il corpo , 8. Nella cittadella vidi altre cose . L a statua di bronzo scolpita da Mirone , la quale rappresenta L i cio ragazzo , che tiene un vaso d'acqua lustrale ; e Perseo , scultura anche essa di M irone, neilatto di avere reciso la testa a M edusa. 9. Havvi il tempio di Diana Branronia , la cui statua opera di Prassitele : il nome poi lo ha avuto la Dea dal borgo Braurone . In Braurone si vede lantico simulacro di legno di Diana Taurica siccome dicono.

. L I B R O 10. V i p oi dedicato il cavallo D urio di bron zo . Che il cos detto cavallo di Epo una macchina fosse , onde abbattere le mura di Troja , lo vede bene , chiunque non creda i Fri") affatto imbecilli . Si narra per*intomo a quel cavallo , che conteneva dentro di se i Greci pi valorosi ; ed in fatti la fi gura ancora di quello di bronzo secondo questa tradizione ; Menesteo , e Teucro sboccano fuori da esso , e dopo loro i figli di T eseo. 1 1. D i tutte le statue ritte in piedi dopo il ca vallo , il ritratto di Epicarino , che si esercita al corso armato opera di Grizia . Enobio poi rese un segnalato servigio a Tucidide figliuolo di loro . Im perciocch ottenne , che fosse fatto il decreto del suo ritorno ; ma essendo stato questo storico ucci so , mentre tornava in Atene , se ne vede il sepol cro non lungi dalle porte Melitidi. la . Quello che risguarda Ermolico Pancraziasta , e Formione di Asopico , siccome stato scrit to da altri lo ometto . Sopra Formione per debbo aggiungere , che sendo costui ai buoni Ateniesi so migliante , e per la gloria degli antenati non oscuro, si caric di debiti . Laonde ritiratosi nel borgo Peanico ivi visse , finch scelto dagli Ateniesi per am miraglio si scus di non volere navigare : conciossiach essendo debitore non avrebbe mai potuto mo strare un'animo forte ai soldati prima di avere paga to i debiti . Per la qual cosa gli A teniesi, volendo i n ogni conto , che Formione comandasse l'armata pagarono i suoi debiti a tutti i creditori.

6o

P R I M O
CAPO VEN TESIM O Q U A R TO
Minerva , che batte Marsia Sileno , ed altre sta tue di D ei , e d i uomini nella cittadella - Culto di Giove Polio - Partenone - Grifi , ed Arim a spi - Statua di Minerva nel Partenone - Apollo Pam opio .

. si vede scolpita Minerva , che batte il Si leno Marsia , perch tolse le tibie , che la Dea avea gittate via , e non voleva , che fossero raccolte . D i l dalle cose , di cui ho parlato , la cos detta pu gna di Teseo col Minotauro , uomo , o bestia , che fosse , siccome la tradizione ha prevalso ; conciossiach mostri assai pi meravigliosi di questo l e don ne abbiano a d nostri partorito . Ivi ancora Frisso di Atamante portato dallAriete in Coleo , il qua le nell' atto , che sagrificato l ' ariete ad un Dio , che pu assomigliarsi a c[uello , che presso gli Orcomenj si dice Lafistio , dopo di averne , secondo il greco rito tagliate le coscie , mentre che ardono le guarda . Sono poi poste in ordine altre immagini fralle quali quella di Ercole , che strozza , secondo la tradizione , i dragoni ; vi Minerva , che esce dal capo di Giove ; ed un toro , dono del Senato dell'Areopago : perch il Senato abbia questo toro dedicato , molte cose potrebbono .addursi secondo il piacere di ognuno. a. E'stato di gi detto di sopra , che gli A te niesi sono pi studiosi degli altri popoli, di c i , che risguarda il culto degl' lddii . Infatti furono essi i p rim i , che diedero a Minerva il soprannome di E r gane , i p rim i, che inventarono gli Ermi senza pie di , e d insieme hanno essi in un te mpio il Genio de

Ivi

6*

d iligenti . Ma coloro , che negli oggetti guardano

p i , che l antichit il pregio del lavoro , possono anche essi rimanere soddisfatti. V i si vede un per sonaggio con elmo in capo , opera di Gleeta , e que* sto scltore gli fece le unghie di argento . Havvi an-> Cra la statua della Terra , che prega Giove a pio verle sopra, eretta, o per avere avuto gli Ateniesi bisogno di pioggia , o per una siccit generale nel la Grecia . Ivi situato Timoteo figliuolo di Cono ne , e Conone stesso . Progne poi , che macchina ci , che risguarda il figlio ; ed Iti , sono doni di Apam ene . Havvi finalmente Minerva , che mostra la pianta di olivo , e Nettuno , che scopre l ' onda. 3. Vedesi altres la statua di Giove di Leocare, ed il Give soprannomato Polio , e come che io de scriva il i*ito del sgrificio non faccio motto della causa , che se ne adduce . Dopo che hanno posto sull'ara di Giove Polio dellorzo mescolato con fru mento niun guardia ne hanno ; intanto il bue , che custodiscono pel sagrilzio andando verso l altare , gusta di que'grni . Uno de'sacerdoti detto l'ucciso re di Bue ( Bufom ) dopo aver vibrati la scure in q uella parte ( cos vuole il rito ) fuggendo sparisce, e gli altri ; coriie se ignorassero l* autore di tal fatto portano l scrire in giudizio . Ed ecco in qual modo s agrificano a Giove Polio. 4 * ritrarid nel tempid , che appellano il Partenone tutto ci i che espresso sul cos detto tim pano , risguarda la nascita di Minerva , e quello, che nel timpano posteriore rappresenta la contsa fr la Dea , e Nettuno per A ttia . La sttua della D e a nel tempio di oro , ed avorio , e in mezzo st sul suo elmo la sfinge ( scriver quello , che della smh ge si dice quando il niio disdorso passer a trattare delle cose Beotiche ) e ne' due lati sano espressi de*

P R I M O 63 5 . Questi grifi , dice Aristea Proconnesio ne' suoi versi , combattono per loro cogli Arimaspi al di l degli Issedoni, e l'oro , che essi custodiscono, prodotto dalla terra ; gli Arimaspi , soggiunge , sono uomini , che tutti nascono con un'occhio solo, ed i grifi essendo fiere , che ai leoni assomigliansi hanno le a l i , e la bocca di aquila . Tanto sia detto sui grifi. 6. L a statua di Minerva st ritta in piedi con nna veste talare , nel pett poi si vede incastrat a la testa di Medusa di avorio , ed una vittoria di quat tro cubiti . Nella mano tiene lf asta , e presso ai pie di da un lato le giace lo scudo , dalla parte dell'asta poi havvT il dragone , che forse Erittonio . Sulla base della statua espressa la nascita di Pandora . Esiodo , ed altri can tarono , che Pandora fu la: pri ma donna , e che prima della sua nscita non vi era ancora il sesso femminile . Girando gli occhi rico nobbi ivi il ritratto di Adriano Augusto solo, cd all ingresso quello dIficrate , il quale oper molte azio ni sorprendenti. 7. D i l dal tempio nn Apollo di bronzo , la cui s tatua dicono , che Fidid facesse. Gli Atenie si chiamano qusto Apollo Parnopio' , perch essen do il loro paese infestato dalle locuste rispose loro il Nume , che le avrebbe cacciate dalla regione' ; ch e le cacciasse' in fatti lo sanno , ma non ne indicano la maniera . Io stesso s essere state le locuste tr e volte dal Sipilo' in diverse maniere estirpate , 0 as salite da un vento impetuoso furono cacciate', o per la pioggia prese da un forte calore morirono , 0 col te da un freddo iirtprovviso furono annientate . Que sto quello , che io' s essere avvenuto a quegl'in setti .

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CAPO VEN TESIM O Q U IN TO


A ltre statue nella cittadella , e fr a queste quella di Anacreonte - Olimpiodoro - Rotta de ' Greci a Cherona - Guerra dopo la morte di Alessandro con Antipatro , Cassandro , e Demetrio , ed espugnazione di A ten e.

i. 3V f ella cittadella di Atene sta Pericle figlio di Santippe , e Santippo stesso , ' che combatte in mare contro i Medi a Micale . La statua di Pericle dallaltra parte . Vicino a quella di Santippo st Anacreonte Teio , il primo , che dopo Saffo Lesbia i abbia dedicato allamore la maggior parte delle cose ; da lui scritte : costui rappresentato come unuomo, che canta nellebbrezza . Le donne vicino, Io d Ilia co , e Callisto di Ltcaone furono fatte da Dinomene : sopra ambedue si fanno racconti simili in tutto; cio , lamore d Giove , e lira , e transformazione fatfa da Giunone , che ridusse la prima in vacca , e Callisto in orsa. 2. Presso il muro di Noto sono la guerra de Giganti , che abitarono un d intorno alla Tracia , ed all istmo di Pellene , la, battaglia degli Ateniesi contro le Amazzoni , l azione di Maratona contro i Medi , e la strage deGalli nella Misia . Questi sog-. getti furono dedicati da Attalo e ciascuno ha due cubiti di ^nisura . V i st Olimpiodoro ancora , il quale non lieve gloria trasse dalla grandezza de suoi fatti segnalati, e ad onta detempi mostr tanto co raggio fjqa uomini continuamente sconfitti , e che perci nulla di bene per 1 avvenire speravano .

P R I M O 6S 3 . Imperciocch la rotta di Cherona fu a tutti i Greci principio de'm ali, e rese schiavi non meno pelli , che i Macedoni sdegnavano di quelli , i quali si schierarono insieme con loro . Filippo prese la maggior parte delle citt, e conchiusa a parole co gli Ateniesi la pace fece loro co'fatti gran danni , avendo tolte ad essi le isole , e posto fine al loro im pero marittimo . Per qualche tempo , durante il re gno di Filippo , e appresso , sotto Alessandro , gli Ateniesi rimasero quieti ; morto per quest' ultimo i Macedoni scelsero per Re Arido , e tutto il com mando venne in Antipatro . Intanto agli Ateniesi sembr , che non. fosse pifi da soffrirsi , che i Gre ci rimanessero per sempre sotto i Macedoni ; ma eglino stessi si accinsero alla guerra , e mossero al t ri alla impresa. 4 . Quelli, che Vi ebbero parte furono : nel Pe loponneso , Argo , Epidauro 7 Sicione , Trezene , gli Eli , i Fliasj , e Messene ; e fuori dell' istmo di Corin t o i L o c r i, i F o ce si, i Tessali , Caristo , e gli Acarnani , che facevano parte della Lega Etolica . I Beozj per , che dopo la desolazione de T e b a n i , ne possedevano il territorio , per timore , che gli Ateniesi non avessero di nuovo riedificato Tebe sopra di loro , non si ordinarono sotto le bandiere della Lega , ma ingrossarono con quante forze po terono l esercito macedone . Gli alleati , ordin ati s econdo le loro citt , erano ciascuno dai Capitani p roprj condotti , e per Generale supremo fu scelto Leostene Ateniese , s per la dignit della citt, co m e ancora perch era creduto esperiment ato nelle guerre . D altronde costui avea reso un beneficio se gnalato a tutti i Greci . Imperciocch volendo Ales sandro far rimanere in Persia i Greci mercenarii , c he stavano al servizio di Dario , e de Satrapi, Leoetene ne lo prevenne col portarli per mare in Europa.

66 L I B R O Nella circostanza ancora della Lega operando azioni pi chiare di quello , che osavano sperare, colla sua morte scoraggi tutti , dal che non lieve abbattimen to n'ebbero a soffrire le loro forze . In fatti entr in Atene una guarnigione macedone , la quale dopo ebbe in guardia Munichia , ed i cos detti muri lunghi. 5. Morto Antipatro , Olimpia passata di Epiro in Macedonia dopo avere ucci.so Arido , regn per qualche tempo ; ma non and guari , che forzata da Cassandro alla resa fu data in bala della moltitudine. Salito Cassandro sul trono ( il mio discorso percorre solo le cose , che riguardano Atene ) prese il castel lo Panatte. nell' Attica , e Salamina , e si adoper inoltre , che fosse fatto tiranno di Atene Demetrio di Fanostrato , il quale si era reso celebre pel suo sapere . La tiranna di costui fu spenta da Demetrio di Antigono , il quale sebbene giovane , molto cer cava di essere stimato dai Greci. Ma Cassandro ( sen do che unodio orribile avea contro gli Ateniesi) con ciliatosi l'animo di Lacare , che allora presiedeva al popolo lo persuase a tentare di farsi tiranno . Costui pi di tutti i tiranni, che conosciamo divenne allo ra sommamente fiero verso gli uomini , ed empio verso gli Iddii . Avea di gi Demetrio di Antigono delle differenze col popolo di Atene , ci non ostan te spense ancora la tiranna di Lacare . Come furo no prese le mura , Lacare fugg ne' Beozj , e sicco me avea tolto dalla cittadella gli scudi d'oro , e spo gliato il simulacro istesso di Minerva degli ornamen ti mobili , venne perci in sospetto di essere gran demente ricco , e fu da certi Coronesi assassinato . M a Demetrio di Antigono liberati gli Ateniesi dai tiranni , non restitu loro subito dopo la fuga di L a care il Piro , anzi rimasto alla fine vittorioso nella guerra contro Cassandro , introdusse nella citt ste*~

P R I M O ff7 sa una guarnigione , avendo cinto di mura il c os det to M uso. 6. E 'il Muso entro l antico recin t o un colle rimpetto alla cittadella , dove , dicono , che Muso cantasse , e morto di vecchiaja fosse sepolto . Dopo per fa edificato in questo luogo un sepolcro ancora ad un Siro . Demetrio pertanto fortificato questo colle con mura , occupollo. CAPO V E N T E SIM O SE ST O
Spedizione fe lic e di Olimpiodoro contro i Macedo ni - Onore reso a Leocrito , ed Olimpiodoro - Dia' na Leucofrine - Tempio di Mretteo , e cose ivi memorabili - Simulacro di Minerva caduto dal Cielo nella cittadella - Callimaco biasimatore della r te . '

i JL/opo qual che tempo rifletterono alcuni po chi sullo splendore degli antenati, e sul cangiamen to , che il decoro degli Ateniesi aveva sofferto : laonde tostoch poterono crearono Generale Olim p iodoro . Costui men contro i Macedoni fino i vec chi , 8 i ragazzi , sperando di essere in quella guer ra felice pi colla prontezza , che colla forza : ed avendo fatta i Macedoni una sortita rimasero scon fitti nella pugna , ed Olimpiodoro prese di assalto il M uso, dove si erano rifuggiati gli avanzi della guar nigione . In questa guisa Atene fu liberata dal giog o de'M acedoni. a. Fragli Ateniesi , che in quella giornata com batterono da bravi , onde siano rammentati , si cita l'ardimento di Leocrito di Protarco nel bollore della m ischia . Imperciocch il primo sal sulla muraglia , d il primo entr nel Muso , e caduto nella z uffa

6 L I B R O gli Ateniesi fragii onori , che gli compartiron o , d e dicarono il suo scudo a Giove Eleuterio scrivendovi eopra il nome di Leocrito , e la sua bella azione. 3. L a pii grande impresa di Olimpiodoro per, oltre quella di aver ricuperato il Piro , e Munichia , fu la seguente : avendo fatto i Macedoni una scorre* ria in E ieu si, egli messi gli Eleusinj in arme , li vinse . Ma prima ancora di queste operazioni avenr do Cassandro fatta una irruzione nell' Attica , Olim- odoro ito per mare in Etolia , persuase quel popo-r o al soccorso degli Ateniesi , e questo corpo alleato fu la cagione principale per cui si salvarono nella guerra contro Cassandro . Olimpiodoro ha onori in Atene nella cittadella , e nel Pritano ; in Eieusi poi ha una pittura ; ed i Focesi di Eiata , un* Olimpio doro di bronzo dedicarono in Delfo , perch ancora e ssi furono da lui difesi , allorch si ribellarono da Cassandro, 4 Vicino al ritratto di Olimpiodoro et la sta* tua di bronzo di Diana soprannmata Leucof rine , Fu essa dedicata dai figli di Temistocle , perch i Magnesj , che erano per ordine del Re di Persia sotto il dominio di Temistocle tengono in onore Dia na Leucofrine. 5 . F di bisogno per , che io prosiegua il di s corso , onde possa egualmente percorrere tutte le cose greche . Endo era Ateniese di nascita , e s.co- laro di Dedalo , che egli segu nella fuga in Creta per la morte di Calo . D i costui adunque una sta tua di Minerva assisa con iscrizione , che mostra; averla dedicata Callia , e fatta Endo. 6. Havvi ancora una sala chiamata l ' Eretto , "davanti al cui ingresso laltare di Giove Ipato ; so-! pra questo non sagrificano alcuna cosa animata , ma messevi alcune focaccie , hanno il rito di non fare uso neppure di vino . Entrando nell'edifioio veggonsi

P R I M O 69 delle are ; quella di Nettuno sopra la quale sagrificano ad Eretto volendo cos unoracolo , quella dell Eroe Buto , e finalmente quella di Vulcano . Sulle pareti si veggono pitture , le quali risguardano la stirpe di Buto . E poich ledificio doppio , nel pi interno havvi un pozzo di acqua marina ; n que sto una gran meraviglia , perciocch di tutti colo* ro , che abitano dentro terra , fra gli a ltr i, lhanno ancora i Carj di Afrodisia . Quello per , che que1 sto pozzo ha di particolare , che merita di essere ri ferito , che vi si ode lo strepito de flutti , quando soffiano venti di mezzo girno , e che nel sasso si vede la figura di un tridente . Dicono , che que ste cose sono altrettanti testimonj della contesa di Nettuno onde avere questa regione sotto la sua tu tela. 7. Sacro certamente a Minerva il resto dell citt , ed in generale tutto il paese attico . Imper ciocch i borghi , appo i quali fu istituito il culto di altri Dei onorano nulla di meno Minerva . Il simu lacro pi santo p o i , venerato in comune molti anni prim a, che i borghi in una sola citt si raccogliessero , quello di Minerva nell odierna cittadella , allora chiamata citt . D i questo havvi la tradizione , che cadesse dal cielo ; se cos , o altrimenti andas se la cosa io non voglio ora discuterlo. Fece Calliin aco una lucerna di oro alla Dea , ed empiutala di . o lio , aspettano per riempirla di nuovo lo stesso gior n o dell anno seguente , poich quell olio basta alla lucerna , come che arda continuamente notte , e giorno * Il lucignolo di lino carpasio , il quale lino il solo , che non sia consumato dal fuoco ; ed ana palma di brnzo sulla lucerna , che giunge fino alla volta disperde il fumo . Il Callimaco , che fece la lacerna sebbene inferiore ai primi artisti > a tutti per fa cos superiore in -acutezza di spirito , e h

70 ' L I B R O egli fu il prim o a traforare m arm i, ed il nome si. po s e di critico dell arte , o posto a lai da altri app ro pr i s e l o . CAPO V E N T E SIM O SE T T IM O
Doni , che sono nel tempio di Minerva Poliade , e olivo in esso - Vergini Canefore ne' sagrificj di Minerva - Statue di Tolmide , e gesta di lui A ltre statue - Cose risguardanti Ercole , e T e seo - Minosse , e il Minotauro.

. i. !N " e l tempio di Minerva Poliade situato un M ercurio di legno , che si dice donativo di Cecro p e^ il quale non visibile pe rami di mirto , che lo circondano . Fra i donativi antichi degni di esse re rammentati , la sedia pieghevole lavoro di D e dalo ; delle spoglie de M edi merita menzione la co razza di Masistio , che avea il commando della ca vallera persiana nella giornata di Plata , e la spa da , che si chiama di Mardonio . D i Masistio io s , che fu morto dalla cavalleria ateniese r ma quanto a Mardonio , combattendo egli contro i Lacedemoni da un soldato spartano fu morto , onde n poterono gli Ateniesi prendere la sua spada , n dall altro canto i Lacedemoni l avrebbero loro lasciata to gliere . 2. D e ll olivo non possono dire altro , se non che fu testimonio alla Dea nella contesa per questo paese . Dicono ancora , che fu bruciato quando il Persiano arse la citt agli Ateniesi , e che bruciato ripullul lo stesso giorno ad un altezza di due cubiti.

3. Contiguo al tempio di Minerva quello di Pandroso , la sola delle sorelle , che non ebbe col pa nel deposit o della Dea.

P R #I o 71 4 Ci per, che pi ammirazione mi diede non >cognito a tutti , onde io lo descriver siccome av viene . Non lungi dal tempio di Minerva Poliade abi tano due vergini , che gli Ateniesi appellano Canefo r e . Dimorano queste per qualche tempo presso la D ea , e venuta la festa , fanno nella notte le cose seguenti : pongonsi sul capo quello , che la Sacer dotessa' di Minerva d loro a portare , il che n essa che loro lo d conosce ; ne quelle , che lo portano sanno . Nella citt poi non lungi dalla cos detta t e nere negli orti havvi un recinto , e per quello si di scende per una via naturale in un sotterraneo ; in questo calano le vergin i , e vi lasciano quello , che portano , e presa un'altra cosa la portano velata. Da allora in poi queste vergini , che hanno servito sono dimesse , ed altre in vece loro sono condotte nella cittadella. 5 .' Presso il tempio di Minerva si vede la statua portatile di ima vecchia dellaltezza di un cubito la qmle dicesi la fantesca Lisimaca . V i sono ancora le statue grandi di bronzo di due persone in atto di combattere , che chiamano una Eretteo , e l altra addimandano Eumolpo : certamente non ignoto nep pure agli A teniesi, che sanno le cose antiche , es sere costui Immarado di Eumolpo morto da Eretteo. 6. Sopra un piedestallo sono altre statue anco ra, quella cio dellAuguredi Tolmide , e la statua di Tolmide istesso . Costui avendo il comando della flotta ateniese fra gli altri rec danni al paese de Peloponnesj , che'abitano sul lido , bruci l arsenale deLacedemonj a Gizio , ed a* vioini prese la Euba , e lisola di Citer . D i poi sbarcando nella Sicionia sendo quelli abitanti venuti a battaglia seco lu i, che devastava il paese , li mise in fuga , e gl insegu fi so alla citt . Finalmente tornato in Atene introdus se in Euba , ed in Nasso coloni ateniesi, e eollar-

7 L I B R O mata assal la Beozia ; dove avendo devastata una gran parte del paese , ed assediata Cherona , come si fu appressato ad Aliarzia mor colle armi alla ma no , dopo che il suo esercito era di gi stato intiera mente sconfitto. y 7. Sonovi inoltre parecchie statue antiche di Minerva , delle, quali nulla guasto , sono per as sai annerite , e deboli p er sostenere un colpo . An che queste soffrirono il fuoco , allorch saliti gli Ateniesi sulle navi, il Re di Persia s impadron del la citt vuota degli abitanti atti alle a rm i. Havvi an cora la caccia di un cinghiale , intorno a cui io non s di certo se intender si voglia il Calidonio ; e Ci gno , che combatte con Ercole . Narrano , che co stui fra gli altri uccidesse ancora Lieo il Trace , do po essersi fra loro stabilito il premio del duello , ma egli fu poi da Ercole spento nelle vicinanz e del fin* m e Peno. 8. Una delle tradizioni, che corrono di Teseo . i n Trezene , , che ito Ercole da Pitteo , depose in quella citt durante il convito la pelle del lione, ed essendo ivi entrati parecchi fanciulli Trezenj , e Teseo fra questi in et allora di sette anni ; gli altri fanciulli veduta la pelle fuggirono via ; ma Teseo s ottrattosi senza molto timore , tolse ai Ministri una scure , e subito in fretta portossi ad assalire la pelle, credendo che fosse un vero Lione ; questa la pri ma cosa , che i Trezenj raccontano di lui . L altra dopo questa , che Ego per segni di riconoscere il figlio , pose i calzari , ed ima spada sotto una pie' tra , e quindi navig ad Atene ; Teseo per perve nuto allet di sedici anni alzata la pietra se ne and portando seco il deposito , che avea Ego sotto quel la riposto . Questa storia si vede tutta in bronzo ad eccezione della pietra , espressa nella cittadella.

9 . Nella cittadella dedicarono ancora unaltre

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f atto di Teseo , del quale questo il racconto . In

Creta un toro guastava il paese specialmente vicino a l fiume Tetrino : imperciocch netempi pi antichi le bestie erano pi terribili agli uom ini , siccome lo mostrano il lione di Nema , quello del Parnasso , i serpenti in molte parti della Grecia , ed i cinghiali nelle vicinanze di Calidone , Eri manto , ed in Crommione nella Corinzia ; altre di queste bestie si dice vano prodotte dalla terra, altre erano sacre aglIddii, ed altre lasciate in pena degli uom ini. E per verit dicono i Cretesi , che il toro fu mandato nel loro paese da Nettuno , perch commendando Minosse sopra il mare Greco , tuttavia non onorava quel nu me pi degli altri Iddi . Narrasi poi , che fu porta to questo toro da Creta nel Peloponneso , e che do po fu ad Ercole uno decos detti dodici travagli ; che appena lasciata nella pianura di Argo pass per listmo < ti Corinto nell Attica , e dell1Attica nel borgo di Maratona , dove fra gli altri in cui incontrossi ucci se ancora Androgeo figliuolo di Minosse . M a M i nosse intesa la morte del suo figliuolo navig colla fiotta ad Atene ( sendo che non poteva persuadersi, > che della morte di Androgeo gli Ateniesi fossero in nocenti ) ed in tal guisa gli afflisse , che li forz a mandare in Creta sette donzelle , ed altrettanti gio vanetti , onde esporli al Minotauro , che si dice ave re abitato nel laberinto di Gnosso . Soggiungono fi nalmente , che il toro di Maratona fu spinto da T e seo nella cittadella , e da lui sagrificato a Minerva . Questa scultura dono del b orgo di Maratona.

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L I B R O
CAPO VENTESIMOTTAVO

Cilone - Statua di Minerva fatta con spoglie nemi che - Mura della cittadella - Culto di Pane Areopago , e cose ivi memorabili - altri Tribu. nali degli A ten iesi , e loro origine.

i. I o non s chiaramente , quale fosse il m otivo , p er cui eressero i l Cilone di bronzo , Gilone , che aspir perfino alla tiranna ; ma congetturo esserne stata la cagione , perch egli fu di aspetto bellissi mo , e di gloria non oscuro , avendo riportato la vit toria olimpica del D iaulo, e sposato la figlia di T eagenetiranno di Megara. 2. Oltre le statue da me descritte , due v e ne sono, decime offerte dagli Ateniesi nelle loro guerre: una di bronzo di Minerva , opera di Fidia , e deci m a delle spoglie de Medi , che discesero in Marato na ; sullo scudo della Dea la battaglia dei Lapiti , e deGentauri, la quale , come tutti gli altri ornati, si dicono intagli di Mis , ed a lui s queste , che tutte le altre opere sue , si vuole che fossero dise gnate da Parrasio di Evenore . Fino dal Sunio veg gono i naviganti la punta dell asta , ed il cimiero di questa statua . L altra opera decima delle spoglie de B e o z j, e de Calcidesi di Euba un carro di bron za . V i sono poi due altri doni , il Pericle figlio di Santippe,, e la opera di Fidia pi degna di esser duta , la statua , cio di Minerva , che da quelli , i quali la dedicarono , appellano Lem nia. 3 . Delle mura della cittadella fuori di quelle edi ficate da Cimone di Milziade , il resto si dice , che fu fabricato dai Pelasgi , i quali ne tempi remoti abitarono sotto la cittadella , e si dicono A g ro la , ed

P R I M O 75 Iperbio . E cercando , chi mai fossero costoro nulla altro potei imparare , se non che essendo di origine S ic u li, avevano trasportato la loro dimora nell'Acarnania. 4 Scendendo dalla cittadella non gi fino alla citt bassa ; ma appena sotto i Propili , havvi una sorgente di acqua , ed ivi vicino un tempio di Apol lo , e Pane entro una spelonca . Credono , che in quest o luogo Apollo avesse commercio con Cre usa di Eretteo . Ma intorno a Pane affermano , che sendo stato mandato Filippide in Lacedemone per annun ziare la discesa de' Medi nel territorio attico , egli al suo ritorno disse , che i Lacedemonj dilazionavano di uscire in arm i , per la legge , che avevano di non uscire in campagna prima del plenilunio , ma che gli era comparso sul monte Partenio il Dio Pane , il quale gli/aveva detto , che avrebbe favorito gli Ate niesi , e che sarebbe venuto a combattere in loro ajnto a Maratona . Il Dio adunque per simile annunzio viene onorato. 5 . Da questo lato l'Areopago , che ha un tal nome dallesservi stato prima di ogni altro giudicato M arte . D mio discorso ha di gi dimostrato co me , e perch uccise Alirrozio . Vogliono p o i , che neteropi posteriori vi sia stato giudicato ancora Ore ste per la morte data alla madre : e vi l altare di Minerva Ara da lui dedicato , allorch fu assoluto. Quelle pietre rozze , sulle quali stanno coloro , che sono giudicati, e quelli , che accusano , si dicono della contumelia , e della impudenza. 6 . Ivi dappri sso havvi il tempio delle D e e , che gli Ateniesi Venerande, ed Esiodo Erinni nella T eo gonia addimanda . Eschilo fu il primo , che finse avere queste Dee i serpenti intrecciati R capelli $ ma riguardo alle statue , n queste, hanno niente di terribile , n tutte quelle , che agl'iddi dell'inf ern

6 L I B R 0 sono consacrate . V i si veggono ancora le statue di Plutone , di Mercurio , e della Terra . Ivi sagrificano tutti coloro , i quali nell' Areopago sono assoluti del delitto a loro imputato , e vi sagrificano promi scuamente stranieri , e cittadini. 7. Nel recinto di questo tempio havvi il monu mento di Edipo , e facendo sopra di questo attente ricerche , trovai che le ceneri di l u i , furono ivi trasportate da Tebe . Gonciossiach Omero mi abbia impedito di credere quello , che Sofocle poet sulla morte di Edipo , il quale nella Iliade disse , che morto Edipo , Mecisteo and in Tebe a combattere nefunebri giuochi celebrati in suo onore. 8. Hanno gli Ateniesi altri tribunali , che non sono a s alta gloria saliti . D i essi adunque quelli chiamati Parabisto , e Trigno ebbero il nome , il primo , perch st in un luogo oscuro della citt , e vi concorre la gente per le pi piccole cause ; il se condo poi per la sua figura triangolare . Altri , si appellano a Btrachio , e Fencio ( verde , e rosso ) dai co lo ri, onde sono dipinti ; ma quello , che fino ad oggi si sempre chiamato , e si chiama il M as simo , dove concorre pi gente appellasi Elia. 9. Frai tribunali , che giudicano sugli om icidi, vi quello , che nomasi sopra il Palladio il quale fu stabilito per coloro , che commet tono omicidj involontarj . Che Demofonte fosse il primo ad esservi condannato niuno v'ha , che il contenda ; quale ne f osse per il motivo un soggetto di questione. Im perciocch narrano, che dopo la presa di Troja Dio mede se ne torn indietro colle sue navi , e che sopraggiunta la notte i naviganti si trovarono presso F ider ; ivi gli Argivi credendo per le tenebre di es sere in allf e spiaggie , e non nell Attica sbarcarono ostilmente . Demofonte usc allora per porgere ajtttp ai suoi ( neppure egli sapendo , che quelli scesi a

P R I M O 77 te rra fossero Argivi ) ne uccise parecchi , e rapito il Palladio se ne part ; ma senza avvedersene gitt a terra col cavallo un Ateniese , e calpestandolo lo uc cise : per la qual cosa Demofonte pag la pena dli omicidio ai parenti del morto , secondo alcuni , e secondo altri al comune degli Argivi. jo . Nel Delfinio si tiene giudizio per coloro i quali dicono di avere commesso un' omicidio giusta mente : e Teseo avendo dimostrato questo allorch uccise Pailante , ed i suoi figliuoli insorti contro di lui venne assoluto . Prima per , he Teseo fosse assolto , era er tutti in tal caso stabilito , o l'esilio , ovvero , restando , la morte. 11. Quel tribunale, p o i , che nel Pritano addimandasi , dove giudicano il ferro , ed ogni altra cosa inanimata , credo , che avesse principio da ci, che sono per dire . Regnando in Atene Eretteo , al lora perla prima volta il Bufano ammazz il bue sullo altare di Giove Polio , e lasciata ivi la scure , si fugg fuori del territorio . La scure dunque fu su bito giudicata , e fino al giorno di oggi ogni anno si giudica . Delle cose inanimate , di cui si narra, che da loro stesse con giustizia punirono i mortali,la spa da di Cambise fece una opera egregia , e per gloria chiarissima. 12. Nel Piro presso il mare havvi il tribunale di Freatti : ivi gli esiliati, se nel partire vengono di altra colpa accusati si difendono sulla nave istessa ap po coloro , che dal continente gli ascoltano . E vuo le la tradizione , che in questa guisa si difese Teu. ero presso Telamone di non aver avuto parte alcuna nella morte di A ja ce . Queste cose adunque sono sta te dette da me , onde far conoscere quanto grande la premura , che gli Atenie si pongono ne'tribunali,

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L
CAPO

I B R O
VENTESIM ONONO

N a ve per menare la pompa nelle Panatene - Gran dezza della N a v e Delia - Templi , e sepolcri fuori della citt ne'borghi , e sulle vie - Acca* demia , e tempio di Diana ivi vicino - Sepolcri de'personaggi forti , e degli uomini illustri sulla strada , che conduce a ll'A cca d em ia .

i . P r e s s o l Areopago si mostra una nave f atta per la processione delle Panatene , la quale stata superata in grandezza ; ma non conosco finora , chi abbia sorpassato quella , che in Deio , la quale dal ponte in gi ha nove ordini di rem i. 2. Fuori di Atene , ne'borghi ancora , e per le vie , hanno gli Ateniesi templi di Numi , e sepolcri di E r o i , e di personaggi illustri . Molto vicino alla citt Accademia , luogo , che gi appartenne ad un privato ; m a che a' miei d era un ginnasio . Scen dendo verso di essa si trova un recinto sacro a Dia na , e le statue di legno di Arista , e Callista . Sic come io credo ( e lo confermano i versi di Saffo ) so no questi, due soprannomi di Diana , e perci omet to di esporre l ' altra opinione bench io la sappia . Si vede quindi un tempio non grande , dove portano ogni anno ne'giorni stabiliti la statua di Bacco Eleuterese . Questi sono i templi , che gli Ateniesi han* no da questa banda. 3 . Riguardo ai sepolcri, primieramente si tr o va qnello di Trasibulo figliuolo di Lieo , uomo otti mo in tu tto, il quale in vantaggio della Republica su per ogni altro personaggio , che lo segu , o pre cedette in Atene , e tralasciando io la pi gran par te delle sue gesta , queste sole mi basteranno per

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prova del m io discorso . Egli fu , che liber Atene dalla tiranna de'trenta , marciando da Tebe in prin cipio con soli sessanta uomini ; egli spense la sedi z ione , che era nata fra gli Ateniesi persuadendoli alla concordia , e a rimanere in citt . Questo adunque il primo sepolcro . Seguono poi quello di Pericle , di Cabria , e di Formione. 4. Quindi si vede il monumento comune di tu t ti gli Ateniesi morti , o nelle battaglie navali , o nel le terrestri , ad eccezione di q u elli, che combatte rono in Maratona . Imperciocch essi pel valore da loro mostrato hanno i sepolcri nel luogo stesso della pugna . Gli altri per , siccome diceva, sono se p olti nella via , che mena allAccademia , e sopra il sepolcro di ciascuno st eretto un cippo , che ne rammenta il nome , e il borgo a cui apparteneva . I primi ad essere sepolti furonp quelli A ten iesi, i qua li dopo essersi impradoniti nella Tracia del paese fi no a Drabesco , furono all' improviso assaliti , ed uccisi dagli Edoni : anzi v'ha ancora chi pretende , che sopra loro caddero fulm ini . I condottieri di quella spedizione erano fragli altri Leagro , da cui specialmente dipendeva l esercito , ed il Decelese Sofane , che aveva un d ucciso Euribate Argivo , ( vincitore del Pentatlo ne giuochi Nemei ) perch era ito a soccorrere gli E gin esi. Questa fu la terza volta , che gli Ateniesi spedirono un esercito fuori della Grecia : perciocch riguardo a Priamo , ed ai Trojani , fecero i Greci quella guerra in comune : ma gli Ateniesi da loro soli fecero con Jolao la spe dizione di Sardegna , poi mandarono truppe in quel la , che oggi chiamasi Jonia, e finalmente allora per la terza volta in T ra c ia . 5 . Davanti al monum ento un cippo , che reg ge due cavalieri combattenti Melanopo , e M acartato nom ati, i quali morirono in una battaglia con-

So L I B R O tro i Lacedemonj , e i Beozj , l ove il territorio Eleusinio confina coi T an agresi. Havvi ancora il se polcro de'cavalieri tessali, che per 1 antica amicizia vennero in soccorso degli Ateniesi , allorch i Peloponnesj sotto la condotta di Archidamo , entrarono per la prima volta con un esercito nell Attica . Ivi dappresso quello degli arcieri oretesi , e dopo ri cominciano di nuovo i sepolcri degli Ateniesi : q uel lo cio di distene autore de regolamenti, che sono ancora in vigore circa le trib , e quello de cavalie ri ateniesi , i quali ebbero i Tessali per compagni nel pericolo . Nel luogo stesso giacciono i Cleonesi che vennero insieme cogli Argivi nell Attica : per qual ragione per vi venissero lo scriver quando col discorso verr a parlare degli Argivi . Ivi si vede al tres il sepolcro degli A ten iesi, che prima della in vasione del Medo caddero estinti nella guerra contra gli E ginesi. 6. Fu certamente un decreto del popolo assai giusto , quello con cui gli Ateniesi concessero ai ser vi ancora di essere sepolti apubliche spese , ed ave re i nomi scolpiti sopra una colonna j ci dimostra , che essi furono in guerra valorosi in ajuto de'loro pa droni . V i sono ancora i nomi di altri prodi ; diver si per sono i luoghi de loro combattimenti . Per ciocch vi sono i pi illustri di quelli , che moriro no nella spedizione di Olinto ; e Melessandro il qua le collarmata navale pass pel Meandro nella Caria s uperiore. 7. V i furono sepolti inoltre q u e lli, che mori rono nella guerra di Cassandro , e gli Argivi , che vennero in soccorso degli A ten iesi. L a quale allean za dicono , che cos avesse origine : essendo Spar ta scossa da un terremoto , gl'iloti si ribellarono dai Lacedemonj , e si ritirarono in Itome . I Lacedenjonj in tal frangente domandarano ajuto a diversi

P R I M O 81 popoli , principalmente agli Ateniesi , i quali spe dirono loro un corpo di scelte truppe sotto il coman do di Gimone figliuolo di Milziade , ma i Lacedemo ne per sospetto li rimandarono indietro . Non parve agli Ateniesi da soffrirsi simile insulto ; laonde ap pena tornate le loro truppe strinsero alleanza co g li Argivi nemici eterni de'Lacedemonj . Ne'tempi posteriori poi essendo gli Ateniesi per venire a bat taglia co Seozj , e co' Lacedemonj presso Tanagra gli Argivi vennero in loro ajuto . Sopraggiunta la notte rese men certa la vittoria degli A r g i v i , seb bene fossero gi superiori : il d vegnente per rima sero vittoriosi i Lacedem onj, per avere i Tessali tra dito gli Ateniesi . Intanto non voglio tralasciare di nominare ancora questi , de'quali rimangono i sepolcri . Il primo Apollodoro Generale delle truppe straniere al servizio della Persia , il quale era A te niese , e spedito da Arsita Satrapo della Frigia Ellespontiaca tenne in custodia la citt dePerintj, men tre Filippo era di gi entrato co'suoi soldati nel loro territorio : costui dunque ivi sepolto Ivi sono an cora Eubulo figliuolo di Sjjintaro , e coloro , i qua li sebbene b ra v i, non ebbero tuttavia la fortuna pro pizia ; imperciocch avendo tramato insidie a Laca re il tiranno , quelli di loro , che aveano deciso di prendere il Piro , in cui era una guarnigione Mace done , scoperti, e traditi da alcuni decongiurati mi seramente perirono. 8. Ivi sono sepolti ancora coloro , che moriro no sotto Corinto ; nella qual circostanza , come an c ora di nuovo in quella della battaglia di Leuttri , la divinit dimostr , che quelli chiamati forti dai Gre c i , nulla possono senza la fortuna . Infatti se i soli Lacedemonj vinsero allora i Corinzj , gli Ateniesi , gli A r g iv i, ed i Beozj , imiti insieme, cos dipoi dai

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.soli Beozj riceverono a Leuttri una s grande dis fatta. 9. Dopo quelli, che morirono a Corinto , una iscrizione in versi elegiaci dimostra essere stato un me desimo cippo eretto per coloro , che perirono nel la Euba , ed in Ghia ; ed indica ancora quelli , che furono morti nellestremit del continent e Asiatico , ed in Sicilia . V i si legge ancora il nome di tutti i G enerali , fuori che quello di Nicia , e insieme co nomi degli Ateniesi scolpiti vi sono quelli de soldati di Plata Quanto a Nicia fu omesso per la ragione s eguen te , che io riferi sc o secondo ci , che narra Filisto . Costui dic e , che Demosten e fece il tratta to per tutti gli altri , fuori che per se stesso , e quando fu preso tent di uccidersi colle proprie ma ni ; ma Nicia tratt volontariamente la sua resa \ per questo motivo adunque non fu esso cogli altri regi strato sul cippo , e fu condannato come col ui , che si era dato prigioniero volontariamente , e non si era mostrato Generale valoroso in guerra . 10. Sopra unaltro cippo vi sono espressi i no mi di coloro , i quali morirono colle armi alla mano nella Tracia , ed a Megara , quelli che perirono quando Alcibiade persuase gli Arcadi di Mantina , e gli Elei ad abbandonar gli Spartani , e quelli mor ti nella vittoria riportata sopra i Siracusani, prima * che Demo s tene passasse in Sicilia. 11. V i sono inoltre sepolti q u elli, che. periro no nella battaglia navale dell' Ellesponto , tutti colo ro , che contro i Macedoni combatterono a Cherona : quelli che sotto Gleone rimasero morti nella spedizione di Anfipoli , quelli che furono uccisi in Delio luogo de'Tanagresi , e finalmente tutti coloro , che Leostene condusse in Tessaglia , che c o n Cimo ne navigarono a Cipro , e che insieme con Olimpio doro scacciarono la guarnigione Macedone ; questi ultimi non oltrenassarono il numero di tred ici.

P R I M O 83 ia . Gli Ateniesi dicono di avere spedito ai Ro mani un corpo di truppe non molto numeroso in una non s qual gu erra, che questi aveano sui proprj confini ; anzi in una battaglia navale fra i Romani , ed i Cartaginesi vi si trovarono ancora- cinque galee attiche ; pertanto anche costoro hanno ivi il loro se13 . Sono state gi da me raccontate le gesta di Tolm ide, e de'suoi compagni, e quale fu la loro mor t e , ora sappia chi n' ha piacere , che essi sono se* polli su questa vi a, 14. Ivi ancora la tomba di quelli, che con Ol inone vinsero sull'E urimedonte nel giorno istesso per terra , e per mare ; vi sono sepolti inoltre Cpnone, e Timoteo , i quali padre , e figlio furono i secondi dopo Milziade , e Cimone , che si coprirono di glo ria con imprese illustri. 15 . In questo stesso luogo giacciono Zenone fi gliuolo di Mnaseo , Crisippo Solese , Nicia di Ni c omed e il pi celebre pittore di animali de'suoi tem pi , Armodio , ed Aristogitone, che uccisero Ipparco di Pisistrato , ed i due oratori , Efialte il quale specialmente corruppe le leggi dell'Areopago ; e L i curgo di Licofrone . Costui diede al pubI;co erario 6 5 o o. talenti , pi di quelli che Pericle figlio di Santippo raccolse 5 egli poi fece gli ornamenti per le processioni della Dea ; parecchie "Vittorie d'oro , e l abbigliamento a cento donzelle . Riguardo poi alle c ose di guerra , fu e g l i , che fabbric scudi , e dar di , e port le galee al numero di quattrocento : degli edificj , fin il Teatro cominciato da altri , e durante il suo governo fabric le stanze delle navi hel Piro , ed il Ginnasio , che st verso il cos detto Lico . Delle quali opere di Licurgo , quelle in oro , o in argento furono anche esse tolte via da Lacare , durante la sua tiranna , gli edificj poi esi etevano ancora a mici giorni.

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CAPO TREN TESIM O

A ra del Genio detto Anterote - Corsa colle f a c i all ara di Prometeo - A ltre are nell Accadem ia Monumento di Platone - Cicno - Torre di limo," ne - Altre cose memorabili in questo lato .

i. A .v a n ti l'ingresso dell'Accademia havvi l'a r a dell'Amore con la iscrizine , che Carmo fu il primo degli Ateniesi , il quale dedicasse all'Amore ; l ara p o i , che nella citt , chiamata dell' Anterote , o Contramore dicono , che sia una dedica de* forestie ri , quando Mele Ateniese dispreggiando un tal T imagora forestiero , che l'amava , dopo averlo por tato sulla sommit della rupe gl'ingiunse di precipi tarsi da essa . Timagora , che era prodigo della vi ta , e che daltronde volea fare cosa grata al garzone da lui amato , che gli comandava tal cosa , si pre cipit gi dalla rupe stessa , ed in tal guisa p e r. Da quel tempo adunque i forestieri stabilirono di onora re Anterote , il Genio cio che avea fatto perire T i magora . a. Nell Accademia havvi l ara di Prometeo , d'onde sogliono correre fino alla citt con faci acce se in mano . L a bravura consiste in saperle mante nere accese col correre ; che se la face si estingua , bench si giunga il primo , non si ottiene per la vit toria , ma il secondo l ' ottiene ; se neppure costui l'h a accesa , l'h a il terzo ; se a tutti poi si spegne niuno riporta la vittoria . Havvi ancora l ' ara delle Muse , quella di Mercurio , e nell'interno una ne ersero a Mine rva , ed un'altra ad Ercole : vi poi un'albero di olivo , che dicono essere il secondo , che nacque dopo quello fatto nascere da Pallade,

P R I M O , 85 3. Non l ungi dall Accademia si vede il Sepolcro di Platone , sul quale la Divinit diede questo pre c edente indizio , che sarebbe stato eccellente nella filosofa ^Socrate la notte innanzi al giorno , in cui Platone dovea divenir suo scolare , sognossi, che un cigno gli volava nel seno . Il cigno un augello , che gode lopinione della musica ; conciossiach di cano , che Cicno Musico fosse Re de'Liguri ( che sono di l dallEridano nel territorio celtico ) il qua le alla sua morte fu da Apollo cangiato in cigno . Che abbia una volta regnato nella Liguria un musico, vo glio crederlo ; ma che di uomo diventasse augello questo per me una cosa incredibile . 4 Verso questa parte della campagna si scopre la torre di Timone , il quale solo conobbe non esser vi alcun modo di viver felice , fuori che fuggendo gli altri uomini . Si mostra ivi ancora il luogo chia mato Colono Ippio o Colle Equestre dove dico no , che Edipo giungesse per la prima volta n ell'A t tica ; tradizione diversa da quella , che Omero nel suo poema ci addita ; e vi un' ara di Nettuno Eque stre , e di Minerva Equestre , ed un Eroo di Piri too , e Teseo , ed Edipo , e Adrasto . Il bosco sa cro di Nettuno , ed il suo tempio furono in una scor rera incendiati da Antigono, il quale guast pi vol te colle sue truppe il territorio Ateniese. CAPO TR EN TE SIM O PR IM O
Cose memorabili neborghi dellAttica - Primizie degliperborei - Diana perch detta Colenide , ed Amarisia . . i . J- Borghi piccioli dellAttica , s sono formati

a caso . L e cose memorabili , che io vidi ne' borghi sono : in linunte il tempio di Cerere Tesmofora ,

86 L I B R e di Proserpina ; in Zostere sul mare T ara di M i nerva , di Apollo , di Diana , e di Latona : n di-, cono gi , che Latona partorisse in questo luogo i suoi figliuoli ; ma che qui si sciogliesse la fascia det t a Zostere , per partorire , e che da questa avesse nome il borgo . Anche i Prospalzj hanno un tempio sagro a Cerere , e Proserpina; gli Anagirasj ne han no uno sagro alla madre degl'iddi ; ed in Cefale si, onorano in modo particolare Castore , e Polluce , che quei del borgo nomano i grandi Iddi. a. In Prasia havvi un tempio di Apollo ; si di ce , che ivi vengano le primizie" degl Iperborei , i quali le consegnano agli Arimaspi , questi agl Issed o n i, e gl Issedoni agli S c iti, i quali le portano in Sinope , e di l i Greci le trasportano in P r asia ; gli Ateniesi poi sono quelli , che le portano in Deio . Queste primizie , secondo il volgo , sono coperte di p aglia di grano , n si s cosa siano . In Prasia da vedersi il monumento di Erisittone , il quale nel ri t ornare dalle feste di D e io , f u , durante la naviga zione , dalla morte sorpreso . Io ho di gi detto , che Anfizione cacci dal trono ateni ese Cranao suo suocero . Dicono adunque , che costui fuggitosene insieme co soldati nel borgo di Lampre , ivi mor , e fu nel luogo stesso sepolto : infatti a nostri giorni ancora si vede in Lampre il monumento di Cranao . Il sepolcro poi dione figliuolo di Xuto ( perciocch anche costui abit in Atene , e comand gli Atenie si nella guerra contro gli Eleusini > nel borgo di Potamii ; almeno questa la tradizione che corre . I Flie si , ed i Mirrinusj hanno altri monumenti ; i primi cio hanno l ara di Apollo Dionisodoto , di Diana Selasforo , di Bacco Antio , delle Ninfe Ismeiiidi , e della Terra , che essi addhnandano la Gran Dea . Un altro tempio contiene le are di Cerere Anesidora , di Giove Ctesio , di Min erva Titrone ,

P R I M O 78 di Proserpina primogenita , e delle cos dette Venerande D e e . 3. La statua di legno , che in Mirrinunte si os serva di Colenide . In Atmone poi adorano Diana Amarisia . Pertanto avendo i interrogato circa tali soprannomi gli eruditi , non ne potei ritrarre alcuna spiegazione chiara , e perci io ho la congettura se guente : in Eubea havvi Amarinto' , e poich questi ancora onorano Diana sotto il nome di Amarisia , e gli Ateniesi celebrano le feste Amarisie , con un lu stro nulla inferiore agli Eubeesi , credo che da quel la citt abbia Diana il soprannome di Amarisia pres so gli Atmonesi. Riguardo alla Colenide dcMirrinusj io credo derivato tal soprannome da Coleno . Ho avvertito di sopra, che sembra esservi molti borghi, i quali hanno avuto Re prima ancora , che Cecrope regnasse , e Coleno appunto , siccome dicono i Mirrinusj , il nome di uno che ha comandato prima di Cecrope . Havvi ancora il borgo di Acame , ed ivi si onora Apollo Agio , ed Ercole : vi si vede inoltre lara di Minerva Igia . Danno a Minerva il soprannome di Equestre , siccome a Bacco quello di Melpomeno ( Cantante ) , e di Cisso ( Edera ) di cendo , che questa pianta nacque per la prima Volta nel loro borgo. CAPO TREN TESIM O SECO N D O
Monti dell *Attica - Statue , ed are degV Iddi , che ivi si osservano - Maratona , e sue cose memorabili - Fonte Macaria .

1. X M on ti , che hanno gli Ateniesi, sono il Pen telico , ove si cava marmo , il Pamete ove si v alla caccia de'cinghiali , e degli orsi , e lImetto , il qua le p orge alle api il miglior pascolo dopo quello degli

88 L I B R O A lizo n i. Imperciocch presso questo popolo le api vanno in gran numero famigliarmente a pascere in sieme cogli uomini , n quella gente le riduce in al veari come suol farsi ; ma fanno esse il miele dove lor piace . E questo modo di farlo ad esse cos na turale , che se volesse qualcuno privatamente ridur le non ne otterrebbe n cera , n mi le . Questa co s a adunque nel modo riferito avviene . a. Gli Ateniesi hanno statue di numi su i mon ti ancora ; in fatti sul Pentelico havvi quella di M i nerva , sull'Imetto quella di Giove Imettio , e le are di Giove Pluvio , e di Apollo Previdente ; sul Parnete poi si vede la statua di bronzo di Giove Parnez i o , e l 'ara di Giove Semaleo . Sul Parnete havvi unaltra ara ancora , sulla quale sagrificano , dando a Giove ora il soprannome di Pluvio , ed ora d'/nnocuo . Oltre i tre accennati monti havvene un altro non molto grande detto Anchesmo , sopra il quale vedesi la statua di Giove Anchesmio. 3. Prima di rivolgermi a descrivere le isole , torner di nuovo ai b orgh i, onde compire di espor re ci , che li riguarda . Maratona un borgo po st ad eguale distanza da Atene , e da Garisto nell Euba . In questo luogo dell' Attica i barbari appro darono , furono rotti in battaglia , e nel ritirarsi perderono parecchie navi . Nel campo furono sepolti gli A teniesi, e vi si veggono cip p i, i quali conten gono i nomi degli estin ti, diviso ciascuno per trib . Un'altro sepolcro havvi dePlateesi Beozj , e de ser vi uccisi nella stessa giornata ; conciossiach allora per la prima volta combatterono i servi . Separato dagli altri il monumento di Milziade figliuolo di Ci mone , morto qualche tempo dopo la battaglia , al lorch ito a vuoto il suo tentativo sopra Paro fu da gli Ateniesi giudicato . In questo campo odesi duran te la notte lo strepito di cavalli , che nitriscono , e

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di uomini, che combattono . Andarvi a bella posta per udirlo non giov mai ad alcuno ; chi poi ignaro di questo a caso l'oda, nulla ha a temere dell' ira de G en j. 4 Que di Maratona rendono onori a coloro , che morirono nella pugna , chiamandoli E ro i, a Ma ratone , da cui trasse nome il b orgo , e ad Ercole; conciossiach dicano , che questi nel loro borgo ri cevette la'prima volta onori divini . Avvenne poi , come essi narrano , che fu presente alla battaglia un personaggio , rustico nelle sembianze , e negli ar nesi , il quale avendo ucciso con unaratro molti bar bari , dopo lazione disparve . Ora consultatosi dagli Ateniesi loracolo , il Dio non diede loro sopra que sto affare risposta alcuna , ma ordin che si onoras se lEroe Echetlo . Sul campo di battaglia fu eretto ancora un trofeo di marmo bianco . Quanto ai Per siani morti , gli Ateniesi affermano di averli sepolti, sendo in qualunque caso, ufficio pio il coprire di ter ra il cadavere di un uomo 5 io per non ne potei rin venire il sepolcro , perciocch non. vidi n tumulo , n altri indizj ; mi figuro tuttavia , che portati in qualche fossa , ve li gittasseno alla rinfusa . 5. In Maratona havvi un fonte detto Macaria , sul quale raccontano ci , che siegue : quando Er cole fugg da Tirinto a cagione di Euristeo , n* and presso un tal Ceice suo amico , e Re di Trachine . Dopo la sua morte , Euristeo cerc i figliuoli di lui; ma il Trachinio li mand in Atene adducendo la sua debolezza , e la potenza , che aveva Teseo a difen derli . Pervenuti in quella citt i figliuoli di Ercole , come supplichevoli , i Peloponnesj allora per la pri ma volta mossero guerra agli Ateniesi ; perciocch Teseo non volle consegnare i fanciulli ad Euristeo , che li chiedeva . Gli Ateniesi, consultato loracolo, ebbero per risposta , che era duopo , che uno defi

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gliuoli di Ercole volontariamente morisse ; poich altrimenti non avrebbero ottenuta la vittoria . Allora adunque Macaria figlia di Dejanira , e di Ercole sve natasi colle proprie sue mani fece, riportare la vitto ria agli Ateniesi in quella guerra , e diede il suo no me al fonte di cui parliamo . 5. E 'in Maratona una laguna quasi tutta fan gosa , nella quale per l ' imperizia delle strade i bar bari nella foga s impantanarono , e dicono , che ivi ne fosse fatta la maggiore strage . Di l dalla lagu na sono le mangiatoie de' cavalli di Artaferne , di marmo bianco , e nella rupe veggonsi ancora i segni della sua tenda . Dalla laguna nasce un fiume , le cui acque quando cominciano a scorrere sono buone ad abbeverare i bestiami ; ma verso la foce divengono salse , e piene di pesci marini . Poco lontano dal campo il monte di Pane , ed una spelonca degna di essere veduta . L'ingresso angusto ; ma inol trandosi si trovano camere , bagni , e la cos detta manJra di Pane , sendo che i sassi ivi hanno molta somiglianza colle capre. CAPO TRENTESIM OTERZO Braurone , e statua di Diana Taurica - Borgo Rdmnunte , e Nemesi Ramnusia - Popoli di Etio pia , e Monte Atlante - Statua di Nemesi senza ali , ed altre figure sulla sua base. Maratona a qualche distanza Braurone , dove , come si dice , approd Ifigenia la figlia di Agamennone , quando fugg dalla Taurid e portando seco la statua di Diana . Costei lasciato qui il simulacro della Dea , prima in Atene, e quindi ad Argo pervenne . Anche col havvi una vecchia star

P R I M O 91 tua di l egno di Diana . Riguardo poi al simulacro ve-* nuto di Tauride , in altro luogo mostrer coloro , i quali secondo me lo posseggono. a. Circa sessanta stadj di l da Maratona , an dando lungo il mare verso Oropo si trova Ramnunte. Le case de'cittadini sono sulla riva del mare , e p*, c o discosto dal lido in una eminenza situato il tem pio di Nemesi , la quale la Divinit pi inesorabile contro gli uomini sprezzatori . Ed in fatti sembra , che lo sdegno di questa Dea cogliesse que'barbari , i quali discesero a Maratona ; imperciocch dispreg ia n d o essi qualunque impedimento , che per la pre sa di Atene avessero potuto incontrare, come se gi avessero tutto compiuto , trasportarono un masso di marmo pario , onde fare un trofo . 3 . Questo medesimo masso di marmo fu dopo lavorato da Fidia , il quale ne fece una statua di Ne, m e si. La Dea ha una corona di piccioli cervi , e vittorie ; nella sinistra tiene un ramo di melo , e nel la destra una patera sulla quale scolpiti sono degli Etiopi . Circa al motivo per cui sono stati espressi gli Etiopi sulla patera , io non potei congetturare co s a alcuna ; n mi piacque quello , che immaginano le persone , che credono comprenderlo , i quali di cono essere stati scolpiti sulla patera a cagione del fiume Oceano , poich sulle sue sponde abitano gli E tiopi , e padre di Nemesi appunto l'Oceano. 4. Imperciocch sulle coste dell Oceano non gi fiume ; ma ultimo mare , che sia dagli uomini navi gato , abitano gl'Iberi, ed i C e lti, ed in esso l'iso la della Brettagna . Gli ultimi uomini poi di l da Siene sono quelli chelctiofagi chiamati abitano i con torni del mar rosso , ed il s eno di quel mare intorno al quale questi popoli abitano addimandasi Ictiofago : quei poi , che per la loro giustizia hanno un gran no me abitano la citt di Meroe , la pianura etiopica.

