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Gli archivi statali Una raccolta delle norme, dal 1861 ad oggi
Gli archivi statali Una raccolta delle norme, dal 1861 ad oggi
Gli archivi statali Una raccolta delle norme, dal 1861 ad oggi
E-book1.280 pagine16 ore

Gli archivi statali Una raccolta delle norme, dal 1861 ad oggi

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Questo volume raccoglie, in ordine cronologico, le normative nazionali emesse dall'avvento dell'Unità d'Italia fino ai nostri giorni che regolano l'attività degli Archivi statali, importanti centri per la raccolta della memoria documentale delle istituzioni e non solo.
Vengono trattate sia le normative riguardanti la organizzazione degli Archivi che quelle riguardanti il Ministero degli Affari Culturali; per la fase più recente viene riportata anche la normativa riguardante la documentazione amministrativa e la sua digitalizzazione, oltre alle linee guida sul trattamento e l’accesso ai documenti amministrativi.
LinguaItaliano
Data di uscita5 ago 2022
ISBN9791221382617
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    Gli archivi statali Una raccolta delle norme, dal 1861 ad oggi - Mirko Riazzoli

    Contents

    Mirko Riazzoli

    Una raccolta delle norme, dal 1861 ad oggi

    Introduzione

    Regio Decreto n. 1861 26 marzo 1874 relativo al riordinamento degli Archivi di Stato.

    Regio Decreto 5 ottobre 1864, n. 1962. Per l'abolizione dell'Uffizio di Soprintendente Generale degli Archivi, e di quello di Segretario Direttore del Grande Archivio in Palermo.

    Regio Decreto 11 dicembre 1870, n. 6133. Che ordina la soppressione della Direzione generale degli Archivi del Regno.

    Regio Decreto 24 febbraio 1871, n. 84. Col quale sono devolute al Ministero di Grazia e Giustizia ed alle Autorità giudiziarie le attribuzioni della Presidenza degli Archivi di Roma.

    Regio Decreto 4 febbraio 1872, n. 681. Col quale gli Archivi giudiziario e notarile di Roma sono aggregati all'Archivio di Stato ivi.

    Regio Decreto 11 aprile 1872, n. 784. Col quale l'Archivio della soppressa Corte dei Conti di Torino viene aggregato alla Direzione degli Archivi di Stato in Torino.

    Regio Decreto 17 novembre 1872, n. 1121. Col quale l'Archivio della Guerra in Torino viene aggregato all'Archivio di Stato in Torino.

    Regio Decreto 5 marzo 1874, n. 1852 col quale tutti gli Archivi di Stato sono posti nella dipendenza del Ministero dell'Interno

    Regio Decreto 26 marzo 1874, n. 1861. Relativo al riordinamento degli Archivi di Stato

    Regio Decreto n. 1949 31 maggio 1874. Che fissa le Sovrintendenze per gli Archivi di Stato e designa le Provincie comprese nella circoscrizione rispettiva.

    Regio Decreto 27 maggio 1875, n. 2552 per l'ordinamento generale degli Archivi di Stato

    Regio Decreto 24 giugno 1880, n. 5521. Che stabilisce nuove norme per l'esercizio delle funzioni del consiglio per gli archivi.

    Regio Decreto 7 agosto 1881, n. 388. Che modifica il precedente decreto del 27 maggio 1875, relativo all'ordinamento degli archivi dello Stato.

    Regio Decreto 13 settembre 1881, n. 409. Che rettifica quello del 7 agosto 1881 relativo all'ordinamento degli archivi di Stato.

    Regio Decreto 8 gennaio 1885, n. 2879. Sui gradi di ruolo da attribuirsi ai sovrintendenti e ai direttori nell'Amministrazione degli Archivi.

    Regio Decreto 1 aprile 1886, n. 3815. Per il quale potranno essere aggiunti consiglieri onorari al Consiglio per gli Archivi.

    Regio Decreto 31 dicembre 1891, n. 745. Che sopprime le sovraintendenze degli archivi, commettendo le loro attribuzioni alle Direzioni di ciascun archivio di Stato.

    Regio Decreto 28 giugno 1892, n. 494. Che modifica il ruolo organico del personale degli archivi di Stato.

    Regio Decreto 23 luglio 1893, n. 447. Circa la composizione del Consiglio per gli Archivi.

    Regio Decreto 21 settembre 1896, n. 478. Che approva l'ordinamento degli impiegati dell'Amministrazione degli Archivi di Stato.

    Regio Decreto 20 maggio 1897, n. 174. Che modifica l'articolo 34 dell'Ordinamento degli impiegati dell'Amministrazione degli Archivi di Stato.

    Regio Decreto 4 giugno 1899, n. 277. Modificante gli articoli 17 e 18 dell'Ordinamento per il personale degli Archivi di Stato.

    Regio Decreto 25 gennaio 1900, n. 35 Approvazione del regolamento per gli Uffici di registratura e di archivio delle Amministrazioni centrali

    Regio Decreto del 12 dicembre 1901, n. 527. Che apporta variazioni all'articolo 17 dell'Ordinamento del personale degli Archivi di Stato.

    Regio Decreto 9 settembre 1902, n. 445. Approvazione del Regolamento generale per gli Archivi di Stato.

    Regio Decreto 6 maggio 1906, n. 219. Sostituzione del programma per l'esame di promozione al grado di assistente nell'amministrazione degli archivi di Stato.

    Regio Decreto 7 settembre 1910, n. 682. Che sostituisce alcuni articoli del regolamento per gli archivi di Stato.

    Regio Decreto 2 ottobre 1911, n. 1163 che approva il regolamento per gli archivi di Stato

    Decreto Luogotenenziale 26 ottobre 1916, n. 1687. Col quale viene modificato il regolamento per gli archivi di Stato approvato col R. decreto 2 ottobre 1911, n. 1163.

    Decreto Luogotenenziale 26 ottobre 1916, n. 1688. Col quale viene approvato l'annesso regolamento sul servizio di ispezione degli archivi di Stato.

    Regio Decreto-Legge 7 marzo 1920, n. 277. Relativo all'ordinamento ed allo stato economico del personale dell'amministrazione degli archivi di Stato. Convertito dalla legge 17 aprile 1925, n. 473 (GURI 5 maggio 1925, n.104).

    Regio Decreto-Legge 5 agosto 1920, n. 1138. Che modifica l'art. 3 del R. decreto-legge 7 marzo 1920, n. 277, concernente l'organico del personale degli Archivi di Stato. Convertito dalla legge 17 aprile 1925, n. 473 (GURI 5 maggio 1925, n. 104).

    Regio Decreto 13 agosto 1926, n. 1630. Istituzione degli archivi di Stato in Trieste ed a Trento.

    Regio Decreto 6 dicembre 1928, n. 2982. Estensione della pubblicità degli atti conservati negli Archivi di Stato.

    Regio Decreto 3 ottobre 1929, n. 1841. Istituzione di una Commissione di disciplina per il personale degli archivi di Stato.

    Regio Decreto 11 maggio 1931, n. 560. Nuovi ruoli organici del personale degli Archivi di Stato.

    Regio Decreto 22 settembre 1932, n. 1391. Inquadramento del personale degli Archivi di Stato delle Provincie napoletane e siciliane.

    Regio Decreto 31 agosto 1933, n. 1313. Modifiche agli articoli 69, 70, 72 e 74 del regolamento per gli Archivi di Stato, approvato con R. decreto 2 ottobre 1911, n. 1163.

    Regio Decreto-Legge 20 giugno 1935, n. 1137. Modificazioni alle norme per la composizione e per le attribuzioni del Consiglio per gli Archivi del Regno. Convertito dalla legge 19 marzo 1936, n. 624 (GURI 27 aprile 1936, n. 97).

    Legge 22 dicembre 1939, n. 2006. Nuovo ordinamento degli Archivi del Regno.

    Regio Decreto 2 gennaio 1942, n. 361. Norme per il personale degli Archivi di Stato.

    Regio Decreto 20 maggio 1943, n. 417. Modificazione dell'art. 4 del R. decreto 2 gennaio 1942 XX n. 361, contenente norme per il personale degli Archivi di Stato.

    Decreto Legislativo Luogotenenziale 21 settembre 1944, n. 236. Scioglimento del Consiglio superiore per gli Archivi del Regno e della Giunta per gli Archivi del Regno.

    Decreto Legislativo Luogotenenziale 15 marzo 1946, n. 272. Disposizioni per la ricostituzione degli atti e documenti degli archivi dei municipi distrutti a seguito di eventi bellici o di tumulti popolari o di incendi, inondazioni, terremoti ed altre pubbliche calamità.

    Decreto del Capo Provvisorio dello Stato 22 novembre 1946, n. 466. Modificazione agli articoli 4 e 7 del regio decreto 2 gennaio 1942, n. 361, che detta norme per il personale degli Archivi di Stato.

    Decreto Legislativo del Capo Provvisorio dello Stato 21 gennaio 1947, n. 99. Ricostituzione del Consiglio superiore degli Archivi di Stato.

    Decreto Legislativo del Capo Provvisorio dello Stato 11 novembre 1946, n. 529. Modificazioni ed aggiunte alla legge 22 dicembre 1939, n. 2006, sul nuovo ordinamento degli Archivi di Stato.

