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I Rospi Bitorzoluti
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E-book104 pagine1 ora

I Rospi Bitorzoluti

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Info su questo ebook

Enrica Elena Pierini (formatrice, animatrice digitale e docente) e Vincenza Prota (psicologa e psicoterapeuta) strutturano un’opera letteraria che si pone “al servizio” degli adulti e soprattutto dei più piccoli. Traendo ispirazione dalle loro esperienze sul campo, con entusiasmo e fantasia portano avanti la missione di spiegare l’importanza delle energie all’interno del corpo e l’essenza dei chakra in maniera accattivante, facilmente comprensibile. Le storie che coinvolgono Cettina e gli altri protagonisti dei racconti e i percorsi di meditazione guidata si prefiggono l’obiettivo di aiutare bambini, educatori e terapeuti a porre l’attenzione sulle emozioni gradevoli o bloccanti che si percepiscono durante la crescita, per prenderne consapevolezza e accoglierle senza giudizio, riconoscendo loro il diritto di esistenza e, attraverso il racconto di sé, imparare a gestirle al meglio. Cettina le identifica come rospi bitorzoluti che rappresentano l’invidia, la gelosia o altre emozioni spiacevoli ma che la narrazione trasforma in opportunità di riscoperta degli altri e di sé stessi. La lettura è un chiaro invito a costruire relazioni di condivisione tra adulti e bambini, non soltanto quelli “reali”, ma anche con il bambino che continua ad albergare nel cuore dei più grandi.

Enrica Elena Pierini. Dapprima animatrice culturale e teatrale in seguito docente di scuola primaria, è stata per anni formatrice e animatrice digitale. Appassionata ricercatrice del mondo spirituale ed energetico ha conseguito diversi attestati tra cui quello di Master Reiki secondo il sistema Usui e di Mindfulness per bambini. Ha compiuto diversi viaggi in India approfondendo gli insegnamenti di alcuni maestri spirituali. 
Ha pubblicato Tesori in Vasi di Terra (Ali&No Editrice, 2001) e Lungo il Fiume Madre (Sovera Editrice, 2006).

Dott.ssa Vincenza Prota. Psicologa , Psicoterapeuta, Master Reiki.
La sua attività si è estesa dall’ambito clinico al mondo del lavoro, dalla bioenergetica allo stress l-c, dall’ambito educativo/formativo scolastico, al sostegno delle famiglie . L’incontro con la Meditazione, il Reiki, i Mandala e soprattutto con la spiritualità orientale ha arricchito la sua esperienza professionale e personale. Ha pubblicato “Alla ricerca del senso” Giornale dell’Ordine degli Psicologi, 2013; “Valutazione di rischio stress lavoro-correlato: un buon esempio” il M C Journal 2015.
LinguaItaliano
Data di uscita30 apr 2022
ISBN9788830662469
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    Anteprima del libro

    I Rospi Bitorzoluti - Enrica Elena Pierini

    Prefazione

    Scrivere una prefazione per il vostro libro è un onore e un piacere per noi.

    Questo libro è il frutto del lavoro energetico svolto insieme negli ultimi anni e che continua nella disponibilità, anzi nell’essere al servizio con l’accompagnamento, per coloro che ce lo chiedono, in tutte le situazioni della vita, dalla nascita fino alla morte e oltre.

    Voi, un’educatrice e una psicoterapeuta, siete riuscite a parlare di energia e a raccontare i chakra a un livello che può essere sperimentato e compreso anche dai bambini.

    Insegnare è un’altra forma di essere al servizio, una missione per trasmettere qualcosa ad altri, per scoprire qualcosa insieme agli altri. Servono conoscenza, esperienza, entusiasmo ed elasticità.

    Voi avete deciso di raccontare delle storie per aiutare i bambini a percorrere le strade dell’energia all’interno del corpo fisico, energia che comunemente chiamiamo chakra. Questo flusso energetico nel corpo deve essere costante e continuo, se lo blocchiamo creiamo problemi come quando si blocca il traffico e si crea un ingorgo!

    Vi rivolgete agli adulti, educatori e terapeuti, perché, utilizzando questi percorsi con i piccoli, fatti di storie, meditazioni e attività espressive, i bambini pongano attenzione ai loro eventuali ingorghi e possano compiere un primo passo, molto importante: comprendere che ciò che provano è condivisibile con gli altri e che compagni, genitori, maestri... tutti come loro, percepiscono emozioni più o meno gradevoli e tutto questo fa parte del mondo, anche le emozioni, e tutti partecipiamo alla vita nel suo divenire!

    Aiutando i piccoli a scoprire che siamo una parte di un tutto, li aiutiamo a comprendere che quando creiamo muri e divisioni creiamo anche infelicità e sofferenza, per tutti.

    In realtà siamo tutti composti da elementi che conosciamo: terra, acqua, fuoco e aria.