9* L I B R O Questi sono quelli , che mostrano la mensa del sole; n hanno altro mare , o fiume fuori del Nilo . Altri Etiopi confinano ancora co'Mauri, e si estendono fi no i Nasamoni . Conciossiach i Nasamoni , che Erodato conobbe sotto il nome di Atlanti , dicendo e ssi di conoscere le misure della Terra , chiamano 'Zossiti , o Obliqui quegli Affricani , che sono nelle altime estremit verso Atlante , e che non semina no cosa alcuna ; ma vivono di viti selvatiche . Ora neppure questi Etiopi , n i Nasamoni hanno alcun fiume ; perch l'acqua , che sorge presso l Atlante come che formi tre correnti , niuna di esse per di viene fiume , ma subito sono assorbite dallarena. Per la qual cosa gli Etiopi non abitano presso alcun fiu me , n presso l'Oceano. L acqua poi che sorge dall Atlante torbida , e presso la sorgente vi erano coc codrilli non minori di un cubito 7 i qua li all avvici narsi degli uomini, nel fonte involavansi . Non po chi hanno creduto , che quest' acqua risorgendo di nuovo dallarena formi il Nilo degli Egiziani. 5 . L Atlante poi alto in guisa , che dicano toccare colla punta il cielo , ed inaccessibile per le acque , e per gli alberi, che dappertutto lo copro no : il lato verso i Nasamoni conosciuto , ma non sappiamo , che alcuno abbia costeggiato quello , che guarda il mare l E ci basti sopra questo soggett. 6. N questa statua di Nemesi , n alcun altra delle antiche fa' fatta colle ali : ma dopo , che ho saputo , che appo Smirnesi i pi venerandi simu lacri di questa Dea hanno le ali , perch credono , che presieda specialmente a coloro , che bramano di amare , credo che per la stessa ragione , per cui si danno le ali ad Amore , si diano a Nemesi. , 7. Passo ora a descrivere tutto quello , che sul la base della statua stato espresso facendo per mag giore chiarezza alcune osservazioni preliminari . I

P R I M O 93 Greci dicono , che Nemesi fu la madre di Elena , e che Leda le porse soltanto il latte , e la nutr : si milmente padre di lei credono Giove , e non Tindareo . Fidia dunque vi scolp Elena condotta da Led a presso Nemesi, vi fece ancora Tindareo , ed i suoi figliuoli , ed un uomo chiamato Ippeo , che st da u n canto con un cavallo : vi si vede ancora Agamen none , Menelao , e Pirro figliuolo di Achille , il quale ebbe il primo in moglie Ermione figlia di Ele na ; Oreste stato omesso a cagione del suo delitto c ontro la madre . Egli fu ajutato in tutto da Ermio ne stessa la quale gli partor un figliuolo . Vedesi quindi sulla base il cos detto Epoco , ed un altro giovanetto ; circa costoro null'altro ho inteso, se non c he erano fratelli di Enoe , ^quale diede il nome ad nno de'borghi. CAPO TRENTESIM OQUARTO Oropo - Tempio di Anfiarao , suo culto , ed altre cose a lui appartenenti.

1. I l territorio di Oropo posto fr l'Attica , e l a Tanagrica , in origine parte della Beozia , a miei giorni degli Ateniesi ,. i quali dopo avere sempre guerreggiato per esso 7 non lo ritennero mai costan temente , prima , che Filippo non lebbe ad essi ce duto dopo la presa di T eb e. La citt posta sul ma re , e niunoggetto porge , che meriti di essere ram mentato : ma dodici stadj circa discosto il tempio di Anfiarao . 2. Si narra , che fuggendo Anfiarao da Tebe gli si apr sotto i piedi la terra , e lo ingoj insieme col cocchio : altri per affermano , che questo fat to non avvenne qui ; ma nel luogo chiamato Arma ( cocchio ) , il quale si trova andando da Tebe a Cai-

94 . L I B R O eide . I primi per ad onorare Anfiarao come Dio , furono gli Oropj , e dietro il loro esempio tutti gli altri Greci gli hanno tributati onori divini, Posso tessere il catalogo di altri ancora , che sendo gi sta ti uomini ricevettero onori divini da Greci , e che ebbero delle citt in loro onore consagrate . Eieunte nel Chersoneso sacrata Protesilao , a Trofonio lo Lebadea de' Beozj , gli ropj hanno il tempio , e la statua di marmo di Anfiarao. L ara divisa in cin que parti , una delle quali dedicata ad Ercole, Gio ve , ed Apollo Peone s un' altra agli Eroi , ed alle loro mogli ; la terza a Vesta , Mercurio, Anfiarao, ed Anfiloco uno desuoi figliuoli ; perch Alcmeone a cagione di ci , che fece ad Erifile non ha onori , n nel tempio di Anfiarao , n in quello di Anfiloco . La quarta parte dellSfra consacrata a Venere , Pa naca , Iaso , Iga , e Minerva Peonia ; e la quinta finalmente lo alle Ninfe , a Pane , ed ai fiumi Ache loo , e Gefisso . Gli Ateniesi ancora in Atene hanno eretto ad Anfiloco un altare , ed in Mallo di Cilicia esiste il suo oracolo , che il pi veridico de giorni nostri. 3 . Prossimo al tempio gli Oropj hanno un fonte, che appellano di Anfiarao , sul quale non sagrificano m a i, e della cui acqua non credono potere fare uso n per le lustrazioni, n per le abluzioni. Ma quan do un Uomo riacquista la sanit per oracolo di Anfiarao, hanno il rito di gittare nel fonte monete di ar gento , ed oro ; conciossiach dicano , che qui An fiarao divenuto gi Dio sorgesse dal suolo . Iofonte Gnossio poi uno degli espositori mise certi oracoli in verso esametro , dicendo , che Anfiarao gli pro nunzi agli Argivi , che andarono contro Tebe . La qual cosa trovando credito press il volgo si ritiene tenacemente ; ma fuori di quelli , che diconsi avere ne tempi rimoti indovinato presi dallo spirito di

P R I M 0 95 Apollo , niuno degl'indovini pronunziava oracoli ; ma b uoni erano a interpretare sogni , e ad osservare il volo degli augelli, e le viscere delle vittime . Credo poi , che Anfiarao stesso molto attendesse alla in t erpretazione de'sogni ; ed chiaro ,. che fu egli promosso agli onori divini , per avere stabilito la di vinazione de'sogni. Quelli pertanto , i quali si por tano a consultare Anfiarao , in primo luogo si purga no ; e la lustrazione consiste nel sagrificare al D io , ed a tutti gli a ltri, i cui nomi ivi si leggono . Pre messe queste ceremonie , dopo avere sagrificato in suo onore un ariete , ne stendono la pelle sul suolo, e sopra quella si pongono a dormire aspettando cosi la manifestazione del sogno. CAPO TRENTESIMOQUINTO Isole di Patroclo , Elena , e Salamina - Cose no tabili in Salamina - Ajace , e grandezza del suo corpo - Ossa di altri corpi giganteschi - Gerione, ed Ilio .

i, X j e isole degli Ateniesi non sono molto lonta. ne da l continente ; una la cos detta di Patroclo , e di essa ho gi ragionato ; un altra ve ne ha di l dal Sunio a sinistra di quelli , che navigano verso .l'Attica , nella quale vogliono che approdasse Elena dopo la presa d'ilio , e perci l'isola porta il nome di .Elena. 2. Salamina situata verso Eieusi si stende fino alla Megaride . Tal nome le fu posto la prima volta da Gicreo in onore di Salamina sua madre figlia di Asopo , e quindi fu abitata dagli Eginesi insieme con Telamone . Dicono che Filo figlio di Eurisace , e .nipote di Ajace la cedette agli Ateniesi , e che per

g6 L I B R O questo dono fu ascritto alla cittadinanza . Molti an ni per dopo queste cose , furono i Salaminj dagli Ateniesi dispersi, accusandoli, che si erano a bella posta lasciati vincere nella guerra contro Cassandro , e che aveano di buon grado arresa ai Macedoni la lo ro citt . In quella circostanza condannarono a mor te Ascetade , il quale allora era stato eltto per ca pitano di Salamina , e giurarono di avere sempre vi va la memoria di tal tradimento . Si veggono ancora gli avanzi del foro , ed il tempio di Ajace con statua di ebano . Fino ad ora conservansi presso gli Ate niesi gli onori decretati alla memoria di Ajace , e di Eurisace , sendovi in Atene l'ara di questultimo. In Salamina poco lungi dal porto si mostra un sasso, sul quale dicesi , che Telamone assiso guardasse la na ve de'suoi figliuoli , allorch partirono verso lAulide per riunirsi allarmata generale deG reci. 3 . Quei , che abitano Salamina sostengono, che alla morte di Ajace spunt per la prima volta un fio re nel loro suolo , il cui colore un bianco , che ti ra al rosso ; s il fiore , che le foglie sono minori del giglio , ed ha le stesse lettere , che i giacinti . Dagli E oli, che n tempi posteriori abitarono Ilio ho udito raccontare sul giudizio delle armi di Achille , che nel naufragio sofferto da Ulisse furono quelle armi condotte dall onda verso la tomba di Ajace . Quanto alla sua statura enorme , un Miso mi disse , che sendo stata la parte del monumento , che ver so il lido inondata dal mare , si rese perci l ingres so meno difficile , e volle che io mi formassi questa idea della statura sproporzionata del cadavere , di cendomi , che le ossa dlie sue ginocchia , le quali appellansi dai medici mole , erano della grandezza del disco , che usano nel pentatlo i fanciulli. A me poi ninna meraviglia recommi la statura di queCelti, i quali essendo gli ultimi confinano colle regioni de

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serte pel freddo , e sono detti Cabari ; imperciocch i loro oadaveri non sono niente diversi dagli Egiziani. 4 Ma voglio narrare su questo soggetto , quel lo , che mi parve degno di essere veduto . Protofa ne cittadino Magnesio , di quelli , che abitano sul Leto riport lo stesso giorno in Olimpia due vittorie, quelle cio del pancrazio , e della lotta . Ora cre dendo alcuni ladri di guadagnare qualche cosa -, en trarono nel sepolcro di costui . Dopo i ladri vi entra rono ancora altri a vedere il cadavere , che aveva le costole unite , e tutte come un sol osso attaccate , dagli omeri fino alle piccole costole , dette dai medi ci spurie. 5 . Rimpetto a Mileto situata l ' isola Lade , dalla quale si sono distaccate due i solette ; chiama no la seconda di queste col nome di Asteria , imper ciocch dicono essere ivi stato sepolto , Asterio fi gliuolo di Anatte , il quale nacque della Terra : il corpo di costui non lungo meno di dieci cubiti. 6. Ma ci , che mi rec meraviglia : nella L i dia superiore una citt non grande , che appellano le porte di Temeno : ivi essendosi per le dirotte pioggie dilaniata una collina si scoprirono delle ossa , le quali dalla loro forma fecero credere , che fossero d'uomo ; poich dall'altro canto ci non sembrava credibile per la loro grandezza . Si sparse per subi to la voce presso il volgo , che quello fosse il cadar vere di Gerione figliuolo di Grisaore , e si disse an cora , che fosse il suo trono quella sedia , che si ve de lavorata nel masso della rupe . Chiamavano per tanto Oceano un torrente , e dicevano , che alcuni mentre aravano aveano trovato delle corna di bue , e che da ci era venuto il detto , che Gerione nudnva ottime vacche . Ma allorch volli oppormi loro , e dimostrai , che Gerione era stato in Cadice , 0 che di lui non havvi monumento ; ma un'albero, che Pac sania 7

g8 L I B R O porge diverse figure , allora gli eruditi Lidj espo sero il vero racconto , cio che quello era il cadave re d'lio figliuolo della Terra , e che da lui avea trat to nome il fiume : che Ercole poi per la dimora, che avea fatto un giorno presso Onfale , diede al suo fijgliuolo Ilio il nome di questo fiume. CAPO TRENTESIMOSESTO Altre cose , che veggonsi in Salamina - Isola Psittala - Monumenti sulla via sacra verso Eieusi Antemocrito - Sciro indovino - Cefisodoro - Guer ra degli Ateniesi contro Filippo di Demetrio . i. E poich alla tralasciata narrazione ritorno , in Salamina havvi il tempio di Diana , ed un trofeo eretto per la vittoria , che T e mistocle figlio di Neoeie fece ottenere ai G reci. V i si vede ancora il tem pio di Cicreo ; dicesi, che mentre gli A teniesi com battevano in mare contro i Medi , apparve nelle na vi .un dragone , sul quale interrogato l'oracolo , ri spose agli Ateniesi esser quello l'Eroe Cicreo . a. Davanti a Salamina giace l'isola detta Psittal a . Dicono , che in questa isoletta sbarcarono cir ca 4o. barbari, i quali dopo la sconfitta dell'arma ta di Serse , furono anche essi uccisi dai Greci pas sati in Psittala . Niuna statua fatta con arte si vede in quest isola ; vi sono per sparse qu , e l le sta tue del Dio Pane di legno. 3 . Andando da Atene ad Eieusi per la via , che gli Ateniesi addimandano sacra , si vede il sepolcro di Antemocrito . Contro costui commisero i Mega r esi un azione sommamente empia ; imperciocch ito come araldo ad annunziare loro di desistere dal col tivare per l'avvenire le c ampagne eleusinie , fu da

P R I M O 99 essi spento . Per nn tale misfatto fino al d presente l'ira delle due Dee infierisce sopra loro ; impercioc ch di tatti i Greci essi sono i soli , ai quali l'Imperadore Adriano si astenne dal fare alcun benefizio . Dopo il cippo di Antemocrito , trovasi prima il se polcro di Molotto , onorato anche egli del comando degli Ateniesi , allorch passarono in ajuto di Plu tarco neU'Euba ; quindi il luogo chiamato Sciro . Durante la guerra degli Eleusinj contro Eretteo venlie loro un'Augure da Dodona , chiamato Sciro , il quale eresse ancora l'antico tempio , che a Falero, sacro a Minerva Scirade . Ora caduto costui nella pugna fu dagli Eleusinj sepolto vicino ad un torren te , e da quel tempo s il luogo , che il torrente pre sero il nome dell'Eroe. 4 Vicino a questo luogo si vede il monumento di Cefisodoro , il quale presiedette al popolo , e vi gorosamente si oppose a Filippo figliuolo di Deme trio Re di Macedonia , Egli procur , che f ossero alleati degli Ateniesi , i Re Attalo Misio , e To lomeo Egiziano , la nazione libera degli E tolj, i Rodj , ed i Cretesi . Ma siccome gli ajuti dell Egitto , della Misia , e de'Cretesi si facevano spesso aspetta re , e non essendo i Rodj forti altro che in mare , erano perci di piccola utilit contro i Macedoni gra vemente armati . Per la qual cosa Cefisodoro im barcatosi per la Italia con altri Ateniesi, preg i Ro mani a soccorrerli . Questi spedirono loro un' eserci to , ed un Generale , i quali talmente abbatterono le forze de'Macedoni , e di Filippo , che alla fine Per seo suo figliuolo perdette il trono , e fu condotto in Italia prigione . Questo Filippo di cui si parla era fi gliuolo di Demetrio ; il primo poi di sua famiglia ad occupare il trono di Macedonia fu quel Demetrio , che uccise Alessandro figliuolo di Cassandro , sic come stato narrato di sopra.

' L I B R O

CAPO TRENTESIMOSETTIMO Monumenti di altri personaggi illustri sulla via sa cra - Acestio - Fitalo - Cose memorabili di l dal Cefisso-Tempio del domita - Arpalo- Tem pio di Apollo - Cefalo , e suoi posteri.

, . D opo il sepolcro di Cefisodoro il luogo in cui venne sepolto Eliodoro Alese , la cui iscrizione pu vedersi ancora nel gran tempio di Minerva. Quin di viene la tomba di Temistocle figliuolo di Poliarco , discendente in terza generazione da Temistocle; che combatt in inare contro Serse , ed i Medi.Quell i , che dopo di questa famiglia discesero , saranno da me omessi ad eccezione di Acestio . Era costei fi gliuola di Senocle , figlio di Sofocle , di Leone, i quali tutti, cio da Senocle a Leone , erano stati Da duchi pri ma di lei . Essa poi vide Daduco prima il fratello S ofocle , quindi Temistocle suo sposo , e finalmente morto Temistocle , il suo figliuolo Teofrasto . Questa la fortuna , che dicono esserle av venuta . Andando pi oltre si trova il sacro recinto dellEroe Lacio , ed il borgo , che dal suo nome Lacida appellano . Si vede ancora il monumento di Nicocle Tarentino , che super nella gloria tutti i suo natori di cetra . Havvi ancora lara di Zefiro , ed il tempio di Cerere , e della figlia ; ed insieme con es se sono onorati Nettuno ancora , e Minerva. 2. Si dice che in questo luogo Fitalo ricev Ce rere in sua casa , e che questa Dea gli diede in contracambio la pianta di fico . Testimonio di questa storia quellepigramma , che sculto si v ede sul sepolcrp di F i talo :

P R I I 0I L'Eroe Fitalo Re qui ricevette Cerere veneranda allorch it primo Frutto mostr delVautunnal stagione Che dei mortai la razza appella fico ; Da quel d in poi di Fitalo la stirpe Ebbe onori a vecchiezza non soggetti . Prima di passare il Gefisso si trova il monu m ento di Teodoro , che fu il pi bravo attore di tra gedia del suo tempo . Sul fiume sono le statue di Mnesimache , e del suo figlio , il quale si recide la chioma sul Cetisso . Esser questo stato un uso anti co presso tutti i Greci si pu giudicare dai poemi di Omero , il qnale dice , che Peleo fece voto allo Sperchio di far tagliare la chioma ad Achille se fosse tornato salvp da T ro ja. 3 . Passato il Gefisso si trova un ara antica sa cra a Giove Milichio . Sopra questa ara Teseo si fe ce purificare dai discendenti di Fitalo per aver uc ciso fra i ladroni anche Sini parente di Pitteo . Ivi ancora si vede il sepolcro di Teodetto Faselita , e di Mnesiteo . Si narra , che costui fosse un eccellente medico , e dedicasse statue fra le quali una di Jacco . Sulla strada un tempio non molto grande det t o del Giamita . Io non ho nulla di certo a contare sopra costui, o se egli fu il primo a seminar le fave*, ovvero se sotto questo nome vollero lodar un qualche Eroe , poich essi non attribuiscono a Cerere il ri trovamnto delle fave . Chi ha veduto i misteri di Eieusi , o ha letto i versi di Orfeo sa quello , che dico. 4 * Fra i sepolcri , che superano gli al tri in grandezza , ed ornamenti , si pu porre quello di un Rodio il quale trasportossi a dimorare in Atene , e quello , che fece Arpalo Macedone , il quale fug gendo la monarchia di Alessandro pass con le navi dallAsia in Europa , e giunto presso gli Ateniesi fa

L I B R O da;Tpro arrestato ; ina avendo corrotti con danaro fra gli altri gli amici di Alessandro gli riusc di fuggire. Prima di ci egli avea sposato Pitionica donna , la cui nascita io non conosco ; ma che avea fatto la me retrice ad Atene , e Corinto . Egli fu preso da un amore s ardente per questa donna , che morta , le volle fare un monumento il pi degno a vedersi di quanti antichi abbiala Grecia . Si vede poi un tem pio in cui sono le statue di Cerere , e di sua figlia , di Minerva , e di Apollo , ad onore del quale erasi solamente dapprincipio fabbricato . Imperciocch si racconta , che Cefalo figliuolo di Deioneo partito in sieme con Anfitrione per soggiogare i Teleboi abit primieramente nell'isola , che ora dal suo nome Cefallenia si dice . Egli avea prima stabilito la sua di mora in Tebe , esiliato da Atene per la uccisione di Procri sua moglie . Dieci generazioni dopo Calcino, e Deto suoi discendenti , navigando a Delfo , do mandarono ai Dio il ritorno in Atene, e l'oracolo co mand loro di sagrificare prima ad Apollo in quel luogo dell' Attica , ove avessero veduto correre una galea sulla terra . Pertanto sendo giunti nelle vici nanze del monte chiamato Pecile , apparve loro un dragone , che veloce correva verso la sua tana . Es si fecero adunque in quel luogo un sagrificio ad Apol lo , e finalmente arrivati in Atene furono ammessi alla cittadinanza. 5. Si trova quindi un edicola di Venere , e da vanti a questa un muro di pietre non tagliate , che merita di essere veduto.

CAPO TREN TESIM OOTTAVO Correnti - Crocoite - Eumolpo - Celeo , e sue figliuo le - Cerice - Zarece - cose memorabili in Eieusi Campo Rario- Eroe Eleusine - Territorio di Pla ta , e di Eleutere - Antiope , e suoi figliuoli .

i. e cos dette correnti non hanno di fiumi se non il corso poich lacqua marina . Si crederebbe volentieri , che queste dall Euripo di Calcide venis sero sotto terra a pit tarsi in un mare pi basso . Si dice , che le correnti sono sacre a Proserpina , ed a Cerere , e che ai Sacerdoti soltanto permesso prendervi i pesci . Secondo ci , che io ascolto, que sti erano anticamente i confini degli Eleusinj verso gli Ateniesi. a. Tragittate le correnti, ivi abit per il primo Crocone , ed ancora oggi si chiama regno di Crocone . Gli Ateniesi dicono , che questo Crocone ebbe in moglie Sesara figliuola di Geleo . Questa cosa pe r non affermata da tutti ; ma solo da quelli che al borgo di Scambonidi appartengono . Io per non potei ritrovare il sepolcro di Crocone ; ma verso que sti luoghi gli Eleusinj , e gli Ateniesi mi mostraro no il sepolcro di Eumolpo . 3 . Dicono , che questo Eumolpo sendo figliuo lo di Nettuno , e di Chione venne di Tracia . Chio ne poi sostengono , che fosse figliuola del vento Bo rea , e di Oritia . Quanto alla stirpe di Eumolpo Omero non ne ha affatto parlato ; ma ne suoi versi gli d il soprannome di valoroso . Venuti poi a bat taglia gli Eleusin) contro gli Ateniesi in quella gior nata mor Eretteo Re di Atene , ed Immarado figlio di Eumolpo . Posarono pertanto le armi a condizio-

L I B R O ne , che gli Eleusinj divenendo nelle altre cose sud diti degli Ateniesi avrebbero soli il diritto di inizia r e . I riti delle due Dee furono istituiti da Eumolpo, e dalle figlie di Geleo . E sse sono chiamate Pamfo , ( giusta mero ancora ) Diogenia , Pammerope , e Sesara . Morto Eumolpo lasci un figlio pi giovane chiamato Gerice , che gli stessi Cerici per dicono essere nato da Aglauro , figlia di Cecrope , e da , Mercurio , e non da Eumolpo . 4 Havvi ancora lEroo dIppotoonte , che da il nome ad una delle trib ; e vicino a questo quello di Zarece , di cui si narra , che apprese la musica da Apollo ; ma io lo credo un forestiero venuto in questa terra , e Lacedemonio di nazione , e che da lui prendesse il nome , Zarace citt di Laconia , sul mare. Se poi oltre questo vi sia stato un Zarece Eroe indigeno Ateniese nulla ho , che dire di lu i. 5 . Il fiume Gefisso vicino ad E ieusi , scorre pi rapido di prima ; e presso di esso haw lErineo ( fi co selvatico ) luogo dove dicono , che Plutone quan do rap Proserpina discese . Presso questo Gefisso Teseo uccise il ladrone di noilie Polipemone , e di Soprannome Procruste. 6. Havvi in Eieusi un tempio di Trittolemo , quello di Diana Propila , e di Nettuno padre , ed il pozzo chiamato Callicoro . Ivi la prima volta le donne di Eieusi stabilirono il coro , e cantarono in onore della Dea . Dicono , che il campo chiamato Rario fosse il primo ad esser seminato, ed a produr r e frutti ; e perci usano delle farine di quello per le focaccie desacrificj . Ivi ancora un area chiama ta di Trittolemo , e vi si mostra un altare . Quello poi , che nellinterno del muro del tempio , il so gno mintrdice di rivelarlo ; e coloro , che non so no iniziati , manifesto , che come sono tenuti lon tani dal guardar tali cose , cos non loro lecit neppure ascoltarl e .

P R I M O 5 7. Eleusine , lEroe dal quale trae nome la cit t , altri dicono che fu figliuolo di Mercurio , e di Dara figlia dell'Oceano ; altri poi cantarono , che il suo padre fu Ogigo . Imperciocch gli antichi Eleu sinj fecero , che altre cose s'inventassero nel tessere quelle genealogie , che essi non aveano presenti , e specialmente trattandosi di E roi. 8. Voltando da Eieusi verso la Beozia , confina cogli Ateniesi il distretto di Plata . Conciossiach prima gli Eleuteresi fossero il confine dell' Attica , essendosi questi aggregati agli Ateniesi , quindi il Citerone divenuto il loro confine dal canto della Beozia . Gli Eleuteresi si unirono agli Ateniesi non gi forzati dalla guerra , ma per desiderio di avere il diritto di cittadinanza , e per odio de"Tebani. In questo campo havvi il tempio di Bacco , donde fu agli Ateniesi portato anticamente il simulacro del Dio ; la statua , che a nostri d si vede in Eleutere stata fatta ad imitazione di quello . 9. Poco distante si trova una spelonca non mol to grande , ed ivi vicino una sorgente di acqua fred da . Si dice circa questa spelonca , che Antiope par torendo vi depose i suoi figli , e che un pastore aven do ritrovato i fanciulli vicino alla sorgente , ivi li la v la prima volta scioltili dalle fascie . Vedevansi a mio tempo ancora gli avanzi delle mura , e delle ca se di Eleutere , dalle quali si rileva chiaramente , che la citt era stata edificata un poco oltre il campo presso il Citerone.

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CAPO TRENTESIMONONO Cose memorabili sulla via da Eieusi a Megara Pozzo Alitino - Tempio di Mnganira , o Metanira - Sepolcri di quelli .che morirono a Tebe - Alo pe e Cercione - Teseo inventore delV arte di lot tare - Megara , e suo territorio. T i. JLJ altra via conduce da Eieusi a Megara. An dando dunque per questa via ; si trova il pozzo chia mato Antino . S di questo Pamfo fece assidere Ce rere , che dopo il ratto della sua figlia avea preso l e forme di vecchia : di l poi le figlie di Celeo la me narono alla loro madre , quasi , che fosse stata una donna argiva ; ed a lei Metanira affid l ' educazione del figlio. 2. Poco lontano dal pozzo s'incontra il tempio di Metanira , e dopo di esso i sepolcri di coloro , che morirono a Tebe . Conciossiach Creonte , che allora reggeva Tebe essendo tutore di Laodamante figliuolo di Eteocle non permise ai parenti di sepellire gli uccisi . Ma avendo Adrasto pregato Teseo ne venne una fazione fra gli Ateniesi , ed i Beozj , nella quale Teseo rimasto superiore port i cadaveri nel territorio eleusinio , ed ivi li seppell . I Tebani per sostengono , che di loro volont permisero, che i cadaveri fossero tolti , e non dicono di essere ve nuti alle mani. 3 . Dopo i sepolcri degli Argivi havvi il monu mento di Alope , la quale dicono , che avendo par torito Ippotoonte , che essa aveva avuto da Nettuno, ivi da Cercione suo padre fu morta . Si dice ancora, che questo Cercione era ingiusto verso gli stranieri , e che lottava con chi noi voleva ; e quel luogo Pa:

P R I M O 107 lestra di Cercione si chiama fino a miei giorni , che poco pi oltre del monumento di Alope . Si aggiun ge , che Cercione uccise tutti coloro , che' si oppo sero a lui nella lotta ad eccezione di Teseo , il qua le lo vinse soprattutto colla destrezza sua. Impercioc ch Teseo il primo trov larte della lotta , e furono dopo da lui stabiliti luoghi, ove tal arte sinsegnasse; prima di lui nelle lotte usavano solo la statura , e larobustezza . Tutte questo ci che io trovai di pi illustre presso gli Ateniesi sia per la tradizione , sia per vedersi . E fin dapprincipio seppi scerre quello , che meritava di esser descritto. 4. La regione prossima al territorio eleusinio la cos detta Megaride , la quale fu anche essa ne tempi pi antichi degli Ateniesi, avendo Pila lascia to il regno a Pandione . E me ne sono testimonj il sepolcro di Pandionje , che nel territorio Megarese si trova , e Niso , che cedette ad Ego , che era il pi vecchio di sua famiglia il regno di Atene ; egli per f giudicato degno di regnare da Megara fino a Corinto , onde Nisa ancora oggi dal suo nome si appella larsenale deMegaresi . Dopo , regnando Co dro avvenne , che i Peloponnesj andarono contro Atene . E siccome nulla poterono operare nellAttica tolsero nel loro ritorno Megara agli Ateniesi , e la diedero ai Corintj , ed a quelli degli altri loro alleai ti , che la vollero abitare . Laonde i Megaresi mu tati costumi , e lingua divennero Dorj . Dicono poi che la citt ebbe il nome che porta, sendo Re Care figliuolo di Foroneo , ed allora per la prima volta eb bero siccome essi dicono il culto di Cerere , e gli uomini le imposero il nome di Megara . Tutto que sto dicono di loro stessi i Megaresi. 5 . Ma i Beozj asseriscono che abitando Mega reo figliuolo di Nettuno in Onchesto venne in questi luoghi con unesercito di Beozj in ajuto di Niso por-

io8 L I B R O tando le armi contro Minosse ; sendo per morte nella pugna , fu nello stesso luogo sepolto , e la cit t , che prima Nisa appellavasi prese il nome di Me gara . Dicono poi i Megaresi , che dodici genera zioni dopo Care di Foroneo vi regn Lelege venuto di Egitto , e fu dato al popolo il nome di L e le g i. D i Clesone figliuolo di Lelege nacque Pila , e di co stui Scirone , il quale spos la figlia di Pandione , e venne a contesa circa il regno con Niso figliuolo di Pandione medesimo ; soggiungono , che Eaco fu i l giudice di questa lite , e decise che Niso , ed i suoi discendenti avessero il regno , e Scirone il ca pitanato della guerra . Megareo figliuolo di Pandio ne avendo preso in moglie Ifinoe figliuola di Niso , successe a costui nel regno . Quanto poi alla guerra cretese , ed alla espugnazione della citt sotto il re gno di Niso non vogliono saperla. CAPO QUARANTESIMO Cose memorbili in Megara - N infe Sitnidi - Sta tue degV Imperadori Romani , e di Diana Sospi ta - Statue de dodici Iddi - Olimpio , e tem pio di Giove - Combattimento degli Ateniesi co Megaresi intorno a Salamina - Cose memorabi li sulla strada della fortezza di Megara detta Caria . . H avvi nella citt una fontana fabricata ai Megaresi da Teagene , del quale feci di sopra men zione . Egli diede la sua figliuola in moglie a Cilone Ateniese , e durante la sua tiranna edific la fonta na , che merita osservazione per la grandezza , per gli ornamenti, e per il numero delle colonne . Scor re in essa l'acqua chiamata delle Ninfe Sitnidi, che

P R I M O 109 i Megaresi dicono essere loro concittadine , ed ad una di loro essersi congiunto Giove. Affermano inol tre , che Megaro , il quale nacque di questa Ninfa, e di Giove, scamp dal diluvio di Deucalione , e salvossi sulla sommit del Gerania , nome , che per l'innanzi quel monte non avea ; ma che fu Gerania chiamato dall avere quegli nuotato secondo la dire zione del grido delle gru , che allora volavano . 2. Non molto lungi da questa fontana si vede un' antico tempio , ed a' nostri d vi sono i ritratti dcgl'lmperadori Romani , ed una statua di bronzo di Diana soprannominata Salvatrice . Dicono , che al cuni dell esercito di Mardonio dopo di aver fatta una scorrera nella Megal'ide , voleano tornarsene indietro a Tebe presso Mardonio ; ma che per vole re di Diana sopravvenne loro nel cammino la notte , e d essendo usciti di strada , si rivolsero alle parti alpestri della provincia , ove credendo di esser vici ni ad una squadra nemica scagliarono i dardi , l'ur to de'quali fece risuonare la vicina rupe . Per la qual cosa con maggior forza rinnovarono l'assalto ; final mente credendo essi sempre di consumare i loro dar di contro il nemico apparve il giorno , ed i Megare s i gli vennero addosso : i quali combattendo armati contro chi non avea pi difesa , e non era neppu re provvisto di dardi ne uccisero un gran nsmero , e per questa cosa eressero una statua a Diana Salvatri ce . In questo tempio si vedono ancora le statue dei eos detti dodici Dei , che si dicono opera di Pras sitele : quanto alla Diana fu essa fatta da Strongilione . 3 . Dopo queste cose entrando nel sacro recinto di Giove , chiamato l'Olimpio havvi un tempio de gno da vedersi . La statua di Giove non pot com pirsi a cagione della guerra del Peloponneso , nella quale gli Ateniesi guastando ogni anno coll' armata

no L I B R O navale , e coll'esercito di terra il paese di Megara , danneggiarono il loro publico erario , e ridussero le case deprivati all'ultima debolezza . La faccia della statua di Giove di avorio , ed oro , ed il rimanen te di creta , e gesso . Si dice fatta da Teocosmo , persona del paese , ajutato per da Fidia , Sul capo di Giove sono le Stagioni , e le Parche ; poich noto a tutti , che a lui solo il fato obbedisce , e che questo nume regola le stagioni secondo il bisogno . Dietro al tempio vi sono de' legni , mezzo lavorati , de'quali dovea servirsi Teocosmo per finir la statua di Giove dopo averli adornati doro , ed avorio 4questo tempio si vede appeso il rostro di bronzo di una gala . I Megaresi dicono aver preso questa nave nelle vicinanze di Salamina combattendo contro gli Ateniesi . Infatti gli Ateniesi confessano di avere per qualche tempo lasciato l'isola ai Mega resi ; ma che avendoli Solone con parecchie elegie esortati, essi attaccarono una guerra, nella quale vin ti i Megaresi, ricuperarono l isola. I Megaresi poi dal canto loro dicono , che gli esuli chiamati da loro Doricloi , sendo venuti a Salamina presso i coloni la consegnarono agli Ateniesi. 5 . Passato il sacro recinto di Giove , salendo alla cittadella , che da Gare di Foroneo chiamasi an che a miei d Caria , si vede il tempio di Bacco Nittelio , quello di Venere Epistrofia , l'oracolo detto della Notte , ed il tempio di Giove Conio senza tet to . La statua di Esculapio poi , e quella di Iga so no opere di B riassi . Ivi ancora il cos detto palaz zo di Cerere , il quale mi dissero essere stato edifi cato da Gare durante il suo regno.

P R I M O
CAPO QUARANTESIMOPRIMO Sepolcro di Alcmena - luogo detto la Corrente - A l catoo , e Leone del Citerone - Eroo di Pandione - Ippolita VAmazone - Teseo , Pft>gne , e Filo mela .

i cendendo dalla cittadella nella parte rivolta a settentrione , havvi il monumento di lcmena vi cino allOlimpio . Si dice , che mentre costei anda va da Argo a Tebe mor nella via sul territorio Me garese ; gli Eraclidi vennero allora a contesa , altri olendo portare indietro il cadavere di Alcmena ad Argo ; ed altri a Tebe , perch ivi era il sepolcro de'figli , che Ercole avea avuto da Megara , e quel lo di Anfitrione . Ma l'oracolo di Delf rispose, che sarebbe stata miglior cosa per loro il sepellire A l cmena in Megara . a. Da questo luogo l'antiquario de'luoghi mi men in un sito, che, come disse, si chiamava Rhun la corrente poich ivi l'acqua dai monti scorreva nel la citt; ma Teagene nella sua tiranna cangi il cor so allacqua , e vi edific unaltare ad Acheloo . 3 . Vicino havvi il sepolcro di Ilio figliuolo di Ercole , il quale combatt a solo coll Arcade Echemo figliuolo di Aeropo . Chi poi fosse questo Echemo , che uccise Ilio lo mostrer altrove . Ilio adun que ancor egli in Megara sepolto . Questa potreb be con ragione chiamarsi la spediz ione degli Eraclidi nel Peloponneso , sotto il regno di Oreste . 4 Non lungi dal sepolcro dIllo si vede il tem pio d'Iside ; e presso a questo quello di Apollo , e Diana . Dicono , che ledificasse Alcatoo , il quar le uccise il leone chiamato citeronio . Fralle perso-

.S

na L I B R O ne morte da questo leone , dicono , che vi fu an che Evippo figliuolo del loro Re Megareo , il quale avea di gi perduto ancora per le mani di Teseo T imalco suo primogenito , che era andato contro Afidna insieme coi Dioscuri . Megareo promise pertan to la sua figli* in isposa , e la successione al trono a colui , che ucciso avesse il leone citeronio . Laon de Alcatoo di Pelope avendo assalito la fiera la vin se , e dopo essere salito sul trono edific questo tem pio sotto il nome di Diana Cacciatrice , ed Apollo Cacciatore . Cos raccontano essere queste cose av venute . 5. Io poi voglio scrivere di accordo coi Mega resi , ma non trovo come conciliar tutto alle loro tradizioni ; sono pertanto persuaso , che Alcatoo uccise il leone sul Citerone , ma chi scrisse mai , che Timalco figliuolo di Megareo and insieme co Dioscuri contro Afidne ? Come pot essere ucciso da Teseo , se Alcmane ancora , che fece un cantico in onore de'Dioscuri , mentre dice , che essi presero Atene , e menarono la madre di Teseo in schiavit, afferma , che Teseo era assente ? Pindaro poi can t cose simili a queste , e che Teseo voleva appa rentarsi co'Dioscuri , allorch part per ajutare Piritoo nelle gi dette nozze. L'autore adunque di que sta genealoga chiaro , che suppose assai creduli i M egaresi, se Teseo era discendente di Pelope. Ma i M egaresi, che sanno la vera storia , la celano , non volendo , che si creda essere stata presa la loro citt sotto il regno di Niso ; ma dicono , che di N i so fu successore il suo genero Megareo , e di costui Alcatoo. Sembra per, che morto Niso. , e le cose de Megaresi sendo rovinate, Alcatoo venuto allora dall' Elide vi regn . E ve ne ha un testimonio : imper ciocch subito riedific le mura sendo state le vec chie distrutte dai Cretesi Ma basti una volta ci ,

P R I M O 3 che riguarda la memoria di Alcatoo , e del leone , il quale ucciso sul Giterone , o altrove,fu causa, che Alcatoo edificasse un tempio a Diana Gacciatrice, ed Apollo Cacciatore. 6. Scendendo da questo tempio havvi l Eroo di Pandione . Che questi fosse sepolto nel cos detta scoglio di Minerva Aiftthyia stato gi da me dimo strato . Riceve per anche in Megara onori. 7. Vicino all* Eroo di Pandione il monumento d'Ippolita . Anche sopra questa voglio scrivere quel le cose , che narrano i M egaresi. Allorch le Ama zoni ( dicono essi ) nella spedizione contro gli Ate niesi a cagione di Antiope furono da Teseo disfatte, molte di loro perirono colle armi alla mano ; ma Ip polita sorella di Antiope , che allora le comandava si rifugi con poche di esse in Megara . Ivi s coraggitasi per la rotta ricevuta , e lo stato attuale delle cose , e non sapendo come tornare a Temiseira sua residenza , mori di dol ore . Ella fu in questo l uogo sepolta , e la figura del monumento simile ad imo scudo di Amazone. 8 Non lungi da questo il sepolcro (ii Tereo marito di Progne figlia di Pandione . Regn Tereo , come dicono i M egaresi, nella cos detta Page del la Megaride . Ma come io credo , ed ancora ne ri mangono segni, regn in Daulide che di l da Cherona . Imperciocch ne'tempi antichi molte parti di quella , che ora chiamano Grecia furono abitate da* Barbari . Tereo commise verso di Filomela la nota scelleratezza , e le donne verso d 'Iti, e non avendo le egli potute prendere, si uccise di sua mano in Me gara ; e tosto gli fu dai cittadini innalzato il sepol cro , e gli sagrificano ogni anno, facendo uso ne sagrificj di pietruzze in luogo di focaccie . E dicono , che ivi per la prima volta apparve l uccello upupa . JLe donne poi n'andarono in Aten e , ove piangendo

il 4 L I B R O per quello , che aveano sofferto , e per quello , che aveano in vendetta commesso , morirono oppresse dal dolore . Dopo fu celebrata la loro trasformazio ne in usignuolo , e rondinella , perch io credo, que sti augelli cantano in un tuono lamentevole , e simi le al pianto. CAPO QUARANTESIMOSECONDO Altra cittadella de Megaresi , e cose memorabili ivi dappresso - Apollo ajuta Alcatoo nella co struzione delle mura - Pietra sonante - Simulacro di Mennone in Egitto - Templi di Minerva sulla cima della cittadella - Tempio di Apollo , e sta tue - Natura delVebano - Morte de'figli di A lca * too - Eroo d'ino , e tradizione de'Megaresi. i. anno i Megaresi un altra cittadella, che trae il nome da Alcatoo . Salendo ad essa si trova a destra il sepolcro di Megareo , che venne in loro soccorso da Onchesto , allorch i Cretesi fecero la spedizione di Megara . Si mostra ancora il focolare sacro degli Dei detti Prodomi , ai quali dicono, che Alcatoo sagrific il primo sul punto di cominciare l'edificazione delle mura . Vicino a questo havvi una p ietra , sulla quale dicono , che Apollo depose la cetra , allorch ajut Alcatoo a fabricare le mura . Questo ancora mi dimostra , che i .Megaresi fecero causa comune cogli Ateniesi . Conciossiach sembri, che Periba figlia di Alcatoo , fu come porzione del tributo mandata in Creta insieme con Teseo . Allor ch poi Alcatoo fabric le mura , dicono i Megares i , che Apollo gli prest ajuto , e depose la cetra so pra una pietra . Ghe se per avventura qualcuno bat t a sopra cpiesta con una pietruzza , ella suona , co me se si toccasse una cetra

P R I o -u 5 2. Questo mi rec meraviglia ; ma molto mag giore ancora fu quella, che mi rec il colosso in T e be di Egitto di l dal Nilo nel luogo chiamato le Si ringi . Gonciossiach tuttora vi si vegga assisa la sta tua del Sole , che i pi chiamano Mennone , per ch si dice, che costui dallEtiopia entrato ostilmen te in Egitto , and fino a Susa . I Tebani per non la chiamano Mennone , ma dicono , ch e la statua rappresenta un tal Famenofe loro nazionale . Ho udi to anche a ltri, i quali dicevano esser quella una sta.tua di Sesostri ; Gambise la spezz , ed ora dal ca po fino alla met del corpo si vede rotta per terra ; il resto st al suo luogo , e rende ciascun giorno un suono al levar del sole ; questo suono potrebbe as somigli arsi a quello di una corda rotta della cetra, o della lira . 3 . I Megaresi hanno una Guria nel luogo ? co me dicono , dove fu gi il sepolcro di Timalco , che , siccome ho mostrato poco sopra 7 fu morto da Teseo. 4 Sulla cima della cittadella fu edificato un tempio a Minerva ; la sua statua dorata fuori che nelle mani, e nellestremit de'piedi, sendo queste, e la faccia davorio. Nell o stesso sito sono due altri templi di Minerva sotto i nomi di Vittoria , e di Eaniide . Ci che risguarda questo ultimo tempio si passa dagli antiquarii Megaresi sotto silenzio , io pertanto scriver quello , che credo esser avvenuto . Telamone di Eaco spos la figlia di Alcatoo Periba ; credo pertanto, che Ajace , il quale successe nel re gno ad Alcatoo facesse la statua di Minerva . 5. Il tempio di Apollo era anticamente di mat toni ; ma in questi ultimi tempi lImperadore Adria no Io riedific di marmo bianco . Delle statue , ch e racchiude , lApollo chiamato Pizio , ed il Decateforo rassomigliano in particolar modo alle sculture

u fi L I B R O egiziane ; quello p o i,a cui danno il soprannome di Archegeta simile alle opere di Egina ; tutti e tre poi sono di ebano. 6. Udii da un di Cipro , il quale conosceva as sai bene le erbe , che servono alla medicina , che l'ebano non produce foglie , non d alcun frutto , e non vede giammai il sole ; che sono radici, le qua li vengono scavate dagli Etiopi , che hanno fra loro jfersone pratiche di trovare l'ebano. 7. Havvi ancora il tempio di Cerere Tesmofora, scendendo dal quale , si vede il monumento di Callipoli figliuolo di Alcatoo . Ebbe Alcatoo un altro fi glio pi vecchio , Echepoli, il quale fu da lui man d ato a Meleagro per ajutarlo ad ammazzare la belva, che devastava l'Etolia . Il primo a saper la sua mor te fu C a llipoli , il quale corse alla cittadella , dove allora il padre sagrificava per Echepoli ad Apollo , e gitt via le legna dall'ara . Alcatoo , che non sapeva ancora la morte di Echepoli, giudic Callipli qua le empio , e nel primo impeto dello sdegno , lo uc cise percuotendogli la testa con quelle stesse legna , che erano state gittate a terra dallara. 8. Nella jtrada , che mena al Pritano havvi JEroo dino , intorno al quale unargine di pietre , e sopra a questo sono piantati degli o livi. I Mega r esi di tutti i Greci sono i so li, i quali asseriscano , che il corpo dino si giaceva sulle coste della Mega ride insepolto , e che Cleso , e Tauropoli trovatolo lo seppellirono . Dicono , che costoro erano figlie di Clesone di Lelege , e che Ino fu dai Megaresi per la prima volta chiamata Leucotea , e ciascun anno

sagrificano in suo onore

P R I M O
CAPO QUARANTESIMOTERZO

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I f genia - Adrasto - Sepolcri nel Pritano di Megara , e sasso detto Anacletra - Sepolcri nella cit t - Esinnio - Culto d' Ifinoe - Sepolcri presso il tempio di Bacco - Tempio di Bacco , e statue Tempio di Fenere , e statue in esso - Tempio della Fortuna , ed altre statue - Coreho , e suo sepolcro nel foro de' Megaresi. . icono poi essere presso di loro l'Eroo d'Ifigenia , poich secondo essi anche costei mor in Me gara . Io poi udii un altra tradizione intorno ad Ifi genia riferita dagli Arcadi : e s ancora , che Esio do nel catalogo delle donne ha cantato , Ifigenia non esser morta , ma per volere di Diana esser divenuta Ecate . Con questi v d accordo Erodoto, il quale s crisse , che 1 Tauri popolo della Scizia immolavano alla vergine i naufraghi , e dicevano esser la vergi ne , Ifigenia figlia di Agamennone . Anche Adrasto riceve onori presso i Megaresi , dicendo , che co stui pure mor presso di loro quando dopo la presa di Tebe riconduceva l'esercito indietro. Dicono che causa della sua morte fu la vecchiaja , e la perdita di Egialo suo figlinolo . Hanno ancora un tempio di Diana edificato da Agamennone , allorch venne 3 persuadere a Calcante , che dimorava in Megara di seguirlo a T roja. 2. Nel Pritano come dicono , sepolto Me nippo di Megareo , ed Echepoli di Alcatoo. Vicino al Pritano havvi un sasso , che chiamano Anacle tra ; nome che prese , se pure alcuno potr creder lo , allorch Cerere andando qu , e l cercando la sua figlia, da quel sasso chiamolla $ secondo questa

it S L I B R O tradizione le donne Megaresi celebrano a d nostri una festa . Hanno i Megaresi de sepolcri nella citt : imo ne fecero a coloro , che morirono nella invasio ne del Medo : laltro , che chiamasi , Esinnio , an che esso sepolcro di Eroi. 3 . Iperione di Agamennone ( fu costui l ultimo Re di Megara ) sendo stato morto per l'avarizia , e le insolenze sue da Sandione , i Megaresi decreta rono di abolire la monarchia , e di essere retti in ve ce del Re da Magistrati elettivi, ed avere cos ognu no parte al commando . Intanto Esimno a niuno de Megaresi di gloria inferiore, n'and in Delfo a con sultare il Nume , e lo interrog , che gl' indicasse in qual modo sarebbe la sua patria felice . 11 Nume gli rispose , che i Megaresi sarebbero stati felici , se avessero deliberato insieme coi pi . Riputando, che questo detto riguardasse i morti , fabricarono la sa la del consiglio in questo luogo , affinch restasse rinchiuso in essa il sepolcro degli Eroi. 4. Di l andando verso lroo di Alcatoo , del quale a miei d i Megaresi servivansi per Archivio , si veggono due sepolcri ; uno , che dicono di Pirgo moglie di Alcatoo prima , che costui prendesse in isposa la figlia di Megareo Evecme ; e l ' altro d'Ifinoe figlia di Alcatoo , morta ancor vergine . Le don zelle prima di maritarsi hanno l uso di far libazioni al monumento d'Ifinoe , e di offrirvi la primizia del la loro chioma come le figlie deDelj gi si tosavano ad onore di Ecaerge , ed Opi. 5 . A lato dellingresso del t empio di Bacco il sepolcro di Asticrata, e di Manto , le quali erano figlie di Poliedo figliuolo di Cerano , figlio di Abanto , figlio di Melampo ; Poliedo venne in Megara per purgare Alcatoo della uccisione di Callipoli suo figlio , edific un tempio a Bacco , e vi dedic una statua di legno , che a'nostri d coperta fuori del

P R I M 0 ti9 viso ; le st a lato un Satiro di marmo pario opera di Prassitele . Questo Bacco soprannomato Patroo , ed allaltro , che dicono eretto da Euchenore di Ce rano di Poliedo , danno il soprannome di Dasillio . Dopo quello di Bacco havvi il tempio di Venere ; d'avorio la statua , e la Dea ha il soprannome di Prassi . Questa statua l oggetto pi antico , che sia nel tempio . La Persuasione p o i, e altra divi nit , che chiamano Paregoro sono opere di Prassitele ; siccome di Scopa sono l'Amore , la Passione t e lAffetto , seppure queste tre Divinit non sono , che la stessa sotto nomi diversi . Vicino al tempio di Venere havvi quello della Fortuna , il cui simula cro opera pure di Prassitele Nel tempio conti guo , Lisippo fece le Muse , ed il Giove di bronzo. 7. I Megaresi hanno ancora il sepolcro di Gorebo ; ci che i poeti dicono sopra costui di accor do cogli Argivi sar da me in questo luogo manife stato . Dicono adunque che regnando in Argo Crotopo , Psamate sua figliuola partor un figlio frutto del suo commercio con Apollo , e fortemente presa dal timore del padre lo espose . I cani di Crotopo , che stavano in guardia della gregge imbattendosi nel fanciullo lo misero a brani. Apollo adunque in ven detta di ci mand nella citt degli Argivi Poena mo stro , che rapiva , dicon essi, i figli dal seno delle madri , finch Corebo per far cosa grata agli Argivi luccise . Dopo di averlo ucciso , la citt fu afflitta dalla peste , n potendosene gli Argivi liberare, Gorebo and spontaneamente a Delfo per soggiacere al castigo , che il Nume ,gli avrebbe imposto per la uccisione di Poena . La Pizia non permise a Corebo di tornar ad Argo ; ma gli comand di prendere un tripode , e portarlo fuori del sacro recinto , e che dove questo gli fosse caduto dalle mani, ivi avesse fabricato un tempio ad Apollo , e stabilito la ua di-

120 L I B R O inora . H tripode adunque rotolandosi gi dal mon te Gerania , non fu pi veduto , ed ivi edific il ca stello di Tripodisci . Il sepolcro di Corebo si vede nel foro de'Megaresi, dove leggesi una elegia , che riguarda i fatti di Psamate , e di Corebo . Sul co perchio dellurna hawi Corebo ^ che uccide Poena . Queste sono le statue pi antiche di marmo , che io abbia veduto nella Grecia. CAPO QURANTESIMOQURTO Orsippo - Tempio di Apollo Prostaterio , e statue in esso - Cose memorabili nel ginnasio de* Mega resi - N isa cittadella - Page - Sepolcro di Egialo - Culto di Melampode - Sepolcro di A u tonoe in Erena - Sepolcro di Telefane - Marmo conchite - Sasso Moluride - Ino , e Melicerte Scirone - Tempio di Giove Afesio - Sepoloro di Euristeo - Tempio di Apollo Latoo . i. V i c i n o a Corebo sepolto Orsippo , il quale mntre ne' giuochi, secondo l antico costume , gli Atleti aveano una fascia , nudo vinse la corsa a pie di nello'stadio di Olimpia . Dicono ancora , che co stui divenuto dopo Generale de'Megaresi aument il loro territorio a spese de' limitrofi . Credo p o i, che egli si fece volontariamente cadere la fascia in lim-. pia , conoscendo , che pi agile al corso un uomo totalmente nudo , di quello che cinto. a. Scendendo dal foro per la strada chiamata diritta si vede a destra poco dopo aver voltato la stra da il tempio di Apollo Prostaterio . In esso un A p ollo degno a vedersi, una Diana , una Latona , ed altre statue . Prassitele fece quelle che rappresenta no Latopa , ed i figli.