    Legge 13 aprile 1953, n. 340. Modificazioni alla legge 22 dicembre 1939, n. 2006, sugli Archivi di Stato.

    Legge 30 aprile 1959, n. 287. Modificazione dell'ultimo comma dell'art. 4 della legge 13 aprile 1953, n. 340, sugli Archivi di Stato.

    Legge 17 dicembre 1962, n. 1863. Delega al Governo per l'emanazione delle norme relative all'ordinamento ed al personale degli Archivi di Stato.

    Decreto del Presidente della Repubblica 30 settembre 1963, n. 1409. Norme relative all'ordinamento e al personale degli Archivi di Stato.

    Legge 4 gennaio 1968, n. 15 Norme sulla documentazione amministrativa e sulla legalizzazione e autenticazione di firme

    Legge 3 febbraio 1971, n. 147. Archivi storici parlamentari.

    Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 11 settembre 1974. Norme per la fotoriproduzione sostitutiva dei documenti di archivio e di altri atti delle pubbliche amministrazioni

    Decreto-legge 14 dicembre 1974, n. 657 Istituzione del Ministero per i beni culturali e per l'ambiente

    Legge 29 gennaio 1975, n. 5. Conversione in legge, con modificazioni, del Decreto-legge 14 dicembre 1974, n. 657, concernente la istituzione del Ministero per i beni culturali e ambientali

    Decreto del Presidente della Repubblica 30 dicembre 1975, n. 854. Attribuzioni del Ministero dell'interno in materia di documenti archivistici non ammessi alla libera consultabilità

    Legge 7 agosto 1990, n. 241. Nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi.

    Decreto del Presidente della Repubblica 27 Giugno 1992, n. 352. Regolamento per la disciplina delle modalità di esercizio e dei casi di esclusione del diritto di accesso ai documenti amministrativi, in attuazione dell'art. 24, comma 2, della legge 7 agosto 1990, n. 241, recante nuove norme in materia di procedimento amministrativo e di diritto di accesso ai documenti amministrativi.

    Legge 14 gennaio 1993, n. 4. Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 14 novembre 1992, n. 433, recante misure urgenti per il funzionamento dei musei statali. Disposizioni in materia di biblioteche statali e di archivi di Stato.

    Decreto legislativo 12 febbraio 1993, n. 39. Norme in materia di sistemi informativi automatizzati delle amministrazioni pubbliche, a norma dell'art. 2, comma 1, lettera mm), della legge 23 ottobre 1992, n. 421.

    Decreto del Presidente della Repubblica 18 aprile 1994, n. 344. Regolamento recante disciplina del procedimento di costituzione e rinnovo delle commissioni di sorveglianza sugli archivi.

    Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 6 dicembre 1996, n. 694. Regolamento recante norme per la riproduzione sostitutiva dei documenti di archivio e di altri atti dei privati.

    Legge 15 maggio 1997, n. 127. Misure urgenti per lo snellimento dell'attività amministrativa e dei procedimenti di decisione e di controllo

    Decreto del Presidente della Repubblica 10 novembre 1997, n. 513. Regolamento recante criteri e modalità per la formazione, l'archiviazione e la trasmissione di documenti con strumenti informatici e telematici, a norma dell'articolo 15, comma 2, della legge 15 marzo 1997, n. 59.

    Legge 13 novembre 1997, n. 395. Modifiche alla legge 3 febbraio 1971, n. 147, concernente gli Archivi storici parlamentari.

    Autorità per l'informatica nella pubblica amministrazione. Deliberazione 24/98 del 30 luglio 1998. Regole tecniche per l'uso di supporti ottici

    Decreto Legislativo 20 ottobre 1998, n. 368. Istituzione del Ministero per i beni e le attività culturali, a norma dell'articolo 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59.

    Decreto del Presidente della Repubblica 20 ottobre 1998, n. 428. Regolamento recante norme per la gestione del protocollo informatico da parte delle amministrazioni pubbliche

    Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 8 febbraio 1999. Regole tecniche per la formazione, la trasmissione, la conservazione, la duplicazione, la riproduzione e la validazione, anche temporale, dei documenti informatici ai sensi dell'articolo 3, comma 1, del Decreto del Presidente della Repubblica, 10 novembre 1997, n. 513.

    Decreto Legislativo 30 Luglio 1999, n. 281. Disposizioni in materia di trattamento dei dati personali per finalità storiche, statistiche e di ricerca scientifica.

    Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 31 ottobre 2000, Regole tecniche per il protocollo informatico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 20 ottobre 1998, n. 428.

    Decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445. Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa. (Testo A).

    Decreto del Presidente della Repubblica 8 gennaio 2001, n. 37. Regolamento di semplificazione dei procedimenti di costituzione e rinnovo delle Commissioni di sorveglianza sugli archivi e per lo scarto dei documenti degli uffici dello Stato (n. 42, allegato 1, della legge n.50/1999)

    Decreto Legislativo 22 gennaio 2004, n. 42. Codice dei beni culturali e del paesaggio, ai sensi dell'articolo 10 della legge 6 luglio 2002, n. 137.

    Decreto Legislativo 7 Marzo 2005, n. 82. Codice dell'amministrazione digitale.

    Decreto del Presidente della Repubblica 12 aprile 2006, n. 184. Regolamento recante disciplina in materia di accesso ai documenti amministrativi.

    Decreto del Presidente della Repubblica 26 novembre 2007, n. 233. Regolamento di riorganizzazione del Ministero per i beni e le attività culturali, a norma dell'articolo 1, comma 404, della legge 27 dicembre 2006, n. 296.

    Decreto del Presidente della Repubblica 2 luglio 2009, n. 91. Regolamento recante modifiche ai decreti presidenziali di riorganizzazione del Ministero e di organizzazione degli Uffici di diretta collaborazione del Ministro per i beni e le attività culturali.

    Legge 24 giugno 2013, n. 71. Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 26 aprile 2013, n. 43, recante disposizioni urgenti per il rilancio dell'area industriale di Piombino, di contrasto ad emergenze ambientali, in favore delle zone terremotate del maggio 2012 e per accelerare la ricostruzione in Abruzzo e la realizzazione degli interventi per Expo 2015. Trasferimento di funzioni in materia di turismo e disposizioni sulla composizione del CIPE. Estratto.

    Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 3 dicembre 2013 Regole tecniche per il protocollo informatico ai sensi degli articoli 40-bis, 41, 47, 57-bis e 71, del Codice dell'amministrazione digitale di cui al decreto legislativo n. 82 del 2005.

    Circolare 10 aprile 2014, n. 65 Modalità per l'accreditamento e la vigilanza sui soggetti pubblici e privati che svolgono attività di conservazione dei documenti informatici di cui all'articolo 44-bis, comma 1, del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82.

    Deceto-Legge 31 maggio 2014, n. 83 Disposizioni urgenti per la tutela del patrimonio culturale, lo sviluppo della cultura e il rilancio del turismo.

    Decreto Legislativo 25 maggio 2016, n. 97. Revisione e semplificazione delle disposizioni in materia di prevenzione della corruzione, pubblicità e trasparenza, correttivo della legge 6 novembre 2012, n. 190 e del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33, ai sensi dell'articolo 7 della legge 7 agosto 2015, n. 124, in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche.

    Dereto Legislativo 13 aprile 2017, n. 60 Norme sulla promozione della cultura umanistica, sulla valorizzazione del patrimonio e delle produzioni culturali e sul sostegno della creatività, a norma dell'articolo 1, commi 180 e 181, lettera g), della legge 13 luglio 2015, n. 107.

    Regole deontologiche per il trattamento a fini di archiviazione nel pubblico interesse o per scopi di ricerca storica pubblicate ai sensi dell'art. 20, comma 4, del d.lgs. 10 agosto 2018, n. 101 - 19 dicembre 2018.

    L'autore

    Mirko Riazzoli

    Gli archivi statali

    Una raccolta delle norme, dal 1861 ad oggi

    Introduzione

    Questo volume raccoglie, in ordine cronologico, le normative nazionali emesse dall'avvento dell'Unità d'Italia fino ai nostri giorni che regolano l'attività degli Archivi statali, importanti centri per la raccolta della memoria documentale delle istituzioni e non solo.

    Vengono trattate sia le normative riguardanti la organizzazione degli Archivi che quelle riguardanti il Ministero degli Affari Culturali; per la fase più recente viene riportata anche la normativa riguardante la documentazione amministrativa e la sua digitalizzazione, oltre alle linee guida sul trattamento e l’accesso ai documenti amministrativi.

    Regio Decreto n. 1861 26 marzo 1874 relativo al riordinamento degli Archivi di Stato.

    (GURI 31 marzo 1874, n. 77)

    VITTORIO EMANUELE II

    PER GRAZIA DI DIO E PER VOLONTÀ DELLA NAZIONE

    RE D'ITALIA

    Veduto il Nostro Decreto 5 marzo corrente, col quale gli Archivi di Stato furono riuniti nella dipendenza del Ministero dell'Interno;

    Sulla proposta del Nostro Ministro Segretario di Stato per gli Affari dell'Interno;

    Abbiamo decretato e decretiamo:

    Art. 1.

