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Commento ad alcuni testi dell’Antico Testamento
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E-book215 pagine2 ore

Commento ad alcuni testi dell’Antico Testamento

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Info su questo ebook

Una raccolta di catechesi fatte dall’autore in alcune parrocchie di Roma, delle esegesi approfondite affrontate con lo sguardo analitico dello studioso. È questo il libro di Osvaldo Murdocca, che commenta per noi alcuni testi scelti dell’Antico Testamento con lo scopo di contribuire alla diffusione della Sacra Parola di Dio e della cultura religiosa cattolica.

Osvaldo Murdocca ha frequentato a Roma diverse Università Pontificie: Antonianum, Lateranense e Gregoriana. Nella Pontificia Università Gregoriana ha conseguito il dottorato in Sacra Teologia con specializzazione in Spiritualità. In precedenza, aveva conseguito la laurea in matematica presso l’Università Statale “La Sapienza” di Roma. Tra le sue passate attività lavorative, svolte a Roma, ci sono l’insegnamento della matematica e l’insegnamento dell’informatica nel proprio Studio per la formazione di programmatori. Il primo libro scritto dall’autore, Un modello di santità: Giovanni XXIII, è stato acquistato dalla Pontificia Università Gregoriana per la propria Biblioteca. Attualmente opera ad Assisi, dopo aver svolto per diversi anni attività di formazione religiosa in alcune parrocchie di Roma.
LinguaItaliano
Data di uscita31 lug 2022
ISBN9788830667457
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    Anteprima del libro

    Commento ad alcuni testi dell’Antico Testamento - Osvaldo Murdocca

    Nuove Voci

    Prefazione di Barbara Alberti

    Il prof. Robin Ian Dunbar, antropologo inglese, si è scomodato a fare una ricerca su quanti amici possa davvero contare un essere umano. Il numero è risultato molto molto limitato. Ma il professore ha dimenticato i libri, limitati solo dalla durata della vita umana.

    È lui l’unico amante, il libro. L’unico confidente che non tradisce, né abbandona. Mi disse un amico, lettore instancabile: Avrò tutte le vite che riuscirò a leggere. Sarò tutti i personaggi che vorrò essere.

    Il libro offre due beni contrastanti, che in esso si fondono: ci trovi te stesso e insieme una tregua dall’identità. Meglio di tutti l’ha detto Emily Dickinson nei suoi versi più famosi

    Non esiste un vascello come un libro

    per portarci in terre lontane

    né corsieri come una pagina

    di poesia che s’impenna.

    Questa traversata la può fare anche un povero,

    tanto è frugale il carro dell’anima

    (Trad. Ginevra Bompiani).

    A volte, in preda a sentimenti non condivisi ti chiedi se sei pazzo, trovi futili e colpevoli le tue visioni che non assurgono alla dignità di fatto, e non osi confessarle a nessuno, tanto ti sembrano assurde.

    Ma un giorno puoi ritrovarle in un romanzo. Qualcun altro si è confessato per te, magari in un tempo lontano. Solo, a tu per tu con la pagina, hai il diritto di essere totale. Il libro è il più soave grimaldello per entrare nella realtà. È la traduzione di un sogno.

    Ai miei tempi, da adolescenti eravamo costretti a leggere di nascosto, per la maggior parte i libri di casa erano severamente vietati ai ragazzi. Shakespeare per primo, perfino Fogazzaro era sospetto, Ovidio poi da punizione corporale. Erano permessi solo Collodi, Lo Struwwelpeter, il London canino e le vite dei santi.

     Una vigilia di Natale mio cugino fu beccato in soffitta, rintanato a leggere in segreto il più proibito fra i proibiti, L’amante di Lady Chatterley. Con ignominia fu escluso dai regali e dal cenone. Lo incontrai in corridoio per nulla mortificato, anzi tutto spavaldo, e un po’ più grosso del solito. Aprì la giacca, dentro aveva nascosto i 4 volumi di Guerra e pace, e mi disse: Che me ne frega, a me del cenone. Io, quest’anno, faccio il Natale dai Rostov.