P R I M O ia* 3 . Nel Ginnasio antico , vicino alle porte chia mate Ninfadi havvi una piccola pietra tagliata a pi ramide , la quale chiamata Apollo Carino . Ivi pure un tempio di Lucina : queste sono le cose che essi credono dover mostrare nella citt. 4. Scendendo verso il porto , che fino ad oggi si chiama Nisa havvi un tempio di Cerere Malofora . Vari* spiegazioni si danno di tal soprannome , e fra queste v'ha chi dice , che Cerere fu cos chia mata da coloro , che i primi portarono a pascere le pecore sulla terra : il tetto forse caduto per vecchiaja. 5 . Ivi una cittadella chiamata pure Nisa . Scendendo dalla cittadella verso il mare il sepolcro di Lelege , il quale dicono , che regn venendo dall Egitto , e che era nato di Nettuno , e di Libia di Epafo. Presso Nisa si vede un'isola non molto gran de ; ivi Minosse tenne i vascelli cretesi all' ancora mentre guerreggiava contro Niso. 6. La parte alpestre della Megaride confina coi Beozj , ed in essa sono situate le citt di Page , ed Egostena . Andando verso Page deviando un poco dalla strada principale si mostra un sasso tutto fora to di freccie tirate dai Medi in una notte. 7. In Page rimasta di degno a vedersi il si mulacro di bronzo di Diana , soprannominata Salva trice , di misura , e di forma eguale a quella di Me gara . Ivi l Eroo di Egialo figliuolo di Adrasto . Imperciocch quando gli Argivi assalirono per la se conda volta la citt di Tebe , costui sendo morto nel primo incontro presso Glisante , fu da congiunti tra sportato in Page della Megaride , ove venne da loro sepolto ; e lEroo chiamasi ancora lEgialo. 8. In Egostena havvi il tempio di Melampo fi. gliuolo di Amitaone , ed una figura non molto gran de di uomo scotyhasopra di un cippo . Sagrificano

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a Melampo , e celebrano la sua festa ciascun anno :

dicono per , che egli non predica l 'avvenire , n per sogni , n altrimenti. Ed io ho inteso in Erena borgo de' Megaresi quest' altra tradizione, che Auto noe figlia di Cadmo fortemente afflitta per la morte di Atteone , accaduta , come si dice , e per tutte le disgrazie della sua casa paterna , venne di Tebe in questo luogo , ed infatti si vede in questo castello il suo sepolcro. 9. Andando da Megara a Corinto trovatisi pa recchi sepolcri , e fra questi quello di Telefane Sa mio suonatore di tibia . D icesi, che questo fu fattoedificare da Cleopatra figlia di Filippo di Aminta. Ivi si vede ancora il sepolcro di Care di Foroneo , il quale dapprincipio non era , che un tumulo di terra ; ma. dopo per la risposta dell'oracolo fu ornato di marmo conchite . I soli fra i Greci , che abbia no tal sorta di marmo sono i Megaresi, i quali lo hanno usato in molti edificj . E questo marmo molto bianco , pi tenero del marmo commune , e si vede da per tutto sparso di conchiglie marine petrificate . Questo adunque il marmo conchite. 10. La cos detta strada Scironia dal nome di Scirone , fu fatta da costui per comodo degli uomi ni veloci , allorch era Polemarca de' Megaresi . Adriano Imperadore per l ' ampli in guisa , che la rese atta a potervi passare due carri di fronte. . Dove la via pi angusta s'ergono parec chie rupi , sulle quali fanno diversi racconti . Si di ce in fatti , che dalla rupe Moluride si precipit Ino nel mare , tenendo Melicerta il pi piccolo de suoi fig li, poich il padre avea di gi ucciso il maggiore di loro Learco . Si dice , che Atamante facesse tali cose sendo divenuto pazzo : altri dicono , che di venne furioso contro dino , e de figli avuti da lei , dopo che seppe , che la fame di Tfrxomene , e l

P R I M O 123 morte di Frisso era stata causata non gi dal Nume j ma per le trame di Ino madrigna di Frisso . Costei prese allora la fuga , e si gitt nel mare insieme col figlio dalla rupe Moluride . Melicerte per portato da un delfino nell istmo di Corinto vi ricev onori sotto il nome di Palemone , e fra questi deve anno verarsi la istituzione de'giuochi istmici. ia. La rupe Moluride fu giudicata sacra a Leucotea , e Palemone ; ma le ru p i, che si trovano do po si hanno in orrore . Poich Scirone , che abita va nelle loro vicinanze gittava nel mare tutti i fore stieri , che incontrava , ed una testuggine nuotava sotto le roccie per rapire quelli , che erano precipi tati . Sono le testuggini marine simili in tutto alle terrestri eccetto nella grandezza , e nella forma de1 piedi , che sono simili a quelli delle foche . Teseo pun colla stessa pena Scirone avendolo precipitato nel mare. 1 3 . Sulla sommit del monte havvi il tempio di Giove chiamato Afesio . Si dice , che essendo una volta avvenuta ima gran siccit nella Grecia , sacri ficando Eaco , secondo un' oracolo, a Giove Panelenio nell'isola di Egina, venuta la pioggia, furono dalla siccit liberati, e perci venne dato a Giove il so prannome di Afesio . Ivi sono ancora le statue di Venere , Apollo , e Pane. 14. Andando pi oltre si trova il sepolcro di Euristeo , il quale fuggendo dallAttica dopo la bat taglia contro gli Eraclidi , dicono . che ivi fu mor to da Jolao . Scendendo per questa via si vede il tempio di Apollo Latoo : e dopo questo sono i con fini Megaresi col territorio di Corinto , dove dico no , che Ilio di Ercole combatt a slo a solo con Echemo lArcade,

DESCRIZIONE DELLA GRECIA


D

1 I

P A U S A N
LIBRO
D e ll e

SECONDO
co se C o rin z ie .

C A P O

P R I M O

Nome , ed origini del territorio Corinzio - abitan ti di Corinto - Guerra degli Achei contro i Ro mani - Distruzione di Corinto , e sua riedifica zione - Villaggio di Crommione - Istmo - Sini , Fea , e Perifete - Tentativi per tagliar VIstmo combattimento fra Nettuno , ed il Sole - cose memorabili sulV Istmo - Tempio di Nettuno , e statue in esso. . JLia Corinzia parte del territorio argivo ebbe il suo nome da Corinto . Che costui fosse figliuolo di Giove ninno seriamente a mio parere la disse , se non il volgo di Corinto . Eumelo figlio di Amfilito della famiglia detta de Sacchiadi, del quale si narra, che facesse pure versi , riferisce nella storia di Co rinto , seppure sua , che Efira figliuola dell'Oceano fu la prima ad abitar questa terra . Qualche tem po dopo , Maratone di Epopee , di Aloeo, del Sole , fuggendo l'ingiustizia , e l'arroganza del padre, and a stabilire la sua dimora sulle coste dell 'Attica. Mor to Epopeo , Maratone venne nel Peloponneso , do-

S E C O N D O iaS ve avendo diviso il regno fra i suoi figliuoli ? egli ri torn nell'Attica ; e da Sicione fu allora cangiato il nome all'Asopia , e da Corinto allEfira. 2. Degli odierni Gorintj , ninno delle antiche famiglie ; ma una colonia mandatavi dai Romani . E la lega degli Achei fu causa della disgrazia di Co rinto : imperciocch facendo parte di essa anche i Corintj , furono partecipi della guerra contro i Ro mani , mossa da Critolao generale degli A c h e i. Co stui fu che persuase alla rivolta non solo gli Achei ; ma la maggior parte ancora de popoli , che stanno fuori del Peloponneso . I Romani rimasi vittoriosi nella guerra , disarmarono gli altri G reci, e distrus sero le fortificazioni di tutte le citt murate . Corin to distrutta da Mummio Generale deRomani, si di ce , che , fu rifabricata da Cesare , i l quale il pri mo stabil in Roma la forma di governo , che ora vi esiste . Si dice , che anche Cartagine fosse ristabi lita .durante il suo comando. 3 . Appartiene alla Corinzia il borgo Cromione cos dett da Cromo figliuolo di Nettuno . Ivi la Fea, che secondo i Poeti era un cinghiale , dicono , che fosse nudrita ; e la sua uccisione fu una delle impre s e di Teseo . Pi in l i anche oggi si vede un pine sul lido del mare , e l ara di M elicerte; nel qual luogo si vuole , che il fanciullo fosse da un delfino messo a terra , e che Sisifo incontratosi nel suo cor po , lo seppellisse nell istmo , e celebrass e in suo onore i giuochi istmici. 4 Nellingresso dellistmo havvi il luogo , do ve Sini ladrone prendendo i p in i, 1 1 curvava , ed attaccandovi quelli, che combattendo vinceva , la sciava raddrizzare gli alberi : di maniera , che tiran do ciascuno degli alberi la parte avvinta, i legami non cedendo n da un canto , n dallaltro ; ma sendo. da ambo le parti sforzati, fac evan s, che l infelice fosse

-126 L I B R O squartato . Sini per ebbe a soffrire la stessa morte per le mani di Teseo . Imperciocch questo Eroe purg la strada da Trezene ad Atene , degli scelle rati , che ho enumerato di sopra , ed uccise ancora in Epidauro la Sacra, Perifete , creduto figlio di Vulcano , che ne'combattimenti si serviva di una clava di bronzo. 5 . L'istmo di Corinto tocca il mare da un lato a Cencra , e dall' altro a Lecho . Imperciocch questo tratto rende il Peloponneso terra ferma. Ten tarono di farlo divenire isola , scavando l'istmo ; ma furono costretti a lasciare il lavoro . Dove comincia rono a scavare manifesto ; e resta come era , sen do ancora continente . Alessandro figlio di Filippo , volendo scavare il Mimante , in questa sola impresa non fu felice. La Sacerdotessa di Pitone f cessare que'di Gnido dallo scavar l'istmo . Tanto difficile, che l'uomo violenti i divini decreti ! 6. I Gorintj non sono i soli a narrare la seguen te storia sul loro paese ; ma credo , che gli Ateniesi i primi tal cosa raccontarono sull Attica . Dicono pertanto i Gorintj , che Nettuno venne a contesa col Sole per la loro terra ; ma il loro mediatore Briareo decise , che l'istmo , e la terra a quello confinante fosse di Nettuno , e che la rupe , la quale domina la citt appartenesse al sole . Da quel tempo dicono, che l'istmo appartenga a Nettuno . 7. Ivi le cose degne a vedersi sono il teatro , e lo stadio di marmo bianco . Andando verso il tempio di Nettuno veggonsi le immagini degli Atleti , che hanno riportato la vittoria ne' giuochi istmici. La via fiancheggiata da p in i, i pi de'quali sono diritti . Sai tempio poi , che non molto grande sono parec chi Tritoni di bronzo ; e nel pronao veggonsi quat tro statue di bronzo , due di Nettuno , una di Anti t rite , e finalmente il Mare . Ci , che nell' inter-

S E C o N D o 127 no del tempio iu offerto agiorni nostri da Erode cit t adino ateniese . Consiste il dono in un carro tira t o da quattro cavalli dorati fuori che nelle unghie , che sono di avorio, a lato de'quali veggonsi due T ri toni di oro dal capo fino alle reni , e dalle reni in gi anche essi di avorio . Sopra il cocchio poi stan no Nettuno , ed Anfitrite , ed il loro figlio Palemo ne , ritto sopra un delfino . Questi sono anche essi d'oro , e d'avorio . Nella faccia di mezzo della base, che sostiene il carro , scolpito il Mare , che f sorgere la sua figlia Venere . Ne due lati poi della base medesima veggonsi le cos dette Nereidi . Io ho veduto in altre parti della Grecia delle are erette a queste deit ; anzi ne porti hanno loro consacrato recin ti, dove pure Achille si onora . Dotone ha an cora un tempio assai venerato a Gabali, dove si con serva un peplo , che i Greci dicono aver Erifile rice vuto per il suo figliuolo Alcmeone . 8. Sulla base di Nettuno veggonsi inoltre scol piti i figliuoli di Tindareo, perch anche questi son divinit tutelari delle navi , e denaviganti. Nel tem pio si vedono parecchie statue ; quella della Sereni t , e del Mare , un cavallo dal petto in gi simile ad un pesce , Ino , Bellerofonte , ed il Pegaso. C A P O S E C O N D O

Tempio di Palemone - Tempio de Ciclopi - Sepol cri di Sisifo e Neleo - Giuochi Istmici - Porti Cencra , e Lecho - Bagno di Elena - Sepolcri presso la strada - Crano - Laide - c ose memo rabili in Corinto - Penteo . 1. E n t r o il recinto a mano sinistra havvi il tem pio di Palemon e . In questo sono le statue di Nettu-

128 L I B R O ' . , , e Le ucotea , e Palemone istesso . V i ancora nel recinto un cos detto adito ( secreto ) a cui si scende per una via sotterranea , ove vogliono , che si nascondesse Palemone . Se in questo luogo com mette spergiuro il Corintio , o il forastiere , non vha mezzo di liberarsi dalle pene del giuramento vio lato. 2. Ivi ancora un tempio antico , chiamato l ara de'Ciclopi , dove sagrificano ai Ciclopi. I sepol cri poi di Sisifo , e Neleo , ( perch dicono , che Neleo venuto a Corinto , ivi infermatosi mor , e fu nell istmo sepolto ) non si potrebbero trovare nep pure da colui , che avesse letto le opere di Eumelo. Conciossiach dicano , che Sisifo non volle mostra re neppure a Nestore la tomba di Neleo , dovendo a tutti similmente rimanere incognita . Sisifo poi fu anche egli sepolto nellistmo , e pochi de Gorintj del suo tempo furono quei , che lo seppero . I giuochi istmici non furono interrotti nemmeno dopo la di struzione de Gorintj , fatta da Mummio ; ma nel lungo spazio di tempo , che la loro citt fu deserta, i Sicionj furono incaricati della loro celebrazione , e dopo che Corinto fu ripopolata lonore della sopraintendenza degiuochi fu ai nuovi abitanti restituito . 3 . I porti deGorintj ebbero il nome da Leche , e Cenchria figliuoli, dicesi, di Nettuno , e Pirene nata di Acheloo . Nelle grandi Ee poi Pirene vien detta figlia di Ebalo . Nel Lecho havvi un tempio di Nettuno ; la statua del nume di bronzo . Sulla via che da l Lecho mena per l istmo a Cencra si ve de il tmpio di Diana , ed in esso una vecchia statua di legno . In Cencra il tempio di Venere , e la sua statua di marmo . Dopo di esso sull antemurale entro il mare havvi una statua di bronzo di Nettuno . N e l l a l t r a estremit del porto sono i templi di Esculapio , e di I side . R is p etto a Cencr a il lavacro

S E C O N D O mg di Elena ; l'acqua salsa , in gran quantit scorre dalla rupe al mare , ed ha il calore dell' acqua comu ne , quando comincia a riscaldarsi. 4 - Salendo a Corinto si veggono lungo la via se polcri , e presso la porta sepolto Diogene il Sinopese , chiamato da Greci per soprannome il cane . Avanti la citt il bosco decipressi chiamato il Crano ; ivi il sacro recinto di Bellerofonte , il tem pio di Venere Melanide ; ed il sepolcro di Laide , sul coperchio del quale una leonessa , che coi pie di anteriori tiene stretto un montone. Anche in Tes saglia un'altro sepolcro , che dicono di Laide. Im perciocch costei amando Ippostrato and ancora in Tessaglia . Si narra , che sendo una fanciulla d'Icc ari in Sicilia fu presa da Nicia , e dagli Ate niesi , e venduta in Corinto super in bellezza tutte le cortigiane di quel tempo , e fu in guisa tale am mirata dai Corintj , che costoro intorno a lei conten dono fino al giorno d'oggi. 5. Delle cose degne d esser notate nella citt , altre sono residui antichi ; la maggior parte per ap partengono al suo nuovo rifiorimento . Nel foro dun que ( perch ivi sono la maggior parte de'tempj ) havvi una Diana di soprannome Efesia , e due statue di legno, di Bacco , dorate fuorch nel volto , che di color rosso dipinto . Chiamano una di queste sta tue Lisio , e l'altra Baccho . . 6, Io ancora per voglio scrivere quello , che si dic e sopra queste statue . Narrano, che quando Penteo fece villana a Bacco, fra le altre cose , che egli os in quella occasione giunse perfino a portarsi sul Citerone , onde osservar le donne ; dove montato so pra un albero vide ci , che esse operavano ; ma quelle avvedutesi di Penteo lo gittarono subito a ter ra , e vivo posero a brani il suo corpo . Raccontano i Corintj , che in seguito la Pizia ordin loro , che

i 3o L I B R O trovato quell albero l'avessero adorato qual nume , Laonde essi ne fecero le due figure,delle quali si tratta. 7. Havvi ancora il tempio della Fortuna , la cu statua ritta di marmo pario . A lato di questo il Panteon , ed ivi vicino fu edificata una fontana , so pra la quale vedesi un Nettuno di bronzo , ed un del fino sotto i suoi piedi , che sgorga l'acqua . Ivi an cora un Apollo di bronzo soprannominato Clario , e la statua di Venere scultura di Ermogene da Citer . V i sono poi due statue di bronzo , che rappresentar no Mercurio ritto in piedi , la seconda st dentro una edicola . Delle tre statue di Giove poste anche esse ad aria aperta il primo non ha alcun sopranno me aUaltro danno quello di Terrestre , ed il terzo chiamano Altissimo. C A P O T E R Z O

Continuazione delle cose di Corinto degne di esser rammentate - Tempio di Ottavia - Fonte Pirene Bronzo di Corinto - Bagni , e fonti de Corintj Sepolcro de'figli di Medea - Medea , Giasone , e i primi Re di Corinto

1. I n mezzo al foro una Minerva di bronzo , sulla base della quale sono scolpite le Muse . D i l dal foro il tempio di Ottavia sorella di Augusto , che regn sopra i Romani dopo Cesare fondatore della moderna Corinto. a. Uscendo dal foro per la strada che v a Leeho si veggono i P ropili , sopra i quali sono dei cocchi dorati , luno porta Faetonte figliuolo del So le , e laltro il Sole stesso . Poco pi oltre , entran do , havvi a destra un Ercole di bronzo. 3 . Dopo questo s'entra all'acqua Pirene . Dico-i

S E C O N D O iti no di costei, che per le lagrime fu di donna cangia ta in fonte , piangendo Cencria ucciso involontaria mente da Diana . La fontana adornata di marmo bianca ; e delle spelonche hanno fatto camere , data le quali vedesi scorrere apertamente l'acqua nella fontana . E questa soave a bere , ed affermano, che il bronzo detto Corintio , mentre infuocato e cal do riceva da quest' acqua il colore . Imperciocch i Corintj non hanno bronzo . Rimpetto alla fontana di Pirene havvi una statua di Apollo , ed un recinto . In esso una pittura , che rappresenta l'azione di Ulisse contro i Proci f 4 D i nuovo tornando a Lecho per la via retta havvi un Mercurio di bronzo assiso . ed al suo fian co un montone . Imperciocch sembra specialmen te , che Mercurio invigili su i greggi , e li moltipli chi , siccome Omero stesso cant nella Iliade : Figlio del ricco in greggie inclito Forba , Cui pi degli altri Eroi Mercurio amava , E a cui concesse posseder ricchezze . Ci , che si dice poi nella iniziazione della Madre circa Mercurio , e il montone, bench il sap pia noi dico . Dopo la statua di Mercurio si v ede Nettuno , Leucotea , e Palemone sopra un delfino . 5. Molti sono i bagni in Corinto , altri edifica ti dal comune , ed uno ve ne ha , fabricato dall' Imperadore Adriano . Il pi celebre per quello vici no a Nettuno . Fu questo edificato da Euricle citta dino Spartano , il quale lo adorn di varii marmi , e di quello , che scavasi in Crocee nella provincia di Laconia . Nell'ingresso di esso vedesi a sinistra un Nettuno , e dopo di questo Diana Cacciatri ce . Molte sono le fontane edificate per tutta la citt , sendo grande in essa l'abbondanza dell'acqua , ed inoltre , l Imperadore Adriano ve ne condusse una nuova da Stintalo . Cosa assai degna ad esser veduta

x5-a L I B R O il Bellerofonte , al lato della statua di Diana , e l'acqua , che sgorga dall'unghia del cavallo Pegaso. Dall'altro lato del foro , verso quella parte , di dove si v a Sicione , vedesi a destra della via il tem pio , e la statua di bronzo di Apollo , e poco pi ol tre la fontana detta di Glauce ; imperciocch dico no , che costei vi si precipit credendo , che l'acqua le sarebbe stata di rimedio contro i veleni di Medea. 6. Di l da questa fontana il cos detto Odo, accanto al quale havvi il sepolcro defigli di Medea . Dicesi , che costoro si chiamavano Mermero , e Ferete , e che furono lapidati dai Corintj , a cagione de'doni , che per ordine della loro madre aveano pre sentato a Glauce . Per questa morte data con vio lenza , e senza giustizia , morivano i piccoli figli de? Corintj , finch per risposta dell' oracolo , furono stabiliti ad onore defigli di Meda sacrificj annuali , e fu eretta l'immagine del Terrore , la quale fino a giorni nostri rimasta in piedi, ed figurata sotto l'aspetto di una donna nellatto pi orribile . Ma do po , cho Corinto fu disfatta dai Romani , e gli an tichi Corintj furono dispersi, i nuovi abitanti n hanno in loro onore ristabilito questi sacrificj , n i loro fanciulli si recidono la chioma , n si rivestono di vesti negre. 7. Medea dopo ci ita in Atene divenne moglie di Ego : sorpresa per , che tramava insidie a T e seo , fugg ancora da Atene , e pervenuta in quella terra , che allora chiamavasi Aria diede agli abitan ti di quella il nome di Medi . Dicono p o i, che il fi glio , che men seco nella sua fuga presso gli Arii , lo avea avuto da Ego , e che si appellava Medo . Ellanico per lo chiama Polisseno , e lo f figliuolo di Giasone . I Greci hanno un poema , che chiama no le Naupattie : in questo si canta , che Giasone dopo la uorte di Pelia di Jolco in Corcira , e

p ass

S E C O N D O 133 che Mermero suo figliuolo primogenito ito a caccia nel continente rimpetto a quella isola fu da una leo nessa morto . Di Ferete poi nulla si rammenta . Cinetone Lacedemonio ( perciocch anche costui fece genealogie in versi > disse , che M edo , e la figlia Eriopide nacquero a Giasone di Meda . Ci quan to egli ha detto intorno ai figli di Meda. 8. Ma Eumelo disse , che il Sole diede ad Aloeo la terra Asopia , e l'Efira ad Eeta , il quale itosene a Coleo , lasci il comando del paese a Birno . Co stui era figliuolo di Mercurio , e di Alcidamia , e dopo la sua morte Epopeo di Aloeo riun all'Asopia il governo dell'Efira . E soggiunge , che ne'temp posteriori, Corinto figliuolo (fi Maratone non aven do lasciato prole , i Gorintj chiamarono Meda da Jolco , e le diedero il commando del loro paese ; co s regn Giasone in Gorinto , e Meda ebbe figliuo li . Ma tosto , che li avea , portandoli nel t empio di Giunone , ivi li nascondea , credendo , che col celarli in quel tempio sarebbono divenuti immortali : finalmente per conobbe , che le sue speranze anda vano fallite . Essendo stata inoltre scoperta da Gia sone , n potendo da lui ottener perdono , il quale navig a Jolco , essa perci part , e rimise il gover no nelle mani di Sisifo . Questo ci , che ho letto.

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C A P O Q U A R T O

Tmpio di Minerva Calinitide - Bellerofonte - Re discendenti da Sisifo - / Bacchiadi cacciati da. Cipselo - Stirpe di Cipselo - Opere di Dedalo Tempio di Giove Capitolino - Fontand Lemd , e tempj , e statue ivi dappresso - Tempi} , e sta tue nella strada alla cittadella di Corinto.

. ^ lungi dal sepolcro de figli di Meda il tempio di Minerva Calinitide . Conciossiach di cano , che Minerva pi eli ogni altra divinit porse ajuto a Bellerofonte , egli diede il Pegaso , che essa avea domato , e posto in freno . La statua di ler gno , la faccia per, le mani, e le estremit de' pie di sono di marmo bianco . a. Che Bellerofonte non regnasse come dispo tico sovrano , ma dipendente fosse di Preto , e de gli Argivi , lo credo io , e tutti coloro , che le ope re di Omero lessero con attenzione . Sembra p o i, che ancora dopo , che Bellerofonte and a dimorare in Licia , i Corintj fossero nulladimeno soggetti ai Sovrani di Argo , e di Micene . N ebbero proprii Capitani nella spedizione contro Troja , sendo in quella occasione le loro truppe unite ai Micenesi, ed a tutti gli a ltri , che A gamennone conduceva . 3. Sisifo poi non ebbe per figliuolo soltanto Glauco padre di Bellerofonte ; ma un altro ancora Omizione , ed oltre questo Tersandro , ed Almo . Di Omizione nacque Foco detto figliuolo di Nettu no . Costui and ad abitare in Titorea , che ora della Focide , Toante poi figliuolo minore dello stes so Ornizione rest a Corinto . Di Toante nacque Damofonte , di costui Propoda , e di Propoda Do-

S E C O N D O 135 fida , ed Jantida . Durante il regno di costoro i Do rj vennero contro Corinto , sendo commandati da A leta di Ippota, di Filanto , di Antioco , di Ercole . Dorida , ed Jantida ceduto il regno ad Aleta rima sero in Corinto ; ma il popolo di Corinto , sendo stato vinto in battaglia dai Dorj , fu dal paese cac ciato . Quanto ad Aleta s e g li, che i discendenti suoi regnarono in Corinto fino a Bacchi di Prunnide per cinque generazioni. 4. Da Costui la famiglia de Bacchiadi ritenne il governo per altre cinque generazioni fino a Teleste figliuolo d'Aristodemo,il quale per odio fu da Ario , e Perante ucciso . Dopo di Ini non vi furono piil Re in Corinto ; ma sceglievano ogni anno nella fa miglia de'Bacchiadi, degli Arconti fino a tanto, che Cipselo di Eetiene divenuto tiranno discacci questa famiglia . Cipselo discendeva da Melano figliuolo di Antaso . Questo Melano sendo di Gonnsa di l da Sicione , unitosi ai Dorj nell'impresa contro C orin to ebbe ordine in principio da Aleta ( avendoglielo comandato l orcolo ) di andarsene presso gli altri Greci : ma poi senza avervi pi riguardo , Aleta lo accolse nella stessa sua casa . Ci quello , che ho trovato circa la storia deRe di Corinto . 5. 11 tempio di Minerva Calinitide verso il teatro . Vicino al tempio havvi un simulacro di le gno di Ercole , nudo , che dicono opera di Deda lo . Quantunque tutte le opere di Dedalo siano men belle a vedersi , hanno per un non s , che di divi no Di l dal teatro il tempio di Giove , che i Romani dicono Capitolino , ma che in Greca favella direbbesi Corifo. 6. Non molto lungi da questo teatro l antico Ginnasio , e la fontana chiamata Lema ; Intorno a questa vi sono delle colonne , e vi hanno fabricato defedili perch coloro , che vi entrano vi prendano

i 36 L I B R 0 fresco nella estate . Vicino al Ginnasio sono tfempj ad onore degli D e i , l'uno di Giove, e l ' altre di Esculapio . Le statue di Esculapio e di Iga sono di marmo bianco , e quella di Giove di bronzo. 7. Salendo all Acrocorinto ( questa la cima del monte , che domina la citt , la quale nel giudi zio , (di cui parlai , fu data da Briareo al Sole, e da questo come i Gorintj dicono fu concessa a Venere) salendo pertanto all'Acrocorinto , vi sono i sacri re cinti d'Iside : chiamano una di queste- Pelagia , l'al tra Egizia : e due altri recinti vi sono di Serapide , il secondo de'quali sacro a quello , che Serapide di Ganobo addimandasi . Dopo questi veggonsi le are edificate in onore del Sole , ed il tempio della Ne* cessit , e della Forza , nel quale non lecito en trare . Di l da questo havvi il tempio della Madre degl'iddi , ed in esso un cippo , cd un seggio, am bo di pietra . Netempli poi delle Parche , e di Ce rere , e Proserpina le statue non sono visibili . In questo luogo ancora il tempio di Giunone Buna eretto da Buno figliuolo di Mercurio , e perci la Dea si chiama Buna . continuando a salire all Acrocorinto si trova il tempio di Venere , nel quale sono la statua della D ea stessa armata , quella del Sole , e quella dell'Amore collarco . C A P O Q U I N T O

gina rapita da Giove - Fiume Asopo , e sua stirpe Meandro - Inopo , e N ilo - Tene a citt Tempio di Apollo arso - Territorio di Sidone - Egialo , e suoi posteri. 1 X J icono , che il fonte dietro al tempio de scritto fu un dono , che lAsopo fece a Sisifo . Im-

S E C O N D O im perciocch si narra , che sapendo costui Giove es sere il rapitore di Egina figlia dell'Asopo , disse al padre , che la cercava , di non volergliela indicare prima , che egli non avesse avuto l'acqua anche nell Acrocorinto . Concessagli dall Asopo lacqua , Sisi* fo gli mostr quello , che della sua figlia era avvenu to , e per questo indizio ( seppure ci pu credersi da alcuno ) tormentato nellinferno . Udii da altri, che questa la fonte Pirene, e che di qu v l'acqua nella citt . 2. L Asopo nasce nella Fliasia, passa per l Sicionia , e sbocca nel mare presso questa provincia. Dicono i Fliasj essere sue figlie Corcira , Egina , e Tebe ; da Corcira , e da Egina aver mutato il lor nome le isole per linnanzi chiamate Scheria, ed Enone ; e da Tebe aver tratto il suo la citt sotto la Cadma . M a i Tebani non vi acconsentono , sendo che dicono esser Tebe figlia dell Asopo Beozio , e non del Fliasio . Altre cose poi dell Asopo narrano i Fliasj , ed i Sicionj , i quali fanno straniera , e non del paese lacqua di questo fiume . Conciossiach af fermino , che il Meandro scenda da Celene per la Frigia , e la Caria , sbocchi nel mare rimpetto a Mileto e di l venga nel Peloponneso , e formi l Asopo . Ed a questo proposito mi ric ordo di un altra cosa , che ho udita dai Delj , cio , che lacqua che chiamano linopo lhanno essi dal Nilo . Ed intorno al Nilo stesso fama , che nasce dall Eufrate , il quale perdendosi in una palude , di nuovo oltre l Etiopia risorge . Questo ci che ho inteso intorno allAsopo. 3 . DallAcrocorinto volgendosi alle montagne , si trova la porta chiamata Teneatica , ed il t empio di Lucina . La citt poi , che dicesi Tenea lonta na al pi sessanta stadj . Il popolo , che l abita dice ess re Trojani di origine , i quali f atti prigioni dai

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Greci , da Tenedo l pervenuti , ivi per concessio ne di Agamennone restarono . E perci tra gli D ei onorano specialmente Apollo. 4. Da Corinto andando non nelle parti mediter ranee , ma verso Sicione , non lungi dalla citt si trova a sinistra della via un tempio arso . La Corin tia soffr parecchie guerre , nelle quali , siccome solito , le case , ed i templi fuori delle mura furono incendiati : dicono pertanto , che questo era un tem pio di Apollo , il quale fu bruciato da Pirro figliuo lo di Achille . Dopo per udii ancora , che questo tempio era stato dai Corintj edificato a Giove Olim pico , e che fu consumato dal fuoco , che inavvedu tamente vi si appicc. 5 . I Sicionj poi ( perciocch da questo lato essi sono i confinanti de'Corintj ) narrano circa il loro paese , che il primo ad abitarvi fu Egialo indigena ; che tutta quella parte del Peloponneso , la quale an che oggi chiamasi Egalo da lui , che vi regnava eb be il nome ; e che egli fond nella pianura la citt di Egiala , la cui cittadella dicono , che fosse ove ora il tempio d Minerva . Di Egialo nacque Eu rope, di Europe Telchine , e di costui Api . Api sa l in tanto potere prima dellarrivo d Pelope in Olim pia , che da lu Apa nomossi il paese entro l'istmo . D i Api fu figliuolo Telssione , di Telssione Egiro , di questi Turimaco , e di Turimaco Leucippo . A costui non nacquero figliuoli maschi ; ma una figlia di nome Calchinia . Dicono , che con costei si gia cque Nettuno , ed il figlio che n'ebbe fu da Leucip po educato , ed alla morte gli lasci il regno . Pera to fu il suo nome Quello per che raccontano di Plenno figliuolo di Perato mi sembra molto strano Imperciocch dicono che tutti i figli che la donna sua partorivagli tosto che piangevano , morivano; fin che Gerere avutane compassione n and press

S E C O N D O i 3g Plenno sotto le forme di una donna straniera ed al lev il suo figliuolo Ortopoli . Costui ebbe una figli* di nome Crisorte la quale, secondo ci che si narra, ebbe un figliuolo da Apollo , al quale fu imposto il nome di Corono . Di costui nacque Corace , ed ap* presso Lamedonte. C A P O S E S T O

Arrivo di Epopeo dalla Tessaglia - Ratto di An tiope , e guerra di Epopeo contro Nitteo - Za* mdonte - Sicione suoi natali, e suoi posteri - A l* tri Re di Sicione , e loro gesta .

i endo morto Corace senta prole Epopeo, che in quel tempo giunse dalla Tessaglia, ottenne il prin cipato . Dicono che sotto il suo regno si fece vedere per la prima volta un esercito neinico nel loro paese 1 dove per l'innanzi si era sempre goduta perfetta p- ce . Ed ecco la causa di questa guerra. 2. Antiope figliuola di Nitteo avea gran nomj presso i Greci per la sua bellezza . A ci aggiunger vasi la fama , che non figlia di Nitteo ; ma dellAsopo dicevala,che divide i Tebani da Plateesi . Costei adunque fu rapita da Epopeo , non s se dopo aver la richiesta in isposa , ovvero se direttamente mac hinasse qualche tratto pi ardimentoso . Come pe- r i Tebni vennero a vendicare l'ingiuria coll e rmi * Nitteo rimase ferito nellazione , ed Epopeo ancore sebbene vincitore fu offeso . Nitteo aggravato dal male fu ricondotto a Tebe , e sentendosi mancare commise per allora la cura del regno di Tebe a Lieo suo fratello . Imperciocch Nitteo era tutore di La bdaco figliuolo di Polidoro di Cadmo , e lasci in tal circostanza la tutela al fratello . Egli preg Lieo ,

.S

i 4 L I B R O che ito con maggiore oste contro l'Egiala prendesse vendetta di Epopeo , e deformasse Antiope ancora* Se poteva pervenire a prenderla . Ma Epopeo dopo aver subito fatto il sgrificio della vittoria si pose ad edificare un tempio a Minerva : ed avendolo termi nato supplic la Dea a mostrargli se il tempio era sta to fatto secondo il suo piacimento . Dicono che fini ta la preghiera scorresse dell' olio dinanzi al tempio Finalmente anche Epopeo mor per non aver curata dapprincipio la sua ferita , e perci Lieo non ebbe ^>i bisogno di far la guerra . Imperciocch Lame.donte figliuolo di Corono , che successe ad Epopeo, rese Antiope , la quale mentre era condotta a Tebe per la via di Eleutere partor sulla strada , ed Asio di Anfittolemo , poeta , cant sopra questo avveni* mento i versi seguenti : D i Giove , e di Epope pregna di luce A Zeto e ad Anfion divino Antiope D el vorticoso Asopo inclita figlia . Omero per fece i due figliuoli di Antiope pi. venerandi di stirpe , e dice , che furono i primi a fabricar Tebe , distinguendo forse la citt bassa dal la Cadma . Lamedonte mentre regnava prese in mo glie una donna ateniese, Fenone cio di Glizio : ora i accesasi una guerra fra lui ed Arcandro , e Archite le figliuoli di Acho , egli chiam in suo ajuto dall Attica Sicione , e gli diede in isposa la sua figliuola Zeusippe . Costui sendo successo a Lamedonte chia m Sicionia il paese , e Sicione la citt , che prima giale dicevasi. 3. Vogliono , che Sicione non fosse figliuolo di Maratone di Epopeo , ma di Mezione figliuolo di Eretteo . Asio ancora di questo parere imper ciocch riguardo ad Esiodo ed Ibico , l'uno dice , che Sicione era figlio di Eretteo , e l altro lo vuole figlio di Pelope . A Sicione nacque una figlia di no*

S E C O N D O

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me Ctonofile , e di costei ; e Mercurio , vogliono che nascesse Polibo . Dopo poi fu presa in moglie da Fliante figliuolo di Bacco , il quale n'ebbe fi glio Androdamante . Polibo diede in isposa la sua fi-, gliuola Lisianassa a Talao di Biante , che allora re gnava in Argo . Allorch poi Adrasto fugg di Ar go , sen venne presso Polibo a Sicione , e dopo la sua morte regn in sua vece . Ma sendo egli tornato ad Argo , Janisco discendente da quel Clizio , che avea dato in isposa la figlia a Lamedonte , venutose ne dall'Attica sal sul trono d Sicione . Morto co stui gli successe Festo , che dicesi uno de figli di Ercole . Questi per essendo per obbedire all'oraco lo passato in Creta , dicono che regnasse in sua vece Zusippo figliuolo di Apollo , e della Ninfa Silfide. 4 Dopo la morte di Zeusippo , Agamennone condusse un esercito contro Sicione, e contro Ippoli to figliuolo di Ropalo , figliuolo di Festo , che vi regnava . Ippolito adunque temendo l esercito , che lo assaliva contentossi di divenire suddito di Aga mennone , e de Micenesi . Di Ippolito nacque La-, cestade . Sotto il suo regno , Falce figliuolo di Temeno avendo insieme co Dorj sorpreso di notte tem po Sicione , non fece a Lacestade alcun male poich anche costui era degli Eraclidi , ma regn in su^ eompa^na.

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C A P O

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S E T T I M O

Demetrio fondatore della citt sotto la rocca di Si cione- Terremoto , che rovina Sicione - Sepolcri de'Sicionj , e loro maniera di seppellire - Sepolero di Eupolide poeta comico , ed altri - Cose memorabili nella cittadella di Sicione - T eatro sotto la cittadella - Tempio di Bacco - di Diana Ifinna - della Persuasione, e suo culto - di Apol lo - tibie di Marsia.

, eraetrio figliuol o di Antigono , il quale dis fece l'antica citt , che era nella pianura di Egialo , fabric quella , che anche oggi esiste presso la cit t adella . I Sicionj per divenuti gi deboli ( il rin tracciarne la cagione non sarebbe bene ; ma voglio qsare il detto di Omero sopra Giove : Che di molte citt spense l'orgoglio.) Divenuti pertanto deboli furono afflitti da un terremoto che poco manc di non fare la citt de^ erta di uomini, e priv gli abitanti di molti ogget ti , che prima mostravano . Q uesto terremoto fu quello , che danneggi pure le citt della Caria , e della Licia , e specialmente scosse l'isola di Rodi <cos che sembr che sopra questa isola st avverasse la predizione della Sibilla . a. Andando dalla Corinzia nella Sicionia s'in contra il sepolcro di L lco Messenio ; io non s chi egli fosse , giacch non ho potato trovare alcun L i eo Messenio , il quale combattesse al pentatlo , e riportasse la vittoria olimpica . Il sepolcro di costui non che un tumulo di terra . 3. I Sicionj seppelliscono generalmente i loro Bearti con njol ta convenienza : coprono il cadavere

S E C O N D O 43 c olla terra , e sopra vi fabricano un piano di pie tra ; sopra questo piano ergono due colonne sull quali pongono un ornamento simile in tutto ai fron* t espizj de'templi Non vi mettono poi iscrizione ; ma dopo aver chiamato il morto a nome senza men zionare quello del padre, gli augurano di star bene. 4 Dopo il sepolcro di Lieo , tragittato l'sopa vedesi a destra l Olimpio ; poco pi oltre dall'altra parte , a sinistra della via il sepolcro di Eupolide Ateniese poeta comico . Andando innanzi, voltane do per entrare in citt si vede il monumento di Senodica morta ne'dolori del parto . Questo non fab-s bricato secondo il costume del paese ; ma in modo , che possa convenire alle pitture , che vi si scorgono, e che meritano di essere vedute quanto qualunque al-r tra . Continuando il viaggio si trova il sepolcro deT Sicionj morti sotto Pellene , e Dime degli Achi , a Megalopoli , e presso Selasia . Da ci che dopo si mostrer sar pi chiaro quello , che risguarda la lo* ro azione . Presso la porta i Sicionj hanno un fonte in una spelonca ; l'acqua non sorge dalla terra, ma stilla dalla volta dellantro , onde la fonte ha il nome di stillante. 5 . Nella odierna cittadella havvi il tempio della Fortuna Acra , e quindi si trova quello de' Dioscu ri . Le statue di questi , e quella della Fortuna sono dj legno . Il personaggio poi collo scudo , che si am mira scolpito entro la scena del teatro sotto la citta-! della , vogliono che sia Arato di Clinia. 6. Dopo il teatro havvi il tempio di Bacco ; la statua del nume di oro ed avorio ; e le Baccanti ivi dappresso sono di marmo bianco . Dicono che queste donne siano sacre , e che per Bacco divengano fu* riose . A ltre statue poi hanno i Sicionj nell'adito , le quali ess i ogni anno in una notte portano proces* sionalme nte dal cos detto Gosmeterio nel tempio di

iH L I B R O Bacco , fra le faci , cantando inni naziona li . La processione comincia col simulacro chiamato Baccho eretto loro da Androdamante di Fliante , e fi nisce con quello che appellano Lisio . Questo fu por tato da Tebe a Sicione daFanete Tebano quando an d a vuoto ad Aristomaco di Glepdamo il tentativo di tornare nel Peloponneso per non avere indovinato l'oracolo . Andando dal tempio di Bacco verso il fo ro si trova a destra il tempio di Diana Linna . Che il tetto di questo tempio sia caduto per vecchiaja , basta il vederlo ; ma circa la statua non si pu sape re se fosse portata altiove , o se in altra guisa pe risse . 7. Entrando nel foro si vede il tempio della Persuasione anche esso privo di statua . Fu dai Si cionj stabilito di adorare la Persuasione , secondo la tradizione che ora sono per riferire : Apollo , e Dia na dopo avere ucciso il serpente Pitone vennero nel la Egiala per purgarsi : Presi per da timore nel luogo che anche oggid Timore si appella , n'anda rono in Greta a Garmanore . Ma gli abitanti della Egiala furono da una pestilenza afflitti , e consulta t i glindovini , questi dissero , che bisognava sup plicare Apollo , e Diana . Mandarono pertanto sette fanciulli , ed altrettante donzelle sul fiuma Sita on de supplicarli . Questi avendo placato le divinit , dicesi , che i due Numi vennero nella cit tadella di allora , e sul sito dove apparirono fu edificato il tem^ pio della Persuasione . Cose simili alle esposte fan no anche adesso : imperciocch i fanciulli vanno sul fiume Sita il giorno della festa di Apollo , e condotti i simulacri nel tempio della Persuasione , dicono , che dopo li rimenano in quello di Apollo . Questo tempio nell'odierno foro , e si vuole che fosse edi ficato in origine da Preto nel luogo dove pretendono ch e cessasse il furore delle sue figlie ,

S E C O N D O 45 8. Affermano pure , che Meleagro dedic in questo tempio l ' asta colla quale uccise il cinghiale ; vogliono ancorach nello stesso tempio furono appe se le tibie di Marsia . Gonciossiach , dicano , che avvenuta la disgrazia al Sileno esse vennero traspor tate dal fiume Marsia nel Meandro , e che ricompar se nell'Asopo , e spinte nella Sicionia furono da un pastore , che le trov , donate ad Apollo . Nulla ora di tutto ci esiste , poich fu ogni cosa arsa insie me col tempio . Quello poi , che oggi si vede , col la statua , che vi si osserva fu dedicatola Pitocle. C A P O O T T A V O

Tempio ad onore degV Irnperadori Romani gi ca sa di Cleone - Tiranni di Sicione , e ristabili mento della Republica fatto da Arato - Arato Generale degli A c h i , e sue gesta

1. sacro recinto prossimo al tempio della Per suasione , dedicato ad onore degl'Imperadori Roma ni , fu gi la casa di Gleone tiranno . Gonciossiach Clistene di ristoinaco di Pirrone abbia tiranneggia to quando i Sicionj occupavano di gi la citt bassa : Gleone per , quando abitavano nella odierna . a. Dinanzi a questa casa l Eroo di Arato , il quale super in grandi azioni tutti i Greci del suo tempo ; ed ecco quali furono le sue imprese . Dopo la tiranna di Gleone , molti di coloro , che erano in carica furono presi da s smoderato desio di diventa re tiranni, che ne sorsero due nel tempo medesimo Eutidemo , e Timoclida . Costoro furono cacciati dal popolo, il quale si scelse per capo Giinia padre di Arato . Non molto dopo insorse Abantida . Giinia era di gi morto quando Abantida esili Arato , sep-

Il

iij.6 L I E R O pure questi non and volontariamente in esilio . In tanto Abantida fu ucciso da certe persone del pae se , ed appena morto costui, Pasea suo padre si fece tiranno . Costui fu spento da Nicocle , il quale di venne in sua vece tiranno . Contro q uesti adunque and Arato cogl i esuli Sicionj , e con una truppa di Argivi presi a soldo ; e non essendo veduto da una parte delle guardie , s endo notte allorch diede l ' as salto , e vinte le altre , che se gli opposero , entr in Sicione . Quindi rag nato il popolo ( poich gi appariva l'aurora) pertossi con ogni dilignza alla ca sa del tiranno , e senza difficolt ne divenne padro ne ; Nicocle per si salv di soppiatto. 3. Arato pacificati gli esuli , restitu ai Sicionj l'eguaglianza del governo : e rimessi gli esuli in pos sesso delle case , e debeni , che erano stati venduti, ne pag il prezzo a coloro , che gli aveano compe rali . Egli poi ( perciocch i Greci erano in gran ti more circa i Macedoni , ed Antigono tutore di Fi lippo di Demetrio ) fece entrare i Sicionj sebbene Dorj nella lega Acaica , e dagli Achi fu scelto su bito per Generale . Avendoli pertanto menati contro i Locri di Anfissa , e sul territorio degli Etolj loro nemici diede il guasto al paese . 4 Ito quindi contro Corinto , che era ritenuto da Antigono con una guarnigione macedone , sor prese con un assalto repentino i nemici , li vinse , ed uccise fra gli altri Perseo il Capit ano della guarni gione , e che era discepolo in filosofia di Zenone di Mnasea . Dopo la liberazione di Corinto entraro no nella lega gli Epidaurj , e i Trezenj , che stanno sulle coste dellArgolide , ed i M egaresi , che abita no fuori dell'istmo ; e Tolomeo Re di Egitto strinse alleanza cogli Achi . Intanto i Lacedemonj guidali da Agide di E udamida loro R e s'impadronirono con una scorrera di Pellene ; ma sopraggiunto Arato ,

S E C O N D O 147 ed azzuffatosi seco loro , li vinse , onde quelli, ab bandonata Trezene, tornarono a patti nel loro paese. 5. Arato per , itegli in tal guisa felicemente le cose nel Peloponneso , riput indegno il non dar si pensiero , che il Piro , Munichia , e perfino Sa lamine , e Sunio fossero in mano de'Macedoni ; sic come poi non si lusingava di poter pervenire al suo scopo colla forza , insinu a Diogene , che era capi tano di que'luoghi di abbaadonarli esibendogli un re galo di i 5 o. talenti, degnali egli stesso contribu la sesta parte agli Ateniesi. Quindi persuase Aristo maco tiranno di Argo a restituire agli Argivi la for ma democratica , ed entrare nella lega degli Achi 5 e tolse ai Macedoni Mantina . Ma le cose non van no sempre a seconda dellumano volere ; impercioc ch Arato stesso dopo fu forzato a divenire alleato di Antigono , e de'Macedoni, ci che avvenne nel modo seguente. C A P O N O N O

Cleomene Re de'Lacedemonj porta la guerra agli A c h i - Arato strgge alleanza con Antigono Fuga , e morte di Cleomene - Filippo f a morire Arato - Morte di Filippo - Cose memorabili nel foro de'Sicionj - Apollo Lico .

1. G leomene figliuolo di Leonida di Cleonimo prendendo le redini del governo in Isparta volle imi tare Pausania affettando la tiranna ed operando contro le leggi stabilite . Ma siccome era pi arden te di Pausania, e nulla amante della vita, giunse ben presto al suo scopo , s per il ,suo coraggio , che per la sua temerit . Pertanto fatto avvelenare Eunidamida Re dell'altra famiglia ancor fanciullo, tras-

i 48 L I B R O fer per mezzo de gli Efori la corona sul capo di Epiclida suo fratello . Quindi abbattuto il potere del Senato , stabil in sua vece l'apparente autorit dei Paranomi . Avido per di cose maggiori , e del com mando di tutta la Grecia attacc primieramente gli Achi , s perch sperava vincendoli di averli per alleati , come ancora perch non voleva , che fos sero di ostacolo ai suoi vasti disegni . Laonde venu to alle mani con Arato , che ancor questa vol ta com mandava agli A c h i, lo vinse presso Dime di l da Patra. a. Questa rotta forz Arato , che temeva per gli A ch i, e per Sicione stessa , a collegarsi con Antigono . Imperciocch Cleomene avea infranto la pace , che Antigono avea seco lui conchisa , e fralr le cose contrarie alle convenzioni avea apertamente disfatto Megalopoli . Per questo motivo adunque entrato Antigono nel Peloponneso fu dagli Achi da ta battaglia a Cleomene vicino a Selasia , e rimas ti v incitori assoggettarono questa citt , e s'impadro nirono di Sparta stessa , dove Antigono , e gli Achi ristabilirono l'antico governo. 3 . Dei figliuoli di Leonida , Epiclida mor nel la pugna , e Cleomene si rifuggi in Egitto . Ivi co stui fa dapprincipio onorevolmente trattato da Tolo meo ; ma scopertosi , che avea indotto alcuni Egi zj a congiurare contro del Re venne posto in carce re . Riuscitogli per di fuggire eccit un tumulto, in Alessandria ; ma al fine preso per la seconda volta si di la morte . I Lacedemonj contenti di vedersi liberi da Cleomene non vollero pi Re : nel resto per hanno fino al d d'oggi conservato l antica for ma di governo . Antigono poi mostr sempre una benevolenza particolare verso di Arato come colu i, che gli avea reso segnalati beneficj , e che era S ta i suo compagno in imprese s chiare.

S E C O N D 0 4 Non fu per cos di Filippo : imperciocch Costui appena salito sul trono , siccome Arato non approvava i tratti di collera , che sovente mostrava verso i suoi s u d d iti , e si era ancora opposto qual che volta alle sue intraprese , lo fece avvelenare , senza che egli il potesse prevedere . Il suo corpo trasportato da Egio dove mor a Sicione , fu ivi se polto , e fino al giorno d'oggi si ch iama il suo Eroo, l'Arato . La stessa condotta tenne Filippo verso di Euriclide , e Micone Ateniesi , i q uali sendo orato ri , ed al popolo non discari furono fatti avvelenare. 5 . Questo veleno per, del quale servivasi Fi lip po per uccidere gli altri dovea un d formare la sua sventura . Infatti Perseo suo figliuolo minore fece perire col veleno il Suo fratello Demetrio , e Filip po afflittosene grandemente mor . Io ho voluto di mostrar queste cose avendo in vista la sentenz a di E siodo dettata a lui dalla divinit , che colui il qua le tende ingiustamente insidie ad un altro il primo a provarne gli effetti. 6. Dopo l'Eroo di Arato si vede l ara sacra a Nettuno Islmio , e le statue di Giove Milichio , 0 Diana Pa roa lavorate senz'alcuna arte ; impercioc ch la prima rassomiglia ad urta piranide , e l'altra ad una colonna . Ivi ancora il loro Consiglio , ed un portico detto Clisteno da colui , che edificollo . distene lo fabric colle spoglie riportate nella guer ra , che di concerto cogli Anfizioni egli fece c on tro Cirr . Nella parie del foro, che a cielo aperto si vede un Giove di bronzo opera di Lisippo , ed ivi dappresso una Diana dorata . 7. Vicino poi il tempio di Apollo Lico , che ra in r ovina , e non merita di esser veduto I Sicio nj dicono , che sendo le greggie cos infestate dai liipi , che non ne potevano ritrarre alcun frutto , Apollo indie un luogo dove giaceva un legno secco,

i 5o L t B R ed ingiunse loro , che mescessero colle carni la corteccia di quel legno per le bestie ; appena queste la gustarono , caddero morte . Il legno di cui si par la stava nel tempio di Lico ; qual albero fosse nep pure gli eruditi Sicionj san dirlo . Dopo questo tem pio vi sono immagini di bronzo , che diconsi rapprespntare le figlie di Preto ; ma la inscrizione l e attribuisce ad altre donne . Ivi ancora un Ercole di bronzo opera di Lisippo da Sicione : e quindi si trova un Mercurio Forense. C A P O D E C I M O -

Tempio di Ercole , e riti - Tempio di Esculapto Tempio di Venere - Erba PederoteGinnasio .

i. el Ginnasio , che st non molto lungi dal foro havvi un Ercole di marmo opera di Scopa. Dall'1 altro lato poi il tempio di Ercole : tutto il recinto sacro dicesi Pediza ; il tempio nel centro , ed in esso si vede un antico simulacro di legno , opera di Lafao Fliasio. Circa al sacrificio , che gli fanno , eccone il rito . Dicono , che Festo venuto nella Sicionia osserv , che quegli abitanti sacrificavano ad Ercole come Eroe . Egli pertanto non volle , che pi cos gli sagrificassero ; ma che gli facessero sa crificj qual nume . Ed oggi ancora i Sicionj nello svenare gli agnelli, e brugiate le coscie in suo ono r e , mangiano una parte delle carni come ne sacrifi cj agli D e i, e brugiano il resto come usasi nel sa crificare agli Eroi . Al primo d poi delle feste in onore di Erc ole , danno il nome di Onomata, e di Eracla all'ultimo. a. Quindi si entra in una strada , che porta al tempio di Esculapio . Passando al recinto, havvi a si-

S E C O N D O 5 nistra una edicola doppia ; nella parte esteriore ve desi il Sonno,del quale non resta altro se non che la testa : l'interno poi sacro ad Apollo Carno , ed i soli sacerdoti hanno la facolt di entrarvi . Nel portico un'osso di mostro marino di grandezza pro digiosa ; e dopo havvi la statua del Sogno , e quella del Sonno detto Epidota , che addormenta un leone. Entrando nel tempio di Esculapio da una parte dell* ingresso la statua di Pane assiso , e dallaltra quel la di Diana . Dentro il tempio poi havvi la statua del Nume ; egli sbarbato , di oro , ed avorio , ed opera di Calamide . Da una mano tiene lo scettro , e dallaltra la pina . Dicono , che questa Divinit fos se portata loro da Epidauro sopra un carro tirato da muli , e sotto la figura di un dragone , e che la con dusse Nicagora Sicionia madre di Agasicle , e mo glie di Echetimo . Si veggono ivi parecchie figure non grandi appese alla volta . Quella che sopra il dragone si dice rappresentare Aristodama madre di Arato ^ e credono Arato figliuolo di Esculapio . Questo ci , che nel recinto mi parve degno di essere rammentato. 4 Di l si passa in un altro tempio sacro a V e nere , e poco prima di entrarvi si trova la statua di Antiope : conciossiach dicano , che costei avesse figli Sicionj , e che , o per questi , o per essere di sua voglia venuta a Sic ione , loro appartenga . Do po questa statua si trova subito il tempio di Venere . Entrano in esso soltan to la JVeocora, alla quale non lecito aver commercio cogli uomini ; ed una vergi ne che n la sacerdotessa annuale , e che chiamano Lutrofora . Gli altri poi possono vedere la Dea dall' ingresso , e di l pregarla . La statua assisa , ed opera di Canaco Sicionio , il quale scolp pure 1 pollo di Didimo de'Magnesj , e l'Apollo Ismenio de T eb an i. Que sta di Sicione per di oro , ed avo-

52 L I B R .0 rio , tiene sulla testa il polo , ed in una delle mani ia il papavero , e nellaltra un pomo . Le sacrifica no le coscie delle vittime di ogni sorta fuori , che de'porci , e brugiando le altre parti con rami di ginapro , alle coscie mentre ardono uniscono la foglia di Pederote . E' il Pederote unerba , che nasce nella parte scoperta del recinto , n si trova in altre parti neppure della Sicionia . Le foglie sono minori del faggio , e maggiori dell elee , sono simili nella figura a quelle della quercia ; da una parte tendono al nero , e dall altra sono bianche , cosicch per il colore possono assomigliarsi a quelle del pioppo. 6. Di l tornando al Ginnasio havvi a destra il tempio di Diana Fera, il cui simulacro dicono esse re stato portato da Fere . Questo ginnasio fu edifica to da Clinia , ed ivi si esercitano fino al d doggi i giovani . V i ancora una Diana di marmo bianco scolpita solo fino ai fianchi , ed un Ercole , che nel la parte inferiore simile agli ermi quadrangolari.

C A P O

U N D E C I M O

Cose memorabili presso la porta sacra - Tempio d i Minerva - D e i Apotropi - Templi sulla via di Fliunte , e Titane - Tempio delle Eumenidi e lo ro festa - Titane - Tempio di Esculapio - A le s sanore , ed Evamerione - Tempio di Minerva .