    È istituito presso il Ministero dell'Interno un Consiglio per gli Archivi, composto di un Presidente e di otto Consiglieri nominati per Decreto Reale, su proposta dei Ministri dell'Interno e della Istruzione Pubblica, scelti fra persone estranee al personale degli Archivi: ne è Segretario il Direttore della Divisione ministeriale incaricata del servizio degli Archivi.

    Le funzioni dei componenti il Consiglio sono gratuite:

    una indennità è però dovuta a quelli di essi che non abbiano residenza in Roma.

    Art. 2.

    Al Consiglio per gli Archivi deve essere chiesto parere su quanto concerne:

    La compilazione ed interpretazione delle Leggi e dei Regolamenti;

    L'ordinamento generale degli Archivi e del corrispondente servizio;

    Il metodo dei lavori di ordinazione e pubblicazione degli atti;

    I programmi degli esami di ammissione e promozione degli Uffiziali;

    Le promozioni degli Uffiziali per merito;

    Le disposizioni per le quali nel personale del Ministero sarebbe necessaria una deliberazione del Consiglio d'amministrazione.

    Art. 3.

    La vigilanza del servizio archivistico nelle Provincie è esercitata da Sovrintendenti, sotto la direzione del Ministero dell'Interno. Con altro Decreto, udito il Consiglio per gli Archivi, sarà indicato il territorio di ciascuna Sovrintendenza.

    Art. 4.

    Sono attribuzioni delle Sovrintendenze:

    Gli esami di ammissione e promozione;

    La disciplina degli Uffiziali;

    L'osservanza delle Leggi e dei Regolamenti;

    Le informazioni sull'andamento e sui bisogni del servizio;

    La direzione ed unità di fine dei lavori che si compiono negli Archivi dipendenti;

    La corrispondenza col Ministero.

    Art. 5.

    Uno dei Direttori degli Archivi compresi in ciascuna Sovrintendenza, designato dal Consiglio, ha il titolo e le attribuzioni di Sovrintendente.

    Art. 6.

    Gli Uffiziali di Archivio sono divisi in due categorie, secondo gli studi che da essi si richiedono, ed i servizi a cui essi devono soddisfare.

    Art. 7.

    Il numero, i gradi, le classi degli Uffiziali nelle due categorie, e le norme per la progressione degli stipendi relativi saranno fissati con altro Decreto, udito il Consiglio per gli Archivi.

    Art. 8.

    Le nomine degli Uffiziali d' Archivio sono fatte per concorso; le promozioni per esame, per anzianità o per merito, secondo le norme che saranno stabilite dal Consiglio per gli Archivi. Per le nomine dei Direttori il Consiglio proporrà al Ministero le persone meritevoli.

    Art. 9.

    Cogli Uffiziali compresi nel territorio di una Sovrintendenza si forma per le promozioni di merito e di anzianità un solo ruolo separato da quello di ogni altra Sovrintendenza.

    Art. 10.

    Gli Uffiziali d 'Archivio non vengono traslocati fuori del territorio della propria Sovrintendenza, e nel territorio della medesima sono traslocati solamente per motivi di servizio o di disciplina, udito il Consiglio per gli Archivi. Le promozioni non importano cambio di residenza, neppure per la nomina di Sovrintendente.

    Art. 11.

    La classificazione nelle due categorie sovrindicate degli Uffiziali presentemente in servizio sarà proposta dal Consiglio per gli Archivi.

    Art. 12.

    Negli archivi principali sono aperte scuole di paleografia edi dottrina archivistica per cura degli uffiziali addetti ai medesimi sotto la direzione del Sovrintendente.

    Art. 13.

    Il Consiglio per gli Archivi nelle sue prime adunanze proporrà le regole che crederà necessarie:

    Per l'esercizio delle sue attribuzioni;

    Per l'ordinamento, la classificazione e le guarentigie del personale archivistico:

    Per la disciplina interna degli archivii;

    Pel servizio pubblico degli archivii;

    Per le scuole di paleografia e di dottrina archivistica;

    Per gli esami degli uffiziali;

    Per l'unificazione delle tasse d'archivio;

    Pel deposito negli archivi degli atti che devono esservi custoditi;

    Per la conservazione di ogni documento che ora o poi possa giovare agli interessi della scienza, dello Stato e dei privati;

    Per quanto altro occorra all'esecuzione del presente Decreto.

    Ordiniamo che il presente Decreto, munito del sigillo dello Stato, sia inserto nella raccolta ufficiale delle Leggi e dei Decreti del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

    Dato a Roma addì 26 marzo 1874.

    VITTORIO EMANUELE

    Regio Decreto 5 ottobre 1864, n. 1962. Per l'abolizione dell'Uffizio di Soprintendente Generale degli Archivi, e di quello di Segretario Direttore del Grande Archivio in Palermo.

    (GURI n.251, 22 ottobre 1864)

    VITTORIO EMANUELE II

    PER GRAZIA DI DIO E PER VOLONTÀ DELLA NAZIONE

    RE D'ITALIA

    Veduto il Decreto e Regolamento del 1.° agosto 1843 intorno al servizio del Grande Archivio di Palermo e degli Archivi provinciali di Sicilia;

    Veduto il Nostro Decreto del 25 gennaio 1863, n.° 1141;

    Veduta la pianta numerica del Personale del Grande Archivio suddetto approvata coll' altro Nostro Decreto del 20 agosto 1864, n.° 1892;

    Sulla proposta del Nostro Ministro Segretario di Stato per gli Affari Interni;

    Sentito il Consiglio dei Ministri;

    Abbiamo decretato e decretiamo:

    Art. 1.

    L' Uffizio di Soprintendente Generale degli Archivi nelle Provincie Siciliane, e quello di Segretario Direttore del Grande Archivio di Palermo, sono aboliti.

    Provvisoriamente, e sino al compiuto riordinamento del servizio degli Archivi governativi, le attribuzioni già proprie del Soprintendente saranno esercitate dal Direttore Capo di Divisione del Grande Archivio.

    Il medesimo disimpegnerà pure le funzioni del Segretario Direttore in quanto non sono incompatibili nella stessa persona con quella di Soprintendente.

    Art. 2.

    Quando il Direttore Capo di Divisione sia assente od impedito, ne farà le veci il Capo di Sezione più anziano nell'ordine di nomina e di servizio.

    Art. 3.

    I due Uffizi, giudiziario ed amministrativo, del Grande Archivio saranno riuniti in un solo, continuando però la divisione delle carte relative nelle due classi amministrativa e giudiziaria.

    Art. 4.

    Le funzioni di Cassiere del Grande Archivio sono gratuite.

    Art. 5.

    Cessa per gl'Impiegati del Grande Archivio di Palermo ogni partecipazione nei diritti di cercatura e di copia.

    Ordiniamo che il presente Decreto, munito del Sigillo dello Stato, sia inserto nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

    Dato a Torino addì 5 ottobre 1864.

    VITTORIO EMANUELE

    Regio Decreto 11 dicembre 1870, n. 6133. Che ordina la soppressione della Direzione generale degli Archivi del Regno.

    (GURI n.1, 1 gennaio 1871)

    VITTORIO EMANUELE II

    PER GRAZIA DI DIO E PER VOLONTÀ DELLA NAZIONE

    RE D'ITALIA

    Sulla proposta dei Nostri Ministri Segretari di Stato per gli Affari dell'Interno, e di Grazia, Giustizia e dei Culti;

    Sentito il Consiglio dei Ministri:

    Abbiamo decretato e decretiamo:

    Art. 1.

    A cominciare dal 1° gennaio 1871 la Direzione generale degli Archivi del Regno, che ora funziona in Torino, è soppressa.

    Le attribuzioni della predetta Direzione generale passeranno al Ministero dell'Interno, il quale corrisponderà direttamente cogli Archivi da esso dipendenti.

    Art. 2.

    Gli originali delle Leggi e dei RR. Decreti di cui all'articolo 8 della Legge 25 giugno 1854, n. 1731, saranno pure dal 1° gennaio 1871 trasmessi al Ministero dell'Interno, che ne curerà la regolare classificazione, e li conserverà in apposito Archivio.

    Ordiniamo che il presente Decreto, munito del sigillo dello Stato, sia inserto nella raccolta ufficiale delle Leggi e dei Decreti del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

    Dato a Firenze addì 11 dicembre 1870.

    VITTORIO EMANUELE

    Regio Decreto 24 febbraio 1871, n. 84. Col quale sono devolute al Ministero di Grazia e Giustizia ed alle Autorità giudiziarie le attribuzioni della Presidenza degli Archivi di Roma.