    Sono amici pazienti, i libri, ci aspettano in piedi, di schiena negli scaffali tutta la vita, sono capaci di aspettare all’infinito che tu li prenda in mano. Ognuno di noi ama i suoi scrittori come parenti, ma anche alcuni traduttori, o autori di prefazioni che ci iniziano al mistero di un’altra lingua, di o per un altro mondo.

    Certe voci ci definiscono quanto quelle con cui parliamo ogni giorno, se non di più. E non ci bastano mai. Quando se ne aggiungono altre è un dono inatteso da non lasciarsi sfuggire.

    Questo è l’animo col quale Albatros ci offre la sua collana Nuove voci, una selezione di nuovi autori italiani, punto di riferimento per il lettore navigante, un braccio legato all’albero maestro per via delle sirene, l’altro sopra gli occhi a godersi la vastità dell’orizzonte. L’editore, che è l’artefice del viaggio, vi propone la collana di scrittori emergenti più premiata dell’editoria italiana. E se non credete ai premi potete credere ai lettori, grazie ai quali la collana è fra le più vendute. Nel mare delle parole scritte per esser lette, ci incontreremo di nuovo con altri ricordi, altre rotte. Altre voci, altre stanze.

    Non mi sono seduto per divertirmi nelle compagnie di gente scherzosa, ma spinto dalla tua mano sedevo solitario, poiché mi avevi riempito di sdegno

    (Ger 15, 17)

    INTRODUZIONE ALLA BIBBIA

    Premessa

    In questa premessa desideriamo rispondere subito alle seguenti domande: chi ha scritto la Bibbia? Quando è stata scritta? Perché è stata scritta?

    Nel 722 a.C., gli Assiri invasero Israele. Di conseguenza gli Israeliti vennero deportati in Assiria (un territorio comprendente gli attuali Siria e Iraq). La parte intellettuale di quel popolo deportato, cioè gli scribi (i teologi di allora), cominciò a riflettere e a chiedersi:

    - perché questo esilio?

    - perché Israele è colpito così duramente?

    - è colpa dell’infedeltà di questo popolo verso il proprio

    Dio?

    - qual è l’origine del male?

    Inoltre c’era il rischio di perdere l’identità del popolo esiliato a contatto con popoli stranieri. Perdere l’identità significava abbandonare i propri usi e costumi e la propria religione, cioè la Legge di Mosè con i segni distintivi del sabato e della circoncisione. Per evitare questo rischio, quella parte intellettuale iniziò a raccogliere gli antichi testi, con le antiche leggi, rielaborandoli in modo da custodire la tradizione e fissare così l’identità dell’Ebreo, disperso in territori stranieri e in società dai costumi diversi. Già nell’VIII secolo a.C. esisteva una prima stesura per iscritto di un corpus di leggi, che gli studiosi identificano con il nucleo dell’attuale Deuteronomio.

    Nel 587 a.C., Israele viene occupata dai Babilonesi: è il secondo esilio. Ma solo una piccola parte della popolazione viene deportata a Babilonia. Tuttavia bisogna attribuire alla classe sacerdotale, che in quel momento rappresentava la minoranza intellettuale del popolo esiliato, l’ideazione e la stesura per iscritto della maggior parte delle risposte che furono date di fronte alla crisi dell’esilio. Dopo questo esilio babilonese, si completò la prima parte della Bibbia ebraica: la Toràh (siamo nel VI secolo a.C.). Nei successivi secoli seguirono gli altri libri della Bibbia, che venne completata solo nel II secolo a.C., come ora vedremo.

    In conclusione possiamo dire che la Bibbia è nata in uno stato di sofferenza del popolo ebraico (l’esilio) e per amore verso il Dio d’Israele (il desiderio di non voler perdere l’identità dell’Ebreo), che è anche il nostro Dio.