, i l voltando verso la porta detta sacra non lungi da questa havvi la cella del tempio di Minerva gi dedicato da Epopeo , il quale superava in gran dezza , ed ornamento gli altri del suo tempo. a. Era destinato per , che di questo ancora m a n c a s s e la memoria ; imperciocch fu dai fulmini arso Ma l'ara non essendo stata mai tocca dui fui-

$ E C 0 N D 0 153 mine resta ancora tale quale Epopeo la fece . Dinart-* zi all'ara fu allo stesso Epopo eretto il sepolcro , e d ivi dappresso sono gli Dei Apotrop . questi fan no le ceremonie , che i Greci sono usi di fare per tenere i mali lontano . Dicono , che anche il vicino t empio di Diana , ed Apollo fosse eretto da Epopeo, e che Adrasto fabricasse l 'altro sacro a Giunone , N in questo n in quello per restano le sttue , Dietro al tempio di Giunone , Adrasto erse due are i una a Pane , e laltra di marmo bianco al Sole . Scen dendo verso la pianura si trova il tempio di Cerere y che si vuole fosse edificato da Plenno in ringrazia mento alla Dea per aver nudrito il figlio . Poco lun gi da quello di Giunone fondato, da Adrasto havvi il t e mpio di Apollo Garno . Le colonne sole rimango no m piedi ; i muri ed il tetto non esist ono pi n in questo n in quello di Giunone Prodomia . Que sto ultimo fu eretto da Falce di Temeno , dicendo che Giunone lo avrebbe guidato nella via , che me na a Sicione. 3 . Deviando circa dieci stadj a sinistra dalla via retta da Sicione a Fliunte , si trova il bosco detto Pirea , ed in esso il tempio di Cerere Prostasia , e Proserpina . Ivi gli uomini celebrano da lero la fe sta , e danno alle femmine per celebrarvi la loro il cos detto Ninfone . In questo edificio sono le sta tue di Bacco , Cerere , e Proserpina col viso sco perto . 4 La via , che mena a Titane circa sessanta stadj lunga , e p er l angustia inaccessibile ai car ri . Dopo venti stadj ( mi pare ) di strada a sinistra di chi tragitta lAsopo si vede un bosco di e le i , ed in esso un tempio delle Dee , che gli Ateniesi chia mano Venerande , e che i Sicionj appellano Eumenidi . Nella festa , che ciascun anno vi celebrano sagrificano a queste Dee pecore pregne , ed usano per

*54 L I B R O le libazioni il miele misto all'acqua , e invece di C O - rone , i fiori. Cos fanno anche i sacrificj duso sugli altari delle Parche , che a cielo scoperto sono nel bosco . 5 . Tornando sulla strada , e ripassando l Asopo , giunti alla sommit del monte , dicono que del paese , che ivi abitasse primieramente Titane fra tello"del Sole , e che da lui il luogo abbia tratto il nome di Titane . A me sembra , che costui fosse assai bravo nell' osservare le stagioni dell' anno , e quando il sole fa germogliare i sem i , e maturare i frutti , onde fu creduto fratello del Sole . 6. Ma Alessanore di Macaone di Esculapio , venuto dopo nella Sicionia edific in Titane il tem pio di Esculapio . Questo generalmente abitato da coloro , che vengono a supplicare il Nume , e den tro il sacro recinto vi sorto vecchi alberi di cipresso. La statua per non pu conoscersi di qnal materia s ia , ne si sa chi ne fosse l autore , seppure non si voglia far rimontare ad Alessanore stesso . Di que sta statua si vedono soltanto il viso , e le estremit delle m ani , e de'piedi. Imperciocch rivestita di una tunica talare di lana , e di un pallio . Cos an cora la statua d Iga , la quale neppure essa pu facilmente vedersi ; tanto ricoperta dalle chiome , che le donne si recidono in suo onore , e dalle fascie di stoffa babilonese. . Qualunque sia delle due Divinit , alla qua le si vogliano porgere preghiere , sempre d'uopo adorare questa statua detta anche Igea . Sagrilicano poi ad Alessanore , ed Evarnerione , sertdo che di co storo ancora vi sono le statue ; al primo come Eroe , dopo il tramontare del sole , ed all'altro come Dio . Che se non m'inganno Evarnerione lo stesso che secondo loracolo chiamato Telesforo dai Pergame ni , e dagli Epidaurj Acesio . Quanto al simulacro di

S C t 0 155 legno di Coronide , non esiste nel tempio ; ma quan do sagrificano d Nume un toro , un agnello , ed urt porco , portano la statua di C oronide nel tempio di Minerva , ed ivi l'onorano . Delle vittime , che sa grificano , non basta loro tagliare le coscie ; ma le rdono intieramente per terra ad eccezione degli au gelli , che brugiano sugli altari. 8. Nel frontispizio veggonsi Ercole , ed alle due estremit le Vittorie ; nel portico poi vi sono le statue di Sacco , ed Ecate , di Venere , e Cerere , della madre degli Dei , e della Fortuna . Queste so no di legno ; mal'Esculapio di soprannome Gortinio di marmo . Ninno poi per timore vuole entrare do ve sono i dragoni sacri ; ma si contentano di porre loro il cibo alla porta , e non fanno altro . Dentro il recinto havvi una statua di bronzo di Graniano da Sicione , il quale riport negiuochi olimpici due vit torie al pentatlo , una allo stadio , una al diaulo , una al corso nudo , ed una armato di scudo. 9. In Titane havvi pure il tempio di Minerva , quello cio dove portano la statua di Coronide . Il simulacro della Dea , che vi esiste antico , e si di ce , che fu anche esso colpito dal fulmine .
C A P O D U O D E C I M O -

A ra d iv e n ti - Fiumi Elissone , e Sita - Fliasia Arante - Asopo - Aretira - P i a n t e .

1. S cen d en d o da quest'altura , perciocch so pra di essa st il tempio , si trova l ' ara de' venti, ai quali il Sacerdote in una notte di ciascun anno sagriiica . Fa cose segrete in quattro fosse , onde pla care la fierezza de'sofi'j , e canta , come dicono gl' in cantesimi di Meda . Andando da Titane a Sicione,

156 L I B R O e scendendo al mare , si trova a sinistra della via il tempio di Giunone , privo di statua , e di tetto : af* fermano , che lo dedic Preto figliuolo di Abante. a. Scendendo al porto cos detto de'Sicionj , e voltando verso Aristonauta arsenale de' Pellenj poco al di l della strada havvi a sinistra il tempio di Net tuno . Continuando il cammino per la via consolare si trova il fiume Elissone , e quindi il Sita , che sboccano nel mare. 3 . La Fliasia confina colla Sicionia , la citt quaranta stadj l ontana da Fliunte , e la strada per cui vi si va da Sicione retta . Che i Fliasj non ab biano alcuna attinenza cogli Arcadi lo dimostra il poema di Omero nel Catalogo dove egli non gli enu mera insieme cogli Arcadi . Che fossero per Argi vi , e divenissero Dorj allorquando gli Eraclidi torna rono nel Peloponneso, ci apparir in seguito dei di scorso . Sapendo pertanto , che la maggior parte delle cose , che sopra i Fliasj si dicono sono discre)anti , mi atterr specialmente a quelle circa le quai vba maggiore concordia. 4 )icono adunque , che in questa terra vi fa primieramente Arante uomo indigeno , il quale edi fic la citt sopra quel tumulo , che Arantino fino a* d nostri si appella , e che non molto discosto dall altra cima , sulla quale havvi la cittadella de' Fliasj , ed il tempio di Ebe . Ivi pertanto fond la citt , la quale netempi pi antichi eguabnente , che il paese fu detta A ranzia. 5. Sotto il regno di Arante , Asopo , il quale viene creduto figliuolo di Ceglusa, e Nettuno , trov l'acqua del fiume , che da lu oggi si chiama Asopo . Arante fu sepolto nel villaggio di Cele , dove afterfermano , die fosse seppellito ancora Disaule Eleu sinio . Arante ebbe un figliuolo Aori ad una figli a Aretira , i quali dicnsi dai Fliasj , esperti nella.

S E C O N D O i 57 , e forti in guerra . Sendo morta Aretira prima di Aori , costui mut in di lei onore il nome del paese ; quindi Omero nella numerazione delle genti soggette ad Agamennone cant : E ra lor sede Orna , e lor magione
caccia Arera l'amena .

Quanto ai sepolcri de figliuoli di Arante , io per me credo , che non siano in altro luogo se non sul colle Aranzio . Sono infatti indicati dai cip pi rotondi, che vi stan sopra , e prim a de misteri cantano Arante nel tempio di Cerere , ed invocano i suoi figli nelle libazioni tenendo gli occhi fissi ai monumenti accennati. 6. Fliante poi , che fu il terzo a dare il nome al paese , secondo la tradizione argiva , che io non posso in niun conto adottare , fu figliuolo di Ceso di Temeno . Ma io s bene , che viene chiamato fi gliuolo di Bacco , e che si vuole uno degli Argonau ti , come ne fanno fede i versi del Rodio poeta ;
A questi unito venne ancor Fliante D Aretira , abitatore insigne D elle sorgenti dell'Asojpo , dove D el padre Bacco la divina mente D dovizie colmollo .

Sua madre fu Aretira , e non Gtonofile , fa quale fu soltanto sua sposa ; e da costei egli ebbe una figlia Andro dama.

53
CAPO

L I B R O
DECIM OTERZO

Arrivo degli Eraclidi a Fliunte - Antenati di Pitta gora - liosco di Ganimcda , od Ebe - Templi , e statue nella cittadella di Fliunte - Culto della ca pra sacra - Aristia , e Fratino poeti satirici Casa fatidica di Anfiarao - Ombellico del Pelo' ponneso - Ercole , e C iato.

i. I ritorno degli Eraclidi tutto il Peloponne so fu sconvolto a riserva degli Arcadi; cosicch mol te citt ebbero un numero di Dorj per concittadini, e la maggior parte mutarono intieramente abitatori. Riguardo a Fliunte le cose andarono in questa gui s a : Regnida di Falce di Temeno , Dorio , and contro Fliunte con un esercito , da Argo , e dalla Sicionia . Ad altri de'Fliasj piacquero le proposizio ni di Regnida , cio di rimanere essi nelle loro sedi, e di ricevere Regnida per Re , ed ammettere i Do rj nella divisione delle terre . Ippaso per , ed i suoi esortarono il popolo a difendersi , ed a non cedere senza combattimento le terre ai Dorj , che non era no n molti , n bravi . Avendo per il popolo scel to il parere opposto , Ippaso con qu ei, che il vol lero si rifuggi a Samo. 2. Di questo Ippaso fu quarto discendente Pittagora , che si dice essere stato sapiente . Gonciossiach egli fosse figliuolo di Mnesarco di Euirone di Ippaso . Queste cose intorno a loro narrano i Fliasj, e con loro convengono ancora in generale i Sicionj . 3 . Ma tempo ornai di parlare delle cose , che mostransi,le quali sono pi degne di esser descritte . Nella cittadella di Fliunte un bosco di cipressi , v ed un tempio m olto venerando fin da tempi pi ri-

S E C O N D O 59 La Dea , alla quale questo dedicato da pi antichi Fliasj viene detta Ganimeda , dai pi moder ni Ebe . Di questa fece menzione anche Omero nel duello fra Menelao , ed Alessandro , dicendo esse re ella che versa il vino agli Dei ; e di nuovo ne par la nella discesa di Ulisse allinferno dove la dice mo glie di Ercole . Oleno poi nel suo inno a Giunone cant esser stata Giunone allevata dalle Ore , e sua prole essere Marte , ed Ebe . Dai Fliasj riscuote questa Dea onori , e fra questi uno grandissimo , che riguarda i supplichevoli ; conciossiach diano i mpunit a coloro , che supplici ivi ritiransi ; e i prigioni scioltesi le catene , le appendono gli albe ri del bosco . Inoltre celebrano una festa annuale , che chiamano le Cissotomi . Non serbano alcun si mulacro in segreto , n alcuno ne mostrano p ubi camente : perch abbiano tal rito , tengono essi una sacra tradizione . A sinistra di quelli , che esconor nel foro ledicola di Giunone colla statua di marmo pario. Nella cittadella poi havvi un altro recinto sa cro di Cerere , ed in esso l'edicola , e la statua di Cerere , e della figlia . Quanto a quella di Diana ( conciossiach ivi sia ancora la statua di bronzo di quella Dea ) mi sembr esser antica . Scendendo dalla cittadella s incontra a destra l edicola di Esculapio , la cui statua imberbe . Sotto questa edico la st ato edificato il teatro . Non lungi da questo sono il tempio di Cerere , e delle statue sedenti an tiche . 4. Nel foro giace una capra di bronzo , nella pi parte dorata, la quale ha riscosso onori dai Flia sj , perch quando nasce la costellazione detta l a capra , le viti sono spesso danneggiate ; onde affin ch essa non produca alcun guasto , rendono onori alla capra di bronzo , che nel foro , e specialmen-: te l adornino di oro.
m o t i.

160 L I R R 5 . Ivi ancora il sepolcro di Aristia figlio di Pratino . I satirici componimenti fatti da costui, dal suo padre Pratino sono i pi celebrati dopo quel li di Eschilo. 6. Dentro al foro havvi una casa chiamata dai Flasj indovina . In essa venuto Anfiarao , e dor mitovi una notte , cominci allora , siccome dicono i Fliasj , a vaticinare per la prima volta . Fino allo ra,secondo i loro detti , Anfiarao era un'idiota, e non indovino , e da quel tempo stata per sempre chiu s a quella camera. 7. Non lungi di l il cos detto Ombellico , centro di tutto il Peloponneso , se dicono il vero . Andando pi oltre dell' Ombellico hanno essi il tem pio antico di Bacco , quello di Apollo , ed un' altro dIside . La statua di Bacco , e quella di Apollo posson vedersi da ognuno ; ma quella dIside a Sacer doti s oli , permesso mirarsi. 8. D ai Fliasj si dice ancora , che allorquando Ercole torn salvo dalla Libia portando i cos detti pomi delle Esperidi, and a Fliunte per un suo par ticolare affare, e mentre ivi soggiornava giunse pres so lui dalla Etolia Eneo . Costui era di gi suo suo cero , ed allora ivi pervenuto, di ospizio ad Ercole , ovvero lo ricevette da l u i . Ora avendo il garzone Ciato, Coppiere di Eno, incorso nella disgrazia di Ercole nel porgergli il bicchiere , questi il percosse con un dito nel capo , del qual colpo Ciato subito mor ; laonde i Fliasj in memoria di tale avventura hanno una edicola . Questa stata edificata a lato al tempio di Apollo , e vi sono le statue scolpite in mar mo di Ciato , che porge il bicchiere ad Ercole,

161

CAPO

DECIMOQUARTO

Borgo di Celee - Iniziazione di Cerere Disaule - A r a n te .

i C f elee circa cinque stadj distante da Fliunte ; ivi celebrano ogni quattro anni, e non ogni an no la iniziazione di Cerere . Il Jerofante non si sce glie a vita, ma in ciascuna iniziazione neleggono uno nuovo , il quale sei vuole prende ancor moglie . Ed in queste cose tengono rito diverso da quelli, che in Eieusi si Osservano, ma nel resto, in quelle alla ini ziazione stessa spettanti, gl'imitano. Ed i Fliasj stes si convengono imitarsi ci , che in Eieusi si osserva. 2. Dicono p o i, che Disanle fratello di Celeo venuto nel loro paese vi stabilisse la iniziazione , e che questi era stato scacciato di Eieusi da Jone , quando Jone figlio di Xuto fu scelto dagli Ateniesi per Polemarco della guerra contro gli Eleusinj . Ma i o non posso accordare ai Fliasj ci , che essi dico no esser Disaule imo degli Eleusinj , il quale supe rato in battaglia , fuggiasco nand in esilio , sendo stata sciolta la guerra con patti pria , che si deci desse,ed essendo rimaso in Eieusi lo stesso Eumolpo. Imperciocch Disaule potrebbe per qualche altra ca gione esser ivi pervenuto , e non per quella data dai Fliasj ; n a Celeo era parente come mi sembra , n daltronde fra i pi illustri Eleusinj era contato ; im perciocch Omero non lo avrebbe giammai omesso ne suoi versi . Conciossiach celebrasse anche Omero con versi Cerere , ne quali enumerando coloro , che f urono dalla Dea nell iniziazione ammaestrati , non conobbe alcun Disanle eleusinio , Questi sono i versi :

i6a

L I B R O

A Trittolemo egregio , ed a Diocle Domator de'destrieri , e al forte Eumolpo , E al condottier de'popoli Celo Rivel i sacri riti , e le orgie a tutti.

Questo Disaule adunque , siccome dicono i Fliasj , stabil in Fliunte la iniziazione , ed egli fu , che di al paese il nome di Celee . Ivi come da me stato detto il sepolcro di Disaule , e prima di co stui era stato edificato quello di Arante . Imper ciocch secondo la tradizione deFliasj,Disaule giun se dopo , e non sotto il regno di Arante. 3 . Conciossiach i Fliasj dicano , che Arante fu coetaneo di Prometeo , e preced di tre genera zioni Pelasgo di Arcade , e quelli , che in Atene diconsi indigeni. Sul frontespizio del cos detto Anattoro giace un carro , che si dice di Pelope . Questo ci, che hanno i Fliasj degno di essere accennato. CAPO DECIMOQUINTO

Cleone , e cose memorabili - N em a , e tempio di Giove IVemo - Sepolcro di Ofelia -N e m a figlia di Asopo - Rovine di Micene Foroneo ? ed Iliaco .

i D a Corinto andando ad Argo s'incontra Gleone , citt non grande . E dicono esser Cleone figlia di Pelope , e altri affermano esser nate fr alle altre figlie una Cleone all'Asopo, che presso Sicione scor re . Da una adilnque di queste persone fu posto il nome alla citt . Ivi il tempio di Minerva , e la statua opera di Scillide , e Dipeno ; altri li dico no scolari di Dedalo ; altri poi vogliono , che De dalo una moglie prendesse da Gortine , e da questa avesse Dipeno , e Scillide . In Cleone havvi questo tempio , e il monumento di Eurito , e di Cteato ;

S E C O N D O 63 conciossidch andando essi di Elide a vedere i giuo chi istmici , furono in questo luogo da Ercole saet tati , accusandoli di essersi schierati contro di lui quando fece guerra ad Auga . Da Cleone ad Argo si va per due vie ; una per i pedoni la quale pi corta ; l'altra , che passa per il cos detto Treto , angusta anche essa, essendo circondata da monti, per pi commoda pecarri. 2. In questi monti si mostra ancora la spelonca del leone , ed il villaggio Nema n' distante circa quindici stadj . In questo hvvi l'edicola di Giove Nemo degna di esser veduta , se non che ca duto il tetto , e non vi rimane pi statua alcuna , In torno all' edicola un bosco di cipressi , e dicono , che ivi dalla nudrice esposto Of elta sulla erba , f u dal dragone morto . Sagrificano gli Argivi a Giove anche in Nema , e scelgono il sacerdo te di Giov Nemo . Propongono anche un combattimento di corsa di uomini armati nella festa generale de'N emi in inverno. 3 . Ivi il sepolcro di Ofelta , e a quello d'in torno havvi un recinto di pietre , e dentro il recin to sono parecchie are . Havvi un tumulo di terra , monumento di Licurgo padre di Ofelta . Chiamano la fontana Adrasta , non s se per qualche altra cagione , ovvero perch Adrasto la ritrov . Quan to al nome del paese , dicono averglielo dato Nema figlia di Asopo . Ed ivi sopra a Nema anche il monte Apesa , dove vogliono, che per la prima vol ta Perseo sagrificasse a Giove Apesanzio . 4 Salendo al Treto , e prendendo di nuovo la strada di Argo , sono a sinistra le ruine di Micene . Che Perseo fosse il fondatore di Micene lo sanno i G reci, io per voglio scrivere la causa della sua fon dazione , e per qual ragione gli Argivi poi la disfe cero : imperciocch in quella , che ora chiamasi Ar-

i64 L I B R O golide le cose pi antiche non rammentano . Dico no adunque , che regnando gi Inaco , desse il suo nome al fiume , e a Giunone lo consagrasse , 5. Si fa anche questo racconto ; che in questa terra fu primieramente Foroneo , ed Inaco, non uo mo , ma hume, fu il di lui padre . Foroneo fu giudice fra Nettuno , e Giunone per il paese , e con esso lui furono giudici Cefiso , Asterione , ed il fiume Inaco . Ora avendo costoro deciso essere di Giuno ne il paese , ne venne , come dicono , che Nettuno f ece sparire 1 *acqua . Laonde n l Inaco , n alcun altro de'sopraddetti fiumi porta acqua se non pioven do , e nella estate mancano le loro acque fuorch in Lerna . Ma Foroneo figliuolo d'Inaco fu il primo a ragunare in commune gli uomini, che allora abita vano qu e l dispersi ognuno da per se stesso , ed il luogo in cui primieramente si raccolsero fu chia mato citt Foronica. CAPO DECIMOSESTO

N om e del paese Argivo , e suoi primi Re - P reto , Acrisio , e Perseo - Micene , ed origine del suo nome - Distruzione di M icene , ed avanzi , che ne rimangono ,

.A r g o nato della figlia di Foroneo , e succes di costui nel regno di il suo nome ad paese . D i Argo nacquero Peraso , e Forbante ; di Forbante Triopa , e di costui Jaso , ed Agenore . Io adun que figliuola di Jaso , o come Erodoto scrisse , o secondo ci , che dicono i Greci n'and in Egitto . Crotopo di Agenore tenne dopo Jaso il principato ; e di lui nacque Stenela . Danao navigando dallEgit to contro Gelanore figlio di Stenela scacci dal trono i discendenti di Agenore . Tutti similmente sanno
sore

i.

S E C O N D O i 65 ci , che dopo segu, l'attentato cio delle figlie di Danao contro i loro cugini , e come morto Danao ebbe il regno Linceo . a. I figli di Abante nato di Linceo si divisero il regno ; Acrisio rimase in Argo , e Preto ebbe Ero,Mida,Tirinto , e tutte le parti marittime dell Argiva . E rimangono fino ad oggi i segni della di mora di Preto in Tirinto . Dopo ci Acrisio senten do , che Perseo stesso era vivo , e che azioni illu stre operava,trasmigr a Larissa sul Peno . Perseo per ( perch voleva vedere ad ogni modo il genito re della madre , e renderselo favorevole con buone parole , e con fatti ) n and presso lui in Larissa . Ed egli siccome colui , che era florido di et , ed orgoglioso pel ritrovamento del disco , mostravasi a tu tti. Acrisio per inavvedutamente cadde per av verso destino sotto l impeto del disco ; cos avverossi in lui la predizione dell oracolo , n i ritrova menti suoi verso la figlia, e il nipote poterono ri volgere il suo fato . 3 . Perseo come in Argo si fu tornato ( concios siach si vergognava della fama della uccisione di Acrisio ) persuase Megapente figlio di Preto a can giare il regno ; ed avendo ricevuto quello di colui ; fabric Micene . Imperciocch ivi gli cadde il po mo della spada ( myces ) , ed egli credette essere questo un segno per la edificazione della citt. Udii ancora,che avendo sete egli tolse dalla terra un fun go , myces , ed avendo bevuto , e gustato l acqua , che scatur , pose al luogo il nome di Micene . Ed Omero nella Odissea di una donna Micene fece men zione in quel verso : Tiro , Alcmena , e Micen ben coronata . Che costei fosse figliuola d Inaco , e donna di Arestore , lo dicono i versi , che i Greci chiama no le grandi E e ; vogliono dunque , che da costei

i66 L I B R O avesse nome la citt . La storia poi , che sostengo no avere ascoltata , che Miceneo fu figlio di Spar tane , e Spartone di Foroneo , non posso ammetter la , poich neppnr i Lacedemonj stessi la ricevono . Perciocch i Lacedemonj hanno in Ainicle il ritratto di una donna , Sparta ; ma di Spartirne figlio di Fo roneo , resterebbero sorpresi all'udirlo solo nominare. 4 Gli Argivi disfecero Micene per invidia . Conciossiach mentre gli Argivi sen rimasero in pace nella invasione del Medo , i Miceni man darono alle Termopili ottanta soldati, i quali ebbero parte nella bella azione coi Lacedemonj . Gli Argivi perci punti dalla gloria di tale azione distrussero Micene . Rimane in piedi ancora parte del suo re cinto , ed in questo si vede la porta ; stanno sopra di essa leoni; anche queste, come dicono sono opere de Ciclopi , che ersero a Preto le mura di Tirinto . 5. Fralle rovine di Micene havvi una fontana chiamata Persea , e le fabriche sotterranee di Atreo, e de figli ove conservavano i loro t esori . Havvi il sepolcro di Atreo , e vi sono quelli ancora di tutti coloro, che ritornati da Troja insieme con Agamen none , furono nel banchetto uccisi da Egisto . Quan to poi al sepolcro di Cassandra , lo contendono i La cedemonj i che abitano Amicle . L altro sepolcro di Agamennone . V i sono quelli ancora di Eurimedonte il cocchiere , di Teledamo unitamente a Pe lope ( conciossiach dicano essere questi gemelli na ti di Cassandra,e che ancora infantigli uccise insieme cogenitori Egisto ) , e quello di Elettra : perch co stei fa da Oreste sposata a Pilade. Ellanico questo ancor scrisse : che di Elettra nacquero a Pilade , Medonte , e Strofio . Poco lontano dalle mura fu rono sepolti Clitennestra , ed Egisto ; non ricevet tero dentro questo onore per esser ivi sepolti Aga mennone , e quei che con lai furono morti.

167

CAPO

DECIMOSETTIMO ,

Tempio di Giunone presso Micene - Monte JEuba e fiume Asterione - Ornamenti , e statue del tempio di Giunone - Criseide Sacerdotessa di Giunone

1. .A . sinistra di Micene quindici stadj lontano l'Ero . Scorre per quella via un' acqua chiamata Eleuteria ; usano di questa per le lustrazioni quelle , che hanno cura del tempio , e de'sagrificj segreti. 2. Giace il tempio nel luogo pi piano dell'Euba , perch chiamano Euba questo monte , dicen do , che al fiume Asterione nacquero tre figlie Eu ba , Prosimna , ed Acra , le quali furono nudric i di Giunone . E Acra chiamano il monte , che sta rimpetto all'Ero , Euba quello spazio , che cir conda il tempio , e Prosimna il paese , che giace sotto. L'Asterione poi scorrendo sotto l'Ero si perde in una voragine . Sulle sue rive nasce un' erba , e la chiamano Asterione , e portano questa erba a Giu none , e delle sue frondi intrecciano corone. 3 . Dicono , che larchitetto fu Eupolemo Ar givo . Le cose , che sul fregio sono scolpite , altre la nascita di Giove , e la pugna degli D e i , e de'Giganti , altre risguardano la guerra , e la presa di Troja: avanti l'ingresso son le statue delle donne , che fu rono sacerdotesse di Giunone ; e di E roi,fra i quali una di Oreste . Imperciocch quella la cui inscrizio ne dice esser l Imperadore Augusto , vogliono c he sia un Oreste . Nel pronao , da una parte sono le Grazie , statue assai antiche , e a destra il letto di Giunone ; ivi dedicato lo scudo che Menelao tolse gi ad Euforbo nella guerra di T ro ja. 4 - La statua di Giunone di st atura assai gran-

i68 L I B R O de , di oro , ed avorio siede sopra un trono , ed opera di Policleto.St sulla sua testa una corona,sulla quale sono scolpite le Grazie , e le Are , e da una mano tiene un melogranato , e dall altra lo scettro . Quello , che spetta al melogranato , sendo una tra dizione assai segreta , il debbo omettere . Dicono poi che sullo, scettro sieda il cuculo , perch quan do Giove amava Giunone ancor vergine in quell au gello mutosssi , che essa come un giuoco prese. Que sto e tutti gli altri discorsi , che tengonsi intorno agli Iddii , non gli scrivo perch io li ammetta ; ma tuttavia li scrivo. 5 . La statua , che alla Giunone sta a lato si dice di Ebe , scolpita da Naucide , anche questa di oro , e di avorio . Accosto a questa sopra un cippo una antica statua di Giunone . La pi antica fu scolpita in legno di pero selvatico , ed in Tirinto de dicata da Peraso figliuolo di Argo ; ma disfatta dagli Argivi Tirinto , fu portata da questi nell'Ero : questa la vidi io stesso una statua non grande . 6. Dei donativi , i pi degni ad essere descrit ti sono un ara , sulla quale scolpito quello , che dicesi sposalizio di Ebe con Ercole : questa di ar gento ; di oro poi di pietre preziose l'Imperadore Adriano dedic un pavone , egli lo dedic perch si crede quelluccello sagro a Giunone . Ivi sono anco ra una corona di oro , ed un peplo di porpora , doni di Nerone. 7. Di l da questo tempio sono le fondamenta dellantico, e qualche altra cosa scampata dalle fiam me . Fu arso allorch la sacerdotessa di Giunone Criseida fu presa dal sonno mentre innanzi alle co rone ardeva la lucerna . E Criseida ita in Teg qual supplice rimase nel tempio di Minerva Alea : gli Ar divi poi,bench afflitti da un male s grave , non di s fecero la immagine di Criseida , ma ancora fino al d doggi si vede dinanzi al tempio incendiato.

1 69

CAPO

DECIM OOTTAV0

Eroo di Perseo - Tieste , ed Atreo - Tempio di Ce rere Misia - Tre Regni degli Argivi , e loro R e Oreste , e sua stirpe - Arrivo degli Eraclidi n el Peloponneso , ed espugnazione di A rgo , Lace demone , e M essenia .

1. D a Micene andando ad Argo a sinistra pres so la via havvi lEroo di Perseo . In questo luogo an cora riceve onori dagli abitanti del paese ; ma i pi grandi in Serifo ; gli Atenisi pure hanno il bo sco sacro di Perseo , e l ara di Dittie , e Climene , che sono detti salvatori di Perseo . a. Andando poco pi oltre nell' Argolide dopo questo Eroo , a destra il sepolcro di Tieste ; so pra di esso un ariete di pietra perch Tieste adul terando la donna di suo fratello ebbe un'agnella dore. Atreo per non fu trattenuto dal macchinare una eguale ingiuria , ma uccise i figli di Tieste , ed im-t band le decantate cene . Dopo poi non posso chiara mente dire se Egisto fu il primo a commettere il peccato , o se Agamennone il prevenne colla morte di Tantalo figliuolo di Tieste . Conciossiach dicano avere egli sposato Clitennestra vergine, ricevutala da Tindareo. Io poi non voglio condannarli di essere sta ti di lor natura malvagi. Che se essi furono s grande mente puniti pel gran misfatto di Pelope , e dal Ge nio vindice di Mirtilo, a questo certo fu simile quel lo , che la Pizia minacci a Glauco di Epicide Re degli Spartani , allorch egli giur il falso ; dicen dogli , che la pena sarebbe piombata sopra i suoi di scendenti . 3 . Di l dagli arieti ( perch cosi chiamano il

i?o L I B R O Sepolcro di Tieste ) inoltrandosi un poco havvi a si nistra il villaggio detto Misia , ed il tempio di Cere re Misia , che trasse il nome da un Misio , anche esso secondo ci , che dicono gli Argivi ospite di Cerere . Questo tempio pertanto non ha tetto ; ma dentro esso ve n'ha un altro di mattoni cotti , ed ivi sono i simulacri di Proserpina , Plutone , e Cerere. Andando pi oltre il fiume Inaco , tragittato il qua le l'ara del Sole . Di l arriverai alla porta che trae il nome dal vicino tempio ; il tempio di Lucina . 4 Fra i Greci , so , che i soli Argivi furono s oggetti a tre Re . Conciossiach durante il gover no di Anassagora Argivo figlio di Megapente furono le donne invase dal furore , e uscendo dalle case andaron vagando per tutto il paese fino , che Melampo figliuolo di Amitaone le guar dalla malattia . Per la qual cosa egli e il suo fratello Biante furono asso ciati nel regno con Anassagora. Della stirpe di Bian te regnarono cinque persone per quattro generazio ni fino a Gianippo di Egialeo tutti del lato materno della famiglia di Neleo . Della schiatta poi di M elampo per sei generazioni , altrettanti uomini regna rono fino ad Anfiloco di Anfiarao . La stirpe per naturale,quella d Anassagora cio,regn pi a lungo Conciossiach Ifi di A lettore nato di A nassagora la sci il regno a Stenelo figliuolo del fratello di Capa neo . Ma sendo dopo la presa di Troja trasmigrato Anfiloco in quei che ora sono detti Anfilochi , e Cianippo morto senza prole , Cilarabe dunque fi gliuolo di Stenelo , solo ritenne il regtao . 5. Neppur egli lasci figli , ma Oreste di Aga mennone occup Argo abitandogli vicino , e non pel diritto paterno ; ma collessersi attirato molti Arca di , ed avere ottenuto il regno di Sparta , ed aven do sempre mai pronto un esercito alleato di Focesi in suo vantaggio . Oreste govern i Lacedemonj ac-

S E C O N D O 171 consentendolo questi di buona voglia . Impercioc ch vollero piuttosto , che avesse il principato un nipote di Tindareo di quello che Nicostrato , e M e gapente nati a Menelao di una serva . Morto Oreste ebbe il regno Tisameno nato da Ermione figlia di Menelao , e da Oreste . E scrisse Ginetone ne'ver si , che Penlilo figlio spurio di Oreste , fu a lui par torito da Erigone figlia di Egisto . 6. Sotto questo T is ameno gli Eraclidi tornaro no nel Peloponneso ; Temeno cio , e Cresfonte di Aristomaco ; del t erzo , Aristodemo , che era mor to innanzi, vennero i figli. E mi sembra i che giu stamente contendevano circa Argo , e il suo regno, perch Tisameno era della famiglia di Pelope i e gli Eraclidi di Perseo . E dimostravano come Tin dareo da Ippotoonte era stato espulso ; ed Ercole , soggiungevano , dopo avere ucciso Ippotoonte , e i figli suoi depose nelle mani di Tindareo il paese. Ta li , ed altre corse dicevano ancora intorno alla Mes senia , e che Ercole avendo preso Pilo diede quel paese ancora in deposito a Nestore . 6. Scacciarono adunque da Lacedemone , e da Argo Tisameno , e dalla Messenia i discendenti di Nestore , cio , Alcmeone nato da Siilo figlio di Trasimedo , Pisistrato di Pisistrato, e i figli di Peo ne figlio di Antiloco ; e insieme con questi scaccia rono ancora Melanto di Andropompo , figlio di Bo ro figlio di Pentilo , figlio di Periclimeno . T i sameno adunque , e i figli suoi n'andarono con eser cito nella odierna Acaja, e i discendenti di Neleo ad eccezione di Pisistrato , che io non s presso quali transmigrasse , in Atene pervennero , e da costoro trassero nome le famiglie de Peonidi, e degli Alcmeonidi . Melanto poi ottenne il regno ancora , to gliendolo a Timete di Ossinto . Imperciocch Time te fu l ultimo della stirpe di Teseo , che regn in

17* L I B R O Atene . Circa ci , che appartiene a Cresfonte , ed ai figliuoli di Aristodemo, il discorso non richiedeva che in questo luogo il dimostrassi. C A P O D E C I M O N O N O

Tmeno , e Dei/onte - Argo muta il governo in republica - Tempio di Apollo Licio - Bitone - Fo roneo - Ipermnestra , e Venere N icefora - S e polcri de'Lini - Altre cose degne a rammentarsi.

i. T e m e n o apertamente in vece de figli si era servito di Deifonte nato di Antimaco figlio di Ctesippo , figlio di Ercole , per Generale nelle batta glie , e in tutto il teneva per suo consigliere ; e sic come se lo era fatto genero, e pi di ogni altro com piaceva la sua figlia Irneto , fu sospettato , che an che il regno volesse rivolgere a l e i , ed a Deifonte . Laonde fu ordita dai figli contro lui una congiura e Ceso come il pi provetto di loro , ottenne il regno . a* Ma gli Argivi come quelli, che la eguaglian za , e il diritto di reggersi da loro stessi amavano fin dapi antichi tempi , ridussero il potere regio assai debole,cosicch a niuno defigli di Ceso, e de'loro di scendenti lasciossi pi che il nome di Re . Melta poi figlio di Lacideo , e discendente da Medone con dannato dal popolo fu totalmente privato del trono . 3. La pi illustre cosa , che gli Argivi abbiano nella loro citt il tempio di Apollo Licio . La sta tua adunque , che v'ha a'miei d opera di Attalo Ateniese ; quello che dapprincipio esisteva s il tem pio , che il simulacro di legno erano doni di Danao, conciossiacch io creda , che tutte le statue erano al lora di legno , e specialmente le egizie . Danao p oi

S E C O N D O 173 erse l Apollo Licio per questo motivo . Pervenuto in Argo egli contendeva conGelanore figliuolo di Stenela pel principato . Avendo ambedue dette molte cose lusinghiere dinanzi al popolo , e sembrando a questo non essere meno giuste quelle da Gelanore esposte , rimise il giudizio al d vegnente . Fattosi giorno, un lupo invase con furore un armento di buoi che pasceva dinanzi le mura , e con grande impeto combatteva contro il toro condottiere di quelli. Ven ne in mente agli Argivi di rassomigliare a questo Gela^ nore , ed al lupo paragonar Danao ; perch non famigliare agli uomini questo animale , come nep pure ad essi in quel tempo lo era Danao . E poich il lupo super il toro , perci Danao ottenne il re gno . Quindi credendo , che Apollo avesse spinto il lupo contro l'armento de'buoi , eresse il tempio di Apollo L icio. 4 Ivi si conserva il trono di Danao , e la im magine di Bitone ancora sotto la figura di un uomo , che porta sulle spalle un toro ; e come Licea cant , menando gli Argivi un sacrificio a Giove in Nema , Bitone colla forza , e robustezza sua togliendo un toro portollo . 5 . Dopo questa immagine , arde un fuoco, che chiamano di Foroneo . Conciossiach non ammetta n o avere dato Prometeo il fuoco agli uomini, ma vo gliono trasferire in Foroneo il ritrovamento di quello. 6 , Delle statue di legno di V enere, e Mercu-rio , luna dicono essere opera di Epo , l'altra do no dIpermnestra ; imperciocch questa sola delle fi glie per aver dispregiato il comando, fu dal padre suo Danao chiamata in giudizio, riputando non senza peri colo suo la salute di Linceo e che siccome non avea avuto parte nel misfatto delle sue sorelle accre sceva ancora l'infamia a colui , che avea ordito. Giudicata per dagli Argivi scamp , e perci dedi-=

*74L I B R O c laVenere Nicefora . Entro il tempio Lada , che tatti gli altri del suo tempo super nella velocit de'piedi ; e Mercurio , che ha preso la testuggine per farne la lira . Dinanzi al tempio una base , soprrt cui in rilievo rappresentata la pugna di un toro, con un lupo , e insieme con essi una vergine , che scaglia contro il toro un sasso . Credono che la ver gine sia Diana . Danao dedic qneste cose , e le co lonne , che ivi dappresso sono , e le statue di legno di Giove , e Diana. 7. V i sono poi de'sepolcri uno di Lino nato di Apollo , e di Psamate figlia di Crotopo ; l'altro di cono , che sia di qiel Lino , che compose versi. Le cose , che a questultimo spettano appartenendo me glio ad un altro ragionamento , le ometto , e quelle, che il figlio di Psamate risguardano furono da me gi dimostrate nella descrizione Megarica . Dopo questi sepolcri l Apollo Agio , e l'ara di Giove Pluvio , sulla quale giurarono insieme coloro , che il ritorno di Polinice in Tebe sollecitavano, di morire se non avessero potuto prendere Tebe . Quello poi , che dicono intorno al monumento di -Prometeo , sembra a me di minor peso di quello , che ne dicono gli 0punzj ; ci non ostante lo dicono , C A P O V E N T E S I M O

Giove Milichio - Cleobi , e Bitone - Tempio di Gio ve JVemo , ed edicola della Fortuna - Sepolcro1 di Coria Menade - Tempio delle Ore - Statue di Polinice , e de' sette a Tebe - Tempio di Giove Salvatore , e del Cefisso - Teatro - Tempio di Venere - Telesilla - azioni di Tele siila .

1. O m etten do la immagine di Creuga pugile, ed il trofeo eretto sopra i Corintj , havvi la statua assi-

S E C O N D O 178 sa di Giove Milichio di marmo bianco , opera di Policleto ; la quale io udii essere stata fatta per la cagione seguente . Avendo i Lacedemonj comincia to la guerra contro gli Argivi, non vi fu pi pace fin ch Filippo di Aminta non costrinse quelli a re starsene negli stessi confini , che dapprincipio era- no stati stabiliti . Prima di questo tempo i Lac e de monj allorch non erano impegnati fuori del Pelo ponneso , sempre qualche parte dell'Argolide toglie- vano ^ e gli Argivi al contrario , quando quelli era no rivolti a qualche guerra fuori de'confini della pe nisola , infestavano il loro territorio . Laonde per venuti ambo i popoli ad un odio estremo parve agli Argivi mantenere mille scelti armati . Per Generale di questi fu stabjjito Briante Argivo, che fralle mol te ingiurie , che fece ai popolani vi fu quella , che togliendo dalle mani di coloro , che la menavano , una donzella nel momento in cui presso lo sposo era portata , viololla . Sopravvenuta la notte , osservan do la donzella quando Briante dormiva , lo priv della vista ; ma sendo stata presa come rea , tosto , che spunt il giorno si rifuggi supplichevole al po polo . Non volendo questo consegnarla ai mille per ch fosse punita , ne nacque una zuffa, nella quale rimaso superiore il popolo non lasci vivo pel furore onde era acceso alcuno degli avversarj . Ma dopo , fralle altre lustrazioni , che fecero , per aver sparso il sangue civile , dedicarono ancora la statua di Gio ve M ilichio. a. Vicino , scolpiti in pietra sono Cleobi , e Bitone , che tirano da loro stessi il carro , menane dovi sopra la madre al tempio di Giunone. 3 Rimpetto a loro il tempio di Giove Nem o , la cui statua ritta in piedi di bronzo , opera di Lisippo . Dopo questa andando pi oltre havvi a de stra il sepolcro di Foroneo,a-cui fino a miei d fanno i

176 L I B R O funerali . Di l dal tempio di Giove Nemo , fin da* pi antichi tempi l ' edicola della Fortuna , nella quale Palamede dedic le tessere da lui per la prima volta trovate . Il monumento sepolcrale ivi dappres so lo chiamano della Menade Goria , dicendo , che fralle femmine,che accompagnarono Bacco nella spe dizione contro Argo vi era anche costei,e che Perseo come ebbe vinta la pugna , uccise la maggior parte delle femmine ; le altre adunque furono tutte insie me sepolte , e a questa v come a colei, che in digni t superava le altre , eressero separatamente il sepol cro . 4 Poco pi lungi il tempio delle Ore . Ritor nando indietro sono le statue ritte in piedi di Poli nice figlio di Edipo , e di tutti gli altri , che rive stiti del commando , combattendo presso le mura di Tebe , morirono insieme con lu i. Questi personaggi furono da Eschilo ridotti al solo numero di sette , quantunque fossero in maggior numero i capitani , che da Argo , Messene , e da alcuni de'luoghi degli Arcadi andarono a quella spedizione . Pr e sso questi sette , perciocch anco gli Argivi hanno seguito la poesia di Eschilo , giacciono anche coloro , ch e pre sero Tebe , Egialo di Adrasto , e Promaco di Partenopo di Talao , e Polidoro d'Ippomedonte , e Tersandro , e i figliuoli di Anfiarao , Alcmeone , ed Anfiloco ; e Diomede, e Stenelo. Oltre costoro vi furono anche presenti Eurialo figliuolo di Mecisteo, ed Adrasto di Polinice , e Timea . Non lungi dalle statue si mostra il monumento di Danao , e il cenotafio di tutti quelli Argivi , che furono colti dalla morte in Ilio , e nel ritornare indietro. 5. Ivi ancora il tempio di Giove Salvatore . Passando alla camera che siegue, ivi le donne degli Argivi piangono Adone . A destra dell ingresso di questa il tempio edificato in onore del Gefisso. Di-

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cono poi che lacqua di questo fiume non stata da Nettuno fatta totalmente sparire; ma ivi specialmen te dove il tempio , lo sentono scorrere sotto terra. A lato del tempio del Gefisso si vede una testa di Medusa di pietra , e dicono che anche questa sia opera de Ciclopi . Dietro poi chiamano fino al d d'oggi quel luogo il Tribunale , dicendo che ivi Ipermnestra fu giudicata da Danao . 6. Non lungi da questo il teatro . In esso fral le altre cose che meritano di esser vedute havvi uno che uccide un altro . Egli Perilao da Argo figliuo lo di Alcenore , che uccide Otriade Spartano . Que sto Perilao avea di gi ottenuta la pal lila nella lotta ai giuochi nemi. 7. Di l dal teatro il tempio di Venere . Di nanzi al tempio sopra una colonna havvi Telesilla , quella che scrisse cantiche : i libri di esse sono gittati a'suoi piedi , ed ella guarda la celata , che tie ne in mano, e che sul momento di porsi sul capo . Era costei illustre per altre cose fralle donne , e spe cialmente riscuoteva onori per la poesa . Allorch accadde agli Argivi quella disgrazia, che supera ogni dire nella guerra contro Cleomene di Anassandride , e i Lacedemonj , in cui una parte di essi per nella pugna , e di coloro che nel bosco di Argo si rifuggiarono quelli i quali per la fede data i primi usciro no di l , furono similmente trucidati, e gli altri co me di essere stati ingannati si avvidero si arsero in sieme col bosco , Cleomene condusse i Lacedemonj contro Argo deserta di uomini. 8 . Telesilla per fece salire sulle mura tutti i domestici e coloro , i quali o per la vecchiezza , o per l'et non ancora matura , erano inabili a portare le armi . Ed essa ragunate tutte le armature , che e ran rimase per le case , e quelle , che ne' tempj serbavansi ne arm le donne pi. floride di et , ed

1 78 L I B R O armatele le schier l dove sapeva , che i nemici st sarebbono accostati. Coin i Lacedemonj si furono appressati , le donne n ulla d;illc grida marziali furo-r no spaventate , ma sostenendo l ' urto pugnarono da forti ; allora i Lacedemonj pensando che sebbene avessero sbaragliato ld femmine odioso sarebbe stato il loro successo , e se poi essi fossero stati rotti , al la disgrazia unirebbesi la vergogna , cederono alle donne . E precedentemente la Pizia avea di gi indicata questa fazione , e il detto suo compreso da lui o n stato mostrato da Erodoto :
Ma allorch il sesso femni'nile il maschio Avr vinto , c scacciato , e negli Argivi A lta gloria riscosso , molte allora Femmine d'Argo squarceransi. il volto. Q le sto adunque era ci , che dell'oracolo

ri-

sguardava il fatto delle donne. CAPO YENTESIMOPRIMO

Cose memorabili al foro degli Argivi - Statua d Enea , e luogo chiamato il Delta - Sepolcri me morabili - Tempio di Minerva Salpinge - E pim e nide - Monumento di Pirro - Perseo , e Medusa Gorgofone - Lafae - Tempio di Latona , e Clori figlia diJViobe .

i ^ cendendo di qu , e voltando di nuovo ver so il foro , havvi il sepolcro di Gerdona donna di Foroneo , e l'edicola di Esculapio . Il tempio di Dia na di soprannome la Persuasione fu ancor esso dedi cato da permnestra dopo aver vinto il padre nel giu dizio per cagione di Linceo , dal quale scamp . a. Ivi la statua di bronzo di Enea , ed il luo go chiamato Delta , perch poi cos si dica , sicco-

S E C O N D O 179 Ime non mi piacque ci , che si narra, volentieri l ometto . Innanzi ad esso havvi l'ara di Giove Fixio , e vicino , il sepolcro di Ipermnestra madre di Anfia rao, e quello d'Ipermnestra figlia di Danao , insieme colla quale sepolto ancora Linceo . Rimpetto a questi il sepolcro di Talao figliuolo di Biante.Quel lo che spetta a Biante , e a'suoi discendenti stato di gi da me esposto. 3 . Dicono che Egeleone edific il tempio di Mi nerva Salpinge . E affermano, che costui fu figliuo lo di Tirseno figliuolo di Ercole , e di Lida sua don na ; che Tirseno il primo trov la tromba , ed Ege leone poi di lui figliuolo ammaestr nel suono di que sto stromento i Dorj compagni di Temeno , e che perci a Minerva diede il soprannome di Salpinge ( Tromba ). 4 Dinanzi alla cella di Minerva , dicono , che siavi il sepolcro di Epimenide . Imperciocch vo gliono che facendo i Lacedemonj la gueira contro i Gnossj feeero prigione anche Epimenide , e presolo lo uccisero per non avere augurato loro cose felici ; essi poi sostengono che preso il suo corpo qui il sep pellirono . 5. L'edificio di marmo bianco , che st circa in mezzo al l'oro non un trofo di Pirro VEpirota sic come dicono gli Argivi , ma sendo stato arso ivi il suo corpo potrebbe piuttosto da qualcuno prendersi per un monumento sepolcrale , in cui sono state scolpite tutte le cose delle quali faceva uso Pirro nelle battaglie , e gli elefanti ancora . Questa fab brica adunque fu innalzata nel sito del rogo . Le ce neri di Pirro poi giacciono nel tempio di Cerere", presso il quale , siccome nella narrazione Attica ho dimostrato , egli mor . Nell'ingresso di questo tem pio di Cerere pu vedersi lo scudo di Pirro di bron zo , appeso alle porte.

i8o L I B R O 6. Non lungi dall edificio che nel foro degli Argivi si vede un tumulo di terra , in esso dicono , che giaccia la testa di Medusa figlia di Gorgone . Ma lasciando andare la favola , questo altre cose si narrano : costei era figlia di Forbo , la quale sendole morto il padre , regn sopra coloro , che abitano intorno la palude Tritonia; ella usciva alla caccia , e guidava gli Affricani nelle battaglie , ed essendosi opposta col suo esercito alle genti di Perseo ( con ciossiach Perseo ancora fosse seguito da una mano scelta di armati dal Peloponneso ) fu di notte con in ganno uccisa ; e Perseo mosso da meraviglia della bellezza di essa, sebbene fosse morta, recisole il capo portosselo per mostrarlo ai G reci. 7. A Procle Cartaginese per figlio di Eucrate pi probabile della gi esposta parve la narrazione seguente . La parte deserta dell'Affrica nutrisce fie re che sembrano favolose a chi ne ascolta parlare T ed ivi nascono ancora uomini, e donne selvaggio ; Prode dice di avere veduto uno di questi uomini, portato in Roma . Immaginossi adunque , che smar ritasi una di quelle donne da essi,giunta sulla palude Tritonia , ne infestasse i vicini, finch Perseo non Tebbe morta ; che poi si credesse averlo Minerva nella impresa ajutato , venne, perch a lei sacre so no le genti , che abitano presso la palude Tritonia. 8. In Argo vicino a questo monumento della fi glia di Gorgone quello ancora di Gorgofone figliuo la di Perseo , e perch le fosse posto un tal nome chiaro subito , che si ode pronunziare . Dicono , che essa fu la prima donna, alla quale morto il mari to Periero di Eolo ( imperciocch con lui ella vergi ne si congiunse ) la seconda volta con Ebalo maritossi . Conciossiach per lo innanzi era stabilito , che le donne morto loro il marito dovessero rimaner vedove.

S E C O N D O 8 g. Dinanzi a questo sepolcro un trofo di marmo bianco eretto contro Lafae Argivo ; percioc ch costui ( non Scrivo Se non ci , che di loro stes si narrano gli Argivi ) tiranneggiando la patria, fu dal popolo contro lui insorto discacciato ; e fuggitosene in Sparta , tentarono i Lacedemonj di ristabilire la sua tirannide ; ma gli Argivi vinta la battaglia ucci s ero Lafae insieme con moti de'Lacedemonj. io. Il tempio .di Latona sta non molto lungi dal trofeo*, e la statua opera di Prassitele . L'imma gine della vergine che presso la Dea si noma Glo ri ; dicono che costei era figlia di Niobe , e chiamavasi dapprima Meliba . Sendo stati per da Diana , d Apollo morti tutti i figliuoli di Anfiorte , questa sola delle sorelle rimase viva insieme con Amicla ; e ci ottenne avendo pregato Latona . Ma il terrore rese subito cos pallida Meliba , che per tutta la vi ta le rimase questo colore , e per 'tale avventura in vece di Meliba ebbe il nome di C lo ri. Castoro , di cono gli A rgivi, furono , che fabbricarono prima il tempio di Latona . Ma io ( perciocch seguo pi i poemi di Omero, che qualunque altro).a Niobe non credo , che restasse alcun figlio , siccome me ne fa testimonianza il verso :
E questi bench due spensero tutti.

Il Poeta adunque sapea bene che la casa Anfione fa dalle fondamenta sconvolta .

i 8a

CAPO VENTESIMOSECONDO
Edicola di Giunone Anta , e sepolcro delle B ac canti morte da Perseo - Tempio di Cerere Pelasgide - Statua di Giove Mecaneo - Tantali Tempio di Nettuno Prosclistio - Tempio d Ca store , e Polluce - Tempio di Ilitia ( lueina ) Tempio di Ecate - Sacada - Ginnasio Cilarabe , e statua di Minerva P a n ia .

Latona l edicola di Giunone Anta , e dinanzi aquesto un sepolcro di donne . Perirono costoro nella battaglia contro gli Argivi , e Perseo ; avendo seguito Bacco dalle iso le , che sono nel mare Ego , onde Alie ( Marine ) le appellane. 2. I ncontro al sepolcro delle donne il tempio di Cerere soprannominata Pelasgia , da Pelasgo di Triopa che lo arse , e non lungi dal tempio il suo sepolcro . Di l dal s epolcro havvi una base di bron zo non grande , che sostiene statue antiche di Dia na , cio Giove , e Minerva. 3 . Licea adunque cant , essere questa la sta tua di Giove Mecaneo , e disse , che quelli Argivi , i quali andarono alla impresa di Troja ivi giurarono di restare a guerreggiare finch non avessero preso Troja , o di morire combattendo . 4 - Da altri per fu detto , che nella base di bronzo sono le ceneri di Tantalo . lo non contende r esser ivi sepolto quel Tantalo , che figlio di T ie ste , o di Eronteo ( giacch si tengono ambedue queste opinioni ) prima di Agamennone spos Gli tennest ra ;-ma di quello , che dicesi figlio di Giove,

S E C O N D 183 Plutona avendolo veduto conosco il sepolcro nel Sipilo degno a vedersi. Inoltre non fu costui da alcuna necessit forzato a fuggire da Sipilo , c ome poi av venne a Pelope portandosi contro di lui con oste Ilio Frigio v E ci basti aver ricercato . Quello poi, che si fa nella fossa ivi dappresso dicesi averlo stabilito Nicostrato uomo del paese < Ed anco oggid vi gittano lampadi accese , ad onore di Proserpina figlia di Cer ere. 5. Ivi il tempio di Nettuno soprannominato Prosclistio , perciocch si vuole , che Nettuno una gran parte di questo paese inondasse , allorch Ina co i e i compagni suoi nel giudizio decisero appar tenere la terra a Giunone , e non a lui . Giunone per ottenne da Nettuno , che l'acqua ritornasse nel mare ' e gli Argivi eressero un tempio a Nettuno Prosclistio l donde l'acqua partissi; 6. Andando poco pi oltre il sepolcro di Ar go creduto figlio di Giove , e di IXiobe di Foroneo . Dopo questo l'edicola di Castore 4 e Polluce . L e statue 4 di loro stessi , e quelle de'figli Anassi , e Mndsinoo, e insieme con questi le loro madri llara , e Febe , sono opera di Dipeno, e Scillide in eba no.I cavalli poi sono anche essi nellamaggior parte di e bano , ed in pic c ola parte di avorio , 7. Vicino ai Re ( Castore , e Polluce ) il tem pio di Lucina dono di Elena , allorch Teseo ito in sieme c on piritoo nella Tesproz ia f u da Castore , e Polluce presa Atidna , ed essa in Lacedemone ri condotta . Imperciocch dicono , che costei era in cinta , e che sgravatasi in Argo , ed eretto ivi il tempio di .Lucina diede la figlia, che le nacque a Glitennestra ( sendo questa gi moglie di Agamennone ), e dopo ci con Menelao si congiunse . Laonde Euforione da Galcide , ed Alessandro Pleuronio , che fecero versi, e prima ancora di costoro $ tesicoro I-

L I B R O , dicono lo stesso che gli A rgivi, essere cio Ifigenia figlia di Teseo . 8. Di l dal tempio di Lucina ledicola di Ecate ; la statua opera di Scopa . Questa di mar mo ; ma quelle che le stanno dirimpetto anche esse di Ecate sono di bronzo , l'una opera di Policleto , e l'altra del fratello di Pericleto, Naucide da Motone, Andando per la via retta al ginnasio di Gilarabe, che il nome prese dal figlio di Stenelo , in essa sepolto Licimnio di Elettrione ; di cui dice Omero , che fu morto da Tleptolemo di Ercole , e per questo omi cidio appunto Tleptolemo fugg da A rgo. 9. Deviando un poco dalla strada del Gilarabe, e dalla porta , che i v i , havvi il sepolcro di Sacada , il quale il primo cant sulle tibie la canzone Pi tica in Delfo; e per l'odio, che Apollo conservava con tro i suonatori di tibie dopo Marsia , ed il suo com battimento col Sileno , si crede che dal Nume , Sacada fosse spento. 10. Nel ginnasio di Gilarabe si vede Minrva soprannomata Pania , e mostrano il sepolcro di Ste nelo , e quello del suo figliuolo Gilarabe . Non lungi dal ginnasio fu edificato il cemeterio per quegli Ar givi , i quali navigarono insieme con gli Ateniesi per soggiogare i Siracusani , e la Sicilia .
m erese

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S E C

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CAPO YEN TESIM O TER ZO


Tempio di Bdcco - Tempio di Batont , ed altre co se memorabili - Sepolcro dIr neto - Tempio cele * bre di Esculapio - Statua di Diana Fera , e Palladio Talamo di bronzo di Acrisio - Tempio di Bacco Cretico , e < /i Venere Celeste - L a rissa cittadella degli A r g iv i .