    (GURI n.63, 4 marzo 1871)

    VITTORIO EMANUELE II

    PER GRAZIA DI DIO E PER VOLONTÀ DELLA NAZIONE

    RE D'ITALIA

    Considerando che in seguito alla annessione al Regno Italiano delle Provincie delle Romagne, delle Marche e dell'Umbria, le attribuzioni deferite dal Regolamento notarile 31 maggio 1822 alla Presidenza degl'Archivi di Roma furono devolute al Ministero di Grazia e Giustizia, succeduto di fatto alla stessa Presidenza;

    Considerando che talune delle anzidette attribuzioni vennero coi Reali Decreti 10 luglio e 16 ottobre 1861, numeri 92 e 273, e 21 aprile 1862, n. 568, delegate alle Corti d'appello;

    Che quindi manifesta è la necessità di estendere simili disposizioni alla Provincia Romana;

    Sulla proposta del Nostro Guardasigilli, Ministro Segretario di Stato per gli Affari di Grazia e Giustizia e dei Culti;

    Abbiamo decretato e decretiamo:

    Art. 1.

    Le attribuzioni della Presidenza degli Archivi di Roma sono devolute al Ministero di Grazia e Giustizia.

    Art. 2.

    Gli attuali Impiegati, addetti alla stessa Presidenza, saranno, secondo il bisogno, applicati alla Procura generale presso il Tribunale d'appello di Roma, per la spedizione degli affari notarili e di quegli altri di cui verranno incaricati.

    Art. 3.

    Sono estesi alla Provincia di Roma il disposto dall'articolo 2 del Regio Decreto 16 ottobre 1861, n. 273, ed i Regi Decreti 21 aprile 1862, n. 568, e 12 luglio 1863, n. 1353, così concepiti:

    « Articolo 2 del Regio Decreto 16 ottobre 1861, n. 273.

    «L'ammrssione agli esami degli aspiranti alla professione di Notaio nelle Provincie del Regno in cui ora ha luogo con Decreto Ministeriale, è delegata al Presidente della Corte d'appello, nel cui territorio giurisdizionale debbono farsi i detti esami.»

    «Articolo unico del Regio Decreto 21 aprile 1862, n. 568.

    «L'approvazione e lo svincolo delle malleverie dei Notai, come pure la riduzione e la surrogazione di esse e le altre disposizioni relative, nelle Provincie del Regno in cui debbono farsi con Decreto Ministeriale, sono delegate alle Corti d'appello nel cui territorio giurisdizionale è stabilita la residenza del Notaio, pel quale debbasi approvare o svincolare la malleveria, od occorrano alcuni degli altri provvedimenti suaccennati.»

    «Articolo unico del Regio Decreto 12 luglio 1863, n. 1353.

    «La formola del giuramento da prestarsi dai Notai nei casi prescritti dalla Legge, sarà d'ora innanzi quella che è stabilita pei funzionari dell'ordine giudiziario, del tenore seguente: Giuro di esser fedele al Re, di osservare lealmente lo Statuto e tutte le Leggi dello Stato, e di adempiere da uomo d'onore e di coscienza le proprie funzioni.»

    Art. 4.

    È parimenti esteso alla Provincia di Roma il capoverso dell'articolo 3 del Regio Decreto 15 agosto 1867, n. 3881, col quale è derogato al disposto dagli articoli 119 e 120 del Regolamento giudiziario approvato con Regio Decreto del 14 dicembre 1865, n. 2641, in quanto attribuiscono al Ministro Guardasigilli la legalizzazione delle firme dei Notai e dei Conservatori delle Ipoteche.

    Sino all'attuazione del Regolamento giudiziario approvato col Regio Decreto succitato, ed esteso alla Provincia di Roma col Regio Decreto 27 novembre 1870, n. 6030, la legalizzazione delle firme dei Notai e dei Conservatori delle Ipoteche sarà fatta dal Presidente del Tribunale d'appello e dai Presidenti dei Tribunali civili e criminali nelle rispettive giurisdizioni.

    Ordiniamo che il presente Decreto, munito del sigillo dello Stato, sia inserto nella raccolta ufficiale delle Leggi e dei Decreti del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

    Dato a S. Rossore addì 24 febbraio 1871.

    VITTORIO EMANUELE

    Regio Decreto 4 febbraio 1872, n. 681. Col quale gli Archivi giudiziario e notarile di Roma sono aggregati all'Archivio di Stato ivi.

    (GURI n.53, 22 febbraio 1872)

    VITTORIO EMANUELE II

    PER GRAZIA DI DIO E PER VOLONTÀ DELLA NAZIONE

    RE D'ITALIA

    Visto il Nostro Decreto del 30 dicembre 1871, numero 606 (Serie 2ª), col quale fu istituito in Roma un Archivio di Stato;

    Ritenuto che gli Atti degli Archivi giudiziario e notarile di Roma, già esistenti nel palazzo di Montecitorio, trovansi provvisoriamente depositati nei palazzi Mignanelli e di Pietra nel Convento di Sant'Andrea della Valle e nel caseggiato alle Sette Sale della stessa città;

    Ritenuta l'opportunità e la convenienza, nell'interesse del pubblico servizio, che detti Archivi vengano aggregati a quello di Stato;

    Sulla proposta dei Nostri Ministri Segretari di Stato per gli Affari di Grazia, Giustizia e dei Culti, e per gli Affari dell'Interno;

    Abbiamo decretato e decretiamo:

    Articolo unico.

    Gli Archivi giudiziario e notarile di Roma, ora esistenti nei locali suddetti, sono aggregati all'Archivio di Stato istituito col Reale Decreto del 30 dicembre 1871, n. 606 (Serie 2ª), del quale faranno parte integrante.

    Ordiniamo che il presente Decreto, munito del sigillo dello Stato, sia inserto nella raccolta ufficiale delle Leggi e dei Decreti del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

    Dato a Roma addì 4 febbraio 1872.

    VITTORIO EMANUELE

    Regio Decreto 11 aprile 1872, n. 784. Col quale l'Archivio della soppressa Corte dei Conti di Torino viene aggregato alla Direzione degli Archivi di Stato in Torino.

    (GURI n.136, 16 maggio 1872)

    VITTORIO EMANUELE II

    PER GRAZIA DI DIO E PER VOLONTÀ DELLA NAZIONE

    RE D'ITALIA

    Vedute le leggi del 30 ottobre 1859, n. 3705 e 3706;

    Veduta la legge 14 agosto 1862, n. 800;

    Sulla proposta dei Nostri Ministri Segretari di Stato per gli affari dell'Interno e delle Finanze,

    Abbiamo decretato e decretiamo quanto segue:

    Articolo unico.

    L'archivio della soppressa Corte dei conti di Torino, che per effetto dell'articolo 52 della legge 14 agosto 1862, n. 800, fu riunito alla Corte dei conti del Regno d'Italia, viene aggregato alla Direzione degli Archivi di Stato in Torino.

    Compongono detto archivio;

    a) L'archivio del controllo generale per le antiche provincie dal 1717 al 1859;

    b) Il decennio di documenti relativi ai conti dal 1848 a tutto il 1858, già appartenente agli archivi della soppressa Camera dei conti delle antiche provincie depositati nell'archivio della Corte dei conti di Torino;

    c) I registri, documenti e conti che formarono materia del riscontro e della giurisdizione della Corte dei conti di Torino dalla sua istituzione alla sua soppressione.

    Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sia inserto nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

    Dato a Roma, addì 11 aprile 1872.

    VITTORIO EMANUELE.

    Regio Decreto 17 novembre 1872, n. 1121. Col quale l'Archivio della Guerra in Torino viene aggregato all'Archivio di Stato in Torino.

    (GURI n.352, 21 dicembre 1872)

    VITTORIO EMANUELE II

    PER GRAZIA DI DIO E PER VOLONTÀ DELLA NAZIONE

    RE D'ITALIA

    Sulla proposta dei Nostri Ministri Segretari di Stato per gli affari dell'Interno e della Guerra,

    Abbiamo decretato e decretiamo:

    Articolo unico.

    L'Archivio del Ministero della Guerra in Torino, a cominciare dal 1° gennaio 1873, è posto sotto la dipendenza del Ministero dell'Interno mediante l'aggregazione all'Archivio di Stato in Torino.

    Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sia inserto nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

    Dato a Napoli, addì 17 novembre 1872.

    VITTORIO EMANUELE.

    Regio Decreto 5 marzo 1874, n. 1852 col quale tutti gli Archivi di Stato sono posti nella dipendenza del Ministero dell'Interno

    (GURI 31 marzo 1874, n. 77)

    VITTORIO EMANUELE II

    PER LA GRAZIA DI DIO E PER VOLONTÀ DELLA NAZIONE

    RE D'ITALIA

    Veduti gli atti della Commissione instituita nel marzo 1870 dai Ministri Segretari di Stato per gli Affari dell'Interno e della Pubblica Istruzione;

    Udito il Consiglio dei Ministri;

    Sulla proposta del Nostro Ministro Segretario di Stato per gli Affari dell'Interno, incaricato del Ministero della Pubblica Istruzione;

    Abbiamo decretato e decretiamo:

    Art. 1

    Tutti gli Archivi di Stato sono posti nella dipendenza del Ministero dell'Interno.

    Art. 2

    Nel Bilancio del Ministero dell'Interno saranno trasferite le somme stanziate per Archivi di Stato nel Bilancio del Ministero della Pubblica Istruzione.

    Art. 3

    Il presente Decreto avrà effetto col giorno primo dell'aprile prossimo venturo.

