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I segreti delle arti marziali interne
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E-book159 pagine1 ora

I segreti delle arti marziali interne

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Info su questo ebook

Il noto Maestro di Arti Marziali, presenta in questo saggio un percorso tecnico, storico e metodologico nel mondo delle Arti Marziali Interne, ovvero quei sistemi tradizionali, in particolare cinesi, che basano la pratica su elementi energetici, mentali e spirituali molto lontani dal puro e semplice atletismo.
Il libro, che si avvale di tre prestigiose prefazioni di famosi Maestri, illustra i “segreti” tecnici alla base della pratica interna, esamina tecnica, storia e leggenda dei principali stili interni cinesi – a cominciare dal famoso e diffusissimo Tai Chi Chuan – analizza, infine, alcuni metodi di studio usati nelle principali scuole.
Illustrazioni molto particolari e rare introducono i vari capitoli e ne fanno un testo assolutamente unico nella saggistica mondiale sull’argomento, la summa di mezzo secolo di studi e ricerche in tutto il mondo, presentato però con una prosa aneddotica e piacevole. Sarà di sicuro interesse per i tantissimi studiosi di stili interni, a partire dalla grande massa dei praticanti di Tai Chi, ma anche per tutti coloro che sono attratti dalle Arti Marziali tradizionali.
LinguaItaliano
Data di uscita4 lug 2018
ISBN9788827228494
I segreti delle arti marziali interne
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Autore

Stefano Agostini

Stefano Agostini, psicologo e insegnante professionista di Arti Marziali, dal 1979 studia gli Stili Interni cinesi. 5° Dan di Karate della Dai Nippon Butokukai, è stato responsabile italiano ed europeo di diverse scuole prestigiose. Ha collaborato per molti anni con le riviste Diana Armi, Samurai, Arti d’Oriente, Kung Fu Magazine, e con le Edizioni Mediterranee ha pubblicato nel 2000 Kung Fu Yi Quan, divenendo uno dei pionieri di questo stile in Occidente. Dirige a Firenze il Centro di Arti Marziali Budokan

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    Anteprima del libro

    I segreti delle arti marziali interne - Stefano Agostini

    Premessa dell’Autore

    Questo libro è la summa di quello che ho imparato, capito, e scoperto sulle arti marziali interne in un lungo viaggio che dura ormai da mezzo secolo.

    Pubblicandolo, vorrei ringraziare dal profondo del cuore tutti i miei generosi Maestri, e tutti i miei sinceri allievi: sia gli uni che gli altri hanno avuto fiducia in me, e a loro va la mia imperitura riconoscenza. Entrambi mi hanno aiutato a crescere, e spero che l’influenza sia stata reciproca.

    Vorrei sottolineare che in questo testo ho assolutamente evitato di presentare o proporre le mie personali scelte didattiche e metodologiche nell’ambito del lavoro interno, perché volevo occuparmi solo di principi generali validi per tutte le scuole.

    Per la realizzazione materiale del libro, un grande ringraziamento va alla mia allieva Reghina Papadatou, artista della grafica, che ha reso reali tanti sogni, e le cui immagini mi hanno dato l’entusiasmo iniziale per scrivere quello che avevo in progetto da molto tempo.

    Infine, una nota linguistica: per la maggior parte dei termini cinesi del libro ho usato la trascrizione Wade-Giles invece di quella ufficiale Pinyin. La ragione è una pura preferenza personale, che spero mi sarà perdonata.

    Buona lettura…

    Prefazione

    del Maestro Claudio Regoli

    Mi sembra fosse in riva al mare, nei pressi della foresta di Broceliande, che ho incontrato la prima volta Stefano. Lui era appena sbarcato da una fusta corsara, io ero in groppa a un balzano, o forse era il contrario.

    Eravamo entrambi in un grave dubbio: continuare nella ricerca del Graal, o arruolarci nell’esercito del re pazzo, che prometteva fama e ricchezze. Abbiamo fatto un po’ di strada insieme, poi siamo partiti ciascuno dietro al suo sogno. Non ricordo neppure bene il mio, ma sono certo ne facessero parte delle fanciulle discinte. Da allora ci siamo incontrati più volte, fortunatamente mai in bande contrapposte. Ciascuno di noi ha imparato ad apprezzare l’altro, scusandone i vari difetti, la mia supponenza e la sua toscanità, che lo rende a volte un interlocutore ostico, ma sempre intelligente e sincero (altri direbbero presuntuoso e testardo).

    Ora, come niente fosse, se ne esce con questo scritto, fingendo che non sia costato anni di sforzi, sudori, fatiche, per il puro piacere di fare parte ad altri delle proprie scoperte, e ben conscio che questo gli procurerà invidie, rancori e critiche contro la semplice soddisfazione di avere concepito un’opera semplice e ben fatta.

    Ci ritroveremo presto, come per caso, in un’infima bettola o in un fastoso palazzo dove servono cibi rari e bevande deliziose, se non sarà in una palestra ove aleggia sottile l’aroma dell’adrenalina, o forse nei campi di Barsoom; sempre alla casuale ricerca del Graal, apprezzando il viaggio più della meta, e pronti ad accettare improbabili sfide.