, i qui passando alla strada chiamata conca va a destra il tempio di Bacco ; la s tatua dicono essere venuta di Euba . Conciossiach sendosi fat* to dai Greci naufragio al Cafareo , nel tornare da Troja , gli Argivi , che poterono rifuggiarsi sulla terra , furono oppressi dal freddo , e dalla fame . E pregando costoro , che alcuno degli Iddi in quel frangente gli avesse salvati , subito coine si furono inoltrati , scorsero la spelonca di Bacco , dove era la statua del Dio : ed allora le capre selvaggie fug gendo il freddo vi si erano adunate . Le quali aven do gli Argivi ucciso , ne mangiarono le carni , e delle pelli si servirono per vestimento . Ma poich il rigore del verno fu cessato , e apprestate le navi furono sul punto di tornare alla loro patria, estrasse- ro dalla spelonca il simulacro di legno , e fino al d di oggi religiosamente lo onorano . 2. Vicinissima a Bacco vedrai la casa di Adra sto , e lungi da epiesta il tempio di Anfiarao , e di l dal tempio , il sepolcro di Enfile . Dopo questi edificj il sacro recinto di Esculapio , e quindi il tempio di Batone . Era Batone con Anfiarao della s tessa famiglia de' Melampi , e gli guidava i cavalli tutte le volte , che colui usciva a battaglia . Dopo per essere stati respinti gli Argivi dalle mura di

6 L I R Tebe , la terra aprendosi ingoj Anfiarao , ed it Cocchio , e insieme con lui fece sparire ancora que sto Batone. 3 . Ritornando indietro dalla strada concava di cono , che il sepolcro sia di Imeto . Se vuoto , e soltanto eretto in memoria di quella donna , parla no sensatamente ; ma se credono , che ivi sia sepol to il corpo dIrneto , io non presto loro fede , e la scio che gliela presti chiunque non ha udito le tradi zioni degli Epidaurj w 4 Nel tempio pi illustre di Esculapio , che hanno gli Argivi a d nostri havvi la statua assisa di quel Dio di marmo bianco , e al suo fianco st ritta in piedi Ig, e veggonsi poi assisi ancora gli artisti, che scolpirono le statue Senofilo , cio e Stratone . Fu questo tempio innalzato dapprincipio da Sfiro fi gliuolo di Macaone 4 e fratello di quell'Alessanore 1 il quale riscuote onori dai Sicionj in Titan e 5 . La statua di Diana Fera ( perciocch gli Argivi ancora adorano Diana Fera come gli Atenie si , e i Sicionj ) anche questa dicono , che da Fere di Tessaglia fosse ivi portata . Io per non vi accon sento : imperciocch gli Argivi dicono , che in Ar go il sepolcro di Dejanira figliuola di Eneo , e di Eleno figlio di Priamo 4 e che press loro esiste an cora la statua di Minerva , che da Ilio fu trasporta ta , e che fece prendere Ilio t Ma il Palladio ( cos si appella ) cosa manifesta , che da Enea fu porta to in Italia . Di Dejanira poi sappiamo essere la sua morte vicino a Trachine , e n on in Argo avvenu ta ; e la sua tomba presso Eracla citt sotto il monte Oeta. 6. Quanto poi ad Eleno figlio di Priamo ha gi dimostrato il mio discorso ^.che and insieme con Pirro figlio di Achille in Epiro , ed avendo sposato Andromaca fu tutore de' figli di Pirro , e che da Ge-

S E C O N D O 187 strino figlio di Eleno trasse nome la cos detta Cestrine . IN ci fu ignoto agli eruditi stessi di Argo, che non dicono 'il vero in tutto ; ma nondimeno noi dicono ; conciossiach non sia gi facile il persua dere alla moltitudine cose contrarie a quelle , che crede . 7. Gli Argivi hanno altre cose degne a vedersi. Un edificio sotterraneo, in cui era il talamo di bron zo , che un d Acrisio fece per custodire sua figlia, il qual talamo fu da Perilao disfatto allorch tiraneggi la citt . Havvi adunque questo edificio , e il se polcro di Crotopo , e il tempio di Bacco Cretese. 8. Imperciocch dopo la guerra fatta da lui stes so contro Perseo , scordata ogni nimicizia , dicono , che fu grandemente onorato dagli Argi vi , e da loro gli fu concesso questo scelto delubro . Questo fu poi detto del Cretese , perch ivi moria Arianna la seppell . Licea poi dice , che essendo stato rifab bricato il tempio , fu trovata una cassa di terra cot ta,, e che questa era di Arianna ; dice di aver vedu to s e g l i , che altri Argivi quella c assa . Vicino al tempio di Bacco ancora il tempio di Venere Ura nia . 9. Chiamano l a cittadella Larissa dalla figlia di Pelasgo ; da costei trassero il nome anche due citt di Tessaglia , luna sul mare , e laltra sai Peno .

tsa CAPO

VENTESIMOQUARTO

Tempio di Giunone Acra , e di Apollo Dirado ta - Tempio , e Stadio di Minerva Ossiderce * Monumenti nella cittadella - Sepolcro defigliuoli di Egitto - Templi di Giove Larisso , e di M i nerva - Statua di Giove con tre occhi - Monu menti sulla via di Tega - Tempio di Diana Orft'a , e statue sulla cima del monte licon e - Mon te Caon , fiume Erasino , e festa di Bacco detta Tirba - Cenere - Rotine della citt dI s i e .

i . S a len d o alla cittadella havvi il tempio di Giu Acra ; e quello di Apollo , il quale si dice edificato da Pitaeo , che il primo venne da Delfo . La statua di bronzo , che oggi vi , sta ritta-in piedi , ed chiamata Apollo Diradiota , perch anche que sto luogo si chiama D ira. L oracolo , poich anche a* nostri giorni indovina, fu in questo modo stabilito. N Sacerdotessa una femmina la quale dal commer c io colluomo si tiene lontana ; e mentre ogni mese si sagrifica di notte una agnella , la donna dopo avere gustato del sangue invasata dal Nume. a. Contiguo a quel di Apollo Diradiot il tem pio di Minerva Ossiderce dedicato da Diomede, per ch mentre egli un d combatteva ad Ilio , la Dea gli tolse dagli occhi la caligine . Annesso havvi ancora lo stadio dove celebrano i giuochi in onore di Giove Nemo , e le feste Ere. 3. Andando alla cittadella , a sinistra della v ia havvi anche ivi il sepolcro de figli di Egitto ; con ciossiach qui separate dal corpo giacciano le loro teste , in Lerna p oi sia il resto del corpo . Perciocn one

S E C O N D O 189 ch in Lema avvenne la strage de'garzoni , e morti le donne recisero loro la testa , per mostrare al pa dre l'attentato commesso. 4 * Sulla cima di Larissa il tempio di Giove sopranominato Larisso , senza tetto : la statua d legno non esiste va pi sulla base . Ivi ancora il tempio di Minerva degno a vedersi. 5 . In questo sono altri doni , e fra questi la statua di legno di Giove , che ha due occhi dove gli abbiamo ancor noi , ed un terzo sulla fronte . Questo Giove dicono essere quello paterno di Priamo , figliuolo di Laomedonte , che stava eretto nella cor* te del suo palazzo ; e all'ara di questo si rifuggi Priamo quando Ilio fu preso da Greci . Poi che pe r si divisero le spoglie , tocc a Stenelo figlio di Ca paneo^ perci in questo luogo dedicato. Perch poi abbia tre occhi si pu immaginare da questo : che Giove regni nel cielo comune sentimento di tutti gli uomini ; ma vi un verso di Omero , che chiama Giove ancora quello , che dicono dominar sotto terra : II sotterrano Giove , e la laudabile Proserpina. Eschilo poi tglio di Euforione chiama Gio v e ancora quello del mare ; che guarda con tre occhi adunque lo finse , chiunque ne sia l autore , come colui che ne tre descritti elementi faccia dominare lo stesso Nume. 6. Fralle vie , che da Argo portano nelle diffe renti parti del Peloponneso , una conduce anche in Arcadia a Tega . A destra il monte Licone , ehe contiene specialmente arbori di cipresso . Sulla som mit di questo il tempio di Diana Ortia , e le sta tue di Apollo , Latona , e Diana fatte di marmo bianco ; le quali dicono essere opere di Policleto . Scendendo dal monte , di nuovo a sinistra delta vi$ principale il tempio di Diana.

xgo L I B R O 7. Poco pi lungi a destra della via il monte chiamato Caon . Alle radici di esso nascono alberi domestici, e sorge manifestamente l'acqua dell'Erasino di Arcadia , come dall'Euripo in Eieusi , e nel mare di essa scorrono i Reti . Dove adunque l'acqua dell Erasino sgorga dal monte sagrificano a Bacco , e Pane ; in onor di Bacco poi celebrano la festa ancora chiamata Tyrba . 8. Ritornando sulla strada di Tega , a destra del cos chiamato Troco Cenere . Perch questo luogo sortisse un tal nome non dicono altro se non , che fu anche esso cosi nominato dal figliuolo di Pirene Gencreo . Ivi il cemeterio degli Argivi , che vinsero i Lacedemonj nella battaglia presso Isie . Io ho trovato , che quel combattimento accadde sendo Arconte in Atene Pisistrato , l'anno quarto della 0 limpiade , nella quale Euriboto Ateniese vinse allo stadio. 9. Scendendo nel pi piano , sono gli avanzi di Isie citt una volta dell'Argolide , e la rotta de'La cedemonj dicono, che in questo luogo avvenisse. CAPO VENTESIMOQUINTO

Tempio doppio sulla via di Mantina - Oenoe - Mon te Artemisio - Sorgente deWInaco - Lircea , e f e sta delle f a c i - Ornee - Monumenti sulla via di Epidauro - Battaglia di Preto , ed Acrisio - R o vine di Tirinto , e mura costrutte dai Ciclopi Mida - Lessa - Monte Arachno .

1. ,L ia via , che da Argo mena, a Mantina , non la stessa di quella , che va a Tega , ma comincia dalle porte , che sono verso il D i r a , Su questa stra da stato edificato un tempio doppio , che ha un in -

S E C O N D O 191 gresso rivolto all occidente , e l'altro all'oriente . In questo il simulacro di legno di Venere , e verso Occidente quello di Marte . Dicono che i simula cri siano doni di Polinice , e degli Argivi , i quali insieme con lui uscirono in campagna per vendis cario. 1. Andando pi oltre , e tragittato il torrente chiamato Caradro , havvi Oenoe , che siccome dico-, no gli Argivi ebbe nome da Oeneo . Imperciocch dicono , che Oeneo il quale regnava in Etolia spo-? giato del trono dai figlj di Agrio , ne and in Argo presso Diomede . Costui lo vendic andando con un esercito contro il territorio di Calidone ; ma disse di non poter rimanere con lu i, e lo invit se il voleva a seguirlo in A rgo. Ora sendovi questi venuto, Diome-. de gli rese quegli officj , che era conveniente ren dere al padre del padre , e morto gli di in questo luogo sepoltura , per la qual cosa il villaggio fu chia mato Oenoe dagli A rgivi. 3. Di l da Oenoe il monte Artemisio , e sull* sommit del monte il tempio di Diana . In questo monte sono ancora le sorgenti dell'Inaco . Impercioc ch questo fiume certamente ha le sorgenti;ma la sua acqua non s'inoltra molto nel paese . Da questa parte non v'era altro che meritasse di essere veduto. 4 - Un altra strada dalla porta al Dira , va ver so Lirca . In questo luogo si dice che Linceo scam passe solo frai cinquanta fratelli , e dove si salv ivi innalz una face accesa . Imperciocch si era fra co stui , ed Ipermnestra convenuto , che egli avrebbe alzato una face ardente subito che scampato da Da nao fosse giunto in salvo in qualche luogo . Ed essa , dicono , che un'altra ne accese sopra Larissa , ma nifestandogli anche costei , che mppur ella era pi in pericolo . Laonde gli Argivi celebrano ogni anno la festa delle f ac i . Questo luogo fu ancora chiamato

ji L I B R O Linca , ma p o i, che in esso abit Lirco figlio spu rio di Abante ebbe da questi il nome . Nelle rovine di essa nulla altro havvi che meriti menzione, se non l'immagine di Lirco sopra una colonna . Da Argo a Lirca vi sono circa sessanta stadj ; da Lirca poi ad Ornee , ve ne sono altrettanti 5 . Della citt di Lirca , sendo che all epoca della impresa de'Greci contro Troja era di gi diser ta , non fece Omero menzione nel catalogo . Ornee poi ( perciocch era di gi abitata ) siccome giaceva nella Argolide cos fu ne'versi descritta prima di Fliunte ancora , e di Sicione . Questa era stata cos appellata da Orneo di Eretteo . D i questo Orneo na cque Peteo , e di costui Menesteo , il quale cogli Ateniesi distrusse insieme con Agamennone il regno di Priamo . Da questo Orneo adunque la citt trasse il nome . Dopo questi avvenimenti gli Argivi disfe cero gli Orneati , e disfatti essi diventarono concit t adini degli Argivi . E'in Ornee un'tempio di Diana , e il simulacro di legno ritto in piedi , ed un altro tempio consagrato in commune agli Iddii . Di l da Ornee comincia la Sicionia , e la Fliasia. 6. Andando da Argo nella Epidauria , si vede a destra un edificio , assai simile ad una piramide ; ed ha scudi lavorati secondo la forma argolica . Ivi ven ne Preto a battaglia contro Acrisio pel regno ; e l'e sito della pugna dicono che fu eguale ad ambedue , e perci fecero dopo la pace , perch niuno di essi pot decisamente vincere . Ed allora per la pri ma volta dicono che combatterono cogli scudi , sendone essi e lesercito armati. A quelli poi che da ambo le parti caddero ( perciocch erano concittadini, e parenti ) fu ivi in comune eretto il monumento. 7. Andando avanti e voltando a destra sono 1% vestigia di Tirinto . Gli Argivi disfecero anche i T ir intj r yolen doli ricevere concittadini, ed aumentare.

i 93

Argo . L Eroe Tirinto poi , da cui ebbe nome la citt , dicono che nacque di Argo figliuolo di Giove. L e mura , che lunico avanzo che ne re sti, ope ra de' Ciclopi, ed fatto di pietre rozze , e la gran dezza di ciascuna di loro tale , che una coppia di muli non potrebbe neppure smuovere un poco la pi piccola di esse : fino dagli antichi tempi poi vi sono aggiustate delle piccole pietre onde servire ciascuna di esse di assettamento alte maggiori. 8. Scendendo verso il mare ivi sono i talami delle figlie di Preto . Ritornando alla via principal e, a sinistra si v a Mida . Dicono , che in Mida re gn Elettrione padre di Alcmena . A ' miei giorni pe r non resta altro di essa che il suolo. 9. NeUa strada che retta mena a Epidauro , h avvi il castello di Lessa , ed in esso l'edicola di Mi nerva , il simulacro di legno della quale , niuna dif f erenza ha con quello , che nella cittadella di Larissa . D i l da Lessa il monte Aracno , che sot to Inaco prese -tal nome chiamandosi pi anticamen te Sapiselato . In esso sono le are di Giove , e di Giunone , quando v'ha bisogno di pioggia ivi a que sti Numi sagrificano.
r

CAPO

VENTESIMOSESTO

Confini degli Epidaurj , e degli Argivi - Primi Si gnori di Epidauro - Epidauro - Territorio E p i daurio sacro ad Esculapio , e varie tradizioni sulla nascita di questo N u m e - Epidauro , ptria d i Esculapio , e luoghi ove questo Dio viene ono rato .

1. J L e s sa il confine dell'Argolide colla Epidau ria Prima di giungere alla citt , arriverai i tem pio di Esculapio .

ig4 L I B R O a. Io non s , chi abbia abitato questo paese , prima, che ivi giungesse Epidauro ; anzi neppure i discendenti di Epidauro , potei udire dai nazionali. L ultimo di essi per , che dicono aver regnato pri ma della venuta de Dorj nel Peloponneso , fu Pitireo di Jone discendente di Xuto . Soggiungono che costui cedette il paese a Deifonte , e agli Argivi , senza combattere . E per verit itone insieme coi cittadini in Atene ivi abit, e Deifonte , e gli Argivi tennero lEpidauria . Costoro si divisero dagli altri Argivi , morto Temeno ; Deifonte , ed Irneto per l'odio de figliuoli di Temeno , e lesercito che li se gu perch rispettavano pi Deifonte , ed Irneto di quello che Ceso , e i fratelli di lu i. 3. Epidauro poi , da cui fu posto il nome al paese , fu siccome dicono gli Elei , figliuolo di Pe lope $ secondo per il sentimento degli A rgivi, e d i gran versi chiamati Ei, padre diEpidanro fu Argo figliuolo di Giove . Ma gli Epidaurj lo fingono figlio di Apollo. 4 Che questo paese venisse consagrato specialmente ad Esculapio , avvenne per la tradizione se guente . Gli Epidaurj affermano , che Flegia venne nel Peloponneso , col pretesto di vedere il paese , ma infatii per spiare il numero degli abitanti , e se era molta la gente atta alle armi . Perciocch Flegia era luomo pi avido di guerra desuoi tem pi, e por tandosi dappertutto , ovunque trovava frutti li por tava via , e depredava il paese . Allorch giunse nel Peloponneso lo seguiva una figlia , cui il padre anco ra ignorava essere stata ingravidata da Apollo . Co me nella terra degli Epidaurj ebbe partorito , espo se il figlio in quel monte, che chiamano oggi Titto; ma che allora dicevasi Mirzio; cos esposto, una del le capre, che pel monte pascevano gli di il latte , e il cane da guardia del caprajo guardoll o . Arestana

S E C O N D O igS ( perciocch questo era il nome del pastore ) sicco me non trov esatto il numero delle capre , e vide , che il cane ancora era fuori delPovile , fece ogni ri cerca , e trovato il fanciullo , desider prenderlo , ma come si fa avvicinato vide un lampo che venne dal fanciullo , e stimando esservi qualche cosa di di vino , siccome infatti vi era, tornossene indietro. Ma quegli fu bentosto annunz iato per tutta la terra , e pel mare , che in sollievo degli infermi trovava ci che voleva , e che risuscitava ancora gli estinti . 5 . Si narra di lui un altra tradizione ancora : cio , che sendo Coronida incinta di Esculapio , eb be commercio con Ischio di Elat ; e che ella fu da Diana spenta in vendetta della contumelia fatta ad Apollo , e che acceso di gi il rogo , Mercurio tol se dalla fiamma il figlio . 6. Non mi sembra per in niun conto vera la t erza tradizione , che fa Esculapio figliuolo di Arsi noe di Leucippo . Perciocch ito a Delfo Apollofane Arcade , e consultato loracolo se di Arsinoe fos se nato Esculapio , e fosse Messenio , la Pizia ri spose : Letizia grande de mortali , o Asclepio !
Cui Coroni di Flegia amabil figlia Meco in amore strettamente unita D i luce nelle vette di Epidauro .

Questo oracolo specialmente dimostra non essere di Arsinoe nato Esculapio , ma quelli versi essere stati in grazia de' Messenj composti da Esio do , o da alcuno che neversi di costui inser i suoi. 7. Questo ancora mi fa testimonianza essere il Dio nato in Epidauro, che trovo le pi illustri feste in onore di Esculapio nomate da Epidauro . Percioc ch gli Ateniesi addimandano Epidaurio quel giorno della iniziazione , che dicono concedere ad Escula pio , e da quella citt , sostengono , venne che essi

196 L I B R O riputassero Esculapio un Nume . Ed Archia figlinolo di Aristecmo , che nel cacciar sul Pindaso avea con tratto uno spasmo , risanato nella Epidauria intro dusse in Pergamo il culto del Num e . Per il tempio di Pergamo , gli Smirnesi edificarono a'nostri d ad Esculapio il tempio , che sul mare . E in Balanagre de' Cireni l 'Esculapio appellato Medico , da Epidauro anche esso . Da quello de'Cireni ebbe ori gine il tempio di Esculapio che ,in Lebene de'Cre tesi . La differenza , che v ha fra i Cireni , e gli Epidaurj si riduce-solamente a questo , che i Cire ni sagrificano capre , sebbene questo non sia rito presso gli Epidaurj ; Che poi Esculapio fosse giudi cato fin dapprincipio per Nume , e che non acqui stasse la fama col tempo , da altre congetture lo ri c avo , e dal farmene testimonianza quello , che 0mero fa dire ad Agamennone intorno a Macaone :
Taltibio , chiama che qui tosto vegna Macaon di Esculapio mortai figlio ;

quasi dicesse un uomo nato di un D io . CAPO YENTESIM OSETTIM O


Bosco sacro di Esculapio in Epidauro - Statua di Esculapio - Tolo , e pitture ivi - Colonne conomi di coloro che sono stati guariti , e delle loro ma- lattie - Ippolito risuscitato da Esculapio - Teatro di Epidauro - Templi , e monumenti nel bosco sacro - Edificj costrutti da Antonino Senatore in Epidauro - Monti imminenti al bosco , e monu menti , che ivi si trovano .

i. bosco sacro di Esculapio da ogni parte rin? chiuso da termini. N permettono che si muoja , o c he le donne partoriscano dentro il recinto , osser-

Il

S E C O N D O 197 vando la legge stessa della isola di Deio . Le cose sagrificate poi , sia Epidaurio il sacrificatore , o stra niero , le consumano dentro i confini . Lo stesso io s o , che si fa anche in Titane. a. La statua di Esculapio in grandezza la me t minore del Giove Olimpio di Atene , ed fatta di oro , e di avorio ; la inscrizione addita esserne au tore Trasimede di Arignoto Pario . Siede il Nume sopra un seggio appoggiandosi con una mano ad un bastone , e tenendo l altra sopra la testa del drago ne ; asuoi piedi poi giace un cane . Sul seggio sono state scolpite le imprese di Eroi A rg iv i, cio quella di Bellerofonte contro la Chimera , e Perseo che recide la testa di Medusa . E fuori della cella dove dormono , que che vengono a pregare il Di o . 3. Vicino stata edificata una fabrica rotonda di marmo bianco , la quale si chiama il Tolo , degna a vedersi . In esso Pausia dipinse Amore che gittate via le freccie , e larco , porta in vece di queste co se la lira . Ivi stata inoltre dipinta lEbriet ( opera anche essa di Pausia ) che beve da una caraffa di vetro ; potresti vedere nella pittura la caraffa di ve tro , e per essa la faccia della donna . Dentro il re cinto stavano erette delle colonne , ne'tempi pi an tichi in maggior numero , ma a miei d sei soltanto ne restano . Sopra di esse sono incisi i nomi degli uomini, e delle femmine guarite da Esculapio , ed inoltre la malattia onde ciascuno era infermo , e co me fu sanato . Sono queste cose, scritte in dialetto dorico. 4 In disparte dalle altre havvi una colonna an tica , la quale dice , che Ippolito dedic al Nume venti cavalli. Colla inscrizione di questa colonna con corda ci , che gli Aricini raccontano , che Esculapio c io risuscit Ippolito morto per le imprecazioni li Teseo . C os t a i , come fa tornato in vit a non voi-

i 98 L I B R O le concedere il perdono al padre , ma sprezzando le preghiere n and in Italia presso gli A ricini, ed ivi regn , e dedic a Diana un tempio, dove fino a tempi miei vi eran duelli, e colui , che vinceva di ventava sacerdote della Dea. A questo combattimen to per non pu concorrere alcuno di condizione li b era ; ma solo i servi , che sono fuggiti dai loro pa droni . 5 . Nel sacro recinto il teatro degli Epidaurj , a quello , che sembrami sommamente degno a ve dersi . Perciocch di gran lunga supera negli ornati quelli deRomani, e tutti gli alt ri che esistono ; ed in grandezza quello degli Arcadi in Megalopoli. Per la proporzione poi e per la bellzza qual architetto mai sarebbe idoneo a contendere con Policleto ? Im perciocch Policleto fu autore di questo teatro , e dell'edificio r otondo. 6. Dentro il bosco h avvi ledicola di Diana , la statua di Epione , il tempio di Venere , quello di Temide , lo stadio , quale per lo pi presso i Gre ci , un tumulo di terra , ed una fontana che per il tetto , e gli altri ornamenti merita di essere ve duta. 7. Quello poi che Antonino Senatore a tempi nostri fece ; il lavacro di Esculapio , il tempio degli Dei che Epidoti addimandano , inoltre edific ancora ledicola di Iga T e quella di Esculapio , ed Apollo soprannominati Egizj . E poich vi era un portico detto di Goti, del quale caduto il tetto , erasi ancora il rimanente disfatto , sendo costrutto di mat toni crudi , anche questo riedific . Per quelli poi che presso il tempio degli Epidaurj, erano specialmen te afJlitti, perch le donne non potevano partorire al coperto , e gli infermi dovevano morire ad aria aper ta egli rimediando anche a questo fece costruire una abitazione ove fosse lecito morire , e partorire .

S E C O N D O 199 . Pi oltre il bosco sono i monti Titto, e Cinorzio , ed in questo il tempio di Apollo Maleato uno degli antichi ; le altre cose poi che sono intorno al tempio di Maleato , e la conserva di acqua dove si raccoglie loro l acqua piovana , furono anche queste fatte agli Epidaurj da Antonino. CAPO VENTESIM OTTAVO

Dragoni sacri - Monte Corifo , t Tempio di Diana Corifa - Luogo detto Irnezio - Deifonte , ed Irneto - Sepolcri di Melissa , ^ ^ e di P r o d e .

1. T u t t i i dragoni , e specialmente la specie che ha la pelle che tira pi al rossagno credonsi sa cri ad Esculapio ; e s ono verso gli uomini , pacifici Ma questa specie di serpenti nudrita solo dalla ter ra degli Epidaurj . Lo che io ritrovo avvenire in al tri luoghi ancora . Perciocch la Libia sola mitrisce coccodrilli terrestri non minori di dne cubiti . E dagli Indiani solo si portano fragli altri augelli i psit* ta c i. I serpenti poi detti Megalauni pi di trenta cublti lunghi , i quali crescono presso gl Indiani, e nella Libia , diconsi dagli Epidaurj essere di un'altra specie , e non dragoni. 2 Salendo al monte Corifo sulla strada havvi una pianta di olivo detto torto , per averlo Ercole colla mano sua in tal guisa ridotto . Se poi egli po nesse questo per confine agli Asini dell' Argolide , non lo so molto , sendo che neppure negli altri luo ghi , per essere stato il paese riunito non possono pi chiaramente trovarsi i confini di essa. Sulla som mit del monte il tempio di Diana Corifa di cui Telesilla ancora fece menzione in un canto . Scen dendo alla citt degli Epidaurj h avvi un .luogo pian

L I B R O tato di olivi selvatici. Chiamano questo Irnezio , di cui scriver ci che ne dicono gli Epidaurj , e che pi verisimile 3. Ceso , e gli altri figli di Temeno , conosce v ano che avrebbero grandemente attristato Deifonte, se da lui in qualche guisa avessero potuto staccare Irneto . Pervennero adunque in Epidauro Cerine , e Falce ( perciocch ad Agro che era il pi giovane non piacevano queste operazioni ) . Costoro adunque fermato il carro sotto le mura , spedirono un messo alla sorella , dicendo di volere seco lei venire per lungo tempo in discorso . Come ella ebbe acconsen tito a quelli , che la chiamavano , ivi i giovani mol to accusarono Deifonte , e molto supplicarono lei a tornarsene in Argo , promettendole fralle altre cose di maritarla ad un uomo in tutto migliore di Deifon te , che pi uomini di lui reggeva , e governava una terra pi fertile . Irneto da tali detti afflitta , rispo se loro sullo stesso tenore , dicendo , essere a lei Deifonte un marito piacevole , ed a Temeno un ge nero non dispreggevole ; ed essi doversi chiamare piuttosto uccisori di Temeno di quello che suoi figli. Alla quale i fratelli non dando altra risposta , la pre sero e postala sul carro la menarono via . Intanto un Epidaurio corse ad annunziare a Deifonte , come Ce rine , e Falce menando Irneto contro sua voglia, se ne erano andati . Egli adunque con quanta velocit pot , gl'insegu , e gli Epidaurj udendo tal cosa si portarono in suo ajuto . Deifonte raggiunto Cerine, ferendolo lo uccise , ma tem di ferire Falce che teneva Irneto per non esser uccisore di quella se avesse fallito il colpo : abbracciatosi per con lui si sforzava di torglicla . Ma Falce resistendogli, e ti randola troppo violentemente la uccise poich era incinta . Compreso per qual delitto avea commesso verso la sorella , spinse pi che gli fu possibile il

S E C O N D O 2 carro , cercando di guadagnare strada , pria che contro di lui si fossero raccolti tutti gli Epidaurj . Deifonte poi con i figli ( poich avea di gi molto prima avuto prole , cio tre figli , Antimene , Santippo , ed Argo , ed una figlia Orsobia , la quale , dicono che appresso fa sposata da Panfilo di Egimio) preso il cadavere d'Irneto , in questo luogo lo porta rono , il quale dopo fu chiamato Irnezio . Ed erfggendole un Eroo , f ra gli altri onori che le reser , annoverar s dee quello,che riguarda gli olivi ivi pian tati , e qualunque altro albero : poich fu stabilita la legge , che niuno potesse portarsi in casa , e in qua lunque cosa usare di essi bench ro tti, ma si lascia no nel luogo stesso onde siano sacri ad Irneto. 4 Non lungi dalla citt il sepolcro di Melis- sa, la quale fu moglie di Periandro figliuolo di Ci pselo , e quello di Procle padre di lei ; costui era anche egli tiranno in Epidauro nel tempo stesso , che il suo genero Periandro lo era in Corinto. CAPO VENTESIMONONO

Templi , e statue in Epidauro - Isola d i Egina Focide - Eacidi - Cose memorabili di Egina - Eaco , e siccit della Grecia a preghiere di Eaco cessata - Combattimento di Foce con Telamone , e Pqleo , e sua morte - Teatro , e stadio di Egina.

i JLia citt stessa poi di Epidauro , queste cose ci present pi degne ad esser rammentate . V i il sacro recinto di Esculapio, in cui sono le statue del Dio stesso , e di Epione , la quale dicono esser sta ta moglie di Esculapio ; sono queste a cielo scoper* t o , e di marmo pario . Sono per la citt edicole , e le statue di Bacco , e di Diana , la quale assomiglia-

s oa

L I B R O

r esti ad una cacciatrice . Havvi anche il tempio di Venere : quello che presso il porto st sul promon torio che si erge nel mare , dicono che sia di Giu none . La Minerva che nella cittadella , statua di legno che merita esser veduta , addimandano Cissa* a. Gli Eginesi abitano l'isola rimpetto ail'Epidauria . Dicono , che dapprincipio non vi erano uo mini ; ma , che Giove portandovi mentre era spo polata, Egina figlia di Asopo , ebbe l ' isola questo no me invece di quello di Enone . Eaco poi come fu cre sciuto , dimandando a Giove abitatori, dicono , che questo Dio gli fece sorgere uomini dalla terra . E ad eccezione di Eaco non possono dire il nome di alcun'altro che in quella abbia regnato. Imperciocch non sappiamo neppure se in essa sia rimaso alcuno defigli diEaco. A Peleo, e Telamone per avvenne do ver fuggire per la morte di Foco,i cui figliuoli abitava no nelle vicinanze del Parnasso , nella provincia ora detta Focide . Il quale nome era di gi stato dato al paese , sendo in quello andato nella precedente ge nerazione Foco di Ornizione . Sotto questo Foco adunque , Focide si disse quel tratto che intorno a T itorea , e al Parnasso . Ma sotto Foco di Eaco un tal nome si estese a tutti dal luogo dove i Minj con finano cogli Orcomenj , fino a Scarfa de'Locri. 3. Da Peleo discesero i Re dell Epiro ; defigli poi di Telamone , la stirpe di Ajace fu meno illustre come di un uomo privato , ad eccezione della gloria che riportarono Milziade , che fu Capitano degli Ate niesi nella giornata di Maratona , e Cimone di lui figlio.I Re per della stirpe di Teucro restarono prin cipi in Cipro fino ad Evagota Di Foco , dice Asio poeta epico , nacquero Panopeo , e Griso ;di Panopeo E po , il quale fece il cavallo di legno , siccome Omero cant . Di Griso terzo discendente fu Pilade , ondo costui figlio di Str ofio d i Griso, e di Anassibia

S E C O N D O aoS sorella di Agamennone . Queste adunque furono le diramazioni de' cos detti Eacidi , che dapprincipio si divisero in varie p arli. 4* Ma netempi posteriori una porzione di quel li Argivi , i quali insieme con Deifonte aveano oc cupato Epidauro passati in Egina , diventati compa gni degli antichi Eginesi, stabilirono in quella isola la lingua , e i costumi dorici . Ora sendo gli Egine si in gran potere saliti, cosich furono pi forti degli Ateniesi in navi , e nella guerra persiana furono quelli che dopo gli Ateniesi, dierono pi vascelli, la loro felicit non dur sempre , e dagli Ateniesi abbattuti , abitarono Tira in Argolide , dandola ad essi i Laoedemonj. Rientrarono pure nellisola quan do le gale ateniesi furono prese presso l Ellesponto ma non pervennero mai pi allo stesso grado di ric chezza , e di potenza . E Egina la pi difficile delle isole greche per approdarvi ; perciocch tutto allin torno di essa sono erte rupi , e scogli . E dicono averla cos ridotta a bella posta Eaco per timore de corsali , e affinch non senza pericolo fosse stato ai nemici laccostarvisi . 5. Vicino al porto , in cui si suole approdare il tempio di Venere ; e nel luogo pi cospicuo della citt , il cos detto Eaco , il cui circuito quadra* to di marmo bianco . NeU ingresso di questo si veggono espressi coloro , che da Greci furono spe diti ad Eaco . La causa di questo medesimamente si narra dagli Eginesi , e dagli altri. Fu per qualche tempo la Grecia oppressa da siccit , e non pioveva n nella terra di l dallistmo , n nel Peloponneso ; finch spedirono persone a Delfo onde interrogas sero il nume della cagione di ci , e insieme doman dassero la liberazione dal male . A costoro la Pizia rispose di pregar Giove , e che conveniva , se pur avesse acconsentito , che Eaco supplicasse per loro.

2 o4 L I B R O Laonde spedirono messi da ciascuna citt a pregar Eaco . Questi sagrificando a Giove Panellenio , e pregandolo fece piovere sulla Grecia . E gli Eginesi fecero queste immagini di coloro che vennero a lui . Entro il recinto fin da tempi antichi sono nati degli olivi , ed havvi unara la quale non si alza molto dal la terra . Che poi questo altare sia il cos detto se polcro di Eaco , un segreto. 6 Al lato dell'Eaco, il sepolcro di Foco un tu mulo di terra circondato allintorno da pietre , e so pra di esso havvi una pietra rozza . E quando Tela m one , e Peleo , provocarono Foco al combattimen to del pentatlo , a Peleo tocc lo scagliare la pietra ( conciossiach questa per disco usassero ) , e a bel la posta colp Foco ; e questo in grazia della madre fecero . Imperciocch essi erano nati dalla figlia di Chirone , e Foco non da costei , ma dalla sorella di Tetide , se il vero dicono i G reci. E a me pare , che Pilade per la stessa ragione ancora , e non per lami cizia solo di Oreste , macchin a Neottolemo la mor te . Allora come Foco percosso dal disco fu morto , i figli di Endeide saliti sopra una nave fuggirono.Telamone dopo spedito un araldo neg di aver a Foco macchinato la morte . Eaco per non gli permise di discender nella isola , ma glingiunse , che sei vole va , stando sulla nave , alzando unargine nel mare , di l si fosse difeso . Per la qual cosa costui di notte tempo navigando nel porto detto n a sco sto fece il tu mulo il quale lavorato anche a d nostri rimane. Con dannato per come non affatto innocente della morte di Foco , per la seconda volta navig verso Salamma. 7. Non lungi poi dal porto nascosto , degno da vedersi il teatro , somigliante a quello di Epidau ro nella grandezza , e nel rimanente del lavoro. Die tro a questo stato edificato lo stadio con un solo braccio , onde pu dirsi , che questo regge il teatro,

S E C O N D O stegno . C A P O T R E N T E S I M O

ao 5

e che si serve nello stesso tempo dei teatro per so

Templi , e statue di Num i presso g l i Eginesi - Cul to di Ecate , ed Ecate a tre corpi presso g li A te niesi detta Epipirgidia - Culto di A f a , o Brito marti - Giove Panellenio - Aussesia , e Lamia Trezenia , e suoi Re - Sarone, Diana , e lago Saronide - Trezene , e Pitteo - Regno degli Era clidi , e Diom ede.

i. on molto distanti fra loro sono i tempj di Apollo , di Diana , e di Bacco stesso . Il simulacro ligneo di Apollo nudo , e di lavoro del paese. Dia na ha una veste , e similmente Bacco , il quale stato rappresentato con la barba . 11 tempio di Escu lapio poi altrove , e non qui , e la statua di lui di marmo assisa. 2. Fralle Dee gli Eginesi onorano specialmente Ecate , e ciascun anno celebrano la iniziazione di l e i , dicendo Orfeo il Trace aver fra loro stabilita questa iniziazione . Entro il recinto il tempio . Il simulacro della Dea opera di Mirone ed egualmen te una sola faccia , ed un corpo solo ; Alcamene mi sembra, che il primo facesse tre statue di Ecate uni te insieme , la quale chiamano gli Ateniesi Epipirgi dia , e fu posta l presso il tempio della Vittoria non alata. 3 . In Egina andando al monte di Giove Panel lenio , il tempio di Afa , in onor della quale an c he Pindaro fece una ode agli Eginesi . E dicono i Cretesi ( imperciocch sono nazionali a costoro le cose che riguardano la Dea ) , che di Carmanore ,

o6 L I B R O il quale purg Apollo della uccisione di Pitone , fa figlio E'ibulo ; di Giove poi , e di Carme di Eubulo nacque Britomarti ; che costei amava molto la corsa, e la caccia , che era a Diana assai cara , e che fug gendo Minosse il quale la amava si immerse nelle re ti gittate per pescare i p esci. Diana la fece Iddia , e la venerano non solo i Cretesi, ma anche gli Egi nesi , dicendo esser apparsa nella loro isola Brito m arti . E dagli Eginesi soprannomata Afa , e Dittinna in Creta. 4 Il monte Panellenio fuori del tempio di Gio ve , non contiene nel rimanente nulla che meriti es sere accennato . Dicono , che Eaco eresse questo tempio a Giove. 5 . Quello che ad Aussesia , e Lamia appartiene, come gli Epidaurj non ebbero la pioggia finch non fecero questi simulacri di legno secondo l'oraco lo , ricevendo dagli Ateniesi gli olivi,come gli Epidaurj non pagarono agli Ateniesi quello che loro era stato imposto , sendo phe gli Eginesi aveano le sta tue , e come quelli Ateniesi che allora passarono in Egina perirono ; tutte queste cose essendo narrate diligentemente da Erodoto, non credei riferirle come di gi esposte , se non in quanto che io vidi le sta tue , e sacrificai loro con quel rito istesso , con cui s i usa sagrificare in Eieusi . E qui si dia fine alla menzione di Egina , e di Eaco per tutte le imprese che oper. 6. Confinano colla Epidauria i Trezenj , i quali quanto ogni altro popolo amplificano le cose del pae se. E dicono che primieramente fu nel lor paese Oro. me per sembra , che il nome di Oro sia Egizia no , e non Greco . Affermano adunque che Costui regn , e da lai venne chiamata la terra Ora . Altepo poi nato di Nettuno , e di Leide figliuola di Oro , avendo preso dopo Oro il governo , di al pae

S E C O N D O a o7 se il nome di Altepia . Durante il regno di costui dicono che Minerva , e Nettuno per il paese conten dessero , e contrastatolo lo avessero in commune ; imperciocch cos Giove ordinogli. Per la qual co sa venerano Minerva Poliade , chiamandola ancora Steniade , e Nettuno , a cui danno il soprannome di Re . Ed anche la loro moneta antica ha per segni un tridente , e la faccia di Minerva. 7. Dopo Altepo regn Sarone . Dissero , che costui eresse a Diana Saronide il tempio sopra un mare sommamente fangoso , cosicch veniva perci chi a mato la palude Feba . Sarone ( perciocch era molto portato alla caccia inseguendo una cerva fino al mare , e non potendola prendere , insieme con lei che fuggiva vi cadde , la cerva nuotando si allon tanava dalla terra , e Sarone era preso dal desio del la preda , fino a tanto che per la sua cupidigia giun se nel mare profondo ; ove spossato , e da' flutti som merso perd la vita . Ributtato il cadavere nella pa lude Feba al bosco sacro di Diana , lo seppelliro no entro il recinto , e al mare di quel luogo invece di Febo , dierono il nome di Saronico . Quelli, che regnarono dopo non sono conosciuti da loro fi no ad Iperto , ed A n ta. Dicono , che questi na cquero ai Nettuno, e di Alcione figlinola di Atlante, e che nel paese edificarono le citt di Ipera , e di A nta. Aetio poi avendo preso le redini del gover no di Anta suo padre , e del suo zio , diede ad una di queste citt il nome di Posidoniade. 8. Giunti presso Aetio , Trezen , e Pitteo , divennero tre Re in vece di uno . I figli di Pelope erano pi forti ed eccone un segno . Conciossiach morto Trezene , Pitteo riunita Ipera , ed Anta , e raccolti i cittadini insieme , chiam la odierna citt col nome del fratello Trezene . Molti anni dopo i discendenti di Aetio figliuolo di Anta iti a fondare

2 o8 L I B R O u na colonia , fabricarono Alicarnasso , e Mindo nel la Caria . I figli di Trezene poi Anafiisto , e Sfeto transmigrarono in Attica , e da costoro trassero il nome i borghi che cos si appellano. Quello che spet ta a Teseo nato della figlia di Pitteo siccome si s noi scrivo. 9. E' d'uopo per , che esponga ancora questo poco . Al ritornare degli Eraclidi, anche i Trezenj ricevettero per concittadini parte de'Dorj da Argo , sendo dapprima ancora sudditi degli Argivi ; ed Omero eziandio nel catalogo dice esser essi comandati da Diomede . Conciossiach Diomede , ed Eurialo figlio di Mecisteo sendo tutori di Cianippo figliuolo di Egialeo , furono condottieri degli Argivi a T ro ja. Stenelo poi siccome dimostrai nelle cose dette di so pra, era di una famiglia pi illustre , sendo de cos detti Anassagoridi , ed a lui pi che ad ogni altro ap parteneva il r eame di Argo. Questo era ci , che alla storia deTrezenj spettava , oltre tutte le colonie , che si dicono edificate da loro . Quello poi che alla edificazione de tempj , e ad ogni altra cosa che si mostra appartiene, lo narrer qui appresso.

S E C O N D O CAPO T RENTESIMOPRIMO

Tempio , e Statue di Diana Salvatrice nel foro de* Trezenj - A re degli D ei Infernali - Monumento d i Pitteo - Tempio delle Muse , e Muse Ardalidi - Sonno amico delle Muse - Tempio di Diana Lica - Pietra sacra - A re di Bacco Saota , delle Temidi , e del Sole Eleuterio - Tempio di A pol lo Teario - Statue delle donne Ateniesi - Tenda di Oreste - Ippocrene - Statua di Mercurio Poligio , e clava di Ercole - Tempio di Giove Salva tore , e fonte Crisoroa .

i. j\J"el foro deTrezenj havvi un tempio , e le statue di Diana Salvatrice . Si disse che Teseo lo ergesse , e cos nomasse la'Dea , allorch superato Asterione di Minosse torn da Greta . E sembrogli questa la impresa pi degna di fama di Quante ne avea fatte ; non tanto , mi sembra , perch Asterio ne superava in forza tutti quelli , che Teseo vea morto ; quanto per la difficile uscita dal labirinto , e l'essere uscito di nascosto rese col fatto verosimile la f ama , che e g li, e coloro che erano con lui si era no per divina provvidenza salvati. a. In questo tempio sono are degli Dei che diconsi regnar sotto terra . E dicono da Bacco essere stata in questo luogo portata Semele dall' inferno , e che Ercole di qu s conducesse il cerbero.Io poi non posso persuadermi che Semele sia m ai morta , come colei che era moglie di Giove: per ci poi che si nar ra sul cos detto cane dell' inferno , in altro luogo manifester ci che ne penso. 3 . Dietro al tempio il sepolcro di Pitteo , e sopra di esso sono tre seggi di marmo bianco ,. sopra

io L I B R O i quali dicono che Pitteo , e due persone insieme con lui rendevano giustizia. 4 Non ltingi havvi il tempio delle Muse . Dis sero , che il facesse , Ardalo figlinolo di Vulcano ; credono poi che questo Ardalo trovasse la tibia , e da lui chiamano Ardalidi le Muse . Vogliono , che in questo luogo Pitteo insegnasse l ' arte del ragiona re , ed io stesso ho percorso un certo libro scritto da Pitteo , e publicato da un cittadino Epidaurio. 5 . Non lungi dal tempio delle Muse havvi una ara antica , dedicata anche essa ( siccome dicono ) .da Ardalo . Sopra di questa sagrificano alle Muse , e al Sonno , dicendo , che il Sonno fragli Dei il pi amico delle M use. 6. Vicino al teatro Ippolito edific il tempio d Diana Lca ; circa al qual soprannome non potei ascoltar nulla dagli espositori ; ma mi parve , che potesse venire , o dallavere Ippolito estirpato i lupi che devast avano la Trezenia ; o presso le Amazoni , dalle quali dal lato di madre discendeva, Diana avea un tal soprannome . V i potrebbe poi esser ancora qualche altra ragione ignota. 7. La pietra che sta dinanzi al tempio , chia mata sacra , credono , che sia quella sopra la quale un d nove cittadini Trezenj purgarono Oreste del matricidio. 8. Non lungi da Diana Lica sono delle are po co luna dall'altra discos te ; la prima di esse sacra a Bacco , soprannomato per un certo oracolo Saota ; e l'altra chiamata delle Temidi ; Pitteo , come nar rano la dedic . Quella del sole Eleuterio assai ra gionevolmente mi sembra averla essi eretta allorch scamparono dalla s chiavit di Serse , e de Persiani 9. Il tempio di Apollo Teario dicono averlo co strutto Pitteo , ed di quanti io sappia il pi anti co . Anche i Focesi di Ionia hanno in verit un tem

an

pio antico di'Minerva che Arpago il Medo arse un d ; antico pure quello di Apollo Pizio in Samo ; ma molto dopo di questo de Trezenj furono eretti . La statua che a d nostri vi si vede , dono di Aulis co , opera di Ermone Trezenio . Di questo Emio ne sono ancora le statue di legno deDioscuri . i o. Nel portico del foro sono statue di donne di marmo s esse che i figli loro . E sono quelle don ne , e quefig li, che gli Ateniesi mandarono in sal vo a Trezene quando piacque loro di abbandonare la citt,e non aspettare con esercito terrestre il Me do che gli assaliva . Dicono poi di avere dedicato i ri tratti non di tutte le donne ( sendo che le statue non sono molte ) ; ma soltanto di quelle, le quali supera vano le altre in dignit. 11. D inanzi al tempio di Apollo un edificio , che si chiama la tenda di Oreste . Perciocch prima che egli si fosse purgato del sangue della madre , niuno de Trezenj il volle ricevere in casa, e postolo ivi lo purgarono e gli dierono a mangiare fino a che non fu affatto espiato . Ed anche anostri tempi i di scendenti di coloro , che lo purgarono in questo stesso luogo in giorni stabiliti cenano . E gli oggetti della purgazione sendo stati sepolti poco lontano dal la tenda , dicono che da essi nacque un alloro , il quale a nostri giorni ancora sta avanti a questa ten da . Dicono che fralle cose con cui purgarono Ore ste , vi fosse dellacqua dIppocrene . ' 12. Imperciocch i Trezenj ancora hanno la co s detta Ippocrene , e diversa la tradizione che ne hanno da quella deBeozj Conciossiach anche co storo dicano che lacqua sorse dalla terra avendo il cavallo Pegaso percosso il suolo col piede ; e che Bellerofonte venne in Trezene chiedendo in isposa Etra da Pitteo , e prima di sposarla era stato esilia to di Corinto.

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13 . Ivi anche un Mercurio chiamato Poligto, presso a questa statua Ercole pose la clava e ( poich era di olivo selvatico ) questa ( seppure credibile ) si un alla terra , e di nuovo germogli , ed ancora si vede l'olivo cresciuto ; e dicono , che Ercole tro vato l'olivo selvatico sulla costa del mare Saronico , da questo tagli la clava. 14. Havvi poi il tempio di Giove soprannomato Salvatore;il quale dicono essere stato edificat o dal Re Aezio figliuolo di Anto . Chiamano l'acqua Crisoroa , e dicono , che avvenuta loro una siccit per nove an ni , ne'quali non piovve giammai, le altre acque tut te si seccarono, ma questa Crisoroa continu allora a scorrere nella stessa maniera. CAPO TRENTESIMOSECONDO
Culto d Ippolito - Edicola di Apollo Epibaterio Lamia , ed Aus sesia - Venere Catascopia , e se polcri di Fedra , ed Ippolito - Tempio di Miner-r va Steniade nella cittadella - Tmpio di Pane Li terio - Tempio d'Iside - Monumenti sulla strada di Ermione , e sulle vie al porto a Celendere , e al mare Psifo .

d Ippolito figlio di Teseo stato dedicato un recinto assai celebre, ed in esso un tempio la cui sta tua antica . Dicono che Diomede fece queste cose e che il primo sagrific ad Ippolito . Hanno i Trze* nj un sacerdote dIppolito , il quale per tutto il tem po di sua vita esercita i l suo officio ; ed hanno sta b i lito sagrificj annui . Fanno poi q uesta altra cosa ; ogni vergine prima del matrimonio si recide una ciocca di capelli , e recisala la porta al t empio e ve la dedica. Non vogliono poi che esso sia morto trasci T

S E C O N D O ai 3 sa to dacavalli , e conoscendo il suo sepolcro noi mo strano ; ma credono , che la costellazione detta YAu riga questa sia quell'Ippolito , che ha ricevuto dagli Iddi un tale onore . a. Dentro questo recinto l edicola di Apollo Epibaterio , dono di Diomede dopo essere scampato dalla procella , che colse i Greci nel ritornare di Troja . E dicono che Diomede il primo celebr in onore di Apollo il combattimento de Pizj Quanto a .Lamia , e ad Aussesia ( conciossiach esse ancora han da fare co Trezenj ) non hanno la stessa tradi zione , che gli Epidaurj , e gli Eginesi ; ma dicono che vergini vennero da Creta , e sendo nato un tu multo generale nella citt , ancora esse furono lapi date dalla fazione contraria ai sediziosi , e celebrano in loro onore una festa che chiamano Ltobolia ( La pidazione ). 3 . Nell'altra parte del recinto lo stadio detto d'Ippolito , e sopra d esso il tempio di Venere Ca t ascopia . Conciossiach quando Ippolito s eserci t ava , Fedra a lui rivolta di l lo guardava; ivi vege ta ancora il mirto , le cui foglie , come ho di gi scritto , sono traforate . E quando Fedra non sapea che farsi , e non trovava sollievo all amre , le fo glie di questo mirto guastava . Havvi ancora il se polcro di Fedra , e non molto lungi dalla tomba dIppolito , la quale stata innalzata non lontano dal mirto . La statua di Esculapio opera di Timoteo e i Trezenj non dicono-che sia Esculapio ; ma il ri tratto d'Ippolito . E vidi la casa d'Ippolito, e a quel la dinanzi la cos detta fonte Erculea , avendo , siccome dicono i Trezenj , Ercole ritrovata questa acqua. 4 Nella cittadella il tempio di Minerva so>rannomata Steniade ; la statua stessa della Dea in egno , opera di Gallone Eginese . Gallone fu di-

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scepolo di Telto , e di Angelione , i quali fecero in Deio la statua di Apollo Angelione , e Tetto poi appresero l'arte da Dipeno , e Scillide . 5 . Scendendo di l il tempio di Pane Literio; conciossiach a quei de Trezenj che erano in carica mostr sogni , i quali contenevano la liberazione dalla fame, che gli affliggeva e specialmente gli Ate niesi . 6. Passando ancora al territorio di Trezene , vedrai il tempio dIside , e pi oltre di questo quel di Venere Acra . Questo come nella metropoli Tre zene fu edificato dagli Alicamassi ; ma la statua di quello d Iside venne dal popolo Trezenio dedicata . 7. Andando ad Ermione per la via de monti , si trova la sorgente del fiume llico , prima chiamato Taurio , ed il sasso detto di Teseo , il quale cangi nome , avendo Teseo di sotto a quello tolto i calza ri di Ego , e la spada ; per linnanzi appellavasi la ra di Giove Stenio . Vicino al sasso il tempio di Vener e Ninfa edificato da Teseo , quando ebbe in moglie El ena. Fuori delle mura havvi anche il tempio di Nettuno Fitalmio . Imperciocch dicono che Net tuno adiratosi contro di loro rese la terra infruttuosa sendo penetrata la salsedine ne semi , e nelle radici delle piante , finch cedendo asagrificj , e alle pre ghiere non mand pi salsedine nella terra. Di l dal tempio di Nettuno havvi Cerere Tesmoforo eretta , secondo ci che narrano da Altepo. 8. Scendendo al porto chiamato a Celendere un luogo chiamato Genetlio , dicendo , che ivi T e seo fu partorito . Innanzi a questo vedesi il tempio di Marte , avendo Teseo ivi ancora in battaglia vin to le Amazoni . Forse erano parte di quelle , che combatterono in Attica contro Teseo , e gli Ate niesi . 9. Andando al mare Psifo ivi vegeta un oli-.