    Ordiniamo che il presente Decreto, munito del sigillo dello Stato, sia inserto nella raccolta ufficiale delle Leggi e dei Decreti del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

    Dato a Roma addì 5 marzo 1874

    VITTORIO EMANUELE

    Regio Decreto 26 marzo 1874, n. 1861. Relativo al riordinamento degli Archivi di Stato

    (GURI 31 marzo 1874, n. 77)

    VITTORIO EMANUELE II

    PER LA GRAZIA DI DIO E PER VOLONTÀ DELLA NAZIONE

    RE D'ITALIA

    Veduto il Nostro Decreto 5 marzo corrente, col quale gli Archivi di Stato furono riuniti nella dipendenza del Ministero dell'Interno;

    Sulla proposta del Nostro Ministro Segretario di Stato per gli Affari dell'Interno;

    Abbiamo decretato e decretiamo:

    Art. 1

    È istituito presso il Ministero dell'Interno un Consiglio per gli Archivi, composto di un Presidente e di otto Consiglieri nominati per Decreto Reale, su proposta dei Ministri dell'Interno e della Istruzione Pubblica, scelti fra persone estranee al personale degli Archivi: ne è Segretario il Direttore della Divisione ministeriale incaricata del servizio degli Archivi.

    Le funzioni dei componenti il Consiglio sono gratuite: una indennità è però dovuta a quelli di essi che non abbiano residenza in Roma.

    Art. 2

    Al Consiglio per gli Archivi deve essere chiesto parere su quanto concerne:

    La compilazione ed interpretazione delle Leggi e dei Regolamenti;

    L'ordinamento generale degli Archivi e del corrispondente servizio;

    Il metodo dei lavori di ordinazione e pubblicazione degli atti;

    I programmi degli esami di ammissione e promozione degli Uffiziali;

    Le promozioni degli Uffiziali per merito;

    Le disposizioni per le quali nel personale del Ministero sarebbe necessario una deliberazione del Consiglio d'amministrazione.

    Art. 3

    La vigilanza del servizio archivistico nelle Provincie è esercitata da Sovrintendenti sotto la direzione del Ministero dell'Interno. Con altro Decreto, udito il Consiglio per gli Archivi, sarà indicato il territorio di ciascuna Sovrintendenza.

    Art. 4

    Sono attribuzioni delle Sovrintendenze:

    Gli esami di ammissione e promozione;

    La disciplina degli Ufficiali;

    L'osservanza delle Leggi e dei Regolamenti;

    Le informazioni sull'andamento e sui bisogni del servizio;

    La direzione ed unità di fine dei lavori che si compiono negli Archivi dipendenti;

    La corrispondenza col Ministero.

    Art. 5

    Uno dei Direttori degli Archivi compresi in ciascuna Sovrintendenza, designato dal Consiglio, ha il titolo e le attribuzioni di Sovrintendente.

    Art. 6

    Gli Uffiziali di Archivio sono divisi in due categorie, secondo gli studi che da essi si richiedono ed i servizi a cui essi devono soddisfare.

    Art. 7

    Il numero, i gradi, le classi degli Uffiziali nelle due categorie e le norme per la progressione degli stipendi relativi saranno fissati con altro decreto, udito il Consiglio per gli Archivi.

    Art. 8

    Le nomine degli Uffiziali d'Archivio sono fatte per concorso; le promozioni per esame. per anzianità o per merito, secondo le norme che saranno stabilite dal Consiglio per gli Archivi. Per le nomine dei direttori il Consiglio proporrà al Ministero le persone meritevoli.

    Art. 9

    Cogli Uffiziali compresi nel territorio di una Sovrintendenza si forma per le promozioni di merito e di anzianità un solo ruolo separato da quello di ogni altra Sovrintendenza.

    Art. 10

    Gli Uffiziali d'Archivio non vengono traslocati fuori del territorio della propria Sovrintendenza, e nel territorio della medesima sono traslocati solamente per motivi di servizio o di disciplina, udito il Consiglio per gli Archivi. Le promozioni non importano cambio di residenza, neppure per la nomina di Sovrintendente.

    Art. 11

    La classificazione nelle due categorie sovrindicate degli Uffiziali presentemente in servizio sarà proposta dal Consiglio per gli Archivi.

    Art. 12

    Negli Archivi principali sono aperte scuole di paleografia e di dottrina archivistica per cura degli Uffiziali addetti ai medesimi, sotto la direzione del Sovrintendente.

    Art. 13

    Il Consiglio per gli Archivi nelle sue prime adunanze proporrà le regole che crederà necessarie:

    Per l'esercizio delle sue attribuzioni;

    Per l'ordinamento, la classificazione e le guarentigie del personale archivistico;

    Per la disciplina interna degli Archivi;

    Pel servizio pubblico degli Archivi;

    Per le Scuole di paleografia e di dottrina archivistica;

    Per gli esami degli Uffiziali;

    Per l'unificazione delle tasse d'Archivio;

    Pel deposito negli Archivi degli atti che devono essere custoditi;

    Per la conservazione di ogni documento che ora o poi possa giovare agli interessi della scienza, dello Stato, e dei privati;

    Per quanto altro occorra all'esecuzione del presente Decreto.

    Ordiniamo che il presente Decreto, munito del sigillo dello Stato, sia inserto nella raccolta ufficiale delle Leggi e dei Decreti del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

    Dato a Roma addì 26 marzo 1874

    VITTORIO EMANUELE

    Regio Decreto n. 1949 31 maggio 1874. Che fissa le Sovrintendenze per gli Archivi di Stato e designa le Provincie comprese nella circoscrizione rispettiva.

    (GURI n. 143, 17 giugno 1874)

    VITTORIO EMANUELE II

    PER GRAZIA DI DIO E PER VOLONTÀ DELLA NAZIONE

    RE D'ITALIA

    Veduto il Nostro Decreto 26 marzo ultimo scorso, numero 1861;

    Udito il Consiglio per gli Archivi;

    Sulla proposta del Nostro Ministro Segretario di Stato per gli Affari dell'Interno;

    Abbiamo decretato e decretiamo:

    Art. 1.

    Le Sovrintendenze agli Archivi di Stato sono dieci.

    Art. 2.

    Il territorio di ciascuna Sovrintendenza è stabilito in conformità della tabella seguente:

    Denominazione della SovrintendenzaProvincie componenti il territorio della Sovrintendenza Degli Archivi:

    Piemontesi

    Alessandria, Cuneno, Novara, Torino.

    Liguri

    Genova, Porto Maurizio

    Lombardia

    Bergamo, Brescia, Como, Cremona, Mantova, Milano, Pavia, Sondrio.

    Veneti

    Belluno, Padova, Rovigo, Treviso, Udine, Venezia, Verona, Vicenza.

    Emiliani

    Bologna, Ferrara, Forlì, Modena, Parma, Piacenza, Ravenna, Reggio Emilia.

    Toscani

    Arezzo, Firenze, Grosseto, Livorno, Lucca, Massa, Pisa, Siena.

    Romani

    Ancona, Ascoli, Macerata, Perugia, Pesaro, Roma.

    Napolitani

    Aquila, Avellino, Bari, Benevento, Campobasso, Caserta, Catanzaro, Chieri, Cosenza, Foggia, Lecce, Napoli, Potenza, Reggio Calabria, Salerno, Teramo.

    Sardi

    Cagliari, Sassari.

    Siciliani

    Caltanissetta, Catania, Girgenti, Messina, Palermo, Siracusa, Trapani.

    Ordiniamo che il presente Decreto, munito del sigillo dello Stato, sia inserto nella raccolta ufficiale delle Leggi e dei Decreti del Regno d 'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

    Dato a Roma addì 31 maggio 1874.

    VITTORIO EMANUELE

    Regio Decreto 27 maggio 1875, n. 2552 per l'ordinamento generale degli Archivi di Stato

    (GURI 22 giugno 1875, n. 144)

    VITTORIO EMANUELE II

    PER LA GRAZIA DI DIO E PER VOLONTÀ DELLA NAZIONE

    RE D'ITALIA

    Veduto il regio decreto 26 marzo 1874, n. 1861;

    Udito il consiglio per gli archivi;

    Udito il consiglio di Stato;

    Udito il consiglio dei ministri;

    Sulla proposta del nostro ministro segretario di stato per gli affari dell'interno;

    Abbiamo decretato e decretiamo:

    Art. 1

    Gli atti dei dicasteri centrali del Regno, che più non occorrono ai bisogni ordinari del servizio, sono raccolti in unico archivio, il quale ha titolo di Archivio del Regno.

    Art. 2

    Gli atti dei dicasteri centrali degli Stati che precedettero al Regno d'Italia sono raccolti nell'archivio esistente nella città che fu capitale degli Stati medesimi.

    Art. 3

    Gli atti delle magistrature giudiziarie e delle amministrazioni non centrali del Regno che piú non occorrono ai bisogni ordinari del servizio e quelli delle magistrature, amministrazioni, corporazioni cessate, sono raccolti nell'archivio esistente nel capoluogo della provincia nella quale le magistrature, le amministrazioni, le corporazioni hanno o avevano sede.

    Art. 4

    Negli archivi si conservano pure tutti gli atti appartenenti in libera proprietà allo Stato, che hanno carattere di documento pubblico o privato nel senso giuridico e diplomatico della parola.