    La parte solida (il corpo fisico) ci collega alla terra, la parte liquida (80% circa nel corpo) è rappresentata dall’acqua, il movimento dato dalle attività del corpo rappresentano il fuoco e infine c’è l’aria che respiriamo, che scambiamo con la natura e che definisce il nostro essere vivi. L’energia è quel movimento che permette la comunicazione fra tutti gli elementi e mantiene un certo equilibrio che, quando viene a mancare, crea uno stato di disagio e un’eventuale malattia. Ecco perché è importante cominciare a capire come l’energia si muove e come, attraverso i chakra, fornisce informazioni sullo stato di salute, su cosa fare per sbloccare l’ingorgo e riportare il benessere.

    La cosa più importante che i bambini possono sperimentare attraverso queste storie è come mettere in pratica la ricerca di un equilibrio nella vita giornaliera, come attivare la partecipazione, come stimolare la collaborazione, come sviluppare l’accettazione, come usare la condivisione anche nei giochi, nella vita e così scoprire quell’Amore che tutto unisce e tutto lenisce.

    Franca e Roberto

    Premessa

    Sulla narrazione e le emozioni

    Questo libro è una raccolta di racconti e di meditazioni guidate per bambini.

    È nato dal piacere di scrivere e di narrare storie, racconti tra il fantastico e il realistico. Scritto il primo racconto e, visto che rendeva felici sia chi narrava sia il bambino che ascoltava dentro di noi, è nata l’idea di scrivere per altri bambini, di raccontare storie a chi ama le storie.

    I racconti affascinano i bambini. Il leggere insieme le storie o il raccontare storie consente di creare col bambino una relazione che può offrire molte opportunità. Una relazione incantata, dove l’adulto gestisce il tempo lento del racconto, e il bambino ascolta, anticipa, chiede: si crea una condivisione di emozioni, che vengono rappresentate, spiegate, riconosciute – che diventano pertanto pensabili – ma anche una condivisione di sensazioni, parole e suoni, tra l’adulto e il bambino, tra il bambino reale e il bambino che alberga nel cuore di noi adulti.

    Ha preso così forma, lentamente, l’idea che si poteva narrare non solo per il piacere di vedere realizzate sulla carta le fantasie che rumoreggiavano nella mente e chiedevano di essere messe al mondo, ma anche perché queste potessero avere una finalità educativa, nella misura in cui i bambini fossero messi in condizione di prendere coscienza del proprio mondo emotivo e, con l’aiuto dell’educatore, imparare a gestirlo.

    La magia della narrazione forse sta proprio nella possibilità di aiutare un bambino a capire la sua vita reale, le sue ansie, i suoi timori, le sue eccitazioni, partendo dal mondo della fantasia che permette un allargamento dei propri confini. Il bambino è incentivato a immaginare, a costruire le proprie immagini personali interne, ma anche a crearsi un’immagine della realtà che lo circonda, crea così uno spazio dove tutto è possibile.

    Facendo riferimento all’opera di Donald Woods Winnicot, possiamo dire che lo spazio della narrazione, come quello del gioco, è anche uno spazio transizionale: esiste uno spazio, per il bambino, che s’interpone tra la realtà soggettiva e oggettiva, un’area transizionale, appunto. Che questo spazio sia costruito soggettivamente o percepito oggettivamente, è uno spazio dove elaborare emozioni, fantasmi, desideri, in quanto il bambino sperimentando le due realtà, può spingersi verso la realtà oggettiva senza esserne traumatizzato. La narrazione di una storia infatti trasporta i bambini piccoli in un mondo fantastico protetto dove l’immagine, la voce del narratore, i personaggi diventano quasi parte di lui. Vivendo la narrazione come una attività ludica, non ansiogena, il piccolo può affrontare anche tematiche difficili senza vedere compromessa la propria autostima. Possiamo quindi dire che le storie ascoltate nella nostra infanzia, hanno contribuito a farci diventare quello che siamo oggi.

    Dal punto di vista cognitivo, Jerome Bruner definisce la narrazione come una peculiare modalità di pensiero.

    Il bambino che viene frequentemente in contatto col testo scritto o narrato, può migliorare o arricchire più facilmente il linguaggio sia orale che scritto, avendone maggiore famigliarità, incontrando nel racconto ambienti, situazioni, eventi nuovi, descritti con parole ed espressioni che impara a usare.

    Il racconto ha delle potenzialità formative importanti per la dimensione affettiva e motivazionale, favorisce infatti lo sviluppo di facoltà cognitive, affettive, sociali. Incontrare attraverso l’ascolto del racconto, le emozioni di altri, permette di rivedere le proprie, di confrontarsi, di aprirsi ad altro. Vengono apprese le regole del vivere sociale, si impara che è importante tenere in considerazione anche il punto di vista degli altri per stare bene tutti.

    La lettura di fiabe con l’adulto e l’ascolto di storie narrate rappresentano per il bambino strumenti privilegiati per lo sviluppo linguistico e per la conoscenza del mondo (Levorato, 1988, p.26). Fungendo da specchio, le fiabe, i racconti, i miti permettono la comprensione di se stessi, aiutano a risolvere i problemi, offrendosi come modelli possibili. La narrazione

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