S E C O N D O ai5 vo selvatico che chiamano il tronco torto . I Trezenj col nome di tronco appellano tutte quelle specie di olivo , che non portano frutto siano Cotino , Filio , od Elo . Danno poi a questo il soprannome di tor to ; perciocch intrigatesi ivi le briglie , iL cocchio' di Teseo si rovesci . Non molto lungi da questo il tempio di Diana Saronia, e ci che ad esso si ap partiene di gi stato da me accennate . Ma v oglio aggiungere solo questo , che in onore di Diana ce lebrano ogni anno le feste dette Saronie. CAPO TRENTESIM O TERZO
Isole de Trezenj , lera , e Calauria - Monumento di Demostene , cecit , e povert di Omero Demostene , ed Arpalo .

i. Trezeni hanno isole , una vicino al conti nente , alla quale si pu passare a piedi . Questa gi detta Sferia fu per la ragione , che sono per espor re chiamata lera ( sacra ) . In essa il sepolcro di Sfero , il quale dicono che fosse cocchiere di Pelo pe . A costui, per un tal sogno ricevuto da Miner va portando Etra le libazioni, pass nell isola , dove dicono , che si giacesse con Nettuno . Laonde ella edific ivi un tempio a Minerva Apaturia ( ingan natrice ) e homo l isola inve ce di Sferia lera ( sa cra ) ; e stabil ancora , c h e le vergini trezenie pri ma delle nozze dedicassero la zona a Minerva Apa turia. 2. Di Calauria dicono , che negli antichi tempi era sacra ad Apollo quando Delfo lo era a Nettuno . Si narra ancor questo che essi si cangiassero lun lal tro i luoghi ; lo affermano dunque , e ricordano un erto oracolo in prova :

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In Calauria abitare ovvero in Deio 0 in Piton sacra , o in Tenaro Ventosa Egual cosa per t e . 3. Ivi adunque un tempio di Nettuno vene rando , e di esso sacerdotessa una donzeUa finch non sia giunta alla ora di maritarsi. Dentro al recin to poi havvi ancora il sepolcro di Demostene . E a me pare che sopra costui , e prima ancora so pra di Omero il Nume si mostrato maligno . E se per Omero gi privo degli occhi a un s gran male un al tro se ne aggiunse una povert cio che opprimendo lo , lo fece andar mendicando per tutta la terra ; a Demostene avvenne di sperimentare nella vecchiaja l'esilio , e di avere una morte t anto violenta. 4 Altri adunque hanno gi parlato di lu i , e pi di tutti Demostene stesso , che certamente non par tecip affatto delle ricchezze, che Arpalo port dall A sia . Narrer per quello che stato detto dopo , come questo addivenne Arpalo adunque c ome si fu fuggito di Atene passando con navi in Creta , non molto dopo fu da suoi domestici morto ; i quali poi dissero esser stato lui da un tal Pausania Mace done dolosamente ucciso L amministratore per de suoi beni fu preso , mentre sen f uggiva in R od i , da Filosseno Macedone , lo stesso che avea richiesto agli A teniesi Arpalo medesimo : tenendo adunque in sue mani questo servo lo interrog fintantoch non ebbe saputo tutto , e quanti erano coloro , i quali aveano ricevuto qualche cosa da Arpalo . Udito ci mand lettere in Atene ; nelle quali enumerando quelli , che aveano ricevuto denari da Arpalo , e qual somma ciascuno di loro avea avuto , non fece affa!io menzione di Demostene , sebbene Alessans andro sommamente lo odiasse , ed egli medesimo per private ragioni fosse suo nemico . E Demostene, riscuo te onori in altre parti della Grecia , e dagli abitatori di Calauria.

CAPO TRENTESIM OQUARTO


Castello di Metana nell' istmo d e'T rezen j - Bagni caldi - Rimedio contro il soffio nuoce vote del ven to garbino - Isole di Pedope - Ermione - Capo Scillo - Capo Bucefala , ed isole di Pitiusa , A ri. ster e , Tricrana , e monte Buportmo - Isole Aperopia , ed lidra - Rovine delV antica Ermione Monte Prone , e templi di Venere , e suo culto in Ermione .

i. _ _/el territorio Trezenio fa parte listmo, che si stende molto nel mare ; ivi sul mare un castel lo non grande di nome Metana ; ed havvi in esso un tempio dIside , e. nel foro una statua di Mercurio * ed unaltra di Ercole . a. Circa trenta stadj lontano dal castello sono i bagni caldi . E dicono che regnando sui Macedoni Antigono per la prima volta allora vi comparve lacqua ; la quale non venne subito ; ma prima la ter ra vomit molto fuoco , e dopo che questo si fu cal* mato, scorse dellacqua, la quale sorge anche anstri giorni calda , molto salsa . Quelli che vi si lavano non hanno acqua fredda vicino , n gittandosi nel mare si pu senza pericolo nuotare ; conciossiach questo abbondi di m ostri, e specialmente di cani marini. 3 . E scriver ancora tutto quello che in Meta na ammirai. Il vento Africo soffiando dal golfo Saronico sulle viti mentre germogliano ne secca i ger mogli . Adunque mentre ancora soffia quel vento , due uomini strappando in due parti un gallo che ab bia le ali intieramente bianche , uno opposto all al tro corrono intorno alle viti portando ciascuno di es-

s i8 L I B R O si la met del gallo . Pervenuti poi al luogo donde partirono ivi il sotterrano . E questo stato da loro pel vento Africo ritrovato. 4 - Le isolette che.sono dinanzi al paese , nove di numero sono dette di Pelope . Dicono , che quan do piove , sopra una di esse non cade acqua . Se ci sia cos noi so ; ma il dissero quelli > , che sono in Metana . Imperciocch ho gi veduto degli uomini, i quali con sacrificj , ed incantesimi allontanano la grandine . Metana un'istmo del Peloponneso. 5 . Dentro listmo di Trezene confinante Ermione . Dicono gli Ermionesi , ehe fondatore della citt antica fu Ermione figlio di Europe. Il quale Eu rope ( perciocch era figlio di Foroneo ) Erofane il Trezenio disse spurio . Imperciocch il regno Argi vo non sarebbe mai passato in Argo figlio di Niobe , e dal canto di donna nipote di Foroneo , se costui avesse avuto un figliuolo legittimo . Ma quantunque Europe figlio legittimo morisse prima di Foroneo , so bene , che i l sno figliuolo proprio non avrebbe mai ottenuto una eguale porzione a quella del figlio di Niobe creduto ancora figlio di Giove . Ne tempi posteriori Ermione fu abitata dai Dorj di Argo ; n credo che avessero guerra , poich gli Argivi il di-> rebbono. 6. Da Trezene si va ad Ermione per la via del sasso che prima dicevasi l ara di Giove Stenio , e che dopo aver Teseo tolto gli oggetti del suo rico noscimento , i moderni appellano sasso di Teseo . Da questo sasso adunque prendendo la via delle mon tagne havvi il tempio di Apollo soprannomato Platanistio ; quindi il villaggio detto I le i , ed in esso i tempj di Gerere , e di sua figlia Proserpina . Verso il mare sui confini della Ermionide il tempio di Cerere di soprannome Termesia. 7. Ottanta stadj circa lontano il promontorio

S E C O N D O *19 Scillo cos detto dalla figlia di Niso . Jmperciocch come Minosse ebbe preso Nisa , e Megara pel sue tradimento , non volle pi averla in isposa ; ma in giunse ai Cretesi" di giltarla dalla nave , e morta , londa la condusse su questo promontorio. Non mo strano per il suo sepolcro; ma dicono di non aver pre so cura del cadavere che fu dagli uccelli marini con sumato . 8. Dallo Scillo navigando verso la citt di Er mione , s'incontra un altro capo detto Bucefala, dopo questo delle isole ; la prima chiamasi Aliusa ; la quale porge un porto att o ad approdarvi colle navi; Siegue risola Pitiusa , e d in terzo luogo quella che chiamano Aristere . Costeggiate queste havvi un al tro promontorio di nome Coliergia , che dal conti nente sinnalza . Dopo di esso viene lisola detta Tricrana , e il Buportmo , monte , che dal Peloponneso sporge nel mare . Nel Buportmo stato edificato il tempio di Cerere , e della figlia , e quello di Miner va , alla quale danno il soprannome di Promacorma. 9. Dinanzi al Buportmo giace una isola detta Aperopia , e non molto discosto da quella di Aperopia laltra di nome Iidrea . Dopo questa si stende una spiaggia nel continente in forma di mezza luna , e dopo la spiaggia una costa verso il tempio di Net tuno , la quale cominciando dal mare ad oriente si prolunga fino alloccidente . Sopra questa sono por ti . La lunghezza della costa di sette stadj , e non pi di tre la sua larghezza pi grande. 10. Ivi era lantica citt di Ermione , ed ancora vi rimangono i templi . Quello di Nettuno sul prin cipio della costa , e andando dal mare ai luoghi pi alti quello di Minerva . Presso di questo sono fon damenti dello stadio . In questo dicesi , aver com battuto i figli di Tindareo . Havvi ancora un altro tempio di Minerva non grande, il cui tetto cadutoj

20 L I B R O uno del Sole. ; ed un bosco sacro alle Grazie . Un* altro ne fu fatto in onore di Serapide , e d'Iside. V i .sono ancora de'recinti di grandi pietre scelte ; den tro questi celebrano i sacri misterj in onore di Ce rere . Questo quanto hanno ivi gli Ermionesi . L a citt moderna lontana dal capo dove il tempio di .Nettuno , circa quattro stadj ; e giacendo in un luo go piano , placidamente sorge in altura ; questa emi nenza fa parte del Prone ; conciossiach Prone ap pellino questo monte. ii. E Ermione cinta tutta di mura . Fralle al tre cose , che porge a descrivere di queste io cre detti specialmente far menzione . Havvi il tempio di Venere Pontia ( Marina ) , e Limenia ( Portuense ) ; la statua di marmo bianco grande per la mole , ed degna a vedersi per il lavoro . Ed havvi ancora un altro tempio di Venere. Questa Dea riscuote dagli E r m ionesi altri onori, e fra questi quello; che le donzel le, e le vedove quando sono per maritarsi, tutte han no lobbligo di sagrificare prima delle nozze in questo luogo. Due tempj poi sono stati eretti a Cerere Termesia ; uno ai confini della Trezenia quando ancora Testavano i borghi , e l'altro in questa citt stessa. CAPO TRENTESIMOQUINTO
Giuochi ad onore di Bacco Melanegide - A ltri tem p j ,e statue in Ermione - Tempio di Cerere Cto nia sul monte Prone - Feste Ctonie - Tempio d dimeno. - Portico di Eco - Luoghi detti di d im e no , Plutone , e Palude Acherusia - Tempio d i Lucina sulla via di Masete .

i. V icino a questo il tempio di Bacco Mela negide , in onore del quale celebrano ogni anno giuo*

S E C 0 N D 0 221 chi di musica , e pongono premj per l'agone dellat tuffarsi , e de'navigli. 2. Havvi ancora il tempio di Diana soprannomata Ifigenia , e un Nettuno di bronzo che tiene uno de'piedi sopra un delfino . Passando al tempio di V e sta non vi statua alcuna ; ma unara , e sopra quel la sagrificano a Vesta . V i sono poi tre edicole di Apollo , e tre statue : un Apollo non ha soprannome, chiamano il secondo Pitaeo ; ed Orio ( Terminale ) il terzo . Il nome di Pitaeo lo hanno appreso dagli Argivi ; imperciocch Telesilla dice che essi furono i primi fra i Greci ad avere Pitaeo figliuolo di Apol lo nel loro paese . Non saprei poi addurre nulla di certo , perch diano all'altro il soprannome di Orio. M'immagino per, che avendo essi vinto , o colle ar mi , o per giudizio una contesa , circa i confini del territorio , perci prestarono onori ad Apollo Orio . Il tempio della Fortuna dicono gli Ermionesi essere il pi moderno , che essi abbiano ; il colosso di marmo pario . Delle fontane poi l'una dicono essere assai antica ; donde questa tragga l'acqua , non manifesto , ma non mancherebbe mai , neppure se tutti scendendovi vi attingessero l'acqua : laltra fon te stata fatta a'nostri d , e il luogo donde vi scor re l'acqua ha nome Leimon . Quello per , che specialmente merita di essere accennato il tempio di Cerere sul Prone . E dicono gli Ermionesi , che coloro , i quali edificarono quest o tempio furono Climene figliuolo di Foroneo , e Ctonia sua sorella. Gli Argivi per affermano , che quando Cerere giunse nell'Argolide , allora Atera , e Misio dierono ospi zio alla Dea ; ma Colonta non la ricev in casa n volle farle altro onore ; egli fece ci contro il parere di Ctonia sua figlia . Soggiungono adunque che per queste cose Colonta insieme colla casa fu arso , e che Ctonia da Cerere in Ermion e portata edific que sto tempio agli Ermionesi.

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4 Ctonia adunque chiamasi la Dea stessa , e celebrano ogni anno nella stagione estiva le feste Ctonie in qnesta guisa , Incominciano la processione i sac erdoti degli D e i , e tutti coloro che le annuali magistrature esercitano ; seguitanti le donne , e gli uomini ; e quelli che sono ancor fanciulli devono si milmente onorare la Iddia colla processione ; questi sono vestiti di candida veste , e sulla loro testa han no corone tessute del fiore , che que di l chiamano comosandalo , e che a mio parere un giacinto s p er la grandezza , che pel colore ; ed ha questo an cora espresse le lettere del piant o . Quelli che me nano la processione sono seguiti da coloro , i quali conducono dall'armento una vacca involta in legami , e per la ferocia sua recalcitrante . Spingendola al tempio , essi giungono coi legami a portarla dentro 9 altri poi , che han tenuto fino allora spalancate le porte , appe na vedono dentro il tempio la vacca , le chiudono ; e quattro donne vecchie lasciate dentro , esse sono che la uccidono ; imperciocch quella , chiunque sia di loro, che pu trovare una falce tron ca il collo alla Vacca . Dopo ci le porte si aprono , e vi entrano coloro , che il debbono , e nello stesso modo le vecchie ammazzano tutte le altre vacche ; la seconda , la terza , e ancora la quarta . E un al tra cosa mirabile si vede in questo sacrificio : im perciocch su quel lato sul quale la prima vacca ca de , necessario , che tutte ancora vi cadano . E nel m odo accennato fanno gli Ermionesi il sagrificio. Innanzi al tempio sono non molti ritratti di donne che esercitarono ii sacerdozio nel tempio di Cerere , e dentro s ono seggi sopra cui le vecchie aspettano fi no a tanto che ciascuna vacca sia introdotta ; vi so no ancora delle statue non molto antiche , Minerva , e Gerere. Quella poi che sovra ogni alt ra venerano ^ io non !a vidi n v'ha alcun uomo , straniere , o Er*

S E C O N D O *2 mionese che l'abbia veduta ; le vecchie sole sanno , che cosa sia. 1 5 . Havvi poi anche un altro tempio , e intorno ad esso sono dappertutto ritratti . Questo tempio giace rimpetto a quello di Ctonia, e vien detto di dimeno ; e a Climeno ivi sagrificano . Io poi non credo essec Climeno personaggio argivo venuto in Ermione , ma sono soprannomi del Dio , i l quale la tradizione vuole che stia sotto terra . Presso questo un altro tempio di Marte colla statua. 6. A. destra del tempio di Ctonia un portico , detto da que'del paese di Eco ; e se un uomo pro nunzia poche oose tre volte questo le ripete. 7. Dietro la cella di Ctonia sono deluoghi , che gli Ermionesi chiamano di Climeno , di Plutone , ed il terzo finalmente la palude Acherusia . Sono tutti racchiusi da recinti di pietra , e in quello di Clime no havvi ancora unapertura della terra ; per essa Ericole men su il cane secondo ci che dicono gli Ermionesi. 8. Verso la porta per la quale la strada retta mena a Maseta , havvi dentro le mura il tempio di Lucina ; E altrimente supplicano ciascun giorno la Dea, e grandemente la rendono propizia con sagrificj, e timiami ; e moltissimi doni si fanno a Lucina . La statua per niuno fuori che le sacerdotesse la pu vedere .

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CA PO T R E N T I N I MOSE STO

A lice citt - Monte Coccigio gi Tomace - Porto Maseta - Didime - Asine citt , e sua distruzio ne ~ Lerna e fiumi Erasino , e Frisso - D iscesa di Plutone con Proserpina alVinferno - Monte , e fiume Pontino.

i. minando per la strada retta che mena a -Maseta sette stadj circa , e voltando a sinistra , la via mena ad Alice . Alice a' d nostri deserta , ma ancor essa fu un tempo abitata ; e si f menzione di nn lices e nelle coloime di Epidauro , sopra le qua l i sono scritti i rimedj di Esculapio . Non conosco poi alcun altro scritto degno di fede , dove si faccia menzione o della citt di Alice, o de'cittadini di essa. a. Havvi adunque una altra via ancora che me na a questa , fra il monte Prone , e quello che anti camente Tornace appellavasi . E dicono che il mon te abbia cangiato nome per la trasformazione di Gio ve nell'uccello cuculo che dicesi ivi avvenuta . E so p ra le vette demonti anche oggid sono tempj , cio sul Goccigio quello di Giove , e nel Prone quello di Giunone . Alle falde del Goccigio havvi una edicola senza porta , e senza tetto , n i alcuna statua vi si trova : si disse essere ledicola di Apollo . 3. A Mo di questa la strada che mena a Mas eta per coloro , i quali hanno deviato dalla retta. D i Maseta , che anticamente fu citt , secondo che Omero ancora nella enumerazione degli Argivi poet , a nostri d gli Ermionesi si servono per arsenale di marina. Da Masete la strada a destra porta al capo nomato Strutunte . Da questo promontorio per le cime de mont i sono due cento cinnuanLa stadj di di-

S E C O N D O *5 stanza il cos detto Filanorio , e a S o le i. Questi Bolei sono arche di scelte pietre . 4 . L'altro luogo che chiamano Didimi lontano di l venti stadj . Ivi sono i tempj di Apollo , e di Nettuno , ed inoltre quello di Cerere . Le statue stanno in piedi, e sono di marmo bianco. 5 . Di l si va alla gi nomata Asine di pertinen za degli A rg ivi , e si veggono sul mare le rovine di essa . Sendo entrati nell Argolide i Lacedemonj , e il Re Nicandro nato di Carillo figlio di P olidette , di Eunomo , di Pritanide , di Euriponte , con un ar mata , si unirono loro gli Asinesi, e insiem con essi guastarono il territorio Argivo . Come per l ' eserci to Lacedemonio si fu tornato a casa , andarono gli Argivi unitamente al loro Re Erato c ontro di Asine . E per qualche tempo li respinsero gli Asinesi dalle mura , <d uccisero fragli altri Lisistrato , uno delle persone pi ragguardevoli di Argo . Ma prese le mu ra , essi poste le donne , e i figli sopra le navi , ab bandonarono il loro paese : gli Argivi spianando Asi ne , e riunendo il suo territorio al loro , lasciarono in piedi il tempio di Apollo Pitaeo , che ancora si vede , e vicino a quello diero sepoltura a Lisistrato. 6. Il mar di Lerna dalla citt di Argo distante non pi di quaranta stadj . Scendendo a Lerna si in contra primieramente per la via l ' Brasino , questo sbocca nel Frisso, e il Frisso nel mare che fra Temenio , e Lerna . Dall Erasino voltando a sinistra dopo circa otto stadj il tempio de' Re Dioscuri , le cui statue di legno sono fatte secondo quelle della citt . 7. Ritornando sulla via retta passerai 1 Erasino e giungerai al fiume Chemarro . Vicino a questo un recinto di pietre ; di l , siccome dicesi , Plu tone rapita la figlia di Cerere , scese nel creduto re gno desotterranei . Lerna come di sopra ho mostra-

2i6 L I B R O to pre sso il mare ; ed ivi Celebrano Ut iniziaziod di Cerere , chiamata Lem a . 8. Havvi un bosco sacro che comincia dal mon* te che chiamino Pntirt . Il monte Pontino non la s cia scorrer via l'accpia piovana ; ma laccglie tutta, in se , e d esso scola il finale Pontino . E sulla ci ma del monte il tempio d Minrva Saitide ; non rimangono per se non le v estigia , fe le fondamenti della Casa dIppomednte , il quale and contro T e be per vendicare Polinice figliulo di Edipo. CAPO TREN TESM O SETT I MO
Bosco di platani al moht Pontino , e fiume A m i * mone - Statue , e tempj in questo bosco - Filam i mone autore della iniziazione Lerna - Idra L tna - Lago Aleionio dove Bacco discese alV in * > fe m o i

i . I l bosco sacro di platani cominciando da qu sto monte in gran parte si stende fino al mare. I suoi confini isono da urt. lato il fiume Pontino y e dailaltrtj il fiume mimone * che ebbe il nome dlia figlia di Danao 4 * . Dntro il bosco sono le statue di Crere Prosinna * di BCco , e di Cerere assisa , non molto grande ; tutte di marmo . In una altra edicola poi havvi la statila di legno di BaCco Salvatore seduto * e Sul mare quella di Venere di marmo . E dicono questa ultima essere stata dedicata dalle figlie di Da* nao , e Danao aver fatt il tempio stesso di Miner va sul Pontino. , 3. Affermano p o i , che Fiiammorte abbia stab i lito la iniziazione L erna . Le cos , che intorno ai misterj si dicono , chiaro che non son antiche \

S E C O N D O 227 quello che poi udii esser sul cuore di ottone scritto, Arrifone di origine Triconiese Etolo , e a nostri di imo de Licj pi ragguardevoli, e accorto insieme in ritrovare quello che niuno mai trov , e a indovinar lo ancora , rinvenne non essere neppur questo di Filammone y Perciocch i versi , e tutto quello che s enza metro meschiato in essi , tutto scritto in dialetto dorico . Prima per che jgli Eraclidi nel Pe l oponneso tornassero , gli Argivi parlavano lo stes so dialetto , che gli Ateniesi ; atempi poi di Filam mone , neppure il nome di Dorj si era mai udito da tutti i G reci. Cos adunque egli mostr che queste cose andavano. 4 Sulla fonte dellAmimone nato un platano ; sotto il quale dicono che la idra fosse nudrita . Ed 10 mi persuado che questa idra dalle altre differisse e per la grandezza , e per avere un certo veleno cos insanabile che Ercole dal fiele di questa avvelen le punte delle sue saette . Il capo poi a me sembra , che uno solo fosse e non pi . E Pisandro Camirese perch pi terribile sembrasse il mostro , e perch pi dignitosa fosse la sua poesia , fece perci molte teste all'idra. 5 . Vidi ancorala sorgente detta di Anfiarao , ed 11 lago Alcionio, pel quale dicono che Bacco and all inferno a rimenar Semele , e che questa discesa fu a lui mostrata da Polinno . La profondit dell Alcionio non pu trovarsi, e non s che alcun mortale sia giun to mai a toccare il fango di essa con alcuna arte. Anzi Nerone ancora avendo fatto lavorare de canapi di molti stadj unendoli insieme , e attaccando ancora del piombo ad uno decapi, e usando tutto ci che potea essere utile all'esperienza , neppur costui po t trovare il termine del suo fondo . Ed intesi anche questo , che a chi la riguardi , l'acqua di questa pa lude sembra tranquill a e placida ; ma bench abbia

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questo aspetto, di tal natura , che chiunque ardisca nuotarvi tirato al fondo . Il circuito del lago non molto esteso , ma di circa un terzo di stadio ; sul le sue rive nasce erba , e giunchi . I misterj poi che sopra di esso celebrano in onore di Bacco in una not te di ciascun anno , non era lecito che, li scrivessi a tutti. CAPO TRENTESIMOTTAVO

Temenio - Nauplia - Asino che mostr l'arte d i potare le viti - Genesio , ed Apobatmi - T irea Borghi di A ten a , N eride , ed va - Monte P a r none , e fiume Tano .

i. ndando daLerne aTemeno(Tertienio del la giurisdizione degli Argi vi , e fu cos nomato da Temeno figlio di Aristomaco , conciossiach insi gnoritosi del luogo , e fortificatolo fece insieme c o * Dorj di que'contorni la guerra contro Tisameno , e gli Achi ) andando adunque a Temenio si trova la foce del Frisso . In Temenio fu edificato un tempio a Nettuno , ed un altro a Venere , e vi il monu mento sepolcrale di Temeno , che riscuote onori dai 'Dorj di A rgo. a. Da Temenio cinquanta stadj ( mi sembra ) distante Nauplia , a'nostri giorni deserta ; fonda tore di essa fu Nauplio il quale dicesi figlio di Net tuno , e di Amimone . Rimangono ancora le vestigia delle mura , e si vedono in Nauplia il tempio di Net tuno ^ e i porti, e la sorgente chiamata Canato . E dicono gli Argivi che lavandosi ogni anno Giunone in essa diviene vergine . E questa una delle tradi zioni segrete che essi apprendono nella iniziazio ne che Celebrano ad onor di Giunone .

S E C N D 0 aag 3 ., Le cose poi che da que' di N^uplia diconsi snllasino , il quale mangiando il germoglio della vi te , mostr che questa in avvenire avrebbe portato pi abbondante frutto , , e perci hanno scolpito un asino in un sasso quasi che insegnasse la potazione <lelle v it i, io le ometto come non meritevoli da far ne parola. 4 Da Lerna lungo lo stesso mare havvi un'altra strada , che mena al villaggio detto Genesio. Presso del mare il tempio non grande di Nettuno Genesio. A questo contiguo un altro castello , che dicesi Apobatmi . Dicono che ivi fu il primo luogo di Ar golide ove Danao insieme co'figli discese ; passando per la cos detta Anigra per una via stretta , e d'al tronde cattiva , la terra che a sinistra fino al mare si stende ottima per nudrire specialmente gli olivi . 5 . Salendo al continente , il castello detto T irea , dove combatterono per questo territorio tre cento scelti uomini Argivi contro un numero eguale di Spartani anche essi scelti . Morti tutti ad ecce zione di uno Spartano , e di due A rg ivi, ivi furono agli estinti eretti i sepolcri ; ma datasi fra i Lacedemonj , e gli Ardivi una generale battaglia , ritenne ro i Lacedemone fortemente il paese , e ne trassero il frutto , finch lo consegnarono agli Eginesi , i quali dagli Ateniesi erano stati cacciati dalla isola . A miei giorni per la Tireatide era coltivata dagli A rg iv i, e dicono di averla ricuperata vintala in gi* dizio. 6. Lasciando il cemeterio si trova Atena , nel la quale gi abitarono gli Eginesi, e un altro castel lo detto Neride , e finalmente un terzo pi grande di tutti di nome va , ed in esso il tempio di Poiemocrate . Questo Polemocrate anche egli figlino* Io di Macaone , e fratello di Aleseanore , e sana quelli che ivi vengono , e riscuote onori dai vicini.

3 L I B R O 7. Di l dacastelli si estende un m onte, press o il quale sono i confini deLacedemonj verso gli Argi v i , e i Tegeati ; sui confini sono Errai di marmo, e da questi ha tratto il nome il borgo di Ermi , ed havvi il fiume di nome Tano . Imperciocth questo sole scende dal monte Pamone , e scorrendo pel territo rio argivo sbocca nel golfo di T irea.

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Re antichi d Sparta - Eurota - lacedemone , * Sparta - Tindareo , e suoi parenti - Origine del le due fam iglie regali di Sparta , e morte di A r i stodemo - F ig li di Aristodemo - Colonia nella isola di Tera

, opo Ermi viene la Laconia verso occiden te . Siccome dicono gli stessi Lacedemonj il primo a regnare in questa terra , fu Lelege indigena , e da costui Lelegi nonaati furono coloro sopra i quali co mandava , Di Lelege nacque Milete , e un figliuolo pi piccolo Policaone . Costui dove e perch si part lo mostrer altrove. a, Morto Milete , prese i l governo j E urota suo figliuolo . Costui con una fossa condusse al mare l a cqua stagnante nella pianura : e scorrendo ( percioc ch nel rimanente era il corso di un fiume ) chiamol-i Ja Eurota . Ora non avendo egli prole masohile , lasci il regno a Lacedemone , il quale avea avuto per madre Taigete da cui ebbe nome il monte ; e per padre veniva , secondo la fama da Giove,

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3. Era Lacedmone marito di Sparta figlia di Enrota . Allora ottenuto il principato , per la prima volta furono da lui dati i nomi al paese , e agli uo m ini . Dopo ci fond una citt , e da sua moglie nomolla ; la quale anche anostri tempi Sparta si ap pella . Amicla figlio di Lacedemone volendo ancor egli lasciare qualche memoria , fabric nella Laconia una piccola citt. Costui avendo avuto figliuoli , Gia cinto il pi giovane di tu tti , e il pi bello di volto mor prima del padre . Ed il monumento sepolcra le di Giacinto in Amicle sotto la statua di Apollo . Morto A m icla, pervenne il regno ad Argalo il pi provetto desuoi figliuoli ; e morto Argalo a Cinorta. 4 Di Cinorta nacque Ebalo , il quale ebbe da Argo per moglie Gorgofone figlia di Perseo , e gli nacque un figlio Tindareo, col quale Ippocoonte con tese pel regno , come colui che voleva ottenere il principato per la sua et pi matura . Ed avendo uni to a se Icario , e i sediziosi , super di molto in pos sanza Tindareo , e lo forz a ritirarsi per timore , siccome i Lacedemonj dicono , in Pellana : i Messenj hanno su di esso una tradizione , che Tindareo fuggendo and presso Afareo nella Messenia , che A f areo figlio di Periere era dal lato di madre fratello di Tindareo ; e che egli abit in Talame di Messe nia , e che mentre ivi abitava ebbe figliuoli . Dopo qualche tempo Tindareo fu ricondotto da Ercole , risal sul trono , e regnarono i figliuoli di Tindareo, Menelao di Atreo genero di l ui , ed Oreste mari to di Ermione figlia di Menelao . Ritornati gli Era clidi , mentre regnava Tisameno figlio di Oreste , Messene , ed Argo sortirono per principe , luna T e meno , l'altra Cresfonte . 5. In Lacedemone poi sendo gemelli i figli di A ri stodemo , due famiglie regali ne vennero ; con c iossiach dicano esser ci piaciuto alla Pizia. Quan-

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to ad Aristodemo stesso , dicono che era gi morto in Delto , prima che i Dorj ritornassero nel Pelo ponneso . Coloro che trattano di costui , affermano, che Aristodemo fu saettato da Apollo , perch non arriv alloracolo , ma sendosi prima incontrato con Ercole, da lui ascolt, che presto sarebbe avvenuto il ritorno de Dorj nel Peloponneso . Il pi veridico racconto per questo : che i figli di Pilade , e di Elettra , essendo cugini di Tisameno figlio di Ore ste , uccisero Aristodemo. 6. I figli di lui aveano sortito il nome di Prode, ed Euristene, ed essendo gemelli erano fra loro som* mamente discordi . Mentre per il loro odio era per v enuto ad un grado soverchio si unirono insieme per ajutare a portar una colonia , Tera di Autesione , fratello della loro madre Arga , e loro tutore. 7. Tera men questa colonia nella isola allora nomata Calliste, sperando che di buona voglia avreb bero a lui ceduto il regno i discendenti di Membliaro . Il che essi fecero , calcolando che la genealo gia di Tera rimontava a Cadmo istesso , e che essi discendevano da Membliaro , il quale essendo uno del popolo era stato da Cadmo messo nella isola per capo delle genti ivi lasciate . E Tera mut il nome dell'isola nel suo , e a lui anche oggi i Teresi fanno funerali ogni anno , siccome al fondatore della co lonia . Prode , ed Enristene adunque per quello che concern l'impegno verso di Tera furono uniti di sentimento ; ma in tutti gli altri loro consigli furo no affatto discordi . N quantunque i loro discen denti fossero stati concordi , doveano perci in co mune catalogo porsi ; imperciocch affatto non cor risposero nella stessa et cosicch un cugino allaltro, e i loro figli, e i loro posteri si trovassero fra loro eguali nel numero . Io adunque esporr una famiglia separatamente dallaltra , non frammischiando insie me luna c oll'altra.

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C A P O S E C O N D O

Famiglia di Euristene - l Lacedemonj cacciano i Cinuresi - Prima guerra contro g li Argivi - L i ' curgo , e Minosse Legislatori - Assoggettamen to di E g i - Espugnazione di Fari , Am icla , e Gerantre - Distruzione di Elo , e vittoria sopra g li A rg iv i ,

i. D i c o n o , che ad Euristene figliuolo primo genito di Aristodemo nacque Agide . Dal quale Agir de , i discendenti di Euristene ebbero nomi di A g i di Sotto costui i Lacedemonj ajutarono Patreo d Preugene nella fondazione della citt che edificava in Acaja , la quale anche a d nostri da lui appellano Patre . Prestarono ajuto ancora a Graide figlio di Echelato d Pentilo di Oreste , che era partito colle navi , onde fondare una colonia. E costui per verit dovea occupare quella provincia , che fra la Jonia , e i Misj Eolide a*tempi nostri si chiama . Il suo avo Pentilo avea di gi preso l'isola di Lesbo , che so pra quel continente . a. Mentre Echestrato figlio di Agide regnava in Isparta , i Lacedemonj scacciarono tutti i Cinuresi , che erano in istato di portare le armi , adducendo per causa che l'Argolide , sendo loro parenti gli Ar givi , era da ladri venuti dalla Cinuria infestata , e che essi stessi apertamente facevano scorrerie nel paese . Dicono i Cinuresi esser di origine A rg iv i, e che loro fondatore fu Cinuro figlio di Perseo . 3 Non molti anni dopo Labota figlio di Echestrato ottenne il regno in Sparta . Questo Labota sic come narra Erodoto ove parla de'fatti di Creso , es sendo ancor fanciullo fu sotto la tutela di Licurgo U

T E R Z O 35 Legislatore , e Leobote , e non Labota lappella. Al lora per la prima volta piacque ai Lacedemoni di muover guerra agli Argivi . Le accuse che loro im putavano erano , che , sendosi essi insignoriti della Ginuria gli Argivi l aveano guastata ., c che aveano fatto sollevare i vicini sndditi loro . Allora per di cono , che non fu operato nulla di memorabile dalle -due parti belligeranti . Quelli di questa famiglia che appresso regnarono, Dorisso figlio di Labota, ed Agesilao di Dorisso , ambedue poco tempo vissero. 4 > Bla Licurgo di le leggi ai Lacedemoni du rante il regno di Agesilao . E altri dicono averle lo ro date sendone stato ammaestrato dalla Pizia ; altri poi sostengono che egli introdusse soltanto le leggi vigenti presso i Cretesi . Le quali leggi i Cretesi affermano essere state stabilite da Minosse , e non senza il soccorso divino averle costai discusse . An che Omero mi pare che indicasse la legislazione di Minosse in queversi : Fra queste Gnosso citt grande dove Regn nove anni Minos , che colValto Giove tenne discorso . D i Licurgo far menzione ancora nel decorso dellopera. 5 . Di Agesilao nacque Archelao . Sotto costui i Lacedemoni superata in guerra Egi una delle citt loro vicine , la misero in schiavit , sospettando che gli Egi ti fossero del partito degli Arcadi. Egi fu pre sa da Carilao Re dellaltra famiglia , e da Archelao insieme ; di tutto quello poi che egli oper , da se solo comandando i Lacedemoni , far di questo an cora menzione quando passer a parlare de'cos detti Euripontidi. 6. Archelao ebbe per figliuolo Teleclo . Sotto costui i Lacedemonj vinte in guerra le circonvicine citt di Amicla , Fari , e Gerantre le tolsero agli

a 36 L I B R O Achi , che fino allora le aveano tenute . Di queste i cittadini di Fari , e di Gerantre spaventati dall'ar rivo deDorj ottennero a patti di partire dal Pelopon neso . Que di Amicla per non furono cacciati al p rimo assalto , ma dopo aver per lungo tempo resi stito colla guerra , e dopo avere azioni non volgari operato . Ed anche i Dorj nellaver innalzato un tro feo sopra gli Amielesi, dimostrano esser questa vit t oria una delle cose ad essi spettanti, pi degne a rammentarsi in que' tem pi. Non molto dopo questi avvenimenti Teleclo fu morto dai Messenj nel tem pio di Diana . Questo tempio era stato edificato nel c onfine della Laconia , e della Messenia , in un luo go chiamato Limne. 7. Morto Teleclo , ebbe il regno Alcamene suo figliuolo . Allora i Lacedemonj mandarono in Creta Garmida di Euti personaggio depi ragguardevoli di Sparta, per sedare le sedizioni de' Cretesi, persuade re loro che abbandonassero tutte le citt piccole che erano lontane dal mare , e deboli, e in vece di esse fondarne altre ne'luoghi pi opportuni alla navigazio ne . Disfecero ancora E lo piccola citt sul mare te nuta dagli A ch i, e vinsero in una battaglia gli A r givi venuti in soccorso degli Eloti.

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Colonie de'lacedem onj in Italia - Guerra Messenica - Tranquillit della Messenia sotto Euro crate Re di Sparta - 1 Messenj si sollevano , e sono sottomessi di nuovo - Guerra contro Tegea G li Spartani trovano le ossa di Oreste , e g li Ateniesi quelle di Teseo - Anassandrida - Cleo mene , e D orieo .

i. ] \ i o r t o Alcamene prese il governo Polidoro suo figliuolo , e i Lacedemonj mandarono una colo nia in Italia, a Crotone , ed una a Locri presso il promontorio Zefirio. a. La guerra detta Messenica sotto il regno di Polidoro giunse al massimo furore. Della qual guerra i Lacedemonj , e i Messenj non adducono le stesse cagioni. Le cose adunque che si dicono da loro , e quale fu il fine che ebbe questa guerra , saranno da me appresso dimostrate . Ora mai limiter soltanto a queste notizie . La prima guerra contro i Messenj fa dal oanto deLacedemonj diretta in gran parte daTeopompo di Nicandro , Re dellaltra famiglia . Finita la guerra contro Messene , ed essendo la Messenia gi in potere deLacedemonj, P olidoro in Sparta erasi acquistato stima , e specialmente pel popolo era secondo il volere deLacedemonj . Imperciocch non usava contro alcuno violenze, n diceva contumelie, ma ne'giudizj accoppiava alla giustizia la clemenza . Pertanto sendosi Polidoro di gi fatto un nome bril lante per tutta la Grecia , Polemarco di famiglia non ignobile m Sparta , ma di sentimento , siccome mostr , facinoroso , uccise Polidoro. Il quale morto ricev dai Lacedemonj molti onori, e degni da con-

s 38 L I B R O tirsi . Anche di Polemarco v'ha il m onumento in Sparta , sia che fosse riputato persona dabbene per l'innanzi, sia ch e i parenti di nascosto lo seppellis sero . 5 . Regnando Euricrate figlio di Polidoro , i Messenj restarono soggetti ai Lacedemoni , e nulla avvenne loro di nuovo dal canto del popolo Argivo . 4 . Sotto Anassandro di Euricrate per ( per ciocch il destino gi cacciava i Messenj fuori di tut to il Peloponneso ) questi si ribellarono dai Lacede monj . Per qualche tempo resisterono facendo la guerra ; ma poi come furono vinti partirono dal Pe loponneso . Quelli di loro poi che furono lasciati nel paese divennero servi deL acedemonj , ad eccezione di coloro , i quali abitavano le piccole citt nel ma re . L e cose che avvennero nella guerra , che i M esseni fecero dopo essersi ribellati dai Lacedemoni , non era questo il tempo perch nella storia presente le dimostrassi 5 . Di Anassandro nacque Euricrate , e di Euricrate II. Leone . Regnando costui i Lacedemoni riportarono pi rotte nella guerra contro i Tegeati . Sotto Anassandrida di Leon furono superiori in guerra ai T egeati, e lo furono in questa maniera . iJn Lacedemonio di nome Lica and in Tegea ; era no in quel momento le citt in pace fra loro. 6. Dopo essere col giunto Lica essi si posero a cercare le ceneri di Oreste , ed anche gli Spartani le cercavano per un.oracolo. Si avvide Lica ohe que ste giacevano nella casa di un fabro , e in questa guisa se ne accorse . Tutte quelle cose che vide nel la casa di lui le paragon alloracolo avuto da Delfo 7 assomigliando ai venti , i mantici del fabro , perch ancor essi mandavano un vento forte , siccome il martello produceva il battimento, e lincudine il b at timento contrario a questo ; similmente interpretava

T E R Z O . 3$ lft rovina delluomo il ferro ,. poich gi nelle batt glie si usava . A tempi poi decos detti Eroi il Nume avea risposto che il rame era la rovina delluomo. E d anlogamente alloracolo avuto dai Lacedemonj circa le ceneri di Oreste , fii* dopo risposto agli Ateniesi affinch riconducessero di Sciro ad Atene le ceneri di Teseo , non potendo ^altrimenti impadronirsi di Sciro . E ritrov le ceneri di Teseo Cimone figlio di Milziade , anCor egli usando accortezza , e non mol to dopo prese Sciro . Che poi atempi degli E ro i, le armi fossero tutte similmente di rame me ne fan fede queversi d Omero che risgttafdano la scure di Pi sandro , e la saetta di Merione . Confermerebbe d {altronde il mio discorso anche lasta di Achille che sta nel tempio di Minerva in Faselide , e la spada d Mennone che nella cella del tempio di Esculapio in Nicomedia ; della prima la punta sola , e il sanrotere , sono di rame ; la spada per intieramente d questo metallo . Cos adunque sappiamo esser avve nute queste cose. 7. Anassandrida di Leone fu il solo de Lacede monj che ebbe due mogli nello stesso tempo , e che abit insieme due case . Imperciocch la prima con cui si congiunse , sebbene ottima nel rimanente non facea figli : e avendogli comandato gli Efori che la ripudiasse , non volle in niuna guisa farlo ; ma ob bed loro in tanto che oltre quella prese un altra mo glie . E la seconda gli partor Cleomene ; la prima poi che fino allora non era stata incinta , dopo nato Cleomene di alla luce Dorieo , ed inoltre Leonida, e dopo costui Cleombroto ,

8. Dopo che Anassandrida s m or, i Lacede monj bench credessero Dorieo migliore di Cleome ne e per senno , e per le cose risguardanti l guer* ra , furono ci non ostante contro loro voglia forzati fcd allontanarlo dal regno , che diedero a Cleomene

4o L I B R O p er la sua et maggiore , secondo le lggi . Dorico pertanto ( poich non poteva ridursi, rimanendo in Lacedemone , a vedersi soggetto a Cleomene ) part per fondare una colonia. C A P O Q U A R T O

Cleomene attacca la guerra cogli Argivi e li vince V a contro g li A teniesi , e guasta il territorio sa cro di Eieusi - Passa in Egina - Priva Demarato del regno - Preso da furore si uccide - Leonida va incontro a Serse alle Termopili - Gesta di Pausania tutore di Plistarcofigliuolo di Leonida.

i. -A.ppena Cleomene fu salito sul trono assal lArgolide radunando unarmata di Lacedemonj , e di alleati ; e gli Argivi usciti in campo contro di lui , f urono da Cleomene rotti in battaglia. Ora ( percioc ch il sacro bosco di Argo figlio di Niobe era vicino) si rifuggirono , come furono rotti circa 5 ooo. Argivi nel bosco . Cleomene ( perciocch qualche volta era t rasportato fuori di se) ordin allora agli Eloti di met tere il fuoco al bosco , e le fiamme lo invasero tutto, e insiem col bosco incendiato , furono nel luogo stes so arsi i supplichevoli. 2. And ancora verso Atene colle sue truppe ; una volta rend agli Ateniesi la libei*t tolta loro dai figli di Pisistrato , acquistando perci gran gloria s egli che i Lacedemonj presso deGreci ; ma un' altra volta volle ajutare per compiacenza Isagora cittadino Ateniese a divenir tiranno . Rimase per frustrato nella speranza , e gli Ateniesi fortemente combatte rono per la li b ert , onde egli devast le altre parti del territorio Attico , e quella detta Orgade , sacra alle Dee di Eieusi , anche essa fu da lui guast a.

T E R Z O 241 3. Pervenne pure in Egina , e prese tutti i po tenti degli Eginesi , che erano stati del partito Per siano ,s ed aveano persuaso ai cittadini di dar terra , ed acqua al Re D ario figliuolo d'Istaspe , ma mentre Cleomene dimorava in Egina , Demarato Re dell'al tra famiglia lo accus innanzi al popolo . 4. Cleomene pertanto appena fu tornato da Egi na si maneggi perch potesse far scendere dal tro no Demarato ; e compr la sacerdotessa di Delfo , affinch avesse dato in risposta ai Lacedemonj quel lo che egli stesso le insegnava circa Demarato , e nel tempo stesso insinu a Leotichide personaggio di stirpe reale , e della stessa famiglia di Demarato on de contendesse del regno . Leotichide si prevalse delle parole in cui Aristone avea inconsideratam ente una volta prorotto circa Demarato a lui nato , persua dendo non esser egli suo figlio . Allora adunque i Lacedemoni rimisero all oracolo di Delfo , secondo che altre volte aveano usato , la questione sopra De marato ; e la sacerdotessa rispose loro quelle cose x , che erano secondo il volere di Cleomene . Demarato adunque per l odio di Cleomene , e senza giustizia fu dal regno rimosso. 5 . Dopo queste cose Cleomene diventato furio so si mor . Imperciocch presa in mano la spada si fer da se stesso , e^tagliandosi , e malmenandosi si for tutto il corpo . Gli Argivi dicono aver un ta le fine di vita sortito in pena dell'attentato commesso contro i supplichevoli di Argo ; gli Ateniesi poi per ch di il guasto alla Orgade ; i Delfj per i doni da lui dati alla sacerdotessa persuadendola a dire cose false sopra Demarato . Potrebbe pure essere questo leffetto delto sdegno degli Eroi insieme , e degli Iddi, venitto sopra Cleomene . Perch da se stesso Protesilao , Eroe di Eieusi nulla pi luminoso di Ar g o , pun Artaucte Persiano ; e i Megaresi non poP aisania 16

24.2

L I B R O

terono placar giammai lo sdegno delle Dee di Eieusi, per aver lavorato la terra sacra . N sappiamo , che oltre Cleomene alcun altro affatto abbia usato di ten tare l'oracolo . Non avendo Gleomene lasciato prole maschile pass il regno in Leonida figlio di Anassandrida , e fratello di Dorico da ambo i lati. 6. Allora Serse men contro la Grecia l'oste , e Leonida insieme con trecento Lacedemoni and ad incontrarli alle Termopili . Molte sono state le guerre de' Greci , e de' barbari fra loro , ma facil mente si possono contare quelle che la virt di un uomo solo ricolm principalmente di una gloria supre ma , siccome Achille quella contro Tro'a , e Mil ziade lazione di Maratona . L impresa illustre per di Leonida super , a mio parere , tutto quello ch e nel corso de tempi avvenne , e quello ancora che pri ma era accaduto . Imperciocch Leonida con que pochi che seco alle Termopili condusse , fu nel pas saggio di tal impedimento a Serse , il quale sopra tutti gli altri Re di Media , e di Persia che lo segui rono ebbe un animo orgoglioso , e fece chiare im prese , che colui non avrebbe potuto neppur vedere la Grecia , n giammi avrebbe arso Atene , se il Trachinio guidando loste nemica comandata da Idar ne , per il sentiero , che traversa lO eta , non l'aves se messa in istato di circondare i Greci ; e cos op presso Leonida i barbari pene trarono nella Grecia. 7. Pausania di Cleombroto poi non fu Re . Im perciocch essendo tutore di Piistarco figlio di Leo nida lasciato ancor fanciullo dal padre , condusse i Lacedemoni a Plata , e di poi le navi loro all'Elle sponto . L'azione, di costui verso la donna Coa , la stimo molto degna di lode , la quale sendo figlia di un uomo non ignobile presso i Coi , cio di Egetoride di Antagora , era contro sua voglia per concubi na tenuta da Farandate di Teas pide Persiano ; poi-

T E R Z O 243 ch per Mardonio cadde a Plata nella pugna , e i barbari perirono, Pausania rimand la donna in Gos, lasciandole tutti gli ornamenti, che il Persiano le avea fatto , ed aggiungendole altri abbigliamenti . Pau sania poi non volle far contumelie al cadavere di Mar donio , secondo la esortazione di Lampone Eginese. C A P O Q U I N T O

Pausania minore vinti g li Ateniesi al Piro non vuol prestar soccorso ai Trenta , e si ritira ~ Viene accusato , ed assolto - I Lacedemonj condotti da Lisandro attaccano i Tebani - Morto Lisan dro sopraggiunge Pausania , e conchiude un trat tato - Pausania accusato per la seconda volta si ritira supplichevole nel tempio di Minerva A lea Aristodemo tutore de'figli di Pausania - Agesipoli Re di Sparta muove guerra agli Argivi , ma si ritira - Mena V esercito contro g li Olinzj , e muore.

1. P lista rco adunque figlio di Leonida poco do po aver preso le redini del governo , si m or. Ed ebbe il regno Plistoanatte figliuolo di quel Pausania che comand a Plata . Di Plistoanatte nacque Pau sania. 2. Questo Pausania entr nell Attica , a parole nemico di Trasibulo , e degli Ateniesi ; ma in fatti per consolidare la tirannide di coloro a quali da L i sandro era stata rivolta la cura di governare , E in nna battaglia vinse gli Ateniesi che occupavano il Piro ; dopo questa battaglia subito si decise a ricon durre l'esercito indietro , e a non macchiar Sparta colla pi turpe di tutte le colpe col sostenere la ti rannia di uomini empj.

a44 L I B R O 3. Come fu tornato da Atene dopo di aver dato una battaglia inutilmente , i suoi nemici particolari lo chiamarono in giudizio . Il tribunale del Re de Lacedemoni era composto decos detti Gerenti, ven* ti otto di numero , del corpo degli Efori , e insiem con questi siedeva il Re dell'altra famiglia . Quattor dici de'Geronti , ed oltre questi Agide Re dellaltra famiglia condannarono Pausania per reo : l'altra por zione de'giudici , per lo assolvette.. 4. Non molto tempo dopo avendo i Lacedemo ni raccolto un armata contro Tebe (nella narrazione sopra Agesilao sen trover la causa ),allora Lisandro giunto nella Focide , e ricevendo da ogni parte i Focesi , senza trattenersi di pi , and in Beozia , do ve di pi assalti alle mura di Aliarte che non volea distaccarsi dai Tebani . Erano per di gi entrati di nascosto in Aliarte alcuni T ebani , ed Ateniesi, i quali fatta una sortita, e schieratisi dinanzi le mu ra uccisero con altri Lacedemoni ancora Lisandro. 5 . Pausania raccogliendo forze dai Tegeati , e dagli altri A rcad i, non si trov presente alla zuffa : e come fu pervenuto in Beozia , ud la rotta di que* di Lisandro , e la morte di Lisandro stesso ; nondi meno condusse l esercito contro Tebe , e pensava come potesse cominciare la pugna . Intanto i Teba ni sj schierarono contro di lui , e gli fu annunziato che non era molto lontano anche Trasibulo che me nava gli Ateniesi , e che aspettava che i Lacedemo ni avessero cominciato la battaglia , onde poterli assalire alle spalle . Temette adunque Pausania di essere preso in mezzo a due eserciti nemici , e per ci entr in trattato co Tebani , e port seco i corpi di coloro che erano caduti sotto le mura di Aliarte . Questo per non fu secondo il volere de Lacedemo nj ; ma io approvo il suo consiglio per la seguente ragione . Egli sapea bene che i Lacedemonj erano

T E R Z O a 45 stati sempre rotti , quando si erano trovati in mezzo a due corpi nemici ; siccome era accaduto alle T er mopili , e nella isola di Sfatteria ; onde ebbe timore , di non essere autore di una terza sciagura. 6. Ma accusandolo i cittadini di tardit nell' an dare in Beozia , egli non stim bene entrare in giu dizio , e da'Tegeati qual supplice di Minerva Alea fu ricevuto . Era questo tempio fin dagli antichi tem pi venerabile pe'Peloponnesj , e specialmente a co loro che vi si rifuggiarano supplichevoli dava ogni sir curezza. I Lacedemoni infatti lo dimostrarono in co stui , e prima di-lui in Leotichide , e gli Argivi in Crisida , i quali sedendovi come supplici non furono neppure richiesti. 7. Quando Pausania and in esilio, Agesipoli, e Cleombroto suoi figlinoli erano ancora assai gi ovani. Aristodemo pertanto fu loroi tutore , come colui che era loro strettissimo congiunto , e la vittoria che i Lacedemonj riportarono a Gorinto , fu sotto la sua condotta. 8. Agesipoli , poich sendo cresciuto , ottenne il regno , de Peloponnesi mosse guerra agli Argivi pe'primi . Appena adunque ebbe menato le sue genti dal territorio di Tegea , in Argolide , gli Argivi spe dirono un messo per conchiudere fra lui , ed ssi alcuni patti paterni , fin dagli antichi tempi s tabiliti da'Dorj fra loro . Costui per non conchiuse- null^ col messo , ma avanzandosi insieme coll'esercito , guast il paese . Avvenne per un terr emoto , ed Agesipoli non volle perci condurre indietro leserci to , bench i Lacedemoni sopra tutti i Greci , come gli Ateniesi , da'prodigj del cielo fossero spaventati. Era di gi attendato sotto le mura di Argo ; ma non ce ssando i terremoti , e sendo ancora periti alcuni soldati percossi da fulmini, ed altri da tuoni tramor titi, fu contro sua voglia forzato a ritirarsi dallA rgo-, lido.

46 L I B R O g. M osse di nuovo l'esercito contro quedi Olin to , ed essendo rimaso vincitore in guerra, ed aven do occupato molte citt de' Calcidesi , mentre spa rava d'insignorirsi di Olinto stessa fu colto all'impro viso da una malattia , e dalla morte. C A P O S E S T O

Cleombroto muore a Isiuttri - Contesa di Cleonimo con Aro - Guerra mossa da Antigono agli A te niesi , e soccorso dato a questi da Lacedemonj Leonida - Cleomene figlio di Leonida ultimo R e della stirpe di Euristene .

. M o r t o Agesipoli senza figli ^pervenne il re gno a Cleombroto . Sotto questo condottiere com batterono contro i Beozj a Leuttri . Cleombroto me desimo mostratosi uomo valoroso cadde nel principio della pugna . Eil nume stesso , che prima delle gran di sconfitte toglie il capitano ; siccome agli Ateniesi tolse Ippocrate figlio diArifrone condottiere a Delio, e di poi Leostene i n Tessaglia. Agesipoli figlio mag giore di Cleombroto non fece cosa alcuna degna da memorarsi ; e dopo la sua morte ebbe il regno Cleoj n ene suo fratello minore . Costui avendo avuto per figliuoli Acrotato , e dopo di lui Cleonimo , avven ne , che Acrotato prima del padre stesso Cleomene mor. 2. Morto anche Cleomene vennero a contesa del regno Cleonimo suo figliuolo , ed Aro figlio di Acrotato . D cisero adunque i G eronti, che lonore paterno si apparteneva ad Aro figlio di Acrotato , e non a Cleonimo . Costui rimosso dal regno fu preso da soverchio furore . Gli Efori cercarono placarlo

T E R Z O 247 con altri onori , e fra questi coll eleggerlo capo del le truppe, onde schivare d i averlo nemico di Sparta. Ma in fine egli ard molte cose , e ostili contro la patria , e chiam contro loro Pirro di Eacida. 3. Mentre regnava in Isparta Aro figliuolo di Acrotato and Antigono di Demetrio contro Atene con unarmata di terra, e di mare. In difesa degli A teniesi si port l armata navale degli Egiz i insieme con Patroclo , ed i Lacedemonj ancora uscirono in campo a stormo , ordinando che loro condottiero fosse il Re Aro . Mentre Antigono assediava Ate ne , e impediva l ingresso nella citt alle truppe al leate degli Ateniesi, Patroclo per mezzo di un ambasciadore , invit i Lacedemonj , ed Aro a comin ciar la pugna contro Antigono , poich in tal guisa egli sarebbe venuto a cogliere i Macedoni alle spal le ; perciocch , soggiungeva , non era bene , che essi Egizi , e marinai avessero attaccato per t erra i Macedoni . Gi i Lacedemonj si preparavano a co minciare la zuffa s per il loro affetto verso gli Ate niesi , chej>er desiderio di operare qualche cosa de gna da rammentarsi daposteri . Ma Aro come vide che erano state consumate le. vettovaglie , rimen indietro le truppe ; imperciocch volea riserbare il disperato ardire di combattere in vantaggio della pa tria , e non usarne senza risparmio per altri . Gli Ateniesi dopo aver lungamente resistito ottenne ro da Antigono la pace a condizione che egli avrebbe posto una guarnigione sul Muso , l a quale poi fu da Antigono stesso , e di sua volont richiamata . Di Aro nacque Acrotato , e di costui Aro , il quale mor di malattia in et di otto anni. 4 E poich non rimaneva pi della stirpe ma schile di Euristene , che Leonida figlio di Gleonimo , estremamente vecchio , a lui diedero i Lace demonj il r egno . Costui ebbe a durare grandi diffe-

8 L I B R O renze con Lisandro discendente da Lisandro di Aristocrate . Questi si concili Cleombroto che avea la figlia di Leonida : e resoselo familiare , fralle altre accuse , che diede a Leonida , vi fu quella che men tre era ancora fanciullo avea giurato al padre suo Cleonimo la rovina di Sparta . Leonida adunque fu deposto , e in luogo suo sal sul trono Cleombroto . Che se Leonida avesse ceduto all'ira , e sen fosse ito come Demarato di Aristone , o presso il Re di Macedonia , o presso quello di Egitto ; nulla certa mente avrebbe giovato agli Spartani , sebbene essi dipoi si pentissero. Ma egli cacciato in esilio da suoi cittadini , nand in Arcadia , di dove pochi anni dopo i Lacedemonj lo trassero , e lo fecero di nuo vo R e . 5. Quello poi che Cleomene figlio di Leonida fece , e per ardimento , e per fortezza , e come dal suo dominio si sottrassero gli Spartani , l ' ho di gi dimostrato nel narrare le cose di Arato il Sicionio ; il mio discorso abbracci ancora in qual modo Cleo mene per in Egitto . Della stirpe di Euristene adun que detta degli Agiadi , Cleomene di Leonida fu l'ultimo Re in Isparta.