    Art. 5

    Gli atti dei dicasteri centrali dei Governi cessati costituiscono una sezione di archivio che si dice degli atti di Stato.

    Art. 6

    Gli altri atti archiviati vanno ripartiti in tre sezioni, cioè degli atti giudiziarii, degli atti amministrativi, degli atti notarili. Cogli atti che non provengono da magistrature, da amministrazioni, da notai, sono costituite sezioni speciali.

    Art. 7

    Gli atti di ciascuna sezione sono disposti separatamente per dicastero, magistratura, amministrazione, corporazione, notaio, famiglia o persona, secondo l'ordine storico degli affari o degli atti.

    Art. 8

    Di tutte le carte costituenti l'archivio viene fatto inventario, da cui risulti il numero dei mazzi o volumi e quello degli atti contenuti, notando se siano originali o copie. Senza il parere del consiglio per gli archivi, nessuno scarto può farsi degli atti scritti sull'inventario.

    Art. 9

    Per ogni sezione deve aversi un indice, e per ogni dicastero, magistratura, amministrazione, corporazione, o altra classe speciale, un repertorio degli atti relativi.

    Art. 10

    Il consiglio per gli archivi stabilisce le regole per la compilazione degli inventari, degli indici, dei repertorii, dei regesti, e di ogni altro lavoro generale d'archivio.

    Art. 11

    Gli atti conservati negli archivi sono pubblici, meno quelli confidenziali e segreti fino dall'origine, che contengono informazioni e giudizi di pubblici uffiziali sulla vita di determinate persone.

    Art. 12

    Gli atti di politica esterna e concernenti l'amministrazione generale degli Stati con cui fu costituito il Regno sono pubblici sino all'anno 1815. I processi giudiziarii penali sono pubblici dopo settant'anni dalla loro conclusione. Gli atti amministrativi sono pubblici dopo trenta anni dall'atto con cui ebbe termine l'affare al quale essi dsi riferiscono.

    Art. 13

    Gli atti che hanno carattere puramente storico, letterario o scientifico; le sentenze e i decreti dei magistrati; le decisioni e i decreti delle autorità governative e amministrative; gli atti dello stato civile delle persone; gli atti delle provincie, dei comuni e dei corpi morali occorrenti alla loro amministrazione; gli atti necessari allo esercizio dei diritti elettorali, alla prova dei servizi civili o militari, ed allo svincolo delle cauzioni dei contabili dello Stato; sono pubblici qualunque sia la loro data.

    Art. 14

    Degli atti che non sono pubblici può esser dato notizia con licenza dei ministri di giustizia, dell'interno, o degli affari esteri, secondo che essi atti siano giudiziali, amministrativi, o di politica esterna.

    Art. 15

    Gli atti dei tribunali e degli uffici amministrativi, finché rimangono presso i medesimi, devono essere raccolti in unico locale per ogni magistratura od ufficio, ed affidati alla custodia di un solo impiegato. Nessuno di questi atti può per alcun motivo venire segregato dagli altri o levato dall'ordine generale della loro conservazione, meno gli stampati, i duplicati, e quelli che non hanno carattere di atto ufficiale, i quali, con licenza data per iscritto dal capo della magistratura o dell'ufficio, possono annualmente essere venduti o distrutti.

    Art. 16

    Accadendo la morte di magistrati o funzionari pubblici, o di persone che abbiano avuto pubblici incarichi, massime diplomatici o ministeriali, presso cui gossero atti di proprietà dello Stato, sarà cura del prefetto della provincia di fare quanto sia necessario perché tali atti vengano trasferiti tosto nell'archivio, al quale spettano per ragione di materia o di luogo.

    Art. 17

    Dagli archivi delle magistrature giudiziali o degli uffici amministrativi sono nei primi mesi di ogni anno levati gli atti concernenti affari compiuti da oltre dieci anni, e trasportati nell'archivio a cui spettano.

    Art. 18

    Gli atti che hanno carattere di riservati possono rimanere presso l'ufficio dal quale emanarono fino a quando ciò sia creduto prudente, nell'interesse così del pubblico come dei privati, dal ministro da cui l'ufficio dipende.

    Art. 19

    I registri delle sentenze giudiziali rimangono per trenta anni nelle cancellerie delle corti e dei tribunali da cui esse furono pronunziate.

    Art. 20

    Nelle cancellerie dei tribunali rimangono pure gli atti di stato civile posteriori all'anno 1865, in conformità del regio decreto 15 novembre 1865, n. 2602.

    Art. 21

    Avanti di scrivere sull'inventario le carte recentemente depositate, i direttori d'archivio esaminano se alcuna possa venire distrutta senza danno della storia o dell'amministrazione. Le proposte, col parere del capo dell'ufficio a cui le carte appartenevano, sono spedite al sovrintendente, che le trasmette col proprio avviso al ministro dell'interno, perché, udito il consiglio per gli archivi, decida sulle medesime.

    Art. 22

    Gli archivi delle provincie, dei comuni, dei corpi morali, tutelati dal Governo od esistenti per virtù di legge, non che quelli delle curie diocesane e delle dignità ecclesiastiche pel tempo in cui esse esercitarono civile giurisdizione, devono essere custoditi ordinatamente dalla provincia, dal comune, dal corpo morale, dalla dignità ecclesiastica e sono soggetti alla vigilanza dei sovrintendenti.

    Art. 23

    I sovrintendenti vigilano e fanno vigilare dai direttori perché nel territorio della propria giurisdizione, ponendosi in vendita documenti storici, carte antiche, o atti di pubbliche amministrazioni, siano denunziati gli abusi, rivendicate le carte pubbliche, acquistati per conto del Governo i documenti che interessano la storia o l'amministrazione.

    Art. 24

    Ferme le disposizioni del decreto reale 26 marzo 1874, n. 1861, rispetto ai sovrintendenti e direttori d'archivio, i gradi degli ufficiali sono stabiliti così:

    1ª Categoria Capo archivista, Archivista, Sott'archivista, Alunno.

    2ª Categoria Registratore, Copista.

    Ogni grado, meno quello di alunno, sarà suddiviso in classi, a ciascuna delle quali corrisponderà uno stipendio differente.

    Art. 25

    Per l'ammissione tanto alla prima quanto alla seconda categoria occorre:

    Essere cittadino italiano;

    Avere sempre tenuto buona condotta;

    Avere ottemperato, se l'età lo esiga, alle leggi sul servizio militare;

    Superare l'esame di concorso sulle materie indicate nell'annessa tabella A.

    Gli aspiranti alla prima categoria devono inoltre presentare il diploma della licenza liceale, e gli aspiranti alla seconda quello della licenza ginnasiale.

    Art. 26

    Coloro che fossero approvati nell'esame finale di un corso compiuto di paleografia e critica diplomatica presso qualche università o istituto superiore di studi, potranno essere nominati alunni senza esame.

    Art. 27

    Gli alunni prestano servizio gratuito almeno per due anni. Trascorso il biennio può essere conceduto un assegno annuo non minore di lire 400 a quelli di essi che dallo studio di un tema indicato dal consiglio per gli archivi risultino più degni per giudizio del consiglio medesimo.

    Art. 28

    Gli alunni sono promossi sott'archivisti per merito.

    Art. 29

    Negli archivi in cui sia necessario per la specialità degli atti conservati, si apriranno di tratto in tratto concorsi pubblici al posto di sott'archivista di ultima classe, coll'obbligo nei concorrenti di possedere sufficiente cognizione di alcuna lingua orientale, o della greca. A tal fine si aggiungerà alle materie dell'esame scritto di ammissione la traduzione da una di queste lingue, e alle materie dell'esame orale si aggiungeranno vari quesiti di erudizione orientale o bizantina, secondo i casi.

    Art. 30

    Nessun sott'archivista è promosso archivista, nessun copista è promosso registratore se non superando un esame sulle materie indicate nell'annessa tabella B.

    Art. 31

    Le promozioni da archivista a capo archivista si conferiscono per merito.

    Art. 32

    Le promozioni da classe a classe dello stesso grado seguono per anzianità.

    Art. 33

    Ogni archivio ha un direttore: alla nomina dei direttori provvede l'art. 8 del regio decreto 26 marzo 1874, n. 1861.

    Art. 34

    Gli esami hanno luogo nelle sedi delle sovrintendenze: quelli di ammissione sono annunciati nella Gazzetta Ufficiale del Regno; quelli di promozione sono notificati a tutti gli ufficiali della sovrintendenza che ne abbiano diritto due mesi prima del giorno stabilito.

    Art. 35

    Le commissioni esaminatrici sono composto del sovrintendente e di quattro persone scelte volta per volta dal ministro, udito il consiglio degli archivi.

    Art. 36

    Gli esami, così d'ammissione come di promozione durano tre giorni: nei primi due le prove sono scritte, nell'ultimo orali. Le prove scritte non durano più di sei ore per giorno, le orali, più di un'ora.

    I temi delle prove scritte vengono spediti dal ministro al presidente della commissione esaminatrice in piego sigillato che sarà aperto innanzi ai concorrenti.

