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All'Ombra della Chiesa
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E-book110 pagine1 ora

All'Ombra della Chiesa

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Info su questo ebook

Matteo, in missione in un campo profughi nell’isola di Vis (Croazia), si ritrova immerso in un mondo in cui si intrecciano volontariato umanitario, guerra e la a-temporalità della vita isolana.
In questo scenario che appare immobile, si inserisce, a metà racconto, una realtà segreta, che non è possibile comprendere fino alla fine, se sia vera, o frutto di un viaggio onirico del protagonista. 
Un noir onirico formato da flash che fotografano il momento di passaggio tra fine del Novecento e l’inizio del Duemila, intrecciando sociale (unità di strada, comunità di recupero tossicodipendenti, la comunità di Don Gallo), strascichi della guerra nella ex Juguslavia e intimità in una forma oscena e candida nello stesso tempo. 
LinguaItaliano
Data di uscita12 lug 2022
ISBN9791221371840
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    All'Ombra della Chiesa - Gabriele Baroni

    Gabriele Baroni

    All'Ombra della Chiesa

    Talent Edizioni

    La Talent Edizioni è la collana editoriale di APICA - Ass. Professionale Italia Coach e Arte

    Vedi il sito: https:// www.apica-coach.it/

    Prima Edizione: Luglio 2022

    Il disegno di copertina, a matita e acquarello, è di Francesca Bellati

    UUID: 2ff226a7-fd14-447b-aac6-f7ea79153fb8

    Questo libro è stato realizzato con StreetLib Write

    https://writeapp.io

    Indice dei contenuti

    Prefazione

    Prima Lettera da Vis

    Parte Prima

    Parte Seconda

    Parte Terza

    Ultima Lettera da Vis

    Prefazione

    decoration

    Al suo romanzo d’esordio nella narrativa, l’autore propone un approccio a questo racconto non prettamente letterario, ma anche antropologico ed etnografico: lo scorrere delle pagine ci pone di fronte a parole che descrivono le relazioni interpersonali che si vengono a creare in un ambiente in cui il contesto, e gli stessi personaggi, possono privarsi reciprocamente della propria dignità e dei propri diritti. Le emozioni hanno un nome, un suono, un colore, sono le radici nelle quali si intravedono riflessi di guerra, di volontariato, di passioni.

    Dal punto di vista narrativo, l’autore riesce ad avvicinare al lettore i personaggi descritti, attraverso l’espressione del loro stato emotivo, in modo coerente, efficace e veritiero con le situazioni rappresentate.

    Matteo, il protagonista, si riflette nelle parti più vulnerabili e misteriose dei personaggi incontrati: un uomo in grado di concentrare la propria attenzione anche ai rapporti sociali che non lo riguardano direttamente e che esplora l’imperfezione delle relazioni umane.

    La cifra stilistica del romanzo si articola in capitoli brevi senza seguire una linea temporale regolare. La scrittura colloquiale manifesta l’abilità di Baroni di riuscire a mantenere il lettore in un’indefinibile sospensione e lo invita ad un’esplorazione emozionale. Lo stile non persuasivo, ha un approccio inizialmente pacato che accompagna il lettore nell’attesa che accada qualcosa o che il protagonista, porti a termine il suo compito. L’inaspettato si presenta improvvisamente, sorprendendo il lettore, con tutta la sua potenza.

    La sessualità presente ma mai palesemente svelata, lascia spazio all’immaginazione ed è provocatoriamente intrisa di tinte forti. La descrizione della realtà emerge indirettamente attraverso le voci dei personaggi, i cui toni e riflessioni improvvisamente cambiano, diventando più forti e veloci.

    Il sottotesto, onirico-narrativo con rimandi ad un amore nostalgico, è il centro su cui ruota tutta la narrazione. Il risultato è un racconto in grado di esplorare i vari aspetti e i vari luoghi della vita che rimandano il lettore ad uno sguardo fra la profondità del vissuto. Il lettore, trascinato all’interno della storia, potrà immedesimarsi con il personaggio stesso e decodificarne il comportamento.