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C A P O

S E T T I M O

Re delV altra fam iglia - Pritani - Sotto Carillo i Lacedemonj devastano i confini degli Argivi , ed assaliscono i Tegeati - Nuova devastazione delV Argolide sotto Nicandro - Guerra fra g li A rg iv i , e i Lacedemonj sotto Teopompo per la Tireatide - Anassidamo - Aristone - Leotichide - Archidamo - Stenelaidaprincipale autore della guerra pe loponnesiaca .

1. er quello che all altra famiglia spetta , ho io ascoltato queste cose . Prode di Aristodemo im pose al suo figlio il nome di Soo . Dicono che Euriponte figliuolo di Soo a tanta gloria pervenne , che questa famiglia il nome di Enripontidi da lui assunse che fino allora era stata detta de'Proclidi. 2. Di Enriponte nacque Pritani , regnando il quale cominci l'odio de'Lacedemonj contro gli Ar givi , e gi prima di questa controversia aveano fat to la guerra ai Cinuresi. Le generazioni che lo se guirono , cio regnando Eunomo figlio di Pritani ; e Polidette figlio di Eunomo furono da Sparta passate in pace . 3 . Carillo figlio di Polidette devast il paese agli Argivi ( conciossiach invasa 1' Argolide l'arse non molti anni dopo sotto il comando di Carillo av venne ancora che gli Spartani uscirono contro i T e geati , allorch i Lacedemonj diretti da un oracolo ambiguo li assalirono sperando d'insignorirsi de T e geati , e di separare dalla Arcadia il loro territorio.

4 Morto Carillo gli successe nel regno Nican dro suo figliuolo , e Sotto di lui avvenne il fatto de! Messenj verso di Teleclo Re dell' altra famiglia nel

a5o L I B R O tempio di Linnade . Anche Nicandro assalt l'Argo* lide con un esercito , e guast la maggior parte del paese . Avendo gli Asinesi fatto causa comune coi Lacedemoni in questa operazione , non stettero mol to a pagarne il fio agli Argivi con grande eccidio del la patria , e c ol loro esilio. 5 . D i Teopompo figlinolo di Nicandro , e che d opo lui regn ne far di nuovo menzione il mio di scorso , quando passer alla storia della Messenia . Mentre Teopompo riteneva ancora il regno in Isparta , avvenne il combattimento deLacedemonj contro gli Argivi per la cos detta Tireatide . Teopompo stesso per non pot aver parte in quella operazione per la vecchiezza sua, e soprattutto per il dolore. Im perciocch durante la sua vita , mor Archidamo , Questi per non mor senza prole ; ma lasci Zeussidamo . Da Zeussidamo pass il regno nel suo fi gliuolo Anassidamo. 6. Sotto costui i Messenj partirono dal Pelo ponneso vinti per la seconda volta in guerra dagli Spartani . Di Anassidamo nacque Archidamo , e di Archidamo Agasicle . Costoro passarono ambedue la vita in tranquillit stando lontani dalle guerre . 7. Aristone figlio di Agasicle presa in moglie una donna , che di tutte le donzelle , che erano in Lacedemone dicono esser stata la pi deforme , ed averla poi Elena fatta divenire beUissima , Aristone adunque ebbe di costei un figlio Demarato di soli sette mesi . E a Ini allorch era assiso insieme cogli Efori in consiglio , venne un domestico annunzian dogli essergli nato un figliuolo . Aristone dimentica tosi de versi della Iliade sulla nascita di Euristeo , ovvero non conoscendoli neppure , soggiunse non esser questo de mesi giusti n suo figlio . De quali detti poi nebbe pentimento . Demarato dopo salito sul trono , ed essendo stimato in Isparta , ed aven *

T E R Z O 251 do insieme con Cleomene liberato gli Ateniesi dalla tirannia de'Pisistratidi , divenne persona privata , p er l inconsideratezza di Aristone , e per l 'odio di Cleomene ; ed essendo ito in Persia presso il Re Da rio , dicono che per lungo tempo i suoi discendenti dimorarono in A sia. 8. Leotichide diventato Re invece di Demarato ebbe parte cogli Ateniesi , e col loro capitano Santippo figlio di Arifrone nella azione presso Micale , e dopo queste cose and colle truppe contro gli Alevadi in Tessaglia . E potendo soggiogare tutta la Tessaglia , come colui che sempre vinse nelle batta glie , ricev de'donativi dagli Alevadi . Chiamato pertanto in giudizio a Lacedemone and volontaria mente in esilio a Tegea ; ed ivi si fece supplice di Minerva Alea . Zeussidamo figliuolo di Leotichide era morto dinfermit vivente ancora il padre , e pri ma che andasse in esilio ; onde dopo che Leotichide se ne fu andato a Tegea ebbe il regno Archidamo figliuolo di Zeussidamo . Questo Archidamo malme n molto il territorio ateniese , ed entrando ogni an no con oste neHAttica , tutte le volte che vi entra va , la traversava guastandola , e con assedio prese la citt di Plata affezionata agli Ateniesi. N si stu di perch fosse guerra fra i Peloponnesj , e gli At eniesi ; ma per quanto pot cerc che si mantenes sero fra loro le convenzioni. g. Stenelaida persona potente in Lacedemone , ed allora Eforo , fu eausa di quella guerra . Questa iu che scosse dafondamenti la Grecia gi consolida ta , onde finalmente Filippo di Aminta trovandola abbattuta , ed inferma ebbe agio di rovesciarla

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L I B R O
C A P O O T T A V O

Ctnisca figlia di Archidamo - Guerra contro g li E li - Vittoria di Egopotami - Agide non ricono sce Ijeotichide per figliuolo- A g esila i priva Leotichide del regno.

. A.rchidamo avendo alla sua morte lasciato de figliuoli , Agide , che era il maggiore di et , pre se il governo invece di Agesilao . Ebbe Archidamo una figlia ancora , di nome Cinisca, la quale fu molto ambiziosa della gloria de' giuochi olimpici , e la pri ma fu delle donne a nudrir cavalli , e la prima a ri portare la vittoria olimpica . Dopo Cinisca altre don ne ancora , e specialmente di Macedonia , riporta rono l olivo olimpico , delle quali per pi illustre di tutte nelle vittorie essa . E sembra a me che gli Spartani meno degli altri uomini ammirino la poesa, e la gloria che da quella nasce . Perciocch fuori dell'epigramma fatto da chiunque egli siasi sopra Ginisca , e prima ancora , di quello scritto da Simoni de in onor di Pausania sul tripode dedicato in Delfo, non vi alcuna altra memoria di poeta sopra i Re de Lacedemonj. 2. Regnando Agide figlio di Archidamo fralle amarezze , che ebbero i Lacedemonj contro gli Eli, ' specialmente dolevansi di esser da loro allontanati , e da giuochi olimpici , e dal tempio di Giove in Olimpia . Mandarono adunque un ambasciadore agli Eli per mezzo del quale loro ordinavano , che aves sero lasciato vivere secondo l e proprie leggi i Lepreati , e tutti gli altri vicini che erano loro sudditi. E rispondendo gli Eli che quando anche avessero v eduto le citt vicine alla loro capitale libere , essi

T E R Z O a 53 per non avrebbero rilasciato le loro ; quindi i La cedemoni , ed Agide loro Re invasero l'Ela . Ma sopraggiunto un terremoto , bench di gi si fosse ro avanzati fino ad Olimpia , e all' Alfo ritorn l esercito indietro . L'anno seguente Agide di il gua sto al pape , e molta preda ne ritrasse . Senia cit tadino Elo , e ospite particolare di Agide , e pub blico de" Lacedemonj , insorse contro del popolo in sieme con quelli che aveano beni ; ma prima che fosse giunto in loro soccorso Agide , e l'esercito , Trasidro che allora reggeva il popolo degli Eli aven do vinto in battaglia Senia, e i suoi segnaci, lo cac ci dalla citt . Agide poi come ricondusse indietro l'esercito lasci Lisistrato Spartano con ima porzione delle truppe , egli esuli Eli affinch insieme co' Lepreati avessero recato danno al paese . Nel terzo an no delta guerra , i Lacedemonj , ed Agide si prepa ravano per invadere di nuovo l'Ela . Ma gli E l i, e Trasidro ( perciocch erano afflitti all'estremo ) ce dettero di non comandare pi ai vicini , di demolire le mura della citt , e di permettere ai Lacedemonj di sagrificare al Nume in Olimpia , e di combattere ne'giuochi. 3. Agi de men subito dopo l'esercito nell Attica , e cinse di mura il castello , che gli Ateniesi aveano a Decela . Disfatta poi la marina ateniese ad Egopotami , Lisandro figlio di Aristocrita , ed Agide non mantennero i giuramen t i , che i Lacede monj in comune , aveano contratto cogli Ateniesi . E di loro arbitrio , senza il consenso del popolo di Sparta fecero agli alleati la risoluzione di abbattere Atene da'fondamenti. E questo quanto di pi iUustre in guerra ad Agide si appartiene. 4 La inconsideratezza di Aristone verso De marato fu rinnovata da Agide verso il suo figliuolo Leotichide , e per un Genio m alvagio sentendolo

a 54 L I B R O gli Efori , disse , che non riputava Leotichide suo figliuolo. Agide ancora ebbe poi pentimento , e ( im perciocch infermo lo portavano dallArcadia a casa ) come fu in Era , chiam il popolo in testimonio , che riputava cer tamente Leotichide per suo figliuolo e loro ingiunse con le lagrime , e con preghiere di annunziar queste cose ai Lacedemonj. 5. Dopo che Agide fu morto, Agesilao cacci Leotichide dal regno ricordando ai Lacedemoni quel lo che un d circa Leotichide era stato detto da Agi de-. Vennero anche gli Arcadi da Era , e erano te stimoni in favor di Leotichide di quello che aveano ascoltato da Agide moribondo . . Pi di tutto per m etteva in contrasto Agesilao , e Leotichide l'oraco lo di Delfo ivi dato , e concepito in questi termini : Guardati Sparta bench in alta gloria ; {,'ira regai d'un zoppo non ti nuoca ! Che caaran sopra te non preveduti A ffanni , e lunghi , e della guerra mista Il flutto m icidiale . Allora adunque disse Leotichide , che queste cose per Agesilao erano dette ; conciossiach fosse Agesilao offeso in uno de piedi . Agesilao poi sopra Leotichide le rivolgeva come colu i, che non era fi glio legittimo di Agide. I Lacedemonj bench dipen desse da loro , non rimisero la questione a Delfo ; e ne fu causa a mio parere Lisandro tglio di Aristocrito studiandosi per ogni parte , che il regno venis s e a lu i.

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/ Lacedemonj chiamano le altre citt greche alla impresa contro Artaserse - Agesilao passa di Aulide nella Lidia , Vinvade , e rompe i Persia ni - Artaserse f a sollecitare le citt greche a muoversi contro i Lacedemonj - Guerra contro i Tehani - Guerra Corintiaca , e ritorno di A gesi lao - / Tebani sono disfatti a Corona . i. I\.egn pertanto Agesilao di Archidamo , e i Lacedemoni vollero passare in Asia con una armata per abbattere Artaserse figlio di Dario . Impercioc ch erano stati ammaestrati da coloro , che erano in magistratura , e specialmente da Lisandro , che nel la guerra da loro fatta agli Ateniesi , non era stato Artaserse che avea dato loro denaro per le navi , ma Ciro . Agesilao adunque ( conciossiach fosse stato scelto a far passare l esercito in Asia , e ad essere capitano delle truppe di terra ) sped messi per tutto il Peloponneso fuori che in Argo , e a tutti i Greci di l daUIstmo , annunziando loro di unirsi seco lui in alleanza . I Gorintj adunque , bench sommamen te desiderosi di far parte deiloste contro l'Asia,sen do allimproviso inondato il loro tempio di Giove det to Olimpio , preso ci per nn cattivo augurio , ri masero contro loro volere tranquilli. Gli Ateniesi si scusarono , dicendo , che dopo la guerra del Pelo ponneso , e la pestilenza cercavano , che la loro cit t potesse ritornare nel primiero splendore ; senten do poi che Conone figlio di Timoteo era ito presso il Re , tanto pi si decisero a rimaner quieti . Fu an cora mandato p er ambasciadoie a Tebe Ari stomenida , padre deila madre di Agesilao , ben . veduto

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dai T e bani , e che era stato uno de giudici , i quali prese le mure di Plata , decisero ciie fossero posti a morto coloro che erano stati presi dentro . 1 Teba ni tuttavia similmente agli Ateniesi negarono di en trare in lega, dicendo di non voler loro prestare soc corso . 2. Ma Agesilao tosto che fu raccolto l esercito, e dalla patria , e dagli alleati , ed insieme furono pronte le navi , and in Aulide per sagriticare a Dia na , perch Agamennone ancora placata ivi la Dea , avea menato lesercito a Troia . E pensava Agesilao di esser Re di una citt pi ilorida , che Agamenno ne , di commandare come lui tutta la Grecia , e che il successo sarebbe stato pi illustre se vinto il R e Artaserse avesse posseduto le ricchezze de Persiani, di quello che abbattere il regno di Priamo . Mentre egli sacrificava sopravvenendo i Tebani con armi , gittarono via dallara le coscie gi arse delle vittime , e cacciarono lui stesso dal tempio . 11 sagrificio non compiuto afflisse Agesilao ; ci non ostante passo in Asia , e si port contro Sardi. 3. Imperciocch allor^i la Lidia era la parte pi insigne deil'sia Inferiore , e Sardi superava le altre citt in ric chezze , ed in ornamenti ; vi si mostrava il palaz zo del Satrapa del mare paragonabile a quello del Re stesso in Susa . Datasi la battaglia contro Tissaferns Satrapa della Jonia n ella pianura dellErino , Agesilao vinse la cavalleria , e la intanteria de P e rsiani la pi numerosa che s i fosse raccolta dopo larmata di Serse , e quella a questa antecedente di Dario contro gli Sciti , e contro Atene . I Lacede monj sorpresi da ammirazione dell impegno di Ag e silao per gli affari , gli diedero anche il commando d ella fiotta . Agesilao scelse per capitano delle galee Pisandro ( egli era marito della sorella di costui ) ed egli stesso attese fortem ente alla guerra terre s tre .

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Qualche Dio per , gli fu nemico onde non conduces s e a perfezione i suoi disegni. 4 Imperciocch come Artaserse ebbe inteso le battaglie , che Agesilao avea vinto , e che prenden d o quanto incontrava collesercito sempre pi si avan zava , pun colla morte Tissaferne , bench per l'innanzi g li avesse reso grandi servigi , e sped al mare Titrauste uomo accorto nel pensare , e che avea an cora qualche mal animo contro i Lacedemonj . Ap pena costui fu giunto a Sardi, tosto pens al modo , con cui avrebbe forzato i Lacedemonj a richiamare l'esercito daU'Asia. Mand adunque un Rodio di no me Timocrate nella Grecia con danaro , ingiungen dogli di suscitare ivi una guerra contro i Lacedemo nj . Coloro che parteciparono del denaro fragli Ar givi dicono esser stati, Gilone , e Sodama , in Tebe Androclide , Ismenia , ed Anfitemi ; e n ebbero parte ancora l'Ateniese Cefalo , ed Epicrate , e tutti que'Gorintj che erano del partito degli Argivi , Po llante , e Timolao . Quelli poi che manifestamente dierono principio alla guerra furono i Locri di Antis sa ; imperciocch il territorio confinante co' Focesi era da Locri conteso . Mossi adunque dai Tebani delta fazione dIsmenia , tagliarono da quello il gra no maturo , e lo depredarono . Entrarono a stormo i Focesi nella Locride , e ne devastarono il paese . I Locri si collegarono coTebani , e diedero il guasto alla Focide. 5. Iti i Focesi in Lacedemone accusarono i T e bani , ed esposero quello che da loro aveano sof fer t o , e i Lacedemonj decisero di muover guerra ai Tebani ; e fralle. querele che contro loro addussero vi fu la ingiuria fatta da'Tebani in Aulide al sagrificio di Agesilao . Gli Ateniesi avendo presentito la dis posizione de' Lacedemonj mandarono in Sparta pre gando che non avessero mosso le armi contro Tebe ;

258 L I B R O Ma avessero deciso con un giudizio quelle cose di cui laccusavano; i Lacedemonj per mandarono via lam basceria con sdegno . Quello che segni circa l uscita deLacedomoni , e la morte di Lisandro , lo ha mo strato il mio discorso nel riferire quello che spetta a Pausania. 6. La cos detta guerra Corintiaca sempre pi prese forza , cominciando dalluscita de Lacedemonj contro la Beozia.Per la qual necessit Agesilao ricon dusse di Asia l'esercito . E poich avendo passato colla flotta da Abido Sesto , traversando la Tracia pervenne in Tessaglia , ivi i Tessali in grazia deT ebani tentarono di impedire ad Agesilao l'avanzamento; aveano inoltre una certa benevolenza fino datempi ri-, moti verso la citt di Atene, 7. Agesilao travers la Tessaglia dopo di ave? rotto la loro cavalleria , e si fece strada per mezzo deB eoti, avendo vinto in Gorona i Tebani, e gli altri alleati. Come adunque i Beoti furono vinti al cuni di loro si rifuggiarono nel tempio di Minerva soprannomata Itonia . Agesilao ebbe una ferita in questa battaglia ; ma nulladimeno non si m ostr af-t fatto empio verso desupplichevoli.

T E R Z O
C A P O D E C I M O

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Agesilao arriva a Corinto - Porge ajuto agli Etoli * Passa in Egitto , e muore in viaggio - I Focesi prendono il tempio di Delfo , e g li Spartani li soccorrono - Archidamo va in ajuto de' Tarenti ni , e vi muore - A gide combattendo contro A n tipatro cade - Descrizione del territorio Laconico cominciando da Scotita - Carie , e tempio di Diana Cariatide - Avanzi di Selasia - Statua di Apollo Pitaeo sul monte Tornace .

1. INF on molto dopo quelli , che erano fuggiti dalle loro case per essere del partito Spartano stabi lirono i giuochi Istmj . I Corintj stavansene allora tranquilli nella citt per timore di Agesilao ; come quegli per si mosse per tornare in Isparta , allora e ssi ancora insieme cogli Argivi celebrarono i giuoichi Istmi Agesilao torn di nuovo coll' esercito , contro Corinto ; e ( perciocch erano imminenti le feste Giacintie ) rimand gli Amiclesi a casa affinch avessero fatto le cose stabilite in onore di Apollo , e di Giacinto , Gli Ateniesi con Iticrate assalitili per istrada li disfecero. 2. Agesilao si port dopo ancora in soccorso de gli Etoli oppressi in guerra dagli Acarnani , e forz questi ultimi a finire la guerra bench fossero sul punto di prendere Calidone , e le altre piccole citt degli Etoli. 3 . Qualche tempo dopo navig verso l Egitto per prestar soccorso agli Egizi che si erano ribellati dal Re di Persia . Agesilao oper in Egitto molte co se degne di esser menzionate ; e ( perciocch era gi vecchio ) nel viaggio m or. I Lacedemonj poi come

260 L I ,B R f u loro portato il cadavere , lo seppellirono facendo a costui pi onori degli altri Re. 4 Regnando Archidamo figlio d Agesilao , i Focesi s impadronirono del tempio di Delfo . E ai Focesi nel far la guerra ai Tebani pervennero molti aiuti di particolari in danaro , e per decreto del co mune i Lacedemonj , e gli Ateniesi li protessero ; questi rammentandosi qualche beneficio ricevuto an ticamente daFocesi , ed i Lacedemonj col pretesto ancor essi di amicizia , ma realmente per odio , mi sembra , contro i Tebani . Teopompo per figlio di Damasistrato scrisse , che Archidamo ebbe parte nella preda fatta , e che Dinica ancora di lui moglie ricev dai magnati de Focesi un dono onde render Archidamo pi attaccato alla loro alleanza . N io lodo l'aver ricevuto beni sacri, e l'aver difeso gente, che l'oracolo pi illustre avea depredato : ma questo solo in lui di lode : conciossiach i Focesi osavano di porre a morte tutti i giovani di Delfo , di mettere in schiavit le donne , e i figli , e di eguagliare al suolo la citt stessa ; ma Archidamo ottenne , che i Delfj non avessero dai Focesi tale sciagura sofferto . 5 . Pass dopo in Italia ancora per porgere aju to ai Tarentini nella guerra che loro facevano i bar bari ad essi confinanti ; ed ivi da barbari fu morto . E l ' ira di Apollo imped che il suo corpo fosse s e* polto. 6. Il figlio maggiore di questo Archidamo , A gi* de , mor nel combattere contro Antipatro , e i M a cedoni; e regn sopra i Lacedemonj il suo figliuolo mi* nore Eadamida mentre stavano in pace . Come poi passarono le Gose di Agide figlio di Eudamida , e di Euridamida figlio di Agide ancor questo , la mia de* scrizione di Sicione racconta. 7. Partendo adunque da Ermi quel luogo t ut to pieno di cjuercie , ed il villaggio ha nome Scotita

T E R Z O 261 il qual nome non venne gi dalla spessa ombra degli alberi, ma da Giove soprannomato Scotita ; e a si nistra della via deviando circa dieci stadj il tempio di Giove Scotita . Ritornando di l , avanzandosi un poco , e voltando di nuovo a sinistra una statua di Ercole , ed un trofeo ; si dice che fosse eretto da Ercole dopo di aver ucciso Ippocoonte , e i figli. 8. Deviando per la terza volta dalta via retta , a destra si v a Carie , ed al tempio di Diana . Im perciocch Carie un luogo sacro a Diana , e alle Ninfe , ed una statua di Diana Cariatide sta a cielo scoperto . Ivi le donzelle Lacedemonie ogni anno fanno danze , ed hanno una certa saltazione patria. 9. Ritornando , ed andando per la via princi pale sono le rovine di Selasia . Questa siccome ho prima scritto , fu dagli Achi messa in schiavit do po aver vinto in battaglia i Lacedemonj , ed il Re Cleomene figlio di Leonida. 10. Nel Tornace (imperciocch avanzandoti ivi giungerai ) la statua di ApoUo Pitaeo fatto a somi glianza di quelta di Amicle ; la figura qual sia la de scriver parlando di quella . Imperciocch i Lacede monj hanno pi riguardo per quell'Amiclo, cosicch l ' oro ancora , che Creso il Lidio mand a questo Apollo P itaeo fu da loro usato in ornamento delta sta tua di Amicle.

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L I B. R 0
CAPO U N D E C I M O

Citt di Sparta , o Lacedemone - Cose memorabili nel foro di Sparta , e nelle case del Senato , ed altri Magistrati - Portico Persiano - Tempio d i Cesare , ed Augusto - A g ia , e Tisameno - A l tri tempj , e cose memorabili nel f o r o .

1. -Avanzandosi dal Tomace si trova la metropo li Sparta nominata dapprincipio , ma che col tempo prese ancora il nome di Lacedemone ; fin allora il territorio avea avuto questo nome . E quel metodo 7 che stato da me osservato nella descrizione attica di non parlare di tutto collordine in cui si trova ; ma scegliendo ci che specialmente degno da rammen tarsi , sar da me mostrato prima del mio ragiona mento sugli Spartani ; imperciocch nel discorso v olli fin dapprincipio scerre da m olti, e non degni racconti , che ognuno tenne delle cose sue , tutto quella , che merita maggiormente di essere esposto. Non mi allontaner adunque da un tale sistema , co me quello che stato bene immaginato. 2. I Lacedemonj , che abitano Sparta hanno un foro , c he merita di essere veduto ; e la Curia del Senato , e le sale degli E fo ri, de'Nomofilaci , e de cos detti Bidiei sono nel foro . Il Senato il consi glio proprio del governo de'Lacedemonj , gli altri non sono che magistrati . Circa gli Efori , e i Bidiei sono ambedue queste magistrature composte di cin que membri , i Bidiei debbono dare i giuochi s nel luogo chiamato il Platanista , che quelli degli Efbi : gli Efori poi amministrano le cose degne specialmen te di cura , e un di loro da il nome allranno , come i n Atene imo denove Arconti leponimo.

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3. Il monmnento pi illustre del foro quello , che chiamano Portico Persiano eretto colte spoglie persiane ; col tempo poi l hanno portato alta gran dezza , e al lustro attuale . Sopra le colonne sono Persiani di marmo bianco , e fra questi Mardonio di Gobria . V i stata espressa ancora Artemisia , figlia di Ligdamide , la quale regn in Alicarnasso . Di cono che costei di sua volont volte seguir Serse nel la spedizione contro la Grecia , e che molto si di stinse nelta battaglia navale di Salamina. 4 Sono nel foro parecchi tempj , quelto di Ce sare , che il primo amb la monarchia fra i Romani, e che il primo il governo stabilito possedette ; quel lo di Augusto suo figliuolo , il quale vieppi consoli d la monarchia , e che super il padre in dignit , e in potere . 11 nome di Angusto , che egli ottenne equivale in greca favella a Sebaste . 5 . Presso l'ara di Augusto mostrano l'immagine di Agia in bronzo , il quale dicono aver predetto a Lisandro , che si sarebbe impadronito della flotta Ateniese ad Egopotami ad eccezione di dieci galee . Queste fuggirono in Cipro , e le altre cogli uomini che vi erano sopra furono tutte prese da* Lacedemo ni . Agia poi era nato di Ageloco tglio di Tisa meno. 6. A Tisameno che era un Elo della stirpe de gli Iamidi disse un oracolo che avrebbe vinto cinque combattimenti molto iltustri : ma sendosi e sercitato al pentatlo in Olimpia ne part vinto , bench fosse restato vincitore in due altri combattimenti ; imper ciocch avea superato nel corso , e nel salto Geroni mo Andrio. Vinto per da costui nella lotta , e non avendo perci ottenuta la vittoria del pentatlo , com prese l'oracolo, cio che il Nume alui che l'aveacon sultato concedeva di vincere cinque combattimenti in guerra . I Lace d emonj adunque ( poich man

a64 L I B R O a loro ignoto quello , che la Pizia avea pre detto a Tisameno )lo persuasero che partitosi di Elide , servisse come indovino il commune di Sparta $ e Tisameno vinse loro cinque combattimenti in guer ra . Il primo in Plata contro i Persiani , il secondo in Tegea , datasi la battaglia da Lacedemonj contro i Tegeati , e gli Argivi . Dopo questo in Dipee con tro tutti gli Arcadi fuori di quedi Mantina, ( Dipee era una piccola citt degli Arcadi in Meitalia ) . Per la quarta volta combatt contro quegli Eloti che ri bellatisi si erano ritirati nellItome ; n tutti si erano ribellati , ma quelli Messenj , i quali si erano sepa rati dagli altri Eloti pi antichi . Questo fatto sar da me ben presto contato . Quella volta per i La cedemonj , obbedendo a Tisameno , e alloracolo di Delfo permisero ai ribelli il partirsene per capitolazio ne . Per lultima volta Tisameno vaticin in Tanagra nella pugna deLacedemonj contro gli Argivi , e gli Ateniesi . Cos appresi essere andate le cose di T i sameno . 7. Hanno gli Spartani nel loro foro le statue di Apollo Pitaeo , di Diana , e di Latona . Tutto que sto luogo addimandasi Danza , conciossiach negli esercizj ginnici ( fra le feste , che i Lacedemoni con gran diligenza celebrano , havvi questa degli esercizj ginnici ) i giovanetti menano carole in onore di Apollo. 8. Non lungi da queste cose il tempio della Terra , e di Giove Agoro ; quello di Minerva Ago ra , e di Nettuno a cui danno il soprannome di A sfalio ; e quello ancora di Apollo , e di Giunone . Havvi ancora la statua del Popolo degli Spartani grande di statura . I Lacedemonj hanno pure il te m pio delle Parche , e presso di esso il sepolcro di Oreste figlio di Agamennone . Conciossiach abbiano essi qui sepolte secondo l'oracolo le ceneri di Oreste
et

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portatele da Tegea . A lato del sepolcro di Oreste il ritratto di Polidoro figlio di Alcamene , il quale cos sopra gli altri Re onorano , che coloro i quali esercitano le magistrature tutto quello , che fa d'uo po annunziare, al ritratto di Polidoro lo annunziano . Havvi ancora Mercurio Agoro , che porta Bacco fanciulto , e un' edificio detto l 'antico Eforo , in cui il monumento sepolcrale di Epimenide Crete s e , e di Afareo figlio di Periere . E le cose che ad Epimenide spettano , credo che i Lacedemonj le "raccontino pi verosimili, che gli Argivi . Dove so no le Parche ivi si fanno ancora da Lacedemonj i Fidizj , ed havvi Giove Ospitale , e Minerva Ospitale . C A P O D U O D E C I M O

V a A feta - Corsa proposta da Icario , e Danao agli amanti delle loro figlie - Casa di Polidoro detta Booneta - Tempio , e statua di Diana Celeutea - Recinto di Nettuno Tenario - Statua di Diana - Ellenio - Monumento di Taltibio - A lt r i sepolcri , e tempj memorabili - Sciade dove si tengono le concioni - Statue di Giove , e Venere Olimpia .

i. ndando dal foro per la via , che nomano Afeta , havvi il cos detto Booneta . Ma il mio discor so vuole , che io primieramente dica quello , che alla denominazione delta via si appartiene. . 2. Dicono che Icario proponesse un combatti mento di corsa agli amanti di Penelope , e che;Ulis se vincesse cosa chiara . Dicono che essi furono spinti a correre per la via Afetaide . E a me sembra che Icario mise il combattimento del corso ad imita

66 L I B R O zione di Danao . Imperciocch Danao ritrov que sto per le figlie , e siccome niuno voleva prenderle in moglie pel loro delitto,Danao mand ad annunzia re , che senza ricever dote darebbe quella , che a ciascuno per la bellezza sua fosse piaciuta . E giunti pochi uomini a richiederle stabil il combattimento della corsa , e colui che arriv il primo scelse il pri mo degli altri , e dopo lui il secondo , e cos fino allultimo . Quelle che rimasero bisogn che aspet tassero larrivo di altri amanti, e nn altro combatti mento di corso. 3 . I Lacedemonj in questa via hanno , siccome dis s i, il cos detto Booneto gi casa del Re P olido ro ; morto il quale la comprarono dalla moglie di lui dandole in pagamento debuoi. Conciossiach non vi fosse allora moneta di argento , e di oro , ma secon do l antico costume ancora in vigore pagavano con buoi , schiavi, argento , ed oro non coniato. E quan to a coloro , che nell India navigarono i dicesi che gli Indiani per le mercatanzie greche , ne dettero irt cambio altre ; ma che non conoscevano moneta ben ch avessero molto oro , e bronzo a loro disposizione. 4 ' D i l dalla sala de* Bidiei il tempio di Mi nerva * Dicesi che Ulisse ne erse la statua , e k nom Celeuta , dopo aver vinto nel corso gli aman ti di Penelope . Ed a Celeuta eresse tre tempj fra lro distanti . Avanzandosi vieppi per l Afetaide si t rova lEro di Iope , che credesi essere stato a'tmpi di Lelege , o Milete , e quello di Anfiarao figlio di Oicleo , il quale credono essere stato edificato ad Anfiarao dai figli di Tindareo come loro cugino < Ed havvi ancora lroo di Lelege stesso * 5. Non lungi da questi il sacro recinto di Nettuno Tenario ; ed appellano per soprannome il recinto , il Tenario . Non lontano di l la statua

27 di Minerva , la quale dicesi essere stata ddicata da coloro , che in Italia , e a Taranto andarono a fon* dar colonie . Il luogo che appellano Ellenio stato cos detto perch quelli Elleni, i quali si prepara vano a ributtare Serse , che passava in Europa , in questo luogo tennero consiglio in qual maniera avreb bero resistito ; l altra tradizione poi vuole in questo luogo aver consultato coloro , che in grazia di Mene lao m ilitarono contro Ilio , come avrebbero navigato a Troia , e si sarebbono potuti vendicare di Alessandro pel ratto di Elena. 6. Vicino all'Ellenio mostrano il monumento di Taltibio . E degli Achi que' di Egio ancora mostra no nel foro un monumento , che dicono essere di Taltibio . Lo sdegno di Taltibio per la morte de* messi che dal Re Dario furono spediti nella Grecia a domandare terra , ed acqua , palesossi in publico presso i Lacedemonj , e privatamente in Atene colpi la casa di un uomo solo , di Milziade di Cimone . Milziade era stato l'autore che fossero morti dagli Ateniesi i messi , che andarono nelt'Attica. 7. I Lacedemonj hanno l'altare d Apollo Acrita , e il tempio delta Terra soprannomato Gasepto ; di l da questo si erge la statua di Apollo Maleate. Sul fine della via Afetaide molto vicino alle mura il tempio di Dittinna , ed i sepolcri reali de* cos detti Euripontidi . A lato dellEllenio. il tempio di Arsi noe figlia di Leucippo , e sorella delte mogli di Poiluce , e Castore . Presso i cos detti Presidj l edi cola di Diana ; ed avanzandosi un poco si trova edifi cato il monumento degli indovini di Elide , chiama ti Iamidi, ed havvi il tempio di Marone , e di Alfo. Credono , che costoro fra i Lacedemonj , che anda rono alle Tormopili combatterono pi degnamente di tutti dopo Leonida stesso . Il tempio di Giove Tro fo venne fatto dai Dorj dopo aver superato in u$it

*68 L I B R O ra gli altri Achi che allora possedevano la Laconia i e specialmente gli Amiclesi . Il tempio della Gran Madre onorasi in modo pi grande . Dopo di esso seguono lEroo d Ippolito figlio di Teseo , e quello di Aulone Arcade figlio di Tlesimene . Tlesimene poi da altri fratello , e da altri creduto figliuolo di Partenopeo di Menalione. 8. Havvi un altra uscita dal foro , nella quale hanno edificato la cos detta Sciade , dove anche og gid tengono concin i. Questa Sciade dicono essere pera di Teodoro il Samio, il quale per il primo tro v il modo di fondere il ferro , e farne, statue . Ivi appesero i Lacedemonj la cetra di Timoteo Milesio , condannandolo per aver oltre le sette antiche trovato nella citarodia quattro altre corde. 9. Presso la Sciade un edilizio rotondo , ed in esso sono le statue di Giove , e Venere soprannomati Olimpj : dicono essere stato questo eretto da Epimenide , non accordandosi con ci che sopra co stui narrano gli Argivi, poich neppure dicono avere fatto contro i Gnossj la guerra. CAPO DECIMOTERZO

Cose memorabili presso la Sciade - Tempio di P ro serpina Salvatrice - Apollo Carneo - Statua di Afeto , e are degli D ii Ambulj - Tempio di Gio ve Coloniata - Eroo di Evanemo , e Pleurone Tempj di Giunone Argiva , e Iperchiria , e sta tua di Venere Giunone - Etemocle , ed Ippostene.

1 t icino il sepolcro di Cinorta figlio di Ami* eia , e il monumento ancora di Castore , e dopo que sto un tempio a lui sacro . Imperciocch dicono c h e

T E R 269 solo quaranta anni dopo la battaglia contro Ida , e Linceo , e non prima i figli di Tindareo furono cre duti Iddi . E presso la Sciade si mostra il sepolcro di Ida ancora , e di Linceo . Ma secondo pi vero simiglianza furono sepolti nella Messenia, e non qui. Le disgrazie de'Messeni per , e tutto il tempo che furono esuli dal Peloponneso resero loro ignote mol te delle antiche cose , anche dopo tornati ; e sicco me le ignorano, quindi pu chi vuole contendere con essi. a. Rimpetto a Venere Olimpia hanno i Lacede monj il tempio di Proserpina Salvatrice , il quale al tri dicono essere stato eretto da Orfeo , ed altri da Abari venuto dagli Iperborei . Garno poi che ap pellano Domestico ebbe onori in Sparta , prima an cora , che gli Eraclidi tornassero , ed era innalzata la sua statua nella casa di Grio figlio di Teocle in dovino . Con la figlia di questo Grio , mentre por tava l'acqua s'imbatterono le spie de'Dorj , e venne ro seco lei in discorso , e iti da Grio vi appresero la conquista di Sparta. 3 . Ed per tutti i Dorj stabilito di venerare Apollo Carneo da Camo di nazione Acarnano , il qua le appresa da Apollo l'arte del vaticinio indovinava. Imperciocch avendo Ippota di Filanto ucciso que sto Camo , cadde nel campo de' Dorj lo sdegno di Apollo , ed Ippota per l omicidio fuggissi , e da quel tempo fu stabilito da'Dorj di placare l' indovino Acarnano.Il CarnoD omestico per deLacedemonj, non questo Carneo ; ma sibbene quello onorato nel la casa dellindovino Grio , mentre Sparta era anco ra tenuta dagli A c h i. E Prassilla cant , che Gar no era figlio di Europa , e che fu allevato da Apol lo , e da Latona . Ed havvi unaltra tradizione su di esso ; cio che i Greci recisero i cornioli nati nel bosco sacro ad Apollo sultIda Trojano per fabricar

7 L I B R O il cavallo di legno , e c onosciuto che il Nome era verso loro adirato lo placarono con sagriticj , e chia-, marono Apollo , Garno , facendo secondo la m anie ra antica una trasposizione della lettera R. 4 Non lungi da Garno la cos detta statua di Afeto ; e dicono che di qu ebbe principio il corso degli amanti di Penelope . Havvi poi un luogo , che ha portici di figura quadrangolare , ivi si comprava no netempi antichi gli oggetti usati : presso questo lara di Giove Ambulio , di Minerva Ambulia , e deGastori detti ancora essi Ambulj. 5 . Rimpetto la cos detta Colona ( Giogo ) , e ledicola di Bacco Golonata . Presso questo il re cinto sacro dellEroe , che dicono aver guidato Bac co nella strada , che mena a Sparta : a questo Eroe sagrificano prima del Nume stesso le Dionisiadi , e le Leucippidi . Le altre undici che chiamano pure Dionisiadi , combattono nell agone del corso , rito che venne di Delfo . Non lungi da Bacco il tempio di Giove Evanemo , e a destra di questo l Eroo di Pleurone. Anche i figli di Tindareo dal canto di-ma dre discendevano da Pleurone : conciossiach Aro neversi suoi dica esser Testio padre di Leda,figlino lo di Agenore di Pleurone. 6. Non molto lontano dall Eroo un colle sul quale il tempio di Giunone Argiva . Dicono , che lo eresse Euridice figlia di Lacedemone , e moglie di Acrisio di Abante . 11 tempio di Giunone Ipercheria fu edificato secondo loracolo ; avendo 1 Eurota mol to della terra loro inondato . Chiamano poi un anti co simulacro di legno di Venere Giunone , e le ma dri nel maritarsi le figlie , hanno il rito di sagrificare a questa D ea. 7. Nella via a destra del colle il ritratto di Et emocle ; s egli c he il padre riportarono vittorie olimpiche nella lotta ; ambedue insieme ottennero

T E R 7* undici corone , e il figlio fu al padre superiore di una. CAPO D E C IMO Q U A R T O

Teatro - Sepolcri di Pausania , e Leonida - Tea* melide - Anchioni - Tempio di Tetide - Cerere Ctonia - Luogo detto Dromos - Tempio di Escu-> lapio Agnita - Statue de' Dioscuri A feterj - Pia* tanista - E fe b o ,

. D a l foro andando verso occident e vedesi il cenotafio di Brasida figlio di Tellide. Non molto lun gi da questo il teatro di marmo bianco degno a ve dersi . Incontro al teatro havvi il monumento di Pau sania che fu capitano alla battaglia di Plata, e quel lo di Leonida : ed ogni anno recitano sopra queste tombe discorsi , e danno uu combattimento , nel quale non lecita che agli Spartani combattere. Le ceneri di Leonida vi giacciono avendole quaranta an ni dopo folte Pausania dalle Termopili ; e vi una colonna che contiene secondo quello de padri il no me de'prodi che sostennero il combattimento contro i Medi alle Termopili, 2. In Sparta un luogo che dicesi Teomelide . In questa parte della citt sono i sepolcri de'Re A* giadi , e ivi vicino la cos detta stazione de' Grotani . Sono i Grotani una parte de'Pitanati . Non lun gi dalla stazione il tempio di Esculapio chiamato degli Enapadi . Avanzandosi il monumento di Tenaro , dal quale dicono aver tratto nome il promonto rio che sporge nel mare . Ivi sono tempi degli Dei , quello di Nettuno Ippocurio , e quello di Diana Egi* nea . Tornando indietro alta stazione havvi il tem* pio di Diana Issoria 5 la quale Dea viene'sopranno-;

L I B R O mata pure Linna , ed non gi Diana , ma Brito marti de Cretesi, di cui parlai nella narrazione di Egina. 3. Vicinissima ai monumenti eretti agli Agiadi vedrai una colonna . Ivi sono scritte le vittorie che Anchioni Lacedemonio riport al corso , altrove , e in Olimpia , dove sette ne ottenne , quattro cio al lo stadio , e le altre al diaulo . Il corso poi collo scu do sul finire dell'agone non era stato ancora stabilito. Dicono che Anchioni ebbe parte nella flotta con Bat to Tero , e fond insieme con lui Cirene , e sog giog i Libj limitrofi. 4 Il tempio di Tetide dicono essere stato p er la causa seguente edificato . Faceano i Lacedemonj la guerra contro i Messenj che si erano ribellati , e il loro Re Anassandro invasa la Messenia prese in ischiavit le donne , fralle quali Cleo sacerdotessa di Tetide . La moglie di Anassandro Leandride gli chiese questa Cleo , e la trov che avea il simulacro di legno di Tetide , e insieme con lei erse un tempio alla Dea : Leandride fece tutto ci per un sogno ; e custodiscono in segreto la statua di Tetide. 5 . Dicono i Lacedemonj di venerare Cerere Ctonia avendola loro data Orfeo ; a mio parere per , fu per il tempio di Ermione , che questi ancora stabilirono di venerare Cerere Ctonia . Gli Spartani hanno un tempio assai moderno in onore di Serapide, e uno in onore di Giove soprannomto Olimpio. 6. Essi danno il nome di Dromo ad un luogo , dove atempi nostri ancora i giovani debbono corre re . Andando a questo dal sepolcro degli Agiadi hav vi a sinistra il monumento di Eumede , anche esso figliuolo dIppocoonte . Havvi pure la statua antica di Ercole , al quale sagrificano gli Sferesi ; sono questi coloro , che dalla classe degli efebi passano * quella degli nomin/ Nel D r omo sono stati edili-

T E R Z O 273 ancora Grinnasj , uno dono di Euricle Sparta no . Fuori del Dromo verso la statua di Ercole una casa a'd nostri di una persona privata , ma negli an tichi tempi di Menelao . Avanzandosi dal Dromo havvi il tempio de'Dioscuri, e delle Grazie , quello di Lucina , di Apollo Garno , e di Diana Egemach e. 7. Quello di Agnita poi a destra del Dromo ; Agnita un soprannome di Esculapio , perch la statua del Nume era di agno . E' questo del genere de'vinchj , ed simile al ramno. Non lungi da Escu l apio havvi un trofeo , che dicesi essere stato innal zato da Polluce sopra Linceo . La qual cosa ancora mi mostra verisimile la narrazione , che i figli di Afareo non siano stati sepolti in Sparta . Sul principio del Dromo sono i Dioscuri Afeterj , ed andando un poco pi oltre havvi l'Eroo di Alcone . Dicono che Alcone era figlio di Ippocoonte . A lato dell'Eroo di Alcone il tempio di Nettuno che appeltano Domatite . 8. Havvi poi il luogo detto Platanista dagli al beri ; imperciocch spessi , ed alti vi sono cresciu ti intorno i platani. Il luogo stesso poi dove gli efe bi devono combattere da un euripo circondato sic come un isola dal mare , e vi si entra per mezzo di ponti. Da ambo i lati deponti sono da una parte la statua di Ercole , e dall altra il ritratto di Licurgo ; conciossiach costui stabil le leggi per tutte le altre parti del governo , ed ancora per il combattimento deglt efebi. 9. Queste altre cose poi si debbono fare dagli efebi : prima del combattimento sacrificano nelt'Efebo ; lEfebo fuori della citt non molto lonta no da Terapne . Ivi ciascuna delle due fazioni degli e feb i, sagrifica un cagnuolo ad Enialio , giudican do esser una vittima di gradimento al pi forte de'
c ati

P ausania

18

274 L I B R O N um i, il pi forte degli animali domestici . Il s a crificar cagnuoli non s che sia nel rito di idcunaltra greca popolazione , se non de Colofonj ; conciossia ch i Colofonj ancora ne. sagrifichino uno negro a Trivia . D i notte debbono celebrarsi i sagrificj pres so i Colofoni , e di notte presso gli efebi in Lacede mone . Nel sacrifizio gli efebi fanno combattere due cinghiali da loro addomesticati , ed avviene per lo pi , che quelli il cui cinghiale rimane vincitore , restano ancora superiori nel Platanista. Questo adun que fanno nellEfebo. L'indomani poco prima del mezzod entrano pe'ponti nel citato luogo . E quella parte per cui entrar dee ciascuna delle due schiere nella notte antecedente dalla sorte indicata : e combattono attaccandosi colle m ani, e co piedi , e si mordono , e. si cavano lun l'altro gli occhi. E nell esposto modo uno coll'altro combatte : e tutti insie me si assalgono violentemente , e si spingono l un laltro nellacqua.

CAPO

DECIMOQUINTO

Eroo di Cinisca - Fonte Dorcea , Vico Sebria , e sepolcro del poeta Alcmane - Tempio di Elena , ed Ercole - Tempio di Minerva Assiopena - T e m pio deppostene lottatore , e statua di Marte co piedi legati - Pecile - Giunone Egofaga , e tem pio di Nettuno Genetlio - Tempio di Venere Mor* f o , e sua statua copi leg a ti .

* P r e s s o il Platanista lEroo di Cinisca figlia di Archidamo B,e degli Spartani : questa fu la prima frale donne a nudrir cavalli, e la prima in Olimpia a r iportar la vittoria col c occhio. a. Dietro il portico che presso il Platanista ,

T E R Z O * 75 l'Eroo di Alcimo , di Enareforo , e non molto de stante quello di Dorceo , e dopo questo quelto di Sebro . Dicono essere costoro figli di Ippocoonte . Da Dorceo , la fonte all'Eroo vicina appellano Dorca , addimandano poi Sebrio il vico da Sebro . A destra del Sebrio il monumento di Alcmane ; ai cantici , che questo poeta fece non fu di niun danno per la dolcezza la lingua de'Laconi , la quale meno atta al buon suono . 3 . I tempj di Elena , e di Ercole , sono, quello della prima vicino al sepolcro di Alcmane , quello del secondo poi assai presso alte mura , ed in esso la statua di Ercole armata . La statua dicono esser stata fatta sotto queste forme per la battaglia contro Ippocoonte , -e i suoi figli ; e l ' odio di Ercole contro la casa di Ippocoonte essere nato perch dopo la mor te d'Ifito sendo egli venuto in Sparta per la lustra zione ricusarono di purgarlo . Si aggiunse a princi piar la guerra questaltra cosa ancora . Eono giova netto di et , e cugino di Ercole ( imperciocch era figlio di Licmnio , fratelto di Alcmena ) pervenne in Sparta insieme con Ercole . Nel girare , ed osserva re la citt , come fu presso la casa d'Ippocoonte , ivi se gli avvent il cane di guardia . Eono scagli un sasso , e lo percosse : correndo uscirono fuori i figli d'Ippocoonte , e battendo Eono con bastoni lo spen sero. Questo fu che inaspr specialmente Ercole con tro Ippocoonte , ed i figli ; e subito come fu preso dallira , venne con loro a battaglia . Allora per fu ferito , e di nascosto part . Ma dopo andando colle truppe verso Sparta pun Ippocoonte , e i figli di lui della morte di Eono . Il monumento di Eono stato edificato presso il tempio di Ercole. 4 Andando dal Dromo verso oriente a destra un sentiero , ed il tempio di Minerva detta Assio pena . Imperciocch come Ercole ebbe preso giusta

276 L I B R O vendetta dIppocoonte e de'figli per le cose antece dentem ente avvenute , fu edificato il tempio di M i nerva col soprannome di Assiopena , ossia di giusta pena , perch gli antichi uomini pene chiamavano le punizioni . Havvi un altro tempio di Minerva , an* dando per uri altra strada dal Dromo . Dicono che labbia dedicato Tera figlio di Autesione , di Tisame no , di Tersandro , allorch mand una colonia nel la isola , che Tera da lui ora si chiama , ma che ne tempi antichi dicevasi, Calliste . 5 . Vicino l'edicola d'Ippostene che riport molte vittorie nella lotta . E venerano Ippostene per un oracolo come se rendessero onori a Nettuno. Rimpetto alla edicola d'Ippostene un Enialio in ceppi , statua antica . E la stessa opinione circa questa sta tua hanno i Lacedemonj , che gli Ateniesi circa la Vittoria detta senza ali; i Lacedemonj che Enialio sen do in ceppi se vorr fuggire non potr giammai partire da loro , e gli Ateniesi , che la Vittoria ri marr sempre ivi , non avendo le a li. Tale la ma niera , e tale l ' opinione per cui queste citt hanno eretto questi simulacri. 6. A Sparta havvi la stazione chiamata Pecile , e presso di essa FErqo di Cadmo figliuolo di Ageno r e ; quello de' discendenti di Eolico figlio di Tera ; e l Eroo di Egeo figlio di Eolico : e dicono avere eretto questi Eroi , Mesi , Lea , ed Europa , ed es ser essi figli di Iro di Egeo . Fecero ancora ad An filoco l Eroo , perch il loro antenato Tisameno , ebbe per madre Demonaesa sorella di Anfiloco. 7. I soli Lacedemonj han luso di dare il sopran nome di Egofaga a Giunone , e di sagrificare capre alla Dea . E affermano aver Ercole edificato il tem pio , e il primo avere sagrificato capre , perch com battendo contro Ippocoonte , ed i figli , niun impe dimento incontr per parte di Giunone : impercioo-

T E R Z O 77 ch credeva che la Dea gli sarebbe stata avversa , siccome lo era nelle altre sue imprese . Ed afferma no aver egli sacrificato capre per mancanza di altre vittime . Non lungi dal teatro il tempio di Nettuno Genetlio , l Eroo di Cleodeo figlio di Ilio , e quello di Ebalo . Il pi illustre detempj di Esculapio , che essi abbiano , presso il Booneta , e a sinistra leroo di Teleclo; di questo far anche appresso men zione nella descrizione della Messenia. 8. Avanzandosi non molto un colle non gran de , e sopra di questo il tempio antico , e il simula cro di legno di Venere armata . Di tutti i tempj , che io conosca questo solo ha un piano superiore , che il tempio di Morfo . Morfo un soprannome di Venere ; la statua assisa , e tiene una benda , e d'intorno ai piedi ha i ceppi : ed affermano averle Tindareo messi i ceppi, assomigliando ai legami la. fedelt delle mogli verso i mariti . Della seconda tra dizione p o i , che Tindareo cio co ceppi avesse pu nito la Dea , riputando, che le figlie aveano da V e nere avuto i disonori , io neppure voglio parlarne . Infatti sarebbe cosa pienamente stolta , che uno , il quale facesse una figura di cedro , e vi appones* se il nome di Venere sperasse cos vendicarsi della Dea.

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L X B

CAPO DECIMOSESTO
Tempio , e statue dIlara , e Febe - Uovo di L e da - Casa de'figliuoli di Tindareo - Lotta d i E r cole , ed Erice - Tempio di Licurgo - Sepolcri V ico Limno , tempio di Diana Ortia - Culto sanguinoso di Diana .

. I v i dappresso il tempio d'Ilara , e di Febe : lautore de versi ciprj dice esser queste figlie di A p ollo . Servono i loro culto vergini donzelle chia mate come le dee , esse ancora Leucippidi . Una delle statue fu adornata da ima Lencippide sacerdo tessa delle Dee , facendole in luogo dell antico un volto secondo l arte moderna. L adornare in simil guisa l'altra fu a lei da un sogno vietato . 2. Ivi dal soffitto del tempio pende un uovo in volto in fascie ; dicono che questo sia quello stesso che si narra aver Leda partorito . Le donne tessono ogni anno una tunica , allApollo che in Amicle , e il luogo dove la tessono si appella Chitone. 3 . Presso a questo una casa , nella quale di cesi aver dapprincipio abitato i figli di Tindareo ;n e tempi posteriori per fu posseduta da Formione Spartano . Presso costui vennero i Dioscuri assomi gliatisi ad ospiti , e dicendo venir da Cirene doman darono di esser albergati da lu i, e chiesero la stan za di cui sommamente si dilettavano mentre erano fra i mortali . Ma egli permise loro che avessero pure abitato in qualunque altra parte della casa aves sero voluto , ma disse che non avrebbe dato loro quella stanza , conciossiach vi faceva dimora una sua figlia vergine L indomani quella vergine , e t utto ci che era di suo servigio disparve , e nella

T E R Z O 79 stanza furono trovate le statue de D ioscuri, e una mensa, e sopra di essa il silfio . Cos adunque di cono esser queste cose avvenute. ' 4 Andando dal Chitone alle porte l eroo di Chilone riputato sapiente , e quello delt'Eroe Ateno un di coloro , che insieme con Dorieo figlio di Anassandride and in Sicilia ; e vi andarono credendo che la regione Ericina apparteneva ai discendenti di Ercole , e non abarbari , che la occupavano . Im perciocch la tradizione vuole , che Ercole lottasse contro Erice a questi patti , che se Erc ole vinceva fosse di Ercole il territorio di Erice , se poi fosse stato nella lotta superato , le vacche di Gerione( im perciocch altora Ercole le menava , e sendo q ueste passate a nuoto in Sicilia , egli vi era passato sopra lo schifo del Sole per trovarle ) sarebbero state da Erice possedute . Gli Dei come furono benigni ad Ercole questa volta , noi furono poi a Dorieo di Anassandride ; imperciocch Ercole uccise Erice , e Dorieo fu dagli Egesti insieme colla maggior parte del suo esercito spento. 5 . I .Lacedemonj hanno eretto a Licurgo anco ra il Legislatore siccome a un Dio un tempio . E dietro alla cella il sepolcro di Eucosmo figlio di L i curgo , e presso l'altare , quello di Latria , e di A nassandra . Erano costoro gemelle , e perci i figli di Aristodemo , siccome gemelli anche essi le prese ro in moglie. Latria , e Anassandra erano figlie di Tersandro di Agamidida Re de'Cleestoni , e di scendente in quarta generazione da Ctesippo di Er cole . Incontro alla celta il monumento di Teopom po figlio di Nicandro , e quello di Euribiade , che con le galee deLacedemoni combatt contro i Medi ad Artemisio , ed a Salamina . Vicino poi l ' Eroo chiamato di Astrabaco. 6. Nel vico soprannomato Limno il tempio

2,8 L I R di Diana Ortia . Il simulacro di legno dicono lo stesso , che un giorno Oreste , ed Ifigenia invo larono dalla Taurica ; e che regnando Oreste i La cedemonj affermano essere stato portato nel loro paese . E a me sembra che pi verosimile sia il loro racconto di quello degli Ateniesi . Imperciocch per qual motivo avrebbe Ifigenia lasciato la statua in Brau rone ? 0 come m ai, allorch gli Ateniesi si prepa ravano ad abbandonare il paese non posero sulle navi questo simulacro ancora 7 E per verit rimane fino ad oggi un tal nome alla Dea Taurica , che i Cap padoci , e coloro che abitano le sponde del mari Eussino contendono essere presso di loro la statua ; contendono questo anche i Lidj , che hanno il tem pio di Diana Anaitide . Gli Ateniesi poi l'avranno abbandonato perch fosse preda del Medo ; imper ciocch (piesto fu da Braurone portato a Susa , e fi nalmente lo posseggono a miei d i Sirj di laodica per concessione di Seleuco . Ma circa la Ortia di Sparta , questo m testimonio che sia il simulacro venuto da'barbari , che trovatolo Astrabaco , ed Alopeco figli di Irbo, di Anfistene, di Anficle, di Agide, subito uscirono di senno : che sagrificando a Diana i Lim nati, fragli Spartani, e i Ginosuresi, e que da Mesoa , e da Pitane , vennero essi in differenze , e da queste passarono alle uccisioni , e rimasine molti estinti sull' altare , una malattia consum que' che erano restati vivi r 7. Dopo questo riceverono loracolo di insangui nare l'altare con sangue umano ; e poich si sagrificava colui, sul quale cadeva la sorte, Licurgo trasmut questo uso nelle ferite, che colle sferze fanno ai gio vani , ed in tal guisa si sazia di sangue umano l'alta re . La sacerdotessa, che tiene il simulacro presiede loro : il simulacro daltronde leggiero per la sua picciola mole , se avviene , che coloro i quali sferzano

T E R Z O 281 o per la bellezza , o per la dignit del giovane con minor forza lo battano , allora diviene alla donna pesante , ed insopportabile . Ed ella accusa coloro , che sferzano , e dice di esser per loro cagione op pressa . In tal guisa dopo i sacrificj nella Taurica rest alta statua U piacere del sangue degli uomini . N solamente Ortia l'appellano , ma ancora Ligodesma perch fu in un cespuglio di vinchj t rovata , e il vinchio attortigliatosele intorno fece dirizzare in piedi la s tatua. CAPO DEGIMOSETTIMO

Tempio di Lucina - Cittadella di Sparta - Tempio di Minerva Poliuca , o Calcieca - Tempio di M i nerva Ergane - Giove Cosmeta - 'Tempio delle Muse , e di Venere A ra - Statua antica di Gio ve - Statua di Pausania .