    Art. 37

    Terminate le prove, la commissione giudica tanto sulle scritte quanto sugli orali, e secondo le risultanze di ambedue classifica gli esaminati per ordine di merito; quindi con particolareggiato rapporto al ministro spiega le ragioni della graduazione e designa i meritevoli di approvazione.

    Art. 38

    Gli orari di servizio degli ufficiali è di sette ore per giorno, meno le domeniche e le altre feste legali.

    Se il direttore crede che il servizio esiga opera maggiore, gli ufficiali saranno tenuti a prestarla.

    Art. 39

    Le attribuzioni degli ufficiali sono assegnate dai direttori, senza tener conto del grado o della classe di ciascuno.

    Art. 40

    I sovrintendenti possono concedere brevi licenze dall'ufficio ai proprii ufficiali, purché il servizio non ne abbia nocumento ed il totale dei giorni non oltrepassi quello di trenta per anno.

    Art. 41

    Agli impiegati inosservanti dei doveri di ufficio o trascurati nello adempimento dei medesimi può

    inflitta dal sovrintendente la sospensione dello stipendio da uno a dieci giorni; la applicazione delle pene più gravi spetta al ministro.

    Art. 42

    Nel primo giorno d'ogni bimestre ciascun ufficiale (meno i direttori) nota in apposita tabella i lavori da lui compiuti nei due mesi precedenti; ta tabella, certificata dal direttore o dal sovrintendente, viene da questi spedita subito al ministro.

    Art. 43

    Gli ufficiali d'archivio non possono essere archivisti, bibliotecari o segretari di case private, nè far collezione o commercio di autografi, documenti o manoscritti.

    Art. 44

    È vietato agli ufficiali d'archivio di accettare dai privati qualunque incarico di indagini o di lavori nell'archivio a cui sono addetti.

    Art. 45

    L'insegnamento della paleografia e della dottrina archivistica è impartito da un ufficiale d'archivio, negli archivi a tal uopo designati dal ministro dell'interno.

    Art. 46

    La proposta dell'ufficiale insegnante è fatta dal sovrintendente; la nomina si fa con decreto dei ministri dell'interno e dell'istruzione pubblica, udito il consiglio per gli archivi.

    Art. 47

    La direzione della scuola spetta al sovrintendente: negli archivi furoi dalla sede della sovrintendenza potrà essere delegata anche ai direttori dei medesimi.

    Art. 48

    L'insegnamento paleografico archivistico è biennale ed è diviso in due corsi: il numero delle lezioni per ciascun corso non sarà minore di due la settimana, da novembre a luglio d'ogni anno.

    Art. 49

    Spettano al primo corso: gli elementi della paleografia e della critica diplomatica nelle varie nazioni d'Europa, e particolarmente in Italia dopo la caduta dell'impero romano; le notizie dei principali sistemi di ordinamento degli archivi.

    Spettano al secondo corso: la paleografia e la critica diplomatica particolari alla regione nella quale è posto l'archivio; tutte le materie accennate nell'annessa tabella B per gli esami orali di promozione.

    Tanto nell'uno quanto nell'altro corso le lezioni saranno accompagnate da esercizi pratici su documenti originali o sui loro facsimili.

    Art. 50

    I programmi dell'insegnamento saranno approvati con decreti dei ministri dell'interno e dell'istruzione pubblica, udito il consiglio per gli archivi.

    Art. 51

    Hanno obbligo d'intervenire assiduamente alla scuola gli alunni d'archivio: può essere ammesso alla medesima chi abbia compiuto gli studi liceali, e si faccia iscrivere sul registro degli studenti non più tardi del mese di novembre. Il direttore della scuola ha facoltà di ammettervi in qualità di uditori le persone che gliene chiedano licenza.

    Art. 52

    Al termine dei corsi gli studenti sono esaminati da una commissione composta del sovrintendente, dell'insegnante, del capo della biblioteca governativa, del professore di paleografia nella regia università o nel regio istituto universitario e del professore di lettere nel regio liceo. Mancando il professore di paleografia, e nelle città che non sono sedi di università o di istituto universitario, sarà sostituito al medesimo il professore di storia nel regio liceo.

    Art. 53

    Gli esami sono orali e scritti: i primi versano su tutta la materia insegnata e durano un'ora; i secondi non possono durare più di otto ore, e consistono, pel primo corso, nella trascrizione e traduzione;

    pel secondo corso, nella trascrizione e traduzione, accompagnate da illustrazione e note, di un documento latino, inedito. I documenti sono scelti dalla commissione esaminatrice secondo la qualità dell'uno o dell'altro corso e in numero almeno triplo di quello dei candidati. Numerati progressivamente i testi, ciascun candidato estrae a sorte in presenza dei competitori e della commissione il numero del testo sul quale egli deve subito lavorare col solo aiuto dei vocabolari permessi dalla commissione.

    Art. 54

    Compiuti gli esami, la commissione classifica per ordine di merito gli esaminati ed a quelli che superarono felicemente tutte le prove rilascia analogo attestato.

    L'attestato conseguito nell'esame finale servirà di titolo per l'ammissione ai corsi superiori di paleografia negli istituti universitari.

    Art. 55

    Nessun documento può essere estratto dagli archivi se non temporariamente e per necessità del pubblico servizio. La richiesta è fatta per iscritto alla sovrintendenza dall'autorità giudiziaria competente per gli atti giudiziari e notarili; dai ministeri, dal consiglio di Stato e dalla corte dei conti per ogni altra specie di atti secondo le attribuzioni di ciascuno.

    Art. 56

    In ogni archivio sarà tenuto memoria, sopra apposito registro, dei documenti estratti temporariamente: alla fine di ogni anno sarà spedito al ministero dell'interno l'elenco dei documenti non restituiti da oltre tre mesi, affinchè ne sia curata la restituzione.

    Art. 57

    Tutti possono fare ricerca, chiedere ispezione, lettura o copia dei documenti che sono dichiarati pubblici, le autorità governative con nota ufficiale, i privati con istanza scritta al direttore dell'archivio.

    Art. 58

    Per la ricerca, ispezione o lettura di un atto singolo di qualunque età, precisamente indicato, è dovuta la tassa di una lira. La tassa si paga ugualmente se, fatta le ricerche, non si sia trovato il documento richiesto. Desiderando il richiedente un attestato negativo, questo viene rilasciato con la formula non si trova, esclusa sempre la dichiarazione di non esistenza.

    Art. 59

    Occorrendo a taluno di far ricercare, di esaminare, o leggere più documenti non specificati, riguardanti un'istituzione o una persona, la tassa di ricerca, ispezione o lettura è ragguagliata a lire due per ciascun'ora.

    Art. 60

    Le copie per uso amministrativo, giuridico e genealogico sono scritte dagli ufficiali dell'archivio ed autenticate colla sottoscrizione del direttore e col sigillo dell'archivio, osservate per la carta le disposizioni della legge sul bollo.

    Art. 61

    Per ogni pagina di dimensione legale, scritta in lingua latina, ovvero in lingue o dialetti neo-latine, sono dovute le tasse di copia seguenti:

    Se l'atto copiato è anteriore al 1000 ... L. 5

    Se è posteriore al 1000 e anteriore al 1500 ... L. 4

    Se è posteriore al 1500 e anteriore al 1700 ... L. .3

    Se è posteriore al 1700 e anteriore al 1800 ... L. 2

    Se è posteriore al 1800 ... L. 1

    Queste tasse vanno raddoppiate per le scritture di quelle lingue che non usano l'alfabeto latino. Dal computo si esclude l'ultima pagina quando non contenga almeno dieci linee di scrittura, ma la prima, qualunque sia il numero delle righe conta sempre per intera.

    Art. 62

    Per la copia di disegni o tipi geometrici, oltre alle tasse suddette, è dovuto al disegnatore o geometra, che sarà sempre scelto dal direttore, l'onorario di lire 2 per ogni ora di lavoro.

    Art. 63

    Le copie degli atti dello stato civile, compresi i documenti alligati al doppio registro, di cui è cenno nell'articolo ottavo del regio decreto 15 novembre 1865, n. 2602, saranno pagate a norma degli articoli 145 e 147 del decreto stesso.

    Art. 64

    Le copie degli atti notarili saranno pagate secondo la tariffa in vigore pei notai.

    Art. 65

    Ogni dichiarazione che un documento non si è trovato, importa la tassa di lire due.

    Art. 66

    Ogni autenticazione di firma e sigillo di autorità non più esistente, o di notaio defunto, importa la tassa di lire due, previo, ove occorra, il bollo straordinario dell'atto a cui la firma ed il sigillo sono apposti.

    Art. 67

    Non si rilasciano ai privati copie di brani di documenti: si rilasciano per sunto soltanto quegli atti che non si potrebbero comunicare altrimenti.

    Art. 68

    Il pagamento delle tasse e il rimborso delle spese devono essere anticipati; quando non si possa prevederne l'importo preciso, sarà fatto deposito di somma approssimativa alla dovuta.