    Sacon, questo luogo oscuro, terrorizzante e misterioso è un’esperienza realmente vissuta o il frutto di un potente e totalizzante viaggio interiore? Cosa ha realmente vissuto Matteo?

    Viviana Dall’Ora

    Direttore scientifico Talent Edizioni

    A Michele

    Prima Lettera da Vis

    decoration

    Isola di Vis, Croazia, giugno 1995

    Il mare e il caldo non danno vita a un clima vacanziero. La Croazia è in guerra. A Vis, però, la guerra non c'è. Isola militare per tutto il tempo del comunismo, oggi Vis è rifugio di soldati in vacanza premio e di profughi bosniaci alloggiati nel campo Samogor, dove sono venuto a svolgere una missione di volontariato umanitario.

    Il campo profughi ospita soprattutto bambini, donne e vecchi.

    La guerra qui, però, non c'è. Ci sono i racconti, i visi, i corpi della guerra, ma la guerra non c'è.

    La faccia segnata di Vlad, 15 anni, a cui hanno stuprato la madre e ucciso il padre davanti agli occhi, mi si confonde con lo sguardo di mio nonno - nonno Pinin -quando la sera, mi raccontava della guerra. Quell'altra, quella dei partigiani.

    Mio nonno era amico dei partigiani. Lui era amico di tutti, era l'eroe del paese. Però era anche il Podestà del paese, Cortiglione, una collina del Monferrato di poche migliaia di abitanti, dove sono nato.

    Raccontava spesso di quando i partigiani lo avevano portato nel bosco per ucciderlo, ma poi si erano fermati perché lui era buono. Lui era un eroe.

    A Vis la guerra non c'è, eppure scorre lenta come i racconti di mio nonno. Al campo il lavoro è ostacolato dal responsabile, che ha in odio gli italiani.

    Il mio permesso di ingresso è scaduto.

    Le giornate passano lente, sono i profughi che vengono a cercarmi in paese dove ho una casa a tre piani sul mare e dove sto per la maggior parte del tempo da solo. Qui leggo e dormo. E soprattutto sogno.

    Parte Prima

    decoration

    I

    È stato trattenuto in Croazia. È là per una missione umanitaria, tornerà lunedì sera. Si tratta di spostare il colloquio di qualche giorno. Per Matteo è molto importante poter fare la specializzazione da voi.

    Stefano posò la cornetta con un sospiro.

    Matteo oltrepassò la sbarra del campo a passo deciso, una donna scendeva lungo lo stradone principale e lui rispondendo al saluto, spalancò il braccio destro facendogli disegnare una esse rovesciata a mo' di inchino. Era solo la sua terza giornata al campo ma si sentiva come a casa, i profughi gli apparivano familiari. Il giorno precedente aveva visitato almeno dieci famiglie e si era sparsa la voce della sua presenza. Alcuni erano diffidenti, ma la maggior parte lo veniva a cercare con le richieste più varie. Tuttavia aveva davanti a sé almeno tre quarti dello stradone principale da affrontare. Quell'immagine spaziale del suo lavoro lo scoraggiò, un’emozione intensa subito dispersa nella voce baritonale dell'uomo che gli si era avvicinato, chiedeva di essere intervistato. Matteo lo aveva capito dai gesti, perché parlava solo un dialetto bosniaco.

    Non gli era stato facile convincere la segretaria del corso. Era tornato da scuola dopo cinque ore di lezione e aveva dovuto affrontare la telefonata. Detestava quel tipo di incombenze, per una persona precisa come lui era umiliante. Guardò l'orologio, erano già le tre del pomeriggio, ormai il pranzo lo aveva saltato, decise di andare subito a riposare.

    Era un’abitudine che ormai aveva da qualche anno, dormire il pomeriggio, anche pochi minuti gli addolciva la giornata. Quella volta però si svegliò di soprassalto da un sonno pesante durato più del previsto, aveva giusto il tempo di prepararsi un pasto

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