    Bibbia, storia di un nome

    Il termine Bibbia deriva dall’espressione greca tà Biblía, i libri. Furono gli antichi autori cristiani che iniziarono a chiamare Biblìa la raccolta delle Sacre Scritture: il più antico documento al riguardo è una lettera scritta intorno al 150 d.C. da Clemente Alessandrino, uno dei primi Padri della Chiesa. Il nome divenne così il titolo della raccolta dei testi sacri dell’Antico e del Nuovo Testamento.

    La Bibbia ebraica e la Bibbia cristiana

    La Bibbia cristiana va distinta dalla Bibbia ebraica.

    La Bibbia ebraica comprende 39 libri, scritti tutti prima di Cristo. Tradizionalmente è suddivisa in tre grandi sezioni.

    - La Toràh o Legge, comprendente i primi cinque libri: GENESI – ESODO – LEVITICO – NUMERI – DEUTERONOMIO.

    - I Profeti Anteriori, corrispondenti ai seguenti libri: GIOSUÈ – GIUDICI – 1,2 SAMUELE – 1,2 RE; Posteriori, corrispondenti ai seguenti libri: ISAIA – GEREMIA – EZECHIELE; e i dodici profeti minori: OSEA – GIOELE – AMOS – ABDIA – GIONA – MICHEA – NAHUM – ABACUC – SOFONIA – AGGEO – ZACCARIA – MALACHIA.

    - Gli Scritti, corrispondenti ai seguenti libri: SALMI – PROVERBI – GIOBBE – CANTICO DEI CANTICI – RUT – LAMENTAZIONI – QOELET – ESTER – DANIELE – ESDRA – NEEMIA – 1-2 CRONACHE.

    La Bibbia cristiana riprende la Bibbia ebraica, estendendo la storia della salvezza nei testi del Nuovo Testamento. Anche in questo caso vanno però distinte le Bibbie cattoliche da quelle protestanti.

    Mentre le Bibbie cattoliche riportano 46 testi per l’Antico Testamento, seguendo la disposizione attestata nell’antica versione greca nota come Settanta (realizzata tra i secoli III e I a.C.), le Bibbie protestanti raccolgono i soli 39 libri della Bibbia ebraica. Invece, per quanto riguarda il Nuovo Testamento, entrambe riportano 27 scritti.

    Nelle Bibbie cattoliche troviamo, quindi, 73 libri così disposti:

    Antico Testamento (46 libri)

    - Il Pentateuco (espressione di derivazione greca che significa cinque rotoli) corrispondente alla Toràh della Bibbia ebraica, comprende quindi i seguenti libri: GENESI – ESODO – LEVITICO – NUMERI – DEUTERONOMIO.

    - I Libri storici, corrispondenti ai Profeti anteriori della Bibbia ebraica, comprendono quindi i seguenti libri: GIOSUE’ – GIUDICI – 1,2 SAMUELE – 1,2 RE; con l’aggiunta dei libri seguenti: RUT, 1-2 CRONACHE, ESDRA, NEEMIA, TOBIA, GIUDITTA, ESTER, 1-2 MACCABEI.

    - I Libri sapienziali, comprendono i seguenti libri: GIOBBE, SALMI, PROVERBI, QOELET, CANTICO DEI CANTICI, SAPIENZA, SIRACIDE.

    - I Libri profetici, corrispondenti ai Profeti posteriori della Bibbia ebraica, comprendono i seguenti libri: ISAIA – GEREMIA – EZECHIELE e i dodici profeti minori: OSEA – GIOELE – AMOS – ABDIA – GIONA – MICHEA – NAHUM – ABACUC – SOFONIA – AGGEO – ZACCARIA – MALACHIA; con l’aggiunta dei seguenti libri: BARUC, LAMENTAZIONI e DANIELE.

    Nota – I testi di TOBIA, GIUDITTA, 1-2 MACCABEI, SAPIENZA, SIRACIDE e BARUC non fanno parte della Bibbia ebraica ma solo della Bibbia cattolica.

    Nuovo Testamento (27 libri)

    - I Vangeli e gli Atti degli Apostoli;

    - le 13 Lettere attribuite a Paolo e la Lettera agli Ebrei tradizionalmente unita al cosiddetto corpus paulinum;

    - le 7 Lettere cattoliche, così chiamate perché indirizzate in origine a tutti i credenti;

    - l’Apocalisse attribuita a Giovanni l’Apostolo (ma non è certa l’attribuzione).