    Art. 69

    Gli studiosi sono ammessi gratuitamente a far ricerche, letture e copie per uso letterario o scientifico, purché ne chiedano licenza per iscritto, indicando chiaramente lo scopo dei loro studi, ed assoggettandosi alle disposizioni del relativo regolamento. La domanda degli studiosi è fatta al direttore dell'archivio se si tratti di permesso non più lungo di un mese, al sopraintendente per tempo maggiore, nel qual caso essa deve venire rinnovata ogni anno. La domanda sarà anche rinnovata ogniqualvolta lo studioso intenda mutare lo scopo delle sue ricerche.

    Art. 70

    Per oggetto letterario o scientifico possono gli ufficiali d'archivio trascrivere su carta non bollata e senza autentificazione qualche atto richiesto da studiosi, se il direttore creda che il pubblico servizio lo consenta; anche per tali copie saranno però dovute le tasse di copia superiormente stabilite.

    Art. 71

    Sono esenti da ogni tassa le autorità governative quando il documento sia necessario a pubblico servizio; le persone e gli enti morali ammessi al benefizio di gratuito patrocinio, sotto le condizioni e cautele prescritte negli articoli 9, 20, 28 del regio decreto 6 dicembre 1865, n. 2627; gli atti concernenti l'esercizio dei diritti elettorali, il servizio della guardia nazionale e dell'esercito, gli atti per la liquidazione di pensioni a carico dell'erario nazionale e per lo svincolo delle cauzioni dei contabili dello Stato.

    Art. 72

    Sono esenti dalle tasse di ricerca, ispezione, lettura e copia le provincie, i comuni e gli enti morali per gli atti di loro appartenenza che occorressero ai bisogni della propria amministrazione, ed anche i privati per gli atti di loro proprietà, liberamente depositati in archivio.

    Art. 73

    Il provento delle tasse d'archivio è versato mensilmente nelle casse dello Stato.

    Art. 74

    Per le disposizioni dell'articolo quarto le biblioteche, i musei e le istituzioni governative, che conservano documenti pubblici o privati nel senso giuridico e diplomatico della parola, faranno cambio dei medesimi cogli archivi, i quali invece cambieranno colle biblioteche e coi musei le scritture che non abbiano tale carattere.

    Art. 75

    Saranno restituiti alle cancellerie dei tribunali gli atti dello stato civile delle persone che contrariamente al regio decreto 10 novembre 1865, n. 2602, fossero stati depositati in qualche archivio.

    Art. 76

    Nelle provincie in cui non sia ancora stato costituito un archivio, ogni magistratura ed ufficio conserverà i proprii atti, e quelli delle magistrature e degli uffici cessati che gli saranno affidati dal Ministero. Di questi ultimi archivi sarà però fatto inventario colle regole a cui accenna l'articolo 10, e copia di esso sarà depositata alla sovr'intendenza.

    Art. 77

    Con decreto ministeriale sarà approvato per ciascun archivio uno speciale regolamento di servizio, in conformità delle disposizioni del presente decreto e delle occorrenze d'ogni istituto.

    Art. 78

    Gli ufficiali d'archivio, presentemente in servizio con grado superiore a quello sotto-segretario, saranno assegnati alla prima categoria di cui è parola nell'articolo 24; gli ufficiali che hanno grado di sotto-segretario o inferiore a questo, saranno invece assegnati, udito il consiglio per gli archivi, alla categoria per la quale abbiano coll'opera e collo studio mostrato maggiore attitudine.

    Se il numero degli assegnati alla prima categoria superasse quello stabilito nel ruolo per la medesima, il diritto di passare in essa, man mano che vi siano vacanze, sarà conservato a coloro che dovessero ora venire collocati nella categoria seconda.

    Art. 79

    Queste disposizioni avranno esecuzione col giorno primo del luglio prossimo venturo.

    Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sia inserto nella raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

    Dato a Roma addì 27 maggio 1875.

    VITTORIO EMANUELE

    ESAME D'AMMISSIONE ALLA CATEGORIA PRIMA

    Esame scritto Narrazione in lingua italiana di un avvenimento storico.

    Traduzione in lingua latina di un brano di scrittura classica italiana.

    Traduzione in lingua italiana di un brano di scrittura classica, o francese, o spagnola, o tedesca, secondo i bisogni dell'archivio.

    Esame orale Storia politica, civile, letteraria, artistica d'Italia, dalla caduta dell'impero romano sino a noi.

    Nozioni di diritto romano, canonico, feudale e municipale.

    ALLA CATEGORIA SECONDA

    Esame scritto Narrazione in lingua italiana di un avvenimento storico.

    Traduzione in lingua italiana di un brano di scrittura classica latina.

    Aritmetica.

    Calligrafia.

    Esame orale Nozioni di storia politica, civile, letteraria, artistica d'Italia, dalla caduta dell'impero romano sino a noi.

    Il Ministro Segretario di Stato per gli affari dell'Interno

    G. CANTELLI

    TABELLA B ESAME DI PROMOZIONE ALLA CATEGORIA PRIMA

    Esame scritto Deciframento e traduzione in lingua italiana di un documento latino anteriore al secolo XIV.

    Critica diplomatica di un documento latino anteriore al secolo XIV.

    Esame orale Antichità italiane del medio evo.

    Della regione in cui l'ufficiale presta servizio:

    Istituzioni politiche, Divisioni territoriali politiche ed ecclesiastiche, Statuti municipali e leggi antiche, Storia civile, letteraria, artistica, Monete, pesi e misure piú comuni nelle varie provincie d'Italia e specialmente in quelle, Vicende e stato presente degli archivi Dottrina archivistica.

    Leggi e regolamenti sugli archivi.

    ALLA CATEGORIA SECONDA

    Esame scritto Deciframento e copia di una scrittura dei secoli XVI e XVII.

    Sunto di una scrittura notarile del secolo scorso.

    Esame orale Della regione in cui l'ufficiale presta servizio:

    Nozioni delle principali istituzioni politiche, Divisioni territoriali politiche ed ecclesiastiche.

    Leggi e regolamenti sugli archivi.

    Il Ministro Segretario di Stato per gli affari dell'Interno

    G. CANTELLI

    Regio Decreto 24 giugno 1880, n. 5521. Che stabilisce nuove norme per l'esercizio delle funzioni del consiglio per gli archivi.

    (GURI n.161, 6 luglio 1880)

    UMBERTO I

    PER GRAZIA DI DIO E PER VOLONTÀ DELLA NAZIONE

    RE D'ITALIA

    Veduto il decreto Reale 26 marzo 1874, n. 1861;

    Sulla proposta del Nostro Ministro Segretario di Stato per gli affari dell'Interno,

    Abbiamo decretato e decretiamo:

    Articolo unico. Il Consiglio degli Archivi verrà di regola riunito in due sessioni ordinarie, l'una nel primo trimestre, l'altra nell'ultimo trimestre di ogni anno.

    Nelle sessioni ordinarie verrà sottoposto all'esame del Consiglio quella parte del bilancio del Ministero dell'Interno che riguarda il servizio archivistico, e lo stato degli impiegati negli Archivi.

    Il Ministro dell'Interno riunirà in sessioni straordinarie il Consiglio degli Archivi ogni volta che lo creda necessario.

    Il segretario del Consiglio dovrà portare direttamente al Ministro le deliberazioni prese nella sessione.

    Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sia inserto nella Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti di osservarlo e di farlo osservare.

    Dato a Roma, addì 24 giugno 1880.

    UMBERTO.

    Regio Decreto 7 agosto 1881, n. 388. Che modifica il precedente decreto del 27 maggio 1875, relativo all'ordinamento degli archivi dello Stato.

    (GURI n.203, 31 agosto 1881)

    UMBERTO I

    PER GRAZIA DI DIO E PER VOLONTÀ DELLA NAZIONE

    RE D'ITALIA

    Veduto il R. decreto del 27 maggio 1875, n. 2552, relativo all'ordinamento degli Archivi di Stato;

    Udito il Consiglio degli Archivi;

    Udito il Consiglio dei Ministri;

    Sulla proposta del Nostro Ministro Segretario di Stato per gli affari dell'Interno, Presidente del Consiglio dei Ministri,

    Abbiamo decretato e decretiamo:

    Agli articoli 24, 25, 27, 28 e 30 del precitato R. decreto 27 maggio 1875, n. 2552, sono sostituiti i seguenti:

    «Art. 24. - Ferme le disposizioni del decreto Reale 26 marzo 1874, n. 1861, rispetto ai soprintendenti e direttori di Archivio, i gradi degli uffiziali sono stabiliti così:

    Prima categoria.

    Capo archivista;

    Primo archivista;

    Sotto archivista;

    Alunno.

    Seconda categoria.

    Registratore;

    Copiata;

    Alunno.

    «Art. 25. Gli alunni sì di 1ª che di 2ª categoria sono nominati sulla proposta dei soprintendenti.

    Per conseguire la nomina è necessario:

    Essere cittadino italiano;

    Avere età non minore di 18 anni e non maggiore di 25;

    Avere sempre tenuto buona condotta;

    Avere adempiuto, se raggiuntane l'età, agli obblighi della leva militare.

    Oltre a ciò gli aspiranti alla 1ª categoria debbono essere forniti della licenza liceale, e gli aspiranti alla 2ª della licenza ginnasiale.

    «Art. 27. L'alunnato dura non meno di due anni.

    Alla fine del biennio gli alunni delle due categorie,

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