    Maestro Claudio Regoli

    6° Dan Kattori Shinto Ryu; 6° Dan Kendo;

    5° Dan Judo; 4° Dan Iaido; 3° Dan Aiki Budo;

    2° Dan Daito Ryu; 2° Dan Hoki Ryu; 2° Dan Jodo

    Prefazione

    del Maestro Manfred Erich Rottmann

    C’è un’aura che circonda questo posto, un lato spirituale. Mi ha ricordato molti dei dojo dove mi sono allenato a Tokyo, in Giappone. Gli studenti trasudavano determinazione e concentrazione. Nessun sorriso o segno che indicasse l’esistenza di qualcosa oltre il loro massimo impegno nel seguire e assimilare l’insegnamento del loro Sensei. Questo era il Budokan, non in Giappone, ma a Firenze, in Italia. Il direttore era Sensei Agostini, Stefano. Nel 1994 mi chiese di insegnare le arti marziali del defunto Gran Maestro Wang Shujin agli studenti italiani. Era la prima volta che insegnavo il sistema Cheng Ming in Italia, e la prima di molte altre lezioni al Budokan. Mi chiamo Manfred Erich Rottmann e sono l’ultimo discepolo scelto dal vecchio Maestro Wang Shujin.

    Il Maestro Agostini era il proprietario e il direttore del prestigioso dojo Budokan. Non potevo che ammirare la sua organizzazione e la sua struttura nell’offrire ai suoi studenti un’ampia gamma di discipline, sia nelle arti marziali sia in altre discipline fisiche e/o mentali. Uno studente poteva partecipare ai corsi di Aikido, Ju Jitsu, Karate, Kendo, Yoga, Yi Quan, Tai Chi Chuan e di altre discipline. L’offerta di simili tesori, insegnati da Maestri qualificati, era un fenomeno del tutto nuovo per me. Più tardi scoprii che alcuni dei workshop al Budokan erano tenuti da Maestri famosi in tutto il mondo. Ciò dava ai praticanti l’opportunità di assaporare esattamente ciò che incorporava un particolare sistema per poter poi decidere quale di essi seguire in maniera più approfondita. Era poi pratica comune che Agostini e un certo numero di istruttori particolarmente abili traessero ulteriore beneficio dalla partecipazione a lezioni private quotidiane con il Maestro in visita durante la sua permanenza.

    Era normale per Agostini andare in Giappone durante i mesi estivi al fine di allenarsi e imparare con vari Sensei a Tokyo. Da quel che ricordo, il solo fatto di avere un battito cardiaco era più che sufficiente a farvi sudare copiosamente in molte parti dell’Oriente. Questo dovrebbe soddisfare chiunque abbia dei dubbi sulla dedizione di Agostini nella sua continua ricerca e opera di perfezionamento di quanto ha appreso sulle arti marziali. La maggior parte degli italiani andava all’estero, o per lo meno in vacanza in località del globo dal clima più fresco. Non il Maestro Agostini.

    Tempo dopo ho saputo che Stefano, da adolescente, aveva fatto la scelta di dedicarsi all’apprendimento e alla pratica delle arti marziali. Invece della più facile e lucrativa carriera di psicologo, ha scelto il sentiero più arduo e faticoso di diventare il Maestro del Budokan. Dico più facile senza voler mancare di rispetto al campo della psicologia, dove occorre affrontare una ripida scalata per avere successo, ma che certamente non richiede la resistenza fisica e l’addestramento indispensabili per migliorare le conoscenze e le capacità marziali. Io credo che per far ciò occorra una forte volontà, caratteristica indispensabile per sopravvivere ed eccellere nel campo fortemente competitivo delle arti marziali.

    Ogni volta che ho insegnato a Firenze ho trovato studenti motivati e desiderosi di imparare. Nessuno si lamentava se le posizioni erano mantenute oltre i normali limiti, né obiettava sul volume di materiale trasmesso loro in un tempo relativamente breve. Ovviamente tali caratteristiche erano dovute alla preparazione quotidiana da parte di Agostini.

    Stefano, per qualsivoglia ragione, ha deciso di spingersi oltre e scoprire quale grado di perfezione lo attendeva in Cina, la madre patria delle arti marziali interne. È stato in molte città alla ricerca di Maestri esperti, conosciuti e sconosciuti. Quando ha trovato qualcuno che lo ha colpito, si è fermato e ha imparato ciò che poteva. Alcuni di questi Maestri sono poi stati invitati al Budokan a fare dei seminari. Il lettore deve capire che l’autore del libro non è un dilettante, a giudicare dal livello delle tecniche dimostrate, ma, a buon ragione, un Maestro di alto livello, che ha praticato e insegnato arti marziali per quasi cinquant’anni.

    Il libro si chiama I segreti delle arti marziali interne. A pelle, il titolo mi suscita qualche perplessità per via del termine segreto, una parola che viene abusata da molti autori che non sanno neanche di cosa parlano. Tuttavia Agostini ha l’esperienza, la conoscenza e la dedizione necessarie. Da quanto ho appreso, ci sono in effetti dei segreti.

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