    INTRODUZIONE AL PENTATEUCO

    Come si è detto, la BIBBIA cattolica è costituita di:

    - Antico Testamento (46 libri);

    - Nuovo Testamento (27 libri).

    Ripetiamo: l’Antico Testamento comprende i seguenti libri:

    - Il Pentateuco;

    - I Libri storici;

    - I Libri sapienziali;

    - I Libri profetici.

    Il Pentateuco è l’opera di un popolo illuminato da Dio e guidato dalla figura di Mosè che ha tracciato la via della libertà ad Israele schiavo. La Bibbia è protesa alla ricerca della rivelazione divina nella storia umana. I cinque libri del Pentateuco, che gli ebrei chiamavano e chiamano con le prime parole del loro testo (In principio, Questi sono i nomi, Chiamò, Nel deserto, Le parole), e che la versione greca della Bibbia dei Settanta (III-I sec. a.C.) ha chiamato Genesi, Esodo, Levitico, Numeri e Deuteronomio, sono la testimonianza della Parola-evento di Dio.

    La Genesi, dopo il grande affresco universale della creazione, degli splendori e delle miserie dell’umanità, traccia in tre grandi cicli (Abramo-Isacco, Giacobbe e Giuseppe) gli inizi stessi della rivelazione divina ad Israele.

    Genesi

    Autore – Per antica tradizione (ebraica e cristiana), alla figura di Mosè viene attribuita la redazione dell’intero Pentateuco, di cui la Genesi costituisce il primo libro. In realtà, il libro è il punto di confluenza di racconti, poemi, miti e leggende, tradizioni e pratiche religiose di più generazioni, raccolti da uno o più redattori finali in una visione e in un disegno letterario d’insieme.

    Data e luogo di composizione – Le tre fonti antiche, che rappresentano la struttura portante della Genesi, sono la fonte jahvista [così chiamata perché per designare Dio, viene abitualmente usato il nome Jhwh (si pronuncia iavè), databile al sec. XI o X a.C.], la fonte elohista [così chiamata perché per designare Dio, viene usato il nome Elohim – databile al sec. IX o VIII a.C.], e la fonte sacerdotale [così chiamata perché proveniente da un ambiente di sacerdoti, durante o dopo l’esilio], che unifica l’intero libro ed è databile al sec. VI o V a.C.

    Come tutto il Pentateuco, anche la Genesi dovette raggiungere la sua forma attuale verso i secoli V-IV a.C.

    Caratteristiche principali – La Genesi è il primo dei cinque libri che gli Ebrei chiamarono Toràh (Legge) e i cristiani Pentateuco. Quest’ultima parola deriva dal greco e significa cinque rotoli o libri. Anche Genesi è una parola derivata dal greco genesis che vuol dire inizio, origine. Questo libro fu intitolato così nelle antiche traduzioni greche e latine perché parla delle origini del mondo, dell’umanità, del popolo di Dio. Gli Ebrei, invece, intitolano il primo libro della Bibbia, non con il nome Genesi ma con i due termini che rappresentano l’inizio del libro: In principio (come già detto in precedenza). Il libro è costituito di cinquanta capitoli e si può dividere in due parti.

    La prima parte, dal capitolo 1 al capitolo 11, presenta la creazione del mondo e dell’uomo e l’origine del peccato e della sofferenza; poi racconta di Caino e Abele, di Noè e del diluvio e della torre di Babele. Uno dei protagonisti di questa prima parte è Adamo: in ebraico il vocabolo ha sempre l’articolo e sarebbe da tradurre col termine umanità o con il termine Uomo per eccellenza.

    La seconda parte, dal capitolo 12 al capitolo 50, racconta le vicende dei patriarchi, cioè degli antenati del popolo ebraico: Abramo, Isacco, Giacobbe (che fu chiamato Israele) e

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