1. i * o n lontano da Ortia il tempio di Lucina ; dicono essere stato questo da loro eretto , e Lucina riputata Dea per un oracolo ricevuto da Delfo. 2. La cittadella deLacedemonj non si erge ad una altezza che da ogni parte si vegga ; ma secondo la Cadma deTebani , e la Larissa degli Argivi ; ed essendo altri colli nella citt , appeltano la cittadella quelto che si alza pi di tutti. 3 . Ivi il tempio di Minerva , chiamata Poliu ca , e Gaicieca . La edificazione del tempio fu come dicono cominciata da Tindareo ; morto costui i suoi figliuoli volevano terminar ledificio , dovendo servir di fondo per questa operazione le spogUe degli dni . Ma sendo morti anche questi prima di ese guirlo , i Lacedemonj fecero molti anni dopo il tem pio , e la statua di Minerva similinente di bronzo : e

28* L I B R O fautore ne fu Gitiade persona del paese . Gitiade fe ce ancora versi dorici, e fra questi un inno ad ono re della Dea . Sono stati fatti di bronzo in bassori lievo molti de' travagli di Ercole , e molte delle im prese, alle quali accintosi di sua voglia, riusc. V i so no state espresse ancora parecchie delle imprese de figli di Tindareo , e fra queste il ratto delle Leucip p idi ; e Vulcano che scioglie la madre dai legami. E queste cose ancora siccome si dicono le ho gi dimo stre nella narrazione attica. V i si veggono pure le Ninfe che danno in dono a Perseo nell' accingersi ad andare nella Libia , e contro Medusa l elmo , e i calzari , dai quali dovea esser portato in aria . V i stato espresso anche ci che spetta alla nascita d Minerva ; un Anfitrite , e Nettuno ; questi Soggetti sendo pi grandi e belli meritavano a mio parere di esser veduti. 4. Nel luogo stesso havvi un altro tempio anco ra di Minerva Ergane . Ed andando verso il portico a mezzod ledicola di Giove soprannomato Cosme ta , e a quella dinanzi il monumento di Tindareo . Nel portico ad occidente vi sono due aquile , ed al t rettante vittorie sopra di esse ;. dono di Lisandro , hp ricorda le due aziorii, quella vicino ad Efeso al lorch vinse Antioco piloto di Alcibiade , e le galee ateniesi, e laltra pi quando in Egopotami distrusse la fiotta ateniese . 5 . A sinistra di Gaicieca eressero il tempio del le Muse , perch i Lacedemonj non uscivano a bat taglia a suono di trombe , ma sibbene a suono di ti bie , e a tocchi di lira , e di cetra . Dietro il tem pio di Calcieca ledicola di Venere Ara ; i simu lacri di legno sono antichi quanto alcun altro neGreci possa esserlo . 6. A destra di Calcieca si vede espressa in bron zo la statua di Giove , la pi antica di quante in

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quel metallo siansi fatte ; imperciocch non tutta di un pezzo , ma ciascuna delle parti separatamente fuse sono state poi tutte insieme adattate , e le uni scono chiodi perch non si sciolgano. E dicono aver lavorato questa statua Learco< Regino , il quale vogliono fosse scolaro di Dipeno, e di Scilti , e se condo altri di Dedalo stesso . Presso il cos detto Scenoma un ritratto di una femmina che i Lacede monj dicono essere Eurileonida , la quale riport la vittoria olimpica colla biga. 7. A lato delt' ara di Calcieco sono due ritratti di quel Pausania che comand l ' esercito nelta batta glia di Plata . Le cose intorno a lui come avvenis sero , non le narrer , imperciocch si conoscono ; ed duopo leggere ci che di gi stato diligente mente scritto a sufficienza . Ed udii da un Bizanti no che ci che macchinava Pausania fu scoperto , e Che fu l'unico , il quale supplicando Calcieca non ottenesse impunit non per altra ragione , che per non avere potuto espiare il delitto di omicidio . 8. Imperciocch quando dimorava all'Eltesponto colle navi degli a ltri, e deLacedemonj stessi s'in* vaghi di una vergine Bizantina ; e subito al comin ciar delta notte quea cui n era stato dato l incarco portarono Cleonice ( conciossiach questo fosse il nome della donzelta ) . Intanto mentre Pausania dor miva fu da uno strepito risvegliato ; imperciocch la'donzella andando presso di lui senza volerlo, avea lasciato cadere la lucerna ; e siccome Pausania era conscio a se stesso di tradir la Grecia, e perci era da una continua perturbazione , e timore agitato , Sorse allora , e colt'acinace fer la donzelta . Questo delitto non di scampo a Pausania /sebbene riceves se tutte le espiazioni , e fosse supplice di Giove Fis sio , e in Figalia degli Arcadi n' andasse presso i Psicagogi ; ma come era giusto , egli pag il fio a

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Gleonice , e al Nume . I Lacedemonj poi eseguendo il comando avuto da Delfo , fecero i ritratti di bron zo , ed onorano il genio Epidote , dicendo che que sto Epidote allontana lo sdegno di Giove Icesio in corso per Pausania. CAPO DECIMOTTAVO

Venere Ambologera , ed edicola di Venere Oftalmitide - Tempio di Ammone - Diana Cnagia - V ia di A m icle - Am icle - Descrizione del Trono A m ielo.

i. V icino alla statua di Pausania quella di V e nere Ambologera eretta a tenore dell oracolo , e quella ancora del Sonno , e della Morte ; e credono esser questi fratelli , secondo i versi della Iliade . Andando poi fino al cos detto Alpio si trova ledico la di Venere Oftalmitide ; dicono averla eretta L i curgo avendogli Alcandro cavato uno degli occhi , perch le leggi date da lui non piacevano ad Alcan dro . Fuggendo egli in questo luogo, e sendo dai La c edemonj difeso , perch non avesse perduto l altro occhio , perci eresse una edicola a Venere Oftal mitide . i. Partendo di l , ed avanzandosi havvi il tem pio di Ammone ; e sembra che i Lacedemonj in ori gine pi che gli altri Greci facessero uso delloraco lo di Libia . E si dice che assediando Lisandro Afiti nella penisola di Pailene apparsogli di notte Ammone li predisse , che sarebbe stata miglior coea per lu i, e per Lacedemone il finir la guerra contro gli Afiti ; e cos Lisandro sciolse 1 ! assedio , e fece creseere sempre pi la divozione ai Lacedemonj per questo

T E R Z O 285 D io . Gli Afiti poi onorano Ammone quanto gli Aramonj stessi nella Libia. 3. In questo modo ci che spetta a Diana Gnagia raccontano . Gnageo nazionale and insieme co* Dioscuri contro Afidna , ma fatto prigione nelta bat taglia , e venduto in Greta serv dove i Cretesi avea no il tempio di Diana ; col tempo gli riusc di fuggi re , e la vergine sacerdotessa ancora part portando seco la statua . Per questo dicono , che Diana si chiama Cnagia . A me sembra per , che questo Gnageo altrimenti in Greta pervenisse , e non sicco me dicono i Lacedemonj , perch non credo neppu re che presso Afidna avvenisse battaglia , sendo T e seo detenuto ne Tesprozj , e non essendo seco lui di accordo gli Ateniesi, ma propendendo piuttosto di affetto per Menesteo . N essendo neppure suc ceduto combattimento potr persuadersi alcuno es sere stati fatti de'prigioni da vincitori, tanto pi che assai insigne quella vittoria sarebbe stata cos che Afidna stessa fosse presa . E ci basti sopra questo proposito . 4 Scendendo da^parta ad Amicle lt fiume Tiasa ; credono , che Tiasa fosse figlia dellEurota : e presso il fiume havvi il tempio delle Grazie Faenna , e Cleta , secondo che Alcmane ancora poet . E credono che Lacedemone ergesse ivi un tempio alle Grazie , e loro desse i nomi . 5. Le cose che in Amicle meritano di esser ve dute sono : sopra una colonna un vincitore al penta tlo di nome Ento , il quale dopo di aver vinto in 0 limpia , e di essere stato gi coronato , dicono che m or ; vha adunque il ritratto di questo , e parec chi tripodi di bronzo , de quali i tre pi antichi si dicono essere della guerra contro i Messenj . Sotto il primo tripode la statua di Venere , e quella di Diana sotto il secondo : s i tripodi , che le scultu re s ono di Gitiade ; il terzo poi di Galtone da Egi-

286 L I B R O na ; sotto questo la statua della figlia di Cerere . Aristandro da Paro , e Policleto Argivo fecero , i l primo una donna che tiene la lira , Sparta cio , Policleto poi fece la Venere che detta presso Amielo . Questi tripodi superano gli altri in grandezza, e furono dedicati per la vittoria di Egopotami. 6. Dono di Baticle Magnesio , il quale fece il trono di Amiclo sono le Grazie espresse sul trono medesimo , e la statua di Diana Leucofrine . D i chi era scolaro Baticle , o sotto qual Re deLacedemonj fece il trono , lometto . Io vidi il trono , e descri ver ci che v'era sopra. 7. S davanti, che dietro sostenuto da due Grazie , e due Ore ; a sinistra sono Echidna , e Tifone , e a destra de'Tritoni. Il percorrere con di ligenza ad uno ad uno i bassorilievi , che vi sono so pra porgerebbe molta fatica ai lettori. Ma per mostrar li in poche parole ( perciocch la maggior parte , so no noti)v'ha Nettuno , e Giove che portano Taigeta figlia di Atlante , ed Alcione sua sorella. V ' espres s o anche Atlante , ed il duelto di Ercole contro Ci gno , e la battaglia de Centauri presso Folo . Non so poi per qual motivo Baticle fece il cos detto Mino tauro legato , e condotto vivo da Teseo . E v'ha sul trono espresso il coro de' Feaci , e Demodoco , che canta. V i espressa ancora l'azione di Perseo contro Medusa . Omettendo la pugna di Ercole contro il gi gante Turio , e quella di Tindareo contro Eurito, v'h a il ratto delle figlie di Leucippo . Bacco , ed Ercole , il primo che ancor fanciullo da Mercurio portato in Cielo , ed Ercole menato da Minerva per abita re d'allora in poi con gli Iddi . V i ancora Peleo che consegna Achilte per esser allevato da Chiro ne , il quale si dice averlo ancora ammaestrato . V i espresso Cefalo che per la bellezza da Emera ra pito ; gli Iddii che portano donativi alte nozze di A r -r

T E R Z O 287 monia , e il duello di Achille con Mennone . Ercole che punisce Diomede il Trace , e Nesso sulle rive del fiume Eveno ; Mercurio che mena le Dee pres so Alessandro per essere da lui giudicate ; ed Adra sto , e Tideo che fanno cessare dal combattere An fiarao , e Licurgo figlio di Pronatte ; Giunone che guarda Io figlia di Inaco gi divenuta vacca ; e Mi nerva che fugge da Vulcano che la inseguisce. Dopo q uesti fatti vi stato rappresentato l ordine delle azioni di Ercole quella dellidra , e come dall' Infer no men su il cane ; Anassa , e Mnasinoo l ' uno , e laltro assisi sopra destrieri ; un cavallo solo poi che porta Megapente figlio di Menelao , e Nicostrato , e Bellerofonte ancora , che uccide la fiera di Licia ; ed Ercole che porta via le vacche di Gerione. 8. Sulle estremit superiori del trono da ambo i lati sono i figli di Tindareo a cavallo ; e sotto i ca valli sono delle sfingi , e sopra delle belve , che cor rono ; un pardo verso Castore , e verso Polluce una leonessa . In cima poi sul trono stato espresso un coro dei Magnesj , che ajutarono Baticle nel lavo ro del trono. 9. Entrando sotto il seggio nell interno dalla parte dove sono i Tritoni la caccia del cinghiale Galidonio ; Ercole che uccide i figli di Attore ; Ca lai , e Zete , che cacciano le arpie da Fineo ; Piritoo , e Teseo , che rapiscono Elena ; Ercole che sof foca il lone ; ed Apollo , e Diana che saettano Tizio . V i. si vede espressa la battaglia di Ercole contro il Gentauro Oro ; e quella di Teseo contro il Minotauro . V i stata scolpita ancora la lotta di Ercole contro Acheloo ; ci che si narra di Giunone circa lessere stata legata da Vulcano ; i giuochi, che A casto diede ad onore del padre ; e ci , che di Me nelao. , e Proteo lEgizio si legge nell Odissa. Final m ente vedesi Admeto , che attacca al suo cocch io

aSS L I B R O un cinghiale T ed un lione ; ed i Trojani che porta no le libaz ioni funebri ad Eltore. CAPO DEGIMONONO

Descrizione della statua di A m iclo , e della base di essa - Am icle - Bacco detto Psila - V ia a T e rapne - Edicola di Esculapio Cotileo - Marte T e n ta - Terapne , e tempio di Menelao - Tradizio ne Rodia sulla morte di Elena - Tradizione de* Crotonesi sopra E le n a .

i . I l trono dove dovrebbe sedere il Dio , non per tutto nella stessa maniera unito ; ma porge pi seggi, essendosi fra ciascuno di essi lasciato un in tervallo ; il centro poi specialmente largo , ed ivi la statua. 2. Non s , che alcuno abbia misurata la sua grandezza ; ma pare che sia di trenta cubiti . Que sta non gi opera di Baticle , ma antica , e fatta senza arte ; imperciocch ad eccezione del viso , e delle estremit de'piedi, e delle mani , il rimanente simile a una colonna di bronzo . Tiene sul capo un elmo , e nelle mani una lancia , ed un arco. 3 . La base della statua ha la figura di un'ara , e dicono essere stato in essa sepolto Giacinto , e nelle feste Giacintie prima del sacrificio ad Apollo per una porta di bronzo fan funerali a Giacinto in questa ara ; la porta dell'ara a sinistra. 4 Sull'ara da un lato stata espressa in bassorilievo la figura di B iride , da un altro quella di Anfitrite , e Nettuno . Giove , e Mercurio favellano insieme , e a questi dappresso sono Bacco , e Se mele , e a lato di quest ultima , Ino . Sull ara espressa ancora Cerere , Proserpina , e Plutone ; e

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oltre questi, le Parche , e le Ore , e con loro Venere , Minerva , e Diana , che portano in cielo Gia cinto, e Poliba sorella, secondo ci che dicono , di lui , morta ancor vergine . Questa figura di Giacin to ha gi la barba , Nicia per figlio di Nicomede lo dipinse estremamente bello , altudendo all amore , che narrasi di Apollo per Giacinto . Estato espresso sultara anche Ercole menato in cielo da Minerva , e dagli altri Iddi . .Si veggono ancora sultara le figlie di Testio , le Muse , e le Ore . Circa poi il vento Zefiro , e come da Apollo senza volerlo fu morto Giacinto , e quello che dicesi sul fiore , tutto sar facilmente ito in altra maniera ; ma si credano que ste cose come si dicono. 5 . Amicle fu disfatta dai Dorj , e il castello che da quel tempo rimase porse degno a vedersi il tempio di Alessandra , e la statua . E dicono gli Amiclesi essere Alessandra la Cassandra di Priamo . Ivi la immagine di Glitennestra , e una statua, che credesi monumento di Agamennone . 6. Gli abitanti di questo luogo venerano spe cialmente fragli Dei , Amiclo , e Bacco , che assai rettamente a mio parere , chiamano Psila . Imper ciocch Psila chiamano i Dorj le ali ; e il vino innal za gli uomini, e rende leggiero l inteltetto siccome le ali gli uccelli . Questo ci che Amicle mi porse, degno di menzione. 7. Unaltra strada dalla citt di Sparta va a Terapne . Sulta via la statua di legno di M inerva A le a . Prima di passare l'Eurota , poco lontano dalla riva si- mostra U tempio di Giove Ricco . Passando il fiume l ' edicola di Esculapio Gotileo , fatta da Ercole ; egli diede ad Esculapio il nome di Gotileo sendosi risanata la sua ferita avuta nel cossendice nella prima pugna contro Ippocoonte, e i suoi figli. Di tutti gli edificj, che sono per (juesta via, il pi an~

290 L I B R O tico il tempio di Marte . Questo a sinistra della via , e dicono che i Dioscuri portassero la statua da Coleo . Gli danno il soprannome di Tereta da Tero ; imperciocch narrano che questa fu nudrice di Mar te . Ma subito queche ascoltano tal nome direbbero esser presso i Colchi Tereta , perch i Greci non conoscono alcuna Tero nudrice di Marte . A me sembra per che Marte non ebbe per la nudrice il soprannome di Tereta , ma perch fa d uopo ad u n uomo guerriero , che sendo alta pugna nulla affatto abbia di mite ; siccome anche Omero di Achille cant :
Che qual lione sol conobbe laspro.

8. Terapne ebbe nome il viltaggio dalta figl di Lelege . Ivi il tempio di Menelao , e dicono che ivi furono sepolti Menelao , ed Elena. 9. I Rodj per non accordandosi co Lacedemonj vogliono , che morto Menelao , ed andando Ore ste ancora errante , Elena allora perseguitata da N i costrato , e Megapente and a Rodi , sendo amica di Polisso moglie di Tlepolemo ; imperciocch an che Polisso era Argiva di nascita , e sendosi di gi congiunta a Tlepolemo ebbe parte ancor essa con lui nelt'esilio a Rodi , ed altora governava l'isola come tutrice del suo figlio orfano . Soggiungono , che co stei bramando vendicarsi di Elena per la morte di Tlepolemo , allora come l'ebbe in suo potere mentre quella lavavasi le mand delle serve vestite da Furie; le quali avendola presa l'appiccarono ad unarbore : e perci i Rodj hanno il tempio di Elena Dendritide. 10. Far menzione ancora della tradizione che presso i Crotoniali regna , co quali vanno d'accordo ancora glImeresi . Sulte foci. dell'Istro nell Eussino una isola sacra ad Achille . L isola ha il nome di Leuce , e'd il circuito di essa di venti stadj , tutta coperta di selve , e piena di animali selvaggi , e da

T E R Z O 291 m estici, ed in essa unedicola di Achille con sta tua . Il primo , che dicesi aver navigato a questa fa Leonimo Crotoniate . Imperciocch avendo i Grotoniati la guerra coi Locri dItalia , ed invocando que sti nelle battaglie per la loro consanguinit cogli 0punzj Ajace figlio d'Oileo , Leonimo sendo Capitano de'Grotoniati and contro i nemici verso quella par te dove udiva invocare il nome di Ajace . Fu per ferito nel petto , e ( imperciocch era dalla ferita oppresso ) and a Delfo . Giunto ivi la Pizia mand Leonimo nellisola Leuce , dicendo che ivi gli sareb be apparso Ajace , e lo avrebbe sanato della ferita . Quando poi r isanatosi torn da Leuce disse di aver veduto Achille , Ajace figlio di Oileo , e quello fi glio di Telamone , ed esser insieme con essi Patro clo , ed Antiloco ; che Elena era congiunta ad Achil le , e gli avea imposto che ito ad Imera annunziasse a Stesicoro , che era stato privato degli occhi per lo sdegno di Elena ; e perci Stesicoro fece la pali nodia. C A P O V E N T E S I M O

Cose memorabili a Terapne - Fonte Messeide , e Polideucia - Tempio di Nettuno Geauco - V illag gio di Alesie - Citt di F ari - Brisee - Sommit del Taigeto , Taleto , Evora , e Tera - Tempio d i Cerere Eleusinia - Citt di Elo , ed Eloti -L a pito , Derrio , ed Arpla - V ia di Arcadia , e Tempio di A ch ille - Sepolcro di un cavallo - Sta tua del Pudore .

1. Xn Terapne vidi la fonte Messeide . Altri La cedemoni han detto , che quella che anostri d chia masi Polideucia , e non quella di Terapne antica-

aga L I B R O mente appeltavasi Messeide. La fonte Polideucia, ed il tempio di Polluce sono a destra della via, che me na a Terapn o . Non lungi da Terapne il cos detto Efebo , ed in esso il tempio de' Dioscuri . Ivi gli Efebi sagrifioano a Marte. a. Non molto lungi da questo il tempio di Nettuno di soprannome Geauco , e di l avanzando si verso il Taigeta , il viltaggio si appelta Alesi e d i cendo , che Milete figlio di Lelege , il primo trov la mola , e in Alesie macin . Ed hanno ivi l Eroo di Lacedemone figlio di Taigete . 3. Di l passando il fiume Fellia presso Ami cle , e andando per la via retta al mare , ivi era Fa ri citt nella Laconia ; deviando dal Fellia a destra la via che mena al monte Taigeto . Nella pianura poi il sacro recinto di Giove Messapeo ; dicono, che questo soprannome lo ebbe da un uomo che era sacerdote del D io . 4 Di l allontanandosi dal Taigeto il luogo dove un d era la citt di Brisee ; e vi restano anco ra l'edicola di Bacco , e parecchie statue a cielo sco perto . Quelta per che nel tempio dalle donne so le pu rimirarsi ; imperciocch le donne sole vi sagrificano in segreto. 5. Sovrasta a Brisee la sommit del Taigeto detta Taleto . Chiamano cpiesta , sacra al Sole , ed ivi fralle altre cose sagrificano al Sole i cavalli : nello stesso modo io s che i Persiani ancora hanno il rito di sagrificare . Non lungi dal Taleto il cos detto Evora , che nutrisce belve , e specialmente capre selvaggie . Il Taigeto dappertutto porge la caccia di queste capre , e de'cignali , e molta ne da di cervi, ed orsi . Quello spazio che fra il Taleto , ed Evo ra appellano Tera . Non molto lungi, dalle cime del Taigeto il tempio di Cerere di soprannome Eieusi* nia. Ivi i Lacedemonj affermano essere stato nascosa

T E R Z O 293 Ercole curato da Esculapio della ferita . E vha il si mulacro di legno di Orfeo , opera , siccome dicono dePelasgi; e conosco gli altri ri ti che ivi si osservano. 6. Sul mare era la piccola citt di Elo , dt cui Omero ancora fece menzione nel catalogo de Lace demoni : Queche Am icle occupavano , e que'chElo Marittima citt . Edific questa citt Elio il pi giovane de figli di Perseo , e i Dorj con assedio la ridussero in loro potere . Questi furono i primi servi del comune deLacedemonj , e i primi furono a chiamarsi E lo ti, siccome lo erano . Queschiavi poi , che in appresso possedettero i Dorj , quantunque Messenj , furono anche essi detti Eloti , siccome tutta la nazione eb be il nome di Elleni da quella detta gi Eliade della Tessaglia . Da Elo poi in giorni stabiliti portano la statua di legno di Proserpina figlia di Cerere nell Eleusinio. 7. Quindici stadi distante dall Eleusinio Lapito cos nomato da Lapito persona del paese. Questo Lapito pertanto sul Taigeto , e non lontano Derrio , dove a cielo scoperto la statua di Diana Derriatide, e presso di essa la fonte che nominano Anono . Dopo Derrio avanz andosi venti stadi Arpica che si stende fino alla pianura. 8. Andando per la via che da Sparta va in Ar cadia vi a cielo scoperto la statua di Minerva di soprannome Para , e dopo di essa il tempio di Achille ; hanno il rito di non aprirlo ; ma tutti gli E feb i, che sono per combattere nel Platanista deb bono prima della battaglia sagrificare ad Achille . E dicono gli Spartani aver loro edificato il tempio Prace discendente in terza generazione da Pergamo fi glio di Neottolemo. 9. A vanzandosi havvi il monumento detto del

ag 4 L I R R Cavallo . Imperciocch sagrificando qui Tindareo un cavallo,sopra le parti recise di esso f giurare gli aman ti di Elena ; il giuramento era che si fosse difesa Elena , e colui , che era stato prescelto a sposarla da chiunque avesse osato far loro ingiuria : fattili giu rare ivi seppelt U cavallo . Le sette colonne che non sono molto lungi da questo monumento , credo es sere'secondo il costume antico , le cos dette statue desette pianeti . Nella via pure il sacro recint di Camo soprannomato Stemmazio 5 e il tempio di Diana Misia. io. La statua del Pudore , trenta stadj circa di stante dalla citt , dicono essere dono d Icario , ed essere stata fatta per questo motivo . Quando Icario diede in moglie ad Ulisse Penelope , cerc che Ulisse stesso abitasse in Lacedemone , ma non aven dolo ottenuto , si volse a supplicare la figlia , per ch fosse rimasa ; s endo per costei partita per Ita ca , egli seguendola col carro la pregava. Ulisse sopportollo per qualche tempo , finalmente per coman d a Penelope che sei voleva il seguisse , ovvero ch e il padre prendendola di nuovo tornasse a Lacedemo ne . Dicono che colei nnlta rispose : ma alta interro gazione , si copr col velo , ed Icario comprenden do che voleva andarsene con Ulisse , lasciolla , e dedic una statua al Pudore : imperciocch dicono , che Penelope s i era avanzata fin qui altorch co prissi .

295

CAPO

V E N T E S IMOPRIMO

Fiume Eurota - Pellana - Belemina - Crocee - Egie , e stagno di Nettuno - Gito , ed Eleuterolaconi, e loro citt - N ereo .

1. -Avanzandosi di l venti stadj, molto vicino al la via scorre l'Eurota. Ed havvi il monumento di La da che nella velocit de'piedi super tutti quelli del suo tempo ; e in Olimpia ancora fu coronato avendo vinto al corso lungo ; e a me sembra , che spossa to , fu subito dopo la vittoria portato via , e morto in questo luogo, il sepolcro suo di l dalla via prin cipale . L'altro poi di questo stesso nome , che ri port pure la corona in Olimpia sebbene non nel cor so lungo ; ma nello stadio , le memorie degli Eli sui vincitori di Olimpia dicono , che fosse Acho da Egi. 2. Avanzandosi verso Pellana , havvi il cos detto Caracoma , e dopo questo Pellana negli antichi tempi citt. Dicono che ivi abit Tindareo , allorch fuggiva da Sparta Ippocoonte, e i figli. Le cose degne di osservazione che ivi vidi sono il tempio di Escu lapio , e la fonte Pellanide . Dicono , che sendo ivi caduta una donzella venuta ad attingervi l acqua , e disparsa , il velo che sulla testa portava ricomparve nellltra fonte Lanca. 3 . Cento stadi distante da Pellana la cos det ta Belemina ; questa pi di tutto il resto del territo rio Laconico inaffiata ; e la traversa lacqua dello Eurota , ed in essa medesima sono sorgenti abbon danti . 4. Scendendo al mare a Gizio hanno i Lacede moni il villaggio detto Crocee , la cui cava di marmi

ag6 L I B R O non una rupe continuata ; ma i massi che si sca vano sono somiglianti di forma alle pietre de fiumi, e difficili d'altronde a lavorarsi ; ma se si lavorano possono ornare ancora i tempj degli Dei ; colte immersioni, e colle acque pervengono alta bellezza. Degli Dei vedonsi i v i , una statua di marmo di Gio ve Groceata avanti il villaggio e sulla cava di mar mo sono i Dioscuri di bronzo . 5 . Dopo Crocee voltando a destra della strada che retta mena a Gizio , giungerai alta piccola citt di Egie . D icono che Omero ne versi suoi diede il nome di Auga a questa piccola citt . Ivi il lago detto di Nettuno ; e sul lago l'edicola , e statua del Nume . E temono di prendere i pesci dicendo , che chi li pesca muore. 6. Gito giace trenta stadj distante da E gie, ed stato edificato sul mare per gli Eleuterolaconi, che lImperadore Augusto liber dalla schiavit , sendo sudditi de Lacedemonj' di Sparta . Il Peloponneso luori dellistmo di Corinto circondato da ogni par te dal mare : ma le coste del territorio Laconico dopo i l mare Fenicio danno le ostriche pi atte al colore di porpora . Dieciotto sono citt degli Eleuterolaco ni . La prima scendendo da Egie al mare Gito , dopo questa havvi Teutrona , Las , e Pirrico : ver so il Tenaro Cenepoli, Etilo , Leuttra , e T a lame, ed inoltre Alagonia, e Gerenia ; Di l da Gito pres so il mare , Asopo , Acrie , Bee , Zarace , Epidau ro Limera , Brasie , Gerontre , e Mario . Queste ono le citt degli Eleuterolaconi, le quali rimango no dalle ventiquattro che un d esistevano . Le altre poi, sulle quali cader il mio discorso, si sappia che sono tributarie di Sparta , n in alcuna guisa c ome le p r edette , colle proprie leggi governansi. 7. Dicono i Giteati che niun mortale fu fonda tore delta loro citt ; ma Ercole , ed Apollo venuti

T E R Z O 297 a combattimento pel tripode , come si furono paci ficati insiememente dopo la contesa edificarono Gi* to . E nel foro hanno essi le statue di Apollo , ed Ercole , e presso di queste Bacco . Altrove poi stan n o Apollo Gamia , il tempio di Ammone , la statua di bronzo di Esculapio , la cui edicola non ha tetto, la fonte del Dio , il tempio santo di Cerere , e la statua di Nettuno Geauco. 8. Quello poi che i Giteati nominano Vecchio , dicendo , che abita nel mare , trovai esser Nereo : e lorigine di questo nome lo porse loro Omero nella Iliade , quando parla Tetide :
D el mar nel vasto seno v'immergete Per vedere il marin vecchio , e del padre ' JLe ca s e .

Ivi sono ancora le porte chiamate Castoridi , e nella cittadella v ha ledicola , e la statua di Minerva. CAPO VENTESIMOSECONDO
Pietra sulla quale Oreste f u liberato dalla mana Cranae - Avanzi di Trinaso-C itt di E lo -A c r ie Gerontre - Asopo - B e e .

i. T r e stadj distante da Gito una pietra roz za . Dicono che Oreste sedutosi sopra di essa fu li berato dalla mana ; e perci questa pietra fu nomi nata Giove Cappota secondo la lingua deD orj. a. Innanzi a Gito giace Pisola Cranae ; ed 0 mero disse che ivi per la prima volta Alessandro do po aver rapita Elena si giacque con essa . Nell' isola il tempio di Venere Migonitide , e tutto questo luogo addimandasi Migonio . Dicono , che Alessan dro edific il tempio . Menelao poi preso Ilio -, otto

s^8 L I B R O anni dopo la distruzione di Troja ritornato salvo a casa eresse vicino alta Migonitide la statua di T e tide , e della Dea Prassidica . Sopra al Migonio il monte sacro a Bacco chiamato Larisio. E nel comin ciar della primavera celebrano la festa di Bacco , di cendo altre cose , circa i riti che vi si osservano , e fra queste , che ivi trovano un grappolo maturo. 3. A. sinistra di Gito avanzandosi circa trenta stadj sono sul continente le mura della cos chiamata Trinaso , fortezza una volta a mio parere , e non citt . E credo che abbia avuto nome dalle isolette che stanno innanzi a questo continente , in numero di tre . Avanzandosi da Trinaso ottanta stadj vi ri mangono le rovine di Elo . 4 Dopo queste avanzandosi per trenta stadj cir ca sul mare la citt di Acrie . Le cose ivi degne a vedersi sano l ' edicola della Madre degli Dii , e la statua di marmo . Gli abitanti di Acrie dicono , che questa la pi antica di tutte quelle che a questa Dea han cansagrato nel Peloponneso . Imperciocch i Magnesj che abitano la parte del Sipilo rivolta a set tentrione , hanno sulla rupe di Goddino la statua del la Madre degli Dei pi antica di tiitte , i Magnesj dicono averla fatta Brotea figliuolo di Tantalo . Gli Acriati ebbero ancora una volta un vincitore olimpi co , Nicocle , che riport in Olimpia cinque vittorie a due corse . Fu edificato anche un monumento a Nicocle, fra il ginnasio, e le mura presso del por to , 5. Andando dal mare in s cento venti stadj di stante da Acrie Gerontre . Questa abitata prima che gli Eraclidi andassero nel Peloponneso , fu dai Dorj che occupavano Lacedemone disfatta . Rimos si adunque gli antichi Gerontresi vi mandarone una colonia de'loro . A'miei giorni poi erano anche que sti una parte degli Eleuterolaconi . Nella via da A-

T E R Z O 299 ri e a Gerontre il villaggio detto Pala . In G rontre stessa poi il tempio , e bosco sacro di Mar te . Celebrano ogni anno una festa in onore del Dio, nella quale proibito alle donne entrare nel bosco . Intorno al foro hanno essi delle fonti di acqua pota bile . Nella cittadella una edicola di Apollo ; la te sta della statua di avorio r il resto fu distrutto dal fuoco insieme colla prima edicola. 6. Mario un altra piccola citt degli Eleuterolaconi, distante cento stadj da Gerontre. Ivi un tempio antico comune a tutti gli Iddi , e intorno ad esso un bosco sacro i che racchiude fonti ; anche nel tempio di Diana sono fon ti. E Mario quanto pu essere qualunque altro luogo abbondante di acque . Nelle parti mediterranee sopra la citt un villaggio di nome Glippia . E a Selinunte altro vii* laggio , v' da Gerontre Una strada di venti stadj . E questi sono i luoghi superiori da Acrie verso l ' in terno 7* Per ci che spetta a quelli verso il mare ^ la citt di Asopo distante sessanta stadj da Acrie In essa il tempio degl Imperadori Romani ^ e circa dodici stadj pi in alto il tempio di Esculapio ; chiamano il Nume Fllolao . Le ossa venerate nel ginnasio bench di grandezza siano superiori a quel le di un uomo , tuttavia sono umane , e nella citta della il tempio di Minerva soprannomata Gipanssia. A piedi della cittadella sono le Vestigia della cit t detta degli Achi Paraciparissj . In questo terri torio havvi il tempio di Esculapio ancora circa cin quanta stadj lontano da Asopo . Il luogo dove que sto tempio di Esculapio , chiamasi Iperteeato. 8. Il promontorio , che i mare sovrast a di stante duecento stadj da Asopo , e lo chiamano 0 nognato . Ivi un tempio di Minerva senza statua , e s enza tetto ; si dice che fu edificato da Agamenno-

3oo L I B R O n e. Havvi pure il monumento di Ginado ; anche egli fu piloto delta nave di Menelao . 9. Dopo il promontorio s interna il golfo detto Beaziaco, e alta estremit di esso la citt di Bee . F a questa edificata da Beo uno degli Eraclidi , e dicesi avere in essa raccolto glt abitanti da tre citt, Etide , Afrodisiade, e Side.Di queste antiche citt, due diconsi essere state edificate da Ena mentre fuggiva in Italta , essendo stato dai venti in questo golfo por tato , dicendo essere Etiade una figlia di Ena . La terza citt poi dicono essere stata appeltata da Sida fi glia di Danao. Rimossi adunque da queste citt cer cavano dove il destino li portava a fermarsi, ed avea no un oracolo , che Diana avrebbe mostrato loro do v e avrebbero abitato . Sendo adunque usciti appar ve loro una lepre verso terra , ed essi la presero per guida delta via : appiattatasi pertanto in un mirto , ivi essi fabricarono una citt dove era il mirto , e d ancra venerano il mirto, e Salvatrice chiamano Dia na. Nel foro deBeati un tempio di Apolto , e da un altro canto quello di Esculapio, di Serapide , e d'Isi<le. Le rovine dell' antica Bee non sono pi di sette stadj distanti, ed andandovi si trova a sinistra una statua di pietra di Mercurio , e fralte rovine il tem pio di Esculapio , e d'Iga non affatto scomparso ,

CAPO VENTESIM OTERZO


Isola di Citer - Scanda - Tempio di Venere Ura nia - Apollo Epidelio - Deio - Menofane condottiere di Mitridate , e sua morte - Epidauro L i mer - Ino - Etna - Promontorio Minoa .

. Al.im petto a Bee giace Citer . Dal promon torio del continente , detto Onognato al capo Platanistunte , ( imperciocch da questa parte l'isola meno distante dal continente ) v' ha una navigazione di quaranta stadj . In Citer dal canto del mare Scanda , arsenale . Salendo da Scanda alla citt di Citer v'ha una distanza di dieci stadj . Il tempio di Urania il pi santo , e di tutti i tempj , che di Yenere hanno i Greci il pi antico . La Dea una statua di legno armata . Da Bee navigando verso le parti di l dal capo di Malea v'ha il lago nomato Nimbo , e la statua in piedi di Nettuno , e assai vicino al mare una spelonca : in essa una sorgente di acqua dolce ; e molti uomini vi abitano intorno . 2. Costeggiando il promontorio di Malea, ed al lontanandosi cento stadj dal mare ne'confini de' Beati havvi un luogo sacro ad Apollo, che nomasi Epidelio; imperciocch il simulacro di legno di Apolto che ora ivi, stava prima eretto in Deio. Conciossiach sendo Deio altora l'emporio de'Greci, e sembrando che a ca gione del Dio i negozianti dovessero essere immuni Menofane Capitano di Mitridate , o egli stesso non curandolo , o da Mitridate comandato (poich ad un uomo che guarda il guadagno l ' ultimo de' pensieri Iddio ) questo Menofane adunque sendo Deio senza fortificazioni, e glt uomini senza armi , navigando col uccise i forastieri che vi si trovavano , e i Del)

3oa L I B R O stessi : e derubate molte ricchezze de mercatanti, e t utti i doni fatti al Dio , e ponendo in schiavit le donne , e i fanciulli distrusse fino al suolo la citt stessa di Deio . E durante la devas tazione , e il sac cheggio , uno de'barbari per contumelia gitt questo simulacro nel mare . Ricevendolo il flutto , lo por t in questo luogo de Beati ; e perci appellano il luogo Epidelio. 3. Ma lo sdegno del Dio non fu evitato n da Menofane , n da Mitridate stesso ; Menofane lo prov subito ; imperciocch come se ne tornava do po aver distrutto Deloi, t mercatanti che erano scam p ati dall eccidio , avendogli colle navi teso insidie luccisero . Mitridate dopo queste cose fu dal Dio forzato ad uccidersi da se dopo di essergli stato preso il regno , ed essere stato egli dappertutto cacciato daRomani. V ha poi chi dice aver egli ottenuto in grazia la morte violenta da uno de mercenarj . Tali cose costoro che erano stati empj incontrarono. 4 Confinante coBeati Epidauro Limera cir ca duecento stadj distante da Epidelio . Dicono non esser Lacedemonj in origine ; ma Epidaurj dell Ar golide , i quali navigando verso Cos presso Escula pio spediti dal comune approdarono in questo luogo della Laconia , e per sogni ricevuti fermativisi l a bitarono . Dicono ancora che portando dalla casa lo ro da Epidauro un dragone , fugg loro dalla nave ; e fuggito s tuff non lontano nel mare , laonde essi crederono s pesogni veduti , che pel segno del dra gone di restar qui ad abitare . Dove il dragone di sparve sono altari di Esculapio , e intorno ad essi sono nati degli olivi. 5. Avanzandosi a destra circa due stadj l a cqua chiamata dino : piccola lestensione che occu pa lo stagno , ma piuttosto profonda . In questa acqua il giorno della festa d Ino gittano focaccie di

T E R Z O 3 o3 farina . A buon augurio di chi le gitta l ' acqua rice vendole le ritiene ; che se le ributta si giudica un cattivo segno. Lo stesso mostrano i crateri nellEtna. Imperciocch gittano in essi lavori di oro , di argen to , ed ogni sorta di vittime , le quali cose se il fuo co ricevendole le ingoja , si rallegrano come di un buon segno , se poi ributta le cose gittatevi credono che quei che le gitta avr disgrazie. 6. Nella via , che da Bee mena ad Epidauro Limera , havvi nel territorio di questa ultima , il tempio di Diana Limnatide. La citt sendo non mol to distante dal mare stata fabricata in un luogo al to , e le cose in essa degne a vedersi , sono il tem pio di Venere , quello di Esculapio , colla statua rit ta in piedi di pietra , e l edicola di Minerva nella cittadella ; e innanzi al porto quella di Giove di so prannome Salvatore. 7. Verso la,stessa citt si erge nel mare il pr-, montorio detto Minoa. E il golfo non ha nulla di dif ferente con tutti gli altri seni , che forma il mare nella Laconia , il lido per in questo luogo abbonda di pietruzze di forma assai bella e di vario colore. CAPO VENTESIM OQUARTO
& arace - Avanzi di Cifanti - Brasie - Tradizione de' Brasiati sopra Bacco - Tempio , e.festa di A chille - Citt di Las, e suoi avanzi - Ipso - Fiu me Smeno - Araino - L a s , fondatore della citt , , ed A ch ille amante di Siena ,

i . G ento stadj distante da Epidauro Zarace luogo daltronde di ottimo porto , ma che pi degli altri degli Eleuterolaconi stato esausto ; percioc-

3o4

L I B R O

ch Cleonimo ancora figlio di Cleomene di Agesipoli questa sola di tutte le piccole cilt Laconiche dis trusse : ma le cose spettanti a Cleonimo furono da me altrove narrate . In Zarace non v' ha altro che una edicola di Apollo colla statua che tiene la cetra , presso la estremit del porto. a. Avanzandosi da Zarace lungo il mare circa sei stadj , e di l voltando verso le parti mediterra nee , e salendo dieci stadj si veggono le ruine del cos detto Cifanti , e fra esse lo Steto , tempio di Esculapio , colta statua di marmo . Havvi ancora uno sgorgo d'acqua assai fredda che con impeto esce dal sasso . Dicono , che Atalanta mentre cacciava in queste parti , come era angustiata dalta sete per cosse la rupe colta lancia , e cos scatur l'acqua. 3 . Brasie l ultima citt degli Eleuterolaconi da questa parte presso U mare , ed distante da Ci fanti duecento stadj di navigazione . Gli abitanti nar rano qui delle cose che non si accordano con verun altro de' Greci ; che Semele cio ebbe un figlio da Giove , e sorpresa da Cadmo fu messa in un arca es sa , ed il figlio Bacco : la qual arca dicono che dal le onde fu portata nel loro paese : e che Semele ( im perciocch non fu trovata viva ) fu da loro con pom pa sepolta , e Bacco educato . Per la qual cosa essi mutarono in Brasie il nome della citt fino allora no minata O reata , per essere stata spinta l'arca nel lo ro paese . Similmente a'nostri giorni ancora molti dicono ecbebrasthein parlando delte cose , che dalle onde sono spinte in terra . Soggiungono i Brasiati ancor questo : che Ino errando venne nel loro paese, e pervenutavi volle esser nudrice di Bacco . E mo strano lantro dove Ino nudr Bacco , e chiamano il campo ancora l'orto di Bacco . 4. Ivi sono de'tempi > uno di Esculapio , e l'altro di Achille 7 e celebrano ogni anno in onore di

T E R Z 0 3 o5 Achille una festa . Havvi in Brasie un piccolo pro montorio che dolcemente sporge nel mare , e sopra di esso sono delle statue di bronzo non maggiori di un piede , che tengono sulla testa il pileo , non s se i Dioscuri , o i Goribanti li credano ; sono pertanto tre , la quarta la statua di Minerva. 5 . A destra di Gizio Las distante dieci stadj dal mare , e quaranta da Gizio . Ora edificata in mezzo ai monti chiamati Ilio , Asia , e Cnacadio , prima giaceva sulla sommit del monte Asia : riman gono anche oggi gli avanzi della citt antica , e da vanti le mura la statua di Ercole, ed un Trofeo eret to da'Macedoni, i quali facevano parte dell esercito di Filippo , quando invase la Laconia , e staccatisi dagli altri devastavano il paese . Fralle rovine havvi ledicola di Minerva soprannomata Asia ; che si vuo le edificata da Gastore , e Polluce ritornati sani da Coleo ; imperciocch dicono che in Coleo ancora era il tempio di Minerva Asia . Che i figli di Tinda reo facessero parte della spedizione con Giasone il s, ma che quedi Coleo onorino Minerva Asia lo scrivo avendolo udito daLacedemonj . Vicino alla odierna citt un fonte pel colore dell acqua detto Cnacoa ( biancastra ) , e presso il fonte un ginnas io . Hav vi pure un antica statua di Mercurio . Circa i monti, sullilio ledicola di Bacco , e sulla cima quella di Esculapio . Presso il Cnacadio l Apollo chiamato Carno. 6. Allontanandosi dal Carno circa trenta stadj havvi il villaggio Ipso ne confini degli Spartani , ed un tempio di Esculapio , e Diana di soprannome Dafna . Al mare poi sopra il promontorio l ' edicola di Diana Dittinna , e ogni anno celebrano in suo onore una festa . A sinistra di questo promontorio sbocca nel mare il fiume Smeno, che d un acqua'da bere dolce quanto qualunque altro fiume ; ha que-

sto

3o6 L I B R O le sorgenti nel monte Taigeto , e dalla citt noii pi di cinque stadi distante. 7. Nel villaggio detto Araino il sepolcro d L as, e sul monumento havvi una statua . Dicono g li abitanti del paese che costui fond la citt , e da ile fu morto ; e vogliono che Achille approdas se nel loro paese per domandare a Tindareo in mo glie Elena . Ma se si vuole narrare il vero , Patroclo fu l ' uccisore di Las : imperciocch qusti ancora aspirava ad aver Elena . E quantunque Achilte non sia nel Catalogo delte donne nomato fra gli amanti di Elena , pure non voglio che questo sia una prova 7 che egli non la domandasse ; ma Omero nel princi pio del poema scrisse che Achille era ito a Troia per far cosa grata ai figli di Atro , e non gi tenuto dai giuramenti di Tindareo . E nel descrivere i giuochi fa dire ad Antiloco essere Ulisse una generazione pi vecchio di lui ; ed Ulisse narrando ad Alcinoo altre cose deltInferno dice , che volte veder Teseo, e Piritoo uomini anteriori alla et sua . Noi sappia mo , che Teseo rap Elena ; onde neppur l ombra v che Achilte sia stato suo amante.

CAPO VENTESIMOQUINTO
Fiume Scira - Pirrico - Sileno - Diana Astrata Teutrone - Diana Issoria - Promontorio Tenaro Porto Achillo , e Psamato - Arione , e il del fino - Cenepoli - Messa - Etilo'.

1. .Avanzandosi dal monumento di Las , sbocca nel mare un fiume il cui nome Scira , perch sen do stato fino allora senza nome , Pirro di Achille vi approd colle navi , allorch da Sciro navig per portarsi a sposare Ermione . Tragittando il fiume

3 o7

pi. in l dell'ara di Giove un tempio, antico . % . Quaranta stadj distante dal fiume nelle parti mediterranee Pirrico , il qual nome dicono avere avuto la citt da Pirro di Achille ; altri poi sosten gono esser Pirrico uno degli Iddii chiamati Cureti ; vi sono anche di quelli , che dicono aver ivi abitato Sileno venuto di Malea . Esser Sileno stato allevato in Malea io dimostrano ancora questi versi tratti da un cantico di Pindaro :
E il danzator magnanimo Cui il generato in Malea Sileno E di N a id e marito un di nudrio.

Che Pirrico ancora costui si chiamasse , non l'ha detto Pindaro : ma lo dicono coloro che abitano intorno a Malea. Havvi in Pirrico nel foro un pozzo : e credono averlo loro dato Sileno ; e sarebbero scar si di acqua se questo .pozzo mancasse Nel territo rio hanno tempi in onor degli D ii , uno a Diana so* prannomata Astrata perch qui le Amazoni cessa rono dal portar la spedizione pi innanzi, ed A p o lr lo Amazonio ; ambedue sono statue di legno , e di cono essere state dedicate dalle donne venute dal Termodonte. 3. Scendendo da Pirrico al mare Teutrone , e dimostrano gli abitanti esserne stato fondatore Teutrante Ateniese . Onorano sopra gli altri Iddii Diana Issoria , ed hanno il fonte.Naja. 4 Cento cinquanta stadj distante da Teutrone si erge nel mare il capo Tenaro , e vi sono i porti Achillo , e Psamato . Sul promontorio una edico la a somiglianza di spelonca , e dinan zi a questa la statua di Nettuno . Alcuni de'Greci tnsero , che Er cole da questa men su dallinferno il cane , bench non vi sia strada , che per la spelonca meni sotto terra , n sia facile il credere , che vi sia una sotter ranea abitazione degli Iddii , nella quale si radunino

3 o8 L I B R O le anime . Ma Ecato Milesio trov una tradizione verisimile , dicendo che nel Tenaro era un orribile serpente , e si chiamava cane dell'inferno , perch chi n'era morso subito dal veleno era senza rimedio spento ; il qual serpente egli dice che fu da Ercole ad Euristo condotto . Omero per ( imperciocch-il primo egli fu a chiamar cane dell'inferno quello che Ercole condusse ) non gl'impose alcun nome , n formonne la figura , siccome fece della Chimera . Quei , che seguirono lo chiamarono Gerbero , e as somigliandolo nel resto ad un cane , dicono che ab bia tre teste ; non avendo Omero dato a questo il no me di cane familiare alluomo pi che se avesse chia mato cane delt'inferno un dragone. 5 . Nel Tenaro sono altri doni , ed Arione Ci taredo di bronzo sopra il delfino . Le cose adunque , che ad Arione stesso spettano , e quello che sul del fino si narrano trovansi in Erodoto dette secondo la f ama , nelta storia de'Lidj . E io in Poroselene vidi il delfino che diede ad un fanciulto quasi il prezzo delta sua salute nelt'esser stato ferito da pescatori ; imperciocch vidi questo delfino che al fanciulto , il quale lo chiamava obbediva , e lo portava dove vole va esser condotto . Sul Tenaro ancora un fonte , che ora nulta porge di maraviglia ; ma dicono , che p rima a coloro che nellacqua guardavano esso face va vedere porti , e navi . Questacqua cess di mo strare appresso simili meraviglie per una donna che col lavarvi una veste lordolta. 6. Dal Tenaro quaranta stadi di navigazione di stante Cenepoli ; la quale ne tempi antichi chiamavasi pure Tenaro . In essa la casa di Cerere , e ledicola di Venere sul mare colta statua ritta in pie di di marmo . Allontanandosi di qu trenta stadj Tiridi , punta del Tenaro , e gli avanzi delta citt di Ippola , ed ivi il tempio di Minerva Ippolaitide.

T E R Z O 309 7. Poco pi oltre la citt , e porto di Messa Da questo porto ad Etilo vi sono centocinquanta sta dj . L eroe da cui la citt ebbe il nome era di origi ne Argivo sendo nato di Anfianatte figlio di Antimaco . Degno a vedersi' in Etilo il tempio di Serapi de , e nel foro il simulacro di legno di Apollo Gar no . CAPO VENTESIMOSESTO
Tempio , ed oracolo d'ino - Pefno - Leuttra - Sta tua di Giove Itomata - Cardamila , e tempio delle N ereid i - Enope poi Gerenia - Macaone , e Podalerio - Monte Calazio , e A la g on ia .

1. D a Etilo a Talame la lunghezza della via di circa ottanta stadj . Nella via trovasi il tempio , e loracolo dino . Ricevono loracolo dormendo , e tut to ci che pregano di ascoltare lo mostra loro la Dea in sogno. Nella parte scoperta del tempio sono le statue in bronzo di Pafia , e del Sole . La statua poi che nella cella non pot vedersi bene per le coro ne ; ma dicono essere questa ancora di bronzo. Scor? re anche da una sacra sorgente un acqua di gust o soave , e di soprannome della Luna . Pafia non un Nume nazionale peTalamati. a. Da Talame venti stadj distante snl mare la cos detta Pefno . E innanzi ad essa giace una isolet ta non maggiore di uno scoglio grande , anche essa Pefno di nome . Dicono i Talamati essere ivi venu ti alla luce i Dioscuri ; la qual cosa so aver in un cantico Alcmane ancora asserito : soggiungono poi che non furono in Pefno allevati , ma che Mercurio li port a Pellane . In questa isoletta sono le statue de Dioscuri in bronz p della grandezza di un piede

3 1 L I B R O allo scoperto . Il mare allorch durante la tempesta inonda lo scoglio non li vuol smuovere , e le formi che stesse sono di un colore pi bianco di quello delle formiche comuni . Questo paese dicono i Mes senj essere stato ne'tempi antichi loro ; cos che cre dono che i Dioscuri appartengano pi a loro di quel lo che ai Lacedemonj. 3. Venti stadi lontano daPefno Leuttra. Leut tro da cui la citt ebbe nome noi conosco ; seppure non venisse da Leucippo di Periere , siccome dico no i M essenj ; e per queste mi sembra che gli abi tanti di Leuttra onorino Esculapio pi che gli altri Iddi , credendolo nato di Arsinoe figlia di Leucip po . Di marmo sono la statua di Esculapio , e quella in altra parte di Ino. E' stato edificato ancora un tem pio con la statua a Cassandra, figlia di Priamo , chia mata da que' del paese Alessandra : e vi sono delle statue di legno di Apollo Carno , nel modo come usano i Lacedemonj di Sparta rappresentarlo . Nella cittadella un tempio , e la statua di Minerva . E un tempio ancora dell'Amore con bosco v'ha in Leut tra, e durante la tempesta scorre pel bosco lacqua; ma le foglie che nella primavera cadono dagli alberi non sarebbero dallacqua neppure se allagasse portate al trove. 4 E quello che sotto i miei occhi avvenne in quelta parte del territorio Leuttrico che al. mare v icina voglio pur scriverlo . Avendo il vento portato il fuoco in una selva, molti degli alberi furono consu mati ; quando il luogo apparve spogliato , fu ivi tro vata eretta una statua di Giove Itomata . Questo di cono i Messenj , per loro un testimonio, che Leut tra ne' tempi antichi era della Messenia : potrebbe per da'Lacedemonj ancora che dapprincipio la po polarono avere Giove Itomata ottenuto onori. 5 . Gardamila poi , di cui Omero ancora fece

T E R Z O 3n menzione nelle promesse dedoni di Agamennone , soggetta ai .Lacedemoni di Sparta avendola lImperadore Augusto dalla Messenia staccata . E Cardamila otto stadj discosta dal mare , e sessanta da Leuttra. Ivi non lungi dalla spiaggia havvi un recinto sacro al le figlie di Nereo . Imperciocch dicono che in que sto luogo vennero esse fuori dal mare per veder Pir ro tglio di Achille , allorch andava alle nozze di Ermione in Sparta . Nella piccola citt poi il tem pio di Minerva , ed Apollo Garno secondo il costu me nazionale dorico. 6. Chiamano anostri giorni Gerenia la citt che da Omero ne versi suoi detta Enope i cui abitanti sendo Messenj fan parte della confederazione degli Eleuterolaconi . In questa citt altri dicono esser stato allevato Nestore, altri essersi rifuggiato in que sto luogo quando Pilo fu da Ercole preso . 7. In Gerenia il monumento , ed un tempio santo di Macaone figlio di Esculapio ; e da Macaone gli uomini han ritrovato i rimedj delle malattie E chiamano il luogo sacro Rosa , e la statua di Macao ne di bronzo st ritta in piedi . Sulla sua testa tiene una corona , che i Messenj chiaman o in lingua del paese Gifo . L autore della piccola Iliade dice , che Macaone fu morto da Euripilo figlio di Telefo. Laon de io s queste cose ancora farsi nel tempio di Escu lapio che in Pergamo . Principiano gli inni da T e lefo , e non aggiungono alcuna cosa sopra di Euripi lo , e neppure vogliono in alcun conto nomarlo nel tempio , sapendo esser stato uccisore di Macaone E dicesi aver Nestore ricuperato le ceneri di Macao ne . Podalerio poi come dopo la distruzione di Troja tornava indietro , dicono si smarrisse nella naviga zione , e salvatosi in Siro del continente di Caria, ivi abitasse. 8. A l territorio di Gerenia appartiene il monte

Si 2 LIBRO TERZO Calazio ; ed in esso il tempio di Alea , e pres s o il tempio una spelonca , angusta all'ingresso ; ma c h e dentro porge cose meritevoli di essere vedute ., D a Gerenia andando sopra nella parte mediterranea 7 trenta stadj distante Alagonia ; questa piccola c i t t stata gi annoverata anche ssa fragli Eleutero laconi . Meritano ivi di esser veduti i tempj di B a c c o , e di Diana.

FINE D E L PRIMO VOLUM E